Partito Radicale

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CarovanaXlaGiustizia, 182 firme a Taranto, il 19 settembre a Lecce

Mar, 19/09/2017 - 11:36
19/09/2017 La CarovanaXlaGiustizia è ancora impegnata nel quarto tour in Puglia, dopo la Calabria, la Sicilia e la Sardegna oggi è a Taranto e domani ultima tappa a Lecce.

La delegazione del Partito Radicale ha concluso anche la tappa tarantina, la mattina del 18 settembre prima al palazzo del Tribunale e subito dopo alla Casa Circondariale Carmelo Magli, in totale sono state 182 le sottoscrizioni per la proposta di legge dell’Unione Camere Penali per la Separazione delle carriere.

“Ero affezionato e appassionato alle battaglie di Marco Pannella” dice il Magistrato Luigi Esposito in collegamento telefonico con Radio Radicale “riconosco che chi prende la tessera assolve ad un dovere civico”, il Magistrato ha rinnovato la sua iscrizione questa mattina.

Anche il Presidente della Camera Penale di Taranto, Egidio Albanese, ha deciso di unirsi al Partito di Marco Pannella, a Cristiana Pugliese e Roberta Jannuzzi negli studi di Via di Principe Amedeo a Roma risponde “il motivo, per quanto mi riguarda, è semplicissimo, partendo proprio da questa idea della separazione delle carriere, che è un’idea delle Camere Penali che non è stata caldeggiata da nessuno se non dal Partito Radicale. E quindi la necessità di dare forza a chi si occupa di diritti dei cittadini. Ma non dei cittadini che tutto sommato non hanno bisogno che ci sia gente che si occupi di loro, ma degli ultimi, di quelle che hanno più bisogno in senso lato”.

Aumenta la partecipazione al Grande Satyagraha

“Alcuni detenuti che sono venuti a firmare” spiega Sergio D’Elia della Presidenza del Partito Radicale e segretario di Nessuno tocchi Caino “ci hanno spiegato che, nella giornata di oggi e di domani, hanno deciso di aderire al Satyagraha attraverso la formula dello sciopero del carrello”.

Il Grande Satyagraha è ripreso il 16 agosto 2017, idealmente continuando quello di Marco Pannella, affinché il Governo emani i decreti attuativi del disegno di legge di Riforma dell’Ordinamento Penitenziario per l’effettività rieducativa della pena secondo quanto previsto dalla Costituzione. Ad oggi sono quasi 9000 i detenuti che stanno aderendo e oltre 400 i liberi cittadini.

La CarovanaXlaGiustizia, il 19 settembre, sarà a Lecce

Ultima tappa pugliese alle 09, tavolo raccolta firme al Tribunale Civile, Via Brenta, alle 10 la raccolta firme continua nel carcere di Borgo San Nicola, qui su 617 posti regolamentari sono presenti 928 detenuti. Mentre dei 719 agenti di polizia penitenziaria previsti, solo 606 sono in servizio. Alle 16.30 saranno ospiti di una trasmissione Speciale a Telerama.​ ​

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Terminata la visita della Carovana per la Giustizia del Partito Radicale nel carcere di Brindisi: 116 sottoscrizioni su 171 detenuti raccolte sulla proposta di legge per la separazione delle carriere dei magistrati

Sab, 16/09/2017 - 20:33
16/09/2017

La raccolta prosegue stasera alle ore 18.30 ad un evento organizzato dalla Camera Penale locale a Piazza Vittoria a Brindisi.

La CarovanaXlaGiustizia riparte lunedì p.v. da Taranto, sabato e domenica, infatti, Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti saranno Albania per incontrare il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana. L’Albania ha infatti accolto 2500 rifugiati provenienti da Camp Liberty.

Dichiarazione dell’avvocato Flavio Del Soldato. Segretario della Consulta delle regioni per gli Stati Uniti d’Europa a Brindisi con la CarovanaXlaGiustizia:

La Consulta delle Regioni per gli Stati Uniti d’Europa ha deciso di proteggere, tenendola in custodia, la bandiera dell’Unione europea, eliminata nel novembre 2016 dal Governo italiano presieduto dal Dott. Matteo Renzi con il complice silenzio di tutti i suoi ministri, nonché di quello dei rappresentanti dell’Unione europea.

Dopo quel suo complice silenzio, l’Unione europea ha avuto tutto il tempo di ravvedersi, almeno fino all’ultimo discorso sullo stato dell’Unione – tenuto da Jean Claude Juncker il 13 settembre. Il presidente della Commissione, tuttavia non ha ritenuto di riservare nemmeno un semplice accenno all’umiliazione subita dalla bandiera.

Constatato il manifesto disinteresse dell’U.E. per le sorti della sua – e nostra – bandiera, la Consulta ha perciò deciso di proteggerla e tenerla in custodia.

16/17 settembre Albania

Lunedì 18 settembre

· ore 11.00 raccolta firme al carcere di Taranto (514)

· ore 18.30 Tavolo – Evento organizzato dalla Camera Penale a Taranto

Martedì 19 settembre

· ore 09.00 Tavolo raccolta firme al Tribunale Civile, Via Brenta – Lecce

· ore 10.00 raccolta firme al carcere di Borgo San Nicola Lecce (937)

· ore 16.30 Trasmissione Specialea Telerama organizzato da Paolo Pagliaro a Lecce

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I carovanieri impegnati nel tour pugliese oggi hanno raccolto le firme per la proposta di legge per la separazione delle carriere nelle carceri di Trani e Turi. Prossima tappa Bari

Ven, 15/09/2017 - 10:49
14/09/2017

Domani la Carovana per la Giustizia raggiungerà Bari, nella giornata di oggi sono state raccolte quasi 300 firme dai detenuti di Trani e Turi.  Al momento in tutta Italia sono 63300 le firme raccolte dall’Unione delle Camere Penali Italiane, con l’apporto del Partito Radicale.

“È il solito mondo a parte” lo afferma l’avvocato Marco Scillitani, neo iscritto al Partito radicale ai microfono di Radio Radicale sollecitato da Sergio D’Elia

“ogni volta che si entra in carcere si entra in un’altra dimensione che è isolata e chiusa. Come sempre. Quello che ho riscontrato stamattina è qualcosa di diverso però, non la solita disperazione, ma un misto anche di consapevolezza. Al di là delle singole situazioni che ognuno a tentato di esprimere perché chiaramente è come trovare una bottiglia in cui metterci un messaggio, la prima cosa che si può fare è buttarla in mare. Questa volta ho trovato maggiore consapevolezza, probabilmente la voce che gira su questa proposta per la separazione delle carriere, anche se forse non porterà ai risultati che loro sperano, comunque gli da una speranza”.

Rosa Caposiena è avvocato e consigliere del Comune di San Severo nelle file di Forza Italia, ha deciso di prendere la tessera del Partito Radicale

“ho avuto un dubbio circa la compatibilità con le mie connotazioni politiche, ma ovviamente mi sono state fugate tutte”. E continua “e grazie proprio al Partito  Radicale che abbiamo avuto tutto quei grossi cambiamenti sociali, che si sono avuti soprattutto alla fine degli anni ’80 e ’90 in Italia”.

La delegazione del Partito Radicale ha raccolto oltre 10 iscrizioni che fanno salire a più di 1800 il numero degli iscritti al Partito di Marco Pannella. Come da mozione del congresso 2016, è indispensabile raggiungere quota 3000 entro la fine del 2017 e riconfermare lo stesso numero per il 2018, pena lo scioglimento dello stesso e la fine delle battaglie che hannocambiato il volto di questo Paese.

Aggiornamenti sul sito www.carovanaxlagiustizia.it 

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Don Ettore Cannavera "questa situazione una discarica social"

Gio, 31/08/2017 - 12:22
31/08/2017 Don Ettore Cannavera nella delegazione per la raccolta firme per la proposta di legge per la separazione delle carriere dei magistrati nel carcere di Cagliari. 

Don Ettore Cannavera, già Presidente dei cappellani penitenziaria sardi, ha partecipato alla raccolta firme insieme a i membri della Presidenza del Partito Radicale Matteo Angioli, Antonio Cerrone, Irene Testa e Maurizio Turco, già deputato. Flavio del Soldato, segretario della Consulta delle Regioni per gli Stati Uniti d’Europa e Franco Giacomelli. Presenti anche Rodolfo Meloni e Franco Villa, rispettivamente presidente e membro della camera penale di Cagliari iscritti al Partito Radicale. 

All’uscita del carcere Don Ettore Cannavera, ha dichiarato: 

“siamo appena usciti e abbiamo visto scene abbastanza dolorose, un detenuto si è sentito male. Qui abbiamo trovato una buona accoglienza e professionalità degli operatori, sia polizia penitenziaria che il direttore. Ma la situazione dei detenuti è molto sofferente: oltre la metà sono casi psichiatrici, i detenuti con cui abbiamo parlato si sono lamentati di stare sempre chiusi, di non svolgere attività, insomma una situazione pesante. Ci sono molti detenuti, 615, manca personale della polizia penitenziaria, gli educatori sono solo 9. Qualcuno definisce questa situazione una discarica sociale“.

