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Radicali Italiani e Legambiente: soldi che non ci sono per welfare e per abbassare tasse, ci sono invece per sussidiare economia fossile

Radicali Italiani - Dom, 07/06/2015 - 01:09
07/06/15

Dichiarazione di Valerio Federico, tesoriere di Radicali Italiani ed Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente:

"Di nuovo il Fondo Monetario Internazionale il 18 maggio 2015 è uscito con un’analisi dei sussidi alle fonti fossili d’energia nel mondo, quantificandoli in oltre 5 mila miliardi di dollari, in aumento. Si tratta soprattutto di sussidi al carbone, al petrolio e ai suoi prodotti".

"La maggior parte di essi sono in Paesi in via di sviluppo e forti produttori di energie fossili, ma come Legambiente e Radicali Italiani hanno denunciato nel manifesto della campagna #Menoinquinomenopago, anche in Italia il trasferimento di soldi pubblici a chi consuma fonti fossili è clamorosamente elevato: circa 5 miliardi di Euro all’anno dalle nostre tasche solo per scontare il pieno di carburante ad aerei, tir e navi".

"Mentre a parole i nostri amministratori sposano una visione del futuro che punta di più ai settori amici della conservazione del nostro patrimonio naturale, nello stesso tempo chiedono ai cittadini di finanziare attraverso il sistema fiscale i maggiori inquinatori, disincentivando proprio l’innovazione ecologicamente ed economicamente virtuosa".

"Con l'hashtag 'Menoinquinomenopago' abbiamo già presentato alla Camera, e speriamo di presentare presto al Senato, una proposta di legge per rendere subito vincolante l’articolo 15 della legge delega fiscale che impegna il Governo a una revisione in chiave ecologia del fisco. Iniziativa più che mai urgente visto che il Parlamento, dal canto suo, si limita per ora a indicazioni deboli, come nella recentissima risoluzione delle commissioni riunite 10 e 13 del Senato sugli atti comunitari 60, 61 e 62 (DOC. XVIII, N. 92), che, al punto 18, auspica che sia l’Europa a chiederci di ridurre gli sconti - iniqui e contraddittori - alle fonti fossili. Un’abdicazione del Senato perfino riguardo al proprio ruolo consultivo rispetto al Governo Italiano? Andiamo bene!".

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Gabrielli sciolga assemblea o magistratura riveda imputazioni

Radicali Italiani - Dom, 07/06/2015 - 00:56
06/06/15

Sabatinelli e Turco: o il prefetto Gabrielli scioglie l’assemblea capitolina, o la magistratura rivede le imputazioni

In riferimento ai nuovi arresti e agli sviluppi dell’inchiesta “Mafia Capitale” Diego Sabatinelli, Coordinatore di “Roma Radicale per il diritto alla conoscenza” e Maurizio Turco, Tesoriere del Partito Radicale, hanno dichiarato:

"Se è vero come è vero che sono stati contestati l’associazione di stampo mafioso -il 416 bis- ad alcuni degli arrestati di questa mattina, tra i quali ricordiamo figurano consiglieri comunali anche di maggioranza e funzionari apicali del Comune, riteniamo ci siano solo due possibilità: o la magistratura rivede le imputazioni; oppure il Prefetto Gabrielli scioglie l’assemblea. Per stare alla legge. Se poi bisogna stare alla 'politica' si può anche far finta di non vedere il livello di penetrazione dell’associazione a delinquere, per intenderci quella che consente di commissariare decine di comuni nel resto d’Italia".

"Ci sarebbe poi il senso di responsabilità politica vera e propria che spetterebbe al Sindaco Marino. Ma ci pare che questa sia una responsabilità che il primo cittadino non intenda esercitare. Arrivederci alla prossima retata".

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Nicola Vono ci ha lasciati

Radicali Italiani - Sab, 06/06/2015 - 20:22
06/06/15

Nicola Vono, tesoriere dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta fino al 2013 e già membro del Comitato Nazionale di RadicalI Italiani, è morto questa mattina, sabato 6 giugno, a Torino

Se ne è andato a 35 anni, troppo perché lo si possa accettare. Nicola Vono da molti anni ha regalato energia, impegno e passione ai Radicali e alle sue convinzioni. Ha condiviso il tentativo dell'Associazione Aglietta di Torino e delle altre organizzazioni Radicali di assicurare libertà e diritti agli altri, a chi non vedeva ma sentiva attorno a se. Esuberante e brillante, la sua voce e la sua determinazione bucavano la gabbia del buio nella quale viveva da anni.  Esprimo, a nome di Radicali Italiani, della segretaria Rita Bernardini e del presidente Riccardo Magi la massima vicinanza possibile a famigliari ed amici

Valerio Federico

 

Nicola Vono ci ha lasciati. Il 15/5, poco piu di venti giorni fa, eravamo insieme  con Mina Welby a Verbania per promuovere una legge sul testamento biologico in Piemonte. Ora Nic non c'è più. Per me era come un fratello minore. Aveva 35 anni e una gran voglia di fare, malgrado fosse non vedente. Quando c'era si faceva sentire, a volte fin troppo. Certamente si sentirà la sua mancanza.

Da ben oltre 10 anni ha seguito passo dopo passo le iniziative e le lotte radicali. Non accettava le limitazioni che derivavano dall'essere non vedente tanto che ha proseguito a muoversi da solo prendendo i mezzi pubblici fino a pochi mesi fa. Il bastone lo aveva accettato da poco e con molte remore.

Desiderava una vita come gli altri e soffriva perché si sentiva oppresso da quegli occhi che non vedevano più anche se fino a 10/15 anni avevano fatto il loro lavoro.

Lottava per la libertà della ricerca scientifica e per i diritti dei disabili. Di recente con l'Associazione Coscioni aveva fatto iniziative per il rispetto della legge sui PEBA. Collaborava con il mondo socialista e in particolare con il Gruppo di Volpedo.

L'Associazione Aglietta era un pezzo importante della sua vita (è stato tesoriere e per anni nella Giunta di segreteria). Con noi si sentiva a casa.

Ci teneva che i diritti civili fossero al centro della nostra azione; faremo di tutto per non deluderlo.

Domenica 24/5 è intervenuto al congresso straordinario dell'aglietta, è stato purtroppo il suo ultimo atto politico.

Morire non è mai giusto, nemmeno a 100 anni, posso dire solo che questa scomparsa è particolarmente ingiusta e inaccettabile. Eppure dobbiamo farcene una ragione.

Ciao Nic.

Igor Boni

 

Come era ormai inevitabile, date le estreme condizioni cliniche dopo le complicazioni seguite al l'asportazione urgente di un voluminoso meningioma, abbiamo saputo dalla sorella Ilaria che Nicola Vono è stato dichiarato morto questa mattina. Siamo increduli e c'è un altro grande

vuoto da superare. Nicola era con l'Aglietta da sempre, critico, stimolante, incazzato, ma sempre utile nelle nostre discussioni.

