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Carceri. Bernardini: pieno appoggio alla proposta di Ristretti Orizzonti di tenere gli Stati Generali delle Carceri presso il Due Palazzi di Padova

Radicali Italiani - Sab, 07/02/2015 - 12:00
07/02/15

La Segretaria di Radicali italiani, Rita Bernardini, appoggia pienamente e convintamente la proposta della redazione di Ristretti Orizzonti – formalizzata con una lettera aperta al ministro della Giustizia - di organizzare gli Stati Generali sulle pene e sul carcere presso la Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova.

"Già con il 'Satyagraha di Natale con Marco Pannella' - ha dichiarato Rita Bernardini - noi radicali abbiamo indicato tra i nostri obiettivi quello di prevedere la partecipazione dei detenuti. Sarebbe infatti un nonsenso fare la fotografia dell’attuale situazione ai fini di prefigurare un futuro di riforma, ascoltando solo 'esperti' ed 'operatori' ma privandosi della voce di coloro che vivono ogni giorno sulla loro pelle la realtà carceraria italiana. E non c’è dubbio che la Casa di Reclusione di Padova, che ha già ospitato in passato il Congresso di Nessuno Tocchi Caino, sia il luogo ideale proprio per l’opera svolta da Ristretti Orizzonti per il reinserimento sociale e civile dei reclusi; opera che si è fatta forte sia del metodo del confronto e del dialogo con il mondo 'fuori delle mura penitenziarie', sia dell’approfondimento e del monitoraggio di ciò che avviene negli oltre 200 istituti penitenziari del nostro Paese".

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Expo: Cappato, governo elude confronto su controllo demografico e Ogm

Radicali Italiani - Sab, 07/02/2015 - 11:55
07/02/15

Dichiarazione di Marco Cappato, Tesoriere dell'associazione Luca Coscioni e Presidente del Gruppo Radicale-federalista europeo a Milano:

"Nella preparazione dei contenuti di Expo 2015, il Governo ed Expo hanno finora escluso due temi fondamentali: crescita demografica e Ogm, perché entrambe le questioni pongono problemi politici che non si vogliono affrontare".

"In particolare, 'nutrire il pianeta' di 10-11 miliardi di persone sarebbe impresa peggio che ardua. Se invece fosse concretamente affermato a livello globale il diritto alla salute riproduttiva e la pianificazione famigliare, la popolazione mondiale sarebbe contenuta su numeri sostenibili. Ma l'alleanza dei fondamentalismi religiosi ha bloccato l'azione delle Nazioni unite, e anche nei 'tavoli di Expo' il tema è ignorato. Così come è finora eluso un aperto e documentato confronto sulle prospettive della ricerca e delle applicazioni nel campo degli Ogm".

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Centro impiego di Ancona - interrogazione parlamentare per il mancato accesso informazioni

Luca Coscioni - Ven, 06/02/2015 - 18:56
Lavoro e disabilità

Atto n. 3-01317

Pubblicato il 21 ottobre 2014, nella seduta n. 334

FUCKSIA , SIMEONI , CATALFO - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per la semplificazione e la pubblica amministrazione. -

 

Premesso che:

 

la legge n. 68 del 1999 rencante "Norme per il diritto al lavoro dei disabili" ha il dichiarato fine di promuovere l'inserimento lavorativo di persone disabili attraverso lo strumento del collocamento mirato, che individua una serie di mezzi tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le capacità lavorative delle categorie protette, allo scopo di creare un reale incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro;

 

ai sensi della citata legge, le imprese che contano più di 15 dipendenti sono obbligate ad assumere persone che abbiano un'invalidità lavorativa superiore al 45 per cento, nella misura di una unità se occupano da 15 a 35 dipendenti, di 2 unità se variano dai 35 ai 50, ovvero il 7 per cento dei dipendenti totali se questi superano il numero di 50;

 

la legge n. 68 del 1999 demanda ai centri per l'impiego il compito e il ruolo di tramite tra imprese e disabile, ricevendo annualmente un elenco dalle imprese nel quale viene evidenziato il numero totale di lavoratori impiegati e la copertura della quota di riserva;

 

i suddetti centri, inoltre, al fine di collocare adeguatamente il soggetto in attesa di lavoro, stilano una graduatoria unica di tutti i richiedenti all'interno della quale vengono inserite le capacità lavorative, le abilità, le competenze, le inclinazioni, nonché la natura e il grado della minorazione;

 

la graduatoria unica dei richiedenti, come gli elenchi, è da considerarsi documento pubblico e, pertanto, visionabile in base all'art. 22 della legge n. 241 del 1990, che sancisce il diritto di accesso ai documenti amministrativi degli interessati, includendo in questa categoria anche i "portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso" ovvero anche le associazioni;

 

considerato che a quanto risulta agli interroganti:

 

il 1° ottobre 2014, il segretario della sezione di Ancona dell'associazione "per la libertà di ricerca scientifica Luca Coscioni", ha denunciato il silenzio, a tutt'oggi persistente, del Centro per l'impiego di Ancona, rispetto ad una richiesta di accesso agli atti formulata per conoscere il grado di attuazione e di osservanza della legge n. 68 del 1999. L'associazione in questione, infatti, il 4 luglio, al fine di monitorare e verificare il rispetto della legge, inoltrava al suddetto centro formale richiesta per ottenere precise informazioni circa: il numero dei soggetti diversamente abili iscritti nell'apposita graduatoria di categorie protette nonché quanti fossero inseriti nel mondo del lavoro; l'elenco delle imprese con il numero dei lavoratori e la quota di riserva coperta, cioè il numero di persone con disabilità assunte rispetto a quelle che dovevano assumere così come previsto dalla legge;

 

l'associazione "per la libertà di ricerca scientifica Luca Coscioni", che tra i suoi fini istitutivi si occupa dei diritti dei disabili, oltre ad appartenere ai soggetti indicati dall'articolo 22 della legge n. 241 del 1990 a cui è riconosciuto il diritto di accesso agli atti amministrativi, fa parte, altresì, dell'elenco dei soggetti legittimati ad agire per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni, in base al decreto ministeriale 30 aprile 2008;

 

considerato inoltre che:

 

il diritto di accesso conoscitivo o informativo, previsto dalla legge n. 241 del 1990, trova fondamento nei principi costituzionali sanciti dall'artt. 97 e 98 della Costituzione, ove si enuncia il principio di buon andamento dei pubblici uffici;

 

la stessa legge n. 241 del 1990 contiene un'importante enunciazione di principio, prevedendo che l'accesso ai documenti, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce un principio generale dell'attività amministrativa, finalizzato a favorire la partecipazione dei privati e ad assicurare l'imparzialità e trasparenza dell'azione amministrativa e attiene ai "livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali", che devono essere comunque garantiti,

 

si chiede di sapere:

 

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti;

 

se risulti quale sia, presso il Centro per l'impiego di Ancona, il numero dei soggetti diversamente abili iscritti nell'apposita graduatoria per le categorie protette, quanti di essi risultino effettivamente inseriti nel mondo del lavoro nonché se siano rispettati i dettami della legge n. 68 del 1999;

 

se non considerino, nei limiti delle proprie attribuzioni, di dover verificare quali siano i motivi per cui non sia stato consentito all'Associazione "per la libertà di ricerca scientifica Luca Coscioni" un immediato accesso ai documenti amministrativi richiesti;

 

se non ritengano, per quanto di competenza, di dover intervenire al fine di consentire l'immediato accesso agli atti all'associazione richiedente considerando che il Centro per l'impiego di Ancona con il suo diniego, a parere degli interroganti, non rispetta i principi costituzionali enunciati nonché la normativa vigente sulla trasparenza ed il diritto di accesso agli atti.

