Luca Coscioni

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Fecondazione eterologa. intervista a Filomena Gallo: "E' diritto che va tutelato"

Mar, 08/04/2014 - 17:24
Fecondazione eterologa. intervista a Filomena Gallo: "E' diritto che va tutelato"repubblica.it8 Apr 2014Giorgia MenunniFecondazione assistita

"La legge 40/2004 che vieta la fecondazione eterologa ha creato discriminazioni in base a patologie e ceto economico". Così l'avvocato Filomena Gallo intervistata a Roma nella sede dell'Associazione Luca Coscioni, di cui è segretaria. La Gallo rappresenta davanti alla Corte Costituzionale alcune coppie che vogliono accedere alla tecnica di fecondazione. Atteso a breve il pronunciamento dei giudici sulla legittimità.

Guarda l'intervista cliccando qui 

Categorie: Radicali

Eutanasia, il silenzio dei “nuovisti” del PD e dei “laici” del centro destra

Mar, 08/04/2014 - 16:43
Eutanasia, il silenzio dei “nuovisti” del PD e dei “laici” del centro destraespresso.repubblica.it8 Apr 2014Carlo TroiloEutanasia

Caro Direttore,

martedì 18 marzo – decimo anniversario del suicidio di mio fratello Michele, malato terminale di leucemia, che avrebbe voluto l’eutanasia – ho iniziato uno sciopero dalla fame per sollecitare il Parlamento ad esaminare la proposta di legge di iniziativa popolare sulla eutanasia presentata dalla Associazione Coscioni con quasi 70mila firme di cittadini/elettori. A questo fine, avevo scritto ai Presidenti della Repubblica, del Senato e della Camera, al presidente del Consiglio e a tutti i parlamentari.

Nello stesso giorno ho tenuto nella sede della Associazione Luca Coscioni, di cui sono un dirigente, una conferenza stampa che aveva suscitato molta attesa già per il fatto che con me, assieme ai “vecchi combattenti per l’eutanasia”, erano le compagne di Mario Monicelli e di Lucio Magri, Chiara Rapaccini e Luciana Castellina, ed il figlio di Carlo Lizzani, Francesco. Ma la conferenza stampa è divenuta un vero evento perché un’ora prima del suo inizio ho ricevuto, e reso nota ai giornalisti, una lettera del presidente Napolitano in cui il Capo dello Stato richiama con forza il Parlamento al dovere di un dibattito sereno sulle scelte di fine vita.

Fino al 18 marzo, dei 945 parlamentari cui avevo scritto solo uno, il senatore Luigi Zanda, mi aveva risposto nel merito, suggerendo di puntare innanzitutto su una buona legge sul testamento biologico.

Dopo la lettera di Napolitano (come diceva de Gaulle, “l’intendance suivra”) si sono succedute una serie di dichiarazioni importanti, quasi tutte aperte all’dea di un confronto sereno sulle scelte di fine vita. Cito solo, per ragioni di spazio, quelle del presidente della Camera Boldrini, dei presidenti delle commissioni competenti di Camera e Senato, Pierpaolo Vargiu (Scelta Civica) ed Emilia De Biase (PD) e del vice presidente della Camera Luigi Di Maio (5 Stelle). Ci ha espresso la sua piena solidarietà il senatore Galan (Forza Italia), che è un iscritto all’Associazione Coscioni.

Non ha invece risposto alla mia lettera il presidente Renzi. Il suo silenzio si può spiegare, e in parte giustificare, da un lato con la delicatezza del tema eutanasia che, se messo sul tavolo di un governo che cammina sul filo del rasoio, potrebbe farlo precipitare nel vuoto, dall’altro con la personalità e la formazione politico-culturale del premier, un lapiriano sia pure new age che fatica a comporre e declinare i temi inerenti i diritti civili secondo gli odierni prevalenti sentimenti di libertà e tolleranza.

Quello che non si spiega e tanto meno si giustifica è invece il silenzio, nel Pd, degli antagonisti di Renzi: i Gianni Cuperlo, i Pippo Civati, i Matteo Orfini, gli Stefano Fassina e i tanti altri fautori del nuovismo e della intransigenza rivoluzionaria.

Come non si spiega il silenzio di quelli che sono considerati, nel centro destra, i “laici”: Sandro Bondi, Mara Carfagna, Fabrizio Cicchitto e altri. O dei pentastellati più avanzati sul piano dei diritti civili, come Alessandro Di Battista e Nicola Morra.

Chi impedisce a tutti questi politici di dire la loro, di promuovere essi stessi il dibattito in Parlamento, di presentare disegni di legge sulle scelte di fine vita? Hanno letto i miei dati sui suicidi di malati (duemila l’anno fra suicidi e tentativi) e sulla “morte all’italiana” negli ospedali (ventimila l’anno)? Non li scuotono abbastanza (come diceva il Conte Ugolino: “E se non piangi, di che pianger suoli?”)? Se sono degli “eletti del popolo”, non sentono l’obbligo di corrispondere alle aspettative di quel 70 per cento dei cittadini-elettori che da anni chiedono la legalizzazione della eutanasia? Perché tacciono? Per pigrizia, per opportunismo, per paura di rischiare? E se leggono “Avvenire”, il giornale dei Vescovi, non sentono l’impulso di reagire alla quotidiana aggressione degli ultrà clericali che trattano da nazisti i sostenitori della eutanasia, come hanno trattato da “carnefice e boia” Beppino Englaro?

Senza il loro contributo le nostre povere associazioni civiche, le nostre faticose battaglie, i nostri scioperi della fame non basteranno a far progredire di un millimetro il nostro paese, che resterà in eterno il “paese dei diritti negati”.

Con l’aiuto dell’“Espresso”, dobbiamo stanarli.

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"L'Italia 25esima su 35 paesi per le libertà di scelta nel fine della vita"

Mar, 08/04/2014 - 16:22
"L'Italia 25esima su 35 paesi per le libertà di scelta nel fine della vita"Comitato per l'Eutanasia legale e dell'Associazione Luca Coscioni8 Apr 2014Eutanasia

Domani quarta settimana di presidio perché il Parlamento risponda ai cittadini 

Comunicato stampa del Comitato per l'Eutanasia legale e dell'Associazione Luca Coscioni

A 204 giorni dal deposito della proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e a 22 giorni dall'appello rivolto al Parlamento dal Presidente della Repubblica per un dibattito sui temi del fine vita, l'Associazione Luca Coscioni sarà anche questo mercoledì 9 aprile, per la quarta settimana consecutiva, davanti a Montecitorio, dalle 15 alle 17.

Dai dati del prof. Andrea Boggio, presentati con l'“Indice della libertà di ricerca e l'autodeterminazione” durante il Terzo Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, si nota come l'Italia si posizioni ben 27 posti sotto la Spagna, 17 sotto la Francia e 16 sotto il Regno Unito, ossia al 35° posto nella classifica generale, tra il Brasile e la Croazia. A pesare su questo punteggio negativo è anche l'indicatore della libertà sulle decisioni di fine vita dove l'Italia totalizza soltanto 8 punti su 36. In questa particolare classifica il nostro Paese si trova, al pari di Cina e Yemen, al 25esimo posto, ossia 20 posti sotto la Germania, 13 sotto il Regno Unito e 10 sotto Spagna e Francia.