Irene Testa ha sottolineato 

“Quello di Uta più che un carcere è un ospedale psichiatrico. Su 600 detenuti più della metà sono malati psichiatrici e tossicodipendenti. Nel corso della visita c’è stato un tentativo di autolesionismo di un ragazzo che soffre di una patologia psichiatrica”.

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Risultato straordinario a Oristano e Alghero

Mer, 30/08/2017 - 09:26
29/08/2017 Seconda giornata del tour sardo della Carovana per la Giustizia, oltre 250 firme tra il carcere di Alghero e Oristano. Stasera in piazza con la Camera Penale di Oristano.

Stasera la Carovana del Partito Radicale sarà in piazza Roma ad Oristano e domani i dirigenti e militanti del Partito Radicale faranno tappa nel sud della Sardegna: prima nella casa di reclusione Is Arenas ad Arbus, e poi nel carcere di Cagliari. Su questo fronte Partito Radicale e Unione Camere Penali stanno sempre più rafforzando la loro sinergia per la riforma della giustizia.

All’esterno del carcere di Alghero, ai microfon di Radio Radicale, Marco Palmieri, presidente della Camera Penale di Sassari ha dichiarato

“Il comandante della casa circondariale di Alghero ci ha riferito non solo i numeri dei detenuti, ma soprattutto la qualità della struttura algherese. Probabilmente a molti non addetti ai lavori non è nota. Nel carcere di Alghero c’è una struttura residenziale aperta, e cioè ha una qualità di organizzazione e di rieducazione del detenuto che credo sia un fiore all’occhiello rispetto ad altre strutture penitenziarie Italiane. È un qualcosa che è nato proprio dalla progettualità, della quale anche il comandante si è fatto carico, a partire dalla fine del 2013, e la specificità e questa struttura rettangolare con bracci che da la possibilità ai detenuti di circolare e di incontrarsi.

Una struttura che ha una capacità di rieducazione di risocializzazione che pare stia dando dei frutti importanti

Con soddisfazione, il che è una rarità credo, anche da parte degli agenti polizia penitenziaria; con un numero anche ridotto di agenti polizia penitenziaria si riesce a reggere benissimo una struttura così dinamica. Quindi credo che sia un elemento di grande riflessione non solo da parte dell’avvocatura penalistica, perché noi su questa cosa ci abbiamo sempre riflettuto e continuiamo a riflettere, e cioè sul fatto che se vogliamo dare delle possibilità anche a chi ha sbagliato bisogna necessariamente aprire all’esterno e risocializzare che è un termine bellissimo, abusato, ma che di fatto poi deve avere la sua realizzazione”.

Nella delegazione del pomeriggio anche l’avvocato Francesco Pilloni, Camera Penale Oristano

“un evento di caratura eccezionale perché circa il 90% dei detenuti ha sottoscritto la proposta di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere. È motivo di orgoglio per la Camera Penale di Oristano, ma questo vale credo anche a livello nazionale perché la partecipazione da parte dei detenuti del carcere italiani sta registrando un’affluenza record. Come dicevo oltre il 90% dei detenuti hanno sottoscritto una proposta di legge, questo è un dato estremamente significativo; da un lato perché ci riporta la problematica direttamente dai luoghi in cui certamente l’esperienza anche giudiziaria è di livello personale estremamente sentita, vorremmo e auspichiamo una presenza così massiccia anche a livello dell’elettorato per poter promuovere e portare finalmente in porto una iniziativa che ormai da troppi deve arrivare sulle tavole del dibattito politico senza alcun risultato”.

C’è un obiettivo ancora più importante per il Partito Radicale

raggiungere 3000 iscritti altrimenti il 31 dicembre tutto sarà destinato a finire. Per questo dai microfoni di Radio Radicale Sergio D’Elia, Rita Bernardini, Laura Arconti, Diego Sabatinelli e tanti altri dirigenti e militanti hanno lanciato la campagna #Quota3001: fili diretti, collegamenti con la Sardegna, e approfondimenti sulle iniziative in corso per raccogliere iscrizioni al partito di Marco Pannella.

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In Sardegna manca da troppo il Garante Detenuti

Mar, 29/08/2017 - 01:00
28/08/2017 Visita al carcere di Tempio Pausania e di Sassari per la CarovanaXlaGiustizia ” 2 milioni di euro annui totali per raggiungere tutti gli scopi della legge, ma nessuno li ha mai visti”.

Sono 130 le sottoscrizioni alla proposta di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere dei magistrati raccolte dalla delegazione del Partito Radicale in visita oggi al carcere sardo di Sassari.  Invece 103 quelle raccolte nel carcere di Tempio Pausania, dove 170 detenuti hanno anche aderito ad agosto al Grande Satyagraha promosso dal Partito Radicale. Si tratta di una iniziativa nonviolenta che consiste nel digiuno, nello sciopero della spesa e nel rifiuto del carrello, finalizzata nel richiedere al più presto l’attuazione della riforma dell’ordinamento penitenziario che andrebbe ad intervenire su diversità criticità: sovraffollamento in rapida ascesa che, come ha sottolineato la radicale Rita Bernardini, “in alcune carcere raggiunge punte del 200%; maggiore possibilità di accesso alle pene alternative, più rapporti tra detenuti e familiari, più lavoro e studio in carcere, più cure”.

Con la delegazione radicale era presente anche il Presidente dell’Unione delle Camere Penali di Tempio Pausania, avvocato Domenico Putzolu, che ha dichiarato

“la giornata è stata molto fruttuosa perché abbiamo raccolte le firme dei detenuti, che sono il punto di arrivo della vicenda processuale, sono coloro che, anche loro malgrado, vanno a valutare e talvolta a patire quelle che possono essere le disfunzioni del nostro sistema processuale. Abbiamo riscontrato grandissimo interesse per la nostra iniziativa e abbiamo raccolto un numero considerevole di adesioni alla proposta di legge. Come Camere Penali siamo grati al Partito Radicale, sempre vicino alle nostre iniziative”.

Matteo Angioli, membro della Presidenza del Partito Radicale, ha proseguito: “Oltre la metà dei detenuti ha firmato per la separazione delle carriere dei magistrati. Per quello che abbiamo potuto vedere è un carcere in buone condizioni, anche dal punto di vista igienico e dell’organizzazione. È importante questa sinergia che prosegue, dopo la Calabria e la Sicilia, con le Camere Penali. Il supporto che il nostro Partito ha dato alle Camere Penali si spera diventi presto un nostro lavoro comune”.

L’altro membro della Presidenza, Irene Testa, ha invece messo in evidenza come “In Sardegna manchi da anni il Garante dei Detenuti. Si tratta di una questione evidentemente emblematica sulla quale da anni le istituzioni regionali della Sardegna latitano. La legge regionale del 7 febbraio 2011, n. 7, che ne prevede l’istituzione insieme ad un sistema integrato di interventi a favore dei soggetti sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria non ha trovato mai applicazione dal 2011. Non si sa per qual motivo, né se si preveda di darne attuazione in un futuro prossimo o remoto. Eppure erano stati previsti anche 2 milioni di euro annui totali per raggiungere tutti gli scopi della legge, ma nessuno li ha mai visti”.

Ha concluso Giuseppe Pirinu, consigliere comunale di Tempio Pausania: “la nostra amministrazione comunale aveva già organizzato all’interno del carcere un consiglio comunale aperto ai detenuti come uditori. Negli anni si sono succedute direttrici che non hanno criminalizzato i reclusi ma hanno intrapreso la via del recupero. Il numero alto di firme raccolte sulla pdl per la separazione delle carriere – oltre 62000 ad oggi – conferma il grande interesse che c’è su questo tema della giustizia

Gli appuntamenti di martedì 29 agosto

ore 9:30: raccolta firme al carcere di Alghero 
ore 15:30: raccolta firme al carcere di Oristano

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Il carcere come extrema ratio. Partenza per la Sardegna

Lun, 28/08/2017 - 11:07
28/08/2017

Riparte oggi per la Sardegna, dopo la tappa calabrese e siciliana, la Carovana per la Giustizia del Partito Radicale.

I membri della Presidenza del Partito Radicale  Matteo Angioli, Antonio Cerrone, Irene Testa e Maurizio Turco – già deputato – Flavio del Soldato, segretario della Consulta delle Regioni per gli Stati Uniti d’Europa, Franco Giacomelli, Emmanuele Somma ed Emiliano Altana Manca.

Si imbarcheranno oggi alle 14 dal porto laziale di Civitavecchia per giungere in quello sardo di Olbia stasera alle 20:30. Resteranno sull’isola fino al 3 settembre.
Durante i sette giorni gli esponenti del Partito di Marco Pannella faranno visita a tutti e dieci gli istituti di pena sardi, all’interno dei quali raccoglieranno le firme alla proposta di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere dei magistrati, promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane che, con l’aiuto dei radicali, ha già raccolto oltre 62000 sottoscrizioni. Inoltre sono previsti eventi pubblici organizzati con i penalisti locali.

Domani si inizia con la visita al carcere di Tempio Pausania.

