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Rispetto legge 194: il direttore dell'ospedale di Mestre incontra le associazioni

Luca Coscioni - Ven, 19/12/2014 - 15:36
Rispetto legge 194: il direttore dell'ospedale di Mestre incontra le associazioniFranco Fois19 Dic 2014Aborto

Venezia 19.12.2014 -  Si è tenuto oggi presso l'ospedale dell'Angelo l'incontro tra la direzione della struttura sanitaria e i rappresentati delle associazioni veneziane interessate ai diritti civili che, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulla donna, avevano inviato una richiesta d'incontro per avere chiarimenti in merito alla presenza di opuscoli e volanti riconducibili a movimenti anti 194 davanti all'ingresso del reparto di ostetricia. All'incontro erano presenti Onofrio Lamanna, direttore sanitario ospedale dell'Angelo, Claudio Beltrame, direttore servizi sociali, Giorgia Marcato, responsabile qualità, mentre le associazione erano rappresentate da Sandra Salmasi, AIED,  Maria Teresa Menotto, Consulta delle Cittadine del Comune di Venezia, Franco Fois, Associazione Luca Coscioni, Simonetta Luciani, Senonoraquando, Vittorio Pavon, UAAR Venezia. Durante il confronto, svoltosi con toni cordiali, è stato rimarcato dalle associazione come l'esposizione di quel materiale non avesse alcuna legittimità visto che la legge regionale 27/2012, che disciplina l'accesso e la divulgazione di materiale da parte delle associazioni, non dispone del previsto regolamento attuativo.  Inoltre tale esposizione proprio davanti all'ingresso del reparto dove le donne effettuano le visite prima di sottoporsi all'intervento di IVG, rappresenta innegabilmente una pressione psicologica verso chi è già in uno stato di sofferenza e fragilità. Da parte loro i responsabili dell'ospedale, dopo una iniziale perplessità,  hanno convenuto sulla non opportunità della presenza di tale materiale e che effettivamente poteva creare un disagio per le pazienti, hanno pertanto preso l'impegno di far rimuovere dal reparto cartelloni ed espositori. Sono state fornite inoltre precisazioni sulla presenza di volontari all'interno dei reparti, che può avvenire solo da parte di membri delle associazioni con le quali l'ospedale ha stipulato una convenzione muniti di camice e targhetta di riconoscimento. Nessun accesso invece è previsto  per il personale volontario di eventuali associazioni che collaborino con la cappellania dell'ospedale, come definito dal protocollo d'intesa del 24/11/2009 tra regione Veneto e diocesi veneta, essendo consentito solo agli assistenti religiosi. Da parte delle associazioni sono state chieste anche informazione rispetto alle manifestazioni che periodicamente si tengono davanti all'ingresso dell'ospedale che vedono, tra l'altro, la distribuzione di volantini in cui si associa chi si avvale di una legge dello stato, la 194, a degli assassini, su tale questione l'ospedale si è detto non competente e di aver segnalato la questione alle forze di polizia. Al termine dell'incontro le associazioni hanno espresso la soddisfazione per aver viste accolte le loro richieste volte esclusivamente a tutelare il diritto, anche costituzionalmente sancito, all'autodeterminazione delle donne, e l'intenzione di verificare l'effettiva eliminazione del materiale anti 194.

legge 194venezia
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Eutanasia/Medscape Report 2014: 42% dei medici italiani favorevoli, 34% contrari.

Luca Coscioni - Ven, 19/12/2014 - 12:43
Eutanasia/Medscape Report 2014: 42% dei medici italiani favorevoli, 34% contrari. Ass. Coscioni19 Dic 2014Eutanasia

Comunicato stampa dell'Assocaizione Luca Coscioni per la campagna "EutanaSIAlegale.it"

È stato presentato il 16 dicembre il "Medscape Ethics Report 2014", un'indagine svolta su oltre 21mila medici di diverse nazionalità: 17mila statunitensi e 4mila europei provenienti da 35 Paesi, in particolare inglesi, tedeschi, italiani, francesi e spagnoli. Lo studio è disponibile in versione italiana non-ufficiale curata da Matteo Mainardi, coordinatore della Campagna EutanaSIA legale (LINK). Nella prima parte, dedicata a "Vita, morte e dolore" emerge come il 54% dei medici statunitensi e il 41% di quelli europei siano favorevoli a una legislazione sul suicidio assistito. Percentuali in netta crescita sia negli USA (+8%) che in Europa (+10%). In particolare, in Italia i medici favorevoli (42%) superano quelli contrari (34%). Per il 24% dei medici "dipende" dalle condizioni del paziente. 

"L'Italia si posiziona dopo Regno Unito e Germania (47% dei medici favorevoli) ma - nota Mainardi" prima di Francia (40% di medici favorevoli e dove comunque si stanno facendo passi avanti sul tema) e Spagna (36%); nel totale del campione, solo il 18% dei cardiologi e il 14% degli oncologi somministrerebbero terapie di sostegno vitale ai propri pazienti se queste siano ormai futili; altro dato da rilevare è quell'86% di medici che dichiara che non sono i pazienti a influire sulla decisione di interrompere i propri supporti vitali". "I dati del Medscape Ethics Report 2014 -nota Marco Cappato, promotore della Campagna EutanaSIA legale e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, fanno emergere una crescente consapevolezza da parte della classe medica mondiale e e italiana sul dovere di assistere il paziente anche nelle decisioni di fine vita. Proprio partendo dai medici italiani e dall'esigenza di tutelare la professionalità medica nell'assistenza alle scelte eutanasiche può e deve partire un lavoro per arrivare a buone regole, che depenalizzino l'eutanasia e il testamento biologico, come la nostra legge popolare che da 15 mesi attende di essere discussa dalla Camera dei Deputati. Basterebbe che una piccola parte dei medici italiani facesse sentire la propria voce pubblicamente, e l'obiettivo sarebbe a portata di mano.

