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Carceri: Governo e parlamento devono porre immediatamente rimedio a questa strage di Stato

Radicali Italiani - Lun, 29/06/2015 - 15:39
29/06/15

Come riportato dall’Osapp domenica 28 giugno ha perso la vita un detenuto di 55 anni ristretto nel carcere di Sollicciano, a seguito, probabilmente, della contemporanea assunzione di metadone e altre sostanze. "Si tratta dell’ottava morte nel carcere di Sollicciano dall’inizio dell’anno, probabilmente la seconda per overdose - hanno dichiarato Maurizio Buzzegoli e Massimo Lensi, rispettivamente segretario e presidente dell’Associazione per l’iniziativa radicale 'Andrea Tamburi' - è innegabile che questa situazione costituisca un’emergenza alla quale il Governo e il Parlamento dovrebbero porre immediatamente rimedio per evitare di essere ulteriormente complici di questa strage di Stato".

I due esponenti radicali hanno inoltre evidenziato il caso della morte sospetta di ieri: "Se venisse confermata l’ipotesi di overdose, la circostanza assume connotati ancora più drammatici: com’è possibile che nel 2015 si possa ancora morire di overdose? Com’è possibile che questo avvenga proprio in carcere, quindi in custodia dello Stato?". Buzzegoli e Lensi, infine, hanno ribadito la proposta radicale di amnistia e indulto: "Anche il Presidente emerito Napolitano nel suo messaggio alle Camere chiese al Parlamento di prendere in seria considerazione la possibilità dei provvedimenti di amnistia e indulto: gli unici in grado di ripristinare la Giustizia e lo Stato di Diritto nel nostro Paese".

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Associazione Piemonte-Russia si appresta a promuovere la negazione della verità

Radicali Italiani - Lun, 29/06/2015 - 15:36
29/06/15

È stata costituita nelle aule del Consiglio regionale e alla presenza della vice-presidente Daniela Ruffino l'Associazione Piemonte Russia. Nel comunicato riportato sul sito del Consiglio regionale si legge che Gianluca Savoini, presidente di Lombardia Russia dichiara tra le altre cose che: “Il mondo attuale, perso in un delirio mondialista, è la negazione del mondo tradizionale come noi lo abbiamo conosciuto e la Russia pare oggi l’unico baluardo e l’unico faro verso cui guardare con speranza".

La dichiarazione in merito dei coordinatori dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, Igor Boni, Marco del Ciello e Silvja Manzi, anche membro del Comitato regionale per i Diritti Umani:

“Sentivamo proprio la mancanza di un’associazione promossa con tutti i crismi dell'ufficialità che si appresta a negare la verità sulle malefatte del regime di Putin. Peraltro basterebbe leggere i rapporti internazionali indipendenti per verificare che la Russia si posiziona costantemente in fondo alle classifiche dei diritti e delle libertà. E questo a scapito, innanzitutto, dei suoi cittadini vittime di un regime non democratico.

Affermare che la Russia di oggi è l'unico baluardo e l'unico faro verso cui guardare con speranza fa accapponare la pelle se si pensa alle decine di giornalisti uccisi, alla violazione dei diritti umani, alla impossibilità per gli omosessuali di esprimere le proprie opinioni, alle morti 'accidentali' di vari oppositori, alle stragi perpetrate in Cecenia, alla invasione della Georgia e, oggi, alla violazione di ogni diritto internazionale in Ucraina. 

La libertà di espressione consente ovviamente a tutti, perfino a fanatici filorussi, di dire la loro. Che questo accada nelle aule del Consiglio regionale del Piemonte non è accettabile e occorre subito una presa di distanze ufficiale da queste affermazioni fuori da ogni logica, inaccettabili e, soprattutto, false".

Leggi il comunicato del Consiglio regionale

 

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Marco Pannella e Rita Bernardini parteciperanno martedì 30 giugno alla festa che si terrà all'interno del carcere di Taranto per salutare con amicizia e affetto il Presidente del Tribunale di Sorveglianza,Massimo Brandimarte

Radicali Italiani - Lun, 29/06/2015 - 09:09
29/06/15

Il leader radicale Marco Pannella e la segretaria di Radicali Italiani Rita Bernardini parteciperanno martedì prossimo 30 giugno alle ore 11 alla festa che si terrà all'interno del carcere di Taranto "Carmelo Magli" per salutare con amicizia e affetto il Presidente del Tribunale di Sorveglianza, Massimo Brandimarte, che ha deciso di lasciare con largo anticipo la magistratura, dopo 35 anni di servizio e 43 di lavoro complessivo.

Pannella e Bernardini, invitati alla festa dallo stesso Brandimarte e dalla direttrice dell'istituto Stefania Baldassari, saranno presenti con un'ampia rappresentanza di militanti e dirigenti radicali pugliesi.

In una lettera-email inviata all'indirizzario radicale pugliese Rita Bernardini ricorda come nelle visite di sindacato ispettivo da lei effettuate nelle carceri italiane, l'istituto di Taranto sia stato l'unico in cui i detenuti abbiano dimostrato di apprezzare il lavoro della magistratura di sorveglianza, rigorosa a rispondere senza ritardi a tutte le istanze e attentissima al percorso individualizzato di risocializzazione che per imperativo costituzionale deve essere assicurato ad ogni condannato. Proprio grazie alla collaborazione con il Tribunale di Sorveglianza – osserva Bernardini nell'email – Direttrice e Comandante sono riusciti a governare per anni e nel migliore dei modi il drammatico stato di sovraffollamento e le carenze strutturali dell'istituto tarantino che ancora persistono nonostante alcuni miglioramenti.

"Mi dispiace che Brandimarte abbia deciso di lasciare anticipatamente il suo lavoro – ha dichiarato Rita Bernardini - ma lo comprendo: non deve essere facile da sopportare un impegno quotidiano portato avanti con grande professionalità e umanità quando si ha a che fare con un sistema, quello dell'organizzazione giudiziaria italiana, in cui la magistratura associata agisce in modo corporativo e autoreferenziale. Di una cosa sono certa: il dott. Brandimarte continuerà a dare il suo esemplare contributo al servizio dei principi costituzionali, troppo spesso ridotti a mera carta straccia dai rappresentanti delle istituzioni che dovrebbero invece incarnarli".

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lettera al Presidente della Giunta Regionale delle Marche

Luca Coscioni - Sab, 27/06/2015 - 22:44
lettera al Presidente della Giunta Regionale delle MarcheRenato Biondini, Ruggero Fabri28 Giu 2015Politica

 

Ancona   28   giugno  2015

 

lettera  aperta

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         Al  Al Presidente della Giunta Regione Marche

                                     prof.  Luca Ceriscioli

          

Egregio  prof. Ceriscioli,  intanto ci congratuliamo con lei per la sua nomina alla carica di Presidente della Giunta Regionale delle Marche.

 

Come saprà l’associazione Luca Coscioni  si batte per i diritti civili delle persone come la libertà di cura e di ricerca scientifica, i diritti dei disabili e il diritto all’autoderminazione sul fine vita, è evidente che  si tratta di temi che vanno ad incidere sulla qualità della vita dei cittadini, specialmente delle persone fragili, malati, disabili ecc. Noi  riteniamo che la politica svolge al suo ruolo solo se si occupa in primis dei più bisognosi e di coloro che soffrono più di altri.