La casa di reclusione – come si legge dal sito del ministero della Giustizia– è stata inaugurata nel 2012 e ospita detenuti appartenenti al circuito AS 3, quasi tutti con lungo fine pena. Semiliberi e soggetti in art. 21 O.P. Sono 33 i detenuti che in questo istituto di pena hanno aderito ad agosto al Grande Satyagraha promosso dal Partito Radicale.

Si tratta di una iniziativa nonviolenta che consiste nel digiuno, nello sciopero della spesa e nel rifiuto del carrello, finalizzata nel richiedere al più presto l’attuazione della riforma dell’ordinamento penitenziario che andrebbe ad intervenire su diversità criticità: sovraffollamento in rapida ascesa che, come ha sottolineato la radicale Rita Bernardini, “in alcune carcere raggiunge punte del 200%; maggiore possibilità di accesso alle pene alternative, più rapporti tra detenuti e familiari, più lavoro e studio in carcere, più cure”.

Sulla questione sovraffollamento sono arrivate in settimane le dichiarazioni dell’ex pm di Mani Pulite, Gherardo Colombo, secondo cui negli istituti di pena dovrebbe essere trattenuto “soltanto chi è effettivamente pericoloso: oggi, non più di 20mila dei 55mila detenuti totali”.

“E io sono a mia volta dell’idea di evitare il più possibile l’esperienza detentiva, a condizione che le finalità di recupero sociale si coniughino con l’esigenza di sicurezza che ci arriva dalla collettività”, ha commentatoSanti Consolo, magistrato che dirige il dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria.
Maurizio Turco, già deputato radicale sottolinea che ” le parole di Santi Consolo non ci sorprendono; ha fatto e fa di tutto per far corrispondere l’esecuzione penale al dettato costituzionale e alla finalità rieducativa della pena. Per quanto riguarda Colombo, noi del Partito Radicale con Marco Pannella lo abbiamo detto e lo diciamo da sempre che il carcere deve essere una extrema ratio. Ormai l’ingiustizia è strutturale e le riforme non arrivano. Così tramonta lo Stato di Diritto“.

Gli obiettivi della #CarovanaxlaGiustizia sono ancora la raccolta firme sulla proposta di legge delle Camere Penali per la separazione delle carriere dei magistrati, l’amnistia e indulto, premessa indispensabile per una Giustizia giusta, il superamento di trattamenti crudeli e anacronistici come il regime del 41 bis e il sistema dell’ergastolo, a partire da quello ostativo, l’approvazione dei decreti delegati della riforma dell’Ordinamento Penitenziario e, non ultimo, quello del raggiungimento di 3.000 iscritti al Partito Radicale entro il 31 dicembre 2017 per continuare le lotte di Marco Pannella.

Per tutti gli aggiornamenti della CarovanaXlaGiustizia  è disponibile il sito ufficiale. Vuoi salire sulla Carovana? Scrivici, lascia la tua mail e numero di telefono e per conoscere tutti i dettagli consulta il programma della Sardegna!

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E’ MORTA MARIA ADELE TEODORI, GIORNALISTA, ANTICA FEMMINISTA E MILITANTE RADICALE NELLA STAGIONE DEL DIVORZIO E DELL’ABORTO

Dom, 27/08/2017 - 12:44
27/08/2017

E’ morta a Milano a 86 anni Maria Adele Teodori, giornalista che aveva iniziato al “Il Mondo” e poi proseguito nella professione” dagli anni ’60 agli anni ’80 a “Il Giorno”, ‘L’Espresso” e “L’Europeo.

Di famiglia liberale si era formata nella politica universitaria con la laica Unione Goliardica Italiana, quindi aveva militato nel vecchio Partito radicale di Pannunzio e del nuovo di Pannella quando aveva svolto un ruolo di primo piano nelle battaglie per il divorzio e l’aborto nella stagione del primo femminismo legato ai diritti civili.

Tra i suoi libri giornalistici Spagna in ginocchio (Comunità) del 1963, un reportage sulla Spagna franchista, e poi Contro l’aborto di classe  curato  nel 1975 per il Movimento di liberazione della Donna. Da ultimo aveva preferito scrivere piccoli libri a tirature limitate con piccole poesie in italiano e ingleseCosescritte, “un divertimento privato dedicato agli amici”.

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Terza Carovana X la Giustizia, direzione Sardegna!

Sab, 26/08/2017 - 16:14
26/08/2017 Dal 29 agosto al 3 settembre, arriva in Sardegna la Carovana per la Giustizia del Partito Radicale! 

Riparte domenica per la Sardegna, dopo la tappa calabrese e siciliana, la Carovana per la Giustizia del Partito Radicale. La delegazione, militanti e dirigenti radicali è formata da Emiliano Altana Manca, Matteo Angioli, Antonio Cerrone, Flavio del Soldato, Franco Giacomelli, Emmanuele Somma, Irene Testa e Maurizio Turco. Si imbarcheranno domenica pomeriggio da Civitavecchia per giungere in serata ad Olbia.

Gli obiettivi della #CarovanaxlaGiustizia sono ancora la raccolta firme sulla proposta di legge delle Camere Penali per la separazione delle carriere dei magistrati, l’amnistia e indulto, premessa indispensabile per una Giustizia giusta, il superamento di trattamenti crudeli e anacronistici come il regime del 41 bis e il sistema dell’ergastolo, a partire da quello ostativo, l’approvazione dei decreti delegati della riforma dell’Ordinamento Penitenziario e, non ultimo, quello del raggiungimento di 3.000 iscritti al Partito Radicale entro il 31 dicembre 2017 per continuare le lotte di Marco Pannella.

Durante i sette giorni gli esponenti del Partito di Marco Pannella faranno visita a tutti e dieci gli istituti di pena sardi, all’interno dei quali raccoglieranno le firme alla proposta di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere dei magistrati, promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane che, con l’aiuto del Partito Radicale, ha già raccolto oltre 62000 sottoscrizioni.

Per il 29 agosto, insieme allo  chef/scrittore Marco Palumbo (Sapori a colori) è in programma un evento ad Oristano (presto  dettagli), mentre il 1 settembre l’evento serale sarà organizzato insieme all’avvocato Francesco Lai a Nuoro.

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Risposta alle missive di Gianfranco Spadaccia del 10 e del 17 agosto (pubblicate in coda alla lettera)

Mer, 23/08/2017 - 18:27
23/08/2017

ROMA 23 AGOSTO 2017. 

A Gianfranco Spadaccia. 

Rispondiamo, quali destinatari diretti delle tue lettere, successivamente rese pubbliche, prendendo atto della tua personale iscrizione e di quelle, se verranno, da te al momento preannunciate.

Prendiamo atto altresì, quantomeno di una parziale revisione dei toni usati nei nostri confronti, anche durante il congresso di Rebibbia, nel corso del quale, ricorderai senz'altro, hai avuto amplissima possibilità di esprimere le tue opinioni e presentare una mozione, entrambe non accolte positivamente dal Congresso.

Delude e dispiace, venendo da una persona come te con la tua storia, sentir ribadire l’illegittimità del deliberato congressuale e la richiesta di rimettere tutto in discussione; di “annullare” quanto deciso dagli iscritti riunitisi in Congresso e “concordare” una linea alternativa di “conciliazione” fra la Presidenza del PR e te più altri e fa il paio con l’aver voluto indirizzare la medesima lettera ai membri del consiglio di amministrazione della società Centro di Produzione che nessuna competenza ha in merito.

Difficile, per non dire impossibile, aprire un dialogo con queste premesse.

Capisci da te Gianfranco, che continuare a sostenere l'illegittimità del Congresso e dei suoi deliberati è privo di qualsiasi fondamento, giuridicamente e politicamente parlando. Avete sostenuto che convocare il congresso in un carcere fosse finalizzato ad impedire la partecipazione agli iscritti; frutto del tentativo di effettuare un colpo di mano. "Come convocare un’assemblea di condominio alle tre di notte in alta montagna", è stato scritto, senza alcun senso per il ridicolo, da dirigenti di Radicali Italiani.

Ne abbiamo sentite e lette di tutti i colori sul punto, salvo poi, voi, essere smentiti dai fatti: come i numeri dimostrano, il 40° Congresso Straordinario del Partito Radicale è stato più partecipato del precedente e tra i piu' partecipati degli ultimi decenni, e chiunque lo abbia voluto è potuto entrare senza alcun problema, anche a Congresso in corso, nel carcere di Rebibbia.

Allo stesso modo la mozione, votata dalla maggioranza qualificata dei Congressisti, è assolutamente legittima, giuridicamente e politicamente, adottata a norma di Statuto e del Regolamento del Congresso approvato all’inizio dei lavori: come sempre si è fatto, anche per le revisioni statutarie – e la mozione non modifica permanentemente lo Statuto ma lo sospende temporaneamente -  da quando il Partito Radicale si riunisce a congresso.

Tesi infondate, dunque, capaci solo, disinformando, di far agitare gli animi dei 'tifosi', di chi vuol agitare ed essere agitato.