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Eutanasia/Medscape Report 2014: 42% dei medici italiani favorevoli, 34% contrari. Cappato: dai medici può partire il superamento del proibizionismo sull'eutanasia

Radicali Italiani - Ven, 19/12/2014 - 12:01
19/12/14

Comunicato stampa dell'Assocaizione Luca Coscioni per la campagna EutanaSIAlegale.it 

È stato presentato il 16 dicembre il Medscape Ethics Report 2014, un'indagine svolta su oltre 21mila medici di diverse nazionalità: 17mila statunitensi e 4mila europei provenienti da 35 Paesi, in particolare inglesi, tedeschi, italiani, francesi e spagnoli. Lo studio è disponibile in versione italiana non-ufficiale curata da Matteo Mainardi, coordinatore della Campagna EutanaSIA legale. 

Nella prima parte, dedicata a "Vita, morte e dolore" emerge come il 54% dei medici statunitensi e il 41% di quelli europei siano favorevoli a una legislazione sul suicidio assistito. Percentuali in netta crescita sia negli USA (+8%) che in Europa (+10%). In particolare, in Italia i medici favorevoli (42%) superano quelli contrari (34%). Per il 24% dei medici "dipende" dalle condizioni del paziente. 

"L'Italia si posiziona dopo Regno Unito e Germania (47% dei medici favorevoli) ma - nota Mainardi - prima di Francia (40% di medici favorevoli e dove comunque si stanno facendo passi avanti sul tema) e Spagna (36%); nel totale del campione, solo il 18% dei cardiologi e il 14% degli oncologi somministrerebbero terapie di sostegno vitale ai propri pazienti se queste siano ormai futili; altro dato da rilevare è quell'86% di medici che dichiara che non sono i pazienti a influire sulla decisione di interrompere i propri supporti vitali".

"I dati del Medscape Ethics Report 2014 - nota Marco Cappato, promotore della Campagna EutanaSIA legale e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni - fanno emergere una crescente consapevolezza da parte della classe medica mondiale e italiana sul dovere di assistere il paziente anche nelle decisioni di fine vita. Proprio partendo dai medici italiani e dall'esigenza di tutelare la professionalità medica nell'assistenza alle scelte eutanasiche può e deve partire un lavoro per arrivare a buone regole, che depenalizzino l'eutanasia e il testamento biologico, come la nostra legge popolare che da 15 mesi attende di essere discussa dalla Camera dei Deputati. Basterebbe che una piccola parte dei medici italiani facesse sentire la propria voce pubblicamente, e l'obiettivo sarebbe a portata di mano".

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Fondazioni bancarie. Bruciati 9 miliardi e mezzo in tre anni. Federico (Radicali) e Rabino (Sc) presentano proposta di legge alla Camera

Radicali Italiani - Gio, 18/12/2014 - 19:08
18/12/14

È stata presentata giovedì 18 dicembre nella sala stampa della Camera dei deputati, la proposta di legge elaborata da Radicali Italiani e depositata dal deputato di Scelta Civica, Mariano Rabino, che prevede quattro anni di tempo per l’uscita delle fondazioni bancarie, molte delle quali in mano alla politica, dal capitale azionario delle banche. Con il tesoriere di Radicali Italiani Valerio Federico e Mariano Rabino, a presentare la pdl c’erano l'economista Tito Boeri e il presidente dell'Adam Smith Society Alessandro De Nicola.

Per Valerio Federico "la separazione delle banche dalle fondazioni è l’unico modo per salvare sia le prime che le seconde. Le banche italiane controllate dalle fondazioni, guidate dai politici, hanno portato gli scandali Mps, Carige, Tercas, Cariferrara e altri ancora, e un sistema bancario nazionale che è quello che tra l'agosto 2013 e l'agosto 2014 ha diminuito il finanziamento alle imprese di 35 miliardi, meglio di noi non solo Francia e Germania ma perfino Irlanda e Portogallo".

"In questi ultimi anni - aggiunge il dirigente radicale - pur di mantenere il controllo delle banche, le fondazioni bancarie hanno drasticamente diminuito le erogazioni a favore del territorio, il 48,4 per cento in meno dal 2007 al 2013, bruciando 9 miliardi e mezzo tra il 2010 e il 2013. Le fondazioni costano inoltre 3 o 4 volte di più in rapporto alle erogazioni che danno, rispetto alle fondazioni private italiane o estere. Il sistema enti locali-fondazioni-banche ha fallito su tutta la linea. Il governo vuole intervenire?".

Federico conclude: "La legge italiana è stata violata continuamente dalle fondazioni bancarie, prevedendo questa la diversificazione degli investimenti non attuata, con molte fondazioni che hanno investito oltre il 50 per cento del proprio patrimonio in una singola Banca, la conservazione del Patrimonio non attuata, con 9 miliardi e mezzo persi tra il 2010 e il 2013, e la perdita del controllo delle banche, non attuata, con le fondazioni che, congiuntamente e non, controllano ancora le principali banche del Paese. È tempo che si spezzi il cordone che permette alla politica di controllare le banche attraverso le fondazioni. A questo punta la nostra campagna: '#Sbanchiamoli, fuori i partiti dalle banche'".

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Eterologa: pronti a denunciare le strutture che non effettuano le tecniche fecondazione assistita per cui sono autorizzate

Luca Coscioni - Gio, 18/12/2014 - 16:17
Eterologa: pronti a denunciare le strutture che non effettuano le tecniche fecondazione assistita per cui sono autorizzateFilomena Gallo18 Dic 2014Fecondazione eterologa

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni 

Apprendiamo che il Presidente della regione Campania Stefano Caldoro risponde [DICHIARAZIONE UFFICIALE IN ALLEGATO]al question time del 10 dicembre 2014 dei consiglieri Angela Cortese e Rosa d'Amelio sul recepimento delle linee guida da parte della Conferenza Stato Regioni sull'eterologa a seguito di sentenza della Corte costituzionale che ha cancellato il divieto di applicazione di tecniche con donazione di gameti.

