Luca Coscioni

Condividi contenuti
Aggiornato: 13 min 13 sec fa

Stephen Hawking: 'Se sarò un peso opterò per l'eutanasia'

Gio, 04/06/2015 - 10:23
Stephen Hawking: 'Se sarò un peso opterò per l'eutanasia'Ansa4 Giu 2015Eutanasia

Lo scienziato in vita più brillante del mondo. Che però non vuole essere un peso per nessuno. Stephen Hawking, il noto fisico studioso dell'universo e fautore della teoria del tutto, considera "il suicidio assistito solo in caso di grave sofferenza, oppure se mi rendessi conto di non poter più dare un contributo all'umanità e di essere soltanto un peso per chi mi sta intorno" - secondo quanto sostiene in un'intervista (non ancora trasmessa) concessa a Dara O’Briain per un nuovo programma della televisione britannica Bbc, ma di cui il Telegraph ha fornito un'anticipazione. Il fisico, che ha anche recentemente ispirato un commovente film sulla sua vita, ha 73 anni ed è affetto dalla malattia del motoneurone che lo ha immobilizzato e condannato a comunicare con un sintetizzatore vocale, ma è convinto che "tenere in vita qualcuno contro la sua volontà è il trattamento più indegno che possa esserci".

Hawking spera ancora di poter svolgere attività di studio e di ricerca. "Sarò spacciato se morirò prima di aver districato altri dubbi sull'universo". Lo scienziato esprime anche un profondo senso di solitudine: "La gente ha paura di parlarmi, oppure non ha tempo per aspettare la mia risposta scritta. Vorrei poter tornare a nuotare. Quando i miei figli erano piccoli, avrei voluto poter giocare con loro".

Categorie: Radicali

Rassegna stampa - Il Comune di Ancona approvi il PEBA (piano eliminazione barreire architettoniche)

Mer, 03/06/2015 - 21:13
Rassegna stampa - Il Comune di Ancona approvi il PEBA (piano eliminazione barreire architettoniche)3 Giu 2015Renato BiondiniBarriere architettoniche AllegatoDimensione CAdriatico03062015.jpg294.33 KB
Categorie: Radicali

Eutanasia, sottosegretario Buitoni: "È una questione non procrastinabile".

Mer, 03/06/2015 - 16:15
Eutanasia, sottosegretario Buitoni: "È una questione non procrastinabile".Ass. Coscioni3 Giu 2015Eutanasia

Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni 

 Il sottosegretario alla Cultura Borletti Buitoni ha dichiarato ai lavori del Consiglio Generale dell'Associazione Luca Coscioni in corso ad Orvieto: "Il numero dei parlamentari favorevoli alla calendarizzazione della proposta di legge per la legalizzazione dell'eutanasia promossa dall'Associazione Luca Coscioni sono 107. Devono divenire almeno il 50%. Quando ho chiesto ai miei colleghi parlamentari di sostenere la proposta di legge ho riscontrato ignoranza, diffidenza e timore. Non siamo un Paese laico. Il lavoro dell'Associazione Luca Coscioni è quello di evitare che, quando ci sarà la calendarizzazione, avvenga il mercanteggio del compromesso a scapito dei contenuti, che è pericolosissimo quando si parla di diritti civili. Non dobbiamo fare una legge, dobbiamo fare una buona legge, la cui paternità deve rimanere dell'Associazione Coscioni. Il mio impegno sarà ribadire i contenuti portati avanti dall'Associazione e aumentare i parlamentari favorevoli alla calendarizzazione. La questione dei diritti civili, come quello dell'eutanasia non è procrastinabile", Conclude Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e promotore della campagna www.eutanasialegale.it: " Prosegue la mia disobbedienza civile con Mina Welby e Gustavo Fraticelli: a breve, entro giugno, accompagneremo altre persone in Svizzera per ottenere l'eutanasia, violando la legge italiana che inquadra questa iniziativa come concorso dell'omicidio del consenziente. Tutte le informazioni su www.SosEutanasia.ito scrivendo a m.cappato@radicali.it".

Categorie: Radicali

Aggiornamento indice di libertà di ricerca scientifica e autodeterminazione nel mondo

Mer, 03/06/2015 - 12:09
Aggiornamento indice di libertà di ricerca scientifica e autodeterminazione nel mondoMichael Beck 3 Giu 2015Congresso Mondiale Libertà di Ricerca

 Relazione paese - Canada:

Il Canada è attualmente uno dei pochi paesi al mondo che non pone alcuna restrizione legale all'aborto. Nel 1969, durante l'amministrazione liberale dell'ex primo ministro canadese Pierre Trudeau, il Canada approvò una legge che legalizzava l'aborto nei casi in cui una commissione di medici lo dichiarasse necessario per il benessere fisico e psichico della madre. Nel 1988, tuttavia, la Corte Suprema del Canada, nel processo R contro Morgentaler, stabilì che la legge del 1969 era incostituzionale in quanto violava il diritto della donna alla sicurezza della propria persona. Nonostante non vi siano restrizioni federali, le leggi provinciali variano e, secondo i sostenitori della libertà di scelta, l'accesso all'aborto rimane difficile nelle comunità rurali o isolate. Dal dicembre del 2012, Health Canada discute l'approvazione della pillola RU-486 e ad oggi (gennaio 2015) continua a rimandare la decisione sulla legalizzazione del farmaco. I leader liberali in Canada continuano a lottare per una legislazione pro-scelta.

Nel 2004, il Canada ha approvato la legge sulla procreazione assistita (Assisted Human Reproduction Act) per regolamentare la procreazione umana e la relativa ricerca in Canada. La legge è una delle più complete al mondo in materia di tecniche di procreazione, ma la Corte Suprema del Canada, nel 2010, ha stabilito che alcune parti della legge hanno ecceduto il potere legislativo del governo federale e sono state dichiarate incostituzionali. Molti sostengono che la legge abbia inoltre indirettamente contribuito a creare un mercato semi-nero per la procreazione assistita in Canada, e porta tutt'oggi molti genitori ad andare all'estero per la procreazione assistita. Per la legge federale, ad esempio, è reato penale acquistare sperma od ovuli da un donatore in Canada, ma è legale per i canadesi acquistare ovuli o sperma negli Stati Uniti. Inoltre, la supervisione dei servizi di fertilità nella maggior parte delle province è scarsa, se non nulla, e la qualità delle cliniche varia notevolmente. Nonostante le attuali carenze nell'ordinamento canadese, la donazione di ovuli e sperma è ammessa e gli accordi di maternità surrogata con FIV sono validi.

Sebbene le direttive anticipate siano valide, e i medici in Canada siano tenuti a rispettare il rifiuto di una terapia di sostegno vitale, l'eutanasia è in genere considerata un omicidio nel codice penale canadese, ed è quindi illegale. Nel febbraio del 2015, tuttavia, nel processo Carter contro Carter, la Corte Suprema ha annullato la legge canadese che vieta il suicidio assistito, dando ai canadesi costretti a sofferenze intollerabili e permanenti, se adulti e capaci di intendere e di volere, il diritto di richiedere l'aiuto di un medico per morire. Questa decisione avrà effetto a partire dal 2016. Inoltre, molte fonti rilevano che in Canada i medici praticano l'eutanasia passiva.

Nel 2006, il Canada ha approvato una legge che consente la ricerca sugli embrioni scartati dalle procedure di fecondazione in vitro, ma vieta la creazione di embrioni umani per la ricerca. Nel 2010 sono state emesse linee guida per la ricerca sulle cellule staminali umane, secondo le quali gli embrioni devono essere stati originariamente creati per fini riproduttivi, le persone dalle quali gli embrioni sono stati generati devono fornire il proprio consenso libero e informato alla ricerca illimitata sugli embrioni, e gli stessi non devono essere stati ottenuti da operazioni commerciali.

 

Ulteriori letture:

http://www.cbc.ca/news/politics/3-things-to-know-about-abortion-in-canada-1.2635269

http://www.theglobeandmail.com/life/health-and-fitness/health/we-need-to-talk-about-assisted-reproduction-in-canada/article22988791/

http://www.parl.gc.ca/Content/LOP/ResearchPublications/2010-68-e.htm

http://stemcellfoundation.ca/en/

Relazione paese - Svezia:

 L'aborto è stato regolamentato in Svezia per la prima volta con la legge sull'aborto del 1938. Negli anni la legge è stata oggetto di modifiche, delle quali la più recente, nel 1974, afferma che fino alla diciottesima settimana di gravidanza la scelta dell'aborto spetta unicamente alla donna, qualsiasi sia il motivo.  Dopo la diciottesima settimana, per ottenere l'aborto la donna ha bisogno del permesso del Consiglio nazionale per la salute e il benessere, che normalmente approva aborti tardivi nei casi in cui lo stato di salute della madre o del feto sia compromesso. Una volta che il feto è vitale (generalmente si considera tale a 22 settimane), l'aborto non è consentito. I cittadini svedesi si dicono favorevoli alla prevenzione di gravidanze indesiderate mediante l'uso di contraccettivi. Eppure, nonostante la promozione dei contraccettivi, studi del 2013 hanno dimostrato che i tassi di aborto svedesi continuano a crescere. Secondo il Pew Research Center, in Svezia l'aborto non è un argomento politicamente controverso.

La maggior parte delle tecnologie di procreazione assistita in Svezia sono disciplinate dalla legge sull'integrità genetica del 2006 e da molte altre leggi e raccomandazioni generali del Consiglio nazionale per la salute e il benessere. Le coppie eterosessuali e lesbiche impossibilitate ad avere figli hanno diritto a un trattamento di fertilità, così come le donne single. Anche la donazione di ovuli e sperma e i trattamenti di FIV sono ammessi in Svezia. I donatori di ovuli e sperma non possono essere anonimi e i bambini concepiti da donatori hanno il diritto legale di accedere ai dati del donatore. In Svezia la maternità surrogata è illegale.

Nel 2010, il Consiglio nazionale svedese per la salute e il benessere ha chiarito che in Svezia l'eutanasia passiva è legale, consentendo ai medici di interrompere le terapie di sostegno vitale se il paziente lo richiede. In Svezia, tuttavia, l'eutanasia attiva è considerata illegale e equiparata ad un omicidio. La BBC, nel 2008, ha riportato i risultati di un sondaggio secondo i quali l'84% dei medici svedesi non prenderebbe mai in considerazione la possibilità di aiutare un paziente a morire, anche se fosse il paziente a richiederlo e fosse legale. In Svezia le direttive anticipate sono consentite.

Le cellule staminali embrionali umane possono essere derivate, e studiate, da embrioni FIV in eccesso e da trasferimento nucleare di cellule somatiche (SCNT). La legge del 1991 sulle attività riguardanti gli ovuli umani per fini di ricerca e trattamento consente la ricerca sugli embrioni fino a 14 giorni dopo la fecondazione. La legge sulle banche biologiche del 2002 (Biobanks in Medical Care Act) ha istituito una banca di cellule staminali nazionale. La legge sull'integrità genetica del 2005 consente la creazione di embrioni umani per la ricerca utilizzando il trasferimento nucleare di cellule somatiche. In Svezia, tuttavia, la clonazione riproduttiva è illegale.

 Ulteriori letture:

http://abortioninsweden.org/legislation-and-costs/

http://www.smer.se/wp-content/uploads/2013/03/Slutversion-sammanfattning-eng-Assisted-reproduction.pdf

http://www.eurostemcell.org/regulations/regulation-stem-cell-research-sweden

 Relazione paese - Danimarca:

 In Danimarca l'aborto è stato legalizzato pienamente nell'ottobre del 1973. Da allora una donna può sottoporsi ad aborto a condizione che la gravidanza non abbia superato le 12 settimane. Gli aborti devono essere eseguiti da un medico in un ospedale statale o comunale, o in una clinica collegata ad un ospedale. L'aborto può essere eseguito anche dopo la dodicesima settimana se la vita della donna o la sua salute sono in pericolo. In alcuni casi una donna può ottenere l'autorizzazione all'aborto dopo la dodicesima settimana se si trova in precarie condizioni socio-economiche, se è stato vittima di stupro, se vi è un rischio per la salute psichica del feto o rischio di difetti di nascita. Tale autorizzazione deve essere rilasciata da due medici e un funzionario del comune competente. L'Associazione danese per la pianificazione familiare fornisce al pubblico informazioni sulla salute sessuale, sulla gravidanza e sui metodi contraccettivi.

 La Danimarca è spesso lodata in Europa per l'ampio accesso a e disponibilità di trattamenti per la riproduzione artificiale. La legge danese n. 460 del giugno 1997 disciplina la riproduzione artificiale in relazione a cure mediche, diagnosi e ricerca. Nel 2006, la legge n. 535 ha modificato la legge del 1997 per consentire a donne single e coppie dello stesso sesso di avere accesso alle ART, per valutare le incompatibilità dei genitori e per prolungare il periodo di conservazione degli ovuli crioconservati da 2 a 5 anni. Nel 2004, la Danimarca ha legalizzato anche l'uso della diagnosi genetica pre-impianto in associazione con la fecondazione artificiale in casi relativi al trattamento di bambini affetti da malattie potenzialmente letali.

