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Emma Bonino preferisce Giulianova a New York! (20 e 21 aprile)
EMMA BONINO, candidata alla carica di Presidente della Repubblica, annulla un precedente impegno a New York, solo per partecipare con MARCO PANNELLA al II simposio RADICALI (Giulianova, Kursaal 20 e 21 aprile), CHE APRONO 4 PANELS DI DIALOGO E CONFRONTO POLITICO:
Rom, una questione d'integrazione - Estrazioni petrolifere e tutela delle coste abruzzesi - Legge sull'eutanasia - Governare la crisi della giustizia italiana: primo l'amnistia.
Qui di seguito si riporta il programma del simposio, con l'indicazione dei relatori:
1) Rom: una questione d’integrazione.
Relatori: Marco PANNELLA presidente del Senato del Partito Radicale;Emma BONINO già vicepresidente del Senato della Repubblica;Giuseppe DI FEDERICO professore emerito di ordinamento giudiziario;Francesco MASTROMAURO sindaco di Giulianova; Marco PIERANGELI amministratore unico Ater Teramo; Valter CATARRApresidente della Provincia di Teramo; Nazzareno GUARNIERIpresidente fondazione Romanì Italia; Santino SPINELLI docente di lingua e cultura romanì e presidente FederArteRom , Gianluca ANTELLI; consigliere comunale d’opposizione di Giulianova.
2) Estrazioni petrolifere e tutela delle coste abruzzesi.
Relatori: Marco PANNELLA; Emma BONINO; Giuseppe DI FEDERICO;Andrea NATALE assessore di Fossacesia; Paolo TANCREDI deputato PdL; Enrico GAGLIANO Coordinamento NoTriv; Francesco BROZZETTIdocente geologia strutturale; Elisabetta ZAMPARUTTI già deputata radicale; Luciano MONTICELLI PD sindaco di Pineto; Gianluca VACCAdeputato M5S; Ariberto GRIFONI referente abruzzese Amnistia Giustizia Libertà.
3) La legge sull’eutanasia.
Relatori: Marco PANNELLA; Giuseppe DI FEDERICO; Mina WELBYcopresidente associazione Luca Coscioni; Natalia ENCOLPIOgiornalista; Maurizio BRUCCHI sindaco di Teramo; Riccardo CHIAVAROLI consigliere regionale PdL; Paolo BERARDINELLI docente scienze biomediche comparate.
4) Governare la crisi della giustizia italiana: primo l’amnistia.
Relatori: Marco PANNELLA; Giuseppe DI FEDERICO; Giovanni LEGNINI deputato PD; Maurizio TURCO tesoriere Partito Radicale; già deputato radicale; Sergio D’ELIA segretario Nessuno tocchi Caino, già deputato radicale; Vincenzo DI NANNA avvocato; Berardo RABBUFFO consigliere regionale Fli; Giampiero CORDONI segretario regionale Sinappe; Giuseppe ROSSODIVITA avvocato, già consigliere regionale Lazio; Rita BERNARDINI già deputata radicale; Giovanni CIRILLO magistrato; Massimo FORLINI e Franco PAOLINI UOSD di medicina penitenziaria della ASL di Teramo (carcere Castrogno); Danilo MONTINARO psichiatra.
© 2013 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Vendita del Palazzo di Giustizia, Bolognetti: Il sindaco di Potenza si è perso nell’Isola che non c’è
Di Maurizio Bolognetti, Segretrario di Radicali Lucani e Direzione Radicali Italiani
Ormai il tentativo del Comune di Potenza di insistere nella vendita del Palazzo di Giustizia inizia a ricordare l’immortale gag del Film Totòtruffa, con Totò e Nino Taranto che vendono la fontana di Trevi a Ugo D’Alessio. Se poi volessimo spostarci sul terreno letterario, allora troppo facile sarebbe fare degli accostamenti con il personaggio di Peter Pan creato da James Matthew Barry nel 1902. Si tratta solo di stabilire a chi attribuire il ruolo di Capitan Uncino e chi dovrà vestire i panni del coccodrillo e quelli di Trilly.
Mentre il sindaco Sindaco Santarsiero e ormai perso nell’isola che non c’è, a noi non resta che sperare che quanto prima si svegli e torni nel mondo reale. In una fiaba può anche capitare che un rospo si trasformi in principe con un bacio o che per una volta Peter Pan e Capitano Uncino si alleino, ma nel mondo reale la vendita del Palazzo di Giustizia era e resta un’operazione fallimentare, per altro già bocciata dal Tribunale Amministrativo Regionale.