La risposta del presidente Caldoro è priva di contenuto e azione: non da risposte alle coppie che attendono di poter accedere nel pubblico come nel privato a delle tecniche che fino al 2004 erano applicate su tutto il territorio italiano. Caldoro e la giunta dovrebbero innanzitutto aggiornare le linee guida regionali sulla fecondazione assistita che risalgono al 2003, epoca antecedente alla legge 40, dovrebbe recepire le linee guida della Conf. Stato regioni di cui lo stesso Governatore è vice presidente.Sarebbe interessante capire quanto una Regione in rientro sanitario spende per le coppie che sono costrette a recarsi in altre regioni, e come mai non sono convenzionate le strutture private per dare risposte ai cittadini campani che troppo spesso non ricevono l'applicazione di tutte le tecniche nel pubblico, continuando ad essere discriminati.In questi anni i consiglieri Mucciolo, Cortese e D'amelio hanno sollevato la questione ma non vi sono state risposte adeguate da parte del Governo regionale che lascia i cittadini campani  migrare in altre regioni per accedere alla fecondazione medicalmente assistita per provare ad avere un figlio.

Siamo pronti a denunciare le strutture che non erogheranno le tecniche per cui sono autorizzate e a diffidare il Presidente Caldoro.

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II° Congresso di "Parte in Causa - Associazione Radicale Antispecista", domenica 21 dicembre a Roma

Radicali Italiani - Gio, 18/12/2014 - 15:52
21/12/14

Domenica 21 dicembre, a Roma presso l’Hotel Monteverde in via di Monte Verde 86, a partire dale 14:30 si terrà il II° Congresso di “Parte in Causa – Associazione Radicale Antispecista”.

Il congresso è pubblico ed aperto a tutti. Hanno preannunciato il loro intervento il Tesoriere di Radicali Italiani Valerio Federico, Alessandro Massari, Claudia Sterzi, Giovanni Ronda e Mattia Da Re.

Sarà possibile per tutti, iscritti e non iscritti, intervenire via skype.

La diretta dei lavori sarà trasmessa in streaming da Liberi.tv.

Durante i lavori sarà anche possible firmare la delibera di Iniziativa Popolare per un circo senza animali a Roma.

Per partecipare al congresso scrivere una mail a info@parteincausa.org.

Maggiori informazioni sono reperibili sul sito di Parte in Causa www.parteincausa.org e sulla pagina Facebook dell’associazione.

Maggiori informazioni sulla delibera comunale di iniziativa popolare sono reperibili sul sito www.libericonunafirma.org

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Embrioni, Gallo/De Luca: bene decisione Corte Ue. Ora si armonizzino le legislazioni nazionali

Radicali Italiani - Gio, 18/12/2014 - 15:28
18/12/14

Dichiarazione di Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, e di Michele De Luca, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni e direttore del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari" all'Università di Modena e Reggio Emilia

"La Corte di Giustizia Ue dichiara brevettabile la ricerca eseguita su un'ovocita femminile con la seguente affermazione 'il solo fatto che un ovulo umano partenogeneticamente attivato inizia una processo di sviluppo non è sufficiente per essere considerato un embrione umano'. Nella sua sentenza odierna, la Corte constata che, per poter essere classificato come un 'embrione umano', l'ovulo umano deve necessariamente avere la capacità intrinseca di svilupparsi in un essere umano". 

"Si tratta della causa C-364/13, che ha visto la High Court of Justice del Regno Unito chiedere alla Corte Europea se gli ovuli umani non fecondati, stimolati a dividersi e svilupparsi attraverso la partenogenesi, e che, a differenza degli ovuli fecondati che contengono solo cellule pluripotenti e non sono in grado di svilupparsi in esseri umani, siano compresi nell’espressione 'embrioni umani', di cui alla direttiva 98/44/CE sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche". 

"Oggi leggiamo il comunicato della Corte ma sarà sicuramente necessario leggere l'intero testo con le motivazioni".

"L’elemento isolato nel procedimento è l’ovocita attivato tramite partogenesi, su cui sono da escludersi le restrizioni alla brevettabilità derivanti dalla sentenza Brüstle dove la Corte si è trovata a dover sciogliere quale sia esattamente l’ambito di applicazione della direttiva 98/44/CE che all’art.5 definisce non brevettabile 'il corpo umano, nei vari stadi della sua costituzione e del suo sviluppo'. Tale sentenza non vietava la ricerca sugli embrioni, ma determinava una restrizione alla brevettabilità, determinando di fatto il mancato investimento necessario per consentire che la ricerca potesse essere effettuata".

"L’esigenza di armonizzare le discipline nazionali sulla brevettabilità delle invenzioni biotecnologiche è venuta alla luce dopo un lungo e travagliato percorso. Oggi sicuramente questa decisione è importante anche rispetto alla precedente sentenza emessa nel caso Brüstle che non vieta la ricerca sugli embrioni ma solo  l'utilizzo per fini economici del brevetto".

"Questa decisione sicuramente favorisce gli investimenti nella ricerca anche se effettuata su parti del corpo umano, come un ovocita, che rende brevettabili gli obiettivi conseguiti in questo campo. Naturalmente saranno i ricercatori a valutare l'effettivo beneficio per lo spettro di potenzialità connesse, ma la sentenza di fatto mira a chiarire il fine della ricerca e a togliere i dubbi che troppo spesso sono stati sollevati a seguito della precedente sentenza Brüstle".