 

Come rappresentanti locali dell’ass. Luca Coscioni  le sottoponiamo  alcune problematiche  che rientrano nelle competenze della Regione e che chiediamo di essere inserite con urgenza nell’agenda politica della sua  maggioranza.

 

 

 

Barriere architettoniche e sensoriali, rispetto legge 41/1986 e legge regionale 52/1990.La costituzione italiana all’art. 16 garantisce il diritto alla mobilità di ogni cittadino, la concreta fruizione di questo diritto per  le persone affette da disabilità, sancita dal principio di eguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione, costituisce lo strumento e la precondizione indispensabile per ciascun individuo per poter esercitare tutta una serie di diritti nonché integrarsi nell’ambiente sociale. L’art. 3 comma 2 della Costituzione demanda al legislatore il compito di rimuovere tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che possono ostacolare l’attuarsi in concreto del principio di eguaglianza. E’ proprio sulla base di questa specifica previsione costituzionale che va inquadrata tutta la legislazione ordinaria in tema di disabilità, ivi compreso l’aspetto della mobilità e il correlato obbligo per la Pubblica Amministrazione di eliminare le barriere architettoniche e sensoriali.La Repubblica italiana ai fini dell’attuazione di questi principi e diritti ha emanato nel corso degli anni una serie di norme tra cui ci preme segnalare l’art. 32 comma 21 e 22 della legge n° 41 del 1986, nonché l’art 5 della legge regionale delle Marche n° 52 del 1990 che obbliga tutte le pubbliche amministrazioni tra cui i comuni e le regioni di adottare i PEBA (piani eliminazione barriere architettoniche). Da un’indagine promossa dalla cellula Coscioni di Ancona risulta che sia la Regione che tutti i comuni delle Marche sono inadempienti in tema di PEBA. Tra l’altro la normativa sopra richiamata prescrive alla Regione l’obbligo di nominare i commissario ad acta per quelle amministrazioni inadempienti. Le volevo ricordare  che il Consiglio Regionale delle Marche nella seduta del 6 dicembre 2014 ha approvato una risoluzione che impegna la Giunta a nominare i commissari ad acta per le amministrazioni inadempienti. Chiediamo alla Giunta Regionale di adottare con urgenza  il PEBA per le strutture di sua competenza e di nominare i commissari ad acta per le amministrazioni inadempienti. Visto che sia la Regione Marche, come i comuni e le provincie, è  “fuori legge” da  28 anni, le chiediamo di far adottare il PEBA alla Regione Marche per quanto di competenza (comprese le strutture del Servizio sanitario regionale) e nominare i commissari ad acta per tutte le provincie e i comuni delle Marche  inadempienti.

 

 Vita indipendente e assistenza per i non autosufficienti.                                                   Vita Indipendente è un movimento internazionale di disabili gravi che, attraverso il superamento della semplice logica dell’assistenzialismo e dell’ospedalizzazione, mira alla propria autodeterminazione ed al pieno inserimento nella società, partendo dall'assunto che debbano essere gli stessi disabili a decidere ed operare per abbattere le barriere che li separano dalla vita civile e migliorare i servizi a loro dedicati. In particolare ci battiamo  per consentire la scelta e l'assunzione diretta, da parte dei disabili gravi e/o malati cronici gravi, delle persone che prestano loro assistenza personale;  per consentire alle persone con disabilità e/o dei loro familiari di scegliere in prima persona gli ausili tecnici e il tipo di assistenza necessari in base alla loro patologia, condizione e libera scelta. Chiediamo alla Regione Marche di aumentare il fondo regionale della non autosufficienza in modo tale sia di  aumentare il numero di persone che ne possono usufruire, sia di aumentare sensibilmente l’importo a disposizione per i singoli disabili/malati per i quali, senza risorse, la vita rischia di non avere senso. Si chiede, per queste persone, solo di avere la possibilità di condurre un’esistenza dignitosa!

 

 

 

Autoderminazione nel fine vita,  regolamentazione del testamento biologico.

Il testamento biologico, detto anche dichiarazione anticipata di trattamento (DAT), è una espressione che indica le manifestazioni di volontà (generalmente formulate in un documento scritto)  con le quali ogni individuo, in condizioni di lucidità mentale,  decide  quali trattamenti sanitari (somministrazione di farmaci, sostentamento vitale, rianimazione, etc.) intende o non intende accettare nel momento in cui questi trattamenti siano necessari e il soggetto non sia più capace di intendere e di volere ovvero non sia più autonomo.

 

Al momento il nostro sistema giuridico non prevede una normativa che disciplina la pratica del testamento biologico. Tuttavia gli articoli 13 e 32 della Carta Costituzionale conferiscono ad ogni individuo piena e libera facoltà di decidere a quali trattamenti sanitari sottoporsi, il che dimostrerebbe l’esistenza di un vero e proprio diritto all'autodeterminazione, quale specificazione del più ampio diritto alla dignità umana. 

 

Nell’attesa che il Parlamento metta in discussione la proposta di legge di iniziativa popolare depositata in Parlamento il 13 settembre 2013 per rendere lecita l’eutanasia in Italia e per regolamentare  il  testamento biologico, per tutelare i diritti fondamentali dei cittadini, visto poi che alcuni comuni delle Marche hanno istituito un registro dei testamenti biologici, chiediamo che la Regione Marche adotti un provvedimento che regolamenti i dat (dichiarazioni anticipate di trattamento)  così come ha già fatto la Regione Fruili Venezia Giulia.

 

 

Interruzione volontaria della gravidanza, rispetto  legge 194 e aborto farmacologico. Considerato che in Italia la pillola abortiva RU486, che permette di ricorrere all'aborto farmacologico già dal 1° aprile del 2010, è stata autorizzata e legalizzata e quindi messa in commercio; visto che l’efficacia dell’aborto farmacologico con l’uso del mifepristone è elevata e paragonabile a quella dell’aborto chirurgico, è una tecnica più moderna, più rispettosa dell’integrità fisica e psichica delle donne e meno rischiosa di quella chirurgica; in altre regioni italiane  il metodo farmacologico viene normalmente  utilizzato  già da alcuni anni; secondo l’ultimo rapporto al Parlamento sull’applicazione della legge 194/1978 presentato nel 2013, la Regione Marche è l’unica regione nella quale  non sì  fa ricorso all’aborto farmacologico/medico  con la cosiddetta pillola RU486. Si chiede che la Regione Marche,  in ottemperanza alla legge  n. 194/1978  rimuova gli ostacoli che impediscono di esercitare il diritto all’interruzione volontaria della gravidanza (a causa  anche dall’elevato numero di medici obiettori), ricorrendo anche al metodo farmacologico, attraverso la  predisposizione  di adeguate strutture in tutto il territorio regionale.