 Il suicidio medicalmente assistito e l'eutanasia attiva non sono specificamente illegali, ma l'assistenza medica alla morte può essere perseguita legalmente. In Danimarca la questione dell'eutanasia è periodicamente valutata e discussa. Il Parlamento danese, negli anni, ha istituito vari comitati etici che, finora, si sono detti sfavorevoli a leggi sull'eutanasia attiva. Nel maggio del 2012 è emerso che il comitato avrebbe avuto un acceso dibattito al riguardo. In Danimarca le direttive avanzate sono legali.

 Il governo danese consente la ricerca sulle cellule staminali con distruzione degli embrioni solo in caso di embrioni FIV "di ricambio" e solo fino a 14 giorni dopo la fecondazione. È vietata la derivazione di cellule staminali da trasferimento nucleare di cellule somatiche e ovuli animali non umani. Se - come sperano - inizieranno nel 2015, gli scienziati danesi diventeranno i primi in assoluto a condurre studi clinici di cellule staminali sugli esseri umani per cercare di curare pazienti affetti da sclerosi multipla.

 Ulteriori letture:

http://www.stem-cell-forum.net/danish-center-for-stem-cell-research/

 Relazione paese - Cina:

 I dati pubblicati nel 2013 dalla Commissione cinese per la salute e la pianificazione familiare indicano che ogni anno, in Cina, vengono eseguiti più di 13 milioni di aborti. In Cina l'aborto è legale ed è considerato un servizio governativo disponibile su richiesta per le donne, ma l'aborto per la selezione del sesso è illegale. In conformità con la politica del figlio unico per controllare la crescita della popolazione, anche la pianificazione famigliare e i contraccettivi sono legali e ampiamente diffusi in Cina. Anche se gli aborti forzati sono una violazione della legge cinese e non sono contemplati da alcuna politica ufficiale, vengono in realtà applicati dagli enti locali nell'ambito della politica del figlio unico.

 Le tecniche di procreazione assistita hanno cominciato ad essere disponibili in Cina a metà degli anni '80, con il primo bambino nato da FIV a Taiwan nel 1985. I centri di ART in Cina offrono ai pazienti molte procedure, compresi trattamenti di FIV, crioconservazione degli ovociti, trasferimento selettivo dei singoli embrioni e diagnosi genetica pre-impianto, tutte procedure giuridicamente ammesse in tutto il paese. Sebbene in Cina, in generale, le ART siano legali, l'atmosfera sociale e culturale del paese, sommata alla politica del figlio unico, ha portato a restrizioni su alcune forme di ART, che rimane inaccessibile per molte coppie infertili.

 In Cina l'eutanasia è un reato penale, mentre e le direttive anticipate sono legali ma soggette a significative restrizioni. La cultura cinese, tradizionalmente, ritiene che la parola "morte" porti sfortuna, e i cinesi tendono dunque a non risparmiare alcuno sforzo estendere la vita di una persona cara con le migliori cure mediche disponibili, anche se essa è all'ultimo stadio di una malattia terminale. Un sondaggio del 2013, tuttavia, rivela che più di due terzi dei cinesi hanno una prospettiva aperta e tollerante nei confronti dell'eutanasia. Anche i medici in Cina, in termini generali, stanno iniziando ad essere maggiormente favorevoli alla pratica dell'eutanasia.

 In confronto ad altri paesi, la legislazione cinese in materia di ricerca sulle cellule staminali si può considerare permissiva. Ciò può essere dovuto al fatto che la maggior parte dei cittadini cinesi non attribuisce all'embrione alcun valore morale intrinseco. Infatti, secondo il Confucianesimo, una persona inizia a esistere alla nascita. Ciononostante, il governo ha iniziato ad attuare alcune normative in virtù del crescente interesse al riguardo. Nel 2003, il Ministero della Scienza e della Tecnologia, in collaborazione con il Ministero della Salute, ha emanato linee guida etiche per la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane. Le linee guida stabiliscono che gli embrioni per la ricerca devono provenire solamente da embrioni sovrannumerari della FIV, le cellule fetali da aborti accidentali spontanei o selezionati volontariamente, i blastocisti separati partenogeneticamente ottenuti con SCNT e le cellule germinali donate volontariamente.

 Ulteriori letture:

http://www.chinadaily.com.cn/china/2013-12/31/content_17206128.htm

http://knowledge.ckgsb.edu.cn/2014/05/05/technology/stem-cell-research-in-china-regenerative-economics/

 Relazione paese - India:

 

 La disciplina dell'aborto in India si può ricondurre alla legge sull'interruzione medica della gravidanza (MTP), promulgata nel 1971. Le gravidanze non superiori a 12 settimane possono essere interrotte sulla base del parere di un unico medico in buona fede, mentre le gravidanze tra le 12 e le 20 settimane richiedono il parere di due medici. Sebbene l'MTP non consenta interruzioni di gravidanza dopo 20 settimane, nell'ottobre del 2014 è stato proposto al Parlamento indiano di consentire l'aborto fino a 24 settimane di gravidanza. Malgrado l'aborto sia legale in India, si stima che due terzi degli aborti eseguiti nel paese siano rischiosi per la salute, effettuati illegalmente in casa e/o da levatrici. Il bilancio annuale delle donne vittime di aborti è 4.600. Un accesso migliore e più sicuro non è ancora diffuso in India, soprattutto per le donne che abitano le zone rurali del paese.

 Nel 2010, il Ministero indiano della salute e del benessere della famiglia ha elaborato un disegno di legge per disciplinare le tecnologie di riproduzione assistita (ART). Il testo, tuttavia, continua ad essere ripresentato in Parlamento ogni anno. In India la maternità surrogata commerciale è legale e applicabile mediante contratti. Nel 2012, uno studio patrocinato dalle Nazioni Unite ha stimato che il business della maternità surrogata in India genera più di 400 milioni di dollari all'anno e che in tutto il paese esistono più di 3.000 cliniche di fertilità. Nel 2005, il Consiglio indiano per la ricerca medica ha pubblicato linee guida sulle ART, che trattano l'importanza e la necessità della maternità surrogata.

 La Corte Suprema indiana, nel 2011, aveva stabilito che l'eutanasia passiva è consentita mediante l'interruzione del sostegno vitale a pazienti in stato vegetativo permanente. La sentenza è stata emessa nell'ambito del caso di Aruna Shanaug, in stato vegetativo da 37 anni in un ospedale indiano. Recentemente, nel dicembre del 2014, il governo indiano ha approvato e convalidato la sentenza sull'eutanasia passiva. L'eutanasia attiva, così come le direttive anticipate, è illegale.

 L'India è molto progressista in termini di ricerca sulle cellule staminali, che è finanziata in ambito tanto pubblico quanto privato. Le linee guida per la ricerca sulle cellule staminali vengono emesse dal Dipartimento di Biotecnologie (DBT) e dal Consiglio indiano per la ricerca medica (ICMR). Secondo le linee guida, le terapie con cellule staminali sono ancora proibite nonostante l'approccio piuttosto liberale alla relativa ricerca. L'uso di preembrioni umani a fini sperimentali è legale, così come la derivazione di nuove linee di hESC da SCNT ed embrioni sovrannumerari.

 Ulteriori letture:

http://irssh.com/yahoo_site_admin/assets/docs/18_IRSSH-392-V4N1.321102751.pdf

http://www.businessinsider.in/Stem-CellResearch-In-India-Surges-Ahead/articleshow/40278445.cms

 

Relazione paese - Singapore

 

 A Singapore, l'aborto è legale e disponibile su richiesta durante le prime 24 settimane di gravidanza. La legge sull'aborto di Singapore, originariamente emanata nel 1974 ma successivamente modificata, non definisce un limite di età per l'aborto e non richiede che i minori abbiano il consenso dei genitori. La legge impone che, prima di eseguire la procedura, le donne si sottopongano alla breve consulenza di un consulente qualificato presso una clinica accreditata per aborti. Dopo la consulenza è obbligatorio un periodo di attesa di 48 ore. Alla consulenza e al periodo di attesa obbligatorio si accredita una diminuzione del numero degli aborti eseguiti a Singapore da quando l'aborto fu legalizzato nel 1974. Inoltre, le donne di Singapore hanno a disposizione molti servizi di pianificazione familiare, tra cui varie hotline. Anche i farmaci contraccettivi d'emergenza sono legali e facilmente reperibili.

 La normativa in materia di tecnologie di procreazione assistita a Singapore si è recentemente evoluta in virtù della legge sui bambini (Status of Children Act) approvata nel 2013. La legge afferma che una donna che porta in grembo un bambino va considerata madre legale dello stesso, e delinea vari scenari di paternità. I critici, però, sostengono la necessità di una legge più completa, poiché quella attuale non affronta molte questioni chiave delle ART, quali il congelamento degli ovociti o la maternità surrogata all'estero. A Singapore le procedure di procreazione assistita possono essere eseguite solo su donne sposate (non nubili o coppie dello stesso sesso) e con il consenso del marito. Le donne, inoltre, non possono aver superato i 45 anni di età.

 Nel maggio del 1996, il Parlamento di Singapore ha approvato la legge Advance Medical Directive (AMD), legalizzando così le direttive anticipate di trattamento. La legge è stata estesa al fine di tutelare e legalizzare la pratica dell'eutanasia passiva. L'eutanasia attiva, tuttavia, continua rimane illegale a Singapore. Nell'autunno del 2014, l'Istituto di studi politici ha condotto un dibattito aperto chiedendo alla popolazione se per Singapore fosse giunto il momento di prendere in considerazione un disegno di legge sul diritto alla morte: solo il 34,5% dei partecipanti a risposto affermativamente.

 A Singapore l'uso di cellule staminali embrionali umane è legale sia per scopi terapeutici che di ricerca, nella misura in cui non superino i 14 giorni dal concepimento. Nel 2006, il New York Times ha definito Singapore un "rifugio" per la ricerca sulle cellule staminali alla luce delle sue leggi liberali e dei finanziamenti del governo al settore. Nel 2000, Singapore ha avviato un'iniziativa per diversificare e rafforzare la propria economia investendo nelle biotecnologie. Il paese, da allora, ha attirato molte aziende farmaceutiche e persino scienziati americani, accorsi per approfittare degli incentivi fiscali e dei finanziamenti governativi.

 Relazione paese - Nuova Zelanda:

 

 Ogni anno, in Nuova Zelanda, circa 15.000 donne interrompono la gravidanza. L'aborto è legale se la donna incinta è in pericolo di vita, se ha problemi di salute fisica o psichica, ovvero se vi è un rischio per il feto. In caso contrario, ai sensi del Crimes Act del 1961, l'aborto in Nuova Zelanda è considerato un reato. Se una donna richiede l'aborto dopo la dodicesima settimana di gestazione, esso deve essere eseguito presso una "istituzione autorizzata". L'aborto, inoltre, deve essere approvato da due medici, uno dei quali deve essere ginecologo od ostetrico. Un'altra legge approvata nel paese è quella del 1977 riguardante la contraccezione, la sterilizzazione e l'aborto, che ha istituito il Comitato di vigilanza sull'aborto, il quale relaziona al Parlamento. Il comitato vigila sulla qualità dei servizi di aborto e sui centri che li offrono, e monitora le procedure da adottare per richiederlo. Alle donne sono forniti anche contraccettivi d'emergenza e servizi di consulenza.

 Nel 2004, il Parlamento neozelandese ha approvato lo Human Assisted Reproductive Technology Act, legge che espone le linee guida da seguire per sottoporsi legalmente a procedure di procreazione assistita, compresa la tutela della salute e del benessere delle donne e dei bambini coinvolti. Secondo tale legge, la selezione del sesso è illegale. Anche la maternità surrogata commerciale è illegale in Nuova Zelanda, ma la maternità surrogata non commerciale, motivata da ragioni di compassione, è legale. Per diventare una madre surrogata, una donna deve presentare una domanda al Comitato etico nazionale per la tecnologia di procreazione assistita (ECRAT), che prenderà in esame ciascun caso. Il congelamento di embrioni e ovociti è legale, e le ART sono accessibili anche a donne single e coppie dello stesso sesso.

 Sia l'eutanasia passiva che quella attiva sono attualmente illegali in Nuova Zelanda, ma è possibile fare ricorso alle direttive anticipate. Ai sensi del Crimes Act 1961, è illegale "favorire e agevolare il suicidio". Nonostante la severità della normativa contro l'eutanasia, alcuni rilievi suggeriscono che gode di un considerevole sostegno pubblico. Sondaggi condotti sia dalla Massey University che dalla Voluntary Euthanasia Society nel 2008 dimostrano che oltre il 70% dei neozelandesi sostiene l'eutanasia, in particolare se eseguita da un medico. Nel 1995 e ancora nel 2003, disegni di legge sul diritto alla morte dignitosa sono stati bocciati dal Parlamento neozelandese.

 La normativa consente solamente la ricerca su cellule staminali embrionali importate. Nel novembre del 2005, il Ministero della Salute ha pubblicato le linee guida per la ricerca sulle cellule staminali e ha esposto le questioni etiche sollevate dalla ricerca sulle hESC. Le linee guida sottopongono i ricercatori a rigide linee guida, tra cui una valutazione etica obbligatoria delle applicazioni della ricerca.