 

Risposta interrogazione nella seduta del  4  febbraio 2015 

PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-01317 sulla tutela del diritto al lavoro delle persone disabili in provincia di Ancona.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

TOCCAFONDI, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, gli onorevoli interroganti - con il presente atto parlamentare - richiamano l'attenzione del Governo sulla richiesta di accesso agli atti formulata dall'associazione «Luca Coscioni» al centro per l'impiego di Ancona al fine di conoscere lo stato dell'attuazione della legge n. 68 del 1999 sul diritto al lavoro dei disabili.

 

Al riguardo, rappresento che la Provincia di Ancona - espressamente interpellata sulla questione dai competenti uffici del Ministero del lavoro e delle politiche sociali - ha reso noto che il centro per l'impiego di Ancona ha dato seguito alle istanze di accesso agli atti presentate, il 4 luglio 2014 e il 20 ottobre 2014, dall'associazione «Luca Coscioni», con nota del 4 novembre 2014.

 

Nello specifico, il predetto centro per l'impiego ha comunicato che, al 31 dicembre 2013, risultavano essere 1.997 i disabili iscritti nella graduatorie previste dalla legge n. 68 del 1999, sebbene solo una parte di essi era interessata all'inserimento in azienda.

 

Erano, invece, 52 i soggetti iscritti nelle graduatorie previste dal comma 2 dell'articolo 18 della legge n. 68 del 1999 (profughi, orfani, coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio).

 

Il centro per l'impiego di Ancona ha, inoltre, precisato che, alla data del 27 ottobre 2014, sono stati effettuati nelle aziende obbligate un numero di inserimenti di lavoratori disabili, tramite assunzioni e tirocini, pari a: 224 per l'anno 2010; 199 per l'anno 2011; 173 per l'anno 2012; 144 per l'anno 2013; 157 per l'anno 2014.

 

Pertanto, la questione segnalata dall'onorevole interrogante ha già ottenuto una soluzione positiva nei termini pocanzi rappresentati.

 

Per completezza d'informazione, inoltre, passo ad illustrare gli ulteriori dati -aggiornati al 31 dicembre 2014 - forniti dal competente centro per l'impiego di Ancona in ordine alle tematiche in esame. In particolare, il predetto centro per l'impiego ha comunicato che - al 31 dicembre 2014 - risultano essere 2.253 i disabili iscritti nella graduatoria prevista dalla legge n. 68 del 1999, mentre 62 sono i soggetti iscritti nelle graduatorie previste dal comma 2 dell'articolo 18 della legge n. 68 del 1999. Informo altresì che, ad oggi, presso il centro per l'impiego di Ancona prosegue l'attività di collocamento obbligatorio per l'anno 2014 attraverso lo strumento della selezione.

 

Da ultimo, non posso che ribadire l'attenzione riservata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali al tema delle disabilità ed, in particolare, a quello del collocamento mirato dei disabili.

 

FUCKSIA (M5S). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

FUCKSIA (M5S). Signor Presidente, ringrazio il Sottosegretario per la sollecita risposta alla mia interrogazione, anche se mi lascia parzialmente soddisfatta. Purtroppo, il tema dell'inserimento lavorativo delle persone disabili nel nostro Paese è una questione che urge soluzioni.

 

Partiamo da alcuni numeri relativi proprio alla provincia di Ancona, di cui lei ha parlato. Nella famosa documentazione consegnata dal centro per l'impiego di Ancona al segretario dell'associazione «Luca Coscioni», peraltro 5 mesi dopo la sua richiesta, emergono dati allarmanti sul rispetto della legge n. 68 del 1999: nel settore privato, per l'anno 2014, su 273 persone invalide da assumere per obbligo di legge, ne sono state inserite solo 116; per il pubblico non abbiamo dati chiari, dunque non è possibile precisare gli inserimenti effettuati. Il problema, però, non è limitato alla Provincia di Ancona, ma è purtroppo di carattere nazionale; non sono io a dirlo, ma gli ultimi dati della 7a relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge n. 68 del 1999 per gli anni 2012-2013. Il documento ci consegna un quadro sconfortante: si riconferma che su 267.000 iscritti in elenco fino al 2013, abbiamo un trend di inserimento negativo, come testimoniano anche i dati riferiti dal Sottosegretario. Stiamo parlando di una forza lavoro inutilizzata, che potrebbe incidere sulla crescita del nostro Paese. Infatti, l'Organizzazione internazionale per il lavoro (ILO), nel suo rapporto 2012 sull'occupazione, segnalava che il non impiego dei portatori di handicap fa perdere complessivamente dall'1 al 7 per cento del PIL mondiale. Questo è un potenziale di capitale umano sprecato che, oltre a far perdere punti sul PIL, rappresenta per l'Italia un costo sociale non trascurabile!

 

L'Italia deve impegnarsi su questo tema e subito. Ricordo, inoltre, che il 4 luglio 2013 la Corte di giustizia europea ha condannato il nostro Paese per non aver adottato regole che garantiscono un adeguato inserimento professionale delle persone disabili. La Corte ha definito parziale ed insufficiente la nostra normativa a tutela dei lavoratori disabili. Siamo nel 2015 e nulla è stato fatto. Faccio presente la legge quadro n. 104 del 1992, la legge n. 381 del 1991 sulla disciplina delle cooperative sociali, la legge n. 68 del 1999, la legge n. 216 del 2003 per la parità di trattamento in materia di occupazione, ma siamo ancora carenti.

 

Signor Sottosegretario, le chiedo, dunque, di sollecitare il suo Ministero ad adeguare quanto prima la normativa italiana agli standard europei di tutela del lavoro delle persone disabili. L'Italia non ha bisogno di un'altra procedura di infrazione e sopratutto di altre multe salate da corrispondere all'Europa. Naturalmente, non bisogna fermarsi ad una rivisitazione normativa; bisogna promuovere una cultura ed una promozione della tutela dei disabili e soprattutto una politica nazionale che investa e valorizzi il lavoro dei disabili. Il nostro Paese non può continuare a sprecare importanti risorse e con esse preziose opportunità importanti anche per la ripresa.

 

PRESIDENTE. Lo svolgimento di interpellanze e di interrogazioni all'ordine del giorno è così esaurito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Data: Mercoledì, 4 Febbraio, 2015 - 12:00Città: RomaIndirizzo: Senato della RepubblicaOrganizzatore: Parlamento
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Ancona - negato il diritto al lavoro dei disabili

Luca Coscioni - Ven, 06/02/2015 - 18:05
Ancona - negato il diritto al lavoro dei disabiliVivere Ancona4 Feb 2015Giampaolo MilziLavoro e disabilità

Disabili, troppi posti di lavoro negati. Nero il bilancio dei dati del Centro per l'impiego di Ancona

 

Non rispettata la legge 68 del 1999 sull’inserimento occupazione mirato Nel settore pubblico ben 233 scoperture sulle 915 imposte (il 24,46%), mentre in quello privato mancano all’appello 273 assunzioni su 628 (43,47%). Maglia nera a comparto sanitario, ministeriale, Regione e Provincia Disabili e occupazione, fatta la legge trovato l’inganno.

