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Satyagraha/Carceri: Una email intitolata “Vicinanza”

Radicali Italiani - Lun, 21/07/2014 - 17:42
21/07/14

Dichiarazione di Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani:

Stamattina ho ricevuto l’email che segue dal Dott. Francesco Di Maio, ex Capo della narcotici della Questura di Roma che ho conosciuto, insieme a Marco Pannella, in occasione dei fermi da lui effettuati nel corso delle disobbedienze civili per la legalizzazione dell’hashish del 1997.

Antiproibizionista dichiarato, dopo poco tempo si dimise da quell’importante incarico perché riteneva stolta la politica che lo costringeva a fermare un numero infinito di giovani consumatori o piccoli spacciatori anziché poter dedicare la sua professionalità ad arrestare i grandi narcotrafficanti.

Quando gli ho chiesto se potevo rendere nota la sua email, mi ha risposto “Non ho problemi Rita. Si tratta di un credo di un cittadino molto addolorato.

Dott. Francesco Di Maio:

Ti ho sentita l’altra sera a Radio Radicale sul tema carceri e sto seguendo la vostra drammatica scelta di continuare lo sciopero della fame per richiamare l’attenzione della comunità e della politica su questa vergogna nazionale.
Ammiro, ma con grande preoccupazione, il vostro coraggio.

Una preoccupazione duplice: prima perché è in ballo la vostra incolumità e questo mi rende inquieto. La seconda, se vogliamo per certi aspetti anche più grave, è che un Paese già più volte condannato per una vicenda indegna di una nazione che si ostina a proclamarsi civile, per il comportamento adottato verso detenuti costretti a regimi afflittivi giustamente considerati equiparabili ad una tortura, ha bisogno di vittime civili per decidere su un tema così scottante e che coinvolge tutta la collettività.

Capisco, ci sono cose forse più importanti come le nomine europee o quelle delle grandi aziende di Stato, a chi può importare una qualche decina di migliaia di carcerati?

Ma questo, in tutto il suo dramma, è indice di un qualcosa di gravissimo, che nessun proclama né slogan, che sia di destra o di sinistra, può cancellare: s’è rotto, da tempo, il patto sociale. La nazione è una pura espressione geografica ed io, più che mai, mi sento un nostalgico del regno borbonico. Almeno in galera andavi a Santo Stefano e respiravi un po’ d’aria di mare.

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Lettera appello a presidente, consiglieri e assessori della Regione Abruzzo dai referenti Amnistia Giustizia Libertà - Abruzzo, Vincenzo di Nanna e Ariberto Grifoni

Radicali Italiani - Lun, 21/07/2014 - 16:14
21/07/14

Egregi Presidenti, Egregi Consiglieri e Assessori,

sentiamo il dovere di sollecitare la vostra attenzione sulla perdurante inadempienza delle nostre Istituzioni nei confronti dei cittadini detenuti, argomento non nuovo per la Regione Abruzzo che approvò all’unanimità, all’ultima seduta del precedente Consiglio la risoluzione che riportiamo di seguito.

Come Radicali siamo certi che provvedimenti combinati di amnistia ed indulto siano allo stato attuale di urgente necessità, proprio perché propedeutici ad una riforma strutturale della giustizia atta a riportare il nostro Paese nell’alveo della propria legalità costituzionale e del diritto internazionale.

Necessità e urgenza rilevate con chiarezza anche dal nostro Presidente, Giorgio Napolitano, nel messaggio alle Camere dello scorso 8 ottobre, e pochi giorni fa anche dalle Nazioni Unite.

Particolarmente intollerabile è poi il fatto che nelle carceri italiane sia negato il diritto alla salute.

Oltre il 60% dei detenuti soffre, infatti, di patologie cui le strutture penitenziarie non sono in grado di garantire prevenzione né tantomeno cura. Patologie che, oltretutto, sono non di rado generate dalla stessa carcerazione, o con essa incompatibili.

Paradigmatico in questo senso è il caso di Bernardo Provenzano, incapace di intendere e di volere, incapace di attività autonoma e sottoposto a nutrizione parenterale, ma comunque costretto alla tortura del carcere duro come prescritto dal 41-bis (nonostante la richiesta di revoca delle procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze).

Queste motivazioni hanno indotto Marco Pannella, Rita Bernardini e molti di noi a intraprendere un nuovo Satyagraha, nella forma dello sciopero della fame, con la richiesta di un intervento urgente del nostro Governo e del nostro Parlamento per porre immediatamente fine a questo intollerabile stato di cose.

Vi chiediamo di aderire a questa lotta, nelle forme e con le modalità che riterrete opportune, e, nel vostro ruolo, di portarne parola e azione nonviolenta nelle Istituzioni.

Vi chiediamo, altresì, di considerare l’utilità per ciascuno di voi d’iscrivervi al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito per dare concreto sostegno alle numerose attività dispiegate da ciascuna associazione di quest’universo politico, in ogni angolo del mondo.

I referenti abruzzesi di Amnistia Giustizia Libertà     

Ariberto Grifoni e Vincenzo di Nanna

    Risoluzione urgente (sostegno al Satyagraha di Marco Pannella per l’amnistia)

Premesso che

nei giorni scorsi la cittadinanza abruzzese, come l’intera comunità nazionale, ha seguito con preoccupazione le notizie relative alla salute di Marco Pannella impegnato con i metodi della lotta nonviolenta  in un Satyagraha per ottenere, attraverso l’amnistia, il rientro nella legalità dello Stato italiano entro il 28 maggio, data in cui scadrà il termine fissato dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo relativamente alla “sentenza Torreggiani”;

l’amnistia e l’indulto, così come individuati dal Presidente della Repubblica nel suo messaggio alle Camere dell’8 ottobre 2013, costituiscono una misura indispensabile che, “senza perdere nemmeno un giorno”, consentirebbe al nostro Paese di rientrare nella legalità costituzionale sia italiana che europea;

non si può tacere di fronte alla mancata adesione e risposta da parte dell’Italia alla “sentenza pilota” adottata dalla Corte di Strasburgo l’8 gennaio 2013, relativa alla sistemica violazione dell’articolo 3 della Convenzione Europea sui Diritti Umani;

 il Satyagraha “abbiamo contato gli anni, ora contiamo i giorni” è iniziato il 28 febbraio per scandire quotidianamente il tempo concesso dalla Corte EDU allo Stato italiano affinché si ponga fine ai trattamenti inumani e degradanti che ormai da anni contraddistinguono l’esecuzione della pena e la custodia cautelare nei 205 penitenziari italiani ;

“l’obiettivo del Satyagraha è lineare e semplice: chiediamo che le nostre istituzioni mettano in atto tutti quei provvedimenti legislativi volti ad eseguire quanto richiesto dalla Corte di Strasburgo con la sentenza Torreggiani e cioè a rimuovere le cause strutturali e sistemiche del sovraffollamento carcerario che generano i trattamenti disumani e degradanti nelle nostre carceri (violazione dell’art. 3 della Convenzione – TORTURA)”,

Nel suo messaggio al Parlamento dell’8 ottobre 2013 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto richiamare la sentenza della Corte Costituzionale (n. 210 del 2013) con la quale essa ha stabilito che, in caso di pronunce della Corte europea dei diritti dell'uomo che accertano la violazione da parte di uno Stato delle norme della Convenzione, "è fatto obbligo per i poteri dello Stato, ciascuno nel rigoroso rispetto delle proprie attribuzioni, di adoperarsi affinché gli effetti normativi lesivi della Convenzione cessino";

lo stesso Presidente della Repubblica è tornato a sollecitare Parlamento e Governo: "È ora - a distanza di oltre sei mesi dal messaggio da me rivolto al Parlamento a questo proposito - di fare il punto sulle misure adottate e da adottare, anche in ossequio alla nota sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo";

 

il Consiglio Regionale dell’Abruzzo

esprime il proprio sostegno al Satygraha di Marco Pannella per lo Stato di diritto, il rispetto della dignità delle persone detenute, e auspica, assieme al Presidente della Repubblica, che il Parlamento si decida, prima che sia troppo tardi, a rispettare la prescrizione dell’Europa;

 

invita

il Governo nella persona del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, il Parlamento nelle persone del Presidente del Senato Pietro Grasso e della Presidente della Camera Laura Boldrini a adottare entro la scadenza fissata dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo un provvedimento di amnistia ispirato al rispetto dei Diritti Umani fondamentali, sanciti nella Costituzione italiana, nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, nella Dichiarazione universale dei Diritti Umani, il cui ambito di applicazione sarà definito dal Parlamento tenendo conto della gravità dei reati.

