Aggregatore di feed

Intervento di Stefania Giannini all'XI Congresso Coscioni

Luca Coscioni - Ven, 26/09/2014 - 12:29
Intervento di Stefania Giannini all'XI Congresso Coscioni26 Set 2014

Questo bellissimo messaggio mi spinge a ripartire da questa riflessione ringraziando prima di tutto gallo e cappato e portarvi un saluto del ministero che mi onoro di dirigere e approfittare di questa occasione per una breve riflessione sul tema della ricerca, del collegamento tra la ricerca innovazione e competitivita' e anche in chiusura due riflessioni sul rapporto tra la ricerca e la liberta' di pensiero, uno degli argomenti non sempre approfondito nelle tavole rotonde e nei tanti convegni 

In cui mi trovo ad ascoltare e riferire ma che a mio parere da umanista sono il vero fondamento delle riflessioni che si applicano ai vari domini del sapere.

Ricerca e innovazione, competitivita', la presenza di nicolais, lo dico ricordando una filiera che e' cara non solo al cnr, ma a tutta la nostra tradizione anche piu' recente della ricerca scientifica italiana e che in questo periodo l'italia sta cercando di promuovere e di sottolineare come priorita' assoluta nel ruolo di presidenza della unione europea. Mi permetto di sottolineare una distinzione che non e' solo lessicale e semantica ma di domini di applicazione e di ricaduta di questa filiera che noi dobbiamo cercare di costruire con metodi e strumenti che brevemente sintetizzero' nel caso italiano. Cioe' gli obiettivi di crescita e di sviluppo. La crescita e' una categoria quantitativa e una categoria fondamentale perche' non solo si superi il dramma di una crisi che ormai da 5 anni ha cambiato l'orizzonte dei paesi cosiddetti avanzati ma rimesso anche in discussione alcune certezze, il continente europeo ha consolidato nel corso dei decenni dalla pace come bene duraturo e non discutibile, penso agli eventi che alle frontiere dell'europa ci sono, una condizione di welfare che sembra un patrimonio consolidato si' ma sempre piu' soggetto a usura se non cambiando le regole del nostro modello di sviluppo.

Lo sviluppo e' una categoria che riguarda il progresso della scienza, della democrazia, che riguarda la possibilita' direi la necessita' di collegare il mondo della ricerca con la societa' e con il miglioramento delle condizioni di vita della societa'. Quindi io credo che crescita e sviluppo debbano essere due parole che sempre piu' entrano nel nostro vocabolario e che anche in una posizione come quella della mia vita rappresento cioe' di rappresentanza politica devono avere anche di obiettivi. Che cosa abbiamo come paese in questo momento di migliore e maggiore opportunita' rispetto ad altri momenti della nostra storia? Abbiamo la condizione di essere responsabili sul piano della visione strategica e sul piano delle condizioni politiche di un momento di transizione tra una vecchia commissione europea e una nuova commissione che sta per insediarsi e di un nuovo parlamento che e' gia' costituito, io come i miei colleghi ministri ho avuto l'occasione di riferire nelle due commissioni che sono di mia pertinenza, quella che riguarda la ricerca l'innovazione e la competitivita' e quella che riguarda l'istruzione.

Significa che l'italia puo' e deve dare un indirizzo strategico per i prossimi 7 anni di programmazione non solo dei fondi che sono fondi, ricordiamolo, significativi, la strategia 2020 mette a disposizione quasi 80 miliardi di euro, l'unico capitolo insieme alla mobilita' studentesca che ha avuto un incremento sensibile in questo nuovo bilancio europeo.

Dall'altra parte una responsabilita' piu' politica e e' quella di accompagnare una fase transitoria, saluto e vedo emma bonino che ha avuto tra le altre molte importanti incarichi nella sua carriera, proprio un forte impegno a livello europeo e quindi potra' confermare che il momento della transizione puo' essere un vacumm, che puo' dare indirizzo meno legato alla dimensione scientifica, due responsabilita' politiche, due condizioni speciali che ci incombono un cambio anche di modalita' di pianificazione della ricerca nazionale e la prima e fondamentale che stiamo applicando in questi giorni nella stesura e redazione definitiva del piano nazionale delle ricerche e' la perfetta sintonia coerenza tra il perimetro europeo e quindi non solo i temi indicati dalla strategia europa 2020 ma anche gli obiettivi di carattere sociale, culturale che il settennio dovrebbe portare a tutta l'europa.

Questo allineamento e' passato, e sta passando per una serie di scelte che ci diversificano rispetto alla pianificazione fatta nei precedenti 7 anni, cito alcuni casi specifici di interesse per chi in questo pubblico credo si interessa anche attivamente e professionalmente di ricerca scientifica, le sollecitazioni che sono venute in risposta al bando che il precedente ministro, ministro profumo aveva due anni fa proposto alla comunita' scientifica nazionale, e che sono moltissime e che sono molto eterogenee abbiamo ritenuto di indirizzarle in 12 pilastri tematici che rispondono alle cosiddette sfide di orizzonte 2020 che vanno a definire i grandi temi che sono il cambiamento climatico, la sicurezza, la gestione migratoria, al tema non trascurabile, non casuale della gestione del patrimonio culturale e della sua conservazione che per la prima volta rientra con questa importanza nel piano generale delle policy di ricerca europea. Questo significa pncrragionare di metodi che sono mutati in questa fase significa ricercare anche una complementarieta' finanziaria tra i fondi nazionali che saranno assegnati, una quantita' sicuramente non paragonabile a quanto il dottor pani ha citato per il campo medico, se ho ben capito, statunitense, ma che hanno una consistenze di un miliardo e 700 milioni per il miur, piu' i fondi strutturali, complementarieta' finanziaria significa metture in una filiera sintonica fondi nazionali, europei e regionali, perche' il terzo livello di governance della politica della ricerca sono ormai con una ragionevole presenza i territori regionali, stamattina ho partecipato presso la regione lazio a un seminario sullo spazio, uno degli asset fondamentali per la strategia dei prossimi 7 anni, in questa occasione il network nereus che prevede la presenza di 24 differenti regioni in tutto il continente ha presentato il lancio di una piattaforma infrastrutturale che e' gestita e pensata dalle singole regioni.

Quindi, sintonia tematica, sintonia di governance, finanziaria sui tre livelli che ho detto per arrivare al raggiungimento di tre fondamentali obievi che riassumo: lo sviluppo e la attrazione di un capitale umano altamente qualificato che possa investire la propria intelligenza, un patrimonio che dobbiamo considerare prezioso e quantificabile rispetto ai patrimoni tangibili, e la propria carriera scientifica in italia e in europa. Il secondo punto, l'identificazione di un numero limitato di filoni di ricerca che non escludono le ricerche di nicchia ma che non devono portare a una dispersione di fondi e di risorse come in molti casi e' avvenuto nel passato.

Terzo elemento, molto importante, su cui almeno nel nostro paese c'e' ancora molto da fare, la giusta sollecitazione a costruire un migliore partenariato pubblico-privato nel finanziamento della ricerca, quando diciamo che l'italia e' fanalino di coda e in qualche caso e' solo una verita' oggettiva, un dato di fatto, nel finanziamento pubblico della ricerca non possiamo trascurare che nelle classifiche internazionali, in posizioni imbarazzanti nel reperimento di fondi privati nella ricerca scientifica.

Questi due mondi devono essere sollecitati e rientrare in un progetto che abbia obiettivi comuni.

Ultimo tema per concludere ma non ultimo nella gerarchia di importanza almeno dal mio punto di vista che abbiamo messo tra le priorita' e' quello che dicevo il rapporto fondamentale tra scienza e societa'.

In termini descrittivi e divulgativi forse e' il tema piu' facile sia da raccontare che da descrivere, in termini di programmazione e di indicazione di obiettivi e' il tema forse piu' promettente e piu' carico 

Di ricadute per il miglioramento della qualita' della vita, per il miglioramento del rapporto tra ricerca e democrazia che e' alla base di studi qualificati che citero' nel chiudere questo breve saluto.

Il ruolo della scienza nella gestione dei rischi globali, l'innovazione sociale come punto di contatto tra la scienza di base e il cambiamento quotidiano delle nostre abitudini anche a seguito dell'investimento della popolazione, uno dei piu' vistosi punti del continente europeo e il terzo, non ultimo, la disseminazione e i programmi di sostegno alla vocazione scientifica e alla rivalutazione sociale del ruolo del ricercatore, si diventa ricercatori anche perche' non c'e' cosi' diffusa una sensibilizzazione soprattutto presso i giovani dell'importanza di questo ruolo nella societa'. Credo che se noi riusciremo quest'ultimo dossier, che riguarda i tre filoni che ho detto, rapporto scienza-societa', a svilupparla al meglio e a mettere nella dovuta evidenza, venendo il messaggio da un paese come l'italia il concetto e' semplice ma non sempre ben declinato, anche in paesi che investono grandi segmenti di pil in questo settore, liberta' della ricerca significa garanzia di potere perseguire progetti e idee senza limitazioni di carattere ideologico, senza barriere di carattere politico ma anche culturale, se noi riusciamo a ribadire questo concetto a livello nazionale ma anche europeo ecco che forse avremmo fatto uno dei passi non trascurabili anche io cito corbellini che scienza, quindi democrazia, uscito un paio di anni fa su questo tema.

E un altro libro nell'edizione italiana abbastanza recente, 2012, della ricercatrice statunitente martha newband, "not for profit", la ricerca scientifica, qualunque sia il dominio di applicazione ha bisogno di un alimento che viene anche da una cultura umanistica e da una riflessione specifica sul rapporto tra ricerca, liberta' di pensiero e democrazia.

Questo cercheremo di metterlo in evidenza anche nella riunione ministeriale che chiudera' il semestre a dicembre a bruxelles. Grazie.

 

 

Categorie: Radicali

Intervento di Domenico Rossi all'XI Congresso Coscioni

Luca Coscioni - Ven, 26/09/2014 - 12:28
Intervento di Domenico Rossi all'XI Congresso Coscioni26 Set 2014

Intanto un ringraziamento per l'invito che e' stato formulato al ministro pinotti, che ovviamente io rappresento oggi perche' e' impegnato in un importante impegno internazionale e che mi prega di mandarvi un messaggio che io correlero' magari con dati informativi, chiaramente le linee di policy e di decisione sono del ministro e e' giusto che facciano capo alla sua decisione e alla sua persona. 

Inizio dicendo che il fatto di essere qui presente rappresenta innanzitutto un segno evidentemente da parte del ministro e del dicastero della difesa di attenzione all'importanza dei temi che qui si stanno affrontando, alla caratura degli interlocutori che abbiamo sentito e anche delle battaglie sociali che evidentemente in questi anni le vostre associazioni hanno combattuto. Devo dire che sono lieto di essere invitato, di essere stato oggi qui al posto del ministro per un semplice motivo, perche' vedete il senatore manconi mi ha incastrato qualche mese fa improvvisamente nel giro di 24 ore per un convegno che diceva "la cannabis fa bene, la cannabis fa male "ma in quel convegno io ho potuto dire che le forze armate, o meglio la difesa, erano tecnicamente pronte a contribuire a quello che fra poco diro'. Quindi il primo step e' stato: siamo pronti a contribuire. Il secondo step e' quello che annuncero' oggi per poter rendere operativo quel progetto occorreva fare un accordo con il ministero della salute. Quindi oggi posso ribadire che questo accordo e' stato effettivamente firmato. 

 

Mi auguro pertanto, senatore manconi, di avere un ulteriore invito in cui potremo dire che dalla programmazione siamo passati alla concretizzazione, perche' in quel caso avremo terminato il ciclo e avremo dato una risposta a tutti i cittadini che dietro questo progetto avranno benefici. Che cosa e' stato firmato ieri? E' stato firmato un accordo fra ministero della salute e ministero della difesa per il quale e' stato dato mandato allo stabilimento chimico farmaceutico di firenze di dare avvio a un progetto pilota per la produzione nazionale di sostanze e preparazione di riogine vegetale a base di cannabis. Questo progetto pilota verra' realizzato attraverso un gruppo di lavoro che sara' costituito entro il 31 ottobre, quindi in termini di tempo abbastanza rapidi, ovviamente non composto solo da emementi del ministero della difesa, non li cito tutti, ma principali sono il ministero della salute e l'aifa di cui oggi abbiamo sentito parlare il direttore. E il protocollo sara' poi trasmesso al consiglio superiore di sanita'. Che cosa potra' effettuare lo stabilimento chimico farmaceutico? Ovviamente il progetto si articola in varie fasi. Io vi do' nella sua completezza: operazioni di coltivazione, fabbricazione di sostanza attiva di origine vegetale e confezionamento della stessa in imballi di diverse dimensioni da distribuire su richiesta delle regioni e province autonome alle farmacie territoriali e ospedaliere per l'allestimento di preparazioni per dispensare dietro presentazione di ricetta medica non ripetibile. Sara' predisposta poi una convenzione tra le parti per la distribuzione del prodotto non piu' solo alle farmacie territoriali e soprattutto ospedaliere ma sul territorio nazionale per la successiva dispensazione, sempre dietro prescrizione medica. Ora lo stabilimento chimico farmaceutico, e qui vorrei ritornare un attimo al discorso della ricerca che e' anche un discorso principale di questo convegno, mi preme far sapere a chi non lo sa, che lo stabilimento nasce nel 1853. E' a firenze dal 1931, ma gia' e' una parte sinergica e attiva della ricerca in campo chimico e farmaceutico. Basta pensare per esempio che e' strategico per la produzione di tutti  quei farmaci che altrimenti non sarebbero disponibili. Attraverso lo stabilimento chimico farmaceutico non leggo i nomi dei farmaci anche perche' sono abbastanza complicati, ma sono per la cura di morbi, per cura di miopie distrofiche, per il morbo di wilson, per disturbi infantili e autismo e cosi' via. Quindi questa sinergia tra il ministero della difesa e il ministero della salute si pone su un solco che era gia' tracciato, ma che evidentemente ha un'importanza questa volta di assoluto rilievo, perche' in questo caso va a colmare un vuoto che era a nostro avviso sia culturale che burocratico-amministrativo. Quindi si riempiono i vuoti e soprattutto i vuoti culturali, significa che ieri l'appuntamento non e' stato un appuntamento secondario, ma e' stato un appuntamento fra istituzioni o di assoluta importanza, cioe' le istituzioni finalmente sono scese in campo, hanno messo insieme le loro potenzialita' e hanno dato una risposta: a chi hanno dato una risposta? Hanno dato una risposta finalmente alla gente, alle persone che soffrono, alle persone che attraverso cure basate sui farmaci cannabinoidi evidentemente possono alleviare il dolore, se non risolvere i propri problemi. Credo che questa sia la migliore risposta pratica che istituzioni possano dare e mi auguro come questa volta ce ne possano essere tante, dove le istituzioni producono questi effetti positivi. Ed e' evidente che credo che le forze armate ancora una volta abbiano fatto la loro parte e che questo possa essere un segnale di partenza, non un punto di arrivo per una sinergia e una collaborazione migliore sempre nell'interesse della comunita', del nostro paese e della gente che soffre

