Luca Coscioni

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Mina Welby parteciperà al convegno "Ti sia la terra leggera. Vivere o morire con dignità."

Ven, 29/04/2016 - 15:16
Eutanasia

Mina Welby, Co-Presidente dell'Associazione Luca Coscioni, parteciperà al convegno "Ti sia la terra leggera. Vivere o morire con dignità" a Milano, con un intervento dal titolo: "Illuminare la zona grigia alla fine della vita".

Insieme a lei, tra i relatori, anche: 

- Domenico Mazzullo

- Maurizio De Tilla

- Massimo Rizzardini

L'evento è aperto al pubblico!

Data: Mercoledì, 18 Maggio, 2016 - 17:00Città: MilanoIndirizzo: Sala Facchinetti, Via Daverio 7, \Organizzatore: Grande Oriente d'Italia, Collegio dei Maestri Venerabili della Lombardia, Loggia Regionale "Insubria"
Categorie: Radicali

UE: "Su sperimentazione animale il Governo liberi la ricerca da limiti illegittimi"

Ven, 29/04/2016 - 11:11
UE: "Su sperimentazione animale il Governo liberi la ricerca da limiti illegittimi"Filomena Gallo, Gilberto Corbellini, Michele De Luca, Giulio Cossu e Marco Cappato28 Apr 2016Sperimentazione animale

Dichiarazione di Filomena Gallo, Gilberto Corbellini, Michele De Luca, Giulio Cossu e Marco Cappato per l' Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

La procedura di infrazione nei  confronti dell'Italia sulla sperimentazione animale era inevitabile, visto che i limiti della normativa italiana sono più restrittivi di quelli fissati della direttiva Ue in materia. 

Questo fatto era stato richiamato in sede di discussione e approvazione della legge di recepimento della direttiva europea, ma governo e parlamento hanno ignorato il problema caricando doppiamente di perdite il bilancio del Paese: le perdite causate dalle limitazioni alla libertà di ricerca imposte dalla legge e i costi della procedura di infrazione.

Si tratta quindi di un provvedimento prevedibile davanti al quale il nostro paese non può chiudere gli occhi. Speriamo dunque che il governo voglia cogliere questa occasione per modificare rapidamente la legge finita nel mirino della Commissione e liberare la ricerca italiana da limiti illegittimi che la ostacolano e danneggiano.

Categorie: Radicali

Registro DAT a Venezia, il Sindaco se ne lava le mani?

Gio, 28/04/2016 - 17:54
Registro DAT a Venezia, il Sindaco se ne lava le mani?Franco Fois28 Apr 2016Testamento biologico

Sono passati oltre 20 giorni da quando la Consigliera Comunale del PD Monica Sambo ha presentato un'interrogazione al Sindaco Brugnaro, chiedendo di attivarsi per il rinnovo della convenzione con l'ordine dei notai di Venezia per rendere nuovamente disponibile ai cittadini il registro comunale delle DAT. Nessuna risposta è finora giunta, unico segnale da Ca' Farsetti, arrivato a mezzo stampa, è una generica dichiarazione d'intenti. Evidentemente Brugnaro non riconosce nessun dovere di attenzione alle oltre 400 dichiarazioni depositate, non ne vede, oltre alla volontà di espressione personale, un indicatore del livello di interesse e partecipazione della città nell'affermazione dei diritti civili, in particolare su temi come quelli del fine vita, che riguardano la collettività. A questo punto è più che legittimo sospettare che l'intenzione di Sindaco e Giunta sia quella di lasciare la questione senza risposta, sperando che questa possa essere dimenticata e poter chiudere definitivamente, come sicuramente qualcuno dell'amministrazione vorrebbe, il registro comunale delle DAT. Non pensi il Sindaco Brugnaro di seguire questa strada, perchè, come probabilmente ignora, i Veneziani, e con loro associazioni come la Luca Coscioni, con costanza e determinazione sono più volte scesi in strada per reclamare il riconoscimento del loro diritto costituzionale all'autodeterminazione, e non sarà certo un atteggiamento pilatesco a farli desistere dal tornare a farlo.

veneziabiotestamentoregistro comunale dei testamenti biologicidat
Categorie: Radicali

Abbiamo scritto alla Lorenzin sul Nomenclatore: "Occasione per una riforma attesa da 15 anni"

Mer, 27/04/2016 - 17:38
Abbiamo scritto alla Lorenzin sul Nomenclatore: "Occasione per una riforma attesa da 15 anni"Filomena Gallo, Marco Gentili, Maria Teresa Agati, Marco Cappato27 Apr 2016Vita indipendente

Dichiarazione di: Filomena Gallo, Marco Gentili, Maria Teresa Agati e Marco Cappato per l'associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

Sullo stallo del nomenclatore tariffario delle protesi e degli ausili, fermo ormai al 1999, abbiamo inviato ulteriori osservazioni al ministro della salute Beatrice Lorenzin che ha più volte annunciato di voler procedere all'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza a cui esso è legato.

Al ministro abbiamo fatto presente che davanti abbiamo una grande opportunità politica: consegnare al paese una riforma attesa da quindici anni, per sfruttare le più avanzate tecnologie e dare finalmente risposte adeguate ai bisogni di milioni di persone, delle loro famiglie e degli operatori del settore sanitario. Il ritardo dell'aggiornamento, infatti, non porta vantaggi e anzi scontenta tutti: le persone con disabilità, i medici e anche gli operatori economici. 

Nell’ultima versione della revisione gli elenchi presentano ora una proposta ampia e completa di tipologie erogabili, accurata nelle definizioni e descrizioni dei requisiti che i dispositivi devono possedere, ma le modalità di acquisto e fornitura mediante procedure pubbliche dei dispositivi per bisogni complessi non consentono una scelta appropriata. Rimandando infatti la selezione finale alla stazione appaltante esautorando il medico prescrittore dalla responsabilità del risultato, complicano e allungano i processi di erogazione, creano sperequazione tra assistiti di ASL o bacini territoriali diversi; per gli apparecchi acustici indicano un percorso in contrasto con le leggi che regolano il profilo professionale dell’audioprotesista.

Un altro tema che suscita sconcerto e preoccupazione riguarda la mancanza di un Repertorio degli ausili di serie per disabilità motoria: uno strumento che serve a catalogare le varie tipologie di dispositivi e, per ciascuna tipologia, l’elenco di tutti i singoli prodotti commerciali presenti sul mercato ed erogabili dal Servizio sanitario nazionale, con i rispettivi prezzi. Riteniamo ingiustificabile che a 10 anni dall’inserimento in Finanziaria, e dopo tre anni di attività da parte di questo ministro, si rinunci ad adottare questo strumento così utile per l'impossibilità di realizzarlo "in tempi ragionevoli", soprattutto se se considera che un prototipo funzionante di questo Repertorio è già stato realizzato, è attivo sul portale SIVA e potrebbe essere messo gratuitamente a disposizione per la sperimentazione. 

Il ministro potrebbe inserire un termine entro cui sarà realizzato il Repertorio senza in questo modo rallentare l'approvazione dei LEA e del Nomenclatore. Sono scaduti i termini previsti a seguito di diffida che avevamo inviato al Ministro, al Governo e alla Conferenza delle regioni per mancato aggiornamento dei LEA e del Nomenclatore, è nostro interesse per i cittadini italiani avere buone norme per la tutela dei diritti di tutti. Questa ulteriore fase di dialogo che stiamo provando speriamo porti un aggiornamento reale ed appropriato di tali atti senza dover ricorrere alle vie che il caso consiglia.

A questo link le osservazioni inviate al Ministro della Salute, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Repubblica

Categorie: Radicali

Lotta al dolore. Un nuovo “giuramento di Ippocrate” per i medici

Mar, 26/04/2016 - 16:39
Lotta al dolore. Un nuovo “giuramento di Ippocrate” per i mediciQuotidiano Sanità26 Apr 2016Cure palliative

Leggi anche tu il Manifesto de Medici Italiani: Impegno contro il dolore

Un decalogo che impegna tutti i medici a curare il dolore dei propri pazienti e a farsi carico della sofferenza, fisica e morale, che è causata dal dolore stesso. È un vero e proprio Impegno quello che i medici italiani hanno consegnato al Sommo Pontefice, per far sì che il tema dell’uguaglianza nell’accesso alla cura del dolore divenga in tutto il mondo una priorità non solo sanitaria, ma anche umanitaria ed etica.
 
Lo stesso documento – reso possibile da un grant non condizionante di Grünenthal Italia, farmaceutica specializzata nelle terapie antalgiche – è stato consegnato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ieri, 19 aprile, da Guido Fanelli, padre della Legge 38 del 2010 contro il dolore, primario di Anestesia e Ordinario dell’Università di Parma, Direttore scientifico Biogenap del CNR e Direttore Scientifico di Fondazione Ant.
 
“Il vostro desiderio – ha dichiarato nel ricevere l’Impegno Gilberto Gerra, Unodc, United Nations Office on Drugs and Crime – di consegnare questa carta, oltre che alla più alta figura morale a livello mondiale, il Santo Padre Papa Francesco, anche al Dipartimento International Narcotics Control Board delle Nazioni Unite, che oggi io rappresento ufficialmente, documenta il riconoscimento dell’impegno che da oltre un decennio l’Onu sta investendo per garantire a tutti i cittadini del mondo, ovunque essi si trovino, di qualsiasi ceto sociale, estrazione politica e credo religioso, di avere accesso alla terapia del dolore. Affrontare questo tema è un obbligo, come è un obbligo fare in modo che la cura adeguata del dolore sia vissuta come un atto imprescindibile da tutti i medici”.

“La giornata di oggi ha un significato che trascende il semplice valore simbolico – spiega Guido Fanelli –. Con la consegna del nostro ‘Manifesto’ al Papa e alle Nazioni Unite, abbiamo voluto coinvolgere nella nostra battaglia le più alte cariche a livello mondiale, impegnate su diversi fronti per le cause umanitarie di maggior rilievo e per la salvaguardia dei fondamentali diritti dell’uomo. Il sottinteso è che non soffrire inutilmente fa parte senza dubbio di questo nucleo di diritti basilari e inalienabili. Ma queste giornate – aggiunge Fanelli – hanno anche un altro significato importante: l’invito a intervenire attivamente all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si è riunita in sessione straordinaria per mettere a punto una strategia globale attraverso la quale superare il problema delle disuguaglianze nell’accesso alla terapia del dolore, deve rappresentare un grande motivo di orgoglio per l’Italia. La comunità internazionale, infatti, tributa così al nostro Paese un riconoscimento senza precedenti verso l’impulso pionieristico con il quale, nel 2010, l’Italia varò la più avanzata normativa al mondo per la lotta al dolore e per la riaffermazione del diritto dei pazienti a non soffrire. Proprio l’Onu, non a caso, già nel 2010 ci riconobbe questo ruolo d’avanguardia, recependo la nostra Legge 38 come modello sul quale costruire un documento di riferimento, applicabile in tutti i Paesi del mondo. Con lo stesso orgoglio che ci ha portato a New York qualche anno fa, a discutere di quella Legge con il massimo organo di rappresentanza dell’intera comunità internazionale, oggi abbiamo consegnato all’Assemblea delle Nazioni Unite il nostro ‘Impegno contro il dolore. Il manifesto dei medici italiani’. È una carta, redatta da 44 referenti di altrettanti centri d’eccellenza nella terapia del dolore, e controfirmata da 200 tra i più riconosciuti e validi terapisti del dolore italiani, che attraverso un semplice decalogo impegna tutti e ciascuno, come professionisti e come uomini, a curare il dolore e a prendersi cura della sofferenza, non solo fisica, che dal dolore stesso è causata”.
 
“Questo documento – afferma Massimo Aglietta, Ordinario di Oncologia medica e Direttore di Oncologia medica dell’Istituto di Candiolo Fpo-Irccs – ci impegna davvero, in scienza e coscienza, a occuparci fino in fondo del problema del dolore dei nostri pazienti. Semmai la Legge 38 non bastasse, questo ‘Manifesto’ multidisciplinare ricorda a tutti i medici, di tutte le specialistiche, che la propria missione non termina con la diagnosi e la cura della patologia principale di cui soffre il paziente: l’oncologo, l’ortopedico, il geriatra e ogni altro specialista devono occuparsi anche della sofferenza del malato. Da questo punto di vista, rivolgendosi esplicitamente a tutti i professionisti della salute, l’Impegno che abbiamo consegnato al Papa e all’Onu può rappresentare l’avvio di una seconda e ancor più proficua stagione del lungo, e non sempre semplice, cammino applicativo della Legge 38”.
 
“Mi preme sottolineare che con questo atto il dolore viene riconosciuto come il V° segno vitale, degno come la frequenza cardiaca o quella circolatoria, a caratterizzare la salute e il benessere di ognuno di noi – aggiunge Roberto Bernabei, Direttore del Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, e Presidente di Italia Longeva –. Affidiamo quindi alle più alte autorità non un semplice appello, ma un impegno vero e proprio: un nuovo ‘giuramento d’Ippocrate’ che ci obbliga a considerare sempre il dolore quando prendiamo in carico un paziente”.
 
“Ci auguriamo che questo nostro ‘Manifesto’ – afferma Paolo Cherubino, Ordinario di Ortopedia e Traumatologia presso il Dipartimento di Scienze ortopediche e traumatologiche Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese, past President SIOT, Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia – possa rappresentare un documento universale, recepito e condiviso da tutti i medici del mondo che come noi considerano la cura del dolore un diritto inviolabile. L’auspicio è che la giornata di oggi possa essere ricordata come il momento di un nuovo slancio a favore delle donne e degli uomini che in tutto il mondo, ancora oggi, sono costretti a soffrire inutilmente, e a veder calpestata la propria dignità umana a causa del dolore lancinante, che purtroppo accompagna le malattie più disparate”.
 
“Attraverso l’incontro con il Sommo Pontefice – dichiara Antonio Corcione, Presidente Siaarti, Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva, Direttore Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Monaldi di Napoli – intendiamo far sì che, da semplice problema sanitario, il tema del dolore assurga a vera e propria questione etica mondiale. Con questo atto, i medici italiani sottopongono all’attenzione del mondo intero il problema della sofferenza inutile come questione etica, umana e culturale, che deve essere finalmente affrontata in modo strutturato e unitario: non solo da tutti i professionisti della salute, ma anche dalle massime autorità morali, politiche e sanitarie di tutto il mondo”.

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Filomena Gallo parteciperà al seminario: "L’interruzione volontaria di gravidanza e le problematiche attuali. Possibili soluzioni e prospettive future."

Gio, 21/04/2016 - 13:05
Aborto

Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, parteciperà al seminario: "L’interruzione volontaria di gravidanza e le problematiche attuali. Possibili soluzioni e prospettive future." all'Università degli Studi di Milano, nella II sessione dal titolo "Il Punto di vista dei Giuristi".

