Luca Coscioni

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Resoconto assemblea cellula Coscioni di Ancona del 29/10/2014 - verbale

Lun, 03/11/2014 - 18:37
Politica

CELLULA  di  ANCONA   ASS.  LUCA  COSCIONI

VERBALE   RIUNIONE  DEL  29  OTTOBRE 2014

                                          

                  A Senigallia  presso il Ristorante Manducando si è svolta la seconda riunione del 2014  della Cellula di Ancona dell’ass. Luca Coscioni.

 

                La riunione ha avuto inizio alle ore 21,00  alla presenza di

                 Anna Maria Bernardini (tesoriere),

                Guido Silvestri (presidente),    

                Renato Biondini  (segretario)

                Ruggero Fabri 

                Gianluigi Mazzufferi

             

                 assenti

                 Laura Viezzoli

                 Gianfranco Cardarelli

                 Nazzareno Ciucciomei

 

                 Il segretario Renato Biondini fa presente in pimis che la cellula Coscioni di Ancona per il 2014 è costituita da 8 soci tutti iscritti all’associazione Luca Coscioni  e che alla riunione sono presenti  in 5, mentre 3 sono assenti.

                 Il tesoriere  fa presente che il saldo della cassa della cellula al momento è di € 175,50  euro, rispetto alla situazione al 14 settembre 2013  con un saldo di € 728,50,  abbiamo sostenuto una serie di spese a fronte delle varie iniziative intraprese nel 2014 (vedi allegato) le  quali non hanno portato gli incassi sperati come per esempio la mostra itinerante sull’ass. Coscioni  anche perché in alcuni casi, vedi Jesi,  il comune chiede un contributo per l’utilizzo degli spazi espositivi  che vanno a diminuire le offerte e gli incassi ottenuti. Nel futuro dovremmo spendere con più oculatezza le risorse a disposizione  valutando meglio costi/benefici delle varie iniziative con le relative spese da sostenere.

 

                  Come  ripetuto anche nelle volte precedenti e negli anni precedenti l’obiettivo strategico quindi che dovremmo porci anche per il 2015 è quello di trovare dei nuovi iscritti alla Coscioni.

                  Da  questo punto di vista un bel risultato per l’ass. Coscioni nelle Marche è stata per il 2014  quella dell’iscrizione del dr.  Ruggero Fabri, radicale storico che di nuovo si sta impegnando nell’attività di militanza nel pesarese.

                  Ha preso la parola  Ruggero Fabri  che ha illustrato l’attività che ha svolto nel 2014 e le iniziative in programma:

                  A maggio del 2014  è stato presentato il libro del dr. Crivellini,”Sanità e salute: due storie diverse”   con i principali candidati a Sindaco, evento che avuto molto successo visto che la libreria era piena di persone nel corso della quale sono state raccolte delle firme sulla petizione affinché il Parlamento metta in discussione la proposta di legge d’iniziativa popolare sull’eutanasia legale, firmata tra l’altro dal candidato a sindaco di Pesaro Ricci. A settembre del 2014  nel corso dell’evento nazionale Cento città per l’eutanasia legale, ha organizzato un tavolo raccolta firme nel corso del quale  sono state raccolte molte firme sulla petizione per l’istituzione dei DAT nel comune di Pesaro. Ruggero a partecipato insieme al sottoscritto  all’ XI congresso della Coscioni a Roma (dal 19 al 21 settembre) e per il 21 novembre ha  in programma un altro evento e cioè  la presentazione del libro “l’ultimo gesto d’amore”  con Mina Welby a seguito della presentazione al comune di Pesaro di una lettera per  l’istituzione del registro testamento biologico. Si spera che grazie a questa attività il comune di Pesaro decida di istituire questo registro dei testamenti biologici e si possa creare un nucleo di iscritti per costituire una nuova cellula Coscioni a Pesaro.

 

                            Gli obiettivi che ci eravamo posti nella prima riunione del 2014 a Senigallia erano:

-      In primis rispettare  i criteri  per  il mantenimento dello status della nostra  cellula secondo lo statuto del’associazione Luca Coscioni e cioè  “trovare”  nel 2014,  due nuovi iscritti alla cellula di Ancona rispetto a iscritti all’anno precedente  e  raccogliere almeno 100 firme di cittadini che sottoscrivono una nostra raccolta firme su  di una petizione o similari con la relativa liberatoria sulla privacy.                                                                                                                                  Ora  queste condizioni non sono più necessarie  in quanto nel corso del XI congresso Coscioni di settembre, ho proposto un emendamento allo statuto che è stato approvato dall’assemblea. Adesso la condizione di esistenza della cellula Coscioni è solo quella della presenza di almeno 5 iscritti alla Coscioni  Per  me è stato un bel risultato anche perché come ho detto al congresso  le regole se ci sono devono essere rispettate e mi sembra che la regola precedente dei due nuovi iscritti non veniva rispettata e quindi molte cellule avrebbero dovuto perdere lo status di cellula.

 

Per il 2014  si era deciso di predisporre  tre petizioni di raccolta firme su tre tematiche  specifiche su tre temi centrali delle battaglie politiche della Coscioni                                                                                                 

1) petizione indirizzata alla Regione Marche per l’ utilizzo della pillola per l’aborto farmacologico (petizione già utilizzata nel 2013)                                                         2) petizione indirizzata al Parlamento per calendarizzare quanto prima la discussione sulla proposta di legge per l’eutanasia legale,                                                             3) petizione per  l’adozione dei P.E.B.A. (piani di eliminazione delle barriere architettoniche) da  parte dei comuni delle Marche.  

                               

Questo obiettivo è stato raggiunto in parte nel senso che sulle prime due sono state raccolte delle firme, mentre suo terzo invece che di raccolte firme abbiamo proseguito questa battaglia contro le barriere architettoniche altri modi, come la partecipazione al coordinamento A.Re.A. (associazioni in rete di Ancona) che tra i vari progetti che sta portando avanti c’è anche quello delle barriere architettoniche e sensoriali.  In effetti avevo in programma dei tavoli raccolta firme ad Ancona, ma per  fare la domanda di occupazione suolo pubblico e la relativa autorizzazione occorre due bolli di 14,62 euro ciascuno. Totale quasi 30 euro. Questo è un costo che non ci possiamo permettere a meno che in una domanda facciamo richiesta di diversi giorni/settimane in modo da suddividere la spesa in diversi giorni.

Ritengo che su questo  dovremmo consultare i dirigenti romani perché se è vero che c’è una legge che dice che per le iniziative politiche non si deve pagare nessuna tassa di occupazione suolo pubblico è anche vero che il regolamento del comune di Ancona parla di bolli che credo sia una cosa diversa.

 

Libertà  di   ricerca scientifica

                 Si era pensato di organizzare  un incontro sulla ricerca scientifica e la scienza medica a Senigallia   con la presenza di Guido Silvestri, ma siccome le sue visite a Senigallia sono sempre di pochi giorni e in periodi diversi, un’idea che ha suggerito Gianluigi Mazzufferi condivisa da tutti è quella di organizzare degli incontri con le scuole superiori della prov. di Ancona sul tema degli OGM che è un argomento che può interessare i ragazzi chiamando un esperto pro-OGM. Le scuole che potrebbero essere coinvolte  sono la scuola alberghiera di Senigallia l’istituto Benincasa di Ancona, dove la direttrice/preside conosce Guido Silvestri.

                  Prende la parola  Anna Maria Bernardini che conferma la bontà dell’idea anche perché la nostra associazione anche per individuare nuove leve e nuovi militanti dovrebbe puntare sui giovani come gli studenti delle scuole superiori.

                  Guido Silvestri  ribadisce che il ruolo della scienza nella società moderna è fondamentale e la politica  dovrebbe adeguare le proprie scelte alle varie conquiste della scienza.

                  Il segretario (Renato B.) accetta questa proposta e si impegna, dopo che avremmo individuato il relatore a  contattare le varie scuole che potrebbero essere interessate, come l’istituto Benincasa di Ancona che già conosce Guido Silvestri e che quindi potremmo più facilmente essere accolti nella loro scuola.

                 

                                 

                   Libertà di cura  e autoderminazione nel fine vita

Su  questo versante abbiamo organizzato  ad Ancona la presentazione del libro “Ru486 non tutte le streghe sono state bruciate”  a marzo 2014, insieme all’ AIED.

Ho partecipato ad Ancona alla festa universitaria  Gulliverock  raccogliendo firme sulla petizione per  l’utilizzo nelle Marche della pillola Ru486.

Il 12 settembre  ad Ancona abbiamo aderito alla manifestazione  Cento città per l’eutanasia legale, distribuendo quasi 500 volantini davanti al comune di Ancona. Io e  Federico Tortorelli avevamo anche dei cartelli al collo, tra i quali uno diceva “Chiediamo il registro testamento biologico”.Abbiamo avuto la visita di una coppia  della DIGOS  e di un carabiniere che ci ha chiesto le generalità (lo stato è forte con i deboli e debole con i forti)..A  Pesaro invece  Ruggero ha fatto un tavolo di raccolta firme sul fine vita nel corso della fiera cittadina, che ha avuto un grande successo.

