Luca Coscioni

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Aggiornato: 8 settimane 2 giorni fa

Filomena Gallo interverrà all'evento "Adesso Basta" organizzato dall'UDI

Lun, 19/09/2016 - 12:06

Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, interverrà all'incontro "Adesso Basta", organizzato dall'UDI. L'UDI ha proclamato un anno di mobilitazione, riflessione e lotta politica su diverse questioni che ruotano attorno ai corpi fertili delle donne, al loro diritto di autodeterminazione e di cittadinanza nel lavoro, nella maternità, nella cultura, nell'educazione delle giovani generazioni, nella possibilità di rappresentarsi ed essere rappresentate.

In questo primo incontro le donne dell'UDI illustreranno il programma delle mobilitazioni di "Adesso Basta".

L'appuntamento è il 26 settembre 2016 alle ore 17:00 a Napoli, presso il Palazzetto Urban, sala dei Convegni, in Via Concezione a Montecalvario.

 

Data: Lunedì, 26 Settembre, 2016 - 17:00Città: NapoliIndirizzo: Via Concezione a MontecalvarioOrganizzatore: UDI
Categorie: Radicali

Mina Welby: «E' un atto di pietà. Medici e genitori vanno rispettati»

Dom, 18/09/2016 - 11:46
Mina Welby: «E' un atto di pietà. Medici e genitori vanno rispettati»Corriere della Sera18 Set 2016Margherita De BacEutanasia

Il ricordo corre a San Candido, un paese di 2.000 anime in provincia di Bolzano. Le comitive di bimbi giocavano «a morire», si divertivano. Mina Welby abitava accanto al cimitero che la sera si accendeva di lumicini. I piccoli scorrazzavano lì intorno.

«Non avevamo affatto la percezione della fine come punto di non ritorno», cala quelle immagini nella realtà la presidente dell'Associazione Luca Coscioni, moglie di Piergiorgio Welby, malato di distrofia muscolare, fino agli ultimi istanti di vita impegnato nella battaglia sulla libertà di scelta dell'individuo.

Signora Welby, il suo racconto però non avvalora il principio secondo il quale un minorenne proprio in virtù dell'assenza di percezione non debba esprimere volontà sul fine vita?

«No, al contrario, ne ha la capacità. La sofferenza causata dalla malattia lo porta a questa scelta, accompagnato dalle parole dei genitori. In Olanda e Belgio, dove l'eutanasia è legale, la pensano diversamente rispetto a noi e infatti si sono dotati di una legge che risponde agli interrogativi di tutti noi».

Una diversa mentalità e cultura non dovrebbero giustificare un atto così estremo. Non dice?

«In Belgio è stata creata una commissione speciale che deve valutare le richieste e non dubito che abbiano deciso nella maniera più giusta».

Più giusta per chi?

«Per il minore. Non riesco a immaginare che famiglia e medici abbiano agito contro i suoi diritti. Pensiamo a situazioni tragiche. Una forma di tumore infantile che procura strazio, l'impossibilità di deglutire. In questi casi senza speranza essere accompagnato verso la morte è un atto pietoso».

Pietosa l'eutanasia?

«Per favore, non usiamo la parola eutanasia. Meglio dire che non volevano farlo soffrire oltre. Proprio per sgombrare il campo da questi interrogativi noi della Associazione Coscioni auspichiamo l'arrivo di una legge sulle dichiarazioni di volontà e il fine vita. È appena stata incardinata in Parlamento».

Lei dunque da piccola vedeva la morte in modo positivo ed è certa di poter trasferire la sua esperienza su altri?

«A 10 anni presi un'infezione alle ghiandole linfatiche, stavo per andarmene. Mamma accese un lumino accanto al letto e accarezzandomi, senza piangere, mi disse non aver paura, andrai dagli angeli. Non smetteva mai di parlarmi. Mi immaginavo felice in paradiso. Superai la notte e le successive».

Non lo ritiene un precedente pericoloso quello del Belgio?

«No, non c'è un pericolo di reiterazione. Lei pensa che per una coppia di genitori privarsi di un figlio, anche se malatissimo, sia facile?».

Categorie: Radicali

Il Belgio è il primo Paese a non girare la testa dall'altra parte

Sab, 17/09/2016 - 14:19
Il Belgio è il primo Paese a non girare la testa dall'altra parteMina Welby, Marco Cappato17 Set 2016Eutanasia

"Il Belgio è il primo Paese al mondo a non girare la testa dall'altra parte di fronte alle condizioni di sofferenza insopportabile che possono colpire anche persone minori. Le regole belghe forniscono sufficienti garanzie per prevenire abusi e sopraffazioni del tipo di quelli che accadono nella clandestinità alla quale condannano leggi come quelle italiane”, dichiarano Mina Welby e Marco Cappato, a nome dell'Associazione Luca Coscioni. 

Purtroppo in Italia i media, incluso il servizio pubblico radiotelevisivo, affrontano la questione solo per inseguire i casi di cronaca. Si fa finta di non sapere che l'eutanasia clandestina è una realtà praticata anche sui minori, rispetto alla quale il Belgio è stato il primo Paese al mondo ad avere il coraggio di porre regole a garanzia dei malati, delle loro famiglie e dei medici. Purtroppo, il caso del Belgio sarà certamente usato come spauracchio per evitare una assunzione di responsabilità della politica italiana e continuare a girare la testa dall'altra parte.

"Per parte nostra", concludono Welby e Cappato, "continuiamo l'azione di disobbedienza civile e diamo appuntamento al XIII Congresso dell'associazione Luca Coscioni, che si terrà a Napoli dal 30 settembre al 2 ottobre".