Categorie: Radicali

Intervento di Emilia Grazia De Biasi all'XI Congresso Coscioni

Luca Coscioni - Ven, 26/09/2014 - 12:22
Intervento di Emilia Grazia De Biasi all'XI Congresso Coscioni26 Set 2014

Avrei voluto toccare molti temi che sono stati esaminati nella bella relazione di filomena, purtroppo i tempi sono tanto stretti, sui titoli siamo molto d'accordo, perche' stiamo cercando di aprire varchi nelle istituzioni cosa non semplice come sapete, per riuscire a affrontare problemi che non sono indifferenti, quello che riguarda la non autosufficienza, deve diventare il cuore della legge di stabilita', l'anno scorso noi abbiamo fatto una piccola spending personale all'interno del bilancio per capire quanto si potesse tirare fuori da eventuali sprechi o sovravalutazioni di alcune voci e abbiamo presentato un emendamento e abbiamo tirato fuori 75 milioni, un piccolo lavoretto, questi 75 milioni sono andati in un fondo comune sulla non autosufficienza che e' presso il ministero del lavoro, perche' questo paese lavora in 

Un modo un po' strano, dovremmo batterci per l'eliminazione di alcuni finanziamenti, noi diciamo ricerca perche' diversamente io sono d'accordo con luigi nicolais dobbiamo cercare di moltiplicare i luoghi che danno finanziamento, le possibilita' di finanziamento, sappiamo anche perfettamente pero' che deve essere lo stato a dare l'impulso maggiore perche' dove c'e' il pubblico arriva anche il privato, dove il pubblico non c'e' il privato non arriva.

Questo e' storico ormai in tutto il tema della spesa.

Vi chiedo lavoriamoci insieme anche in previsione della legge di stabilita', cerchiamo di capire, penso particolarmente ai gravissimi, quindi a persone e a famiglie che non possono continuare a essere abbandonate a se stesse in una solitudine molto ma molto pesante, ricerca significa anche trasparenza per quel che mi riguarda, scientificita', appropriatezza e non magia.

Non essendoci davvero tempo mi fermo sul tema della legge 40, tema di attualita', la fecondazione eterologa, mi duole dovere dire alla signora ministro che io non sono d'accordo con lei perche' anche oggi pomeriggio 

Nuovamente ha detto che c'e' bisogno di una legge. Io dico la sentenza e' chiarissima, non c'e' vuoto normativo e quindi le linee guida possono e devono essere emanate il piu' rapidamente possibile. Certo, poi c'e' un'altra parte che e' su temi, faccio l'esempio, livelli essenziali di assistenza, e' una voce di bilancio, e' complicato che si faccia in una linnea guida, ovviamente, il parlamento faccia la sua parte, noi siamo pronti unitariamente, siamo tutti d'accordo, questo pezzo si puo' fare per legge. La definizione del registro dei donatori nazionali si deve fare per legge, lo faremo per legge, ma non ci si puo' nascondere dietro a una direttiva europea, al suo recepimento, che e' scritto si fa per regolamento, altrimenti mi viene il sospetto che bisogna mettere le donne in sicurezza, le si mette talmente in sicurezza che la fecondazione eterologa non si fa.

Quindi, il lavoro che noi dobbiamo fare nei prossimi giorni e' la stesura di una legge su questi grandi temi, quelli piu' quadro, ma continuare a chiedere che rapidamente vengano fatte le linee guida perche' le regioni sono in una situazione di difformita' spaventosa, non e' possibile che la sentenza della corte dica che non deve esserci disparita' economica e c'e' una regione in cui costa 300 euro fare fecondazione eterologa e c'e' la lombardia, la mia regione che invece dice: ognuno faccia quello che vuole. Non e' giusto, c'e' la costituzione italiana, c'e' l'articolo tre e non possiamo nel campo della salute perche' di salute stiamo parlando e non di ideologia, non possiamo essere i primi a consentire disparita' cosi' grandi. So che ci sono anche altri temi, diagnosi pre impianto, sono anni che discutiamo, sono passi in avanti che dovremmo fare per togliere anche quella patina trementa di crudelta' e sfiducia nelle persone, perche' e' questo l'altro grande tema etico che ha a che fare con la ricerca.

Secondo punto, ne parlera' bene luigi manconi, la revisione del nomenclatore, va assolutamente fatto, nel patto per la salute delle regioni c'e', credo che su questo dovremmo impegnarci seriamente ma credo che sia possibile, evitiamo che diventi la guerra fra i poveri, evitiamo che l'aggiornamento del nomenclatore significhi la repressione dei livelli essenziali di assistenza.

Se sono male impiegati sulla parte socio-assistenziale, rischiamo di deprimere la ricerca che in questi campi e' indispensabile per un tema molto serio che ha a che fare con un altro tema che e' il fine vita.

Il fine comune e' quello della dignita', perche' credo che ci debba essere la dignita' del nascere, la dignita' nel vivere e la dignita' nel morire.

Con questo posso dirvi che la commissione del senato, io sono impegnata su questi temi ma e' un filo che teniamo da tanti anni anche grazie a radio radicale, penso che dobbiamo andare avanti con tenacia sapendo che alla fine la ragione vince sull'oscurantismo, la scienza sulla magia e la dignita' nella persona su tentativi di dittature etiche che sono di tempi che non vorremmo piu' ricordare. 

 

 

Categorie: Radicali

Intervento di Luigi Manconi all'XI Congresso Coscioni

Luca Coscioni - Ven, 26/09/2014 - 12:10
Intervento di Luigi Manconi all'XI Congresso Coscioni26 Set 2014

Non e' una dimenticanza, aspetto l'esito del congresso per essere persuaso dalle conclusioni a rinnovare la mia iscrizione. 

E' una scelta razionale, non magica come e' stato appunto detto. 

Io parlo certamente come parlamentare, come presidente della commissione per la tutela dei diritti umani del senato, ma parlo appunto come iscritto all'associazione luca coscioni e come convinto militante di questa associazione da ormai 10 anni. E pensando appunto a una serie di tematiche che gia' sono state tutte evocate, emerge proprio uno scadenziario puntuale e fortemente politico che ha accompagnato il decennio e che mi ha visto aderire, partecipare con convinzione, solidarizzare, spesso promuovere insieme mobilitazioni e campagne che tutte ruotano intorno a una questione fondamentale che costituisce poi il senso profondo della mia adesione alla associazione luca coscioni. 

Penso alla battaglia per il testamento biologico, penso a questa tematica cosi' cruciale che ha questo nome appunto che sembra esotico e misterioso - nomenclatore - e che costituisce una delle contraddizioni piu' crudeli della vita sociale del nostro paese e insieme una delle manifestazioni piu' insensate del baratro che separa classe politica da sofferenza dei pazienti. E su questo voglio anche dire che, grazie all'importantissimo contributo che su questo tema la dottoressa agati da' alla nostra riflessione, insieme all'associazione luca coscioni, abbiamo deciso un'iniziativa alla quale vogliamo dare grande rilievo per il mese di ottobre, perche' davvero penso che si possa affermare senza alcuna esplosione di rabbia, ma con la serenita' che deriva dalla consapevolezza di una iniquita' che si protrae nel tempo che la pazienza e' davvero finita su questo tema. Un'altra questione fondamentale: quella della fecondazione eterologa. Io ho presentato dui disegni di legge scritti con l'associazione luca coscioni e penso che in questa battaglia davvero l'importanza che ha avuto il lavoro di filomena gallo sia qualcosa che costituisce una autentica lezione politica per come si possa agire anche al di fuori delle sedi istituzionali, trasferire nella sfera pubblica i bisogni collettivi, utilizzare un repertorio d'azione che aggredisce il tema, che passa attraverso 

Cio' che i canali consentono in questo caso l'ordinamento giudiziario, le sentenze, la giurisprudenza, la corte costituzionale, e, parola decisiva, vincere. 

Questo io penso sia davvero qualcosa di molto significativo. Ma ancora, recentemente, ho avuto modo di partecipare alla conferenza stampa che presentava questa ricerca sulle barriere architettoniche, che e' un'altra di quelle quetstioni che appunto evidenzia, ripeto ancora questa formula, perche' per me e' davvero significativa: una contraddizione cosi' lacerante e cosi' crudele. Stiamo parlando di una legge che ha piu' di 25 anni, pensate, piu' di un quarto di secolo, e che risulta cosi' ottusamente ignorata, non applicata, producendo quotidianamente sofferenza, dolore, iniquita', immobilizzando centinaia di migliaia di persone, bloccandone l'autonomia, impedendone la loro manifestazione di soggettivita', le loro scelte, le loro stesse opzioni di vita. 

Ecco, cos'e' che a mio avviso tiene insieme tutte queste battaglie, le altre che pure sono state evocate? E che infine a questo passaggio importante, in questo primo risultato che abbiamo ottenuto sulla questione della cannabis terapeutica: su questo c'e' una parentesi molto importante che voglio evidenziare. Dall'inizio della mobilitazione che ha portato all'esito positivo di cui si e' detto, io ho avuto la massima cura nel sottolineare ogni volta una sorta di premessa ineludibile. Una sorta di glossa che accompagnava questa nostra proposta. La glossa e' la seguente: fatto salvo l'intangibile diritto dei malati all'autocoltivazione medica personale. 

Bene, questo che io ritengo sia un principio fondamentale che ha a che vedere appunto con quello che costituisce il fondamento dell'associazione viene rafforzato dal fatto che poi finalmente, e ci sono voluti otto lunghissimi anni di attesa, una legge dello stato. Abbiamo sentito le parole del sottosegretario, e' prossimo a trasformarsi in qualcosa di concreto, dunque in un'iniziativa che finalmente mette in pratica un dispositivo che gia' la legge del 2007 consentiva. 

Cosa tiene insieme tutto questo? 

Tiene insieme qualcosa di fondamentale. Stiamo parlando di battaglie, di controversie, di mobilitazioni, di conflitti, tutti giocati intorno alla questione fondamentale, quella del corpo. Ecco, questo e' il cuore di ogni riflessione e il cuore di ogni conflitto che noi siamo in grado di attivare e il cuore di ogni conquista che con tanta fatica siamo in grado di ottenere, perche' ancora una volta, e io lo faccio per l'ennesima e convintissima volta, lo slogan, la parola d'ordine, quella che e' la dichiarazione costituiva dell'associazione luca coscioni "dal corpo dei malati al cuore della politica" ha trovato ancora una volta la sua verifica piu' importante. Tutto cio' ruota intorno alla questione del corpo, alla tutela della sua integrita', alla affermazione dei suoi diritti e, a ben vedere, a quello che costituisce il fondamento dei diritti e delle garanzie, ovvero la dignita' umana. Ma la dignita' umana ha la sua base, la sua origine, il suo tratto costitutivo, la sua fonte primaria proprio nella capacita' di porre il corpo umano come sede dei diritti fondamentali, come tratto essenziale della dignita'. Puo' essere il corpo mutilato, puo' essere il corpo offeso, puo' essere il corpo malato, puo' essere il corpo rattrappiato, ma e' quello che costituisce il centro stesso dell'identita' umana e questo non va dimenticato, perche' da' al nostro agire una forza che altrimenti non avremmo. Ecco, io non ho molte altre cose da dire. Io penso che l'associazione luca coscioni in questi ultimi anni sia stata un importantissimo soggetto politico. Non e' una contraddizione in termini, non e' una forzatura. Si puo' essere soggetto politico anche nella 

Forma dell'associazione di liberi aderenti, si puo' essere soggetto politico anche fuori dalle istituzioni rappresentative, si puo' essere soggetto politico anche senza disporre di un gruppo parlamentare, perche' sarebbe ben miope e, come dire, regressiva l'idea che si possa fare politica, questo e' un messaggio perverso che ci viene trasmesso, solo esclusivamente attraverso le istituzioni rappresentative, quelle locali o quelle nazionali. Essere soggetto politico e' esattamente questo: individuare quelle tematiche che stanno dentro la vita sociale, che di questa vita sociale rappresentano un elemento di contraddizione dolorosa o un'ipotesi di emancipazione, che dentro questa vita sociale rappresentano un'idea di mobilitazione collettiva o un progetto che si possa perseguire e poi di queste tematiche fare occasione di mobilitazione, di pressione istituzionale, di conflitto sociale. Bene, questo ha fatto l'associazione luca coscioni in questi anni e io per questo sono un convinto aderente, ancorche' per pochi minuti, perche' ritengo che l'associazione, filomena gallo con queste sue battaglie in apparenza cosi' appartate, svolte pensate voi da un avvocato di salerno, diciamolo, queste battaglie hanno influito con una capacita' potente laddove non arrivava la capacita' dei grandi partiti, ha smosso le opinioni, ha imposto questa necessita' di misurarsi con le stesse contraddizioni delle norme, evidenziadole e poi ottenendo quegli straordinari risultati che sono stati ottenuti. 