Categorie: Radicali

Embrioni: bene decisione Corte Ue. Ora si armonizzino le legislazioni nazionali

Luca Coscioni - Gio, 18/12/2014 - 13:23
Embrioni: bene decisione Corte Ue. Ora si armonizzino le legislazioni nazionaliFilomena Gallo e Michele De Luca18 Dic 2014Bioetica

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, e di Michele De Luca, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni e Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari" all'Università di Modena e Reggio Emilia

La Corte di Giustizia  UE dichiara brevettabile la ricerca eseguita su un  ovocita femminile con la seguente affermazione " il solo fatto che un ovulo umano partenogeneticamente attivato inizia una processo di sviluppo non è sufficiente per essere considerato un embrione umano".  Nella sua sentenza odierna, la Corte constata che, per poter essere classificato come un 'embrione umano', l'ovulo umano deve necessariamente avere la capacità intrinseca di svilupparsi in un essere umano.  

Si tratta della causa C-364/13, che ha visto la High Court of Justice del Regno Unito chiedere alla Corte Europea se gli ovuli umani non fecondati, stimolati a dividersi e svilupparsi attraverso la partenogenesi, e che, a differenza degli ovuli fecondati  che contengono solo cellule pluripotenti non sono in grado di svilupparsi in esseri umani, siano compresi nell’espressione «embrioni umani», di cui alla direttiva 98/44/CE sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche.  

Oggi leggiamo il comunicato della Corte ma sarà sicuramente necessario leggere l'intero testo con le motivazioni. 

L’elemento isolato nel procedimento  è l’ ovocita attivato tramite partogenesi, su cui sono da escludersi  le restrizioni alla brevettabilità derivanti dalla sentenza Brüstle dove la Corte si è trovata a dover sciogliere quale sia esattamente l’ambito di applicazione della direttiva 98/44/CE che all’art. 5 definisce non brevettabile “il corpo umano, nei vari stadi della sua costituzione e del suo sviluppo”.  Tale sentenza non vietava la ricerca sugli embrioni, ma determinava una restrizione alla brevettabilità, determinando di fatto il mancato investimento necessario per consentire che la ricerca potesse essere effettuata.

L’esigenza di armonizzare le discipline nazionali sulla brevettabilità delle invenzioni biotecnologiche è venuta alla luce dopo un lungo e travagliato percorso. Oggi sicuramente questa decisione è importante anche rispetto alla precedente sentenza emessa nel caso  Brüstle che non vieta la ricerca sugli embrioni ma solo  l'utilizzo per fini economici del brevetto. 

Questa decisione sicuramente  favorisce gli investimenti nella ricerca anche se effettuata su parti del corpo umano, come un ovocita, che rende brevettabili gli obiettivi conseguiti in questo campo. Naturalmente saranno i ricercatori a valutare l'effettivo beneficio per lo spettro di potenzialità connesse, ma la sentenza di fatto mira a chiarire il fine della ricerca e a togliere i dubbi che troppo spesso sono stati sollevati a seguito della precedente sentenza Brüstle.

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Città metropolitana: Lista Civica, perché non abbiamo partecipato al voto finale sullo Statuto

Radicali Italiani - Gio, 18/12/2014 - 12:50
18/12/14

Dichiarazione di Roberto Biscardini e Marco Cappato a nome della Lista Civica Costituente per la Partecipazione - la Città dei Comuni

"Dopo la maratona sugli emendamenti non abbiamo partecipato alla votazione finale sullo Statuto per manifestare il nostro dissenso sia rispetto a una legge che comprime ulteriormente le possibilità di scelta democratica sia rispetto a un metodo di discussione finale che ha soffocato - con la votazione ad oltranza durata 17 ore - la possibilità di ragionare al di fuori dalle logiche di schieramento". 

"Il Centrosinistra, responsabile dei ritmi militari di discussione, ha prodotto il risultato di ridurre il peso dei Comuni e aumentare il rischio di conduzione tecnocratica della nuova istituzione, nonché per soglie altissime per la raccolta firme sulle iniziative popolari".

"Diamo atto di alcuni miglioramenti apportati. In particolare, con l'approvazione dei nostri emendamenti, lo Statuto della città metropolitana introduce la possibilità di sottoscrivere via internet le iniziative popolari, uscite rafforzate rispetto alla proposta del centro studi Programmazione iintercomunale (Pim), che non prevedeva referendum propositivi né abrogativi (per i quali però il centrosinistra ha bocciato l'abolizione del quorum)".

"Sono state approvate anche le proposte di abolizione degli organi delle zone omogenee e quelle per la massima trasparenza per le società partecipate. Ma lo Statuto, nonostante la proclamazione di volontà a favore dell'elezione diretta, non può superare il vizio di origine di una legge che rende l'elezione diretta del tutto improbabile, a meno di una volontà politica che finora non si è manifestata né a Roma né a Milano".

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Disabilità, Ass. Coscioni: Lorenzin e Renzi rispetteranno il patto di aggiornamento dei Lea/Nomenclatore previsto per il 31/12?

Radicali Italiani - Gio, 18/12/2014 - 12:48
18/12/14

Dichiarazione congiunta di Filomena Gallo, Marco Gentili, Maria Teresa Agati, rispettivamente segretario, co-presidente e membro di direzione dell’Associazione Luca Coscioni

"Finalmente il 31 dicembre verranno aggiornati i Lea (Livelli essenziali di assistenza) e il nomenclatore tariffario? È la domanda che poniamo al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al premier Renzi a seguito delle loro dichiarazioni di intenti sul tema". 