Categorie: Radicali

Cappato: "M5S dice sì a eutanasia. Il Parlamento decida e non usi Belgio come spauracchio"

Sab, 17/09/2016 - 12:04
Cappato: "M5S dice sì a eutanasia. Il Parlamento decida e non usi Belgio come spauracchio"Marco Cappato17 Set 2016Eutanasia Dichiarazione di Marco Cappato, Promotore della campagna Eutanasia legale e Presidente di Radicali italiani   Gli attivisti del Movimento Cinque Stelle la pensano come la stragrande maggioranza dei cittadini italiani: non solo il testamento biologico, ma anche l'eutanasia deve essere legalizzata. E' una buona notizia. I numeri sono persino schiaccianti: sul testamento biologico hanno votato a favore 19.381 e contro 934, sull'eutanasia hanno votato a favore 18.204 e contro 1.882.   Se i Parlamentari del Movimento Cinque Stelle vorranno ascoltare questa indicazione, c'è una prima questione della quale occuparsi: sono passati tre anni dal deposito della nostra legge di iniziativa popolare, sostenuta dalle firme cartacee di 67.000 cittadini e dal sostegno online di oltre 300.000 persone. Sul testamento biologico la discussione è avviata in Commissione Affari Sociali, ma l'eutanasia è stata subito bloccata in Commissione congiunta Giustizia e Affari Sociali. Mi auguro che la votazione interna dia una spinta ai Parlamentari del Movimento Cinque Stelle per impedire che i due provvedimenti rimangano intrappolati nelle sabbie mobili del Parlamento e per ottenere un vero dibattito.   Purtroppo in Italia i media, incluso il servizio pubblico radiotelevisivo, affrontano la questione solo per inseguire i casi di cronaca, come puntualmente si farà ora per il primo caso di eutanasia legale su un minore in Belgio. Si fa finta di non sapere che l'eutanasia clandestina è una realtà praticata anche sui minori, rispetto alla quale il Belgio è stato il primo Paese al mondo ad avere il coraggio di porre regole a garanzia dei malati, delle loro famiglie e dei medici. Purtroppo, il caso del Belgio sarà certamente usato come spauracchio per evitare una assunzione di responsabilità della politica italiana e continuare a girare la testa dall'altra parte.
Categorie: Radicali

Carlo Troilo parteciperà alla presentazione del libro "Rivoluzione Socialista"

Ven, 16/09/2016 - 12:26

Carlo Troilo, membro del Consiglio Generale dell'Ass. Luca Coscioni, parteciperà alla presentazione del libro "Rivoluzione Socialista" di Enrico Rossi.

L'evento si terrà il 28 settembre a Lucca, presso l'Auditorium della banca del monte di Lucca in Piazza S. Martino alle ore 18:00.

 

--> CLICCA QUI per tutti i dettagli sul programma!

Data: Mercoledì, 28 Settembre, 2016 - 18:00Città: LuccaIndirizzo: Piazza S. MartinoOrganizzatore: Centro Walter Tobagi Lucca AllegatoDimensione Libro Enrico Rossi a Lucca 28 set 16.docx57.39 KB
Categorie: Radicali

Scolar-mente: divulgazione del metodo scientifico

Ven, 16/09/2016 - 12:22


Michele De LucaGilberto Corbellini e Giulia Simi, rispettivamente Co-Presidente e membri del Consiglio Generale dell'Ass. Luca Coscioni, interverranno all'evento "Scolar-mente: divulgazione del metodo scientifico", iniziativa in adesione all'evento "Notte dei ricercatori".

Il dibattito si terrà il 24 settembre 2016 alle ore 09:30 a Orvieto, presso il Centro studi città di Orvieto sito in Via Corsica, 2.

 

 

Data: Sabato, 24 Settembre, 2016 - 09:30Città: OrvietoIndirizzo: Via Corsica, 2Organizzatore: Associazione Luca Coscioni
Categorie: Radicali

Cappato: "Comunque vada il voto interno al M5S su eutanasia, mi auguro impegno"

Ven, 16/09/2016 - 12:21
Cappato: "Comunque vada il voto interno al M5S su eutanasia, mi auguro impegno"Marco Cappato16 Set 2016EutanasiaDichiarazione di Marco Cappato, Promotore della campagna "Eutanasia legale" e Presidente di Radicali italiani A tre anni esatti dal deposito in Parlamento delle 67.000 firme sulla nostra proposta di legge popolare per la legalizzazione dell'eutanasia, finalmente il Movimento Cinque Stelle ha deciso di affrontare la questione nel merito attraverso una votazione online, al di là del lodevole impegno di singoli parlamentari in Commissione Affari Sociali. Anche se a tre anni di distanza, è comunque una buona notizia, perché è un fatto utile a contrastare l'assoluta censura riservata al tema da parte della politica ufficiale e dei media, incluso il Servizio pubblico per l'informazione radiotelevisiva, nel silenzio della Commissione parlamentare di vigilanza.

Comunque vada il voto, c'è ora da augurarsi che i Parlamentari del Movimento Cinque Stelle, inclusi coloro che ricoprono incarichi apicali e che finora non hanno preso iniziative in merito, si battano perché il tema sia calendarizzato non solo formalmente, ma si possa arrivare alla discussione e al voto, come chiesto da 179 Deputati e 61 Senatori con l'intergruppo per le scelte di fine vita.
Categorie: Radicali

Carlo Troilo parteciperà all'evento "La persona al centro della terapia, temi e problemi della medicina relazionale"

Ven, 16/09/2016 - 11:32
Sanità

Carlo Troilo, membro del Consiglio Generale dell'Ass. Luca Coscioni, parteciperà alle giornate di studio sul tema "La persona al centro della terapia, temi e problemi della medicina relazionale" che si terranno il 5 e 6 ottobre a Roma, presso la Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati.

L'intervento di Carlo Troilo è previsto per la seconda giornata, il 6 ottobre, alle ore 11:30. Tra gli altri ospiti interverranno anche il Prof. Lorenzo D'Avack e l'On. prof. Paola Binetti.

 

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Data: Mercoledì, 5 Ottobre, 2016 - 14:30 to Giovedì, 6 Ottobre, 2016 - 19:30Città: RomaIndirizzo: Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei DeputatiOrganizzatore: Fondazione Giacomo Matteotti Onlus AllegatoDimensione Etica medica Programma 2016 Provvisorio.pdf490.46 KB
Categorie: Radicali

Marco Cappato e Filomena Gallo incontrano gli iscritti a Napoli

Gio, 15/09/2016 - 15:17
Marco Cappato e Filomena Gallo, giovedì 15 settembre dalle ore 17:45 alle 20:00 saranno all' l'Hotel Terminus di Napoli, Piazza Garibaldi 91,per un incontro pubblico con gli iscritti, i simpatizzanti dell'associazione e della cellula Luca Coscioni per discutere insieme di come far diventare questo XIII Congresso...un grande Congresso.

