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Marcello Crivellini presenta il libro "Sanità e salute: due storie diverse"

Luca Coscioni - Mer, 09/04/2014 - 16:36
Sanità

Venerdì 9 maggio 2014 ore 18.00
 
Libreria "Il Catalogo",
via Castelfidardo 58/60 Pesaro

Presentazione del libro
"Sanità e salute:
due storie diverse"

con l'autore Marcello Crivellini
Docente di Analisi e Organizzazione di Sistemi Sanitari al Politecnico di Milano, membro di Direzione dell'Associazione Luca Coscioni

Ne parlano con l'autore:
- Matteo Ricci, candidato a Sindaco di Pesaro del centrosinistra
- Roberta Crescentini, candidata a Sindaco di Pesaro del centrodestra

Coordina l'incontro Ruggero Fabri
Associazione Luca Coscioni Pesaro

Contatti: lucacoscioni.pesaro@gmail.com
Ruggero Fabri, cell. 335 7621584 

Data: Venerdì, 9 Maggio, 2014 - 18:00Città: PesaroIndirizzo: via Castelfidardo, 58/60Organizzatore: Associazione Luca Coscioni Pesaro AllegatoDimensione 9 maggio.pdf189.5 KB
Categorie: Radicali

S.I.S.Me.R. plaude al pronunciamento della Corte Costituzionale

Luca Coscioni - Mer, 09/04/2014 - 16:03
S.I.S.Me.R. plaude al pronunciamento della Corte Costituzionale S.I.S.Me.R. – Società Italiana Studi di Medicina della Riproduzione9 Apr 2014Fecondazione eterologa

A seguito dei ricorsi presentati da numerose coppie di pazienti, la Corte Costituzionale si è pronunciata oggi sancendo l’incostituzionalità del divieto di applicazione delle tecniche di fecondazione eterologa previsto dalla Legge 40/2004.Tali tecniche, che prevedono il ricorso a ovociti e spermatozoi di donatori e che sono ormai applicate nella maggior parte dei Paesi in modo efficace e sicuro, erano eseguite routinariamente anche in Italia fino al 2004, quando sono state vietate dalla Legge 40/2004, una delle normative più restrittive al mondo in materia di procreazione assistita. All’introduzione di questo divieto, è seguito un esodo di cittadini italiani bisognosi di questo tipo di trattamento verso Paesi stranieri in cui esso era permesso, con tutti i rischi ed i costi connessi.Il pronunciamento della Corte Costituzionale, che segue numerose altre sentenze, di cui la più importante è la 151/2009 che aboliva il divieto di generare e trasferire un massimo di tre embrioni indipendentemente dalle caratteristiche dei singoli pazienti, segna il definitivo smantellamento di una normativa anacronistica e basata su posizioni ideologiche più che sul perseguimento delle migliori opzioni diagnostiche e terapeutiche per i pazienti affetti da infertilità.“Il pronunciamento odierno della Corte Costituzionale demolisce definitivamente l’attuale impianto della Legge 40/2004, rendendo necessaria ed urgente una drastica revisione di questa normativa.” dichiara il Dr. Luca Gianaroli, Direttore Scientifico della Società Italiana Studi di Medicina della Riproduzione (S.I.S.Me.R.). “Dopo 10 anni di lotte e di sofferenza, durante i quali però non abbiamo mai perso la speranza, abbiamo finalmente assistito al riconoscimento delle nostre ragioni e siamo nuovamente in grado di fornire ai pazienti che ne hanno necessità itrattamenti più efficaci e sicuri attualmente disponibili.”“Contrariamente a quanto affermato dai sostenitori della Legge 40/2004,” prosegue il Dr. Gianaroli “l’abolizione di questo divieto non porterà al tanto paventato “Far West della provetta”, ma ridurrà anzi i rischi perché le coppie potranno eseguire i trattamenti nel loro Paese di origine dove potranno ricevere maggiori tutele e dove sarà garantita loro una maggiore trasparenza. ““Questo verdetto segna la fine dell’odiosa discriminazione dei pazienti infertili attuata dalla Legge 40 e riafferma con veemenza la tutela del diritto a ricevere cure adeguate alla propria patologia.”“Ora” conclude il Dr. Gianaroli “è necessario che, prendendo spunto da quanto fatto fino al 2004 e dalle esperienze in atto negli altri Paesi, legislatori ed esperti nel campo della Procreazione assistita collaborino attivamente alla redazione di una normativa chiara e in linea con le attuali conoscenze mediche e scientifiche che ponga nuovamente al centro gli interessi dei pazienti.” 

Categorie: Radicali

Fecondazione: per l'eterologa basta viaggi all'estero

Luca Coscioni - Mer, 09/04/2014 - 15:46
Fecondazione: per l'eterologa basta viaggi all'esteroFederica Casadei, Teresa Bilotti e Laura Pisano9 Apr 2014Fecondazione eterologa

Dichiarazione di Federica Casadei,  Teresa Bilotti e Laura Pisano rispettivamente associazione Cerco un bimboAmica Cicogna e L'altra cicogna Dal 2004 abbiamo sempre sostenuto le coppie che si sono rivolte alle nostre associazioni, finalmente un divieto vergognoso nel nostro ordinamento è stato cancellato e tante coppie potranno accedere in Italia a tecniche con donazione di gameti. In questi anni molte coppie hanno dovuto rinunciare al desiderio di famiglia per una legge ideologica senza fondamento scientifico che ha  creato un danno irrisarcibile a tante persone. 

Comunicato stampa

Stefano Stefani - Presidente associazione Liberididecidere

Dichiarazione di Stefano Stefani, presidente dell’associazione Liberididecidere.