 Ulteriori letture:

http://www.stuff.co.nz/national/health/10155612/Is-abortion-law-due-for-a-shakeup

http://www.law2.byu.edu/isfl/saltlakeconference/papers/isflpdfs/Atkin.pdf

http://www.msi.govt.nz/assets/MSI/MoRST-Archive/Futurewatch-Stem-Cell-Report.pdf

 

Relazione paese - Sud Africa:

 

Il Sudafrica, rispetto ad altri paesi, dispone di leggi molto liberali sull'aborto in virtù della legge del 1996 sull'interruzione della gravidanza. La legge consente l'aborto su richiesta fino alla dodicesima settimana di gravidanza per donne di qualsiasi età, in determinate circostanze dalla tredicesima alla ventesima settimana, e solo per gravi motivi di salute dopo la ventesima settimana.  La consultazione con i genitori, per le minori di 18 anni, e con il coniuge, se sposate o in un rapporto duraturo, è consigliata, ma non giuridicamente obbligatoria. L'aborto può essere eseguito gratuitamente presso alcuni ospedali pubblici o cliniche. La legalizzazione dell'aborto ha portato a una diminuzione dei decessi per aborti clandestini, fino al 1996 un serio problema in Sud Africa, ma le morti a seguito di aborto sono ancora considerate numerose. Nel 2010, il Consiglio sudafricano di ricerca medica ha riscontrato che il 50% degli aborti intrapresi da ragazze di età compresa tra i 13 e i 19 anni vengono eseguiti al di fuori di ospedali e cliniche. Inoltre, secondo una relazione della rivista Reproductive Health, il 30% delle donne nel paese pensa che l'aborto sia illegale.

 Tutte le donne sudafricane, generalmente, hanno accesso alla fecondazione artificiale e alle ART, e la maternità surrogata altruistica è riconosciuta e accessibile a tutte le coppie, comprese le coppie dello stesso sesso. Il concepimento di ovuli e sperma è disciplinato dalla legge sui tessuti umani del 1983, che consente la donazione di ovuli e sperma, e dalla legge sui bambini del 2005, emanata per tutelare tutti i bambini, compresi quelli concepiti tramite donazione e maternità surrogata. La selezione del sesso non è esplicitamente illegale, ma le linee guida rilasciate dal Consiglio sudafricano di ricerca medica definiscono non etica la selezione del sesso mediante l'uso della tecnologia.

 Sia l'eutanasia attiva che quella passiva sono illegali in Sud Africa. Il dibattito sulla sua eventuale legalizzazione va avanti da oltre 15 anni, da quando - cioè - il presidente Nelson Mandela incaricò la Commissione di diritto del Sud Africa di studiare le decisioni di fine vita. Lo studio ha portato a una proposta sulla decisione di fine vita, presentata al Parlamento nel 2000 e ferma da allora. Ad oggi non è ancora stata discussa o aperta al dibattito pubblico.

 

 La legge sui tessuti umani tratta anche la ricerca sugli embrioni in Sud Africa. Il capitolo 8 della legge nazionale sulla sanità, tuttavia, è destinato a sostituire tale legge per quanto concerne la ricerca sulle cellule staminali. Il capitolo 8 permetterà al Ministro della Salute di consentire che embrioni non più vecchi di 14 giorni possano essere utilizzati a scopo di ricerca. Le linee guida del Consiglio sudafricano di ricerca medica sconsigliano la creazione di embrioni al solo scopo di ricerca. I tribunali sudafricani hanno stabilito che il disegno di legge sui diritti (Bill of Rights) non è applicabile al nascituro, il che alimenta il dibattito sull'autonomia degli scienziati nel campo della ricerca sulle cellule staminali.

 

 Ulteriori letture:

http://allafrica.com/stories/201402131596.html

http://www.sajbl.org.za/index.php/sajbl/article/view/171/171

 

Relazione paese - Francia:

 

 A partire dall'agosto del 2014, allo scopo di aumentare la parità di genere nel paese, in Francia l'aborto è stato reso legale durante le prime 12 settimane di gravidanza su semplice richiesta della donna. In precedenza, per ottenere l'aborto, una donna aveva bisogno di una motivazione medica. L'aborto in fasi successive della gravidanza è ammesso se due medici attestano che l'aborto sarà eseguito per evitare un "grave danno permanente" alla salute fisica o psichica della donna e/o del bambino. In Francia è consuetudine programmare l'aborto una settimana dopo la richiesta della paziente. La Francia, inoltre, è stato il primo paese a legalizzare l'uso della pillola RU-486 nel 1988 e si stima che un quarto degli aborti francesi, oggi, siano effettuati con questo farmaco. Dati del 2009 suggeriscono che il tasso di aborto in Francia è di 17,4 aborti ogni 1000 donne di età compresa tra i 15 e i 44 anni.

 Diverse leggi e decreti disciplinano l'uso delle ART in Francia. Una è la legge sulla bioetica del 2004, che sostiene con forza il rispetto per la dignità di un embrione umano, il rispetto per tutte le fasi della vita e il rispetto dei diritti umani. La legge conferisce all'Agenzia di biomedicina anche la responsabilità di regolamentare la FIV e le altre forme di ART, assieme all'aborto e alla ricerca sulle cellule staminali. Le norme francesi pongono limiti all'accesso alla FIV, limitandone l'uso a coppie sposate eterosessuali che abbiano convissuto per almeno due anni. Tuttavia, nel settembre del 2014, il massimo tribunale civile del paese, la Corte di Cassazione, ha stabilito che i bambini concepiti da FIV possono essere adottati da coppie dello stesso sesso. Inoltre, ai sensi della legge sulla bioetica del 2004, la crioconservazione di embrioni e ovociti è legale.

 L'eutanasia in Francia è una questione attuale e in continua evoluzione. Nel marzo del 2015, la Francia ha approvato una legge che dà ai medici la possibilità di mettere i malati terminali in una condizione di "sonno profondo" fino alla morte. Sebbene alcuni non categorizzino completamente la norma come una forma di eutanasia, molti concordano sul fatto che sia un passo verso la sua legalizzazione. I sondaggi indicano che 8 francesi su 10 sono favorevoli all'eutanasia. D'altra parte, la Francia ha una forte presenza di cattolici conservatori che temono questa nuova legge e sono contro l'eutanasia in generale. Il presidente François Hollande si sta impegnando per fare in modo che i malati terminali affetti da dolori "insopportabili" possano "beneficiare dell'assistenza medica per finire la propria vita con dignità" Con il suo programma politico, e molti cittadini a favore dell'eutanasia, si possono prevedere nuove leggi in materia di fine vita nel prossimo futuro.

 La citata legge sulla bioetica del 2004 contiene anche disposizioni in merito di ricerca sugli embrioni. Essa vieta la creazione di embrioni a fini di ricerca. Tuttavia, la ricerca può essere condotta in tre situazioni differenti, e tutte tre prevedono che l'embrione sia generato mediante FIV. In primo luogo, la ricerca può essere condotta su embrioni "di riserva" non usati da parte dei genitori, a condizione che i genitori forniscano il proprio consenso scritto. In secondo luogo, la ricerca può essere condotta su embrioni inadatti per l'impianto. In terzo luogo, la ricerca può essere condotta su embrioni inadatti alla conservazione o che presentano deformità rilevate mediante diagnosi pre-impianto.

 

Ulteriori letture:

http://thinkprogress.org/health/2014/08/06/3468135/france-gender-equality-law/

http://www.federa.org.pl/dokumenty_pdf/invitro/jbf_European_laws_governing_in_vitro_fertilization%5B2%5D.pdf (include altri paesi europei oltre alla Francia)

 

Relazione paese - Israele

 In Israele l'aborto è legale in determinate circostanze, nei limiti stabiliti dalle clausole 3120321 del codice penale del 1977. Tali circostanze includono le donne sposate, le donne di età superiore ai 40 anni o sotto i 17 (l'età minima per sposarsi in Israele), i rapporti incestuosi, lo stupro, i difetti di nascita, i rischi di salute e/o il rischio di morte della madre. In alcune di queste circostanze, è lo stato a pagare per l'aborto. Indipendentemente dal motivo, l'aborto deve essere approvato da un comitato per l'interruzione della gravidanza. Esistono 41 di questi centri negli ospedali israeliani. I comitati sono composti da tre membri: due medici e un assistente sociale. Se il feto è oltre le 24 settimane di vita, sei diversi comitati devono pronunciarsi in merito alla richiesta di aborto. I medici e le donne che, rispettivamente, eseguono e ottengono illegalmente l'aborto senza l'approvazione di un comitato sono perseguibili penalmente, eventualità che si stima rappresentare circa la metà degli aborti effettuati in Israele.

 Israele è molto liberale in termini di regolamentazione delle tecniche di procreazione assistita. Il servizio sanitario nazionale, obbligatorio per tutti i cittadini israeliani, copre quasi tutti i trattamenti di fertilità. Le donne single e le coppie del stesso sesso hanno accesso alle ART, e i costi della FIV sono interamente sovvenzionati fino alla nascita di due bambini. La donazione si embrioni e sperma, nonché gli accordi di maternità surrogata, sono tutti giuridicamente ammessi in Israele. Si veda il secondo link tra le "Ulteriori letture" per una spiegazione dettagliata, aggiornata al 2012, delle norme e delle politiche vigenti in Israele in materia di procreazione.

 Il codice penale israeliano vieta di causare la morte di un'altra persona, e proibisce specificatamente di accorciarla. L'eutanasia passiva, generalmente, è vietata anche dalla legge ebraica. Analogamente ad altri paesi, in passato Israele ha istituito commissioni, come la Commissione Steinberg nel 2006, per valutare se l'eutanasia debba essere considerata legale in determinate circostanze. Nel dicembre del 2014, un tribunale israeliano ha approvato l'eutanasia passiva per un malato terminale di SLA, la prima sentenza di questo genere nel paese. Nel giugno del 2014 è stato presentato un disegno di legge per rendere legale il suicidio assistito per malati terminali. Approvato dal comitato ministeriale israeliano, il disegno di legge dovrà però probabilmente fare i conti con la resistenza dei conservatori in Parlamento.

 Israele, inoltre, ha un po' attenuato le norme in materia di ricerca con le cellule staminali. In Israele 18 aziende, nel 2013, sviluppavano o commercializzavano trattamenti a base di cellule staminali. Tre di queste sviluppano terapie con cellule staminali prodotte da cellule staminali embrionali umane.

 Ulteriori letture:

http://www.loc.gov/law/help/il-reproduction-and-abortion/israel.php

http://www.loc.gov/law/help/israel_2012-007460_IL_FINAL.pdf

http://www.haaretz.com/news/features/stem-cell-research-is-blooming-in-israel.premium-1.515396

 

 Relazione paese - Argentina

 

 In Argentina l'aborto è consentito solo quando la vita o la salute della donna sono in pericolo, come stabilito dalla Corte Suprema nel marzo del 2012. Al di là di questa sentenza, l'aborto è illegale secondo il codice penale argentino. In Argentina molti si stanno battendo in favore di norme meno severe sull'aborto, e varie organizzazioni hanno lanciato una campagna nazionale per il diritto di aborto. Recentemente vari disegni di legge sono stati presentati e discussi alla Commissione giustizia penale del Congresso al fine di legalizzare l'aborto, l'ultimo nel novembre del 2014.

 La grande influenza della Chiesa cattolica in Argentina e l'ampio divario tra ricchi e poveri ha un notevole influsso sulla regolamentazione delle tecnologie di procreazione assistita, così come su quella - sopra descritta - dell'aborto. In molti paesi dell'America Latina, tra cui l'Argentina, i poveri non hanno accesso alle ART, e tali tecnologie non sono disponibili in molti ospedali pubblici. L'OMS segnala che nel paese, a causa di questa situazione, vi è un diffuso senso di discriminazione e risentimento. Tuttavia, la donazione di embrioni e sperma è ammessa, e sia le donne single che le coppie dello stesso sesso hanno accesso alle ART.

 Nel maggio del 2012 il Senato argentino ha approvato una legge sulla "morte dignitosa", dando ai malati terminali e alle loro famiglie più voce in capitolo nelle decisioni di fine vita. In altre parole, i pazienti che stanno morendo o sono affetti da malattie incurabili possono rifiutare le terapie di sostegno vitale. In Argentina, dunque, l'eutanasia passiva è legale, così come le direttive anticipate. L'eutanasia attiva, però, rimane illegale.

 In Argentina sono numerosi i ricercatori impegnati nella ricerca sulle cellule staminali presso istituzioni pubbliche e private. La legge sui trapianti e la legge sulla medicina espongono le linee guida per il trattamento degli embrioni umani ai fini della ricerca scientifica. L'uso di preembrioni umani a scopo sperimentale, generalmente, è una procedura accettabile.

Ulteriori letture:

http://www.cnn.com/2012/03/14/world/americas/argentina-abortions/

http://www.bbc.com/news/world-latin-america-18016902

 Relazione paese - Svizzera

 

 Dal 2002, in Svizzera l'aborto è legale durante il primo trimestre di gravidanza, a condizione che una donna riceva una consulenza prima di sottoporvisi. Gli svizzeri hanno notoriamente un tasso di aborto molto basso rispetto ad altri paesi. Nel 2011, il tasso era di 6,8 aborti per ogni 1000 donne tra i 15 e i 44 anni. L'ampio accesso alla contraccezione (dal 2002 la pillola del giorno dopo è autorizzata senza prescrizione medica), i servizi di pianificazione familiare e gli alti livelli socio-economici contribuiscono al basso tasso di aborto. Dopo il primo trimestre, l'aborto è consentito per motivi di salute, compreso il rischio di grave disagio psichico.

