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Intervista ad Emma Bonino a "Studio Aperto"

Luca Coscioni - Lun, 04/05/2015 - 16:55
Intervista ad Emma Bonino a "Studio Aperto"Studio Aperto1 Mag 2015Eutanasia

Una bellissima intervista rilasciata da Emma Bonino a "Studio Aperto" il 1° maggio.

Per vedere l'intervista integrale di Emma CLICCA QUI.

Categorie: Radicali

Caso Lo Porto. Un'altra ragione per diffidare dall'uso dei droni armati

Partito Radicale - Lun, 04/05/2015 - 15:51
04/05/2015

Non si può considerare la morte del cooperante italiano Giovanni Lo Porto, rimasto vittima lo scorso gennaio, insieme ad altri due cittadini americani - un ostaggio, come Lo Porto e l’altro leader di Al Qaeda - di un drone CIA, come mero effetto collaterale e inevitabile di una causa giusta.

Né si può accettare che, nel nome della guerra mondiale al terrorismo, il Presidente di una democrazia tra le più antiche al mondo possa, per decreto, dichiarare qualcuno colpevole al termine di un processo segreto anche per il solo sospetto che abbia l’intenzione di commettere in futuro un crimine. In questo modo, i cittadini americani all’estero possono essere uccisi per il mero sospetto di attività anti-americane, quando invece in patria avrebbero diritto ad un processo con tutte le garanzie possibili, anche quelle previste dal sistema arcaico della pena capitale.

Diffidiamo dunque dall’uso dei droni armati perché come ogni altra arma, oltre che alla legge interna, i droni dovrebbero sottostare al diritto internazionale, inclusa la legge umanitaria internazionale, che ne regolamenti l’uso.

Categorie: Radicali

Conferenza Stampa in Comune a Torino: PRESENTAZIONE PETIZIONE RADICALE PER MANCATA ISTITUZIONE PIANO ELIMINAZIONE BARRIERE ARCHITETTONICHE (PEBA).

Luca Coscioni - Lun, 04/05/2015 - 12:35
Barriere architettoniche

Martedì 5 maggio, alle ore 11:30, presso la “Sala Carpanini” del Municipio di Torino, si terrà il cosiddetto “diritto di tribuna”, previsto dallo Statuto Comunale, ovvero la conferenza stampa, organizzata dal Presidente del Consiglio Comunale di Torino, con i presentatori della petizione radicale al Consiglio Comunale (673 firme raccolte) per richiedere l’istituzione a Torino del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), previsto dalla legge n. 41 del 1986 e mai istituito.

Interverranno alla conferenza stampa i primi due firmatari della petizione:

Alessandro Frezzato - cittadino disabile, membro Direzione Associazione Luca Coscioni, responsabile del forum delle politiche della Sanità e dei diritti civili del Partito Socialista Italiano  

Giulio Manfredi - segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta

Saranno presenti: Giovanni Porcino (presidente Consiglio Comunale di Torino), Vittorio Bertola (capogruppo Movimento 5 Stelle) e Silvio Viale (consigliere comunale radicale/PD).

Bertola e Viale sono i primi firmatari di una proposta di delibera consiliare per l’istituzione del PEBA.

LINK UTILI

Corso/seminario Associazione Luca Coscioni su eliminazione barriere architettoniche (Municipio di Torino, 23 gennaio 2015)

Conferenza stampa radicale con presentazione video realizzato nelle strade di Torino per denunciare la presenza diffusa di barriere architettoniche (Torino, 24 luglio 2014)

Data: Martedì, 5 Maggio, 2015 - 11:30Città: Torino
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Dopo il caso cinese, bioetica senza inutili allarmismi

Luca Coscioni - Lun, 04/05/2015 - 11:39
Dopo il caso cinese, bioetica senza inutili allarmismiIl Sole 24 Ore Domenica3 Mag 2015Gilberto CorbelliniBioetica

I biologi molecolari fanno cose sempre più “fantascientifiche” manipolando le molecole, ma non riescono a imparare niente sulla natura umana. Come in una divertente e storica vignetta dove la caricatura di un biologo molecolare diceva: «Ho sequenziato il genoma umano ma non capisco le donne».

Ovvero credono (sì, credono) i biologi molecolari e affini che società, opinione pubblica, etc. – che sono poi astrazioni – siano in ascolto religioso delle loro istanze e apprezzino il loro senso di responsabilità, quando essi dicono che certe cose è meglio non farle perché c’è qualche rischio, o perché si superano dei confini etici, etc. Non è così.

La società/opinione pubblica è fatta di esemplari della specie umana che sappiamo abbastanza bene come reagiscono a questi annunci: i neuroscienziati cognitivi hanno fatto centinaia di esperimenti, alcuni dei quali non meno credibili di quelli che fanno i biologi molecolari, da cui risulta che la comunicazione da parte degli scienziati su questioni controverse è normalmente fraintesa, cioè influenzata da intuizioni ed emozioni poco pertinenti al caso in questione.

Nella recente vicenda che ha visto un gruppo di ricercatori cinesi applicare al Dna di embrioni umani, partendo dalla cellula fertilizzata, una nuova tecnologia che consente di riscrivere e quindi correggere l’informazione genetica, si è scatenata una mezza tempesta.

Da qualche tempo, cioè da quando si era visto che questa tecnica è molto efficiente sulle cellule somatiche e su embrioni di topo, si era capito che presto si sarebbe passati all’uomo. Ma i cambiamenti che essa consente di introdurre negli embrioni umani diventano ereditari, cioè passerebbero alle future generazioni.

E così un gruppo di biologi molecolari storici, alcuni dei quali avevano firmato già la moratoria sul Dna ricombinante quarant’anni fa, ha chiesto un’altra moratoria, oggi su questo nuova tecnica chiamata CRISPR/Cas9. Non si sono ricordati o non hanno imparato che l’allarme lanciato sul Dna ricombinante fu una delle cause per cui montò una sorta di panico pubblico verso l’ingegneria genetica.