Abbiamo deciso di assistere le coppie che ancora oggi a causa della legge 40/04 devono recarsi all’estero per provare ad avere un bambino.

La decisione del tribunale di Firenze che solleva il dubbio di costituzionalità sul divieto di eterologa di cui alla legge 40/04 ha visto il nostro intervento insieme ad altre associazioni nel procedimento.

Speriamo che presto la legge sulla procreazione medicalmente assistita italiana sia solo un brutto ricordo, nel frattempo con la nostra associazione insieme alle associazioni Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, Cerco un bimbo, L’altra cicogna, Amica Cicogna e la con le coppie e la forza del diritto azioneremo tutti gli strumenti idonei per cambiare la legge sulla procreazione assistita sugli ultimi divieti rimasti:

 

Categorie: Radicali

La Corte Costituzionale non discrimina le coppie infertili

Luca Coscioni - Mer, 09/04/2014 - 15:35
La Corte Costituzionale non discrimina le coppie infertiliCecos Italia9 Apr 2014Fecondazione eterologa

Il Cecos Italia (Centro Studi e Conservazione ovociti e sperma umani) accoglie con grande entusiasmo e senso di responsabilità, la decisione degli emeriti giudici della Corte Costituzionale.

Dichiara la Prof.ssa Coccia :  Finalmente le nostre coppie potranno effettuare tecniche di Fecondazione eterologhe nel nostro Paese e non saranno più costrette ad andare all’estero evitando la "realtà e i costi individuali e sociali dell'attuale turismo procreativo".  Per  ben dieci anni è stato loro negato l’accesso alle tecniche eterologhe: escluse, spesso indignate, non sempre tutelate sotto il profilo sanitario, per rischi di patologie potenzialmente trasmissibili di tipo infettivo o genetico, hanno vissuto il loro dolore di un figlio negato, nella riservatezza della loro famiglia e invisibili nei confronti delle Istituzioni.

La sterilità non deve e non dovrà mai più essere vissuta da nessuna coppia come una vergogna. In Italia si apre un percorso pieno di speranze per uomini e donne che desiderano intraprendere un progetto genitoriale e che sono state colpite da patologie dell’apparato riproduttivo e non, che hanno gravemente compromesso  la loro fertilità.

Il Cecos Italia ha sempre creduto nella filosofia della donazione volontaria e gratuita dei gameti, caratterizzata  principalmente da altruismo e solidarietà, sentimenti che sono sempre stati alla base del nostra società.

Noi come CECOS abbiamo storicamente dato le basi e effettuato tali procedure prima della L.40/2004 essendo garanti dei nostri centri, grazie anche al nostro codice deontologico; pertanto la sentenza ci trova pronti e aperti a quei gruppi di centri che vorranno partecipare al nuovo progetto di una fecondazione estesa anche in senso eterologo.

Allo stesso tempo le coppie grazie alla nostra associazione CECOS  riceveranno, in maniera trasparente, informazioni garantiste sul percorso da effettuare.

Il Cecos Italia è pronto a collaborare con il Ministero della Salute, con l’Istituto Superiore di Sanità e con il CNT, per effettuare tali tecniche con la massima sicurezza procedurale a tutela della donna, dell’uomo e del nascituro.

 

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+++ABBIAMO VINTO!+++ La Corte Costituzionale dichiara incostituzionale il divieto di eterologa, ovvero il cuore proibizionista della Legge 40.

Luca Coscioni - Mer, 09/04/2014 - 12:49
+++ABBIAMO VINTO!+++ La Corte Costituzionale dichiara incostituzionale il divieto di eterologa, ovvero il cuore proibizionista della Legge 40. Associazione Luca Coscioni9 Apr 2014Fecondazione eterologa Filomena Gallo, Gianni Baldini, Marco Cappato: "dopo cancellazione divieto di eterologa nessun Parlamento potrà ripristinarlo. Prossimo divieto da smantellare quello sulla ricerca sugli embrioni". 
"La sentenza di oggi della Corte Costituzionale - si legge nel Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni - che ha cancellato il divieto di eterologa previsto dalla legge 40 del 2004 ha valore di legge e non è oppugnabile. Da oggi non potrà mai più essere emanata dal Parlamento una legge che prevede il divieto di fecondazione di tipo eterologa. Tale decisione vale per tutti i cittadini italiani che hanno problemi di sterilità. nessun vuoto normativo, ma con la legge 40 così modificata garanzie per i nati e per le coppie", dichiarano gli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini, legali del procedimento di Firenze, i primi a sollevare il dubbio di legittimità costituzionale sull'eterologa,  che hanno seguito su 29 procedimenti circa 17 casi, e rispettivamente Segretario dell'Associazione Luca Coscioni e docente università di Firenze   Ora sia i centri pubblici che quelli privati dovranno eseguire tecniche di fecondazione con donazione di ovociti e spermatozoi esterni alla coppia. Come prima del 2004, anno di emanazione della legge 40, sarà lecita l'ovodonazione; mentre qualsiasi uomo fertile potrà donare il proprio seme. E' bene chiarire che non c'è alcun rischio di commercializzazione di gameti.   Con la sentenza di oggi si chiude una pagina nera del nostro Parlamento: le famiglie che hanno fino ad adesso subito le conseguenze della legge 40 e dei suoi assurdi divieti non potranno essere risarcite. Ma si apre una via per tutte quelle coppie che ora non saranno più discriminate e potranno ricevere tutte le cure e l'assistenza per costruirsi una famiglia, senza doversi affidare a costosi e rischiosi viaggi della speranza all'estero.    Conclude Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni: "In questi 10 anni dal sabotaggio antireferendario, come radicali dell'Associazione Luca Coscioni, non ci siamo mai rassegnati. Grazie, in particolare, a Filomena Gallo e alle coppie che ci hanno fatto fiducia;  ci siamo mobilitati in ogni sede per superare divieti violenti e insensati. Quella di oggi sulla fecondazione eterologa è una vittoria importante per l'affermazione delle libertà civili  in Italia. Il prossimo obiettivo è quello dell'abolizione del divieto di ricerca sugli embrioni.Su questo ci auguriamo che domani il Parlamento non dia seguito alle richieste dei promotori della campagna 'Embrione Uno di noi":  siamo pronti a breve con una disobbedienza civile su questo punto".      [COSA RESTA DELLA LEGGE 40]   AllegatoDimensione CC_CS_20140409130023.doc28 KB
Categorie: Radicali