Filomena Gallo, segretario Associazione Luca Coscioni, Carlo Troilo, consigliere generale dell'Associazione, Rocco Berardo, membro di giunta e già consigliere radicale alla Regione Lazio, Riccardo Magi, consigliere radicale al Comune di Roma, Paolo Izzo, segretario Radicali Roma e Matteo Mainardi, coordinatore campagna “Eutanasia Legale”, chiederanno che sia data una risposta ai 67.000 cittadini firmatari della legge popolare e al Presidente della Repubblica.

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Fecondazione: nessun vuoto normativo se il divieto eterologa verrà cancellato

Mar, 08/04/2014 - 12:32
Fecondazione: nessun vuoto normativo se il divieto eterologa verrà cancellatoFilomena Gallo e Gianni Baldini8 Apr 2014Fecondazione assistita

Dichiarazione degli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini, legali della coppia che si è rivolta al tribunale di Firenze e rispettivamente Segretario associazione Luca Coscioni e  Docente università di Firenze 

E' fondamentale precisare, rispetto a quanto ha dichiarato l'avvocato dello Stato Gabriella Palmieri stamane in udienza in Corte Costituzionale, che l'abrogazione del divieto di fecondazione di tipo eterologa previsto dalla legge 40 del 2004 non crea vuoto normativo.Già nel 2005 era stato ammesso il quesito referendario che prevedeva la cancellazione di tale divieto. Tale divieto non ha fondamento né scientifico né giuridico, ma solo morale. Quindi ci auguriamo che venga cancellato per ridare speranza a tante famiglie italiane che non vanno discriminate. 

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Intervista ad Anna Pia Ferraretti: "Senza il divieto saremmo pronti a ripartire subito"

Mar, 08/04/2014 - 12:28
Intervista ad Anna Pia Ferraretti: "Senza il divieto saremmo pronti a ripartire subito"L'Unità8 Apr 2014M. GER.Fecondazione assistita

«Se la Consulta togliesse il divieto saremmo in grado di ripartire da subito con la fecondazione eterologa», assicura Anna Pia Ferraretti, una pioniera delle tecniche di fecondazione assistita. Ginecologa, direttore clinico del Sismer di Bologna, presidente del registro europeo della società per la riproduzione e l'embriologia (Eshre).

Da un putto dl vista tecnico quindi non cl sarebbero problemi? «No, i centri italiani direi che sarebbero pronti da subito. Si tratta di procedure tutto sommato semplici. Le abbiamo eseguite fino al 2004, quando è entrata in vigore la Legge 40o. E da un punto dl vista normativo? «Ci sono le direttive europee che sono in vigore anche in Italia, perché l'Italia le ha già sottoscritte. Non si rischia di cadere nel Far West. In Europa è in vigore il divieto di commercializzazione dei gameti. Immagino però che andrebbero approvate delle nuove lince guida e mi auguro in tempi brevi. Ma intanto, per quanto riguarda la donazione del seme, non vedo problemi a ripartire subito. In tutta Europa esistono centri autorizzati che hanno delle banche db liquido seminale. Senza divieto quelle stesse banche potrebbero fornire il. seme ai centri italianio. E per la donazione di ovocltl? «Le scelte variano da paese a paese. In Francia, per esempio, la normativa è molto complessa, ogni donna infertile deve trovare una donatrice volontaria, che dona in forma anonima a un'altra donna.

In Spagna, possono esserci delle donatrici volontarie ed è previsto anche un rimborso. Regolare questi aspetti potrebbe richiedere un po' di tempo. Però, nell'attesa, ci sono dei centri che hanno già degli ovociti congelati. Basterebbe il consenso alla donazione da parte delle pazienti che li hanno congelati. Il tutto nel rispetto delle direttive europee esistenti». Nel frattempo quante coppie Italiane vanno all'estero per Yeterologa? «Il dato minimo stimato è di 3-4mila coppie l'anno. C'è un fenomeno sociale che va considerato: c'è una generazione che ormai cerca figli dopo i 38-40 anni. E bisogna tenerne conto. E poi ci sono anche le donne che hanno fatto terapie oncologiche o che vanno in menopausa precoce, anche a vent'anni. Una su Mille circa.

E' per loro che è nata la donazione di ovociti. Poi vedendo che funzionava è stata utilizza anche per le altre». Ma andare all'estero espone a rischi? «Con l'Eshre stiamo studiando il fenomeno della migrazione procreativa. In alcuni paesi come la Spagna, Gran Bretagna, Belgio, Repubblica Ceca c'è una regolamentazione precisa, i dati sono trasparenti, pubblici. In altri paesi, come la Russia o la Grecia, non c'è trasparenza, dipende dalla serietà del centro». Come si fa a scegliere? «Questo è un problema, nel 2004 addirittura sembrava che noi medici non potessimo neppure parlare di ovodonazione o dare un consiglio. Io se qualcuno me lo chiede spiego che in Spagna, per esempio, c'è una legge che regolamenta i centri, altrove no. Dopodiché ogni paziente prende i suoi contatti».

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L'anatema del Mons. Bagnasco sul divorzio breve

Mar, 08/04/2014 - 12:15
L'anatema del Mons. Bagnasco sul divorzio breveIl Manifesto8 Apr 2014Alessandro GerardiLaicità

Che Bagnasco si muova come un capopartito è un dato di fatto; che questo partito-Cei, come dimostrato dai Radicali, sia finanziato dalla "truffa" dell`otto per mille, è un altro dato di fatto. Ora, con la decisione di puntare sulla disinformazione anche sul tema del divorzio breve, il partito-Cei danneggia innanzitutto i cattolici italiani e
la loro coscienza democratica e civile.
Non si capisce, infatti, perché il cardinale Bagnasco parli di «banalizzazione» e di «sfascio delle famiglie».
Semmai l`obiettivo di chi si batte per ridurre i tempi d el divorzio è proprio quello di opporsi allo sfascio e al logoramento di situazioni non più gestibili, per consentire a nuove famiglie di formarsi, nell`interesse di tutti, e in primo luogo dei figli. La normativa attuale infatti impone alla coppia che intende divorziare un doppio passaggio (prima la separazione e poi, trascorsi tre anni, il divorzio) impegnativo e costoso dal punto di vista economico e, soprattutto, psicologico.