Vito, pensaci. Ci sono strade altre per risanare le disastrate casse del Comune di Potenza.
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Depositati referendum Radicali: finanziamento pubblico partiti, droga, 8xmille, immigrazione, divorzio breve
I Radicali hanno depositato in Cassazione sei quesiti referendari ''per riformare lo Stato mettendo al centro le persone e non i partiti'' ha spiegato il segretario Mario Staderini, aggiungendo che l'iniziativa vuole anche ''eliminare quelle leggi che criminalizzano fenomeni sociali''.
Da www.aduc.it
Separazione consensuale: come farla da soli
Uganda: forti controversie sulla proposta di legge sul divorzio
Inquinamento e “segreti”, Bolognetti: prendo atto che il processo a mio carico non rientra tra le priorità del Tribunale di Potenza.
da La Siritide
Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani e Consigliere Ass. Coscioni Confesso che a volte è davvero difficile non identificarsi nel protagonista del romanzo di Kafka “il Processo”. Nel marzo del 2010, un magistrato, il dottor Salvatore Colella, che dovrebbe essere trasferito in altra sede per la palese situazione di incompatibilità ambientale nella quale si trova, ebbe a disporre la perquisizione della mia abitazione dopo un fermo di 4 oltre ore presso la Stazione CC di Latronico. L’accusa? Rivelazione del segreto d’ufficio. Il segreto rivelato in questa paradossale e kafkiana vicenda è rappresentato dalla divulgazione di analisi sulla qualità delle acque prodotte dall’Agenzia regionale di protezione ambientale(Arpab) e dalla divulgazione di analisi da me pagate e commissionate alla Biosan di Vasto. Analisi attinenti le acque invasate nelle dighe del Pertusillo, della Camastra e di Montecotugno. Analisi, quelle commissionate nel gennaio 2010 alla Biosan, che attestavano una contaminazione chimica e biologica degli invasi. Di quale segreto parli la Procura di Potenza è davvero difficile capirlo. Soprattutto se consideriamo che mai fino ad allora la magistratura potentina aveva indagato sulla qualità delle acque contenute nelle sopra citate dighe e in particolare nella diga del Pertusillo, e che è un diritto di ogni cittadino essere informato sullo stato di tutte le matrici ambientali. Anzi, a dire il vero l’art. 5 della Convenzione di Aarhus afferma che “in caso di minaccia imminente per la salute umana o per l'ambiente, imputabile ad attività umane o dovuta a cause naturali” devono essere “diffuse immediatamente e senza indugio tutte le informazioni in possesso delle autorità pubbliche che consentano a chiunque possa esserne colpito di adottare le misure atte a prevenire o limitare i danni derivanti da tale minaccia”.Leggi e Convenzioni a tutela dell’ambiente che evidentemente nella Basilicata Saudita contano poco, soprattutto se le stesse entrano in rotta di collisione con l’intento di chi vuole trasformare la Lucania in un hub petrolifero. Nella petrolizzata Basilicata può succedere di tutto, anche che il Presidente del Parco nazionale dell’Appennino Lucano, con impagabile faccia tosta, si dichiari contrario al permesso di ricerca idrocarburi “la Bicocca” perché lo stesso potrebbe compromettere il “bacino idrominerario che alimenta le numerose sorgenti da cui provengo le acque minerali”. Peccato che il pidiellino e consociato Presidente Totaro nulla abbia da dichiarare sul fatto che la diga del Pertusillo, che invasa 155 milioni di metri cubi d’acqua e che è riconosciuta come Sic(Sito d’interesse comunitario) e Zps(Zona di protezione speciale) in zona 1 del Parco nazionale Val d’Agri-Lagonegrese, conviva con la presenza del Centro oli Eni, di numerosi pozzi petroliferi e di un pozzo di reiniezione di rifiuti petroliferi. Peccato davvero che Totaro non abbia espresso analoghe perplessità e preoccupazioni rispetto ad attività estrattive effettuate a ridosso del Parco che presiede e di pozzi operativi ubicati in prossimità di importanti sorgenti, tributarie di altrettanto importanti invasi. La verità è che il permesso “La Bicocca”, bocciato qualche giorno fa dallo stesso Ministero competente, sarebbe entrato in rotta di collisione con la Coca-Cola che in quell’area imbottiglia acque minerali. Nella Valle dell’Agip e del Sauro/Camastra, ahimè, invece la Coca-Cola non ha interessi e quindi poco importa se le attività estrattive rischiano di inquinare