Nella stessa sessione interverrà anche Gianni Baldini, membro di Giunta dell'Associazione Luca Coscioni.

Insieme a lei interverranno nomi di spicco delle istituzioni ed esperti del tema.

Per visionare il programma completo CLICCA QUI.

Data: Lunedì, 2 Maggio, 2016 - 10:00Città: MilanoIndirizzo: SALA NAPOLEONICA Università degli Studi di Milano, via Sant’Antonio 12Organizzatore: Vox, Culture di Genere, Università degli Studi di Milano, Direct, Politeia AllegatoDimensione CONVEGNO 2 maggio 2016 IVG.pdf678.15 KB
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Rassegna stampa - OGM: rischio o opportunità?

Mer, 20/04/2016 - 22:12
Rassegna stampa - OGM: rischio o opportunità? 19 Apr 2016Ogm

Si è svolto il 19 aprile con una grande partecipazione di pubblico, in particolare studenti universitari, al dipartimento di agraria dell'università politecnica delle Marche, un'interessante e acceso dibattito sul tema degli OGM. Si coglie l'occasione per ringraziare tutti i relatori intervenuti e  l'associazione studentesca Gulliver con la  quale  è  stato organizzato l'incontro.  Si ricorda che l'evento è stato registrato in audio/video da Radio Radicale e che il canale tv TVRS  ha effettuato un servizio giornalistico intervistando alcuni relatori. Ecco i link

https://youtu.be/ecqtRzZSO28  (intervento di Alessia Cerasoli rappresentante dell'associazione studentesca  Gulliver)

https://youtu.be/iWnIJl7vup8 (intervento del dr. Gianluigi Mazzufferi associazione Luca Coscioni)

https://youtu.be/JzZTrYjaa_M  (relazione/intervento del prof. Bruno Mezzetti - 1° parte)

http://www.radioradicale.it/scheda/473420/ogm-rischio-o-opportunita  (registrazione Radio Radicale  ad evento iniziato)

https://youtu.be/U__kYU80TKg     (servizo di TVRS)

 

 

 

AllegatoDimensione Carlino19042016.jpg168.31 KB AlessiaCerasoli.jpg1.05 MB Rugini1.jpg458.14 KB Taffetani1.jpg243.79 KB Tavoletti2.jpg332.01 KB Mazzufferi0.jpg310.05 KB Mezzetti1.jpg291.17 KB
Categorie: Radicali

Cannabis, oggi abbiamo lanciato la raccolta firme

Mer, 20/04/2016 - 17:45
Cannabis, oggi abbiamo lanciato la raccolta firmeAssociazione Luca Coscioni20 Apr 2016Cannabis terapeutica

Ha preso il via oggi la raccolta firme nazionale sulla proposta di legge di iniziativa popolare della campagna Legalizziamo! per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati.

La proposta di legge popolare, promossa da Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni, con la collaborazione e il sostegno di Coalizione Italiana per le Libertà Civili e Democratiche, Forum Droghe, Antigone, La PianTiamo e di decine di grow shop/canapai italiani, è stata presentata oggi in due conferenze stampa ai tavoli di raccolta firme di Roma e Milano, alle quali sono intervenuti, tra gli altri, il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi, il presidente Marco Cappato e il tesoriere Valerio Federico, il segretario dell’Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo, Rita Bernardini, Hassan Bassi, segretario nazionale del Forum Droghe, Luca Marola, coordinatore dei Grow shop italiani, e l’avvocato Fabio Valcanover.

“I danni sociali, economici e giudiziari del proibizionismo sono sotto gli occhi di tutti.  Le droghe illegali sono diventate il terzo business più redditizio al mondo, dopo il cibo e l’energia, interamente controllato da organizzazioni criminali. E’ provato infatti che anche il terrorismo si finanzia con i proventi del narcotraffico. Serve un cambio di passo radicale nelle politiche sulle droghe e la scelta antiproibizionista è l’unica ragionevole, fondata su basi scientifiche e riscuote il consenso dell’opinione pubblica. Secondo i dati della Direzione nazionale antimafia, un europeo su 4 ha fatto uso di droghe. Con questa legge di iniziativa popolare chiediamo ai consumatori di cannabis di fare ‘coming out’ e mobilitarsi, ma lo chiediamo anche a tutti i cittadini italiani perché arrivi un segnale chiaro e forte al legislatore”, ha spiegato il segretario di Radicali Italiani, Riccardo Magi.

“Con questa iniziativa continua la nostra storica battaglia per la cannabis terapeutica”, ha dichiarato Filomena Gallo segretario dell’Associazione Coscioni. “E’ grazie al lavoro dell’associazione Luca Coscioni e di A Buon Diritto che si è raggiunta l’intesa tra ministero della Salute e della Difesa per la produzione di cannabis negli istituti fiorentini dello stabilimento chimico farmaceutico militare, che di fatto però non coprirà il fabbisogno annuale rimandando ancora al mercato illegale. Inoltre, abbiamo impugnato il decreto Lorenzin sulla cannabis, perché esclude alcune patologie dall’accesso alla prescrizione. In questa proposta di legge, insieme alla legalizzazione della cannabis, prevediamo anche che il libero accesso ai farmaci cannabinoidi sia reso effettivo. Ciò è possibile sia attraverso un accesso immediato e gratuito ai farmaci, sia attraverso la regolamentazione dell’autocoltivazione per le persone malate, danneggiate da una classe politica che le criminalizza perché non fa differenza tra le sostanze”.

Marco Cappato, presidente di Radicali Italiani e candidato sindaco a Milano, ha dichiarato: “Visto che il Governo è immobile e che il Parlamento si trascina, serve una mobilitazione anche a partire dalle città. Vorrei che il Sindaco di Milano divenisse capofila delle città italiane ed europee che chiedono di fermare la follia proibizioniste sulle droghe, e in particolare sulla cannabis”.

L’iniziativa vuole contribuire, con la sottoscrizione di almeno 50.000 italiani nei prossimi sei mesi, alle attività istituzionali dell’inter-gruppo parlamentare per la cannabis legale esattamente un anno fa. Il testo parte dalla versione calendarizzata alla C amera e la arricchisce con proposte storiche dei Radicali e contributi specifici di esperti e militanti delle associazioni sostenitrici, oltre che giuristi a titolo personale, per rendere il modello di regolamentazione quanto più libero possibile. Raggiunte le firme necessarie il testo verrà presentato in Parlamento per esser incluso nell’iter parlamentare in corso.

La regolamentazione è rivolta ai maggiorenni e prevede, tra l’altro, la libertà di auto-coltivazione individuale o associata in “cannabis social club”, pratiche semplificate per la produzione commerciale, il più ampio accesso possibile allacannabis terapeutica, l’allocazione delle entrate ad attività informative e sociali, una relazione annuale al Parlamento e la depenalizzazione totale dell’uso personale di tutte le sostanze nonché la liberazione per i detenuti per condotte non più penalmente sanzionabili.

La raccolta firme è stata avviata in concomitanza con i lavori dell’Ungass, la sessione speciale dell’Assemblea generale dell’Onu dedicata al tema delle droghe, proprio per ribadire la necessità di interrompere l’immobilismo dell’Onu davanti al fallimento del proibizionismo. All’Ungass è presente – a proprie spese – anche una delegazione radicale guidata da Marco Perduca, in rappresentanza del Partito Radicale che come organizzazione non-governativa è affiliato al Consiglio Economico e Sociale dell’Onu, e con la partecipazione del Professor Andrea Boggio in rappresentanza dell’Associazione Luca Coscioni accreditato per decisione del ministro della Giustizia Andrea Orlando.

A questo link è disponibile una scheda sintetica con i punti principali della legge

Il testo integrale è disponibile sul sito della campagna Legalizziamo! a questo link

Qui l’audiovideo della conferenza stampa di Roma

Rassegna Stampa dedicata

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Fecondazione: ore 14.30 alla Camera Associazione Coscioni presenta inchiesta su eterologa: "Il Seme della Discordia"

Mer, 20/04/2016 - 11:27
Fecondazione: ore 14.30 alla Camera Associazione Coscioni presenta inchiesta su eterologa: "Il Seme della Discordia"Associazione Luca Coscioni21 Apr 2016Fecondazione eterologaSono trascorsi già due anni dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge 40. Eppure, tra ostacoli burocratici, mancanza di donatori e resistenze politiche, l'accesso all’eterologa nel nostro Paese resta ancora un diritto per pochi, mentre sono sempre di più coloro che ricorrono a metodi "fai-da-te".

E' il quadro allarmante che emerge dalla videoinchiesta esclusiva "Il seme della discordia", che l'Associazione Luca Coscioni presenterà in una conferenza stampa oggi, giovedì 21 aprile, alle ore 14.30 presso la sala stampa della Camera dei deputati (via della Missione, 4)

Interveranno: 

Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni

Elvira Zaccari e Filippo Poltronieri, autori dell'inchiesta per FaiNotizia, format di inchieste di Radio Radicale

Gianni Baldini, avvocato, docente di Biodiritto all'Università di Firenze

Pierpaolo Cavazzino, avvocato dello Studio Legale Paoletti

Sarà inoltre presente una coppia che racconterà la propria esperienza, difficile ed emblematica, con la fecondazione eterologa. 


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Il 20 aprile via alla raccolta firme per legalizzare la cannabis

Mar, 19/04/2016 - 17:22
Il 20 aprile via alla raccolta firme per legalizzare la cannabisAssociazione Luca Coscioni19 Apr 2016Politica

Domani, mercoledì 20 aprile, Radicali Italiani e l'Associazione Luca Coscioni, insieme agli altri soggetti promotori, lanceranno con due conferenze stampa a Roma e a Milano l'avvio della raccolta firme nazionale sulla proposta di legge di iniziativa popolare della campagna Legalizziamo! per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati.

La proposta di legge popolare è promossa da Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni, con la collaborazione e il sostegno di Coalizione Italiana per le Libertà Civili e DemocraticheForum DrogheAntigoneLa PianTiamo e di decine di grow shop/canapai italiani.

L'appuntamento per la stampa a Roma è alle 14.30 presso il tavolo di raccolta firme in L.go di Torre Argentina (fronte Feltrinelli), dove saranno presenti il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi, il segretario dell'Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo, Rita Bernardini, Hassan Bassi, segretario nazionale del Forum Droghe.

A Milano la conferenza stampa si terrà alle ore 12 presso il tavolo di piazza San Babila alle ore 12, con la partecipazione del presidente di Radicali Italiani Marco Cappato, candidato sindaco a Milano, del tesoriere di Radicali Italiani Valerio Federico, di Luca Marola, coordinatore dei Grow shop italiani, e dell'avvocato Fabio Valcanover.

"Abbiamo deciso di avviare la raccolta firme sulla legge popolare in concomitanza con la sessione speciale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (Ungass) dedicata al tema delle droghe proprio per ribadire la necessità di interrompere l'immobilismo dell'Onu davanti al fallimento del proibizionismo e agli enormi danni prodotti dalla guerra alla droga sul piano sanitario, economico e giudiziario", spiegano Riccardo Magi e Filomena Gallo.

 All'Ungass è presente - a proprie spese - anche una delegazione radicale guidata da Marco Perduca, in rappresentanza del Partito Radicale che come organizzazione non-governativa è affiliato al Consiglio Economico e Sociale dell'Onu, con la partecipazione del Professor Andrea Boggio in rappresentanza dell'Associazione Luca Coscioni accreditato per decisione del ministro della Giustizia Andrea Orlando. Il testo della proposta di legge popolare per la legalizzazione della cannabis e tutte le informazioni sulla campagna sono disponibili sul sito: www.legalizziamo.it
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"Contro l'immobilismo alle Nazioni Unite occorrono riforme a livello nazionale. Legalizziamo!"

Mar, 19/04/2016 - 17:02
"Contro l'immobilismo alle Nazioni Unite occorrono riforme a livello nazionale. Legalizziamo!"Associazione Luca Coscioni19 Apr 2016PoliticaSi è appena aperta a New York l'Ungass, la sessione speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni unite interamente dedicata alle droghe, che proseguirà fino al 21 aprile.  Ai lavori partecipa anche una delegazione del Partito Radicale - in quanto organizzazione non-governativa affiliata al Consiglio Economico e Sociale dell'Onu - con una delegazione che comprende militanti anti-proibizionisti degli Stati Uniti e rappresentanti di associazioni di persone che usano sostanze del Regno Unito. L'Associazione Coscioni invece è rappresentata dal Professor Andrea Boggio accreditato come parte della delegazione italiana per decisione del Ministro Orlando. La partecipazione radicale è a carico degli interessati. "Una sessione speciale dell'Assemblea Generale che si apre con un documento di chiusura preparato altrove è un simposio e non un forum politico" ha affermato Marco Perduca che guida la delegazione del Partito Radicale Nonviolento a UNGASS. "Riaffermando sistematicamente la validità delle tre Convenzioni ONU in materia di stupefacenti, le 24 pagine della dichiarazione finale non contengono alcuna proposta realmente alternativa, né azzardano critiche strutturali. C'è solo da sperare che la qualità degli interventi a titolo nazionale sia più lungimirante delle conclusioni". Perduca era presente anche alla UNGASS del 1998 e ha ricordato come "negli ultimi quasi tutte le Agenzie dell'ONU - con l'eccezione dell'Ufficio di Vienna sulle droghe e il crimine - interessate alle implicazioni che la "guerra alla droga" hanno avanzato raccomandazioni di buon senso che non sono state però prese in debita considerazione durante la preparazione di UNGASS. "Il ministro Orlando ha l'occasione di dare un chiaro segnale di come e quanto siano cambiate le leggi e politiche in materia di droghe negli ultimi anni nel nostro paese e di impegnare l'Italia a sostenere programmi di collaborazione internazionale nel massimo rispetto dei diritti umani‎ a partire da quello alla salute", conclude Perduca. Contro l'immobilismo alle Nazioni Unite l'Associazione Coscioni e Radicali Italiani domani lanceranno una campagna di raccolta firme sulla proposta di legge d'iniziativa popolare Legalizziamo! per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati.
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Troppe bugie sugli OGM

Mar, 19/04/2016 - 10:44
Troppe bugie sugli OGMLa Repubblica19 Apr 2016Elena CattaneoOgm

Con 21 milioni di euro la legge di Stabilità ha finanziato "il più importante progetto di ricerca pubblica fatto nel nostro Paese su una frontiera centrale come il miglioramento genetico attraverso biotecnologie sostenibili". Così lo ha definito il Ministero delle Politiche agricole. Un passo avanti per una comunità scientifica in carestia da venti anni, ma insufficiente.

