Luca Coscioni

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Nasce Research4life

Mar, 07/07/2015 - 17:25
Nasce Research4lifeResearch4life/Ass. Coscioni7 Lug 2015Sperimentazione animale

Roma, 7 Luglio 2015 - "L'Italia deve al più presto riallinearsi con l'Europa in tema di sperimentazione animale, se vogliamo che la nostra ricerca rimanga competitiva e in grado di dare risposta ai problemi di salute ancora irrisolti". È questo l'appello che scienziati, pazienti, medici e industria farmaceutica hanno rivolto oggi alle istituzioni in occasione della presentazione ufficiale a Roma, presso il Senato della Repubblica, di Research4Life, (http://www. research4life. it/), iniziativa lanciata da parte di un ampio gruppo* di enti che hanno a cuore il futuro della ricerca biomedica italiana e della collettività e che per questo hanno deciso di parlare con un'unica voce per migliorare il dialogo tra istituzioni, società civile e mondo della ricerca. Caratteristica peculiare di Research4Life è dare spazio non solo a chi porta avanti la ricerca in ambito accademico, ma anche a chi ne traduce i risultati in terapie disponibili sul mercato, a chi le eroga ai pazienti e soprattutto ai malati in attesa di una cura.

L'incontro è stato introdotto dai saluti dell'On. Pierpaolo Vargiu, Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, e della Sen. Emilia Grazia De Biasi, Presidente della Commissione Sanità del Senato,  e dagli interventi di Roberta Chersevani, Presidente Federazione Nazionale Medici Chirurghi e Odontoiatri, e di Sandra Petraglia, Direttore Ufficio Sperimentazioni Cliniche di AIFA. Laura Berti, giornalista TG2-Medicina 33 ha, poi, moderato la tavola rotonda a cui hanno partecipato: Giulio Cossu, Professore di Medicina Rigenerativa Università di Manchester  -  Associazione Luca Coscioni, Carlo Manfredi, Presidente OMCeO Massa Carrara, Francesca Pasinelli, Direttore Generale di Telethon, Roberto Speziale, Presidente Anffas, Gianluca Vago, Rettore dell'Università degli Studi di Milano.  Elena Cattaneo, Senatrice a vita e ricercatrice, infine, anche alla luce della sua duplice esperienza di Ricercatrice e di Parlamentare, ha concluso ribadendo l'importanza e l'utilità dell'iniziativa che è stata oggi presentata.

"Abbiamo scelto di iniziare da un tema complesso e scomodo come quello dell'uso dei modelli animali nella ricerca biomedica per rompere il silenzio generale che, da sempre, circonda questo argomento" ha spiegato Giuliano Grignaschi, segretario generale di Research4Life. "Una scelta di coraggio e soprattutto di urgenza, alla luce delle recenti scelte fatte dal nostro Paese: siamo estremamente convinti che una corretta informazione sia un requisito essenziale per fare scelte consapevoli, sia a livello individuale che pubblico".

E l'importanza di una corretta informazione è stata ribadita anche dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che, nella sua lettera di saluto a sostegno dell'iniziativa, ha  dichiarato come "il rischio è che un cittadino poco informato, o peggio, male informato, possa lasciare campo aperto a convinzioni non fondate scientificamente. Questo non possiamo permetterlo, soprattutto perché stiamo parlando di un campo estremamente sensibile quale è la salute dei cittadini".

Pierpaolo Vargiu  si è soffermato sulla difficoltà del parlamentari  di tener conto correttamente sia delle ragioni del mondo scientifico e contemporaneamente resistere alle pressioni dei media e dell'opinione pubblica, come nel caso di Stamina. Contraddizione che può essere meglio gestita se anche il mondo scientifico si impegna  a comunicare in modo chiaro e comprensibile l'oggetto del proprio lavoro.

Emila Grazia De Biasi ha sottolineato l'importanza della ricerca, compresa la fase di sperimentazione sugli animali, sia per la salute dei cittadini ma anche per il più generale sviluppo del Paese. La sperimentazione animale va effettuata all'interno sia di regole derivanti  dall'etica di responsabilità che si deve avere nei confronti anche degli altri esseri viventi, sia dei protocolli particolarmente stringenti previsti dalle normative vigenti. Una corretta ed efficace comunicazione da parte del mondo scientifico è sicuramente necessaria per superare almeno in parte le attuali difficoltà che hanno messo l'Italia a rischio di infrazione per come ha recepito la Direttiva Europea 61/2010.

Roberta Chersevani ha sostenuto che la ricerca biomedica, compresa la fase di sperimentazione sulle cavie, è fondamentale per rispondere alle esigenze e alle speranze dei pazienti, ricordando che la Federazione degli Ordini dei Medici si è espressa all'unanimità a favore dell'utilizzo degli animali, nel rispetto dei principi etici e dei protocolli, nella ricerca di nuovi farmaci e di nuove terapie. Da qui il patrocinio di FNOMCeO a Research4Life.

Elena Cattaneo, Senatrice a vita e Ricercatrice, ha detto: "Mi auguro che questo appello possa concretamente servire a far sì che la Commissione Europea, aprendo una doverosa procedura di infrazione per errato recepimento della Direttiva europea, aiuti la politica italiana ad aprire gli occhi su uno strumento ad oggi irrinunciabile della ricerca. E' tempo di lasciarsi alle spalle scelte incomprensibili che non trovano alcun riscontro nei fatti e il cui esito è quello di ostacolare i ricercatori e il Paese nello sviluppo e, soprattutto, nella scoperta di nuova conoscenza per terapie a beneficio di tutta l'umanità".

Giulio Cossu, Professore di Medicina Rigenerativa Università di Manchester, consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni ha dichiarato: " Noi ricercatori e scienziati non proviamo un desiderio assoluto di usare gli animali, abbiamo la consapevolezza dell'esistenza di altre specie. Ma spesso non si può fare a meno della sperimentazione animale. Il principio al quale noi ricercatori dobbiamo far riferimento è quello delle  tre R: rimpiazzare (replacement), ridurre (reduction) e rifinire (refinement). Tutti saremmo ben felici di non dover utilizzare gli animali, ma per ottenere progressi in alcuni campi al momento non sono sostituibili. Un altro obiettivo su cui si fonda l'iniziativa di oggi e che va rafforzato è poi quello di raggiungere il numero maggiore di persone per informarle e non limitarle nel ruolo di oggetti/soggetti di propaganda ideologica, partendo ad esempio nel sottolineare che l'uso del termine 'vivisezionè è solo una strumentalizzazione terminologica".  

Prima iniziativa concreta la lettera aperta alla Commissione europea, disponibile on line all'indirizzo www. research4life. it, perché il nostro Paese ritorni sui suoi passi e adotti la nuova Direttiva 63/2010/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici nella sua versione originale, eliminando quelle restrizioni introdotte nella legge italiana che pongono l'Italia a rischio di infrazione nei confronti dell'Europa. Più in generale, la piattaforma web è uno strumento di informazione e condivisione che dà la possibilità a istituzioni, giornalisti e cittadini di ricevere informazioni aggiornate e corrette direttamente dalla voce di tutti i protagonisti di Research4Life (non solo ricercatori ma anche rappresentanti di pazienti, dell'industria, del mondo medico e politico).

La nuova Direttiva 63/2010/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici è stata elaborata con grande difficoltà in quasi dieci anni di lavoro, riuscendo a rappresentare, nella versione approvata, il punto di equilibrio tra le istanze diverse e talora contrapposte. Nonostante abbia partecipato attivamente ai lavori europei, l'Italia ha applicato una normativa, quella contenuta nel Decreto legislativo n. 26/2014, molto più restrittiva della direttiva che ha inteso trasporre, prevedendo per esempio il divieto di utilizzo di animali per gli xenotrapianti, per le ricerche su sostanze d'abuso e per le esercitazioni didattiche dei futuri ricercatori (biologi, farmacisti, CTF, biotecnologi), nonché il divieto di allevamento (ma non di utilizzo) sul territorio italiano di cani, gatti e primati non umani. La moratoria di tre anni introdotta nel provvedimento per l'entrata in vigore dei divieti relativi agli xenotrapianti e alle sostanze di abuso, pur consentendo la prosecuzione delle attività di ricerca in corso fino al 31 dicembre 2016, pregiudica sin d'ora la possibilità di accedere a bandi e finanziamenti europei e riduce, di conseguenza, la capacità di ricerca dell'Italia nei consessi internazionali.

*I partner di Research4life
Enti sostenitori
•    Assobiotec
•    Farmindustria
•    Fondazione Giovanni Armenise Harvard
•    Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata
•    Fondazione Telethon
•    Istituto FIRC di Oncologia Molecolare (IFOM-Milano)
•    Istituto Italiano di Tecnologia (IIT-Genova)
•    Istituto Nazionale di Genetica Molecolare (INGM-Milano)
•    IRCCS-Ospedale San Raffaele (OSR-Milano)
•    IRCCS-Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri (IRFMN-Milano)
•    Università degli Studi di Milano

Enti patrocinanti

•    Associazione gli amici di Matteo  -  sindrome di Marinesco-Sjogren
•    Associazione Italiana GLUT1  -  Onlus
•    Associazione Italiana Malati di Alcaptonuria  -  aimAKU
•    Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica
•    Associazione per la Ricerca sul Diabete  -  Italia
•    Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale (ANFFAS)
•    Federazione Toscana degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri (FTOM)
•    Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO)
•    Gruppo Familiari Beta-sarcoglicanopatie Onlus
•    L'Albero di Greta  -  Onlus
•    Nerviano Medical Sciences
•    Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Massa Carrara
•    Pro-Test Italia
•    Syndrome EEC International
•    Uniamo  -  Federazione Italiana Malattie Rare
•    Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM)

Per maggiori informazioni
www. research4life. it
info@research4life. it

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Antiproibizionismo - La relazione “segreta” messa a disposizione sui siti radicali

Mar, 07/07/2015 - 10:15
Antiproibizionismo - La relazione “segreta” messa a disposizione sui siti radicali7 Lug 2015Laicità

Quasi introvabile in Internet, i radicali mettono a disposizione di tutti i cittadini (non solo italiani) la parte della relazione al Parlamento italiano della Direzione Nazionale Antimafia riguardante la depenalizzazione della cannabis e dei suoi derivati.

Lo straordinario documento -pressoché sconosciuto perfino alle classi dirigenti del nostro Paese- viene pubblicato nella versione italiana, inglese, francese e spagnola. La versione integrale della relazione (730 pagine) viene resa disponibile in italiano.

Le pagine relative alla cannabis ripropongono a distanza di 40 anni le tesi “radicali” oggetto di iniziative di disobbedienza civile che hanno coinvolto decine di militanti e dirigenti radicali, a partire dal leader radicale Marco Pannella e dalla segretaria di Radicali Italiani Rita Bernardini.

