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"Sul Nomenclatore il Governo corregga il tiro altrimenti sarà un danno per i disabili"

Luca Coscioni - Gio, 05/03/2015 - 17:38
"Sul Nomenclatore il Governo corregga il tiro altrimenti sarà un danno per i disabili"Filomena Gallo, Marco Gentili, Maria Teresa Agati5 Mar 2015Nomenclatore tariffario

Dopo tanti anni di attesa, il “nuovo” nomenclatore degli ausili per disabili incluso nella revisione dei Livelli Essenziali di Assistenza rischia di rappresentare una vera e propria delusione. 

Tutti gli ausili, con la sola eccezione delle protesi e delle ortesi su misura, dovranno essere acquistati a gara. Le forniture attraverso gare, oltre a porre i consueti problemi di correttezza delle gare in Italia, non potranno garantire “agli assistiti la possibilità̀ di ricevere, secondo le indicazioni cliniche a cura del medico prescrittore, i prodotti inclusi nel repertorio più̀ adeguati."

L'obiettivo di una drastica riduzione dei prezzi, se perseguito in questo modo, inevitabilmente comporterà la riduzione della qualità e della funzionalità degli ausili forniti e della reale possibilità di individuare l’ausilio più adeguato per ciascuna persona. Per cui, chi avrà bisogno di un ausilio complesso e rispondente alle sue particolari necessità, dovrà rinunciare a quello della “mutua” e comprarselo di tasca sua.

Chiediamo al Presidente del Consiglio Renzi e alla Ministra della Salute Lorenzin di correggere il tiro e individuare un sistema che, a parità di spesa, consenta alle persone disabili di operare liberamente la scelta a loro più adatta tra ausili riconosciuti come validi. 

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Marco Cappato a SkyTg24

Luca Coscioni - Gio, 05/03/2015 - 12:18
Eutanasia

Oggi pomeriggio, dalle 16:30, il tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e promotore della campagna Eutanasia LegaleMarco Cappato, sarà ospite insieme a Mario Adinolfi a Skytg24 per discutere di ‪#‎eutanasia‬.

Data: Giovedì, 5 Marzo, 2015 - 16:30 to 17:00Città: SkyTg24
Categorie: Radicali

Ketamina, Luca Pani: Governo ascolti comunità scientifica e non voti con la Cina

Luca Coscioni - Gio, 05/03/2015 - 11:54
Ketamina, Luca Pani: Governo ascolti comunità scientifica e non voti con la CinaFilomena Gallo e Marco Perduca5 Mar 2015Sanità

Le dichiarazioni rilasciate dal direttore generale dell'Aifa Luca Pani a proposito della decisione del Governo italiano di allinearsi, senza aver consultato l'Agenzia italiana del Farmaco, con la Cina nel richiedere che la ketamina venga inclusa nella prima tabella della Convenzione sugli stupefacenti delle Nazioni unite del 1971 per renderla una sostanza da proibire in tutto il mondo, confermano l'atteggiamento proibizionista e antiscientifico dell'Esecutivo nel prendere decisioni sulla ricerca scientifica e la salute.

La proposta cinese dovrà adesso esser affrontata dalla plenaria della 58esima sessione della Commissione Droghe delle Nazioni unite che si terrà a Vienna dal 9 al 17 marzo prossimi. Chiediamo che l'Italia abbandoni la questione e non insista col sostegno alla Cina né colla forzatura delle procedure per forzare un voto sulla richiesta di proibizione della ketamina e che in successive occasioni consulti la comunità scientifica nazionale. Il Partito Radicale sarà presente a Vienna con una delegazione per l'intera durata dei lavori.

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Trapianti/eterologa: legge 40 vieta già commercializzazione gameti

Luca Coscioni - Gio, 05/03/2015 - 11:28
Trapianti/eterologa: legge 40 vieta già commercializzazione gametiFilomena Gallo5 Mar 2015Fecondazione eterologa

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario Ass. Luca Coscioni, soggetto costituente il Partito Radicale  Durante l'esame del ddl recante "disposizioni in materia di traffico di organi, prelevati sia da persona vivente che da cadavere, destinati al trapianto." i parlamentari Sacconi, Giovanardi e De Pretis hanno dimostrato quanto non conoscano le leggi, come quella 40 del 2004, che difendono, presentando emendamenti per una difesa inutile di divieti già in vigore e rispettati nel nostro Paese. In Italia la commercializzazione di gameti e embrioni è vietata dalla legge 40, e in Europa le direttive su tracciabilità e sicurezza vietano la commercializzazione ma non escludono un rimborso spese,per una somma massima di 1200 euro per la donna.La legge 40 all'art. 12 comma 6 prevede che" Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro." 
Se si pensa di bloccare l'eterologa impedendo la donazione dei gameti e limitando il rimborso spese cercando di configurare lo stesso come commercializzazione, il Parlamento sappia che attualmente si possono importare gameti da strutture autorizzate all'estero e utilizzare gameti donati da coppie in trattamento.
Sarebbe opportuno che il Parlamento prevedesse campagne informative sulla donazione di gameti e  abrogasse gli ultimi divieti della legge 40 come quelli che impediscono l'utilizzo degli embrioni italiani per la ricerca (i laboratori italiani sono costretti a importare linee di cellule staminali embrionali dall'estero) , e l'accesso alle tecniche di PMA per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche o cromosomiche, che si sentono ingiustamente discriminate.  