Il Partito Radicale c'è Gianfranco e come sapete, sta lottando - con risorse scarse e senza alcun aiuto da parte dei media di regime che invece pare hanno stretto una solida alleanza con Radicali Italiani e la Associazione Coscioni i cui esponenti non hanno speso neppure una parola in Tv o sui giornali riguardo la mozione di Rebibbia e la campagna di iscrizioni in corso - con chi vuole e con chi ci sta, per raggiungere gli obiettivi della mozione che parrebbe ingeneroso ricordare a te e a coloro che hanno sostenuto le tue lettere.

Questo Partito può piacervi o no, ma è quello che ha voluto il Congresso con la larghissima maggioranza dei congressisti e con questo abbiamo TUTTI la responsabilità di doverci confrontare. Le decisioni sono state assunte dai congressisti a maggioranza qualificata e per quanto te sei senz’altro un autorevole esponente storico dell’area radicale, non puoi pretendere di sostituirti a loro, imponendo la tua volontà contro quella del Congresso. Gianfranco anche la retorica contro Turco, il cattivo, l’uomo nero, l’ununviro, consentici di dirti che ha francamente stufato. Personalizzare la contesa, come continuamente hai tentato di fare coi tuoi interventi pubblici, aiuta a spoliticizzarla, e questo è funzionale ai tuoi desiderata, ma alimenta un odio – basta leggere ciò che scrivono i neo radicali italiani sui social di riferimento – che non ti e non vi fa onore.

È invece sul piano della politica e della coerenza dei comportamenti politici che avremmo auspicato da tempo un confronto.

Ora cosa dovremmo dire e fare secondo te?

Dire ai circa 400 congressisti "scusate, ci siamo sbagliati. Voi, le vostre iscrizioni, i vostri voti non contano nulla, voi non contate nulla perché, a giudizio di Spadaccia, non avete capito nulla e siete degli emeriti fessi?"

O ancora, "autorevoli e storici esponenti dell'area Radicale, che si sono iscritti/attivati positivamente dopo un anno per sostenere la campagna di iscrizioni, vorrebbero, in quanto tali, pur se minoranza, rimettere in discussione il congresso e la mozione approvata(?)".

Gianfranco la tua proposta, sottoscritta anche da altri, come ben sai data la tua lunga esperienza radicale, è semplicemente irricevibile: non puoi chiederci di seppellire la mozione per fare un accordo con voi.

Ci spiace, per noi valgono le regole. E nel considerare la primazia delle regole che noi stessi, tutti, ci siamo nel tempo dati, non possiamo fare l'economia di ciò che recentemente è stato, con l'avallo o addirittura il protagonismo di alcuni sottoscrittori della tue lettere.

La presentazione di liste Radicali (con un rilievo nazionale) decisa in quanto tale in qualche segreta riunione a quattro/cinque persone, contro regole scritte e prassi di segno contrario sedimentate in decenni di storia Radicale è stato un fatto gravissimo e, come tale, senza precedenti.

Un colpo di mano con la messa in gioco del "brand" - la definizione è di Cicciomessere - per soddisfare ambizioni istituzionali personali e tentare di racimolare un pugno di voti in più all'indomani della morte di Marco, mettendo a repentaglio, incuranti delle conseguenze, quella transpartiticità che è pilastro costitutivo del PRNTT.

Emma stessa, che è tra i firmatari della tua, avrebbe avuto gioco facile a porsi alla testa del Partito ove avesse agito in modo diverso, per unire, garantendo il rispetto delle nostre regole, di noi tutti. Invece ha scelto, consapevole delle conseguenze e coerentemente con il vostro documentato rifiuto di dialogare con Marco almeno dal 2013, di avallare il divisivo colpo di mano elettorale. Per tentare di scrollarvi di dosso "i Pannelliani"?

O ancora, le mozioni convergenti dell'associazione Radicali Italiani e dell'Associazione Luca Coscioni che impegnano i dirigenti a costituire un coordinamento alternativo e senza alcun minimo impegno rispetto agli obiettivi della mozione di Rebibbia. Con ogni successivo comportamento coerente con quelle mozioni, finalizzato, usando strumenti del Partito, a cannibalizzare iscrizioni (guarda caso anche RI, dopo la mozione di Rebibbia si è per la prima volta nella sua storia dato come obiettivo 3000 iscritti) sottraendole al PRNTT.

Tu, voi continuate a parlare e scrivere di improbabili, perché statutariamente impossibili, espulsioni. I media, quelli di cui sopra, hanno dato grande eco alle vostre lamentazioni sul punto.

Bugie, Gianfranco.

Tu sai che nessuno può essere espulso, tanto meno te o Emma. Le porte di Via di Torre Argentina sono sempre state aperte a chiunque, iscritto al Partito Radicale, che vi volesse realmente entrare.

La teoria dei fatti invece a noi conferma che voi vi siete scientemente posti in competizione, in conflitto, con quel soggetto politico che da Statuti avreste dovuto contribuire a costituire, salvo poi passare, grazie all’ampia complicità delle solite firme della solita carta stampata, da vittime di inesistenti espulsioni.

Legittimo che tu voglia pensare che il PRNTT sia oggi un vuoto di iniziativa politica, ma così non è grazie all'impegno quotidiano di decine di compagni sul fronte giustizia, diritto alla conoscenza e Stati Uniti d'Europa.

Legittimo che questi compagni, che quotidianamente dedicano le loro energie, il loro tempo, la loro salute e i loro risparmi si sentano, come dire, offesi dal tuo giudizio.

Ad oggi, nonostante tutto questo e i palesi ostruzionismi siamo a 1.615 iscritti per il 2017, con 370 iscrizioni parziali da completare; gli iscritti non italiani sono 182, erano 9 nel 2016.

Certo la strada è in salita, ma è già un’importante risposta a quanti dicevano che ”il cattivo Turco” aveva proposto l’obiettivo irraggiungibile dei 3.000 iscritti per chiudere il Partito.

Il Partito non chiuderà, faremo di tutto per non farlo chiudere, l'obiettivo non è così lontano e siamo certi che, con te se lo vorrai e con chi lo vorrà, potremmo farcela. Ciascuno come sa e come può, ma nel rispetto delle regole che ci siamo dati.

Viva il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito e quanti vorranno continuare a farlo vivere.

Matteo Angioli, Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Antonella Casu, Antonio Cerrone, Deborah Cianfanelli, Sergio D’Elia, Maria Antonietta Farina Coscioni, Mariano Giustino, Giuseppe Rossodivita, Irene Testa, Maurizio Turco, Valter Vecellio, Elisabetta Zamparutti.

 

* * *  SEGUONO LE MISSIVE DI GIANFRANCO SPADACCIA * * *

 

ROMA 10 AGOSTO. 

All'Ufficio di Presidenza del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito

Al Consiglio di Amministrazione di Radio Radicale

 

Cari amici,

mi rivolgo a voi con questa espressione che mi è suggerita da una lunga consuetudine di rapporti, durata alcuni decenni, cercando di dimenticare gli atteggiamenti assai poco amichevoli che ho ricevuto da alcuni di voi negli ultimi anni, per iscrivermi al Partito e cercare di contribuire in questa maniera al raggiungimento dei 3000 iscritti entro il 2017 e contribuire a determinare le condizioni che ne impediscano la chiusura. Invio a questo scopo un assegno di 200 euro.

Qualche mese fa, in una riunione di Radicali Italiani, dissi che mi sarei iscritto solo quando almeno altri 30 radicali avessero condiviso con me l'iscrizione. Mi ripropongo infatti, se me ne sarà data la possibilità, di accompagnare questa iscrizione con una iniziativa politica, rivolta a radicali, sostenitori, simpatizzanti che, condividendo le mie posizioni, intendano contribuire a rimettere in discussione la mozione di Rebibbia a cominciare dalla sospensione dello statuto, che io continuo a ritenere illegittima e dalla decisione di decretare, con l'espulsione di quattro soggetti costituenti del partito, una scissione che, per chi l'ha voluta come per chi l'ha subita, si rivela come un atto distruttivo di ogni possibilità di successo per una significativa presenza e iniziativa radicale.

Solo così sarà possibile riaprire tra tutti i radicali, nessuno escluso, quel dibattito che a Rebibbia non si è potuto neppure iniziare per la pervicace ricerca di un rendimento dei conti. Sarebbe così finalmente  possibile chiedersi tutti insieme cosa fare di un partito nonviolento, transnazionale e transpartito che oggi è forzatamente solo italianofono; quali obiettivi possa e debba darsi di fronte a una crisi della globalizzazione che rischia di provocare ovunque nel mondo la crisi della democrazia liberale e dello stato di diritto, il dissolvimento di ciò che rimane dell'Unione Europea e il travolgimento dei diritti umani.

Assicurare questo dibattito era lo scopo della richiesta, avanzata a Rebibbia, di una seconda sessione del congresso. C'è un vuoto di analisi, di idee, di obiettivi politici da riempire con scelte e iniziative radicali davvero straordinarie. E c'è una divisione e una dispersione di energie che è solo fonte di indebolimento anche per i pur encomiabili sforzi e le iniziative che vengono compiuti e messi in atto da associazioni e movimenti radicali per colmare questo vuoto.