E già, perché si sentono così, ingannati, beffati, discriminati, i portatori di handicap, anche quelli residenti nell’area territoriale di competenza del Centro per l’impiego di Ancona (Cpi). Perchè quella legge, in teoria benemerita, la n° 68 del 1999, fu approvata proprio per consentire un loro inserimento occupazionale mirato. E invece su un totale di 915 posti che avrebbero dovuto essere già stati loro assegnati ai disabili nel settore pubblico, si contano ben 233 scoperture sulle 915 imposte (il 24,46%), mentre in quello privato mancano all’appello 273 assunzioni sulle 628 previste dalla normativa (43,47%). Se non trovato l’inganno, la stessa normativa ha prestato il fianco a “sconti” e dilazioni. Il dato riguardante il privato va “alleggerito” infatti da un lato perché per 39 imprese l’obbligo d’assunzione è sospeso in quanto colpite da stato di crisi (cassa integrazione, fallimenti, concordati, mobilità incorso, gli esempi più ricorrenti), dall’altro perché altre16 si sono impegnate, in base ad un accordo col Cpi, ad 89 assunzioni di disabili spalmate negli anni (alcune entro il 2015, altre entro il 2016, una entro il 2018). Un bilancio comunque indegno di un paese civile, l’Italia, che all’art. 1 della sua Costituzione si dichiara “Repubblica fondata sul lavoro”. Un bilancio che è stato reso pubblico, tra l’altro, non senza difficoltà (solo burocratiche?) e solo grazie alle reiterate e pressanti richieste della cellula di Ancona dell’associazione Luca Coscioni. Che alla fine, dopo molti mesi, ha ottenuto un trasparente impegno da parte dell’ente Provincia nel diffondere i dati archiviati nella sede anconetana del Cpi. Dati aggiornati al 28 ottobre 2014 per il settore privato e al 31 dicembre 2013 per quello pubblico. In teoria dovrebbe essere il settore pubblico a dare l’esempio. Ma non è così.

La prima maglia nera, su 58 soggetti complessivamente censiti, la indossa paradossalmente il comparto sanitario baricentrico su Ancona: con l’Asur Marche in difetto per 63 scoperture su 215 assunzioni dovute, l’Azienda Ospedali Riuniti con 77 su 179, l’Inrca con 14 su 33. La seconda va alle sedi ministeriali: 8 mancate assunzioni su 15 per gli Interni, 7 su 13 per la Difesa, 10 su 15 per Beni e attività culturali. Maglie scure anche per la Regione Marche, in deficit di 12 scoperture su 72, e per l’ente Provincia di Ancona, con posti negati a 5 disabili su 30 aventi diritto. Promossi in genere i Comuni: sui 21 monitorati, solo 5 risultano non in regola con l’art 3 della legge 68/99, con solo 2 scoperture per quello di Ancona su 54 posti da garantire, una su un posto per Cupramontana, Fabriano e Polverigi; ma con la grave eccezione di quello di Jesi, che è in regola con la legge a metà, visto che deve assumere ancora 10 soggetti sui 20 d’obbligo. Nell’area del privato sono state censite 111 attività imprenditoriali, alle quali sono imposte quote diverse a seconda che abbiamo da 15 a 36 dipendenti, da 36 a 50, o oltre 50 (dispensate quelle sotto i 15). Molte le grandi aziende sospese dall’obbligo a causa di crisi, alcuni esempi: ad Ancona il Corriere Adriatico, Fincantieri, CNR; e poi l’Api e Aerdorica di Falconara Marittima, Banca dell’Adriatico, Fag di Osimo, Telecom. E molte, anch’esse grandi, quelle impegnatesi a mettersi in regola con le assunzioni: come Acraf Angelini e Impresa Verde Marche ad Ancona; Guerini, Garofoli, Gidea e Comelit srl a Castelfidardo; LM F.lli Monticelli e Sogemi di Osimo.

Complessivamente, nel triangolo industriale a sud di Ancona ci sono molti casi di mancato rispetto della legge “senza se e senza ma”. Alcuni esempi: 1 caso di irregolarità a Castelfidardo, quello della Silga spa con 6 scoperture su 17, 2 casi a Camerano, riguardanti la Giorgio Prati, con 3 mancate assunzioni su 4, e la Roccheggiani spa con 3 su 8; legge “dimenticata” anche dalla Fietramosca spa di Agugliano e dalla Geo spa con sede centrale a Roma, entrambe con 3 su 5 (come riportato dal sito dell'associazione Luca Coscioni ndr). “Questi dati denunciano in modo evidente la negazione ai disabili del fondamentale diritto al lavoro”, commenta Renato Biondini, segretario della cellula Ancona dell’associazione Luca Coscioni. E si chiede: “I sindacati hanno qualcosa da dire? Com’è possibile che avvenga tutto questo nel silenzio e nell’omertà generale? Perché gli uffici provinciali preposti non riescono a far rispettare le prescrizioni della legge 68 sull’inserimento lavorativo dei disabili?” Poi un’accusa alle associazioni dei disabili: “Quelle che sapevano hanno taciuto, chissà come mai...”. “Noi non ci rassegniamo a questa situazione di illegalità – continua Biondini - a questa congiura del silenzio, perché si tratta di una iniquità che va contro la nostra Carta Costituzionale, il diritto comunitario, la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, le leggi dello Stato italiano e la giustizia sociale. Se la normativa va cambiata si cambi, ma non può essere disattesa!” Infine un appello: “Ci rivolgiamo a tutti i cittadini e in particolare alle persone con disabilità: ribelliamoci a questa situazione di illegalità, dobbiamo denunciare il comportamento di quelle istituzioni che negano i nostri diritti, non siamo sudditi ma cittadini, la legge è dalla nostra parte, facciamoci sentire!”.

 

di Giampaolo Milzi
    redazione@vivereancona.it

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Siamo tornati a chiedere un impegno a Laura Boldrini

Luca Coscioni - Ven, 06/02/2015 - 17:26
Siamo tornati a chiedere un impegno a Laura BoldriniMarco Cappato, Filomena Gallo, Mina Welby6 Feb 2015Eutanasia

Gentile Presidente Boldrini,

torniamo a rivolgerci a Lei riguardo alla nostra proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e l'interruzione delle terapie.

Dopo i richiami del Presidente della Repubblica Napolitano, oggi anche il Presidente del Consiglio di Stato Giovannini ha richiamato la necessità di una legge.

Nel messaggio da Lei rivolto al Congresso dell'Associazione Luca Coscioni di settembre 2014 abbiamo apprezzato il Suo impegno a porre la questione della calendarizzazione delle proposte di legge di iniziativa popolare (depositata a settembre 2013) alla Conferenza dei Capigruppo.

Purtroppo, né la Conferenza dei Capigruppo né le Commissioni competenti hanno deciso di avviare la discussione della legge popolare. Dopo un anno e mezzo di attesa, ci pare che si rendano necessarie iniziative straordinarie per garantire quanto da Lei stessa evocato nel Suo messaggio: "il rispetto del dettato costituzionale e delle decine di migliaia di cittadini che, firmando, hanno espresso attiva partecipazione alla vita democratica".

Per interrompere il mancato rispetto del dettato costituzionale, Le proponiamo di attivare l'art. 25 comma 6 del Regolamento della Camera, il quale nella sua seconda parte recita: "Il Presidente della Camera può inoltre, quando lo ritenga necessario, convocare una o più Commissioni, fissandone l'ordine del giorno. Di tali iniziative dà notizia all'Assemblea". Le chiediamo, dunque, di convocare le due Commissioni competenti nel merito fissando come punto all'ordine del giorno la discussione sulla legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e il pieno riconoscimento del testamento biologico.