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Nomenclatore tariffario: scontro sulla pelle dei disabili

Luca Coscioni - Gio, 05/03/2015 - 11:22
Nomenclatore tariffario: scontro sulla pelle dei disabiliPanorama5 Mar 2015L.M.Nomenclatore tariffario

Nel braccio di ferro tra Regioni e Governo sulle spese per la sanità è finito anche un pezzo di antiquariato: il nomenclatore tariffario per le protesi. Varato «provvisoriamente» nel 1999 e mai aggiornato per 16 anni, il prontuario che elenca quali strumenti - dalle carrozzine ai ginocchi artificiali - i disabili possono ottenere dallo Stato era diventato l'incubo dei malati italiani.

Al punto che Marco Gentili, 26 anni, viterbese, co-presidente dell'associazione Luca Coscioni e affetto da sclerosi amiotrofica laterale, aveva lanciato una petizione di protesta: «La tecnologia avanza, migliora la qualità di protesi e ausili, mutano anche i prezzi», che in alcuni casi addirittura diminuiscono. Perché, allora, sprecare denaro pubblico e causare «disagi a chi avrebbe bisogno di un aiuto?».

Matteo Renzi aveva promesso la revisione del prontuario entro dicembre. E il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha inviato in gennaio il nuovo tariffario alle Regioni inserendolo nei Lea (livelli essenziali di assistenza) che dovranno essere garantiti dalla sanità locale. Molte le novità tra i dispositivi, dalle protesi acustiche digitali alle carrozzine ad alta tecnologia; ma è maggiore, ovviamente, la spesa prevista: 415 milioni in più ogni due anni, interamente a carico delle Regioni. Che piangono miseria a palazzo Chigi. L'allarme dei disabili, così, continua: «Per ottimizzare la spesa le regioni dovranno mettere a gara grosse forniture» spiega Maria Teresa Agati, presidente del Csr, il centro studi della Confindustria per le tecnologie assistive. «Ma i malati con bisogni complessi hanno bisogno di ausili complessi, che devono essere scelti con cura e caso per caso. Rischiamo di comprare grandi quantitativi di prodotti standard che, non essendo adatti, resteranno inutilizzati o che dovranno essere modificati dopo l'acquisto». Con altri costi in arrivo.

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Tribunale Milano assolve ragazzo gay che ha reagito all’omofobia dell’ex sindaco di Sulmona postando su Youtube un duro commento indignato

Radicali Italiani - Gio, 05/03/2015 - 10:09
05/03/15

Comunicato Stampa dell'Associazione Radicale Certi Diritti:

I fatti risalgono al lontano 2010 quando l’allora sindaco di Sulmona (l’Aquila), il “medico” Fabio Federico, in una intervista pubblicata su Youtube  ("I gay e Federico - versione integrale") affermava che “l’omosessualità sarebbe una patologia di carattere genetico, come la sindrome di Down, che gli omosessuali sarebbero “aberrazioni genetiche” e quindi persone da curare in quanto avrebbero fatto una scelta contraria rispetto alle determinazioni della natura”. 

Queste e altre sue affermazioni del medesimo tenore avevano scatenato una reazione molto forte ed indignata di alcune persone Lgbti che si sentirono profondamente offese

Fabio Federico querelò i responsabili e da allora la magistratura ha indagato sull’accaduto. Per alcuni dei denunciati le indagini si sono concluse con una archiviazione, non così per F. M. che ha dovuto affrontare un processo nei giorni scorsi a Milano. F.M. è però stato assolto perché il giudice milanese ha riconosciuto l'esimente della provocazione cioè che la condotta diffamatoria del ragazzo deve essere valutata esaminando il contenuto che l’ha provocata senza dubbio dettato dall’odio e dalla omofobia. Le motivazioni della decisione saranno disponibili solo fra 60 giorni. 

L’avvocata Barbara Indovina che ha difeso l’imputato spiega che "il giudice ha ritenuto di applicare la discriminante dell’aver reagito a una provocazione. E di provocazione deve senza dubbio ritenersi, attese le affermazioni gravemente discriminatorie e scientificamente errate".