Per il resto sono disposto a discutere di tutto: di quale assetto statutario dobbiamo darci, del rapporto che deve intercorrere tra partito e altri soggetti radicali. E, naturalmente e in primo luogo, dello stato delle iniziative sugli obiettivi dell'amnistia e della riforma della giustizia e del diritto alla conoscenza, che fanno parte anche delle mie priorità, purché non mi si dica che sono di per sé risolutivi, il primo, della crisi dello stato di diritto in Italia e, il secondo, della crisi della democrazia e dei diritti umani.

Nel momento stesso in cui mi iscrivo vi chiedo di consentire a me ed eventualmente anche ad altri che lo volessero, di partecipare con queste posizioni e motivazioni alla campagna di iscrizioni al partito avvalendomi della possibilità di partecipare ai fili diretti che Radio Radicale dedica alla campagna.

Questa mia dichiarazione e richiesta è accompagnata da una serie di firme di condivisione da parte di alcuni che, come me, annunciano la loro iscrizione e di altri che sono già iscritti.

Cordiali saluti,

Gianfranco Spadaccia 

membro di diritto del Senato del Partito Radicale nonviolento transnazionale e transpartito,

iscritto al Partito Radicale dal momento della sua fondazione nel 1955,

iscritto a Radicali Italiani, all'Associazione Luca Coscioni, a Certi Diritti, membro del Comitato di Non c'è Pace Senza Giustizia, soggetti costituenti del PRNTT.

 

P,S.: hanno fatto pervenire adesioni alla mia lettera di iscrizione le seguenti compagne e i seguenti compagni, che ringrazio: alcuni di essi sono già iscritti, altri si sono iscritti o hanno annunciato l'intenzione di iscriversi dopo aver conosciuto la mia lettera. Conto che altri facciano lo stesso. I nomi sono riportati in rigoroso ordine alfabetico. Subito dopo l'invio della lettera provvederò indirizzerò all'IBAN del Partito la quota di iscrizione di 200 euro.

 

Andrea Andreoli, Rocco Berardo, Lucio Bertè, Igor Boni, Emma Bonino, Michele Capano, Marco Cappato, Nicola Carboni, Alessandro Celuzza, Salvatore Colace, Antonietta Cretella, Andrea De Liberato, Michele Del Rio, Filomena Gallo, Paola Maria Gianotti, Enzo Gravina, Norberto Guerriero, Michele Guaitini, Franco Levi, Carlo Loi, Fabio Majocchi, Andrea Maori, Alessandro Massari, Luigi Mazzotta, Giusi Nibbi, Fabrizio Pesoli, Pietro Pipi, Marcello Pitta, Adriana Sala, Enea Sansi, Stefano Santarossa, Giulia Simi, Marco Sindona, Mario Staderini, Fabrizio Starace, Mauro Toffetti, Shelt Wilhelmine Mina Welby, Manuela Zambrano

 

* * * * * * * * * * * * * * *

 

ROMA 17 AGOSTO 2017. 

Cari amici,

Ho perfezionato la mia iscrizione inviando un bonifico di 200 euro al Partito Radicale. Rispondo ad alcune delle obiezioni che sono state rivolte alle motivazioni contenute nella lettera indirizzata all'Ufficio di Presidenza del PRNTT con la quale ne annunciavo l'intenzione. Da questo momento di conseguenza non sono solo un radicale ma un radicale iscritto al Partito Radicale nonviolento transnazionale e transpartito.

1.             Quando ho affermato che intendevo rimettere in discussione la mozione di Rebibbia, non ho mai inteso rimettere in discussione le priorità che da anni costituiscono gli obiettivi politici dei radicali o almeno della grande maggioranza di essi, che sono anche i miei obiettivi e le mie priorità. Sono impegnato invece a rimettere in discussione il blocco di ogni discussione e di ogni dibattito sui mutamenti che sono intervenuti nella situazione politica in Italia, in Europa e nel mondo. Intendo restituire agli iscritti la piena sovranità sulle scelte del partito. Intendo sospendere la sospensione dello statuto e dei diritti statutari degli iscritti. A chi irride a questa esigenza di dibattito (dibatttito, dibattttito!) ricordo che l'azione politica del partito è rimasta pressoché paralizzata e bloccata per alcuni anni, che il segretario eletto in congresso non si è mai insediato, che nessun confronto e nessuna discussione è avvenuta nelle sedi statutarie econgressuali. Alla vigilia del Congresso di Rebibbia Adriano Sofri, che credo sia legittimo considerare un amico, ci e si pose alcuni interrogativi su ciò che poteva essere il partito radicale dopo Pannella e lo fece sul Foglio, un giornale che non può, anch'esso, non essere considerato amico: quel dibattito fu praticamente disertato da tutti i dirigenti radicali di ogni affiliazione e sponda e onorato solo dagli interventi di alcuni “vecchi signori” (io stesso, Angiolo Bandinelli, Lorenzo Strik Lievers). Ricordo a tutti che proprio il fatto di aver saputo individuare i processi degenerativi della globalizzazione, denunciare per tempo la crisi della e delle democrazie e averne saputo prevedere gli inevitabili sviluppi e i probabili esiti non ci esime dall'affrontarli con le nostre idee, con i nostri nuovi obiettivi e con la lotta politica.

2.             Ho avuto reazioni scandalizzate alla affermazione con quale esprimevo l'opinione che mi fa ritenere illegittima la sospensione dello statuto, decisa – mi è stato fatto osservare – a grande maggioranza. In quanto sostenitore teorico e pratico dello Stato di diritto so che gli statuti come le costituzioni sono le regole comuni che riguardano tutti i cittadini, che appartengano a una maggioranza o alle minoranze ed anzi debbano tutelare innanzitutto queste. A quella deliberazione contesto di essere avvenuta al di fuori di ogni procedura esplicita di revisione statutaria. Inoltre ritengo che un congresso possa modificare lo statuto, non possa sospenderlo come si è fatto a Rebibbia, sospendendo i diritti statutari degli iscritti. E' una sospensione che mi ricorda tanto la sospensione dello statuto albertino ad opera delle leggi speciali del '25. Anche allora a deciderla fu una maggioranza.

3.             Ci si è scandalizzati anche perché da alcuni mesi dico che mi sarei iscritto al PRNTT solo se altri cinquanta radicali si iscrivevano con me. Ma come, ci si è chiesti, e i 1500 già iscritti non sono radicali? Tranquilli, io non appartengo a coloro che scomunicano ed espellono (mi dispiace che Rita Bernardini a cui continuo a voler bene, e che continuo a ringraziare per la sua preziosa azione, non potendo espellermi, non potendo rifiutare la mia iscrizione, mi e ci inviti a prendere atto delle differenze e a non iscriverci). Non appartengo a coloro che dividono radicali buoni e radicali cattivi, puri e impuri, fedeli e traditori, ortodossi ed eretici. Avevo pronunciato quella frase in un comitato di Radicali Italiani. Speravo di avere adesioni e incoraggiamenti ad andare avanti dai dirigenti di RI. Non è avvenuto. Li comprendo anche se sbagliano: pur avendo compiuto iniziative encomiabili coronate da successo, hanno ricevuto solo odio e disprezzo e sono giustamente scettici su ogni possibilità di dialogo. Hanno invece aderito, oltre a Gallo, Cappato e Berardo, che ringrazio, una serie di compagni che sono iscritti al PR e a RI, o ancora solo all'uno e non all'altro o non sono iscritti (ancora) a nessuno dei due perché non comprendono questa divisione ma sostengono le iniziative degli uni e degli altri e, infine, alcuni iscritti a RI che condividono il mio obiettivo e le mie motivazioni. E' la prova che esiste una comunità radicale assai più larga di quella che ha voluto e di quella che, di fatto consenziente, ha subito come inevitabile e perfino opportuna questa divisione.

Fin qui le risposte ad alcune delle obiezioni che mi sono state opposte. Ma poiché ora, dopo il versamento, sono formalmente iscritto a tutti gli effetti, preannuncio una terza lettera in cui spiegherò perché, pur essendone entusiasta, non mi accontento del separato “fare” dei diversi soggetti della ex galassia radicale.

Gianfranco Spadaccia. 

Adesioni ricevute dopo la pubblicazione su Facebook delle mia precedente lettera:

Anna Riina, Monica Cuneo, Simona Viola, Giancarlo Cancellieri, Andrea Furgiele, Paolo Bré, Francesco Mastroviti, Sergio Giordano, Aldo Ravazzi Douvan, Carmelo Impusino, Irene Agnello

(Se ho dimenticato qualcuno me ne scuso)

 

P.S. Ho promesso a Giusi Nibbi di non raccogliere provocazioni polemiche e di non avvalorarle ed esasperarle con le mie risposte. Non risponderò perciò a Valter Vecellio. Molto pacatamente vorrei però invitarvi a leggerlo e a confrontare le sue parole e i suoi giudizi con i risultati ottenuti in questi ultimi quattro anni dall'ALC, con la segreteria di Filomena Gallo, non solo in termini di iscritti, sostenitori e autofinanziamento ma soprattutto in termini di lotta politica, azione nonviolenta, progetti di legge di iniziativa popolare: abbiamo smantellato gran parte della Legge 40 e fatto fare un decisivo salto di qualità alla lotta per il diritto alla eutanasia e sul testamento biologico, come avrebbero (hanno) voluto Luca e PierGiorgio.

