Luca Coscioni

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Il Gruppo consiliare dei verdi, presenta una interrogazione sul Centro dell' Impiego di Ancona

Ven, 03/10/2014 - 21:35
Lavoro e disabilità

Risale al 4 luglio scorso la richiesta motivata di accesso agli atti presentata dall'Associazione Luca Coscioni al Centro per l'Impiego di Ancona e volta a monitorare lo stato di effettiva attuazione della legge 12 marzo 1999, n. 68 in tema di diritto al lavoro dei disabili, con particolare riguardo alla verifica del rispetto delle quote obbligatorie di riserva previste dalla stessa normativa.

Ebbene, come denunciato il 1° ottobre dal segretario della cellula anconetana dell'Associazione, Renato Biondini, sebbene siano ampiamente trascorsi i termini previsti dalla legge n. 241/90, ad oggi nessun riscontro è ancora intervenuto da parte del Centro per l'Impiego. Si tratta di un comportamento omissivo inaccettabile, come sottolinea il consigliere regionale dei Verdi Adriano Cardogna, che ha ritenuto doveroso presentare un'interrogazione urgente al Presidente della regione, chiedendo quali concrete iniziative intenda assumere nei confronti del Centro per l'Impiego di Ancona per garantire il rispetto del diritto di accesso agli atti, ad oggi negato, posto in capo all'Associazione.

Adriano Cardogna Presidente Gruppo Verdi Assemblea Legislativa delle Marche

 da Adriano Cardogna
Presidente del Gruppo Verdi, Regione Marche

Data: Venerdì, 3 Ottobre, 2014 - 22:27Città: AnconaIndirizzo: Consiglio Regionale delle MarcheOrganizzatore: Adriano Cardogna
Categorie: Radicali

Il Centro per l'impiego di Ancona, nega alla Coscioni l'acceso agli atti

Ven, 03/10/2014 - 21:26
Il Centro per l'impiego di Ancona, nega alla Coscioni l'acceso agli atti3 Ott 2014Renato BiondiniLavoro e disabilità AllegatoDimensione CorriereAdriatico02102014.jpg156.35 KB
Categorie: Radicali

Filomena Gallo interviene a "La cultura della donazione di gameti altruistica e gratuita"

Ven, 03/10/2014 - 16:17
Fecondazione assistita

A seguito della sentenza della Consulta, che ha cancellato il divieto di PMA eterologa e dunque ammesso anche in Italia la possibilita' altruistica e gratuita dei gameti, l' associazione AIDAGG ritiene importante che ci sia da subito uno scambio di buone pratiche con i paesi europei che maggiormente utilizzano la tecnica della donazione nella PMA; come la Spagna, i Paesi Bassi e l'Inghilterra. L'obiettivo del convegno e' quindi quello di confrontare alcuni fra i piu' significativi modelli di donazione eterologa che sono gia' presenti a livello europeo da molti anni.Il dialogo con queste esperienze consolidate puo' favorire la definizione di iniziative volte alla promozione della donazione dei gameti e alla definizione di una rete e organizzazione di strutture e progetti che garantiscano standard e sicurezza nei percorsi di donazione, definendo ruoli e funzioni delle istituzioni a livello regionale, nazionale ed europeo.Riteniamo dunque che sia necessario un confronto sia dal punto di vista giuridico-sociale che medico-clinico, con specifico riguardo anche al supporto psicologico, rivolto alle coppie e alle famiglie che vogliono accedere a questo tipo di pratica.
Per visionare il programma e per le informazioni relative all'accreditamento clicca QUI

Data: Mercoledì, 8 Ottobre, 2014 - 10:00 to 18:30Città: RomaIndirizzo: Sala del Senato in S. Maria in Aquiro (ISMA) Piazza Capranica 70Organizzatore: Associazione AIDAGG AllegatoDimensione programma roma 2014 30-09-2.pdf1.98 MB
Categorie: Radicali

"Prometeo è davvero liberato? Scienza, tecnologia e società nel terzo millennio"

Ven, 03/10/2014 - 15:50
Bioetica

L’incontro dal titolo “Prometeo è davvero liberato? Scienza, tecnologia e società nel terzo millennio” si terrà mercoledì 8 ottobre presso la Sala Zuccari- Palazzo Giustiniani del Senato.

 L’evento, organizzato da Assobiotech, si propone come momento di riflessione sul valore della ricerca quale prezioso strumento a servizio dell’uomo e sull’importanza che rigore, solidità etica e umiltà siano gli elementi cardine nella conduzione delle ricerche scientifiche. Presenzierà l'incontro il Presidente del Senato On. Pietro Grasso.  

L’evento rientra tra le iniziative realizzate nel contesto della European Biotech Week, in programma dal 6 al 12 ottobre 2014. Si segnala infine che è possibile iscriversi a ciascun evento seguendo il link.

Per consultare il programma e per le informazioni relative all'accreditamento clicca qui

Data: Mercoledì, 8 Ottobre, 2014 - 09:30 to 13:30Città: RomaIndirizzo:  Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani del SenatoOrganizzatore: Assobiotech AllegatoDimensione Prometeo è davvero liberato__Programma.pdf355.17 KB
Categorie: Radicali

Mina Welby all'incontro "La sovranità della propria vita"

Ven, 03/10/2014 - 14:13
Eutanasia

Il 9 ottobre alle ore 18.00 alla Feltrinelli di Latina, Via A. Diaz, si terrà l'incontro sul tema La sovranità della propria vita con la partecipazione di Mina Welby e Franco Brigaglia.