Per leggere la relazione integrale del DNA in italiano CLICCA QUI. Per leggere la parte specifica della relazione su Cannabis in italiano CLICCA QUI.   - Per leggere relazione DNA cannabis in inglese  - Per leggere relazione DNA cannabis in francese  - Per leggere relazione DNA cannabis in spagnolo AllegatoDimensione RELAZIONE DNA 2015.pdf9.04 MB Direzione Nazionale Antimafia depenalizzazione cannabis Relazione 2015 (1).doc38.5 KB francese Direzione Nazionale Antimafia depenalizzazione cannabis Relazione 2015-1.doc42 KB spagnolo DNA depenalizaciòn cànnabis. Relaciòn 2015.docx20.04 KB INGLESE.rtf_.docx10.28 KB
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Eutanasia: "Dopo la visita di Boldrini a Fanelli, chiediamo la calendarizzazione della legge"

Lun, 06/07/2015 - 12:40
Eutanasia: "Dopo la visita di Boldrini a Fanelli, chiediamo la calendarizzazione della legge"Associazione Luca Coscioni6 Lug 2015Eutanasia

Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni 

La visita della Presidente della Camera Laura Boldrini a Max Fanelli, malato di SLA che sta lottando per la discussione in Aula della proposta di legge popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e il pieno riconoscimento del testamento biologico, evidenzia l'urgenza della calendarizzazione della proposta depositata a settembre 2013 dall'Associazione Luca Coscioni.

Solo attraverso una pubblica discussione parlamentare è possibile arrivare a dare risposte agli oltre 67mila cittadini italiani che hanno sottoscritto la proposta di legge.
Massimo Fanelli, da Senigallia, si è unito recentemente in un appello insieme a Walter Piludu, malato di SLA e già presidente della provincia di Cagliari, Ida Rescenzo e Luigi Brunori, rispettivamente malati di distrofia muscolare e SLA, tutti e quattro iscritti all'Associazione Luca Coscioni, soggetto costituente del Partito Radicale. Nel loro appello rivolto ai membri delle commissioni Affari Sociali e Giustizia alla Camera, nonché a tutti i capigruppo, i quattro scrivono: "Non cerchiamo compassione, ma diritti. Non pretendiamo che Lei condivida nel merito la nostra esigenza di libertà nelle scelte di fine vita. Ma chiediamo - questo sì, nella maniera più assoluta - che sia aperto un dibattito e che siano assunte delle decisioni di fronte all'opinione pubblica. Non lo impone soltanto l'importanza del tema, ma anche la Costituzione, che attribuisce al popolo l'esercizio diretto dell'iniziativa delle leggi". Nessuna risposta formale è arrivata alla loro richiesta.

Per denunciare il fatto che molti malati terminali siano costretti, se possono permetterselo,  a trasferirsi in Svizzera per ottenere la "dolce morte" e che per gli altri rimane la sofferenza o l'eutanasia clandestina, Marco Cappato, Mina Welby e Gustavo Fraticelli, attraverso il sito www.soseutanasia.it, da marzo 2015 portano avanti una disobbedienza civile dando aiuto, anche logistico, alle persone che si vogliono recare in Svizzera per ottenere il suicidio assistito.

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Puntata del Maratoneta di sabato 4 luglio 2015

Lun, 06/07/2015 - 11:17
Puntata del Maratoneta di sabato 4 luglio 2015Radio Radicale4 Lug 2015Valentina Stella

Sommario della puntata: informazione e fine-vita; informazione e ricerca biomedica; notizie dall'Italia e dal mondo nell'ultima settimana.

Conduce: Valentina Stella.

Intervengono:

Giuliano Grignaschi, responsabile Animal Care Unit dell'Istituto Mario Negri;

Bruno Manfellotto, giornalista, già diretto de L'Espresso.

Per riascoltare la puntata CLICCA QUI.

Il Maratoneta
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Eutanasia legale - La Presidente della Camera dei Deputati sta con Max

Dom, 05/07/2015 - 11:05
Eutanasia

 

COMUNICATO STAMPA 

Senigallia,4 luglio 2015 

Agli organi di stampa, loro sedi

 

 Oggetto: Visita a Max Fanelli da parte della Presidente della Camera, Laura Boldrini

La Presidente della Camera Laura Boldrini si è recata nella giornata di oggi, in visita privata nell’abitazione di Max Fanelli, il senigalliese malato di SLA che da mesi combatte in prima persona affinché venga discussa in tempi brevi la legge di iniziativa popolare sul fine vita depositata quasi due anni fa dal comitato “Eutanasia Legale”.

La Presidente Boldrini appena arrivata ha espresso una profonda ammirazione per la vita di Max, a cui lo accomuna un passato di cooperazione nel sud del mondo. Max, infatti, tutt’oggi gestisce, attraverso la sua associazione “I Compagni di Jeneba”, importanti progetti umanitari a sostegno dei bambini della Sierra Leone. 

Grazie al lettore ottico, Fanelli ha spiegato la sua situazione di malato terminale di SLA, costretto a vivere attaccato a macchinari grazie ai quali respira, mangia, comunica. Ricordando che, quando il suo occhio destro, l’unica parte ancora non paralizzata, non si muoverà più, lui non riuscirà più ad esprimere pensieri, stati d’animo e di salute, risultando, nei fatti, murato vivo dentro il suo corpo. Si chiede se c’è dignità in tutto questo e in un Paese che non permette di poter decidere sulla propria vita, imponendo di fatto le scelte altrui. 

La Presidente Boldrini, visibilmente commossa e partecipe, ha assicurato il suo appoggio e la piena disponibilità ad essere al fianco a Max nelle sue battaglie, sottolineando che un Paese che non permette a un individuo di scegliere, non può dirsi democratico. 

Max Fanelli ha quindi consegnato, attraverso la moglie Monica, una lettera e alcune delle migliaia di cartoline che da tutta Italia stanno giungendo per sostenere la campagna #IoStoConMax per una legge sull’eutanasia legale, unitamente ad altrettante buste destinate ai capigruppo di Camera e Senato, nella speranza di aprire un dibattito che la classe politica italiana ancora ha timore ad affrontare. 

 “Io sto con Max” 

 

Sito Io Sto Con Max: http://iostoconmax.tumblr.com/ 

Link Twitter: https://twitter.com/iostoconmax

 

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/Io-Sto-Con-Max-Si-Alleutanasia/363116450536119?ref=ts&fref=ts

 

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Data: Sabato, 4 Luglio, 2015 - 16:00 to 17:00Città: SenigalliaIndirizzo: via del Castellaro Organizzatore: IoStoConMax AllegatoDimensione foto04072015.docx55.22 KB articoli04072015.docx469.2 KB
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Ricerca scientifica sugli Ogm e scelte di governo trasparenti

Ven, 03/07/2015 - 12:50
Ricerca scientifica sugli Ogm e scelte di governo trasparentiLa Repubblica3 Lug 2015Elena CattaneoOgm

In un Paese democratico il governo detta le scelte politiche, a partire da quelle economiche e, nel caso in questione, stabilisce la politica agricola e alimentare. Ma se non può portare dati e statistiche a sostegno delle sue scelte fa eccezione agli articoli 9 e 33 della Costituzione. Il divieto alla ricerca pubblica su piante geneticamente migliorate non è che questo.
Il governo, se vuole, racconti di motivi di supremo interesse per la sicurezza nazionale, ma non cambi discorso per non guardare i problemi, dopo che politiche agricole scellerate hanno causato un deficit della nostra bilancia agroalimentare pari a 4-6 miliardi ogni anno, da 20 anni.
In Parlamento e su queste pagine ho chiesto al governo di dare attuazione ai regolamenti necessari per schiodare dal palo la ricerca scientifica pubblica sugli Ogm in pieno campo. Il ministro Martina risponde eludendo le questioni ed evocando scenari che mancano di argomenti. Ripropongo il tema a una Sua più scientifica attenzione.

1) Il Ministro banalizza la discussione sugli Ogm. Non si parla di "giochi molecolari cui gli scienziati si dilettano per sport", bensì di innovazioni cui guardare per far resistere ed esistere il pomodoro San Marzano, gli agrumi del mezzogiorno, il riso Carnaroli, meli, viti, ulivi; ma anche frumento che cresce con meno acqua, meno aggredito da parassiti, nutrito da microrganismi che alimentano i cereali di azoto e fosforo, etc...

Gli scienziati sono in grado di trasferire nelle piante geni provenienti da altri organismi, oppure all'interno della stessa specie (da una patata a un altro tipo di patata), o di modificare il genoma della pianta senza introdurre nuovi geni. Sono le tecniche del transgenico, del cisgenico e della correzione del genoma (o evoluzione guidata). L'alternativa è pregare che una pianta migliore appaia spontaneamente e alla svelta.

Il Ministro ha deciso di abbandonare in mani straniere le commodities, quindi anche grano e mais. Ricercatori italiani e imprenditori agricoli, invece, vogliono provare a competere e a proporre idee su pomodori, meli, peschi e agrumi, che non sono commodities.

Ecco, signor Ministro, perché tutto il mondo della ricerca pubblica è deluso e arrabbiato. Perché se lei non consente questa ricerca in pieno campo (è questo il punto) vuol dire che è indistinguibile da chi ha causato quel buco di bilancio drammatico. Poi non ci si stupisca se giovani ingegnosi se ne vanno e non tornano. Dovrebbero forse restare in un Paese che chiede loro di rinunciare a pensare, e magari divenire complici della sua arretratezza?

2) Io non ho detto, né pensato, che Ogm e miglioramento genico non Ogm siano l'unica soluzione per i problemi dell'agricoltura, e nessuno scienziato lo ha mai scritto. Si è cercato di spiegare che vietarli immotivatamente significa togliere al Paese e ai nostri imprenditori agricoli delle opportunità.

Un governo e un ministro trasparenti dovrebbero quindi dire: è vero che gli Ogm studiati e autorizzati sono sicuri per la salute; che da anni entrano nei nostri prodotti alimentari ( anche in quelli "apprezzati in tutto il mondo'); che potrebbero salvare le nostre piante; ma decidiamo comunque di non coltivarli e di non studiarli per ragioni politiche ed economiche (direi ideologiche). E comunque continueremo a importarli.

3) Il ministro Martina dice che l'Italia è Ogm free. Se non porta prove, è propaganda. Almeno 3 kg del pasto quotidiano di una vacca sono Ogm. Cioè, ogni giorno, entrano e vengono consumate 10mila tonnellate di mangimi Ogm che comperiamo all'estero. Non solo. Tra il 1992 e il 2004 abbiamo sperimentato in campo aperto quasi 300 tipologie di piante Ogm. Senza leggi speciali, semplicemente osservando le norme e i protocolli pianta per pianta.