Data: Giovedì, 15 Settembre, 2016 - 17:45 to 20:00Città: NapoliIndirizzo: Piazza Garibaldi, 91Organizzatore: Associazione Luca Coscioni
Categorie: Radicali

Castelfidardo, raccolta firme per la legalizzazione di hashish e marijuana

Gio, 15/09/2016 - 14:03
Politica

La cellula Coscioni di Ancona prosegue per tutto il mese di settembre la campagna per la legalizzazione della  cannabis e dei suoi derivati organizzando dei banchetti raccolta firme a Castelfidardo (An) tutti i lunedì mattina del mese di settembre  ( 5, 12, 19 e 26 settembre ) nel piazzale Don Minzoni (Porta Marina).

Data: Lunedì, 12 Settembre, 2016 - 10:00 to 12:00Città: CastelfidardoIndirizzo: Piazzale Don Minzoni (Porta Marina)Organizzatore: Renato Biondini

Data: Lunedì, 19 Settembre, 2016 - 10:00 to 12:00Città: CastelfidardoIndirizzo: Piazzale Don Minzoni (Porta Marina)Organizzatore: Renato Biondini
Categorie: Radicali

Castelfidardo raccolta firme per la legalizzazione di hashish e marijuana

Gio, 15/09/2016 - 14:03
Politica

La cellula Coscioni di Ancona prosegue per tutto il mese di settembre la campagna per la legalizzazione della  cannabis e dei suoi derivati organizzando dei banchetti raccolta firme a Castelfidardo (An) tutti i lunedì mattina del mese di settembre  ( 5, 12, 19 e 26 settembre ) nel piazzale Don Minzoni (Porta Marina).

Data: Lunedì, 12 Settembre, 2016 - 10:00 to 12:00Città: CastelfidardoIndirizzo: Piazzale Don Minzoni (Porta Marina)Organizzatore: Renato Biondini

Data: Lunedì, 19 Settembre, 2016 - 10:00 to 12:00Città: CastelfidardoIndirizzo: Piazzale Don Minzoni (Porta Marina)Organizzatore: Renato Biondini
Categorie: Radicali

Testamento Biologico, limiti e possibilità. Confronto tra etica, scienza e biodiritto

Gio, 15/09/2016 - 12:00
Testamento biologico

Mina Welby, Co-Presidente dell'Associazione Luca Coscioni dal 2011, parteciperà 17 settembre al dibattito "Testamento Biologico, limiti e possibilità. Confronto tra etica, scienza e biodiritto".

L'evento si terrà alle ore 16:30 a Camposano, in provincia di Napoli, presso Piazza Umberto I, Sala Consigliare. Con Mina Welby interverrà anche Beppino Englaro.

Al dibattito seguirà la proiezione del film di Marco Bellocchio "La bella addormentata".

 

Data: Sabato, 17 Settembre, 2016 - 16:30Città: CamposanoIndirizzo: Piazza Umberto IOrganizzatore: Comune di Camposano
Categorie: Radicali

Associazione Coscioni: “La scienza e i diritti umani", 20 settembre tavola rotonda all'Onu a Ginevra

Gio, 15/09/2016 - 11:35
Associazione Coscioni: “La scienza e i diritti umani", 20 settembre tavola rotonda all'Onu a GinevraAssociazione Luca Coscioni15 Set 2016Congresso Mondiale Libertà di Ricerca

L'Associazione Luca Coscioni e il Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica organizzano una tavola rotonda sul tema della scienza e dei diritti umani martedì 20 settembre presso il Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra

“Martedì 20 settembre 2016, dalle ore 13 alle ore 15 presso la Sala XXVII del Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra, l'Associazione Luca Coscioni e il Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, in collaborazione con la Rappresentanza Permanente d'Italia presso le Nazioni Unite, organizzano una tavola rotonda sul tema della scienza e dei diritti umani dal titolo:

"L'attuazione del diritto a beneficiare del progresso scientifico e la libertà indispensabile per la ricerca scientifica"

Scienziati e legislatori presenteranno alcuni degli ultimi esempi di ricerca fondamentale e applicata, in cui si potrebbero applicare i diritti umani relativi alla libertà di ricerca scientifica, vale a dire la modifica del genoma, la ricerca sulle cellule staminali, la fecondazione in vitro ed inoltre saranno sollecitare le Nazioni Unite per promuovere la piena attuazione ed il rispetto di tali diritti nel quadro del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali.

PROGRAMMA

Introduzione:  Senatore Benedetto DELLA VEDOVA, Sottosegretario agli Affari Esteri, Italia


I PARTE: Il ruolo della società civile nel monitoraggio della libertà di ricerca scientifica

Presiedono: Filomena GALLO e Marco CAPPATO, Associazione Luca Coscioni

Il diritto alla scienza e le Nazioni Unite

Mikel MANCISIDOR Esperto di Trattati ONU, Vice Presidente del CESCR


Presentazione della relazione sull'attuazione del Costa Rica del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali

Prof. Cesare ROMANO, Clinica Internazionale dei Diritti Umani, Loyola Law School, Los Angeles


PARTE II: Ricerca sulle cellule staminali e la modifica del genoma - le decisioni politiche e i diritti dei pazienti

Presiedono: Marisa JACONI, Università di Ginevra, e Marco GENTILI, paziente SLA


"L'uso della ricerca sulle cellule staminali embrionali umane e le opportunità di modifica del genoma"

Malin PARMAR, Università di Lund


"Empowerment del paziente e dei cittadini attraverso l'Azione EIP"

Dr. Marco TRAUB, Direttore della Società TransEuropea di cellule staminali, Berna

 

Categorie: Radicali

Una microfabbrica di staminali

Mer, 14/09/2016 - 12:09
Una microfabbrica di staminaliLa Stampa14 Set 2016Stefano MassarelliCellule staminali

Tra le ultime frontiere della ricerca italiana c'è il tentativo di costruire delle «nano-fabbriche», realizzando terreni di coltura su scala nanometrica, in cui queste cellule staminali proliferino, con l'obiettivo di utilizzarle per riparare i danni degenerativi o per produrre farmaci antinfiammatori «naturali».