Ecco, io penso che questo faccia di questa associazione, lo dico con profonda convinzione, uno dei piu' efficaci e seri soggetti politici del nostro paese. E allora io penso che tutto questo vada coltivato con cura, con amore e con sollecitudine. Credo cioe' che abbiamo un cammino ancora molto faticoso da compiere, un terreno certamente irto d'ostacoli, pero' sono convinto che davanti a noi ci sia ancora la possibilita' di compiere grandi mobilitazioni, di fare alleanze importanti, di ottenere conquiste. Quando si dice liberta' di ricerca scientifica e su questo voglio concludere, pensate alle parole. Io sono innamorato delle parole, sono un maniaco patologico compulsivo delle parole. Pensate a questa formula che noi usiamo continuamente, che scriviamo in tutti i documenti, che sta sullo sfondo dei convegni: ricerca scientifica. Ma la ricerca e' un dato formidabile dell'identita' umana, cioe' la volonta', la capacita', la curiosita' di muoversi, di indagare, di investigare, di sperimentare. Questa e' la ricerca. La volonta' di toccare con mano, di controllare e insieme di cercare nuove strade. Poi la scienza che e' quell'aspetto dell'intelligenza individuale e collettiva che puo' essere quel fattore straordinario di emancipazione dell'umanita' che sappiamo, oltre a essere ovviamente anch'essa piena di insidie, di minacce e di pericoli. Ebbene, pensate liberta' di ricerca scientifica: stiamo parlando in realta' ne' piu' ne' meno che di liberta' umana, perche' non esiste liberta' umana, non esiste identita' umana, non esiste essere umano che non abbia questa vocazione alla ricerca e questo desiderio di conoscenza e scienza. Grazie. 

 

 

Categorie: Radicali

Intervento di Sandro Biviano all'XI Congresso Coscioni

Luca Coscioni - Ven, 26/09/2014 - 12:06
Intervento di Sandro Biviano all'XI Congresso Coscioni26 Set 2014

Volevo ringraziare la associazione luca coscioni....

Parliamo di dignita', si parla di scienza e questo oggi mi ha ferito, perche' chi parla di dignita' tutti i giorni ci vede in piazza a montecitorio, pero' ci tratta come se sembra che abbiamo la rogna, come se abbiamo qualcosa. Noi e' dal 23 luglio dell'anno scorso che siamo in piazza a montecitorio. Sapete come ci laviamo? La mattina andiamo alla fontana con l'acqua fredda con le bottigliae. Abbiamo preso la bronchite, solamente per chiedere un mio diritto, il diritto alla vita, perche' noi vogliamo vivere. Noi siamo 4 figli con la distrofia muscolare. Mio padre e' morto con la stessa malattia, mio zio e' morto con la stessa malattia. Siamo stati abbandonati dalle istituzioni. Ringrazio dio che c'e' mia mamma che ci sta dando una mano, mia mamma ha 57 anni, e' stata abbandonata a libari, noi ringraziamo nostra mamma tutti i giorni. Si dicono belle parole ma davanti a chi veramente sta soffrendo da un anno e siamo stati separati dalla mia famiglia nonostante tutto con questa croce che abbiamo.  

Mia mamma e' stata lasciata sola, senza assistenza, con tutte le barriere architettoniche. Il governo ci ha dato 288 euro di pensione e 500 euro di accompagnatore. Poi voglio essere molto schietto a parlare, perche' non sono molto bravo a parlare. Poi il governo ha detto: siete malati? Cavoli vostri. Forse c'e' qualcuno, forse sono un ragazzo sprecone, vorrei essere insegnato da questi bravi politici a vivere con 288 euro in queste condizioni, devo pagare la luce, devo pagare le tasse, devo pagare l'imu, le vitamine, devo fare tutto con 288 euro e con 500 euro devono essere bravi a trovarmi una badante h24, perche' non e' che mi basta solo di giorno. Siamo stanchi, ci ribelliamo, abbiamo da un anno che gridiamo in quella piazza dimenticati. I nostri politici perche' passano anche un po' di dignita' a dire, si fermano a dire: ragazzi, vi posso dare una mano? Non vi posso aiutare con stamina. Ringrazio la solidarieta' di tante persone che ci portano da mangiare, perche' questa e' una croce, e' una sofferenza che a me e a mio fratello ci hanno fatto consumare in quella piazza e nessuno di loro si vuole fermare e dire: ragazzi, avete bisogno di qualcosa? Assolutamente. E noi il giorno stiamo con la testa alta loro pero' devono scendere tutti i giorni con la testa bassa. Abbiamo chiesto aiuto per mia mamma. Io due giorni fa mia mamma si e' sentita male, perche' e' il compleanno di mia sorella che vive con il respiratore a casa nel letto. Ho chiamato mia mamma e le ho detto: come stai? Stava piangendo, perche' si e' sentita male e ha dovuto andare all'ospedale e le hanno trovate una gastrite forte per il nervoso. Perche' io pensavo che stavano festeggiando il compleanno e mia mamma stava piangenda perche' mia sorella alle due era nel letto sola, e nessuno ha dato una mano a mia madre, soli a noi ci hanno lasciati. E questi signori parlano, si stanno fottendo i soldi, ci avete abbandonato. Con tutti.. Ci avete abbandonato e oggi c'e' una speranza, la scienza si doveva comportare con coscienza, io mi aspettavo che la scienza andava a vedere questi bambini, controllava queste famiglie, queste cartelle cliniche. Ma non vogliono affrontare il discorso, non vogliono affrontare. Noi quello che chiediamo e' che vogliamo diecidere noi del nostro corpo, come e' giusto dire: chi vuole scegliere dell'eutanasia, e' giusto, e' una libera scelta, pero' il governo non mi permette a comprare le sigarette, mi permette di uscire.. E non mi sta permettendo niente, mi sta usando, sta lucrando su noi malati. Io sono una testimonianza. Lo sapete quante famiglie mi contattano a me perche' sono diventato un simbolo? Quante mamme non arrivano a portare il figlio sulle spalle al secondo piano? La mamma con cui eravamo davanti a montecitorio, non gliel'hanno data l'opportunita'. La mamma e' ancora qua che si ribella, piange tutti i giorni quando la vedo, perche' le hanno tolto una speranza, le hanno tolto una speranza. Spesso non si da' pace. Noi quello che abbiamo chiesto sempre e': ok, io respiro autonomamente, mettetemi da parte. Pero' il caso come mia sorella che e' col respiratore, sto morendo, voglio provare, e' una speranza. Arrivo a casa e che cosa le dico? No, il governo ti da' una possibilita' di ucciderti, pero' non provare. E' giusto che una persona deve scegliere come finire di vivere, pero' c'e' chi vuole vivere. Io voglio vivere. La mamma di raul voleva che suo figlio viveva. Noi invece oggi siamo sbattuti in un tribunale, un giudice del lavoro decide se vivere o morire. Neanche un medico e dire: ok, sandro biviano, tu respiri autonomamente mettiti da parte. Tua sorella ha due o tre mesi di vita, prova stamina, perche' e' un tuo diritto. Scusate lo sfogo, ma e' un anno che siamo li' fuori e non siamo ascoltati. E poi mi parlano di dignita'. No, si devono fare un esame di coscienza con coscienza, perche' loro vedono la sofferenza ogni giorno. Tutto il mondo si salvera', basta che andate su google map e non vedrete montecitorio, vedrete fratelli biviano. Quando pigliamo uno a uno i politici dicono: si' e' giusto, ragazzi, lottate. Ma quando sono tutti insieme neanche ti rivolgono la parola. Scusate, e' uno sfogo che dovevo fare, perche' e' la rabbia che ho dentro e non mi fermero' finche' il signore mi dara' la voce.  

 

Categorie: Radicali

Intervento di Giulio Cossu nella commissione ricerca scientifica dell'XI Congresso Coscioni (seconda giornata)

Luca Coscioni - Ven, 26/09/2014 - 12:04
Intervento di Giulio Cossu nella commissione ricerca scientifica dell'XI Congresso Coscioni (seconda giornata)26 Set 2014

Il punto fondamentale emerso da questa contrastata e complessa sessione e' che per quanto riguarda la ricerca scientifica a parte la cronica mancanza di ricercatori nella associazione e dovremmo cercare di mettere rimedio, ci sono due categorie di problemi, problemi esterni 

Ci si confronta con un proibizionismo storico in italia, la cannabis terapeutica, la donazione degli embrioni, gli ostacoli posti ai vari aspetti e gli sviluppi della procreazione assistita dove c'e' una assoluta omogeneita', comune intenni all'interno dell'associazione e altri problemi che hanno ugualmente un enorme impatto, addirittura maggiore sulla vita di tutti, quello degli ogm, l'uso degli animali nella sperimentazione, dell'accesso alle cure come abbiamo sentito ieri anche quando queste cure non emedicalmente provate, dove dobbiamo dirci che all'interno della associazione ci sono posizioni diverse che confermava valentina hanno portato anche ad alcune dimissioni di iscritti che hanno dichiarato che non avrebbero rinnovato la iscrizione per la posizione sul caso stamina, sulla ricerca animale o sugli ogm. Uno degli obiettivi, secondo me, che dovremmo porci anche all'interno, soprattutto all'interno della associazione e' di discutere in modo piu' sereno e pacato di come abbiamo fatto ieri e cercare di togliere la parte emotiva e arrivare al nocciolo del problema con dati alla mano e cercare di offrire a ognuno gli strumenti per potere, come dire, farsi un'opinione informata e poi prendere le sue conseguenti decisioni.

Credo che questo sia qualcosa che dobbiamo affrontare perche' rischia di creare una situazione di spaccatura o comunque una situazione, i confronti e i dibattiti sono parte integrante della nostra associazione ma vanno fatti e probabilmente vanno fatti in modo piu' documentato e in modo piu' consapevole, magari dedicando 30 minuti o 40 minuti soltanto a un tema e cercando, come dire, nei limiti del possibile di eliminare questo aspetto emotivo che ci condiziona spesso sull'idea del cagnolino torturato o del paziente sulla sedia a rotelle davanti a montecitorio che chiede una cura e questa gli viene negata.

Questi sono punti importanti su cui riflettere. Con questo ho chiuso.

 

 

Categorie: Radicali

Intervento di Claudia Livi nella commissione ricerca scientifica dell'XI Congresso Coscioni (seconda giornata)

Luca Coscioni - Ven, 26/09/2014 - 12:01
Intervento di Claudia Livi nella commissione ricerca scientifica dell'XI Congresso Coscioni (seconda giornata)26 Set 2014

Sono contenta di essere qui, e' la mia prima volta, perche' credo che sia davvero giunta l'ora di prendere con mano e piu' forza il tema dei diritti civili. Per fortuna abbiamo alzato le mani, abbiamo detto: non possiamo occuparcene e e' stato questo che ha consentito poi il ricorso che poi ha portato alle sentenze della corte costituzionale. Vi volevo solo dire come sta funzionando in toscana. La toscana, piaccia o non piaccia, il presidente rossi ha sempre avuto una particolare sensibilita' su questi temi. E' stato uno dei primi che ha firmato al momento del referendum sulla procreazione assistita dando pubblicamente, dando pubblicita' a quest'atto. E' stato presente a tutte le iniziative sul testamento biologico. Quindi da sempre sono temi che gli stanno a cuore. E l'ha dimostrato anche insistendo molto per la delibera della regione toscana. 

La prossima settimana in toscana uscira' un'ulteriore delibera in cui verranno fissati i costi per il servizio sanitario nazionale delle varie procedure. In questa delibera e' previsto anche la collaborazione con centri esteri che in qualche modo possano accordandosi fornire gameti. 

Perche', come ha giustamente detto l'avvocato baldini, questo e' il problema principale. Il 90% della richiesta di donazione di gameti riguarda gli ovociti. Ricostituire una banca del liquido seminale paradossalmente, ma se ci riflettete nemmeno troppo, e' abbastanza facile. Avere uno stuolo di donatrici per non dico soddisfare ma mettere, risolvere il problema di almeno una parte delle donne e' un problema immenso, perche' donne che fanno fecondazione in provetta per loro stesse che siano disponibili a donare una parte dei propri ovuli puo' darsi che ne troviamo, pero' dobbiamo spiegare chiaramente loro che in questo modo loro diminuiscono le loro probabilita' di gravidanza e quindi forse, quando gli si spiega chiaramente questo non tutte sono disponibili. La fonte primigenia sarebbero appunto donatrici volontarie, ma nascondendosi dietro la foglia di fico proprio della gratuita' in questo modo, avendo nella delibera dei presidenti, viene fatto un rimando alla normativa che compensa la donazione di sangue e la donazione di midollo. 