Panico che in paesi culturalmente arretrati come l’Italia ancora paghiamo sotto forme di divieto per la ricerca e la coltivazione di ogm vegetali.

Ora, i cinesi hanno bellamente ignorato l’invito alla moratoria e hanno provato la tecnica su 86 embrioni umani portatori di beta talassemia, rimasti dopo fertilizzazioni che li rendevano non impiantabili.

Hanno fatto qualcosa di male? È vero che Science e Nature non hanno pubblicato i risultati dell’esperimento per motivi etici? Abbiamo scoperto che l’etica pubblica e quella medica in Cina sono diverse rispetto a quelle occidentali? Vogliamo ripetere gli psicodrammi vissuti con la nascita della prima bambina in provetta (1978) e di Dolly (1996), che non hanno alla fine provocato alcuna tragedia per l’umanità? Che cosa si potrebbe credibilmente fare di male o di bene con questa tecnica, sul piano di cambiamenti genetici che passerebbero alle future generazioni?

L’esperimento non è stato neppure inutile perché si è visto che l’efficienza dell’intervento è ancora molto bassa e che la tecnica introduce nuove mutazioni. Insomma è molto rischioso, quindi sarebbe criminale usarla su embrioni umani e non si deve consentire alcuna sperimentazione che lasci sviluppare gli embrioni sui quali sia stata applicata. Nel mondo liberale e democratico è molto facile da farsi.

Invece di chiedere moratorie generiche basterebbe mettere poche e chiare regole, che consentano comunque di proseguire la ricerca di base, perché solo studiando i limiti e le potenzialità di questo nuovo sistema di intervento biochimico sul genoma nei laboratori occidentali si riuscirà in qualche modo a dissuadere gli avventurieri dall’abusarne.

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Puntata del Maratoneta di sabato 2 maggio 2015

Luca Coscioni - Lun, 04/05/2015 - 11:18
Puntata del Maratoneta di sabato 2 maggio 2015Radio Radicale2 Mag 2015

In studio Mirella Parachini.

Ospite in studio Laura Harth, membro dell'Associazione Non c'è Pace Senza Giustizia.

Intervengono:

Marco Riccio, medico anestesista e rianimatore presso l'Ospedale di Cremona (Associazione Luca Coscioni);

Carlo Casonato, docente di diritto pubblico comparato, Università di Trento;

Marco Gentili, coordinatore della Regione Friuli Venezia Giulia e Co-Presidente dell'Associazione Luca Coscioni.

Riascolta la puntata:

Il Maratoneta
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Mostra fotografica sull'ass. Luca Coscioni - Santa Maria Nuova dall'8 al 10 maggio

Luca Coscioni - Lun, 04/05/2015 - 09:32
PoliticaData: Venerdì, 8 Maggio, 2015 - 18:00 to Domenica, 10 Maggio, 2015 - 20:00Città: Santa Maria Nuova (AN)Indirizzo: Torrione di via Porta LombardaOrganizzatore: Renato Biondini AllegatoDimensione MostraSMariaNuovaManifesto.pdf454.97 KB
Categorie: Radicali

Mostra fotografica sull'ass. Luca Coscioni - Santa Maria Nuova dall'8 al 10 maggio

Luca Coscioni - Lun, 04/05/2015 - 09:31
PoliticaData: Venerdì, 8 Maggio, 2015 - 18:00 to Domenica, 10 Maggio, 2015 - 20:00Città: Santa Maria Nuova (AN)Indirizzo: Torrione di via Porta LombardaOrganizzatore: Renato Biondini AllegatoDimensione MostraSMariaNuovaManifesto.pdf454.97 KB
Categorie: Radicali

Libera la #‎ricerca e tutela la #‎salute

Partito Radicale - Lun, 04/05/2015 - 00:03
04/05/2015

"Non arrestiamo la scienza. Liberiamo la ricerca sugli embrioni”. Questa la sintesi di una petizione dell’Associazione Luca Coscioni indirizzata a Parlamento e Governo italiano affinché presentino ed approvino le necessarie proposte legislative e regolamentari al fine di garantire la libertà di ricerca scientifica sugli embrioni umani. Tutti possono sottoscriverla (QUI).

Alcuni dei presupposti sui quali si fonda la petizione sono i seguenti: per la Carta dei diritti Fondamentali dell’Unione Europea “le arti e la ricerca scientifiche sono libere” (art.13); la Carta Costituzionale italiana proclama all’art. 9 “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica” e all'art. 33 “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”; la ricerca scientifica sulle cellule staminali è fondamentale per trovare cure contro malattie che in Italia colpiscono milioni di persone, e che a tal fine sono importanti i risultati di ogni tipo di ricerca condotta in modo serio e rigoroso: sulle staminali adulte, sulle staminali embrionali, sulle staminali riprogrammate e sulle staminali ottenute con le tecniche di trasferimento del nucleo cellulare (cosiddetta “clonazione terapeutica”); le ricerche sui diversi tipi di staminali (adulte, embrionali, riprogrammate, con trasferimento del nucleo cellulare) forniscono risultati preziosi rispettivamente anche per le ricerche sugli altri tipi di cellule; la Legge 40 del 2004 punisce con la reclusione da due a sei anni (più aggravanti) e multa da 50.000 a 150.000 euro, oltre che con la sospensione da uno a tre anni dall'esercizio professionale gli scienziati che realizzino, tra le altre cose “qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano”.

 

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Eutanasia legale: la Chiesa apre un dialogo con Max Fanelli

Luca Coscioni - Sab, 02/05/2015 - 16:50
Eutanasia legale: la Chiesa apre un dialogo con Max FanelliRenato Biondini2 Mag 2015Eutanasia

Comunicato stampa                  Ancona  2 maggio  2015 

Eutanasia legale: la Chiesa apre un dialogo con Max Fanelli

 

Grazie al senigalliese Massimo Fanelli, malato di SLA e alla sua compagna Monica Olioso, che nelle Marche e anche in Italia è stata rilanciata la battaglia politica  per l’eutanasia legale e  all’autodeterminazione nel fine vita.