Sembriamo robusti, ma siamo fatti di carta velina. Ciao Nik e buon viaggio ovunque tu stia andando o sia arrivato. Ciao.

Silvio Viale

 

Voglio ricordarlo così, con questa foto di gruppo di una domenica del 2008, all'arrivo di una Stratorino particolare, quella che gli amici radicali corsero srotolando all'arrivo la bandiera del Tibet, poiché era l'anno delle Olimpiadi di Pechino e si sperava che l'Occidente potesse fare qualcosa per la libertà di quel martoriato popolo. Lui era lì, nel cielo terso di quella mattina, con lo sguardo un po' sperduto da ipovedente e con un pallone in mano, quel pallone che gli era stato così caro perchè in altri tempi riusciva anche a schiacciarlo in un canestro. Era stata una delle sue sfide, una delle tante, come quella di diventare un assiduo militante dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, lui che si sentiva un figlio del popolo, nipote di quel nonno socialista che amava ricordare. La politica era importante per lui e la viveva con assoluta passione, a volte persino con cocciutaggine, a dispetto del buio che oramai sempre più l'avvolgeva. Nicola Vono ci ha lasciati, a soli 35 anni, e noi siamo qui attoniti a ripensare a tutta la sua grande voglia di vivere, alle lunghe e a volte estenuanti discussioni, all'affetto che ci legava. Addio Nik. Spero che tu corra sopra le nuvole insaccando canestri uno dopo l'altro”

Caterina Simiand (dalla pagina Facebook)

 

Ciao Nic, ti voglio ricordare così come ci siamo salutati l’ultima volta che ci siamo visti, in un campetto da basket deserto, io a bordo campo e tu nel mezzo.

Volevi dimostrarmi a tutti i costi come, anche senza vederci, saresti riuscito a mettere la palla nel canestro. Ti prendevo in giro ma ci riuscivi davvero.

“Bisogna solo continuare a provarci, zia”

Eri fatto così: davi anima e corpo alle tue passioni, fossero esse il basket o la politica, e nonostante le tue difficoltà non mollavi. Giù a muso duro, scassaminchia sempre, come i protagonisti delle tue canzoni preferite

Mi mancherai”

Nathalie Pisano (dalla pagina Facebook)

 

Per tutti noi che abbiamo solo una percezione del reale Nik non c'è più. I ricordi di lui, dei suoi interventi, ora prendono nuovo significato. Nik sprizzava vita da tutti i pori. I vari incontri con lui in assemblee e conferenze stampa, l'ultima quella di Torino all'Associazione Adelaide Aglietta del 15 maggio sulla consegna della petizione alla Regione Piemonte per una legge regionale simile a quella del Fiuli VG, volta all'inserimento delle DAT nella tessera sanitaria. Poi il viaggio con lui e il Presidente Igor Boni a Verbania, dove intervenne nella conferenza stampa per la stessa petizione alla regione Piemonte sulle DAT. 

In particolare mi ha stupito in quel contatto amichevole la sua ironia e come esprimesse la sua percezione dell'altro in modo più profondo di quello che noi vedenti spesso riusciamo a fare. 

Ciao, Niko, che la terra ti sia lieve! e che la tua morte non opportuna per la tua giovinezza non sia di infinito peso a chi ti ama, alla tua famiglia, agli amici e ai compagni radicali.

Mina Welby

 

 

Un articolo di Nicola Vono

Marciando e correndo verso la Casa Bianca, passando attraverso un diamante, un ring, un palazzetto

di Nicola Vono (Agliettanews, numero 44 del 28 gennaio 2009)

 

In questi giorni alcune immagini hanno mostrato Barack Obama giocare a basket, e da buon chicagoano indossare la canottiera dei Bulls, ovviamente con il 23 sulle spalle.

Questo fatto ha una sua rilevanza, che va oltre il possibile tifo del Presidente, perché le figure, vere proprie icone moderne, dello sport americano, i campioni di colore, hanno trasceso e battuto il connotato razziale, hanno abbattuto le barriere, e in un certo senso spianato la strada a Barack Obama.

Se oggi un afroamericano può sedere alla Casa Bianca, significa che molto è cambiato da quel lontano 1947 quando Jackie Robinson fu il primo giocatore nero di baseball, o da quel 1966 quando per la prima volta nella storia una squadra di college basketball, Texas Western, schierò un quintetto base tutto di atleti di colore, che sconfisse in finale Kentucky, nella quale non c'era e non poteva esserci alcun giocatore di colore.

Muhammed Alì prima, Michael Jordan dopo, hanno travalicato ogni confine razziale, hanno fatto sognare ogni ragazzo, uomo a prescindere dal colore della propria pelle, e a prescindere dal loro credo sportivo.

Questo è un elemento che non dobbiamo sottovalutare, soprattutto in una realtà come quella americana, che vive di contraddizioni, ma anche di forte e viva dinamicità, in una realtà dove lo sport, molto più che in Europa, è una vera e propria ancora di salvezza per centinaia di migliaia di ragazzi che vivono in realtà molto difficili, un'occasione per uscire dal ghetto, per letteralmente "salvarsi" la vita. Sono numerosi i casi di giocatori NBA che hanno i più cari e stretti amici morti in qualche sparatoria o per qualche proiettile vagante; o casi come quelli di Leon Powe che possono passare, anche qui letteralmente, dal dormire in una macchina con il fratellino, con la madre in carcere e la casa distrutta dalle fiamme, al diventare un campione NBA con i Boston Celtics.

Non era così scontato 30 o 40 anni fa, che ad un atleta nero, Michael Jordan, fosse riservato in ogni palazzetto una standing ovation di diversi minuti nella sua ultima stagione. Certo, c'è il dato di ammirazione sportiva, del "love for the game", ma dati alla mano non in tutti gli Usa, ad esempio, il prodotto NBA, ovvero uno sport dove c'è una predominanza degli afroamericani, fisica e tecnica, quindi economica, si vende facilmente, anche per motivazioni sociologiche che non ho ora lo spazio per esaminare.

Forse è vero quello che dice Pannella, che quel sistema lì, quelle regole di democrazia, ogni tot anni producono un fatto nuovo capace di cambiare la politica, l'America, il mondo all'improvviso.

Nella speranza che il President Obama sia questo fatto nuovo, io sono fortemente convinto che ci sia un filo rosso che collega le marce del reverendo King, i pugni di Cassius Clay, il galleggiare nell'aria di MJ e l'attuale inquilino della Casa Bianca”.