Voi sapete, chi di voi sicuramente moltissimi sono donatori di sangue, quello che viene previsto e' una specie di rimborso sotto forma di ferie non conteggiate. Peccato che i dati istat ce lo confermano. Il 45% dei giovani siano disoccupati. Se vogliamo che le tecniche abbiano successo le donatrici di ovuli nella delibera c'e' scritto 35 anni ma dovrebbero averne molti meno, dare a queste donne, proporre un rimborso sotto forma di ferie non conteggiate capite bene che il 90% di queste donne sono appunto giovani, studentesse, casalinghe, piu' spesso precarie e molto piu' spesso disoccupate. Quindi e' un riconoscimento che non porta a niente.

Allora, nell'attesa di organizzarsi e nell'attesa di finalmente tornare a parlarne, perche' credo che questi scogli con cui dobbiamo combattere fin da ora, i paesi in cui invece l'eterologa e' in vigore praticamente da sempre l'abbiano avuti anche loro e l'abbiano debitamente superati.

Quindi intanto credo essere al punto di poterne ricominciare a parlare senza l'ombra della vergogna, senza fare andare le nostre coppie all'estero sia gia' un passo importante. Piano piano con l'aiuto di tutti e sicuramente dell'associazione potremmo mettere in luce quali sono i problemi e forse, non so se convincere, perche' convincere la ministra credo che sia difficile, anche perche', come ha detto piu' volte, ci si sistema. Pero' credo che comunque e' ormai un processo non arrestabile. Quindi andiamo avanti tutti insieme. Grazie. 

 

 

Categorie: Radicali

Intervento di Gianni Baldini nella commissione ricerca scientifica dell'XI Congresso Coscioni (seconda giornata giornata)

Luca Coscioni - Ven, 26/09/2014 - 12:00
Intervento di Gianni Baldini nella commissione ricerca scientifica dell'XI Congresso Coscioni (seconda giornata giornata)26 Set 2014

Mi fa molto piacere essere qui, qui mi sento a casa, come diceva filomena abbiamo seguito ormai dal 2004 tutti i vari ricorsi che ci sono stati nei confronti della famosa o famigerata legge 40. Rapidamente, farei un attimo sul punto, farei una sorta di report sullo stato dell'arte della legge dove siamo arrivati.

A questo punto come si e' visto dopo la sentenza della consulta dell'aprile dello scorso mese di aprile che ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa che non e' da aprile 2014 in avanti ma dal febbraio 2004 che quel divieto era tale. Per dieci anni purtroppo tante coppie sono dovute andare all'estero, tante coppie non hanno fatto la fecondazione assistita eterologa perche' una legge non lo consentiva.

Che cosa e' successo? E' successo che i politici si sono messi a tergiversare, il ministro lorenzin ha consigliato in maniera abbastanza curiosa e pittoresca, ha ritenuto che quel divieto che e' caduto e che le motivazioni della corte costituzionale ci hanno detto non determinava alcun vuoto normativo dovesse invece essere riempito nuovamente da una legge, una legge che avrebbe dovuto disciplinare le questioni che quel divieto poneva, e cioe' le questioni di come regolare l'eterologa nel nostro paese ma anche questioni che quel divieto non poneva e nessuno sentiva il bisogno di discutere, se il donatore del gamete dovesse essere noto al ricevente, e se il ricevente dovesse rendere noto al bambino che nasceva l'origine della sua nascita.

Ancora, si e' discusso in questi mesi delle questioni della compatibilita' genetica, altra questione sinceramente che ha gettato nel discredito ancora una volta nel dibattito scientifico e medico internazionale il nostro paese, perche' si e' posto il problema se quella coppia ricevente avesse il diritto di ricevere del materiale genetico che era compatibile con le sue caratteristiche fenotipiche fondamentali.

Si e' sentito un dibattito impostato sul tema del razzismo consistente nella possibilita' per la coppia che ricorreva alla fecondazione eterologa di non potere scegliere se il gamete fosse di una razza diversa dalla propria.

Questo e' stato il livello purtroppo del nostro dibattito, tutto questo condito da indicazioni tecniche completamente errate, per cui la legge era necessaria perche' altrimenti l'eterologa non si poteva fare.

La cosa e' andata avanti fino al mese di agosto fino a che una regione poi ve ne parlera' piu' diffusamente la dottoressa liri fino a che la toscana non ha rotto gli indugi e ha assunto una delibera con la quale ha regolato gli aspetti medici e tecnici che dovevano essere regolati, quali esami fare sul donatore, come selezionarlo, quali precauzioni tecniche, secondo quali protocolli svolgere la metodica di fecondazione assistita, come creare una banca dati per le donazioni, quante donazioni fare e cosi' via.

Questo ha determinato di fatto una rottura di quello schema che per altri 4 mesi ha impedito l'esecuzione della tecnica nel nostro paese, e quindi per altri 4 mesi ha prolungato quella situazione di illegittimita' che durava gia' da dieci anni e poi il resto e' storia dell'oggi, quindi le regioni hanno adottato un documento comune sulla base della delibera che era stata assunta dalla regione toscana e con evidenti difficolta' di trovare un punto di riferimento unitario, pensate alla storia dei ticket con regioni che non riescono a ingoiare la questione, i cellini lombardi hanno imposto alla giunta che l'eterologa in lombardia si paga.

Siamo arrivati al punto che si parte, e la cosa importante, mi fermo, per la prima volta nella storia d'italia non partono soltanto i centri privati, ma anche quelli pubblici, e' partito il centro di careggi, iniziamo ora ad affrontare i problemi veri, ora inizia un altro fronte, filomena, per cui abbiamo la macchina 

 

L'auto c'e', l'eterologa si puo' fare ma dobbiamo mettere la benzina e la benzina sono i gameti, gli ovociti femminili che dopo dieci anni di assenza di possibilita' in questo paese non saranno facilmente reperiti con un meccanismo di donazioni imperniato sulla donazione volontaria e gratuita che e' assolutamente giusta ma che trova limiti nella misura in cui una donna forse per la sorella e amica potra' sottoporsi a stimolazioni, interventi chirurgico e estrazioni e dovra' necessariamente prevedere meccanismi ulteriori, meccanismi compensativi come in altri paesi dell'unione europea che consentano a quella donna che vuole fare donazione non di guadagnarci, ma sicuramente di compensare quell'atto di donazione cosi' importante che consentira' a tante altre coppie di potere realizzare il proprio progetto genitoriale

Categorie: Radicali

Intervento di Marco Perduca nella commissione ricerca scientifica dell'XI Congresso Coscioni (seconda giornata giornata)

Luca Coscioni - Ven, 26/09/2014 - 11:59
Intervento di Marco Perduca nella commissione ricerca scientifica dell'XI Congresso Coscioni (seconda giornata giornata)26 Set 2014

Il presidente ha inaugurato la seduta di stamane dicendo: non abbiamo una scaletta ben definita. Quali potrebbero essere gli argomenti da affrontare? Mi pare che vidmer abbia negli aspetti che michele tu hai ricordato adesso chiosando il termine del suo intervento, ma nelle conclusioni che lui ha tratto forse il nocciolo se non la natura propria dell'associazione luca coscioni e' di quello che si e' sempre cercato di fare fin dalla sua fondazione. Qual e' questo nocciolo? Io la chiamerei, ma sono veramente parole, cosi', vuote, ma giusto per chiarirci, chiarire quel 70% della curva di gauss, che ieri il presidente dell'aifa ci ha vedere che a forza di far vedere una cosa ci crede pure lui, un'alleanza di chi vuole affrontare problemi molto complessi, tenendo ferma la barra sulla liberta' di scelta e di esercitare la propria professione senza alcun limite che non sia quello, come diceva sempre il presidente dell'aifa, del non fare male a nessuno, quando si agisce. Cioe' un principio diciamo storicamente liberale. 

Che cosa ci ha detto vidmer? Da una parte abbiamo il problema relativo all'impossibilita' di fare determinati tipi di ricerche perche' c'e' un tipo di problema sociale e politico per cui esistono leggi che limitano fortemente le possibilita' di indagare alcune piante e prodotti derivati per motivi imposti arbitrariamente a livello globale almeno da 50 anni. Nel caso specifico delle sostanze stupefacenti o presunte tali e delle piante da cui derivano sono le tre convenzioni onu, nel caso delle cellule staminali e embrionali e' la legge 40. Ora speriamo che nelle prossime settimane venga abbattuta quella parte relativa alla possibilita' di utilizzare embrioni made in italy per fare questo tipo di ricerca, pero' il problema che viene sollevato da chi fa ricerche scientifiche e vorrebbe utilizzare questo prodotto per promuovere delle cure e' dato da una legge che proibisce alcune delle possibilita' addirittura di ricerca e non eventualmente di applicazione del trovato a seguito della ricerca. E questo credo io sia il problema che noi dobbiamo continuare a mettere al centro della nostra attivita' politica che e' un po' il problema che caratterizza l'italia in tutti gli aspetti. Noi abbiamo delle istituzioni che nella migliore delle ipotesi non adottano nuove leggi ma non fanno applicare quelle che hanno, nella peggiore delle ipotesi, la prima, cioe' continuano ad applicare le leggi che hanno, e nella seconda adottano leggi che vanno contro gli interessi comuni, il bene comune, la collettivita', addirittura l'umanita', per tutelare delle categorie molto piu' spesso che degli interessi forti. Magari le cose sono spesso collegate l'una con l'altra, ma noi ci siamo ritrovati piu' spesso a adottare delle leggi per tutelare delle categorie metafisiche o comunque che avevano a che fare con qualcosa che non attiene alla vita quotidiana ma con dei credo religiosi. Per cui certe cose non si devono fare, non c'e' una spiegazione per cui non si devono fare. Se voi andate a leggere la prima convenzione sulle sostanze psicoattive del 1961 non c'e' un allegato scientifico che dice il motivo per cui oltre uno 0,% le sostanze alcaloidi sono considerate pericolose, ti dicono che sono pericolose perche' superano quella li'. Io che sono alto un metro e 80, consumo un qualcosa rispetto a quello che e' alto un metro e mezzo e ha un organismo completamente diverso. Tant'e' vero che quando abbiamo fatto il minimo massimo tollerabile per il tasso alcolemico ci sono tutta una serie di tabelle, poi possono essere anche quelle ridicole, ma anche li' si sono presi almeno la briga di consultare delle tabelle. Nel 1961 tutti d'accordo, il 1961 e' probabilmente la punta della guerra fredda, puba, missili.. C'era lo strapeggio del confronto est-ovest eppure per mettere fuorilegge tre pianti si sono trovati tutti d'accordo e per essere d'accordo non dovevano entrare nei dettagli. Andando a leggere bene quel trattato, si vede che una parte di produzione per fini medico-scientifici e' consentita, anzi, si potrebbe rileggere a ritroso tutto il documento dicendo: si adotta questa convenzione proprio per consentire lo studio di queste piante, che altrimenti potrebbero avere degli sviluppi tossici perche' riteniamo che ci sia una possibilita' di impiego terapeutico. Poi sono arrivati documenti che hanno complicato la situazione e poi arrivero' anch'io con una proposta in conclusione di questo mio intervento dicendo che cosa occorrera' fare, perche' nel frattempo la comunita' internazionale si e' data tutta una serie di documenti non relativi alle sostanze stupefacenti ma relativi alla ricerca scientifica. Nel 1967 sono stati adottati due patti internazionali, uno che che ha a che fare con i diritti politici e uno con i diritti economici sociali e culturali. Dopo la ratifica di un numero minimo degli stati membri, entrambi sono entrati in vigore. Tra il patto ce ne sono almeno due che hanno a che fare con le cose che discutiamo oggi e in particolare in questa commissione. Da una parte, la ricerca scientifica, che deve essere consentita - noi si spererebbe anche sostenuta e promossa - dall'altra il diritto alla salute, e cioe' chiunque, perche' tutte le dichiarazioni internazionali parlano di "chiunque", non dicono il cittadino dello stato "x", cioe' noi umanita' di 7 miliardi e passa abbiamo gli stessi diritti, conquistati da lotte, ma non possono subire una modifica di loro godimento pieno a seconda della zona dove ci si trovi o del passaporto che si abbia. Chiunque ha diritto d'accesso alle migliori cure disponibili che sono frutto della ricerca scientifica massimamente libera e consentita che invece e' codificata in un altro articolo di quel medesimo patto. Quindi ci troviamo di fronte a un mondo che ha adottato dei diritti fondamentali che sono tantissimi, ma rimaniamo su questi due: ricerca scientifica e diritto alla salute. Dall'altro chi ha adottato dei trattati, come appunto per esempio queste tre convenzioni in materia di droga, ma grazie a un'iniziativa che prendemmo esattamente 10 anni fa con l'associazione luca coscioni e con un'alleanza di ong americane, stava addirittura per arrivare a adottare una convenzione contro la clonazione umana che era anche questa un'altra di questi slogan coniati dalla delegazione della santa sede alle nazioni unite che metteva insieme clonazione terapeutica e riproduttiva, proprio per creare il problema della curva di gauss a quel 70% di persone che passavano di li' e dicevano: cacchio, la clonazione umana, qua si vuole un'altra volta rifare una razza con tutte le boiate che sappiamo relative all'eugonetica che andrebbe fatta diventare una freccia al nostro arco. Non si capisce perche' uno dovrebbe essere miope, scemo, alto basso come gli pare a lui, non capisco quale diritto si vada a violare o quale in qualche modo danno si vada a recare a se stessi, al nascituro o all'umanita'. Detto questo, che magari e' piu' per polemica televisiva, un domani ci dovessero chiamare, che per i nostri racconti, noi abbiamo due gruppi di documenti con i quali ci dobbiamo raffrontare a livello globale, perche' oggi, e ce lo insegna il lavoro di filomena gallo, che dai tribunali locali alla corte europea ci fa capire che le giurisdizione sono transnazionali, perche' quando ti da' una soddisfazione o mezza soddisfazione, tu puoi tentare di adire a una giurisdizione superiore. Abbiamo due gruppi di documenti: da una parte quelli che interpretiamo come ha fatto l'avvocato o il giudice o il poliziotto addirittura nel caso del paziente segnalatoci da vidmer, interpretiamo nella maniera piu' liberale e quindi secondo me piu' utile possibile il fatto che esistano tutti questi trattati in materia di diritti umani, che tra l'altro essendo stati ratificati quindi incorporati nei sistemi legali nazionali sono di rango costituzionale e che questi debbano essere ritenuti quasi come una costituzione mondiale, e dall'altra pero' tutta un'altra serie di leggi come le tre convenzioni sulle droghe che sono una sorta di mega legge 40 che limita i diritti che sono riconosciuti nei tre gruppi dei trattati in materia di diritti umani. Tutto questo sarebbe una cosa teorica magari tirata molto per i capelli, l'amico giurista laggiu' che si intende di questo puo' confermare o smentire, da due settimane puo' invece divenire, e lo evocava anche filomena ieri mattina, una possibilita' di azione politica. L'italia ha finalmente ratificato il protocollo addizionale a questo patto per i diritti economici sociali e culturali il quale consente, qualora delle comunicazioni di un individuo o di un gruppo di persone relative a un presunto, una presunta violazione di uno dei diritti contenuti in questo patto, non siano stati soddisfatti dai rimedi nazionali, di adire a questa microgiurisdizione o piccolo gruppo di esperti delle nazioni unite riuniti nel comitato per i diritti economici sociali e culturali che affronteranno le problematiche relative ai vari diritti. E io ripeto che comunita' scientifica da una parte e diritto alla salute dall'altra possano fare arrivare molti contributi critici relativamente a cosa accade nel nostro paese. Sono pochi i paesi che oggi l'hanno ratificato questo protocollo opzionale, quasi una ventina. Sono la spagna, che su alcune politiche e leggi e' sicuramente piu' avanti di noi, idem per il portogallo, l'uruguay semmai entrera' in vigore questa legge sulla marijuana, perche' se gia' tutti pensate che in uruguay si possa comprare uno spinello legalmente non e' cosi'. Non e' detto che la maggioranza che fece quella legge torni al potere in uruguay e quindi anche li' c'e' una zona molto grigia. C'e' invece la zona di quasi cristallino esempio di come andando nella direzione opposta da una parte della ricerca scientifica dall'altra parte dell'anteproibizionismo si puo' avere effetti opposti, di due stati americani, colorado e washington, ma di stati tamericani che utilizzano la marijuana per scopo medico. E' stato certificato a parte dai numeri della polizia, che sicuramente e' la parte che meno ci interessa dal punto di vista scientifica ma e' quella che per quanto riguarda la curva di gauss e' quella piu' importante, non c'e' stato aumento di violenza, non ci sono stati assalti ai dispensori, addirittura le banche che per legge federale non possono ricevere i soldi di questi distributori che quindi vivono coi rotoli di banconote sotto il materasso, hanno iniziato a dire: no, qui il fenomeno e' economicamente talmente rilevante che noi vogliamo che questi soldi vengano depositati da noi perche' le cose funzionano e iniziano a funzionare facendo emergere un mercato stratosferico che quindi ha dei soldi, fa pagare tasse e ci serve in qualche modo ad aiutare tutta la collettivita'. Tant'e' vero che quelle leggi hanno deciso che una parte dei proventi derivanti da queste sostanze debbano essere investiti in scuole o in attivita' sociali e pare che gia' una quarantina di bilioni di dollari siano stati investiti e dedicati a questo tipo di iniziativa. Quindi noi dobbiamo assumerci la responsabilita' su quanto ci viene detto. Vidmer si e' dimenticato di dire che dalle 10 in una sala qui accanto per chi si e' prenotato ma anche per chi ritiene di avere delle problematiche che possano essere curate con la cannabis terapeutica e' a disposizione per firmare delle ricette per i vari prodotti che sono disponibili e che sono disponibili perche' l'italia ha legalizzato, ha regolamentato e poi all'italiana non ha fatto informazione, perche' appunto c'e' da una parte il timore che si vada a che fare con le droghe, si abbia a che fare con le droghe se si e' un medico o un farmacista. Ma c'e' l'ignoranza totale di quali siano queste sostanze, di che cosa possano trattare, anche se alcune regioni italiane hanno adottato delle leggi che poi in buona parte sono state peggiorate purtroppo con i regolamenti attuativi di queste leggi limitando di molto i tipi di malattie a cui si possono dedicare queste sostanze, ma comunque esiste, e' stata legalizzata e regolamentata. Io spero di non aver capito bene quanto ha detto il sottosegretario rossi ieri mattina relativamente a quel protocollo firmato da ministro della difesa e ministero della salute. Dopo 7 anni dire che siamo all'inizio di un qualcosa inizia a essere ridicolo, ma comunque. La vera fortuna della promozione dell'uso terapeutico della cannabis sicuramente non sara' darla in mano alle stellette. Questo credo sia poco ma sicuro, sia perche' non e' il loro lavoro, sia perche' comunque chi gia' per vari motivi ha bisogno di avere a che fare con una sostanza difficile, non credo che come primo approccio abbia quello di pensare a qualcuno in divisa. Ora sto esagerando, ma sicuramente sarebbe meglio avere a che fare col medico che poi ha a che fare con le farmacie piuttosto che con il ministero della difesa. Quindi legalizzare e regolamentare e poi liberalizzare il mercato, anche perche' noi oggi subiamo un molopolio di case farmaceutiche olandesi che ci impongono un prodotto con un prezzo esagerato che va contro gli interessi individuali e della collettivita'. Concludo anch'io pero', siamo forse in conclusione anche di commissione, pero' il problema si pone. 