 

Nonostante la sua malattia, con una mente lucidissima ma imprigionato nel suo corpo, con il sostegno di un gruppo di amici sotto lo slogan “Io sto con Max” Massimo Fanelli è riuscito con una serie di iniziative pubbliche a far conoscere il suo caso e a smuovere le coscienze. Pochi giorni fa, Max, ha anche ricevuto la visita di due parroci di Senigallia (don Giancarlo Giuliani e don Paolo Gasperini) confrontandosi con loro  sul tema del fine vita; dalla foto scattata a ricordo dell’incontro con i due sacerdoti che tengono in mano  le cartoline “Io sto con Max”  viene da pensare ad  una possibile apertura della  Chiesa verso il tema  dell’eutanasia legale.

 

Ci felicitiamo di questo successo ottenuto da Max Fanelli, sperando che questo sia l’inizio di un dibattito all’interno della Chiesa cattolica in Italia su questi temi, che la porti ad accettare anche l’eutanasia per quelle persone che trovandosi in particolari situazioni di grave malattia e di sofferenza vogliono poter autodeterminare la propria vita, scegliendo di morire con dignità e in modo legale. La Chiesa, se vuole il bene dei suoi fedeli, non deve restare prigioniera dei suoi dogmi e fondamentalismi, ma aprirsi al confronto e alle volontà dei malati gravissimi, che a causa delle loro sofferenze ritengono che la loro esistenza non sia più degna di essere vissuta.

 

 

 

Renato Biondini segretario cellula Coscioni di Ancona         


 

 

 

AllegatoDimensione ISCM02052015.pdf287.67 KB MaxFanelli30042015.jpg34.77 KB
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Risposta di Filomena Gallo alla proposta di candidatura in Regione Campania da parte di Vincenzo De Luca

Luca Coscioni - Sab, 02/05/2015 - 11:22
Risposta di Filomena Gallo alla proposta di candidatura in Regione Campania da parte di Vincenzo De LucaFilomena Gallo30 Apr 2015Politica

Dichiarazione Filomena Gallo, segretario Associazione Luca Coscioni soggetto costituente il Partito Radicale

Vorrei innanzitutto ringraziare Vincenzo De Luca per la inconsueta e, a mio avviso, molto significativa proposta di guidare una lista di sostegno alla sua candidatura in dichiarata e ufficiale alleanza con il Partito radicale. Questa proposta corrisponde a una rara presa in considerazione politica, nel panorama italiano, peraltro non nuova da parte di De Luca vista l’attenzione puntuale rivolta, per il suo programma politico, all’impegno di Aldo Loris Rossi.

Personalmente mi trovo in grossa difficoltà a corrispondere alla proposta di Vincenzo De Luca essendo impegnata da segretario dell'Associazione Luca Coscioni in importanti scadenze che proprio in questo periodo possono portare alla affermazione, attraverso iniziative politiche e giudiziarie, di fondamentali diritti civili che questo Paese ancora nega ai cittadini italiani, in particolare sul fronte della fecondazione assistita, della ricerca scientifica e delle decisioni di fine vita.

Tuttavia cercheremo di fare tesoro di questo importante riconoscimento fatto ai Radicali e alla mia persona e nei prossimi giorni tenteremo di valorizzare al massimo questa proposta strategica. In questo momento, però, per quanto riguarda la candidatura a me proposta, mi riservo di consultare Marco Pannella e i compagni Radicali.

Nella proposta Radicale, da decenni, le questioni geologiche relative al Vesuvio e non solo rappresentano dei temi centrali che insieme ad altri, sono sicura, ci porteranno ad una attenta e costruttiva riflessione per tentare di dare seguito alla proposta di Vincenzo De Luca.

Questa la proposta di Vincenzo De Luca:

“Ho chiesto agli amici radicali d’impegnarsi in prima persona nella battaglia elettorale per dare un governo di svolta e profondo cambiamento nella regione Campania. Mi auguro che l’invito venga raccolto per dare seguito concreto agli obiettivi comuni di cui abbiamo discusso di recente con Marco Pannella ed i suoi collaboratori”. Così il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania, Vincenzo De Luca.
“In particolare sarebbe per noi molto significativo se personalità da anni legate alle battaglie radicali sui temi dei diritti civili accettassero di candidarsi nelle liste di programma a mio sostegno. Ho proposto agli amici radicali d’impegnare una figura autorevole e stimata come Filomena Gallo alla guida della Lista Campania Libera in provincia di Napoli. Confido che nelle forme da loro ritenute più opportune, gli amici radicali siano comunque al nostro fianco in queste elezioni regionali”, conclude.

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Cremona, processo Tamoil. Il comune si costituirà parte civile in appello?

Radicali Italiani - Ven, 01/05/2015 - 21:01
01/05/15

Dichiarazione di Gino Ruggeri, segretario dell'Associazione Radicale Piero Welby:

Il Comune di Cremona incassa un milione, senza aver fatto nulla, anzi con atteggiamento inizialmente contrario (Giunta Perri) e poi attendista (Giunta Galimberti).

Non è superfluo ricordare che questo milione di euro è stato versato da Tamoil a titolo di provvisionale (ovvero come acconto) per il risarcimento dei danni patrimoniali e di immagine al Comune ed è dovuto alla sentenza emessa il 18 luglio scorso dal Giudice Guido Salvini.

Nel processo 'madre' a carico dei manager Tamoil il Comune non si era costituito parte civile e, se non fosse stato per quel manipolo di radicali testardi e coraggiosi, non avrebbe incassato nulla.

Invece grazie all’Azione popolare, istituto previsto dal Testo unico sugli enti locali, il sottoscritto si è costituito in luogo del Comune e, a spese e rischio propri, ha difeso la cittadinanza cremonese.