"Infatti, come ricorda oggi una interrogazione presentata dagli onorevoli Argentin, Capone, D'Incecco, Patriarca, Grassi e Sbrollini proprio alla responsabile della Salute in data 2 luglio 2014 in merito alla interrogazione n.3-00914 sull'attuazione del Patto per la salute 2014-2016, il ministro Lorenzin affermava che l'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, attesissimo da tutti gli operatori, ma anche dalle associazioni delle famiglie, dei malati, soprattutto di malattie rare, ormai da più di dieci anni avverrà entro il 31 dicembre 2014. La stessa cosa per quanto riguarda il regolatore del nomenclatore tariffario per le protesi audiovisive che, ricordiamolo, non era aggiornato dagli anni novanta, questo ovviamente in attuazione dei principi di equità, innovazione e appropriatezza e nel rispetto degli equilibri programmatici della finanza pubblica”.

"Lo stesso presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, lo scorso 17 settembre al programma televisivo Le Iene, rispondendo ad un nostro appello dichiarava che il nomenclatore sarà aggiornato entro dicembre".

"È il momento dei fatti e un ulteriore ritardo sarebbe vergognoso per tutti quei malati e disabili che con le loro famiglie attendono da 15 anni un aggiornamento". 

"Infatti, come si legge sempre nell’interrogazione il mancato aggiornamento periodico del nomenclatore, non essendo in linea con il costante progresso tecnologico, impedisce alle migliaia di disabili italiani l'accesso a nuovi strumenti di supporto che sicuramente potrebbero migliorare la loro qualità della vita, così come il ricorso indiscriminato all'acquisto a mezzo gare d'appalto, oltre ad impedire l'individuazione dell'ausilio adatto a soddisfare le specifiche necessità della persona, realizzerebbe una situazione di difformità assistenziale tra gli assistiti appartenenti ai bacini territoriali delle diverse stazioni appaltanti”.

"E ancora il documento redatto a conclusione della conferenza del 16 ottobre 2014, 'Disabilità e Diritti Aggiornare subito il Nomenclatore', convocata con la Commissione straordinaria del Senato Diritti umani, evidenzia che 'il ricorso all'acquisto a mezzo gare d'appalto, che prevedono un unico modello vincitore per tutti gli assistiti appartenenti al bacino d'utenti della stazione appaltante, è pressoché impraticabile con appropriatezza per quelle tipologie di dispositivi che devono essere scelti, anche attraverso la prova di differenti modelli, per rispondere a precise e diverse necessità dell'assistito, nell'ambito di un programma specifico del singolo Progetto riabilitativo individuale e costituisce quindi grave lesione dei diritti della persona con disabilità, che verrebbe così privata della possibilità di individuare, nella gamma di dispositivi oggi disponibili nella stessa tipologia, quello più adatto a soddisfare le sue specifiche necessità”.

Categorie: Radicali

Disabilità: Lorenzin e Renzi rispetteranno il patto di aggiornamento dei Lea/ Nomenclatore previsto per il 31/12?

Luca Coscioni - Gio, 18/12/2014 - 12:40
Disabilità: Lorenzin e Renzi rispetteranno il patto di aggiornamento dei Lea/ Nomenclatore previsto per il 31/12?Filomena Gallo, Marco Gentili e Maria Teresa Agati18 Dic 2014Nomenclatore tariffario

Dichiarazione congiunta di Filomena Gallo, Marco Gentili, Maria Teresa Agati, rispettivamente Segretario, co-presidente e membro di Direzione dell’Associazione Luca Coscioni

Finalmente il 31 dicembre verranno aggiornati i Lea (Livelli essenziali di assistenza) e il Nomenclatore tariffario? E’ la domanda che poniamo al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al premier Renzi a seguito delle loro dichiarazioni di intenti sul tema. Infatti, come ricorda oggi una interrogazione presentata dagli onorevoli  Argentin, Capone, D'Incecco, Patriarca, Grassi e Sbrollini proprio alla responsabile della Salute “in data 2 luglio 2014 in merito alla interrogazione n. 3-00914 sull'attuazione del Patto per la salute 2014-2016, il Ministro Lorenzin affermava che l'aggiornamento «dei livelli essenziali di assistenza, attesissimo da tutti gli operatori, ma anche dalle associazioni delle famiglie, dei malati, soprattutto di malattie rare, ormai da più di dieci anni, ... avverrà entro il 31 dicembre 2014. La stessa cosa per quanto riguarda il regolatore del nomenclatore tariffario per le protesi audiovisive che, ricordiamolo, non era aggiornato dagli anni Novanta, questo ovviamente in attuazione dei principi di equità, innovazione e appropriatezza e nel rispetto degli equilibri programmatici della finanza pubblica”;

lo stesso presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, lo scorso 17 settembre al programma televisivo «Le Iene», rispondendo ad un nostro appello dichiarava che  «il nomenclatore sarà aggiornato entro dicembre».

E’ il momento dei fatti e un ulteriore ritardo sarebbe vergognoso per tutti quei malati e disabili che con le loro famiglie attendono da 15 anni un aggiornamento. Infatti, come si legge sempre nell’interrogazione

”il mancato aggiornamento periodico del nomenclatore, non essendo in linea con il costante progresso tecnologico, impedisce alle migliaia di disabili italiani l'accesso a nuovi strumenti di supporto che sicuramente potrebbero migliorare la loro qualità della vita, così come il ricorso indiscriminato all'acquisto a mezzo gare d'appalto, oltre ad impedire l'individuazione dell'ausilio adatto a soddisfare le specifiche necessità della persona, realizzerebbe una situazione di difformità assistenziale tra gli assistiti appartenenti ai bacini territoriali delle diverse stazioni appaltanti”;  e ancora il documento redatto a conclusione della Conferenza del 16 ottobre 2014, “Disabilità e Diritti Aggiornare subito il Nomenclatore", convocata con la Commissione Straordinaria del Senato Diritti Umani, evidenzia “che il ricorso all'acquisto a mezzo gare d'appalto, che prevedono un unico modello vincitore per tutti gli assistiti appartenenti al bacino d'utenti della stazione appaltante, è «pressoché impraticabile con appropriatezza per quelle tipologie di dispositivi che devono essere scelti, anche attraverso la prova di differenti modelli, per rispondere a precise e diverse necessità dell'assistito, nell'ambito di un programma specifico del singolo Progetto riabilitativo individuale» e costituisce quindi grave lesione dei diritti della persona con disabilità, che verrebbe così privata della possibilità di individuare, nella gamma di dispositivi oggi disponibili nella stessa tipologia, quello più adatto a soddisfare le sue specifiche necessità”.