Tempo fa alcuni anche dei nostri iscritti piu' vicini alla parte scientifica del nostro paese non durante il dibattito relativo alla possibile riforma del senato della repubblica ritennero che quella camera, la camera alta, avrebbe potuto divenire la camera delle conoscenze e dei saperi. 

Allora, io sono contrario a quel tipo di riforma chiamiamola cosi', anzi controriforma che e' uscita dal senato sul senato che cancella tutto il cancellabile e addirittura aggiunge problemi non solo relativi alla seconda scheda del senato che non esiste piu' ma anche la terza del referendum. Ma di certo se c'e' qualcosa che occorre alla politica e' la contaminazione fra le conoscenze e i saperi e il legislatore, non le gabbie o le quote o un gruppo di autorevoli pensatori che va e dice a chi fa le leggi di fare le leggi in un determinato modo. Occorre e secondo me vidmer potrebbe essere il migliore senatore di questa stanza che qualcuno che in vita sua ha dei problemi e ha delle risorse intellettuali e delle proposte da fare faccia politica. E' chiaro pero' che se tu mi fai un senato che non e' eletto direttamente e dall'altra parte una legge elettorale dove nessuno individualmente puo' partecipare alla vita politica, perche' non puo' rappresentare il proprio territorio perche' non esistono i collegi, non puo' essere eletto direttamente perche' non esistono neanche le preferenze, non dico che le preferenze siano la soluzione migliore, hai ammazzato qualsiasi possibilita' di progresso umano e politico per il tuo paese. E li', io spero che i pensatori, coloro che sanno, i saggi, in teoria il senato sarebbe stato fatto anche per quello, con gli anni le persone avrebbero esperienze oltre a qualche competenza in piu', si facciano essi stessi portatori, avendo a che fare con questo tipo di riforma, di un, parolaccia a casa liberale, autocritica, perche' non si puo' vivere all'ultimo piano della torre d'avorio, ma invece occorre scendere nei bassifondi come qui si fa e partecipare direttamente alla vita politica. Grazie. 

 

 

 

Categorie: Radicali

Intervento di Vidmer Scaioli nella commissione ricerca scientifica dell'XI Congresso Coscioni (seconda giornata giornata)

Luca Coscioni - Ven, 26/09/2014 - 11:57
Intervento di Vidmer Scaioli nella commissione ricerca scientifica dell'XI Congresso Coscioni (seconda giornata giornata)26 Set 2014

Buongiorno, buongiorno, mi chiamo scaioli, sono un neurologo, neurofisiogo clinico, da qualche anno, anche se negli ultimi anni, diciamo, il mio interesse e la mia curiosita' nell'ambito dell'argomento di cui adesso vi parlero' si e' un po' intensificato e sta diventando un argomento di mio interesse anche scientifico oltre che, metdere risalto quello che politiche sanitarie e impostazioni sociali di tipo proibizionistico abbiano in un certo senso condizionato la ricerca scientifica in senso negativo nel nostro paese in particolare.

Ultimamente seguo le problematiche connesse alla cannabis terapeutica, offre due tipi di letture, la lettura dominante e' quella di essere un oggetto conteso tra due impostazioni, l'impostazione proibizionista droga e l'impostazione antriproibizionista, droga si', pero' la politica di tipo antiproibizionista ha fallito e occorre trovare strumenti di legalizzazione.

A mio avviso anche questa e' un'impostazione riduttiva e limitativa perche' la cannabis e' impostata secondo un oggetto, e' un oggetto che deve essere modulato secondo le problematiche sociali, politiche, etc. In realta' sta emergendo sempre piu' sulla base anche delle segnalazioni dei pazienti e' che la cannabis non sia un oggetto che deve essere conteso, ma e' soggetto che ha dignita' di ricerca scientifica.

Questo emerge se si va a vedere e ad analizzare quelle che sono le segnalazioni che giungono dai pazienti.

Noi in italia, ho scoperto recentemente sulla base di una segnalazione di un paziente, questo paziente ha una particolare sindrome, comincio da questo caso, ho sentito dire che non ci sono documenti, evidenze scientifiche, no no, la ricerca c'e', i dati ci sono se in italia non e' stato possibile sviluppare una ricerca scientifica sulla cannabis terapeutica e' perche' e' stata interdetta da politiche che hanno volutamente incoscianmente, piu' o meno anche in modo anche un po' deciso interdire questo tipo di ricerca fosse perche' non era conveniente che si facesse.

La malattia e' una sindrome che si chiama di olmsted, una rara malattia, il paziente, il bambino sviluppa una alterazione di sviluppo del tessuto cutaneo e intestinale e la pelle si spacca, diventa secca e il bambino sta male, soffre.

Andando a studiare si e' visto che alla base di questa anomalia genetica vi e' un alterato recettore che e' modulato dai cannabinoidi, rimodulando l'attivita' di questi ricettori si puo' ripristinare la funzionalita' delle cellule.

Questa ricerca e' stata fatta da quelli che hanno identificato questi canali sono ricercatori italiani dell'istituto di biochimica molecolare, di pozzuoli, italia.

Nell'introduzione al loro lavoro scientifico pubblicato sulla journal.. Anno 2006, dicono che le proprieta' della cannabis attiva e' nota fin dall'antichita' ma che l'uso ricreazionale per i suoi aspetti psico-attivi hanno a lungo, lo traduco dall'inglese, per lungo tempo le ricerche e le sue possibili applicazioni farmacologiche.

Questo e' un dato a mio avviso molto interessante perche' mostra come la cannabis sia effettivamente una risorsa da esplorare e da indagare, gli stessi ricercatori indicano nel loro lavoro come dentro la cannabis, parlo come gruppo, vi siano almeno 400 componenti chimiche delle quali 66 sono state identificate, molte delle quali hanno documentato un effetto di interazione.

Questo a mio avviso e' un aspetto molto interessante perche' gli stessi autori italiani avevano trovato per esempio dei riferimenti in riferimento alla cannabis nel trattamento del tumore della mammella umana e gli stessi autori avevano trovato riferimenti per esempio per il trattamento di effetti sull'intestino nel modulare attivita' antinfiammatoria, un paziente che mi ha scritto, un paziente del nord italia, amico di un altro paziente che ha la stessa malattia che si era recato perche' ha i soldi in svizzera, dice che la malattia hanno curata con l'olio di bediol, perche' non ti fai prescrivere la cannabis? Lui non ha i soldi non ha potuto curarsi, da quando ha il bidiol ha ripreso a mangiare, era 40 chili, sta guadagnando peso e sta bene anche perche' lui non ha gli effetti psico-attivi che temeva ma si sa perche' il bediol non ha questi effetti.

Queste non pono problematiche.. Sono medico-scientifiche, questo ha fatto emergere quello che e' il retroscena culturale di cui anche molti medici con cui sono entrato in contatto temono, cioe' perche' vi e' difficolta' oggi a lavorare sulla cannabis in italia? Vi e' difficolta' a vari livelli perche', ve lo dico cosi', vi sono dei timori.

Mi spiego, la cannabis, tu prescrivi la droga? Ma siete matti, io non prescrivo droga, prescrivo un farmaco, faccio una prescrizione di un medicinale che nella condizione specifica puo' essere di aiuto e che pertanto se quel paziente mi risponde in modo positivo per me e' un trattamento.

Ma mi dicono: prescrivi droga, sai la legge, non c'entra niente la legge, qui e' un problema, io adesso in questo periodo lavoro un po' sul velluto nel senso che sono ricercato da pazienti ai quali hanno fatto giri da vari blasonati, istituzioni, professori e dicono, io cosi' non posso piu' fare niente e quando il paziente dice perche' non mi fa provare la cannabis? Non so come si fa, qui c'e' la legge, c'e' il problema che sei poi rischi, non ci sono rischi.

Il rischio vero, e questi sono aspetti che io ho gia' messo in evidenza, due tipi di rischi connessi alla cannabis in italia.