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Fecondazione, Gallo: primi testi gravidanza positivi per 3 le coppie a Roma

Radicali Italiani - Lun, 21/07/2014 - 15:26
21/07/14

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, soggetto costituente il Partito radicale

  Una settimana fa una notizia bella e importante: il primo test di gravidanza positivo per una coppia che grazie ad una donazione di gameti ha ottenuto una gravidanza nella propria città – Roma –; l'ho conosciuta, ha voluto condividere con noi questo momento di grande emozione e gioia dopo aver portato avanti insieme per dieci anni una lunga battaglia contro i divieti della legge 40. Sempre di pochi giorni fa la notizia di altre due coppie sempre a Roma che hanno potuto accedere alla fecondazione eterologa. Queste sono notizie che danno fiducia nel futuro, e che non devono essere strumentalizzate da parte di nessuno: tanto è vero che le coppie ed il medico hanno preferito condividere la splendida notizia con noi, evitando che chiunque potesse strumentalizzarla. Nei prossimi mesi saremo nuovamente in Corte Costituzionale sugli ultimi divieti della legge 40/40:  embrioni non idonei per una gravidanza alla ricerca e accesso alla PMA per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche. Con le coppie ci auguriamo che anche il Governo e il Parlamento accolgano con soddisfazione questo annuncio e si adoperino quindi per cancellare gli ultimi divieti e non per aggiungerne altri.    

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Fecondazione: primi test gravidanza positivi per 3 le coppie a Roma

Luca Coscioni - Lun, 21/07/2014 - 15:18
Fecondazione: primi test gravidanza positivi per 3 le coppie a RomaFilomena Gallo21 Lug 2014Fecondazione assistita

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, soggetto costituente il Partito radicale

 

Una settimana fa una notizia bella e importante: il primo test di gravidanza positivo per una coppia che grazie ad una donazione di gameti ha ottenuto una gravidanza nella propria città – Roma –; l'ho conosciuta, ha voluto condividere con noi questo momento di grande emozione e gioia dopo aver portato avanti insieme per dieci anni una lunga battaglia contro i divieti della legge 40.

Sempre di pochi giorni fa la notizia di altre due coppie sempre a Roma che hanno potuto accedere alla fecondazione eterologa.

Queste sono notizie che danno fiducia nel futuro, e che non devono essere strumentalizzate da parte di nessuno: tanto è vero che le coppie ed il medico hanno preferito condividere la splendida notizia con noi, evitando che chiunque potesse strumentalizzarla.

Nei prossimi mesi saremo nuovamente in Corte Costituzionale sugli ultimi divieti della legge 40/40:  embrioni non idonei per una gravidanza alla ricerca e accesso alla PMA per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche.

Con le coppie ci auguriamo che anche il Governo e il Parlamento accolgano con soddisfazione questo annuncio e si adoperino quindi per cancellare gli ultimi divieti e non per aggiungerne altri.  

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Maratoneta di sabato 19 luglio

Luca Coscioni - Lun, 21/07/2014 - 14:53
Maratoneta di sabato 19 luglioRadio radicale 21 Lug 2014Ogm

Presentazione del libro di Roberto Defez, 'Il caso Ogm' (edito da Carocci); resoconto dell'audizione informale del 2 luglio scorso presso la Commissione Sanità del Senato sui vaccini per l’Aids con Vittorio Agnoletto; 'pillola di biodiritto' sul nuovo codice deontologico medico; presentazione dell'XI Congresso dell'Associazione Luca Coscioni. In studio Mirella Parachini.

Riascolta qui

Il Maratoneta
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Grattacielo Regione Piemonte/Radicali: Chiediamo a giunta Chiamparino la massima trasparenza, quella che non c'è stata con la giunta Cota

Radicali Italiani - Lun, 21/07/2014 - 14:23
21/07/14

Giulio Manfredi, membro di Direzione di Radicali Italiani e segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta:

“Finalmente è diventata di dominio pubblico la lite giudiziaria che contrappone la Regione Piemonte all’architetto Massimiliano Fuksas rispetto alla supervisione artistica (con conseguente compenso) dei lavori di costruzione del grattacielo della Regione. Si tratta di circa 22 milioni di euro di parcella a cui devono aggiungersi 2,5 milioni (circa) oggetto della querelle; tutti soldi pubblici, per cui è doveroso che sulla questione vi sia la massima trasparenza e conoscenza.

Trasparenza e conoscenza che sono mancate sotto la giunta Cota. I radicali furono gli unici a denunciare la delibera “fantasma” del 2 agosto 2013, relativa ai rapporti fra Regione e Fuksas, di cui fu pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione solo il titolo. Promuovemmo un “accesso agli atti”, attuando il “Decreto Monti” sulla trasparenza (D. lgs. n. 33/2013) ma la Giunta Cota non aveva nominato ancora il responsabile per la trasparenza; lo fece solo in zona Cesarini, a elezioni già convocate, e solo l’8 maggio di quest’anno, a due settimane dal voto, la delibera è stata pubblicata sul Bollettino quasi interamente; il “quasi” riguarda appunto i limiti e le condizioni della trattativa fra i legali della Regione Piemonte ed i legali di Fuksas per arrivare ad un accordo consensuale.

Chiediamo alla Giunta Chiamparino di assicurare da subito quella trasparenza che è mancata sotto la Giunta Cota, che ha nominato il responsabile per la trasparenza e ha pubblicato (con “omissis”) la delibera “fantasma” solo perché incalzata dal pungolo radicale”.

 

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Riforma del divorzio, gli emendamenti entro il 31 luglio

Rassegna Stampa - Lun, 21/07/2014 - 14:06

 Durante la consueta trasmissione del martedì in diretta su Radio Radicale, dalle ore 22, condotta da Diego Sabatinelli ed Alessandro Gerardi per la Lega Italiana per il Divorzio Breve, sono stati ospiti in collegamento telefonico i senatori Ciro Falanga e Monica Cirinnà entrambi membri della commissione giustizia nella quale si sta lavorando in queste settimane alla riforma del divorzio. Leggi tutto

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Riforma del divorzio, gli emendamenti entro il 31 luglio

Divorzio Breve - Lun, 21/07/2014 - 14:06

 Durante la consueta trasmissione del martedì in diretta su Radio Radicale, dalle ore 22, condotta da Diego Sabatinelli ed Alessandro Gerardi per la Lega Italiana per il Divorzio Breve, sono stati ospiti in collegamento telefonico i senatori Ciro Falanga e Monica Cirinnà entrambi membri della commissione giustizia nella quale si sta lavorando in queste settimane alla riforma del divorzio. Leggi tutto

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Categorie: Politica

L'Europa, la biologia e l'identità dell'embrione

Luca Coscioni - Lun, 21/07/2014 - 13:27
L'Europa, la biologia e l'identità dell'embrioneSole 24 ore21 Lug 2014Gilberto Corbellini, Michele De LucaCellule staminali

In questa rubrica ospitiamo le lettere di uno o più lettori a un collaboratore della «Domenica» e la risposta del destinatario. Le lettere, della lunghezza massima di 40 righe per 60 battute, vanno inviate a «II Sole 24 Ore Domenica», via Monte Rosa 91, 20149 Milano, oppure per email, al seguente indirizzo: fermoposta@ilsole24ore.com