 

 

 

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Fecondazione, Gallo: decisione Corte non profila vuoto normativo

Radicali Italiani - Ven, 05/06/2015 - 17:26
05/06/15

Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, ha dichiarato:

"In merito alle motivazioni pubblicate oggi dalla Corte Costituzionale sulla cancellazione del divieto di accesso alla Pma per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche, previsto dalla legge 40, occorre fare chiarezza:

  1. Non si profila nessun vuoto normativo;
  2. Dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza le coppie fertili affette o portatrici di malattia genetica potranno accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita per poter accedere a indagini cliniche diagnostiche sull’embrione;
  3. Il legislatore aggiornerà le norme in linea con l'evoluzione tecnico-scientifica, come previsto dalla stessa legge 40;
  4. la Pgd è lecita e prevista dalla legge 40".
Leggi la scheda tecnica alle motivazioni a cura del collegio legale Gallo, Baldini, Calandrini.

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Eutanasia: Cappato, Strasburgo garantisce il diritto a interrompere le terapie anche senza biotestamento

Radicali Italiani - Ven, 05/06/2015 - 16:51
05/06/15

Dichiarazione di Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni:

"La sentenza di Strasburgo conferma a livello europeo ciò che la sentenza Englaro aveva già affermato in Italia: il diritto ad interrompere le terapie va rispettato anche in assenza di un testamento biologico scritto. In questo senso, un progetto di legge proibizionista come il ddl Calabrò della scorsa legislatura sarebbe contrario ai diritti umani fondamentali".

"Una buona legge sull'eutanasia e il testamento biologico sarebbe dunque utile, a condizione di estendere e rafforzare le garanzie per la libertà di scelta. La sentenza di Strasburgo rafforza l'urgenza di discutere in Parlamento la nostra legge di iniziativa popolare depositata nel 2013".

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Strasburgo garantisce il diritto a interrompere le terapie anche senza biotestamento scritto

Luca Coscioni - Ven, 05/06/2015 - 15:58
Strasburgo garantisce il diritto a interrompere le terapie anche senza biotestamento scrittoMarco Cappato5 Giu 2015Testamento biologico

La sentenza di Strasburgo conferma a livello europeo ciò che la sentenza Englaro aveva già affermato in Italia: il diritto ad interrompere le terapie va rispettato anche in assenza di un testamento biologico scritto. In questo senso, un progetto di legge proibizionista come il ddl Calabrò della scorsa legislatura sarebbe contrario ai diritti umani fondamentali.

Una buona legge sull'eutanasia e il testamento biologico sarebbe dunque utile, a condizione di estendere e rafforzare le garanzie per la libertà di scelta. La sentenza di Strasburgo rafforza l'urgenza di discutere in Parlamento la nostra legge di iniziativa popolare depositata nel 2013.

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Vi presento il protagonista dell'abolizione della pena di morte in Nebraska (1/2)

Partito Radicale - Ven, 05/06/2015 - 15:10
05/06/2015

Nero, 77 anni, indipendente, il senatore Ernie Chambers è l’assoluto protagonista della recente conquista abolizionista in Nebraska. Da sempre attivista per i diritti civili, è un leader riconosciuto della minoranza nera e l'unico parlamentare di colore del Nebraska, uno Stato quasi al centro esatto degli Stati Uniti, popolato da meno di 2 milioni di abitanti, con un'economia basata su agricoltura e allevamento e un indirizzo politico tradizionalmente conservatore.

L’uomo ha diversi soprannomi: “l’anticonformista del Nebraska”, “il nero più arrabbiato del Nebraska” o, definizione, che lui preferisce, “il difensore degli oppressi”. Veste sempre in jeans e t-shirt, anche in Parlamento. Figlio di un pastore protestante, Chambers si professa da sempre ateo, laureato in legge fuoricorso, non si è mai iscritto all’albo degli avvocati per polemica contro l’istituzione forense. Nel 1963 è stato assunto alle Poste, per licenziarsi poco dopo per “insubordinazione”. Ha poi lavorato come barbiere.

Ha iniziato la sua attività politica come “portavoce” della comunità di colore, durante i “disordini di Omaha” nell’estate 1966. Nel 1970 morì il deputato dell’11° Distretto, quello della zona di Omaha Nord, un'area ad alto tasso di criminalità, teatro di scontri tra giovani di colore e polizia. Chambers si candidò e venne eletto in un parlamento che all’epoca aveva una fortissima maggioranza conservatrice.

Ogni anno, dal 1973 al 2009, Chambers ha presentato una proposta di legge abolizionista, proposta che, per motivi procedurali, veniva messa al voto ogni due anni. Nel 2009, con una modifica costituzionale che fissava un tetto di due mandati consecutivi, non ha potuto ricandidarsi. Rimasto fuori per una legislatura, è stato rieletto nel 2012 con una valanga di voti. Ha ripresentato la “sua” legge nel 2013, incassando l'approvazione in Commissione giustizia per 7-0. Il suo disegno è andato però in stallo a seguito di una procedura di ostruzionismo.

Ripresentato ancora in vano nel 2014, quest’anno, al 37° tentativo, il ddl è passato 8-0 in Commissione giustizia e successivamente 30-13, 30-16 e 32-15 nei tre voti d’aula. Il Governatore repubblicano Pete Ricketts aveva preannunciato il veto, che è stato poi superato. In Nebraska, una legge può entrare in vigore, nonostante il veto del Governatore, se il parlamento la vota due volte con una maggioranza qualificata di 2/3, ossia con almeno 30 voti. 

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Fecondazione-Consulta, legali Ass. Coscioni: soddisfatti per motivazioni che aprono la strada ad una maggiore tutela per coppie e nascituro

Radicali Italiani - Ven, 05/06/2015 - 15:09
05/06/15

Pubblicata ora sul sito della Corte Costituzionale la sentenza che ha stabilito che il divieto di accesso alle tecniche di fecondazione assistita, in particolare alla diagnosi pre-impianto, per le coppie fertili  portatrici di patologie genetiche, previsto dalle legge 40 del 2004, è incostituzionale

Così commentano Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Gianni Baldini, Angelo Calandrini, i tre avvocati delle due coppie ricorrenti: “Lo scorso 14 maggio ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 1, commi 1 e 2, e 4, comma 1, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui non consentono il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili, rispondenti ai criteri di gravità di cui all’art. 6, comma 1, lettera b), della legge 22 maggio 1978, n. 194 (Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza), accertate da apposite strutture pubbliche.

Appena la sentenza sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale le coppie fertili affette o portatrici di malattia genetica potranno accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita per poter accedere a indagini cliniche diagnostiche sull’embrione.

