Luca Coscioni

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Fecondazione eterologa, Gallo: bastano le linee guida

Mar, 05/08/2014 - 11:36
Fecondazione eterologa, Gallo: bastano le linee guidaSole 24 ore Sanità5 Ago 2014Filomena GalloFecondazione eterologa

Dell’avv Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Soggetto Costituente il Partito radicale

 

In questi lunghi 10 anni di legge 40 siamo riusciti finalmente a portare nelle case degli italiani vittorie significative affinché quasi tutti possano provare ad avere un figlio.

Quasi tutti’ perché la PMA è ancora preclusa alle coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche. Un divieto che speriamo cada presto, insieme a quello di poter utilizzare gli embrioni non più idonei per una gravidanza a fini di ricerca scientifica.

Oggi però abbiamo ottenuto la cancellazione del divieto di fecondazione eterologa, tramite la sentenza n. 162 della Corte Costituzionale dello scorso 9 aprile. Una sentenza dal valore storico: afferma la portata costituzionale del diritto alla libertà procreativa e ne amplia i confini di liceità.  All’indomani dell’entrata in vigore della Legge 40, anche chi l’aveva votata dichiarò che poteva essere migliorata, ma nelle legislature successive nessuna volontà politica ha mai manifestato l’esigenza di far porre all’ordine del giorno un progetto di modifica tra i tanti che anche noi con gli esperti dell’associazione Luca Coscioni abbiamo fatto depositare.

Eppure i dati che emergevano dalle Relazioni annuali al Parlamento evidenziavano quanto questa legge fosse dannosa per la salute delle donne e inefficace a far nascere bambini. La responsabilità dei cambiamenti è stata lasciata ai Giudici, che sono stati chiamati  per 30 volte a decidere sulla legge 40 e hanno cercato di leggerla alla luce della costituzione, dandone una interpretazione rispettosa dei diritti e per due volte la Corte costituzionale l'ha dichiarata illegittima, cancellando parti significative.

L’eterologa oggi è una tecnica consentita in Italia: non c’è vuoto normativo, come sancito dai Giudici della Corte Costituzionale e come ribadito nel Manifesto dei Giuristi per il pieno rispetto della sentenza 162, elaborato dall’Associazione Luca Coscioni. Cosa si aspetta allora a partire con l’applicazione della tecnica? Alcuni centri hanno già iniziato. Il ministro Lorenzin dovrebbe aggiornare le linee guida, ma  nei giorni scorsi dinanzi alla XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, ha illustrato il contenuto del Decreto legge che proporrà al Consiglio dei Ministri. Tutte gli aspetti tecnici che a parere del Ministro devono esseri normati attraverso un DL, possono trovare invece spazio nell’aggiornamento delle Linee guida ferme al 2008. Inoltre, il Ministro ha giustamente previsto di inserire la PMA nei livelli essenziali di assistenza per non discriminare né i centri pubblici né i cittadini: ma già la legge 40 prevede che tutte le tecniche siano applicate anche nel pubblico. Casomai sarebbe necessario aggiornare i Lea del 2001.

Il Decreto Legge prevede anche  il registro dei nati da eterologa e l’abolizione dell’anonimato per i donatori di gameti. Sul registro dei nati già il Garante della Privacy nel 2006 ha dato parere negativo. Un aspetto che potrebbe frenare le coppie e i donatori di gameti è quello concernente l’anonimato dei  donatori: avevamo proposto come Associazione Luca Coscioni insieme ai Parlamentari radicali nella scorsa legislatura un progetto di legge che prevedeva la possibilità del  sistema del doppio binario, quindi donatori anonimi e non, sistema che trova le sue ragioni in una serie di considerazioni. La prima: il problema del segreto è stato risolto in vari Paesi con modalità differenti, tenendo talora conto del diritto del nato a conoscere le proprie origini genetiche, talora consentendo solo il diritto all’ informazione generica, talora stabilendo regole per l’incontro con il genitore biologico; in molti altri casi, invece, accettando il principio del diritto dei genitori di decidere sull’ opportunità di queste informazioni, di mantenere il segreto. La seconda: poiché la maggioranza delle indagini eseguite in molti Paesi europei ha stabilito che tra coloro che si accingono a chiedere una donazione di gameti e embrioni sono presenti tutte e tre le intenzioni sopra presentate, si ritiene opportuno che la norma che regola la donazione di gameti e embrioni debba facilitare sia l’opzione del segreto che quella della trasparenza ma in ogni caso questa è una norma ulteriore per ampliare diritti non propedeutica all'applicazione della tecnica che già ora con l'anonimato deve essere applicata.

 

Al di là di quelli che possono sembrare tecnicismi, riteniamo che sia fondamentale nelle questioni di inizio e fine vita avere come movente individuale e politico la libertà e la responsabilità delle scelte dei singoli, e nessuna imposizione  bioetica. Affinché questo sia sempre più possibile c’è un appuntamento importante in agenda: l’XI Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, il 19-20-21 settembre a Roma. 

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Puntata del Maratoneta di sabato 2 agosto 2014

Lun, 04/08/2014 - 15:12
Puntata del Maratoneta di sabato 2 agosto 2014www.radioradicale.it4 Ago 2014Fecondazione eterologa

Commento alla delibera della Regione Toscana e della proposta di decreto legge sulla fecondazione eterologa; accessibilità al mare per i disabili. In studio Valentina Stella e Margherita De Bac.

Riascolta la puntata

 

 

Il Maratoneta
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Fecondazione in provetta ma a scatola chiusa

Lun, 04/08/2014 - 12:56
Fecondazione in provetta ma a scatola chiusaAndrea Furcht4 Ago 2014Fecondazione eterologa

Con sentenza del 9 aprile Corte Costituzionale ha fatto cadere il divieto alla fecondazione eterologa previsto dalla legge 40 del 2004.

La ministra della sanità Lorenzin, intervistata da De Bac[1], alla domanda «La coppia potrà scegliere il donatore?» risponde:

«Assolutamente no. Niente cataloghi con le caratteristiche estetiche di chi dà i gameti».

 

A prima vista, un ragionevole argine etico alla mercificazione del corpo, che profana l'altruismo della genitorialità: agli occhi di molti non solo fare figli artificialmente, ma per di più scegliendosi il genitore biologico, pare  la quintessenza della mancanza di senso del limite tipica dell'uomo contemporaneo.

 

Eppure.

 

La diffidenza verso gli sviluppi biotecnologici in campo riproduttivo si regge su due pilastri: non allontanarsi dalla legge di natura, e l'interesse  del bambino.

 

Per quanto riguarda il primo, cominciamo con il riflettere sul senso evoluzionistico[2] della ricerca della bellezza nel partner: quello di tramandarla alla prole, perché questa vale principalmente[3] come indicatore di salute.

 

Il motivo per il quale nella fecondazione artificiale si cercano genitori biologici attraenti[4] è lo stesso di sempre: assicurare al figlio le migliori condizioni di partenza.

Anche dal punto di vista del nascituro – veniamo così al secondo pilastro – non vedo che vantaggi dal disporre di un corredo cromosomico che probabilmente darà una buona condizione fisica, e anche una migliore accoglienza da parte dei suoi simili.

 

Possiamo pensare che in passato non si potesse condizionare il passaggio del patrimonio genetico tra le generazioni, ma è vero l'opposto: gli esseri umani, così come gli altri animali, si sono sempre sforzati di unire il proprio DNA a quello più idoneo possibile. Noi tutti discendiamo da chi l'ha fatto meglio.