 

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Viva la Vita Onlus aderisce all'appello EutanaSiaLegale

Luca Coscioni - Gio, 18/12/2014 - 11:27
Viva la Vita Onlus aderisce all'appello EutanaSiaLegaleViva la Vita Onlus18 Dic 2014Eutanasia

Roma, 18 dicembre 2014

ROMA – «Aderiamo con impegno ed entusiasmo all'appello EutanaSiaLegale dell'associazione Luca Coscioni perché è doveroso, per chi si occupa di SLA, riconoscere la necessità di colmare un vuoto normativo indegno di un Paese civile». Queste le parole di Mauro Pichezzi, presidente dell'associazione Viva la Vita onlus impegnata, da anni, a sostegno dei malati di SLA e delle loro famiglie: «È una battaglia di civiltà affinché lo Stato non violi la volontà e la dignità delle persone».

Viva la Vita onlus non entra nel merito di disquisizioni, troppo spesso teoriche e che ben poco hanno aderenza con la realtà, sul significato delle "parole" eutanasia, accanimento terapeutico e desistenza terapeutica. Al di là del testo della proposta di legge, l'associazione condivide e sostiene la discussione sul tema, denunciando al contempo l'insensibilità mostrata sinora dal Parlamento italiano. Solo chi ha esperienza diretta con questa malattia sa perfettamente che per i malati di SLA non si tratta né di "incredibile voglia di vivere" e né di "incredibile voglia di morire", ma soprattutto di una "irrinunciabile volontà di scegliere". «Scegliere di non gravare sulla propria famiglia, di avere un'assistenza dignitosa a casa o in struttura. Ma anche – continua Pichezzi – scegliere di affidarsi al pronto soccorso senza ritrovarsi con un tubo in gola, scegliere di non essere sottoposti a trattamenti invasivi, scegliere se interrompere quegli stessi trattamenti perché le sofferenze sono divenute insopportabili, sofferenze non solo fisiche ma anche mentali. Scegliere, quindi, di potersi affidare a un sistema che non lo abbandoni mai, che rispetti la volontà della persona e la professionalità del medico che la cura».

Il videoappello "Il Parlamento si faccia vivo" di EutanaSiaLegale (video) apre con Luigi Brunori, malato di SLA di Roma dell'associazione Viva la Vita onlus, che è in stadio avanzato di malattia, totalmente dipendente dai macchinari. Luigi ha promosso un appello ai Parlamentari per regolamentare le scelte di fine vita, nel pieno rispetto delle volontà individuali. Lo stesso dott. Mario Sabatelli, responsabile del Centro SLA del Policlinico Gemelli di Roma, ha denunciato attraverso Viva la Vita onlus (video) che è "violento, illogico, irrazionale, illegittimo" che il destino di una persona debba essere deciso da qualcuno seduto dietro a una scrivania: «Per questo noi abbiamo già praticato la sospensione del trattamento – naturalmente col consenso informato – a pazienti sottoposti alla ventilazione non invasiva. E in un caso abbiamo avviato la procedura anche con un tracheostomizzato».

Se vogliamo che il nostro Paese torni a crescere non dobbiamo occuparci solo di economia e di lavoro, ma anche e soprattutto di cultura della legalità e di rispetto per la dignità dell'essere umano.

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Eterologa Una mamma e una zia (speciale)

Luca Coscioni - Gio, 18/12/2014 - 09:38
Eterologa Una mamma e una zia (speciale)Corriere.it18 Dic 2014Margherita De BacFecondazione eterologa

Gli psicologi hanno capito, dall’espressione con cui ha accompagnato le sue parole, che la ragazza era sincera. E hanno dato un parere positivo affinché potesse realizzare un desiderio. Donare ovociti alla sorella maggiore, sterile a causa di una malattia curabile soltanto con un intervento difficile da accettare quando si sogna una famiglia. L’asportazione delle ovaie che può equivalere alla rinuncia della maternità. Invece la vita si è di nuovo spalancata grazie al gesto della persona a lei più cara e vicina. Lo scambio è andato a buon fine. Il bambino nascerà a marzo. Avrà una mamma e una zia speciale. È la storia di due sorelle di origine cinese, in Italia fin da quando erano piccole, 21 e 34 anni rispettivamente. Si sono rivolte a un centro di procreazione medicalmente assistita del nord dove ad aprile, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa (con gameti, dunque spermatozoi e ovociti donati), è ripartito un programma bloccato nel 2004, quando la legge bandì queste tecniche.

Le reali motivazioni della sorella minore sono state attentamente valutate. Una volta accertata l’idoneità fisica, è stato dato il via libera al primo caso di eterologa con gameti di consanguinei. Sulla carta la donazione dovrebbe essere anonima e dunque lo scambio avrebbe dovuto essere negato.

Lo prevede il documento approvato dalla Conferenza delle Regioni che, in mancanza di linee guida del ministero della Salute o di una legge, dovrebbe sostituirsi alla normativa nazionale. Però queste regolevarate a settembre, hanno un valore amministrativo, non implicano sanzioni e valgono solo per gli ospedali pubblici. Dunque in teoria non esistono vincoli nel privato.