acque superficiali e profonde di interesse strategico. A tre anni dalla perquisizione disposta dal dottor Colella resto in attesa di un processo che si trascina stancamente rinvio dopo rinvio. L’ultimo l’abbiamo registrato il 15 aprile e la motivazione addotta dal Presidente del collegio giudicante è di sicuro interesse per chi da tempo denuncia la bancarotta della giustizia: "Questo processo non rientra tra le nostre priorità. C'è carenza d'organico". Sono certo che il Presidente Gubitosi avesse le sue buone ragioni per disporre il rinvio al 23 settembre 2013, ma sono altrettanto certo che al di là del merito la decisione ci faccia comprendere come mai ogni anno oltre 170.000 procedimenti cadano in prescrizione e perché siamo da oltre 30 anni condannati dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per la non ragionevole durata dei processi.Di certo tutta questa vicenda inevitabilmente richiama alla memoria l’immortale e kafkiano “Processo”: “Qualcuno aveva diffamato Josef K., perché senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato”.Approfondimenti
Intervista di Paolo Martini a Maurizio Bolognetti(RR, 11 aprile)
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Trasmissione su Radio Radicale: figli adottivi e genitori naturali; referendum su divorzio breve
Il Tribunale di Milano dichiara false le firme a sostegno di Formigoni alle Regionali 2010
Cappato e Lipparini "Grazie ai 3 anni di ritardo, il beneficiario è Senatore della Repubblica e i denuncianti sono fuori dalle istituzioni"
Il Tribunale Civile di Milano ha depositato oggi il dispositivo della sentenza che dichiara false 723 firme prodotte a sostegno della Lista Formigoni in occasione delle lezioni regionali del 2010. Le controparti dei querelanti sono state condannate a pagare agli attori Cappato e Lipparini le spese processuali, liquidate in Euro 15.000,00, oltre accessori di legge. Si tratta di un numero di firme false tale da invalidare la presentazione a suo tempo della Lista Regionale per la Lombardia che sosteneva la candidatura dell’ex presidente della Giunta Regionale Lombarda Roberto Formigoni.
Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, i Radicali che hanno intentato la causa contro la truffa Firmigoni, hanno dichiarato:
"l'Italia è il Paese dell'impunità e dell'antidemocrazia. Il risultato, grazie anche alla sentenza della Corte costituzionale che ha imposto alla giustizia amministrativa di attendere la giustizia civile, è che colui che avrebbe dovuto andarsene a casa -in ragione della truffa elettorale senza la quale non avrebbe nemmeno potuto essere candidato e della diffamazione contro i Radicali- invece che a casa è al Senato della Repubblica italiana e si appresta a votare il nuovo Capo dello Stato. Nel frattempo, i suoi soci di menzogne leghisti e pidiellini governano tranquilli la Lombardia. Siamo anche il Paese dove chi ha scoperto e denunciato la truffa -i Radicali- stato cacciato dalle istituzioni regionali e nazionali.
Ci auguriamo che qualcuno dei neoeletti Consiglieri regionali chiederà alla Regione se le parcelle degli avvocati difensori esterni della Regione Lombardia, che tanto hanno fatto per cercare di impedire o ritardare l’accertamento di una scomoda verità, siano state pagate dalla Regione, ovvero dai noi tutti cittadini contribuenti ed elettori."
Gli avvocati Mario Bucello, Simona Viola e Renato D’Andrea, che hanno assistito i radicali nel giudizio hanno dichiarato “la decisione da un lato ci conforta, perché mostra la sensibilità del Tribunale Civile di Milano verso le speciali e delicate esigenze di giustizia che circondano i giudizi elettorali per altro verso, nonostante gli sforzi di celerità profusi anche dal Tribunale, la sentenza giunge quando ormai il Consiglio Regionale - abusivamente eletto grazie a operazioni manipolative – è stato sostituito da nuove elezioni. Se l’accertamento della falsità fosse stato di competenza del Giudice Amministrativo avrebbe potuto sopraggiungere in tempo utile per invalidare le elezioni. In questo quadro è indispensabile porre rapidamente all’ordine del giorno del nuovo Parlamento la necessità delle riforme volte a rendere effettiva la giustizia elettorale per scoraggiare nuovi abusi, assegnando al Giudice Amministrativo la competenza a decidere sulle falsità emerse nei procedimenti elettorali”.