 

Selezionare i donatori, anche in base alle caratteristiche fisiche, non equivale insomma ad un piacere sessuale surrogato: nessun godimento dei sensi, nella fecondazione artificiale; solo i disagi fisici e psicologici di interventi medici dall'esito incerto.

Non dà certo l'idea del lussurioso, chi affronta tutto questo. Lo si fa per dare amore, e per riceverlo; forse anche per cancellare dalla propria vita quaranta inverni ritrovando, rispecchiata in una persona vicina, la propria gioventù; persino per cercare una forma di immortalità, passando il testimone della propria esistenza a chi si ama. Nessun'arroganza esistenziale, in questo, se non quella di chiunque si formi una famiglia.

 

Mi chiedo se mettere paletti immotivati non origini dalla volontà inconsapevole di far pagare una presunta dissolutezza morale a chi invece aspira semplicemente a poter dire, come tutti i genitori: «Questi sono i miei gioielli».

 



[1]    Margherita de Bac. «Donazioni gratuite e no ai cataloghi» Le linee sulla fecondazione eterologa (intervista a Beatrice Lorenzin).  Corriere della sera, 7 luglio 2014.

[2]    Il riferimento è ad epoche ancestrali, nelle quali si sono cristallizzati nei nostri geni la maggior parte degli istinti, compresi quelli che influenzano il comportamento.

[3]    Nei mammiferi la condizione fisica femminile riveste anche un'importanza immediata: è  difatti fondamentale che la madre sia in grado di portare a termine con successo la gravidanza; da qui l'intepretazione biologica della maggior importanza conferita all'apparenza da parte dei maschi.

[4]    Il discorso si può allargare dall'aspetto fisico ad altre doti, quali socialità e intelligenza.

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Cannabis terapeutica: il nostro appello ai medici italiani per la prescrizione

Sab, 02/08/2014 - 11:15
Cannabis terapeutica: il nostro appello ai medici italiani per la prescrizioneAss. Coscioni1 Ago 2014Cannabis terapeutica

APPELLO DELL’ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI AI MEDICI ITALIANI

[IL VIDEO REALIZZATO DA LUIGI MONTEVECCHI]

“Carissimi

ci rivolgiamo a voi  sul tema della cannabis terapeutica. Il nostro contributo come medici per migliorare l'effettivo accesso dei pazienti alla terapie può essere importante.

Dal 2007, in Italia una legge consente l’uso in terapia del Thc, il principale principio attivo della cannabis, e nel 2013 un ulteriore decreto ha riconosciuto l’efficacia farmacologica dell’intera pianta della cannabis. Negli ultimi anni i consigli regionali di Puglia, Liguria, Veneto, Toscana, Friuli, Marche, Abruzzo, Umbria, Sicilia, Basilicata ed Emilia Romagna  hanno approvato delle leggi per garantire l’erogazione gratuita dei farmaci cannabinoidi ai propri assistiti. Alcuni di questi provvedimenti prevedono anche la realizzazione di iniziative volte ad informare il personale sanitario. Iniziative che però non sono state messe in atto né dalle regioni, tantomeno dal Ministero.

Così la disinformazione dei medici resta ancora un ostacolo imponente nell’accesso a questa cura. I dati forniti dal Ministero della Salute, infatti, parlano chiaro: nel 2013 solo 40 pazienti hanno avuto accesso a questa terapia. Troppi ancora sono coloro che, non trovando medici disposti a prescrivere cannabinoidi, o a causa della burocrazia o dei costi elevati, si trovano costretti a ricorrere al mercato nero. Si tratta principalmente di persone affette da malattie con forti spasticità e rigidità, come la sclerosi multipla, la Sla, la fibromialgia, la neuropatia, il glaucoma, e di pazienti affetti da HIV o con dolori oncologici.

Tutti i medici italiani, anche quelli di base, possono prescrivere quei farmaci, potenzialmente per qualsiasi indicazione terapeutica. Alcuni non lo fanno per motivi ideologici altri perché non lo sanno. Questa disinformazione interessa anche i farmacisti che talvolta si rifiutano di ricevere le ricette. In Italia quindi, anche per quanto riguarda il diritto alla salute, tocca affidarsi al mercato nero, con tutti i rischi che acquistare in strada sostanze non controllate può comportare.

Occorre affrontare questo problema strutturale. Come medici dobbiamo fare quanto in nostro potere per  ridurre i danni che la mancanza d'informazione può generare. Per questo chiediamo a voi di rendere nota, attraverso l’associazione Luca Coscioni, la vostra disponibilità a prescrivere cannabinoidi e ad aiutarci a informare i vostri colleghi, scrivendo all’ordine dei medici delle vostre regioni o alle associazioni”.

 

Primi firmatari:

Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni

Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni

Silvio Viale, ginecologo, dirigente dell’Associazione Luca Coscioni

Mirella Parachini, ginecologa, dirigente dell’Associazione Luca Coscioni, vice presidente della Fiapac

Luigi Montevecchi, Medico - Chirurgo Specialista in Ostetricia e Ginecologia, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni (autore del video)

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Eterologa, il maggiorenne ha diritto di sapere

Ven, 01/08/2014 - 12:41
Eterologa, il maggiorenne ha diritto di sapere Europa1 Ago 2014Maria Antonietta Farina CoscioniFecondazione eterologa

Per andare subito al sodo e non perderci in tanti giri di parole: esiste, per un essere umano che sia pienamente consapevole e maggiorenne, il diritto di conoscere chi sono i suoi genitori biologici, oppure no? Io  rispondo: sì, questo diritto esiste. Possono esserci, e scaturire, situazioni che si rivelano spiacevoli, dolorose, traumatiche. Ma se questa persona, consapevole dei possibili traumi, sofferenze, delusioni cui può andare incontro e gli possono venire da questa sua volontà, resta comunque determinato nel suo voler sapere, ecco che ha il diritto di essere rispettato.

 

E deve essere messo nella condizione di poter vedere riconosciuto e tutelato questo suo diritto che niente e nessuno gli può negare. Così, per venire alla questione che lodevolmente Europa affronta e dibatte (magari lo facessero altri, e soprattutto la televisione e la radio che dovrebbero fornire "servizio pubblico", e quindi affrontare e non eludere questi temi): la libertà di scelta resta la prima, irrinunciabile regola, e questo sopra ogni norma, legge o codice possano essere concepiti e realizzati. La libertà di scegliere se conoscere o meno le proprie origini biologiche e genetiche appartiene a ciascuno di noi, nel momento stesso in cui nasciamo; e questo vale anche per i nati da fecondazione eterologa, un diritto che la legge deve garantire e tutelare anche in Italia, come del resto è garantito e tutelato in altri paesi e in altri ordinamenti giuridici che hanno affrontato la questione, preveggenti, molto prima di noi. Negare questo diritto si traduce in una odiosa e inaccettabile discriminazione. Sono fermamente convinta che se questo diritto venisse negato, pregiudicato, se come qualcuno auspica e vuole; se dovesse essere, verrà negato o limitato il diritto di conoscere la propria identità genetica, frapponendo ostacoli o limitazioni che possono impedire di acquisire informazioni circa le modalità del proprio concepimento, o l`identità del donatore, accadrebbe una cosa molto "semplice": il nato da fecondazione eterologa subirebbe una discriminazione crudele e inaccettabile; e di questa discriminazione e ingiustizia, ne saremmo tutti responsabili. Il Consiglio nazionale di bioetica italiano consiglia di svelare ai bimbi se sono stati concepiti con l`eterologa, ma di mantenere anonima  l`identità del donatore, perché, sostiene, altrimenti si avrebbe «un`alterazione dell`equilibrio esistenziale della famiglia di origine». Tema delicato, non c`è dubbio, e in particolare se si tratta di un minorenne. Ma nel caso di un maggiorenne, di una persona cioè che si ritiene matura e che pone la fatidica domanda, credo che questa persona abbia diritto di sapere. L`«alterazione» evocata sarebbe senz`altro più grave e superiore se per legge questo diritto gli venisse precluso; pensate cosa può essere convivere con un qualcosa di irrisolto di questa portata... Negli Stati Uniti, dove l`eterologa si è diffusa fin dagli anni `80, una quantità di persone esige di sapere la propria vicenda genetica, chi sono i loro antenati, la loro storia medica, e centri specializzati come il Donor Sibling Registry animato dalla dottoressa Wendy Kramer aiutano le persone nate dall`eterologa a trovare i loro donatori. L`Olanda ha deciso di permettere solo le donazioni non anonime: raggiunti i 16 anni, i figli possono accedere alle informazioni relative ai donatori. C`è chi avanza il timore che il donatore, una volta conosciuto, possa usurpare il ruolo di chi ha svolto la funzione di padre. È facile rispondere che l`eterologa dovrebbe farci capire che trasmettere il proprio Dna non basta a renderci genitori, e che per essere tali ci vuole, come fondamentale presupposto, una relazione affettiva ed educativa. Sarebbe facile comprenderlo se ci fosse dibattito, confronto, conoscenza. Ma, ripeto, oltre Europa e pochissimi altri, chi ci aiuta a riflettere, ragionare, capire? 