Data: Giovedì, 9 Ottobre, 2014 - 18:00 to 20:00Città: LatinaIndirizzo: Via A. DiazOrganizzatore: la Feltrinelli
Categorie: Radicali

Pesaro, l'ass.Luca Coscioni richiede l'istituzione del Registro dei testamenti biologici

Gio, 02/10/2014 - 16:43
Testamento biologicoData: Mercoledì, 1 Ottobre, 2014 - 17:32Città: PesaroIndirizzo: Municipio di PesaroOrganizzatore: Ruggero Fabri AllegatoDimensione Pesaro-DAT01102014.pdf1.34 MB
Categorie: Radicali

Dirigenza dell'Ass. Coscioni: nominati due vicesegretari

Gio, 02/10/2014 - 10:51
Dirigenza dell'Ass. Coscioni: nominati due vicesegretariAss. Coscioni2 Ott 2014Laicità

Concluse le nomine della nuova dirigenza dell'Ass. Coscioni a pochi giorni dalla conclusine dell'XI Congresso.

Il Segretario Filomena Gallo e il Tesoriere Marco Cappato, d’intesa con i co-presidenti De Luca, Gentili e Welby, hanno provveduto a nominare, come previsto da Statuto,  anche nuovi membri di Direzione e Giunta.

Si possono consultare tutti i dettagli sull’elenco degli eletti e dei nominati, cliccando qui.

 

Rispetto allo scorso anno sono stati nominati due vice segretari: Gustavo Fraticelli e Sabrina Di Giulio, attivi sul fronte della disabilità contro l'abbattimento delle barriere architettoniche e per i fondi alle persone non-autosufficienti.

 

 

Categorie: Radicali

Il Centro per l'impiego di Ancona, nega i diritti dei disabili

Mer, 01/10/2014 - 14:55
Il Centro per l'impiego di Ancona, nega i diritti dei disabiliRenato Biondini1 Ott 2014Lavoro e disabilità

Comunicato  stampa

       Ancona,  1  ottobre  2014

Il Centro per l’impiego di Ancona, nega  i  diritti  dei  disabili

L’associazione Luca Coscioni, denuncia che il Centro per l’impiego di Ancona nega il diritto di accesso agli atti, ai fini del collocamento lavorativo mirato delle persone con disabilità.  Il 4 luglio scorso è stata inviata, al Centro per l’impiego di Ancona, una richiesta di accesso agli atti (vedi  allegato), in base alla legge 241/1990, per conoscere il grado di attuazione e rispetto della legge 68/1999  “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” che ha come fine quello di promuovere l'inserimento lavorativo di persone con disabilità attraverso lo strumento del collocamento mirato, per creare un reale incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro.
Al fine di monitorare e verificare il rispetto di questa legge, abbiamo chiesto l’elenco delle imprese con il numero dei lavoratori e  la quota di riserva coperta (cioè il numero delle persone con disabilità che hanno assunto rispetto al numero totale che dovevano assumere, previsto per legge). Ebbene, a tutt’oggi, non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta, nonostante che il diritto di accesso conoscitivo o informativo, previsto dalla legge 241/1990, trova fondamento nei principi costituzionali (artt. 97 e 98 della Costituzione) ove si enuncia il principio di buon andamento dei pubblici uffici. La stessa legge contiene in proposito un’importante enunciazione di principio, laddove prevede che l’accesso ai documenti, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce un principio generale dell’attività amministrativa, finalizzato a favorire la partecipazione dei privati e ad assicurare l’imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa e attiene ai “livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali”, che devono essere comunque garantiti.

Denunciamo con forza questo comportamento omissivo del Centro per l’impiego di Ancona che, oltre che non rispettare i principi costituzionali, a non adempiere agli obblighi sulla trasparenza amministrativa e di accesso agli atti, non fa rispettare le prescrizioni previste dalla  legge 68/1999 sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità!

L’associazione Luca Coscioni,  vista la situazione di illegalità che viene appalesata,  valuterà le azione più congrue per porre termine a questo stato di cose. 

 

Renato Biondini  segretario cellula di Ancona ass. Luca Coscioni

cellulacoscioniancona@gmail.com   biondinirenato@alice.it

http://www.associazionelucacoscioni.it/cellulaancona  cell. 339 6035387

Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
tel. 06 689 79 286, fax. +39 06 23 32 72 48
email info@associazionelucacoscioni.it
posta certificata: associazionelucacoscioni@pec.it

 

AllegatoDimensione Comunicato01102014.pdf109.3 KB CImpiego04072014.pdf146.13 KB
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Interventi immediati per diritto ad accesso completo alla PMA

Mer, 01/10/2014 - 14:32
Interventi immediati per diritto ad accesso completo alla PMAFilomena Gallo1 Ott 2014