Scrivo con riferimento all'articolo di Gilberto Corbellini e Michele De Luca, pubblicato a pagina 25 del Suo quotidiano domenica 13 luglio 2014, dal titolo «In vitro sono solo cellule», nel quale si fa menzione del ricorso da me proposto, nell'interesse della signora Adele Parrillo, davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo in relazione al divieto posto dalla legge n. 40 del 2004 di donare per fini di ricerca scientifica gli embrioni creati nell'ambito del procedimento di fecondazione medicalmente assistita, crioconservati e non utilizzati per l'impianto. Ebbene, debbo smentire che la Corte europea abbia — come si legge nel predetto articolo — «pilatescamente evitato di prendere posizione, giudicando irricevibile il ricorso e rimpallando tutto al Governo italiano». Invero, il ricorso in questione è ancora sub iudice. In particolare, il ricorso è stato discusso all'udienza del 18 giugno scorso a Strasburgo davanti alla Grande Chambre della Corte europea dei diritti dell'uomo e la sentenza verrà pubblicata nei prossimi mesi. Osservo inoltre che non solo quanto affermato dagli autori non corrisponde al vero ma il linguaggio dagli stessi utilizzato è inopportuno e irrispettoso dell'organo giurisdizionale internazionale di cui si tratta. Debbo altresì fare una precisazione in merito alla sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea Brüstle vs Greenpeace del 18 ottobre 2011, che è stata citata nel medesimo articolo. Infatti, detta sentenza riguarda esclusivamente la brevettabilità delle invenzioni biotecnologiche che utilizzano embrioni umani e non la ricerca scientifica in quanto tale. Anzi, affermando il divieto di brevettabilità dei risultati della ricerca scientifica sugli embrioni, in quanto ciò implicherebbe un loro sfruttamento industriale e commerciale, la Corte di Giustizia ha implicitamente ammesso che tale ricerca possa essere fatta, poiché, com'è ovvio, per esserci un risultato ci deve essere una ricerca.

Avv. Nicolò Paoletti

Sollecitati dall'articolo apparso sul Sole 24 Ore di domenica 13 luglio scorso a firma di Gilberto Corbellini e Michele De Luca «In vitro sono solo cellule» riteniamo essenziale intervenire per sottolineare che quanto riportato, pur esprimendo le legittime opinioni degli autori, contiene gravi inesattezze scientifiche che lo rendono assai discutibile se non inaccettabile. Riteniamo che la manipolazione ideologica della realtà, compresa quella biologica, è una operazione che non aiuta la verità e il dialogo ma genera solo faziosità e confusione. Per brevità vorremmo limitarci ai punti essenziali:

• L'unione dei due gameti dà origine a una specifica cellula che si chiama "Zigote" da cui si sviluppa un nuovo essere umano. Questo evento di unione di duegenomi — materno e paterno — rappresenta la trasmissione genetica del patrimonio dei genitori ed è l'inizio di tutti quei processi biologici che costituiscono lo "sviluppo" e la crescita di un individuo umano.

• Quello che gli autori definiscono «un aggregato di cellule tutte uguali tra loro» non è altro che la prima fase della crescita di ciò che attraverso tappe successive assumerà la forma definitiva per poi giungere alla nascita. Queste cellule non sono «un aggregato» ma rappresentano un «nuovo elemento biologico» che contiene tutte le informazioni necessarie per sviluppare un intero essere umano completo dal punto di vista biologico e anche neuro-psicologico.

• Affermare che l'individuo inizia solo quando le cosiddette «cellule aggregate» raggiungano l'utero e iniziano a differenziare è una considerazione arbitraria che non ha alcun fondamento scientifico e biologico (e nemmeno logico). Nel corso, infatti, dello sviluppo ci sono infiniti passaggi dei quali si potrebbero sottolineare i cambiamenti morfologici dell'embrione in crescita ma nessuno di questi può essere definito come l'inizio di un individuo. Definire come inizio un momento diverso da quello della formazione dello zigote è solo una decisione arbitraria e ideologica non rispondente alla realtà biologica rappresentata da un "continuum". Se domani le biotecnologie giungessero a costruire un utero artificiale dovremmo spostare l'inizio della vita umana e il diritto a nascere?

• Anche il Nobel Yamanaka è strumentalizzato a sproposito. Il tema delle iPS apre importanti prospettive e insieme anche molti interrogativi. Tra questi uno decisivo riguarda proprio la identità tra la cellula embrionale totipotente e la cellula riprogrammata pluripotente che nel mondo scientifico è ancora molto controversa. È questo un problema ad alto impatto etico che i nostri autori hanno già risolto per costruire il loro teorema. Anche l'affermazione «se alcuni governi lungimiranti non avessero consentito l'utilizzo di embrioni ...Yamanaka non avrebbe vinto il Nobel per la medicina nel 2012» è del tutto gratuita. Infatti è proprio vero il contrario, che la difficoltà all'utilizzo dell'embrione per ricerca ha spinto la ricerca a identificare cellule che avessero caratteristiche simil embrionali tali da poter essere differenziate in diversi tessuti. Ringraziamo Il Sole 24 Ore che aiuta a conoscere cose nuove, a pensare e a riflettere e spesso condividere con colleghi e studenti le letture più interessanti. Ci dispiace che su alcuni temi il giornale sembri a senso unico.

Prof . Augusto Pessina Coordinatore Gruppo Italiano Staminali Mesenchimali (GISM-AICC) Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche e Odontoiatriche. Università degli Studi di Milano. Milano

Dr. Domenico Coviello Direttore Laboratorio di Genetica Umana Dipartimento di Scienze Genetiche e IBMDR E.O. Ospedali Galliera, Genova

 