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Ora rispettate il diritto alla libertà di procreazione

Gio, 31/07/2014 - 10:42
Ora rispettate il diritto alla libertà di procreazioneSalvagente31 Lug 2014Filomena GalloFecondazione eterologa

 

La Corte costituzionale, nella Camera di Consiglio del 9 aprile 2014, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del divieto di fecondazione eterologa previsto dalle legge 40/2004. La decisione assume valore storico perché afferma la portata costituzionale del diritto alla libertà procreativa e ne amplia i confini di liceità, rafforzando maggiormente l’orizzonte  in cui  l’autodeterminazione in materia procreativa si pratica.  Il divieto di fecondazione eterologa ha rappresentato in questi dieci anni di applicazione della legge 40 uno dei limiti maggiormente ideologici che ha leso proprio quel diritto all’autodeterminazione di tante coppie ad avere un figlio, a costruire un nucleo familiare. La sfera privata di tanti cittadini italiani è stata violata: promulgando la legge 40 e difendendone i principi, il legislatore italiano ha imposto la sua personale visione di libertà procreativa. Con un uso proibizionista del diritto il legislatore con questa legge si è arrogato il potere di sindacare sulla legittimità o meno delle scelte procreative di uomini e donne, in piena violazione del  diritto al rispetto alla vita familiare e privata, come sancito dalle Carte fondanti nazionali e internazionali. Oltre ad una ingerenza nella sfera intima della coppia, il legislatore ha frenato lo sviluppo sociale e scientifico derivato dai progressi in materia di fecondazione artificiale, creando delle gravissime discriminazioni tra i cittadini italiani. In un Paese laico la legge 40 non sarebbe mai stata emanata, in un Paese che rispetta i diritti ci saremmo aspettati campagne d'informazione sulla possibilità di donare i propri gameti, sulla prevenzione della sterilità. Invece, nonostante la sancita incostituzionalità di parte della legge 40 – in ultimo con la sentenza 162 - , il Ministero della Salute e di fatto il Governo con alcune forze politiche e lobby culturali del Paese tentano, con ingiustificati deterrenti, di ritardare l’applicazione del dispositivo costituzionale.  Per questo l’Associazione Luca Coscioni ha prodotto insieme al giurista Stefano Rodotà un manifesto per il rispetto della sentenza costituzionale, sottoscritto già da molti altri giuristi, che spiega perché il divieto è incostituzionale, perché la sentenza non crea vuoto normativo, perché continuano a permanere tutele per i donatori, le coppie riceventi, e i nati. Da ciò deriva la simultanea ripresa nei centri italiani della tecnica con donazione di gameti (eterologa). 

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Ancona 12 settembre - Centocittà per l'eutanasia legale e biotestamento

Mer, 30/07/2014 - 19:33
Eutanasia

La cellula di Ancona dell'ass. Luca Coscioni aderisce alla mobiltazione nazionale "Centocittà per l'eutanasia legale e biotestamento"  per  chiedere ai Parlamentari la discussione della legge e ai Comuni l'attivazione del registro dei testamenti biologici.

Nella mattinata del 12 settembre, è in programma una manifestazione in prossimità del municipio di Ancona con un banchetto informativo e raccolta firme. Per chi vorrà partecipare contattare    Renato Biondini - segretario cellula di Ancona ass. Luca Coscioni - cell. 339 6035387                  email biondinirenato@alice.it  cellulacoscioniancona@gmail.com 

 

Data: Venerdì, 12 Settembre, 2014 - 09:00 to 14:00Città: ANCONAIndirizzo: Largo XXIV Maggio Organizzatore: Renato Biondini
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Policlinico Umberto I di Roma rispetti volontà dei pazienti

Mer, 30/07/2014 - 17:25
Policlinico Umberto I di Roma rispetti volontà dei pazientiAss. Coscioni30 Lug 2014Testamento biologico

Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni

"Chiediamo la modifica urgente del testo contente “Direttive anticipate sulle misure di sostegno vitale in caso di sclerosi laterale amiotrofica” sottoposto ai pazienti del reparto di pneumologia" del policlinico Umberto I di Roma. Questa la richiesta contenuta in una lettera inviata al Direttore Sanitario dott.ssa Allocca, al Direttore dell'UOC Malattie respiratorie, prof. Claudio Terzano, al Referente per la Direzione sanitaria del percorso SLA dott. Emilio Scalise e al Presidente della Regione Nicola Zingaretti da parte di Filomena Gallo e Marco Cappato, segretario e tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, nonché dal medico chirurgo Mario Riccio, consigliere generale dell'Associazione. Scrivono nella lettera: "A seguito di nostra istanza di accesso agli atti, abbiamo ricevuto copia del documento che viene sottoposto ai pazienti del reparto di pneumologia" e qui "le informazioni rese ai pazienti risultano incomplete e non corrispondenti alla giurisprudenza sulla materia".

Vieni infatti affermato nel documento sottoposto ai pazienti che “secondo le leggi attualmente vigenti in Italia non mi sarà possibile ottenere la sospensione della ventilazione invasiva”. Gallo, Cappato e Riccio scrivono: "Risulta evidente che quanto sostenuto sia in netto contrasto con i più recenti orientamenti giurisprudenziali. In particolare la storia giudiziaria del caso Welby è paradigmatica. Qui il giudice di merito proscioglie il medico dall'imputazione di omicidio del consenziente, indicando che questi ha ottemperato a un suo preciso dovere giuridico. Se queste sono state le conclusioni del giudice di merito in un caso di assistenza domiciliare – che taluni hanno criticato per la mancanza di un solido e duraturo rapporto di alleanza medico paziente, ritenuto occasionale -, non è certo possibile ritenerle non applicabili nel caso di pazienti sicuramente noti all'Umberto I, in alcuni casi da anni. Un'altra nota vicenda, quella Englaro, ha chiarito attraverso una sentenza della Cassazione (n. 21748/07) che la volontà del paziente, anche se ricostruita in un soggetto non competent, permette di interrompere una terapia anche qualora questa scelta comporti il decesso del paziente stesso".