 

 

 

 Cannabis terapeutica, richiesta di una regolamentazione nelle Marche                            La canapa (Cannabis,) è una pianta a fiore, appartiene alla famiglia delle Cannabaceae,.  che ha una svariata quantità di usi, fra i quali quello terapeutico (principalmente analgesico, sedativo, miorilassante). L’ Associazione Luca Coscioni, conduce una battaglia politica perché il libero accesso ai farmaci cannabinoidi sia reso effettivo, sia attraverso un accesso immediato e gratuito ai farmaci, sia attraverso la regolamentazione dell'"autocoltivazione", cioè della coltivazione ai fini esclusivi di utilizzo terapeutico da parte del paziente-coltivatore. In Italia il ricorso ai medicinali cannabinoidi è legittimo dal 2007, da quando il ministero della Salute, con il decreto 18 aprile, ha aggiornato le tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope collocando nell’apposita tabella alcuni derivati naturali o di sintesi dei cannabinoidi: ciò ne rende possibile la prescrizione dietro presentazione di ricetta medica da rinnovarsi di volta in volta.Chiediamo alla Regione Marche di emanare un  legge quadro, come quella che è stata approvata di recente dalla Regione Piemonte  che sdogana l’uso della cannabis ad uso terapeutico ponendo i medicinali di riferimento a carico del servizio sanitario regionale per sancire il diritto dei pazienti a farsi prescrivere i farmaci cannabinoidi, da usare in ospedale e a domicilio, adeguata informazione ai medici e al personale sanitario, ma anche ricerca e sperimentazione coinvolgendo gli Atenei piemontesi.

 

 

 

 

 

Disabilità e lavoro, richiesta rispetto e applicazione della legge 68/1999.                             La legge 68 del 1999 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” ha il dichiarato fine di promuovere l'inserimento lavorativo di persone disabili attraverso lo strumento del collocamento mirato. Tale istituto individua una serie di mezzi tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le capacità lavorative delle categorie protette, al fine di creare un reale incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro. Le imprese che contano più di 15 dipendenti hanno infatti l'obbligo di assumere persone che abbiano un'invalidità lavorativa superiore al 45%, nella misura di 1 unità se occupano da 15 a 35 dipendenti, di 2 unità se variano dai 35 ai 50, ovvero, il 7% dei dipendenti totali se questi superano il numero di 50. Sono esonerate da tale incombenza le imprese che versano in situazioni di difficoltà come la cassa integrazione guadagni, o quelle il cui lavoro sarebbe incompatibile con una qualsiasi disabilità (trasporto pubblico aereo, marittimo e terrestre). In caso di inadempienza alle suddette prescrizioni, sono previste delle sanzioni amministrative. Purtroppo spesso però queste quote di riserva non sono rispettate e si verifica un’alta percentuale di “scoperture” cioè posti riservati ai disabili non coperti, sia nel settore privato che pubblico.                            La cellula coscioni di Ancona nel 2014 ha effettuato una richiesta di accesso agli atti al centro per l’impiego di Ancona che oltre a negare inizialmente i dati richiesti ha alla fine comunicato quello che temevamo e cioè la generale disapplicazione della legge 68. Si ricorda che a seguito della nostra iniziativa è stata presentata sia al Consiglio regionale sia in Parlamento delle interrogazioni per chiedere spiegazioni in merito. Chiediamo alla nuova Giunta regionale, in previsione del  passaggio di queste competenze dalla Provincia alla Regione di adottare dei provvedimenti atti al rispetto dei dettami della legge 68/99 e del diritto al lavoro delle persone con disabilità.

 

 

 

 

 

Renato Biondini   segretario cellula di Ancona ass. Luca Coscioni

 

Ruggero  Fabri     segretario cellula di Pesaro  ass.  Luca Coscioni

 

cellulacoscioniancona@gmail.com

 

lucacoscioni.pesaro@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AllegatoDimensione LetteraCeriscioli2015.docx54.99 KB LetteraCeriscioli2015.pdf581.09 KB RuggeroFabri.JPG51.87 KB RenatoBiondini.JPG464.01 KB CeriscioliGiunta.jpg65.8 KB CeriscioliConsiglio.jpg303.78 KB
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Il matrimonio egualitario è realtà in tutti i 50 stati americani. Certi Diritti: Italia torni a far parte dell'occidente democratico e civile

Radicali Italiani - Ven, 26/06/2015 - 18:29
26/06/15

Comunicato Stampa dell'Associazione Radicale Certi Diritti:

"L'America ci ha regalato un'altra grande lezione dando corpo al principio fondatore di quella nazione: We are all created equal, siamo creati tutti uguali". Così il commento a caldo di Yuri Guaiana, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti, alla notizia della sentenza della Suprema Corte americana che ha esteso a tutto il territorio degli Stati uniti il matrimonio egualitario.

"L'Italia deve svegliarsi e tornare a far parte della famiglia occidentale riconoscendo il matrimonio egualitario e prendendo in seria considerazione questo movimento sociale che dall'Irlanda agli Stati Uniti mostra un consenso generale per l'estensione del matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso. Sveglia Italia! Libertà, fraternità, uguaglianza!", conclude Guaiana.

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Opg, Firenze. Sabato 27 giugno manifestazione per chiuderli definitivamente. Ore 11.30 davanti alla sede del Consiglio regionale

Radicali Italiani - Ven, 26/06/2015 - 18:00
26/06/15

Sabato 27 giugno 2015, in via Cavour a Firenze (davanti la sede del Consiglio regionale) l'Associazione per l'iniziativa radicale fiorentina "Andrea Tamburi" organizzerà un presidio nonviolento per chiedere tempi certi per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

Nell'ambito della manifestazione, alle ore 11,30, è prevista una conferenza stampa con Massimo Lensi e Maurizio Buzzegoli, rispettivamente Presidente e Segretario dell'Associazione "Andrea Tamburi".

Per informazioni contattare Maurizio Buzzegoli al 3382318159.

 

 

 

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Giornata Mondiale Contro la Tortura. “Faremo ricorso all’Onu se il reato di tortura che si vuole introdurre in Italia sarà quello in discussione al Senato

Radicali Italiani - Ven, 26/06/2015 - 12:34
26/06/15

Nella Giornata Mondiale Contro la Tortura, i dirigenti Radicali Sergio d’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino, Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani, Maurizio Turco, Tesoriere del Partito Radicale e Marco Perduca, Rappresentante all'ONU del Partito Radicale ed Elisabetta Zamparutti, Tesoriera di Nessuno tocchi Caino e candidata al Comita europeo Prevenzione Tortura hanno dichiarato:

“Sul tema della tortura, l’Italia si conferma essere un Paese che non rispetta gli obblighi che le derivano dal Diritto Internazionale. Non solo a distanza di ben 26 anni dalla ratifica della Convenzione ONU sulla tortura siamo ancora in attesa dell’introduzione del reato nel nostro ordinamento, ma il testo finalmente all’esame del Parlamento disattende la definizione propria del Diritto Internazionale per il quale la tortura non è una fattispecie di reato “comune” cioè che si può commettere tra due privati cittadini (in famiglia, fra criminali, in un consesso mafioso..). La polizia per prima, che appare invece ribellarsi corporativamente all’introduzione del reato di tortura in Italia, dovrebbe respingere la proposta in discussione proprio per l’offensivo e umiliante accostamento a comportamenti delinquenziali di cittadini comuni, e accettare quindi la previsione del reato secondo il diritto internazionale, laddove cioè ci sia un obbligo di custodia o un obbligo giudiziario di intervento. E’ quindi un reato specifico, tipico del comportamento di un pubblico ufficiale nelle sue vesti di responsabile di investigazione o indagine giudiziaria su persone sospettate di reato, di custodia e tutela di una persona privata della libertà personale”, hanno spiegato i Radicali che hanno poi aggiunto “Peraltro, l’Italia, due anni fa, ha ratificato il Protocollo Facoltativo alla Convenzione ONU sulla tortura per il quale andrebbe creata un'istituzione indipendente per le visite nonché un sottocomitato nazionale per la prevenzione della tortura, che non abbiamo ancora istituito per cui neppure su questo siamo in linea coi nostri obblighi internazionali”.