Al progetto del Ministero mancano, infatti, due parole, "campo aperto", ovvero la possibilità di studiare liberamente le piante nelle condizioni di campo che le decimano. Escludere quelle parole significa investire in ricerca per non applicarla. Ma a "liberare" la ricerca pubblica italiana è intervenuto un giornalista, Riccardo Iacona, e la RAI che hanno dedicato una puntata di "Presa diretta" a sfatare miti e restituire dignità ai ricercatori che erano all'avanguardia nella ricerca sul miglioramento genetico delle nostre piante.

Oggi sembra di tornare alla legge del 2005, quando si stabilirono norme per la sperimentazione in pieno campo di Ogm senza termini per l'applicazione. Il risultato è che da undici anni la ricerca italiana è bloccata mancando i siti dove sperimentare ed i protocolli sperimentali pianta per pianta. Un'attesa che ha negato al Paese il diritto alla conoscenza. Una strategia oscurantista, letteralmente un "atteggiamento di opposizione a ogni forma di progresso", che ha mandato al rogo decenni di ricerche pubbliche di miglioramento genetico come quelle del professor Eddo Ruggini. Prima di questa legge, la ricerca pubblica italiana sugli Ogm era tra le più avanzate al mondo. Penso alle mele o ai pomodori San Marzano resistenti ai parassiti, studi sfruttati all'estero, ad esempio in Germania e Olanda, dove si vietano le coltivazioni commerciali di Ogm ma non la libertà costituzionale di studiare.

Sarebbe sufficiente riprendere le ricerche delle nostre università per far ripartire il comparto, senza multinazionali, valutando magari noi, il mais Bt (fuori brevetto) che abbatte le tossine cancerogene ed evita di buttare il 50% di mais italiano o di decimare api e farfalle con gli insetticidi. Il dibattito sugli Ogm da mesi è arenato su un falso problema. La tecnica del genome editing, insieme alla cisgenesi, viene definita più sostenibile (termine improprio per una tecnologia). Si dice che permetterebbe di andare 'oltre' i "vecchi" Ogm (il transgenico) e di intervenire sulle piante senza ricorrere a geni di specie diverse.

Non è esatto. Conosco bene questa tecnica. La uso in laboratorio per tagliare in modo mirato un preciso punto del DNA del topo e inserire un gene esogeno, cioè di un'altra specie. Quindi con il genome editing si modifica il DNA di un organismo, come si vuole, anche inserendo o togliendo una sola lettera o un intero gene. Supponendo, poi, che genome editing e cisgenesi - tecniche finanziate con quei 21 milioni - siano andati "oltre" gli Ogm (come sostiene il Ministro), dal punto di vista giuridico, si dovrebbe allora consentire la loro sperimentazione in pieno campo, in quanto indistinguibili da incroci o mutanti spontanei.

Se non possono andare in campo allora non si è andato "oltre" nulla e si resta nell'oscurantismo, ingannando ricerca pubblica e contribuenti. I "vecchi' Ogm (transgenici), inoltre, sono più studiati e più sicuri anche di piante biologiche perché è l'unica agricoltura che analizza i prodotti finali e non solo i processi di produzione. Ben vengano le innovazioni come il genome editing, ma senza imporre il ricatto di abbandonare tecniche precedenti e ancora valide, anche perché sappiamo poco della resa e dell'efficacia delle nuove tecnologie e delle relative proprietà intellettuali in gioco.

Per la prima volta nel 2015 si sono ridotti gli ettari mondiali coltivati con Ogm: il declino è solo dell' 1 %. Forse è dovuto all'arrivo sui mercati di nuove piante modificate con genome editing che non devono sottostare alla costosissima burocrazia messa in campo per vietare la coltivazione (ma non l'importazione) di Ogm, come il fungo ottenuto con genome editing che negli USA può essere coltivato e venduto senza ulteriori controlli.

Non sarebbe più sensato, oggi, riaprire i campi sperimentali, qualunque sia la tecnologia usata, sulle piante tipiche italiane che con il miglioramento genetico si potrebbero salvare, evitando ulteriori perdite di biodiversità?

Ecco perché, mentre il Ministro dell'Agricoltura non ha mai smentito di volere corsi universitari su agricoltura biodinamica e corni di vacca ripieni di letame, è servito l'intervento di una trasmissione della tv pubblica a gettare luce su queste contraddizioni e a svelare le falsità. Sarebbe bello un Paese dove questo ruolo lo svolgessero, quotidianamente, anche gli scienziati.

Leggi anche la "Lettera aperta inviata a Presa Diretta" scritta da Roberto Defez, Silvano Dalla Libera, Eddo Rugini, Gilberto Corbellini, Filomena Gallo e Marco Cappato per ringraziare dell'attenzione dedicata al tema OGM.

Categorie: Radicali

Documento UNGASS 2016 - New York

Lun, 18/04/2016 - 17:11
Documento UNGASS 2016 - New York18 Apr 2016Nazioni UniteRicerca sulle droghe

Revisione del progetto di risoluzione presentato dal Presidente 

Progetto di risoluzione presentato dal presidente, a seguito di negoziati in Commissione sul testo predisposto dal Consiglio incaricato dalla Commissione Stupefacenti in preparazione alla sessione speciale dell’Assemblea Generale sul problema mondiale della droga che si terrà nel 2016.

Sessione speciale dell'Assemblea generale sulla droga che si terrà nel 2016 

La Commissione sugli stupefacenti,

Ricordando la risoluzione dell'Assemblea generale 67/193 del 20 dicembre 2012, in cui l'Assemblea ha deciso di convocare, nei primi mesi del 2016, una sessione speciale sul problema mondiale della droga,

Ricordando anche la risoluzione dell'Assemblea generale 70/181 del 17 dicembre 2015, in cui l'Assemblea ha chiesto alla Commissione sugli stupefacenti per produrre un documento sostanziale, conciso e orientato all'azione per essere raccomandato per l’adozione alla plenaria della sessione speciale, 

Decide di trasmettere all'Assemblea Generale il documento finale dal titolo “Il nostro impegno comune per affrontare e contrastare efficacemente il problema mondiale della droga”, allegato alla presente risoluzione, e di raccomandarne l'adozione alla plenaria della sessione speciale sul problema mondiale della droga che si terrà dal 19 al 21 aprile 2016.

         Il nostro impegno comune per affrontare efficacemente e contrastare il problema mondiale della droga

Noi, capi di Stato e di governo, ministri e rappresentanti degli Stati Membri, siamo riuniti presso la sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, dal 19-21 Aprile 2016, per la trentesima sessione speciale dell'Assemblea generale, convocata in conformità alla risoluzione dell'Assemblea 67/193 del 20 dicembre 2012, per esaminare i progressi nell’attuazione della “Dichiarazione politica” e del “Piano d'azione per la cooperazione internazionale verso una strategia integrata ed equilibrata per contrastare il problema mondiale della droga”, comprensivi anche di una valutazione dei risultati raggiunti nel quadro delle tre convenzioni internazionali sul controllo delle droghe e altri strumenti delle Nazioni Unite competenti;

Riaffermiamo il nostro impegno per conseguire gli obiettivi delle tre convenzioni internazionali sul controllo della droga, tra cui l’attenzione alla salute e al benessere dell’umanità nonché ai problemi, correlati alla salute individuale e pubblica, sociale e di sicurezza, derivanti dall'abuso di stupefacenti e di sostanze psicotrope, in particolare tra i bambini ei giovani, e la criminalità connessa alla droga, e rinnoviamo la nostra determinazione a prevenire e curare l'abuso di tali sostanze e prevenire e contrastare la coltivazione illecita, la produzione, la lavorazione e il traffico illegale;

Ci rendiamo conto che, mentre sono stati compiuti progressi tangibili in alcuni settori, il problema mondiale della droga continua a presentare sfide per la salute, la sicurezza e il benessere di tutta l'umanità, e noi siamo determinati a rafforzare i nostri sforzi nazionali e ad incrementare la cooperazione internazionale per affrontare queste sfide;

Riaffermiamo la nostra determinazione ad affrontare il problema mondiale della droga e a promuovere attivamente una società libera dall’abuso di droghe, al fine di contribuire a garantire che tutte le persone possano vivere in salute, con dignità e in pace, con sicurezza e prosperità e a rinnovare il nostro impegno per la risoluzione dei problemi derivanti da abuso di droghe che colpiscono la salute pubblica, la sicurezza ed i problemi sociali;

Notiamo con preoccupazione che la disponibilità di droghe controllate a livello internazionale per scopi medici e scientifici, anche per il sollievo del dolore e della sofferenza, rimane bassa se non addirittura inesistente in molti paesi del mondo, e si evidenzia la necessità di migliorare gli sforzi nazionali e la cooperazione internazionale a tutti i livelli per affrontare questa situazione attraverso la promozione di misure volte a garantire la loro disponibilità e l'accessibilità per scopi medici e scientifici, nell'ambito dei sistemi giuridici nazionali, evitando allo stesso tempo la loro diversione, l'abuso e il traffico, al fine di realizzare gli obiettivi e gli scopi delle tre convenzioni internazionali sul controllo degli stupefacenti;

Ci rendiamo conto che il problema mondiale della droga rimane una responsabilità comune e condivisa che dovrebbe essere affrontata in un contesto multilaterale, attraverso efficaci e maggiori sforzi di cooperazione e  che richiede un approccio integrato, multidisciplinare, mutuale, bilanciato, basato sull’evidenza scientifica ed onnicomprensivo;

Riaffermiamo il nostro incrollabile impegno a garantire che tutti gli aspetti della domanda di riduzione e le relative misure, riduzione dell'offerta e le misure connesse, e la cooperazione internazionale siano affrontati in piena conformità con le finalità e i principi della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale e della Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo, nel pieno rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale degli Stati, del principio di non intervento negli affari interni degli Stati, tutti i diritti umani, delle libertà fondamentali, della dignità inerente a tutti gli individui e dei principi di parità di diritti e rispetto reciproco tra i membri;

Sottolineiamo che la Convenzione unica sugli stupefacenti del 1961 e le successive modifiche del protocollo del 1972, la Convenzione sulle sostanze psicotrope del 1971, la Convenzione delle Nazioni Unite contro il traffico illecito di stupefacenti e di Sostanze psicotrope di 1988 e di altri strumenti internazionali pertinenti costituiscono la pietra angolare del sistema di controllo internazionale della droga;

Riaffermiamo il nostro impegno ad attuare efficacemente le disposizioni contenute nella Dichiarazione Politica e nel Piano d'Azione sulla Cooperazione Internazionale attraverso una strategia integrata ed equilibrata per il contrasto del problema mondiale della droga, memore degli  obiettivi e degli scopi in esso fissati, nonché ad affrontare le sfide generali e le priorità d'azione individuate nella dichiarazione congiunta dei Ministri adottata in occasione della recensione del marzo 2014;

Diamo il benvenuto all’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030, e notiamo che gli sforzi per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile e affrontare efficacemente il problema mondiale della droga sono complementari e si rafforzano a vicenda;

Riconosciamo, come parte di un approccio globale, integrato ed equilibrato di affrontare e contrastare il problema mondiale della droga, che adeguata enfasi debba essere posta sugli individui, le famiglie, le comunità e la società nel suo complesso, con il fine di promuovere e tutelare la salute, la sicurezza e il benessere di tutta l’umanità;

Riconosciamo l'importanza di integrare in modo appropriato il sesso e l’età  nelle prospettive politiche e nei programmi legati alla droga;

Ci rendiamo conto che ci sono sfide persistenti, nuove e in evoluzione che dovrebbero essere affrontate in conformità con le tre convenzioni internazionali sul controllo degli stupefacenti, che prevedono una sufficiente flessibilità per gli Stati parti di progettare e attuare politiche sulle droghe nazionali secondo le loro priorità ed esigenze, coerenti con il principio di responsabilità comune e condivisa e il diritto internazionale applicabile;

Riaffermiamo la necessità di mobilitare risorse adeguate per affrontare e contrastare il problema mondiale della droga e per migliorare l'assistenza ai paesi in via di sviluppo, su richiesta, per l'effettiva attuazione della dichiarazione politica e del piano d'azione con le raccomandazioni operative contenute nel presente documento;

Ci rendiamo conto che gli Stati di transito continuano ad affrontare sfide molteplici, e ribadiamo la continua necessità di cooperazione e di sostegno, compresa la fornitura di assistenza tecnica, per, trall’altro, migliorare le loro capacità di affrontare efficacemente e contrastare il problema mondiale della droga, in conformità con la Convenzione del 1988;

Riaffermiamo il ruolo principale della Commissione sugli stupefacenti, in quanto corpo politico delle Nazioni Unite con la responsabilità primaria per il controllo della droga, e ribadiamo il nostro sostegno e apprezzamento per gli sforzi delle Nazioni Unite, in particolare quelli dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine in quanto guida, nel sistema delle Nazioni Unite, nell’affrontare e contrastare il problema della droga, e riaffermiamo ulteriormente l’importanza del ruolo, stabilito con mandato, dell’ International Narcotics Control Board e l'Organizzazione Mondiale della Sanità;

Ci rendiamo conto che affrontare con successo e contrastare il problema mondiale della droga richiede una stretta cooperazione e il coordinamento tra le autorità nazionali a tutti i livelli, in particolare nei settori delle forze dell'ordine, della salute, dell'istruzione e della giustizia, tenendo conto delle rispettive competenze ai sensi della legislazione nazionale;

Diamo il benvenuto sforzi per migliorare la coerenza in seno alle Nazioni Unite ha continuato sistema a tutti i livelli;

Ci rendiamo conto che la società civile, così come la comunità scientifica e il mondo accademico, svolge un ruolo importante nell'affrontare e contrastare il problema mondiale della droga, e notiamo che le popolazioni colpite e rappresentanti di enti della società civile , quando possibile, dovrebbe poter svolgere un ruolo partecipativo nella formulazione, l'implementazione e la fornitura di rilevanti prove scientifiche a sostegno della valutazione delle politiche di controllo delle droghe e dei programmi, e noi, in questo senso, riconosciamo l'importanza della cooperazione con il settore privato;

Esprimiamo profonda preoccupazione per l'alto prezzo pagato dalla società e da parte di individui e delle loro famiglie a causa del problema mondiale della droga, e rivogliamo un pensiero speciale a quelli che hanno sacrificato la loro vita, in particolare la legge di polizia e giudiziaria, il personale sanitario e della società civile e i volontari che si dedicano a contrastare e affrontare questo fenomeno;