Continuano Gallo, Cappato e Riccio: "Come ulteriore e finale osservazione, segnaliamo la mancanza di una proposta di iter terapeutico-assistenziale per i Vostri pazienti che rifiutino la ventilazione meccanica invasiva o non invasiva, accettandone pertanto le fatali conseguenze. Non è chiarito quale percorso attenda tali degenti all'interno della Vostra struttura. Riteniamo doveroso, oltreché deontologicamente ed eticamente corretto, informare i Vostri assistiti delle procedure e percorsi predisposti. Ovviamente tale problematica riguarda anche i pazienti che decidessero di interrompere la terapia ventilatoria invasiva presso la Vostra struttura".

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Un'Italia zoppa per sempre, se gira le spalle alla ricerca

Mer, 30/07/2014 - 14:03
Un'Italia zoppa per sempre, se gira le spalle alla ricerca La Stampa30 Lug 2014Andrea GrignolioLaicità

Sperimentazione animale, vicenda Stamina e Ogm sono state quest’anno in Italia le tre grandi questioni su cui scienza e politica si sono confrontate. Tre novità politiche hanno poi gettato su questo confronto nuova luce e vale la pena fare qualche riflessione prima della pausa estiva, giacché questa rubrica «Scienza e Democrazia» - dopo 30 articoli da gennaio a oggi - tornerà a settembre. Le tre novità legate al rapporto scienza e politica sono state la nomina a senatrice a vita di Elena Cattaneo, neuro-scienziata, apprezzata anche per l’attenzione al rapporto tra ricerca, etica e società, la nomina a presidente del Consiglio di Matteo Renzi, che, complice l'età, si è proposto come la figura capace di svecchiare il Paese, e infine un progetto di riforme radicali, dalla pubblica amministrazione al lavoro, fino al Senato. Vorrei insistere sul primato della novità - Elena Cattaneo, cinquantenne, è la più giovane senatrice a vita della storia repubblicana e lo stesso vale per Renzi alla premiership, senza dimenticare le ambizioni dell'annunciato programma di riforme - perché, almeno in linea di principio, a nuovi impulsi politici dovrebbero seguire nuovi impulsi democratici, in particolare nel rapporto scienza-società. Purtroppo, però, finora alle promesse non sono seguiti i fatti. Vediamo le ragioni. Il primo ciclo della rubrica, aperto da un articolo del neuroscienziato Giacomo Rizzolatti, è stato dedicato alla sperimentazione animale, una pratica necessaria come sostengono i più accreditati scienziati, eppure avversata dai movimenti animalisti che hanno tentato, in parte riuscendovi, di inasprire le direttive europee condivise da tutti gli altri Paesi comunitari. In un incontro organizzato al Senato con politici e ricercatori si è discusso con dati e con prove la necessità di questi test, senza con ciò rinunciare alla complementarità di sperimentazioni alternative, come le tecniche in provetta («in vitro») e computazionali («in Bilico»), ed evidenziando gli handicap per i ricercatori italiani rispetto ai colleghi stranieri. Pur nella diversità, le dinamiche del primo tema si sono manifestate anche in un altro tema affrontato nella rubrica: gli Ogm. Un mal compreso ambientalismo ha saputo vendere alla politica - specie in ambito progressista - slogan di un passatismo nostalgico, infarcito di una filosofia antimoderna. Questo atteggiamento rigetta evidenze e sperimentazioni ventennali sulla non nocività dell'agricoltura Ogm e sui vantaggi economici e biotecnologici che Paesi europei (tra cui Spagna, Portogallo e Slovacchia) e del resto del mondo (Usa, Argentina, Brasile e India) stanno traendo dal loro utilizzo. Pochi giorni fa si è discussa in Parlamento una norma che, fortunatamente attenuata grazie a una compatta reazione della comunità scientifica, voleva imporre il carcere per chi decideva in Italia di coltivare piante Ogm: le stesse che in Spagna lo Stato incentiva. Tema successivo è stato il «metodo» Stamina. La sua insensatezza, prima ancora della sua inefficacia, è stata decretata dall'intera comunità scientifica internazionale, compreso il Premio Nobel delle staminali Yamanaka, senza dimenticare una serie di articoli-denuncia di «Nature» e le indagini di Nas e Aifa. Si tratta di risultati discussi e poi diffusi nell'ambito politico grazie a un incontro al Senato con staminologi di fama internazionale. Intanto è stata decisa una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti degli ideatori di Sta-mina, eppure alcune sentenze di tribunali sembrano non convinte delle prove incontrovertibili raccolte contro un metodo inesistente. In modo simile alcune sentenze su un'inventata relazione vaccini-autismo (che ha causato un pericolosissimo calo del 20% della copertura vaccinale nazionale) suggeriscono che scienza, diritto e principio della prova devono tornare al più presto al centro del dibattito politico. Non c'è dubbio che lo stato di salute del rapporto tra scienza e istituzioni sia la cartina di tornasole del livello democratico di un Paese. Lo sostengono molte ricerche incentrate sulla «buona politica basata sulle prove d'efficacia» e lo dimostra la diffusione dei consiglieri scientifici dei capi di governo. E significativo - come è stato raccontato su queste pagine - che ad agosto, ad Auckland, si svolga il meeting degli esperti del settore. Purtroppo non è prevista la presenza di un membro italiano. Nessuna delle riforme proposte dal governo e che in questa rubrica sono state discusse con cinque interventi - di cui uno direttamente rivolto al premier da scienziati come il presidente dell'Accademia dei Lincei, Lamberto Maffei, e dal fisico Giorgio Parisi - sembra voler dare impulso alla scienza. Eppure, proprio la promessa riformatrice a cui accennavo all'inizio potrebbe essere una grande opportunità di cambiamento, a cominciare dal «tentativo di non rinunciare del tutto all'idea di un Senato che sia anche un po' il luogo di competenze specialistiche innovative», come ha dichiarato Elena Cattaneo nel suo primo intervento in Aula, appellandosi a principi come competenza, innovazione, metodo della trasparenza dei fatti e delle prove. Il governo, ora, deve fare la sua parte e rappresentare il vero nuovo: essere «giovane», anziché «giovanilistico». 

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Lorenzin sbaglia: non serve un decreto legge

Mer, 30/07/2014 - 13:42
Lorenzin sbaglia: non serve un decreto legge il Garantista30 Lug 2014Filomena GalloFecondazione assistita