Per accedere, un medico dovrà certificare che quella coppia è portatrice o affetta da patologia genetica: questo  per esigenza di cautela “al fine esclusivo della previa individuazione di embrioni cui non risulti trasmessa la malattia del genitore comportante il pericolo di rilevanti anomalie o malformazioni (se non la morte precoce) del nascituro, alla stregua del medesimo “criterio normativo di gravità” già stabilito dall’art. 6, comma 1, lettera b), della legge n. 194 del 1978”.

In altre parole se il medico ritiene che sussista un pericolo per la salute fisico-psichica della donna a seguito di una gravidanza con un feto affetto dalla patologia genetica, allora può disporre l’indagine pre-impianto. Quindi, come si ha diritto all'aborto terapeutico oltre il 3° mese di gravidanza, dopo aver fatto l'amniocentesi, così la coppia potrà accedere alla fecondazione medicalmente assistita e fare subito la diagnosi pre-impianto e sussistendo i requisiti si può decidere di non procedere all'impianto dell'embrione.

La parole dei giudici sono chiare: “Sussiste, in primo luogo, un insuperabile aspetto di irragionevolezza dell’indiscriminato divieto […] Vale a dire che il sistema normativo, cui danno luogo le disposizioni censurate, non consente (pur essendo scientificamente possibile) di far acquisire “prima” alla donna una informazione che le permetterebbe di evitare di assumere “dopo” una decisione ben più pregiudizievole per la sua salute”.

I giudici hanno anche chiarito che è compito del legislatore introdurre apposite disposizioni al fine della auspicabile individuazione (anche periodica, sulla base della evoluzione tecnico-scientifica) delle patologie che possano giustificare l’accesso alla PMA di coppie fertili e delle correlative procedure di accertamento (anche agli effetti della preliminare sottoposizione alla diagnosi preimpianto) e di una opportuna previsione di forme di autorizzazione e di controllo delle strutture abilitate ad effettuarle (anche valorizzando, eventualmente, le discipline già appositamente individuate dalla maggioranza degli ordinamenti giuridici europei in cui tale forma di pratica medica è ammessa).

Il richiamo è in linea con la stessa legge 40 che prevede l’aggiornamento periodico almeno ogni 2 anni delle linee guida in base all’evoluzione scientifiche delle tecniche e un sistema di controllo e autorizzazione dei centri che possono eseguire tutte le tecniche di Pma per cui sono autorizzati.

La decisione inoltre apre all'evoluzione delle tecniche per una individuazione delle patologie, con un richiamo al legislatore ad aggiornare norme e indicazioni in linea con l'evoluzione della scienza.

Con tale spirito oggi dopo questa buona e giusta sentenza, chiediamo al legislatore di cancellare il prossimo divieto che presto sarà all'esame della corte Costituzionale: il divieto di utilizzo di embrioni per la ricerca scientifica.

LEGGI LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

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Le dimissioni e l'eredità di Blair in Medio Oriente

Partito Radicale - Ven, 05/06/2015 - 15:08
05/06/2015

"Non si intravede ancora nessun orizzonte politico" tra Israele e Palestina. È quanto si legge nelRapporto dell'Ufficio del Quartetto per il Medio Oriente, presentato a Bruxelles il 27 maggio scorso, giorno in cui il suo Rappresentante, Tony Blair, ha lasciato dopo 8 anni questo incarico non remunerato. Lo stesso mese è uscito un altro Rapporto sul Medio Oriente e il conflitto israelo-palestinese: s'intitola “Strangling Necks” (Colli Strangolati). È di Amnesty International, che (finalmente) si occupa di torture, abusi e uccisioni sommarie e arbitrarie perpetrate nel biennio 2014/2015 da Hamas contro i Palestinesi che abitano la Striscia di Gaza. L'uscita praticamente contemporanea e i contenuti dei due rapporti sono una coincidenza tanto inquietante quanto rivelatrice.

Inquietante perché l'Ufficio del Quartetto segnala una contrazione dell'economia palestinese del 15%, di un PIL che supera di pochissimo quello del Sudan, di 38 giorni e 1425$ necessari perché un'impresa di Gaza importi un container (in un paese del Medio Oriente o dell'Africa del Nord servono 24 giorni e 1307$) e di un'instabilità politica persistente a causa della mancata riconciliazione tra Al Fatah e Hamas, due fazioni di cui, tra l'altro, non viene fatta la minima distinzione.

Rivelatrice perché oltre ad apprendere più dettagliatamente quali siano i crimini commessi soprattutto dalle brigate Al Qassam (il braccio armato del gruppo palestinese Hamas che controlla Gaza dal 2007), si ha la conferma, come se vi fosse ancora bisogno, che negli otto anni di Blair Rappresentante del Quartetto, la regione non solo non ha visto alcun miglioramento politico, ma non ha nemmeno avviato un minimo progresso in campo economico e sociale, aspetti sui quali l'ex Primo ministro britannico ha speso molte parole. Parole, appunto. I fatti li ha provocati in altre aree del mondo e con l'obiettivo di arricchire altri, a partire da se stesso.

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Soddisfazione per motivazioni della sentenza sull'accesso alla fecondazione assisita Si apre la strada ad una maggiore tutela per coppie e nascituro

Luca Coscioni - Ven, 05/06/2015 - 13:39
Soddisfazione per motivazioni della sentenza sull'accesso alla fecondazione assisita Si apre la strada ad una maggiore tutela per coppie e nascituro Gallo, Baldini, Calandrini5 Giu 2015Fecondazione assistita

  Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni

 Pubblicata ora sul sito della Corte Costituzionale la sentenza che ha stabilito che il divieto di accesso alle tecniche di fecondazione assistita, in particolare alla diagnosi pre-impianto, per le coppie fertili  portatrici di patologie genetiche, previsto dalle legge 40 del 2004, è incostituzionale.

[Leggi la sentenza QUI] [Leggi la scheda tecnica QUI]

Così commentano Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Gianni Baldini, Angelo Calandrini, i tre avvocati delle due coppie ricorrenti : “Lo scorso 14 maggio ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 1, commi 1 e 2, e 4, comma 1, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui non consentono il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili, rispondenti ai criteri di gravità di cui all’art. 6, comma 1, lettera b), della legge 22 maggio 1978, n. 194 (Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza), accertate da apposite strutture pubbliche.

 Appena la sentenza sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale  le coppie fertili affette o portatrici di malattia genetica potranno accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita per poter accedere a indagini cliniche diagnostiche sull’embrione.

 [Leggi la storia delle coppie  QUI E QUI][Indice delle decisione sulla legge 40] [Cosa resta della legge 40]

 Per accedere, un medico dovrà certificare che quella coppia è portatrice o affetta da patologia genetica: questo  per esigenza di cautela “al fine esclusivo della previa individuazione di embrioni cui non risulti trasmessa la malattia del genitore comportante il pericolo di rilevanti anomalie o malformazioni (se non la morte precoce) del nascituro, alla stregua del medesimo “criterio normativo di gravità” già stabilito dall’art. 6, comma 1, lettera b), della legge n. 194 del 1978.”