Riaffermiamo la necessità di rafforzare la cooperazione tra l'Ufficio delle Nazioni Unite su droga e crimine e gli altri organismi delle Nazioni Unite, con i loro rispettivi mandati, nei loro sforzi per sostenere gli Stati membri nell'attuazione degli obblighi derivanti dai trattati internazionali sul controllo delle droghe e per promuovere la tutela e il rispetto dei diritti umani e la dignità di tutti gli individui nel contesto dei programmi di droga, strategie e politiche;

Riaffermiamo la necessità di affrontare le cause principali e le conseguenze del problema mondiale della droga, compresi quelli nel campo della salute, sociali, relativi ai diritti umani, economici, di giustizia, di sicurezza e di applicazione di legge, in linea con il principio di responsabilità comune e condivisa, e riconosciamo il valore di interventi politici completi ed equilibrati, compresi quelli nel campo della promozione di mezzi sostenibili e praticabili;

Ribadiamo che gli interventi mirati che si basano sulla raccolta e l'analisi dei dati, compresi i dati per età e di genere, può essere particolarmente efficace nel soddisfare le esigenze specifiche delle popolazioni e delle comunità colpite dalla droga;

Ribadiamo il nostro impegno a porre fine entro il 2030 alle epidemie di AIDS e la tubercolosi, nonché combattere l'epatite virale, ed altre malattie trasmissibili tra le persone che fanno uso di droghe, comprese le persone che si iniettano droghe;

Raccomandazioni operative sulla riduzione della domanda e misure correlate, ivi incluse la prevenzione e il trattamento, così come altre questioni relative alla salute

 

  1. Ribadiamo il nostro impegno a promuovere la salute e il benessere di  tutti gli individui, le famiglie, le comunità e la società nel suo complesso, e a facilitare stili di vita salutari attraverso iniziative di riduzione efficaci, complete, basata sulle evidenze scientifiche e multilivello, che coprono, in conformità alla legislazione nazionale e alle tre convenzioni internazionali sul controllo degli stupefacenti, misure di prevenzione, intervento precoce, trattamento, cura, recupero, riabilitazione e reinserimento sociale, così come iniziative e misure volte a ridurre al minimo gli ostacoli per salute pubblica e le conseguenze sociali derivanti dall’abuso di droghe, e raccomandiamo le seguenti misure:

La prevenzione della tossicodipendenza

(A) Adottare misure di prevenzione primaria efficaci e pratiche che proteggono le persone, in particolare bambini e giovani, dal consumo di droghe iniziale, fornendo loro informazioni precise circa i rischi di abuso di droga, attraverso la promozione di competenze e opportunità per scegliere stili di vita corretti e sviluppare genitorialità solidale e ambienti sociali sani e garantendo la parità di accesso all'istruzione e alla formazione professionale;

 (B) Adottare misure efficaci e pratiche per prevenire la progressione verso disturbi da uso di droga gravi, attraverso interventi precosi opportunamente mirati per persone a rischio di tale progressione; 

(C) aumentare la disponibilità, la copertura e la qualità delle misure di prevenzione basate su prove scientifiche, e gli strumenti che hanno come target l’età e l’appartenenza a gruppi a rischio, raggiungendo i giovani a scuola e fuori dalla scuola, attraverso programmi di prevenzione e campagne sull’abuso di droghe per la sensibilizzazione del pubblico, anche mediante l'uso di Internet, social media e altre piattaforme online, sviluppando e attuando programmi di prevenzione e di intervento precoce da utilizzare nel sistema di istruzione a tutti i livelli, così come nella formazione professionale, e migliorare la capacità di insegnanti e altri professionisti di rilievo di fornire o raccomandare i servizi di consulenza, prevenzione e cura; 

(D) promuovere il benessere della società nel suo complesso attraverso l'elaborazione di efficaci strategie di prevenzione basate su prove scientifiche e costruite su misura per le esigenze delle persone, delle famiglie e delle comunità in quanto parte di politiche nazionali sulle droghe complete ed equilibrate, su una base non discriminatoria; 

(E) Coinvolgere, a seconda dei casi, i politici, i parlamentari, gli educatori, la società civile, la comunità scientifica, il mondo accademico, le popolazioni bersagliate, gli individui nei percorsi di recupero da uso di sostanze e dei loro gruppi di pari, le famiglie e gli altri co-dipendenti, nonché il settore privato, nello sviluppo della prevenzione di programmi volti a sensibilizzare l'opinione pubblica dai pericoli e dai rischi associati all'abuso di droga, e coinvolgere, tra l'altro, i genitori, i fornitori di servizi di assistenza, gli insegnanti, i gruppi di pari, operatori sanitari, comunità religiose , leader di comunità, lavoratori sociali, associazioni sportive, professionisti dei media e dell'intrattenimento nella loro attuazione;

(F) esaminare il rafforzamento della cooperazione tra sanità pubblica, l'istruzione e le autorità di polizia, quando in via di sviluppo iniziative di prevenzione; 

(G) Sviluppare e migliorare le strutture ricreative e fornire l'accesso regolare per bambini e giovani allo sport e le attività culturali, al fine di promuovere vita e stili di vita salutari, anche attraverso il recupero e il miglioramento della spazi pubblici, e promuovere lo scambio di esperienze e buone pratiche in questo campo per migliorare ulteriormente interventi di prevenzione efficaci;

(H) promuovere e migliorare la raccolta sistematica di informazioni e raccolta di prove, così come la condivisione, a livello nazionale e internazionale, di dati affidabili e comparabili sul consumo di droga e di epidemiologia, tra cui il sociale, i fattori di rischio economici e di altro tipo, e promuovere, attraverso la Commissione sugli stupefacenti e l'Assemblea Mondiale della Sanità, l'uso di standard riconosciuti a livello internazionale, come ad esempio le Norme Internazionali per la prevenzione dell’uso di droga, e lo scambio di buone pratiche, per formulare un uso efficace di strategie di prevenzione dall’uso di droga e programmi in collaborazione con l'Ufficio delle Nazioni Unite su droga e crimine, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e altre rilevanti entità delle Nazioni Unite;

Trattamento dei disturbi da uso di farmaci, la riabilitazione, il recupero e il reinserimento sociale; prevenzione, trattamento e la cura di HIV / AIDS, epatite virale e altre malattie infettive trasmissibili per via ematica

(I) Riconoscere la tossicodipendenza come un disturbo di salute complesso, multifattoriale, caratterizzato da nautra cronica e recidiva, con cause e conseguenze che possono essere prevenute e curate attraverso, tra l'altro, programmi di trattamento della dipendenza corroborati da efficacia scientifica, cura e riabilitazione, inclusi programmi basati sulla vita in comunità, e rafforzare la capacità di gestione successiva alla fine del percorso di cura per continuare la riabilitazione, il recupero e il reinserimento sociale delle persone che hanno fatto uso di sostanze, includendo, eventualmente,  il sostegno per il reinserimento efficace nel mercato del lavoro e incoraggiando altri servizi; 

(J) Incoraggiare la partecipazione volontaria delle persone con disordini causati da abuso di droghe a programmi di trattamento, con il consenso informato, quando in linea con legislazione nazionale, e sviluppare e attuare programmi di sensibilizzazione e campagne, coinvolgendo i tossicodipendenti in recupero a lungo termine, al fine di prevenire la marginalizzazione sociale, promuovere la prevenzione e non stigmatizzare atteggiamenti, nonché per incoraggiare coloro che soffrondo di dipendenza da droghe a cercare un trattamento e una cura, adottare misure per facilitare l’accesso alle terapie ed espanderne la capacità; 

(K) Promuovere e rafforzare la cooperazione regionale e internazionale nello sviluppo e nella realizzazione di iniziative correlate al trattamento, nel miglioramento del supporto tecnico e nel potenziamento delle capacità, ed assicurare un accesso non discriminatorio a un’ampia gamma di interventi, compresi il trattamento psicosociale, quello comportamentale e quello farmaco-assistito, a seconda dei casi e in base alla legislazione nazionale, nonché la riabilitazione, il reinserimento sociale e i programmi di recupero e di supporto, tra cui quelli a disposizione nelle carceri e nel dopo-imprigionamento, con particolare attenzione in questo senso alle  esigenze specifiche delle donne, dei bambini e dei giovani;

(L) Sviluppare e rafforzare, se del caso, la capacità di servizi sanitari, sociali e delle forze dell'ordine e delle altre autorità di giustizia penale al fine di cooperare, all'interno del loro mandato, nella realizzazione di risposte all'abuso di droghe e ai disturbi da uso di droga in modo globale, integrato ed equilibrato, a tutti i livelli di governo;

(M) Promuovere l'inclusione nelle politiche nazionali sulla droga, in conformità alla legislazione nazionale e ove appropriato, di elementi per la prevenzione e il trattamento di overdose di droga, in particolare overdose da oppiacei, compreso l'uso di recettori degli oppioidi antagonisti come il naloxone per ridurre la mortalità correlata alla droga;

(N) promuovere la cooperazione con e l'assistenza tecnica a gli Stati più colpite dal traffico di droga per sviluppare ed attuare  politiche complete ed integrate per affrontare l'impatto che ha il traffico illecito di droghe sugli aumenti di consumo di sostanze illecite in tali Stati membri, rafforzando  programmi nazionali finalizzati alla prevenzione, all’intervento precoce, al trattamento, alla cura, alla riabilitazione e al reinserimento sociale;

(O) Invitare le autorità nazionali competenti a prendere in considerazione, in conformità con la loro legislazione nazionale e con le tre convenzioni internazionali di controllo della droga, tra cui la prevenzione nazionale, la cura, il recupero, la riabilitazione e le misure e i programmi di reinserimento sociale, nel contesto di sforzi completi ed equilibrati per ridurre la domanda di droga, e di misure efficaci volte a ridurre al minimo le conseguenze sociali della tossicodipendenza per la salute pubblica, compresi adeguati programmi di terapia farmaco-assistita, programmi di fornitura di attrezzature per l’iniezione, così come anche la terapia antiretrovirale e altri interventi rilevanti che impediscono la trasmissione del virus HIV, dell’epatite virale e di altre malattie trasmissibili per via ematica associate all’uso della droga, così come è necessario considerare la garanzia di accesso a tali interventi, tra cui servizi di trattamento e sensibilizzazione sia nelle carceri che in altri presidi di custodia, e promuovere a tal riguardo l'uso tecnico, a seconda dei casi, del “Guida di WHO, UNODC e UNAIDS per i paesi per fissare obiettivi per l'accesso universale alla prevenzione, al trattamento e alla cura per i tossicodipendenti”;

(P) Promuovere e attuare le norme sul trattamento dei disturbi da abuso di droghe sviluppate dall'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e altri standard rilevanti a livello internazionale, a seconda dei casi e in conformità con la legislazione nazionale e le convenzioni internazionali sul controllo delle droghe, fornire guida, assistenza e formazione agli operatori sanitari sul loro uso appropriato, e considerare standards e accreditamento per servizi a livello nazionale atti a garantire risposte scientifiche e qualificate;

(Q) Intensificare, se del caso, la partecipazione significativa, il sostegno e la formazione delle organizzazioni della società civile e degli enti coinvolti in servizi dedicati al trattamento di problemi  connessi alla droga sia di salute che sociali, in conformità alla legislazione nazionale e al quadro integrato e coordinato delle politiche nazionali di droga , e incoraggiare gli sforzi della società civile e il settore privato per lo sviluppo di reti di sostegno per prevenzione e trattamento, cura, recupero , riabilitazione e reinserimento sociale con un percorso equilibrato ed inclusivo;

(R) Incoraggiare l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine e la International Narcotics Control Board a rafforzare la cooperazione con il World Health Organization e altri organismi delle Nazioni Unite competenti, nell'ambito dei loro rispettivi mandati, come parte di un approccio globale, integrato ed equilibrato a rafforzare le misure sanitarie e di assistenza sociale per affrontare il problema mondiale della droga, anche attraverso una prevenzione efficace, l'intervento precoce, trattamento, cura ,il recupero , la riabilitazione e il reinserimento sociale, in collaborazione, se del caso, con la società civile e la comunità scientifica, e di mantenere opportunamente aggiornata la Commissione sui narcotici.

Raccomandazioni operative sul garantire la disponibilità e l'accesso alle sostanze controllate dedicate esclusivamente a scopi medici e scientifici, prevenendone la devianza

2. Ribadiamo il nostro forte impegno per migliorare l'accesso alle sostanze controllate per scopi medici e scientifici al fine di affrontare in modo appropriato le esistenti barriere al riguardo, comprese quelle relative alla legislazione, ai sistemi di regolazione, ai sistemi sanitari, all'accessibilità, alla formazione di operatori sanitari, all'educazione, alla sensibilizzazione, alle stime, alla valutazione e alla comunicazione, ai parametri di riferimento per il consumo di sostanze sotto controllo, e alla cooperazione internazionale e al coordinamento, evitando contemporaneamente la diversione, l'abuso e il traffico, e si consigliano le seguenti misure:

(A) Prendere in considerazione la revisione, nel quadro dei sistemi giuridici nazionali, la legislazione nazionale e i meccanismi normativi e amministrativi, così come le procedure comprendenti i canali di distribuzione nazionale, con l'obiettivo di semplificare e ottimizzare i  processi e la rimozione di norme eccessivamente restrittive e gli impedimenti, laddove esistenti, al fine di garantire l'accesso alle sostanze controllate per uso medico e scopi scientifici, anche per il sollievo del dolore e della sofferenza, come richiesto dalle tre convenzioni internazionali sul controllo delle droghe e definito dalla legislazione nazionale, prevenendone la devianza, lo sviamento, l'abuso e il traffico, e favorire lo scambio di informazioni, di esperienze acquisite e le migliori pratiche nella progettazione e implementazione delle relative misure regolamentari, finanziarie, educative, amministrative etc;

(B) Rafforzare, a seconda dei casi, il corretto funzionamento dei sistemi di controllo nazionale e i meccanismi di valutazione nazionali e i programmi, in collaborazione con l'International Narcotics Control Board, l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, altro sistema delle Nazioni Unite in materia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e le agenzie, per identificare, analizzare e rimuovere gli ostacoli alla disponibilità e all’accessibilità delle sostanze controllate per scopi medici e scientifici, all'interno di adeguati meccanismi di controllo, come richiesto dalle tre convenzioni internazionali sul controllo delle droghe e tenendo conto del documento “Ensuring balance in National Policies on controlled substances: guidance for avalaibility and accessibility of controlled medicines” e, a tal fine, considerare previsione di prestazioni assistenziali tecniche e finanziarie ai paesi in via di sviluppo;

(C) accelerare, in conformità alla legislazione nazionale, il processo delle autorizzazioni per emissione, importazione e l'esportazione di sostanze controllate a scopo medico e scientifico utilizzando la suddetta guida e l'importazione internazionale e l’“International Import and Export Authorization System of the International Narcotics Control Board”;