OItre a permettere la rigenerazione di organi e tessuti, le cellule staminali mesenchimali che popolano diverse aree del nostro corpo - come il midollo spinale e il tessuto adiposo - hanno un importante potere terapeutico contro le infiammazioni e i processi degenerativi. Tra le ultime frontiere della ricerca italiana c'è il tentativo di costruire delle «nano-fabbriche», realizzando terreni di coltura su scala nanometrica, in cui queste cellule proliferino, con l'obiettivo di utilizzarle per riparare i danni degenerativi o per produrre farmaci antinfiammatori «naturali».

L'idea è di Manuela Raimondi, che con un team di colleghi fisici, biologi e bioingegneri del Politecnico di Milano ha ideato il progetto «Nichoid», che ha ottenuto un «grant» di 2 milioni di euro dall'Ue. Oggi uno dei limiti all'uso delle staminali è rappresentato dalla difficoltà di ottenerne un discreto numero in laboratorio, evitando che si differenzino e perdano le loro proprietà. L'unica via per impedire la trasformazione, al momento, è costituita dall'uso di specifici farmaci. «Ora potremmo risolvere il problema - spiega Raimondi -, costringendo le cellule nel substrato artificiale creato in laboratorio».

--> Rivedi QUI la puntata di Spazio Libero Rai, dove Marco Cappato, Filomena Gallo e Michele De Luca affrontano il tema della libertà di ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali

Nell'organismo, infatti, le staminali sono confinate in mini-ambienti, le «nicchie», dove si uniscono per formare conglomerati tridimensionali. Utilizzando una tecnica di nanofabbricazione laser, il team ha ricreato questa condizione nelle piastre cellulari, modellando una serie di contenitori di resina in miniatura, i «ncchioidi», dello spessore di 30 micron, capaci di ospitare una decina di cellule. Queste si riproducono, formando un «magazzino» di staminali da cui attingere per future terapie. «Tentiamo di produrre queste strutture nanometriche su grandi superfici, così da coltivare milioni di cellule», dice Raimondi. Le implicazioni terapeutiche potrebbero essere molteplici: diversi studi mettono in luce l'efficacia delle staminali mesenchimali nel riparare i difetti ossei, nel contrastare i disturbi infiammatori come artrosi o morbo di Crohn o nel riparare le lesioni cardiache e cerebrali. Senza dimenticare le possibilità contro Parkinson e Alzheimer.

--> Leggi anche l'articolo: "Si dell'Ue al primo farmaco (italiano) dalle staminali"

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Eutanasia: 3 anni fa depositata la legge. Domani riunione dell'intergruppo

Mar, 13/09/2016 - 14:37
Eutanasia: 3 anni fa depositata la legge. Domani riunione dell'intergruppoMarco Cappato13 Set 2016EutanasiaTre anni fa, il 13 settembre 2013, depositammo alla Camera dei Deputati la proposta di legge di iniziativa popolare per la sospensione delle terapie, l'eutanasia legale e il testamento biologico, corredata da 67.000 firme di cittadini italiani.Domani, dalle 14.30 alle 15.30 alla Camera in Sala Salvadori si riunirà l'intergruppo eutanasia e testamento biologico, sostenuto da 238 parlamentari. Sarà l'occasione per fare il punto sull'iter legislativo dei provvedimenti in Commissione Affari Sociali e in Commissione Giustizia, assieme a Mina Welby, Filomena Gallo e Marco Cappato. Marco Cappato, promotore della campagna eutanasia legale, ha reso oggi noto l'aggiornamento dell'iniziativa "SOS eutanasia" portata avanti assieme a Mina Welby e Gustavo Fraticelli aiutando i malati italiani ad accedere al suicidio assistito in Svizzera. "Nel mese di agosto 2016  e fino al 9 settembre 2016 - ha precisato Cappato - sono state 11 le persone che ci hanno contattato per avere informazioni sull’eutanasia all’estero. Sono esclusi dal conteggio coloro che si sono presentati in forma anonima. Da marzo 2015, mese d’inizio dell'azione “SOS eutanasia”, abbiamo dato informazioni a 210 persone presentatesi in forma non anonima. Di queste, 91 persone sono state aiutate da gennaio a oggi. Nelle nostre risposte, oltre a dare informazioni sulla sospensione delle terapie in Italia, forniamo informazioni sulle cliniche svizzere solo a coloro che potrebbero avere i requisiti, fermo restando che saranno poi le cliniche stesse a decidere sulla base della legislazione elvetica. In questi mesi, sono 15 le persone malate (o i loro familiari) che hanno comunque scelto di informarci sugli sviluppi della loro situazione. Quattro persone stanno continuando dal 2015 ad oggi la procedura con le cliniche svizzere, altre quattro ci stanno ancora pensando, per tre persone che ci hanno aggiornato sugli sviluppi le condizioni sono migliorate e hanno sospeso la volontà eutanasica. Due malati hanno visto le proprie condizioni peggiorate trovandosi nell'impossibilità di raggiungere le cliniche svizzere. Due persone sono morte in Italia". Matteo Mainardi, coordinatore della campagna Eutanasia legale, ha reso noto che sono 106.000 le persone ad aver sottoscritto la proposta di legge online attraverso il sito eutanasialegale.it, 159.000 quelle che hanno dato il proprio sostegno attraverso change.org, portando così a 332.000 le adesioni complessive.
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I nuovi Lea e la guerra dei 2 miliardi

Mar, 13/09/2016 - 14:07
I nuovi Lea e la guerra dei 2 miliardiIl Sole 24 ore13 Set 2016Barbara GobbiLivelli Essenziali Assistenza

La richiesta: 113 mld nel 2017 e 115 nel 2018 - Lorenzin: "Difenderò le cifre del Def"

Avanti con prudenza. Aspettando di capire cosa accadrà con la prossima legge di Bilancio. L'intesa raggiunta mercoledì 7 settembre in Conferenza Stato-Regioni sui nuovi Livelli essenziali di assistenza non poteva prescindere dal nodo risorse. Perché gli 800 milioni blindati dalla scorsa legge di Stabilità - come dotazione strutturale e non una tantum, lo ricordiamo - potranno bastare, è la convinzione dei governatori, appena per questo scampolo di 2016. A regime i nuovi Lea - come si legge nel documento preparato dagli assessori in vista della conferenza delle Regioni che ha approvato la proposta di Dpcm all'unanimità - avranno bisogno di un'iniezione di denari ben più consistente.