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Caso Lander, Perduca: Ministro Severino approfondisca questione perchè leggi speciali spagnole contrarie a CEDU
Dichiarazione di Marco Perduca, co-vicepresidente del senato del Partito Radicale:
Nei mesi scorsi avevo seguito da vicino la questione relativa alla richiesta di estradizione di Lander Fernandez, un cittadino spagnolo di origina basca che vice in intalia da diversi anni e accusato nel proprio paese di 'strage' in virtù dell'interpretazione delle severissime leggi speciali 'anti-terrorismo' vigenti in Spagna contro il separatismo armato basco.
Oggi la Sesta Sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei difensori di Fernandez dando quindi seguito alla richiesta d’estradizione avanzata dalla Spagna, simile decisione era stata adottata dalla Corte di appello di Roma.
Che la giustizia italiana non brilli pel rispetto degli obblighi internazionali in materia di rispetto dei diritti umani e un fatto confermato preossoché quotidianamente dalla Corte europea di Strasburgo, ma questa volta mi pare che ci si sia piegati alla ragion di stato altrui consentendo un'estradizione per un reato di danneggiamento, o eventualmente vandalismo, commesso 10 anni fa, quindi ampiamente prescritto, che solo perchè 'in connessione' con manifestazioni di baschi viene considerato 'terrorismo'.
Proprio per il delicato momento istituzionale che vive il governo italiano occorre che la Ministra della Giustizia si assuma la responsabilità di rispettare appieno la Convenzione europea dei diritti umani e bloccare l'estradizione di Lander che altrimenti verrebbe giudicato dalla Audiencia Nacional di Madrid, l'unico tribunale speciale d'Europa dove il giusto processo e il diritto alla difesa non sono necessariamente la norma...
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Parlamento, Perduca: che fine ha fatto l'occupazione del M5S? Riprende con la seduta comune di giovedì?
Dichiarazione di Marco Perduca, co-vicepresidente del Senato del Partito Radicale:
«Premesso che quando si pongono domande al Movimento 5 Stelle non si ma mai a chi rivolgersi in prima battuta, mi chiedo, e spero che con me lo facciano qualche milioncino di elettori, che fine abbiano fatto le ottime intenzioni di occupare Camera e Senato per finalmente attivere il Parlamento a oltre un mese dall'inizio della legislatura.
Non si tratta di essere digiuni di regolamenti, semmai si tratta di esser digiuni, a loro insaputa, di storia repubblicana che, almeno per quanto riguarda quattro decenni di attività parlamentare, è costellata di lotte nonviolente Radicali pel rispetto della legalità costituzionale.
Siccome non si danno consigli a chi non ne chiede, suggerisco l'ascolto degli archivi di quell'università popolare che è Radio Radicale per preparasi alla "lotta quirinaria" che inizia giovedì mattina, chissà che dall'epopea radicale non si possa trarre qualche spunto di efficace attività politico-parlamentare. Altrimenti, ripeto, si partecipa solo al solito gioco delle parti del "oggi a me domani a te" tipico della partitocrazia italiana».
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Il giudice dà ragione al marito: "Separati per troppo shopping"
"Acquisti compulsivi": la singolare sentenza del Tribunale di Roma
Trasmissione su Radio Radicale: figli adottivi e genitori naturali; referendum su divorzio breve
Questa sera su Radio Radicale, ore 22.30 circa, durante la trasmissione a cura della Lega Italiana per il Divorzio Breve sarà ospite in collegamento la presidente e fondatrice dell’associazione FAEGN -Figli Adottivi e Genitori Naturali- per spiegare il motivo della recente condanna di Strasburgo all’Italia e le proposte per la riforma della legge ”dei 100 anni” . La seconda parte della trasmissione sarà incentrata sulla campagna referendaria proposta da Radicali Italiani.
Trasmissione su Radio Radicale: figli adottivi e genitori naturali; referendum su divorzio breve
Questa sera su Radio Radicale, ore 22.30 circa, durante la trasmissione a cura della Lega Italiana per il Divorzio Breve sarà ospite in collegamento la presidente e fondatrice dell’associazione FAEGN -Figli Adottivi e Genitori Naturali- per spiegare il motivo della recente condanna di Strasburgo all’Italia e le proposte per la riforma della legge ”dei 100 anni” . La seconda parte della trasmissione sarà incentrata sulla campagna referendaria proposta da Radicali Italiani.