(D) indirizzare, a livello nazionale e internazionale, le questioni relative l’accessibilità delle sostanze controllate per scopi medici e scientifici, garantendone allo stesso tempo la qualità, la sicurezza ed efficacia, comprese le risorse finanziarie limitate e i problemi di approvvigionamento per quanto riguarda queste sostanze, anche in collaborazione, come del caso, con il settore privato espandendo dove necessario, la copertura nazionale delle reti di distribuzione nelle zone rurali, affrontando il collegamento con i regolamenti governativi, le licenze e le imposte e permettendo in modo appropriato di prescrivere, dispensare e amministrare, a professionisti qualificati, i farmaci controllati in base alla loro licenza professionale in generale, così come, se del caso, la preparazione di preparati farmaceutici generici che sono bioequivalenti e di minor costo;

(E) adottare misure, in conformità della legislazione nazionale, per fornire capacity-building e formazione, anche con il supporto delle agenzie ONU, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Ufficio ONU contro la droga e il crimine, rivolte ad autorità nazionali competenti e agli operatori sanitari, compresi i farmacisti, in materia di accesso adeguato e uso delle sostanze controllate per scopi medici e scientifici, tra cui il sollievo dal dolore e dalla sofferenza, prendere in considerando lo sviluppo e la più ampia attuazione delle pertinenti linee guida cliniche sull'uso razionale dei farmaci controllati, e condurre adeguate campagne di sensibilizzazione sotto il coordinamento dell’autorità nazionale pertinente in tema di salute in collaborazione con altri soggetti interessati;

(F) Sviluppare sistemi di gestione dei sistemi di approvvigionamento nazionali per le sostanze controllate che comprendano la selezione, la quantificazione, l'approvvigionamento, lo stoccaggio, la distribuzione e l'uso, rafforzare la capacità delle autorità nazionali competenti di valutare in modo adeguato e stimare il fabbisogno di sostanze controllate, con particolare attenzione per i farmaci essenziali, come definito dalla legislazione nazionale, prendendo atto della Guida sui Requisiti per le sostanze sotto controllo internazionale, e migliorare i meccanismi di raccolta dei dati nazionali, al fine di presentare all'international narcotics control board le stime sul consumo di farmaci utilizzati per scopi medici e scientifici;

 (G) Continuare ad aggiornare regolarmente le liste di medicinali essenziali dell’'Organizzazione Mondiale della Sanità, migliorare la collaborazione tra gli Stati membri e gli organismi con responsabilità di programmazione, portando a decisioni informate e di pianificazione coordinata la Commissione stupefacenti che tenga in debito conto tutti gli aspetti rilevanti per assicurare che gli obiettivi delle convenzioni siano soddisfatte, e rivedere gli elenchi nazionali di sostanze controllate e liste nazionali di farmaci essenziali, a seconda dei casi.

Raccomandazioni operative sulla riduzione dell'offerta e le relative misure; efficacia delle misure legislative; risposte ai crimini correlati alla droga; e contrasto del riciclaggio di denaro e promozione  della cooperazione giudiziaria

3. Ribadiamo il nostro impegno per la tutela della sicurezza e per garantire la sicurezza degli  individui, delle società e delle comunità intensificando i nostri sforzi per prevenire e contrastare la coltivazione illecita, la produzione, la fabbricazione e il traffico di stupefacenti e di sostanze psicotrope, così come criminalità connessa alla droga e la violenza, attraverso, tra l'altro, una più efficace prevenzione della criminalità connessa alla droga e di misure di applicazione della legge, nonché affrontando collegamenti con altre forme di criminalità organizzata, compreso il riciclaggio di denaro sporco, la corruzione e altre attività criminali, consapevoli delle loro cause e delle conseguenze sociali ed economiche, in virtù delle quali si consiglia di applicare le seguenti misure:

Prevenzione della criminalità connessa alla droga

(A) rafforzare le misure multidisciplinari a livello internazionale, regionale, nazionale e comunitario per prevenire i crimini collegati alla droga, la violenza locale, la vittimizzazione e la corruzione e favorire lo sviluppo sociale e l'inclusione, integrando tali misure con gli sforzi di applicare la legge  e con politiche e programmi in un’azione di contrasto globale, e promuovendo una cultura della legalità, come descritto nella “Dichiarazione di Doha sulla prevenzione integrata del crimine e nella “Criminal Justice into the wider United Nations agenda to address social and economic challenges and to promote the rule of law at the National and International levels, and public participation”;

(B) promuovere gli sforzi globali di riduzione dell'offerta che includano misure preventive in grado di affrontare, tra l'altro, la giustizia penale e fattori socio-economico-correlati che possono facilitare, guidare, porre in essere e perpetrare la criminalità organizzata e connessa ai crimini di droga;

(C) promuovere la raccolta dei dati, la ricerca e la condivisione di informazioni, come pure lo  scambio di migliori pratiche in materia di prevenzione e contrasto alla criminalità connessa alla droga, e le misure e le pratiche di riduzione dell'offerta di droga, al fine di migliorare l’efficacia delle risposte della giustizia penale, nel quadro della legge applicabile;

Contrastare il traffico illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope

(D) Aumentare la cooperazione a tutti i livelli e rafforzare le misure di prevenzione e ridurre in modo significativo e misurabile o eliminare la coltivazione illecita di oppio papavero, pianta di coca e cannabis, utilizzate per la produzione di stupefacenti e di sostanze psicotrope, anche attraverso l'eliminazione, nel quadro di strategie e misure di controllo sostenibile delle colture;

(E) monitorare le tendenze attuali e le rotte del traffico di droga e condividere esperienze, le migliori pratiche e le lezioni apprese, al fine di prevenire e contrastare l'abuso di commercio internazionale per le attività illecite relative alla droga e annotare il successo ottenuto attraverso le iniziative operative dell’Ufficio delle Nazioni Unite sulla droga e il crimine, tra cui iniziative volte a contrastare lo sfruttamento dei container per il traffico di droga e di prevenire e contrastare la devianza dei precursori derivanti dal traffico di droga e reati connessi per uso illecito e flussi finanziari illeciti, così come altre attività di assistenza tecnica;

(F) promuovere e rafforzare lo scambio di informazioni tra agenzie di intelligence, forze dell'ordine e polizia frontaliera sui crimini connessi alla droga, anche attraverso l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, i portali multilaterali e i centri di informazione regionali, e promuovere indagini congiunte e coordinare le operazioni, in conformità con la legislazione nazionale, e programmi di formazione a tutti i livelli, al fine di individuare, interrompere e smantellare i gruppi criminali organizzati che operano a livello transnazionale che sono coinvolti in ogni attività relativa alla produzione illecita e al traffico di stupefacenti e sostanze psicotrope e la diversione dei loro precursori e del relativo riciclaggio di denaro;

(G) rafforzare la coordinazione di strategie di gestione delle frontiere, così come la capacità di controllo delle frontiere, di misure di sicurezza e delle agenzie del pubblico ministero, anche attraverso l'assistenza tecnica, ove richiesta, tra cui e dove del caso, la fornitura di attrezzature e tecnologie, con necessaria formazione e supporto di manutenzione, al fine di prevenire, monitorare e controllare il traffico di droga, il traffico di precursori e altri crimini legati alla droga, come il traffico di armi da fuoco, di flussi finanziari illeciti, di contrabbando di denaro e di riciclaggio di denaro;

(H) migliorare la capacità delle forze dell'ordine e delle agenzie di giustizia penale agenzie nelle scienze forensi nel contesto delle indagini sulla droga, tra cui la qualità e la capacità dei laboratori di analisi di droga nel raccogliere, conservare e presentare prove forensi al fine di perseguire efficacemente reati legati alla droga considerando, trall'altro, la fornitura di attrezzature avanzate per le rilevazioni, scanner, kit per i test, campioni di riferimento, laboratori e formazione forense, come richiesto;

(I) rafforzare la cooperazione regionale, sub-regionale e internazionale in materia penale, se del caso, comprendendo la cooperazione giudiziaria in materia di estradizione, assistenza legale reciproca e trasferimento dei procedimenti, in conformità con le convenzioni internazionali sul controllo delle droghe, gli altri strumenti giuridici internazionale e la legislazione nazionale, e si sforzandosi di fornire risorse adeguate per le autorità nazionali competenti, anche attraverso la fornitura tecniche di assistenza mirata ai paesi che la richiedono;

(J) ottimizzare l'efficacia delle misure di applicazione della legge contro gruppi criminali organizzati e individui coinvolti in crimini legati alla droga, ponendo attenzione adeguata all'interno delle nostre rispettive giurisdizioni su quelli che si rendono responsabili delle attività illecite in una scala più grande o di natura più grave;

Affrontare i collegamenti con le altre forme di criminalità organizzata, tra cui il riciclaggio di denaro sporco, la corruzione e altre attività criminali

(K) rispondere alle sfide crescenti poste dai grave legami che si stanno creando tra traffico di droga, corruzione e altre forme di criminalità organizzata, tra cui la tratta di esseri umani, il traffico di armi da fuoco, la criminalità informatica e il riciclaggio di denaro, e, in alcuni casi, il terrorismo, tra cui il riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento del terrorismo, utilizzando un approccio integrato, multidisciplinare, come ad esempio la promozione e il sostegno di raccolta dei dati affidabili, la ricerca e, quando appropriato, intelligence e analisi di condivisione dei dati al fine di garantire politiche efficaci e interventi;

(L) incoraggiare l'uso di meccanismi di cooperazione sub-regionale, regionale e internazionale per combattere tutte le forme di criminalità legate alla droga, ovunque siano commesse, tra cui, in alcuni casi, i crimini violenti legati a bande, anche attraverso il rafforzamento della cooperazione internazionale per contrastare con successo e smantellare gruppi criminali organizzati, compresi quelle che operano a livello transnazionale;

(M) rafforzare le misure nazionali, regionali e internazionali e, come del caso, norme e regolamenti, volti a migliorare la cooperazione operativa volta ad impedire che le reti criminali transnazionali organizzate, coinvolte nell’attività illecita di traffico di droga e acquisto di armi da fuoco, loro parti e componenti, munizioni, esplosivi e altro materiale bellico;

(N) Considerare la ratificazione o l’adesione ad importanti strumenti giuridici internazionali, tra cui la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale e dei suoi protocolli, la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione e le convenzioni e i protocolli internazionali relativi alla lotta al terrorismo, e invitare gli Stati parti ad adottare misure per attuare in modo più efficace quelli strumenti giuridici internazionali;

(O) continuare a promuovere la cooperazione internazionale per l'attuazione delle disposizioni contro il riciclaggio di denaro contenute in tutti gli strumenti multilaterali internazionali rilevanti, come la Convenzione del 1988, la Convenzione sul crimine organizzato e la Convenzione contro la corruzione e, in accordo con la legislazione delle autorità nazionali, le raccomandazioni di azioni finanziarie sul denaro e sul riciclaggio;

(P) rafforzare e utilizzare le esistenti e rilevanti reti regionali, reti subregionali e internazionali per lo scambio di informazioni operative volte a prevenire e contrastare il riciclaggio di denaro, i flussi finanziari illeciti e il finanziamento del terrorismo;

(Q) Sviluppare e rafforzare, se del caso, i meccanismi di coordinamento domestico e di tempestivo ed efficace scambio di informazioni tra le autorità coinvolte nell'identificazione e nel contrasto del traffico di droga, di diversione dei precursori e relativo riciclaggio di denaro sporco, integrare le indagini finanziarie in modo più approfondito con operazioni di interdizione per identificare gli individui e le società coinvolte in tale attività, e incoraggiare, in conformità alla legislazione nazionale, la cooperazione con il settore privato, compresi gli istituti finanziari, le imprese e i professionisti non-finanziari designati, così come i fornitori di servizi di trasferimento di denaro o di valore,per individuare le operazioni sospette, al fine di indagare ulteriormente e interrompere il modello di business il traffico di droga;

(R) Migliorare capacità nazionale, regionale, sub-regionale, interregionale e internazionale di prevenire e contrastare il riciclaggio di denaro e di flussi finanziari illeciti derivanti dal traffico di droga e dei relativi reati, tra cui, a seconda dei casi, attraverso l'individuazione, indagine e perseguimento di tali attività, al fine di affrontare in modo efficace rifugi sicuri, e di identificare e mitigare i rischi di riciclaggio di denaro legati alle nuove tecnologie, così come gli emergenti metodi e le tecniche di riciclaggio di denaro, utilizzando, tra l'altro, gli esistenti strumenti di assistenza tecnica dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine;

(S) Sviluppare e rafforzare i meccanismi bilaterali, subregionali e internazionali di condivisione delle informazioni tra le autorità competenti e promuovere la loro cooperazione per identificare, rintracciare, sequestrare e confiscare, in modo efficace e tempestivo, beni e proventi di reati connessi alla droga e  al suo smercio, inclusa la condivisione, in conformità con la Convenzione del 1988, di casi di corruzione legati alla droga, nel quadro della convenzione contro la corruzione, o, a seconda dei casi, dei casi di crimini legati alla droga che coinvolgono gruppi organizzati transnazionali, in linea con la Convenzione di criminalità organizzata; e favorire lo scambio tempestivo di informazioni operative tra forze dell'ordine rilevanti, le agenzie giudiziarie e le unità di informazione finanziaria;

(T) promuovere misure efficaci in grado di affrontare i collegamenti tra crimini legati alla droga e corruzione, così come l’ostruzione della giustizia, perpetrata anche attraverso l'intimidazione dei funzionari della giustizia, come parte delle strategie nazionali di lotta alla corruzione e di controllo delle droghe;

(U) Migliorare la disponibilità e la qualità delle informazioni e delle analisi statistiche relative alla coltivazione illecita di droga, alla produzione e al trattamento, al traffico di droga, al riciclaggio di denaro sporco e ai flussi finanziari illeciti, includendo anche le appropriate riflessioni nelle relazioni  dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine e le statistiche del Narcotics Control Board, al fine di misurare e valutare meglio l'impatto di tali crimini e per migliorare ulteriormente l'efficacia delle risposte della giustizia penale al riguardo.