I Radicali danno atto del fatto che nel passaggio dal Senato alla Camera della legge sul reato di tortura, sono state introdotte modifiche positive come quella per cui la condotta deve essere intenzionale e quella per cui anche una sola condotta costituisce atto di tortura.

“Tuttavia il reato rimane comune e a forma vincolata (tramite violenza o minaccia) e questo lascia del tutto scoperte le più moderne forme di tortura (solo per fare degli esempi: privazione del cibo o del sonno; sottoposizione ad alte o basse temperature; la musica ad altissimo volume o costringere a posture innaturali, etc.). Senza contare che manca del tutto l’insieme di regole previste dalla Convenzione (articoli 2, 10 e 11) per prevenire gli illeciti, dalla formazione del personale di polizia, civile, militare, medico al sistema di identificazione degli agenti”, hanno precisato D’Elia, Bernardini, Turco e Perduca.

I Radicali hanno concluso annunciando: “Se il testo all’esame del Senato non verrà modificato faremo ricorso al Comitato ONU sulla tortura per la non aderenza della legge agli obblighi di implementazione della Convenzione ONU. Inoltre, ci batteremo per modificare la previsione in base alla quale per la morte non voluta sia prevista una pena superiore a quella dell’omicidio volontario (con evidenti profili di incostituzionalità) e, per chi cagiona volontariamente la morte, si sia mantenuta la pena dell’ergastolo, che ci vede storicamente contrari.”

 

 

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Giornata Mondiale Contro il Narcotraffico: l'unica cosa da celebrare è il fallimento del proibizionismo!

Luca Coscioni - Ven, 26/06/2015 - 10:50
Giornata Mondiale Contro il Narcotraffico: l'unica cosa da celebrare è il fallimento del proibizionismo!Marco Perduca26 Giu 2015

Dichiarazione di Marco Perduca, rappresentante all'ONU del Partito Radicale e membro della giunta dell'Associazione Luca Coscioni:

"Come da 28 anni a questa parte, il 26 giugno si celebra la giornata mondiale contro il narcotraffico e l'abuso degli stupefacenti; per marcare la ricorrenza le Nazioni Unite hanno pubblicato oggi il Rapporto Mondiale sulle Droghe (World Drug Report) dedicandolo al cosiddetto "sviluppo alternativo".

Da una prima lettura, molti sono i problemi presentati, ma non analizzati, nel rapporto dell'ONU:

1) a più riprese l'Ufficio delle Nazioni unite per le droghe e il crimine, UNODC, ammette di aver preparato il volume sulla base di una scarsa documentazione fornita dagli Stati - il fenomeno potrebbe esser quindi enormemente maggiore e piu grave di quanto riportato!

2) Si "stima" che almeno 246 milioni di individui (1 ogni 20 persone comprese tra i 15 e i 64 anni di età) abbiano fatto uso di una sostanza proibita nel 2013 - oltre tre milioni in più rispetto al rapporto dell'anno precedente. Di questi, 1 su 10 ha un rapporto problematico con le sostanze, il che vuol dire che ci sono circa 27 milioni di persone che vivono con grossi rischi per la salute. Si ritiene che 187mila persone abbiano perso la vita a causa delle droghe. La metà di coloro che hanno un rapporto problematico con le sostanze fa uso di stupefacenti per via endovenosa, e per questo 1.65 milioni è sieropositivo.

3) Per la prima volta si evidenzia che se una persona su tre che ha un rapporto problematico con gli stupefacenti è donna, solo una donna su cinque riceve attenzione socio-sanitaria. Situazione che si aggrava nei paesi poveri.

4) In nessuna parte del mondo si riporta una significativa diminuzione della produzione, consumo e commercio delle sostanze proibite, anzi, nel caso dell'oppio in Afghanistan si registra il maggior aumento dal 1930!

5) Mentre l'oppio per eroina proviene prevalentemente dall'Asia centro meridionale (Afghanistan, Laos e Birmania, con però nuove coltivazioni in Colombia e Messico) e la foglia di coca resta un prodotto
esclusivamente andino; l'hashish proviene da Asia, Medio oriente e Africa del Nord, mentre la marijuana viene coltivata ovunque nel mondo. Stessa diffusione capillare di produzione interessa la
produzione di metamfetamine - nel solo 2013 ne son state registrate 450 tipi di cui 69 totalmente nuovi e sostanze "tradizionali" come l'ecstasy son state soppiantate da nuovi prodotti sintetici.

6) L'Africa, come era accaduto anni fa per il Brasile, è diventata la nuova via di traffico verso l'Europa. Dalla Guinea Bissau, attraverso Mali, Algeria e poi Libia la cocaina arriva nel Mediterraneo e viene
distribuita sui mercati europei dalla 'Ndrangheta in regime di quasi monopolio. Dal Corno d'Africa invece entra l'eroina e raggiunge le coste mediterranee attraverso i Sudan e la Libia. Nel primo come nel secondo caso, ma l'ONU non lo sottolinea, le vie del traffico internazionale degli stupefacenti sembra esser parallele e quelle dei migranti.

Insomma, il solito catalogo burocratico senza un approfondimento che sia uno - tra l'altro il Rapporto mondiale quest'anno è stato prodotto con il significativo contributo della Russia di Putin!

il 19 e 21 aprile del 2016, l'Assemblea generale delle Nazioni unite ha convocato una sua sessione speciale interamente dedicata al controllo delle sostanze proibite, c'è da sperare che cessi la politica dello struzzo e inizi e quella dello studio, della comparazione dei dati e della loro analisi e valutazione per avviare un sincero processo di riforma delle tre convenzioni ONU in materia di droghe perché il loro fallimento continua a esser totale.

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Giornata Mondiale Contro il Narcotraffico, Perduca: l'unica cosa da celebrare è la conferma del proibizionismo

Radicali Italiani - Ven, 26/06/2015 - 09:34
26/06/15

Dichiarazione di Marco Perduca, rappresentante all'Onu del Partito Radicale e membro della giunta dell'Associazione Luca Coscioni:

"Come da 28 anni a questa parte, il 26 giugno si celebra la giornata mondiale contro il narcotraffico e l'abuso degli stupefacenti; per marcare la ricorrenza le Nazioni unite hanno pubblicato oggi il Rapporto Mondiale sulle Droghe (World Drug Report) dedicandolo al cosiddetto "sviluppo alternativo".