P.S. n.2: Elisabetta Zamparutti mi ha rimproverato di non essere iscritto a NTC. Le ho risposto che sono stato evidentemente contagiato da questo clima di intolleranza e che lo farò all'inizio di settembre. NTC appartiene infatti anche alla mia storia.

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Riunione del Partito Radicale a Bruxelles il 06/09/2017

Ven, 18/08/2017 - 10:51
18/08/2017

Care e cari,
il 6 settembre prossimo, Matteo Angioli e io saremo a Bruxelles per la conferenza sulla Libertà di Religione, Impresa e Diritti Umani, che si terrà al Parlamento europeo dalle ore 14 alle 16

(per ulteriori informazioni e registrazione: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeaFWvnaFB8gjm8ILsiDXefcHEWqWx0qPeawBy3Cvurm1Zyqw/viewform) su invito di Penelope Faulkner, Vice-Presidente del Vietnam Committee on Human Rights e iscritta al PRNTT. 

Vorremmo approfitare di questa occasione per organizzare un incontro con gli iscritti (attuali e futuri) del Partito Radicale Nonviolento, per discuttere delle campagne in corse e dell'obiettivo principale di raggiungere almeno 3000 nuovi iscritti entro il 31 dicembre. 

La riunione si terrà negli uffici dell'UNPO, a Avenue Louise 52, 1050 Bruxelles. Propongo di iniziare la riunione alle ore 19. Vi prego di rispondere tramite email ( harthlaura@gmail.com ) per confermare la vostra partecipazione. 

A subito!

Laura

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La Lista Pannella vista la situazione del Partito Radicale mette a sua disposizione il proprio organo di informazione. Delibera inoltre di costituirsi presso la CEDU nel procedimento contro il principio di retroattività introdotto dalla Legge Severino

Mer, 16/08/2017 - 18:30
16/08/2017

L'assemblea della Lista Marco Pannella, dopo aver destinato un pensiero ai famigliari di Raffaele Fortino, storico collaboratore della Lista prematuramente scomparso, ha deliberato all'unanimità su altri due punti. 

L'assemblea ha preso atto il Partito Radicale nel corso dell'ultimo anno ha raggiunto la metà degli iscritti necessari per bloccare la procedura di liquidazione del Partito stesso e che sono dunque necessari altri 1.500 iscritti di qui al 31 dicembre. Ha inoltre denunciato il contesto di vera e propria censura che accompagna iniziative e lotte del Partito Radicale che esige l'adozione di misure straordinarie e pertanto ha deciso di mettere a disposizione della campagna del Partito Radicale il proprio organo di informazione e definire un piano editoriale coerente con questa decisione.

Infine ha preso atto che è pendente presso la CEDU un ricorso contro l'applicazione retroattiva (cioè a fatti commessi prima della sua entrata in vigore) della cd legge Severino, gia' avversata in sede parlamentare  dai deputati eletti dalla Lista Pannella, atteso che norme sostanzialmente punitive non possono mai, secondo la visione costituzionale condivisa e comune, essere applicate a fatti, accadimenti, condotte, verificatisi prima della sua entrata in vigore. Si tratta cioè di ribadire il principio più volte affermato dalla Cedu, quale baluardo dello Stato di diritto, della prevedibilità della sanzione, intesa in senso sostanziale, nel momento in cui un soggetto pone in essere una determinata condotta.

Pertanto l'assemblea ha deliberato di richiedere un parere pro veritate al Prof. Jean-Paul Costa, Presidente dell’Institut international des droits de l’homme di Strasburgo, ex Presidente della CEDU, al fine di spiegare un intervento quale amicus curiae nell'ambito del ricorso pendente e che verrà discusso, nel prossimo mese di novembre, presso la Grande Chambers della Corte Edu.

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Conferenza stampa del Partito Radicale davanti al carcere di Regina Coeli di Roma per terminare ufficialmente la Carovana per la Giustizia portata avanti dal 29 luglio al 13 agosto in Sicilia

Mer, 16/08/2017 - 11:59
16/08/2017

Il 15 agosto si è tenuta la conferenza stampa del Partito Radicale davanti al carcere di Regina Coeli di Roma per terminare ufficialmente la Carovana per la Giustizia portata avanti dal 29 luglio al 13 agosto in Sicilia. 

Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno Tocchi Caino, ha dichiarato: “Abbiamo percorso 14000 chilometri attraverso tutte le province della Sicilia per raccogliere le firme sulla proposta di legge per la separazione delle carriere dei magistrati, promossa dall’Unione delle Camere Penali. Abbiamo raccolto circa 3000 sottoscrizioni. Abbiamo organizzato dibattiti per far conoscere ai cittadini siciliani le lotte nonviolente del Partito Radicale: giustizia giusta, Stati Uniti D’Europa, Diritto alla Conoscenza. Obiettivo primario: la vita del Partito Radicale. Per farlo continuare a vivere dobbiamo raccogliere 3000 iscritti entro il 31 dicembre, altrimenti dobbiamo mettere in atto le procedure per la liquidazione. Ad oggi siamo a circa 1600 iscrizioni al Partito più antico, quello di Marco Pannella. Ringrazio l’amministrazione penitenziaria, a partire dal responsabile Santi Consolo, che ha consentito il nostro ingresso in carcere per sottoscrivere la pdl per la separazione delle carriere. Grazie anche alla polizia penitenziaria orientata quasi tutta al rispetto dei diritti umani: non sono solo agenti di custodia ma suppliscono alle carenze dello Stato per far rispettare i diritti dei detenuti. Poi c’è un sindacato che vorrebbe che le carceri tornassero a quelle di 30 anni fa e che gli agenti tornassero a fare semplicemente le guardie. Questo non è possibile”.


Francesco Petrelli, Segretario dell’Unione delle Camere Penali, ha dichiarato: “Non è un caso che le carovane per la giustizia siano iniziate davanti al carcere di Rebibbia e che si concludano dinanzi a Regina Coeli. È il carcere il luogo di sofferenza dei detenuti dove si compiono le violazioni delle garanzie. Ci vediamo uniti al Partito anche nel richiedere l’attuazione della riforma dell’ordinamento penitenziario. Nelle carceri bisogna ristabilire la legalità”.
Rita Bernardini, della presidenza del Partito Radicale: “Inizia da domani il Satyagraha - digiuno, rifiuto del carrello o il rifiuto di fare la spesa in carcere - per la ricerca della verità. Centinaia di detenuti mi hanno scritto per aderire e chiedere con noi che le carceri non siano dimenticate. Nessuno dei mezzi di informazione si è accorto che nelle carceri sta succedendo da anni qualcosa di straordinario, tranne il filosofo Aldo Masullo che ha scritto “Nelle carceri è entrato il «dialogo»! Oggi in nessun altro luogo del mondo, io credo, come nelle carceri italiane, si sviluppa e si mette alla prova la coscienza popolare che lo Stato o è stato di diritto, oppure non ha alcuna legittimazione”. Nel carcere non ci sono le rivolte nonostante le condizioni inumane e degradanti ma c’è il dialogo. Si parla solo di evasioni, di coloro che non rientrano dal permesso premio che sono una percentuale dello 0, 0 e qualcosa. Ma nessuno dice che i detenuti iniziano uno sciopero per chiedere che il Governo attui la riforma dell’ordinamento penitenziario. Orlando aveva detto che sarebbe avvenuta entro agosto, noi chiediamo che avvenga almeno entro l’estate. Il carcere ha bisogno di riforme strutturali: qualcuno ha paura a pronunciare la parola ‘amnistia’ ma intanto nelle carceri il 35% dei detenuti è in attesa di giudizio, non c’è lavoro e studio per molti di loro, manca l’affettività, la salute è carente. Abbiamo bisogno di una riforma della giustizia che veda il carcere come ultima ratio”.
Ha concluso Gian Domenico Caiazza, Responsabile dei Rapporti Istituzionali dell’Unione delle Camere Penali: “voglio sottolineare la fecondità di questo incontro tra l’UCPI e il partito radicale. Gli avvocati stanno iscrivendosi a centinaia perché hanno capito la natura transpartitica del Partito. La sopravvivenza del Partito Radicale è una garanzia per i diritti di tutti i cittadini”.

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Modulo di adesione al Grande Satyagraha di agosto 2017 ed elenco delle adesioni

Mar, 15/08/2017 - 15:28
15/08/2017

Il 16 agosto 2017 partirà l'iniziativa nonviolenta del Grande Satyagraha (proseguimento di quello portato avanti per anni da Marco Pannella) affinché il Governo emani entro l’estate i decreti attuativi del disegno di legge di Riforma dell’Ordinamento Penitenziario “per l’effettività rieducativa della pena” secondo quanto previsto dalla Costituzione.