Primo rischio, che i pazienti abbiano beneficio. Come? Usi la cannabis e stai bene, come ti permetti? Non e' possibile.

Questo e' il primo problema.

Con la cannabis si puo' stare bene, perche' ha potenzialita' terapeutiche. Ho un grafico di un paziente che e' stato classificato farmacoresistente e dice: dottore, ho letto il suo articolo, il mio, la sua intervista, ho visto quello che lei ha fatto, a questo punto ho provato la cannabis.

Ho provato a farmela prescrivere dal mio medico, ho avuto problemi, immagini come me la sono procurata.

Questo paziente ha delle crisi, purtroppo non si riesce a vedere, mi ha autorizzato a rivelare nome e cognome.

In questa parte ci sono, lui ha fatto un istogramma e vediamo le crisi che ha dopo il trattamento. Questa e' terapia.

Il problema quindi, altri medici mi dicono: non ci sono i criteri.

Scusate, quando avete un paziente che avete definito farmaco intollerante, che ha un abuso di medicinali a mio avviso siete assolutamente legittimati a fare in modo che questo paziente possa assumere la cannabis.

Ma solo in casi estremi.

Alla luce di quello che ho raccolto come esperienza dico di no, l'impostazione sulla cannabis terapeutica deve essere rivista.

Puo' essere una prima scelta, una scelta che va a integrarsi con una terapia in corso, puo' essere anche un'alternativa.

Abbiamo un grosso percorso da fare, il grosso percorso da fare e' recuperare e reimpostare il problema della cannabis secondo una piu' corretta collocazione, che e' quella di tipo medico-scientifica.

 ci sono punti di concatto con antiproibizionismo.

La cannabis ha un suo uso ricrezionale, ludico, benissimo, il problema dell'uso ludico o l'uso ricreativo puo' essere 

Sicuramente modulato e controllato tramite delle opportunita' di concedere a questi soggetti, a queste persone di potere accedere e di potere usufruire di questa sostanza.

Ma ci sono i rischi.

Rischi non ce ne sono.

I rischi sono quelli per cui effettivamente occorrono delle prudenze, sicuramente occorre avere delle attenzioni soprattutto in certe fasce di eta', ma va considerato che la cannabis in modalita' terapeutica rappresenta uno dei farmaci piu' sicuri e esenti da rischi, non ci sono casi di abuso, non ci sono morti di abuso di cannabis, non ci sono riportati.

Il paziente, quello che ho notato con i pazienti e' che aumentando i dosaggi della cannabis il sistema va in saturazione, cioe' non aumenta gli effetti all'aumentare delle dosi, praticamente il soggetto si stabilizza e non aumenta il suo effetto cosiddetto psico-attivo o euforizzante, non c'e' questo sistema per cui va oltre.

Per ritornare quindi al problema della cannabis terapeutica ritengo di impostare il discorso su due aspetti, impostare, ridefinire il problema della cannabis come opportunita' terapeutica scientifica andando a ricollocarla dove deve essere ricollocata, e sull'aspetto sociale mediante politiche razionali di legalizzazione, per esempio mediante strumenti di concessione governativa per l'autocoltivazione o per la cessione controllata facendo la griestrazione dei pazienti.

Questo puo' essere, a mio avviso, uno strumento che sicuramente per quel che riguarda la cannabis risolverebbe gran parte dei problemi.

C'e' un problema di tipo giuridico, non mi riferisco alla problematica del medico presgrittore, mi riferisco alla problematica di  quei pazienti e me ne sono capitati, me lo dicono loro, che per il trattamento della loro problematica a causa dei costi che l'uso della prescrizione dei galenici ha per loro si riferiscono al mercato clandestino, quindi agli spacciatori.

Alcuni di questi pazienti mi hanno detto di avere problemi giuridici, hanno avuto perquisizioni, allora sulla base di una segnalazione di un paziente ho detto, senti se questo e' il tuo problema io ti prescrivo il bedrocan, ti certifico che e' una terapia, sei tutelato giuridicamente, le stesse autorita' gli hanno detto: ma fatti fare una certificazione.

Benissimo, lui e' venuto, ho prescritto il bedrocan e ho fatto la certificazione, questa ha avuto un valore per lui, perche' lo ha tutelato da un punto di vista giuridico.

Allora questo l'ho fatto per altri pazienti, adesso ho un altro paziente che era andato dallo spacciatore, e' stato fermato, arrestato, l'hanno rilasciato, gli ho prodotto la certificazione, grazie a questa certificazione l'atteggiamento nei suoi confronti e' diventato piu' tollerante.

Non ha potuto..

Penso che vista la nostra particolare situazione questa e' una proposta che faccio anche di tipo politico, bisogna anche ragionare in questi termini, se penso io questa modalita' di agire ha funzionato ed e' stata efficace in alcune situazioni io penso che tutti  quei pazienti, pazienti o non pazienti che comunque abbiano problemi psicologici che l'uso della cannabis possa essere consentito, possono se esposti a un rischio giuridico rivolgersi al loro medico farsi scrivere quello che puo' essere piu' opportuno per loro, bedrocan o altro, e farsi certificare che per loro la cannabis e' una terapia perche' e' un farmaco, un insieme di prodotti che ha un effetto terapeutico. Vi sono prodotti che indicano come la cannabis possa essere utilizzata per il controllo di alcuni sintomi di natura... Possono risvolgersi a un medico e farsi certificare che per loro e' un trattamento la cannabis.

Ultimo aspetto, noi abbiamo un sistema carcerario tale per cui, un sistema carcere per cui vi sono un certo numero di detenuti per reati, cosiddetti reati connessi con la cannabis, ritengo, in ipotesi, che molti di questi cosiddetti detenuti possono essere in realta' pazienti per i quali quando sono stati portati davanti al giudice e' stato messo dall'avvocato di difesa che doveva tutelare il soggetto, e' stato omesso il fatto, per cui e' stato omesso di presentare una relazione, una certificazione per cui quel soggetto assumeva cannabis con finalita' di tipo terapeutico, e si e' dovuto ricorrere all'uso clandestino, essere entrato nel giro, lo e' entrato per una problematica di natura proibizionista, la pesante sanzionabilita' a cui e' assoggettato l'uso e consumo della cannabis in italia.

Andando a rivedere i fascicoli sanitari di molti detenuti per reati connessi alla cannabis, a mio avviso si puo' sostenere se questi detenuti producendo le certificazioni possono essere rivisti e rimodulata la pena in funzione del fatto che per loro la cannabis non era qualcosa di connesso alla droga ma una esigenza terapeutica e sono finiti in quella situazione perche' le leggi hanno voluto questo ma per loro l'uso era di tipo terapeutico.

Ho finito.

 

 

 

Categorie: Radicali

Intervento di Michele De Luca nella commissione ricerca scientifica dell'XI Congresso Coscioni (prima giornata)

Luca Coscioni - Ven, 26/09/2014 - 11:55
Intervento di Michele De Luca nella commissione ricerca scientifica dell'XI Congresso Coscioni (prima giornata)26 Set 2014

Tu stai sostanzialmente cercando di dire di applicare a tutta una serie di attivita' di tipo legislativo, ci aggiungo anche i giudici, il metodo scientifico. E questo e' fondamentale ed essenziale. Cioe' se nel nostro paese si fosse applicato il metodo scientifico in una serie di cose, incluso il caso stamina, alcune delle storture che abbiamo avuto non sarebbero successe. Io stesso quando sono andato per la causa parrillo sull'uso delle embrionali mi sono accorto anche della mancanza di informazione scientifica non al passo con i tempi, perche' questo e' un altro problema. Altro problema che va tutto aggiornato agli avanzamenti della scienza, tutto quello che tu vai a legiferare. Allora quello che abbiamo scoperto per esempio sulle staminali embrionali negli ultimi 10 anni non puo' essere paragonabile o paragonato a quello di 20 anni fa. E poi nel campo proprio della legge o dei giudici prendiamo di nuovo l'esempio del caso stamina: su una legge sbagliata, non ha importanza, su una legge abbiamo avuto 340 pronunciamenti, dei quali 150 completamente da una parte e 150 dall'altra. Questo ha a che fare con il metodo scientifico, ha a che fare con l'informazione che si diceva prima. Io mi sono preso la briga in questo caso di andare a vedere un po' la qualita' delle sentenze, pur non essendo, pur non capendo, ma si capiva lontano un miglio che c'era una categoria di sentenze in cui il giudice si era posto il problema scientifico, probabilmente si era anche circondato da consulenti di un certo tipo e altre no. E' assolutamente vero, magari ampliare al discorso scientifico diverse aree.

Categorie: Radicali

Intervento di Gilberto Corbellini nella commissione ricerca scientifica dell'XI Congresso Coscioni (prima giornata)

Luca Coscioni - Ven, 26/09/2014 - 11:53
Intervento di Gilberto Corbellini nella commissione ricerca scientifica dell'XI Congresso Coscioni (prima giornata)26 Set 2014

Non e' che sappia a cosa agganciarmi, e' stata un po' una... Qualche commento forse intanto bisogna dare i numeri. Adesso io non so se la fao anche lei sta manipolando i dati, pero' a quanto pare il problema alimentare non e' chiuso. La fao prevede che, se si vuole alimentare i 9 miliardi di abitanti sul pianeta che ci saranno tra una trentina d'anni o un po' di piu', serve di aumentare del 70% la produzione. Io ho l'impressione che quando ragioniamo su queste cose, diciamo "noi", noi noi. A questo punto dovremmo dire "io". Se diciamo "noi" dovremmo prendere 7 miliardi di persone su questo pianeta. Io personalmente faccio fatica quando sento queste discussioni in cui si dice: dobbiamo cambiare la nostra visione delle cose, dobbiamo maturare una coscienza. Ma dobbiamo chi? Ognuno di noi e' un singolo e, se va bene, in 5-6 o 10 ci si mette d'accordo. Quindi io francamente non so che cosa fare. 35 mila anni fa c'erano soltanto una decina di milioni di abitanti sul pianeta. Sono arrivati a un miliardo nel 1804, si stima. E poi in 123 anni sono raddoppiati e poi progressivamente, insomma, in una crescita che praticamente e' esplosiva. Quindi qui si possono fare tutti i ragionamenti che si vogliono. 

Prima si parlava di evidence based policy e di prendere delle decisioni sulla base di dati che siano sperimentali, che siano controllati. Insomma, qui dobbiamo ricordarci che la comunita' europea ha speso oltre 100 milioni di euro delle nostre tasse, oltre 100 milioni di euro delle nostre tasse, per pagare ricerche che sono state fatte dall'inizio degli anni 90 fino sostanzialmente ad adesso sulla sicurezza degli ogm.

Ci sono almeno una decina di documenti e queste ricerche non sono state fatte nei laboratori di monsanto, sono state date a gruppi di ricerca pubblici per valutare quanto vanno in giro i geni, l'allergenicita'... Ragazzi, ma cosa vogliamo fare? A furia di applicare il principio di precauzione, insomma, aspetteremo qui che la cina ci esporti quello che noi poi accetteremo di consumare. Quindi quando si dice, tra l'altro, questa parola "ogm" che sembra ormai una specie di termine misterioso, si parla di tecnologie e di biotecnologie che tra l'altro  quegli ogm di cui parlava silvano dalla libera sono obsoleti. Quella roba li' tra un anno e' gia' fuori brevetto. Quindi le nuove generazioni di ogm, quelle che si piantano negli stati uniti, in argentina, in brasile, una superficie che sta intorno a una cifra abbastanza elevata, adesso non mi ricordo, pero' so che sono 15 milioni gli agricoltori che nel mondo piantano ogm e non e' che questi agricoltori in questi paesi dove si piantano gli ogm la gente si intossiva, che non hanno anche li' i loro prodotti e che gli ogm o tutte queste tecnologie rappresentano qualche cosa che contagia chissa' quale purezza tradizionale. Io sono nato in campania, i miei genitori erano contadini. Quando io sono nato a 8 mesi avevo il verme intestinale. Adesso vermi intestinali nel mondo occidentale non se ne parla. Ma ci sono larghe parti nel mondo dove bambini sono ancora infestati da vermi. Quindi dobbiamo un po' metterci nell'ottica che una larga parte di mondo  che aspira a stare un po' meglio, e non e' che possiamo dirgli: no, tenete li' i vostri ecosistemi, non toccate niente. State male perche' noi dobbiamo stare bene e noi non vogliamo minimamente compromettere il nostro equilibrio. Oppure dobbiamo metterci a usare gli strumenti che si hanno a disposizione e questi strumenti sono quelli che in fondo la ricerca scientifica ha applicato in diversi ambiti. Nell'agricoltura sicuramente, dal 900 quando sono state scoperte le leggi di mendel, e' dal 900 che praticamente il miglioramento genetico ha consentito di eliminare le carestie. Ricordiamo le carestie per la malattia delle patate in irlanda che ha fatto fuori in pochi anni due milioni di persone. Le carestie sono state eliminate con il miglioramento genetico, ha delle metodologie specifiche. Adesso sono andati via i nostri agronomi che sono piu' esperti. Queste biotecnologie sono soltanto un avanzamento e una capacita' di fare interventi piu' mirati e piu' puliti in questo campo.