Da una prima lettura, molti sono i problemi presentati, ma non analizzati, nel rapporto dell'Onu:

  1. a più riprese l'Ufficio delle Nazioni Unite per le droghe e il crimine, Unodc, ammette di aver preparato il volume sulla base di una scarsa documentazione fornita dagli Stati - il fenomeno potrebbe esser quindi enormemente maggiore e piu grave di quanto riportato!
  2. Si "stima" che almeno 246 milioni di individui (1 ogni 20 persone comprese tra i 15 e i 64 anni di età) abbiano fatto uso di una sostanza proibita nel 2013 - oltre tre milioni in più rispetto al rapporto dell'anno precedente. Di questi, 1 su 10 ha un rapporto problematico con le sostanze, il che vuol dire che ci sono circa 27 milioni di persone che vivono con grossi rischi per la salute. Si ritiene che 187mila persone abbiano perso la vita a causa delle droghe. La metà di coloro che hanno un rapporto problematico con le sostanze fa uso di stupefacenti per via endovenosa, e per questo 1.65 milioni è sieropositivo.
  3. Per la prima volta si evidenzia che se una persona su tre che ha un rapporto problematico con gli stupefacenti è donna, solo una donna su cinque riceve attenzione socio-sanitaria. Situazione che si aggrava nei paesi poveri.
  4. In nessuna parte del mondo si riporta una significativa diminuzione della produzione, consumo e commercio delle sostanze proibite, anzi, nel caso dell'oppio in Afghanistan si registra il maggior aumento dal 1930!
  5. Mentre l'oppio per eroina proviene prevalentemente dall'Asia centro meridionale (Afghanistan, Laos e Birmania, con però nuove coltivazioni in Colombia e Messico) e la foglia di coca resta un prodotto esclusivamente andino; l'hashish proviene da Asia, Medio oriente e Africa del Nord, mentre la marijuana viene coltivata ovunque nel mondo. Stessa diffusione capillare di produzione interessa la produzione di metamfetamine - nel solo 2013 ne son state registrate 450 tipi di cui 69 totalmente nuovi e sostanze "tradizionali" come l'ecstasy son state soppiantate da nuovi prodotti sintetici.
  6. L'Africa, come era accaduto anni fa per il Brasile, è diventata la nuova via di traffico verso l'Europa. Dalla Guinea Bissau, attraverso Mali, Algeria e poi Libia la cocaina arriva nel Mediterraneo e viene distribuita sui mercati europei dalla 'Ndrangheta in regime di quasi monopolio. Dal Corno d'Africa invece entra l'eroina e raggiunge le coste mediterranee attraverso i Sudan e la Libia. Nel primo come nel secondo caso, ma l'Onu non lo sottolinea, le vie del traffico internazionale degli stupefacenti sembra esser parallele e quelle dei migranti.

Insomma, il solito catalogo burocratico senza un approfondimento che sia uno - tra l'altro il Rapporto mondiale quest'anno è stato prodotto con il significativo contributo della Russia di Putin!

il 19 e 21 aprile del 2016, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha convocato una sua sessione speciale interamente dedicata al controllo delle sostanze proibite, c'è da sperare che cessi la politica dello struzzo e inizi e quella dello studio, della comparazione dei dati e della loro analisi e valutazione per avviare un sincero processo di riforma delle tre convenzioni ONU in materia di droghe perché il loro fallimento continua a essere totale.

 

 

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Giornata Mondiale Contro il Narcotraffico: l'unica cosa da celebrare è il fallimento del proibizionismo!

Luca Coscioni - Ven, 26/06/2015 - 09:31
Giornata Mondiale Contro il Narcotraffico: l'unica cosa da celebrare è il fallimento del proibizionismo!26 Giu 2015Marco PerducaCannabis terapeutica

"Come da 28 anni a questa parte, il 26 giugno si celebra la giornata mondiale contro il narcotraffico e l'abuso degli stupefacenti; per marcare la ricorrenza le Nazioni unite hanno pubblicato oggi il Rapporto Mondiale sulle Droghe (World Drug Report) dedicandolo al cosiddetto "sviluppo alternativo".

Da una prima lettura, molti sono i problemi presentati, ma non analizzati, nel rapporto dell'ONU:

1) a più riprese l'Ufficio delle Nazioni unite per le droghe e il crimine, UNODC, ammette di aver preparato il volume sulla base di una scarsa documentazione fornita dagli Stati - il fenomeno potrebbe esser quindi enormemente maggiore e piu grave di quanto riportato!

2) Si "stima" che almeno 246 milioni di individui (1 ogni 20 persone comprese tra i 15 e i 64 anni di età) abbiano fatto uso di una sostanza proibita nel 2013 - oltre tre milioni in più rispetto al rapporto dell'anno precedente. Di questi, 1 su 10 ha un rapporto problematico con le sostanze, il che vuol dire che ci sono circa 27 milioni di persone che vivono con grossi rischi per la salute. Si ritiene che 187mila persone abbiano perso la vita a causa delle droghe. La metà di coloro che hanno un rapporto problematico con le sostanze fa uso di stupefacenti per via endovenosa, e per questo 1.65 milioni è sieropositivo.

3) Per la prima volta si evidenzia che se una persona su tre che ha un rapporto problematico con gli stupefacenti è donna, solo una donna su cinque riceve attenzione socio-sanitaria. Situazione che si aggrava nei paesi poveri.

4) In nessuna parte del mondo si riporta una significativa diminuzione della produzione, consumo e commercio delle sostanze proibite, anzi, nel caso dell'oppio in Afghanistan si registra il maggior aumento dal 1930!

5) Mentre l'oppio per eroina proviene prevalentemente dall'Asia centro meridionale (Afghanistan, Laos e Birmania, con però nuove coltivazioni in Colombia e Messico) e la foglia di coca resta un prodotto
esclusivamente andino; l'hashish proviene da Asia, Medio oriente e Africa del Nord, mentre la marijuana viene coltivata ovunque nel mondo. Stessa diffusione capillare di produzione interessa la
produzione di metamfetamine - nel solo 2013 ne son state registrate 450 tipi di cui 69 totalmente nuovi e sostanze "tradizionali" come l'ecstasy son state soppiantate da nuovi prodotti sintetici.

6) L'Africa, come era accaduto anni fa per il Brasile, è diventata la nuova via di traffico verso l'Europa. Dalla Guinea Bissau, attraverso Mali, Algeria e poi Libia la cocaina arriva nel Mediterraneo e viene
distribuita sui mercati europei dalla 'Ndrangheta in regime di quasi monopolio. Dal Corno d'Africa invece entra l'eroina e raggiunge le coste mediterranee attraverso i Sudan e la Libia. Nel primo come nel secondo caso, ma l'ONU non lo sottolinea, le vie del traffico internazionale degli stupefacenti sembra esser parallele e quelle dei migranti.

Insomma, il solito catalogo burocratico senza un approfondimento che sia uno - tra l'altro il Rapporto mondiale quest'anno è stato prodotto con il significativo contributo della Russia di Putin!

il 19 e 21 aprile del 2016, l'Assemblea generale delle Nazioni unite ha convocato una sua sessione speciale interamente dedicata al controllo delle sostanze proibite, c'è da sperare che cessi la politica dello struzzo e inizi e quella dello studio, della comparazione dei dati e della loro analisi e valutazione per avviare un sincero processo di riforma delle tre convenzioni ONU in materia di droghe perché il loro fallimento continua a esser totale.

Dichiarazione di Marco Perduca, rappresentante all'ONU del Partito Radicale e membro della giunta dell'Associazione Luca Coscioni. 