"Da provocatore, l'ex sindaco di Sulmona, non è riuscito a trasformarsi in vittima", commenta Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione radicale Certi diritti che ha supportato la difesa del ragazzo: "Per quanto ne sappiamo è la prima volta che la causa di non punibilità di cui all’art. 599 c.p. viene applicata a un caso che ha a che fare con delle reazioni, pure offensive, ad affermazioni omofobe. Per fortuna il Gip di Milano ha riconosciuto che denigrare per motivi discriminatori e poi pretendere di silenziare le reazioni, anche animate, di chi si sente offeso, non è più possibile in Italia. D'altronde già il pubblico ministero aveva definito la reazione dell’indagato “anche sin troppo contenuta rispetto alla gravità delle affermazioni di chiaro stampo omofobo rese dalla parte offesa”.

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Trapianti, eterologa, Filomena Gallo: legge 40 vieta già commercializzazione gameti

Radicali Italiani - Mer, 04/03/2015 - 21:16
04/03/15

Dichiarazione di Filomena Gallo, segretario Ass. Luca Coscioni, soggetto costituente il Partito Radicale:

Durante l'esame del ddl recante"disposizioni in materia di traffico di organi, prelevati sia da persona vivente che da cadavere, destinati al trapianto." i parlamentari Sacconi, Giovanardi e De Pretis hanno dimostrato quanto non conoscano le leggi, come quella 40 del 2004, che difendono, presentando emendamenti per una difesa inutile di divieti già in vigore e rispettati nel nostro Paese.

In Italia la commercializzazione di gameti e embrioni è vietata dalla legge 40, e in Europa le direttive su tracciabilità e sicurezza vietano la commercializzazione ma non escludono un rimborso spese,per una somma massima di 1200 euro per la donna.

La legge 40 all'art. 12 comma 6 prevede che "Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro."

Se si pensa di bloccare l'eterologa impedendo la donazione dei gameti e limitando il rimborso spese cercando di configurare lo stesso come commercializzazione, il Parlamento sappia che attualmente si possono importare gameti da strutture autorizzate all'estero e utilizzare gameti donati da coppie in trattamento.

Sarebbe opportuno che il Parlamento prevedesse campagne informative sulla donazione di gameti e  abrogasse gli ultimi divieti della legge 40 come quelli che impediscono l'utilizzo degli embrioni italiani per la ricerca (i laboratori italiani sono costretti a importare linee di cellule staminali embrionali dall'estero) , e l'accesso alle tecniche di PMA per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche o cromosomiche, che si sentono ingiustamente discriminate.

   
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Opg. A meno di un mese dalla scadenza della proroga per la chiusura la Regione Toscana naviga in alto mare

Radicali Italiani - Mer, 04/03/2015 - 20:11
04/03/15

Dichiarazione di Massimo Lensi e Maurizio Buzzegoli, rispettivamente presidente e segretario dell'Associazione "Andrea Tamburi":

"Ci dispiace constatare che a meno di un mese dalla scadenza della proroga per la chiusura degli Opg, fissata dalla legge 81/2014, la Regione Toscana non abbia ancora annunciato le strutture necessarie per individuare modalità alternative di gestione del disagio psichiatrico che dà luogo a pericolosità sociale. Per ora sono solo parole e buone intenzioni: non bastano".

I due esponenti radicali sottolineano l'incertezza per il futuro degli internati e la necessità di trovare una soluzione consona: "Noi ribadiamo che occorre privilegiare l’aspetto medico e terapeutico rispetto agli orrori della contenzione per i malati di mente autori di reato. Lo abbiamo detto recentemente al nostro XV Congresso che si è svolto proprio a Montelupo, sede dell’Opg toscano: dobbiamo scongiurare una chiusura di facciata degli Opg, e sopratutto evitare che una soluzione provvisoria si trasformi con il tempo in definitiva".

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Ketamina, Ass. Coscioni: bene Luca Pani, governo ascolti comunità scientifica e non voti con la Cina

Radicali Italiani - Mer, 04/03/2015 - 20:00
04/03/15

Dichiarazione di Filomena Gallo e Marco Perduca per l'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, soggetto costituente il Partito Radicale:

"Le dichiarazioni rilasciate dal direttore generale dell'Aifa Luca Pani a proposito della decisione del Governo italiano di allinearsi, senza aver consultato l'Agenzia italiana del Farmaco, con la Cina nel richiedere che la ketamina venga inclusa nella prima tabella della Convenzione sugli stupefacenti delle Nazioni unite del 1971 per renderla una sostanza da proibire in tutto il mondo confermano l'atteggiamento proibizionista e antiscientifico dell'Esecutivo nel prendere decisioni sulla ricerca scientifica e la salute".