Per fronteggiare la ripresa ormai inarrestabile del sovraffollamento penitenziario, il Partito Radicale chiede inoltre che i decreti delegati contengano la norma di portare da 45 a 60 i giorni di liberazione anticipata ogni semestre per i detenuti che abbiano un buon comportamento;  e che - così come accade in Germania - i giorni di liberazione anticipata siano direttamente computati senza l’intervento del Giudice di Sorveglianza, il quale sarà chiamato ad agire solo nel caso in cui il detenuto abbia avuto rapporti disciplinari o si sia rifiutato di aderire alle attività trattamentali, laddove previste. 

Per la raccolta delle adesioni al Grande Satyagraha è necessario compilare questo modulo. (NON VENGONO PUBBLICATI I DATI SENSIBILI)

MODULO PER ADERIRE: https://docs.google.com/forms/d/1Hlhyl1N4F0ZdbIiJxc-7D8lTKxJP7q1-fvvo9J1z45Q 

ELENCO DELLE ADESIONI: https://goo.gl/s8dqeT

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Dichiarazioni di Sergio D'Elia a margine della manifestazione alla sede RAI di Roma, per denunciare il silenzio della TV e l'infame censura

Lun, 14/08/2017 - 20:10
14/08/2017

Dichiarazioni di Sergio D'Elia a margine della manifestazione odierna alla sede RAI di Roma viale Mazzini, per denunciare il silenzio della TV e l'infame censura che ha negato il diritto ai cittadini di conoscere e al Partito Radicale che sia conosciuta la sua lotta per lo Stato di Diritto e il diritto alla conoscenza. 

"Noi abbiamo attraversato la Sicilia per 15 giorni e la RAI nazionale ha ritenuto non notiziabile l'iniziativa del Partito Radicale" afferma Sergio D'Elia, segretario di Nessuno Tocchi Caino e membro della presidenza del Partito Radicale, sino a ieri in Sicilia con la Carovana per la Giustizia.

"La RAI regionale invece" continua "ha dato notizia del nostro arrivo e della partenza e del nostro incontro con Bruno Contrada che si è iscritto al Partito Radicale, ringrazio inoltre i media locali, tv, giornali cartacei ed online e radio, che si sono distinti informando i cittadini delle nostre iniziative. Un ringraziamento va anche alla Amministrazione Penitenziaria, il DAP nella persona di Santi Consolo e di Roberto Piscitello, che ci ha consentito di entrare nelle carceri siciliane per raccogliere le firme dei detenuti sulla proposta di legge dell'Unione Camere Penali Italiane per la separazione delle carriere tra pubblico ministero e giudice . Ringraziamo inoltre le direzioni, gli operatori penitenziari e in particolare la polizia penitenziaria che ci ha accolto con professionalità" conclude l'esponente del Partito Radicale. 

A seguito della manifestazione un responsabile comunicazione Rai si è messo in contatto con D'Elia comunicando che aveva informato tutte le testate RAI a proposito della conferenza stampa di domani, 15 agosto, davanti al carcere romano Regina Coeli dove sarà fatto il punto sulla CarovanaXlaGiustizia siciliana e resi noti i dati sulla raccolta firme. Rita Bernardini annuncerà l'inizio del Grande Satyagraha per la riforma dell'Ordinamento Penitenziario insieme a centinaia di detenuti che hanno aderito.

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15 agosto conferenza stampa a Regina Coeli

Lun, 14/08/2017 - 14:20
14/08/2017

Martedì 15 agosto, alle ore 11, dinanzi il carcere romano di Regina Coeli è convocata una conferenza stampa del Partito Radicale per terminare ufficialmente la Carovana per la Giustizia che si è tenuta dal 29 luglio al 13 agosto in Sicilia. Seguirà una visita ispettiva nel penitenziario romano. 

Durante l’incontro con la stampa verranno resi noti i dati sulla raccolta firme alla proposta di legge per la separazione delle carriere dei magistrati, promossa dall’Unione delle Camere Penali, e Rita Bernardini annuncerà l’inizio del Grande Satyagraha per la riforma dell’Ordinamento Penitenziario insieme a centinaia di detenuti che hanno aderito.
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Se la RAI censura il Partito Radicale la #CAROVANAXLAGIUSTIZIA va alla RAI

Lun, 14/08/2017 - 14:11
14/08/2017 Lunedì 14 agosto la #carovanaxlagiustizia del Partito Radicale ha raggiunto la sede RAI di Viale Mazzini perché non sia ignorata l'infame censura che ha negato il diritto ai cittadini di conoscere

e al Partito Radicale che sia conosciuta la sua lotta per lo Stato di Diritto e il diritto alla conoscenza e la campagna dell'Unione Camere Penali per la separazione delle carriere tra i magistrati.    Maurizio Turco, Sergio D'Elia, Rita Bernardini, Antonella Casu a capo della delegazione che sta girando l'Italia con la ''carovana x la giustizia'' hanno chiesto di poter essere ricevuti per contestare il fatto che la tv pubblica non abbia in alcun modo dato testimonianza dell'iniziativa che ha fatto già tappa in Calabria e Sicilia e
che si sposterà in Sardegna. Ma sottolinea D'Elia "è un  palazzo fantasma". "Hanno detto che non c'è nessuno", osserva Turco che mostra il comunicato stampa della conferenza che si svolgerà il 15 agosto davanti al carcere di Regina Coeli in caso "vogliate preventivamente bucarlo" dice al funzionario di
polizia che giunge all'arrivo della pattuglia radicale a rappresentanza del movimento. 
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Ultima tappa della CarovanaXlaGiustizia in Sicilia

Sab, 12/08/2017 - 18:41
12/08/2017 È partita da Roma il 28 luglio, stasera ultima tappa a Capo d’Orlando. Una ventina tra militanti e dirigenti del Partito Radicale, oltre agli avvocati delle Camere Penali.

Un piccolo esercito impegnato nella raccolta firme per la proposta di legge per la separazione delle carriere tra Pubblico Ministero e Magistrato, stasera a Capo d’Orlando ultima tappa siciliana della CarovanaXlaGiustizia che ha tra gli altri obbiettivi la raccolta firme sulla proposta di legge delle Camere Penali per la separazione delle carriere dei magistrati. Amnistia e indulto, premessa indispensabile per una Giustizia giusta. Superamento di trattamenti crudeli e anacronistici come il regime del 41 bis e il sistema dell’ergastolo, a partire da quello ostativo. Approvazione dei decreti delegati della riforma dell’Ordinamento Penitenziario. 3.000 iscritti al Partito Radicale entro il 31 dicembre 2017 per continuare le lotte di Marco Pannella.

Sono state raccolte oltre 3000 firme, migliaia i chilometri percorsi e visitate 22 carceri

Tra i molti avvocati, consiglieri e cittadini, detenuti e no, accorsi per iscriversi al Partito Radicale, va sottolineata l’adesione di Bruno Contrada, ex numero due del Sisde e del fratello Vittorio. Anche Orazio Paolella e la sorella Luisa hanno deciso di entrare nel Partito di Marco Pannella. A Racalmuto si è riunita in via straordinaria anche l’Assemblea della Consulta delle regioni per gli Stati uniti d’Europa, in previsione del proprio 30ennale dalla costituzione, per confermare e ribadire la propria vocazione alla realizzazione della scelta federalista e all’attuazione del modello degli Stati Uniti d’Europa. Tra le molte iniziative anche #FiammelleXFiammetta, il Partito Radicale non si arrende “andiamo avanti, non molliamo ma rilanciamo a partire dalle parole di Fiammetta Borsellino” dichiara Maurizio Turco riferendosi alle dichiarazioni della figlia di Paolo Borsellino.

Questa sera, dalle 19, l’ultimo tavolo di questo tour siciliano si tiene a Capo d’Orlando, Villa Piccolo di Calanovella

l’evento è organizzato dalle Camere Penali di Patti, alle stessa ora, Radio Radicale, si collegherà in diretta con i carovanieri per le ultime comunicazioni ai cittadini e alla stampa. Alle 17, invece, esponenti del Partito Radicale si recheranno a rendere omaggio alla tomba di Pietro Milio, avvocato penalista del foro, morto nel 2010 proprio a Capo d’Orlando.

Tutti i carovanieri, in ordine alfabetico:

Matteo Angioli, Rita Bernardini, Antonella Casu, Antonio Cerrone, Donatella Corleo, Flavio Del Soldato, Sergio D’Elia, Paola Di Folco, Maria Antonietta Farina Coscioni, Franco Giacomelli, Tiziano Giardiello, Ivan Innocenti, Maria Rosaria lo Muzio, Rocco Martino, Ernesto Mauro, Aldo Pazzaglia, Luciano Pentangelo, Maria Laura Turco, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti.

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Partito Radicale: “Ci silenziate perché temete che i cittadini sappiano”

Gio, 10/08/2017 - 11:23
10/08/2017 Mancano tre giorni al termine della Carovana per la Giustizia in Sicilia. Quasi 2500 firme raccolte per la proposta di legge per la separazione delle carriere tra pm e giudici, 19 carceri visitate

decine di eventi pubblici con le camere penali locali per sensibilizzare un dibattito sui trattamenti crudeli come il 41 bis e l’ergastolo ostativo, la presentazione di una proposta di legge per la trasparenza degli amministratori giudiziari intitolata a Marco Pannella.