Quindi si passa da qua. Il fare scelte politiche, prendere delle decisioni sulla base di una serie di elementi e soprattutto prendere delle decisioni che poi siano modificabili e si possono modificare se eventualmente le cose non vanno bene. Ma noi sappiamo che sicuramente con questo andazzo, con questa ideologia del biologico le cose non stanno andando bene, come e' stato detto poco fa, chiudono da 30 a 40 mila aziende ogni anno in questo paese. Cioe' qui si sta praticamente radendo definitivamente al suolo l'agricoltura italiana. Io non so dove qualcuno che sta al governo pensa di poter rimettere in moto l'economia. Quel qualcuno pensa che sia possibile in tempi sufficientemente brevi reindustrializzare qualche cosa? No. Oppure pensa di poter portare qui delle industrie o delle attivita' economiche a elevato contenuto tecnologico? No. Qui la garanzia del diritto non c'e' e i capitali stranieri fino a quando non si fanno funzionare le leggi non verranno mai, mai. Quindi noi siamo destinati al declino inesorabile. Punto. Se c'e' un settore, uno, dove ancora si potrebbe decidere di investire e si potrebbero.. Perche' tra l'altro questo lo dice anche l'aumento che c'e' di iscrizioni alle scuole per periti agrari e alle facolta' di agraria. Quindi c'e' un movimento di giovani verso l'agricoltura e li' andrebbero messe le condizioni di usare le tecnologie e la ricerca per innovare e per applicare qui delle metodologie che non sono gli ogm o i semi che fa monsanto. Sono le tecnologie che possono fare i nostri laboratori e che da pecoraro scanio a oggi sono state riempite di ragnatele. Perche' i nostri laboratori di biotecnologie vegetale si' gli fanno fare il sequenziamento di questo e quest'altro, ma che me ne faccio se poi non posso appunto studiare la funzione dei geni, prendere i geni, metterli da qualche parte? I geni non sono mica delle robe che ti contagia, ce li abbiamo anche noi, scusate. I geni sono sostanzialmente la base della vita insieme a tutta una serie di altre molecole. E tutte queste cose qua fortunatamente oggi si possono studiare con dei dettagli e delle precisioni che non si sono mai avute. E questo andrebbe fatto e su cui andrebbe discusso con un mondo politico che pero' non vuole ascoltare da questo punto di vista. Volevo soltanto fare un appunto sulla questione degli scienziati che non si iscrivono alla coscioni, sul perche' la gran bretagna.. Insomma, giulio, la gran bretagna ha fatto la riforma protestante, noi no. Allora di che mi stai a parlare? Tu sei uno scienziato, non puoi ignorare le condizioni al contorno, le cause remote delle ragioni per cui noi siamo cosi' come siamo e  quegli altri sono cosi' come sono. La nicchia. Altro che nicchia! Qui parliamo proprio.. Perche' voi scienziati pensate solo che sia un problema di fattori circostanti del qui e ora. Ma la storia, soprattutto la storia culturale, pesa in una maniera impressionante. Ci sono proprio delle differenze nel modo di educare i ragazzi, nel modo appunto di organizzare le istituzioni, ma anche nel senso civico di fondo. 

Esattamente, questi si sono, questi sono stati un secolo a occuparsi di diffondere il metodo empirico regolarmente dappertutto, dopodiche' hanno evitato l'idealismo, hanno evitato tutta una serie di malattie, che invece noi ci siamo portati tutti qua. 

 

 

Categorie: Radicali

Peba: Fassino affronti le questione di spesa

Luca Coscioni - Ven, 26/09/2014 - 11:16
Peba: Fassino affronti le questione di spesa Fraticelli, Frezzato26 Set 2014Barriere architettoniche

Dichiarazioni di Gustavo Fraticelli e Alessandro Frezzato per l’Associazione Luca Coscioni

 L’Associazione Luca Coscioni prende atto positivamente delle lettera inviata dall’ANCI lo scorso 12 settembre ai Sindaci dei Comuni affinché adottino i PEBA previsti come obbligatori da una legge del 1986.

 

 L’Associazione Luca Coscioni ritiene che l’adozione dei PEBA richieda, al contempo, da parte dell’ANCI affrontare i problemi di spesa che i PEBA comportano, richiedendo al Governo una deroga al “Patto di Stabilità”.

 

 Infine l’Associazione Luca Coscioni rammenta al Sindaco di Torino, Piero Fassino, come il proprio invito, in qualità di Presidente dell’ANCI, sia più che opportuno anche alla luce delle barriere architettoniche presenti a Torino, evidenziate nel recente video testimonianza di Alessandro Frezzato  

 

 

 

AllegatoDimensione ANCI-FASSINO12092014.pdf69.72 KB
Categorie: Radicali

Intervento di Simone Penasa nella commissione ricerca scientifica dell'XI Congresso Coscioni (prima giornata)

Luca Coscioni - Ven, 26/09/2014 - 10:53
Intervento di Simone Penasa nella commissione ricerca scientifica dell'XI Congresso Coscioni (prima giornata)26 Set 2014

Mi è stato chiesto poco fa di fare un intervento. Sono Simone Penasa e sono un assegnista di ricerca in giurisprudenza all'universita' di trento, quindi un po' lontano da qui e mi occupo da un po' di tempo di temi legati alla regolazione della scienza da parte del legislatore in particolare della procreazione medicalmente assistita.

Non so bene cosa devo dire, ma leggendo l'articolo che ci è stato inviato tramite l'associazione di qualche giorno fa, che è stato ripreso anche nella prima sessione, mi ha molto colpito e credo che quello sia un punto su cui insistere pro futuro in riferimento al concetto di una evidence based policy. Cioè la necessita' che il decisore politico, sia esso il legislatore, sia esso come ormai spesso accade, il governo, nel momento in cui prenda decisioni che riguardino l'adeguatezza dei trattamenti medici, l'ammissibilita' o meno di determinati tipi di ricerca scientifica, fra cui quello con le cellule staminali embrionali, debba tenere conto anche di quello che anche nella dottrina giuridica si inizia a chiamare come ragionevolezza scientifica delle decisioni prese a livello politico e legislativo. Perchè credo che questo sia un atteggiamento che sta iniziando a trovare delle sponde anche a livello della giurisprudenza.

In altri paesi, prima si diceva perchè per esempio nel regno unito, ma forse ce lo si aspetterebbe anche per cultura storia e tradizione, ma anche in paesi molto piu' conservatori e piu' vicini al nostro come retroterra come la spagna possono provocare certe tematiche divisioni ma, come dire, non provocano una divisione e un'incapacita' di decidere a livello politico? Io credo che una delle ragioni sia anche il metodo che viene utilizzato da parte dei vari legislatori nazionali per arrivare a questo tipo di decisioni. 

In spagna, in francia, per esempio, pensando alla ricerca con le cellule staminali, alla procreazione medicalmente assistita, che sono un po' i temi sui quali non sono solo questi, ma soprattutto su cui l'italia in un isolato non so se splendido isolamento a livello europeo, questi paesi che hanno caratteristiche molto simili alle nostre adottano discipline diversissime rispetto alle nostre. La ricerca con gli embrioni è ammessa sotto determinate condizioni e determinati requisiti, sia in spagna, in francia, in belgio, quindi in una pluralita' di paesi ormai amplissima. E la cosa interessante è che nello stesso regno unito questa disciplina non è un totale laissez faire. Anche nel regno unito che è l'esempio del paese piu' liberale aperto ci sono limiti che sono anche dove esistono rigidamente controllati. Ogni ricerca in materia di cellule con l'utilizzo di cellule embrionali, nel regno unito, in spagna e in francia, quindi in paesi molto diversi fra loro, sono ammesse, a condizione che siano autorizzate da un organismo che abbia le competenze, legittimato dal legislatore, che abbia le competenze per capire se sia su quel progetto necessario, fondato a livello scientifico e in alcuni casi se non vi siano metodi ulteriori attraverso i quali raggiungere un determinato obiettivo. Quindi questo è un esempio che in un mondo ideale il legislatore italiano potrebbe pensare di adottare e è un modello che non lascia la scienza da sola e libera di decidere, ma inquadra l'attivita' in un ambito e in un sistema di principi e di limiti che prima di tutto sono conosciuti e certi per chi fa ricerca, perchè questa è una condizione preliminare forse ancora prima della liberta' stessa di ricerca scientifica, perchè da noi stiamo ancora a chiederci se sia ammissibile fare ricerca o meno con le cellule importate. In altri paesi invece c'è una disciplina legislativa che ci dice qual è il quadro entro cui la ricerca puo' essere effettuata. 

L'ultima cosa alla evidence based law. Le sentenze della corte costituzionale in materia di procreazione assistita e eterologa, ma anche si è trattato in materia di ogm, da quelle sentenze emerge molto questo principio, cioè la corte costituzionale sta dicendo ripetutamente e lo dice sanzionando il legislatore, il limite di embrioni trasferibili o riproducibili, sta dicendo che il legislatore le scelte le puo' fare ma attraverso metodi e con modalita' che tengano conto di dati scientifici, evidenze, sulla quale le scelte politiche devono essere fondate. La corte costituzionale dice: non è in prima battuta il legislatore che deve dire se un trattamento sanitario sia adeguato o meno, quello è un compito che spetta ad altro. Il legislatore puo' intervenire quando si tratta di tutelare dei diritti, e lo puo' fare sui risultati e sulle acquisizioni scientifiche messe a disposizione dalla comunita' scientifica. 

Qui la cosa interessante dal punto di vista giurisprudenziale è che si sta passando dall'enunciazione simbolica di un principio che sembrerebbe quasi scontato alla sanzione di tutte quelle scelte, soprattutto in materia di procreazione medicalmente assistita che non rispettano questo criterio. 

 

Io direi che mi fermerei qui

Categorie: Radicali

Cina: giustizia per Ilham Tohti il professore uiguro condannato all'ergastolo per "separatismo". Italia se ne faccia garante.

Partito Radicale - Ven, 26/09/2014 - 10:23
25/09/2014

Dichiarazione di Marco Perduca, Rappresentante all'Onu del Partito Radicale:

Il Partito Radicale raccoglie e rilancia l'appello del Congresso Mondiale degli Uiguri, guidato da Rebya Kadeer - iscritta Radicale da anni - affinché la comunità internazionale faccia pressione sulla Cina perché il Professore uiguro Ilham Tohti venga liberato quanto prima.

Ilham Tohti era stato arrestato all'inizio dell'anno con l'accusa di propagare idee a favore della secessione della regione cinese dello Xinjiang, un'area che gli uiguri chiamano Turkistan orientale situata al confine col Kazakistan e il Kirghizistan, dalla Cina. Tohti, che insegnava all'università di Minzu, aveva fondato "Uyghur Online", un blog in cui invitava i lettori a un dibattito pubblico e trasparente

volto alla promozione di un dialogo tra gli uiguri e i cinesi di "etnia" han. Il professor Tohti era inoltre anche noto per esser uno dei massimi esperti di cultura e tradizioni uigure nonché per il suo sostegno alla nonviolenza.

Il gruppo di lavoro delle Nazioni unite sulla detenzione arbitraria, che aveva studiato il caso di Tohti alla fine di aprile scorso, aveva denunciato che “la privazione della libertà del professore uiguro era del tutto arbitraria e contraria agli articoli 9, 10, 11, 18, 19, 20 e 21 della Dichiarazione universale sui diritti umani” e aveva invitato il governo cinese ad adottare "tutte le misure necessarie per porre immediato rimedio alla siutazione" di illegalità e "liberare senza indugio il professore e offrirgli una compensazione monetaria per i danni causatigli dalla detenzione". Per tutta risposta le autorità cinesi hanno anche confiscato i beni di proprietà di Tohti e della sua famaglia creando gravissimi disagi economici a tutti i suoi parenti.

Nella primavera del 2014 la Cina ha partecipato alla Revisione periodica universale sul rispetto dei diritti umani al Consiglio dell'Onu di Ginevra accettando oltre l'80% delle raccomandazioni adottate dalle Nazioni unite; il caso del Professor Tohti è la prova del nove relativa agli impegni formalmente presi da Pechino davanti alla comunità internazionale in materia di diritti umani. Il Partito Radicale auspica che l'Italia, presidente di turno dell'Unione europea, ponga con fermezza la questione in ogni sede multilaterale e bilaterale al fine di ottenere il pieno rispetto degli obblighi internazionali della Cina e quindi la liberazione di Ilham Tohti.

 

Categorie: Radicali

Riflessioni sulla mia visita all’Istituto di detenzione Lorusso Cotugno a Torino in Via M.Adelaide Aglietta

Luca Coscioni - Ven, 26/09/2014 - 10:15
Riflessioni sulla mia visita all’Istituto di detenzione Lorusso Cotugno a Torino in Via M.Adelaide AgliettaMina Welby26 Set 2014Sanità in carcere

 

Il 18 luglio al Polo Universitario dell’Istituto torinese di detenzione, Lorusso-Cotugno, ex-Le Vallette, sono state conseguite sei lauree, di cui una magistrale in giurisprudenza sul tema dell’eutanasia. Lo studente aveva inserito nel suo lavoro anche la battaglia di Piergiorgio Welby e confidò che avrebbe avuto piacere di organizzare un dibattito sulla libertà di scelta alla fine della vita possibilmente insieme a Mina Welby.

Il Garante dei diritti dei detenuti per la Regione Piemonte, Bruno Mellano, sentito il Direttore del carcere, Domenico Minervini, mi ha invitato all’incontro con il Polo Universitario.

La mia visita fu iniziata con un pranzo d’onore nel reparto femminile del Progetto Arcobaleno, per il recupero di persone per reati riguardanti la droga. Erano ospiti anche il Presidente del Consiglio della Regione Piemonte Mauro Laus, il Direttore del carcere, il capo responsabile dei psicoterapeuti Dott. Enrico Teta, molti educatori, operatori della poliia giudiziaria e il Garante Bruno Mellano. Le gentili signore ospiti del progetto Arcobaleno avevano preparato un pranzo davvero ricco e squisito. In particolare è stata applaudita da tutti la parmigiana della signora Antonietta, senza naturalmente togliere nulla alla bontà delle altre pietanze.