"La proposta cinese dovrà adesso esser affrontata dalla plenaria della 58esima sessione della Commissione Droghe delle Nazioni unite che si terrà a Vienna dal 9 al 17 marzo prossimi. Chiediamo che l'Italia abbandoni la questione e non insista col sostegno alla Cina né colla forzatura delle procedure per forzare un voto sulla richiesta di proibizione della ketamina e che in successive occasioni consulti la comunità scientifica nazionale. Il Partito Radicale sarà presente a Vienna con una delegazione per l'intera durata dei lavori".

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Ecoradicali - Associazione Radicale Ecologista compie due anni

Radicali Italiani - Mer, 04/03/2015 - 17:16
04/03/15

Il prossimo 8 marzo, Ecoradicali - Associazione Radicale Ecologista compie due anni.
Vogliamo festeggiare questo traguardo insieme a tutti voi, dedicando la giornata alla nostra grande compagna Adele Faccio.

Partigiana, femminista, radicale, Adele Faccio è conosciuta soprattutto per il suo impegno politico in favore dei diritti civili: legge su aborto, libertà sessuale, autodeterminazione delle donne.
Ma Adele Faccio è stata anche una grande pioniera dell'ecologia e della liberazione animale.
Fondatrice nel 1988 della AREA (Associazione Radicale EcoAnimalista) è stata una delle protagoniste della battaglia contro la caccia e la vivisezione.
Insieme ad Aurelio Peccei, è stata una delle figure politiche che, prima fra tutte, si è battuta per una politica della sostenibilità e  giustizia ambientale che riconoscesse i limiti ecologici del pianeta e il diritto alla vita di tutti gli esseri viventi.
Con l'iniziativa dell'8 marzo porremo l'accento soprattutto all'impegno ecologista di Adele Faccio e l'inscindibile legame tra diritti e ambiente.

L'incontro però non sarà una celebrazione del passato. Partiremo con un'introduzione storica curata da Alessandro MASSARI alla quale seguirà un ricordo di Saro PETTINATO, Geppi RIPPA, Edo RONCHI, Sergio ROVASIO, per arrivare, attraverso interventi tematici, all'attualità del pensiero e dell'azione di Adele Faccio che, l'otto marzo 2013, a sei anni di distanza dalla sua scomparsa, abbiamo voluto riprendere e rilanciare attraverso la costituzione di EcoRadicali.

Gli interventi tematici a seguire proporranno un parallelo tra le tematiche dell'AREA, l'Associazione Radicale EcoAnimalista fondata nell'88 da Adele Faccio e le principali iniziative dell'Associazione Radicale Ecologista:

Giovanna CASALINI Oltre il consumismo. Ecologia dei diritti, diritti per l'ecologia.

Marco SERVENTI Dall'agricoltura biocida all'agricoltura per la vita.

Carlo TRIARICO Per un nuovo modello agricolo

Cristiana MANCINELLI SCOTTI Suolo, pelle del pianeta

Simone LELLI Le esternalità negative della zootecnia: aiuti alle stalle, impatti alle stelle

Fabrizio CIANCI Fare pace con la Terra


Una vita per la politica, una politica per la vita.
DA ADELE FACCIO AGLI ECORADICALI

ROMA, 8 marzo, ore 11.30
Via Giolitti, 231

Conferma la tua partecipazione

via email: info@ecoradicali.it
Evento Facebook

 

"Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso" (Gandhi)

Iscriviti anche tu: più siamo più possiamo fare!

LECCIO: 20 euro
ROBINIA: 35 euro
BAOBAB: 50 euro
SEQUOIA: 100 euro

Puoi iscriverti anche online
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tramite bonifico bancario: IT55C0200805235000401381886 
Inserire nella causale ISCRIZIONE ECORADICALI 2015. Una volta iscritto, ricordati di comunicarcelo tramite il modulo contatti

Arrivederci a domenica 8 Marzo, ore 11.30

 

 Info & Contatti

info@ecoradicali.it
348.9255296 (Fabrizio Cianci)

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Referendum comunali Torino: Consiglio comunale approva mozione per voto elettronico dopo aver negato il diritto ai cittadini di esprimersi. Gruppo consiliare Pd porta intera responsabilità misfatto

Radicali Italiani - Mer, 04/03/2015 - 16:51
28/02/15

Giulio Manfredi (segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta):