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                     Disabilità  e  diritti

                       Come sapete la nostra cellula sta partecipando al coordinamento  A.Re.A.  (associazioni in rete di Ancona) con diverse iniziative  tra cui  il progetto  “una città per tutti”,

                      Il Consiglio Direttivo  di  A.Re.A. di lunedì 13 gennaio ha deciso che per l'anno 2014 partiranno tre progetti.
1) Progetto barriere/peba – abbattere le barriere architettoniche e adozione dei PEBA;
2) Progetto lavoro "Normativa inserimento lavorativo persone disabili";
3) progetto "Festa A.Re.A." con l'obiettivo di fare conoscere A.Re.A. ed i suoi progetti alla cittadinanza di Ancona.
Per quanto riguarda il progetto lavoro e disabili, come Area e cellula Cosiconi di Ancona abbiamo fatto due lettere al Centro per l’impiego di Ancona per avere se la legge 68 del 1999 è rispettata  cioè se le aziende private e pubbliche amministrazioni hanno assunto il numero dei disabili previste per legge  una percentuale rispetto al numero dei dipendenti.  Il centro per l’impiego di Ancona non ci ha dato le informazioni richieste perché le lettere che avevamo inviato non erano firmate dal rappresentante legale!  Pochi giorni fa abbiamo dovuto inviare una lettera firmata da Filomena Gallo.  Che paese l’Italia, queste informazioni dovrebbero essere pubbliche per tutti, invece, siccome la legge non è rispettata, queste informazioni vengono tenute nascoste. In verità ci sono delle associazioni che collaborano con i Centri per l’impiego che queste informazioni le conoscono ma fanno finta di niente. non “dicono” niente.

                  Ruggero  Fabri  fa presente che su questa tematica dell’inserimento lavorativo dei disabili, in questo momento di crisi economica, non vale la pena dedicarsi e spendere energie, si dovrebbe puntare su altre iniziative, il segretario (Biondini)  fa presente che  questo è un progetto condiviso da diverse associazioni del coordinamento A.Re.A. e che comunque nel 2015 si dovrà decidere quali progetti proseguire e portare avanti, decidendo magari di lasciar perdere questo progetto e dedicarsi ad altro.

                    Per quanto riguarda invece il tema delle barriere, il coordinamento Area aveva deciso di organizzare un  evento informativo/formativo sui PEBA con la collaborazione  dell’ ANCI  Marche.  Abbiamo avuto un incontro con  presidente Mangialardi, nonché sindaco di Senigallia.  Lui era d’accordo di fare questo evento, perç a tutt’oggi la segretaria ANCI di Ancona, nonostante diversi solleciti non ci ha ancora chiamato per iniziare ad organizzare questo evento.

                     Da  ricordare che il coordinamento A.Re.A.  ha  organizzato  ad Ancona una festa sulla disabilità contro ogni pregiudizio, il giorno 21 settembre in piazza Roma, io purtroppo ero a Roma per il congresso, la cui data è stata fissata dopo rispetto alla festa Area e siccome io volevo quest’anno andare al congresso non ho potuto partecipare alla festa. Avevo chiesto agli altri iscritti  di farsi vedere alla festa, ma nessuno è potuto andare. Mi hanno detto che è stata una bella festa, noi avevamo a disposizione uno spazio su di uno stend, ma siccome non c’era nessuno di noi non abbiamo potuto farci conoscere.

                     Sul tema delle barriere architettoniche/PEba  volevo ricordare che la regione Marche a seguito delle nostre iniziative sui PEBA  che abbiamo portato avanti come Coscioni dal 2012 ad oggi, ha pensato per sanare la sua illegalità di predisporre una piattaforma informativa chiamata WEBPEBA  per monitorare le varie barriere architettoniche presenti nel territorio.E’ stata fatta una conferenza stampa da parte del vice presidente della Giunta regionale Canzian,  io sono stato inviato dal presidente della Consulta regionale sulla disabiltà anche se (come cellula Coscioni di Ancona) non facciamo parte ufficialmente della consulta. Il giorno successivo ho fatto il comunicato  “la regione marche inizia la campagna elettorale sulla pelle dei disabili”.

                     Da ricordare che il 2014  nella vertenza di Lucia Giatti contro il comune di S. paolo di Jesi, la Corte di Appello di Ancona ha rimandato la decisione nel 2017, se da un certo punto di vista c’è stata una certa delusione, la bella notizia è stata quella che il comune di S. Paolo diJesi ha istallato l’acensore . Abbiamo fatto una conferenza stampa  sulla vicenda a S.Paolo di Jesi, è venuta anche ETV Marche che ci ha intervistati ma siccome  Lucia Giatti era una candidata ed eravamo in campagna elettorale non ha potuto mandare in onda il servizio per par condicio.

                  Sul tema della disabilità c’è da dire che a fine settembre e inizio ottobre sono usciti nei quotidiani locali dei nostri comunicati stampa, in particolare quello apparso sul Carlino da titolo  l’ASUR,ad Osimo, discrimina i disabili”  per un servo scala al poliambulatorio che non funziona  e l’latro sul Corriere adriatico, meno evidente, sul mancato rispetto della legge 68/1999 sull’inserimento lavorativo dei disabili.

                     Sempre sul tema della disabilità stiamo scrivendo insieme a Lucia Giatti una lettera al consorzio CIS  che sta costruendo una nuova piscina a Moioe di Maiolati Spontini per sapere se è accessibile ai disabili motori.

                     Da  notare inoltre su questo tema che mi hanno contattato due persone disabili per poter risolvere dei loro problemi di mobilità e accessibilità, io gli ho chiesto di inviarmi  una piccola relazione/spiegazione su come stanno le cose, per vedere se possiamo aiutarli.

 

                       Come avevo pensato di fare, ho predisposto una mostra fotografica sull’ass. Cosiconi che sto cercando di portare in varie città delle Marche, l’ho svolta a Castelfidardo e jesi, l’avevo chiesta anche al comune di Recanati, Numana e Osimo, che però non mi hanno neanche risposto. Il comune di Ancona mi ha risposto è in programma a dicembre 2014. Quello che è da far presente che alcune città per utilizzare i propri locali chiedono dei soldi e quindi il ricavato delle offerte va a coprire queste spese.

                .    Questa mostra non vuole essere una mostra esaustiva e organica sull’ass Coscioni, ma  un pretesto  per farci conoscere e fare iniziativa politica, per esempio  distribuendo del materiale informativo, raccogliere firme sulle nostre petizioni, raccogliere fondi, iscrizioni ecc…

                 

                   Appuntamenti  fine 2014  ai quali chiedo a tutti voi di partecipare

  

-       Il 15  novembre  sabato  ad Ancona  seminario/convegno sulla tematica delle barriere architettoniche  con la presenza di alcuni dirigenti della Coscioni   come Filomena Gallo, Gustavo Fraticelli, Rocco Berardo, Alessandro Garardi ecc..  (durerà mattino e pomeriggio   pausa pranzo  a 15 euro) 

-      21  novembre a Pesaro   presentazione libro di Mina Welby 

-      Dal  15  al  19  dicembre  mostra Coscioni ad  Ancona  piazza Roma                                                                                                   

Per  il  2015  pensavo di concentrarci su queste iniziative:

-      la mostra  fotografica su alcune città prov. Ancona

-      eventi  ad Ancona, sul tema dei D.A.T. (testamenti biologici)     

-      incontri in varie scuole della prov. di Ancona sul tema OGM                                                                                                                                    L’ incontro  si è concluso alle 11,30.

 

Da  mettere  in evidenza  che  alla fine della riunione/cena  il prof. Guido Silvestri ha pagato la cena per tutti e le varie persone presenti invece che pagare il ristorante hanno devoluto la loro quota come offerta alla cellula Coscioni.  Da mettere in evidenza inoltre che alcuni iscritti e in particolare un amico  di Guido e Gianluigi, tra l’altro non iscritto all’ass. Coscioni, hanno fatto un’offerta  molto più alta del prezzo pattuito della cena.  Alla fine abbiamo raccolto complessivamente  250 euro, riuscendo così a aumentare considerevolmente il fondo cassa della nostra cellula che ora è di € 425,50.

 

 

 

        

 

Data: Mercoledì, 29 Ottobre, 2014 - 21:00Città: SenigalliaOrganizzatore: Renato Biondini AllegatoDimensione Verbale29102014.pdf113.72 KB
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Assistenza disabili: la salute dei malati non può essere oggetto di compromesso politico. Domani in piazza davanti al MEF

Lun, 03/11/2014 - 16:15
Assistenza disabili: la salute dei malati non può essere oggetto di compromesso politico. Domani in piazza davanti al MEFAssociazione Luca Coscioni3 Nov 2014Sanità

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, di Sabrina Di Giulio e Gustavo Fraticelli, vice-segretari dell’Associazione Luca Coscioni con Mina Welby, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni 

Domani, 4 novembre, la  Fish e la Fand avranno un incontro con il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali  Poletti per discutere delle problematiche relative ai tagli al  Fondo per la non autosufficienza. Mentre il Comitato 16 novembre farà un presidio davanti al Ministero dell’Economia e Finanze (MEF). 