La crisi si riflette sui tribunali italiani
I Costituzionalisti Armaroli e Cerri: Bonino unico esempio di terzietà
Conosco Emma Bonino dalla bellezza di 35 anni e devo dire che non mi ha mai deluso", ha dichiarato Paolo Armaroli, docente di diritto comparato presso l'Università di Genova. "La Bonino è una persona immediata, trasparente; poi è persona che ha acquistato una grande esperienza nel mondo delle istituzioni, sia come deputato sia come senatore, sia con la sua esperienza internazionale. Unisce simpatia, intelligenza, competenza, chiarezza espositiva". "In questo momento - conclude il Prof. Armaroli - occorre un capo dello Stato che veramente sia al di sopra delle parti e che dia garanzie a tutti; direi che Emma Bonino è una delle poche personalità italiane che dà garanzie a tutti e che non farebbe atti non conformi alla Costituzione o alle prassi di Camera e Senato. Sotto questo profilo, sarebbe la donna giusta al posto giusto."
Per il Professor Augusto Cerri, ordinario di Istituzioni di diritto pubblico all'Università "La Sapienza" di Roma, "il problema cui ci troviamo di fronte è un trapasso di generazioni: si passa dai Padri fondatori della Repubblica a generazioni nuove che debbono avere tensione ideale, sia pure aggiornata ai tempi attuali. Ci sono vari nomi, ma Emma Bonino mi sembra che si distingua per il suo impegno per i diritti civili in Italia e nel mondo, e poi per la coerenza, per la sua attitudine alla neutralità. Il Presidente della Repubblica non deve essere privo di impegno e passioni civili, però deve essere anche neutrale. Mi sembra che fra i nomi che circolano, questa della Bonino sia la candidatura che più si distingue."© 2013 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Quirinale/Grillo, Perduca: Possibile non sapere né quanti abbiano votato e quali siano le percentuali? Perché non lo chiede la giornalista d'inchiesta Gabanelli
Dichiarazione di Marco Perduca, co-vicepresidente del senato del Partito Radicale:
Pare quasi impossibile ma, salvo rarissime eccezioni, non c'è nessuno che ponga la questione di quanti abbiano in realtà votato alle 'quirinarie', di quali siano le percentuali finali e, soprattutto, di come funzioni questo fantomatico software della Casaleggio e associati con cui si 'sonda la rete'. Infatti, salvo rarissime eccezioni come il sito Punto-Informatico, le varie altre associazioni che si interessano di 'trasparenza' della pubblica amministrazione e di uso politico della 'rete' mi pare nessuno prosegua la battaglia storica per la conoscibilità tanto del contenuto da condividere quanto dei programmi utilizzati per aggregarlo e renderlo conoscibile.
Mai come negli ultimi mesi si è sentito parlare della "rete" in connessione con eventi politici, ma mai come in questi ultimi tempi la "rete" è stato utilizzata nel modo più "proprietario" e prepotente possibile da chi invece, al contempo, pretende di imporre la massima trasparenza del processo decisionale coll'immancabile streaming del chiacchiericcio politico, secretando invece le occasioni di decisione e non come i Radicali che rendon pubblico tutto da 40 anni a partire dalle proprie deliberazioni interne.
Che fine hanno fatto i sedicenti 'hacktivist' che neanche reagiscono 'indignati' (e chissà che fine hanno fatto anche questi un tempo immancabili indignados) di fronte alla mistificazione del termine hacker (come direbbe il blogger Marco Calamari/Cassandra su Punto-Informatico: "hacker=buono, cracker=cattivo")? Che speranze ci possono essere per tutto quel rosario di 'open': "open access", "open data", "open government" con cui veniamo quotidianamente educati da decine di petizioni sulla rete se non si insiste per l'"open source"? Neanche il "partito pirata" dice niente? Non vorrei che tutte queste 'arti' fossero state imparate velocemente per poi esser sacrificate sull'altare della professionalizzazione dell'hactivism... forse è un nuovo settore di lancio di start up?
Mi appello infine alla Gabanelli - che è giornalista seria e d'inchiesta, siccome s'è detta commossa, ma detta non all'altezza di assumere le funzioni di supremo garante della legalità costituzionale - affinchè chieda lei per prima a Grillo e Casaleggio conto del quanti e come la hanno prescelta e, in caso di silenzio, indaghi come tanto bene e spesso fa.