Fecondare con un dono il divieto incostituzionale

Luca Coscioni - Mer, 09/04/2014 - 11:45
Fecondare con un dono il divieto incostituzionaleIl Manifesto9 Apr 2014Bruno De FilippisFecondazione assistita

La legge 40, come molti ricordano, fu approvata in tutta fretta, omettendo di valutare oltre 300 emendamenti all'epoca presentati e fu "blindata" dalla maggioranza di allora, che mostrò compattezza, nel respingere ogni proposta di correzione o miglioramento, e volontà di pervenire, senza modifiche, all'approvazione del testo predisposto.

Verosimilmente, se all'epoca fosse stata mostrata maggiore disponibilità al dialogo, la legge non avrebbe successivamente conseguito il non invidiabile primato di essere tra quelle più spesso e per maggior numero di aspetti sottoposta al giudizio della Corte Costituzionale, con eccezioni di contrasto con i principi fondamentali della nostra Costituzione. Subito dopo l'approvazione, la legge fu definitiva «la più punitiva d'Europa», in quanto si occupava delle norme relative alla procreazioni assistita con un'ottica penalistica, invece che promozionale e civile, nonché creava una nutrita serie di nuove fattispecie penali, vale a dire faceva contemporaneamen-te nascere ipotesi di reato che prima non esistevano, destinate a punire i cittadini, i medici, i ricercatori ed i responsabili dei centri che non si fossero attenuti alle sue disposizioni. Da quel momento molte coppie, private della possibilità di valersi dell'ausilio della scienza per realizzare il sogno di poter avere un figlio, si rivolsero ai tribunali e, sia in sede giudiziaria, che amministrativa (decisioni dei Tar) furono sollevate eccezioni di incostituzionalità, che tietertninarono rimessione dei procedimenti alla Corte Costituzionale.

L'apice di tale attività di impugnazione si ebbe il primo aprile del 2009, allorché la Consulta dichiarò l'iilegittimità costituzionale del-l'art 14, comma 2, demolendo alcuni dei principi fondamentali della legge 40. Da quel momento, il numero di embrioni da impiantare non fu più aprioristicamente deciso dalle norma, ma stabilito dal medico, sulla base della situazione clinica di ciascuna paziente e, quindi, tenendo conto della sua salute, nonché fu abolito l'obbligo di impianto, sempre e comunque, degli embrioni formati, a prescindere dalle condizioni fisiche e psicologiche della donna che doveva riceverlo. Divenuto così possibile che alcuni embrioni fossero formati e non utilizzati, si ammise la possibilità di una loro crioconservazione. Nonostante questo importante risultato, che stravolgeva l'impianto iniziale della legge 40, la stessa continuò ad essere diversa dalle analoghe normative esistenti in molti altri Paesi europei. Le contestazioni, i ricorsi al giudice e le rimessioni alla Consulta proseguirono, poiché molti cittadini continuavano a percepire un fondamentale distacco tra le previsioni di legge e ciò che esse determinavano, da un alto, ed i diritti fondamentali della persona dell'altro. Poter avere dei figli, avere figli sani, essere in condizione di esercitare come tutti gli altri i propri diritti in una sfera personalissima e decisiva per la vita e la realizzazione personale non è cosa cui si possa facilmente rinunciare. Dopo la battaglia giuridica per la diagnosi pre-impianto, necessaria per poter far nascere bambini sani, portata avanti dalle coppie portatrici di malattie geneticamente trasmissibili e dalle associazioni che le sostengono, battaglia che ha condotto all'importante risultato di rendere possibile questa indagine, prima vietata, la fecondazione eterologa è divenuta la questione più rilevante e maggiormente al centro del dibattito giuridico e sociale sulla legge 40 o si potrebbe dire, su quanto ancora di essa resta in piedi. Il Legislatore avrebbe infatti potuto intervenire ed anticipare ulteriori pronunce di incostituzionalità, ma non lo ha fatto, preferendo lasciare alla Corte funzioni che avrebbe potuto rivendicare per sé.

II divieto di fecondazione eterologa è, tra i numerosi divieti posti dalla legge 40, uno dei più incomprensibili. Prima della legge, molti ritenevano che pacificamente la coscienza sociale ritenesse legittimo il ricorso ad essa. La fecondazione eterologa, infatti, si attua allorché una coppia, per poter procreare, ha bisogno dell'intervento esterno di un donatore. Come nell'adozione i due genitori, con un atto d'amore, scelgono di considerare proprio figlio un bambino biologicamente generato da altri, così nell'eterologa uno solo dei due compie questa scelta ed il bambino che nascerà sarà figlio biologico solo dell'altro, ma figlio fortemente voluto ed accettato da entrambi. Si è detto che la fecondazione eterologa deve essere vietata perché la generazione può avvenire solo all'interno del matrimonio, ma questa tesi difficilmente può essere sostenuta e non sembra che debbano essere spesi argomenti per la sua confutazione, poiché generare o meno un figlio all'interno di un rapporto matrimoniale o meno non può che essere una scelta personale, non coercibile. Si è detto, altresì, che, vietando l'eterologa, lo Stato avrebbe "protetto" i cittadini dalle ripercussioni psicologiche interne alla coppia, derivanti dal fatto che biologicamente il figlio appartiene ad uno solo dei suoi componenti, ma questa tesi attribuisce allo Stato un ruolo di "Grande Fratello" che fortunatamente non appartiene alla nostra cultura.