Nella logica dell’adesione apprezziamo la convocazione da parte del Ministro Poletti ma per testimoniare la nostra presenza, secondo il motto della nostra associazione ‘dal corpo del malato al cuore della politica’, ci vediamo costretti a rimanere fuori dal Palazzo, insieme al Comitato 16 novembre alle 10:30 davanti al MEF: rifiutiamo l’azione compromissoria e, perciò, di mercimonio politico in ordine all’esigibilità dei diritti fondamentali delle persone disabili. 

Il Fondo è l’unico sostegno per migliaia di persone colpite da gravi disabilità e per i loro familiari, che spesso sono costretti a rinunciare al lavoro per poter assistere i loro cari oppure a ricorrere ad un aiuto esterno economicamente gravoso,  talvolta insostenibile.  Far mancare questo aiuto,  già di per sé insufficiente,  vuol dire condannare  i malati a vivere negli istituti o nei reparti di Rianimazione degli ospedali con notevoli costi per lo Stato.

Le conseguenze sarebbero devastanti per i malati che trovano nel calore affettivo del loro ambiente familiare l’energia necessaria per combattere la malattia e per vivere. 

Se le politiche sanitarie degli ultimi anni, per garantire ai pazienti una qualità di vita migliore e per diminuire le spese statali, si stanno orientando ad una domiciliazione delle cure anche per pazienti gravi, non comprendiamo la mancanza di un Piano socio- assistenziale nazionale e i continui tagli di bilancio in questo settore.

Non comprendiamo come lo Stato possa trasgredire il dettato costituzionale che all’art. 32 tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo.

Non comprendiamo come il Governo possa fermarsi alle uscite mediatiche del Premier che si lancia un secchio d’acqua fredda in testa e poi non faccia nulla di concreto per i Lea e il nomenclatore tariffario.

Non comprendiamo come dopo tanti anni i disabili e le loro famiglie siano ancora costretti a sedersi intorno ad un tavolo e trattare per ricevere qualcosa che spetta loro di diritto. In un momento di crisi la tutela dei malati e dei disabili non sarebbe dovuta messa in pericolo dai tagli; si tratta di un settore della vita sociale intoccabile da qualsiasi revisione della spesa pubblica. Confidiamo che il Ministro Poletti apra una strada totalmente diversa da quella dei suoi predecessori e finalmente garantisca assistenza e le condizioni per una vita indipendente ai migliaia di malati.

 

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“Contro Brittany quelli della ‘visione unica’. Rileggete la lettera di Welby per capire”

Lun, 03/11/2014 - 14:58
“Contro Brittany quelli della ‘visione unica’. Rileggete la lettera di Welby per capire”IntelligoNews3 Nov 2014Eutanasia

“Brittany ha affermato la libertà di scelta. Chi sui social commenta negativamente la sua decisione, vorrebbe imporre un’unica visione”. Così Filomena Gallo, avvocato, esperta di diritto di famiglia, segretario nazionale dell’Associazione Luca Coscioni commenta con Intelligonews il caso della ragazza, malata terminale, che ha deciso di interrompere la propria esistenza.

 

Cosa risponde a chi sostiene che nella scelta di Brittany c’è stata la spettacolarizzazione dell’eutanasia?

«Anzitutto credo che ci sia stato il pieno esercizio della libertà di scelta. Noi portiamo avanti la campagna per la legalizzazione dell’eutanasia proprio su questo presupposto: essere liberi fino alla fine. Brittany ha fatto una scelta e l’ha resa nota anche perché credo che ancora devono essere abbattute barriere culturali su temi così importanti e fondamentali. Questa ragazza, malata terminale, ha voluto morire in un determinato modo e non arrivare a sofferenze insopportabili; aveva una prognosi di vita oltre i diciotto mesi e ha potuto farlo trasferendosi in un altro Paese dove ciò è possibile. Anche noi nella proposta di legge di iniziativa popolare che abbiamo depositato in parlamento abbiamo previsto casi come quello di Brittany e partiamo dal concetto che si possa essere liberi di scegliere. Chi commenta in modo negativo la scelta di Brittany, vorrebbe imporre un’unica visione agli altri: non è detto che ciò che per me non va bene deve non andare bene anche per gli altri. La libertà di scelta è fondamentale per ogni persona: Brittany ha deciso insieme ai suoi cari, a suo marito, il giorno del suo compleanno, con amore e lo fa potuto fare in modo sereno. Cosa che non accade in Italia…».

Perché?

«In Italia è impossibile, per fare questa scelta devi andare in Svizzera, oppure arrivare al punto di compiere atti estremi che poi leggiamo sulle cronache dei quotidiani. Ci sono tanti malati che a volte scelgono di morire con atti estremi ma anche drammatici: quanti si lanciano dalla finestra e cercano il suicidio perché qui la scelta non è possibile. Noi stiamo lavorando affinchè si possa essere liberi dall’inizio alla fine della vita e affinchè la libertà di scelta sia rispettata e non sia un atto illegale. E’ vergognoso che la volontà dei cittadini venga completamente disattesa dalla politica: ci sono 67mila firme di persone che hanno chiesto al parlamento di emanare una buona legge per chi vorrà scegliere di essere libero fino alla fine. La nostra proposta di legge di iniziativa popolare giace in parlamento da più di un anno, eppure c’è la Carta Costituzionale che prevede che i cittadini possono proporre leggi di iniziativa popolare su temi rilevanti. Il punto è che su questo come su altri temi, il parlamento non mette all’ordine del giorno la discussione sulle leggi di iniziativa popolare; di fatto abbiamo una politica che va contro il volere dei cittadini. Noi abbiamo sollecitato i parlamentari, i capigruppo; la presidente Boldrini ha precisato che bisogna discutere delle leggi di iniziativa popolare. Ci hanno risposto che in questo momento stanno modificando il regolamento della Camera ma al di là di ciò, va rispettata la volontà dei cittadini. I sondaggi fanno emergere che più della metà degli italiani sono favorevoli a una buona legge sulla scelta del fine vita e quando si parla di libertà individuali i parlamentari si girano dall’altra parte, non favoriscono indagini conoscitive e dibattiti, bensì si cerca di imporre un’unica visione. A chi sui Social commenta negativamente la scelta di Brittany c’è solo da dire che nessuno a loro imporrà mai scelte che non vogliono fare, ma loro non sono depositari della verità assoluta».

Si è detto che Brittany ha scelto di morire con dignità. Ma chi invece sceglie di affrontare il dramma e la sofferenza fino alla fine, ha meno dignità?

«Chi fa la scelta contraria e cioè di affrontare e arrivare alla fine sapendo quello cui va incontro, merita lo stesso rispetto: anche quella è una scelta dignitosa della persona. Qual è la differenza tra le due scelte? Sta nel fatto che uno può esercitarla mentre l’altro no ma sono entrambe meritevoli di rispetto ed entrambe sono scelte di dignità».

Nei suoi messaggi sui Social, Brittany pare abbia deciso di posticipare il giorno della sua morte perché voleva “divertirsi” ancora un po’, cioè assaporare il gusto della vita. Non ritiene che in questo passaggio ci sia la conferma dell’attaccamento alla vita che in qualche modo stride con l’eutanasia?

«In questo messaggio viene trasmesso un grande attaccamento alla vita e a tutto ciò che ci offre, dal momento bello a quello brutto. Sono elementi della nostra esistenza che diventano preziosi per ciascuno ancor più quando ci rendiamo conto di non poterli avere più e la strada che stava intraprendendo Brittany l’avrebbe privata di tutti questi momenti, sia che avesse proseguito nella sua malattia, sia con la scelta di interromperla. Però, ha potuto scegliere di interromperla e cogliere l’intensità di tutti i momenti della sua vita per sentire l’ultimo sapore di ciò che avrebbe comunque perso e in modo inaspettato con i dolori che l’avrebbero portata in seguito a die basta e con un ricordo della vita legata all’ultimo momento, quello più terribile. Se riprendiamo la lettera di Piergiorgio Welby al presidente Napolitano, lui scriveva che la vita è il vento, l’amore della donna che hai accanto, il sole, ma in questo momento dico che la mia vita non è più vita perché non ha più questi momenti. E’ una lettera che dovremo tutti riprendere perché contiene tutti i sentimenti di amore per la vita».

Vi attendete un’evoluzione sulla legge per l’eutanasia nel momento in cui c’è apertura sui diritti civili e le unioni civili, anche tra persone dello stesso sesso? Insomma: è il momento buono?

«Adesso si parla molto di temi di politica economica che sono importanti, ma non sono meno importanti i temi che riguardano le scelte delle persone, con chi vivere, come vivere, come affrontare la malattia, la libertà di cura, la fecondazione assistita. Le nostra vita ha fasi che comportano decisioni importanti che però a volte trovano ostacolo nelle leggi o l’assenza di leggi che vanno a creare anche un vuoto di diritti. Se noi avremo una buona legge per le unioni civili tra persone dello stesso sesso e tra persone etero, una buona legge sulla fecondazione assistita –  a breve andremo alla Consulta per superare altri due punti della legge 40 -, una buona legge sul testamento biologico e l’eutanasia, non è detto che tutti dovranno accedere a questi istituti ma chi vorrà potrà farlo e non avrà uno Stato partenalista. Senza tutto ciò, noi stiamo perdendo lo Stato democratico».