Rimaniamo a Sua disposizione per approfondire questa proposta,

Marco Cappato, promotore campagna Eutanasia Legale
Filomena Gallo, segretario Associazione Luca Coscioni
Mina Welby, co-presidente Associazione Luca Coscioni

(La lettera è stata pubblicata domenica 8 febbraio sulle pagine del Garantista

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Due mamme. Guaiana (Certi Diritti) e Magi (Radicali Italiani): Roma capitale indiscussa dei diritti

Radicali Italiani - Ven, 06/02/2015 - 11:11
06/02/15

"Roma ha finalmente trascritto l'atto di nascita di un bambino con due genitori dello stesso sesso, due mamme in questo caso. Era da tempo che auspicavamo una posizione chiara e con atti concreti in questo senso. Trascrivere le nascite di bambini di coppie omosessuali, che hanno contratto matrimonio in altri paesi, come figli di entrambi è un atto che garantisce il principio di tutela della genitorialità contenuta nella Costituzione italiana e nelle normative europee".

Così Riccardo Magi, consigliere comunale capitolino e presidente di Radicali Italiani, che per settimane ha seguito la questione aiutando Alexander Schuster, il legale della coppia, che collabora da tempo con l'Associazione Radicale Certi Diritti e con Famiglie Arcobaleno.

Solo poche settimane fa la Corte d'Appello di Torino aveva emesso un'ordinanza in cui si chiedeva agli uffici dello stato civile della città di provvedere, nell'interesse del figlio minore di due donne divorziate, alla trascrizione dell'atto di nascita.

"Registro delle unioni civili e trascrizione dell'atto di nascita: in pochi giorni Roma ha messo a segno due colpi che le valgono il titolo indiscusso di capitale dei diritti" aggiunge Yuri Guaiana, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti. "L'aspetto più importante di questa iniziativa è che avviene per iniziativa dell’amministrazione comunale e non in esecuzione di un provvedimento giudiziale: a differenza del Comune di Torino che ha dato esecuzione a una sentenza che vale solo per il caso specifico, Roma Capitale ha modificato la propria prassi amministrativa garantendo d'ora in poi le trascrizioni dei certificati stranieri riportanti due genitori dello stesso sesso. È importante rilevare che, a differenza di quanto avvenuto con la trascrizione dei matrimoni fra due persone dello stesso genere nel mese di ottobre 2014, in questo caso l’atto è stato compiuto direttamente dall’amministrazione comunale e non dal sindaco Ignazio Marino. Quello del Comune di Roma è un atto politico serio e di grande coraggio che surclassa un Parlamento fermo al 1975 in materia di Diritto di Famiglia".

"Adesso - concludono Guaiana e Magi - si provveda subito a livello nazionale con una buona legge che riconosca a tutte le forme familiari gli stessi diritti e doveri e una pluralità di istituti tra i quali tutti possano scegliere liberamente per organizzare la propria vita affettiva".

La copia dell’atto di nascita (trascritto in forma anonima).

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Eutanasia, i Radicali ci riprovano: vogliono una legge sulla dolce morte

Luca Coscioni - Ven, 06/02/2015 - 10:56
Eutanasia, i Radicali ci riprovano: vogliono una legge sulla dolce morteSecolo d'Italia6 Feb 2015Roberta PerdicchiEutanasia

La crisi? L’economia? Le tasse? No, la priorità politica, per qualcuno, è la dolce morte. Il Parlamento “discuta la legge popolare sull’eutanasia”, torna alla carica il radicale Marco Cappato, dell’Associazione Coscioni, annunciando che andrà in onda questa sera un servizio delle trasmissione Le Iene che include le testimonianze di tre persone malate affette da diverse patologie – Luigi Brunori (Sla), Walter Piludu (Sla) e Ida Rescenzo (Distrofia muscolare) – che chiedono di poter scegliere, quando sarà il momento, l’eutanasia, e che informa sulla campagna dell’Associazione Luca Coscioni per l’eutanasia legale. Dopo il video-appello al Parlamento con 70 personalità del mondo della cultura e della politica, oltre a medici, infermieri e malati, è oggi in rete su Youtube un video di Cappato, promotore della campagna EutanaSiaLegale: «’Ogni giorno che passa senza una buona legge sull’eutanasia – afferma rivolgendosi ai parlamentari – significa malati terminali in più che si suicidano nelle condizioni più atroci. Noi vogliamo sostituire l’eutanasia clandestina con le regole, le buone regole dell’eutanasia legale. C’è una proposta di legge di iniziativa popolare che aspetta, che vi aspetta, dal settembre 2013. È ora di discuterne anche perché la gente, i cittadini sono già pronti e adesso è il vostro turno».

Il no del Papa ad aborto ed eutanasia

La posizione dei radicale è isolata, in Parlamento, se non con delle sponde a sinistra, mentre il fronte trasversale dei cattolici difficilmente lascerà spazio a iniziative favorevoli all’eutanasia. La posizione del Papa, in questo senso, è chiarissima. «Il pensiero dominante – aveva detto due mesi fa Bergoglio incontrando nell’Aula Paolo VI i membri dell’Associazione Medici Cattolici Italiani in occasione del 70esimo anniversario di fondazione – propone a volte una “falsa compassione”: quella che ritiene sia un aiuto alla donna favorire l’aborto, un atto di dignità procurare l’eutanasia, una conquista scientifica “produrre” un figlio considerato come un diritto invece di accoglierlo come dono; o usare vite umane come cavie di laboratorio per salvarne presumibilmente altre». Da qui l’invito ai medici ad essere capaci anche di «scelte coraggiose» , fino ad arrivare «all’obiezione di coscienza».

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Finevita: "Giovannini ha ragione serve una legge, ma i parlamentari latitano, nonostante Napolitano"

Luca Coscioni - Gio, 05/02/2015 - 17:17
Finevita: "Giovannini ha ragione serve una legge, ma i parlamentari latitano, nonostante Napolitano"Marco Cappato5 Feb 2015Eutanasia

Dichiarazione di Marco Cappato, Radicale, Promotore della campagna EutanaSIALegale e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni

Milano, 5 febbraio 2015
Ha ragione il presidente del Consiglio di Stato, Giorgio Giovannini: il tema del fine vita non può essere lasciato alle decisioni dell''autorità giudiziaria ma necessita di un intervento del legislatore.
Il problema è che i Parlamentari rifiutano persino il dibattito. Da quando abbiamo depositato la nostra proposta di legge di iniziativa popolare, nel settembre 2015, non abbiamo trovato nemmeno un gruppo politico disposto a inserire quella legge tra quelle delle quali si chiede la discussione. Il Parlamento latita, nonostante i richiami dell'allora Presidente della Repubblica Napolitano, nel 2006 e nel 2014. 
L'assenza di una legge ha come conseguenza quella di consegnare all'arbitrarietà assoluta il rispetto del diritto costituzionale alla salute e quello alla libertà di interrompere un trattamento sanitario. La nostra proposta mira a superare tale arbitrarietà attraverso il pieno rispetto dell'autodeterminazione individuale su eutanasia e interruzione delle terapie. E' ora che il Parlamento si faccia vivo.

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Finevita: Cappato, Giannini ha ragione serve una legge, ma i parlamentari latitano, nonostante Napolitano

Radicali Italiani - Gio, 05/02/2015 - 17:17
05/02/15

Dichiarazione di Marco Cappato, Radicale, Promotore della campagna EutanaSIALegale e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni:

"Ha ragione il presidente del Consiglio di Stato, Giorgio Giovannini: il tema del fine vita non può essere lasciato alle decisioni dell''autorità giudiziaria ma necessita di un intervento del legislatore".