Vincolata a doppio filo a un aumento complessivo di 2 miliardi del Fondo sanitario nazionale, per ciascuno degli anni 2017 e 2018. Una promessa contenuta nel Def di fine aprile, che rischia di trasformarsi in chimera (il nuovo anno portera in dote, forse, un miliardo?) davanti alle ultime slime al ribasso sull'andamento del Pil nazionale. Ma le Regioni battono cassa, affinché questi Livelli essenziali di assistenza, che tante promesse e novità contengono, non restino un libro dei sogni. E non si ripercuotano come un boomerang sulle casse regionali, sulla salute e, anche, sugli orientamenti alle urne dei cittadini. Intanto, la parola d'ordine è "cautela": va avviato immediatamente il processo di delisting che dovrà mandare in soffitta le prestazioni superate e riclassificare quelle inutilmente costose. Si parte con l'attuazione graduale del documento, tanto voluminoso quanto complesso. I governatori sono più che chiari: chiedono - con tanto di lettera alla ministra della Salute Beatrice Lorenzin - che «il Dpcm venga adottato per l'anno 2016 e che per l'anno 2017 la Commissione nazionale per l'aggiornamento dei Lea e la promozione dell'appropriatezza nel Ssn (c. 566 della legge di Stabilità 2016, ndr) aggiorni entro il 30 novembre 2016 lo schema effettuando il delisting delle prestazioni "obsolete" e le integrazioni necessarie al fine di mantenere la compatibilità tra risorse e prestazioni da erogare in maniera omogenea sul territorio nazionale, secondo il setting assistenziale appropriato da finanziare in base all'indice di accesso al Fsn».

A sintetizzare la posizione, del resto già preannunciata nei mesi scorsi con un pre via libera ai Lea limitato all'anno in corso, è stato il presidente Stefano Bonaccini al termine della riunione che ha sancito l'Intesa: «Con il varo dei nuovi Lea in sanità - ha premesso - abbiamo alzato l'asticella della tutela della salute in Italia». Per poi aggiungere: «Sarà opportuna un'attuazione graduale, affidata al monitoraggio continuo della Commissione nazionale per la verifica dei Lea». E intanto l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera dava le stime: «Come Regioni riteniamo che per far fronte alla spesa servono complessivamente risorse pari a un miliardo e mezzo di euro l'anno, mentre il governo ha stanziato solo 800 mln. Su alcune prestazioni, particolarmente innovative e costose come l'adroterapia, andranno poi fatte ulteriori valutazioni scientifiche. I nuovi Lea - che mandano in soffitta la versione precedente, ferma al 2001 - nascono quindi "zoppi"?

Lorenzin difende il provvedimento e preferisce puntare i riflettori sull'effetto risparmio atteso da misure di spending sanitaria come la centralizzazione degli acquisti, che «libererà risorse da reinvestire in Sanità». Nonché dall'eliminazio-ne costante e progressiva delle cure più obsolete e dallo spostamento di molte prestazioni dal regime di ricovero all'ambulatorio. Con buona pace, aggiungiamo noi, dei cittadini che si troveranno a pagare maggiori ticket, quantificati nel nuovo Dpcm in 18 milioni di euro. Ma la ministra si spinge oltre: sarà paladina del Fsn, assicura. «Difenderò i 2 miliardi in più previsti per il Fondo sanitario nazionale nel Def 2017. Poi è ovvio che nelle fasi di Bilancio ognuno difende il proprio capitolo», ha annunciato a caldo dopo l'Intesa sul nuovo maxi-pacchetto di prestazioni che il servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini da nord a sud del Paese. Ma soprattutto la ministra ha tenuto a ricordare come il via libera al provvedimento - che per essere pienamente operativo deve andare al vaglio delle commissioni parlamentari competenti, alla firma del presidente del Consiglio e infine in Gazzetta ufficiale - inauguri «una nuova fase per milioni di pazienti in Italia, che potranno avere accesso a nuove terapie e cure».

--> Leggi anche l'articolo sul tema: "Nuovi Lea: entrano provetta e malattie rare"

I contenuti. Il testo su cui mercoledì scorso è arrivata l'Intesa è «integralmente sostitutivo del Dpcm 29 novembre 2001 e di alcuni provvedimenti in vigore». E «diviene la fonte primaria per la definizione delle attività, dei servizi e delle prestazioni» garantite ai cittadini con le risorse pubbliche messe a disposizione dal Servizio sanitario nazionale». Innovazione e appropriatezza sono i due criteri-guida per la lettura del provvedimento, che articola le prestazioni tra prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Nel primo gruppo (cui si riferisce l'allegato 1 al provvedimento) rientrano sorveglianza delle malattie infettive e vaccinazione (viene recepito il nuovo Piano vaccini con tanto di calendario "esteso"), tutela della salute e della sicurezza degli ambienti, tutela dei luoghi di lavoro, salute animale e veterinaria, sicurezza alimentare, sorveglianza e prevenzione delle malattie croniche, inclusi la promozione di stili di vita sani ed i programmi di screening; attività medico-legali per finalità pubbliche.

Nel livello "assistenza distrettuale" rientrano invece attività sanitaria di base, continuità assistenziale, assistenza ai turisti; emergenza sanitaria territoriale; assistenza farmaceutica territoriale e ospedaliera erogata attraverso le farmacie convenzionate; assistenza integrativa intesa come erogazione di dispositivi medici monouso, di presidi per diabetici e di prodotti destinati ad un'alimentazione particolare (allegati 2 e 3); specialistica ambulatoriale (all. 4 e seguenti); protesica (allegati 2A e 2B); cure tennali (allegato 9). Al livello essenziale "assistenza ospedaliera" appartengono: pronto soccorso, ricovero ordinario per acuti (allegato 6A), day surgery (allegato 6B), day hospital, riabilitazione e lungodegenza post acuzie, attività trasfusionali, trapianti, centri antiveleni. Questa l'architettura del provvedimento, che si snoda in una lunga coda di allegati.