 In altre parole se il medico ritiene che sussista un pericolo per la salute fisico-psichica della donna a seguito di una gravidanza con un feto affetto dalla patologia genetica, allora può disporre l’indagine pre-impianto. Quindi, come si ha diritto all'aborto terapeutico oltre il 3° mese di gravidanza, dopo aver fatto l'amniocentesi, così la coppia potrà accedere alla fecondazione medicalmente assistita e fare subito la diagnosi pre-impianto e sussistendo i requisiti si può decidere di non procedere all'impianto dell'embrione.

 Le parole dei giudici sono chiare: “Sussiste, in primo luogo, un insuperabile aspetto di irragionevolezza dell’indiscriminato divieto […]Vale a dire che il sistema normativo, cui danno luogo le disposizioni censurate, non consente (pur essendo scientificamente possibile) di far acquisire “prima” alla donna una informazione che le permetterebbe di evitare di assumere “dopo” una decisione ben più pregiudizievole per la sua salute.”

 I giudici hanno anche chiarito che è compito del legislatore introdurre apposite disposizioni al fine della auspicabile individuazione (anche periodica, sulla base della evoluzione tecnico-scientifica) delle patologie che possano giustificare l’accesso alla PMA di coppie fertili e delle correlative procedure di accertamento (anche agli effetti della preliminare sottoposizione alla diagnosi preimpianto) e di una opportuna previsione di forme di autorizzazione e di controllo delle strutture abilitate ad effettuarle (anche valorizzando, eventualmente, le discipline già appositamente individuate dalla maggioranza degli ordinamenti giuridici europei in cui tale forma di pratica medica è ammessa).

Il richiamo è in linea con la stessa legge 40 che prevede l’aggiornamento periodico almeno ogni 2 anni delle linee guida in base all’evoluzione scientifiche delle tecniche e un sistema di controllo e autorizzazione dei centri che possono eseguire tutte le tecniche di Pma per cui sono autorizzati.

 La decisione inoltre apre all'evoluzione delle tecniche per una individuazione delle patologie, con un richiamo al legislatore ad aggiornare norme e indicazioni in linea con l'evoluzione della scienza.Con tale spirito oggi dopo questa buona e giusta sentenza, chiediamo al legislatore di cancellare il prossimo divieto che presto sarà all'esame della corte Costituzionale, il divieto di utilizzo di embrioni per la ricerca scientifica

AllegatoDimensione SENTENZA N.pdf211.88 KB Scheda tecnica sentenza n 96 Corte Costituzionale.pdf353.54 KB
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Droghe: il rapporto europeo conferma che malgrado il proibizionismo non diminuiscono

Luca Coscioni - Ven, 05/06/2015 - 09:17
Droghe: il rapporto europeo conferma che malgrado il proibizionismo non diminuisconoMarco Perduca5 Giu 2015Cannabis terapeutica

Dichiarazione di Marco Perduca, rappresentante all'Onu del Partito
Radicale, membro della giunta dell'Associazione Luca Coscioni:

I dati contenuti nel rapporto pubblicato oggi dall'Osservatorio
europeo per il monitoraggio delle droghe e delle dipendenze conferma
che, malgrado il permanere di politiche altamente punitive in tutta
l'Unione (inclusa Norvegia e Turchia), il fenomeno non accenna a
diminuire, anzi!

Sia che si tratti delle cosiddette "droghe leggere", sia che si parli
di quelle pesanti, le sostanze proibite rimangono fedeli
accompagnatrici delle abitudini di milioni di europei. Non passa
giorno che non vengano "scoperte" nuove sostanze e, anche grazie a
internet e a nuove app, ormai il mercato non e' mai a corto d'offerta.
L'eta' di chi ha un rapporto problematico con le sostanze aumenta,
restano diffusi il poli-consumo e il collegamento coi comportamenti
sessuali a rischio - per non parlare delle ingenti risorse umane e
finanziarie dedicate dagli stati nella "guerra alla droga".

Insomma, un'ennesima conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, dei
fallimenti del proibizionismo e dei problemi creati dall'estensione
del diritto penale al "controllo" di problematiche di tipo
socio-sanitario.

Il 26 di giugno, giornata mondiale contro le droghe, le Nazioni unite
presenteranno il Rapporto mondiale sulle droghe, con queste premesse
europee e' ragionevole ipotizzare che nel resto del mondo la
situazione non sia migliore. Sempre a giugno il Governo italiano
dovrebbe presentare la sua relazione annuale al Parlamento sul
fenomeno degli stupefacenti, e' da sperare che dopo anni di
mistificazioni finalmente si possano avere dati elaborati in modo
scientificamente affidabile sui quali pero' occorre aprire un
dibattito laico per proporre riforme radicali. Procrastinare sarebbe
criminogeno.

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Banche, Radicali-SC: Si rimuova controllo della politica. Governo sostenga nostra proposta

Radicali Italiani - Gio, 04/06/2015 - 18:05
04/06/15

Dichiarazione di Valerio Federico (RI), Mariano Rabino (SC) e Alessandro Massari (RI):

"Fuori la politica dalle banche", questo il senso della proposta di legge del deputato di Scelta Civica, Mariano Rabino, elaborata da Radicali Italiani e già presentata alla Camera, dove ha raccolto un consenso trasversale da parte di membri di quasi tutti i gruppi parlamentari. La proposta mira alla separazione tra politica, banche e fondazioni bancarie.

Per Valerio Federico, tesoriere di Radicali Italiani, "questo sistema ha fallito, la scelta di proseguire nel controllare le banche ha ridotto drasticamente la capacità delle fondazioni di aiutare i loro territori di riferimento". Alessandro Massari, della Direzione Nazionale di Radicali Italiani, ha auspicato una rapida calendarizzazione del provvedimento invitando il premier Renzi a sostenere l’iter della proposta di legge.

"Bisogna tornare allo spirito originario della legge Ciampi - spiega Rabino -, attuando una completa e puntuale dismissione della partecipazione delle fondazioni nelle società bancarie. Tutto ciò, va portato avanti in tempi certi, evitando così che in futuro si ripetano scandali inaccettabili come quello che ha coinvolto Mps".

“In questi giorni – si legge in una nota congiunta di Scelta Civica e Radicali Italiani - il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, ha annunciato l’adozione di misure per aiutare il sistema bancario ad uscire dalle secche del credit crunch del Paese in “tempi rapidissimi", ammettendo così le difficoltà ancora presenti in Italia nella disponibilità di credito per la ripresa effettiva della economia reale del Paese. In Italia le Banche sono state salvate “rovinando” le Fondazioni bancarie: si pensi a quella di Siena, di Genova o Verona. Fondazioni che avrebbero dovuto aiutare le popolazioni disagiate dei territori di riferimento in un momento di crisi epocale dell’economia”.