"Il problema è che i Parlamentari rifiutano persino il dibattito. Da quando abbiamo depositato la nostra proposta di legge di iniziativa popolare, nel settembre 2015, non abbiamo trovato nemmeno un gruppo politico disposto a inserire quella legge tra quelle delle quali si chiede la discussione. Il Parlamento latita, nonostante i richiami dell'allora Presidente della Repubblica Napolitano, nel 2006 e nel 2014". 

"L'assenza di una legge ha come conseguenza quella di consegnare all'arbitrarietà assoluta il rispetto del diritto costituzionale alla salute e quello alla libertà di interrompere un trattamento sanitario. La nostra proposta mira a superare tale arbitrarietà attraverso il pieno rispetto dell'autodeterminazione individuale su eutanasia e interruzione delle terapie. È ora che il Parlamento si faccia vivo".

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40 anni di storia radicale all'asta

Radicali Italiani - Gio, 05/02/2015 - 16:56
05/02/15

Domenica 8 febbraio 2015, dalle ore 14:30, l'Associazione Enzo Tortora Radicali Milano inaugura ufficialmente la nuova sede di via Sebastiano del Piombo 11.

"Per festeggiare questo importante traguardo, abbiamo deciso di organizzare un grande evento di autofinanziamento: 40 Anni di Storia Radicale all'Asta.
Metteremo in vendita, al miglior offerente, i manifesti che abbiamo trovato e recuperato dagli archivi Radicali Milanesi e metteremo in mostra quei manifesti, oramai pezzi unici, che hanno fatto la Storia Radicale non solo milanese, dagli inizi in Corso di Porta Vigentina fino a oggi.
I manifesti coprono quasi 40 anni di Storia Politica nazionale – con alcuni gioielli che risalgono alla metà degli anni '60 - e sarà, quello che vogliamo offrirvi, un ineguagliabile viaggio nella Storia".

Come ha scritto Repubblica, nell'articolo di Matteo Pucciarelli, del 6 gennaio 2015:
"Discretamente teatrali, decisamente piantagrane, molta invettiva e molta inventiva, a volte profetici, spesso litigiosi. 'Laici, liberali, socialisti, verdi' recitava uno degli ultimi slogan radicali: di tutto, di più. La nuova sede dell'Associazione Enzo Tortora, proseguimento ideale della storica sezione di Porta Vigentina, è un seminterrato di 70 metri. Accatastati e da rimettere a posto ci sono libri, relazioni congressuali, appunti e manifesti politici che partono dagli Anni '70. Da quando, sempre in Vigentina, Adele Faccio ed Emma Bonino praticavano gli aborti clandestini, prima che arrivasse la legge del 1978: lo sapevano a tutti, «a volte c'era la fila fuori dalla porta».
L'articolo completo, con le immagini dei pezzi unici che non potranno essere venduti, a questo link.

"Se volete quindi portarvi a casa e incorniciare anche questa Storia Radicale, non potete non essere dei nostri".

"Tutti i manifesti che verranno messi all'asta, sono visionabili sul sito dell'Associazione Enzo Tortora  – Chi Siamo – L'Associazione – Manifesti Storici e sono tutti suddivisi per anno, con una breve descrizione e con la base d'asta che è stata decisa dalla Giunta della Tortora nel corso dell'ultima riunione di lunedì 2 febbraio 2015. Potete anche ottenere tutte le informazioni direttamente dall'evento Facebook a questo link e tenendo sempre sotto controllo la pagina Facebook dell'Associazione (link) dove pubblicheremo le notizie in tempo reale".

"Si potrà partecipare all'asta sia di persona, nei locali dell'Associazione Enzo Tortora Radicali Milano, via Sebastiano Del Piombo 11, Milano, dalle ore 14:30 di domenica 8 febbraio 2015, oppure da remoto, in collegamento hangout, all'indirizzo che vi forniremo nei prossimi giorni.
I rialzi saranno di 5€ sulla base d'asta e saranno possibili sia via live chat che via telefono.
Per ogni ulteriore informazione, non esitate a chiamare il Segretario Barazzetta 392.9727566 o il Tesoriere Bonvicini 333.7927942, o a scriverci a radicalimilano@gmail.com".

"Per coronare una giornata di autofinanziamento e brindare all'inaugurazione della Nuova Sede dell'Associazione Enzo Tortora Radicali Milano, un buffet offerto da tutta la Tortora sarà a disposizione dei partecipanti alla fine della giornata".

"Ci auguriamo di vedervi partecipare numerosissimi!"

40 Anni di Storia Radicale all'Asta
Domenica, 8 febbraio 2015, ore 14:30
Associazione Enzo Tortora Radicali Milano
Via Sebastiamo del Piombo 11
Milano

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Eutanasia, Farina Coscioni: ottimo presidente del Consiglio di Stato Giovannini. Opportuno e pertinente il suo richiamo al fine vita, la classe politica si assuma, finalmente, le sue responsabilità

Radicali Italiani - Gio, 05/02/2015 - 15:30
05/02/15

Dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni membro del Comitato Nazionale di Radicali italiani:

“Ringrazio il presidente del Consiglio di Stato Giorgio Giovannini che in apertura dell’Anno Giudiziario della Giustizia Amministrativa ha rivolto un richiamo, opportuno e pertinente, all’intera classe politica e ha ricordato che sulle questioni del fine vita è urgente un intervento del legislatore; ha ragione il presidente Giovannini: sono problematiche che non devono e non possono essere lasciate alle sole determinazioni dell'autorità giudiziaria. Ricordo che in più occasioni anche il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano ha sollecitato in questo senso il Parlamento e la classe politica.  Voglio sperare e credere che finalmente si sappiano e si vogliano raccogliere questi autorevoli appelli e ci si assuma quelle responsabilità da cui da troppo tempo, dolosamente, ci si è voluti dimettere”.

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Eutanasia: stasera servizio su Le Iene. Cappato su youtube: "il Parlamento discuta la legge popolare"

Luca Coscioni - Gio, 05/02/2015 - 13:31
Eutanasia: stasera servizio su Le Iene. Cappato su youtube: "il Parlamento discuta la legge popolare"Ass. Coscioni5 Feb 2015Eutanasia

EUTANASIA: STASERA SERVIZIO "LE IENE". CAPPATO SU YOUTUBE: "IL PARLAMENTO DISCUTA LA LEGGE POPOLARE".

 

Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni

 

Milano, 5 febbraio 2015

Andrà in onda questa sera il servizio delle trasmissione "Le Iene" (ore 21 Italia1) che include le testimonianze di tre persone malate affette da diverse patologie - Luigi Brunori (Sla), Walter Piludu (Sla) e Ida Rescenzo (Distrofia muscolare) -  che chiedono di poter scegliere, quando sarà il momento, l'eutanasia, e che informa sulla campagna dell'Associazione Luca Coscioni per l'eutanasia legale.

Dopo il video-appello al Parlamento con 70 personalità del mondo della cultura e della politica, oltre a medici, infermieri e malati, è oggi in rete su Youtube (link) un video con le seguenti dichiarazioni del promotore della campagna EutanaSiaLegale, Marco Cappato:

"Onorevoli parlamentari, ogni giorno che passa senza una buona legge sull'eutanasia significa malati terminali in più che si suicidano nelle condizioni più atroci. Noi vogliamo sostituire l'eutanasia clandestina con le regole, le buone regole dell'eutanasia legale. C'è una proposta di legge di iniziativa popolare che aspetta, che vi aspetta, dal settembre 2013. È ora di discuterne anche perché la gente, i cittadini sono già pronti e adesso è il vostro turno."