In questo peregrinare i militanti e i dirigenti del Partito sono andati a trovare Bruno Contrada all’indomani dell’ennesima perquisizione, peraltro senza mandato, e prima di salutarli ha deciso di iscriversi al Partito.
A Racalmuto sono stati ospiti della Fondazione Leonardo Sciascia e accompagnati dal Sindaco Emilio Messana si sono recati a rendere un omaggio sulla tomba in cui è sepolto insieme alla moglie.

La tappa a Racalmuto è stata anche l’occasione per rilanciare l’azione della “Consulta delle Regioni per gli Stati Uniti d’Europa”. Ma questo chi lo sa?

La risposta è di Maurizio Turco, membro della Presidenza del Partito Radicale:

“Il silenzio con il quale si è nascosta agli occhi dell’opinione pubblica l’iniziativa del Partito Radicale delle #FiammellexFiammetta davanti al Palazzo di Giustizia di Catania ieri sera è semplicemente emblematico.
Fiammetta Borsellino invece dell’onore del dibattito pubblico ha subìto l’onta del silenziamento, come è accaduto a Marco Pannella e al Partito Radicale da decenni e con una apice di violenta recrudescenza nell’ultimo anno e durante questa #CarovanaXlaGiustizia.

È il regime italiano, quello che induce i cittadini a non vedere, non sentire, non parlare; il regime che per sopravvivere ha necessità di criminalizzare territori, comunità, famiglie superando il principio inviolabile della responsabilità personale.

Noi non ci arrendiamo, andiamo avanti, non molliamo ma rilanciamo a partire dalle parole di Fiammetta Borsellino.

Non osiamo immaginare come sarebbe stata questa estate con Marco Pannella, Leonardo Sciascia, Enzo Tortora, Piero Milio e le tante compagne e compagni che non ci sono più e che sulla questione Giustizia hanno investito le loro intelligenze, il loro tempo ed anche denaro per farle vivere.
Due lodevoli eccezioni si distinguono dalla melma della informazione di regime: la dichiarazione del Presidente della Commissione esteri Fabrizio Cicchitto e Massimo Bordin con la sua rubrica su ‘Il Foglio’. Due fiammelle nel deserto italiano, speranze di cambiamento. Noi non molliamo!”

Gli appuntamenti per giovedì 10 agosto della Carovana per la Giustizia:
– ore 11.00: raccolta firme al carcere di Giarre 1° gruppo
– ore 11.00: raccolta firme al carcere di Messina 2° gruppo
– pomeriggio, trasferimento a Capri Leone-Patti
Categorie: Radicali

Il 9 agosto, da Catania, la delegazione del Partito Radicale in Sicilia per la Carovana X la Giustizia, scrive una lettera...

Gio, 10/08/2017 - 11:07
09/08/2017

Cara/o

dal 28 luglio abbiamo dato vita alla seconda carovana per la giustizia con la quale stiamo attraversando la Sicilia e che si concluderà il 15 agosto con una conferenza stampa a Roma davanti al carcere di Regina Coeli, alla quale seguirà una visita al penitenziario.

Il 16 agosto inizierà l'iniziativa nonviolenta promossa da Rita per l'adozione della riforma dell'ordinamento penitenziario.

La carovana ha come obiettivi la raccolta di firme sulla proposta di legge dell'Unione Camere Penali per la separazione delle carriere, e di iscrizioni al Partito Radicale per il raggiungimento entro il 31 dicembre di 3.000 iscritti (ad oggi siamo a 1.535) per evitare la liquidazione del Partito.

Alla fine della carovana avremo raccolto le firme e distribuito il materiale del Partito in tutte le carceri siciliane; nonché organizzato con le Camere Penali territoriali eventi pubblici e raccolto l'iscrizione al Partito di diversi loro dirigenti.

In questo peregrinare siamo andati a trovare Bruno Contrada all'indomani dell'ennesima perquisizione, peraltro senza mandato, e prima di salutarci ha deciso di iscriversi al Partito.

A Racalmuto siamo stati ospiti della Fondazione Leonardo Sciascia e accompagnati dal Sindaco Emilio Messana ci siamo recati a rendere un omaggio sulla tomba in cui è sepolto insieme alla moglie.

La tappa a Racalmuto è stata l'occasione per rilanciare l'azione della "Consulta delle Regioni per gli Stati Uniti d'Europa", un'associazione fondata nel 1988, che si è data degli obiettivi precisi dei quali riceverai presto informazioni.

Per non dire del Sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, che abbiamo incontrato per organizzare il 21 settembre, nella ricorrenza dell'omicidio del giudice Livatino, la proiezione di Spes contra spem - Liberi dentro nel Paese di origine di uno dei responsabili di quella morte e tra i protagonisti del docu-film. Il Sindaco, alla fine dell'incontro, intervistato da Sergio, manifestando da cattolico le sue profonde diversità su alcune campagne radicali, rilascia una forte dichiarazione con la quale annuncia l'iscrizione al Partito.

Ieri sera a Siracusa siamo stati con Massimo Bordin per un dibattito con i Presidenti delle Camere penali di Catania e Siracusa.

Prima di concludere la carovana terremo una iniziativa pubblica a Capo d'Orlando per ricordare Piero Milio, avvocato, senatore, militante del Partito Radicale, amico prematuramente scomparso.

Nel caldo torrido e nelle lunghe distanze siciliane vogliamo ricordare e ringraziare l'avvocato Franco Messina che ci ha ospitato tutti a casa sua, eravamo circa trenta persone, per offrirci un pranzo preparato da sua moglie la signora Vita Maria Galfano.

Detto questo dobbiamo registrare e sottolineare il silenzio assoluto degli organi di informazione nazionali, pubblici e privati; televisivi, radiofonici e cartacei.

Silenzio sulle nostre lotte per la vita del Diritto e dello Stato di Diritto, e per la vita delle lotte del Partito Radicale evidentemente legato al silenziamento forzoso sulla questione Giustizia.

Probabilmente per calcoli e attraverso percorsi politici diversi, oggi sono tutti - ma proprio tutti! - d'accordo che la questione Giustizia non sia più oggetto di dibattito pubblico. Per non parlare della questione penitenziaria il cui rapido fallimento di timide pseudo riforme era stato facilmente preannunciato da Rita.

Il silenzio che ci circonda e soffoca  rischia di essere la pietra tombale dell'unica forza politica che ha come obiettivo prioritario la transizione verso lo Stato di Diritto democratico federalista laico e la riaffermazione dell'Universalità dei diritti umani fondamentali.

Rivendichiamo con forza questa nostra alterità che continuiamo a continueremo a difendere, insieme al resistente antiprotezionista Antonio De Viti De Marco, al resistente liberale Benedetto Croce, ai resistenti democratici antiproporzionalisti Gaetano Salvemini e Luigi Sturzo, ai resistenti federalisti Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni e a Marco Pannella resistente nonviolento che queste e tante altre storie di resistenti ha serbato e fatto vivere per continuare la dura lotta per il Diritto e la Libertà.

Oggi siamo in Sicilia, a Catania, la fine di questa seconda carovana non è che l'inizio della prossima lotta, preannuncio di nuova speranza.

Con Marco ci e ti diciamo, spes contra spem!

Mancano esattamente 144 giorni e poco meno di 1.500 iscritti per assicurare la prosecuzione delle lotte del Partito Radicale. Se ce la faremo dipenderà anche da quello che tu deciderai di fare. È altrettanto vero che basterebbe che ogni iscritto riuscisse a convincere una persona ad iscriversi quest'anno per salvare questo straordinario soggetto politico.

Faremo di tutto affinché si affermi il Diritto oggi negato dei cittadini ad essere informati e quello del Partito ad essere conosciuto; comunque ci terremo in contatto attraverso Radio Radicale, la Ventotene della resistenza alle democrazie reali dilaganti.

Infine, un grazie a Gaetano Grasso, Camillo Romeo ed Emiliano Silvestri che per Radio Radicale stanno dividendo con noi la fatica di documentare le varie attività della carovana e far conoscere vecchi e nuovi iscritti. Nonché un grazie particolare al direttore Alessio Falconio e all'amministratore Paolo Chiarelli che con tutti i giornalisti, tecnici, archivisti continuano a tenere viva Radio Radicale e con i quali dovremo insieme affrontare i prossimi difficilissimi mesi di questo anno.

Grazie a Sheyla Bobba e Valentina Stella che cercano di passare tra le maglie dei media e sui social; e grazie a tutti coloro che continuano a tenere viva la lotta nella quale siamo immersi, per tutti loro ringraziamo Laura Arconti che dalla sua sedia a rotelle e dall'alto dei suoi 92 anni continua imperterrita a non mollare.

Le carovaniere e i carovanieri

Matteo Angioli, Rita Bernardini, Antonella Casu, Antonio Cerrone, Donatella Corleo, Flavio Del Soldato, Sergio D'Elia, Paola Di Folco, Maria Antonietta Farina Coscioni, Franco Giacomelli, Tiziano Giardiello, Ivan Innocenti, Maria Rosaria lo Muzio, Rocco Martino, Ernesto Mauro, Aldo Pazzaglia, Luciano Pentangelo, Maria Laura Turco, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti.

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