Abbiamo messo in campo decine di piante Ogm di pomodoro, melanzana, cicoria, vite, fragola, grano, mais e insalata, senza il minimo problema. Abbiamo anche coltivato centinaia di ettari di mais Ogm, anche questi senza danni per nessuno ( i dati della Forestale friulana parlano chiaro). Ecco perché far percepire al cittadino che l'utilizzo di una tecnologia ormai storica e che ha promosso il benessere umano sia come il consumo di una droga illegale è qualcosa di inaccettabile.

4) Il ministro Martina elogia gli studi di genomica compiuti sul grano duro, pesco, agrumi, vite. Nel neonato CREA sono 22 i ricercatori che si occupano di genomica (6% del totale). Un po' poco per sperare di cambiare l'agricoltura nazionale. La genomica è importante. Ma un premio Nobel l'ha definita "un lavoro preparatorio", che non porta alcun risultato applicativo senza ipotesi e modelli sperimentali da controllare in pieno campo. E quindi, ora che conosciamo come intervenire per migliorare melo, vite, pesco, riusciremo ad agire per evitare che l'Italia resti il principale utilizzatore di fungicidi e quindi di metalli pesanti sparsi a piene mani sui nostri campi e sulle nostre colline?

Provi il Ministro anche a chiedere agli scienziati italiani che hanno partecipato al sequenziamento dei genomi, se sono contrari a utilizzare queste conoscenze anche per migliorare le piante tramite le tecnologie di cui sopra. Cosi, forse, invece di discutere se favorire le multinazionali statunitensi del biotec (quelle dei semi Ogm e da cui acquistiamo anche tutti i nostri semi non Ogm, piante da orto incluse) o quelle europee della chimica (ad esempio quelle tedesche), potremmo cominciare a favorire i prodotti e l'agricoltura italiana.

5) Un ultimo chiarimento, signor Ministro: lei è favorevole a consentire la ricerca controllata in campo aperto con le tecnologie di miglioramento genico (Ogm o no) oppure continuerà, come i suoi predecessori, a impedire la produzione di varianti delle nostre piante tipiche che siano resistenti ai naturali parassiti? Ovviamente esaltando la tipicità di un biologico che rimane, a tutti gli effetti, un inganno semantico, oltre che un affare per pochi.

Mi chiedo se è al corrente che questa politica aiuta le multinazionali della chimica a venderci insetticidi autorizzati in agricoltura biologica dove si dichiara: "tossico per le api" —'nuoce gravemente all'ambiente acquatico". In questo modo verrà tutelata "l'agroecologia"?

Nel frattempo, esperti di politiche agricole del mio Ateneo mi informano che la semina di mais in Italia, nel 2015, è ulteriormente in calo del 10% rispetto al 2014. Sfonderemo il muro del miliardo di euro di spesa per l'importazione del solo mais. Infine, se l'Europa impedirà al nostro Paese di vietare le importazioni di mangimi Ogm, confermandoci "Paese non-Ogm free", Lei si schiererà con me per l'etichettatura di tutti i derivati da mangimi e cotone Ogm?

Condivido la sua battaglia per la trasparenza alimentare verso i consumatori, ma questa non può essere condotta a giorni alterni. O la trasparenza riguarda solo i formaggi fatti senza usare latte, ma non quelli prodotti da animali nutriti con Ogm?

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Marco Perduca parteciperà al "Convegno verso #UNGASS2016"

Gio, 02/07/2015 - 14:30
Laicità

Marco Perduca parteciperà al "Convegno verso #UNGASS2016 - UN CAMBIO DI PASSO PER LA POLITICA SULLE DROGHE IN ITALIA E NEL MONDO" a Udine presso la Sala Ajace, venerdì 10 luglio.

L'evento è pubblico e non necessita registrazione. E' organizzato dalla Società della Ragione ONLUS in collaborazione con Antigone, Cgil, Cnca, Forum Droghe, con il Patrocinio di Regione Friuli Venezia Giuliam, Comune di Udine e Camera Penale di Udine.

Di seguito il programma completo dell'evento:

ore 9.00 Saluti istituzionali
Franco Codega, Presidente VI Commissione Consiglio Friuli Venezia Giulia Furio Honsell, Sindaco di Udine

Ore 9.30 Prima sessione
Presiede Massimo Brianese, la Società della Ragione

"Il processo a Rototom: dalla caccia alle streghe all’assoluzione"
Relazione di Franco Corleone Coordinatore nazionale Garanti detenuti
Interventi di Rino Battocletti, avvocato; Simona Filippi avvocato;
Filippo Giunta, Rototom.

Ore 10.30 Seconda sessione
Presiede Andrea Sandra, Camera Penale di Udine

"Presentazione del 6° Libro Bianco sugli effetti della legge antidroga
e delle proposte di legge per la riforma."
Relazioni di Stefano Anastasia la Società della Ragione; Eleonora
Maresca, giurista; Carlo Renoldi, Magistrato - MD.
Interventi di Hassan Bassi, Forum Droghe; Maurizio Battistutta, Garante dei detenuti di Udine; Cecco Bellosi, CNCA; Paola Bevere, avvocato; Stefano Cecconi, CGIL; Elia De Caro, Antigone; Leonardo Fiorentini, Fuoriluogo; Michele Passione, avvocato; Fabio Scaltritti, Comunità San Benedetto al Porto.

Ore 14 Terza Sessione
Presiede Grazia Zuffa, Forum Droghe

"Il quadro internazionale in movimento: dalla Bolivia all’Uruguay"
Relazione di Pien Metaal, ricercatrice del TNI di Amsterdam.
Interventi di Maurizio Coletti, Itaca Italia; Marco Perduca Partito Radicale.

Ore 17 Tavola rotondaCoordina Leopoldo Grosso, Gruppo Abele, portavoce del Cartello di Genova
"L’Italia è pronta alla svolta?
I riflessi sulla cultura e la politica: i vantaggi per l’economia e la società"
Partecipano Silvana Cremaschi, consigliera regionale; Marco Rossi
economista; Eriberto Rosso, Presidente del Consiglio delle Camere
Penali; Pier Luigi Di Piazza, Centro Balducci di Udine; Alessandro Metz
LegaCoopSociali. 

Data: Venerdì, 10 Luglio, 2015 - 09:00 to 19:00Città: UdineIndirizzo: Sala Ajace
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Procreazione Assistita - Arrivano le linee guida. Restano le lacune

Gio, 02/07/2015 - 11:12
Procreazione Assistita - Arrivano le linee guida. Restano le lacuneIl Manifesto2 Lug 2015Filomena GalloFecondazione assistita

Finalmente ieri il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha emanato le nuove linee guida che regolano la Procreazione medicalmente assistita. Le ultime risalgono al 2008 e secondo quanto previsto dalla legge 40/2004 sarebbero dovute essere aggiornate almeno ogni tre anni. Facendo pochi calcoli semplici, il ministero per quattro anni, presupponendo un eventuale aggiornamento nel 2011, ha violato la legge.

Questo lo abbiamo fatto presente più volte, presentando anche una diffida formale contro il ministero. Avevamo proprio bisogno di una bussola per esplorare il nuovo terreno della fecondazione assistita che è mutato molto dalla promulgazione della legge. Basti pensare che dal 2008 ci sono state ben tre sentenze della Corte Costituzionale, che hanno rimodulato la legge 40 del 2004, eliminando, rispettivamente, il numero massimo di tre embrioni da creare e trasferire in un unico e contemporaneo impianto, il divieto di fecondazione eterologa, il divieto di accesso alla diagnosi pre-impianto per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche.

Proprio quest`ultima decisione della Consulta, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 15 giugno, è stata ignorata nelle linee guida, nonostante i giudici nel testo della sentenza avessero sottolineato la necessità di un intervento del legislatore in base all`evoluzione tecnico scientifica. Inoltre manca l`indicazione per una campagna informativa per la donazione dei gameti, sia maschili che femminili, utili per la fecondazione eterologa: sono tantissime le coppie che scrivono all`Associazione LucaCoscioni per denunciare la mancanza cli ovociti e spermatozoi nei centri di fecondazione.

Come si può apprendere dal sito del ministero della Salute nel 2014 e nel 2015 sono state effettuate undici campagne informative: perché non fame una che potrebbe far capire a molti cittadini che insieme si possono far nascere molti bambini? Eppure la piaga della bassa natalità che affligge il nostro Paese sta a cuore al ministro Lorenzin. Poi, c`è sempre lo spauracchio dell`eugenetica. Nel comunicato del ministero si può leggere: «Per escludere illegittime selezioni eugenetiche, alle coppie che accedono all`eterologa non è consentito scegliere particolari caratteristiche fenotipiche del donatore».

In Italia non c`è mai stata la scelta delle caratteristiche fenotipiche, ma solo la richiesta di abbinamento in base alla compatibilità sanitaria e di caratteristiche somatiche della coppia con il futuro bambino. Perché strumentalizzare alcuni termini? Forse è solo un pretesto per ostacolare l`applicazione della tecnica? Inoltre, il ministero continua ad affermare che le tecniche di Pma saranno incluse nei Livelli essenziali di assistenza. Ma quando verranno aggiornati?

Anche su questo punto i malati e i disabili stanno vivendo da troppi anni una situazione di completo abbandono e indifferenza da parte del governo che ha scelto di non impegnarsi nell`aggiornamento. Si ribadisce, in ultimo, che è vietata qualsiasi sperimentazione sugli embrioni non idonei per una gravidanza: gli scienziati italiani sono oggi costretti ad utilizzare cellule staminali embrionali importate dall`estero, come ha sottolineato lo scienziato Michele De Luca in un appello inviato proprio ieri ai parlamentari e ai membri di governo.

Un paradosso che potrebbe essere eliminato cancellando questo divieto dalla legge 40 e permettendo ai ricercatori italiani di tentare la strada per nuove cure a malattie al momento inguaribili. Basterebbe un atto del governo ad anticipare un nuovo intervento della Corte costituzionale che su questo si dovrà pronunciare.

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Fecondazione: bene le linee guida ma rimangono delle criticità

Mer, 01/07/2015 - 17:17
Fecondazione: bene le linee guida ma rimangono delle criticitàFilomena Gallo1 Lug 2015Fecondazione assistita

In merito al decreto di aggiornamento delle linee guida della L.40/2004, che regola la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni commenta così il comunicato stampa emanato dal Ministero della Salute, in attesa di conoscere il testo integrale del provvedimento, per valutare se il Ministro ha mantenuto quanto preannunciato, cioè garantire l'accesso alla fecondazione medicalmente assistita alle coppie che ne hanno bisogno per poter provare ad avere una gravidanza che giunga al termine:

1)“Il nuovo testo, che aggiorna le linee guida del 2008, è stato rivisto in rapporto all’evoluzione tecnico-scientifica del settore e all’evoluzione normativa; in particolare ai decreti legislativi 191/2007 e 16/2010 e all’Accordo Stato Regioni del 15 marzo 2012 (che applica alla PMA le normative europee su qualità e sicurezza di cellule umane), e alle sentenze della Corte Costituzionale n.151/2009, e n.162/2014 le quali hanno eliminato, rispettivamente, il numero massimo di tre embrioni da creare e trasferire in un unico e contemporaneo impianto, e il divieto di fecondazione eterologa”.