Ieri il gruppo consiliare del Pd ha inferto l'ultimo colpo mortale al progetto referendario “Torino si muove”, che prevedeva sei referendum comunali consultivi: quattro quesiti (sull'ampiezza della città metropolitana, sulla legalizzazione della prostituzione, su politiche di riduzione del danno in tema di tossicodipendenze e sulla ruota panoramica) erano già stati fatti fuori nelle commissioni consiliari, con la scusa che riguardavano leggi nazionali (… ma ai cittadini si chiedeva semplicemente un parere su questioni che riguardano la vita della città ); gli ultimi due (“road pricing” e “consumo di suolo”) sono stati fatti fuori ieri con due votazioni in cui il gruppo consiliare del Pd (12 consiglieri, con in più la “pecora nera”, il radicale Silvio Viale, promotore dei referendum con i consiglieri Dario Troiano dei Moderati e Vittorio Bertola del M5S), votando compatto per il NO, è stato determinante per la loro bocciatura.

Ciliegina sulla torta: ieri il Consiglio comunale ha votato una mozione a favore del voto elettronico sui referendum. Potevano risparmiarsela, visto che il voto di ieri ha dimostrato che a Torino è in vigore la proibizione dei referendum. Per il capogruppo Pd Michele Paolino e i suoi colleghi vale un unico comandamento: cittadini, non disturbate gli abitanti del Palazzo!

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Russia, twitter bombing radicale: Renzi chieda a Putin rilascio prigionieri politici - @matteorenzi #freesavchenko

Radicali Italiani - Mer, 04/03/2015 - 16:41
04/03/15

In occasione del viaggio ufficiale di Matteo Renzi in Russia e del suo incontro con il presidente Vladimir Putin, l’Associazione radicale Adelaide Aglietta ha lanciato per oggi un “twitter bombing” per chiedere al primo ministro italiano di sollecitare la liberazione di Nadiya Savchenko e di tutti i prigionieri politici, così come richiesto dagli accordi di Minsk, e per ricordare Boris Nemtsov e tutte le vittime degli omicidi politici in Russia.

Dai loro account Twitter i militanti dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta lanceranno centinaia di tweet rivolti al presidente Renzi per sollecitare il rispetto dei diritti umani e civili in Russia. 

Alcuni dei tweet consigliati: 

#Mosca, @matteorenzi da #Putin #FreeSavchenko e libertà per tutti i prigionieri politici in #Russia

#Mosca, @matteorenzi da #Putin ricordi #Nemtsov e tutte le vittime degli omicidi politici in #Russia

#Mosca, @matteorenzi da #Putin ricordi omicidi politici anche italiani #AndreaTamburi #AntonioRusso #radicali

Nadiya Savchenko, pilota ed ex ufficiale dell'esercito ucraino, catturata nel giugno 2014 dai ribelli filorussi del Donbass, ingiustamente accusata dell'omicidio di due giornalisti – la sua cattura è precedente alla loro uccisione –, attualmente detenuta nelle carceri russe; eletta nel parlamento del suo Paese a novembre 2014, è membro della delegazione ucraina all'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa; è in sciopero della fame dal 13 dicembre 2014. Il 2 marzo il presidente ucraino, Petro Poroshenko, le ha assegnato il titolo di "Eroe dell'Ucraina”, il più alto riconoscimento del Paese.

Boris Nemtsov, leader dell’opposizione ucciso il 27 febbraio, nei pressi del Cremlino, poche ore dopo il suo appello a partecipare alla manifestazione organizzata per il primo marzo contro la guerra d’aggressione in Ucraina portata avanti da Putin.

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Carceri. Flaibani nominata garante comunale a Vercelli. Boni e Manfredi: giusto riconoscimento a impegno ventennale. Occorre creare rete di garanti comunali che lavori in sinergia con il garante regionale.

Radicali Italiani - Mer, 04/03/2015 - 16:33
04/03/15

Lo scorso 23 febbraio il sindaco di Vercelli, Maura Forte, ha nominato per la prima volta nella storia del Comune il “Garante dei diritti delle persone private della libertà personale”, nella persona di Roswitha Flaibani, militante storica radicale a Vercelli. La carica di garante non è retribuita.

Fin dagli anni '90 del secolo scorso, Roswitha Flaibani ha seguito la vita della Casa Circondariale di Vercelli, collaborando sia con i vari Direttori succedutisi sia con l'area Educativa dell'Istituto, al fine di instaurare un rapporto costante tra la struttura e il territorio. Dal 1999 ha compiuto visite ispettive nel carcere di Vercelli, accompagnando parlamentari e consiglieri regionali; in tal contesto, negli anni 2009, 2010 e 2011 ha organizzato a Vercelli l'iniziativa nazionale di Radicali Italiani “Ferragosto in carcere”.

Roswitha Flaibani è stata membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani. Dal 2005 al 2011 è stata consigliere comunale a Prarolo (VC). E' attualmente iscritta all'Associazione radicale Adelaide Aglietta.