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Assistenza in materia di ausili per le persone con disabilità in Europa

Lun, 03/11/2014 - 12:48
Assistenza in materia di ausili per le persone con disabilità in Europa3 Nov 2014Nomenclatore tariffario

Paesi scandinavi.
Svezia, Norvegia, Danimarca hanno un sistema estremamente efficiente di assistenza in materia di ausili. E' lo stato a prendere direttamente in carico l'assistenza, attraverso "Centri di fornitura ausili" dislocati sul territorio, nei quali un'équipe specializzata composta da medici riabilitatori, terapisti della riabilitazione, terapisti occupazionali, specialisti diversi e tecnici con diverse competenze (in genere, ingegneri ed architetti) prendono in carico il bambino o l'adulto nel momento in cui viene fatta la diagnosi di deficit o disabilità (alla nascita, al manifestarsi della malattia o in seguito a incidenti) e, dopo una valutazione delle necessità, provvedono a redigere una  "Proposta di intervento assistenziale" che tiene conto della composizione del nucleo famigliare, dell'abitazione, della necessità di un mezzo di trasporto idoneo oltre che, ovviamente, dei bisogni e delle potenzialità della persona con disabilità. Gli ausili vengono forniti gratuitamente; per gli adattamenti dell'abitazione, sino alla messa a disposizione  di un'abitazione idonea e priva di barriere, provvede lo Stato che, in alcuni casi o per determinate esigenze, può richiedere un contributo economico alla famiglia a fondo perduto o con un pagamento mensile (come se si trattasse di un affitto con possibilità di riscatto dell'abitazione). Per il mezzo di trasporto (automobile o pullmino attrezzato) lo stato finanzia tutta la somma necessaria, che poi viene restituita con un pagamento mensile senza interessi per la sola cifra relativa al mezzo, mentre i costi di tutti gli adattamenti sono interamente a carico dello stato. Un grande Centro Ausili Nazionale riceve costantemente i campioni di tutti gli ausili che le aziende mettono a disposizione; personale specializzato li valuta, esprime un parere sull'efficacia e sulla congruenza del prezzo dopo di che i Centri ausili sul territorio scelgono, tra quelli approvati dal Centro ausili nazionale, quelli più adatti alle singole situazioni. In alcuni casi e per alcune tipologie di ausili, si fa una specie di gara nazionale, che ha scopo di scartare quelli che costano troppo e quelli che costano troppo poco, in modo da costringere le aziende a fare il prezzo giusto e ad offrire prodotti adeguati, perché quelli troppo scadenti sono esclusi così come quelli che hanno un prezzo esagerato in relazione alle funzioni a cui rispondono. Ovviamente il personale del Centro ausili nazionale ha grande competenza ed esperienza; al Centro nazionale sono collegati anche centri tecnici per la testazione degli ausili. E' evidente che in questa situazione l'aggiornamento è costante, perché le aziende hanno tutto l'interesse a portare al Centro nazionale tutti gli ausili nuovi che producono, perché siano valutati ed inseriti tra quelli da fornire.

Germania
L'assistenza è affidata alle Casse Mutua; tutti gli ausili di qualsiasi tipo devono essere prima registrati a livello nazionale e ricevere un "Numero di registrazione" che identifica marca, modello e prezzo di base. Per essere registrati, gli ausili devono passare dei test tecnici che valutano la sicurezza, la robustezza, la funzionalità e il confort; questi test sono effettuati dall'organismo nazionale di testazione TUV, che rilascia il relativo marchio. Una volta ricevuto il TUV, gli ausili devono essere valutati da uno più Centri di riabilitazione "accreditati" dal Servizio sanitario nazionale, che rilasciano una relazione di appropriatezza. Quando hanno ottenuto  il numero di registrazione, gli ausili vengono inseriti nel Registro nazionale a cui le Casse Mutua fanno riferimento per gli acquisti. A partire dal prezzo di base registrato, le casse Mutua possono contrattare con i fornitori prezzi più bassi, in relazione ai quantitativi che acquisteranno. Anche in questo caso, è evidente che l'aggiornamento è continuo e che le persone con disabilità conoscono con facilità tutta la gamma di modelli che possono essere forniti. La fornitura viene fatta dalle ortopedie, sanitarie o da fornitori accreditati. 

Francia
Il meccanismo di registrazione è molto simile a quello tedesco; ogni nuovo prodotto, per essere inscritto tra i prodotti rimborsati dallo Stato  deve essere testato da un organismo nazionale che è il CERAH (Centre d’Etudes et de Recherche sur l’Appareillage des Handicapés) che ha il compito della ricerca  e della valutazione degli ausili per handicap motori oppure il  L.N.E. (laboratoire national d'essai)  che verifica le caratteristiche di materassi e cuscini antidecubito, e deve essere valutato da un Centro di riabilitazione o ospedale accreditati. Sulla base di tutti i prodotti che vengono testati da questi laboratori nazionali il governo aggiorna annualmente la lista dei prodotti rimborsabili e stabilisce, per ogni categoria di prodotti, la cosiddetta TIPS  (Tarif interministériel des prestations sanitaires), cioè la tariffa che viene riconosciuta per ogni tipologia, che in alcuni casi può corrispondere al prezzo intero del prodotto ed in altri casi solo ad una parte lasciando la quota eccedente a carico dell'assistito. Anche in questo caso, l'aggiornamento è costante e la lista dei prodotti reali (marca e modello) completamente trasparente, come è trasparente e chiara la quota a carico dell'assistenza pubblica e quella eventualmente  a carico dell'assistito. La fornitura viene fatta dalle ortopedie, sanitarie o da fornitori accreditati. 

Belgio, Olanda, Lussemburgo
I sistemi prevedono la registrazione dei prodotti ed accettano i test tedeschi o francesi; la quota a carico dello stato è fissa per categorie (come in Francia), l'aggiornamento è costante; la revisione della lista delle categorie rimborsabili è annuale.

Gran Bretagna
Il sistema si colloca tra quello tedesco e quello francese, con la lista registrata dei prodotti commerciali rimborsabili ed acquisto da parte di diversi organismi di assistenza, con fornitura gratuita di alcune tipologie di prodotti e compartecipazione da parte dell'assistito per le tipologie giudicate non indispensabili ma utili.

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Puntata del Maratoneta di sabato 1 novembre 2014

Lun, 03/11/2014 - 11:01
Puntata del Maratoneta di sabato 1 novembre 2014radioradicale.it3 Nov 2014Sanità

Sommario della puntata: indenizzi per vittime da sangue infetto. Qual è la verità? Ne discutiamo con Andrea Spinetti, portavoce del comitato vittime sangue infetto. In studio Valentina Stella.

Riascolta la puntata 

Il Maratoneta
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L'ass.Coscioni chiede informazioni sull'accessibilità della nuova piscina a Moie di Maiolati Spontini

Ven, 31/10/2014 - 23:11
Barriere architettoniche

I sottoscritti  Lucia Giatti, disabile motoria,  nata a  Jesi il 21 novembre 1975 e  ivi residente in via delle Conce 12, e Renato Biondini segretario della cellula di Ancona dell’associazione Luca Coscioni,  chiedono di avere informazioni sul  progetto della seconda piscina di Moie di Maiolati Spontini, che dovrebbe essere inaugurata a settembre del 2015,  per  vedere se nella progettazione è stata prevista  la possibilità di utilizzo della piscina anche per i disabili motori.                                                                                                   

In particolare si chiede di sapere se in questa nuova seconda piscina è stato previsto un sistema di abbattimento delle barriere architettoniche, per far entrare le persone con disabilità motoria in acqua. La soluzione migliore dovrebbe essere quella di fare uno scivolo attraverso il quale il disabile motorio scende in acqua con la carrozzina, senza dover utilizzare  un sollevatore perché in questo caso, oltre al fatto che comunque la persona disabile deve essere spostata e aiutata da altre persone, il sollevatore rischia di rompersi e non funzionare più, come si è verificato nella vecchia piscina. Si vuole sottolineare, infatti, che il metodo del sollevatore non va bene sia perché ha bisogno di una manutenzione continua (che poi magari non viene eseguita) e sia perché la persona con disabilità deve essere sollevata da un accompagnatore e da un addetto della piscina che lo farebbe a titolo di favore personale (poiché non è obbligato a farlo) con tutte le questioni di sicurezza che si pongono e le conseguenze del caso.  Per tutte queste ragioni quindi,  noi diciamo che lo scivolo sarebbe la soluzione migliore per far entrare il disabile motorio in acqua.