Un grande grazie agli avvocati Giuseppe Rossodivita e Alessio Romanelli, all’ing. Gianni Porto, geologo esperto in bonifiche escluso dall’Osservatorio Tamoil, e a Maurizio Turco, deputato radicale dal 2008 al 2013 nella nostra circoscrizione. Ora riprendiamo la lunga attesa per conoscere le decisioni della Giunta Galimberti sulla costituzione di parte civile nel processo di appello e per il riconoscimento dell'intero danno subito. 

Siamo fiduciosi. Se il Comune ci affiancherà nel processo, i prossimi potenziali inquinatori saranno informati che a Cremona il rispetto della legge e dell’ambiente è difeso non solo da un singolo cittadino, ma anche dalle istituzioni, non più pavide e conniventi.

Auspichiamo infine che da oggi possa iniziare una nuova storia e che le istituzioni pubbliche, i soggetti politici, imprenditoriali e sindacali sappiamo finalmente operare per il bene della collettività, per la difesa dell'ambiente e della salute pubblica.

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Sostieni insieme a noi l'iniziativa #IoStoConMax per l'Eutanasia Legale

Luca Coscioni - Ven, 01/05/2015 - 17:13
Sostieni insieme a noi l'iniziativa #IoStoConMax per l'Eutanasia LegaleAssociazione Luca Coscioni24 Apr 2015Eutanasia

Da qualche mese il Comitato #IoStoConMax ha avviato una forte campagna di informazione e sensibilizzazione sui temi legati al fine-vita, dal Testamento Biologico all'eutanasia legale. 

Abbiamo fatto degli enormi passi avanti, ma la strada è ancora lunga e necessita di tutto il vostro appoggio, sostegno e solidarietà, affinché i gruppi parlamentari di Camera e del Senato mettano finalmente in agenda la discussione della legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni, che giace in Parlamento dal Settembre 2013.

Per raggiungere questo scopo, il Comitato ha avviato una nuova iniziativa alla quale, attraverso questo evento Facebook, vi invitiamo ad aderire numerosi.

In cosa consiste l'iniziativa?

Sono state create delle cartoline postali che potete tutti comodamente scaricare in formato PDF qui sotto.

Volendo queste cartoline possono anche essere richieste in quantità minima di 50pz. all'inidirizzo mail iostoconmax@gmail.com

Vi verranno recapitate a casa gratuitamente.

Stiamo inoltre aprendo dei punti di ritiro e raccolta di queste cartoline, in diverse città italiane. Per ora i punti sono:

- Edicola Quilly’s 
Lungomare Dante Alighieri 11/bis 
SENIGALLIA (AN)

- Mail Boxes Etc.
V.le della Vittoria, 15 
JESI (AN)

- "Punto Natura" di Roberto Fanelli
Via Mameli, 14 
FALCONARA MARITTIMA (AN)

- "Cartoleria Soleluna" 
Via XXVI Aprile, 31 
LUGAGNANO DI SONA (VR)

- "Associazione Luca Coscioni" - Partito Radicale
Via di Torre Argentina, 76
00186 Roma (RM)

Una volta che avrete in mano la vostra cartolina, potete già scattarvi una foto e condividerla con noi su questo evento e sul vostro profilo. Questo semplice gesto sarà già un'importante testimonianza della vostra vicinanza a Max e alla nostra battaglia.

ATTENZIONE, potete fare di più, e meglio! 
Potete firmare o scrivere un breve messaggio di solidarietà sulla vostra cartolina per Max, e spedircela all'indirizzo:

Massimo Fanelli
Strada del Castellaro 84/L
Castellaro di Senigallia AN
60019

Tutte le vostre cartoline verranno raccolte, per essere poi consegnate direttamente ai Presidenti di Camera e Senato, affinché sollecitino i parlamentari a discutere la legge.

Questo vostro piccolo impegno, le vostre firme, i vostri messaggi e la vostra partecipazione, daranno forza alla nostra causa.

AllegatoDimensione Cartolina Fronte.pdf5.77 MB Cartolina Retro.pdf418.5 KB
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GLI 85 ANNI DI MARCO PANNELLA: SABATO 2 MAGGIO, FESTA DI COMPLEANNO IN SEDE

Radicali Italiani - Ven, 01/05/2015 - 15:19
01/05/15

Sabato 2 maggio '15, a partire dalle ore 15.00, la sede del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito (Roma, Via di Torre Argentina 76) sarà aperta a tutte e a tutti per festeggiare gli 85 anni di Marco Pannella.

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Gli 85 anni di Marco Pannella: Il 2 maggio festa di compleanno aperta a tutti

Radicali Italiani - Ven, 01/05/2015 - 15:16
01/05/15

Sabato 2 maggio, a partire dalle ore 15.00, nella storica sede del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito a Roma, in via di Torre Argentina 76, festeggeremo con gli amici gli 85 anni di Marco Pannella. L’evento è aperto a tutti.

Fra gli altri, hanno preannunciato di voler personalmente fare gli auguri a Marco Pannella, l’ex Ministro degli Esteri Giulio Terzi, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sandro Gozi, l’on. Eleonora Bechis di Alternativa libera, il vignettista Vincino disegnatore di centinaia di vignette su Marco Pannella, l’attore Alberto Gimignani e Ambrogio Crespi, autore del filmato “Marco Pannella, la storia di un uomo, la vita di un paese”.

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Intervista a Rita Bernardini chiesta (e non pubblicata) sui Cannabis Social Club e sulla coltivazione della marijuana come atto di disobbedienza civile

Radicali Italiani - Ven, 01/05/2015 - 12:45
01/05/15

Intervista chiesta e non pubbicata da Stefano Armanasco per Freeweed, alla segretaria di Radicali Italiani Rita Bernardini.

 

Rita Bernardini, cosa ti spinge a coltivare cannabis sul tuo terrazzo?