 La maggior parte delle tecnologie di riproduzione assistita in Svizzera è disciplinata dalla legge federale del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita. La legge specifica che solo le coppie sposate possono avere accesso a tali tecnologie. Mentre la FIV e la donazione di ovuli e sperma sono ammesse, gli accordi di maternità surrogata non sono consentiti.

 In Svizzera l'eutanasia attiva e passiva sono legalmente vietate. Nel 1942, tuttavia, la Svizzera ha legalmente ammesso il suicidio assistito per motivazioni di altruismo, e lo considera reato solamente se il movente è egoistico. Non è reato nemmeno se è personale non medico ad operare il suicidio assistito, il che rende la Svizzera l'unico paese al mondo ad avere una legge di fine vita che non richieda il coinvolgimento di un medico. Il paese, per di più, è noto per il "turismo del suicidio", in quanto il destinatario del suicidio assistito non deve essere cittadino svizzero.

In Svizzera, la ricerca sulle staminali embrionali è regolamentata dalla legge federale del 2003, che disciplina la ricerca comprendente le cellule staminali embrionali. La legge consente che gli embrioni sovrannumerari della FIV vengano utilizzati per la ricerca. Essi, tuttavia, sono soggetti a stringenti condizioni di licenza e al consenso della coppia interessata. La legge, inoltre, permette l'importazione di linee di cellule staminali embrionali a scopo di ricerca. Non è consentito, invece, creare embrioni esclusivamente per fini di ricerca.

 Ulteriori letture:

http://www.swissinfo.ch/eng/fertility-matters_the-secret-of-switzerland-s-low-abortion-rate/33585760

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1125125/

http://www.eurostemcell.org/regulations/regulation-stem-cell-research-switzerland

 Relazione paese - Vietnam

 

 In Vietnam l'aborto è legale fino a 22 settimane del concepimento. Affinché l'aborto sia eseguito, la donna deve presentare un modulo di autorizzazione firmato che attesti che lei è responsabile per eventuali rischi derivanti dalla procedura di aborto. In alcuni casi, è richiesto che un membro della famiglia certifichi il modulo di autorizzazione. Il tasso di aborto in Vietnam è notoriamente molto elevato, motivo per cui il governo ha proposto leggi mirate a diminuirne il numero. Nel 2013, ad esempio, è stata elaborata una legge secondo la quale l'aborto è consentito solamente se la salute del bambino o della madre è a rischio. Il risultato dell'iter di approvazione di questa legge non è noto. Inoltre, la pillola RU-486 e la pianificazione familiare sono facilmente reperibili in Vietnam.

 

Il Vietnam promuove le tecnologie di procreazione assistita consentendo per legge la donazione di sperma, ovociti ed embrioni, nonché i trattamenti di FIV. Le donne single hanno accesso alle ART, mentre non vi hanno accesso le coppie dello stesso sesso. Secondo una concezione profondamente radicata nella cultura vietnamita, il grembo è il luogo in cui si crea la parentela. Tale concezione è nota come "grembo-centrismo". La normativa del paese, di conseguenza, assegna la custodia legale di qualsiasi bambino concepito mediante ART alla donna che lo porta in gestazione e lo dà alla luce. Gli accordi di maternità surrogata non sono giuridicamente validi.

In Vietnam sono vietate tutte le forme di eutanasia.

 Oltre a leggi conservatrici sul fine vita, il Vietnam non dispone di leggi molto liberali in materia di ricerca con cellule staminali embrionali. Non vi è alcuna legge specifica che consenta la ricerca sulle cellule staminali embrionali, ma tale ricerca non è espressamente vietata ed è praticata nel paese. Come in molti altri paesi, la clonazione terapeutica e la clonazione riproduttiva sono espressamente vietate.

 

 Ulteriori letture:

http://tuoitrenews.vn/society/27563/abortion-among-young-vietnamese-and-untold-stories-distressing-consequences

 

Relazione paese - Portogallo

 

 Nel 2007, il Portogallo ha liberalizzato le leggi sull'aborto. L'aborto può essere eseguito su richiesta se la gravidanza non ha superato la decima settimana, con un periodo di attesa di tre giorni per tutti gli aborti. Il Portogallo ha una forte tradizione cattolica e, malgrado l'aborto sia legale, molti medici si rifiutano di eseguirlo. L'aborto è legale anche in fasi successive per motivi specifici, tra cui rischi per la salute della donna e lo stupro, ma l'aborto oltre le 24 settimane è illegale. Statistiche del 2010 indicano che il tasso è di 9,0 aborti per ogni 100 donne di età compresa tra 15 e i 44 anni.

 La legislazione portoghese rimane piuttosto conservatrice in materia di tecnologie di riproduzione assistita. Il rapporto tra bambini e donne in Portogallo è ben al di sotto del tasso di sostituzione della popolazione di 2.1. Dati del 2008 mostrano che il tasso è di 1,49 figli per donna. Tuttavia, il numero di bambini nati tramite ART è molto basso. Gli accordi di maternità surrogata non sono in uso, e la donazione di sperma e ovuli è consentita ma non diffusa. Le coppie dello stesso sesso e le donne single non hanno accesso alle ART.

 In Portogallo l'eutanasia attiva e passiva sono illegali. Nel marzo del 2015, tuttavia, il Presidente dell'associazione bioetica portoghese ha affermato che è legale mettere i pazienti terminali in stato di sedazione profonda e continua, come prevede la legge approvata in Francia nel marzo del 2015. Dal 2000, i medici portoghesi si dicono pubblicamente aperti all'eutanasia.

 In Portogallo la ricerca sulle cellule staminali è limitata all'uso di embrioni congelati o sovrannumerari, mentre è reato per chiunque creare embrioni a scopo di ricerca. Licenze e approvazioni per la ricerca vengono fornite dal Consiglio nazionale portoghese per la procreazione medicalmente assistita.

 Ulteriori letture:

http://www.wbez.org/episode-segments/2011-08-10/here-there-portugal-abortion-legal-many-doctors-refuse-perform-them-9005

http://www.theportugalnews.com/news/deep-sleep-not-euthanasia-is-allowed/34376

http://www.eurostemcell.org/regulations/regulation-stem-cell-research-portugal

 

 

Categorie: Radicali

Congresso mondiale per la libertà della ricerca scientifica Riepilogo degli aggiornamenti dal 2/15 al 5/15

Mer, 03/06/2015 - 11:52
Congresso mondiale per la libertà della ricerca scientifica Riepilogo degli aggiornamenti dal 2/15 al 5/15Michael Beck 3 Giu 2015Congresso Mondiale Libertà di Ricerca

Scopo:

Lo scopo del mio incarico al Congresso mondiale per la libertà della ricerca scientifica era una ricerca sui cambiamenti legislativi verificatisi tra l’aprile del 2014 e il maggio del 2015 in materia di aborto, decisioni di fine vita, ricerca sulle cellule staminali e tecnologie di procreazione assistita. Analizzando vecchi articoli e siti web dedicati a questi argomenti dovevo determinare se, nel corso dell’anno, le risposte alle domande della ricerca postulate precedentemente dal Congresso mondiale fossero cambiate nei singoli paesi. Qualsiasi cambiamento nelle risposte poteva far variare il punteggio complessivo di un paese e quindi cambiarne la posizione nella classifica del sito. Sebbene gli sviluppi e le tendenze nei vari paesi, in merito ai suddetti argomenti, siano stati molti in tutto l’anno, non tutti hanno effetto sul punteggio di un paese. Al fine di far comunque emergere tali sviluppi sul sito, ho postato articoli sugli argomenti in questione collegandoli ai relativi paesi, in modo che possano essere trovati tra le “notizie recenti” nella pagina di profilo di ciascun paese. Quando ho ritenuto di aver raccolto i principali sviluppi e tendenze dell’ultimo anno, ho iniziato a scrivere relazioni di sintesi per i paesi che ne erano sprovvisti, partendo da quelli mancanti nella Top 10 e scendendo man mano nella classifica.

 

Metodi di ricerca

Le informazioni riguardanti le modifiche legislative dei singoli paesi sono state tratte principalmente da due siti web. Uno è BioEdge, una newsletter settimanale che raccoglie in tutto il mondo storie su questioni bioetiche. È una newsletter indipendente con vari obiettivi, tra cui “prevenire un’etica medica basata sui dati scientifici” e “fornire informazioni aggiornate e di qualità”. La seconda fonte è il Center for Genetics and Society, un’organizzazione no profit di informazione e affari pubblici. L’organizzazione incoraggia “l’uso responsabile e l’efficace governance sociale delle tecnologie genetiche e riproduttive umane e delle altre tecnologie emergenti”. Nel febbraio del 2015 ho scorso tutti i post pubblicati sui due siti dall’aprile del 2014, e da allora li ho controllati settimanalmente per rilevare eventuali aggiornamenti. Quando ho trovato argomenti che apparivano pertinenti per lo studio del Congresso mondiale, ho cercato notizie in merito su media importanti quali la BCC, il Telegraph, il Times ecc. per verificare le informazioni e trovare articoli con argomentazioni forti da postare sul sito del Congresso mondiale. Oltre a utilizzare BioEdge e il Center for Genetics and Society, ho cercato sistematicamente parole chiave e frasi quali “aborto in America Latina” ed “eutanasia” su Google News al fine di individuare eventuali ulteriori sviluppi dell’ultimo anno.

 

Per redigere le relazioni ho usato una serie di risorse che dessero una panoramica generale delle norme di ciascun paese in merito ad aborto, decisioni di fine vita, tecnologie di fecondazione assistita e ricerca sulle cellule staminali. Ho raccolto alcune delle principali fonti nella sezione “Ulteriori letture” delle relazioni dei singoli paesi.

 

Variazioni di punteggio e classifica:

 

Panoramica dei cambiamenti di classifica/punteggio (i primi 43-44 sono elencati nell’Indice di ricerca e autodeterminazione):

 

·        

Il Canada è salito alla posizione n. 8, passando da 127 a 133 punti

·        

L’India è ora alla pari con la Cina alla posizione n. 10 con 129 punti, contro i 125 dell’anno passato.

·        

La Francia è salita alla posizione n. 14, passando da 115 a 125 punti.

·        

La Repubblica Dominicana è entrata nella lista alla posizione n. 44 con 31 punti totali.

·        

Israele rimane alla posizione n. 18, ma è salito da 116 a 120 punti complessivi.

 

Altre variazioni di punteggio per paesi non presenti nella classifica generale:

 

·        

La Thailandia è scesa da 76 a 74 punti

o  

È scesa dalla posizione n. 20 alla n. 22 nella classifica delle tecnologie di procreazione assistita (ART)

·        

La Nigeria è scesa da 36 a 35 punti.

·        

La Polonia è salita da 29 a 42 punti.

·        

Il Lussemburgo è salito da 47 a 49 punti nella categoria aborto. 

 

Dettagli sulle variazioni di punteggio:

 

·        

Canada:

Le variazioni di punteggio totale e di classifica del Canada sono unicamente da ricondurre alla categoria decisioni di fine vita. Nel febbraio del 2015, nel processo Carter contro Carter, la Corte Suprema ha annullato la legge canadese che vieta il suicidio assistito, dando ai canadesi costretti a sofferenze intollerabili e permanenti, se adulti e capaci di intendere e di volere, il diritto di richiedere l’aiuto di un medico per morire. Questa decisione avrà effetto a partire dal 2016. Di conseguenza, ho modificato la risposta relativa al suicidio medicalmente assistito da “legalmente vietato” a “non chiaro”. Se effettivamente la legge cambierà nel 2016, questa risposta verrà modificata in “sì”. La ricerca, inoltre, suggerisce che i medici mettono in pratica l’eutanasia passiva in Canada e non vengono perseguiti, pur se è illegale. Dunque, pur se questo cambiamento non si è verificato nell’ultimo anno, ho adattato ai fini della ricerca la risposta alla domanda sull’eutanasia passiva.

·        

India:

Il punteggio totale dell’India è cambiato in virtù degli sviluppi nella legislazione sull’eutanasia, in particolare sull’eutanasia passiva. Nel dicembre del 2014, la Corte Suprema indiana ha autorizzato l’eutanasia passiva per i pazienti in stato vegetativo permanente o dichiarati cerebralmente morti. La sentenza è stata emessa nell’ambito del caso di Aruna Shanbaug, che si trovava in stato vegetativo da quarant’anni. 

·        

Francia:

In Francia si sono riscontrati sviluppi sia in materia di aborto che in materia di fine vita, il che ha portato il paese a salire nella classifica generale del sito. In termini di eutanasia, nel marzo del 2015 la Francia ha approvato una legge che dà ai medici la possibilità di mettere i malati terminali in una condizione di “sonno profondo” fino a quando sopraggiunge la morte. Non tutti i legislatori francesi concordano sul classificare tale normativa come eutanasia, dunque le domande relative a suicidio medicalmente assistito ed eutanasia attiva sono ora contrassegnate come “non chiaro”. In termini di aborto, nell’agosto del 2015 la Francia ha approvato una legge che consente alle donne di richiedere l’aborto per qualsiasi motivo nel primo trimestre di gravidanza. La norma si inserisce nei provvedimenti mirati ad aumentare la parità di genere.      

·        

Israele:

Nel dicembre del 2014, un tribunale israeliano ha approvato l’eutanasia passiva per malati terminali di SLA, la prima decisione di questo genere in Israele. Ho dunque cambiato la risposta sull’eutanasia passiva a “non chiaro”, aumentando il punteggio di Israele di 4 punti.