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, soggetto costituente il partito radicale.  I dati presentati oggi a Roma da Censis e dalla fondazione Ibsa per cui l'Italia dall'inizio della crisi avrebbe perso oltre 62mila nuovi nato l'anno confermano un quadro allarmante che non ha solo cause economiche ma anche socio-culturali. Un Paese senza nuove generazioni è un Paese senza futuro. Le politiche per la famiglia sono inesistenti. Non ci sono garanzie e servizi adeguati. Il sistema welfare è svuotato.La crisi demografica è qualcosa di maggiore rispetto alla crisi economica. Se da un lato la precarietà economica disincentiva la formazione di nuove famiglie, dall'altro lato manca da troppo tempo una campagna di informazione e di azione da parte dello Stato sul fenomeno della natalità.  E' fondamentale che nell'agenda politica siano previsti interventi immediati.Il Governo deve necessariamente dare attenzione e risposte ai cittadini di un Paese con mutazioni sociali: meno legami sociali, ridefinizione del ruolo della famiglia, sempre tendente a diminuire i componenti, invecchiamento della popolazione, l'aumento della povertà, la necessità di integrazione con altre realtà culturali. Sono in gioco le libertà delle persone persone e diritti costituzionali rilevanti.Tra gli obiettivi urgenti oltre ai servizi occorre che sia garantito l'accesso alle cure  a 360° e siano rimossi gli ostacoli per l'accesso alle tecniche di PMA inserendo tutte le tecniche nei Livelli Essenziali di Assistenza, compresa l'eterologa, a cui sono favorevoli il 59% degli italiani (dati Ipso); evitare discriminazioni tra Regioni nel beneficio delle tecniche procreative. L'Italia è fanalino di coda dell'Unione Europea quanto a politiche familiari. In  media in Europa si spende il 2,2% del PIL per la politica familiare, mentre in Italia solo  l’1,2% del PIL è destinato alla famiglia ed ai figli; nei paesi scandinavi e dell’area tedesca  la quota di PIL destinata a sostenere le famiglie arriva al 3% (fonte Eurostat).  Non  possiamo più  rimandare a domani un piano d'intervento immediato 

Categorie: Radicali

Mina Welby alla presentazione del libro "Una voce nel silenzio"

Mer, 01/10/2014 - 14:29
Eutanasia

Mina Welby e Beppino Englaro intervengono alla presentazione del libro

"Una voce nel silenzio"

il 18 ottobre alle ore 18
a Orbetello (GR)

Auditorium Comunale "Giovanni Paolo II"
Via Mura di Levante

Data: Sabato, 18 Ottobre, 2014 - 18:00 to 20:30Città: Orbetello (GR)Indirizzo: Via Mura di Levante
Categorie: Radicali

Torino si mobilita per l'eutanasia

Mer, 01/10/2014 - 13:54
Torino si mobilita per l'eutanasiaGiulio Manfredi, Alessandro Frezzato1 Ott 2014

Cara amica, caro amico.

 

            Ci preme informarti, innanzitutto, che venerdì 12 settembre l’Associazione Luca Coscioni e l’Associazione radicale Adelaide Aglietta hanno manifestato davanti al Comune di Torino, aderendo alla mobilitazione nazionale promossa per richiedere che il Parlamento discuta finalmente la Proposta di Legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia e del testamento biologico, che anche tu hai sottoscritto. Per approfondimenti: http://www.eutanasialegale.it/

 

            Abbiamo approfittato della nostra presenza sotto il Comune per informare i cittadini residenti a Torino della possibilità di depositare il proprio testamento biologico, redatto in piena libertà, presso il “Registro dei testamenti biologici” tenuto dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune di Torino. Per maggiori informazioni:

http://www.comune.torino.it/testamentobiologico/

 

            Sempre venerdì 12 settembre, come Associazioni Aglietta e Coscioni, abbiamo iniziato l’iter presso il Comune di Torino per la presentazione di una petizione comunale per richiedere al sindaco Piero Fassino di predisporre il Piano per l’eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), per garantire la piena accessibilità a tutti i cittadini di tutti gli edifici pubblici e degli spazi urbani. L’istituzione del PEBA in ogni Comune era ed è previsto dalla legge n. 41 del 1986 (28 anni fa!), mai attuata; sulla mancata predisposizione dei  PEBA è in corso un’iniziativa nazionale dell’Associazione Luca Coscioni:

http://www.associazionelucacoscioni.it/campagna/barriere-architettoniche

 

            Per presentare la petizione comunale servono almeno 300 firme di cittadini residenti a Torino, da raccogliere su un apposito modulo fornito dagli uffici comunali. Non serve la presenza di un autenticatore; chiunque può raccogliere i dati e le firme presso amici, parenti, colleghi.

 

             Tu cosa puoi fare concretamente? 

- Puoi richiedere il modulo di raccolta firme inviando un mail a: info@associazioneaglietta.it; 

- puoi firmare la petizione ogni lunedì sera, presso la sede dell’Associazione Aglietta (Torino, via Botero n. 11/f, dalle 20:30 alle 22:30).

 

Raccoglieremo le firme sulla “petizione PEBA” anche a latere di questo evento:

http://www.associazioneaglietta.it/event/ucraina-europea-i-legami-politici-e-culturali-tra-lucraina-e-leuropa/

 

            Dacci una mano per garantire a tutti e a ciascuno il fondamentale diritto a una città accessibile!

 

            Cordiali saluti.

 

 

 

Giulio Manfredi                                           Alessandro Frezzato

            segretario Associazione Aglietta                        Consiglio Generale Ass. Luca Coscioni

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Date dello sportello per il deposito del "Testamento Biologico"

Mer, 01/10/2014 - 09:53
Date dello sportello per il deposito del "Testamento Biologico"Giuseppe Milan1 Ott 2014

           Deposito del proprio     "TESTAMEMTO BIOLOGICO"                                      

QUANDO: - martedì    7  ottobre     2014

                - mercoledi 12 novembre 2014

                - martedì     9  dicembre  2014 

      Dalle ore 17,30 alle  19,00 a Vicenza C.trà S. Faustino,10

                          C/o locali della Chiesa Metodista

Rivolto a:

maggiorennio vicentini e non solo, cittadini italiani e non solo.