In Italia le donazioni spontanee di ovociti di donne fertili scarseggiano. Si cercano soluzioni alternative. Il 20% delle donne che affrontano trattamenti di fecondazione assistita non eterologa acconsentono al cosiddetto egg sharing, cioè cedono una parte dei loro gameti alle coppie che non ne producono per infertilità. Appena il 5% di questo patrimonio biologico risulta idoneo e può essere utilizzato. Alcuni centri invece risolvono il problema acquistando gameti nelle banche estere, soprattutto Spagna. In Europa prevale la linea di proibire donazioni fra consanguinei. Negli Stati Uniti è possibile. Secondo Antonino Guglielmino, direttore dell’Istituto di medicina e biologia della riproduzione Hera, Catania, sono circa una trentina le fecondazioni di tipo eterologo eseguite in Italia da aprile ad oggi: «Venti da noi, sei donne sono in dolce attesa, le prime nascite la prossima estate». Gli altri casi tra Veneto, Toscana e Roma. Calcoli approssimativi.

Il quadro reale si avrà solo tra due anni attraverso il registro dell’Istituto Superiore di Sanità dove sono raccolti i dati comunicati obbligatoriamente dai centri. Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, non entra nel merito della storia delle due sorelle cinesi: «Il principio dell’anonimato andrebbe rispettato. È importante rispettare poi i criteri di sicurezza sanitaria come mi sembra sia avvenuto in questa circostanza. Noi chiediamo che il ministero avvii una campagna di informazione per far sapere alle donne chi può dare i gameti e sviluppare il concetto della solidarietà».

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Trans, Trento: ordinanza del Tribunale per chiedere alla Consulta la costituzionalità dei requisiti per la riattribuzione del genere anagrafico

Radicali Italiani - Gio, 18/12/2014 - 08:53
18/12/14

Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti

Rendiamo nota l'ordinanza n. 228, con la quale il tribunale di Trento ha deciso di non interpretare la legge 14 aprile 1982, n. 164 nel senso di consentire la riattribuzione del genere anagrafico senza imporre interventi di sterilizzazione chirurgica, come pure hanno fatto altri giudici, ma di sollevare davanti alla Consulta la questione di legittimità costituzionale dell’art. art. 1,  primo  comma,  della medesima legge, in virtù del quale, come noto "la rettificazione si fa in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell'atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali". 

Nell’ordinanza n. 228 si legge che "subordinare il diritto di scegliere la propria identità sessuale alla modificazione dei propri caratteri sessuali primari da effettuarsi tramite un doloroso e pericoloso intervento chirurgico, finisce col pregiudicare irreparabilmente l'esercizio del diritto stesso, vanificandolo integralmente". Subordinare l’identità sessuale di una persona a interventi di sterilizzazione chirurgica confligge insanabilmente sia con l’art. 8 Cedu e con l'art. 2 Costituzione, i quali entrambi, consentono incondizionatamente ad ogni soggetto di vedersi riconosciuta la propria identità sessuale. Inoltre, condizionare il riconoscimento del diritto della personalità in esame, ad  un incommensurabile prezzo per la salute della persona confligge anche con gli articoli 3 e  32 Cost.

L'avvocato Schuster, che difende la persona trans nella causa trentina, ha ribadito: "la legge poteva già essere interpretata, come avvenuto da parte di altri giudici, nel senso che non è necessaria la sterilizzazione, né tanto meno interventi chirurgici. È comunque positiva la posizione fortemente ancorata ai diritti fondamentali fatta propria dai giudici di Trento, che la Corte costituzionale non potrà che condividere, facendo una volta per tutte chiarezza a livello nazionale sulla dignità che deve essere riconosciuta alle persone trans".

Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, dichiara: "Dal 1997 ad oggi si registrano solo tre corti che abbiano riconosciuto ad una persona che non intende sottoporsi ad un’operazione chirurgica e senza che sia accertata la sua sterilità il diritto ad ottenere il cambio del genere anagrafico. Si tratta nell’ordine del Tribunale di Roma (dal 1997), di Rovereto e di Siena (dal 2013). La restante prassi va ancora nell’altro senso. La Consulta ha ora la possibilità di chiarire definitivamente che imporre la sterilizzazione chirurgica alle persone trans viola gravemente il loro diritto fondamentale all’identità di genere".

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Presentazione del libro "Morire di petrolio" di Sergio Ravelli

Radicali Italiani - Mer, 17/12/2014 - 16:31
17/12/14

Venerdì 19 dicembre alle 20:35 andrà in onda su Telecolor la presentazione del libro Morire di petrolio di Sergio Ravelli.

Partecipano:

  • Danilo Toninelli, deputato del M5S;
  • Maurizio Turco, tesoriere del Partito Radicale;
  • Gino Ruggeri, parte civile nel processo Tamoil in sostituzione del Comune di Cremona;
  • Gianni Porto, geologo;
  • Alessio Romanelli e Gian Pietro Gennari, avvocati di parte civile nel processo Tamoil;
  • Sergio Ravelli, autore del libro.
  • Modera Chiara Delogu, giornalista di Telecolor.

L'evento sarà visibile anche in diretta streaming sul sito www.telecolor.net

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Giustizia, Radicali: Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo chiude il 31 marzo. È un passo avanti ma non basta

Radicali Italiani - Mer, 17/12/2014 - 15:52
17/12/14

Dichiarazioni di Massimo Lensi, già consigliere provinciale e membro del comitato nazionale di Radicali Italiani, e di Maurizio Buzzegoli, segretario dell'associazione "Andrea Tamburi" e membro della direzione di Radicali Italiani:

Il 31 marzo 2015 l’Opg di Montelupo chiuderà i battenti. L’ultimo giorno utile per evitare alla Regione Toscana un disdicevole commissariamento in piena campagna elettorale. È un passo avanti, ma non basta. Il superamento dell’Opg di Montelupo era nell’aria e poco interessa, se non nell’ambito di uno sviluppo territoriale armonico, la nuova destinazione urbanistica della villa Medicea di Montelupo.