·        

Thailandia:

Nel febbraio del 2015, la Thailandia ha vietato ai cittadini stranieri gli accordi commerciali di maternità surrogata sulla scia di due casi molto discussi, tra cui uno in cui due genitori australiani hanno abbandonato un bambino malato nato da madre surrogata tailandese ma hanno portato a casa la gemella sana. Questo ha leggermente diminuito il punteggio del paese nella categoria tecnologie di riproduzione assistita poiché alcuni accordi commerciali di maternità surrogata non sono più legalmente validi.

·        

Nigeria:

Ho trovato una fonte secondo la quale la pillola RU-486 non è legale in Nigeria. Non si tratta di uno sviluppo recente, ma ne sono venuto a conoscenza imbattendomi in un recente articolo sull’uso del misoprostol nel paese.

·        

Polonia:

La Polonia è piuttosto povera di informazioni nella categoria tecnologie di procreazione assistita. Mi è stato possibile rispondere ad alcune domande utilizzando varie fonti reperite mediante Google News. Sono stato spinto a condurre questa ricerca alla luce delle modifiche legislative in atto in Polonia in materia di ART. Il governo polacco, nel marzo del 2015, ha approvato un disegno di legge per regolamentare la fecondazione in vitro. La Polonia è l’unico paese dell’Unione Europea a non disporre di normative sulla FIV. In buona sostanza, il disegno di legge consentirebbe la FIV alle coppie sposate e non sposate e vieterebbe la vendita e la distruzione di embrioni umani, la clonazione di embrioni umani e la manipolazione del DNA umano.

·        

Lussemburgo:

Nel dicembre del 2014 il Lussemburgo, analogamente alla Francia, ha approvato una legge che permette alle donne di sottoporsi ad aborto entro le prime 14 settimane di gravidanza adducendo una “situazione di disagio”. Questo ha aumentato leggermente il punteggio del Lussemburgo nella categoria aborto.

 

 

Tendenze:

 

Tecnologie di riproduzione assistita (ART):

            Gran parte delle tendenze legislative dell’anno passato in materia di ART hanno riguardato la FVI e la maternità surrogata. Come accennato in precedenza, la Thailandia, paese fino ad oggi noto a livello internazionale per la maternità surrogata commerciale, ha vietato la maternità surrogata commerciale agli stranieri. Ciò è avvenuto a seguito di due casi molto discussi, in cui bambini nati con difetti di nascita da maternità surrogata sono stati abbandonati. La seconda grande tendenza legislativa in materia di ART ha riguardato la Polonia, l’unico paese dell’Unione Europea ad oggi sprovvisto di norme in materia di ART. Nel marzo del 2015, il governo polacco ha iniziato a elaborare un disegno di legge che regolamenti le ART nel modo sopra descritto. Si prevede che la proposta venga bloccata dalla Chiesa Cattolica e da altri conservatori polacchi. Il primo ministro Ewa Kopacz cercherà probabilmente il sostegno del suo partito Piattaforma Civica (PO) per far passare il disegno di legge.

            Una tendenza importante in materia di ART che non ha influenzato i dati del sito riguarda il Regno Unito, che è diventato il primo paese ad approvare i bambini con tre genitori. Il mitocondrio sano di una donatrice può dunque essere combinato con il DNA di due genitori, prevenendo di conseguenza le malattie mitocondriali nei bambini di nati da FIV.

           

Decisioni di fine vita:

            Nell’ultimo anno si sono registrati cambiamenti in molti paesi in merito alla legislazione sull’eutanasia. Brittany Maynard ha scatenato il dibattito negli Stati Uniti - e a livello internazionale - quando, nel novembre del 2014, ha deciso di togliersi la vita dopo essersi vista diagnosticare un tumore cerebrale maligno al quarto stadio. Molte persone in tutto il mondo, inclusi politici e giuristi, stanno iniziando a propendere, nel dibattito sulla “morte con dignità”, per le diverse forme di eutanasia.

            Tre dei principali cambiamenti legislativi riscontrati negli ultimi 12 mesi in materia di eutanasia si sono verificati in Francia, Canada e India. In Francia, ora, i medici hanno il potere di mettere malati terminali in una condizione di “sonno profondo” fino alla morte. Ciò scaturisce dall’impegno preso dal presidente François Hollande affinché i malati terminali affetti da dolori “insopportabili” possano “beneficiare dell’assistenza medica per finire la propria vita con dignità”. In Canada, la Corte Suprema ha annullato la legge che vieta il suicidio assistito, dando ai malati terminali capaci di intendere e di volere la possibilità di richiedere l’aiuto di un medico per il suicidio assistito. In India, infine, per sentenza della Corte Suprema l’eutanasia passiva è stata resa legale per i pazienti cerebralmente morti o in profondo stato vegetativo. Nessuna delle norme citate riconosce la piena libertà di eutanasia, ma è un passo avanti verso nuove leggi che la riconoscano.

            In alcuni paesi non si sono registrate nuove leggi o sentenze della Corte Suprema, ma la regolamentazione dell’eutanasia è oggetto di discussione e dibattito. Secondo alcune fonti risalenti al febbraio 2015, il governo colombiano, che si trova in un limbo giuridico dal 1997 in materia di eutanasia, è fortemente orientato alla legalizzazione dell’eutanasia. E anche la Scozia sta assumendo una posizione pro-eutanasia. 

 

Ricerca sulle cellule staminali:

            Nella mia attività di ricerca non ho ravvisato particolari nuove tendenze nella legislazione in materia di cellule staminali. Il disegno di legge sulle ART in corso di redazione in Polonia potrebbe comportare una limitazione della ricerca sulle cellule staminali. Ciò a causa del divieto di vendita e creazione di embrioni umani. Malgrado non si possa escludere che questa legge venga approvata, l’Istituto californiano per la medicina rigenerativa (CIRM) e l’Università medica di Varsavia (MUW), un’istituzione pubblica polacca, hanno avviato una collaborazione nel novembre del 2014 per far progredire la ricerca sulle cellule staminali.

            Nel settembre del 2014 si dava notizia che la Danimarca avrebbe presto iniziato le prime sperimentazioni di cellule staminali sugli esseri umani. I pazienti oggetto della sperimentazione sono malati di sclerosi multipla (SM) che hanno subito danni cerebrali a causa della malattia. Gli scienziati sperano di iniziare questi studi nel 2015.

            Secondo recenti notizie, risalenti ad aprile 2015, alcuni scienziati cinesi avrebbero modificato geneticamente i genomi di embrioni umani. La questione, però, è molto discussa. Mentre alcuni sostengono che potrebbe portare a debellare malattie genetiche prima della nascita, altri dicono che potrebbe avere effetti imprevedibili sulle generazioni future.

 

Aborto:

            Nell’anno passato, l’aborto ha proseguito il suo percorso di legalizzazione con sempre meno limitazioni in tutto il mondo. Lussemburgo e Francia, due paesi che lo avevano già legalizzato, ora consentono l’aborto nel primo trimestre di gravidanza senza fare domande. Altri paesi stanno valutando una revisione delle leggi sull’aborto per garantire aborti più sicuri e meno morti per aborti clandestini. Tra questi vi è il Marocco, il cui governo islamista ha recentemente formato un panel di religiosi, medici e legislatori per cercare di attenuare una legge di mezzo secolo fa che vieta l’aborto a meno che non rappresenti un pericolo per la vita o per la salute della donna. Alcuni paesi dell’America Latina, malgrado la forte tradizione cattolica renda difficile superare vecchie leggi contro l’aborto, stanno cominciando a valutare norme meno restrittive. Il presidente cileno Michelle Bachelet, ad esempio, nel febbraio del 2015 ha sottoposto al Congresso un disegno di legge per la depenalizzazione dell’aborto in determinati casi. Qualora fosse approvato, il Cile uscirebbe dalla lista dei pochi paesi che ancora prevedono il divieto assoluto di aborto. Allo stesso modo, il presidente della Repubblica Dominicana Danilo Medina sta proponendo norme per consentire l’aborto nei casi di stupro, incesto, feto deforme o pericolo di vita per la donna.

            Negli ultimi 12 mesi, tuttavia, sono state proposte anche norme più severe contro l’aborto. L’esempio più lampante si è avuto in Spagna, in cui il portavoce del partito conservatore PP, Rafael Hernando, ha presentato un emendamento secondo il quale le donne di età compresa tra i 16 e i 17 anni avrebbero bisogno dell’autorizzazione dei genitori per sottoporsi ad aborto. L’Iran, inoltre, ha recentemente vietato alcuni metodi contraccettivi personali.

 

 

 

Categorie: Radicali

MIna Welby parteciperà a "EutanaSIA Legale" a Montale (PT)

Mar, 02/06/2015 - 10:18

Mina Welby, Co-Presidente dell'Associazione Luca Coscioni, venerdì 5 giugno parteciperà all'evento "EutanaSIA Legale, organizzato dai Giovani Democratici di Agliana e Montale, con il supporto del PD di Agliana e Montale, presso il Salone Antares del Circolo Arci di Montale.

Numerosi gli ospiti che interverrano tra cui l'Onorevole Fanucci (PD) e l'Onorevole Bini (PD), il Membro della Direzione Nazionale del PD Beatrice Brignone che si sta spendendo per la causa di Max Fanelli, e altri esperti.

Introduce e modera la Segretaria Provinciale di Pistoia Valentina Noligni.

Data: Venerdì, 5 Giugno, 2015 - 21:15Città: Montale (PT)Indirizzo: Salone Antares, Circolo Arci MontaleOrganizzatore: Giovani Democratici Agliana-Montale
Categorie: Radicali

Consiglio Generale il 2 giugno a Orvieto, per nuovi obiettivi su embrioni e eutanasia

Ven, 29/05/2015 - 17:21
Consiglio Generale il 2 giugno a Orvieto, per nuovi obiettivi su embrioni e eutanasiaAssociazione Luca Coscioni29 Mag 2015Politica

Gallo e Cappato: "non si fermi la spinta "irlandese" per le libertà civili"

Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni

 "La spinta della sentenza della Consulta sulla Legge 40 e del referendum irlandese non si deve esaurire: il nostro obiettivo è inserire nell'agenda politica italiana e transanzionale nuovi oiettivi per le libertà civili, dall'inizio alla fine della vita, grazie all'azione diretta dei malati e degli scienziati": così hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, nella lettera di convocazione del Consiglio generale l'Associazione Luca Coscioni, che si terrà il 2 giugno, dalle 9 alle 17, ad Orvieto -la città di Luca Coscioni-, presso  la Sala del Governatore (Palazzo dei Sette, Via Cavour 87)

Insieme a Emma Bonino e Marco Pannella, i dirigenti radicali e dell'Associazione si riuniranno per discutere con i parlamentari iscritti, gli scienziati, i medici e gli avvocati delle prossime iniziative sul fronte nazionale ed internazionale. Sarà presente nella mattinata anche il sottosegretario alla cultura, on. Ilaria  Borletti Buitoni, il sottosegretario alle riforme costituzionali e ai rapporti col Parlamento Ivan Scalfarotto,  i parlamentari Gea Schirò Planeta, Marisa Nicchi, Gennaro Migliore. Sarà presentata la proposta di mobilitazione per chiedere a Governo e Parlamento di cancellare il divieto di ricerca sugli embrioni previsto dalla legge 40. Il primo firmatario della petizione al Parlamento è il co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni, lo scienziato Michele De Luca,  Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari" all'Università di Modena e Reggio Emilia, che relazionerà sul coinvolgimento della comunità scientifica. Sarà anche l'occasione per rilanciare l'appello dei malati ai parlamentari affinché si discuta di eutanasia e testamento biologico nella commissioni competenti della Camera. Cappato, Welby e Fraticelli relazioneranno sulle prossime iniziative di disobbedienza civile con l'aiuto logistico ad accompagnare i malati in Svizzera per l'eutanasia.
Sul fronte internazionale, invece, verrà presentata la proposta di tenere in Tunisia la quarta sessione del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica. Al termine dei lavori nel pomeriggio ci si sposterà allo stadio Sergio Muzi di Orvieto per il 6° Memorial Luca Coscioni, meeting internazionale di atletica leggera che quest'anno è intitolato "Un uomo che ha corso oltre il rumore dei propri passi", in memoria di Luca.

Categorie: Radicali

Nozze gay, il vento che viene dall'Europa

Ven, 29/05/2015 - 10:37
Nozze gay, il vento che viene dall'EuropaCorriere della sera29 Mag 2015Michele AinisLaicità

L'Italia s`avvia a una legge sulle unioni civili. Quest`esito è già iscritto nelle tavole costituzionali. I nostri costituenti furono lungimiranti, definendo la famiglia una «società naturale».

Che cos`è il matrimonio? Per lo Stato, un contratto; per la Chiesa, un sacramento. Muove da qui il conflitto fra autorità civili e religiose sul matrimonio gay, dopo il referendum celebrato in Irlanda: la parola è la stessa, ma ciascuno le attribuisce significati inconciliabili. Eppure quel conflitto non si esaurisce in una logomachia, in uria disputa verbale.

Ha a che fare con l`abito laico delle nostre istituzioni; misura gli spazi di libertà che siamo disposti a riconoscere alle scelte individuali; e in ultimo interroga il senso stesso del diritto, la sua specifica funzione.