Commento: come mai il Ministero non ha colto l’occasione anche per emanare linee guida anche in rapporto all’ultima sentenza della Corte Costituzionale, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 5 giugno, con cui viene cancellato il divieto di accesso alla fecondazione per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche, previsto dalla legge 40 del 2004? Proprio in quella sentenza la Corte rimandava ad un intervento del legislatore in base all’evoluzione tecnico scientifico delle tecniche procreazione medicalmente assistita.

2)“Numerose le variazioni introdotte rispetto alle linee guida attualmente in vigore. Fra le principali l’accesso alle tecniche di fecondazione eterologa, la raccomandazione di un’attenta valutazione clinica del rapporto rischi-benefici nell’accesso ai trattamenti, con particolare riferimento alle complicanze ostetriche, alle potenziali ricadute neonatologiche e ai potenziali rischi per la salute della donna e del neonato nonchè l’accesso generale a coppie sierodiscordanti, cioè in cui uno dei due partner è portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili per infezioni da HIV, HBV o HCV (nella versione precedente era previsto solo per l’uomo portatore, in quella attuale si consente anche alla donna portatrice)”.

Commento:  questo sicuramente è un aspetto positivo.

3) “In cartella clinica le procedure di PMA dovranno essere descritte con maggior dettaglio di quanto non lo siano state in precedenza, considerato che gli operatori possono avviare percorsi più differenziati di quanto fatto prima delle sentenze. In particolare andranno anche riportate le motivazioni in base alle quali si determina il numero di embrioni strettamente necessario da generare, ed eventualmente quelle relative agli embrioni non trasferiti da crioconservare temporaneamente”.

Commento: bene, ma ciò non costituisca un'opera di controllo dell'operato del medico con l'intento di limitarne la sfera d'azione perché ciò entrerebbe in contrasto con la sentenza 151 della Corte Costituzionale che precisa “in materia di pratica terapeutica, la regola di fondo deve essere la autonomia e la responsabilità del medico, che, con il consenso del paziente, opera le necessarie scelte professionali”

 

4) “Riguardo la fecondazione eterologa, nelle linee guida vengono fornite le indicazioni  per la coppia che accede ai trattamenti di fecondazione assistita, mentre tutto ciò che riguarda i donatori di gameti sarà contenuto nel testo di un nuovo Regolamento, già approvato dal Consiglio Superiore di Sanità, che sta proseguendo il suo iter per il recepimento delle direttive europee di riferimento”.

Commento: perché un regolamento? La materia attiene alle linee guida, doveva far parte delle stesse, la legge 40 non prevede Regolamenti. Anche i giudici della Corte Costituzionale nella sentenza 162/2014 invitano il ministro ad un aggiornamento dell'atto amministrativo previsto dalla legge 40 per ciò che attiene il numero di donazioni per ogni donatore sul modello francese e inglese. Perché non garantire subito il reale l'accesso in tempi brevi dopo un anno dalla sentenza e dopo la totale assenza del Ministero per campagne informative per la donazione dei gameti?

 

5) “Nel nuovo testo delle linee guida si danno indicazioni cliniche per l’accesso alle tecniche di PMA di tipo eterologo, prevedendo anche la cosiddetta “doppia eterologa” – quando entrambi i componenti della coppia possano ricevere gameti donati – nonché alla possibilità di “egg sharing” e “sperm sharing”, cioè che uno dei due componenti della coppia ricevente possa a sua volta essere anche donatore di gameti per altre coppie che accedono alla PMA eterologa”.

Commento: anche la doppia eterologa fa parte di quell'unicum delle tecniche di Procreazione medicalmente assistita, era già previsto con la cancellazione del divieto, speriamo che non vi siano tranelli ostativi.

 

6) “Per escludere illegittime selezioni eugenetiche, alle coppie che accedono all’eterologa non è consentito scegliere particolari caratteristiche fenotipiche del donatore”.

Commento:  in Italia non c'è mai stata la scelta delle caratteristiche fenotipiche ma solo abbinamento in base alla compatibilità sanitaria e di caratteristiche somatiche della coppia. Perché strumentalizzare alcuni termini? Mi auguro che non sia un pretesto per ostacolare la tecnica.

 

7) “Per evitare sovrapposizioni fra i diversi provvedimenti che regolano la PMA, nelle nuove linee guida, nella parte relativa all’ “Attività di consulenza e sostegno rivolta alla coppia”, è stato stralciato l’elenco degli elementi utili a maturare un’accettazione consapevole della tecnica proposta, visto che tali elementi sono contenuti nelle disposizioni per il consenso informato, che saranno oggetto di un apposto decreto interministeriale dei Ministeri della Salute e della Giustizia, su cui si sta già lavorando, e che contiamo di emanare a breve”.

Commento: la legge 40 prevede già che il consenso informato sia redatto di concerto tra ministero della Salute e Giustizia. (art. 6 legge 40/2004)

 

8) “Dopo l’istituzione del Registro nazionale dei donatori, questo è il secondo importante passo per l’aggiornamento dell’intero quadro normativo che regola la PMA in Italia  - commenta il Ministro Lorenzin – aggiornamento che sarà completato nelle prossime settimane con i decreti sul consenso informato e sui cosiddetti “embrioni abbandonati”, e con il perfezionamento del recepimento delle normative europee sulla donazione dei gameti”.

Commento: speriamo che questa volta non si commettano gli stessi errori commessi per il registro donatori che è stato istituito al Centro Nazionale Trapianti anziché al registro nazionale Procreazione Medicalmente Assistita (Art.11 l.40)

 

9) “E’ stato un lavoro corposo e impegnativo, portato avanti anche grazie al contributo di maggior esperti italiani di settore convocati ai tavoli di lavoro già da luglio dello scorso anno. Questa serie di provvedimenti, insieme all’aggiornamento dei LEA (che includeranno anche i trattamenti di PMA) contribuirà a conferire certezza al quadro normativo ed a migliorare accesso e qualità dei percorsi in questo ambito così delicato del SSN

Commento:

A quanto un decreto sui Lea che i malati stanno chiedendo da troppo tempo(2001)? E inoltre i pazienti avranno garanzia di accedere nel pubblico a tutte le tecniche per cui il pubblico è autorizzato?

Se le linee guida corrispondono a quanto preannunciato sicuramente un plauso al Ministro, con l'avvertenza che se non sarà così saranno valutate dai giudici come già avvenuto in passato.

In più è fondamentale che il Governo cancelli il divieto di ricerca sugli embrioni non idonei per la gravidanza. 

 

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Barriere architettoniche: a Torino il Consiglio Comunale approva all'unanimità mozione per predisposizione PEBA.

Mer, 01/07/2015 - 11:14
Barriere architettoniche: a Torino il Consiglio Comunale approva all'unanimità mozione per predisposizione PEBA.Paola Cirio, Alessandro Frezzato, Giulio Manfredi30 Giu 2015Barriere architettoniche

BARRIERE ARCHITETTONICHE/TORINO/CONSIGLIO COMUNALE APPROVA ALL’UNANIMITA’ MOZIONE PER PREDISPOSIZIONE PEBA. RADICALI: 28 ANNI DI RITARDO NELL’ATTUARE LEGGE. GIUNTA COMUNALE LAVORI PER RECUPERARE TEMPO PERDUTO NEI POCHI MESI CHE RIMANGONO PRIMA DELLE NUOVE ELEZIONI.

Il Consiglio comunale di Torino ha approvato ieri pomeriggio una mozione presentata dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle (e dal vice-capogruppo del PD, il radicale Silvio Viale) che impegna Sindaco e Giunta a predisporre il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA).
Sindaco e Giunta vengono inoltre impegnati ad individuare un gruppo di lavoro, coinvolgendo assessorati e associazioni interessate, per sviluppare il Piano e confrontarsi sulle questioni relative alla mobilità dei disabili, e a sperimentare modalità di inclusione anche tramite l’utilizzo di internet per raccogliere segnalazioni e proposte. Un ultimo punto della mozione impegna l’Amministrazione a definire una quota di Bilancio da destinare alle azioni specificatamente previste dal PEBA.

Il 20 gennaio scorso l’Associazione radicale Adelaide Aglietta e l’Associazione Luca Coscioni avevano depositato presso il comune di Torino ben 673 firme di cittadini a sostegno di una petizione popolare che richiedeva semplicemente il rispetto della legge: la legge n. 41 del 1986 (art. 32, commi 21 e 22, come integrata dalla l. 104/02, art. 24, comma 9), per garantire la piena accessibilità di tutti gli edifici pubblici e degli spazi urbani, imponeva a tutti i Comuni italiani di adottare il PEBA entro un anno dall’entrata in vigore della legge stessa (ossia entro febbraio 1987). La legge è inattuata, 28 anni dopo, nel 99% dei comuni italiani.

I tre primi firmatari della petizione popolare - i radicali Alessandro Frezzato, Giulio Manfredi e Paola Cirio - hanno dichiarato:

"Ieri il Consiglio Comunale di Torino ha fatto il primo passo indispensabile per rispettare una legge emanata nella prima Repubblica, quando era sindaco di Torino il socialista Giorgio Cardetti. Da allora si sono succedute in Sala Rossa dieci amministrazioni comunali, sette sindaci e un commissario prefettizio. Diamo atto a Piero Fassino di essere il primo sindaco di Torino ad essersi attivato sui PEBA sia nei confronti della propria amministrazione sia, nelle vesti di presidente dell’ANCI, nei confronti dei sindaci di tutta Italia.

Speriamo che nei pochi mesi che rimangono prima delle elezioni comunali della prossima primavera, la Giunta Comunale possa recuperare in parte il tempo perso. Ricordiamo che in gioco non c’è solo il formale rispetto della legge ma il diritto sostanziale dei cittadini disabili all’accesso globale agli edifici pubblici, alle fermata dei bus, alle strade di Torino, agli attraversamenti pedonali; cose molto concrete, che determinano una qualità della vita accettabile."

 

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Cannabis, il dopo proibizione in Colorado

Mer, 01/07/2015 - 10:48
Cannabis, il dopo proibizione in ColoradoIl Manifesto1 Lug 2015Marco PerducaCannabis terapeutica

Nel 2014 il Colorado ha legalizzato la produzione, il consumo e il commercio della marijuana. A maggio ho visitato Denver, una delle due città che ha aderito alla nuova normativa per vedere come funziona l`antiproibizionismo applicato.