Si chiede inoltre di sapere se  sono previsti degli spogliatoi per  le persone con disabilità motoria, perché siccome posso essere  accompagnate a volte da un uomo o da una donna, devono essere indipendenti dagli altri spogliatoi. Lo spogliatoio per i disabili dunque deve essere autonomo dagli altri spogliatoi, ma deve avere degli spazi separati per uomini e donne anche perché gli  accompagnatori  possono essere sia  maschi sia  femmine.

In attesa di un gentile  riscontro, porgo distinti saluti.

Ancona    31  ottobre  2014

Data: Venerdì, 31 Ottobre, 2014 - 23:04Città: Maiolati Spontini (An)Organizzatore: Renato Biondini AllegatoDimensione PiscinaGiatti31102014.doc3.32 MB
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Fine vita, Nicola Morra (M5S) risponde a Troilo: sono sensibile ma si deve esprimere il Movimento

Ven, 31/10/2014 - 17:18
Fine vita, Nicola Morra (M5S) risponde a Troilo: sono sensibile ma si deve esprimere il MovimentoAssociazione Luca Coscioni31 Ott 2014Eutanasia

Tramite la sua pagina Facebook, il senatore Nicola Morra (M5S) risponde all'appello di Carlo Troilo, dirigente dell'Associazione Luca Coscioni.

"Il 'fine vita' è un tema al quale sono sensibile e sul quale rinnovo il mio interesse al dialogo. Come appena avvenuto sui matrimoni gay, il M5S si confronta sempre con la base sulle questioni etiche.

Personalmente, credendo nel principio di autodeterminazione degli individui, sono certamente per il concederlo a chi risulti capace di intendere e di volere.

Circa le proposte di legge di iniziativa popolare. Come sa non dipende da noi la modifica del regolamento della Camera per sollecitare la discussione delle leggi di iniziativa popolare. Dunque, non è a noi che bisogna rivolgere questo appello. Siamo i primi a sostenere la democrazia diretta in tutte le sue forme. Sono i partiti di Governo a fare resistenza al riguardo, le nostre proteste in Aula sono state plateali, non possiamo essere certamente tacciati di incoerenza".

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Disabilità: pubblicata sul Messaggero sentenza nostra vittoria contro Atac e Roma Capitale

Ven, 31/10/2014 - 16:30
Disabilità: pubblicata sul Messaggero sentenza nostra vittoria contro Atac e Roma CapitaleAssociazione Luca Coscioni31 Ott 2014Barriere architettoniche

Nota dell'Associazione Luca Coscioni

Si comunica che in data odierna è stata pubblicata sul quotidiano Il Messaggero (a pag. 16, nello spazio riservato agli annunci legali) un lungo estratto della sentenza con la quale il Tribunale di Roma ha condannato - su ricorso dell'associazione Coscioni seguito dall'avv. Alessandro Gerardi - Roma Capitale e ATAC S.p.A. per condotta discriminatoria nei confronti del disabile Pietro Maitan, che non ha potuto usufruire della metropolitana.

La pubblicazione della sentenza - in favore dell'associazione Coscioni e di Pietro Maitan - è avvenuta a spese di Roma Capitale e ATAC S.p.A., così come previsto dal provvedimento del Giudice. 

I dettagli della sentenza sono consultabili a questo LINK

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L'eredità di Brittany è una lezione di umanità

Ven, 31/10/2014 - 12:28
L'eredità di Brittany è una lezione di umanitàCorriere della Sera31 Ott 2014Massimo GaggiEutanasia

Brittany Maynard, la splendida 29enne di San Francisco colpita da un glioblastoma, un micidiale tumore al cervello che non lascia scampo, dovrebbe togliersi la vita domani con un suicidio assistito programmato da lungo tempo in Oregon, come il Corriere ha raccontato nei giorni scorsi. La decisione di darsi quella che lei chiama "una morte con dignità" prima di scivolare nel tunnel nero della perdita della coscienza di sé e delle sofferenze estreme, e la scelta di trasformare la sua "morte annunciata" in un evento mediatico a sostegno delle campagne per la legalizzazione del suicidio assistito dei malati terminali (oggi consentito solo in tre dei 50 Stati americani e tollerato in altri due), ha provocato polemiche a non finire. Eccitando, inevitabilmente, stampa e tv.

Domani Brittany probabilmente non si toglierà la vita. Lo ha spiegato lei stessa in un video registrato il 13 ottobre e ottenuto da People: la malattia avanza, ma meno rapida del previsto. Ci sono ancora alcune ore del giorno libere da forti dolori e crisi nelle quali lei riesce a conversare, scherzare e ridere. Potrebbe aspettare ancora qualche giorno prima di ingerire le pillole-killer che porta sempre con sé. Una scelta umanamente del tutto comprensibile, che inceppa il meccanismo della morte-spettacolo costruito dai media americani. Non ci sarà da stupirsi se il desiderio di Brittany di assaporare ancora qualche brandello di esistenza susciterà altre discussioni. Ma cosa resterà di questa dolorosa vicenda umana una volta che, con la sua scomparsa, si dissolverà la polvere delle polemiche?

Sicuramente una maggiore conoscenza delle differenze tra eutanasia e suicidio assistito e delle sue regole (in Oregon viene autorizzato solo per pazienti con aspettativa di vita sotto i 6 mesi certificata da 2 medici). Ma forse la vera eredità che lascerà Brittany è quella di aver costretto un Paese orgoglioso della sua enorme vitalità a fermarsi a riflettere anche sui drammi, fin qui relegati in un angolo buio, degli ultimi giorni di vita dei malati terminali. Una realtà denunciata anche da alcuni libri recenti come Being Mortai, un saggio del chirurgo Atul Gawande. Pazienti (in larga misura anziani, che non fanno notizia come Brittany) oggi trattati con ben poca sensibilità ed empatia da un sistema che tra rigidità delle regole, timori di denunce, vincoli assicurativi e uso illimitato di tecnologie capaci di prolungare la vita biologica, finisce per trascurare il profilo umano del loro dramma.

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Sulla eutanasia Cuperlo e Civati non sono di parola. E che fanno Di Maio e Morra?

Ven, 31/10/2014 - 12:01
Sulla eutanasia Cuperlo e Civati non sono di parola. E che fanno Di Maio e Morra?Carlo Troilo31 Ott 2014Eutanasia

Dichiarazione di Carlo Troilo, consigliere generale della Associazione Luca Coscioni Nel marzo scorso, dopo la lettera inviatami dal Presidente Napolitano in cui si sollecitava il Parlamento a discutere di eutanasia, gli onorevoli Cuperlo e Civati, interpellati da “l’Espresso”, dichiararono il loro pieno sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare della Associazione Luca Coscioni per la legalizzazione dell’eutanasia, depositata alla Camera il 13 settembre 2013 con 67.000 firme  di cittadini/elettori.Passati sette mesi senza nessun passo avanti, ho chiesto ai due esponenti del PD – nel  mio blog su “L’Espresso” -  http://troilo.blogautore.espresso.repubblica.it/ -  ma anche con e mail e telefonate alle loro segreterie – di far sentire la loro voce, anche tenendo presente che in questi sette mesi più di 500 malati, non  potendo ottenere l’eutanasia, si sono suicidati ed almeno altrettanti hanno tentato  di farlo, mentre più di diecimila malati terminali, nei reparti  di rianimazione, sono morti con l’aiuto attivo di medici pietosi e coraggiosi, che rischiano fino a 14 anni di carcere per aiuto al suicidio. Non avendo ottenuto fino ad oggi nessun segno di  risposta, la sollecito pubblicamente, sperando che i due esponenti della “sinistra” del PD la smettano di trattare i cittadini come sudditi.Oggi, sul mio blog, ho rivolto analoga sollecitazione a due esponenti del M5S, Di Maio e Morra, che  in quello stesso  servizio de “L’Espresso” si erano detti favorevoli alla discussione della nostra proposta di legge.  I Cinque Stelle  hanno  sempre centrato il proprio programma   sulla partecipazione dei cittadini alle scelte della politica, dicendosi accesi sostenitori di tutte le forme di democrazia diretta, di cui i referendum  e le proposte di legge di iniziativa popolare sono i veicoli più forti e sperimentati.  Per questo chiedo a  Di  Maio e Morra:  “Perché, invece di fare ostruzionismo,  non vi  adoperate  per la modifica almeno di quella parte del regolamento della Camera che renderebbe più cogente l’obbligo di discutere le leggi di iniziativa popolare, come la nostra sulla eutanasia, già previsto  dall’articolo 71 della Costituzione ma sempre disatteso?”.Attendo risposta. Grazie 

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Eterologa: via il limite dei 43 anni per l'accesso

Gio, 30/10/2014 - 11:31
Eterologa: via il limite dei 43 anni per l'accessowww.nextquotidiano.it30 Ott 2014Chiara LalliFecondazione eterologa

«Non può che essere accolta positivamente la dichiarazione del ministro Lorenzin oggi al question time in merito ai parametri di età per accedere alla fecondazione eterologa, previsto dalla Conferenza Stato Regioni per l’accesso nel pubblico». Così Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, ha commentato ieri la decisione di eliminare il limite massimo dei 43 anni per l’accesso alla cosiddetta eterologa, cioè al ricorso alla donazione di un gamete.