Per maggiori informazioni: silvestri2010@libero.it tel.0444 303411

                                 www.metodistivicenza.org tel. 0444546579

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Relazione di Marco Cappato all'XI Congresso Coscioni

Mer, 01/10/2014 - 08:38
Relazione di Marco Cappato all'XI Congresso Coscioni1 Ott 2014

RELAZIONE DI TESORERIA Ci sono due relazioni possibili: da un punto di vista "interno", nel minuzioso bilancio delle iscrizioni e delle risorse; da un punto di vista "esterno", su ciò che rappresentiamo per i cittadini, e che potenzialmente potremmo rappresentare. La sintesi potrebbe essere: una situazione solida sul piano interno, ma inadeguata se riferita all'unico soggetto politico che ha come mandato quello dell'affermazione della libertà della ricerca e delle libertà civili in Italia. UNA SITUAZIONE INTERNAMENTE SOLIDAPartiamo dall'interno, e dai punti deboli, che è bene mettere sempre in primo piano: - gli iscritti sono rimasti gli stessi dell'anno scorso (al momento poco più di 1.100)- il gettito del 5 per mille è calato da 200.000 a 185.000 euro- le riserve economiche (o patrimonio netto accumulato) sono esaurite. In realtà, ci sono elementi positivi non meno rilevanti:- nonostante il numero stazionario di iscritti, l'autofinanziamento negli ultimi due anni è aumentato da 130.000 euro del 2012 a oltre 200.000 euro del 2014, grazie sopratutto all'aumento dei contribuenti alla campagna per l'eutanasia legale; (grafico pagina 2 + grafico a pagina 6 che evidenzia l'aumento dei contributi. In particolare si tratta di persone nuove, infatti i nuovi donatori sono 1.129 il 49% del totale dei donatori)- nonostante il calo del 5 per mille (dovuto anche all'incremento delle associazioni che concorrono a questa fonte) le entrate complessive sono aumentate (grafico pag. 4); il 5 per mille non è più, dunque, la principale fonte di entrata dell'associazione- le riserve esaurite in realtà erano state accumulate proprio per il Congresso mondiale per la libertà di ricerca e per la campagna eutanasia: già dal 2014 torniamo in attivo; Altri dati utili per descrivere la nostra realtà:- recentemente, il Tesoriere del partito radicale ha chiuso il call center, che comunque incideva sempre meno sull'autofinanziamento: le entrate  ottenute attraverso il call center del partito erano passate dal 49% delle nostre entrate complessive di 10 anni fa all'11 % di oggi: - i dati delle persone presenti in indirizzario sono aumentati molto nel 2013 con la campagna eutanasia: +42% nel 2013 e + 7% nel 2014- è aumentata nettamente la presenza sulle reti sociali su internet: per quanto siano indicatori grezzi e approssimativi, i fan su Facebook sui nostri profili sono quintuplicati in due anni (da 40.000 a 218.000) i follower sugli account Twitter da 1.849 a 7.600. Personalmente non mi illudo che questi strumenti siano adeguati per creare una comunità di persone appassionate e militanti: sono strumenti necessari, ma non certo sufficienti; ad essi va accompagnato un lavoro di contatto diretto e di interazione sul quale abbiamo molti margini di miglioramento- i contatti del nuovo sito, dopo aver dovuto restituire www.lucacoscioni.it alla Presidente onoraria su sua richiesta, sono tornati in due anni al livello dei referendum sulla legge 40, con una media di 36.000 accessi mensili  IL SALTO DI QUALITA' ESTERNO CHE NON C'E STATOIl dato politicamente più rilevante rimane quello di un'associazione che non ha fatto un salto di qualità nelle iscrizioni, nonostante la condizione di monopolista involontario sui temi delle libertà civili. Questa considerazione ci collega all'analisi più generale fatta dal movimento radicale sul carattere profondamente antidemocratico e illegale del regime italiano ed in particolare del sistema dell'informazione. L'assenza di un vero confronto politico di fronte a milioni di telespettatori è la condizione indispensabile a quello che rimane dei partiti italiani per permettersi di ignorare quella stragrande maggioranza di cittadini e dei loro stessi elettori che sui temi della vita e dell'autodeterminazione individuale sono in sintonia con noi.Seppure non mi illuda che basti il sito o Facebook per superare questo problema, credo che la realtà che siamo abbia cominci ad aver raggiunto una dimensione e un'esperienza tali da sapere far tesoro del pochissimo di cui disponiamo per ottenere molto anche sul piano politico, cioè sul piano esterno.Certamente, con i nostri 1.100 iscritti, abbiamo raggiunto una parte minima degli scienziati italiani, o delle coppie inferiti, o delle persone disabili, o di quelle che chiedono l'eutanasia. Eppure, il "nostro" piccolo gruppo di scienziati ha svolto un ruolo importante su tutti principali dossier legati alla scienza: embrioni, stamani, ohm, sperimentazione animale; le "nostre coppie" sono state indispensabili per arrivare a Strasburgo, in Costa Rica o alla Corte Costituzionale; i "nostri" disabili hanno fatto condannare per la prima volta amministrazioni locali per le barriere architettoniche e, infine, se in Italia il dibattito sull'eutanasia non si è spento del tutto è grazie a quei casi che siamo riusciti a seguire ed aiutare.Ciò significa che, anche senza l'accesso ai canali di comunicazione di massa, abbiamo costruito, aumentando la quantità dei contatti diretti e la qualità del rapporto che abbiamo instaurato, una resistenza efficace contro leggi ingiuste. Non sarà di per sé sufficiente ad aprire la nuova stagione dei diritti civili che questo Congresso invoca, ma ne abbiamo costruito le premesse. L'ASSOCIAZIONE E IL PARTITO RADICALEIn questo contesto, l'iniziativa del tesoriere del Partito radicale e della Presidente onoraria dell'associazione Luca Coscioni contro i responsabili dell'associazione, a parte ogni altra considerazione, mi pare sintomo d scarsa comprensione per la realtà che siamo. Dirò solo dell'insinuazione dell'inesistenza di sedi operative, comunicata per iscritto dal tesoriere del Partito al Ministero. Ebbene, la legge richiede che le associazioni accreditate abbiano attività in almeno 20 provincie in 5 regioni. L'associazione ha realizzato e documentato attività in 20 provincie e 5 regioni, operando nel pieno rispetto delle legge. Il Ministero, nel dare attuazione alla legge, ha individuato il criterio dell'esistenza di "sedi" per dimostrare l'effettiva attività. Le nostre sedi (pubblicate sul sito) sono sedi militanti, dunque non sono direttamente a carico dell'associazione stessa, pur avendo noi attivato utenze telefoniche e esposto all'esterno il simbolo dell'associazione. Il Tesoriere del Partito radicale, invece, predilige una interpretazione restrittiva della legge, che se fosse applicata avrebbe come conseguenza che solo le associazioni del parastato italiano potrebbero essere riconosciute come associazioni "di promozione" sociale. Tale interpretazione, a mio avviso non solo è contraria alla legge, ma anche alla storia e natura militante del movimento radicale. L'ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI E PARTITO RADICALEL'azione del Tesoriere del Partito radicale contro il nostro operato è il frutto di una sottovalutazione politica sia del merito di ciò che facciamo sia del metodo che abbiamo dimostrato di attuare, anche a beneficio del partito radicale stesso. L'associazione ha vissuto enfatizzando proprio quegli aggettivi che caratterizzano il partito radicale: 1. transnazionale, 2. transnpartitico 3. nonviolento. in particolare, abbiamo impedito la completa cancellazione delle urgenze laiche e di libertà sul fronte dell'autodeterminazione inividuale e della ricerca scientifica, tra l'altro promuovendo cinque sessioni internazionali del Congresso mondiale per la libertà di ricerca, co-promosse dal partito radicale, ma totalmente finanziate dall'associazione stessa. Il coinvolgimento dei malati e degli scienziati nell'azione, spesso sfociata in vittoriosi ricorsi davanti a giurisdizioni nazionali e internazionali e in azioni di disobbedienza civile, ha dato corpo al connotato nonviolento espresso nel motto "dal copro dei malati al cuore della politica". Finora, la scelta del Tesoriere del Partito radicale è stata di ignorare completamente tale attività, segnalandosi per la propria assenza e introducendo un elemento di grave debolezza per tutti. L'associazione ha rappresentato un piccolo modello -perfettibilissimo e inadeguato quanto si vuole, di politica radicale anche rispetto alla regolarità delle nostre riunioni e congressi e alla pubblicità assoluta dei nostri atti, ben al di là degli obblighi di legge: bilanci, relazioni di tesoreria, quadro degli stipendi dei dipendenti. Il fatto che il valore di tale modello non solo non sia colto, ma sia nei fatti combattuto proprio dal Tesoriere del Partito radicale rappresenta un problema per il partito stesso molto più che per l'associazione Luca Coscioni. Ho iniziato parlando di una situazione internamente solida, ma esternamente inadeguata. Pur non avendo fatto breccia nell'opinione pubblica se non episodicamente, assieme a Filomena Gallo ci presentiamo a questo congresso convinti di all'associazione e alle nostre speranzeoffrire una condizione migliore rispetto a quella di una anno fa.