Raccomandazioni operative su questioni trasversali: la droga e i diritti umani, i giovani,  i bambini, le donne e le comunità

4. Ribadiamo il nostro impegno a rispettare, tutelare e promuovere tutti i diritti umani, le libertà fondamentali e la dignità di tutti gli individui, nonché a promuovere lo stato di diritto per lo sviluppo e l'attuazione di politiche sulle droghe, e si raccomandano pertanto le seguenti misure:

Droghe e i diritti umani, giovani, donne, bambini, membri vulnerabili della società, e le comunità

(a) migliorare la conoscenza dei policy-makers e la capacità delle autorità nazionali competenti sui vari aspetti del problema mondiale della droga al fine di garantire che le politiche nazionali sulla droga, come parte di un approccio globale, integrato ed equilibrato, rispettino pienamente tutti i diritti umani e le libertà fondamentali e proteggano la salute, la sicurezza e il benessere degli individui, delle famiglie, dei membri vulnerabili della società, delle comunità e della società nel suo intero, e a tal fine incoraggiare la cooperazione con e tra l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, l'International Narcotics Control Board, l'Organizzazione mondiale della sanità e altri enti delle Nazioni Unite competenti, nell'ambito dei rispettivi mandati, tra cui quelli relativi ai sopra citati problemi, e le organizzazioni regionali e internazionali, nonché con la società civile e il settore privato, a seconda dei casi;

(B) garantire un accesso non discriminatorio alla salute, alla cura e ai servizi sociali nella prevenzione, nei programmi di cura e trattamento primario, tra cui quelli offerti alle persone in carcere o detenzione preventiva, che devono essere su un livello pari a quelli disponibili nella comunità, e garantire che le donne, comprese le donne detenute, abbiano accesso a servizi sanitari adeguati e consulenza, compresi quelli particolarmente necessari durante la gravidanza;

(C) promuovere un monitoraggio efficace del trattamento farmacologico e delle strutture riabilitative da parte delle autorità nazionali competenti per garantire un'adeguata qualità dei servizi di trattamento di droga e di riabilitazione e per prevenire eventuali atti di trattamenti o punizioni crudeli, inumane o degradanti, conformemente alla legislazione nazionale e applicabile internazionali legge;

(D) Continuare ad individuare e affrontare i fattori protettivi e di rischio, nonché le condizioni che continuano a rendere le donne e le ragazze vulnerabili allo sfruttamento e alla partecipazione nel traffico di droga, anche come corrieri, al fine di evitare il loro coinvolgimento nella criminalità connessa alla droga;

(E) promuovere, conformemente alla legislazione nazionale, un efficace coordinamento tra i settori della giustizia, dell'istruzione e di applicazione di legge e dei servizi sociali, al fine di garantire che le esigenze specifiche, tra cui le esigenze fisiche e mentali, di minorenni con problemi di droga e bambini che abbiano posto in essere reati connessi alla droga siano opportunamente considerati, anche nei procedimenti penali ove richiesto, anche fornendo servizi di supporto a chi è in trattamento per problemi di droga e ad essi connessi;

(F) Attuare misure concrete adeguate all'età, calibrate sulle esigenze specifiche dei bambini, dei giovani e di altri membri vulnerabili della società, nei settori legislativi, amministrativi, sociali, economici, culturali ed educativi, comprese le misure per fornire loro opportunità di una vita sana e autonoma, al fine di prevenire l’abuso di stupefacenti e di sostanze psicotrope, e affrontare il loro coinvolgimento, l'uso e lo sfruttamento nella coltivazione illecita di piante, la produzione e il traffico di stupefacenti, sostanze psicotrope e altre forme di crimini connessi alla droga, compresa la criminalità urbana, giovanile e la violenza delle bande legate alla criminalità per droga, cercando di adempiere in questo modo agli obblighi della Convenzione sui diritti del fanciullo in quanto Stati parte e tenendo conto delle linee guida delle Nazioni Unite per la prevenzione della delinquenza minorile (Linee Guida di Riyadh );

(G) garantire una prospettiva di genere e la partecipazione delle donne in tutte le fasi di sviluppo, implementazione, monitoraggio e valutazione delle politiche e dei programmi di droga, sviluppare e diffondere misure orientate al genere e adatti alla loro età che tengano conto delle esigenze specifiche e delle circostanze affrontate dalle donne e dalle ragazze per quanto attiene il problema mondiale della droga e, in quanto Stati parti, attuare la Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne;

(H) Considerare, su base volontaria, la fornitura di informazioni alla Commissione sugli stupefacenti sulla base delle tre convenzioni di controllo internazionale della droga e le risoluzioni della Commissione pertinenti, e l'inserimento di informazioni riguardanti, tra l'altro, la promozione dei diritti umani e la salute, la sicurezza e il benessere di tutti gli individui, le comunità e la società, nel contesto della loro attuazione nazionale di queste convenzioni, tra cui i recenti sviluppi, migliore pratiche e sfide;

(I) garantire che le misure per prevenire la coltivazione illecita e per sradicare le piante contenenti sostanze stupefacenti e psicotrope rispettino i diritti umani fondamentali, tenere in debito conto usi tradizionali leciti, in cui vi sia la prova storica di tale uso, e la protezione dell'ambiente, in conformità con le tre convenzioni internazionali sul controllo delle droghe, e anche prendere in considerazione, se del caso e in conformità con la legislazione nazionale, la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni;

Politiche proporzionate ed efficaci e le risposte, così come le garanzie giuridiche e garanzie relative ai procedimenti penali e il settore della giustizia

(j) Incoraggiare lo sviluppo, l'adozione e l'attuazione, nel rispetto ai sistemi nazionali, costituzionali, giuridici e amministrativi, di alternative o misure aggiuntive per quanto riguarda la condanna o la punizione nei casi di natura appropriata, in conformità con le tre convenzioni internazionali sul controllo delle droghe e tenendo conto, se del caso, delle norme e delle regole delle Nazioni Unite, come ad esempio le norme sugli standard minimi per le misure di custodia cautelare delle Nazioni Unite (le regole di Tokyo);

(K) Prendere in considerazione la condivisione, attraverso la Commissione per gli stupefacenti, di informazioni, esperienze e buone pratiche in materia di progettazione, dell'attuazione e dei risultati delle politiche nazionali di giustizia penale, comprese, eventualmente, le pratiche nazionali in materia di condanna proporzionale, relative all'attuazione delle tre convenzioni internazionali sul controllo degli stupefacenti, compreso l'articolo 3 della Convenzione del 1988;

(L) promuovere politiche nazionali di condanne proporzionate, pratiche e linee guida per reati legati alla droga in cui la gravità delle sanzioni sia proporzionata alla gravità dei reati e di cui siano presi in considerazione attenuanti e aggravanti, tra le circostanze elencati nell'articolo 3 della convenzione del 1988 e di altre leggi internazionali pertinenti e applicabili, e conformemente alla legislazione nazionale;

(M) Migliorare l'accesso al trattamento dei disturbi da uso di droga per chi è in carcere e promuovere un controllo efficace, e incoraggiare, se del caso, autovalutazioni di strutture di confinamento, prendendo in considerazione i principi delle Nazioni Unite e le norme in materia di prevenzione del crimine e di giustizia penale, tra cui gli Standards minimi per il trattamento dei detenuti delle Nazioni Unite (Nelson Mandela Regole), attuare, se del caso, misure volte ad affrontare ed eliminare sovraffollamento delle carceri e la violenza, e fornire capacità alle autorità nazionali competenti;

(N) Incoraggiare la presa in considerazione, quando imprigionate, delle esigenze specifiche e le possibili diverse vulnerabilità delle donne in materia di reati di droga, in linea con la Regole delle Nazioni Unite per il trattamento delle donne detenute e misure non detentive (Regolamento Bangkok);

(O) Promuovere e implementare efficaci risposte della giustizia penale per reati legati alla droga al fine di assicurare i responsabili alla giustizia con garanzie giuridiche e del giusto processo relativi a procedimenti penali, comprese le misure concrete per sostenere il divieto di arresti arbitrari e di detenzione e di tortura e altri trattamenti crudeli, inumani o trattamento o punizione degradanti,, e per eliminare l'impunità, in conformità al diritto internazionale pertinente e applicabile, e tenendo conto delle norme delle Nazioni Unite sulla prevenzione del crimine e la giustizia penale e assicurare un accesso tempestivo all'assistenza giudiziaria e il diritto ad un processo giusto.

Raccomandazioni operative su questioni trasversali nell'affrontare e contrastare il problema mondiale della droga: realtà in evoluzione, le tendenze e le circostanze attuali, le sfide emergenti e le minacce persistenti, comprese le nuove sostanze psicoattive, in conformità con le tre convenzioni sul controllo internazionale delle droghe e altri strumenti internazionali pertinenti

5. Ribadiamo il nostro impegno a incrementare i nostri sforzi per affrontare e contrastare le sfide emergenti e persistenti e le minacce di tutti gli aspetti del problema mondiale della droga, e notiamo la necessità di rispondere in modo efficace alle realtà in evoluzione, le tendenze e le circostanze esistenti attraverso politiche di controllo della droga complete, integrate ed equilibrate e programmi che tengano conto delle loro implicazioni transnazionali e che siano in conformità con le tre convenzioni internazionali sul controllo delle droghe e altri strumenti internazionali pertinenti, e di rafforzare la nostra cooperazione internazionale, regionale e subregionale, per cui si consiglia quanto segue:

Affrontare nuove sostanze psicoattive, stimolanti di tipo anfetaminico, tra cui la metamfetamina, la diversione dei precursori e pre-precursori e l'uso non medico e improprio di farmaci contenenti stupefacenti e di sostanze psicotrope

Siamo determinati a rafforzare l'azione nazionale e internazionale per affrontare la sfida emergente delle nuove sostanze psicoattive, tra cui le conseguenze negative per la salute, e la minaccia in evoluzione di stimolanti di tipo anfetaminico, tra cui la metamfetamina, e sottolineiamo l'importanza di rafforzare le reti di condivisione delle informazioni e di allarme precoce, lo sviluppo di modelli nazionali legislativo, la prevenzione e il trattamento appropriato e il sostegno scientifico, la revisione e programmazione delle sostanze più diffuse, persistenti e dannose, e si segnala l'importanza di prevenire la diversione e l’abuso di farmaci contenenti stupefacenti e sostanze psicotrope e precursori, garantendo nel contempo la loro disponibilità per scopi legittimi, e si consiglia le seguenti misure:

(A) promuovere lo sviluppo e l'implementazione di misure e programmi completi, se opportuno e in conformità con la legislazione nazionale, come delineato nel paragrafo 1 del presente documento, adattare tali misure ai rischi e alle sfide poste dall'uso delle nuove sostanze psicoattive e stimolanti di tipo anfetaminico, tra cui la metamfetamina, e l'uso non medico e l'uso improprio di farmaci contenenti stupefacenti e sostanze psicotrope, e condividere attivamente le informazioni sulle migliori pratiche e le lezioni apprese in materia di esperienze nazionali relative alla salute;

(B) Rafforzare la capacità delle forze dell'ordine di individuare e identificare nuove sostanze psicoattive e stimolanti di tipo anfetaminico, tra cui la metamfetamina, e promuovere la cooperazione transfrontaliera e la condivisione delle informazioni per prevenire l'abuso e la diversione, anche attraverso l'utilizzo di strumenti e progetti di reato esistenti nell’International Narcotics Control Board e presso l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga;

(C) Stabilire e rafforzare i partenariati e lo scambio di informazioni con le industrie, in particolare con le industrie chimiche e farmaceutiche e di altri importanti enti del settore privato, e incoraggiare l'uso delle linee guida per un codice di condotta volontario per l'industria chimica, rilasciato dall’International Narcotics Control Board, e il modello di protocollo d'intesa tra i governi e i partners del settore privato del Consiglio di Amministrazione, come e se del caso, tenendo presente l'importante ruolo che queste industrie possono giocare per affrontare e contrastare il problema mondiale della droga;

(D) Continuare a individuare e monitorare le tendenze nella composizione, produzione, diffusione e distribuzione delle nuove sostanze psicoattive, così come modelli di consumo e di conseguenze negative, e valutare i rischi per la salute e la sicurezza degli individui e della società nel suo complesso e la possibilità di utilizzo delle nuove sostanze psicoattive per scopi medici e scientifici, e su questa base sviluppare e rafforzare le risposte legislative, regolamentari, amministrative e operative nazionali e internazionali e le pratiche legislativo domestiche, le forze dell'ordine, la magistratura, e si servizi d'assistenza sociale, educativa e le autorità sanitarie;

(E) impegnarsi ad attuare tempestivamente misure di controllo basate su evidenze scientifiche o di regolamentazione all'interno dei sistemi nazionali amministrativi per affrontare e gestire la sfida delle nuove sostanze psicoattive, e prendere in considerazione l'uso di passaggi intermedi, mentre le sostanze sono in fase di revisione, come ad esempio provvisoria misure di controllo, o fare annunci pubblici relativi alla salute, così come condividere informazioni e competenze su tali misure;

(F) condividere informazioni rilevanti con, a seconda dei casi, rafforzare la capacità dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, l'International Narcotics Control Board e altre organizzazioni internazionali e regionali competenti per dare la priorità alla revisione delle nuove sostanze psicoattive nocivi più diffuse al fine di facilitare le decisioni dalla Commissione sugli stupefacenti relative alla loro classificazione;

(G) Prendere parte attivamente nelle reti di allerta precoce e promuovere l'uso delle liste di sorveglianza rilevanti, e i controlli volontari nonché la condivisione delle informazioni attraverso l'International Narcotics Control Board, l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine e l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nell'ambito dei rispettivi mandati, e rafforzare la cooperazione bilaterale, sub-regionale, regionale e internazionale per l'identificazione e la comunicazione delle nuove sostanze psicoattive nonché  degli incidenti che coinvolgono tali sostanze e, a tal fine, rafforzare l'uso delle relazioni nazionali, regionali e internazionali esistenti e i sistemi di scambio di informazioni, come ad esempio quelli relativi all'allerta globae e di monitoraggio precoce sulle nuove sostanze psicoattive e sintetiche: Analisi, reporting e Trends (SMART) programma dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine e Progetto Ion della International Narcotics Control Board;

(H) migliorare la capacità e l'efficacia dei laboratori nazionali e promuovere la cooperazione nazionale e regionale tra di loro, a seconda dei casi, per la rilevazione e l'identificazione di nuove sostanze psicoattive, anche attraverso l'uso degli standard dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga i relativi alle attività di assistenza;

(I) rafforzare lo scambio di informazioni a livello nazionale e promuovere lo scambio di informazioni a livello regionale e internazionale in materia di prevenzione efficace e trattamento e relativi provvedimenti legislativi al fine di sostenere lo sviluppo di efficaci risposte basate su evidenze scientifiche relativo alla sfida posta dalle nuove sostanze psicoattive a questioni sociali e sanitarie;

Stimolanti del tipo anfetamine, tra cui la metamfetamina

(J) sostenere le ricerche esistenti, la raccolta e l'analisi scientifica dei dati relativi al tipo di anfetamine stimolanti attraverso il programma globale SMART e relativi strumenti dell'International Narcotics Control Board, come ad esempio il progetto Prisma, e rafforzare la cooperazione a tutti i livelli per affrontare stimolanti di tipo anfetaminico, compresa la metamfetamina;