Per questa tecnica vi saranno dunque le stesse condizioni che valgono per la cosiddetta fecondazione omologa (quando entrambi i gameti provengono dalla coppia), secondo un principio di uguaglianza. Come si sarebbe potuto giustificare un diverso trattamento? La differenza d’accesso in base all’età sarebbe stata incostituzionale «perché – continua Gallo – discrimina in base alla gravità dello stato di infertilità e all’età, anche alla luce del fatto che la legge 40 prevede un’età potenzialmente fertile, non indicando quella definitiva e avrebbe permesso alle coppie di impugnare le delibere regionali». 

L’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI ROCCELLA

Critico invece il commento di Gallo sull’interrogazione parlamentare a risposta immediata a firma di Eugenia Roccella, Calabrò e Pagano: «è stato recentemente reso noto che presso il Careggi di Firenze è stata eseguita una fecondazione eterologa con gameti importati da una banca estera, presumibilmente acquistati». Per l’esportazione e l’importazione dei gameti esistono norme che stabiliscono il divieto di commercializzazione (DM 10/10/2012) e le direttive comunitarie vietano la commercializzazione ma prevedono un rimborso spese.

Siccome «la sentenza n. 162 del 2014 della Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge n. 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita», così comincia l’interrogazione e sembrerebbe mancare una esplicita manifestazione di condanna per la decisione della Corte, si domanda «quali iniziative intenda avviare il Ministro interrogato per monitorare la situazione che si è venuta a creare riguardo all’applicazione della sentenza n. 162 del 2014 della Corte costituzionale, informando al tempo stesso i cittadini del reale stato dei fatti».

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Eterologa: bene Lorenzin su età per accesso alle tecniche. Roccella non conosce norme su donazione gameti

Mer, 29/10/2014 - 16:49
Eterologa: bene Lorenzin su età per accesso alle tecniche. Roccella non conosce norme su donazione gametiFilomena Gallo29 Ott 2014Fecondazione eterologa

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, soggetto costituente il Partito radicale

Non può che essere accolta positivamente la dichiarazione del ministro Lorenzin oggi al question time in merito ai parametri di età per accedere alla fecondazione eterologa, previsto dalla Conferenza Stato Regioni per l’ accesso nel pubblico.

Eliminare il limite massimo dei 43 anni, applicando quanto già previsto per la fecondazione omologa, è un presupposto importante per evitare ingiustificate discriminazioni che ledono un principio di uguaglianza fondamentale e contro le quali le coppie potranno opporsi impugnando le delibere regionali. Questo limite, infatti, è incostituzionale perché discrimina in base alla gravità dello stato di infertilità e all'età, anche alla luce del fatto che la legge 40 prevede un'età potenzialmente fertile, non indicando quella definitiva, in considerazione del fatto che vi è differenza tra donna e donna. 

Incomprensibili e gravi invece le dichiarazioni dell'onorevole Roccella che, esponendo l'interrogazione a firma Calabrò, Pagano e sua, sostiene che in regione Toscana ci sarebbe stata una compravendita di gameti ("è stato recentemente reso noto che presso il Careggi di Firenze è stata eseguita una fecondazione eterologa con gameti importati da una banca estera, presumibilmente acquistati" così scrivono nel testo): è bene ricordare che esistono norme per l'esportazione e l'importazione di gameti in sicurezza e garanzia, che prevedono in divieto di commercializzazione ( DM. 10/10/2012).
E’ bene ricordare inoltre che le stesse direttive comunitarie che dettano norme su tracciabilità e sicurezza vietano la commercializzazione ma prevedono un rimborso spese.

 

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Fidatevi della scienza - intervista a Umberto Veronesi

Mer, 29/10/2014 - 11:37
Fidatevi della scienza - intervista a Umberto VeronesiOGGI29 Ott 2014Edoardo RosatiEutanasia

Sulla sua scrivania campeggia la Bibbia. Conosce a menadito l'Antico Testamento, i Vangeli, gli Atti degli Apostoli e le Lettere di Paolo. E anche le sure del Corano. I principi del confucianesimo e del brahmanesimo. Del taoismo e dell'induismo. «Sono un non credente. Ma conoscere la storia delle religioni è una chiave cruciale per entrare nel cuore di quei Paesi e degli uomini che li abitano».

Ci sorprende ogni volta, Umberto Veronesi, 89 anni il 28 novembre. Invitato a tratteggiare il suo sguardo sul futuro, lui, il medico scienziato che ha vissuto l'avvento della penicillina e la donazione della pecora Dolly, spiazza l'intervistatore con un augurio "non scientifico": «Bisogna promuovere il dialogo interreligioso e l'interazione fra mondo delle religioni e mondo laico. Perché si sa: l'integralismo genera violenza».

E la violenza chiama violenza...

«È scientificamente dimostrato. È inutile bombardare l'Isis, lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante. Bisogna dialogare. L'Isis è fatto di persone. Con le quali si può e si deve parlare. Più bombardano, più vedremo teste tagliate. Più taglieranno teste e più bombarderanno. Un maledetto circolo vizioso. Occorre incontrarsi, sedersi, interloquire. La pace dev'essere parte integrante del percorso educativo di ogni cittadino. La pace non è un intervallo tra due guerre: è una condizione mentale e culturale. La violenza, mi sia lecito il termine, è un'invenzione dell'uomo, perché la scienza ha dimostrato che noi siamo animali pacifici e che l'aggressività non è scritta nel nostro Dna. A madre Natura interessa che le sue creature si riproducano, non che si ammazzino a vicenda».

E la scienza, professor Veronesi, ci aiuterà a costruire un futuro di pace?

«Ne sono convintissimo. La sfida di domani, per gli scienziati, sarà soprattutto quella di uscire dai laboratori, per affrontare le tragedie dell'umanità. La scienza deve fornire un contributo massiccio allo sviluppo civile della società. Occuparsi della fame nel mondo, della mortalità neonatale, della difesa dell'ambiente, della reperibilità di fonti energetiche alternative e non inquinanti, della vecchiaia e della longevità... La scienza, come riporta il Decalogo che la mia Fondazione ha stilato a conclusione della Prima conferenza mondiale Science for Peace nel 2009, è lo strumento più adatto per la costruzione della pace globale. E vuol sapere una cosa?».

Siamo tutto orecchi...

«Nell'affermazione di questa pace planetaria le donne sapranno e dovranno scendere in campo perché da sempre contro la guerra. Io sono femminista convinto ed entusiasta, e il mio sogno è vedere le donne manovrare le leve della società, a partire dal Parlamento. Per la prima volta al mondo, in un Parlamento democraticamente eletto, il numero delle donne ha superato quello degli uomini: è accaduto in Rwanda. Dopo le persecuzioni razziali tra Hutu e Tutsi, che hanno segnato l'intera storia di questo Paese africano, la rinascita è stata possibile grazie alle donne rwandesi. Che meraviglia!».

Ma la scienza, di per sé, quale domani ci sta costruendo?

«La scienza è in una fase di grande espansione, di formidabile esplosione. Non risente della crisi, perché da 10 mila anni ha continuato a evolvere, a crescere, superando guerre, epidemie, carestie, rivoluzioni, crisi politiche ed economiche. Perché le idee non le puoi controllare, soffocare, reprimere. Le idee spuntano, crescono, muoiono e vengono rimpiazzate da altre fresche e più trascinanti. Il nocciolo vivo della ricerca di oggi è formato da quattro lettere: "grin". Sta per: genetica, robotica, informatica e nanoscienze. Mondi sconosciuti appena un secolo fa. Quattro aree che interagiscono e s'influenzano reciprocamente».

Qualche esempio pratico? In che senso?

«L'informatica serve a tutto e a tutti: al genetista per sequenziare il Dna in una manciata di di secondi o all'astrofisico per gestire i potenti osservatori astronomici di oggi. La nanotecnologia si occupa del controllo della materia su scala inferiore al micrometro (cioè al millesimo di millimetro) e aiuterà la medicina, grazie, per esempio, alla sua capacità di modificare la molecola di un farmaco, affinché possa colpire specificamente la cellula tumorale risparmiando quelle sane».

Il futuro della scienza è roseo, dunque.

«Ma, per certi versi, anche un po' "inquietante", perché quella parolina magica, "grin", trasformerà il mondo. E noi dovremo prepararci al cambiamento. Pure nelle piccole cose: leggeremo giornali che non si bagnano sotto la pioggia, grazie ai nuovi materiali intelligenti, e una bicicletta peserà 100 grammi. Insegneremo sempre di più a distanza. I ragazzi non andranno più a scuola, ma a casa, col proprio computer, potranno avvalersi delle lezioni di docenti di ogni nazionalità, insegnanti che così saranno in grado di rivolgersi ogni volta non a una classe di 20-30 giovani, ma a centinaia e centinaia contemporaneamente. Non è fan tascienza: tutto ciò è già in atto».

La scienza, insomma, pianta paletti e taglia traguardi e, di riflesso, ci offre nuove chance, inedite opportunità: nei comportamenti, nelle scelte di vita, nelle relazioni sociali e negli orientamenti sessuali.