Ma a cosa serve il periodo triennale di separazione? Certo non a far riconciliare i coniugi, visto che nel corso di questa cosiddetta «pausa di riflessione» soltanto l`1% delle coppie ci ripensa e torna a vivere sotto lo stesso tetto. Se invece questo passaggio viene imposto in nome della salvaguardia psicologica dei minori, allora il problema è semmai quello di pensarci bene prima della separazione: è lì che per i figli cambia tutto, e non è certo rimandando il divorzio che le cose migliorano. In realtà non si capisce per quale motivo in Italia i tempi di attesa
per ottenere lo scioglimento del vincolo coniugale debbono essere più lunghi che in qualsiasi altro Paese europeo ed extraeuropeo.
Da noi sembra una bestemmia già il solo porre il divorzio in alternativa alla separazione. Eppure sarebbe perfettamente logico e comprensibile prevedere che chi vuole mantenere il vincolo coniugale - perché
magari vuole conservare il matrimonio come sacramento - sia lasciato libero di optare per la semplice separazione;
mentre chi è laico - e lo ritiene necessario - possa porre termine al matrimonio senza passare attraverso lunghe ed estenuanti camere di decompressione. Ma per il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, tutto questo non conta in quanto a suo giudizio con il divorzio breve ci condanneremo ad una società psicologicamente gracile e volubile, assuefatta a sconfessare sempre le proprie scelte e a relativizzare comunque le proprie responsabilità.
Evidentemente il presidente della Cei non sa che in Italia nessuno si sposa tanto per sposarsi; quando si arriva davanti all`altare in genere il progetto c`è. E c`è anche l`amore. E l`amore in effetti è la vera variabile delle nozze, tanto è vero che il matrimonio, prima di essere una istituzione, è innanzitutto l`espressione della volontà delle parti. Questo per dire che prima di rivolgersi al Tribunale i coniugi fanno di tutto per tentare di risolvere la crisi, a volte da soli e a volte con l`aiuto dí persone esperte e competenti. Ma quando arrivano davanti al giudice, l`unica cosa che vorrebbero è liberarsi di quella lunga ed inutile attesa che c`è fra la separazione ed il divorzio. Non bisognerebbe mai dimenticare, infatti, che anche chi ha avuto un`esperienza matrimoniale negativa ha pur
sempre il diritto di guardare al suo futuro.

Una volta azzerati i tempi di attesa e posto il divorzio come alternativa alla separazione, i coniugi spenderebbero la metà, gli avvocati avrebbero la metà delle cause da trattare ed i giudici anche. Ma evidentemente tutte queste cose, da perseguire in omaggio allo spirito di concretezza, sono di nessun interesse per chi esprime una cultura, anche giuridica, permeata da una visione moralistica, da una sorta di assolutezza del valore sociale della famiglia,
ritenuta, non sempre a ragione, il mattone della società da salvaguardare ad ogni costo.

*tesoriere della Lega Italiana per il Divorzio Breve

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Legge 40, tutti i divieti abbattuti dai giudici

Mar, 08/04/2014 - 11:45
Legge 40, tutti i divieti abbattuti dai giudiciL'Unità8 Apr 2014Fecondazione assistita

Sono stati 29 gli interventi dei tribunali con venti bocciature e la «riscrittura» di alcune sue parti con sentenza della Corte costituzionale, unico organo che può cancellare i divieti modificando leggi in vigore.

Sono tre i pilastri della legge sulla fecondazione in vitro già abbattuti dai giudici: il divieto di produzione di più di tre embrioni, l'obbligo di impianto contemporaneo di tutti gli embrioni prodotti, su cui è intervenuta appunto la Consulta nel 2009, e il divieto di diagnosi preimpianto (ma per le coppie infertili, quelle che hanno accesso alla Pma, con intervento del Tar del Lazio sulle linee guida). Ecco la fotografia attuale della legge 40 (secondo una elaborazione dell'Associazione Coscioni): Divieto di produzione di più di tre embrioni: rimosso con sentenza della Corte costituzionale 151/2009.

Obbligo di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti: rimosso con sentenza della Corte costituzionale 151/2009. Divieto di diagnosi preimpianto: rimosso con sentenza del Tar del Lazio del 2008 che ha annullato per .eccesso di potere» le Lince Guida per il divieto di indagini cliniche sull'embrione. Divieto di accesso alle coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche: è oggetto della questione di costituzionalità sollevata dal Tribunale di Roma e in attesa di udienza davanti alla Corte costituzionale. Divieto di eterologa: in attesa di udienza in Corte costituzionale che sarà oggi. Divieto di utilizzo degli embrioni per la ricerca scientifica: in attesa di udienza in Corte costituzionale che sarà oggi. Divieto di accesso alla fecondazione assistita per single e coppie dello stesso sesso: in vigore. In Italia manca però, come spiega Filomena Gallo dell'associazione Coscio-ni, una legislazione di riferimento. 

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"La Consulta mi aiuti a diventare mamma"

Mar, 08/04/2014 - 11:38
"La Consulta mi aiuti a diventare mamma"L'Unità8 Apr 2014Mariagrazia GerinaFecondazione assistita

Devono permetterci di farlo in Italia, io all'estero non ci torno più», ripete con un filo di voce Elisabetta, trentaquattro anni, siciliana. Lei e suo marito sono una delle migliaia di coppie sterili che la legge 40 sulla procreazione assistita ha costretto ad emigrare in cerca delle cure negate.

A loro è andata male e sentono di aver pagato un prezzo troppo alto per provarci ancora. Se la Consulta dovesse cancellare il divieto di fecondazione eterologa, allora sarebbe diverso: «In Italia mi sentirci più tutelata», spiega Elisbatta, in attesa del verdetto della Corte costituzionale. «C'è qualche speranza stavolta?», ha scritto alla vigilia dell'udienza a Filomena Gallo, legale e segretario della Associazione Luca Coscioni, che interverrà davanti alla Consulta parlerà a nome di tutte le coppie ostacolate dalla legge 40. Coppie come Elisabetta e Giovanni. I nomi sono di fantasia, la loro storia no. E storia italiana. Elisabetta e Giovanni sono siciliani. Quando si sono sposati, ad agosto 2011, sapevano già che sarebbe stato difficile avere figli. «Mio marito ha la sindrome di Klinefelter e non produce spermatozoi», spiega Elisabetta: «Però pensavamo che con la fecondazione assistita avremmo potuto lo stesso mettere al mondo dei bambini. Poi il medico ci ha spiegato che era possibile sì, ma solo attraverso la fecondazione eterologa, che in Italia è vietata». Inizia così il loro viaggio della speranza, fai-da-te. «Prima cerchi in rete le cliniche e i centri che all'estero fanno l'eterologa, poi entri nei forum, cominci a scambiarti informazioni con le altre coppie...». Un viaggio senza rete. Si va per tentativi.

«All'inizio ci siamo rivolti al centro Procrea in Svizzera, ma ci chiedevano 3.500 euro solo per la fecondazione, escluso il viaggio: troppo per noi, così abbiamo cercato ancora». Alla fine, per risparmiare, hanno scelto di andare a Praga, al centro Gennet, dove i costi sono molto più bassi: «1900 euro tra prelievo e trasferimento più i costi dei medicinali che devi assumere prima di partire». E cosi ha fatto Elisabetta, che, come fosse un agente segreto, ha ricevuto da Praga il piano terapeutico da seguire in Italia. Poi ad aprile è partita per la Repubblica Ceca per la fecondazione. Le cose però non sono andate bene: «Cinque giorni dopo il prelievo degli ovociti avrei dovuto fare i trasferimento in utero, ma ho cominciato a sentirmi male: sono andata in iperstimolazione ovarica, ho preso dieci chili in tre giorni. Mi hanno detto di farmi ricoverare ll a Praga, ma io non me la sono sentita e sono voluta tornare in Italia, dove sono stata in ospedale per 11». Non è stato facile, ma a luglio, quando è stata meglio, Elisabetta è tornata a Praga per l'impianto. Solo che, dopo essere rimasta incinta, alla ottava settimana ha avuto un aborto spontaneo. L'unica cosa semplice è stata quella che in Italia mette più paura: la scelta del donatore. «Ci hanno domandato una fotografia per fare in modo che fosse simile a mio marito, non l'abbiamo chiesto noi, non ci importava. Non so se altrove funziona diversamente». Il terzo e ultimo viaggio lo hanno fatto a gennaio. Ultimo perché è andata male, gli embrioni sono finiti e Elisabetta e Giovanni non hanno i soldi per provarci un'altra volta.