Igor Boni e Giulio Manfredi (presidente e segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta):

“Chi conosce Roswitha Flaibani sa che il sindaco di Vercelli ha fatto la cosa giusta; da decenni, su Vercelli, abbiamo sempre potuto contare sul suo impegno a sostegno dei diritti dei detenuti e degli agenti di polizia penitenziaria; un impegno, vale la pena ricordarlo, da sempre non retribuito, come non retribuita sarà questa carica. Oggi, finalmente, questo impegno ha ottenuto un giusto e opportuno riconoscimento pubblico; siamo sicuri che Roswitha cercherà di dare ancora di più del tanto che ha già dato in questi anni.

Ringraziamo il sindaco Forte sia per aver istituito il Garante sia per la volontà manifestata di visitare quanto prima il carcere. Vercelli è la quarta città in Piemonte ad aver istituito la figura del garante comunale (dopo Torino, Ivrea e Asti). Sarebbe importante che ciascuna delle 12 città piemontesi sede di carcere riuscisse a nominare un garante comunale capace e determinato come Roswitha Flaibani, per creare una rete regionale di garanti in grado di scambiarsi informazioni e di lavorare in sinergia con il garante regionale”.

 

http://www.cr.piemonte.it/cms/organismi/garante-detenuti/garanti-in-piemonte.html

 

http://www.cr.piemonte.it/cms/organismi/garante-detenuti/carceri-in-piemonte.html

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Amnistia: una ragione di più - di Rita Bernardini

Radicali Italiani - Mer, 04/03/2015 - 14:09
04/03/15

Articolo pubblicato il 4 marzo 2015 sul quotidiano Il Garantista

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione tornano a pronunciarsi sulla legge Fini-Giovanardi dopo la dichiarazione di incostituzionalità sancita dalla Consulta il 25 febbraio dello scorso anno

Con la sentenza n. 22621 dello scorso 26 febbraio, la suprema Corte ribadisce che le pene riguardanti le cosiddette “droghe leggere” devono essere rideterminate al ribasso essendo il nostro ordinamento tornato al regime sanzionatorio pre-Fini/Giovanardi, cioè alla legge Iervolino/Vassalli così come modificata dal referendum radicale del 1993 che sancì la non punibilità dei consumatori di sostanze stupefacenti. Con questa seconda pronuncia (lo aveva già fatto il 29 maggio 2014), la Cassazione sembra ammonire il legislatore – il quale finora, nonostante sia passato oltre un anno, si è ben guardato dall’intervenire - del rischio più che probabile che in carcere continuino a starci o a finirci persone sottoposte ad una pena “illegale”; con il regime sanzionatorio previsto negli 8 anni di vigenza della malfamata legge Fini-Giovanardi, infatti, gli spacciatori di cannabis o altre sostanze stupefacenti leggere (equiparate allora a quelle pesanti) venivano sottoposti a limiti edittali che andavano da un minimo di 6 anni ad un massimo di 20, mentre oggi, a seguito della dichiarazione di incostituzionalità, la “forbice” va da 2 a 6 anni: una bella differenza, non c’è che dire!

L’ingorgo di una giustizia, quella italiana, fra le più lente al mondo, diverrà ancor di più insostenibile se continueranno ad aumentare a dismisura i carichi dei giudici ordinari che dovranno affrontare i procedimenti camerali attraverso i quali si dovrà “ricalcolare” al ribasso la pena di migliaia e migliaia di detenuti. Nel maggio dello scorso anno, la Dott.ssa Nunzia Gatto (Procuratore generale aggiunto che coordina i magistrati dell'esecuzione penale) aveva già detto con esemplare chiarezza che occorresse “seguire la linea più volte indicata dal presidente della Repubblica per alleggerire il sovraffollamento carcerario: amnistia e indulto. In quel modo - precisava - per noi sarebbe stato possibile applicare automaticamente il condono ai detenuti che ne avessero avuto diritto. Così invece il giudice dovrà rideterminare ogni singola sanzione attraverso un incidente di esecuzione alla presenza delle parti. Sarà tutto più lento e complicato”. Lentezze e complicazioni che – aggiungiamo noi – mettono il nostro Paese nella condizione non proprio invidiabile (umiliante, direbbe Giorgio Napolitano) di reiterare comportamenti sistematicamente condannati dalla Corte EDU sia sotto il profilo dell’irragionevole durata dei processi, sia sotto quello di una pena costituzionalmente illegittima essendo i principi scritti nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo direttamente vincolanti per l’Italia.