Categorie: Radicali

«Sui giudici della Corte costituzionale il Parlamento dà cattivo spettacolo»

Mar, 30/09/2014 - 14:13
«Sui giudici della Corte costituzionale il Parlamento dà cattivo spettacolo»Corriere della Sera30 Set 2014Sergio RizzoFecondazione eterologa

La Corte di giustizia europea. Poi l’Antitrust, per sette anni. Quindi altri nove alla Corte costituzionale che lascerà il 9 novembre, domenica: giusto una settimana prima del settantaduesimo compleanno. Ne ha viste abbastanza, il presidente della Consulta Giuseppe Tesauro, per non essere scandalizzato dalla durata di quella che chiama «la riflessione».

Tre mesi e mezzo per non riuscire ad eleggere due giudici costituzionali. Alla faccia della riflessione. 
«Vogliono riflettere molto? Benissimo. Ma si poteva fare anche con discrezione. Lo spettacolo che stanno dando in Parlamento si riverbera in modo molto negativo sull’immagine della Corte, come se fosse diventata terreno per scorribande politiche. Con il rischio di invischiare anche il presidente della Repubblica, che dovrà a sua volta nominare due di noi». 

 

 

Spettacolo indecente, ma quante volte l’abbiamo visto?
«Non in un momento come questo. La Corte è diventata oggetto di una retorica anti-istituzionale. Vittima di una cattiva e ingiusta considerazione, che va dai nostri compensi alle decisioni stesse della Consulta». 

La sentenza con cui avete decretato l’incostituzionalità dei tagli agli stipendi dei magistrati ha certo contribuito. 
«Lo so. Ma lì c’era in ballo il principio dell’eguaglianza tributaria. Se volevano aumentare il prelievo sulle retribuzioni più elevate dovevano farlo per tutti e non solo per i giudici». 