«Io sono laureata in Lingue ma disoccupata, mio marito è artigiano. I soldi per andare a Praga ce li hanno prestati i nostri genitori. Anche risparmiando su tutto, scegliendo il paese più economico, la stanza d'albergo a 40 curo, ci vogliono almeno 6mila euro per tentare ancora». E poi non è solo una questione economica: ' Ho avuto paura - racconta Elisabetta -, sono stata male, ho rischiato la vita. Un'altra volta non ce la faccio. Non così, non sei abbastanza seguita. Se potessi ritentare in Italia sarebbe diverso, mi sentirei più tutelata. Così il tuo ginecologo non può neppure prendere contatto con la clinica che ti. segue, per paura della legge». L'unica speranza ora è che la Consulta metta fine a questo incubo, suo e di tante altre donne. «Io credevo di essere l'una e invece ho scoperto che ce ne sono tantissime in Italia di coppie come noi. A Praga ne ho incontrate proprio tante. Per questo mi chiedo: perché all'estero sì e in Italia no? Forse perché in Italia c'è il Vaticano? Ma che c'entra la religione? Perché non lasciare queste scelte alla coscienza di ciascuno?», si domanda Elisabetta, da cattolica oltretutto, che crede e va a messa. «E poi basta ripeterci: ma perehé non adottate un bambino? Come se poi fosse più facile. O come se fosse da egoisti voler restare incinta. SI mio marito, anche se non può avere figli, vuole vedermi con il pancione, vivere la gravidanza con me e allora? La scienza ce lo permette perché la legge ce lo deve vietare?». 

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Consulta decide su divieto eterologa; l'attesa di migliaia di coppie che desiderano solo avere un figlio

Lun, 07/04/2014 - 16:43
Consulta decide su divieto eterologa; l'attesa di migliaia di coppie che desiderano solo avere un figlioAssociazione Luca Coscioni 7 Apr 2014Fecondazione assistita

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni con le dichiarazioni di Filomena Gallo e Gianni Baldini, legali della coppia che si è rivolta al tribunale di Firenze e rispettivamente, Segretario associazione Luca Coscioni e  Docente università di Firenze.

Ancora una volta la Corte Cost. sarà chiamata a pronunciarsi sulla legge 40/04. Dopo che i Tribunali di Firenze, Milano e Catania hanno sollevato nuovamente la questione di legittimità costituzionale dopo il rinvio operato dalla corte nel maggio 2012 (ord. 159/2012), la Consulta dovrà nuovamente occuparsi della spinosa questione della  fecondazione medicalmente assistita di tipo eterologa,  cioè eseguita mediante utilizzo di materiale genetico di terzo donatore (quando uno dei due partner è sterile, vi è necessità di ricorrere a spermatozoi o a ovociti ''esterni'' alla coppia per concepire un bambino, pratica oggi vietata in Italia).

  • Domani, 8 aprile, alle 9 l’avvocato Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione, che rappresentava la coppia che chiedeva al Tribunale di Firenze  di accedere alla fecondazione eterologa, con l’avvocato Gianni Baldini rappresenterà l'Associazione Luca Coscioni e le associazioni di pazienti Cerco un bimbo, l'Altra Cicogna, Amica Cicogna intervenute nel procedimento pervenuto dal Tribunale di Catania.

Dichiarano gli avvocati: "Non discuteremo il procedimento per la coppia di Firenze perché non ci siamo costituiti, poiché la legge 40 ha negato alla coppia la possibilità di una famiglia con conseguenze anche all'interno della coppia stessa. Per correttezza professionale nel rispetto dei fatti accaduti non abbiamo neppure costituito le associazioni che rappresentiamo ammesse al procedimenti dinanzi al Tribunale  di Firenze, ma abbiamo presentato intervento nel procedimento sollevato dal Tribunale di Catania pubblicato successivamente in GU".

  • Non verranno discussi in sede costituzionale il divieto di ricerca sugli embrioni e il divieto di revoca del consenso informato, in quanto la Consulta su richiesta dell’Avv. Baldini ha disposto il rinvio della discussione in attesa della decisione della Grande Camera della  Corte Europea dei diritti dell''Uomo del 18 giugno prossimo sul procedimento Parrillo c/Italia (vedova di Nassiriya che vuole donare gli embrioni del marito deceduto),  sostenuto dall’avv. Paoletti, con intervento tramite amicus curiae dell’associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca e le associazioni Cerco un bimbo, Amica Cicogna, L’altra cicogna.

Il legale della coppia ricorrente Prof. Gianni Baldini aveva appunto presentato istanza di rinvio dinanzi la Consulta per costituirsi anche anche con le associazioni Madre Provetta, CECOS, Liberi di Decidere dinanzi alla Corte Edu nel caso Parrillo.

Le questioni implicate dalla metodica sono molteplici: da un lato i fautori del divieto di fecondazione eterologa  sostengono che la tecnica violerebbe il diritto del nato all'identità genetica, comporterebbe rischi di commercializzazione del corpo umano e di relazioni atipiche.

Dall'altra parte, le pronunce della Corte EDU del 2019 (SH c Austria ) e del 2010, nonché un quadro normativo che a livello europeo ammette e regola in quasi tutti i Paesi la procreazione medicalmente assistita di tipo eterologa, rilevano che si tratta di un divieto anacronistico che penalizza e discrimina proprio coloro che presentano forme di sterilità assoluta, non consente di realizzare il progetto genitoriale e di famiglia di tante coppie, impedisce l'esercizio di un diritto alla procreazione cosciente e responsabile come sancito in leggi nazionali e dichiarazioni internazionali.

Dunque il divieto generalizzato è del tutto sproporzionato rispetto alla rilevanza degli interessi in campo e ai rischi della tecnica che possono essere evitati con una adeguata normativa sul modello di quanto fatto in altri paesi europei.

Come è noto l'iter della legge 40/04 è particolarmente travagliato, essendo la stessa stata oggetto di numerose censure da parte dei tribunali di merito per le questioni inerenti: legittimità della indagine genetica di pre-impianto; libertà di accesso delle coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche trasmissibili; crioconservazione degli embrioni sovrannumerari; numero di embrioni producibili, obbligo di contemporaneo impianto e tutela della salute della donna ( 29 interventi dei Tribunali).

Proprio a seguito della ordinanza di remissione del Tribunale di Firenze nel 2009, nel maggio 2009 con la sentenza 151/09 la Consulta dichiarava la incostituzionalità delle norme sul divieto di creazione di più di 3 embrioni, sull'obbligo di trasferimento di tutti gli embrioni prodotti in un unico e contemporaneo impianto e sul divieto di crioconservazione in caso di pregiudizio alla salute della donna. La Consulta aveva  affermato che vanno tutelate ''le giuste esigenze di procreazione'', che è prioritaria la salvaguardia della  salute della donna e che a lei, insieme al medico, spetta la decisione in merito all' “applicazione delle tecniche di fecondazione assistita". 