Ringraziamo peri commenti, che ci consentono di precisareq uel che abbiamo scritto. L'intento era discutere lo statuto scientifico dell'embrione umano e vedere se le leggi che ne governano l'uso tengono conto dei fatti sperimentali. Lasciamo stare se chiamare "pilatesca" una sentenza sia "irrispettoso" verso la Corte di Strasburgo, sta di fatto che quest'ultima ha giudicato irricevibile il ricorso per la parte relativa alla donazione degli embrioni per fini di ricerca, e si pronuncerà solo in merito alla proprietà degli stessi, mai messa in dubbio dalle norme nazionali. Infine, l'avvocato Paoletti contesta il nostro commento alla sentenza Brustle vs. Greenpeace: non abbiamo scritto che quella sentenza riguarda la ricerca, ma criticato la definizione di embrione adottata dalla Corte di Strasburgo,dicendo che è priva di senso. Pessina e Coviello ci accusano di «manipolazione ideologica della realtà biologica». Ci scusiamo con i lettori per aver saltato la (ovvia) fase di formazione dello zigote, quale conseguenza dell'unione dei gameti, parlando subito della blastocisti, cioè lo stadio dello sviluppo embrionale che interessa la ricerca applicata alla medicina rigenerativa. Non capiamo quale sia la sostanza semantica che differenzia l'espressione «aggregato di cellule» da «nuovo elemento biologico». L'embrione non è altro che un aggregato di cellule identiche tra loro (come sperimentalmente provato) prima che ciò che lo rende un individuo umano abbia fatto la sua comparsa fenomenica. Questa è la nostra posizione filosofica, suffragata da logica e scienza. Certo, cozza con alcune credenze metafisiche. Noi riusciamo a farne a meno, mentre i colleghi no. Pessina e Coviello definiscono arbitraria la nostra scelta di far iniziare la vita di un "individuo" quando avviene l'impianto in utero e parte il differenziamento. Non pensiamo di aver detto chissà quali sciocchezze, dato che per i più autorevoli biologi dello sviluppo l'evento più importante nella storia della vita di un individuo è la gastrulazione (Lewis Wolpert) e l'individuo diventa tale attraverso il processo che accompagna lo sviluppo dei diversi sistemi fisiologici che gli consentono di realizzare un'omeostasi dinamica che lo rende autonomo rispetto alle sfide ambientali (Scott Gilbert). Non basta l'evento che produce il singolo genoma, cioè la fusione dei gameti, a definire l'individuo. Chi conosce un po' la biologia lo capisce. Per quanto riguarda l'impianto in utero, rimane il fatto che l'utero non appartiene all'embrione, il quale ha un progetto di vita solo se ciò è contemplato da chi ci ha messo i gameti. Un embrione non andrà da nessun parte se la coppia che l'ha generato ha deciso di non usarlo più per scopi riproduttivi e non intende concederlo per un trasferimento eterologo (impropriamente detto "adozione degli embrioni"). È destinato a rimanere un aggregato di cellule crioconservato. Saecula saeculorum. Infine, se ragioniamo in termini di potenzialità, ribadiamo che anche una qualsiasi cellula di un organismo adulto ha la stessa potenzialità di generare un individuo, grazie alle tecniche di riprogrammazione e donazione. Quindi, a rigor di logica, dovremmo vietare la ricerca sulle cellule umane punto? Se qualcuno è rimasto ancorato, per integralismo e faziosità, a un paradigma genomico-centrico dell'uomo e della sua natura biologica, questi sono coloro che hanno cercato un matrimonio impossibile tra scienza e fede religiosa, tra biologia e teologia. Basterebbe scorrere i risultati degli studi di epigenetica per capire che la concezione "zigotica" della persona umana, cioè l'idea che l'embrione "è uno di noi" dal concepimento, difesa dalla teologia cattolica, è priva di basi logiche e teorico-sperimentali. Quanto a Yamanaka, sono i due colleghi a manipolare i fatti. Come sarebbero stati identificati, di grazia, i geni che consentono di riprogrammare le cellule somatiche e indurre la pluripotenza (o addirittura la totipotenza tipica dello zigote, ma forse quei due colleghi non lo sanno ancora...) se non studiando gli embrioni e le staminali embrionali, incluse quelle umane? Stucchevole la discussione sulle implicazioni etiche legate al Nobel dato a Yamanaka. Stiamo scherzando? Nessuna sensibilità etica, nemmeno quella di Yamanaka, è sufficiente a far scoprire quali geni possono restituire alle cellule somatiche la staminalità di tipo embrionale senza fare esperimenti con embrioni umani. Dopodiché, è comodo far propaganda e dire che ora non c'è più bisogno di usare embrioni e staminali embrionali, perché *** ci sono le iPS. Secondo noi, e senza voler costringere nessuno a usare o curarsi con staminali embrionali, serve ancora molta ricerca sugli aggregati di cellule chiamati blastocisti, per capire meglio come viene stabilizzato geneticamente ed epigeneticamente il differenziamento. Numerosi gruppi di ricerca nel mondo investono risorse per far sviluppare la medicina rigenerativa, al di fuori di fedi, ideologie e preconcetti. Gilberto Corbellini Michele De Luca

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Roma. Magi: chiedo cinque impegni al Sindaco perché sia vero il risanamento della Capitale

Radicali Italiani - Dom, 20/07/2014 - 16:15
20/07/14

Lettera aperta  al sindaco di Roma Capitale del Consigliere Capitolino Radicale Riccardo Magi, eletto nella Lista civica Marino: "Serve un impegno immediato almeno su cinque punti perchè il risanamento sia credibile e questo bilancio 2014 votabile"

Di seguito il testo della lettera inviata al Sindaco Marino e agli Assessori della sua Giunta                                   

 

La città di Roma sta vivendo una fase drammatica. Una crisi istituzionale, sociale e del tessuto economico produttivo che ha ripercussioni pesanti sulla qualità della vita dei cittadini. I due nodi principali del problema sono la crisi finanziaria dell'ente Roma Capitale e la qualità dei servizi pubblici che non sono all'altezza della crescente pressione fiscale che i cittadini sopportano.

Per fronteggiare questa situazione questo è il male da evitare: l'ennesimo annuncio di una discontinuità che i romani aspettano da anni ma che stenta ad arrivare.  

Come tutti i romani sanno, non si tratta solo di mancanza di risorse ma di come le risorse di tutti vengono utilizzate. I servizi pubblici locali non sono degni di una capitale europea, non solo e non tanto a causa della scarsità delle risorse pubbliche ma perchè non si intende affrontare il nodo dei modelli di erogazione dei servizi eliminando al contempo il peso delle enormi sacche di inefficienza e delle clientele che vivono e si ingrassano nel sistema dell'amministrazione e delle aziende comunali. In buona parte i romani hanno già pagato gli autobus che non ci sono, gli asili che non ci sono, le metropolitane che non ci sono, i servizi sociali che non ci sono.

Negli ultimi anni Roma non ha intrapreso un serio e credibile percorso di risanamento e sono stati necessari numerosi interventi legislativi nazionali per consentire alla Capitale di evitare almeno formalmente il dissesto finanziario.

L'ultimo, il cosiddetto decreto "Salva Roma", ha consentito di chiudere i bilanci 2013 e 2014 in pareggio autorizzando alcune operazioni contabili con la gestione commissariale del debito pregresso, ma imponendo l'adozione di un Piano di rientro triennale che sarà approvato nelle prossime settimane dal Governo e che indica precise misure da adottare perchè sia finalmente garantito l'avvio del risanamento strutturale. Il giudizio sul bilancio di previsione 2014 - il primo bilancio completamente ascrivibile alla Giunta Marino - non può prescindere da questo contesto e va reso congiuntamente con il giudizio sul Piano di rientro la cui responsabilità politica investe anche altri livelli istituzionali, essendo prevista per legge l'approvazione con Decreto del Presidente del Consiglio che, in questo modo dovrà "metterci la faccia".

Il Piano di rientro (che solo dal 15 luglio è stato messo a disposizione dei consiglieri nella versione integrale consegnata al Governo il 4 luglio) elaborato dalla Giunta Marino è tanto puntuale nella parte descrittiva quanto vago e debole in molti punti della parte propositiva ed esecutiva, quella in cui dovrebbero essere indicate le misure concrete che devono realizzare il risanamento tanto atteso.

Lascia perplessi anche la mancanza di un cronoprogramma dettagliato che scandisca e garantisca l'attuazione del piano.

Alla luce di queste considerazioni sento il dovere di condizionare il mio voto favorevole a questo bilancio ad alcune scelte che è necessario che l'Amministrazione compia ora comunicandole alla cittadinanza.

Una risposta favorevole non solo avrebbero ricadute positive immediate sugli equilibri di bilancio ma sarebbe il segno di una volontà politica chiara e di una assunzione di responsabilità. Questi i punti qualificanti su cui chiedo un impegno esplicito del Sindaco e della Giunta:

  • Aziende: impegno chiaro di attuazione reale della strategia di fondo adottata nel Piano di rientro di in merito alle aziende in vari modi partecipate o controllate, cioè la dismissione delle partecipazioni o liquidazione di quelle realtà aziendali le cui attività non siano riconducibili alle finalità precipue del Comune ma siano reperibili sul mercato. Si chiede un impegno esplicito in questa direzione sui casi di Farmacap e Assicurazioni di Roma;
  • Appalti e affidamenti: una risposta in tempi rapidi alle 4 interrogazioni depositate il 27 giugno scorso nelle quali si chiede quanti e quali affidamenti di Roma Capitale negli ambiti di competenza degli Assessorati alle Politiche Sociali, dell’Emergenza abitativa, dei Lavori pubblici, della Scuola, siano avvenuti con procedura diretta, cioè senza gara, con proroghe illegittime o con fornitura di servizi che si protrae in assenza di affidamento.
    Queste prassi, piuttosto ricorrenti per l’Amministrazione capitolina come ha rilevato anche la verifica amministrativo-contabile del Mef del 21/03/14, in violazione delle disposizioni nazionali e comunitarie, hanno ricadute significative sugli equilibri di bilancio generando extra costi fuori bilancio, non garantendo le necessarie economie nell’acquisto di servizi, falsando il calcolo dei fabbisogni, configurando danni erariali per illegittimi affidamenti o proroghe.