Ma perché mai il taglio della paga potrebbe compromettere l’indipendenza dei magistrati, com’è stato argomentato? 
«La costituzione americana prescrive l’intangibilità delle retribuzioni dei giudici della Corte suprema durante il loro incarico. Un organo che fa da contrappeso al governo va tutelato proprio rispetto al potere politico. Anche se comprendo che da noi questo dogma possa venire guardato male. Ci sono magistrati che fanno dell’indipendenza la sorella dell’irresponsabilità, vero. Resta il fatto che l’indipendenza è fondamentale». 

Come si concilia l’indipendenza con la provenienza politica di alcuni giudici? 
«Abbiamo avuto grandi giudici e grandi presidenti che erano stati politici. Ricordo per esempio Mauro Ferri. Il contributo di chi ha avuto esperienza in politica spesso è addirittura determinante». 

Berlusconi arrivò ad accusare la Consulta di essere egemonizzata dalla sinistra. 
«La verità è che il mondo politico soffre il ruolo della Corte, concepita per limitarne il potere e correggerne le intemperanze. E del resto i partiti tendono sempre a delegittimare qualunque istituzione indipendente. L’ho provato all’Antitrust». 

La sua busta paga? 
«Il nostro stipendio è rapportato a quello dei magistrati, in misura leggermente superiore. Pur non avendo l’obbligo di farlo, ci siamo adeguati alla logica dei tetti. Guadagno 12 mila e dispari netti al mese. Certo, se si considera la situazione del Paese siamo dei privilegiati. Ma, deve credermi, ci sono decisioni per cui non dormiamo la notte. Non si trascuri la funzione importantissima che ha la Consulta nel Paese. Se il tasso di civiltà giuridica è cresciuto, si deve alle decisioni della Corte. Pensiamo alle questioni dei diritti fondamentali come la sentenza sulle unioni delle persone dello stesso sesso, a cui abbiamo riconosciuto integralmente i diritti». 

Poi però il Parlamento non ha mai fatto la legge. 
«Ma il principio è stato affermato. Come sulla fecondazione eterologa. La legge 40 l’ha vietata, ma senza un fondamento giuridico costituzionale. Qui c’è in ballo il diritto decisivo a creare una famiglia con dei figli, riconosciuto con le adozioni e la fecondazione omologa: perché non dovrebbe esserlo anche con l’eterologa? L’abbiamo definita una libertà incoercibile, utilizzando la formula dell’“autodeterminazione” e non del “diritto”, come avrei preferito. Parlare di diritto urtava suscettibilità interne ed esterne. Senza contare che avrebbe portato al coinvolgimento immediato del Servizio sanitario nazionale». 

Lei è cattolico? 
«Lo sono. Faccio anche la comunione, sebbene non tutte le domeniche. Ma sono pure un giudice della Consulta. E mi dica che senso costituzionale c’è in un divieto del genere. È costituzionale una norma che spinge ad andare all’estero a spendere una fortuna per avere un figlio proprio? In tutta Europa la fondazione eterologa era vietata solo in Italia, Turchia e Lituania». 

Purtroppo non siamo avvezzi a guardare quello che succede in Europa. 
«Noi cerchiamo di farlo, come dimostrano le sentenze con le quali abbiamo recepito importanti decisioni della Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo, per esempio sulla revisione dei processi non equi, e della Corte di giustizia di Lussemburgo. Il rapporto con le Corti internazionali è importantissimo, perché il prezzo che l’Italia paga per non osservare le direttive comunitarie è enorme». 

Talvolta si ha l’idea che la cosa non ci riguardi. 
«Sull’Europa abbiamo investito troppo poco, al contrario di altri. Pensi a Paesi come la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda, che si sono modernizzati grazie ai fondi di coesione. Loro stabiliscono ciò di cui hanno bisogno e si presentano con progetti seri e realizzabili. Noi invece andiamo con la mano aperta: dateci i soldi, poi si vedrà come utilizzarli. È un atteggiamento culturale generale che riguarda soprattutto il Sud, e lo dico da meridionale». 

Sotto accusa per il cattivo uso dei fondi europei ci sono le Regioni, pilastri di un apparato istituzionale sempre più confuso e inefficiente. 
«Posso dire che sul riparto delle competenze fra Stato e Regioni la Corte ha disperatamente cercato di trovare un equilibrio. L’ambiente, per esempio, è senza confini: e deve toccare allo Stato centrale. Idem la concorrenza». 

Il suo punto di vista sulla riforma di Matteo Renzi? 
«Ci sono cose buone e altre che possono essere migliorate. È una riforma che necessita di una sedimentazione maggiore. Il titolo V del 2001 fu fatto in una nottata e abbiamo visto il risultato. La logica del “purché si faccia” non può funzionare: l’articolazione delle competenze è questione troppo delicata». 

C’è chi dice che anziché le Province si dovevano abolire le Regioni. 
«Nell’idea dei costituenti c’erano anche le Regioni, ma non tante così. Una rivisitazione profonda delle autonomie locali è necessaria. Ma seria e meditata. Non fatta in fretta e furia sull’onda degli scandali di questo o quel consiglio regionale». 

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Video Bertolucci conferma che Roma non è accessibile. Marino nulla da dichiarare?