"Le coppie che questa volta hanno sollevato la questione – ricordano gli Avv.ti Gallo e  Baldini - sono affette dalla sterilità assoluta di  uno dei partner e dunque la richiesta di accedere alla  donazione di gamete rappresenta l'unica procedura medica in grado di  consentire di aver un figlio e quindi di poter perseguire un progetto  genitoriale. Il risultato dell'eventuale eliminazione del divieto di fecondazione eterologa consentirebbe all'Italia di evitare vergognosi fenomeni di turismo procreativo come accade oggi, e nel contempo permetterebbe ai propri cittadini in piena sicurezza e senza discriminazioni (spesso basate sul censo) di realizzare il proprio progetto genitoriale in condizioni di massima sicurezza”.

 

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245 partecipanti da 16 Paesi al Congresso mondiale. Prossime scadenze su legge 40, embrioni e Ogm

Lun, 07/04/2014 - 15:16
245 partecipanti da 16 Paesi al Congresso mondiale. Prossime scadenze su legge 40, embrioni e OgmAss. Coscioni7 Apr 2014Congresso Mondiale Libertà di Ricerca

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

È iniziata oggi la consultazione online sugli obiettivi usciti dal Terzo Incontro del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, organizzato dall’Associazione Luca Coscioni e dal Partito radicale, al quale hanno preso parte 245 persone da 16 Paesi. Al termine della tre giorni, il coordinatore Marco Cappato, ha distribuito ai partecipanti una bozza di dichiarazione finale che individua i prossimi obiettivi da conseguire in sede transnazionale, nazionale e locale. A partire da oggi ci sono ancora dieci giorni per inviare proposte da parte dei congressisti e degli iscritti per la difesa della libertà di ricerca scientifica e del diritto di autodeterminazione nel mondo. Tra i punti elencati nella proposta iniziale anche quello relativo alla “libertà di ricerca sulle cellule staminali embrionali e sugli embrioni”, a pochi giorni (il 10 aprile) dall’audizione pubblica presso il Parlamento Europeo della petizione popolare europea ‘Embrione uno di noi’. L'Associazione Luca Coscioni aveva presentato una petizione al Parlamento di Bruxelles di segno opposto, cioè per continuare a finanziare i programmi di ricerca legati alle cellule staminali embrionali. Altra questione all’ordine del giorno sono gli ogm, con la richiesta di “corretta presentazione all’opinione pubblica e ai decisori politici delle materie più controverse, come la sperimentazione animale e gli organismi geneticamente modificati, attraverso la separazione netta tra evidenze scientifiche e preferenze morali”: proprio mercoledì 9 aprile il Tar del Lazio si pronuncerà sul ricorso presentato da un agricoltore friulano contro il decreto che proibisce la semina di mais Ogm e l’Associazione si è costituita con un intervento ad adiuvandum a favore della tesi dell’agricoltore Silvano Dalla Libera. Infine si chiede “la prosecuzione dell’iniziativa giudiziaria transnazionale a difesa del diritto all’autodeterminazione degli individui e alla libera ricerca, dopo i fondamentali successi già ottenuti presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e la Corte Interamericana dei Diritti Umani”: in questa chiave, domani l’avvocato Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione, che rappresentava la coppia che chiedeva al Tribunale di Firenze  di accedere alla fecondazione eterologa, con l'avv. Gianni Baldini rappresenterà l'Associazione Luca Coscioni e le associazioni di pazienti intervenute nel procedimento pervenuto dal Tribunale di Catania dinanzi Consulta deciderà sul divieto di fecondazione eterologa, previsto nella legge 40/2004. 

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III Incontro Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica: bozza di dichiarazione finale aperta alla discussione

Lun, 07/04/2014 - 11:37
III Incontro Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica: bozza di dichiarazione finale aperta alla discussione7 Apr 2014Congresso Mondiale Libertà di Ricerca

Noi sottoscritti, donne e uomini di scienza, esponenti politici, cittadine e cittadini riunitisi presso la Camera dei Deputati e il Campidoglio di Roma dal 4 al 6 aprile 2014 per il Terzo incontro del Congresso mondiale per la libertà di ricerca, salutiamo la continuazione del percorso avviato nella sessione costitutiva dell'ottobre 2004 e proseguito con il primo incontro del febbraio 2006 e il secondo incontro del  marzo 2009.

Individuiamo i seguenti obiettivi specifici, da perseguire a ogni livello, sia esso transnazionale, nazionale o locale:

• prosecuzione del monitoraggio dello stato della libertà di ricerca e di cura nel mondo, attraverso il rapporto annuale, l’”indice per la libertà di ricerca e autodeterminazione” e un costante aggiornamento del quadro comparato delle legislazioni e delle politiche nazionali;

• il rafforzamento o la creazione di politiche, regole e giurisdizioni , anche internazionali e costituzionali, a difesa del diritto alla libertà di ricerca, al quale corrisponde un dovere degli Stati a promuovere la libera ricerca e a diffonderne i benefici in modo equo per tutti i cittadini (art.15, par. 1b e 3 dell´International Covenant on Economic, Social and Cultural Rights) incluso attraverso la cooperazione con le aree meno sviluppate del pianeta;

• la prosecuzione dell’iniziativa giudiziaria transnazionale a difesa del diritto all’autodeterminazione degli individui e alla libera ricerca, dopo i fondamentali successi già ottenuti presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e la Corte Interamericana dei Diritti Umaniè necessario inoltre garantire l’esecuzione, in tempi brevi, delle sentenze delle due Corti sovranazionali.

• la promozione di sistemi (legislativi e non) che aiutino il decisore politico a valutare preventivamente -con l’ausilio delle conoscenze scientifiche- l’impatto delle decisioni e i rischi ad esse correlate

• la difesa dalle intromissioni politico-ideologiche nelle istituzioni rappresentative del mondo della scienza, come le Accademie scientifiche, sovente minacciate nella loro attività ed autonomia, come nel caso della Accademia delle scienze della Russia

• la libertà di ricerca sulle cellule staminali embrionali e sugli embrioni;

• la creazione di una rete internazionale che aiuti a diffondere una corretta informazione in merito all'accesso alle terapie nel mondo e a difendere i pazienti dalla violazione del diritto a cure sicure ed efficaci;

• la promozione dell'insegnamento del metodo scientifico, sia per il suo valore pratico, sia per il suo ruolo decisivo nella difesa del metodo democratico e della tolleranza;

• l'affermazione dell'autodeterminazione individuale in materia di cure, secondo il principio in base al quale nessuno può essere sottoposto a terapie contro la propria volontà, e ciascuno può decidere quando e come iniziare, proseguire o sospendere terapie, anche nel caso in cui tale sospensione può condurre il paziente alla morte;

• l'attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, in particolare nei Paesi meno sviluppati;

• la libertà di ricerca scientifica in materia di sostanze stupefacenti, superando il proibizionismo sulla ricerca imposto dal proibizionismo sulle droghe;

• la corretta presentazione all’opinione pubblica e ai decisori politici delle materie più controverse, come la sperimentazione animale e gli organismi geneticamente modificati, attraverso la separazione netta tra evidenze scientifiche e preferenze morali.