La proposta di legge, lanciata con l’hastag #Sbanchiamoli!, ha avuto tra i primi sottoscrittori il professore ed economista Mario Baldassarri e ha riscontrato il consenso di studiosi come Alessandro De Nicola e di Tito Boeri, attuale presidente dell’Inps.

Renzi, che ne pensi? #Sbanchiamoli!

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Droga: Perduca, rapporto europeo sulle droghe conferma che malgrado proibizionismo non diminuiscono. Occorrono riforme radicali

Radicali Italiani - Gio, 04/06/2015 - 18:02
04/06/15

Dichiarazione di Marco Perduca, rappresentante all'Onu del Partito Radicale, membro della giunta dell'Associazione Luca Coscioni:

"I dati contenuti nel rapporto pubblicato oggi dall'Osservatorio europeo per il monitoraggio delle droghe e delle dipendenze conferma che, malgrado il permanere di politiche altamente punitive in tutta l'Unione (inclusa Norvegia e Turchia), il fenomeno non accenna a diminuire, anzi!".

"Sia che si tratti delle cosiddette "droghe leggere", sia che si parli di quelle pesanti, le sostanze proibite rimangono fedeli accompagnatrici delle abitudini di milioni di europei. Non passa giorno che non vengano 'scoperte' nuove sostanze e, anche grazie a internet e a nuove app, ormai il mercato non è mai a corto d'offerta. L'età di chi ha un rapporto problematico con le sostanze aumenta, restano diffusi il poli-consumo e il collegamento coi comportamenti sessuali a rischio - per non parlare delle ingenti risorse umane e finanziarie dedicate dagli stati nella 'guerra alla droga'".

"Insomma, un'ennesima conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, dei fallimenti del proibizionismo e dei problemi creati dall'estensione del diritto penale al "controllo" di problematiche di tipo socio-sanitario".

"Il 26 di giugno, giornata mondiale contro le droghe, le Nazioni unite presenteranno il Rapporto mondiale sulle droghe, con queste premesse europee e' ragionevole ipotizzare che nel resto del mondo la situazione non sia migliore. Sempre a giugno il Governo italiano dovrebbe presentare la sua relazione annuale al Parlamento sul fenomeno degli stupefacenti, e' da sperare che dopo anni di mistificazioni finalmente si possano avere dati elaborati in modo scientificamente affidabile sui quali pero' occorre aprire un dibattito laico per proporre riforme radicali. Procrastinare sarebbe criminogeno".

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Italia verso una nuova procedura d'infrazione UE?

Partito Radicale - Gio, 04/06/2015 - 17:55
04/06/2015

Al 28 maggio scorso, l'Italia e altri 10 paesi dell'Unione Europea (Bulgaria, Francia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Svezia) non hanno ancora dato piena attuazione alla direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche. Per questo motivo, la Commissione ha deciso di inviare ai Paesi in questione un “parere motivato”. Si tratta del secondo passaggio della procedura di infrazione. Se entro due mesi non ci sarà l'attuazione completa della direttiva (il termine era scaduto lo scorso 31 dicembre 2014), la Commissione europea potrà deferire i Paesi alla Corte di Giustizia dell'UE.

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Mafia Capitale, Magi: se Pd continua fase ‘cosmetica’ le riforme le faranno i cittadini con delibere e referendum

Radicali Italiani - Gio, 04/06/2015 - 15:23
04/06/15

Dichiarazione di Riccardo Magi, Presidente di Radicali italiani, Consigliere comunale a Roma:

"Da mesi volantiniamo dossier, denunce in Procura e proposte puntuali su rom, centri d’accoglienza, Ostia, rifiuti, emergenza abitativa e patrimonio immobiliare. Non è con la politica degli annunci e nemmeno dei grandi eventi che si supera questa crisi. Anzi senza riformare il sistema di affidamenti e controlli come pensano di gestire Giubileo e Olimpiadi?".

"Per liberare Roma da criminalità organizzata, e politica, servono riforme strutturali, non annunci, né operazioni di maquillage utili solo per rifarsi una verginità, né il lancio di grandi eventi. Anzi, senza riformare il sistema di affidamenti e controlli come pensano di gestire Giubileo e possibili Olimpiadi? Purtroppo finora non solo non si è colta l’occasione di Mafia Capitale per avviare il necessario cambio di rotta, e di verso, ma in attesa dell’annunciata seconda ondata dell’inchiesta, si è perso tempo prezioso spesso perseverando in politiche fallimentari".

"Dopo poche settimane dall'inizio di questa consiliatura, e ben 15 anni dall’ultima elezione di un Radicale nell'Assemblea capitolina, ci siamo resi conto del sistema corrotto e fuori controllo su cui si regge la Capitale, specchio di un Paese dove la criminalità organizzata è anche politica. Ben prima dello scoppio dell’inchiesta, infatti, avevamo sollevato l’attenzione sulla mancanza di trasparenza e controlli interni su spese e affidamenti che ha permesso infiltrazioni criminali; e denunciato, anche alla magistratura, l’'industria della solidarietà' che ruota intorno alla gestione dei centri per immigrati, campi rom e all’emergenza abitativa; la malagestione del ciclo dei rifiuti e del patrimonio immobilitare di Roma Capitale, con sedi regalate a partiti e associazioni amiche; gli abusi delle concessioni demaniali a Ostia e gli appalti per la Metro C, che dopo il nostro esposto sono finiti sotto la lente della magistratura contabile e dell’Autorità anticorruzione di Cantone".

"Contrariamente al partito dell’antipolitica, però, abbiamo messo a disposizione di tutti le nostre proposte per governare in maniera alternativa ed efficace e riportare legalità in ciascuno di questi settori. Al loro arrivo, abbiamo subito consegnato tutti i nostri dossier all’assessore alla Legalità, Alfonso Sabella, e al commissario del Pd capitolino, Matteo Orfini. Purtroppo però il percorso di riforma indispensabile per portare Roma fuori dalla crisi non è stato ancora realmente avviato. Per questo sembra arrivato il momento di chiedere una mano ai cittadini con referendum e delibere popolari per imporre alcune riforme su questi temi centrali, sui quali la politica romana e nazionale è inibita, bloccata".

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Biogas. EcoRadicali: basta biotruffa. 13 giugno presentiamo denuncia alla Commissione Europea

Radicali Italiani - Gio, 04/06/2015 - 11:19
04/06/15

Il 4 giugno EcoRadicali - Associazione Radicale Ecologista parteciperà al convegno sui biogas organizzato in Regione Lazio, su invito del Gruppo "Movimento Cinque Stelle"

Tutto parte dalla Direttiva europea 77 del 2001 sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità.