Neppure può dirsi che la procreazione eterologa crei problemi giuridici per l'attribuzione della paternità o maternità, poiché gli stessi sono stati altrove agevolmente risolti. II divieto resta quindi immotivato. Secondo il Tribunale di Milano, che ha sollevato la questione di illegittimità davanti alla Consulta, il divieto violerebbe più di un articolo della Costituzione, in ordine all'eguaglianza dei cittadini ed alla tutela del loro diritto alla genitorialità ed alla salute fisica e psichica. La Corte deciderà questa mattina nel merito. Si auspica che questo divieto cada e che l'Italia si avvicini un po' di più all'Europa della civiltà e dei diritti. A quando il prossimo passo avanti per il definitivo smantellamento della legge 40?

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Intervista: "Così mia madre si offrì di partorire il figlio che io non potevo avere"

Luca Coscioni - Mer, 09/04/2014 - 11:39
Intervista: "Così mia madre si offrì di partorire il figlio che io non potevo avere"La Repubblica9 Apr 2014Caterina PasoliniFecondazione assistita

Io l'utero in affitto non l'avrei scelto mai. So cosa significa essere incinta, non mi piace  l'idea di pagare una sconosciuta che poi deve separarsi da chi ha portato in grembo per nove mesi. Ma ho avuto una mamma straordinaria: quando mi hanno tolto l'utero negandomi ogni possibilità di avere un bambino, si è offerta lei di aiutarmi, di fare da madre surrogata, da culla per quello che sarebbe diventato suo nipote». Novella, ostetrica napoletana, racconta la sua storia dopo il caso della coppia milanese appena assolta.

Esperienza complicata e rara, la sua. «Nella nostra famiglia i ruoli sono apparentemente confusi: c'è chi ci ha visto del male, qualcosa di torbido, ma per noi è invece stato sempre tutto chiaro». La nonna che partorisce la nipote, non le pare contro natura? «No, la nostra è semplicemente la cronaca di un amore famigliare e materno. In tutti i sensi. Materno perché io, che di mestiere faccio nascere bambini come ostetrica in ospedale, ho sognato per anni inutilmente con mio marito un figlio tutto nostro. Materno perché mia madre, quando mi hanno operata rendendomi sterile, non ci ha pensato due volte nonostante avesse più di quarant'anni pur di aiutarmi ad avere una famiglia».

Non ha temuto un pasticcio di legami o sentimenti? «No, l'embrione ottenuto con la fecondazione assistita era frutto mio e di mio marito. Mia madre era quello che è sempre stata: una donna coraggiosa e altruista, accogliente, che ospitava dentro di sé il nipote per farlo nascere. E per legge eralegittimo, la legge 40 che vieta la maternità surrogata è arrivata un anno dopo, nel 2004».

Sempre stata sterile? «No, mi sono sposata giovane, a ventitré anni sono rimasta incinta. Ma il giorno del parto tutta la mia vita è cambiata: distacco della placenta, complicazioni. A me salvano la vita, ma la bambina muore. Mi operano, togliendomi la possibilità di diventare madre».

E fine delle speranze. «In teoria si, ma nell'ospedale dove lavoroc'èuncentro per la fertilitàetrauna chiacchiera e l'altra i medici mi raccontano di donne che in America e in Inghilterra hanno partorito embrioni concepiti da altre coppie. Alcune le ho incontrate in ospedale, anche loro con madri e sorelle pronte a prestare il loro corpo».

Lo ha chiesto a sua madre? «No, ci ha pensato lei. E una di quelle donne concrete, dirette, quando mi hanno tolto l'utero mi ha semplicemente detto: io ci sono, sarò quello che non hai perché cresca e nasca il tuo bambino».

Favorevole all'utero in affitto? «Io sono contraria a pagare una sconosciuta, ma penso che lo Stato dovrebbe consentire tra madri e sorelle come accade in altri Paesi, di darsi un aiuto quando la natura ti strappa ogni speranza di diventare mamma. Se avessi avuto problemi ai reni, mia madre mi avrebbe dato il suo. Che differenza c'è?».

Come è andata? «Per quattro volte hanno impiantato nell'utero di mia madre gli embrioni, una gravidanza arriva alla settima settimana, poi un nuovo tentativo, una speranza che dura qualche mese. Ma l'ha perso, nonostante le cure, i bombardamenti di ormoni. E io ci ho rinunciato, anche se mia sorella era disponibile a provarci essendo più giovane. La vita ha deciso diversamente per me. Ma se tra parenti ci si può aiutare, lo Stato dovrebbe consentirlo. Per amore, non per denaro».

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Quelle mistificazioni sugli Ogm

Luca Coscioni - Mer, 09/04/2014 - 11:21
Quelle mistificazioni sugli OgmLa Repubblica9 Apr 2014Elena Cattaneo e Gilberto CorbelliniOgm

Un filo nero o rosso se qualcuno preferisce, intrecciato di irrazionalità, fanatismo, emotività, tecnofobia, antimodernismo, anti-industrialismo, populismo, etc., collega il caso Stamina, la propaganda politica che ha portato al recepimento restrittivo della legge sulla sperimentazione animale, le sentenze e le indagini sul presunto ruolo dei vaccini nell'eziologia dell'autismo e l'azione politica e legislativa contro la ricerca e la coltivazione di ogm.