Dieci anni di un uso proibizionista del diritto, dieci anni di discriminazioni, dieci anni di "esterologa", una sentenza della Corte Costituzionale che cancella il divieto di eterologa previsto dalla legge 40 e ieri Lorenzin va in commissione Affari sociali della Camera per comunicare che presenterà un decreto legge perché c’è ancora la necessità di normare 9 punti.  Quanto tempo ancora dovranno attendere le coppie per accedere alla fecondazione con donatore esterno senza aver paura di incorrere in qualcosa di illecito? Una risposta l’hanno data già i giuristi che hanno sottoscritto un appello dell’Associazione Luca Coscioni per il pieno rispetto della sentenza costituzionale in cui i giudici della Consulta hanno specificato che non c’è vuoto normativo: dunque i centri pubblici, privati e convenzionati possono riprendere ad effettuare la tecnica eterologa, come precisato anche dai tecnici convocati dal ministro della Salute. Prima di entrare nel merito dei punti discussi dal ministro, è bene fare una precisazione sul metodo: non si capisce l’esigenza di un decreto legge, che di per sé ha il carattere dell’urgenza ma in questo caso di urgente non c’è nulla. Pertanto, tutte le questioni tecniche sollevate da Lorenzin possono benissimo essere inserite nella nuove Linee Guida che non vengono più aggiornate dal 2008, mentre la stessa Legge 40 prevede un aggiornamento periodico o almeno ogni 3 anni. Va sicuramente evidenziato l’aspetto positivo  di inserire la procreazione medicalmente assistita nei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza), che permetterà ai centri pubblici di lavorare nelle stesse condizioni dei privati anche sull’eterologa, quindi in linea con la legge 40 a differenza di quanto accadeva prima della legge stessa: anche in questo caso non occorre decreto legge bensì l’aggiornamento dei Lea, fermo al 2001. Bene anche che con gli esperti, Lorenzin abbia individuato l’identificazione del numero di donazioni per ogni donatore con criteri specifici sul modello Francese e UK. Invece non si può non criticare l’esigenza di una norma che preveda la conoscenza dell’identità biologica per i nati e la piena rintracciabilità di donatori e nati. Sono questioni diverse: sotto il profilo sanitario i centri, cancellato il divieto di eterologa, sono tenuti ad applicare in pieno la direttiva 17/2006 già recepita e che prevede tutti gli esami a cui i donatori devono sottoporsi e i criteri per la scelta dei donatori, la conservazione dei dati per circa 30 anni e un registro dei donatori. Altra cosa è l’anonimato. Nel nostro Paese i donatori di cellule sono sempre stati anonimi, quale è l’urgenza di un decreto legge che preveda il donatore non anonimo? Se vi fosse stata tale impellenza i giudici della Corte Costituzionale l’avrebbero evidenziata. Ciò non toglie che in un futuro potrebbe essere valutata la possibilità di una norma voluta dalla società civile su cui potrebbe pronunciarsi il parlamento che preveda donatori anonimi e donatori non anonimi con la scelta delle coppie di accedere ad uno o all’altro regime. La Corte Costituzionale con la sentenza d’incostituzionalità del divieto di eterologa ha riaffermato un diritto molto importante: la portata costituzionale del diritto alla libertà procreativa. I Giudici della Corte hanno ampliato i confini di liceità di tale diritto, rafforzando maggiormente l`orizzonte in cui l`autodeterminazione in materia procreativa si pratica. Oggi però il diritto a vedere affermati i propri diritti per le coppie sterili è violato da un Governo che invece di aggiornare le linee guida integrative della legge 40 ha predisposto un decreto legge con il pretesto d`introdurre nuove norme: così facendo introduce, invece, deterrenti per tante persone che vogliono semplicemente avere dei figli, e per coloro che con un dono anonimo potrebbero consentire tutto ciò. La realtà è un`altra: la donazione di gameti è già possibile, già ci sono test positivi di gravidanza da fecondazione eterologa. 

fecondazione eterologa
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Rassegna stampa su proposta decreto legge del Ministro Lorenzin per normare fecondazione eterologa

Mer, 30/07/2014 - 13:17
Rassegna stampa su proposta decreto legge del Ministro Lorenzin per normare fecondazione eterologa30 Lug 2014Fecondazione eterologa

30/07/14 Il Fatto Quotidiano 10 Intervista a Beatrice Lorenzin - "Dai 25 anni, i figli potrannoconoscere i genitori biologici"Lillo Marco 130/07/14 Messaggero 15 «L'eterologa sarà a carico dello Stato» Massi Carla 3 30/07/14 Giorno - Carlino -Nazione6 L'eterologa sarà a carico dello Stato - Eterologa, il ministrospiazza tutti «Sarà pagata dal servizio sanitario»Mastrantonio Silvia 430/07/14 Giorno - Carlino -Nazione6 Il commento - La vera spesa è allevarli Carbonin Maristella 630/07/14 Giorno - Carlino -Nazione7 Intervista a Eleonora Porcu - Tecnica semplice, risultati facili «Maai figli pensateci da giovani»Barbetta Donatella 730/07/14 Avvenire 9 Lorenzin: sarà pagata dallo Stato possibile la doppia «donazione»- Eterologa, la pagherà lo StatoPicariello Angelo 830/07/14 Foglio 2 In Toscana, la regione che corre, i bambini rischiano di estinguersi Volpi Roberto 930/07/14 Gazzetta di Modena-Reggio-Nuova Ferrara5 Lorenzin: «Pronto il decreto legge sulla fecondazione eterologa» ... 1030/07/14 Tempo 11 Lorenzin: «Pure le coppie sterili faranno figli» Poggi Natalia 1130/07/14 Il Garantista 1 Eterologa, non serve un decreto - Lorenzin sbaglia: non serve undecreto leggeGallo Filomena 1230/07/14 Stampa 12 "Pagherà il Servizio Sanitario" Ma è polemica sulla spesa choc PA. RU. 1330/07/14 Stampa 12 Lo Stato pagherà la fecondazione eterologa - Figli natidall'eterologa e tracciabilità del Dna "Decida il Parlamento"Russo Paolo 1430/07/14 Gazzetta di Parma 3 La Lorenzin: «Eterologa a carico dello Stato» Ncd 1730/07/14 Corriere della Sera 19 Lo Stato pagherà l'eterologa Il decreto apre gli ospedali De Bac Margherita 1830/07/14 Libero Quotidiano 16 Eterologa a carico dello Stato Maniaci Caterina 1930/07/14 Sole 24 Ore 37 Per l'eterologa fino a 10 donazioni Gobbi Barbara 2030/07/14 Giornale 16 La fecondazione eterologa adesso la passerà la mutua Angeli Francesca 2130/07/14 Repubblica 19 L'eterologa sarà a carico dello Stato limite di dieci nati per ognidonatorePasolini Caterina 22 30/07/14 Foglio 2 Il governo prova a mettere delle regole che impediscano lo sfascio Lorenzin Beatrice 24

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Sia consentito il diritto alla balneazione anche a coloro che sono in sedie a rotelle

Mer, 30/07/2014 - 11:39
Sia consentito il diritto alla balneazione anche a coloro che sono in sedie a rotelleAss. Coscioni30 Lug 2014Barriere architettoniche

Lettera aperta di Gustavo Fraticelli, Filomena Gallo e Marco Cappato al Sindaco di Roma, Ignazio Marino

 

Egr. Prof Marino,

come noto l'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica si occupa della tutela delle persone con disabilità ed in particolare del loro diritto alla mobilità, battaglie politicamente ispirate al principio “Dal corpo dei malati al cuore della politica”.

Detto principio, oltre ad essere un obiettivo da perseguire, è anche il nostro metodo di azione, che rende soggetti attivatori / protagonisti delle nostre iniziative le stesse persone con disabilità ed, in tale prospettiva, le evidenziamo / denunciamo che la sua Ordinanza “Stagione balneare 2014. Norme e disposizioni per il litorale marittimo di Roma Capitale”, la n. 65 del 23 aprile u.s., non consente alle persone in sedia a rotelle quella “effettiva possibilità di accesso al mare”, come previsto testualmente dall’articolo 23 della Legge 104 del 1992.

Infatti l’Ordinanza impone ai gestori delle spiagge solo l’obbligo di istallare idonee passerelle per consentire l’accesso in prossimità della battigia, mentre per attuare compiutamente la disposizione di legge sopra evidenziata, andrebbe previsto nell’Ordinanza anche l’obbligo per ogni  concessionario di dotarsi di specifica e diffusa sedia studiata appositamente per consentire alle persone non deambulanti di oltrepassare la battigia e di entrare nel mare, dai costi contenuti di 250 Euro circa.