     

  • Trasparenza su incarichi dirigenziali, di collaborazione, di consulenza esterna: si chiede l’impegno in tempi rapidissimi a pubblicare sul sito del Comune le informazioni relative ai titolari di incarichi amministrativi di vertice, incarichi dirigenziali, collaborazioni e consulenze a qualsiasi titolo conferiti a sogetti esterni. Ciò è previsto dalla legge (art. 15 Dlgs. 33/2013) ed è condizione per l’efficacia dell’atto e per la liquidazione dei compensi eppure l’Amministrazione è tuttora inadempiente;
  • Trasparenza totale su "manovre d'aula" e maxiemendamento della Giunta: è necessario che sia comprensibile a tutti, prima del voto notturno finale sul bilancio, quali siano ulteriori somme stanziate con il maxiemendamento che la Giunta sta predisponendo, recependo anche le indicazioni e le richieste dei gruppi capitolini, e nel dettaglio le destinazioni specifiche di tali fondi. La città non può tollerare, meno che mai in questa fase di crisi, che si giunga a scelte di allocazione di fondi per milioni di euro fuori o contro la strategia di risanamento. Che si tratti di fondi per prorogare i contratti a qualche centinaio di lavoratori, per prorogare o rafforzare un servizio o per alimentare qualche clientela consiliare o che si tratti di tutte queste finalità sommate insieme, non è tollerabile che avvenga fuori da ogni evidenza pubblica.  
  • Metro c: la principale opera strategica in costruzione in Italia è anche l’infrastruttura più attesa dai cittadini romani, quella che avrebbe dovuto consentire la reale e consistente pedonalizzazione del centro storico cittadino. La realizzazione di quest’opera è ormai fuori dalla cornice giuridica della “legge obiettivo” che avrebbe dovuto garantire l’interesse pubblico e al contempo il Contraente generale, cioè le imprese. La situazione di fatto ha garantito le imprese che hanno ricevuto ben più del pattuito senza rispettare gli impegni. L’Amministrazione non ha mai fatto valere l’interesse pubblico contestando la violazione della “legge obiettivo” e rivalendosi per danni nei confronti del Contraente Generale.
  • Si chiede al Sindaco cosa intenda farne di questa opera di cui non sappiamo più dove andrà, con quali tempi, con quali costi aggiuntivi, con quali progetti di stazioni. La posizione dell’Amministrazione non può essere quella di continuare a navigare a vista.



    Il Consigliere capitolino

                    Riccardo Magi

 

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Bernardini: Vi spiego perché (dopo 19 giorni) proseguo il Satyagraha insieme a Marco Pannella (*), con il sostegno attivo di oltre 200 cittadini

Radicali Italiani - Sab, 19/07/2014 - 20:32
19/07/14

Dichiarazione di Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani:

  • È inconcepibile per uno Stato che si definisca democratico che il boss di “cosa nostra” Bernardo Provenzano sia ancora detenuto in regime di 41-bis (carcere duro). Occorre immediatamente interrompere questa vergogna che mette lo Stato italiano a un livello di criminalità superiore a quello dei peggiori mafiosi o terroristi.
  • Occorre intervenire immediatamente per garantire le cure oggi negate a migliaia di detenuti che non possono essere “curati” nelle strutture carcerarie. Responsabili di questa situazione sono il Ministero della Giustizia, quello della Sanità e i magistrati di sorveglianza.
  • Il decreto sulle carceri in fase di conversione alla Camera, nel prevedere le misure risarcitorie per i detenuti che hanno subito trattamenti inumani e degradanti – che noi radicali abbiamo definito “il prezzo della tortura” – non ha corrisposto minimamente a quanto previsto dalla Corte EDU e a principi elementari di costituzionalità. Questo non lo affermiamo solo noi radicali, ma anche la Commissione Affari Costituzionali della Camera che ha espresso seri dubbi circa queste misure chiedendo alla Commissione Giustizia se "siano pienamente rispondenti ai principi stabiliti dalla Corte europea dei diritti dell'uomo nella richiamata sentenza dell'8 gennaio 2013 (causa Torreggiani e altri contro Italia, ricorsi 43517/09 più altri riuniti) ed al principio di proporzionalità di matrice costituzionale".
  • Oltretutto, gli 8 euro per ogni giorno di trattamenti inumani e degradanti subiti in violazione dell’art. 3 della CEDU, o il giorno di sconto di pena ogni 10 giorni passati in carcere nella condizione suddetta, costituiscono misure inapplicabili per una Magistratura di Sorveglianza già sotto organico e non in grado -da tempo- di affrontare i doveri quotidiani ai quali è chiamata; lo stesso vale per i Giudici civili che dovrebbero ricostruire giorno per giorno e per ciascun detenuto le condizioni di carcerazione nei diversi spostamenti che i reclusi subiscono durante la permanenza nei penitenziari italiani: cambio di cella, di sezione, di istituto.
  • Occorre che Televisioni pubbliche e private rimedino all’ignobile censura che hanno riservato agli esiti della visita effettuata in Italia (dal 7 al 9 luglio) da parte delle Nazioni Unite tramite il “Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria”. Nel documento redatto e nelle richieste rivolte al nostro Paese dall’ONU ci sono tutti gli obiettivi della nostra lotta e tutti i contenuti del Messaggio al Parlamento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, amnistia e indulto compresi. Gli esperti ONU hanno anche avuto da recriminare su un argomento tabu in Italia come quello del 41-bis, al quale solo noi radicali ci opponiamo. Secondo l’ONU non ci siamo ancora “adeguati ai requisiti internazionali per i diritti umani.

 

(*) Marco Pannella sta praticando il Satyagraha nella forma dello sciopero della sete, nonostante i medici glielo sconsiglino nel modo più assoluto.

Rita Bernardini è al 19° giorno di sciopero della fame. 200 cittadini sostengono il Satyagraha soprattutto praticando il digiuno fino a una settimana.

 

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Bollettino medico: i medici ritengono indispensabile l’immediata sospensione del digiuno dell’on. Pannella

Radicali Italiani - Sab, 19/07/2014 - 20:30
19/07/14

Si trasmette il bollettino medico che prescrive a Marco Pannella l’immediata sospensione del digiuno, che i medici ritengono indispensabile:

I medici ritengono indispensabile l'immediata sospensione del digiuno dell'on. Pannella

L'on. Marco Pannella, infatti, è stato dimesso stamattina dalla Clinica Pio XI, ove è stato sottoposto ad una serie di accertamenti, tra i quali un esame bioptico, per definire la natura di un processo espansivo polmonare. I medici curanti sono in attesa dell'esito completo di tali accertamenti per poter stabilire gli opportuni provvedimenti terapeutici. Nonostante un evidente stato di denutrizione testimoniato da un peso di 75 kg, durante la degenza ha continuato il digiuno totale per cibi solidi e liquidi. I sanitari riitengono assolutamente necessario sospendere immediatamente il digiuno, onde evitare che una ulteriore, inevitabile compromissione dello stato generale di salute renda inattuabili tali decisioni.

Per il Collegio medico, prof. Claudio Santini

 

 

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Bollettino medico: i medici ritengono indispensabile l’immediata sospensione del digiuno dell’on. Pannella

Partito Radicale - Sab, 19/07/2014 - 20:30
19/07/2014

Si trasmette il bollettino medico che prescrive a Marco Pannella l’immediata sospensione del digiuno, che i medici ritengono indispensabile:

   I medici ritengono indispensabile l'immediata sospensione del digiuno dell'on. Pannella.