--> Leggi anche la dichiarazione di Filomena gallo, segretario dell'Ass. Luca Coscioni: "Bene via libera, resta nodo controlli repertorio"

Tra le novità di particolare rilievo per i cittadini, i due nomenclatori per la specialistica ambulatoriale e l'assistenza protesica, l'aggiornamento degli elenchi delle malattie rare e delle patologie croniche e invalidanti, le prestazioni di procreazione assistita omologa ed eterologa, il recepimento della legge sull'autismo, il già ricordato aggiornamento del calendario vaccinale con l'introduzione di anti papillomavims, esteso anche ai maschi, dell'anti meningococco e dell'anti pneumococco; l'estensione a tutti i nuovi nati dello screening neonatale esteso per le malattie metaboliche ereditarie; lo screening neonatale per la sordità e la cataratta congenite; l'introduzione nell'elenco delle malattie croniche di sei nuove patologie esenti, tra cui Bpco da moderata a molto grave, endometriosi moderata e grave e sindrome da talidomide; lo spostamento da "rara" a "cronica" di celiachia, sindrome di Down, connettiviti indifferenziate e sindrome Klinefelter.

Categorie: Radicali

Perché i complottisti crescono e si moltiplicano

Mar, 13/09/2016 - 12:03
Perché i complottisti crescono e si moltiplicanoIl Foglio13 Set 2016Gilberto CorbelliniSanità

Una teoria cospirativa è un insieme di false credenze per cui si accusano una, più persone o un’organizzazione di aver causato o nascosto un fatto attraverso una macchinazione, allo scopo di perseguire un preciso obiettivo malevolo, dannoso e spesso illegale. Nessun paese è immune. Ma qui muoiono persone a causa di paranoie cospirative

È una vera e propria epidemia ormai, l'infezione complottista. E l'Italia, tra i paesi sviluppati, è uno dei più colpiti dagli effetti dei deliri cospirativi. Nessun paese è immune. Ma qui muoiono persone a causa di paranoie cospirative: inevitabile se si crede di poter curare il cancro con le vitamine, perché la chemioterapia e i farmaci antitumorali sono usati dai medici che complottano con case farmaceutiche e poteri occulti. Sempre da noi si stanno smantellando le basi etiche e cognitive della convivenza civile e democratica: i leader paranoici e illiberali del Movimento 5 stelle basano i loro ragionamenti o scelte irresponsabili paventando quasi solo macchinazioni pluto-massonico-spionisticheeccetera. Perché crediamo nei complotti? Quali conseguenze ne vengono e che tipo di persona è un complottista? Si può fare qualcosa? Una teoria cospirativa è un insieme di false credenze per cui si accusano una, più persone o un'organizzazione di aver causato o nascosto un fatto attraverso una macchinazione, allo scopo di perseguire un preciso obiettivo malevolo, dannoso e spesso illegale.

E' almeno dalla scoperta del fenomeno della dissonanza cognitiva, cioè nei primi anni Sessanta, che gli psicologi studiano le manifestazioni dell'attaccamento emotivo delle persone per credenze assurde basate su idee cospirative. In quegli anni, il tema in voga erano Ufo e alieni. La dissonanza cognitiva dice che di regola le persone non abbandonano quello in cui credono di fronte a prove contrarie, ma manipolano i fatti e gli argomenti per conciliare le contraddizioni. Ne deriva che è tempo perso cercare di convincere qualcuno - se è un adulto e dice di pensare con la propria testa, portando fatti e usando la logica - che le cospirazioni a cui crede non esistono. Credere ai complotti doveva essere vantaggioso, o almeno non dannoso, per i nostri antenati preistorici, visto che quelli predisposti a crederci ci hanno lasciato questo tratto in eredità. Ma allora non disponevano di conoscenze e metodi scientifici per stabilire come stanno i fatti, né di leggi scritte e governi democraticamente eletti. Sospettare complotti poteva servire per non finire facilmente preda delle manipolazioni sociali da parte delle aggregazioni di potere.

Da quando siamo entrati nella modernità, le teorie complottiste sono una minaccia per l'uso di conoscenze e metodi che si usano perché la loro efficacia è provata. Un altro esempio di mismatch tra le nostre disposizioni psicologiche selezionate dall'evoluzione, e il mondo nel quale oggi viviamo. Per avere un'idea delle conseguenze, si pensi alle vaccinazioni: si tratta della più controllata pratica medica, ma i complottisti la considerano una macchinazione dei governi e di Big Pharma. Lo stesso si potrebbe dire per gli 0gm, per la chemioterapia antitumorale, eccetera.

La ricerca psicologica, antropologica e sociologica ha dimostrato che le teorie complottiste producono effetti sociali e sanitari negativi, peggiorano la trasparenza delle decisioni politiche, rafforzano ideologie dominanti, riducono l'intenzione di adottare stili di vita salutari. Inoltre, sono associate ad atteggiamenti e comportamenti sessuali più a rischio in alcuni gruppi controculturali, ad atteggiamenti meno egualitari rispetto ai diritti umani (per esemplo a orientamenti razzisti) e a violenza politica. Si sono studiate anche le differenze individuali, cioè la possibilità di misurare la predisposizione delle diverse persone a sviluppare credenze in piani cospirativi. I tratti psicologici associati più affidabilmente a forti credenze cospirative sono: sfiducia nell'autorità, cinismo politico, bassi livelli di autostima, autoritarismo e credenze nel paranormale. Credere in teorie cospirative è regolarmente associato con il rifiuto delle scoperte scientifiche! L'ideazione cospirativa fa ampio uso di bias ed euristiche, cioè ragionamenti fallaci.