Si tratta di una corda alla quale si sta impiccando il futuro di questo Paese. Perché i problemi che verranno non saranno causati tanto dagli effetti immediati di decisioni irresponsabili, ma da quelli a medio termine prodotti dalla manipolazione dei fatti accertati e accertabili. Manipolazioni a cui troppe volte una stampa culturalmente impreparata sul fronte scientifico presta ascolto. La confusione sistematica e strumentale tra quel che si può credere, desiderare o preferire soggettivamente, e quel che si può provare o che è stato controllato e accertato oggettivamente, avrà un impatto diseducativo e destabilizzante sul piano di un presupposto culturale e civile che è da secoli il fondamento per una sana e funzionale convivenza democratica: la fiducia nelle istituzioni e quindi anche nella politica Si voleva trasformare l' Italia in una meta di turismo delle staminali, cioè far fiorire cliniche e protocolli per somministrare pseudocure fantasiose che costano decine di migliaia di euro? Bastava dirlo apertamente, anche se sarebbe stato difficile farlo passare. Non è peri eticamente e medicalmente tollerabile che, in assenza di prove, si proponga la somministrazione di staminali, anche se fossero prodotte da veri medici e non da un professore di lettere, come cura consolidata per molte malattie.

Checché dicano le sentenze di alcuni giudici che prescrivono i 'trattamenti Stamina". Cosi come il vaccino trivalente non causa l'autismo, checché ne pensi qualche giudice capace di andare contro montagne di fatti e buon senso, per deragliare e sconfinare in attribuzioni che non gli si addicono. E ancora. Amiamodi più gli animali non umani dei bambini, dei malati o degli anziani? Lo si dica pubblicamente—equalcuno che magari non ha figli o è insensibile alle sofferenze umane lo dice—che sono uguali agli uomini. Ma non ci s'inventi che i ricercatori "fanno vivisezione e che la sperimentazione animale non serve, o che esistono alternative per trovare nuove cure o migliorare quelle esistenti per gravi malattie, tra cui Parkinson, Alzheimer, etc. Perché noi queste cose le studiamo e conosciamo davvero, sappiamo come si progredisce nello studio di gravissime patologie e conosciamo le precauzioni nell'uso di animali. Si pensa che alcuni imprenditori più capaci di catturare le "credenze popolari" godano di maggiori diritti economici di altri e che coloro i quali coltivano credenze ingenue sul cibo ne sappiano di più o siano più affidabili di chi conosce la biochimica dell'alimentazione o la genetica molecolare delle piante? Anche in questo caso lo si dica apertamente. Chiedendo per esempio che invece di pagare ricercatori e docenti universitari che studiano e insegnano genetica, si affidi agli astrologi, agli omeopati o ai teosofi la formazione dei nostri agronomi, dei medici, e di coloro che poi entreranno nel circuito produttivo di innovazione industriale per partecipare alla crescita economica del Paese. Sarebbe più onesto, invece di sostenere che gli ogm sono dannosi per l'ambiente e mettono a rischio la sicurezza alimentare.

Tout court e acriticamente. Anche perché larga parte dei prodotti derivati da piante come la soia e importati in Europa, tra cui i mangimi che nutrono gli animali da cui si ottengono i prodotti Dop, sono ogm. Ovvero, in Italia non si possono produrre mais e soia ogm per fare mangimi economicamente competitivi rispetto a quelli ogm ipocritamente importati da Argentina, Brasile, etc. penalizzando l'agricoltura italiana. Un documento pubblicato l'anno scorso dall'European Academies Science Advisory Council — di cui è parte anche l'Accademia dei Lincei—sullesfidee le opportunità della piante geneticamente migliorate dice esplicitamente che gli ogm non sono dannosi per l'ambiente e non attentano alla sicurezza alimentare. In esso si dice che utilizzati tenendo conto delle esigenze ecologiche e delle caratteristiche della tecnologia, le biotecnologie genetiche possono ridurre l'impatto ambientale dell' agricoltura, limitando l'erosione dei terreni e riducendo l'uso di pesticidi ed erbicidi, ovvero consentendo di sviluppare miglioramenti genetici mirati secondo diverse esigenze locali. Manipolare i fatti è pericoloso anche perché si rischia di aizzare le deboli menti impreparate. Perché non si permette in Italia di continuare almeno a fare ricerca sugli ogm? E perché non si possono adattare, e rendere anche più efficaci se lo si ritiene necessario, i metodi che già esistono per evitare le temute contaminazioni da ogm, consentendo così agli agricoltori che lo chiedono di coltivare questi nuovi prodotti?

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Maternità surrogata, assolta coppia di Milano

Luca Coscioni - Mer, 09/04/2014 - 11:01
Maternità surrogata, assolta coppia di MilanoIl Manifesto9 Apr 2014E. Ma.Fecondazione assistita

Fumata bianca, in Consulta, sulla questione di illegittimità costituzionale sollevata dai tribunali di Milano, Catania e Firenze riguardo l'articolo della legge 40 che vieta la fecondazione eterologa. Dopo l'udienza pubblica di ieri mattina che si è aperta con l'intervento del relatore Giuseppe Tesauro, l'Alta corte si è riunita in camera di consiglio ma, a sera, ha deciso di rinviare ad oggi la sentenza.