Mar, 30/09/2014 - 14:00
Video Bertolucci conferma che Roma non è accessibile. Marino nulla da dichiarare?Alessandro Gerardi30 Set 2014Barriere architettoniche

Dichiarazione di Alessandro Gerardi, Consigliere Generale dell’Associazione Luca Coscioni

 

Il video "Scarpette rosse" girato dal regista Bernardo Bertolucci dimostra l'autentica via crucis che le persone disabili devono affrontare ogni giorno a causa della presenza delle barriere architettoniche sparse ovunque sul suolo capitolino che impediscono a chi soffre di ridotte capacità motorie di accedere agli spazi pubblici. Altro che città all'altezza delle grandi metropoli europee, ormai a Roma le persone diversamente abili vivono una situazione non più sostenibile, costrette a spostarsi da un luogo all'altro in modo non autonomo e dignitoso; una realtà che ci umilia agli occhi degli altri Paesi e rispetto alla quale la Giunta e il Sindaco Marino devono cominciare ad assumersi per intero tutte le loro responsabilità, visto e considerato che non più tardi di qualche mese fa - su iniziativa dell'Associazione Luca Coscioni - l'amministrazione capitolina è stata condannata per ben due volte per aver tenuto una comportamento discriminatorio nei confronti delle persone con disabilità motorie proprio a causa del mancato abbattimento delle barriere architettoniche. Ci appelliamo dunque al regista Bertolucci invitandolo a sostenere le battaglie giudiziarie che abbiamo promosso e intendiamo promuovere nei confronti di Roma Capitale per contrastare i comportamenti discriminatori posti in essere da questa amministrazione comunale nei confronti dei portatori di handicap.

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Eterologa, molte associazioni contro i paletti nelle linee guida e nelle scelte delle Regioni

Mar, 30/09/2014 - 08:24
Eterologa, molte associazioni contro i paletti nelle linee guida e nelle scelte delle RegioniRepubblica.it30 Set 2014Sara FicocelliFecondazione eterologa

ROMA - La fecondazione eterologa, o meglio la donazione di gameti, consiste nell'utilizzo di ovociti e/o spermatozoi esterni alla coppia per un ciclo di procreazione assistita. Si tratta quindi di inseminazione intrauterina con seme di donatore, oppure di fecondazione assistita con ovociti e/o seme ottenuto da donatori. "In Italia  -  spiega l'embriologa Laura Rienzi, presidente Sierr (Società italiana embriologia riproduzione e ricerca) - la legge che regolamenta la procreazione medicalmente assistita (PMA), la Legge 40/2004, e quindi anche la donazione di gameti, prevede che l'accesso alla tecnica sia limitato a coppie infertili in età potenzialmente fertile, maggiorenni e di sesso diverso. Non possono quindi accedere alla donazione donne single oppure coppie dello stesso sesso".

I criteri di selezione dei donatori
La sentenza della Corte Costituzionale (162/2014) ha cancellato ora gli articoli della Legge 40 che vietavano l'utilizzo di gameti esterni alla coppia, reintroducendo in Italia questa possibilità. La differenza tra la tecnica omologa e quella eterologa è sostanzialmente legata alla presenza di un donatore: se da una parte non ci sono problemi tecnici e procedurali legati a tale approccio, sono invece necessarie linee guida per definire i criteri di selezione dei donatori e gli esami da effettuare per garantire la massima sicurezza per i riceventi e regolamentare il numero di bambini che possono nascere per ogni donatore (possibile solo con la costituzione di registri dei donatori). "In particolare - continua Rienzi - i donatori (siano essi di uova o di spermatozoi) devono essere selezionati e controllati sulla base dell'allegato III punto 3 della direttiva europea 17/2006/CE. In breve, la normativa richiede una precisa valutazione dell'idoneità del donatore, che comprende l'età, lo stato di salute e la storia clinica, lo screening completo delle malattie infettive e di specifiche mutazioni genetiche. Le Società scientifiche Italiane di ginecologia, embriologia e andrologia hanno stilato un documento condiviso per affrontare tutti questi aspetti".

Il fattore età: una discriminazione?
"Il documento della Conferenza delle Regioni  - spiega invece Antonino Guglielmino, direttore del centro U.M.R. di Catania, che cura una delle coppie che ha presentato i ricorsi sulla fecondazione eterologa - stabilisce l'età dei donatori maschili compresa tra 18 e 40, l'età delle donatrici tra 20 e 35, e l'età massima per le riceventi che non superi i 50 anni. La possibilità di avere l'eterologa con la copertura del Sistema sanitario pubblico è prevista fino a 43 anni. Le cellule riproduttive di un medesimo donatore non potranno determinare più di dieci nascite. Tale limite può essere derogato esclusivamente nei casi in cui una coppia, che abbia già avuto un figlio tramite procreazione assistita di tipo eterologo, intenda sottoporsi nuovamente a tale pratica utilizzando le cellule riproduttive del medesimo donatore".

Molte regioni fin dal 2004 hanno dunque emanato linee guida regionali sulla fecondazione assistita che prevedono a carico del servizio sanitario regionale le tecniche di Pma solo entro i 41 o 43 anni di età. Ma sia nelle linee guida nazionali sulla legge 40 che nella stessa legge non è previsto un limite di età. Questa tendenza è stata poi confermata anche per le linee guida sull'eterologa, prevedendo un limite massimo di 43 anni per la donna che accede alle tecniche. La motivazione addotta è che le risorse regionali sono scarse e bisogna garantire chi ha più chance.