Per esempio, l'errore di attribuzione (attribuire la causa di un comportamento alla per-sonalità/disposizione di chi lo compie, sottostimando l'influenza del contesto), l'euristica della rappresentatività (tendenza ad accettare spiegazioni che sono proporzionali alle conseguenze di un evento) e la suscettibilità alla fallacia della congiunzione (errore di ragionamento probabilistico che si ha quando le persone sovrastimano la probabilità di eventi congiunti). Ci sono infine prove che alcune condizioni al limite della psicosi clinica, come processi di pensiero disorganizzati e incapaci di generare informazione analitica, sono significativamente associate con la credenza in teorie cospirative. Non serve essere psichiatri per rendersi conto che alcuni leader politici, intellettuali, artisti, eccetera che credono ai complotti sono borderline. O anche oltre.

Si può fare qualcosa per limitare il contagio complottista? Esistono vaccini? Forse si, ma come quelli più efficaci vanno somministrati nelle fasi precoci della vita. Si sa per esempio che esistono alcuni concetti o idee che sono essenziali per capire come funzionano le società moderne e perché sono migliori. Un buon insieme di questi strumenti li illustra lo psicologo dell'intelligenza James Flynn ("Osa pensare", Mondadori, 2014). Di fatto si tratta di nozioni che sarebbero previste in un'istruzione scientifica e umanistica liceale e universitaria Ma non sono quasi mai obiettivi di apprendimento. Men che meno in Italia Alcuni studi hanno dimostrato che anche gli adulti possono essere curati dalla malattia complottista, se si somministra loro del sano pensiero analitico. Questo si potrebbe fare, per esempio, usando più sistematicamente il ragionamento analitico nei mezzi di informazione. 

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Marco Cappato sarà al Sit-In al Pirellone per cannabis terapeutica

Lun, 12/09/2016 - 16:16
Cannabis terapeutica

Dopo il deposito delle due proposte di legge di iniziativa popolare e nonostante i primi pareri favorevoli da parte di alcuni consiglieri lombardi, non è ancora giunta alcuna notizia riguardo una possibile data per la discussione in aula. Secondo la legge regionale 1/72, che prevede la trattazione da parte del Consiglio entro 3 mesi, pena la calendarizzazione automatica delle proposte, il consiglio regionale avrebbe dovuto discutere entro maggio la cannabis terapeutica e entro luglio il testamento biologico.  

E' arrivato il momento che il comitato promotore, che tanto si è impegnato nella raccolta firme, chieda esplicitamente alla regione di farsi carico delle istanze dei cittadini. Per questo Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, parteciperà, insieme a tutti i membri del Comitato Promotore, ad un sit-in sotto il Pirellone (Via Fabio Filzi) martedì 13 settembre alle 09:30 con tanto di cartelloni, per accogliere i consiglieri prima dell'inizio del consiglio regionale previsto per le ore 10:00. 

-->Per il sito del Comitato Promotore CLICCA QUI

 

Data: Martedì, 13 Settembre, 2016 - 10:30Città: MilanoIndirizzo: Pirellone, Via Fabio FilziOrganizzatore: Associazione Luca Coscioni
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Le ragioni della dignità

Lun, 12/09/2016 - 12:13
Le ragioni della dignitàIl Sole 24 Ore11 Set 2016Gilberto CorbelliniEutanasia

Eutanasia, tra chi pensa che la vita umana non sia nella disponibilità di ciascuno, e chi ritiene che se vivere implica sofferenze fisiologiche o psicologiche intollerabili si abbia il diritto di rinunciarvi. A parlarne, in un articolo del Sole 24 Ore, Gilberto Corbellini, membro del Consiglio Generale dell'Ass. Luca Coscioni

Proviamo ad accantonare le ideologie, e a esaminare argomenti e prove. Non ci potrà mai essere accordo sul tema dell’eutanasia (o del suicidio assistito dal medico, SAM), tra chi pensa che la vita umana non sia nella disponibilità di ciascuno, e chi ritiene che se vivere implica sofferenze fisiologiche o psicologiche intollerabili si abbia il diritto di rinunciarvi. Discutere di fatti o almeno tentare, se i valori non sono negoziabili, è segno di civiltà. Un metodo inventato dal liberalismo.

Dato che su valori e credenze non ci può essere accordo, nei sistemi liberali una scelta o un atto compiuti da un individuo, che nasce libero e diventa capace di autodeterminarsi, si ammettono o vietano valutando le conseguenze che comportano. Ovvero, bandendo i comportamenti che mettono a rischio l’incolumità altrui, o minacciano la convivenza. Sarebbe bene capirli questi concetti basilari, così da evitare di alzare insensate barricate contro la libertà di scelta quando la morte è inevitabile e l’esistenza intollerabile, per poi sacrificare la vita di una minorenne sull’altare della stupidità, del disimpegno morale e di una demenziale o malintesa idea della libertà di cura.

Che cosa sta accadendo con l’eutanasia e il SAM? Dal 1947 il SAM è depenalizzato in Svizzera, e da oltre trent’anni l’eutanasia si pratica in Olanda, dove è legale, come in Belgio, dal 2002. In Olanda prima era depenalizzata. Con la recente legge canadese (C-14) sono 5 i paesi nei quali è legale l’eutanasia (Colombia, Belgio, Olanda, Lussemburgo e Canada) e 11 quelli dove è legale il SAM: tutti i precedenti, più Oregon, Montana, Vermont, California e Svizzera. Negli ultimi 6 l’eutanasia è illegale. Ogni stato ha regole proprie per quanto riguarda diagnosi e prognosi per le quali si può fare richiesta, il periodo di attesa, l’obbligo di una consulenza psichiatrica, l’accesso ai minori o alle persone con disturbi mentali, etc. La rivista JAMA (Journal of the American Medical Association) ha pubblicato una lunga analisi degli atteggiamenti e delle pratiche relative a queste due decisioni praticabili nelle fasi terminali della vita. Quali sono dunque le dinamiche sociali e culturali implicate nelle decisioni di fine vita? Cosa motiva la richiesta di eutanasia e SAM? Quali sono le percezioni del pubblico e quelle dei medici? Ci sono stati abusi o vengano uccise persone che non ne hanno fatto richiesta? Si tratta di una china scivolosa? L’articolo prende in esame la letteratura specialistica fin dal 1947 per catturare il trend degli atteggiamenti dei cittadini e dei medici, ma soprattutto di prevalenza, pratiche, regole e controlli riguardanti queste decisioni nei paesi che hanno scelto di legalizzarle.