ll motivo, secondo alcune fonti interne, sta nella mancata unanimità della Corte. Almeno due giudici, infatti, sarebbero incerti un terzo - su 15 - avrebbe dato parere nettamente contrario. Molto probabilmente perciò oggi si ricorrerà al voto per emettere la sentenza Durante l'udienza di ieri l'avvocato di Stato Gabriella Palmieri ha sostenuto il «rischio di un vuoto regolamentare» in caso di abolizione del divieto. «E falso, non si crea alcun vuoto normativo», hanno smentito gli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini, legali della coppia che si è rivolta al tribunale di Firenze. «Già nel 2005 era stato ammesso il quesito referendario che prevedeva la cancellazione di tale divieto - spiega Gallo, segretaria dell'Associazione Luca Coscioni, l'avvocata che di fatto ha seguito passo passo lo smantellamento della legge 40/2004 nelle aule di tribunale - Un divieto che non ha fondamento né scientifico né giuridico, ma solo morale». Tanto che, come ha riportato durante l'udienza pubblica l'avvocata di parte Maria Paola Costantini, «l'Osservatorio sul turismo procreativo nel 2012 ha calcolato in 4.000 le coppie che si rivolgono a centri esteri», con «più di 2.500 bambini nati ogni anno.

Questi nati tuttavia escono dalle statistiche ufficiali: sussiste un occultamento di queste persone e dei loro figli che non sono monitorati dalle nostre istituzioni e sono costretti a nascondere la propria condizione e le modalità di nascita dei loro bambini». Intanto ieri un'altra parte della legge 40, quella che vieta la maternità surrogata, ha subito una bocciatura dal tribunale di Milano. infatti, una coppia che ha concepito un figlio grazie all'utero "in affitto" di una donna indiana, di Mumbai (in India è legale), e con la donazione di gameti femminili, è stata assolta dall'accusa di «alterazione di stato» anche se è stata condannata per le dichiarazioni mendaci rilasciate alle autorità italiane. Non è la prima sentenza di questo tipo ma si tratta - va ricordato - di processi scaturiti dall'obbligo che hanno le ambasciate, imposto qualche anno fa dal ministero degli Esteri, di comunicare alla procura della Repubblica i nomi delle coppie che ricorrono alla maternità surrogata nei Paesi dove è legale.

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Eutanasia: "Cuperlo, Civati, Morra e Galan favorevoli. Ora chiedano la calendarizzazione"

Luca Coscioni - Mer, 09/04/2014 - 10:27
Eutanasia: "Cuperlo, Civati, Morra e Galan favorevoli. Ora chiedano la calendarizzazione"Associazione Luca Coscioni e del Comitato promotore "Eutanasia legale" 9 Apr 2014Eutanasia

Comunicato stampa dell' Associazione Luca Coscioni e del Comitato promotore "Eutanasia legale" 

In Parlamento si rafforza la possibilità di  una legge sulla eutanasia o almeno di un  serio dibattito sulle scelte di fine vita:  Gianni Cuperlo e  Pippo Civati (PD), Nicola Morra (5 Stelle) e Giancarlo Galan  (Forza Italia)  rispondono  positivamente  a Carlo Troilo, che in una lettera aperta a “L’Espresso” aveva criticato gli antagonisti di Renzi nel PD, i più progressisti fra i 5 Stelle e i “laici” del cento destra per non aver preso posizione a favore di un dibattito parlamentare sulla proposta di legge di iniziativa popolare della Associazione Luca  Coscioni sulla eutanasia dopo  l’appello del Presidente Napolitano.  

Ecco alcune delle loro frasi 

“Io – rivendica Civati - l’argomento l’avevo affrontato in lungo e in largo da candidato alle primarie (...).  E adesso è chiaro che con le larghe intese un tema così non si riesce ad affrontare”. Cuperlo è meno rassegnato e prova ad aprire una strada: “sono convinto che una legge saggia sul fine vita sia una necessità e un obbligo. Ma credo anche che questo Parlamento sia in condizione di farla: le grandi conquiste civili si sono fatte e si possono fare con maggioranze trasversali rispetto a quelle che reggono il governo. Penso per esempio ai 5  Stelle”.  Proprio dai 5 Stelle arriva la risposta del senatore Nicola Morra: “Disponibilissimi a parlare di fine vita”.  E aggiunge:   “Su questioni etiche il movimento ci tiene a consultare la base, ma esiste comunque la libertà di coscienza, e non escludo si possa intraprendere un percorso di questo tipo: non è la primissima cosa da fare, ma sul fine vita ci potrebbero essere maggioranze trasversali”. Disponibile il senatore forzista Giancarlo Galan, iscritto all'Associazione Luca Coscioni: “Speranza di avere una legge ce n’è poca, almeno nell’immediato: ma ci impegneremo per portare all’ordine del giorno questo tema”. 

Ai parlamentari interpellati da “L’Espresso” risponde Carlo Troilo: “Dopo le aperture -chi nel merito, chi nel metodo - arrivate dal Presidente della Camera Laura Boldrini, dei Presidenti delle Commissioni competenti di Camera e Senato,  Pierpaolo Vargiu (Scelta Civica)  ed Emilia De Biase (PD),  del Vice presidente della Camera Luigi Di Maio (5 Stelle) e del capogruppo PD al Senato Luigi Zanda e di Sel alla Camera Gennario Migliore, oltre a Parlamentari come Luigi Manconi e Francesco Palermo, queste nuove ed autorevoli prese di posizione ci fanno sperare che i Parlamentari sapranno far prevalere le loro convinzioni – che sono in sintonia  con quelle del  58% degli italiani (Eurispes) favorevoli alla eutanasia – sulla disciplina di partito”.