L’Unione europea ha introdotto la possibilità di realizzare “piccoli impianti a biogas” (ovvero fino a 1 MW) per smaltire “in casa” e a circuito chiuso scarti agricoli.

Gli indirizzi europei sono quindi molto chiari: realizzare un sistema locale, integrato e diffuso, di produzione energetica che, partendo dal risparmio e dal riuso degli scarti, sia anche in grado di produrre reddito integrativo per le piccole imprese agricole.

Ma cosa è successo veramente in Italia?

Quello che poteva essere un ciclo virtuoso è ben presto diventato un ciclo vizioso che, come al solito, arricchisce pochi, avvelena il mercato e l’ambiente: e il tutto con i soldi pubblici.

A partire dalla Legge finanziaria del 2008 sono stati introdotti incentivi economici pagati con una parte delle bollette. 

E, in effetti, dal 2008 ad oggi, si è verificato un vero boom dei biogas: culmine raggiunto nel 2012 grazie ad un incentivo di 28 centesimi per kWh prodotto (il più alto d’Europa) ulteriormente favorito da una legge nazionale in cui si dispensavano gli impianti inferiori a 1 MW dall’affrontare le procedure di screening/VIA e perciò questi impianti sono stati collocati un po’ dovunque senza nessuna tutela per ambiente e popolazione; incentivi poi progressivamente ridotti negli importi, ma prolungati nei tempi di erogazione (da 15 a 20 anni).

Perché bisogna sgonfiare i biogas?

1) Un boom di illegalità

Come sentenziato dalla Corte costituzionale, l’intero processo autorizzativo viola ben due direttive europee che impongono sia la valutazione d’impatto ambientale che la massima partecipazione delle comunità locali per la localizzazione degli impianti. Invece tutto viene deciso sulla testa dei cittadini, tra potentati bancari, “politici” ed economici.

2) Speculazione per pochi, svantaggi per tutti

Le direttive europee impongono l’utilizzo di scarti agricoli ma, per aumentare il tenore energetico (e quindi lucrare maggiormente sugli incentivi) vengono immessi cereali (un impianto da 1mW necessita di 350/400 ettari di colture dedicate): in pratica, usiamo petrolio (per arare i campi, irrigarli, concimarli, etc.) per far finta di produrre “bio”gas, facendo così aumentare le importazioni (e i costi) di cereali per l’alimentazione. I biogas, quindi, li paghiamo due volte: in bolletta e al supermercato.

3) Bisogna difendere le piccole aziende agricole e il paesaggio

I biogas stanno letteralmente bruciando le piccole aziende che non sono “agganciate” con il sistema bancario e politico. Le banche hanno fortemente ridotto il credito agricolo per concentrarlo sulle imprese “bio”energetiche, mentre gli affitti dei terreni nelle zone cerealicole sono raddoppiati nonchè triplicati, rendendo insostenibili i costi per le imprese che invece producono il pane che troviamo sulle nostre tavole.

Stanno avvelenando aria, acqua, suolo; stanno distruggendo il paesaggio e l’agricoltura italiana: è ora di dire non in nostro nome e non con i soldi delle nostre bollette.

In questi anni sono sorti molti comitati per contrastare i biogas. EcoRadicali, l’Associazione Radicale Ecologista, si occupa di questo tema sin dalla sua fondazione, cioè due anni fa.

Dal confronto che abbiamo avuto in più occasioni con i vari comitati, abbiamo maturato l’idea che sia assolutamente prioritario riportare la normativa italiana nell’alveo del Diritto comunitario e quindi riportare i biogas alla funzione originaria, evitando che questi impianti vengano (tra l’altro) utilizzati per il trattamento dei rifiuti, settore nel quale l’Italia è (ad ogni latitudine) inadempiente rispetto alle normative europee. Come dimostrano i continui richiami delle istituzioni europee e le multe (84 milioni di euro/anno solo per la Campania).

Il 13 giugno presenteremo quindi una denuncia alla Commissione europea in tema di biogas. Qualora accolta, questa denuncia potrebbe bloccare in un sol colpo tutte le speculazioni che in ogni parte d’Italia si celano dietro questi impianti della biotruffa.

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Amici che varaste quella legge-burqa vi siete pentiti?

Luca Coscioni - Gio, 04/06/2015 - 10:53
Amici che varaste quella legge-burqa vi siete pentiti?Il Garantista4 Giu 2015Michele De Luca, Filomena GalloFecondazione assistita