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Pannella: con Mattarella per la democrazia

Radicali Italiani - Gio, 25/06/2015 - 20:26
25/06/15

“Vogliamo aiutare lo Stato e il Governo affinché l'Italia non perda l'occasione preziosissima di farsi convocatore della conferenza per la transizione comune al mondo arabo verso lo Stato di Diritto e per il Diritto Universale alla Conoscenza, così come è prudente far sì che, se davvero il Governo italiano, nella persona del Ministro della Giustizia Orlando, sostiene la candidatura della tesoriera di Nessuno Tocchi Caino Elisabetta Zamparutti quale componente italiano del Comitato europeo per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa, sia garantito il sostegno per una iniziativa democratica che finora manca assolutamente anche rispetto al Presidente della Repubblica”. Lo ha detto Marco Pannella intervenendo oggi a Radio Radicale, a proposito dell'iniziativa in corso per tenere nelle prossime settimane la conferenza internazionale per la transizione verso lo stato di diritto comune al mondo occidentale e al mondo arabo e della candidatura della tesoriera di Nessuno tocchi Caino Elisabetta Zamparutti quale componente italiano del Comitato europeo per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa da parte del governo italiano.

“Non è mai venuta fuori la notizia che il Governo italiano appoggerebbe la candidata Elisabetta Zamparutti al Comitato europeo per la prevenzione della tortura. La prudenza imporrebbe di aiutare il ministro Andrea Orlando - ha spiegato Pannella - magari raggiungendo effettivamente il Presidente della Repubblica in queste ore. Se dovesse accadere altro, ad esempio il rammarico di non essere stati ascoltati, cioè che governo,  Gentiloni avrebbero potuto e dovuto fare ben altro, quest'altro risulti sin dall'inizio indicato come la risposta da fornire a tale mancanza”.

“Dobbiamo – ha detto ancora Pannella - non occuparci di informare ufficialmente governo e direttamente lo stesso Capo dello Stato per informarlo e scongiurare il proseguirsi del corso passivo, conformista de l’opera ufficiale italiana conformemente al regime e non riformare d’urgenza, subito, in questa occasione il prevalere passivo di regime contro una logica conforme ad uno stato di diritto come effettivo, concreto comportamento alternativo da stato di diritto democratico. In sostanza urge da parte nostra sostenere scelte anche emblematicamente democratiche e conformi appunto ad uno stato di diritto e quindi mobilitarci in questa occasione per consentire prima ancora come necessario al Ministro della Giustizia di essere sollecitato, aiutato anche e in primo luogo dal Presidente della Repubblica e dal Governo nel suo complesso a cominciare dal suo Presidente, a evitare il persistere gravissimamente in comportamenti estranei ad uno stato democratico oltre che “di diritto”. Cosa che accadrebbe nel caso in cui la esclusione proprio della candidata sicuramente più autorevole per questo specifico incarico e ignorare obblighi e doveri costituzionali del nostro stato con l’ormai scandaloso comportamento partitocratico volto ad impedire al popolo italiano anche semplicemente di conoscere e rispettare le posizioni non solamente Radicali ma comuni anche a una parte autorevole del mondo istituzionale arabo e demoliberale, proclamato come obiettivo strategico da perseguire subito, nel presente, delle componenti sia tradizionalmente democratiche, sia ufficialmente di parte importante del mondo arabo a partire dalle realtà storica in particolare euromediterranea e mediorientale”. 

“Ma il modo di esserlo è avere ben presente quello che proponiamo - ha concluso Pannella - in alternativa al regime in nome per conto della riforma costituzionale e democratica degli attuali stati sia di democrazia reale o di stati subalterni alla grande riforma radicaldemocratica e autonoma di quelli connotanti la realtà del mondo arabo, e cioè un comportamento nel quale con fiducia democratica da oppositori di regime e al regime siamo gli unici a mobilitarci per consentire al Presidente della Repubblica di meglio conoscere e sapere in tempo che, se Orlando è convinto di quello che si annuncia che farà, possa dire questo lo faccio a nome dell'Italia”.

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Fecondazione: prima coppia fertile accede alla diagnosi pre-impianto in ospedale pubblico

Luca Coscioni - Gio, 25/06/2015 - 15:53
Fecondazione: prima coppia fertile accede alla diagnosi pre-impianto in ospedale pubblicoAssociazione Luca Coscioni25 Giu 2015Fecondazione eterologa

GUARDA IL VIDEO DI MARIACRISTINA E ARMANDO

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, soggetto costituente il Partito Radicale

La diagnosi pre-impianto per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche è realtà: oggi una delle due coppie ricorrenti in Corte Costituzionale si è recata presso un ospedale pubblico, il Sant’Anna di Roma, ed ha avuto accesso all’iter per eseguire la tecnica di fecondazione assistita. Come previsto dalla sentenza della Consulta, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 5 giugno scorso, è stato necessario solamente portare il certificato di un medico che attestava il rischio di una interruzione di gravidanza, in base  a quanto previsto dall'art. 6 della legge 194/78. 

Dichiarano gli avvocati Filomena Gallo (Segretario dell’Associazione Luca Coscioni), Gianni Baldini, Angelo Calandrini, legali della coppia: “ Questa notizia dimostra senza alcun dubbio che non serve alcun intervento parlamentare per eseguire la diagnosi pre-impianto per le coppie fertili che potrebbero trasmettere una patologia al figlio. Dunque, come ribadito dalla pubblicazione della sentenza, non esiste alcun vuoto normativo. Questo risultato, ottenuto in 11 anni di battaglia, rappresenta davvero una bellissima vittoria che porterà alla nascita di molti bambini per tutte le coppie affette da patologia genetica o portatrici di malattie geneticamente trasmissibili che vorranno legalmente scegliere di accedere ad indagini cliniche diagnostiche nel proprio Paese. E’ una vittoria delle libertà individuali che nel nostro Paese corrispondono ancora a diritti costituzionalmente rilevanti”. 

Concludono Mariacristina e Armando: “In questo periodo ci sono stati momenti di sconforto, solitudine ma anche di grande emozione e di speranza. Abbiamo combattuto con l’Associazione Luca Coscioni per ottenere il rispetto di un diritto che, finalmente, lo scorso maggio è stato pienamente riconosciuto dalla Corte Costituzionale a noi e a tutte le coppie che si trovano nella nostra stessa situazione. Sembra una cosa strana perfino scriverla ma nel XXI secolo in Italia ci siamo dovuti battere solo per provare a diventare un papà e una mamma come tutti gli altri. Oggi è un giorno meraviglioso per noi perché dopo tanti anni vediamo più vicino il desiderio di costruire una famiglia”. Guarda il video.

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Certi Diritti: Ministra Giannini inadeguata su strategia nazionale e portale lgbt

Radicali Italiani - Gio, 25/06/2015 - 11:04
25/06/15

"La ministra Giannini rispondendo oggi alla Camera nel question time su interrogazioni presentate da Costantino, Meloni e Carocci si dimostra totalmente inadeguata", dichiara Yuri Guaiana, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti.