"Ma di fatto  -  spiega l'avvocato Filomena Gallo, docente di Legislazione ed etica nelle biotecnologie in campo umano dell'università di Teramo - questo limite è incostituzionale perché discrimina in base alla gravità dello stato di infertilità e all'età, anche alla luce del fatto che la legge madre, tra i requisiti, prevede un'età potenzialmente fertile, non indicando quella definitiva, in considerazione del fatto che vi è differenza tra donna e donna. La discriminazione effettuata è insomma gravissima: proviamo a immaginare se trasferissimo questo limite e la relativa giustificazione alle altre patologie. Sarebbe come prevedere che un malato di cancro possa accedere alla chemio se ha meno di 50 anni altrimenti no, meglio risparmiare quei soldi pubblici. In materia di accesso alle cure, non possono essere utilizzati questi criteri giustificandoli con la mancanza di copertura economica, le cure devono essere accessibili a tutti". 

"Le linee guida comportano il grave e importante rischio di inserire solo apparentemente o parzialmente nei Lea la Pma eterologa  - spiega Giovanni La Sala, direttore di ostetricia e ginecologia dell'arcispedale S-Maria Nuova-IRCCS di Reggio Emilia, docente presso l'università di Modena e Reggio Emilia - poiché circa l'80-85% della domanda di eterologa è rappresentata da coppie che hanno bisogno di ovociti di donatrici e nelle quali le donne, in media tra i 42 e i 43 anni, hanno alle spalle diversi cicli di Pma omologa non andati a buon fine".

Se tre cicli non bastano
Il limite dell'età, inoltre, non è l'unico paletto: "Il Ssn  - continua Sala - copre i costi delle tecniche di Pma eterologa solo per un massimo di 3 cicli. Non è specificato se il limite dei 3 cicli vada riferito soltanto alle tecniche di Pma di II livello (fecondazione in vitro degli ovociti) o comprenda anche quelle di I livello (inseminazione degli spermatozoi nell'utero), e inoltre tale limite è del tutto arbitrario dal punto vista clinico-scientifico in quanto è ormai dimostrato che l'efficacia delle tecniche di Pma si riduce drasticamente non dopo 3 cicli, ma dopo 6. In altri termini, il Ssn è universalistico per la prima metà dell'impiego delle tecniche di Pma e diventa privatistico per la seconda metà".

La posizione delle associazioni
"Molte Regioni - spiega Federica Casadei, dell'associazione 'Cerco un Bimbo'  - fin dal 2004 hanno emanato linee guida regionali sulla fecondazione assistita che prevedono a carico del servizio sanitario regionale le tecniche di Pma solo entro i 41 o 43 anni di età. Questa previsione entra in contrasto sia nelle linee guida nazionali sulla legge 40 che nella stessa legge, dove non è previsto un limite di età. La tendenza è stata poi confermata anche per le linee guida sull'eterologa di alcune Regioni, che prevedono il limite massimo di 43 anni per la donna che accede alle tecniche".

Anche secondo Laura Pisano, dell'associazione 'L'altra cicogna', le cure devono essere accessibili a tutti: "I Lea, fermi al 2001, non includono sterilità e infertilità. Questo ritardo influenza anche le Regioni per le risorse disponibili, discriminando le coppie dove la donna ha più di 43 anni. In nessun Paese comunitario è previsto tale limite".

La diagnosi preimpianto per le coppie infertili e sterili è prevista dalla legge 40 (art. 14, c 5 art 6 e art 13), ed è applicabile nelle strutture pubbliche e private che risultano autorizzate ad applicare tecniche di fecondazione in vitro (Livello II e III). In Italia però essa non viene eseguita nelle strutture pubbliche, determinando un danno alle coppie che, per evitare un aborto, se portatrici di patologie genetiche, sono costrette a rivolgersi a strutture private. 

Nel 2012 l'associazione Luca Coscioni ha ottenuto che il Tribunale di Cagliari ordinasse al laboratorio di citogenetica dell'ospedale Microcitemico di Cagliari di eseguire l'indagine diagnostica preimpianto o di utilizzare strutture esterne a seguito della fecondazione in vitro della coppia infertile ricorrente. In Sardegna, quindi, le coppie possono effettuare diagnosi preimpianto, ma nelle altre Regioni spesso le strutture non sono predisposte per l'indagine. Un esempio per tutti la Lombardia: nonostante l'ospedale Mangiagalli sia pronto per partire con la tecnica, esso resta in attesa di una risposta dal ministero, come se ancora dovesse essere chiarita la liceità della tecnica.

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Puntata del Maratoneta di sabato 27 settembre

Lun, 29/09/2014 - 14:29
Puntata del Maratoneta di sabato 27 settembreradioradicale.it29 Set 2014Eutanasia

Sommario: riproduzione di alcuni interventi delle commissioni eutanasia e autodeterminazione e disabilità e salute dell'XI Congresso Coscioni, Marco Cappato, Carlo Troilo e Marcello Crivellini. Audizione nella V Commissione Regione Campania di due rappresentanti dell'Associazione Luca Coscioni sulle linee guida per la fecondazione eterologa. Partecipano in collegamento telefonico: Angela Cortese (Consigliere Regione Campania del PD) e Domenico Danza (direttore del "Centro Mediterraneo Medicina della Riproduzione" di Salerno).

Ascolta la registrazione

 

Il Maratoneta
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Osimo, i poliambulatori inaccessibili ai disabili motori

Dom, 28/09/2014 - 09:44
Osimo, i poliambulatori inaccessibili ai disabili motori Il Resto del Carlino, Corriere Adriatico28 Set 2014Renato BiondiniBarriere architettoniche

 

 

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