(K) Promuovere l'uso, a seconda dei casi, dei programmi pertinenti esistenti, i meccanismi e le operazioni coordinate a tutti i livelli e continuare lo sviluppo e la condivisione delle migliori pratiche e lezioni apprese tra i praticanti nei nel quadro un approccio equilibrato e integrato alla minaccia in evoluzione di stimolanti di tipo anfetaminico;

Precursori e pre-precursori

(L) rafforzare il monitoraggio nazionale, regionale e internazionale di prodotti chimici utilizzati nella produzione illecita di stupefacenti e delle nuove sostanze psicoattive al fine di prevenire in modo più efficace la diversione e il traffico di quei prodotti chimici, garantendo nel contempo che il commercio legittimo e l'uso di queste sostanze chimiche non siano influenzati negativamente, anche mediante l'uso nazionale, subregionale di sistemi di reporting de l'International Narcotics Control Board come il progetto Prism, Precursors Incident Communication System and Pre-Export Notification Online (PEN Online);

(M) Prendere misure appropriate per affrontare la diversione e fabbricazione illecita e il traffico, così come l'abuso di precursori sotto il controllo internazionale e affrontare l'abuso di pre-precursori e sostitutivi o alternativi precursori per la fabbricazione illecita di stupefacenti e potenziare gli sforzi di tipo volontario, compresi i codici di condotta volontari, in collaborazione con le industrie interessate e del commercio a livello nazionale, regionale e internazionale, anche attraverso l'uso di rilevanti strumenti dell'International Narcotics Control Board;

Uso non medico e l'uso improprio di prodotti farmaceutici

(N) migliorare la condivisione delle informazioni sul cattivo uso dei prodotti farmaceutici contenenti stupefacenti e delle sostanze psicotrope, nonché la qualità e la coerenza dei dati trasmessi, anche attraverso il questionario distribuito in occasione del rapporto annuale dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine;

(O) Sviluppare e implementare contromisure e strategie di sostegno alla salute pubblica, formazione e strategie socio-economiche per contrastare effettivamente l'uso non medico e l'uso improprio dei prodotti farmaceutici che contengono sostanze stupefacenti e psicotrope, garantendo nel contempo la loro disponibilità per scopi legittimi, e promuovere  la cooperazione a livello nazionale, regionale e internazionale per prevenire la diversione, il traffico e l'abuso, anche attraverso l'uso degli strumenti dell'Organizzazione mondiale della sanità, l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e l'International Narcotics Control Board;

L'uso di Internet in relazione alle attività connesse con la droga

(P) Sostenere la ricerca, la raccolta di dati, l'analisi delle prove e la condivisione di informazioni e rafforzare il lavoro della polizia, delle sanzioni penali e le risposte giuridiche, così come la cooperazione internazionale, per prevenire e contrastare attività criminali che usano Internet connesse alla droga, in linea con le rilevanti leggi applicabile;

(Q) Aumentare, su richiesta, la fornitura di assistenza tecnica e il rafforzamento delle capacità a tutti i livelli per gli Stati membri col fine di prevenire e contrastare l'uso delle tecnologie, compreso Internet, da parte delle reti di trafficanti di droga e le organizzazioni criminali transnazionali e facilitare le attività connesse con la droga;

(R) migliorare la capacità delle autorità nazionali, in particolare le autorità di contrasto, per preservare e analizzare le prove elettroniche connesse ad attività illecite, tra cui il traffico di droga e riciclaggio di denaro, e le vendite al fine di monitorare l'uso di Internet relativamente alle droghe;

(S) Incoraggiare l'uso delle linee guida per i governi relative alla prevenzione della vendita illegale di sostanze sotto controllo internazionale attraverso Internet, a seconda dei casi;

(T) sostenere misure per l'uso di Internet a fini di prevenzione di illeciti, tra cui la fornitura di consulenza adeguata e condivisione di informazioni, sviluppare, implementare e promuovere, conformemente alla legislazione nazionale, le strategie di prevenzione, programmi e misure, anche attraverso i social media e altri social network, volti , tra l'altro, ala protezione dei bambini e dei giovani dall'abuso di sostanze controllate e di nuove sostanze psicoattive e dal coinvolgimento nella loro vendita illegale e l'acquisto via Internet; rafforzare la cooperazione a tutti i livelli al riguardo;

Realtà in evoluzione, tendenze e circostanze attuali, emergenti e le sfide e minacce persistenti

(U) promuovere, ove opportuno, l'utilizzo e l'analisi dei dati pertinenti, affidabili e oggettivi generati dal monitoraggio e le valutazioni nazionali e regionali per migliorare l'attuazione delle strategie, politiche e programmi completi, integrati ed equilibrati in conformità con la tre convenzioni relative al controllo internazionale delle droghe e altri strumenti internazionali pertinenti, e incoraggiare la condivisione delle migliori pratiche e lezioni apprese anche attraverso la Commissione per gli stupefacenti e le altre organizzazioni regionali e internazionali competenti, nell'ambito dei loro mandati, per, tra l'altro,  comprendere meglio sia la loro implicazioni nazionali che transnazionali;

(V) intensificare gli sforzi nel contesto di programmi di sviluppo sostenibile a lungo termine per approfittare i fattori socioeconomici legati alla droga più urgenti, tra cui la disoccupazione e la marginalizzazione sociale che conduce al loro successivo sfruttamento da parte delle organizzazioni criminali coinvolte nella criminalità connessa alla droga;

(W) Incoraggiare la Commissione sugli stupefacenti, in collaborazione con i competenti organismi delle Nazioni Unite, nell'ambito dei rispettivi mandati, a considerare, se del caso, rivedere le linee guida esistenti e, dove necessario, svilupparne di nuove sui vari aspetti del problema mondiale della droga, al fine di migliorare la capacità delle autorità nazionali competenti e rafforzare la cooperazione internazionale e tra agenzie;

(X) promuovere lo scambio di informazioni per capire meglio la portata di impatti negativi circa la salute, sicurezza sociale ed economica, del traffico di droga in piccole quantità, al fine di sviluppare, se del caso, risposte efficaci per contrastare il micro-trafficking;

(Y) Chiedere all'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, l'International Narcotics Control Board, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e altri organismi delle Nazioni Unite con competenza tecnica e operativa pertinente, nell'ambito dei loro mandati, di continuare a fornire, su richiesta, consulenza e assistenza agli Stati che stanno rivedendo e aggiornando le loro politiche sulle droghe, nel rispetto delle tre convenzioni sul controllo internazionale delle droghe, tenendo conto delle loro priorità ed esigenze nazionali e attraverso, tra l'altro, la promozione dello scambio di informazioni e di buone pratiche in materia di politiche scientifiche adottate da parte degli Stati.

Raccomandazioni operative sul rafforzamento della cooperazione internazionale,  basate sul principio della responsabilità comune e condivisa

6. Ribadiamo il nostro impegno a sostenere i nostri sforzi a tutti i livelli, sulla base di una responsabilità comune e condivisa, per affrontare in modo efficace e contrastare il problema mondiale della droga e per migliorare la cooperazione internazionale e, a tal fine, si consigliano le seguenti misure:

(A) rafforzare l'assistenza tecnica specializzata, mirata, efficace e sostenibile, oltre che, se del caso, fornire un'adeguata assistenza finanziaria, formazione, capacità, attrezzature e know-how tecnologico, ai paesi che la chiedono, compresi i paesi di transito dei traffici, attraverso e in collaborazione con il Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, così come l'Organizzazione mondiale della sanità e altri importanti organismi delle Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali e regionali, nell'ambito dei rispettivi mandati, al fine di aiutare gli Stati membri ad affrontare efficacemente problemi legati alla salute, socio-economici, connessi ai diritti umani, la giustizia e la pubblica sicurezza connessi al problema mondiale della droga;

(B) Migliorare la cooperazione Nord-Sud, Sud-sud e quella triangolare tra gli Stati membri, in cooperazione con la comunità internazionale per lo sviluppo e le altre principali parti interessate, al fine di affrontare e contrastare il problema mondiale della droga in modo efficace;

(C) rafforzare, anche attraverso la Commissione sui Narcotici e, se del caso, i suoi organi sussidiari, il regolare scambio di informazioni, buone pratiche e le lezioni apprese tra i praticanti nazionali provenienti da diversi settori a tutti i livelli per attuare efficacemente un approccio integrato ed equilibrato al problema mondiale della droga e dei suoi vari aspetti e prendere in considerazione ulteriori misure per facilitare ulteriormente la discussione significativa tra i vari soggetti coinvolti;

(D) incoraggiare la Commissione stupefacenti di contribuire al follow-up globale e sostenere l'esame tematico dei progressi sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, nel quadro del suo mandato, tenendo presente il carattere integrato degli obiettivi, nonché le interconnessioni tra di essi, e mettere tali informazioni a disposizione del forum politico di alto livello attraverso il quadro istituzionale adeguato, tenendo conto della risoluzione dell'Assemblea generale 70/1;

(E) Incoraggiare la Commissione stupefacenti e l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine ad aumentare ulteriormente la cooperazione e la collaborazione con tutte gli organismi delle Nazioni Unite pertinenti e le istituzioni finanziarie internazionali, nell'ambito dei rispettivi mandati, quando si assistono gli Stati membri nella progettazione e realizzazione completa, integrata ed equilibrata di strategie nazionali di politiche e programmi in materia di stupefacenti.

Raccomandazioni operative sullo sviluppo alternativo; cooperazione regionale, interregionale e internazionale in materia di politica di controllo della droga equilibrata orientata allo sviluppo; affrontare le questioni socio-economiche

7. Ribadiamo il nostro impegno ad affrontare i problemi socio-economici legati alla droga relativi alla coltivazione illecita di piante per stupefacenti e alla fabbricazione illecita e la produzione e il traffico di droga attraverso l'attuazione di politiche di lungo termine, globale orientate allo sviluppo e controllo delle droghe affinché esse siano equilibrate sostenibili, compreso lo sviluppo alternativo e, se del caso, i programmi di sviluppo alternativo di prevenzione che fanno parte delle strategie di controllo delle colture sostenibili. Si raccomandano le seguenti misure:

questioni socioeconomiche e sviluppo alternativo

(A) Affrontare la coltivazione illecita di colture utilizzate per la produzione illecita e la produzione di farmaci, e fattori connessi, mediante l'attuazione di strategie globali volte ad alleviare la povertà e il rafforzamento dello stato di diritto, di istituzioni responsabili, efficaci e inclusive e servizi pubblici e per promuovere lo sviluppo sostenibile volto a migliorare il benessere della popolazione colpita e vulnerabili attraverso alternative lecite;

(B) incoraggiano la promozione di iniziative di crescita economica e di supporto che siano inclusive e che contribuiscano alla eliminazione della povertà e la sostenibilità dello sviluppo sociale ed economico; promuovere misure per lo sviluppo rurale, il miglioramento delle infrastrutture e l'inclusione sociale e la protezione; affrontare le conseguenze delle colture illecite e la fabbricazione e produzione di stupefacenti e di sostanze psicotrope per l'ambiente, con l'incorporazione e la partecipazione delle comunità locali e prendere in considerazione l'adozione di misure volontarie per promuovere i prodotti derivanti da uno sviluppo alternativo, compreso lo sviluppo alternativo di prevenzione, a seconda dei casi, e per ottenere l'accesso ai mercati, coerente alle norme commerciali multilaterali applicabili e in linea con il diritto nazionale e internazionale, nel quadro delle strategie di controllo della droga completi ed equilibrati;

(C) manifestare la preoccupazione che la coltivazione illegale di piante e la fabbricazione illecita, la distribuzione e il traffico rimangono seri problemi nell'affrontare e contrastare il problema mondiale della droga, e riconoscere la necessità di rafforzare le strategie sostenibili di controllo delle colture che possano includere, tra l'altro, lo sviluppo alternativo, l'eradicazione e misure di contrasto, al fine di prevenire e ridurre in modo significativo e misurabile la coltivazione illecita di piante; intensificare gli sforzi congiunti a livello nazionale, regionale e internazionale in modo più completo, in conformità con il principio della responsabilità comune e condivisa, anche attraverso adeguati strumenti di prevenzione e misure e programmi di assistenza orientati ad azioni finanziarie e tecniche avanzate e meglio coordinate, al fine di affrontare tali sfide;

(D) prendere in considerazione l'elaborazione e l'attuazione di programmi globali e sostenibili alternative di sviluppo, tra cui lo sviluppo alternativo preventivo, se del caso, che supportino le strategie di controllo delle colture sostenibili per prevenire e significativamente ridurre in modo duraturo e misurabile la coltivazione delle colture illecite e di altre attività illecite, assicurando la responsabilizzazione, la proprietà e la responsabilità delle comunità locali interessate di tali programmi, compresi gli agricoltori e le loro cooperative, tenendo conto delle vulnerabilità e delle esigenze specifiche delle comunità colpite o a rischio di coltivazione illecita, in collaborazione con l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, la Food and Agriculture Organization, FAO, delle Nazioni Unite, l'Organizzazione Internazionale del lavoro, il programma di sviluppo delle Nazioni Unite, UNPD, e le altre organizzazioni internazionali competenti, tenendo conto delle politiche di sviluppo nazionali e piani regionali d'azione, al fine di contribuire alla costruzione di società pacifiche, inclusive in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e nel rispetto del diritto internazionale e nazionale applicabile;

(E) Rafforzare la cooperazione sub-regionale, regionale e internazionale per sostenere i programmi di sviluppo alternativo globale e sostenibile, compreso, se del caso, lo sviluppo alternativo di prevenzione, come una parte essenziale delle strategie di prevenzione e di controllo delle colture di successo al fine di aumentare l'esito positivo di tali programmi, in particolare nelle zone colpite da, e a rischio di, coltivazione illecita di colture utilizzate per la produzione di stupefacenti e sostanze psicotrope, tenendo conto dei principi guida delle Nazioni Unite sullo sviluppo alternativo;

(F) rafforzare la cooperazione regionale e internazionale per sostenere i programmi di sviluppo alternativo sostenibile, inclusi, a seconda dei casi, lo sviluppo alternativo di prevenzione, in stretta collaborazione con tutti i soggetti interessati a livello locale, nazionale e internazionale, e di sviluppare e condividere le migliori pratiche per mettere in pratica i Principi guida delle Nazioni Unite sullo sviluppo alternativo, tenendo conto di tutte le lezioni apprese e le buone pratiche, in particolare da parte dei paesi con una vasta esperienza nello sviluppo alternativo, prendono atto, tra l'altro, della seconda Conferenza Internazionale sullo sviluppo alternativo;