   L'on. Marco Pannella, infatti, e' stato dimesso stamattina dalla Clinica Pio XI, ove e' stato sottoposto ad una serie di accertamenti, tra i quali un esame bioptico, per definire la natura di un processo espansivo polmonare. I medici curanti sono in attesa dell'esito completo di tali accertamenti per poter stabilire gli opportuni provvedimenti terapeutici. Nonostante un evidente stato di denutrizione testimoniato da un peso di 75 kg, durante la degenza ha continuato il digiuno totale per cibi solidi e liquidi. I sanitari riitengono assolutamente necessario sospendere immediatamente il digiuno, onde evitare che una ulteriore, inevitabile compromissione dello stato generale di salute renda inattuabili tali decisioni.

   Per il Collegio medico, prof. Claudio Santini

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Verso l'Eutanasia Legale - Prigioniero di me stesso

Luca Coscioni - Sab, 19/07/2014 - 13:30
Verso l'Eutanasia Legale - Prigioniero di me stessoil manifesto19 Lug 2014Valentina StellaEutanasia

«Ritengo che tra i diritti dell’uomo ci sia anche, anzi soprattutto, quello di congedarsi dalla vita quando questa sia diventata per lui soltanto un calvario di sofferenze senza speranza e, mettendolo alla mercé degli altri, gli abbia tolto anche la possibilità di difendere il proprio pudore, e quindi la propria dignità. L’obiezione dei cattolici è che la vita, essendo un dono del Signore, solo Lui ha il diritto di toglierla alle sue creature. Ed è su questo punto che io voglio dissentire. Io non sono (purtroppo) un credente. Ma se lo fossi troverei sacrilego attribuire al Signore tanta crudeltà verso le sue creature»

(Indro Montanelli, Corriere della Sera, 23 febbraio 2000).

L’essere umano ha sempre avuto la possibilità di prendere un appuntamento con la morte; da sempre è stato padrone di compiere l’ultimo atto deliberatamente. E’ stato giudicato ora stoicamente virtuoso, ora un essere pavido; tuttavia ha sempre potuto scegliere. Oggi l’uomo post moderno si trova incatenato, invece, molto spesso alla vita, a causa di una nuova medicina, interpretata come sfida alla morte ad ogni costo; e l’uomo in questa sfida è l’unico prigioniero di sé stesso, di un corpo che non funziona più o di una mente che ha perso la sua ragionevolezza. Uomini e donne costretti in letti d’ospedali, senza più un barlume di una vita, da loro stessi considerata dignitosa. Chi è che asservisce così l’uomo, negandogli la possibilità di porre fine non più ad una vita ma ad una sopravvivenza? Leggi proibizioniste, che negano la pratica della morte assistita, a cui sono sottese le cosiddette etiche della vita, che fanno di quest’ultima un bene assoluto inviolabile. In Italia, in particolare, assistiamo all’indifferenza della politica e dell’informazione sul tema del fine-vita, come ribadito nella conferenza organizzata lunedì scorso dall’Associazione Coscioni, a cui hanno partecipato Umberto Veronesi, Vittorio Feltri e Marco Cappato. Quest’ultimo ha dichiarato: “Si lasci il Parlamento libero di discutere di affrontare questi temi davanti all’opinione pubblica, attraverso il cosiddetto servizio pubblico dell’informazione radio televisiva. Se ci sarà dibattito, vedrete che quello che oggi sembra impossibile potrà diventare una possibilità concreta perché è difficile per qualsiasi soggetto politico andare contro delle maggioranze sociali consapevoli e di informate”. “Se non affrontiamo il fine vita significa che siamo deboli e incapaci di affrontare i grandi temi della vita. Per questo ritengo che sia indispensabile arrivare in Parlamento”, ha concluso Veronesi.

www.eutanasialegale.it/sostienici

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Prigioniero di me stesso

Luca Coscioni - Sab, 19/07/2014 - 13:21
Prigioniero di me stessoIl Manifesto19 Lug 2014Valentina StellaEutanasia

«Ritengo che tra i diritti dell’uomo ci sia anche, anzi soprattutto quello di congedarsi dalla vita quando questa sia diventata per lui soltanto un calvario  di sofferenze senza speranza e, mettendolo alla mercé degli altri, gli abbia tolto anche la possibilità di difendere il proprio pudore, e quindi la propria dignità. L’obiezione dei cattolici è che, la vita essendo un dono del Signore, solo Lui ha il diritto di toglierla alle sue creature. Ed è su questo punto che io voglio dissentire. Io non sono (purtroppo) un credente. Ma se lo fossi troverei sacrilego attribuire al Signore tanta crudeltà verso le sue creature»(IndroMontanelli, Corriere della Sera, 23 febbraio 2000). L’essere umano ha sempre avuto la possibilità di prendere un appuntamento con la morte; da sempre è stato padrone di compiere l’ultimo atto deliberatamente. E’ stato giudicato ora stoicamente virtuoso, ora un essere pavido; tuttavia ha sempre potuto scegliere. Oggi l’uomo post moderno si trova incatenato, invece, molto spesso alla vita, a causa di una nuova medicina, interpretata come sfida alla morte ad ogni costo; e l’uomo in questa sfida è l’unico prigioniero di se stesso, di un corpo che non funziona più o di una mente che ha perso la sua ragionevolezza. Uomini e donne costretti in letti d’ospedali, senza più un barlume di una vita, da loro stessi considerata dignitosa. Chi è che asservisce così l’uomo, negandogli la possibilità di porre fine non più ad una vita ma ad una sopravvivenza? Leggi proibizioniste, che negano la pratica della morte assistita, a cui sono sottese le  cosiddette etiche della vita, che fanno di quest’ultima un bene assoluto inviolabile. In Italia, in particolare, assistiamo all’indifferenza della politica e dell’informazione sul tema del fine-vita, come ribadito nella conferenza organizzata lunedì scorso dall’Associazione Coscioni, a cui hanno partecipato Umberto Veronesi, Vittorio Feltri e Marco Cappato. Quest’ultimo ha dichiarato: “Si lasci il Parlamento libero di discutere di affrontare questi temi davanti all’opinione pubblica, attraverso il cosiddetto servizio pubblico dell’informazione radio televisiva. Se ci sarà dibattito, vedrete che quello che oggi sembra impossibile potrà diventare una possibilità concreta perché è difficile per qualsiasi soggetto politico andare contro delle maggioranze sociali consapevoli e di informate”. “Se non affrontiamo il fine vita significa che siamo deboli e incapaci di affrontare i grandi temi della vita. Per questo ritengo che sia indispensabile arrivare in Parlamento”, ha concluso Veronesi.  

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Giustizia: Inviata una lettera a tutte le cariche regionali toscane per chiedere l'adesione al Satyagraha di Pannella

Radicali Italiani - Ven, 18/07/2014 - 15:24
18/07/14

I radicali fiorentini dell'Associazione "Andrea Tamburi" hanno inviato una lettera-appello al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e a tutti gli assessori e consiglieri regionali per sostenere lo sciopero della fame per garantire il diritto alla salute in carcere. A livello nazionale, sono già centinaia le persone che hanno aderito all'iniziativa nonviolenta e che vede coinvolti in prima persona la Segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini, e Marco Pannella, in sciopero totale della fame e della sete.

«Auspichiamo che le cariche istituzionali toscane decidano di prendere parte a questa importante lotta nonviolenta per i diritti umani - hanno dichiarato Massimo Lensi, già consigliere provinciale, e Maurizio Buzzegoli, Segretario dell'Associazione "A.Tamburi" - il 60% dei detenuti soffre, infatti, di patologie cui le strutture penitenziarie non sono in grado di garantire prevenzione né tantomeno cura. Patologie che, oltretutto, sono non di rado generate dalla stessa carcerazione, o con essa incompatibili».