Oltre a tutte quelle magistralmente enunciate nel messaggio presidenziale di Giorgio Napolitano alle Camere, che noi radicali abbiamo fatto nostro nella sua interezza, oggi “c’è una ragione di più” per rendere obbligato un provvedimento completo, articolato e ragionato di amnistia e indulto. La ragione sta tutta nel tempo che passa in attesa che il legislatore si decida a mettere mano, con riforme adeguate e non più rinviabili, al disastrato settore della “giustizia” nostrana. Nel suo messaggio al Parlamento dell’8 ottobre 2013, il Presidente Emerito avvertiva il Parlamento che le necessarie riforme da lui stesso indicate - e riguardanti soprattutto leggi di decarcerizzazione e di depenalizzazione - apparivano parziali, “in quanto avrebbero inciso “verosimilmente pro futuro” e non avrebbero consentito “di raggiungere nei tempi dovuti il traguardo tassativamente prescritto dalla Corte europea.” 

Possibile che il fattore “tempo” ce lo debba ricordare ancora una volta il corpo di Pannella, prosciugato dall’ennesimo sciopero della fame e della sete?

Istituzioni serie – che abbiano a cuore lo Stato di diritto e quindi la legalità della giustizia e della pena - dovrebbero immediatamente attivarsi per dare alla luce quanto previsto dall’art. 79 della Costituzione e cioè un’amnistia che, liberando le scrivanie dei magistrati consentirebbe di indirizzare maggiori forze a perseguire i reati gravi, e un indulto che farebbe uscire dal carcere coloro che devono scontare gli ultimi due o tre anni di detenzione fra i quali – certamente - le migliaia di reclusi vittime dell’”ex” legge Fini-Giovanardi.

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Stasera a Le Invasioni barbariche si parla di eutanasia

Luca Coscioni - Mer, 04/03/2015 - 11:42
Stasera a Le Invasioni barbariche si parla di eutanasia4 Mar 2015Eutanasia

Nuovo appuntamento con «Le invasioni barbariche» di Daria Bignardi. Si affronterà il tema dell'eutanasia legale con la testimonianza di Gessica Ametrano (cliccando qui è possibile leggere la sua storia) e con Emma Bonino.

La puntata inizia alle ore 21.00 su La7.

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Alle 21 Marco Pannella in diretta a Radio Carcere

Radicali Italiani - Mar, 03/03/2015 - 18:23

 

Questa sera Marco Pannella, in sciopero della sete, e Rita Bernardini saranno ospiti della trasmissione Radio Carcere, in diretta su Radio Radicale alle 21. Pannella rilascerà dichiarazioni importantissime per illustrare la "urgente, nuova strategia che in queste ore, attraverso lo sciopero della  sete e le altre iniziative nonviolente, è volta a  realizzare il progetto rapido di convergenza formale fra il mondo arabo ufficiale e quello europeo e occidentale e l'annuncio di quali strumenti sono messi in opera".

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Eutanasia: Camusso "Che il Parlamento decida su questi temi"

Luca Coscioni - Mar, 03/03/2015 - 15:50
Eutanasia: Camusso "Che il Parlamento decida su questi temi"Associazione Luca Coscioni3 Mar 2015Eutanasia

Video-appello per la campagna EutanaSIA legale

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni

Pubblicato sul sito della campagna dell’Associazione Luca Coscioni per la legalizzazione dell’eutanasia il video appello di Susanna Camusso, segretario generale della CGIL, affinché il Parlamento discuta del tema del fine vita.

Ecco la trascrizione dell'intervento (QUI IL VIDEO): 

 

La grande ricchezza della democrazia è la libertà delle persone: la libertà di poter decidere di sé, l'avere coscienza di sé, il diritto all'autodeterminazione che vuol dire anche sapere, e avere le competenze per sapere, come curarsi, come decidere di sé e della propria vita, il poter dire “no” alle forme di accanimento, il poter dire “no” al fatto che altri decidano rispetto alle tue volontà. E se la libertà è una grande ricchezza della democrazia, un grande Paese come il nostro deve poterne discuterne e deve anche poter chiedere che il Parlamento decida su questi temi”.

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Patrimonio, Magi: singolari dichiarazioni Sel

Radicali Italiani - Lun, 02/03/2015 - 20:51
02/03/15

Dichiarazione di Riccardo Magi, presidente di Radicali italiani e consigliere comunale a Roma:

"Sono davvero singolari le dichiarazioni odierne degli esponenti di Sel, come del resto singolare è stato il loro comportamento di voto sulla delibera sul patrimonio.
Sel - con la motivazione di proteggere spazi sociali in città - difende la prerogativa e la prassi dell’Amministrazione di decidere a quali soggetti concedere immobili, a quale canone, ammesso che vi sia, e per quanto tempo. Ciò inevitabilmente fa sì che siano le realtà più vicine al potere a beneficiare di questo privilegio. È la storia di questi decenni e della costruzione del potere politico dei partiti. Nell’opacità delle concessioni del patrimonio si annidano i poteri più clientelari della città. Un giro di affari che di fatto finisce per creare attività che operano in concorrenza sleale nel campo del sociale, culturale, fino a quello della ristorazione".