 L’Associazione Luca Coscioni, in nome del diritto di tutti, anche dei disabili, dunque, di accedere al mare, Le rivolge un pressante invito  affinché proceda con la massima urgenza ad integrare la sua Ordinanza per garantire il diritto alla balneazione di tutti.

 

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Jesi, mostra fotografica sull'ass. Luca Coscioni

Mer, 30/07/2014 - 00:55
PoliticaData: Venerdì, 5 Settembre, 2014 - 18:00 to Domenica, 7 Settembre, 2014 - 20:00Città: JesiOrganizzatore: Renato Biondini AllegatoDimensione MostraJEsi-Manifesto.pdf379.03 KB
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Fecondazione: non si ravvede urgenza per decreto legge. Si a nuove linee guida

Mar, 29/07/2014 - 16:58
Fecondazione: non si ravvede urgenza per decreto legge. Si a nuove linee guidaFilomena Gallo29 Lug 2014Fecondazione eterologa

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Soggetto costituente il Partito radicale

 

Prima di entrare nel merito dei punti discussi dal Ministro Lorenzin in Commissione Affari Sociali, è bene fare una precisazione sul metodo: non si capisce infatti l’esigenza di un decreto legge, che di per sé ha il carattere dell’urgenza ma in questo caso di urgente non c’è nulla perché la Corte Costituzionale nella sentenza 162 che ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa ha specificato che non esiste vuoto normativo.

Dunque, tutte le questioni tecniche sollevate dal Ministro possono benissimo essere inserite nella nuove Linee Guida che non vengono più aggiornate dal 2008 mentre la stessa Legge 40 prevede un aggiornamento periodico o almeno ogni 3 anni.

Va sicuramente evidenziato l’aspetto positivo di inserire la PMA nei Lea, che permetterà ai centri pubblici di lavorare nelle stesse condizioni dei privati anche sull'eterologa, quindi in linea con la legge 40 a differenza di quanto accadeva prima della legge stessa,  ma anche in questo caso non occorre decreto legislativo bensì l’aggiornamento dei Lea, fermo al 2001.

In ultimo, siamo soddisfatti che con gli esperti il Ministro Lorenzin abbia individuato l'identificazione del numero di donazioni per ogni donatore con criteri specifici sul modello Francese e UK, ma i Giudici della Corte indicano lo strumento che può disciplinare nelle linee guida e non nel Decreto Legge. 

 

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II sì alle canne fa centro

Mar, 29/07/2014 - 11:47
II sì alle canne fa centro il Garantista29 Lug 2014Daniel Rustici Cannabis terapeutica

“Marijuana libera!” Non sarebbe stata una gran notizia se a lanciare questo appello fosse stato il solito fricchettone di qualche centro sociale. Ma quando a farlo è uno dei giornali più autorevoli del mondo, il   New York Times, l’effetto è stupefacente. La presa di posizione del prestigioso quotidiano ha fatto presto il giro del pianeta alimentando, al dì qua come al dì là dell’ Atlantico, gli scontri ma sopiti tra favorevoli e contrari alla legalizzazione delle droghe leggere. La liberalizzazione della cannabis è uno di quei temi, come l'eutanasia o i matrimoni gay, che soprattutto in America è visto come   fortemente caratterizzante della propria identità politica. I redattori   del New York Times erano perfettamente consapevoli di questo ma, forti dei sondaggi che dicono che tra i democratici (il target di riferimento del Times) sostenitori della libertà di fare uso di droghe leggere superano di gran lunga i contrari, hanno scelto di non preoccuparsi di contribuire a scavare quel solco sempre più profondo che negli States divide progressisti e conservatori. Una decisione frutto di «una grande discussione tra i membri del comitato editoriale» che ha decretato, da parte del più importante dei giornali americani, la rottura dì ogni indugio sulla questione. L'intervento è a gamba tesa:«Il governo federale dovrebbe abrogare la proibizione della marijuana» si leggeva infatti nel lungo articolo di prima pagina pubblicato dal quotidiano con sede a  New York. «Non ci sono - proseguiva l'editoriale- risposte migliori alle legittime preoccupazioni dei cittadini riguardo l'uso di marijuana. Crediamo che ad ogni livello-effetti   sulla salute, impatto sulla società e questioni di ordine pubblico - il saldo sia esattamente favorevole alla legalizzazione nazionale». Il Times ha inoltre paragonato l'attuale divieto di fare uso di cannabis a quello che per lungo tempo in America è stato in vigore   sulle sostanze alcoliche: «Ci sono voluti 13 anni prima che gli   Usa capissero gli errori e ponessero fine al proibizionismo, 13 anni in cui la gente ha continuato a bere, onesti cittadini sono diventati   delinquenti e le organizzazioni criminali hanno prosperato». Memori   di questo bisognerebbe - secondo gli autorevoli editorialisti provvedere   a mettere in piedi un gigantesco piano di depenalizzazione dei reati legati agli stupefacenti leggeri. Un'apertura di credito senza se e   senza ma ai sostenitori della benignità della cannabis? Non esattamente: perché se è vero che «gli effetti tossici e la dipendenza per questo tipo di sostanza sono minimi, soprattutto se confrontati   con alcol e tabacco, non ci sono dubbi sui danni che possono venire dalla marijuana». Inoltre, forse per non apparire totalmente in contraddizione con gli articoli allarmistici, pubblicati solo un anno fa, sull`uso di cannabis tra i teenager il Times ha precisato che la liberalizzazione dovrebbe riguardare solo chi ha compiuto i ventuno anni di età.   La svolta del prestigioso quotidiano potrebbe, secondo alcuni analisti, avere anche l`effetto dì spingere il presidente Barack Obama a riprovare a far passare una legge per depenalizzare l`uso delle droghe   leggere. Obama aveva tentato questa operazione già nel 2012, ma fu bloccato dal Congresso. Oggi lo stato federale considera illegale sia l’uso che il possesso di  marijuana. Nonostante questo, in virtù della loro forte autonomia, molti stati a stelle e strisce hanno da diverso tempo avviato politiche   di legalizzazione di questa sostanza, anche per scopi ricreativi. Ad esempio in Colorado, da gennaio di quest'anno, ogni cittadino maggiorenne può liberamente acquistare marijuana nei negozi autorizzati. La stessa cosa, quasi   contemporaneamente, è accaduta nello stato di Washington dove, a fronte di oltre 300 richieste di licenze, una ventina di negozi sono   stati giudicati idonei a vendere cannabis. Tutti segnali che ci dicono che qualcosa su questo tema si sta muovendo, almeno in America.   E in Italia? In attesa che Repubblica o II Corriere imbocchino la strada americana e seguendo le orme del New York Times ci dobbiamo accontentare della perseveranza dei Radicali, i primi e a volte gli unici a spendersi contro   il proibizionismo. Nel pomeriggio di ieri, Rita Bernardini, Laura Arconti e Marco Pannella hanno seminato cannabis selezionata per la cura dei malati di sclerosi multipla e hanno consegnare il raccolto ai pazienti che non riescono ad accedere ai farmaci cannabinoidi. Per quanto riguarda invece l’uso ricreativo della marijuana la situazione è ancora più arretrata: la corte costituzionale del nostro paese ha sì qualche mese fa bocciato alcune parti della legge Fini-Giovanardi, ma solo per vizi di forma. La questione   però, come ci insegna l’America, è tutta politica.   

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Ignoranti no, grazie.