Anche all'interno dei 19 istituti penitenziari toscani si evidenzia un dato sconcertante e ripugnante: l'ultima rilevazione redatta dall'Agenzia Regionale della Sanità registra che il 71,8% dei detenuti e' affetto da almeno una patologia. Infine, i due esponenti radicali ricordano l'importanza di amnistia e indulto:

« Potrebbero immediatamente riportare il Paese nei ranghi della legalità costituzionale e delle norme internazionali: anche il Presidente della Repubblica, Napolitano, e recentemente le Nazioni Unite, hanno evidenziato la prepotente urgenza di attuare questi provvedimenti».

I militanti fiorentini che hanno aderito allo sciopero della fame sono Maurizio Morganti, Emanuele Baciocchi, Raoul Guatteri, Chiara Scheggi, Laura Harth e Cinzia Venturi.

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Bolognetti: per opportuna conoscenza pubblico una lettera inviata il 2 febbraio alla Segretaria di Radicali Italiani Rita Bernardini

Radicali Italiani - Ven, 18/07/2014 - 13:11
18/07/14

Confesso che la joint-venture tra Radicali Italiani e Legambiente non mi convince e non solo perché in passato ho, a più riprese, definito a ragione quelli della “Lega” ambientalisti di regime e nel regime, o perché nel 2003 ebbi a rendere di pubblico dominio una lettera inviata dall’allora Presidente di Legambiente Basilicata alla Fri-EL. Qualche mese fa, raccogliendo una sollecitazione di Rita Bernardini ho provato a spiegare le mie perplessità e i motivi del mio dissenso. Nel postare la missiva sul sito ufficiale di Radicali Italiani, rivolgo l’invito a tutti i compagni a leggere quanto nell’aprile del 1988 veniva pubblicato in un opuscolo intitolato “Gli obiettivi del Partito Radicale”. Al punto sei si afferma che il Partito dovrà occuparsi di “Ambiente, energia, dell’ecosistema”.

Ritengo che la nostra rotta in materia non possa oggi prescindere dal documento a firma Loris Rossi, presentato al World Urban Forum nel 2012 e che la materia vada trattata con un occhio attento all’aspetto Italia “Stato canaglia” anche in materia ambientale e di tutela della salute umana.

 

Maurizio Bolognetti, Direzione Radicali Italiani

Latronico, lì 2 febbraio 2014

 

Carissima Rita,

a mio avviso dovremmo avere come rotta il doc presentato da Aldo Loris Rossi a nome del Prntt al World Urban Forum del 2012. In particolare la necessità di un cambio di paradigma/modello di riferimento. Loris afferma che occorre passare da un paradigma/modello riduzionista-meccanicista a un paradigma organico-olistico.

Cito: "La sinergia tra tecnocrazia, economicismo e mercatismo ha continuato a ignorare l’ecocidio planetario in atto svelato e denunciato, dagli anni Settanta in poi, dalla nuova visione sistemica del mondo[...]I 250 anni della rivoluzione industriale, ovvero della nuova era dell’Antropocene, sono stati dominati per i quattro quinti dallo statuto funzionalista, cioè dal paradigma meccanicista-riduzionista e dal mito dello “sviluppo illimitato” che hanno prodotto insieme all’affluent society, patologie oggi incontrollabili. Ma nell’ultima fase post-industriale, si è aperta una nuova prospettiva, sebbene anticipata da profetiche intuizioni: il paradigma organico-olistico (ecologico) consapevole, viceversa, della realtà dei “limiti dello sviluppo” e orientato verso un’era post-consumista, una nuova frontiera eco-metropolitana e un’architettura che viva in simbiosi con la Natura!"

Non so se la visione di Loris sia una visione liberale, ma temo che la risposta all'ecocidio planetario in atto non la troveremo nel "mercato", in questo "mercato" e con questo modello di sviluppo e battendo logiche "mercatiste" e "sviluppiste".

Altro spunto di riflessione.

Nel suo "Anatomia di una rivoluzione", l'economista Giuseppe De Marzo ha scritto: "Non siamo dinanzi a una crisi esclusivamente di natura economica e sociale, come spesso viene descritta. Il problema nuovo posto dalla crisi attuale sta nella minaccia alla salute del pianeta e alle sue possibilità di autorigenerazione. Un problema che non investe solo il campo dell'ecologia ma riguarda soprattutto gli esseri umani e la nostra civiltà, strettamente dipendente dalla sorte della sua casa comune: la Terra".

Lo sviluppo non può essere inteso solo in termini di crescita economica.

The limits to growth (i limiti della crescita) - il documento scritto nel 1972 su commissione del club di Roma - ha aperto il dibattito sulle conseguenze teoriche e pratiche di un modello di sviluppo incentrato sulla crescita economica infinita.

La domanda che è alla base del libro è la seguente: come si coniuga questo modello - quello del paradigma meccanicista-riduzionista di cui parla Loris - con le risorse finite e limitate del pianeta? Quale sarà la relazione tra gli ecosistemi e il sistema umano a fronte di un uso/utilizzo insostenibile delle risorse?

È stato detto: "Molti dei costi e dei danni ambientali e sociali della crescita antiecomica non vengono documentati dalla contabilità del PIL [...]" Mi sento di sottoscrivere e far mia questa affermazione.

Ci sono scelte che nell'immediato producono un aumento del Pil. Ma nel lungo periodo queste scelte renderanno più povera o più ricca una comunità?

Magari dovremmo sostituire il Pil con il GPI (Genuine Progress Indicator), "Indice del benessere economico sostenibile".

È stato ancora detto: "Per costruire comunità sostenibili abbiamo bisogno di politiche che promuovano la completa riconversione ecologica della struttura produttiva ed energetica, dall'efficientamento ecologico dei trasporti a quello abitativo, dai consumi condivisi, alle ecotasse, dallo stop al consumo del suolo, ecc. ecc.

Stiamo andando a sbattere, siamo già andati a sbattere. A partire dagli anni '80 abbiamo iniziato a consumare ogni anno più risorse di quante il pianeta non ne abbia rigenerate.

In questi giorni sto leggendo con grande attenzione "I nuovi limiti dello sviluppo". Trattasi di un aggiornamento del libro commissionato nel 1972 dal Club di Roma.

Questo sistema per sua natura è pensato ed è basato sulla crescita infinita e sull'obosolescenza programmata che è funzionale alla stessa. Per esempio si inserisce un chip in una stampate che ordina a quella stampate di non funzionare più dopo un certo numero di copie anche se potrebbe continuare a funzionare.

Scusami, ho buttato alla rinfusa un po' di riflessioni e dopo aver scorso molto velocemente il doc del Governatori.

Aurelio Peccei scriveva: "L'avvenire non è più quello che sarebbe potuto essere se gli uomini avessero saputo utilizzare meglio i loro cervelli e le loro opportunità. Ma può ancora essere quello che essi possono ragionevolmente e realisticamente volere" (1981).

Mi piacerebbe poter organizzare un incontro con l'autore di "Usa e getta" Serge Latouche e non sarebbe male parlare del fenomeno del "Land Grabbing" con le conseguenze che lo accompagnano.

Intanto, secondo le stime del Global Footprint Network,  l'Earth Overshoot Day arriva ogni anno sempre prima e l'ultimo rapporto IPCC non lascia dubbi su quello che stiamo facendo al pianeta e a noi stessi.

Certo non sarebbe male interrogarsi sulle conseguenze sociali di questo sistema e su una "democrazia reale" soggiogata dal "capitalismo reale"

Un abbraccio

 

TVB

Maurizio Bolognetti

 

P.S.

Per il resto trovo che Governatori abbia fatto economia della mia iniziativa.

Credo che tra le questioni che ho posto, e posto con forza, ci sia quella dell'Italia Stato canaglia in materia di rispetto del diritto comunitario in materia ambientale e quindi in materia di tutela della salute umana.