 "Dovrebbero trasformare le posizioni in lotta politica" - aggiunge Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e promotore della proposta di legge di iniziativa popolare per l'eutanasia legale - "in particolare chiedendo la calendarizzazione della nostra legge popolare. Basta un Gruppo politico per farlo, e poi ci batteremo per un vero dibattito. Sono d'accordo con Gianni Cuperlo: il Parlamento è in condizione di fare la legge. Spero che anche Civati se ne convinca invece di rassegnarsi."

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Rom: bene parole Cutini ma fatti finora le contraddicono

Radicali Italiani - Mar, 08/04/2014 - 20:19
08/04/14

Dichiarazione di Riccardo Magi, consigliere comunale Radicale

 

Le parole pronunciate dall'assessore alla Politiche sociali Rita Cutini in occasione della celebrazione della Giornata internazionale del popolo Rom sono assolutamente condivisibili nell'indicare "la via dell'inclusione e abbandonare quella dell'assistenzialismo e del controllo". Peccato che finora le azioni dell'amministrazione abbiano contraddetto questa strategia segnando in alcuni casi una preoccupante continuità con gli ultimi trenta anni di politiche cittadine nei confronti della comunità Rom. Si continuano a buttare i soldi dei contribuenti nella ristrutturazione di campi, come quello della Cesarina - mentre si annuncia di volerli superare seguendo la "Strategia nazionale di inclusione" - o in strutture di accoglienza su base etnica che semplicemente non dovrebbero esistere, come il centro di via Visso in cui si assicura la violazione dei diritti umani di oltre 300 persone che vivono con 2,5 mq a persona in stanze senza finestre, pagando questa assistenza con milioni di euro dei cittadini romani. Infine ancora, vale la pena ricordarlo proprio oggi nella Giornata internazionale del popolo Rom, Roma Capitale nei propri atti ufficiali utilizza ancora il termine "nomade"  perpetuando un falso storico in modo discriminatorio.

Questo è il momento di segnare un'inversione di marcia, spero che l'amministrazione Marino voglia cogliere questa occasione riconvertendo le risorse gettate finora in iniziative di effettiva inclusione che hanno dato ottimi frutti nelle migliori esperienze italiane ed europee.

 

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Rifiuti, per il nuovo sito spunta Aprilia

Radicali Italiani - Mar, 08/04/2014 - 19:42
08/04/14

Il caso
Emergenza rifiuti, ora spunta anche, come soluzione parziale, l’impianto della Rida Ambiente, che fa capo proprio al grande accusatore di Cerroni, Fabio Altissimi. Questo Tmb (trattamento meccanico biologico), già funzionante, è ad Aprilia, in provincia di Latina. Certo, non è sufficiente a trattare le 2.000 tonnellate di rifiuti che attualmente passano nei due Tmb di Malagrotta, colpiti da una interdittiva antimafia della procura proprio per l’inchiesta sul gruppo Cerroni. Ma potrebbe essere un piccolo tassello della soluzione più complessiva su cui si comincerà a lavorare domani, nel vertice convocato dal ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, con Prefettura, Comune, Provincia e Regione.

Potenziamento
Non solo: a Roma gli impianti di trattamento meccanico biologico non lavorano tutti i giorni. Anzi, sono operativi solo 280 giorni all’anno. Vale per i due di Malagrotta, ma anche per quelli dell’Ama di Rocca Cencia e Salaria. Ed è in questo vicolo stretto che potrebbe passare un altro tassello delle soluzioni sul tappeto per riorganizzare il ciclo dei rifiuti senza i Tmb di Cerroni. In sintesi: secondo la procura gli impianti di Malagrotta devono fermarsi. Ma all’Ama dicono che le 2.000 tonnellate trattate attualmente nei Tmb di Cerroni (e nel tritovagliatore) con la chiusura di Malagrotta resterebbero per strada. Ma se gli impianti dell’Ama lavorassero più intensamente, il problema si ridurrebbe? È un’ipotesi di lavoro, complicata, ma non scartata a priori. Certo, servirebbe un’autorizzazione della Regione. E anche se lavorassero 500 tonnellate giornaliere di rifiuti in più resterebbe una quantità, circa 1.500, da portare da altre parti. Ed ecco che si guarda agli impianti del Lazio (Viterbo e Frosinone). E al Tmb di Aprilia, del gruppo Rida.

Riccardo Magi, radicale e consigliere comunale di maggioranza, aveva già sollevato il problema degli impianti di trattamento di Roma che lavorano a singhiozzo in un’interrogazione. Racconta: «Nella risposta l’assessore all’Ambiente, Estella Marino, ha confermato che gli impianti Tmb non lavorano tutti i giorni, un fatto che aggrava una situazione di per sé già molto precaria. Un qualsiasi evento - come le festività natalizie, o l’interdittiva antimafia di cui sopra - può far sprofondare Roma nell’emergenza».

Il paradosso
Ma il sistema messo in campo da Regione e Comune fa acqua da tutte le parti. C’è l’emergenza dei Tmb, che condanna Roma al ricatto di Cerroni e di Malagrotta, ma c’è anche il paradosso della carenza di impianti per la differenziata. Che fine fa la parte di rifiuti umida isolata dai cittadini più diligenti? Nelle regioni virtuose finiscono in impianti ad hoc. A Roma no. L’impianto di compostaggio di Maccarese è troppo piccolo. E il nuovo proposto da Ama è stato bocciato, come annunciato dal Comitato Rifiuti Zero Fiumicino, «dalla Conferenza dei Servizi della Provincia». Dunque il 75 per cento dell’umido finisce anch’esso al nord, in Veneto. E paghiamo caro questo servizio: 9 milioni di euro all’anno. Con un paradosso: più aumenta una pratica virtuosa come la differenziata, più aumenta il conto. Restano le preoccupazioni dei cittadini di Valle Galeria, per il futuro di Malagrotta: ieri sul blog Romareport.it sono state pubblicate le foto di un gregge di pecore che pascola dove non si dovrebbe, «in alcune aree poste sotto sequestro per lo sversamento di petrolio dalla vicina raffineria, nonostante sia ben visibile il nastro giallo che delimita la zona vietata».