Mar, 29/07/2014 - 11:23
Ignoranti no, grazie. Il Foglio29 Lug 2014Luigi Manconi, Federica RestaFecondazione assistita

Hanno già suscitato polemiche e smentite le prime anticipazioni sulle linee guida  sulla procreazione  assistita, che il Ministro della salute ha dichiarato di voler emanare a  seguito della pronuncia di  incostituzionalità del divieto di ricorso a  gameti esterni alla coppia, a fini  procreativi. Pur non essendo chiarissimo  ciò che quest’atto (le linee guida) "dica", si può però provare a immaginare ciò che  esso non possa "dire". In quanto atto  amministrativo (sia pur generale), le  linee guida non possono infatti normare  ciò che la legge non disciplina o  disciplina diversamente. Alcuni esempi. Sul carattere liberale della donazione,  ciò che si potrà prevedere è al massimo  un rimborso spese o delle limitate  agevolazioni nell’accesso ai trattamenti  in caso di ovodonazione, perché si  impedisca non tanto e non solo la  commercializzazione dei gameti ma,  piuttosto, lo sfruttamento e  l’autosfruttamento dí chi, spinto dal  bisogno, si sottoponga a trattamenti  profondamente invasivi (soprattutto per  le donne). Sulla tracciabilità dei gameti e  l’identificabilità del donante, non si potrà  certo delineare un bilanciamento diverso  da quello, già sancito dalla norma  vigente. Idoneo, cioè, a contemperare il  diritto all’anonimato del donatore e il  diritto del figlio non solo ad accedere ai  dati sanitari rilevanti, in caso di necessità, ma anche a conoscere, a certe  condizioni, l`identità di chi, almeno in  parte, ne ha reso possibile la nascita. Sui  limiti di età, è certo che essi non possano  riguardare i riceventi se non nella  misura desumibile dalla disciplina  vigente, che limita l`accesso alla  procreazione assistita alle coppie in età  potenzialmente fertile. Ulteriori  limitazioni violerebbero, infatti, quel  diritto a (tentare di) procreare, espressivo - ricorda la Consulta - della  "fondamentale e generale libertà di  autodeterminarsi". E nella stessa  sentenza sul divieto di fecondazione  eterologa, si ribadisce come l`affinità  genetica non costituisca un  "imprescindibile requisito della  famiglia". E si argomenta come la  determinazione a procreare, in quanto  concernente "la sfera più intima e  intangibile della persona umana, non può  che essere incoercibile", anche quando  sia realizzata ricorrendo alla eterologa.  La preclusione del ricorso alla sola  tecnica capace, in questi casi, di  "favorire la vita" viola infatti, secondo la  Corte, il diritto fondamentale alla  genitorialità, senza potersi neppure  giustificare per esigenze di tutela del  nato. Queste esigenze, infatti, devono  ritenersi "congruamente garantite" già  oggi, a legislazione vigente. Secondo la  Corte, infatti, non si apre alcun vuoto  normativo, poiché a tutela del nato  soccorrono, in primo luogo, gli istituti già  previsti dalla legge 40 del 2004; in  particolare il divieto, per il partner della  madre, di disconoscere la paternità. E  inoltre, il diritto all`anonimato dei  donatori è garantito, ma nei limiti  necessari ad assicurare al nato la  possibilità di conoscere la propria  identità genetica. Che non sarà, certo, tutta la sua storia, ma può comunque rappresentare, seppure parzialmente, le  sue radici. Esattamente come avviene nel  caso dell`adozione. Ancora. I giudici  definiscono come "diretto effetto delle  disposizioni in esame" la discriminazione delle coppie infertili in base al censo, in  quanto ciò priverebbe quelle  economicamente più deboli della  possibilità di ricorrere a tecniche assai  onerose (accessibili solo in altri paesi).  Anche i timori di un ricorso alla  fecondazione eterologa per fini  eugenetici vengono fugati dalle  motivazioni della Consulta. Dal momento  che la tecnica in questione è limitata ai  soli casi di infertilità o sterilità assoluta,  non c`è dubbio che la sua applicazione  risponda esclusivamente a criteri di  tutela della salute dei genitori. Non si  tratterebbe, dunque, di "assecondare il  desiderio di autocompiacimento dei  componenti di una coppia, piegando la  tecnica a fini consumistici", ma semmai  di porre quella tecnica al servizio dei  diritti e delle libertà. E ciò in un quadro  di garanzie adeguate per tutti i soggetti  coinvolti. Fin qui, dunque, quanto  stabilito dai giudici costituzionali. Limpida e inequivocabile l’affermazione  del diritto a usufruire delle chance  offerte dal progresso scientifico, che  impone alla "pura discrezionalità  politica" un passo indietro di fronte a  scelte che spettano all’ “autonomia e alla  responsabilità del medico", con il  consenso informato del paziente. E  tuttavia, sia chiaro, anche parole così  nette non possono risolvere una volta per  tutte questioni che rimandano a una  tormentata esperienza di vita e di dolore  e che, allo stesso tempo, mettono in  discussione principi e opzioni morali. In  presenza di ciò, il legislatore (il  Parlamento e il governo) deve consentire  a ciascuno di esercitare  responsabilmente la libertà di scelta, superando categorie del diritto e del  pensiero che altrimenti rischiano - esse  sì - di renderci prigionieri di opposti  individualismi. Mai come su questi temi è  necessario un confronto ampio che si  sottragga agli imperativi di maggioranza  e che sia capace di individuare il punto  di equilibrio più alto tra i valori in gioco,  "nel rispetto della dignità della persona".   

fecondazione eterologa
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Fecondazione eterologa in arrivo decreto legge e linee guida

Mar, 29/07/2014 - 11:14
Fecondazione eterologa in arrivo decreto legge e linee guida Il Sole 24 Ore29 Lug 2014Barbara Gobbi

Prenderanno con ogni probabilità la doppia strada del decreto legge - da portare a strettissimo giro in Consiglio dei ministri - e delle linee guida (annunciate da oltre un mese dalla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin), le istruzioni d’uso per regolamentare la fecondazione eterologa. Mentre sui contenuti che saranno inseriti nell’uno e nell`altro provvedimento - normativo e regolamentare - il chiarimento arriverà oggi, quando nel primo pomeriggio Lorenzin illustrerà il decreto durante l`audizione fissata per le 14,30 in commissione Affari sociali della Camera. «Il ministro Lorenzin - recita un comunicato diffuso nel tardo pomeriggio di ieri - ha già pronto uno schema di decreto legge per regolamentare  questo nuovo percorso di fecondazione assistita anche sulla base delle indicazioni emerse dal gruppo di lavoro convocato nelle scorse settimane dal ministero della Salute». Indicazioni con cui gli esperti non si limitano a dettare la propria linea tecnico-scientifica - dalla previsione di forme di rimborso per i donatori al loro assoluto anonimato, fino all’indicazione di un tetto massimo di 25 nati per milione di abitanti per ciascun donatore/donatrice, così da evitare rischi di procreazioni future tra consanguinei - ma sollecitano anche il ministero a "fare presto". «Il compito delle istituzioni sanitarie pubbliche - si legge infatti nel decalogo messo a punto dagli esperti - è quello di garantire in tempi brevissimi e certi la possibilità per i cittadini di accedere alle procedure di pma con donazione di gameti,  senza discriminazioni di carattere economico e territoriale, nel rispetto della sentenza della Corte costituzionale». Perché se il io giugno la Corte ha definitivamente smontato l`impianto della legge 40/2014 sulla procreazione medicalmente assistita, che vietava il ricorso all`eterologa in Italia, nello stesso provvedimento la Consulta ha anche ribadito più volte l`immediata applicabilità della sentenza 162/2014. «Attendiamo di conoscere il contenuto del decreto legge per capire quale sia l'esigenza del ministro di disciplinare con un atto normativo questioni su cui la stessa Corte si è espressa con estrema chiarezza», incalza Filomena Gallo, segretario nazionale dell`associazione Luca Coscioni. Mentre per Luca Gianaroli, presidente Sismer e componente del gruppo ministeriale, «ritardare l`applicazione della sentenza non fa che aumentare la frustrazione delle coppie e degli operatori che attendono la ripresa degli interventi in Italia, come avveniva dieci anni fa. Le strutture sono pronte per ripartire». La ministra della Salute la pensa diversamente. La stessa delibera con cui la Toscana ieri ha deciso di rompere gli indugi e di regolamentare l`eterologa nei centri pubblici, privati e convenzionati di fecondazione assistita, così da «garantire che le donazioni avvengano attraverso protocolli medico-sanitari rigorosi e si assicuri piena ed effettiva gratuità delle donazioni scongiurando i rischi di commercializzazione», renderebbe necessario secondo Lorenzin «intervenire con la massima urgenza con un provvedimento normativo efficace su tutto il territorio nazionale, per evitare disparità di trattamento tra cittadini residenti nelle diverse regioni». 