E la strage di legalità, anche in questo caso, si fa inevitabilmente strage di popoli

Ma è sana abitudine di Governatori fare economia dell'altrui iniziativa/proposta/pensiero.

Saluti dal Kazakistan lucano.

 

P.P.S.

Ovviamente le questioni ambientali andrebbero affrontate in una logica transnazionale. Da questo punto di vista molto potrebbero dirci preziosi documenti prodotti dal PRNTT.

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Registro testamenti biologici istituito anche a Prarolo (VC). È il primo comune del vercellese

Radicali Italiani - Ven, 18/07/2014 - 13:07
18/07/14

Radicali: speriamo che Vercelli segua l’esempio e che il parlamento discuta finalmente proposta di legge di iniziativa popolare per legalizzazone eutanasia.

Il Comune di Prarolo (VC), nella seduta del Consiglio Comunale di ieri, giovedì l 17 luglio, ha approvato la deliberazione che istituisce e regolamenta il registro dei testamento biologici, per raccogliere le volontà dei cittadini (qualunque esse siano) sul trattamento sanitario di fine vita.
L’iniziativa, promossa dalla Consigliera comunale di minoranza Giulia Bodo, eletta nelle lista civica “L’altra metà di Prarolo” ed appoggiata dai Consiglieri di minoranza Paolo Ranghino e Diego Cardano, è stata accolta dalla maggioranza guidata dal Sindaco Dario Caldera. Al momento del voto vi è stato un solo voto contrario.

Roswitha Flaibani (Associazione radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (Direzione Radicali Italiani):

Decine di Comuni italiani hanno istituito registri comunali dove poter depositare il proprio testamento biologico. Un atto simbolico ma che in tribunale può garantire qualche opportunità in più se si vogliono far valere i propri diritti ad una libera scelta sul fine vita.
Prarolo è primo comune del Vercellese ad aver adottato il registro del testamento biologico; un segnale importante lanciato in primis al Comune di Vercelli, oltre che a tutti i comuni del vercellese.

Ricordiamo che l’anno scorso anche a Vercelli e provincia i radicali hanno raccolto le firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione sia dell’eutanasia sia del testamento biologico, promossa dall’Associazione Luca Coscioni. Servivano almeno 50.000 firme autenticate; ne sono state consegnate in Parlamento 67.000; una firma su otto è stata raccolta in Piemonte. Si tratta ora di costringere il Parlamento ad affrontare la discussione della proposta di legge. Pochi giorni fa il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha richiamato per la terza volta il Parlamento al dovere di discutere di scelte di fine vita ed in generale di temi etici.

Approfondisci:

Testamento biologico
Eutanasia legale
Proposta di legge di iniziativa popolare

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Bolognetti: Il Presidente del Consiglio? Volendo giocare con le parole potremmo ribattezzarlo “Lo Sfruttatore”

Radicali Italiani - Ven, 18/07/2014 - 12:33
18/07/14

Fonte: Nuova del Sud, 17 luglio 2014

Di Maurizio Bolognetti, Direzione Radicali Italiani e Segretario di Radicali Lucani:

Volendo giocare con le parole potremmo ribattezzarlo “Lo Sfruttatore”. Di chi sto parlando? Ma del nostro Presidente del Consiglio, dello Zelig fiorentino, di un uomo cresciuto a pane, tweet e slogan, di colui che è assurto ad archetipo dell’italico neo-gattopardismo. Sì, proprio lui, Matteo Renzi, l’uomo delle controriforme spacciate per rivoluzioni, il rottamatore delle labili tracce di democrazia sopravvissute nel nostro Paese.

Se non temessi di usare una frase di cui si abusa, potrei dire che “il re è nudo”. Le dichiarazioni rilasciate da Renzi al Corsera rappresentano solo l’ultima definitiva ed esplicita conferma di un disegno che parte da lontano. L’obiettivo, ormai si spera evidente a tutti, è la trasformazione di una Regione sempre più commissariata, la Basilicata, in serbatoio petrolifero d’Italia. Questo con buona pace dei certissimi effetti collaterali prodotti sulle matrici ambientali in una terra dal  delicato assetto idrogeologico. Sintomatica anche la scelta del verbo sfruttare fatta da Matteo Renzi, che non a caso nel rispondere alla fatidica domanda postagli dalla Meli ha affermato: “È impossibile parlare di Energia e Ambiente in Europa se nel frattempo non sfrutti l’Energia e l’Ambiente che hai in Sicilia e Basilicata”.

Presidente, più “sfruttati” e calpestati di così? Ancora di più?

Nelle parole di Renzi anche l’eco di quanto dichiarato da certo fascio confindustrial-petrolifero lucano, capitanato dall’ottimo Michele Somma. L’eco della voce dei “Padroni del Vapore” nella mai tramontata Italia dei Fasci e delle Corporazioni.

Fino a ieri conoscevamo il nome dei mandanti, oggi abbiamo l’identikit dell’esecutore materiale.

La ruota della fortuna e l’informazione di regime girano a favore del renzismo, ma il Presidente del Consiglio non creda che ce ne staremo a guardare. Siamo pronti a difendere il futuro vero della nostra terra, il futuro che volete rubarci e che già ci avete rubato.

Riusciremo, caro Presidente di questa Repubblica delle banane, a correggere la sua miope politica e a difendere risorse di gran lunga più preziose di qualche barile di greggio.

Intanto, se proprio vuole raccontare qualcosa in Europa, racconti ai suoi colleghi europei la vicenda del pozzo “Policoro 001”, anch’essa emblematica del come vengono trattate le questioni ambientali  nell’Italia “Stato canaglia” sul fronte del rispetto del diritto comunitario in materia ambientale.

È il 13 ottobre 1991; alle ore 6.40 il silenzio che avvolge le campagne di Policoro è rotto da un tremendo boato: i tecnici della SPI(Società Petrolifera Italiana/Gruppo Eni) hanno perso il controllo del pozzo “Policoro 001”.

La drammaticità del momento è restituita dalla relazione inviata dalla SPI all’UNMIG (Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e le Georisorse) e che finirà nel procedimento 1073/91 aperto dalla Procura della Repubblica di Matera: “Alle ore 6.40 circa, dopo che erano state estratte 8 lunghezze, il pozzo iniziava a scaricare fango dall’interno delle aste in progressione sempre più violenta, tanto da rendere vani i tentativi della squadra di sonda per avvitare la testa di sicurezza sulle aste. All’eruzione di fango dalle aste seguiva con un boato l’eruzione di gas che si incendiava immediatamente”.

Pochi mesi dopo, il 20 febbraio 1992, la stessa Spi indirizza una raccomandata all’Unmig, nella quale è tra l’altro dato leggere: “Veniva comunicato alla Spi di Fornovo che nel pozzo di acqua di proprietà di Michele Giordano , situato a 130 m. ad ovest del pozzo “Policoro 1”, si stavano verificando fenomeni di ribollimento. Il mattino successivo un nostro tecnico verificava che tale ribollimento era dovuto ad infiltrazioni di gas metano”.

Altro che valutazioni di impatto emozionale, tuttappostismo e negazionismo.

Ecco, caro Presidente Renzi, ai suoi colleghi europei faccia sapere che di quell’incidente si è persa ogni traccia e che il solo tentativo di recuperare la sopra citata relazione mi ha portato a vestire i panni dell’investigatore e che dopo averla letta ho provato lo stupore che può provare un archeologo di fronte ad una scoperta. Dica all’Europa che ancora oggi non si riesce a capire se ci furono seri controlli terzi sull’incidente che portò all’esplosione del pozzo “Policoro 1” e che nulla sappiamo di eventuali “effetti collaterali” prodotti da quella esplosione, al di là di quanto viene raccontato da chi ne conserva memoria. Racconti questo in Europa, e magari lo racconti al Commissario europeo che si occupa di ambiente. 

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