Come è noto lo scorso 4 giugno alla presenza della deputata Giovanna Martelli l'UNAR ha presentato un Portale lgbti prodotto dopo un lungo lavoro entro la Strategia nazionale lgbti che il Consiglio d’Europa ci ha invitato ad adottare. Ebbene, stupendo molti, il Portale è stato sia presentato che enfatizzato ma è stato detto che non era ancora pubblicabile per motivi tecnici! È stato anche dichiarato che entro una settimana sarebbe stato pubblicato, ma ad oggi quel sito invece non è ancora online, alimentando i forti dubbi che in tante/i abbiamo sulle volontà censorie che il Governo intenderebbe adottare.

Non solo, ma contro l’evidenza del fallimento di un'altra iniziativa, quella formativa nei confronti dei dirigenti del MIUR su questi temi, a sua volta fatta senza il coinvolgimento delle associazioni lgbti italiane e con scarsissima efficacia, il MIUR stesso ha fatto sapere che la continuazione delle attività dell’asse educazione sarà gestita dal MIUR stesso senza il coinvolgimento di tutte le strutture coinvolte da UNAR in precedenza.

La ministra Giannini non ha detto nulla su queste due cose fondamentali, ed è stata molto ambigua sull’inserimento della cosiddetta teoria del gender nelle scuole. Invece di dire chiaramente che si tratta di una fandonia, visto che non esiste nessuna teoria del gender, né accade niente di quello che i fomentatori di falsità paventato avvenga nelle scuole, si è trincerata dietro generiche dichiarazioni contro il bullismo e le discriminazioni, elencando vecchie iniziative e affermando che il MIUR avrebbe coordinato il tavolo sull’educazione della Strategia nazionale, cosa che non ci risulta affatto.

"La verità invece è purtroppo che abbiamo una ministra dell'Istruzione incapace di rispondere come si dovrebbe all’aggressività ed al cumulo di menzogne così come sono state dette e ripetute anche in aula sulla cosiddetta teoria del gender", conclude Guaiana.

 

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La solidarietà di Laboratorio per Viggiano a Maurizio Bolognetti

Radicali Italiani - Mer, 24/06/2015 - 18:21
24/06/15

Di Giambattista Mele

Prendo spunto da questa bella frase di Stanislaw Jerzy Lec, scrittore e poeta polacco, perché mi sembra che possa racchiudere molto bene il mio pensiero, riguardo a quanto è successo qualche giorno fa a Maurizio Bolognetti, davanti al Centro Olio di Viggiano.

La libertà di pensiero e di espressione (peraltro garantita dalla nostra Costituzione) "non la puoi bloccare, non la puoi recintare" per dirla con una famosa canzone di Lucio Dalla; per quanto dunque si possano fare intimidazioni, limitare i movimenti, bloccare le intenzioni, a nulla possono servire ora che c'è questo formidabile mezzo di comunicazione che è la rete di internet!

Fermare Maurizio per un controllo di routine e per "identificare" una delle persone più note di questa regione ha il sapore dell'arroganza (nei modi e nei termini), della strafottenza, dell'abuso di potere ed in definitiva dell'intimidazione ("basta che non filmi")!

Come se qualcuno, chiunque, sia mai riuscito ad impedire a Maurizio di poter fare quello che sa fare: il giornalismo di inchiesta.

Non so se qualcuno prenderà provvedimenti nei confronti di quel rappresentante delle Forze dell'ordine che con la sua protervia ha infangato il buon nome dell'Arma, e neppure mi interessa; ma una cosa è certa, che la massima che dice: "punirne uno per educarne cento" vale per entrambe le posizioni!

La solidarietà di Laboratorio per Viggiano a Maurizio Bolognetti, che tanto si sta prodigando da anni per portare alla luce la verità sulla "Valle dell'Agip".

Un abbraccio da noi tutti!

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Rita Bernardini: «Sofri ha sbagliato a lasciare». Intervista a "Lettera 43"

Radicali Italiani - Mer, 24/06/2015 - 17:53
24/06/15

Anche la radicale è tra i consulenti del ministero. E anche lei ha una condanna, per disobbedienza civile. «Adriano è un esempio. E l'incarico non è pagato». Sul Sappe: «Pensi a quello che succede nelle carceri»

Intervista a cura di Giovanna Faggionato per Lettera 43

Adriano Sofri ha rinunciato all'incarico assegnatogli dal ministero della Giustizia.

La polemica scoppiata sulla sua nomina, le critiche del sindacato delle guardie penitenziarie, ma forse soprattutto le voci del figlio e della vedova Calabresi lo devono aver convinto.

Sulla vicenda, però, c'è stata grande imprecisione. L'elenco dei consiglieri nominati per gli 'Stati generali dell'esecuzione penale' pubblicato dal ministero il 19 maggio 2015 non comprendeva il nome di Sofri, perché il suo era un incarico differente.

INCARICO A TITOLO GRATUITO. «Non si trattava di una consulenza pagata, ma di un incarico da coordinatore di uno dei 18 tavoli tematici scelti dal ministero della Giustizia», spiega Rita Bernardini, radicale di lungo corso che per la grazia di Sofri e di Bompressi ha condotto una lunga battaglia. Anche lei è stata chiamata da Andrea Orlando come coordinatrice del tavolo sull'affettività e le relazioni territoriali, un ruolo che è «a titolo gratuito, prevede solo un rimborso spese».

E come Sofri, Bernardini è pregiudicata per la giustizia italiana: «Cosa dirà il Sappe quando saprà che sono stata condannata per disobbedienza civile sulle droghe leggere?».

Sofri ha lasciato: cosa ne pensa?

Mi spiace, capisco il suo stato d'animo, ma secondo me ha sbagliato. 

Perché?

Perchè Adriano Sofri ha dimostrato il suo valore umano e civile con l'esemplarità della sua vita, anche per come ha vissuto l'esperienza del carcere. 

Cosa intende?

Lo dimostra quello che ha scritto, le sue battaglie per i diritti umani non solo in Italia. A me non interessa entrare nella sua vicenda giudiziaria, mi basta guardare la storia degli ultimi suoi tre decenni. Ripeto: esemplare. Quando stava in carcere ha rinunciato a molti di quei benefici che gli spettavano di diritto. Ai Capece & company tutto questo non interessa. 

Lei pensa dunque che fosse la persona giusta?

Una persona di valore che sa cos'è il carcere, che è culturalmente preparata poteva dare un contributo importante.

Come giudica le loro critiche?

Che dovrebbero rileggersi la Costituzione italiana riflettendo sul significato rieducativo della pena. Dovrebbero concentrarsi di più sul loro lavoro sindacale; sul fatto, per esempio, che gli agenti di polizia penitenziaria sono fra le forze di polizia quelli che sono rimasti più indietro in termini di stipendi e di carriere.

Ma è corretto che lo Stato paghi una persona condannata per un crimine che ha offeso la comunità?

Guardi che questo era un incarico gratuito e per Sofri sarebbe stato un modo di mettersi al servizio della comunità, come ha già fatto e fa senza avere avuto incarichi. Nel decreto di nomina è spiegato che non ci sono emolumenti e che gli eventuali rimborsi spese devono essere documentati (io vorrei pubblicamente) e nei limiti della legge e delle ristrettezze di bilancio. Quando ho collaborato con la commissione istituita dalla Cancellieri non ho chiesto nemmeno un euro di rimborso perché le riunioni si tenevano a Roma e io vivo a Roma.