Quanto alla laicità, potremmo cavarcela tirando in ballo il «muro» fra Stato e confessioni religiose di cui parlava Thomas Jefferson, o l`altrettanto celebre massima di Camillo Cavour («Libera Chiesa in libero Stato»). Potremmo ricordare che lo Stato nasce laico, o altrimenti non sarebbe nato. Nasce quando il potere politico divorzia dal potere religioso, attraverso un processo storico che ha origine nella Lotta delle Investiture (1057-1122), per approdare alla Costituzione francese del 1791, con la proclamazione della libertà di fede.

Ma sta di fatto che la religione è tutt`altro che irrilevante nella nostra dimensione pubblica. E sta di fatto che l`ordinamento giuridico italiano è intessuto anche di valori religiosi: non per nulla la Carta del19.47 vi dedica ben cinque disposizioni. Dunque la laicità non si traduce nell`indifferenza verso le religioni, bensì nella garanzia della loro libertà.

E al tempo stesso della libertà di chi non crede, oppure di chi crede in altri culti rispetto a quello prevalente. Sennonché la libertà concessa all`uno può recare offesa alla sensibilità dell`altro. La querelle sulle nozze omosessuali è tutta in questi termini: quando il segretario di Stato vaticano parla di «sconfitta dell`umanità» è come se dicesse che quelle nozze sono una bestemmia.

E la bestemmia, per l`appunto, viene punita dal codice penale. Ma è una bestemmia il matrimonio fra due uomini e due donne? Dopotutto, sono fatti loro. Gli omosessuali non imprecano contro un Dio o un capo di Stato, chiedono soltanto lo stesso diritto del quale godono già gli eterosessuali. Qualcuno potrà esserne turbato.

Ma qui viene in gioco la funzione della legge: strumento di difesa contro i comportamenti offensivi, però l`offesa dev`essere oggettiva, deve consistere in un`amputazione delle nostre libertà. In secondo luogo, nessuna norma galleggia sulle nuvole: dipende al contrario dalla storia, dall`evoluzione dei costumi. E oggi le società occidentali sono disposte a riconoscere un diritto che negavano in passato.

Le nozze gay vengono già regolate ín Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Danimarca, Finlandia, Svezia, Norvegia, Islanda, Francia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, oltre che in Irlanda. L`Italia s`avvia a una legge sulle unioni civili, quale esiste in Germania e in Austria. Bisognerà pur farsene una ragione.

D`altronde quest`esito è già iscritto nelle tavole costituzionali. I nostri costituenti furono lungimiranti, definendo la famiglia una «società naturale». Significa che il diritto rinunzia a definirla, affidandosi all`esprit du temps, allo spirito dei tempi. Che è uno spiritello un po` paradossale, se è vero che i gay sono rimasti gli unici ad avere ancora voglia di sposarsi.

Categorie: Radicali

Sindaco di Ancona, il Consiglio comunale chiede l'adozione dei Peba, a quando l'approvazione?

Gio, 28/05/2015 - 22:57
Sindaco di Ancona, il Consiglio comunale chiede l'adozione dei Peba, a quando l'approvazione?Renato Biondini29 Mag 2015Barriere architettoniche

Ancona   29  maggio  2015                                              Comunicato Stampa  

Sindaco di Ancona, il Consiglio comunale chiede l’adozione del Peba (piano eliminazione barriere architettoniche), a quando l’approvazione? 

 

E’ grazie al consigliere Francesco Rubini Filogna che il Consiglio comunale di Ancona nella seduta del 29 aprile scorso, ha discusso e approvato un ordine del giorno  che impegna la Giunta a ritenere l’attuazione del Peba una priorità per la città impegnandosi ad una sua applicazione immediata Nella discussione i vari consiglieri comunali di minoranza e di maggioranza hanno ribadito la necessità di adottare questo atto sia per rispettare il  diritto  fondamentale alla mobilità e all’accessibilità dei disabili motori e sensoriali sia per rispettare  precise norme legislative a partire dalla Costituzione e  da varie leggi nazionali e regionali.

 

Dopo che   su questo tema era stata già approvata una mozione dal Consiglio comunale di Ancona il 17 maggio del  2010 che impegnava la Giunta ad adottare il Peba,

 

dopo  i vari comunicati stampa degli ultimi anni nei quali denunciavamo la situazione di illegalità dei comuni delle Marche e quindi anche di Ancona in tema di Peba,

 

dopo l’interrogazione al Consiglio Regionale delle Marche del 2012 presentata da Adriano Cardogna e la relativa risposta della Giunta che dichiarava lo stato di illegalità degli enti locali delle Marche in tema di barriere architettoniche e di Peba.

 

Dopo la passeggiata in carrozzella organizzata con i vari candidati a sindaco di Ancona del 2013, per sensibilizzarli sulla tematica delle barriere architettoniche presenti ad Ancona,

 

dopo  la richiesta di accesso agli atti al comune di Ancona, in tema di Peba e della relativa risposta del dirigente dei lavori pubblici di Ancona ing. Luciano Lucchetti che in data 26 novembre 2012 con nota n° 105756 dichiara  che  “si sta predisponendo un gruppo di lavoro per  l’adozione del  Peba”,

 

dopo l’interrogazione del consigliere comunale Francesco Rubini Filogna che chiedeva spiegazioni sulla mancata adozione del Peba  e la desolante risposta dell’assessore Urbinati che nella seduta del 21 gennaio 2014 dice che “si sta aspettando una relazione da parte dell’ufficio tecnico del comune che spera possa essere pronta per la prossima seduta del consiglio comunale” e che a tutt’oggi ancora non è stata redatta!

 

Dopo la lettera inviata da Piero Fassino presidente dell’ ANCI a tutti i comuni italiani il 12 settembre 2014 nella quale si chiede di adottare subito i Peba,

 

dopo la risoluzione del Consiglio Regionale delle Marche  del 6 dicembre 2014, presentata dal consigliere Cardogna che impegna la Giunta regionale  a nominare i commissari ad acta per l’adozione dei Peba, come prescrive la legge,

 

dopo i vari incontri e convegni sulla tematica delle barriere architettoniche e sui Peba, svolti ad Ancona in questi ultimi anni,

 

il Consiglio comunale di Ancona nella seduta del 29 aprile scorso, ha approvato un ordine del giorno presentato dal consigliere Francesco Rubini Filogna che impegna la Giunta a ritenere l’attuazione del Peba una priorità per la città impegnandosi ad una sua applicazione immediata.

 

Sindaco Mancinelli lei e  la sua Giunta adesso dovete adottare il Peba,  ve lo chiede anche la vostra stessa maggioranza!  Quanto dobbiamo  ancora aspettare?

 

 

 

 

 

 

 

Renato Biondini  segretario cellula di Ancona associazione Luca Coscioni

 

email   cellulacoscioniancona@gmail.com    biondinirenato@alice.ithttp://www.associazionelucacoscioni.it/cellulaancona    cell. 339 6035387

 

 

 

 

 

AllegatoDimensione Ancona29052015.doc643.5 KB SindacoMancinelli.jpg40.27 KB RenatoBiondini.JPG464.01 KB Ancona29052015.doc.pdf378.38 KB
Categorie: Radicali

Sindaco di Ancona, il Consiglio comunale chiede l'adozione dei Peba, a quando l'approvazione?

Gio, 28/05/2015 - 22:57
Sindaco di Ancona, il Consiglio comunale chiede l'adozione dei Peba, a quando l'approvazione?Renato Biondini29 Mag 2015Barriere architettoniche

 

Ancona   29  maggio  2015

 

                                              Comunicato Stampa 

 

 

 

Sindaco di Ancona, il Consiglio comunale chiede l’adozione del Peba (piano eliminazione barriere architettoniche), a quando l’approvazione?  

 

 

 

E’ grazie al consigliere Francesco Rubini Filogna che il Consiglio comunale di Ancona nella seduta del 29 aprile scorso, ha discusso e approvato un ordine del giorno  che impegna la Giunta a ritenere l’attuazione del Peba una priorità per la città impegnandosi ad una sua applicazione immediata Nella discussione i vari consiglieri comunali di minoranza e di maggioranza hanno ribadito la necessità di adottare questo atto sia per rispettare il  diritto  fondamentale alla mobilità e all’accessibilità dei disabili motori e sensoriali sia per rispettare  precise norme legislative a partire dalla Costituzione e  da varie leggi nazionali e regionali.

 

Dopo che   su questo tema era stata già approvata una mozione dal Consiglio comunale di Ancona il 17 maggio del  2010 che impegnava la Giunta ad adottare il Peba,

 

dopo  i vari comunicati stampa degli ultimi anni nei quali denunciavamo la situazione di illegalità dei comuni delle Marche e quindi anche di Ancona in tema di Peba,

 

dopo l’interrogazione al Consiglio Regionale delle Marche del 2012 presentata da Adriano Cardogna e la relativa risposta della Giunta che dichiarava lo stato di illegalità degli enti locali delle Marche in tema di barriere architettoniche e di Peba.

 

Dopo la passeggiata in carrozzella organizzata con i vari candidati a sindaco di Ancona del 2013, per sensibilizzarli sulla tematica delle barriere architettoniche presenti ad Ancona,

 

dopo  la richiesta di accesso agli atti al comune di Ancona, in tema di Peba e della relativa risposta del dirigente dei lavori pubblici di Ancona ing. Luciano Lucchetti che in data 26 novembre 2012 con nota n° 105756 dichiara  che  “si sta predisponendo un gruppo di lavoro per  l’adozione del  Peba”,

 

dopo l’interrogazione del consigliere comunale Francesco Rubini Filogna che chiedeva spiegazioni sulla mancata adozione del Peba  e la desolante risposta dell’assessore Urbinati che nella seduta del 21 gennaio 2014 dice che “si sta aspettando una relazione da parte dell’ufficio tecnico del comune che spera possa essere pronta per la prossima seduta del consiglio comunale” e che a tutt’oggi ancora non è stata redatta!

 

Dopo la lettera inviata da Piero Fassino presidente dell’ ANCI a tutti i comuni italiani il 12 settembre 2014 nella quale si chiede di adottare subito i Peba,

 

dopo la risoluzione del Consiglio Regionale delle Marche  del 6 dicembre 2014, presentata dal consigliere Cardogna che impegna la Giunta regionale  a nominare i commissari ad acta per l’adozione dei Peba, come prescrive la legge,

 

dopo i vari incontri e convegni sulla tematica delle barriere architettoniche e sui Peba, svolti ad Ancona in questi ultimi anni,

 

il Consiglio comunale di Ancona nella seduta del 29 aprile scorso, ha approvato un ordine del giorno presentato dal consigliere Francesco Rubini Filogna che impegna la Giunta a ritenere l’attuazione del Peba una priorità per la città impegnandosi ad una sua applicazione immediata.

 

Sindaco Mancinelli lei e  la sua Giunta adesso dovete adottare il Peba,  ve lo chiede anche la vostra stessa maggioranza!  Quanto dobbiamo  ancora aspettare?

 

 

 

 

 

 

 

Renato Biondini  segretario cellula di Ancona associazione Luca Coscioni

 

email   cellulacoscioniancona@gmail.com    biondinirenato@alice.ithttp://www.associazionelucacoscioni.it/cellulaancona    cell. 339 6035387

 

 

 

 

 

AllegatoDimensione Ancona29052015.doc643.5 KB SindacoMancinelli.jpg40.27 KB RenatoBiondini.JPG464.01 KB Ancona29052015.doc.pdf378.38 KB
Categorie: Radicali

Sindaco di Ancona, il Consiglio comunale chiede l'adozione dei Peba, a quando l'approvazione?

Gio, 28/05/2015 - 22:57
Sindaco di Ancona, il Consiglio comunale chiede l'adozione dei Peba, a quando l'approvazione?Renato Biondini29 Mag 2015Barriere architettoniche

 

Ancona   29  maggio  2015

 

                                              Comunicato Stampa 

 

 

 

Sindaco di Ancona, il Consiglio comunale chiede l’adozione del Peba (piano eliminazione barriere architettoniche), a quando l’approvazione?  

 

 

 

E’ grazie al consigliere Francesco Rubini Filogna che il Consiglio comunale di Ancona nella seduta del 29 aprile scorso, ha discusso e approvato un ordine del giorno  che impegna la Giunta a ritenere l’attuazione del Peba una priorità per la città impegnandosi ad una sua applicazione immediata Nella discussione i vari consiglieri comunali di minoranza e di maggioranza hanno ribadito la necessità di adottare questo atto sia per rispettare il  diritto  fondamentale alla mobilità e all’accessibilità dei disabili motori e sensoriali sia per rispettare  precise norme legislative a partire dalla Costituzione e  da varie leggi nazionali e regionali.

 

Dopo che   su questo tema era stata già approvata una mozione dal Consiglio comunale di Ancona il 17 maggio del  2010 che impegnava la Giunta ad adottare il Peba,

 

dopo  i vari comunicati stampa degli ultimi anni nei quali denunciavamo la situazione di illegalità dei comuni delle Marche e quindi anche di Ancona in tema di Peba,

 

dopo l’interrogazione al Consiglio Regionale delle Marche del 2012 presentata da Adriano Cardogna e la relativa risposta della Giunta che dichiarava lo stato di illegalità degli enti locali delle Marche in tema di barriere architettoniche e di Peba.