La riforma è avvenuta grazie a una proposta popolare di modifica della Costituzione dello stato che ha consentito la totale decriminalizzazione della cannabis e avviato la regolamentazione della coltivazione della pianta e la sua commercializzazione in appositi "dispensari". Il governatore del Colorado è un democratico, ma in prima battuta s`era schierato contro il referendum. A un anno dalla legalizzazione s`è ricreduto.

La normativa adottata consegna al libero mercato un prodotto proibito da oltre mezzo secolo; ciò non vuol dire un laissez-faire, bensì consentire, con mille puntigliose regole, lo svolgimento di una serie di attività e comportamenti in precedenza proibiti. Dei quattro Stati che hanno legalizzato la marijuana per via di referendum popolare, il Colorado è quello che ha optato per il modello più "liberista", che consente a più soggetti di esser presenti sul mercato purché obbediscano strettamente a un sistema di licenze per la coltivazione.

Le licenze fissano i (pochi) luoghi in cui è possibile commerciare la pianta e i suoi derivati, e definiscono le (limitatissime) possibilità di consumo in pubblico della sostanza. In virtù del proibizionismo federale, rimane ancora irrisolta la questione dell`apertura di conti bancari dove poter depositare i proventi delle vendite. Per tale ragione, i lavoratori sono pagati quotidianamente, ma rimane il rischio per la custodia dei sostanziosi incassi, specie nel fine settimana quando arrivano i turisti da fuori. Nonostante ciò, negli ultimi dodici mesi si sono registrate solo un paio di rapine.

L`introduzione della legalizzazione in Colorado mirava a tener sotto controllo il numero dei consumatori, limitare il mercato nero, calmierare i prezzi, imporre tasse e distribuire gli introiti per progetti socio-sanitari non necessariamente legati al consumo problematico degli stupefacenti. Nei primi dodici mesi, si calcola che attraverso l`imposizione di un 22% di tasse (percentuale scandalosamente alta per gli Usa) nelle casse del governo locale siano entrati intorno agli ottanta milioni di dollari. Meno dei 100 previsti, ma sicuramente significativi. Per il momento, non è stato notato un incremento nel consumo.

La Corte suprema potrebbe presto prendere in considerazione le cause intentate degli stati confinanti col Colorado per presunte violazioni del diritto federale che, in virtù della ratifica delle Convenzioni Onu, non consentirebbe la produzione delle piante in tabella (tra cui la cannabis) se non per fini medico-scientifici. Fino a quando Eric Holder era Attorney General, Washington non aveva perorato la causa; ma con l`arrivo di Loretta Lynch, la controversia potrebbe esser presa in considerazione nella complessità della intricata divisione di competenze fra singoli stati e amministrazione federale.

Un recente sondaggio ha registrato che agli abitanti del Colorado il nuovo quadro normativo non dispiace: oltre il 70% degli intervistati ha detto che non tornerebbe indietro. Nel resto degli Stati uniti, le percentuali dei favorevoli alla legalizzazione della marijuana sono saldamente intorno al 55%. Per l`election day del 2016, si prevedono almeno altri dieci referendum per la legalizzazione della marijuana, tra cui la California. E non passa giorno che un`assemblea legislativa statuale non metta in agenda riforme per consentire la prescrizione dei cannabinoidi a uso medico.

(Il dibattito in vista di Ungass 2016 su www.fuoriluogo.it)

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Una opportunità per promuovere la libera ricerca in Italia

Mer, 01/07/2015 - 10:43
Una opportunità per promuovere la libera ricerca in ItaliaMichele De Luca, Filomena Gallo1 Lug 2015Cellule staminali

Gentile Onorevole/Senatore/Ministro,

 

nonostante la sentenza della Corte Costituzionale pubblicata il 5 giugno sulla Gazzetta Ufficiale abbia cancellato il divieto di accesso alla fecondazione assistita per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche e nonostante la prossima udienza in Corte Costituzionale  valuterà il divieto di utilizzo per la ricerca degli embrioni, abbiamo bisogno del Suo aiuto per smantellare uno degli ultimi divieti che ancora rimangono in vigore della legge 40: quello che impedisce la “sperimentazione sugli embrioni umani” non idonei per una gravidanza e quindi la possibilità di donare le blastocisti scartate dalla procreazione medicalmente assistita (PMA) per la ricerca con le cellule staminali embrionali. Potendo infatti utilizzare tali cellule ma non l’intera blastocisti (definita dalla legge “embrione” in modo, come vedremo, non scientificamente preciso) da cui vengono estratte, gli scienziati italiani sono oggi costretti ad utilizzare cellule staminali embrionali importate dall'estero.

 

Questo evidente paradosso deriva da una non chiara definizione nella normativa del termine “embrione”. In termini strettamente scientifici il prodotto della PMA che viene crioconservato e a cui ci stiamo riferendo si definisce “blastocisti” ma non embrione come viene comunemente inteso. Quest’ultimo infatti si sviluppa solo dopo l'impianto della blastocisti in utero, solo a quel punto acquisendo la capacità di generare prima un feto e poi un individuo. Le blastocisti di cui stiamo parlando (che non diventeranno mai un essere umano, perché dichiarate in stato di abbandono o non idonee, a vario titolo, per una futura gravidanza e quindi destinate ad estinguersi) contengono un agglomerato di cellule totalmente indifferenziate e identiche tra loro, le cellule staminali embrionali. Non a caso questo agglomerato di cellule si definisce "embrioblasto", che, come suggerisce la sua etimologia, ha la potenzialità di generare l'embrione, ma solo dopo l'impianto in utero.

 

Se, anziché dover obbligatoriamente lasciare inutilizzate dentro i crioconservatori le blastocisti non idonee per una gravidanza,  le coppie potessero donarle per la ricerca come qualsiasi altra cellula o tessuto, i ricercatori italiani potrebbero ricavare informazioni preziosissime sul loro potenziale terapeutico sin dall’inizio della loro manipolazione, cosa che è invece impossibile dovendo utilizzare solo linee cellulari derivate altrove. E potrebbero risultare più competitivi sul piano internazionale nella ricerca di una cura per molte malattie gravi e invalidanti, come quelle della retina o il morbo di Parkinson, che i loro colleghi all’estero stanno già sperimentando sull’uomo.

La stessa ricerca sulle cellule pluripotenti indotte (le famose iPS, cioè cellule adulte riprogrammate per riportarle ad uno stato di pluripotenza simile a quello delle cellule staminali embrionali) ha bisogno della ricerca sulle staminali embrionali, se non altro per dimostrare la loro eventuale equivalenza sia biologica che (potenzialmente) clinica.

Inoltre, la possibilità di utilizzare cellule staminali embrionali derivate dalle blastocisti portatrici di malattie genetiche (identificate oggi grazie alla possibilità di effettuare la diagnosi pre-impianto) consentirebbe di fare importanti ricerche sulle stesse devastanti malattie.

 

Per questo come Associazione Luca Coscioni abbiamo lanciato una petizione LINK in cui chiediamo al Governo e al Parlamento di approvare le proposte legislative e regolamentari al fine di garantire la libertà di ricerca scientifica sugli embrioni umani e non aspettare per l'ennesima volta che siano i giudici a ripristinare libertà costituzionalmente rilevanti.

Tra i promotori della Petizione, Giulio Cossu, professore di Human Stell Cell Biology presso lo University College di Londra, Amedeo Santosuosso, Docente di Diritto, Scienza, Nuove tecnologie all’Università di Pavia, Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni.

Hanno già firmato oltre 2000 tra scienziati, esperti della materia, malati e disabili, semplici cittadini. 

 Le chiediamo di firmare le proposte che abbiamo elaborato per rimuovere tale divieto, di presentare interpellanze al Governo, e di rispondere a questa email.

 

Cordiali saluti

 

Michele De Luca, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni, Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari" dell'Università di Modena e Reggio Emilia  Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, avvocato e docente ac “Legislazione e etica nelle biotecnologie in campo umano”Univ. Teramo

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La scienza non è Frankestein

Mer, 01/07/2015 - 10:36
La scienza non è FrankesteinCronache del Garantista1 Lug 2015Angiolo BandinelliCongresso Mondiale Libertà di Ricerca

Nell`assoluta (forse voluta) disattenzione dei media, qualcosa sta cambiando nel sistema dei valori dell`universo Italia. Vecchi, apparentemente incrollabili tabù si sgretolano e, tra mille difficoltà ed errori, si potrebbe parlare addirittura di una sorta di mutazione antropologica.

Un esempio su tutti, ma significativo. Nel giugno del 2005 in Italia si tenne il referendum abrogativo della Legge 40, che regolamentava in modo irragionevolmente repressivo la procreazione medicalmente assistita. L`anno prima era stato consegnato alla Corte di Cassazione oltre un milione di firme per un quesito di abrogazione totale e oltre 700.000 per altri quattro quesiti parziali. Il Cardinale Ruini, Presidente del Consiglio Permanente della CEI, si attivò abilmente perché nelle parrocchie venisse orchestrata una campagna di disinformazione, su base ideologica e teologica, al fine di dissuadere i fedeli dal recarsi alle urne. Il quorum non fu raggiunto, vinse l`astensionismo.

A dieci anni di distanza dal referendum fallito, di quella legge 40 non resta quasi più nulla, grazie in particolare all`Associazione Luca Coscioni e agli avvocati Filomena Gallo, Gianni Baldini e Angelo Calandrini, che si sono attivati presso i tribunali e una Corte Costituzionale oggi sicuramente più attenti ad una opinione pubblica sempre più scopertamente favorevole ad una concezione laica dei valori etici.

Le pronuncie giurisdizionali che sono seguite hanno smantellato il medievale dispositivo, e finalmente anche in Italia le coppie sfavorite da problemi di infertilità, sterilità o con malattie genetiche trasmissibili possono raggiungere il loro obiettivo di tentare una gravidanza.

Mentre quel referendum veniva avviato, in casa radicale e nell'Associazione Luca Coscioni si pensò a cosa si potesse fare per contrastare i disegni reazionari, che tra l`altro vietavano anche la ricerca sugli embrioni. Marco Pannella suggerì di organizzare un "Congresso Mondiale per la Libertà della Ricerca Scientifica". Si ricollegava idealmente a quel "Congresso per la Libertà della Cultura" che nel 1950 aveva riunito intellettuali, scienziati, artisti di mezzo mondo nello sforzo di arginare l`avanzata dell`ideologia totalitaria del comunismo staliniano in un momento ancora critico per una Europa ferita e profondamente dissanguata dalla guerra.

L`iniziativa prese rapidamente corpo: la sessione costitutiva ebbe luogo a Roma nell`ottobre 2004, con Luca Coscioni e il sostegno di 51 premi Nobel; ad essa sono seguiti il primo incontro a Roma nel febbraio del 2006, un secondo a Bruxelles nel marzo 2009, mentre la terza sessione si è svolta lo scorso anno, sempre nella capitale.