«Verissimo. Ci sono due grandi ambiti, in particolare, che subiranno una radicale trasformazione proprio in seguito a questi sviluppi scientifici. La famiglia, innanzitutto. Mi spiego. I contorni del nucleo familiare tradizionale si stanno dissolvendo. Al tempo stesso vanno aumentando i rapporti omosessuali, transessuali e bisessuali. Il richiamo sessuale, come da sempre lo concepiamo, sta mutando, per convertirsi in un rapporto d'amore e intellettuale tra due persone. Se, indipendentemente dal sesso, due individui si amano, si amano. Punto. Problema procreazione? Ecco che la scienza scende in campo: col suo ventaglio di innovative soluzioni, tramite le procedure della riproduzione assistita e la possibilità della fecondazione eterologa, può oggi consentire anche alle coppie non tradizionali di mettere al mondo un figlio. È uno scenario che il mondo occidentale dovrà accettare».

Due ambiti, diceva: la famiglia e poi?

«La giustizia. È proprio la scienza a indicarci che la pena di morte è una mostruosità da abolire».

In che senso?

«La giustizia dovrà rivedere le sue politiche alla luce di un fatto: il cervello di un condannato cambia nel tempo. Il cervello si rinnova. Si trasforma. Al contrario di quanto abbiamo creduto sinora, i neuroni continuano a rigenerarsi anche nei soggetti adulti. Che cosa ci insegna questa scoperta? Semplice: chi ha commesso un reato a 20 anni non è biologicamente lo stesso individuo a 40. In altre parole, non lo si può condannare a morte a quest'età perché, scientificamente, il suo "io", il suo cervello è diverso da quello di una volta».

Praticamente, è come se si stesse punendo un'altra persona?

«È così. E allora vorrei un futuro in cui le carceri saranno chiuse e sostituite da scuole, dove vige la missione di rieducare chi ha sbagliato. Rieducare, non punire. Perché le prigioni sono culle di violenza, che esasperano gli animi deboli. Che amplificano l'aggressività. Se lo Stato uccide e si vendica con la pena di morte, in qualche modo ti autorizza a uccidere e a vendicarti anche nella vita di tutti i giorni. Una spirale di follia. Senza via di uscita».

La scienza ci aiuterà a combattere e ad annullare questi paradossi?

«E' la mia viva speranza. Ma vorrei anche che nel domani di questo mondo si facesse sempre più strada una consapevolezza: che non siamo burattini nelle mani di una volontà superiore. Ognuno deve costruire la propria esistenza e responsabilizzarsi. Non è concepibile affermare: "Non posso farci nulla, Dio l'ha voluto!". Noi siamo chiamati a rispondere dei nostri atti. Dobbiamo decidere il nostro progetto di vita. E, sì, anche di morte. Io sono a favore del diritto di morire. L'eutanasia può rappresentare la fine dignitosa di un percorso di malattia in cui sono state intraprese tutte le forme possibili di terapia (assolutamente esemplare è la legislazione olandese in merito, che è stata redatta con la massima scrupolosità). Se qualcuno arriva a maturare la decisione di non accettare più questa vita, qualcuno che soffre di dolori intollerabili senza alcuna speranza di miglioramento, allora noi tutti dobbiamo osservare un silenzioso rispetto. Non condannare. Non scomunicare. Perché giudicare senza capire è la madre di tutti i mali».

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Filomena Gallo parteciperà al Congresso "Infertilità umana: recenti progressi"

Mar, 28/10/2014 - 17:20
Fecondazione assistita

L'evento si terrà il giorno 20 novembre  presso il Museo Civico "Baldassarre Romano" di Termini Imerese.

Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, interverrà su come le sentenze della Corte Costituzionale hanno smantellato la Legge 40/04.

Per avere tutte le ulteriori informazioni consulta il programma in allegato

Data: Giovedì, 20 Novembre, 2014 - 09:30 to 19:00Città: Termini ImereseIndirizzo: Museo Civico "Baldassarre Romano" AllegatoDimensione Programma_20 nov2014 TerminiImerese.pdf267.22 KB
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Lettera aperta alla Presidente Boldrini: non dimentichi la nostra proposta di legge

Mar, 28/10/2014 - 10:21
Lettera aperta alla Presidente Boldrini: non dimentichi la nostra proposta di legge Ass. Coscioni28 Ott 2014Eutanasia

Gentile Presidente Boldrini,

torniamo a rivolgerci a Lei a quasi un anno da quando -il 28 ottobre 2013- Lei ci consentì di presentarLe la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e l'interruzione delle terapie.

Nel Suo messaggio al Congresso dell'Associazione Luca Coscioni Lei ha fatto riferimento sia ai lavori in corso per la riforma del regolamento, sia alla possibilità per i Gruppi di chiedere la calendarizzazione della proposta. In particolare, abbiamo notato ed apprezzato il Suo impegno a porre la questione alla Conferenza dei Capigruppo.

Al fine di ottenere dei risultati effettivi, Le chiediamo di valutare la possibilità di anticipare - rispetto al più ampio tema della riforma complessiva del Regolamento- la trattazione di quella parte di riforma relativa alla certezza di trattazione delle leggi popolari. Per quanto riguarda le possibilità di calendarizzazione delle leggi popolari a regolamento vigente, Le chiediamo se l'iniziativa da Lei preannunciata in sede di Conferenza dei Capigruppo non possa essere condotta in forme tali da essere conosciuta anche all'esterno del Palazzo. Il coinvolgimento dell'opinione pubblica su un tema certamente popolare ci pare infatti essenziale per indurre almeno una parte dei Gruppi ad operare una soluzione di continuità rispetto alle pratiche sin qui affermatesi.

Abbiamo ben presenti sia gli ostacoli che si frappongono alla discussione della proposta, sia i limiti dei poteri del Presidente della Camera. Dopo oltre un anno di attesa, ci pare però chiaro che si rendono necessarie iniziative senza precedenti per garantire quanto da Lei stessa evocato nel Suo messaggio: "il rispetto del dettato costituzionale e delle decine di migliaia di cittadini che, firmando, hanno espresso attiva partecipazione alla vita democratica".

Rimaniamo a Sua completa disposizione per approfondire queste ed altre proposte, nella speranza che si possa finalmente compiere un passo avanti nella direzione auspicata.

Le rivolgiamo i nostri più cordiali saluti,
--
Marco Cappato, tesoriere Associazione Luca Coscioni
Mina Welbyco-presidente Associazione Luca Coscioni
Filomena Gallosegretario Associazione Luca Coscioni
Rosalba Saluzzovicepresidente Exit Italia
Matteo Mainardicoordinatore campagna "Eutanasia Legale"
Luigi Montevecchiconsigliere generale Associazione Luca Coscioni
Marco Perducarappresentante all'ONU del Partito Radicale
Stefano Incaniresponsabile UAAR campagna "Eutanasia Legale"
Rocco Berardo, giunta Associazione Luca Coscioni

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Alla Leopolda disabili zero

Mar, 28/10/2014 - 10:11
Alla Leopolda disabili zeroIl fatto quotidiano28 Ott 2014Furio ColomboVita indipendente

Caro Furio Colombo, purtroppo (la storia va così) lo hanno notato solo i disabili: la legge di Stabilità (art. 17) toglie al fondo per i disabili 100 (cento) milioni (erano 350, ne restano 250) e c`è il rischio che l`indennità di accompagnamento venga compresa nel reddito al fine delle tasse di una famiglia con disabile a carico. Strano, solo il Papa e i Radicali sanno che esistono i disabili e se ne occupano. E i volontari che non vantano giovinezza e non fingono modernità. Gli altri, partiti e leader, sono sempre occupati a sfidarsi e preoccupati di fare bella figura. Poco, no?  Carlo 

 