Questa è una nuova fase della mia ventennale “radicale” disobbedienza civile per la legalizzazione dei derivati della cannabis. Questa è la quarta coltivazione della nuova fase espressamente dedicata alla marijuana terapeutica: il primo raccolto l’ho distribuito in Piazza Montecitorio (2012), il secondo a Foggia ai malati dell’associazione LapianTiamo (2014), il terzo al Congresso di Radicali Italiani (2014), il prossimo (oltre 50 piante) sempre ai malati che non riescono ad accedere ai farmaci cannabinoidi, nonostante la legge lo preveda da 8 anni.

La persona che mi ha mosso, potrei meglio dire commosso, è Andrea Trisciuoglio che è arrivato dritto al mio cuore facendomi riprendere quelle disobbedienze che avevo sospeso da alcuni anni. Ho una bella carriera criminale, sa? E ho per complici un altro delinquente incallito come Marco Pannella e una splendida signora, Laura Arconti, che fra pochi giorni compirà novant’anni, radicale fin dentro il midollo e di una lucidità sorprendente.

Mi viene spesso in mente l’immagine di una famiglia serena distrutta da uno stato criminale sol perché il capofamiglia, Aldo Bianzino, coltivava nella sua campagna sull'appennino vicino Città di Castello marijuana per il suo uso privato. Scaraventato nelle patrie galere ne è uscito “morto ammazzato” dopo poche ore, lasciando nella disperazione la madre, la moglie e il giovane Rudra che continua a lottare nonostante sia rimasto praticamente solo perché dopo la morte del padre, morirono di dolore a poca distanza di tempo sia sua madre che sua nonna. Le vittime, in questo come in altre decine di migliaia di casi, non le ha provocate la marijuana ma il proibizionismo su di essa.

Secondo te per quale motivo non viene perseguita penalmente, rendendo vana la sua disobbedienza civile?

Non lo fanno con Pannella e non lo fanno con me che sono stata deputata e attualmente Segretaria di un partito. Preferiscono, vigliaccamente, accanirsi contro i coltivatori domestici di poche piante in vaso: se è ancora vigente quel principio costituzionale (peraltro assurdo) dell’obbligatorietà dell’azione penale, dovrebbero precipitarsi a schiaffarci in galera e avrebbero dovuto farlo da qualche decennio a questa parte, ma preferiscono violare loro la legge pur di non destare clamore e aprire il dibattito in un paese pronto a sostenere l’opzione antiproibizionista. Per le precedenti disobbedienze civili nessuna tv italiana mi ha intervistata mentre la Cnn ha realizzato un magnifico servizio. Già perché i “vigliacchi di regime” non sono pochi, se la quasi unanimità dei media è arrivata persino a censurare la Direzione Nazionale Antimafia nel momento in cui si è espressa, all’inizio di quest’anno, chiarissimamente per la legalizzazione dei derivati della cannabis….

Hai mai pensato di prendere in carico le denunce che quotidianamente vengono ricevute dai cittadini che coltivano per uso personale?

Ho consigliato a tutti, nel momento in cui vengono “pizzicati” per una modesta coltivazione domestica, di dire alle Forze dell’ordine che hanno preso esempio dai radicali, da Rita Bernardini, e che anche loro partecipano alla disobbedienza civile.

Ha mai pensato di spostare il luogo di coltivazione al di fuori della sua abitazione e prendere in carico la denuncia che ne seguirebbe?

Non comprendo il senso della domanda: dove dovrei coltivarla, nel terreno altrui facendo passare i guai all’ignaro proprietario? O in un terreno demaniale? Il significato nonviolento della disobbedienza civile è altro, mi perdoni: ci si assume la responsabilità di ciò che si mette in atto per denunciare leggi irragionevoli come quelle proibizioniste.

Ultimamente si sente molto parlare di CSC, ossia Cannabis Social Club, puoi spiegarci cosa sono i CSC per Rita Bernardini?

Andiamo al sodo :-)

Tu sei Presidente dell'Ass. LaPiantiamo che nel proprio nome utilizza la parola CSC, ma sviluppa una politica dedicata esclusivamente ai malati. Puoi spiegare il perché di questa scelta e perché non utilizzare un nome che rispecchi il vostro reale obiettivo?

Io sono stata nominata Presidente d’Onore dell’associazione LapianTiamo e ne sono orgogliosa. Non sono “ancora” malata (meglio precisare), ma trovo doveroso, oltre che piacevole, dare una mano a queste persone (per lo più giovani) che, curandosi con la cannabis, hanno ritrovato il sorriso e una qualità della vita decisamente migliore.  

Però mi sfugge il senso della sua domanda: c’è qualche legge che vieti l’utilizzo dell’acronimo CSC se il club prevede che a consumare la marijuana siano malati che la usino per curarsi?

Poi che io, da radicale, sia antiproibizionista a tutto campo, non credo che si possa mettere in dubbio non solo per il mio curriculum “criminale” ma anche perché sto per riprendere il mio sciopero della fame per richiedere, oltre all’amnistia e all’indulto tradizionali, anche un’amnistia speciale per i reati legati alle sostanze stupefacenti leggere.

Lo scorso anno l'associazione LaPiantiamo ha fondato la Esile srl, con l'intento di produrre e vendere cannabis per i pazienti che la necessitino, obiettivo che si discosta anch'esso dal significato intrinseco nella parola CSC. Puoi spiegarci la motivazione che vi ha spinto a questa scelta e se la ritieni coerente con le politiche di distribuzione noprofit dei reali CSC?

L’associazione LapianTiamo è riuscita a far approvare dalla Regione Puglia una legge straordinaria sulla cannabis terapeutica che prevede la produzione regionale anziché l’importazione dall’estero o la produzione “statale” come oggi avviene con l’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze. Cosa c’è di male a promuovere una S.r.l. che contribuisca alla produzione regionale sotto il diretto controllo dei malati e con la collaborazione di medici e scienziati che promuovano anche la ricerca nel settore? Mi chiedo se a qualcuno non dia fastidio il fatto che il progetto-pilota preveda costi accessibilissimi: 1,55 euro al grammo per le infiorescenze! La srl è cosa “altra” dal CSC LapianTiamo.