Per organizzare campagne specifiche sugli obiettivi summenzionati i sottoscritti confermano l'Associazione Luca Coscioni nel ruolo di Segretariato organizzativo; si impegnano nella creazione di reti e gruppi di lavoro tematici e territoriali, nonché nell'aggregazione di associazioni italiane e internazionali e di singole categorie come gli scienziati e i premi Nobel, i pazienti e i rappresentanti di organizzazioni non-governative e politico-istituzionali, in collaborazione con il Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito (organizzazione non governativa con status consultivo alle Nazioni Unite).

 

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La donna che ha demolito la legge 40

Ven, 04/04/2014 - 16:37
La donna che ha demolito la legge 40Left4 Apr 2014Simona MaggiorelliCongresso Mondiale Libertà di Ricerca

Con i suoi crudeli e antiscientifici divieti la legge 40/2004 sulla fecondazione assistita colpisce l’identità della donna, nella sua realtà più intima. E lo fa con violenza. Basta pensare all’originario obbligo di contemporaneo impianto di tre embrioni, anche se malati. O al divieto di accesso alla diagnosi pre impianto per coppie fertili ma portatrici di malattie genetiche. Che nel 2012 la Corte di Strasburgo ha giudicato lesivo della Carta dei diritti dell’uomo: dacché all’articolo 8 riconosce il diritto di ognuno di decidere liberamente della propria vita affettiva, se e quando avere figli ecc. Negli anni 90, proprio mentre le tecniche mediche di fecondazione stavano diventando sempre più evolute e mentre si diffondevano sul territorio italiano centri specializzati, parlamentari cattolici di destra e di sinistra si sono coalizzati per imporre leggi dogmatiche da Stato etico, come la legge 40. Che l’8 aprile, dopo 10 anni di lotte nei tribunali da parte di associazioni di pazienti infertili e di coppie portatrici di malattie genetiche, torna davanti alla Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi sul divieto di fecondazione eterologa (ovvero con gameti donati alla coppia). Se la Consulta giudicasse incostituzionale questo punto, uno degli ultimi crudeli divieti della norma verrebbe definitivamente cancellato. A determinare questa concreta possibilità è stato anche il lavoro di una donna avvocato, Filomena Gallo. Alla sua competenza e alla sua passione civile si devono molte delle 29 sentenze che negli ultimi anni hanno riguardato la legge 40. «Fin dal primo momento, nonostante tutto, ho creduto che questa cattiva legge potesse essere cambiata», racconta. «Poi, preso atto che questa classe politica si dimostrava sorda a ogni cambiamento ho cercato di percorrere tutte le strade possibili per vedere affermati i diritti delle persone calpestati dal legislatore».

Il resto dell’articolo è disponibile in edicola da sabato, con l’Unità, e tutta la settimana

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Ricerca/autodeterminazione: Italia agli ultimi posti nella classifica mondiale

Ven, 04/04/2014 - 16:23
Ricerca/autodeterminazione: Italia agli ultimi posti nella classifica mondialeAss.Coscioni4 Apr 2014Congresso Mondiale Libertà di Ricerca

Si è appena concluso, nel primo giorno di lavoro del Terzo Incontro del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, in corso oggi alla Sala dei Gruppi alla Camera dei deputati l'intervento del professor Andrea Boggio, della Bryant University, dirigente dell'Associazione Luca Coscioni che ha presentato il PRIMO RAPPORTO SULLO STATO DI LIBERTA' DI RICERCA E AUTODETERMINAZIONE NEL MONDO, promosso e finanziato dall'Associazione Luca Coscioni.

La ricerca è stata condotta prendendo in esame quattro questioni:  aborto, riproduzione assistita, staminali embrionali e scelte di fine vita. Il rapporto ha permesso di stilare una classifica che vede l'Italia molto indietro, appena al 35° posto su 42 paesi in esame.

In allegato l'intervento del professor Boggio, la scheda in italiano sui dettagli del rapporto con le mappe.

Il sito consultabile è http://www.freedomofresearch.org/

AllegatoDimensione Boggio Intervento Roma.docx17.71 KB TRADUZIONE FREEDOM INDEX.pdf603.69 KB
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Legge 40 ha provocato conseguenze alla coppia. Domani al Congresso Coscioni, con il ministro Giannini, un panel su fecondazione ed embrioni

Gio, 03/04/2014 - 15:51
Legge 40 ha provocato conseguenze alla coppia. Domani al Congresso Coscioni, con il ministro Giannini, un panel su fecondazione ed embrioniAss. Coscioni3 Apr 2014Congresso Mondiale Libertà di Ricerca

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni

 

Il prossimo 8 aprile stata è fissata l'udienza in Corte Costituzionale sul divieto di applicazione di tecniche con donazione di gameti (art. 4 c.3 tecniche eterologhe):  il giudizio che si discuterà  è stato sollevato a seguito del ricorso da 3 coppie, rispettivamente di Firenze, Milano e Catania, che si erano rivolte ai Tribunali di queste città nel 2010.

Dichiara Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni,  legale della coppia, insieme all'avv. Gianni Baldini, che si è rivolta al Tribunale di Firenze e che rappresentano anche l' Associazione Luca Coscioni e associazioni di pazienti Cerco un bimbo, l'Altra Cicogna, Amica Cicogna:

"Non discuteremo il procedimento per la coppia di Firenze perché non ci siamo costituiti, poichè la legge 40 ha negato alla coppia la possibilità di una famiglia con conseguenze anche all'interno della coppia stessa. Per correttezza professionale nel rispetto dei fatti accaduti non abbiamo neppure costituito le associazioni che rappresentiamo ammesse al procedimenti dinanzi al Tribunale  di Firenze, ma abbiamo presentato intervento nel procedimento sollevato dal Tribunale di Catania pubblicato successivamente in GU".

Continua l'avv. Filomena Gallo "abbiamo depositato amicus curiae a sostegno della richiesta di donazione di embrioni alla ricerca presentata della signora Adele Parrillo dinanzi alla Corte EDU, per cui è stata fissata udienza dinanzi alla Grande Camera della Corte EDU il 18 giugno".

In questi 10 anni dall'entrata in vigore della legge 40, per 29 volte la norma è stata oggetto di decisioni dei tribunali e  grazie alla Corte Costituzionale nel 2009 è stata cancellato il divieto di produzione di più di tre embrioni e l'obbligo d'impianto di tutti gli embrioni prodotti in un unico trasferimento . Ma la legge 40 è stata condannata anche dalla Corte EDU, in merito al divieto di accesso per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche alla fecondazione assistita - caso Costa Pavan sotto osservazione anche da parte del Comitato dei Ministri - , divieto che a breve sarà trattato anche dalla Corte Costituzionale. Ricordiamo che l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca con associazioni di pazienti e  60 parlamentari si è costituita nel procedimento Costa Pavan contro la legge 40/04.

La legge sulla procreazione medicalmente assistita viola la Carta Costituzionale e la Carta Europea dei diritti dell'uomo, calpesta i diritti delle persone che vorrebbero avere una famiglia ledendo il diritto alla salute e il principio di uguaglianza  garantito a tutti cittadini. Intanto il Consiglio d' Europa ''vigila'' sull' Italia per esecuzione delle sentenze.  