 

Inoltre, continua a non esserci nessun dibattito televisivo in prima serata durante il quale possano essere messe a confronto le diverse posizioni sul tema del fine-vita. Già lo scorso anno Marco Cappato e Filomena Gallo hanno inviato una lettera al Presidente e al Direttore generale della Rai, Tarantola e Gubitosi, e al Presidente della Commissione di Vigilanza Fico in cui hanno sottolineato che “La questione del fine vita rappresenta tema di rilevanza politica e sociale cancellato dal servizio pubblico radiotelevisivo. Ciò vale sia per i Tg che per i grandi contenitori di approfondimento politico. Al di là del più generale obbligo alla correttezza e completezza dell'informazione, riteniamo che il servizio pubblico abbia una missione in più, cioè quella di collegare la società alla vita delle istituzioni e della politica, in particolare laddove tale collegamento si può effettuare a partire dall'attivazione di strumenti di iniziativa popolare previsti dalla Costituzione”.

 

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Racconto a due voci sul primo dispensario italiano di cannabis terapeutica

Luca Coscioni - Gio, 05/02/2015 - 11:01
Racconto a due voci sul primo dispensario italiano di cannabis terapeuticawww.west-info.eu/5 Feb 2015Sabato AngieriCannabis terapeutica

Per capire come e perché la Toscana è diventata il primo dispensario italiano di marijuana a uso terapeutico West ha intervistato Francesco Crestani, presidente di “Act” (Associazione Cannabis Terapeutica) e Marco Perduca, ex-senatore e collaboratore dell’associazione “Luca Coscioni”.

Com’è la situazione in Italia e come si è arrivati alla decisione del governo regionale di Firenze?

Perduca – In realtà, dopo la Toscana nel 2012, altre sette regioni hanno approvato una legge sull’uso di cannabinoidi a scopo terapeutico. La grande novità di questa settimana è che la Toscana, a differenza di tutte le altre, ha concluso l’iter necessario da seguire dopo l’approvazione della legge: stilare il regolamento che stabilisce quali sono le malattie per le quali sono prescrivibili questi nuovi farmaci e, in secondo luogo, trovare i fondi che permettano al cittadino di scaricare la ricetta sul sistema sanitario nazionale. Ora sembra che anche Piemonte, Umbria e Abruzzo si stiano muovendo su questa strada

La cannabis utilizzata nei medicinali verrà prodotta in Italia?

Perduca – A settembre dello scorso anno, il Ministero della Sanità e quello della Difesa hanno firmato un protocollo che dà la possibilità all’avvio di processi pilota di studio e di applicazione delle medicine a base di cannabinoidi alle aziende farmaceutiche e agli istituti di ricerca che ne faranno richiesta. In questo primo caso, grazie al materiale raccolto e all’esperienza maturata al CRA-CIN di Rovigo, le competenze verranno trasferite all’Istituto Militare Farmaceutico di Firenze e la produzione sarà interamente seguita dall’esercito

Quali farmaci saranno disponibili e da cosa sono composti?

Crestani – Al momento c’è un solo farmaco a base di cannabis riconosciuto dall’l'Agenzia Italiana del Farmaco: è il “Sativex”. Ma è costoso e scarsamente reperibile perché lo produce un’unica casa farmaceutica che ne detiene il brevetto. Ecco perché a Firenze, invece, ci si dovrebbe concentrare sulla nuova generazione di farmaci, chiamati Bedrocan, prodotti direttamente dalle infiorescenze della pianta (come la Marijuana) dove tutte le proprietà terapeutiche sono presenti in quantità maggiori. Questo può essere somministrato in vari modi: attraverso la preparazione di un decotto, vaporizzata con un apparecchio simile all’aerosol o in gocce di olio estratto. Tra l’altro, le ricerche più recenti si stanno orientando verso un particolare principio attivo della cannabis, il CBD, che non è psicoattivo ma ha lo stesso effetto analgesico oltre ad essere un anti-epilettico e anti-psicotico naturale contrastando gli effetti del THC.

- A che punto è la ricerca in Italia ?

Crestani – Nel nostro paese la ricerca scientifica sui cannabinoidi, ad esempio nella terapia del dolore, è una delle più avanzate nel mondo. Tra i più importanti ricercatori mondiali in questo campo, molti sono connazionali. Mentre nella ricerca clinica continuiamo ad arrancare.

- Come si spiega questa dicotomia?

Crestani – Forse alcune aziende credono che impegnarsi attivamente nella sperimentazione potrebbe causare danni alla propria immagine. Visto che il dibattito in Italia è spesso schiacciato su posizioni ideologiche che confondono l’uso terapeutico e quello ludico dei cannabinoidi.

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Catasto Rifiuti, Bolognetti: Siamo al paranormale!

Radicali Italiani - Mer, 04/02/2015 - 20:59
04/02/15

Gazzetta del Mezzogiorno, 4 febbraio 2015 

Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani e Giunta Radicali Italiani:

Arpab, ultima frontiera. Questi sono i viaggi di un cittadino lucano alla ricerca di nuove forme di vita e di legalità all’interno degli uffici pubblici lucani.  Ecco, potrei iniziare il mio racconto, dedicato all’ennesima vicenda che ha per protagonista la nostra Agenzia per l’ambiente, parafrasando il capitano Picard della nave interstellare Enterprise. Peccato che a noi altri non tocchino affascinanti viaggi nello spazio, ma kafkiane vicende che svelano il volto di una P.A. allo sbando e che continua a non onorare come dovrebbe leggi e convenzioni che tutelano il diritto alla conoscenza dei cittadini di questo Paese.

Il carteggio intercorso tra me e l’Arpa lucana, avente per oggetto la gestione del cosiddetto “Catasto rifiuti”, fa capire perché il rapporto Ispra sui rifiuti speciali e pericolosi venga pubblicato ogni 4-5 anni anziché con cadenza annuale.

Il “catasto rifiuti” è stato istituito dall’art. 3 della legge 397/1988; in base a quanto chiarito dall’art.189 del Codice dell’Ambiente, esso è articolato in una sezione nazionale, gestita da Ispra, e in sezioni regionali istituite presso le Arpa. Il Catasto, sempre in base a quanto è dato leggere nel dispositivo del sopra citato art. 189, dovrebbe assicurare un quadro conoscitivo completo e costantemente aggiornato sui rifiuti prodotti nel nostro Paese.

Come detto “dovrebbe”, ma come apparirà chiaro dalla storia che mi accingo a raccontare i Catasti regionali sono tutt’altro che costantemente aggiornati e ben lungi dell’offrire un quadro conoscitivo completo.

Nella nostra Basilicata, per esempio, può succedere che l’impiegato che gestiva il Catasto “scappi” con password e documenti di rilevante interesse pubblico e che la cosa venga appurata solo dopo due mesi a seguito di una richiesta di accesso agli atti finalizzata a poter acquisire informazioni sui rifiuti speciali e pericolosi prodotti da Eni Spa.

No, non è la sceneggiatura del solito B movie natalizio, ma quanto emerge dalla surreale risposta che il direttore di Arpa Basilicata ha messo nero su bianco per corrispondere a una mia formale richiesta inoltrata nel novembre del 2014(sigh!!!).

Scrive infatti il dottor Schiassi in una missiva datata 30 gennaio 2015: “Si è appreso solo recentemente di modifiche operate agli assetti organizzativi[…]che hanno determinato in via di fatto un passaggio di competenze tra uffici, in uno con il comando del dipendete delegato alla materia di cui trattasi presso altri uffici regionali”.