IL FATTO ne ha parlato (con citazione integrale dell`art. 17) il 26 ottobre (Silvia Truzzi). La Radio ("Tutta la Città ne parla" Radio3) il 27 ottobre, con la testimonianza bella e accurata ed emozionante del padre di un ragazzo autistico salvato quasi solo dalla famiglia, che a scuola ha penato per avere l`insegnante di sostegno. L`Italia è un Paese strano. Apre continuamente tavole rotonde o convegni ma, a parte l`associazione radicale Luca Coscioni, a cui sono contento di essere iscritto, a parte alcuni gruppi volontari, quasi sempre religiosi (la Comunità di Sant`Egidio, la Chiesa Valdese) la questione non fa breccia nel mondo politico, partiti e istituzioni, non nel prima e non del dopo dei "cambiamenti di verso" continuamente annunciati. Naturalmente ricordiamo tutti il secchio di acqua gelata con cui Renzi, come tanti, a Ferragosto, ha mostrato il suo impegno peri malati di Sla. Era di moda, e ciò che è di moda va fatto col massimo della pubblicità e subito. Tutto il resto (la realtà) entra  nel complicato groviglio dei tagli che sono sempre possibili, anche quando contraddicono non solo la solidarietà ma la logica, se il gruppo colpito non può scatenare lobby e proteste. Per questo ho trovato strano, per il gruppetto astuto e veloce di Renzi e per gli altri leopoldini che hanno preso parte allo show proprio per dimostrare quanto siano avanti anni luce rispetto alla ruggine del passato, il non fare la furbata di rubare i disabili ai Radicali e fingere un proprio impegno spontaneo e unico per coloro che, nonostante le disabilità, hanno il pieno diritto di vivere insieme e di partecipare insieme alle attività di tutti. Conosco molte storie (che sembrano scritte per una antologia, che si potrebbe intitolare "Il potere non è in casa") in cui gli assessori non si fanno trovare, i sindaci negano, i consigli comunali piuttosto si sciolgono, i ricorsi a Roma cadono nel vuoto, lettere con denunce chiare ed esplicite restano senza risposta su tavoli illustri (o rispettive, caute segreterie) e intanto luce e gas vengono tagliati nelle case di disabili che hanno saltato un pagamento. E adesso giunge l`idea che, come dice Renzi, "tutti dobbiamo fare la nostra parte per restituire il danaro ai cittadini". Per esempio tassare il contributo di accompagnamento che, come si sa, spetta ai disabili solo in caso di estrema, provata necessità. Ai disabili viene data l`orgogliosa occasione di partecipare, come tutti, ai sacrifici necessari per "agganciare la ripresa". Hanno il diritto di domandare, mentre sono fermi per indifferenza e abbandono: "La ripresa di chi?". 

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Chiesa e modernità: la svolta di Francesco dopo 40 anni buttati

Mar, 28/10/2014 - 09:29
Chiesa e modernità: la svolta di Francesco dopo 40 anni buttatiCronache del Garantista28 Ott 2014Gilberto CorbelliniLaicità

Questo Papa è stupefacente! Fino a ieri si poteva pensare che le sue uscite su omosessuali, divorziati, etc. fossero parte di una strategia politica, ovvero di un modo per recuperare uno spazio di azione e un rilancio politico della Chiesa. Chiusa come l’aveva ridotta Ratzinger in un angolo conservatore, che non peraltro nell’indole di una società refrattaria all’individualismo come è quella italiana. In un contesto economico sociale di impoverimento e disagio che attendono nei prossimi anni i cittadini di questo paese,  le aperture su alcuni valori che fino a pochi mesi fa erano detti “non negoziabili” vedrà in Italia una ripresa dell’attenzione per la religione cattolica. Quanto meno il suo ruolo sociale crescerà e peso culturale andranno a crescere.

 

L’uscita di profilo teologico fondamentale, nel discorso tenuto ieri alla Pontifica Accademia delle Scienze sulla creazione e il ruolo di Dio nella storia dell’universo è però un salto di qualità più interessante. Intanto un’ulteriore spallata all’atteggiamento antimoderno e di aperta sfida alle idee fondanti della scienza sperimentale, che era stato abbracciato dalle gerarchie conservatrici, e da quei quattro gatti italiani con a disposizione molti megafoni mediatici che sono gli atei devoti. Ratzinger e la sua religiosità superstiziosa faceva comodo anche agli atei religiosi, quelli cioè che vivono di luce culturale riflessa. Ora, si tratterà ovviamente di leggere per bene e tra le righe, ma il Creatore di cui ha parlato Bergoglio agli scienziati cattolici è compatibilissimo con una libertà molto avanzata della ricerca scientifica. In questo modo la teologia cattolica si stacca dalle simpatie verso le visioni neocreazioniste e antidarwiniane, come il disegno intelligente, e riporta a un’idea di Dio che era poi quella che coltivavano molti scienziati che hanno costruito le fondamenta  della modernità.

 

L’esempio che Bergoglio porta, “rischiamo di immaginare che Dio sia stato un mago, con tanto di bacchetta magica in grado di fare tutte le cose”, è illuminante. Era questa visione magica e ingenua, pseudo-fiabesca e bambinesca, che alla fin fine circolava nel popolino sempre più teledipendente e assetato di misteri, maghi, soprannaturale, etc. Papa Francesco chiede elevare il livello culturale della discussione e di cercare un piano alto di confronto su valori, anche culturali, che diventano irrinunciabili per chiunque nasca e cresca in un liberaldemocrazia. Potrebbe essere che trattandosi di un gesuita, quindi addestrato ad allenare l’intelligenza, si stia redendo conto che conviene tornare un po’ indietro e far pace con la modernità. Perché lo scontro di civiltà è davvero imminente, ed è meglio stare con i buoni. Buoni che sono peraltro diventati tali anche grazie a credenze eticamente superiori quali quelle che coltiva il cristianesimo. Almeno quando lo si confronta con l’islam, che vuole tutti sottomessi.

 

Non si può evitare di pensare che sul piano di un aggiornamento teologico a un mondo con meno sofferenza, grazie a scienza e tecnologia, la Chiesa Cattolica ha perso quarant’anni: quelli dei pontificati di Wotyla e Ratzinger. Ormai nessuno più lo ricorda, ma Giovanni Paolo I divenne papa poche settimane dopo la nascita di Louise Brown, la prima bambina concepita in provetta. La sua posizione fu di apertura e disse qualcosa tipo chi “sono io per giudicare” e vedeva anche lui in quell’applicazione dell’intelligenza umana un potenziale beneficio. La sua morte ha fattor tornare la Chiesa Cattolica al medioevo della teologia, per cui giustamente i credenti se ne stavano lontani dai luoghi di culto o evitavano di intraprendere una carriera religiosi fatta di rinunce ormai insensate. E’ forse cominciato davvero quel cambiamento epocale che qualcuno aveva sperato di poter far cominciare agli inizi degli anni Sessanta. Stiamo sintonizzati, a questo punto c’è da aspettarsi altre interessanti novità.

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Puntata del Maratoneta di sabato 25 Ottobre 2014

Lun, 27/10/2014 - 14:11
Puntata del Maratoneta di sabato 25 Ottobre 2014radioradicale.it27 Ott 2014Salute e ambiente

In studio Mirella Parachini, ospiti Lucia Musatta, Silvio Viale, Anna Pompili, Assuntina Morresi sulla questione dell'Assistenza transfrontaliera e con Maurizio Bolognetti per la questione della mancata istituzione dell'Anagrafe dei siti da bonificare in Basilicata.

Riascolta la puntata

 

Il Maratoneta
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Ambiente: lettera aperta a consiglieri e parlamentari lucani per l'anagrafe dei siti inquinati

Ven, 24/10/2014 - 11:31
Ambiente: lettera aperta a consiglieri e parlamentari lucani per l'anagrafe dei siti inquinatiAssociazione Luca Coscioni24 Ott 2014Salute e ambienteComunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni   "La Regione Basilicata applichi l’art. 251 del Codice dell’Ambiente e attivi l’anagrafe dei siti inquinati": questa la richiesta contenuta in una lettera aperta inviata ai Consiglieri regionali lucani, ai Parlamentari eletti in Basilicata, e a Gianni Pittella, Parlamentare europeo a firma di Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretario e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni.  L'iniziativa nasce a sostegno dell'attività di lotta nel territorio lucano di Maurizio Bolognetti, Consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni, in sciopero della fame dalle ore 23.55 del 15 ottobre, e che dalla mezzanotte del 24 ottobre proseguirà il suo dialogo nonviolento con le Istituzioni lucane alternando fame e sete.
"Questa patente violazione del Codice dell’Ambiente - scrivono nella lettera Gallo e Cappato - si è tradotta negli anni nella negazione del diritto dei cittadini a poter conoscere le situazioni di inquinamento ufficialmente censite sul territorio lucano. E infatti, il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, stante la perdurante situazione di non applicazione delle norme citate, ha dovuto ripetutamente respingere le richieste dello stesso Bolognetti finalizzate ad acquisire notizie sull’Anagrafe in oggetto. [...] Paradossale risulta la risposta datata 14 maggio 2014, a firma dell’allora dirigente del Dipartimento Ambiente dott.ssa Maria Carmela Bruno, che si dice impossibilitata a fornire gli atti richiesti(anagrafe dei siti da bonificare) scrivendo nella nota prot. 0076816/170A: “Come già rappresentato in altre occasioni, l’anagrafe dei siti inquinati non è stata ancora attivata: Nel documento propedeutico per l’aggiornamento del Piano Bonifiche è prevista anche l’acquisizione del software occorrente per la sua operatività”
Per tutto questo i dirigenti dell'Associazione radicale Luca Coscioni chiedono "risposte nutrite dalla concretezza dei necessari atti da compiere per sanare la ferita inferta allo Stato di diritto". 
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Filomena Gallo alla giornata democratica

Ven, 24/10/2014 - 08:15
Fecondazione assistita

Il Segretario dell'Associazione Luca Coscioni iterverrà nel panel 'Tutti i diritti negati dalla legge 40 del 2004'

Data: Mercoledì, 29 Ottobre, 2014 - 16:00 to 22:30Città: Agliana (Pt)Indirizzo: Circolo Arci Città Futura, via Don Milano 25Organizzatore: Giovani democratici di Agliana
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