Per fare il punto scientifico e politico su fecondazione assistita e ricerca sugli embrioni, in Italia e all’estero, l’Associazione Luca Coscioni ha organizzato durante i lavori del Terzo incontro del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica una sessione dal titolo ‘Difendere la ricerca dalle minacce integraliste’, a pochi giorni  - il 10 aprile - dall’udienza pubblica al Parlamento europeo della petizione popolare europea ‘Embrione Uno di Noi’, che ha lo scopo di bloccare la ricerca sugli embrioni.  All’interno della sessione si discuterà nel dettaglio di ‘Embrioni umani per la salute e la ricerca’, grazie alla partecipazione di esponenti dell’Eshre (European Society for Human Reproduction), assieme ad Associazioni di malati. Interverrà anche Oliver BRÜSTLE, Professore di neurobiologia rigenerativa, University of Bonn Medical Center,  ricercatore tedesco, che aveva presentato ricorso contro Greenpeace  perché si era visto negare dai tribunali del suo Paese la brevettabilità di una terapia con staminali umane che avrebbe comportato la distruzione dell'embrione ma avrebbe potuto avere un impiego terapeutico nel Parkinson. Filomena GALLO, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, esporrà una relazione dal titolo “Lo status dell’embrione presso la Corte Europea dei Diritto dell’Uomo e la Corte Interamericana dei Diritti Umani”, seguita dagli interventi di María Eugenia VENEGAS, Membro dell'Assemblea Legislativa (Costa Rica) e di Ana Virginia CALZADA, già Presidente, Sezione Costituzionale della Suprema Corte di Giustizia (Costa Rica) che discuteranno degli sviluppi a seguito della sentenza della Corte Interamericana dei Diritti dell’Uomo che, precisando che gli embrioni possono essere utilizzati per la ricerca scientifica e che non c'è equivalenza giuridica tra persona e embrioni, ha cancellato in  Costa Rica il divieto di fecondazione in vitro, grazie anche ad un amicus curiae dell’Associazione Luca Coscioni e del Partito radicale.

 Il Terzo Incontro del Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica,  che si terrà  dal 4 al 6 aprile 2014 (il primo giorno alla Camera dei Deputati e il secondo e terzo giorno al Campidoglio). Il Congresso, intitolato  "colmare il divario tra scienza e politica", è promosso dall'Associazione Luca Coscioni e dal Partito radicale, con la collaborazione dell'Università di Manchester e dalla European Society for Human Reproduction (ESHRE), e con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero della Salute e di Roma Capitale.

 

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Codice deontologico medico: Silvio Viale all'assemblea della FNOMCeO

Mer, 02/04/2014 - 17:45
Bioetica

Il Dott. Viale, membro di Direzione dell'Associazione Luca Coscioni, parteciperà alla riunione indetta il giorno sabato 5 aprile 2014 dalle ore 10.30 alle ore 13.00, dal Presidente della FNOMCeO, Amedeo Bianco, avente ad oggetto il confronto sul Codice di deontologia medica.

Il Dott. Viale si farà portavoce della nota elaborata dai dirigenti dell'Associazione Luca Coscioni.

 

Data: Sabato, 5 Aprile, 2014 - 10:30 to 13:00Città: TorinoIndirizzo: Ordine dei medici di Torino- Corso Francia 8Organizzatore: FNOMCeO
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Stamina, l'annuncio degli Spedali Civili: "Stop a trattamenti fino a parere nuovo comitato scientifico"

Mer, 02/04/2014 - 15:50
Stamina, l'annuncio degli Spedali Civili: "Stop a trattamenti fino a parere nuovo comitato scientifico"repubblica.it2 Apr 2014Cellule staminali

ROMA - I medici degli Spedali Civili di Brescia hanno deciso di sospendere le infusioni di staminali con il metodo Stamina in attesa che si pronunci il nuovo Comitato scientifico nominato dal ministero. Lo ha annunciato il commissario straordinario degli Spedali Civili di Brescia, Ezio Belleri, in audizione in commissione Sanità al Senato.

"In questo momento - ha sottolineato Belleri, intervenendo nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul caso Stamina - la somministrazione del trattamento Stamina è sospesa perché l'unica biologa di Stamina che opera nell'ospedale è assente per motivi personali. Ma ieri sera ho ricevuto una comunicazione dei medici che a Brescia somministrano il trattamento Stamina: mi annunciano che hanno deciso di sospendere la loro collaborazione fino a data da destinarsi". E cioè, ha aggiunto Belleri, in attesa che si esprima il nuovo Comitato di esperti nominato dal ministero della Salute.

L'ospedale bresciano è stato la prima struttura pubblica ad aprire le porte alle infusioni con il discusso metodo elaborato dalla fondazione di Davide Vannoni, finito anche al centro di inchieste penali. L'accesso ai trattamenti presso gli Spedali Civili è stato l'oggetto di tutti i ricorsi presentati in giro per l'Italia da famiglie di malati e sui quali i diversi tribunali coinvolti hanno espresso spesso pareri opposti.

Il nuovo comitato degli esperti è stato nominato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, dopo che il Tar, su ricorso di Stamina foundation, aveva cancellato il lavoro della prima commissione scientifica che aveva bocciato in toto il metodo Stamina.

Appresa la notizia, a intervenire è Marino Andolina, vicepresidente di Stamina Foundation, che dice: "Lo stop alle infusioni di cellule staminali a Brescia viola la legge. Ma, a quanto pare, qui in Italia della legge non importa a nessuno. Le infusioni - spiega Andolina all'Adnkronos Salute - sono ordinate da giudici civili. Secondo le norme vigenti, se il giudice stabilisce che si deve fare qualcosa bisogna farla. Non capisco come si possa violare la legge". Per Andolina questo annuncio "è terribile perché le conseguenze sono la morte dei pazienti". Inoltre, secondo il medico, non ha senso riferirsi al Comitato scientifico, visto che i medici hanno deciso di sospendere in attesa della pronuncia del nuovo comitato.
 

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Rasi (Ema), Pani (Aifa), De Luca e Abbott (Nature ) al nostro congresso internazionale

Mer, 02/04/2014 - 14:41
Rasi (Ema), Pani (Aifa), De Luca e Abbott (Nature ) al nostro congresso internazionaleAss. Coscioni2 Apr 2014Congresso Mondiale Libertà di Ricerca

Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni Sabato 5 aprile presso la Protomoteca del Campidoglio a Roma, nella sessione pomeridiana del secondo giorno di lavori del Terzo Incontro del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, si terrà una sessione dal titolo "I test clinici: le promesse della medicina e le attese dei malati: una miscela esplosiva", coordinata dalla giornalista di Nature Alison Abbott, che ha trattato sulla rivista internazionale il caso Stamina. Gli interventi saranno quelli di: Guido RASI, Direttore dell'Agenzia Europea del Farmaco, Luca PANI, Direttore Generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco, Michele DE LUCA, Co-Presidente dell'Associazione Luca Coscioni, Giuseppe TESTA, Direttore del Laboratorio di Epigenetica delle Cellule Staminali, dell' Istituto Europeo di Oncologia.  In una intervista apparsa oggi nell'inserto Tutto Scienze de 'La Stampa' Michele De Luca,  Direttore del Centro di medicina rigenerativa «Stefano Ferrari» di Modena, ha dichiarato, al fine di evitare nuovi casi come quello di Stamina: "“Detto che le regole ci sono e che sono già abbastanza adeguate, ci sono due cose da fare per ottimizzarle e le proporrò proprio al congresso a Roma. In primo luogo c`è da calibrare, a livello europeo, le norme sulla specificità delle terapie cellulari. Le cellule non sono composti chimici ben definiti, come l’insulina o un antibiotico. Soprattutto per le terapie autologhe (le colture di cellule dello stesso paziente) e

per le malattie rare si potrebbe semplificare ma, attenzione, non rendere meno rigorosa - la procedura di produzione "Gmp". Servirebbe a rendere forse più rapido e di sicuro meno costoso avanzare tra le fasi di una sperimentazione”