Insomma, tradotto dal burocratese, chi gestiva il Catasto si è fatto trasferire. Ma il bello, il surreale, l’aspetto esilarante di tutta questa vicenda lo apprendiamo da un altro punto della stessa missiva nella quale il Direttore scrive: “E’ stato individuato il dipendente referente dell’attività di cui trattasi, per altro transitato in comando presso altro Ente. E’ stata inoltrata urgente richiesta formale di rimessione alla scrivente amministrazione della documentazioni elaborata e prodotta relativamente agli anni di riferimento”.

Non so se sono riuscito a rendere il lato comico e kafkiano di questa vicenda, ma trovo davvero paranormale che il direttore dell’Arpab debba vestire i panni dell’investigatore privato per capire chi fosse l’impiegato che fino a pochi mesi fa aveva assolto alle funzioni di gestione del Catasto e che lo stesso Direttore debba, di fatto, minacciare l’impiegato in oggetto per farsi restituire documenti pubblici la cui titolarità è in capo all’Agenzia e che il solerte impiegato ha ritenuto di dover portare con sé.

Il “Catasto rifiuti” dell’Arpab non ha mai brillato per efficienza e i dati, nonostante reiterate richieste formalizzate anche in una proposta di legge volta ad istituire una “Anagrafe della monnezza”, sono sempre restati nei cassetti gelosamente custoditi dai sacerdoti addetti alla negazione dell’einaudiano diritto a poter conoscere per deliberare.

Questa volta, però, la realtà ha superato la più sfrenata e fervida fantasia, toccando vette mai raggiunte prima. Lo scenario descritto da Schiassi, anch’egli impegnato nel consueto gioco dello scarica barile, avrebbe potuto ben figurare in un episodio della serie “Ai confini della realtà”, magari in un remake di “Dimensioni parallele”.

Sì parallele, perché da un lato ci siamo noi, abitanti del pianeta Terra, e dall’altro loro, sulle loro dorate nuvolette, che gestiscono la cosa pubblica senza alcun senso dell’importanza del compito che sono chiamati ad assolvere e spesso nell’assoluta mancanza di rispetto delle leggi.

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Vulture, un paradiso minacciato dalle trivelle. Bolognetti: “Di questo passo ce lo giochiamo”

Radicali Italiani - Mer, 04/02/2015 - 20:53
04/02/15

Fonte basilicata24news

Di Federica Sterza

Boschi, sorgenti, torrenti, aree da pascolo, vigneti, olivi: nel Nord della Basilicata si nasconde un piccolo angolo di Paradiso, il Vulture, una subarea del melfese che confina con Puglia e Campania. Sullo sfondo svetta con i suoi 1326 m il Monte Vulture, un vulcano non più attivo, ma che non può ancora definirsi spento. La storia di questo angolo di Paradiso si intreccia però con le scellerate operazioni di trivellazione che la cronaca lucana ha dolorosamente dovuto raccontare in più occasioni.

Come ci racconta il segretario regionale dei Radicali, Maurizio Bolognetti, la storia del Vulture cambia quando, nel 1963 prendono il via le operazioni di trivellazione di un pozzo esplorativo nell'ambito del permesso di ricerca denominato "Lavello". Le cose non filarono lisce come avrebbero dovuto, tant’è che da un documento redatto dall'Agip “emerge che le operazioni di perforazione determinarono l'inquinamento delle falde acquifere, contaminate dai fanghi di trivellazione, in una zona che, ricordo, è ricca di acque minerali e di coltivazioni di particolare pregio” spiega Bolognetti.

E non è tutto. A distanza di oltre cinquant’anni, di recente sono state avanzate ben cinque richieste di permesso per il conferimento di nuovi titoli minerari, vale a dire nuovi permessi di ricerca. E tuttavia anche qui gli intoppi non mancano. Bolognetti racconta infatti che “l’Ufficio compatibilità ambientale della Regione Basilicata nel 2011 prima accetta la richiesta avanzata dalla società texana Aleanna Resources LLC, che ha una sede a Matera, ad avere i permessi, escludendo addirittura la procedura di Via (Valutazione di Impatto Ambientale), ma con delle ‘prescrizioni’ (vale a dire: ‘ci sono delle cose che dovreste comunque fare’), per poi, due anni dopo, negare l'intesa".

“Ho l’impressione, a volte, che ci sia un cortocircuito tra gli uffici e la politica, la politica e gli uffici” commenta il segretario radicale. Cortocircuiti che però rischiano di mettere a repentaglio un ecosistema dai tratti insuperabili e dalle bellezze uniche. Di questo passo, il “Vulture ce lo giochiamo”.

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Mattarella: Testa, serve ventata di novità su autodichia degli organi costituzionali

Radicali Italiani - Mer, 04/02/2015 - 17:33
04/02/15

Dichiarazione di Irene Testa, membro della direzione di Radicali Italiani e coautrice con l'avvocato Alessandro Gerardi del libro "Parlamento, zona franca - Lo scudo dell'Autodichia":

"In occasione dell'insediamento di Sergio Mattarella al Quirinale, Irene Testa rivolge l'invito al nuovo Presidente, di imprimere una ventata di novità alla trattazione del polveroso dossier dell'autodichia degli organi costituzionali. Una decisione diversa, rispetto al passato, darebbe ingresso allo Stato di diritto anche per una categoria di persone, sin qui trattata in maniera maggiordomale invece che da cittadini".

"L'ordinanza n. 740/2015 della Corte di cassazione ha citato la Presidenza della Repubblica dinanzi alla Corte costituzionale, per un conflitto tra poteri dello Stato: esso nasce proprio dal precedente rifiuto del Quirinale di consentire alla Cassazione di decidere - in terzo grado - sulle controversie di lavoro dei dipendenti del Colle. Se Mattarella ritirasse l'eccezione di carenza di giurisdizione del Giudice ordinario, il conflitto non avrebbe più luogo ed anche le parallele vicende di Camera e Senato riceverebbero una linea di indirizzo assai significativa".

"Il nuovo Presidente ha dunque l'opportunità di aprire uno squarcio di luce, in una questione che - lasciata incancrenire con le lungaggini che, nel caso del Senato, già superano il decennio - rischia di portare ad una condanna dell'Italia a Strasburgo".

Leggi anche: http://autodichia.blogspot.com

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Eutanasia: alle Iene servizio con tre malati che vogliono scegliere di essere #LiberiFinoAllaFine (Ecco il video)

Luca Coscioni - Mer, 04/02/2015 - 17:15
Eutanasia: alle Iene servizio con tre malati che vogliono scegliere di essere #LiberiFinoAllaFine (Ecco il video)Associazione Luca Coscioni 4 Feb 2015Eutanasia

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni 

Giovedì 5 febbraio, alle 21:00, nel nuovo appuntamento con “Le Iene Show”, in diretta su Italia1,  servizio dal titolo ‘Viaggio al termine della vita’.  Matteo Viviani intervista tre persone, iscritte all’Associazione Luca Coscioni,  affette da gravissime malattie diverse tra loro e in differenti stadi, che un giorno vorrebbero poter essere libere di porre fine alle loro sofferenze tramite l’eutanasia, sulla quale l’Associazione Luca Coscioni sta portando avanti una battaglia per la legalizzazione.

GUARDA IL SERVIZIO

Proprio qualche settimana fa un gruppo di malati, medici, infermieri, politici, intellettuali e scienziati, come Umberto Veronesi, Maurizio Costanzo, Emma Bonino e molti altri, ha lanciato un video, promosso dall’Associazione Luca Coscioni, in cui viene rivolto un appello agli Onorevoli parlamentari affinché venga discussa in parlamento la nostra proposta di legge per la liceità dell’eutanasia e il testamento biologico. Finora sono state raccolte 67.000 firme per la proposta di legge ai tavoli, 93.000 firme sul sito eutanasialegale.it, 159.000 firme raccolte sull'appello di Mina Welby a Laura Boldrini tramite Change.org, mentre il video-appello ‘Il Parlamento si faccia vivo’ ha totalizzato oltre 1 milione di visualizzazioni spontanee, e solo nella prima settimana dalla presentazione alla stampa ha visto 80.000 mi piace e 45.000 condivisioni su facebook.  