 

Dopo la passeggiata in carrozzella organizzata con i vari candidati a sindaco di Ancona del 2013, per sensibilizzarli sulla tematica delle barriere architettoniche presenti ad Ancona,

 

dopo  la richiesta di accesso agli atti al comune di Ancona, in tema di Peba e della relativa risposta del dirigente dei lavori pubblici di Ancona ing. Luciano Lucchetti che in data 26 novembre 2012 con nota n° 105756 dichiara  che  “si sta predisponendo un gruppo di lavoro per  l’adozione del  Peba”,

 

dopo l’interrogazione del consigliere comunale Francesco Rubini Filogna che chiedeva spiegazioni sulla mancata adozione del Peba  e la desolante risposta dell’assessore Urbinati che nella seduta del 21 gennaio 2014 dice che “si sta aspettando una relazione da parte dell’ufficio tecnico del comune che spera possa essere pronta per la prossima seduta del consiglio comunale” e che a tutt’oggi ancora non è stata redatta!

 

Dopo la lettera inviata da Piero Fassino presidente dell’ ANCI a tutti i comuni italiani il 12 settembre 2014 nella quale si chiede di adottare subito i Peba,

 

dopo la risoluzione del Consiglio Regionale delle Marche  del 6 dicembre 2014, presentata dal consigliere Cardogna che impegna la Giunta regionale  a nominare i commissari ad acta per l’adozione dei Peba, come prescrive la legge,

 

dopo i vari incontri e convegni sulla tematica delle barriere architettoniche e sui Peba, svolti ad Ancona in questi ultimi anni,

 

il Consiglio comunale di Ancona nella seduta del 29 aprile scorso, ha approvato un ordine del giorno presentato dal consigliere Francesco Rubini Filogna che impegna la Giunta a ritenere l’attuazione del Peba una priorità per la città impegnandosi ad una sua applicazione immediata.

 

Sindaco Mancinelli lei e  la sua Giunta adesso dovete adottare il Peba,  ve lo chiede anche la vostra stessa maggioranza!  Quanto dobbiamo  ancora aspettare?

 

 

 

 

 

 

 

Renato Biondini  segretario cellula di Ancona associazione Luca Coscioni

 

email   cellulacoscioniancona@gmail.com    biondinirenato@alice.ithttp://www.associazionelucacoscioni.it/cellulaancona    cell. 339 6035387

 

 

 

 

 

AllegatoDimensione Ancona29052015.doc643.5 KB SindacoMancinelli.jpg40.27 KB RenatoBiondini.JPG464.01 KB Ancona29052015.doc.pdf378.38 KB
Categorie: Radicali

Sindaco di Ancona, il Consiglio comunale chiede l'adozione dei Peba, a quando l'approvazione?

Gio, 28/05/2015 - 22:57
Sindaco di Ancona, il Consiglio comunale chiede l'adozione dei Peba, a quando l'approvazione?Renato Biondini29 Mag 2015Barriere architettoniche

 

Ancona   29  maggio  2015

 

                                              Comunicato Stampa 

 

 

 

Sindaco di Ancona, il Consiglio comunale chiede l’adozione del Peba (piano eliminazione barriere architettoniche), a quando l’approvazione?  

 

 

 

E’ grazie al consigliere Francesco Rubini Filogna che il Consiglio comunale di Ancona nella seduta del 29 aprile scorso, ha discusso e approvato un ordine del giorno  che impegna la Giunta a ritenere l’attuazione del Peba una priorità per la città impegnandosi ad una sua applicazione immediata Nella discussione i vari consiglieri comunali di minoranza e di maggioranza hanno ribadito la necessità di adottare questo atto sia per rispettare il  diritto  fondamentale alla mobilità e all’accessibilità dei disabili motori e sensoriali sia per rispettare  precise norme legislative a partire dalla Costituzione e  da varie leggi nazionali e regionali.

 

Dopo che   su questo tema era stata già approvata una mozione dal Consiglio comunale di Ancona il 17 maggio del  2010 che impegnava la Giunta ad adottare il Peba,

 

dopo  i vari comunicati stampa degli ultimi anni nei quali denunciavamo la situazione di illegalità dei comuni delle Marche e quindi anche di Ancona in tema di Peba,

 

dopo l’interrogazione al Consiglio Regionale delle Marche del 2012 presentata da Adriano Cardogna e la relativa risposta della Giunta che dichiarava lo stato di illegalità degli enti locali delle Marche in tema di barriere architettoniche e di Peba.

 

Dopo la passeggiata in carrozzella organizzata con i vari candidati a sindaco di Ancona del 2013, per sensibilizzarli sulla tematica delle barriere architettoniche presenti ad Ancona,

 

dopo  la richiesta di accesso agli atti al comune di Ancona, in tema di Peba e della relativa risposta del dirigente dei lavori pubblici di Ancona ing. Luciano Lucchetti che in data 26 novembre 2012 con nota n° 105756 dichiara  che  “si sta predisponendo un gruppo di lavoro per  l’adozione del  Peba”,

 

dopo l’interrogazione del consigliere comunale Francesco Rubini Filogna che chiedeva spiegazioni sulla mancata adozione del Peba  e la desolante risposta dell’assessore Urbinati che nella seduta del 21 gennaio 2014 dice che “si sta aspettando una relazione da parte dell’ufficio tecnico del comune che spera possa essere pronta per la prossima seduta del consiglio comunale” e che a tutt’oggi ancora non è stata redatta!

 

Dopo la lettera inviata da Piero Fassino presidente dell’ ANCI a tutti i comuni italiani il 12 settembre 2014 nella quale si chiede di adottare subito i Peba,

 

dopo la risoluzione del Consiglio Regionale delle Marche  del 6 dicembre 2014, presentata dal consigliere Cardogna che impegna la Giunta regionale  a nominare i commissari ad acta per l’adozione dei Peba, come prescrive la legge,

 

dopo i vari incontri e convegni sulla tematica delle barriere architettoniche e sui Peba, svolti ad Ancona in questi ultimi anni,

 

il Consiglio comunale di Ancona nella seduta del 29 aprile scorso, ha approvato un ordine del giorno presentato dal consigliere Francesco Rubini Filogna che impegna la Giunta a ritenere l’attuazione del Peba una priorità per la città impegnandosi ad una sua applicazione immediata.

 

Sindaco Mancinelli lei e  la sua Giunta adesso dovete adottare il Peba,  ve lo chiede anche la vostra stessa maggioranza!  Quanto dobbiamo  ancora aspettare?

 

 

 

 

 

 

 

Renato Biondini  segretario cellula di Ancona associazione Luca Coscioni

 

email   cellulacoscioniancona@gmail.com    biondinirenato@alice.ithttp://www.associazionelucacoscioni.it/cellulaancona    cell. 339 6035387

 

 

 

 

 

AllegatoDimensione Ancona29052015.doc643.5 KB SindacoMancinelli.jpg40.27 KB RenatoBiondini.JPG464.01 KB Ancona29052015.doc.pdf378.38 KB
Categorie: Radicali

Sindaco di Ancona, il Consiglio comunale chiede l'adozione dei Peba, a quando l'approvazione?

Gio, 28/05/2015 - 22:57
Sindaco di Ancona, il Consiglio comunale chiede l'adozione dei Peba, a quando l'approvazione?Renato Biondini29 Mag 2015Barriere architettoniche

 

Ancona   29  maggio  2015

 

                                              Comunicato Stampa 

 

 

 

Sindaco di Ancona, il Consiglio comunale chiede l’adozione del Peba (piano eliminazione barriere architettoniche), a quando l’approvazione?  

 

 

 

E’ grazie al consigliere Francesco Rubini Filogna che il Consiglio comunale di Ancona nella seduta del 29 aprile scorso, ha discusso e approvato un ordine del giorno  che impegna la Giunta a ritenere l’attuazione del Peba una priorità per la città impegnandosi ad una sua applicazione immediata Nella discussione i vari consiglieri comunali di minoranza e di maggioranza hanno ribadito la necessità di adottare questo atto sia per rispettare il  diritto  fondamentale alla mobilità e all’accessibilità dei disabili motori e sensoriali sia per rispettare  precise norme legislative a partire dalla Costituzione e  da varie leggi nazionali e regionali.

 

Dopo che   su questo tema era stata già approvata una mozione dal Consiglio comunale di Ancona il 17 maggio del  2010 che impegnava la Giunta ad adottare il Peba,

 

dopo  i vari comunicati stampa degli ultimi anni nei quali denunciavamo la situazione di illegalità dei comuni delle Marche e quindi anche di Ancona in tema di Peba,

 

dopo l’interrogazione al Consiglio Regionale delle Marche del 2012 presentata da Adriano Cardogna e la relativa risposta della Giunta che dichiarava lo stato di illegalità degli enti locali delle Marche in tema di barriere architettoniche e di Peba.

 

Dopo la passeggiata in carrozzella organizzata con i vari candidati a sindaco di Ancona del 2013, per sensibilizzarli sulla tematica delle barriere architettoniche presenti ad Ancona,

 

dopo  la richiesta di accesso agli atti al comune di Ancona, in tema di Peba e della relativa risposta del dirigente dei lavori pubblici di Ancona ing. Luciano Lucchetti che in data 26 novembre 2012 con nota n° 105756 dichiara  che  “si sta predisponendo un gruppo di lavoro per  l’adozione del  Peba”,

 

dopo l’interrogazione del consigliere comunale Francesco Rubini Filogna che chiedeva spiegazioni sulla mancata adozione del Peba  e la desolante risposta dell’assessore Urbinati che nella seduta del 21 gennaio 2014 dice che “si sta aspettando una relazione da parte dell’ufficio tecnico del comune che spera possa essere pronta per la prossima seduta del consiglio comunale” e che a tutt’oggi ancora non è stata redatta!

 

Dopo la lettera inviata da Piero Fassino presidente dell’ ANCI a tutti i comuni italiani il 12 settembre 2014 nella quale si chiede di adottare subito i Peba,

 

dopo la risoluzione del Consiglio Regionale delle Marche  del 6 dicembre 2014, presentata dal consigliere Cardogna che impegna la Giunta regionale  a nominare i commissari ad acta per l’adozione dei Peba, come prescrive la legge,

 

dopo i vari incontri e convegni sulla tematica delle barriere architettoniche e sui Peba, svolti ad Ancona in questi ultimi anni,

 

il Consiglio comunale di Ancona nella seduta del 29 aprile scorso, ha approvato un ordine del giorno presentato dal consigliere Francesco Rubini Filogna che impegna la Giunta a ritenere l’attuazione del Peba una priorità per la città impegnandosi ad una sua applicazione immediata.

 

Sindaco Mancinelli lei e  la sua Giunta adesso dovete adottare il Peba,  ve lo chiede anche la vostra stessa maggioranza!  Quanto dobbiamo  ancora aspettare?

 

 

 

 

 

 

 

Renato Biondini  segretario cellula di Ancona associazione Luca Coscioni

 

email   cellulacoscioniancona@gmail.com    biondinirenato@alice.ithttp://www.associazionelucacoscioni.it/cellulaancona    cell. 339 6035387

 

 

 

 

 

AllegatoDimensione Ancona29052015.doc643.5 KB SindacoMancinelli.jpg40.27 KB RenatoBiondini.JPG464.01 KB Ancona29052015.doc.pdf378.38 KB
Categorie: Radicali

Un 'Fertility day' nel piano del ministero per aumentare la natalità

Gio, 28/05/2015 - 11:02
Un 'Fertility day' nel piano del ministero per aumentare la natalitàLa Repubblica.it27 Mag 2015Michele Bocci

Dal 2016 in poi, ogni 7 maggio si celebrerà in Italia il "fertility day", la giornata della fertilità. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in occasione della presentazione, oggi a Roma, del Piano nazionale della fertilità. Obiettivo dell'iniziativa del ministero sarà aumentare l'attenzione dell'opinione pubblica sul tema, affrontando il problema della denatalità e in generale invitando le coppie a pensare ai figli in tempo, sia rispetto alla propria età che ad eventuali patologie che potrebbero compromettere la possibilità di diventare genitori naturali. Nella giornata nazionale saranno coinvolte anche le scuole, ha detto Lorenzin, aggiungendo che proporrà al governo di "rendere strutturale il bonus bebè per i primi 5 anni del bambino".

Il piano nazionale della fertilità è stato elaborato, a partire dalla fine del 2014, da un team di esperti, ginecologi, oncologi, psicologi, farmacisti e giuristi, partendo dalla constatazione che l'Italia è uno dei Paesi europei con i più bassi livelli di natalità - la media è di 1,39 figli per donna - che provocano un progressivo invecchiamento della popolazione. Le previsioni demografiche stimano che nel 2050 in Italia il 12,6% della popolazione avrà meno di 15 anni, il 54,4% tra i 15 e i 64 e circa il 33% più di 65 anni. Secondo il ministro, però, già dal 2024, se non ci sarà un'inversione del trend, l'Italia avrà "difficoltà a mantenere il welfare così come lo conosciamo".

Oggi, secondo gli esperti, una coppia su cinque ha difficoltà a fare figli per vie naturali: il 40% delle cause di infertilità riguarda la donna, l’altro 40% riguarda l'uomo e un 20% invece è di natura mista. A incidere è soprattutto l'innalzamento dell'età in cui si diventa genitori: negli ultimi 30 anni l’età media al concepimento in ambo i sessi è aumentata di quasi 10 anni, sia per l’uomo che per la donna. Spesso si decide troppo tardi di fare figli, o comunque quando delle patologie magari trascurate hanno minato la fertilità.