Un agile libro ci ripropone oggi i testi degli interventi dell`incontro del 2014 e di quello preparatorio del 2013 al Parlamento europeo. E` una documentazione ancora di forte attualità. Perché se oggi il pericolo dei fondamentalismi (a partire da quello religioso/cattolico, determinante nell`esito del referendum del 2005) sembra attenuarsi, il rapporto della scienza con le istituzioni politiche, anche democratiche, resta difficile e contrastato.

Nei confronti della scienza vige una inveterata diffidenza, che rimastica ancora gli argomenti su cui la Marv Wollstonecraft Shelley impostò ai primi dell`ottocento il suo romanzo, "Frankenstein", con la figura del mostro creato dalla scienza, espressione della paura per lo sviluppo tecnologico.

E` una paura forte e incoercibile, oggi come ieri. Lo stesso mondo politico vi resta invischiato creando ostacoli quando non addirittura favorendo, o non impedendo, che si verifichino episodi di evidente deriva antiscientifica, con il risultato di frenare lo sviluppo, economico ma anche etico/intellettuale, del Paese. E` un problema non solo italiano, anche se nel nostro paese si presenta con specifici tratti ed evidenza.

Nell'introduzione, Marco Cappato ricorda che se "nel 2004, quando fu fondato Il Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica" veniva chiesto "alle istituzioni politiche di difendere la ricerca dai fondamentalismi, in particolare di natura religiosa", oggi occorre "intraprendere la strada in senso inverso: difendere la politica e la democrazia con alcune risorse che la scienza mette a disposizione": la scienza procede per fatti, prove, evidenze (ed errori), fornisce dunque certezze (se non "verità") che sono un solido sostegno allo sviluppo delle istituzioni democratiche, che di certezze hanno assoluto bisogno.

Come e con quale angolatura si dovrà mettere a contatto, o in rapporto, la scienza con l`istituzione politica? E` il premio Nobel per la medicina 2002, John Sulston, a fornirci una indicazione su come raggiungere un buon equilibrio tra le due sfere: la scienza, "la scoperta", avverte, " è sempre positiva, come lo è accrescere il proprio sapere. E` da come applichiamo le nostre scoperte che dipende l`insorgere di un conflitto. E` quindi bene essere disposti ad adottare il criterio dell`interesse pubblico prima di mettere in pratica le nostre conoscenze, che non dovrebbero essere applicate automaticamente...".

La ricerca dell`"interesse pubblico" è il perno su cui instaurare il confronto. Impossibile fare più che un accenno alla varietà degli argomenti discussi nelle due sessioni del "Congresso" e registrati nel volume. Alcuni degli interventi sono da considerare essenziali per la vastità dell`impianto e la complessità delle questioni affrontate, delle quali viene fornita una analisi utile anche oltre il caso considerato: pensiamo all`intervento di Ana Virginia Calzada, già Presidente della Sezione costituzionale della Corte Suprema di Giustizia del Costa Rica, che ripercorre l`iter di un contenzioso aperto dalla Corte Interamericana nei confronti dello Stato di Costa Rica sul tema della fertilizzazione in vitro.

Il dibattito-confronto si mosse alla luce di quanto stabilito dalla Convenzione americana sui diritti umani, divenendo un caso emblematico per l`intera problematica dei diritti dell`uomo, oltre che di quelli dell`embrione. E a proposito di questa esemplare vicenda viene puntuale il richiamo di Emma Bonino che ci ricorda come la democrazia "non sa concepire la libertà senza responsabilità", perché "ha molto ben chiara la differenza tra libertà e licenza".

Possiamo qui segnalare solo pochissimi altri nomi di spicco tra i partecipanti: Charles Sabine, ex corrispondente di guerra della BBC, affetto dal morbo di Huntington, Askold Ivantchik, della Accademia delle Scienze di Russia, Tonio Borg, Commissario europeo per la salute, Taieb Baccouche, ministro degli esteri tunisino.

Al dibattito, Pannella aggiunge qualcosa di estremamente significativo quando ci ricorda come "i mezzi condizionano i fini; è importante usare sempre mezzi nonviolenti per affermare lo Stato di diritto", polemicamente concludendo che lo Stato di diritto "non è il tipo di Stato nel quale viviamo in Italia". E` un richiamo che non dobbiamo dimenticare.

("Fra scienza e politica - Il difficile cammino della libertà di ricerca," a cura di Marco Cappato, Carocci editore, 2015, euro 20.00.)

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Filomena Gallo interverrà al convegno dal titolo "Il centro di medicina della riproduzione e l'integrazione nel sistema sanitario territoriale"

Mar, 30/06/2015 - 12:14
Fecondazione assistita

Il 2 Luglio Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, interverrà a Catania al convegno dal titolo "Il centro di medicina della riproduzione e l'integrazione nel sistema sanitario territoriale - il percorso metodologico per la coppia sterile, che tutela la salute riproduttiva e migliora i risultati".

Tanti gli ospiti che interverranno, tra cui Sandrine Chamayou, Gianni Baldini e Marilisa D'Amico. 

L'intervento dell'Avvocato Gallo avrà come titolo: "Questioni ancora aperte ed irrisolte nella legge 40".

Il convegno avrà luogo presso il Monastero dei Benedettini dalle 9 alle 14.

Per leggere il programma completo dell'evento CLICCA QUI.

 

Data: Giovedì, 2 Luglio, 2015 - 09:00 to 14:00Città: CataniaIndirizzo: Monastero dei Benedettini AllegatoDimensione PROGRAMMA CONGRESSOdef LUGLIO 2015.pdf1.29 MB
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Il diritto a morire

Mar, 30/06/2015 - 11:39
Il diritto a morireThe Economist27 Giu 2015Zanny Minton-BeddoesEutanasia

(Sintesi a cura di Carlo Troilo)

Uscita clamorosa del nuovo direttore di The Economist, Zanny Minton-Beddoes, con una cover story dal titolo :”Il diritto a morire. Ai medici dovrebbe essere consentito di aiutare a morire coloro che soffrono e i malati terminali nel momento in cui lo decidono. ”

Tre le ragioni che supportano il "right to die", il diritto a morire, secondo Minton-Beddoes:

1)   Il fine vita è uno dei temi più importanti per la società del nostro tempo, anche per l’invecchiamento della popolazione e per le ovvie conseguenze che ne derivano;

2)   La linea di The Economist è quella di promuovere in tutti i campi l’autonomia delle scelte degli individui, riducendo l’intromissione dello Stato e favorendo l'auto-determinazione nelle scelte riguardanti la vita personale, poichè, sostiene Minton-Beddoes, "libertà ed autonomia sono anch'esse fonti della dignità umana";

3)   Il favore dell'opinione pubblica dovrebbe “fare la differenza” ed essere tenuto in massimo conto.

L’editoriale si oppone alla scuola di pensiero che ritiene che la vita debba essere considerata sacra al punto da assoggettare le esistenze di molte persone malate a dolori incalcolabili e che la sofferenza dia dignità, affermando invece che la vera e più alta manifestazione della dignità umana è l’autodeterminazione.

Si può notare inoltre che il titolo è ingannevole poiché The Economist non si limita a chiedere il suicido assistito ma suggerisce che si possa iniziare anche a parlare di eutanasia su modello belga: quindi non solo per i malati terminali, ma anche per i depressi e per i minori in condizioni terminali.

Per rafforzare la sua posizione l’editoriale cita anche Stephen Hawking, il quale ha descritto come il tenere qualcuno in vita contro la sua volontà sia un atto di "ultimate indignity", supremo oltraggio, somma offesa.

Minton-Baddoes conclude infine asserendo che le persone – come possono sposarsi con persone dello stesso sesso, cambiare sesso o scegliere di abortire – devono poter scegliere quando e dove morire, circondati dall’affetto delle persone care.     Per leggere l'articolo completo CLICCA QUI.  
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Giulio Cossu interviene a Research4Life: lo sviluppo ottimale della ricerca biomedica passa anche attraverso una corretta informazione

Mar, 30/06/2015 - 10:58

Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani, Sala Zuccari Via della Dogana Vecchia, 29

Martedì 7 luglio 2015, dalle 11:00 alle 13:00

Programma*

11.00 – 11.20: Saluti istituzionali

11.20 – 11.40: Introduzione dei lavori

Sen. Emilia Grazia De Biasi (Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato) e On. Pierpaolo Vargiu (Presidente Commissione Affari sociali della Camera)

11:40 – 11:50: Saluto della FNOMCeO

Dr.ssa Roberta Chersevani (Presidente della FNOMCeO)

11.50 – 12:00: “Perché Research4Life”

Dr. Giuliano Grignaschi (Segretario generale di Research4Life)

12:00 – 12.30: Tavola rotonda “La corretta informazione e il clima sui temi della ricerca biomedica in Italia: il caso della sperimentazione animale”. Moderatore: Dr.ssa Laura Berti (TG2, Medicina 33)

Prof. Gianluca Vago (Rettore dell’Università degli Studi di Milano), Dr.ssa Francesca Pasinelli (Direttore Generale della Fondazione Telethon), Dr. Carlo Manfredi (Presidente OMCeO di Massa Carrara in rappresentanza della FNOMCeO), Dr. Roberto Speziale (Presidente di Anffas), Prof. Giulio Cossu (Professore di Medicina Rigenerativa a Manchester, membro del Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni)

12.30 – 12:40: Chiusura dei lavori

Sen. Elena Cattaneo (membro della Commissione Igiene e Sanità del Senato)

12.40 – 13.00: Discussione

*Sono stati invitati il Presidente emerito della Repubblica Sen. Giorgio Napolitano, il Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin e il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Sen. Stefania Giannini.

Si prega di confermare la propria presenza ai seguenti recapiti: livia.pasquale@cattaneozanetto.it, Tel 06.94.51.79.66 L'accesso alla sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima. Per gli uomini sono richieste giacca e cravatta.

Data: Martedì, 7 Luglio, 2015 - 10:53Città: Roma AllegatoDimensione Programma evento Research4Life.pdf274.53 KB
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lettera al Presidente della Giunta Regionale delle Marche

Sab, 27/06/2015 - 22:44
lettera al Presidente della Giunta Regionale delle MarcheRenato Biondini, Ruggero Fabri28 Giu 2015Politica

 

Ancona   28   giugno  2015

 

lettera  aperta

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         Al  Al Presidente della Giunta Regione Marche

                                     prof.  Luca Ceriscioli

          

Egregio  prof. Ceriscioli,  intanto ci congratuliamo con lei per la sua nomina alla carica di Presidente della Giunta Regionale delle Marche.

 

Come saprà l’associazione Luca Coscioni  si batte per i diritti civili delle persone come la libertà di cura e di ricerca scientifica, i diritti dei disabili e il diritto all’autoderminazione sul fine vita, è evidente che  si tratta di temi che vanno ad incidere sulla qualità della vita dei cittadini, specialmente delle persone fragili, malati, disabili ecc. Noi  riteniamo che la politica svolge al suo ruolo solo se si occupa in primis dei più bisognosi e di coloro che soffrono più di altri.