(G) Promuovere la ricerca da parte degli Stati, anche tramite la cooperazione con l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine e di altri importanti organismi delle Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali e regionali, istituzioni accademiche e la società civile, per comprendere meglio i fattori che contribuiscono alla coltivazione illecita delle colture, tenendo conto delle specificità locali e regionali, e di migliorare la valutazione dell'impatto dei programmi di sviluppo alternativi, tra cui lo sviluppo alternativo preventivo, se del caso, al fine di aumentare l'efficacia di questi programmi anche attraverso l'uso di rilevanti indicatori di sviluppo umano, i criteri relativi alla sostenibilità ambientale e altre misure in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Cooperazione tecnica e finanziaria per le politiche sulle droghe orientate allo sviluppo globale ed equilibrato di alternative economiche valide 

(H) Prendere in considerazione il rafforzamento di una prospettiva di sviluppo come parte politiche e programmi sulle droghe nazionali  che siano onnicomprensivi, integrati ed equilibrati in modo da affrontare le relative cause e le conseguenze della coltivazione illecita, la fabbricazione, la produzione e il traffico di droga e, tra le altre cose, i fattori di rischio che colpiscono gli individui, le comunità e la società, che possano includere una mancanza di servizi, necessità di infrastrutture, la violenza legata alla droga, l'esclusione, l'emarginazione e disgregazione sociale, al fine di contribuire alla promozione di una società pacifica e inclusiva;

(I) Urgere rilevanti istituzioni finanziarie internazionali, organismi delle Nazioni Unite, organizzazioni non-governative e il settore privato, a seconda dei casi, di rafforzare il proprio sostegno, anche attraverso impegni a lungo termine e il finanziamento flessibile, l'attuazione di programmi orientati allo sviluppo completo e bilanciato relativi al controllo delle droghe e le alternative economiche valide, in particolare allo sviluppo alternativo, tra cui, a seconda dei casi, i programmi di prevenzione alternativi di sviluppo, in base alle esigenze individuate e le priorità nazionali, per le aree e le popolazioni colpite da, o vulnerabili a, la coltivazione illecita di piante di droga, rivolti alla prevenzione, riduzione e l'eliminazione di quanto illecito, e incoraggiare gli Stati, per quanto possibile, di rimanere fortemente impegnati al finanziamento di tali programmi; 

(J) Incoraggiare lo sviluppo di alternative economiche valide, in particolare per le comunità colpite o a rischio di coltivazione illecita di piante di droga e altre attività connesse con la droga illecite nelle aree urbane e rurali, anche attraverso programmi di sviluppo alternativo globale e, a tal fine, prendere in considerazione interventi di sviluppo, garantendo nel contempo che gli uomini e le donne beneficino paritariamente, anche attraverso le opportunità di lavoro, il miglioramento delle infrastrutture e dei servizi pubblici essenziali e, se del caso, attraverso l'accesso, e titoli legali, a terreni per gli agricoltori e le comunità locali, per contribuire, e anche prevenire, ridurre o eliminare la coltivazione illecita e altre attività connesse con le droghe;

(K) Prendere in considerazione l'elaborazione di iniziative di sviluppo urbano sostenibile per le persone colpite da attività illecite droga per favorire la partecipazione dei cittadini nella prevenzione della criminalità, la coesione della comunità, protezione e sicurezza e per stimolare l'innovazione, l'imprenditorialità e l'occupazione;

(L) promuovere partenariati e iniziative di cooperazione innovativi con il settore privato, la società civile e le istituzioni finanziarie internazionali per creare condizioni più favorevoli per gli investimenti produttivi mirati a creare posti di lavoro in settori e tra le comunità colpite da, o a rischio di, coltivazione illecita di droga, produzione, tratta e ad altre attività illecite legate alla droga al fine di prevenire, ridurre o eliminarli, e condividere le migliori pratiche, le lezioni apprese, le esperienze e le competenze in questo senso.

8. Esprimiamo apprezzamento per il processo preparatorio inclusivo, trasparente e aperto relativo alla sessione speciale, guidato dalla Commissione sugli stupefacenti, con il sostegno, l'orientamento e il coinvolgimento del Presidente dell'Assemblea Generale, e per tutti i contributi arrivati a questo processo di preparazione.

9. Decidiamo di prendere le misure necessarie per attuare le sopra elencate raccomandazioni operative, in stretta collaborazione con le Nazioni Unite e le altre organizzazioni intergovernative e della società civile, e di condividere con la Commissione sugli stupefacenti, il luogo deputato nel sistema delle Nazioni Unite a queste politiche e responsabilità  in materia di controllo delle droghe, informazioni tempestive sui progressi compiuti nell'attuazione di queste.

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194 e maternità surrogata: cartellino rosso dall`Europa

Lun, 18/04/2016 - 16:55
194 e maternità surrogata: cartellino rosso dall`EuropaLeft16 Apr 2016Filomena GalloAborto

C'è da non crederci: ogni volta che nel nostro Paese è in ballo la libertà delle persone nelle scelte più intime e personali, il legislatore agisce senza considerare che in uno Stato democratico le scelte vanno garantite e ampliate. Ritiene, paternalisticamente, che gli italiani non siano capaci di scegliere come vivere e con chi; se avere figli o, se necessario, interrompere una gravidanza; se affermare la propria volontà in un testamento biologico e chiedere di morire senza inutili sofferenze. Tutte scelte personali che la politica vorrebbe tenere sotto stretto controllo, al punto da voler esportare all`estero i divieti previsti in Italia, con l`istituzione di reati universali. Due decisioni, arrivate in meno di dieci giorni, hanno dato alla politica italiana una vera e propria lezione in materia di diritti di libertà fondamentali.

Lo scorso 5 aprile la Corte di Cassazione ha convalidato l`assoluzione di una coppia campana che aveva fatto ricorso alla maternità surrogata in Ucraina. I giudici hanno respinto il ricorso della Procura di Napoli che chiedeva l`annullamento dell`assoluzione accordata alla coppia, per falso in atto pubblico e false dichiarazioni sulle generalità del neonato perché la coppia avrebbe "consapevolmente taciuto" agli uffici dell`ambasciata italiana di Kiev di avere fatto ricorso alla tecnica di procreazione della maternità surrogata configurando, secondo il pm, il reato di falsa dichiarazione. Per la Suprema Corte, il ricorso all`utero in affitto in Ucraina non è perseguibile perché lecito, in quanto previsto dalla legge del luogo; per cui «lo stato civile del minore nell`atto di nascita (...) risulta perfettamente legittimo alla stregua della normativa nella quale doverosamente è stato redatto».

E veniamo alla seconda lezione. Lì 1 aprile il Consiglio d`Europa ha condannato il nostro Paese che discrimina medici e personale medico non obiettore in materia di aborto. Violazioni che il Consiglio d`Europa aveva già denunciato due anni fa, e anche allora, come in quest`ultimo procedimento promosso dalla Cgil, l`Associazione Luca Coscioni e l`Aied avevano contribuito con osservazioni depositate al Comitato peri diritti Sociali del Consiglio d`Europa. Insomma, nei nostri ospedali sono sistematicamente violati sia il diritto alla salute delle donne, che non riescono ad accedere all`interruzione di gravidanza, che i diritti dei medici non obiettori che ogni giorno cercano di far rispettare la legge 194.

E il governo che fa? Invece di impegnarsi a far rispettare la legge, inasprisce le multe per le donne che non riuscendo ad abortire per mancanza di medici non obiettori, sono costrette a rivolgersi a strutture non accreditate o a medici non autorizzati. Un provvedimento con cui il governo riporta l`Italia a un clima pre-194, non considerando che il ritorno dell`aborto clandestino è diretta conseguenza del dilagare dell`obiezione di coscienza.

Le decisioni della Cassazione e del Consiglio d`Europa mettono in riga il legislatore italiano incurante delle leggi del nostro Paese, i trattati internazionali, i diritti fondamentali, e che, attraverso norme punitive e liberticide, mette a repentaglio la salute e la felicità di migliaia di famiglie. Le stesse famiglie che dice di voler tutelare. L`Italia non ha bisogno di leggi da "Stato etico" ma di uno Stato di diritto, nel quale si legiferi per ampliare diritti e libertà. Questo restituirebbe a tante persone la fiducia, la speranza, la voglia di fare progetti. E aiuterebbe il Paese a rimettersi in piedi. 

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OGM: Rischio o opportunità? incontro/dibattito alla Facoltà di Agraria di Ancona, 19 aprile, ore 16

Lun, 18/04/2016 - 09:39
OGM: Rischio o opportunità? incontro/dibattito alla Facoltà di Agraria di Ancona, 19 aprile, ore 16Renato Biondini18 Apr 2016Ogm

Comunicato stampa

                             Ancona 18 aprile 2016

OGM: rischio o opportunità?

 

Si  terrà martedì 19  aprile  alle ore 16  presso l’aula “E”  del Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari ed Ambientali di  Ancona, dell’Università Politecnica delle Marche, in via  Brecce Bianche 10, l’incontro  dal  titolo  OGM: rischio o opportunità? 

A tutti sarà  capitato  di  sentir parlare  di OGM  (organismi  geneticamente modificati),  ma qual è la verità sugli OGM?  Quali  sono gli effettivi  rischi e quali le opportunità?   

E’ questo il tema dell’incontro organizzato  dall’associazione studentesca Gulliver  e             dall' associazione  Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, con il patrocinio dell’Università Politecnica delle Marche, al  quale  interverranno  il Prof  Bruno Mezzetti (Univpm),  il Prof Eddo Rugini (Università della Tuscia di Viterbo), il Prof Fabio Taffetani (Univpm)  ed  il Prof Stefano Tavoletti (Univpm).  

E’ previsto un dibattito con interventi del pubblico,

la cittadinanza è invitata a partecipare.

 info  cell. 339 6035387   email  cellulacoscioniancona@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

AllegatoDimensione Invito.pdf460.97 KB Manifesto19042016.jpg1.66 MB Comunicato19042016.docx97.2 KB
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Filomena Gallo parteciperà alla presentazione del libro " IL BAMBINO POSSIBILE. Guida alla fecondazione assistita"

Ven, 15/04/2016 - 12:28
Il 6 maggio Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, sarò a Pesaro per partecipare alla presentazione del libro "IL BAMBINO POSSIBILE. Guida alla fecondazione assistita" di Adele Lapertosa. 
L'iniziativa è organizzata dalla Cellula di Pesaro dell'Associazione Coscioni.L'incontro si svolgerà venerdì 6 maggio 2016 alla libreria "Il Catalogo" alle ore 18,00. Interverranno anche: 
- Camilla Fabbri, Senatrice pesarese- Alberto Marabini, Direttore ostetricia e ginecologia ospedale San Salvatore
- Daniela Barbaresi, Segreteria Regionale CGIL Marche

 

Data: Venerdì, 6 Maggio, 2016 - 18:00Città: PesaroIndirizzo: libreria "Il Catalogo"Organizzatore: Cellula Coscioni Pesaro
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Filomena Gallo parteciperà alla presentazione del libro: "Persona e famiglia nell’era del biodiritto"

Ven, 15/04/2016 - 11:50
Bioetica

Filomena Gallo parteciperà alla presentazione del libro: "Persona e famiglia nell’era del biodiritto", a cura di Gianni Baldini, membro di giunta dell'Associazione Luca Coscioni, con introduzione di Gilda Ferrando.

Ad aprire la presentazione i saluti istituzionali della Sen. Emilia Grazia De Biasi, della Sen. Donella Mattesini e del Sen. Luigi Manconi, Presidente Commissione straordinaria Diritti umani.

La presentazione avrà luogo presso il Senato della Repubblica, nella Sala Santa Maria in Aquiro, martedì 14 giugno 2016.


Per consultare la bozza di programma CLICCA QUI.

Data: Martedì, 14 Giugno, 2016 - 09:30 to 13:00Città: RomaIndirizzo: Senato della Repubblica, Sala di Santa Maria in Aquiro, Piazza Capranica 72Organizzatore: Promosso da Associazione Luca Coscioni AllegatoDimensione bozza programma 14 giugno (1).pdf195.56 KB
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Cappato: "Il Governo canadese presenta legge per legalizzare eutanasia"

Gio, 14/04/2016 - 18:06
Cappato: "Il Governo canadese presenta legge per legalizzare eutanasia"Marco Cappato14 Apr 2016EutanasiaDichiarazione di Marco Cappato, radicale, candidato Sindaco di Milano e promotore della campagna Eutanasia legale
Il governo del primo Ministro canadese Justin Trudeau ha presentato un progetto di legge per la legalizzazione dell'eutanasia, subito dopo che la Corte suprema aveva bloccato il bando del suicidio assistito voluto dal precedente esecutivo. Trudeau conferma così una carica di innovazione liberale e sensibilità sociale all'altezza delle grandi aspettative che il popolo canadese, e non solo, ha riposto in lui.
In Italia, nessuno si aspetta che il Governo Renzi, la cui spinta liberale è stata particolarmente timida proprio in tema di libertà civili, assuma una iniziativa analoga. In presenza di una discussione parlamentare semiclandestina (non sono disponibili le registrazioni delle sedute) sul testamento biologico e di una discussione incagliata in commissione sull'eutanasia, è doveroso quantomeno chiedere al Governo che si eliminino gli ostacoli a un dibattito aperto di fronte all'opinione pubblica. Il Governo  almeno lasci che il Parlamento decida, che si assuma, finalmente, le proprie responsabilità.
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Ocean Terminal a Roma

Gio, 14/04/2016 - 12:00
Bioetica

La programmazione si terrà dal 18 al 23 aprile ore 21 presso il Teatro T in Via Giovanni di Castelbolognese 31 a Roma.

L'Associazione Culturale Teatri&Culture con il sostegno dell'Associazione Luca Coscioni e Castelvecchi Editore presentano Emanuele Vezzoli in Ocean Terminal, dall'omonimo romanzo di Piergiorgio Welby a cura di Francesco Lioce edito da Castelvecchi.

Data: Lunedì, 18 Aprile, 2016 - 21:00 to Sabato, 23 Aprile, 2016 - 23:00Città: RomaIndirizzo: Via Giovanni di Castelbolognese 31
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Ocean Terminal in scena a New York

Gio, 14/04/2016 - 11:53
Vita indipendente

Lo spettacolo andrà in scena dal 13 al 15 Maggio dalle 19.30 presso il Bernie Wohl Center di New York.

Diretto e interpretato da Emanuele Vezzoli

Data: Venerdì, 13 Maggio, 2016 - 19:30 to Domenica, 15 Maggio, 2016 - 21:30Città: New YorkIndirizzo: 647 Columbus aveOrganizzatore: Associazione Luca Coscioni e Castelvecchi Editore
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