La denatalità, scrivono gli autori del piano, mette tra l'altro a rischio il welfare. Le strategie pensate per affrontare questa tendenza sociale prevedono incontri formativi e informativi e strategie sanitario-assistenziali. Tra i primi ci sono appuntamenti aperti ai cittadini, ma anche corsi per i medici di famiglia, pediatri e specialisti. Poi c'è l'idea del "Fertility day" e anche l'intenzione di coinvolgere le farmacie e scuole ed università. Dal punto di vista sanitario-assistenziale, invece, si vogliono coinvolgere i consultori e creare un buon numero di reparti di "medicina e chirurgia della fertilità".  "I dati sull'infertilità sono sottostimati - commenta il ministro Lorenzin -  Spesso la coppia arriva dal medico quando è troppo tardi. Questo piano sanitario ha l'ambizione di essere il pilastro di un intervento più grande che coinvolgerà altri ministeri e non durerà solo per questa legislatura".

Per Filomena Gallo, presidente dell'associazione Luca Coscioni, il Piano nazionale per la fertilità "non può che essere accolto positivamente, dopo tanti anni di attesa": Tuttavia - sottolinea Gallo - , se lo scopo del piano è quello di collocare la fertilità al centro delle politiche sanitarie, è da rilevare l'assenza di una campagna di informazione per la donazione dei gameti maschili e femminili. Ormai è più di un anno che è lecita la fecondazione eterologa nel nostro Paese, ma ancora siamo costretti a denunciare la mancanza di donazioni. L'Italia può contare su normative europee e interne che assicurano la tracciabilità dei gameti, ne vietano la commercializzazione e assicurano l'anonimato del donatore e che prevedono campagne informative e relazioni periodiche in sede europea". Se il primo obiettivo previsto dal Piano è quello di "informare i cittadini sul ruolo della Fertilità nella loro vita", conclude Filomena Gallo, "occorre che il Ministro impegni il suo ministero a 360 gradi per portare a termine quanto prefissato".

Categorie: Radicali

Zan: "Sì alla calendarizzazione della legge sull'eutanasia, questione di civiltà"

Gio, 28/05/2015 - 10:27
Zan: "Sì alla calendarizzazione della legge sull'eutanasia, questione di civiltà"Alessandro Zan27 Mag 2015Eutanasia

"Ho raccolto l'appello di Ida Rescenzo, Walter Piludu, Luigi Brunori e Massimo Fanelli, malati di SLA e di distrofia muscolare, e dell'Associazione Luca Coscioni, da anni impegnata per i diritti dei più deboli, e in qualità di membro della commissione Giustizia chiederò che venga iscritta all'ordine della commissione la proposta di legge di iniziativa popolare Rifiuto dei trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia, che il comitato promotore ha depositato alla Camera il 13 settembre 2013, con la sottoscrizione di oltre 67.000 cittadini”. Lo annuncia in una nota il deputato veneto del Partito Democratico Alessandro Zan.

"Credo nella libertà, nell'autodeterminazione ma anche nel dialogo e nel confronto democratico: per questo ritengo che aprire al più presto una discussione su un tema così delicato sia un obbligo morale per il Parlamento, nonché un grande passo di civiltà per l'Italia, che non può più ignorare le richieste di aiuto da parte di tanti cittadini; dobbiamo fare in modo che non siano più gli altri a decidere per noi, difendendo la libertà e la responsabilità delle nostre scelte, drammatiche o felici che siano, nel pieno rispetto dei diritti di tutti".

Categorie: Radicali

Donazione in memoria di Gianluigi Melega

Mer, 27/05/2015 - 16:42
Donazione in memoria di Gianluigi Melega27 Mag 2015In memoria di Gigi Melega, scrittore, giornalista, fra la fine degli anni 70 e metà degli anni 80 parlamentare del Partito radicale, scomparso il 14 settembre 2014, sono stati donati 2380 euro all'Associazione Luca Coscioni da parte della sua compagna Irene Bignardi.
Nel ringraziare Irene Bignardi e la famiglia Melega, cogliamo l'occasione per ringraziare le molte persone che attraverso donazioni di questo tipo ci impegnano a proseguire con maggiore determinazione e responsabilità le nostre iniziative per l'affermazione del diritto: dal corpo dei malati al cuore della politica.  
Categorie: Radicali

Salute/Fecondazione: bene piano fertilità ma manca campagna su donazione solidale gameti

Mer, 27/05/2015 - 15:56
Salute/Fecondazione: bene piano fertilità ma manca campagna su donazione solidale gametiFilomena Gallo27 Mag 2015Fecondazione assistita

Salute/Fecondazione, Gallo (Ass. Coscioni): bene piano fertilità  ma manca campagna su donazione solidale gameti
Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni La notizia di un Piano nazionale per la fertilità, presentato oggi dal Ministro Lorenzin, non può che essere accolta positivamente, dopo tanti anni di attesa. Tuttavia, se lo scopo del piano è quello di collocare la fertilità al centro delle politiche sanitarie, è da rilevare l'assenza di una campagna di informazione per la donazione dei gameti maschili e femminili: ormai è più di un anno che è lecita la fecondazione eterologa nel nostro Paese ma ancora siamo costretti a denunciare la mancanza di donazioni. L’Italia può contare su normative europee e interne che assicurano la tracciabilità dei gameti, ne vietano la commercializzazione e assicurano l’anonimato del donatore e che prevedono campagne informative e relazioni periodiche in sede europea. Se il primo obiettivo previsto dal piano è quello di " Informare i cittadini sul ruolo della Fertilità nella loro vita" allora occorre che il Ministro impegni il Suo  ministero a 360 gradi per portare a termine quanto prefissato. 

Categorie: Radicali

Incontro sulle barriere architettoniche. Ci vediamo a Siena.

Mer, 27/05/2015 - 15:29
Barriere architettoniche

Si svolge a Siena l'ultimo appuntamento del lungo giro d'Italia del progetto dell'Associazione Luca Coscioni "Soccorso civile per l'eliminazione delle barriere architettoniche". 

Venerdì 5 giugno a partire dalle ore 16, a Siena, presso la Sala stampa Paolo Maccherini di Palazzo Berlinghieri (Piazza del Campo, 7/8), l'Associazione Luca Coscioni organizza un corso/seminario, nell'ambito di un progetto finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sull'eliminazione delle barriere architettoniche e sensoriali. L'obiettivo dell'incontro è quello di fornire al maggior numero di persone gli strumenti per affrontare il problema delle barriere architettoniche, sia relativamente ai singoli casi che possono riguardare i cittadini con disabilità, sia alle politiche in atto ad ogni livello e alle proposte di riforma da rivolgere alle istituzioni.

Ecco la bozza di locandina in cui aggiungere la partecipazione della tua associazione e preannunciare un tuo intervento. Scrivi a progettonobarriere@associazionelucacoscioni.it per comunicarci la tua presenza o quella di un'associazione. 

 --- BOZZA LOCANDINA --- 

 clicca su immagine per aprire pdf

Data: Venerdì, 5 Giugno, 2015 - 16:00 to 19:30Città: SienaIndirizzo: Sala stampa Paolo Maccherini di Palazzo Berlinghieri (Piazza del Campo, 7/8)Organizzatore: Associazione Luca Coscioni AllegatoDimensione loc-Corso-Siena.pdf6.51 MB barriere architettoniche
Categorie: Radicali

Quattro malati gravi chiedono ai parlamentari di discutere la legge sull'eutanasia

Mer, 27/05/2015 - 12:57
Quattro malati gravi chiedono ai parlamentari di discutere la legge sull'eutanasiaIda Rescenzo, Walter Piludu, Luigi Brunori, Max Fanelli27 Mag 2015Eutanasia

Onorevole parlamentare,

siamo quattro persone malate di SLA e distrofia muscolare, e condividiamo una urgenza vitale direttamente legata alla Sua responsabilità di Parlamentare.

Forse avrà avuto modo di conoscere le nostre storie tramite la trasmissione “Le Iene”, il video appello "Il Parlamento si faccia vivo" o altri media. Tutti e quattro, da parti d'Italia diverse, abbiamo già lanciato autonomamente il nostro pubblico appello al Parlamento, senza però ricevere adeguato ascolto e risposta.

Ora che siamo entrati in contatto tra noi e con altri malati, vogliamo assieme ribadire con questa lettera - rivolta a Lei in quanto membro delle Commissioni “Giustizia” o “Affari sociali” alla Camera dei Deputati - la nostra richiesta di iscrivere all'ordine delle Commissioni la proposta di legge di iniziativa popolare “Rifiuto dei trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia” che il Comitato promotore ha depositato alla Camera il 13 settembre 2013, con la sottoscrizione di oltre 67.000 cittadini (oltre ai quasi 99.000 che hanno firmato online).

Non ci dilungheremo sulle nostre situazioni personali: non cerchiamo compassione, ma diritti. Non pretendiamo che Lei condivida nel merito la nostra esigenza di libertà nelle scelte di fine vita. Ma chiediamo - questo sì, nella maniera più assoluta - che sia aperto un dibattito e che siano assunte delle decisioni di fronte all'opinione pubblica. Non lo impone soltanto l'importanza del tema, ma anche la Costituzione, che attribuisce al popolo l'esercizio diretto dell'iniziativa delle leggi.

Sulla base di queste considerazioni, chiediamo che ciascun Parlamentare, dunque in primis Lei, si assuma personalmente la responsabilità di sottoscrivere formalmente la richiesta di auto-convocazione della Commissione (ai sensi dell'articolo 30 comma 3 del Regolamento della Camera) con questo punto all'ordine del giorno.

Se vorrà - come auspichiamo - corrispondere positivamente alla nostra richiesta, La preghiamo di mettersi in contatto con noi attraverso Matteo Mainardi, dell'Associazione Luca Coscioni, in modo da poter raccogliere la Sua sottoscrizione sulla richiesta di autoconvocazione.

IDA RESCENZO, 55 anni, malata di Distrofia muscolare, Roma
WALTER PILUDU, 64 anni, malato di SLA, Cagliari
LUIGI BRUNORI, 67 anni, malato di SLA, Roma
MASSIMO FANELLI , 54 anni, malato di SLA, Senigallia

Servono un quinto dei membri delle Commissioni per ottenere l'autoconvocazione. Nei giorni scorsi anche il Gruppo di SEL ha chiesto la calendarizzazione in Aula.
Categorie: Radicali

"SI all'Lsd per le terapie mediche", L'appello di psichiatri e ricercatori

Mer, 27/05/2015 - 11:55
"SI all'Lsd per le terapie mediche", L'appello di psichiatri e ricercatori La Repubblica27 Mag 2015Elena DusiSanità

Gli allucinogeni devono essere sperimentati di più in medicina: potrebbero aiutarci a combattere molte malattie. La riabilitazione di Lsd e funghi magici contro depressione, ansia e dipendenze arriva da uno dei massimi pulpiti della medicina, il British Medical Journal.

L'appello è stato affidato alla penna dello psichiatra James Rucker del King's College di Londra ( con la prudente annotazione del giornale: 'Questa è un'opinione personale ).

"Le droghe psichedeliche sono state ampiamente studiate in psichiatria prima della loro proibizione nel 1967. Centinaia di ricerche ne hanno dimostrato l'utilità per molti disturbi psichiatrici come problemi di sviluppo della personalità, comportamenti recidivi e ansia esistenziale, scrive Rucker, che si riferisce in particolare a Lsd e psilocibina, il principio attivo dei funghi magici "che crescono ovunque nel Regno Unito".

"Gli allucinogeni, lamenta Rucker, hanno più restrizioni di eroina e cocaina, ma non è dimostrato che creino dipendenza e ci sono poche prove che siano dannosi in contesti controllati". Appelli simili non sono nuovi, soprattutto negli Stati Uniti dove l'associazione ClusterBusters promuove l'uso di allucinogeni contro la 'cefalea a grappolo" mentre la Multidisciplinary Association for Psychedelics Studies sta promuovendo vari studi scientifici con sostanze psichedeliche.

Perfino in Norvegia — Paese in cui la legislazione anti-droga è rigidissima — l'ex neuroscienziato della Norwegian University of Science and Technology Pal-Orjan Johansen ha fondato EmmaSofia, movimento per la riabilitazione e la produzione di ecstasy e psilocibina il cui nome tiene insieme l'iniziale di Mdma e la traduzione greca di sapienza.

L'Lsd fu sintetizzato per la prima volta nel 1938, mentre l'Mdma ha un brevetto che risale al 1914. Paradossalmente, nella loro prima vita queste sostanze vennero usate per combattere le dipendenze, soprattutto da alcol. Ma l'ondata di consumi per fini ricreativi portò tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta a divieti in molti Paesi del mondo. E alla fine delle sperimentazioni mediche.

Oggi, dribblando leggi e burocrazia per le autorizzazioni, alcuni neuroscienziati portano faticosamente avanti lo studio sulle droghe psichedeliche. L'università di San Paolo ha appena pubblicato una ricerca sull'ayahuasca, bevanda usata nei rituali indigeni che sembra efficace sia contro la depressione sia contro abusi e dipendenze. Psilocibina e Mdma vengono usati in vari Paesi per alleviare l' ansia nei pazienti che hanno subito traumi psicologici gravi, nei veterani di guerra o nei malati incurabili. 

Categorie: Radicali

© 2010 - 2015 copyright Divorzio Breve - :elp@