La legge 40 del 2004 è quasi giunta al capolinea. L’ultimo colpo lo ha sferrato la Corte Costituzionale il 14 maggio, cancellando il divieto di accesso alla fecondazione assistita per le coppie fertili, portatrici di patologie genetiche. In undici anni sono intervenuti 33 volte i tribunali e 3 volte la Consulta, eliminando le restrizioni più illogiche, ideologiche, dolorose, incompatibili con la Carta Europea, costituzionalmente illegali: divieto di produzione di più di tre embrioni, obbligo di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti, possibilità di diagnosi pre-impianto per le sole coppie infertili, divieto di eterologa. La legge 40, che Le Monde definì subito “legge burqa”, è stata ed è una delle leggi più liberticide della nostra storia repubblicana, frutto del compiacimento dei partiti verso le gerarchie clericali. Il leitmotiv che ha contraddistinto questa norma è stato: proibizione. Ha privato molte coppie italiane del diritto alla salute, del diritto alla libertà procreativa, del diritto ad avere un figlio sano. Questa legge si è infilata tra le lenzuola degli italiani, si è imposta in quello spazio che il padre del liberalismo moderno, John Stuart Mill, definitiva del self-regarding, la sfera privata che un Governo liberale dovrebbe tutelare, non invadere. Quando il testo venne approvato, il 19 febbraio del 2004, al governo c’era Silvio Berlusconi, al Ministero della Sanità Girolamo Sirchia e alla presidenza della Cei, la Conferenza Episcopale Italiana, Camillo Ruini. Sarebbe interessante raccogliere ora le loro valutazioni insieme a quelle di tutti i parlamentari che fortemente vollero questa legge e che si opposero con altrettanta forza al referendum radicale per l’abolizione delle legge. Sarebbe ancora più doveroso, inoltre, che costoro che hanno difeso l'indifendibile in Parlamento, al Governo, in Vaticano, usando potere, soldi e televisioni, facendo perdere più di dieci anni ai malati, alle donne, ai medici e agli scienziati chiedessero scusa e, per i non pochi ancora con incarichi politici e burocratici, si dimettessero. Potrebbero far sorridere, se non fossero drammatiche per le conseguenze che hanno provocato, le dichiarazioni dell’onorevole Fioroni nei giorni di approvazione della legge che sottolineava la preoccupazione dei legislatori che dietro la fecondazione assistita potesse annidarsi “la possibilità di modificare l'essere che dovrà nascere, scegliendone le sembianze somatiche e le caratteristiche psichiche” e che si potesse “successivamente aprire quell'autostrada dell'eugenismo, per cui alla fine il figlio di Dio, ossia quello che deve nascere (uso questo termine per indicare il figlio naturale) e che deve nascere così come è, non venga più accettato e non in base a parametri di fisiologia o di patologia, ma in base al concetto che ciascuno di noi darà della normalità”. Naturalmente le cose stanno in maniera completamente diversa. La nuova sentenza della Corte Costituzionale ha sfatato ogni dubbio riguardo alle accuse di eugenetica rivolte ai genitori che chiedono solo un figlio non affetto dalla loro stessa patologia genetica e non un bambino da catalogo (sarebbe interessante sapere dall’on. Fioroni come pensava di selezionare le caratteristiche psichiche delle blastocisti, ma sorvoliamo). Chi ha la responsabilità politica di questa fallimentare legge è ora che paghi. In questo quadro politico, in cui l’operato dell’Esecutivo langue in tema di diritti civili e libertà fondamentali – fatta forse eccezione per la legge sul divorzio breve – il Ministero della Salute e quello della Ricerca hanno oggi la possibilità di riscattare il passato e porsi dalla parte della ragione, della scienza, delle tutele individuali. Come Associazione Luca Coscioni, insieme a chiunque voglia unirsi a questo fronte di campagna politica mai fermatosi dal quel 2004 con Luca Coscioni e i radicali, siamo pronti a riattivarci per cancellare gli ultimi divieti rimasti: quello di ricerca sugli cellule staminali embrionali e quello per l'accesso dei single e coppie dello stesso sesso alla fecondazione assistita. Chiediamo infatti alla Ministra Lorenzin, alla Ministra Giannini e ai Parlamentari tutti di non aspettare che siano i giudici italiani ed europei a spiegare che anche gli ultimi divieti della legge 40 sono contrari alle libertà fondamentali della persona.  Nel rispetto delle norme generali, utilizziamo per la ricerca gli embrioni non idonei per una gravidanza, come accade già all'estero. Lasciarli inutilizzati dentro ai frigoriferi rappresenta solo un freno alla ricerca e alla possibilità di cura di molte malattie invalidanti, mentre ricercatori di altri Paesi stanno già sperimentando (o sono in procinto di sperimentare) le staminali embrionali su patologie della retina e sulla malattia di Parkinson. E forse un giorno potranno trattare malattie come l’Alzheimer o la sclerosi laterale amiotrofica – quella che uccise Luca Coscioni – mentre i ricercatori italiani staranno a guardare, imbrigliati nelle maglie di quel che ancora rimane della legge 40.

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Stephen Hawking: 'Se sarò un peso opterò per l'eutanasia'

Luca Coscioni - Gio, 04/06/2015 - 10:23
Stephen Hawking: 'Se sarò un peso opterò per l'eutanasia'Ansa4 Giu 2015Eutanasia

Lo scienziato in vita più brillante del mondo. Che però non vuole essere un peso per nessuno. Stephen Hawking, il noto fisico studioso dell'universo e fautore della teoria del tutto, considera "il suicidio assistito solo in caso di grave sofferenza, oppure se mi rendessi conto di non poter più dare un contributo all'umanità e di essere soltanto un peso per chi mi sta intorno" - secondo quanto sostiene in un'intervista (non ancora trasmessa) concessa a Dara O’Briain per un nuovo programma della televisione britannica Bbc, ma di cui il Telegraph ha fornito un'anticipazione. Il fisico, che ha anche recentemente ispirato un commovente film sulla sua vita, ha 73 anni ed è affetto dalla malattia del motoneurone che lo ha immobilizzato e condannato a comunicare con un sintetizzatore vocale, ma è convinto che "tenere in vita qualcuno contro la sua volontà è il trattamento più indegno che possa esserci".

Hawking spera ancora di poter svolgere attività di studio e di ricerca. "Sarò spacciato se morirò prima di aver districato altri dubbi sull'universo". Lo scienziato esprime anche un profondo senso di solitudine: "La gente ha paura di parlarmi, oppure non ha tempo per aspettare la mia risposta scritta. Vorrei poter tornare a nuotare. Quando i miei figli erano piccoli, avrei voluto poter giocare con loro".

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Rassegna stampa - Il Comune di Ancona approvi il PEBA (piano eliminazione barreire architettoniche)

Luca Coscioni - Mer, 03/06/2015 - 21:13
Rassegna stampa - Il Comune di Ancona approvi il PEBA (piano eliminazione barreire architettoniche)3 Giu 2015Renato BiondiniBarriere architettoniche AllegatoDimensione CAdriatico03062015.jpg294.33 KB
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Eutanasia, sottosegretario Buitoni: "È una questione non procrastinabile".

Luca Coscioni - Mer, 03/06/2015 - 16:15
Eutanasia, sottosegretario Buitoni: "È una questione non procrastinabile".Ass. Coscioni3 Giu 2015Eutanasia

Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni 

 Il sottosegretario alla Cultura Borletti Buitoni ha dichiarato ai lavori del Consiglio Generale dell'Associazione Luca Coscioni in corso ad Orvieto: "Il numero dei parlamentari favorevoli alla calendarizzazione della proposta di legge per la legalizzazione dell'eutanasia promossa dall'Associazione Luca Coscioni sono 107. Devono divenire almeno il 50%. Quando ho chiesto ai miei colleghi parlamentari di sostenere la proposta di legge ho riscontrato ignoranza, diffidenza e timore. Non siamo un Paese laico. Il lavoro dell'Associazione Luca Coscioni è quello di evitare che, quando ci sarà la calendarizzazione, avvenga il mercanteggio del compromesso a scapito dei contenuti, che è pericolosissimo quando si parla di diritti civili. Non dobbiamo fare una legge, dobbiamo fare una buona legge, la cui paternità deve rimanere dell'Associazione Coscioni. Il mio impegno sarà ribadire i contenuti portati avanti dall'Associazione e aumentare i parlamentari favorevoli alla calendarizzazione. La questione dei diritti civili, come quello dell'eutanasia non è procrastinabile", Conclude Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e promotore della campagna www.eutanasialegale.it: " Prosegue la mia disobbedienza civile con Mina Welby e Gustavo Fraticelli: a breve, entro giugno, accompagneremo altre persone in Svizzera per ottenere l'eutanasia, violando la legge italiana che inquadra questa iniziativa come concorso dell'omicidio del consenziente. Tutte le informazioni su www.SosEutanasia.ito scrivendo a m.cappato@radicali.it".

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