 

Come rappresentanti locali dell’ass. Luca Coscioni  le sottoponiamo  alcune problematiche  che rientrano nelle competenze della Regione e che chiediamo di essere inserite con urgenza nell’agenda politica della sua  maggioranza.

 

 

 

Barriere architettoniche e sensoriali, rispetto legge 41/1986 e legge regionale 52/1990.La costituzione italiana all’art. 16 garantisce il diritto alla mobilità di ogni cittadino, la concreta fruizione di questo diritto per  le persone affette da disabilità, sancita dal principio di eguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione, costituisce lo strumento e la precondizione indispensabile per ciascun individuo per poter esercitare tutta una serie di diritti nonché integrarsi nell’ambiente sociale. L’art. 3 comma 2 della Costituzione demanda al legislatore il compito di rimuovere tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che possono ostacolare l’attuarsi in concreto del principio di eguaglianza. E’ proprio sulla base di questa specifica previsione costituzionale che va inquadrata tutta la legislazione ordinaria in tema di disabilità, ivi compreso l’aspetto della mobilità e il correlato obbligo per la Pubblica Amministrazione di eliminare le barriere architettoniche e sensoriali.La Repubblica italiana ai fini dell’attuazione di questi principi e diritti ha emanato nel corso degli anni una serie di norme tra cui ci preme segnalare l’art. 32 comma 21 e 22 della legge n° 41 del 1986, nonché l’art 5 della legge regionale delle Marche n° 52 del 1990 che obbliga tutte le pubbliche amministrazioni tra cui i comuni e le regioni di adottare i PEBA (piani eliminazione barriere architettoniche). Da un’indagine promossa dalla cellula Coscioni di Ancona risulta che sia la Regione che tutti i comuni delle Marche sono inadempienti in tema di PEBA. Tra l’altro la normativa sopra richiamata prescrive alla Regione l’obbligo di nominare i commissario ad acta per quelle amministrazioni inadempienti. Le volevo ricordare  che il Consiglio Regionale delle Marche nella seduta del 6 dicembre 2014 ha approvato una risoluzione che impegna la Giunta a nominare i commissari ad acta per le amministrazioni inadempienti. Chiediamo alla Giunta Regionale di adottare con urgenza  il PEBA per le strutture di sua competenza e di nominare i commissari ad acta per le amministrazioni inadempienti. Visto che sia la Regione Marche, come i comuni e le provincie, è  “fuori legge” da  28 anni, le chiediamo di far adottare il PEBA alla Regione Marche per quanto di competenza (comprese le strutture del Servizio sanitario regionale) e nominare i commissari ad acta per tutte le provincie e i comuni delle Marche  inadempienti.

 

 Vita indipendente e assistenza per i non autosufficienti.                                                   Vita Indipendente è un movimento internazionale di disabili gravi che, attraverso il superamento della semplice logica dell’assistenzialismo e dell’ospedalizzazione, mira alla propria autodeterminazione ed al pieno inserimento nella società, partendo dall'assunto che debbano essere gli stessi disabili a decidere ed operare per abbattere le barriere che li separano dalla vita civile e migliorare i servizi a loro dedicati. In particolare ci battiamo  per consentire la scelta e l'assunzione diretta, da parte dei disabili gravi e/o malati cronici gravi, delle persone che prestano loro assistenza personale;  per consentire alle persone con disabilità e/o dei loro familiari di scegliere in prima persona gli ausili tecnici e il tipo di assistenza necessari in base alla loro patologia, condizione e libera scelta. Chiediamo alla Regione Marche di aumentare il fondo regionale della non autosufficienza in modo tale sia di  aumentare il numero di persone che ne possono usufruire, sia di aumentare sensibilmente l’importo a disposizione per i singoli disabili/malati per i quali, senza risorse, la vita rischia di non avere senso. Si chiede, per queste persone, solo di avere la possibilità di condurre un’esistenza dignitosa!

 

 

 

Autoderminazione nel fine vita,  regolamentazione del testamento biologico.

Il testamento biologico, detto anche dichiarazione anticipata di trattamento (DAT), è una espressione che indica le manifestazioni di volontà (generalmente formulate in un documento scritto)  con le quali ogni individuo, in condizioni di lucidità mentale,  decide  quali trattamenti sanitari (somministrazione di farmaci, sostentamento vitale, rianimazione, etc.) intende o non intende accettare nel momento in cui questi trattamenti siano necessari e il soggetto non sia più capace di intendere e di volere ovvero non sia più autonomo.

 

Al momento il nostro sistema giuridico non prevede una normativa che disciplina la pratica del testamento biologico. Tuttavia gli articoli 13 e 32 della Carta Costituzionale conferiscono ad ogni individuo piena e libera facoltà di decidere a quali trattamenti sanitari sottoporsi, il che dimostrerebbe l’esistenza di un vero e proprio diritto all'autodeterminazione, quale specificazione del più ampio diritto alla dignità umana. 

 

Nell’attesa che il Parlamento metta in discussione la proposta di legge di iniziativa popolare depositata in Parlamento il 13 settembre 2013 per rendere lecita l’eutanasia in Italia e per regolamentare  il  testamento biologico, per tutelare i diritti fondamentali dei cittadini, visto poi che alcuni comuni delle Marche hanno istituito un registro dei testamenti biologici, chiediamo che la Regione Marche adotti un provvedimento che regolamenti i dat (dichiarazioni anticipate di trattamento)  così come ha già fatto la Regione Fruili Venezia Giulia.

 

 

Interruzione volontaria della gravidanza, rispetto  legge 194 e aborto farmacologico. Considerato che in Italia la pillola abortiva RU486, che permette di ricorrere all'aborto farmacologico già dal 1° aprile del 2010, è stata autorizzata e legalizzata e quindi messa in commercio; visto che l’efficacia dell’aborto farmacologico con l’uso del mifepristone è elevata e paragonabile a quella dell’aborto chirurgico, è una tecnica più moderna, più rispettosa dell’integrità fisica e psichica delle donne e meno rischiosa di quella chirurgica; in altre regioni italiane  il metodo farmacologico viene normalmente  utilizzato  già da alcuni anni; secondo l’ultimo rapporto al Parlamento sull’applicazione della legge 194/1978 presentato nel 2013, la Regione Marche è l’unica regione nella quale  non sì  fa ricorso all’aborto farmacologico/medico  con la cosiddetta pillola RU486. Si chiede che la Regione Marche,  in ottemperanza alla legge  n. 194/1978  rimuova gli ostacoli che impediscono di esercitare il diritto all’interruzione volontaria della gravidanza (a causa  anche dall’elevato numero di medici obiettori), ricorrendo anche al metodo farmacologico, attraverso la  predisposizione  di adeguate strutture in tutto il territorio regionale.

 

 

 

 Cannabis terapeutica, richiesta di una regolamentazione nelle Marche                            La canapa (Cannabis,) è una pianta a fiore, appartiene alla famiglia delle Cannabaceae,.  che ha una svariata quantità di usi, fra i quali quello terapeutico (principalmente analgesico, sedativo, miorilassante). L’ Associazione Luca Coscioni, conduce una battaglia politica perché il libero accesso ai farmaci cannabinoidi sia reso effettivo, sia attraverso un accesso immediato e gratuito ai farmaci, sia attraverso la regolamentazione dell'"autocoltivazione", cioè della coltivazione ai fini esclusivi di utilizzo terapeutico da parte del paziente-coltivatore. In Italia il ricorso ai medicinali cannabinoidi è legittimo dal 2007, da quando il ministero della Salute, con il decreto 18 aprile, ha aggiornato le tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope collocando nell’apposita tabella alcuni derivati naturali o di sintesi dei cannabinoidi: ciò ne rende possibile la prescrizione dietro presentazione di ricetta medica da rinnovarsi di volta in volta.Chiediamo alla Regione Marche di emanare un  legge quadro, come quella che è stata approvata di recente dalla Regione Piemonte  che sdogana l’uso della cannabis ad uso terapeutico ponendo i medicinali di riferimento a carico del servizio sanitario regionale per sancire il diritto dei pazienti a farsi prescrivere i farmaci cannabinoidi, da usare in ospedale e a domicilio, adeguata informazione ai medici e al personale sanitario, ma anche ricerca e sperimentazione coinvolgendo gli Atenei piemontesi.

 

 

 

 

 

Disabilità e lavoro, richiesta rispetto e applicazione della legge 68/1999.                             La legge 68 del 1999 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” ha il dichiarato fine di promuovere l'inserimento lavorativo di persone disabili attraverso lo strumento del collocamento mirato. Tale istituto individua una serie di mezzi tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le capacità lavorative delle categorie protette, al fine di creare un reale incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro. Le imprese che contano più di 15 dipendenti hanno infatti l'obbligo di assumere persone che abbiano un'invalidità lavorativa superiore al 45%, nella misura di 1 unità se occupano da 15 a 35 dipendenti, di 2 unità se variano dai 35 ai 50, ovvero, il 7% dei dipendenti totali se questi superano il numero di 50. Sono esonerate da tale incombenza le imprese che versano in situazioni di difficoltà come la cassa integrazione guadagni, o quelle il cui lavoro sarebbe incompatibile con una qualsiasi disabilità (trasporto pubblico aereo, marittimo e terrestre). In caso di inadempienza alle suddette prescrizioni, sono previste delle sanzioni amministrative. Purtroppo spesso però queste quote di riserva non sono rispettate e si verifica un’alta percentuale di “scoperture” cioè posti riservati ai disabili non coperti, sia nel settore privato che pubblico.                            La cellula coscioni di Ancona nel 2014 ha effettuato una richiesta di accesso agli atti al centro per l’impiego di Ancona che oltre a negare inizialmente i dati richiesti ha alla fine comunicato quello che temevamo e cioè la generale disapplicazione della legge 68. Si ricorda che a seguito della nostra iniziativa è stata presentata sia al Consiglio regionale sia in Parlamento delle interrogazioni per chiedere spiegazioni in merito. Chiediamo alla nuova Giunta regionale, in previsione del  passaggio di queste competenze dalla Provincia alla Regione di adottare dei provvedimenti atti al rispetto dei dettami della legge 68/99 e del diritto al lavoro delle persone con disabilità.

 

 

 

 

 

Renato Biondini   segretario cellula di Ancona ass. Luca Coscioni

 

Ruggero  Fabri     segretario cellula di Pesaro  ass.  Luca Coscioni

 

cellulacoscioniancona@gmail.com

 

lucacoscioni.pesaro@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Giornata Mondiale Contro il Narcotraffico: l'unica cosa da celebrare è il fallimento del proibizionismo!