Non credi che usare un nome che non rispecchi le reali intenzioni di una associazione possa creare ulteriore confusione nelle persone? Soprattutto andando a vanificare il lavoro delle associazioni che ogni giorno lottano per fare passare l'informazione corretta su ciò che sono i CSC?

Soffro a constatare che ci si divide quando gli obiettivi sono comuni, e quando si fa di tutto per polemizzare e limitare le potenzialità degli altri. In cosa vanificherebbe il vostro impegno l’opera di LapianTiamo? In niente! Guardiamoci bene intorno: i nemici sono altrove e se tardiamo a rendercene conto quei nemici faranno passare ancora molto tempo prima di arrivare alla strada – ormai obbligata – della legalizzazione.

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Torino, Primo maggio. Radicali in piazza per raccogliere firme per consentire ai cittadini di depositare il testamento biologico all’asl.In Friuli già lo fanno, lo si faccia anche in Piemonte

Radicali Italiani - Gio, 30/04/2015 - 22:12
30/04/15

Con Legge regionale 13 marzo 2015, n. 4 il Friuli-Venezia Giulia ha istituito il “registro regionale per le libere dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario (DAT)”, altrimenti detto “testamento biologico”. In base a tale legge. i cittadini friulani possono depositare il proprio testamento biologico presso la loro Azienda sanitaria locale; le DAT saranno registrate sulla tessera sanitaria personale.

Domani, l’Associazione radicale Adelaide Aglietta e l’U.A.A.R. (Unione Atei Agnostici Razionalisti) terranno un tavolo a Torino, in Piazza San Carlo (dalle 10 alle 13, accanto al monumento, se piove sotto i portici lato Banco San Paolo), per raccogliere le firme dei partecipanti al corteo del Primo Maggio su una petizione che richiede al Consiglio Regionale del Piemonte di votare una legge analoga a quella approvata in Friuli.

Giulio Manfredi e Igor Boni (segretario e presidente Associazione Aglietta):

Sull’impulso di una petizione popolare promossa dall’Associazione radicale Adelaide Aglietta, il Consiglio Comunale di Torino istituì cinque anni fa il “registro dei testamenti biologici”; registri analoghi sono stati istituiti anche nei comuni di Alba, Baveno, Borgo San Dalmazzo, Cesara, Prarolo, San Francesco al Campo, San Mauro, Torre Pellice, Villadossola (dati forniti dall’ Associazione Luca Coscioni). Recentemente il consigliere comunale radicale Silvio Viale ha proposto che il registro di Torino sia esteso all’intera Città Metropolitana di Torino.

È, comunque, evidente che in una regione come il Piemonte, con le sue 1.206 amministrazioni comunali, è praticamente impossibile assicurare la presenza di un registro in ogni comune; occorre, inoltre, permettere che tale possibilità sia garantita a tutti i cttadini piemontesi, con le stesse modalità, le più semplici possibili. La legge regionale del Friuli è il classico uovo di Colombo: consente a tutti i residenti o domiciliati in quella regione, nessuno escluso, di depositare il proprio testamento biologico presso l’istituzione naturale, vista la materia, l’azienda sanitaria locale. Un sistema semplice, senza controindicazioni, senza costi aggiuntivi eccessivi.

A proposito di costi, il Friuli è già la “Regione modello di risparmio” rispetto ai fondi pro capite assegnati alle ASL: in media ogni friulano ha avuto a disposizione 1.022 euro nel 2011-2012, ogni piemontese 2.037 euro, chi vive in provincia di Bolzano addirittura 2.421 euro; la media italiana è pari a 1.444 euro (fonte: Laboratorio Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere). Speriamo che il Friuli diventi la “regione modello” anche rispetto all’affermazione del diritto civile riguardante le scelte di fine vita dei cittadini.

A questo proposito, non possiamo non denunciare il silenzio e l’ignavia del Parlamento Italiano, che continua a non discutere la proposta di legge di iniziativa popolare “Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni, depositata in Parlamento nel settembre 2013 (20 mesi fa!) e sottoscritta da ben 67.000 cittadini (divenuti ora quasi 100.000 sul sito www.eutanasialegale.it).

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Filomena Gallo risponde alla proposta di Vincenzo De Luca

Radicali Italiani - Gio, 30/04/2015 - 20:49
30/04/15

Dichiarazione Filomena Gallo, segretario Associazione Luca Coscioni soggetto costituente il Partito Radicale:

"Vorrei innanzitutto ringraziare Vincenzo De Luca per la inconsueta e, a mio avviso, molto significativa proposta di guidare una lista di sostegno alla sua candidatura in dichiarata e ufficiale alleanza con il Partito Radicale. Questa proposta corrisponde a una rara presa in considerazione politica, nel panorama italiano, peraltro non nuova da parte di De Luca vista l’attenzione puntuale rivolta, per il suo programma politico, all’impegno di Aldo Loris Rossi".

"Personalmente mi trovo in grossa difficoltà a corrispondere alla proposta di Vincenzo De Luca essendo impegnata da segretario dell'Associazione Luca Coscioni in importanti scadenze che proprio in questo periodo possono portare alla affermazione, attraverso iniziative politiche e giudiziarie, di fondamentali diritti civili che questo Paese ancora nega ai cittadini italiani, in particolare sul fronte della fecondazione assistita, della ricerca scientifica e delle decisioni di fine vita".

"Tuttavia cercheremo di fare tesoro di questo importante riconoscimento fatto ai Radicali e alla mia persona e nei prossimi giorni tenteremo di valorizzare al massimo questa proposta strategica. In questo momento, però, per quanto riguarda la candidatura a me proposta, mi riservo di consultare Marco Pannella e i compagni Radicali".