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Quirinale/Bonino: Ringrazio chi si pronuncia sulla mia candidatura. Non sono io a dovermi esprimere: ho storia limpida che parla per me
"Voglio davvero ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno sentito la responsabilità civica di far sapere le proprie opinioni e si sono pronunciati sulla mia candidatura alla Presidenza della Repubblica, anche coloro che hanno espresso posizioni contrarie e critiche"
Lo ha dichiarato Emma Bonino nella consueta intervista del lunedì a Radio Radicale, fra i nomi forti per l'elezione al Quirinale, risultata nella ''top ten'' del gradimento anche tra gli iscritti al Movimento 5 Stelle.
"È un fenomeno abbastanza impressionante per alcuni versi, interessante per altri: se si pensa che negli ultimi tempi la possibilità di esprimerci e di far conoscere le nostre iniziative ed idee tramite, ad esempio, il servizio pubblico sono state irrilevanti. Ciò nonostante il fenomeno di “resistenza” mi sembra degno di nota.
Io non mi agito particolarmente perché non sono io a dover parlare. Credo che la mia vita e le attività che ho intrapreso negli ultimi 35 anni siano piuttosto limpide ed esposte. Ognuno ne può dare il giudizio che ritiene opportuno, ma certamente se c’è un insegnamento chiave della scuola Radicale è che le cose si fanno apertamente, si dicono, si dice ciò che si pensa e si cerca di fare ciò che si dice, e questo può piacere o meno.
Le dinamiche di questa elezione sono quelle di sempre, ma nel momento che stiamo vivendo di grande difficoltà e gravità, non è solo il nostro Paese a non essere in grado istituzionalmente di far fronte a nuove sfide, piuttosto è l'Europa intera.
L'insieme di queste due fragilità rende il momento molto delicato. Avremmo un gran bisogno della rete-traino Europa, ma invece non l'abbiamo perché è l'Europa in primis ad essere in piena crisi, non solo economico-finanziaria ma soprattutto istituzionale e politica".
Altre risorse:- Sito web Comitato Promotore
- Pagina facebook Comitato Promotore
- Profilo twitter Comitato Promotore
- Testimonianze fotografiche su Emma Bonino
- Tutte le intervista (Radio Radicale)
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2° SIMPOSIO: CON RADICALI ABRUZZESI X 4 URGENZE DI LOTTA E CONFRONTO POLITICI
PARTITO RADICALE NONVIOLENTO TRANSNAZIONALE TRANSPARTITO - AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTÀ
APRILE 2013, SABATO 20 (ore 9,30 - 20) E DOMENICA 21 (ore 10 - 13) GIULIANOVA (TE) - Kursaal, Piazza Dalmazia - Lungomare 2° SIMPOSIO: CON RADICALI ABRUZZESI X 4 URGENZE DI LOTTA E CONFRONTO POLITICI Saluti ai partecipanti ai lavori da parte del Sindaco di Giulianova, del Presidente della Provincia di Teramo, del Sindaco di Teramo. Sabato 20, ore 9,30 1) Rom: una questione d’integrazione. Relatori: Marco Pannella, Emma Bonino, Francesco Mastromauro sindaco di Giulianova, Santino Spinelli, Nazzareno Guarnieri, Marco Pierangeli, Valter Catarra presidente della Provincia di Teramo. (Resp. Vincenzo di Nanna) Sabato 20, ore 11,30 2) Estrazioni petrolifere e tutela delle coste abruzzesi. Relatori: Marco Pannella, Emma Bonino, Andrea Natale assessore di Fossacesia, Luciano Monticelli PD sindaco di Pineto, Enrico Gagliano Coordinamento NoTriv; Pausa pranzo, dalle ore 13 alle ore 15,30 2) Elisabetta Zamparutti, Francesco Brozzetti docente geologia strutturale, Gianluca Vacca deputato M5S, Maurizio Bolognetti. (Resp. Ariberto Grifoni e Rosario Papili) Sabato 20, ore 17,30 3) La legge sull’eutanasia. Relatori: Marco Pannella, Mina Welby, Natalia Encolpio giornalista, Maurizio Brucchi sindaco di Teramo, Riccardo Chiavaroli consigliere regionale PdL, Paolo Berardinelli docente scienze biomediche comparate (Resp. Orazio Papili) Domenica 21, ore 10 4) Governare la crisi della giustizia italiana: primo l’amnistia. Relatori: Marco Pannella, Giovanni Legnini deputato PD, Paolo Tancredi deputato PdL, Maurizio Turco, Sergio D’Elia, Vincenzo di