 

NELLE IMMAGINI

  1. Il decreto del 19 giugno con cui il ministero ha nominato i coordinatori dei tavoli tematici, che prevede il rimborso spese nei limiti di legge.
  2. L'elenco dei coordinatori dei tavoli tematici scelti dal ministero della Giustizia.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Appalti: Cappato a Pisapia e Majorino, ecco le proposte radicali per l'anagrafe pubblica degli appalti

Radicali Italiani - Mer, 24/06/2015 - 16:31
24/06/15

Dichiarazione di Marco Cappato, Presidente del Gruppo Radicale - federalista europeo al Comune di Milano:

A seguito dell'audizione dell'Assessore Majorino alla Commissione affari sociali di ieri, come Gruppo Radicale - fedealista europeo abbiamo trasmesso al Sindaco Pisapia e all'Assessore Majorino le nostre proposte per una vera e propria "Anagrafe pubblica degli appalti".

Chiedo a Pisapia e Majorino di impegnarsi per la realizzazione in breve tempo di misure non complesse che avrebbero un impatto immediato sull'effettiva affermazione del diritto alla conoscenza degli appalti comunali da parte di tutti i cittadini.

In particolare, nel documento, elaborato da Marcello Crivellini si conclude con queste osservazioni e proposte:

"In materia di spesa dell’amministrazione comunale la situazione attuale è un omaggio formale alla trasparenza ma la impedisce nei fatti. È invece necessario rendere possibile, semplice, assoluta e completa la facoltà di conoscere qualsiasi dato di spesa ed ogni documento delle procedure seguite dall’amministrazione comunale nel passato, nel presente e nel futuro. È inoltre necessario che ogni procedura di spesa sia conoscibile dalla sua nascita sino all’atto finale di aggiudicazione e di pagamento. A questo fine paiono naturali le seguenti proposte:

  1. Per Albo Pretorio on line:
    1. Possibilità di ordinamento e ricerca semplice;
    2. Abolizione del tempo di mantenimento delle pubblicazioni (devono essere sempre disponibili);
    3. Creazione di una sezione Archivio relativa ad ogni consiliatura comunale.
  2. Per Amministrazione Trasparente per ogni procedura siano allegati (e scaricabili) tutti documenti relativi;
  3. Creazione di una sezione in cui per ogni gara, bando, affidamento… siano disponibili tutti i documenti dalla decisione iniziale al pagamento finale (nessuno escluso).

Queste proposte mirano a trasformare la trasparenza (e i suoi canali) da concetto da venerare-rispettare in modo astratto a concreto strumento di democrazia, partecipazione, controllo a disposizione  dei cittadini, dei Consiglieri e (perché no?) degli Assessori e del Sindaco, in modo che tutti (ciascuno nel proprio ruolo) possano contribuire al governo dell’amministrazione comunale".

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Regionali Puglia. Turco: È grave che dopo 24 giorni ancora non siano state fatte le proclamazioni. È gravissimo che si volesse cambiare la legge elettorale dopo le elezioni. È assurdo che tutto questo avvenga in un assordante silenzio istituzionale

Radicali Italiani - Mer, 24/06/2015 - 13:35
24/06/15

Dichiarazione di Maurizio Turco, tesoriere del Partito Radicale:

"A 24 giorni dalle elezioni ancora non sono stati proclamati gli eletti; è un fatto che unanimemente dovrebbe essere considerato grave.

A poche ore dal voto c'era chi, ad alti livelli istituzionali, ha pensato e provato a cambiare la legge elettorale; è un fatto che unanimemente dovrebbe essere considerato gravissimo.

Che tutto questo avvenga in un assordante silenzio politico ed istituzionale è assurdo. O semplicemente comprensibile, visto che una lista - imprevedibilmente - ha superato il quorum per poco meno di mille voti. È già accaduto che la prima lista verde di Puglia capeggiata dall'ex sindaco di Avetrana Francesco Scarciglia perdesse il seggio, ma il tutto si consumò la notte delle elezioni".

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La vignetta della settimana di Sandro

Partito Radicale - Mer, 24/06/2015 - 11:39
24/06/2015

Recidiva più alta per i detenuti che scorrono tutta la pena in cella.

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#JeSuisToujoursCharlie

Partito Radicale - Mer, 24/06/2015 - 11:38
23/06/2015

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Papa a Torino. Flash mob radicale in Piazza Savoia. Esposto striscione con assegno che ogni anno Stato elargisce a Chiesa Cattolica: 6.424.807.772 euro

Radicali Italiani - Mar, 23/06/2015 - 22:39
23/06/15

Papa Francesco, nulla da dire sull'Otto per mille?

Il pomeriggio del 20 giugno l'Associazione radicale Adelaide Aglietta e l'Uaar hanno tenuto un flash mob in Piazza Savoia, a Torino, ai piedi dell'obelisco che ricorda l'emanazione delle "leggi Siccardi", con cui nel 1850 lo Stato sabaudo abolì i privilegi della Chiesa Cattolica.

È stato esposto uno striscione con un enorme assegno riportante la cifra complessiva dei fondi pubblici e delle esenzioni di cui ogni anno gode la Chiesa Cattolica: 6.424.807.772 euro (fonte: icostidellachiesa.it). Altri cartelli riportavano il monito di Cavour: "Libera Chiesa in libero Stato".

Igor Boni, Marco Del Ciello e Silvja Manzi, coordinatori Associazione Aglietta, hanno dichiarato:

"Non vogliamo riproporre un anticlericalismo ottocentesco da 'mangiapreti'. Intendiamo invece segnalare che i privilegi clericali non sono finiti con le leggi Siccardi ma si ripropongono nell'Italia del 2000 sotto altre vesti, meno evidenti, più subdole. Ne citiamo una per tutte, contro la quale l'Associazione Aglietta ha raccolto le firme dei cittadini, sia su una petizione popolare presentata in Parlamento sia sul referendum radicale (purtroppo abortito): il meccanismo di ripartizione dell'8 per mille delle imposte, per cui sono ripartiti fra le confessioni religiose anche i soldi di chi non sceglie, non appone la sua firma per nessuna confessione religiosa sulla dichiarazione dei redditi; e tali soldi sono ripartiti in proporzione alle scelte espresse. Con tale meccanismo, la Chiesa Cattolica (per l'esattezza la Conferenza Episcopale Italiana) incamera ogni anno più di un miliardo di euro mentre, in base alle scelte espresse, avrebbe diritto solamente a un terzo di tale somma, poco più di 300 milioni di euro".

"È innegabile che Papa Francesco stia conducendo una profonda riforma delle finanze vaticane (vedi IOR). Sarebbe doveroso che si facesse carico, per quanto gli compete, di riformare secondo giustizia il meccanismo dell'8 per mille, richiedendo per la Chiesa Cattolica solo il gettito delle scelte espresse".

"É inutile chiedere questo a uno Stato, a una politica genuflessa alla Chiesa e che non teme il ridicolo; basti pensare alla cittadinanza onoraria data dal Consiglio Comunale di Torino al Papa e da questi rifiutata essendo egli 'cittadino universale'. Molti consiglieri comunali hanno dimenticato che sui banchi dove siedono oggi sedevano un tempo Camillo Benso conte di Cavour e Giuseppe Siccardi".

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