"Nella proposta Radicale, da decenni, le questioni geologiche relative al Vesuvio e non solo rappresentano dei temi centrali che insieme ad altri, sono sicura, ci porteranno ad una attenta e costruttiva riflessione per tentare di dare seguito alla proposta di Vincenzo De Luca".

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Corte Costituzionale. Fecondazione, Pannella e Bernardini: Ritardo decisione legato a fiducia Governo?

Radicali Italiani - Gio, 30/04/2015 - 17:43
30/04/15

Dichiarazione Marco Pannella e Rita Bernardini, rispettivamente Presidente del Senato del Partito Radicale e Segretario di Radicali Italiani:

"Oggi un nuovo deposito in Corte Costituzionale di importanti decisioni, ma non c’è la decisione sulla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita".

"Come mai i giudici  della Corte Costituzionale ancora non si sono pronunciati sui dubbi di legittimità costituzionale sollevati dal Tribunale di Roma in merito al divieto di accesso per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche alle tecniche di fecondazione assistita, come previsto dalla legge 40 del 2004?".

"Certo, per legge hanno un anno di tempo dall’ arrivo del caso alla Consulta per emettere la sentenza - la scadenza dunque è prevista per il 14 maggio -, il rinvio potrebbe avere ragioni tecniche, con una Corte sottodimensionata (13 giudici invece che 15) e altre decisioni importanti in agenda, come quella sulla legge elettorale europea (incostituzionalità della soglia del 4 per cento). Tuttavia ci potrebbero essere giochi di palazzo dietro questo ritardo: barricate clericali in trincea per far valere principi ideologici oppure il tentativo di non mettere in imbarazzo un Governo e un Parlamento indifferenti fino ad ora alle libertà civili e al diritto alla salute dei cittadini. Forse siamo dinanzi ad una attesa strategica: attendere che il Governo finisca di porre la fiducia sulla nuova legge elettorale in un Parlamento in bilico. Proprio questo Governo non si è costituito dinanzi la Corte Costituzionale tramite l’avvocatura di Stato su questo divieto condannato già dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel 2012 per violazione dell’art. 8 della Carta Edu".

"Sarebbe inopportuno che la Corte, forse con una sentenza già scritta, attendesse a renderla nota in un rapporto di dipendenza con i lavori parlamentari. Sicuramente la Corte Costituzionale ha un rapporto di relazione con gli altri tre poteri, se pensiamo alle conseguenze di una dichiarazione di illegittimità di una legge dello Stato - pensiamo ad esempio alla dichiarazione d’incostituzionalità della legge elettorale italiana, all’abrogazione di parti della Fini-Giovanardi, ma anche alla cancellazione del divieto di eterologa della legge 40 meno di un anno fa".

"Tuttavia ciò è ben diverso dal procrastinare la pubblicazione di una decisione per non scomodare gli equilibri di potere".

"Ci sono delle famiglie che aspettano, che hanno chiesto a questi giudici di far rispettare il principio di uguaglianza per l’accesso a tecniche mediche per garanzia di salute".

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Rifiuti, Radicali: vigileremo passo passo su ecodistretti, Zingaretti esca finalmente da immobilismo

Radicali Italiani - Gio, 30/04/2015 - 17:01
30/04/15

Dichiarazione di Riccardo Magi, consigliere comunale a Roma e presidente di Radicali Italiani, e di Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma:

Detto che la diffidenza dei cittadini nei confronti dei cosiddetti "ecodistretti" è da attribuire ai disastri che la partitocrazia ha prodotto in tema di rifiuti negli ultimi quindici anni, appare chiaro come l’impiantistica presente nel territorio romano sia del tutto inadeguata rispetto all’intero ciclo: tant’è che l’AMA, e di conseguenza tutti i cittadini della Capitale, pagano decine e decine di milioni di euro per portare la spazzatura fuori dalla Regione Lazio.

Ebbene, da quanto si apprende i progetti dell’Azienda non riguarderebbero né l’individuazione di nuove discariche né la costruzione di inceneritori, ma impianti di recupero di materia a basso impatto ambientale. Premesso che seguiremo passo dopo passo l’iter autorizzativo di questi ecodistretti, non possiamo che dare atto all’amministratore Marino di avere le idee chiare sul da farsi. Chi invece appare immobile, soprattutto dopo il tentativo fallito della Falcognana, è la Regione Lazio: Zingaretti, infatti, ancora non ha presentato un nuovo piano rifiuti, tenendo in vita, almeno sulla carta, quello anacronistico a firma Polverini. Su questo urge rammentare ai più distratti che nell’ottobre del 2014 l’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea anche perché la Regione Lazio non ha creato una rete integrata ed adeguata di impianti per la gestione dei rifiuti, tenendo conto delle migliori tecniche disponibili. Codesta violazione degli obblighi comunitari è ancora pendente, tant'è che la procedura di infrazione 2011_4021 non risulta ancora chiusa.

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«Laici e cattolici contro le povertà» - Si può e deve, umanizzando la società

Luca Coscioni - Gio, 30/04/2015 - 11:52
«Laici e cattolici contro le povertà» - Si può e deve, umanizzando la societàAvvenire30 Apr 2015Carlo Troilo, Marco Tarquinio

Caro direttore,

 l`Italia è fra i dieci Paesi più ricchi e industrializzati del mondo. È ai primissimi posti nell`export mondiale in molti settori, dall`agroalimentare alla meccanica strumentale alla moda.

Nel 2013 ha importato oltre 5 milioni di bottiglie di champagne, di cui è da sempre uno dei primi consumatori. Nello stesso anno i romani da soli hanno comprano più auto Smart di tutti i francesi.

Ma c`è un`altra realtà, riassumibile in pochi dati emblematici. Poveri: otto milioni. Disoccupati totali o parziali: sette milioni. Disabili: tre milioni. Malati di Alzheimer e altre forme di demenza: un milione. Naturalmente molti di questi dati si sovrappongono fra loro (un disoccupato è molto probabilmente povero, un disabile è quasi sempre disoccupato, ecc.).