Sostengono, tra gli altri, la campagna EutanaSiaLegale, promossa da Marco Cappato e coordinata da Matteo Mainardi, Vasco Rossi, cantautore - Roberto Saviano, giornalista e scrittore - Marco Pannella, presidente del Senato del partito radicale nonviolento transnazionale e transpartito, Mina Welby, co-presidente Associazione Luca Coscioni - Marco Bellocchio, regista - Paolo Ferrero, segretario nazionale Rifondazione Comunista,  Achille Bonito Oliva, critico d’arte, Vittorio Feltri, giornalista - Filippo Facci, giornalista - Furio Colombo, giornalista, già parlamentare - Marco Bellocchio, regista, Moni Ovadia, attore - Massimo Bordin, giornalista - Giulio Giorello, filosofo - Bruno Manfellotto, già direttore “L’Espresso” - Giampaolo Pansa, giornalista. 

 

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Sanità: bene Lea; sul nomenclatore passi in avanti per eliminazione illegalità

Luca Coscioni - Mer, 04/02/2015 - 16:55
Sanità: bene Lea; sul nomenclatore passi in avanti per eliminazione illegalitàFilomena Gallo4 Feb 2015Sanità

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni

Per la prima volta viene fatto un passaggio completo di presentazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). 

Plauso al Ministro Lorenzin per aver aggiornato la lista delle patologie e soprattutto, come da noi sempre richiesto, aver inserito tra le patologie l'infertilità/sterilità come già avviene nel resto del mondo. 

E' bene ricordare che la Risoluzione del Parlamento europeo del 21 febbraio 2008 sul futuro demografico dell'Europa "rileva che l'infertilità è una patologia riconosciuta dall'Organizzazione mondiale della sanità, suscettibile di avere gravi conseguenze, come la depressione; sottolinea che la sterilità è in aumento e colpisce attualmente circa il 15% delle coppie; invita pertanto gli Stati membri a garantire il diritto delle coppie all'accesso universale al trattamento contro l'infertilità". 

Aver inserito nei Lea la fecondazione omologa ed eterologa finalmente elimina ogni discriminazione e permette alle coppie di avvicinarsi ad una possibile gravidanza senza alcun rischio di esclusione. 

Dall'altra parte, sul fronte nomenclatore,  assistiamo a passi in avanti per una risposta alla nostra decennale richiesta di sanare le situazioni di patente e straordinaria illegalità riguardante il mancato aggiornamento dell'elenco delle protesi e degli ausili. E' stata una battaglia iniziata da Luca Coscioni per garantire a chiunque condizioni di vita accettabili, possibili e degne di un Paese sviluppato come l’Italia. 

Aspettiamo una valutazione dei tecnici e tempi rapidi per la firma sotto il decreto. 

 

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Sanità. Gallo: bene Lea. Sul nomenclatore passi in avanti per eliminazione illegalità

Radicali Italiani - Mer, 04/02/2015 - 16:51
04/02/15

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni:

"Per la prima volta viene fatto un passaggio completo di presentazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Plauso al ministro Lorenzin per aver aggiornato la lista delle patologie e soprattutto, come da noi sempre richiesto, aver inserito tra le patologie l'infertilità/sterilità come già avviene nel resto del mondo".

"È bene ricordare che la Risoluzione del Parlamento europeo del 21 febbraio 2008 sul futuro demografico dell'Europa "rileva che l'infertilità è una patologia riconosciuta dall'Organizzazione mondiale della sanità, suscettibile di avere gravi conseguenze, come la depressione; sottolinea che la sterilità è in aumento e colpisce attualmente circa il 15 per cento delle coppie; invita pertanto gli Stati membri a garantire il diritto delle coppie all'accesso universale al trattamento contro l'infertilità".

"Aver inserito nei Lea la fecondazione omologa ed eterologa finalmente elimina ogni discriminazione e permette alle coppie di avvicinarsi ad una possibile gravidanza senza alcun rischio di esclusione".

"Dall'altra parte, sul fronte nomenclatore,  assistiamo a passi in avanti per una risposta alla nostra decennale richiesta di sanare le situazioni di patente e straordinaria illegalità riguardante il mancato aggiornamento dell'elenco delle protesi e degli ausili. E' stata una battaglia iniziata da Luca Coscioni per garantire a chiunque condizioni di vita accettabili, possibili e degne di un Paese sviluppato come l’Italia".

"Aspettiamo una valutazione dei tecnici e tempi rapidi per la firma sotto il decreto".

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Torino, Commissione Toponomastica approva intitolazione galleria di piazza Solferino a Enzo Tortora

Radicali Italiani - Mer, 04/02/2015 - 16:18
04/02/15

Boni e Manfredi (radicali): Finalmente, a 25 anni dalla nostra prima richiesta, si arriva all'obiettivo; inaugurazione sia fatta nell'anniversario della morte, il 18 maggio.
La commissione toponomastica del Comune di Torino ha approvato l'intitolazione ad Enzo Tortora della galleria pedonale che  collega Via Pietro Micca a Via Santa Teresa, all'altezza di Piazza Solferino, in pieno centro cittadino.

Dichiarazione di Igor Boni Giulio Manfredi (presidente e segretario dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta):
"La vicenda dell'intitolazione di una via a Enzo Tortora a Torino ha inizio circa 25 anni fa, quando per la prima volta come Radicali chiedemmo al comune di ricordare in modo tangibile il giornalista appena scomparso. Dopo la decisione, nel 2013, della Commissione toponomastica di intitolare la via che conduce al carcere Lorusso e Cotugno ad Adelaide Aglietta e non a Tortora (per il veto dell'allora sindaco Sergio Chiamparino) e una prima ipotesi di intitolazione di un giardino periferico (non certo adatto a ricordarne la figura), finalmente, su richiesta del consigliere radicale/Pd Silvio Viale, siamo giunti alla fine di questa vicenda con una soluzione dignitosa, simile a quella adottata dalla città natale di Tortora, Genova".

"Enzo Tortora rappresenta ancora oggi l'Italia perbene che ha compreso sulla propria pelle come i mali della giustizia possano colpire e uccidere tutti, nessuno escluso. Enzo Tortora rappresenta la capacità di impegno civile e l'onestà intellettuale di chi ha saputo fare della propria vicenda strumento di lotta per tutti, anche con l'impegno politico e parlamentare (e con le sue dimissioni dal Parlamento Europeo, in un Paese in cui non si dimette mai nessuno); purtroppo, il referendum radicale sulla responsabilità civile dei magistrati del 1987 (80,2% di Si) fu subito tradito dalla partitocrazia, che sfornò una legge 'contro' la responsabilità civile. 
L'Enzo Tortora del 'Sono liberale perchè ho studiato; sono radicale perchè ho capito' è stato un baluardo di tenacia e di rettitudine che merita un riconoscimento visibile perché quelle lotte e quelle istanze sono, purtroppo, ancora del tutto attuali". 

"Chiediamo al Sindaco Fassino e al Presidente del Consiglio comunale Porcino di organizzare l'inaugurazione di 'Galleria Enzo Tortora' per il 18 maggio prossimo, in occasione dell'anniversario della morte".

Categorie: Radicali

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