 Il Terzo Incontro del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica si terrà  dal 4 al 6 aprile a Roma - il primo giorno alla Camera dei Deputati e il secondo e terzo giorno al Campidoglio - , ed è intitolato  "colmare il divario tra scienza e politica” (http://www.freedomofresearch.org/).  L’incontro è organizzato dall’Associazione Luca Coscioni e dal Partito radicale, con il patrocinio del Consiglio dei Ministri, del Ministero della Salute, del Ministero degli Esteri, di Roma Capitale

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Marino: “Il testamento biologico è un rilevante passo avanti. Sottoporrò la proposta all'assemblea capitolina"

Mer, 02/04/2014 - 12:13
Marino: “Il testamento biologico è un rilevante passo avanti. Sottoporrò la proposta all'assemblea capitolina"Quotidiano Sanità2 Apr 2014Testamento biologico

Quella del testamento biologico resta una problematica di grande attualità. La sua approvazione in Parlamento rappresenterebbe un passo avanti molto rilevante per il nostro Paese, non solo dal punto di vista delle implicazioni sanitarie, ma soprattutto per quelle culturali e del rispetto dei diritti di ogni persona”.
 
È quanto ha affermato Ignazio Marino, sindaco di Roma in una lettera inviata a Se non ora quando? e Consulta Bioetica, organizzatori dell’assemblea cittadina promossa oggi in Campidoglio, dichiarando la sua disponibilità a presentare all'assemblea capitolina le richieste contenute nel manifesto presentato.
 
“Sono onorato che oggi in Campidoglio sia affrontato il tema del testamento biologico – ha scritto – e della necessità di dare corso a tutto ciò che è utile per la sua attuazione nel rispetto dei diritti di ciascuno. Un tema delicato, che sta a cuore a questa Amministrazione.  Lo dico da medico e anche da Sindaco”.
 
 
Il 77,3 per cento degli italiani, come fotografa il Rapporto Italia 2013 dell’Eurispes, sono favorevoli al testamento biologico, ricorda Marino che aggiunge: “Lo chiedono gli operatori della sanità costretti, in assenza di uno strumento normativo, a prendere decisioni certamente in scienza e coscienza, ma solo secondo la propria visione della vita.  Anche il nostro Presidente Napolitano, poco giorni fa, ha invitato il Parlamento 'ad un confronto sensibile e approfondito, perché le scelte sulla fine della vita non si possono più ignorare'. Tutto ciò testimonia come, quello del testamento biologico, sia un tema acquisito a livello di coscienza popolare, ma trascurato a livello legislativo”.

 

“Personalmente – prosegue Marino – non smetterò mai di ringraziare Piergiorgio e Mina Welby per avermi fatto entrare nel loro mondo, che da privato si è trasformato in un impegno di grande responsabilità civile. Piergiorgio mi ha obbligato a scavare nel mio animo, è stato per me, per il nostro Paese, per le nuove generazioni, un pungolo a nuovi orientamenti.  Lo ha fatto attraverso la Sua sofferenza, la Sua rabbia, sempre con sensibilità e intelligenza. La stessa eredità che ci ha lasciato Luca Coscioni, con la testimonianza della Sua sofferenza e l’esempio della Sua tenacia.
Come medico, in molte occasioni e non solo in Italia, mi sono imbattuto e confrontato su queste nuove libertà, sulla fine della vita e sul potere di scegliere.
Nel confermare la mia profonda convinzione che ognuno di noi ha il diritto di decidere quale tipo di strada dare alla propria vita, e quindi anche alla sua fine, auspico in questo senso un intervento dello Stato e del legislatore. A tutela di tutti i cittadini e della loro volontà, qualunque essa sia. Una legge in materia di testamento biologico tutelerebbe sia le persone che rifiutano l’accanimento terapeutico sia chi intende scegliere tra le diverse possibilità di terapie disponibili. Posizione antitetiche, che devono essere entrambe considerate a garanzia del rispetto dei diritti di ciascuno.
Ce lo hanno ricordato uomini di cultura e di studio dai percorsi differenti, come Carlo Maria Martini e Stefano Rodotà, perché sia sempre più viva la consapevolezza che i cittadini abbiamo l’imprescindibile “Diritto ad aver diritti”, come ci ricorda lo stesso professor Rodotà nel suo bellissimo libro”.
 
In attesa che il Parlamento riempia questo vuoto, Roma, ha poi aggiunto Marino “vuole fare la sua parte e consentire ai suoi cittadini di depositare presso tutti gli uffici decentrati le proprie volontà. Per questo mi impegno a sottoporre la Vostra proposta all’Assemblea Capitolina”.
 
“Da queste testimonianze e dalle riflessioni che da qui partiranno – ha concluso il sindaco di Roma - Roma e il nostro Paese avranno nuova linfa e prezioso nutrimento per impegni concreti, indispensabili per un futuro di cui potremmo essere orgogliosi e che ci consentirà di poter scegliere in piena libertà. Grazie, dunque, a tutti Voi di essere oggi in Campidoglio. Grazie a tutti i protagonisti della Consulta di Bioetica di Roma, all’opera instancabile dell’Associazione “Se non ora quando sanità” e alla profonda sensibilità di “Libera Uscita”.

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Scienza e Democrazia

Mer, 02/04/2014 - 11:22
Scienza e DemocraziaIl Foglio2 Apr 2014Angiolo BandinelliCongresso Mondiale Libertà di Ricerca

Il nostro dirigente firma un articolo: ecco un estratto 

"E se mi è consentito parlare in nome di una specifica esperienza, non posso non fare richiamo alle analisi, ma anche alle iniziative, di una associazione, l`Associazione Coscioni, che ai valori positivi della scienza dedica tutta la sua attività. Proprio per discutere del rapporto tra scienza e politica (anzi, tra scienza e democrazia) l`Associazione si appresta a tenere a Roma, dal 4 al 6 aprile, il "Terzo Incontro" del Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica, presentando un interessante approccio ai problemi sollevati dall`Economist".

Per leggere l'articolo intero cliccare qui 

 

AllegatoDimensione ll Foglio Scienza e democrazia Bandinelli 2 aprile 2014.pdf578.45 KB
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"Mai più Stamina se la ricerca di base diventa severa"

Mer, 02/04/2014 - 11:04
"Mai più Stamina se la ricerca di base diventa severa"Stampa Tutto Scienze2 Apr 2014Stefano Rizzato Congresso Mondiale Libertà di Ricerca

Il nostro co-presidente Michele De Luca, Direttore del Centro di medicina rigenerativa «Stefano Ferrari» di Modena, è stato intervistato nell'inserto Tutto Scienze della Stampa in vista del Terzo Incontro del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica.

LEGGI L'INTERVISTA CLICCANDO QUI 

AllegatoDimensione Stampa tuttoscienze Intervista a De Luca 2 aprile su congresso.pdf797.8 KB
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