"Noi Radicali stiamo tentando di far accettare un’altra impostazione, che veda l’Amministrazione attrezzare alcuni spazi con servizi minimi e aperti all’uso condiviso - anzichè esclusivo e clientelare - da parte di tutte le realtà associative cittadine, civiche, politiche, sociali".

"Al momento maggioranza e giunta capitolina - impegnandosi in modo vago a rivedere le centinaia di concessioni mentre accoglievano l’emendamento di Sel che le salvaguarda - hanno preferito l’impostazione parastatale e conservatrice di Sel alla nostra".

"Ma non ci arrendiamo. Di fronte al debito del Comune, ai conti in rosso, ai cittadini italiani che continuano a pagare i vari 'Salva Roma' e a quelli romani con le tasse più alte del resto del Paese, abbiamo tutti il compito di trovare una politica nuova che sappia parlare al futuro ed esca dalla logica difensiva del proprio orticello (anche se bio) che ha dominato Roma e continua a schiacciarla".

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Eutanasia: : finiamola con l'ipocrisia e facciamo un dibattito serio

Luca Coscioni - Lun, 02/03/2015 - 17:56
Eutanasia: : finiamola con l'ipocrisia e facciamo un dibattito serioCarlo Troilo e Marco Cappato2 Mar 2015EutanasiaDichiarazione di Carlo Troilo e Marco Cappato, a nome dell'Associazione Luca Coscioni   "Per cinque giorni né l’ospedale Careggi di Firenze né singoli medici dello stesso hanno tentato di  smentire l’infermiere (cattolico praticante) che in una intervista a “Repubblica” aveva affermato che ogni  anno  30 o 40 malati ricevono la “eutanasia silenziosa” (un eufemismo per non dire “clandestina”)", dichiara Carlo Troilo, consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni.   Prosegue Marco Cappato, promotore della campagna Eutanasia Legale: "Ieri il cardinale Betori, commentando la notizia, ha  denunciato la “ossessiva campagna” in favore della eutanasia. Invece di gridare allo scandalo, sarebbe opportuno cogliere l'occasione per aprire un dibattito anche all'interno della cristianità coinvolgendo le stesse gerarchie ecclesiastiche sul tema dell'eutanasia. Non dimentichiamo le dichiarazioni del teologo Hans Kung apparse pochi giorni fa su Repubblica:  "eutanasia non ha nulla a che vedere con un "auto-assassinio" arbitrario ed empio, pianificato per provocare l'autorità ecclesiastica, come mi accusano alcuni sia sui media sia con lettere personali. Evidentemente, però, certi rappresentanti della "dottrina ecclesiastica", da cui la mia concezione si dissocia, non hanno ancora capito che anche la nostra visione dell'inizio e della fine della vita umana si trova al centro di un mutamento di paradigma epocale, che non si può penetrare e dominare con l'immaginario e la terminologia della teologia medievale né con quelli della teologia ortodosso-protestante"."    Conclude Troilo: "Richiamata all’ordine dalle superiori autorità, la “associazione  medici cattolici”  si è pronunciata  con un contorto comunicato in cui si fa la solita differenza fra “dare la morte” e “consentire la morte” e, alla fine, si ammette che il personale sanitario deve “accettare anche il naturale compimento  della vita”. La verità è che l’infermiere fiorentino ha confermato ciò che io sostengo da anni, e cioè che in Italia l’eutanasia clandestina è un fenomeno diffusissimo. Se confrontiamo  i posti letto del “Careggi” (1.300)  con quelli della sanità nazionale (230mila) arriviamo già ad oltre 7.000 casi.  Ma sono molti di più, secondo uno studio del 2007 dell’Istituto Mario Negri.   Penso sia ora di smetterla con l’ipocrisia delle parole e di affrontare in Parlamento (non nell’assemblea della CEI) la proposta di legge sulla eutanasia della nostra associazione, che è stata presentata nel settembre del 2013 con 70mila firme di cittadini/elettori ed il cui esame  è stato sollecitato dal Presidente Napolitano il 18 marzo dello scorso anno. I francesi, per non usare  la parola  eutanasia”, usano la formula francese della “sedazione profonda continua”, riassunta nello slogan  “faire dourmir pour mourir sans souffrir”.  Ma loro – beati – hanno avuto la rivoluzione e le leggi di Napoleone sulla libertà di tutte le religioni".  
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