Ma, al tempo stesso, per ognuno di questi cittadini diseredati c`è un moltiplicatore: ad esempio, sono da due a quattro le persone che devono farsi carico dei problemi di un disabile o di un malato di Alzheimer.

E il costo per accudirli non solo pesa sul presente (aumenta, con il crescere delle demenze, il numero dei familiari con gravi stati di depressione), ma compromette anche il futuro: sono sempre più numerosi i figli che per mantenere i genitori malati di Alzheimer o collocarli in una casa di riposo devono vendere - e dunque svendere - la nuda proprietà delle case di famiglia, che spesso costituirebbe anche la loro unica eredità. Dunque, i numeri fanno paura.

Circa un terzo della popolazione italiana ha problemi gravi. E questa situazione, in mancanza di rimedi, è destinata a peggiorare con l`aumento della longevità, cui solo di rado si accompagnano buone condizioni di salute. A questi milioni di italiani dobbiamo poi aggiungere - perché ce lo impongono la geografia, la storia e la umana pietà - i disperati che dalle coste dell`Africa vengono a morire nel nostro mare o, se sopravvivono, a cercare di vivere nel nostro Paese o in un`altra parte d`Europa.

Politici e partiti non possono ignorare questa realtà. Eppure si comportano come se non esistesse: lo dimostra la lettura dei programmi politici e/o elettorali. Che cosa condiziona la possibilità di far fronte a problemi di questa enorme complessità? Da un lato, la mancanza di cultura e di volontà politica; dall`altro, la scarsità di risorse economiche.

Eppure in Europa qualcosa si muove: cito per tutti la assicurazione obbligatoria che in Germania, con il consenso dei sindacati, copre dal rischio di nascere o divenire disabili e il piano nazionale francese per consentire ai malati di Alzheimer di restare nelle proprie case, non aggravando la situazione del sistema sanitario. È chiaro comunque che fantasia e capacità di proposta politica non possono bastare senza adeguate risorse.

Queste risorse si possono trovare in molti campi. E esigenza primaria, per motivi morali oltre che economici, è quella di recuperare parte dei 200 miliardi sottratti alle esigenze della comunità dagli evasori fiscali (150 miliardi) e dai professionisti della corruzione (altri 50 miliardi; e qui va riconosciuto l`impegno del governo). Somme cui vanno aggiunte le risorse ingenti che potrebbero venire da una rigorosa attuazione delle tante spendig review di cui si ha saltuariamente notizia.

Gli esponenti politici sensibili dovrebbero assumere questi problemi come cuore di un nuovo programma. È un terreno, quello della solidarietà, su cui potrebbero felicemente collaborare la cultura dei cattolici, che ha la storia più lunga del mondo, e quella dei laici progressisti, che affonda le sue radici nel pensiero e nella azione del socialismo umanitario. Cominciamo come si può. Magari giungendo a promuovere "Gli stati generali della equità sociale e della solidarietà".

Carlo Troilo Associazione Luca Coscioni

Trovo molto interessante analisi e conclusioni, caro Troilo.
E considero utile e opportuna l`evocazione-proposta di «stati generali dell`equità sociale e della solidarietà».

Anche a mio parere sarebbe necessario arrivare presto a una grande iniziativa che aiuti a illuminare le scelte della politica italiana attraverso il confronto con il vitale mondo delle esperienze "dal basso" di welfare sussidiario e con le pratiche e le soluzioni sperimentate in alcune nostre realtà locali e in altre nazioni.

Non siamo all`anno zero, grazie anche al generoso impegno di quanti - laici e cattolici - hanno già dato vita all`Alleanza contro la povertà, ma c`è tanto lavoro da fare. La nostra è una società che effettivamente si va facendo sempre più "anziana", "globale" e caratterizzata da distanze siderali tra grandi ricchi e vecchi e nuovi poveri.

Tutte le persone, in ogni fase della vita e qualunque condizione sperimentino, sono sempre una ricchezza non un problema. Ma i problemi delle persone esistono, eccome. So che le difficoltà, le insidie, le sirene fuorvianti e "distruttrici" sono parecchie. Ma so anche che ci sono strade da percorrere insieme per dare risposta a questi stessi problemi, umanizzando sempre più, in senso cristiano e civile, il nostro vivere assieme.

Mi auguro di cuore che sia possibile. Un dibattito al quale tu e io, assieme all`ex direttore dell'Espresso Bruno Manfellotto, abbiamo recentemente partecipato a Radio Radicale mi fa sperare in questo senso.

Mi fa dubitare, invece, il fatto che altri membri della tua Associazione, gentile collega, abbiano preso cappello e - fedeli a duri tic polemici - ci abbiano attaccato in modo molto aspro per il semplice fatto che su queste pagine si è parlato bene di un certo lavoro scientifico sulle staminali adulte, sottolineandone valore etico ed efficacia nel servizio alla vita umana.

Ma preferisco stare alle tue parole, alla lucida passione umanitaria che le anima e alla prospettiva che dischiudono. Credo che gli "umanesimi positivi" possano incontrarsi e debbano cooperare, e credo che il loro fine comune sia quello che non ci stanchiamo di indicare: amare e rispettare la vita soprattutto quando è più vulnerabile, scongiurando le azioni tese a "mettere le mani sull`uomo e sulla donna", l`indebolimento della persona umana e delle sue relazioni forti, la mortifera riduzione a cosa e a merce dei poveri, dei fragili, dei senza voce, degli invisibili.

In prima pagina, proprio oggi, con l`editoriale di Assuntina Morresi torniamo a ragionare su un aspetto emblematico dello sfruttamento dei poveri: la colonizzazione dei corpi stessi delle donne povere. Lo facciamo con dolore, ma senza alcuna rassegnazione.

Non si tratta di ferite solo dei poveri e solo "nostre", sono ferite di tutti. E a ognuno di noi spetta una parte di buon lavoro (e di buona coscienza) per sanarle.

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