Nei discorsi a tavola fu coinvolto in particolare il direttore Minervini. Dalle sue parole si percepiva quanto gli interessasse davvero dare alle persone ospiti delle case di detenzione piena dignità umana. Il numero dei 1550 si era potuto ridurre durante i mesi estivi a 1250 e si prospetta di abbassarlo a 1000. Confrontando l’ambiente carcerario complessivo con quella del progetto Arcobaleno, luogo sereno e non somigliante a un luogo di restrizione, il direttore espresse il desiderio, che tutte le case di detenzione possano cambiare aspetto e conduzione, per favorire dei percorsi di recupero della propria dignità umana. Perché per sua esperienza è certa la riduzione di recidiva al 10%. Quindi servirebbero dei finanziamenti di progetti veri di recupero che si ammortizzerebbero nel tempo. Anche il Presidente del Consiglio Regionale, Mauro Laus, plaudì all’esposizione del direttore Minervini. Ecco che la presenza del Presidente del Consiglio Regionale, fa ben sperare che la Regione Piemonte riesca insieme a molte associazioni, fatte di persone sensibili, a far sì che i percorsi di recupero umano diventi realtà per tutti i detenuti dell’Istituto Lorusso Cotugno. Voglio sognare questo come progetto pilota per l’Italia.

Dopo il pranzo tutti i partecipanti si spostarono nella sala riunioni per il dibattito insieme agli ospiti del Polo Universitario. Dopo un mio breve intervento con un breve profilo personale di Piergiorgio Welby, intervenne anche il neolaureato e altri studenti dibattendo vivacemente.

 

Ringrazio la comunità penitenziaria per avermi dato occasione di vivere questa esperienza in un progetto pilota, luogo reso straordinario da persone straordinarie. So che ci sono altri progetti dove le persone in detenzione sono impegnate nel proprio recupero, certo gocce in un mare di pena. Un fiocco rosa al mio polso mi ricorda giorno per giorno di continuare da radicale per la vera riforma della Giustizia nel paese Italia e perché gli istituti di detenzione possano diventare scuole di nuova vita dignitosa per chi vi è ospitato.

Categorie: Radicali

Riflessioni di Mina Welby sulla visita all’Istituto di detenzione Lorusso Cotugno a Torino in Via M.Adelaide Aglietta

Radicali Italiani - Ven, 26/09/2014 - 10:13
26/09/14

Il 18 luglio al Polo Universitario dell’Istituto torinese di detenzione, Lorusso-Cotugno, ex-Le Vallette, sono state conseguite sei lauree, di cui una magistrale in giurisprudenza sul tema dell’eutanasia. Lo studente aveva inserito nel suo lavoro anche la battaglia di Piergiorgio Welby e confidò che avrebbe avuto piacere di organizzare un dibattito sulla libertà di scelta alla fine della vita possibilmente insieme a Mina Welby.

Il Garante dei diritti dei detenuti per la Regione Piemonte, Bruno Mellano, sentito il Direttore del carcere, Domenico Minervini, mi ha invitato all’incontro con il Polo Universitario.

La mia visita fu iniziata con un pranzo d’onore nel reparto femminile del Progetto Arcobaleno, per il recupero di persone per reati riguardanti la droga. Erano ospiti anche il Presidente del Consiglio della Regione Piemonte Mauro Laus, il Direttore del carcere, il capo responsabile dei psicoterapeuti Dott. Enrico Teta, molti educatori, operatori della poliia giudiziaria e il Garante Bruno Mellano. Le gentili signore ospiti del progetto Arcobaleno avevano preparato un pranzo davvero ricco e squisito. In particolare è stata applaudita da tutti la parmigiana della signora Antonietta, senza naturalmente togliere nulla alla bontà delle altre pietanze.

Nei discorsi a tavola fu coinvolto in particolare il direttore Minervini. Dalle sue parole si percepiva quanto gli interessasse davvero dare alle persone ospiti delle case di detenzione piena dignità umana. Il numero dei 1550 si era potuto ridurre durante i mesi estivi a 1250 e si prospetta di abbassarlo a 1000. Confrontando l’ambiente carcerario complessivo con quella del progetto Arcobaleno, luogo sereno e non somigliante a un luogo di restrizione, il direttore espresse il desiderio, che tutte le case di detenzione possano cambiare aspetto e conduzione, per favorire dei percorsi di recupero della propria dignità umana. Perché per sua esperienza è certa la riduzione di recidiva al 10%. Quindi servirebbero dei finanziamenti di progetti veri di recupero che si ammortizzerebbero nel tempo. Anche il Presidente del Consiglio Regionale, Mauro Laus, plaudì all’esposizione del direttore Minervini. Ecco che la presenza del Presidente del Consiglio Regionale, fa ben sperare che la Regione Piemonte riesca insieme a molte associazioni, fatte di persone sensibili, a far sì che i percorsi di recupero umano diventi realtà per tutti i detenuti dell’Istituto Lorusso Cotugno. Voglio sognare questo come progetto pilota per l’Italia.

Dopo il pranzo tutti i partecipanti si spostarono nella sala riunioni per il dibattito insieme agli ospiti del Polo Universitario. Dopo un mio breve intervento con un breve profilo personale di Piergiorgio Welby, intervenne anche il neolaureato e altri studenti dibattendo vivacemente.

Ringrazio la comunità penitenziaria per avermi dato occasione di vivere questa esperienza in un progetto pilota, luogo reso straordinario da persone straordinarie. So che ci sono altri progetti dove le persone in detenzione sono impegnate nel proprio recupero, certo gocce in un mare di pena. Un fiocco rosa al mio polso mi ricorda giorno per giorno di continuare da radicale per la vera riforma della Giustizia nel paese Italia e perché gli istituti di detenzione possano diventare scuole di nuova vita dignitosa per chi vi è ospitato.

© 2014 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Né diritti né civili

Luca Coscioni - Ven, 26/09/2014 - 09:32
Né diritti né civiliEspresso26 Set 2014A. GilioliLaicità

Cliccando qui lo speciale dell'Espresso

AllegatoDimensione Espresso su diritti civili e freedom of research 26 settembre.pdf1.23 MB
Categorie: Radicali

Cina: giustizia per Ilham Tohti il professore uiguro condannato all'ergastolo per "separatismo". Italia se ne faccia garante

Radicali Italiani - Gio, 25/09/2014 - 13:18
25/09/14

Dichiarazione di Marco Perduca, Rappresentante all'Onu del Partito Radicale:

Il Partito Radicale raccoglie e rilancia l'appello del Congresso Mondiale degli Uiguri, guidato da Rebya Kadeer - iscritta Radicale da anni - affinché la comunità internazionale faccia pressione sulla Cina perché il Professore uiguro Ilham Tohti venga liberato quanto prima.

Ilham Tohti era stato arrestato all'inizio dell'anno con l'accusa di propagare idee a favore della secessione della regione cinese dello Xinjiang, un'area che gli uiguri chiamano Turkistan orientale situata al confine col Kazakistan e il Kirghizistan, dalla Cina. Tohti, che insegnava all'università di Minzu, aveva fondato "Uyghur Online", un blog in cui invitava i lettori a un dibattito pubblico e trasparente volto alla promozione di un dialogo tra gli uiguri e i cinesi di "etnia" han. Il professor Tohti era inoltre anche noto per esser uno dei massimi esperti di cultura e tradizioni uigure nonché per il suo sostegno alla nonviolenza.

Il gruppo di lavoro delle Nazioni unite sulla detenzione arbitraria, che aveva studiato il caso di Tohti alla fine di aprile scorso, aveva denunciato che “la privazione della libertà del professore uiguro era del tutto arbitraria e contraria agli articoli 9, 10, 11, 18, 19, 20 e 21 della Dichiarazione universale sui diritti umani” e aveva invitato il governo cinese ad adottare "tutte le misure necessarie per porre immediato rimedio alla situazione" di illegalità e "liberare senza indugio il professore e offrirgli una compensazione monetaria per i danni causatigli dalla detenzione". Per tutta risposta le autorità cinesi hanno anche confiscato i beni di proprietà di Tohti e della sua famiglia creando gravissimi disagi economici a tutti i suoi parenti.

Nella primavera del 2014 la Cina ha partecipato alla Revisione periodica universale sul rispetto dei diritti umani al Consiglio dell'Onu di Ginevra accettando oltre l'80% delle raccomandazioni adottate dalle Nazioni unite; il caso del Professor Tohti è la prova del nove relativa agli impegni formalmente presi da Pechino davanti alla comunità internazionale in materia di diritti umani. Il Partito Radicale auspica che l'Italia, presidente di turno dell'Unione europea, ponga con fermezza la questione in ogni sede multilaterale e bilaterale al fine di ottenere il pieno rispetto degli obblighi internazionali della Cina e quindi la liberazione di Ilham Tohti.

© 2014 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Marco Perduca al convegno "Cannabis terapeutica una questione di civiltà. A che punto siamo in Toscana?"

Luca Coscioni - Gio, 25/09/2014 - 11:06
Cannabis terapeutica

Venerdì 26 Settembre 2014, ore 15.30

CONVEGNO

CANNABIS TERAPEUTICA: UNA QUESTIONE DI CIVILTÀ

A che punto siamo in Toscana?

Sala AUDITORIUM del Consiglio Regionale
via Cavour 4 - Firenze

PROGRAMMA
ore 15:30

Introduce
Mauro Romanelli
Consigliere Regionale Sinistra Ecologia e Libertà

Coordina il dibattito 
Tommaso Fattori

Un ricordo di Alessia Ballini, già Consigliera Regionale

Saluti dell’Assessore alla Salute della Regione Toscana
Dott. Luigi Marroni

I consiglieri regionali Mauro Romanelli, Enzo Brogi, Monica Sgherri, Pieraldo Ciucchi, Paolo Marini, promotori della Legge Regionale sulla Cannabis Terapeutica, riferiscono sullo stato di attuazione del regolamento

Intervento del Presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze
Dott. Antonio Panti

Testimonianze video dei pazienti che utilizzano la cannabis

Interventi di:
Valentina Piattelli e Marco Perduca
Associazione Radicali “Andrea Tamburi”

“Cannabis: vera erba medica”
Dott. Fabio Firenzuoli
Direttore del Centro di Medicina Integrativa dell’ Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi, Firenze

“Diritto d’accesso alle cure e alle terapie”
Dott.ssa Mariella Orsi
Coordinatrice del Comitato Scientifico di FILE
(Fondazione Italiana Leniterapia)

“Cannabis terapeutica: il rapporto con la medicina ufficiale”
Prof.ssa Grazia Zuffa, psicologa-psicoterapeuta, fondatrice dell’ Associazione Forum Droghe

ore 19:00 conclusione

Segreteria organizzativa e contatti:
Matteo Ceccherini e Giulia Spalla
cannabisterapeuticatoscana@gmail.com
Tel 3495307234

Duccio Braccaloni
d.braccaloni@consiglio.regione.toscana.it
via Cavour 4 Firenze
Tel 055/2387506

L’iniziativa prosegue l’impegno di Alessia Ballini, Consigliera regionale che, prima di andarsene, ha utilizzato la cannabis terapeutica contro gli effetti collaterali della chemioterapia, ed ha stimolato il Consiglio Regionale toscano ad adottare una legge sull'uso terapeutico dei farmaci cannabinoidi (Legge regionale dell’08 Maggio 2012, n. 18).

La giornata mira, attraverso le testimonianze di pazienti e di esperti del settore, a favorire il superamento di pregiudizi culturali radicati nella nostra comunità nei confronti dell’assunzione dei farmaci cannabinoidi, che ancora limitano l’accesso a tale cura a coloro che ne potrebbero trarre vantaggi per migliorare il proprio stato di salute, inteso come benessere fisico, psichico e sociale.

La Regione Toscana promuove politiche sanitarie che incentivano il ruolo del paziente esperto, non semplice spettatore del proprio percorso di trattamento e cura, ma protagonista attivo. Il paziente, in accordo con il medico di riferimento, può e deve assumere un ruolo centrale nella scelta della cura, a partire dalla valutazione soggettiva della propria qualità della vita e del proprio benessere.

In questo senso il nostro obiettivo è aumentare le conoscenze sulle possibili applicazioni dei farmaci cannabinoidi, sia nei pazienti che negli operatori sanitari, contrastando le limitazioni e gli ostacoli che consentono l’accesso soltanto per un ristretto numero di patologie, limitando così il diritto alla salute per moltissimi pazienti toscani.

Dalla letteratura scientifica emerge come i farmaci cannabinoidi possono essere sperimentati in numerose condizioni in cui la salute è “intaccata”, e possono quindi essere sperimentati dagli asmatici, da chi è colpito da glaucoma, da chi soffre di dolore cronico neuropatico, di emicrania, da persone sieropositive, da chi ha contratto l’Epatite C e da chi soffre di patologie psico-fisiche (anoressia, depressione), per le quali quello che la medicina può fare è aiutare a lenire la sofferenza e promuovere la qualità della vita dei pazienti.

Infine le applicazioni terapeutiche dei cannabinoidi, con la conseguente auto produzione del farmaco da parte degli organismi pubblici, possono ridurre significativamente i costi a carico del sistema sanitario, andando a ridurre i dosaggi degli analgesici, dei farmaci cortisonici e di altre terapie invasive.

Data: Venerdì, 26 Settembre, 2014 - 15:30Città: FirenzeIndirizzo: via Cavour 4
Categorie: Radicali

© 2010 - 2014 copyright Divorzio Breve - :elp@