Quello che a noi radicali interessa è sapere come intende la Regione, insieme all’Asl 11, procedere, nel pieno rispetto della legge, per il futuro degli attuali internati senza ripetere gli errori e le tragedie del passato. Si parla di trasferire in strutture residenziali di semi sorveglianza parte dei toscani attualmente internati, altri, invece, affidarli a percorsi di reinserimento con assistenza domiciliare.

Ma il punto da sciogliere è per quei casi, considerati più gravi, che rischiano di finire in strutture di sorveglianza perimetrale, i cosiddetti Rems, a tutti gli effetti dei mini-Opg. Si parla, infatti, di trasferire gli internati gravi nel vecchio carcere femminile di Empoli, a Massa Marittima o a Solliccianino, oppure di creare una nuova struttura perimetrale a San Miniato. Il 31 marzo è davvero dietro l’angolo e su questo aspetto chiediamo chiarezza e coraggio, mettendo al bando le pericolose incertezze, anche amministrative, sin qui palesate dalla Regione Toscana.

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Banche. Federico e Rabino: Spezzare legami con la politica. Conferenza stampa con Tito Boeri e Alessandro De Nicola

Radicali Italiani - Mer, 17/12/2014 - 13:26
17/12/14

"Fuori la politica dalle banche", questo il senso della proposta di legge del deputato di Scelta Civica, Mariano Rabino, elaborata con i Radicali Italiani, che verrà presentata giovedì 18 dicembre dalle 10.30, nella sala stampa di Montecitorio.

"Bisogna tornare allo spirito originario della legge Ciampi - spiega Rabino -, attuando una completa e puntuale dismissione della partecipazione delle fondazioni nelle società bancarie. Tutto ciò, va portato avanti in tempi certi, evitando così che in futuro si ripetano scandali inaccettabili come quello che ha travolto Mps".

Per Valerio Federico, tesoriere dei Radicali Italiani "la scelta di proseguire nel controllare le banche ha ridotto drasticamente la capacità delle fondazioni di aiutare i loro territori di riferimento. Salviamo le banche dalle fondazioni e dai partiti e salviamo le fondazioni dalle banche. Questo è l’obiettivo della nostra campagna '#Sbanchiamoli'".

Oltre a Rabino e Federico, saranno presenti l’economista Tito Boeri e il presidente della Adam Smith Society Alessandro De Nicola. Durante la conferenza stampa saranno presentati i dati sull’attività delle Fondazioni bancarie italiane.

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17 dicembre giornata mondiale contro la violenza su sex workers

Radicali Italiani - Mer, 17/12/2014 - 11:56
17/12/14

Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti e del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus

L’Associazione Radicale Certi Diritti e il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus si uniscono alle celebrazioni del 17 dicembre, giornata internazionale per porre fine alla violenza contro i lavoratori e le lavoratrici del sesso. 

"Intendiamo sottoporre all'attenzione della società la necessità di depenalizzare la prostituzione e di riconoscere i diritti del lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici del sesso come un modo per combattere lo stigma e la violenza", afferma Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti.

Pia Covre, presidente del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus, dichiara: "Partecipiamo alla celebrazione di questa giornata ribadendo che chi esercita questo lavoro chiede di uscire da una vita di sotterfugi, discriminazioni, arresti, vergogna, ricatti, isolamento, rischio e violenza".

In questa giornata, le due associazioni fanno richieste precise che vanno dall’immediata revisione della Legge Merlin, all’eliminazione delle politiche repressive come le “ordinanze dei Sindaci”, da migliori condizioni di lavoro a uguali diritti anche per le lavoratrici e i lavoratori del sesso.

Presentare infine il documento - Considerazioni per l'empowerment dei lavoratori e delle lavoratrici del sesso - elaborato nell’ambito del progetto europeo Indoors (empowerment e strumenti per l’acquisizione di abilità per le lavoratrici e i lavoratori del sesso nazionali ed immigrate/i che lavorano invisibili), un partenariato di nove organizzazioni in nove paesi europei.

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TV CENTRO MARCHE NOTIZIARIO DEL 15 DIC. SERVIZIO SUI PEBA

Luca Coscioni - Mar, 16/12/2014 - 21:37
TV CENTRO MARCHE NOTIZIARIO DEL 15 DIC. SERVIZIO SUI PEBA15 Dic 2014Barriere architettoniche

http://youtu.be/Y_RU1zqwd6I

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Città Metropolitana: Lista Civica, il centrosinistra militarizza la deliberazione sullo statuto

Radicali Italiani - Mar, 16/12/2014 - 17:42
16/12/14

Dichiarazione di Roberto Biscardini e Marco Cappato a nome della lista civica "Costituente per la partecipazione - La città dei Comuni":

"È iniziata oggi a passo di carica, con l'obiettivo di chiudere già domani, la votazione sugli emendamenti allo Statuto della Città metropolitana da parte del Consiglio metropolitano".

"Gli esponenti eletti nella lista maggioritaria di Centrosinistra 'C+' hanno infatti deciso di votare gli emendamenti a ritmi militari senza quasi mai intervenire e non hanno acconsentito alla nostra proposta di convocare il consiglio anche per giovedì e venerdì".

"L'obiettivo del Centrosinistra è quello di chiudere domani con una seduta a oltranza. In questo modo, è svilita la funzione 'costituente' del Consiglio metropolitano che è chiamato a liquidare in poche ore una discussione e un confronti che, per essere veri e utili, dovrebbero tenersi senza la tagliola del voto a oltranza".

"Dall'esito delle prime votazioni siamo in particolare preoccupati per il ruolo dei comuni, che la maggioranza rischia di svilire".

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