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L'America ci sveglia: «Marijuana legale»

Mar, 29/07/2014 - 11:03
L'America ci sveglia: «Marijuana legale» il Garantista29 Lug 2014Marco Cappato, Marco Perduca

Dopo anni di tentennamenti e cautele il New York Times, il giornale più famoso del mondo, ha deciso di schierarsi a favore della legalizzazione  della marijuana. Nella migliore tradizione statunitense l’ha deciso con tanto  di voto del Comitato di Redazione. Certo, la libertaria National Review, oltre 30 anni fa, si era già schierata per la legalizzazione di tutte le droghe e, altrettanto notoriamente, l’Economist non fa passar anno senza denunciare il fallimento del proibizionismo mondiale, ma il fatto che  il quotidiano "liberal" per antonomasia dopo anni di cautele e ritrosie abbia  deciso di schierarsi apertamente a favore della regolamentazione legale di tutti i derivati della pianta della cannabis è di per sé una notizia, di quelle che fanno il giro del mondo. Alla vigilia delle "celebrazioni" per la giornata mondiale per la lotta agli stupefacenti, celebrata il 26 giugno, il partito Radicale e l’associazione Luca Coscioni avevano lanciato un appello, ripreso da pochi quotidiani tra cui il Garantista, in cui chiedevamo a Governo, Parlamento e media italiani di arrivare a quella scadenza con un avvio di dibattito. Chiedevamo di discutere sulla lotta al narcotraffico che fosse basato su dati certi, evidenze scientifiche, approcci alternativi al proibizionismo e su un confronto laico tra le proposte che negli anni son andate consolidandosi tanto in Italia quanto nel resto del mondo, ma che raramente hanno diritto di cittadinanza nei media del nostro paese. Secondo un recente sondaggio del Pew Reserch Center, il 54% degli americani sarebbe a favore della legalizzazione tout court della marijuana. Si tratta della stessa percentuale che nel  1993 in Italia votò a favore del referendum radicale che, emendando la legge Jervolino-Vassalli, andava a depenalizzare il consumo personale di tutte le sostanze. Era la prima volta che uno stato membro delle Nazioni unite cambiava una legge sulla droga e resta l`unico esempio al mondo in cui una riforma del genere sia avvenuta ricorrendo direttamente all’elettorato. Oggi le percentuali in Italia potrebbero esser simili a quelle degli Usa anche relativamente alla legalizzazione di altre sostanze, "basterebbe solo"  che gli italiani potessero esser informati di questa proposta di alternativa antiproibizionista radicale. E invece il silenzio istituzionale regna sovrano: non è noto sapere se e chi rimpiazzerà Giovanardi come sottosegretario competente per le politiche sulle droghe, chi prenderà il posto del dottor Serpelloni a capo del Dipartimento per le politiche antidroga, né se e quando verrà convocata la sesta conferenza nazionale sulle droghe che a norma di legge doveva esser convocata tre anni fa e non c’è una data certa per l`annuale relazione sulle droghe al parlamento. Non c’è una strategia nazionale per la pubblicizzazione della cannabis terapeutica oppure per dare la possibilità di auto-coltivare piante per uso medico, come hanno richiesto di nuovo i dirigenti Radicali Laura Arconti, Rita Bernardini e Marco Pannella con una disobbedienza civile la settimana scorsa. Nell`era dell`immancabile appello al "Made in Italy" su tutto, occorrerebbe che anche in Italia fosse possibile produrre medicinali a base di cannabis in concorrenza coi costosi prodotti nordeuropei. Ultimo, ma non ultimo, occorrerebbe che la presidenza italiana dell`Unione europea chiarisse quali siano le posizioni dei 28 stati membri dell’Ue relativamente alla preparazione della sessione speciale dell`Assemblea generale sulle droghe prevista per il 2016. Risale agli anni Settanta la prima disobbedienza civile di Pannella per chiedere una legge in materia di sostanze stupefacenti che si fondasse sul buon senso e non sul "basta dire no", da allora i Radicali son sempre stati a favore del controllo legale della produzione, consumo e commercio di tutte le sostanze perché solo così il fenomeno poteva esser tenuto nel suo ambito socio-sanitario senza consegnarlo al diritto penale. Se anche non si fosse d’accordo "ideologicamente" con l’antiproibizionismo , 50 anni di fallimenti dovrebbero suggerire un approccio di revisione pragmatica di ciò che non ha funzionato a seguito dell’imposizione della proibizione come modello globale di "controllo". L’appello #parliamodidroghe lanciato un mese fa resta tutt`ora valido perché inascoltato da Governo e Parlamento e sempre più attuale sia perché il problema resta in tutta la sua drammaticità, sia perché iniziano ad arrivare i risultati lusinghieri dal Colorado dove la legalizzazione della marijuana sta dando tutti i risultati sperati dal punto di vista del contenimento del fenomeno e delle casse dello stato. E in periodo di crisi economica e alla vigilia di probabili manovre aggiuntive ci paiono argomenti da non scartare aprioristicamente. 

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Filomena Gallo a Radio Popolare Milano

Lun, 28/07/2014 - 17:12
Fecondazione assistita

Dalle 19:50 fino alle 20:40 Filomena Gallo sarà in diretta su Radio Popolare Milano nella trasmissione Panama - A microfono aperto per parlare di fecondazione assistita.
Se volete esprimere la vostra opinione o fare domande potete chiamare lo 0233001001

Data: Lunedì, 28 Luglio, 2014 - 19:50 to 20:40
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Mina Welby e Mario Riccio a "Nutrire il corpo, coltivare la mente. Libertà e autonomia della persona"

Lun, 28/07/2014 - 16:30
EutanasiaTestamento biologico

Beppino Englaro, Mina Welby, Mario Riccio e Don Stefano Cucchetti.

in

"Nutrire il corpo, coltivare la mente. Libertà e autonomia della persona"

Dialogano con Armando Torno. Introduce Marcello Iantorno.

04 Settembre 2014 - ORE 20:30

Como

Villa Gallia 
via Borgovico n. 154

Data: Giovedì, 4 Settembre, 2014 - 20:30 to 23:30Città: ComoIndirizzo: Via Borgovico n. 154Organizzatore: Associazione Giustizia e Democrazia
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