Ven, 26/06/2015 - 10:50
Giornata Mondiale Contro il Narcotraffico: l'unica cosa da celebrare è il fallimento del proibizionismo!Marco Perduca26 Giu 2015

Dichiarazione di Marco Perduca, rappresentante all'ONU del Partito Radicale e membro della giunta dell'Associazione Luca Coscioni:

"Come da 28 anni a questa parte, il 26 giugno si celebra la giornata mondiale contro il narcotraffico e l'abuso degli stupefacenti; per marcare la ricorrenza le Nazioni Unite hanno pubblicato oggi il Rapporto Mondiale sulle Droghe (World Drug Report) dedicandolo al cosiddetto "sviluppo alternativo".

Da una prima lettura, molti sono i problemi presentati, ma non analizzati, nel rapporto dell'ONU:

1) a più riprese l'Ufficio delle Nazioni unite per le droghe e il crimine, UNODC, ammette di aver preparato il volume sulla base di una scarsa documentazione fornita dagli Stati - il fenomeno potrebbe esser quindi enormemente maggiore e piu grave di quanto riportato!

2) Si "stima" che almeno 246 milioni di individui (1 ogni 20 persone comprese tra i 15 e i 64 anni di età) abbiano fatto uso di una sostanza proibita nel 2013 - oltre tre milioni in più rispetto al rapporto dell'anno precedente. Di questi, 1 su 10 ha un rapporto problematico con le sostanze, il che vuol dire che ci sono circa 27 milioni di persone che vivono con grossi rischi per la salute. Si ritiene che 187mila persone abbiano perso la vita a causa delle droghe. La metà di coloro che hanno un rapporto problematico con le sostanze fa uso di stupefacenti per via endovenosa, e per questo 1.65 milioni è sieropositivo.

3) Per la prima volta si evidenzia che se una persona su tre che ha un rapporto problematico con gli stupefacenti è donna, solo una donna su cinque riceve attenzione socio-sanitaria. Situazione che si aggrava nei paesi poveri.

4) In nessuna parte del mondo si riporta una significativa diminuzione della produzione, consumo e commercio delle sostanze proibite, anzi, nel caso dell'oppio in Afghanistan si registra il maggior aumento dal 1930!

5) Mentre l'oppio per eroina proviene prevalentemente dall'Asia centro meridionale (Afghanistan, Laos e Birmania, con però nuove coltivazioni in Colombia e Messico) e la foglia di coca resta un prodotto
esclusivamente andino; l'hashish proviene da Asia, Medio oriente e Africa del Nord, mentre la marijuana viene coltivata ovunque nel mondo. Stessa diffusione capillare di produzione interessa la
produzione di metamfetamine - nel solo 2013 ne son state registrate 450 tipi di cui 69 totalmente nuovi e sostanze "tradizionali" come l'ecstasy son state soppiantate da nuovi prodotti sintetici.

6) L'Africa, come era accaduto anni fa per il Brasile, è diventata la nuova via di traffico verso l'Europa. Dalla Guinea Bissau, attraverso Mali, Algeria e poi Libia la cocaina arriva nel Mediterraneo e viene
distribuita sui mercati europei dalla 'Ndrangheta in regime di quasi monopolio. Dal Corno d'Africa invece entra l'eroina e raggiunge le coste mediterranee attraverso i Sudan e la Libia. Nel primo come nel secondo caso, ma l'ONU non lo sottolinea, le vie del traffico internazionale degli stupefacenti sembra esser parallele e quelle dei migranti.

Insomma, il solito catalogo burocratico senza un approfondimento che sia uno - tra l'altro il Rapporto mondiale quest'anno è stato prodotto con il significativo contributo della Russia di Putin!

il 19 e 21 aprile del 2016, l'Assemblea generale delle Nazioni unite ha convocato una sua sessione speciale interamente dedicata al controllo delle sostanze proibite, c'è da sperare che cessi la politica dello struzzo e inizi e quella dello studio, della comparazione dei dati e della loro analisi e valutazione per avviare un sincero processo di riforma delle tre convenzioni ONU in materia di droghe perché il loro fallimento continua a esser totale.

Categorie: Radicali

Giornata Mondiale Contro il Narcotraffico: l'unica cosa da celebrare è il fallimento del proibizionismo!

Ven, 26/06/2015 - 09:31
Giornata Mondiale Contro il Narcotraffico: l'unica cosa da celebrare è il fallimento del proibizionismo!26 Giu 2015Marco PerducaCannabis terapeutica

"Come da 28 anni a questa parte, il 26 giugno si celebra la giornata mondiale contro il narcotraffico e l'abuso degli stupefacenti; per marcare la ricorrenza le Nazioni unite hanno pubblicato oggi il Rapporto Mondiale sulle Droghe (World Drug Report) dedicandolo al cosiddetto "sviluppo alternativo".

Da una prima lettura, molti sono i problemi presentati, ma non analizzati, nel rapporto dell'ONU:

1) a più riprese l'Ufficio delle Nazioni unite per le droghe e il crimine, UNODC, ammette di aver preparato il volume sulla base di una scarsa documentazione fornita dagli Stati - il fenomeno potrebbe esser quindi enormemente maggiore e piu grave di quanto riportato!

2) Si "stima" che almeno 246 milioni di individui (1 ogni 20 persone comprese tra i 15 e i 64 anni di età) abbiano fatto uso di una sostanza proibita nel 2013 - oltre tre milioni in più rispetto al rapporto dell'anno precedente. Di questi, 1 su 10 ha un rapporto problematico con le sostanze, il che vuol dire che ci sono circa 27 milioni di persone che vivono con grossi rischi per la salute. Si ritiene che 187mila persone abbiano perso la vita a causa delle droghe. La metà di coloro che hanno un rapporto problematico con le sostanze fa uso di stupefacenti per via endovenosa, e per questo 1.65 milioni è sieropositivo.

3) Per la prima volta si evidenzia che se una persona su tre che ha un rapporto problematico con gli stupefacenti è donna, solo una donna su cinque riceve attenzione socio-sanitaria. Situazione che si aggrava nei paesi poveri.

4) In nessuna parte del mondo si riporta una significativa diminuzione della produzione, consumo e commercio delle sostanze proibite, anzi, nel caso dell'oppio in Afghanistan si registra il maggior aumento dal 1930!

5) Mentre l'oppio per eroina proviene prevalentemente dall'Asia centro meridionale (Afghanistan, Laos e Birmania, con però nuove coltivazioni in Colombia e Messico) e la foglia di coca resta un prodotto
esclusivamente andino; l'hashish proviene da Asia, Medio oriente e Africa del Nord, mentre la marijuana viene coltivata ovunque nel mondo. Stessa diffusione capillare di produzione interessa la
produzione di metamfetamine - nel solo 2013 ne son state registrate 450 tipi di cui 69 totalmente nuovi e sostanze "tradizionali" come l'ecstasy son state soppiantate da nuovi prodotti sintetici.

6) L'Africa, come era accaduto anni fa per il Brasile, è diventata la nuova via di traffico verso l'Europa. Dalla Guinea Bissau, attraverso Mali, Algeria e poi Libia la cocaina arriva nel Mediterraneo e viene
distribuita sui mercati europei dalla 'Ndrangheta in regime di quasi monopolio. Dal Corno d'Africa invece entra l'eroina e raggiunge le coste mediterranee attraverso i Sudan e la Libia. Nel primo come nel secondo caso, ma l'ONU non lo sottolinea, le vie del traffico internazionale degli stupefacenti sembra esser parallele e quelle dei migranti.

Insomma, il solito catalogo burocratico senza un approfondimento che sia uno - tra l'altro il Rapporto mondiale quest'anno è stato prodotto con il significativo contributo della Russia di Putin!

il 19 e 21 aprile del 2016, l'Assemblea generale delle Nazioni unite ha convocato una sua sessione speciale interamente dedicata al controllo delle sostanze proibite, c'è da sperare che cessi la politica dello struzzo e inizi e quella dello studio, della comparazione dei dati e della loro analisi e valutazione per avviare un sincero processo di riforma delle tre convenzioni ONU in materia di droghe perché il loro fallimento continua a esser totale.

Dichiarazione di Marco Perduca, rappresentante all'ONU del Partito Radicale e membro della giunta dell'Associazione Luca Coscioni. 

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Fecondazione: prima coppia fertile accede alla diagnosi pre-impianto in ospedale pubblico

Gio, 25/06/2015 - 15:53
Fecondazione: prima coppia fertile accede alla diagnosi pre-impianto in ospedale pubblicoAssociazione Luca Coscioni25 Giu 2015Fecondazione eterologa

GUARDA IL VIDEO DI MARIACRISTINA E ARMANDO

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, soggetto costituente il Partito Radicale

La diagnosi pre-impianto per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche è realtà: oggi una delle due coppie ricorrenti in Corte Costituzionale si è recata presso un ospedale pubblico, il Sant’Anna di Roma, ed ha avuto accesso all’iter per eseguire la tecnica di fecondazione assistita. Come previsto dalla sentenza della Consulta, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 5 giugno scorso, è stato necessario solamente portare il certificato di un medico che attestava il rischio di una interruzione di gravidanza, in base  a quanto previsto dall'art. 6 della legge 194/78. 

Dichiarano gli avvocati Filomena Gallo (Segretario dell’Associazione Luca Coscioni), Gianni Baldini, Angelo Calandrini, legali della coppia: “ Questa notizia dimostra senza alcun dubbio che non serve alcun intervento parlamentare per eseguire la diagnosi pre-impianto per le coppie fertili che potrebbero trasmettere una patologia al figlio. Dunque, come ribadito dalla pubblicazione della sentenza, non esiste alcun vuoto normativo. Questo risultato, ottenuto in 11 anni di battaglia, rappresenta davvero una bellissima vittoria che porterà alla nascita di molti bambini per tutte le coppie affette da patologia genetica o portatrici di malattie geneticamente trasmissibili che vorranno legalmente scegliere di accedere ad indagini cliniche diagnostiche nel proprio Paese. E’ una vittoria delle libertà individuali che nel nostro Paese corrispondono ancora a diritti costituzionalmente rilevanti”. 

Concludono Mariacristina e Armando: “In questo periodo ci sono stati momenti di sconforto, solitudine ma anche di grande emozione e di speranza. Abbiamo combattuto con l’Associazione Luca Coscioni per ottenere il rispetto di un diritto che, finalmente, lo scorso maggio è stato pienamente riconosciuto dalla Corte Costituzionale a noi e a tutte le coppie che si trovano nella nostra stessa situazione. Sembra una cosa strana perfino scriverla ma nel XXI secolo in Italia ci siamo dovuti battere solo per provare a diventare un papà e una mamma come tutti gli altri. Oggi è un giorno meraviglioso per noi perché dopo tanti anni vediamo più vicino il desiderio di costruire una famiglia”. Guarda il video.

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