Nanna, Berardo Rabbuffo consigliere regionale Fli, Giampiero Cordoni segretario regionale Sinappe, Giuseppe Rossodivita, Rita Bernardini, Giovanni Cirillo magistrato, un rappresentante della UOSD di medicina penitenziaria della ASL di Teramo (carcere Castrogno). (Resp. Vincenzo di Nanna e Ariberto Grifoni) Previsti gli interventi del pubblico. La Segreteria all’ingresso: riceverà i partecipanti consegnando e ritirando un foglio di presenza, segnaleràalla presidenza le presenze di rappresentanti politici o istituzionali, raccoglierà le firme di sottoscrizionedelle 4 proposte di legge d’iniziativa popolare – garantito l’autenticatore.Bolognetti: Giustizia non vendetta
Da Il Quotidiano della Basilicata, 14 aprile(pag. 1 e 11)
Di Maurizio Bolognetti
Non entrerò nel merito di una sentenza che non conosco, ma mi permetto di sottolineare che le grida di giubilo che hanno accolto la condanna in primo grado di alcuni consiglieri regionali sono preoccupanti.
C'è un clima giacobino con in giro tagliatori di teste assetati di sangue.
Le violazioni di legge vanno perseguite e chi ne é responsabile deve risponderne, ma questo nulla ha a che fare con lo spirito di vendetta e di odio che ad arte viene alimentato in queste ore.
Leggere di sentenze definite "grilline" é raccapricciante. Le sentenze non sono - e non dovrebbero essere - grilline, gialle, rosse o nere.
Nei tribunali di questa nostra democrazia malata si dovrebbe semplicemente applicare la legge e assolvere o condannare sulla base di prove e non di teoremi, o peggio per dare segnali o impartire lezioni.
Questo affermo, forte del fatto che non ho mai esitato a denunciare illegalità e illegalità sistemiche, assumendomene la responsabilità.
Il mio agire, però, non é mai stato animato dal desiderio di vendetta, ma da sete di verità e legalità, ad iniziare dalla richiesta di legalizzare la pluricondannata amministrazione della giustizia e le nostre patrie galere. Legalità sempre e comunque e non a giorni alterni o se conviene.
Molti di coloro che oggi si accaniscono contro la casta, ieri facevano parte delle schiere di clienti o di ignavi che nulla hanno fatto per garantire un cambiamento e una fuoriuscita del paese dal sessantennio partitocratico. In questo paese troppo spesso si é forti con i deboli e deboli con i forti.
Stiamo attenti, molto attenti ad assecondare il desiderio di sangue di chi vorrebbe consegnare i gerarchi di regime al patibolo.
Aprire il vaso di Pandora può essere facile. Decisamente più difficile, poi richiuderlo.
Ne va anche della civiltà giuridica di un paese.
Se ieri tutti avessero compreso l'importanza della nostra proposta di anagrafe pubblica delle attività degli eletti e dei nominati, oggi probabilmente non ci troveremmo a fare i conti con un politica opaca e poco trasparente.
Comunque sia e dicendola con Ostellino: "Sarebbe necessario ripristinare la dottrina giurisprudenziale. Far governare le leggi e non i magistrati(...) La condotta morale di un politico é sempre terreno di riserva degli elettori. Il giudizio politico spetta all'elettorato e non al magistrato".
Guai, aggiungo, a confondere ciò che é eticamente discutibile con ciò che é penalmente rilevante e da perseguire.
Approfondimenti
Eco di Basilicata, 14 aprile 2013
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Cassazione, non si può estromettere il convivente dalla casa senza congruo preavviso
L'assenza di un giudice della dissoluzione del menage non consente al convivente proprietario di ricorrere alle vie di fatto per estromettere l'altro dall'abitazione, perchè il canone della buona fede e della correttezza, dettato a protezione dei soggetti più esposti e delle situazioni di affidamento, impone al legittimo titolare che, cessata l'affectio, intenda recuperare, com'è suo diritto, l'esclusiva disponibilità dell'immobile, di avvisare il partner e di concedergli un termine congruo per reperire altra sistemazione.
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