Lo studio conferma non è che il dolore “fisiologico” il motivo principale per cui i malati chiedono di non continuare a vivere, bensì la perdita di dignità e autonomia dovuta alla malattia. Qualcuno dirà: ovvio sono depressi. Stante che le persone depresse chiedono eutanasia o SAM con una frequenza 4 volte maggiore e considerando che la depressione grave e resistente ai farmaci non è meno dolorosa di qualunque altra sofferenza fisiologica (solo gli imbecilli credono che la depressione non sia in sé una grave malattia, che nessuno sceglie di avere e che è spesso incurabile), in diversi paesi è prevista una consulenza psichiatrica. Studi rigorosi dimostrano che solo il 10%, tra coloro che decidono di non continuare a vivere, riceve una diagnosi di depressione. Forse qualcuno finalmente si zittirà. Emerge dai sondaggi storici che nelle società secolarizzate è diventata consistente e costante maggioranza dei cittadini, la percentuale di persone favorevoli a eutanasia e SAM; più favorevoli all’intervento attivo del medico (eutanasia), che alla prescrizione del farmaco da assumere autonomamente (SAM). Anche medici favorevoli sono aumentati, ma meno rispetto alla popolazione generale (si oscilla tra oltre il 50% negli USA, e il 42% in Italia o il 36% in Spagna). Prevedibilmente, come decisione per terminare la vita, i medici preferiscono il SAM all’eutanasia.

Le asimmetrie tra la percezione dei medici e quella dei cittadini sono la ragione delle difficoltà di arrivare a un governo efficiente e omogeneo del problema. I paesi dove le pratiche funzionano meglio hanno visto da subito i medici a fianco dei loro pazienti. Mentre in Francia, ad esempio, la comunità dei medici ha impedito la legalizzazione di eutanasia e SAM, ammettendo almeno la sedazione terminale su richiesta del paziente. In Canada, il parlamento ha forzato la mano, stante la contrarietà delle associazioni di medici, e si prevedono problemi. Sul fronte degli abusi i dati sono inequivocabili. Nessuna china scivolosa, dove l’eutanasia è legale.

In Olanda e Belgio, dove la pratica è studiata in modo rigoroso, la percentuale di casi nei quali la vita di un malato è stata terminata senza una esplicita richiesta o consenso era significativamente superiore quando eutanasia e SAM erano solo depenalizzati. Oggi è quasi inesistente. Diversi studi, tra cui uno famoso pubblicato nel 2000 (EURELD), mostrano che nei paesi dove queste pratiche solo illegali, non solo vengono messe in atto da alcuni medici, ma nella metà circa dei casi costoro prendono la decisione senza esplicita richiesta del malato o senza chiedere il consenso. In altre parole, la legalizzazione è una garanzia anche per chi desidera vivere la vita fino all’ultimo e a prescindere dalle condizioni. L’articolo rileva che su alcuni aspetti, per esempio le complicazioni associate agli effetti dei cocktail letale utilizzato (prolungamento dell’agonia, risveglio dal coma, etc.), mancano informazioni, e sottolinea la necessità di raccogliere più dati, per ridurre al minimo possibili effetti indesiderati L’idea che la questione possa essere gestita solo con cure palliative e hospice, è discutibile. Da alcuni studi risulta i due terzi dei malati che chiedono eutanasia o SAM era stata precedentemente ricoverata in un hospice.

--> Leggi anche l'articolo di Umberto veronesi sul tema: "Eutanasia, regole strette per una scelta volontaria"

È vero che le morti per eutanasia o SAM sono una percentuale molto bassa rispetto a tutte le morti, ovvero che le richieste ai medici in generale non sono numerose, cioè meno del 20%, tranne gli oncologi, che le ricevono da oltre il 50%. E che a farne richiesta sono in larga prevalenza persone istruite, maschi, giovani e non praticanti qualche religione. Ma l’argomento che sono pochi quelli che fanno richiesta, per accantonare il problema, sarebbe insensato, dato che nei sistemi liberaldemocratici tutte le persone hanno egualmente diritto alla vita, alla libertà e alla salute.

Spendiamo cifre ingenti per tenere in vita poche persone con malattie inguaribili, o per allungare di qualche settimana la sopravvivenza dei pazienti oncologici. Il che è buono. Ma sarebbe buono e giusto anche consentire a pochi pazienti di esercitare il loro diritto alla vita, alla libertà e alla salute, decidendo autonomamente di non continuare a vivere, quanto ciò implica solo con sofferenze fisiologiche e psicologiche per loro inaccettabili.

--> Leggi anche l'articolo di Carlo Troilo, membro del Consiglio Generale dell'Ass. luca Coscioni: "Monsignor Paglia e il terrorismo vaticano sull'eutanasia"


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Conferenza stampa a Bergamo per promuovere Legalizziamo!

Lun, 12/09/2016 - 12:02
Cannabis terapeutica Giovedì 08 settembre alle 11:00 presso caffè Del Colleoni in Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto 4 a Bergamo, alla presentazione della raccolta firme sulla proposta di legge nazionale per la Legalizzazione della cannabis, promossa dall'Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani, con il supporto di Possibile, del Coordinamento Nazionale Canapai, CIDL "Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili", Forum Droghe, Antigone, Legalizziamolacanapa.org, CIP "Canapa Info Point", ASCIA, La Società della Ragione e dei Giovani Democratici. Parteciperanno Marco Cappato e Barbara Bonvicini. Il 25 luglio a Camera dei Deputati ha iniziato la trattazione in aula sulla proposta parlamentare dell'Intergruppo Cannabis Legale, firmata da 250 tra deputati e senatori, incontrando, però, l'ostruzionismo procedurale di circa 2.000 emendamenti. Mai come ora è necessario che tutti i gruppi politici, le realtà associative e tutti i cittadini si facciano promotori di un dibattito in modo non ideologico e sulla base dei dati ufficiali e delle evidenze scientifiche.  Data: Giovedì, 8 Settembre, 2016 - 11:00Città: BergamoIndirizzo: Caffè Del Colleoni, Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto 4Organizzatore: Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani
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