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Petrolio: Radicali lucani a Guidi, 'no' ad altre concessioni non e' pregiudizio

Radicali Italiani - Mar, 08/04/2014 - 19:01
08/04/14

Potenza, 7 apr. (Adnkronos) - "Ribadiamo la nostra assoluta contrarieta' a qualsiasi ulteriore concessione petrolifera. Un no che nasce non dal pregiudizio ma da attente valutazioni piu' volte esposte". Lo ha dichiarato il segretario dei Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti (direzione Radicali Italiani e consigliere Associazione Coscioni), rivolgendosi con una lettera aperta al ministro Federica Guidi in merito alla necessita' di ampliare l'utilizzo delle riserve italiane del greggio. La Basilicata e' la regione che offre il maggior apporto al fabbisogno energetico nazionale con le estrazioni in Val d'Agri. "Carissima Ministra - sostiene Bolognetti - ad oggi il 65% del territorio lucano e' vincolato da titoli minerari vigenti e istanze per la concessione di nuovi titoli. In Basilicata, per usare un'infelice espressione dell'ex ministro Romani, si son fatti "buchi per terra" in prossimita' di invasi, sorgenti, fiumi, in aree a rischio frana e a rischio sismico, a ridosso di centri abitati e in aree a vocazione agricola. Il costo reale in termini di inquinamento - ha sottolineato - considerando anche le coperture di cui godono le multinazionali dell'oro nero, lo valuteremo per intero solo quando avranno estratto fino all'ultima goccia di greggio". Quindi una provocazione di Bolognetti: "Non basta? Ne volete ancora? Gli abitanti delle valli lucane rappresentano un intralcio al disegno di trasformare i 10mila kmq della Lucania infelix in hub petrolifero? Beh, allora deportateci!".

 

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Filomena Gallo ospite a Radio Popolare dalle ore 18.40

Luca Coscioni - Mar, 08/04/2014 - 17:51
Fecondazione assistita

Filomena Gallo ospite a Radio Popolare dalle ore 18.40 in attesa della decisione della Consulta in merito all' abrogazione del divieto di fecondazione di tipo eterologa previsto dalla legge 40.

Data: Martedì, 8 Aprile, 2014 - 18:40 to 19:40
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L'anatema di Mons. Bagnasco sul divorzio breve

Rassegna Stampa - Mar, 08/04/2014 - 17:44

Che Bagnasco si muova come un capopartito è un dato di fatto; che questo partito-CEI, come dimostrato dai radicali, sia finanziato dalla “truffa” dell’otto per mille, è un altro dato di fatto. Ora, con la decisione di puntare sulla disinformazione anche sul tema del divorzio breve, il partito-CEI danneggia innanzitutto i cattolici italiani e la loro coscienza democratica e civile.

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L'anatema di Mons. Bagnasco sul divorzio breve

Divorzio Breve - Mar, 08/04/2014 - 17:44

Che Bagnasco si muova come un capopartito è un dato di fatto; che questo partito-CEI, come dimostrato dai radicali, sia finanziato dalla “truffa” dell’otto per mille, è un altro dato di fatto. Ora, con la decisione di puntare sulla disinformazione anche sul tema del divorzio breve, il partito-CEI danneggia innanzitutto i cattolici italiani e la loro coscienza democratica e civile.

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Fecondazione eterologa. intervista a Filomena Gallo: "E' diritto che va tutelato"

Luca Coscioni - Mar, 08/04/2014 - 17:24
Fecondazione eterologa. intervista a Filomena Gallo: "E' diritto che va tutelato"repubblica.it8 Apr 2014Giorgia MenunniFecondazione assistita

"La legge 40/2004 che vieta la fecondazione eterologa ha creato discriminazioni in base a patologie e ceto economico". Così l'avvocato Filomena Gallo intervistata a Roma nella sede dell'Associazione Luca Coscioni, di cui è segretaria. La Gallo rappresenta davanti alla Corte Costituzionale alcune coppie che vogliono accedere alla tecnica di fecondazione. Atteso a breve il pronunciamento dei giudici sulla legittimità.

Guarda l'intervista cliccando qui 

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Eutanasia, il silenzio dei “nuovisti” del PD e dei “laici” del centro destra

Luca Coscioni - Mar, 08/04/2014 - 16:43
Eutanasia, il silenzio dei “nuovisti” del PD e dei “laici” del centro destraespresso.repubblica.it8 Apr 2014Carlo TroiloEutanasia

Caro Direttore,

martedì 18 marzo – decimo anniversario del suicidio di mio fratello Michele, malato terminale di leucemia, che avrebbe voluto l’eutanasia – ho iniziato uno sciopero dalla fame per sollecitare il Parlamento ad esaminare la proposta di legge di iniziativa popolare sulla eutanasia presentata dalla Associazione Coscioni con quasi 70mila firme di cittadini/elettori. A questo fine, avevo scritto ai Presidenti della Repubblica, del Senato e della Camera, al presidente del Consiglio e a tutti i parlamentari.

Nello stesso giorno ho tenuto nella sede della Associazione Luca Coscioni, di cui sono un dirigente, una conferenza stampa che aveva suscitato molta attesa già per il fatto che con me, assieme ai “vecchi combattenti per l’eutanasia”, erano le compagne di Mario Monicelli e di Lucio Magri, Chiara Rapaccini e Luciana Castellina, ed il figlio di Carlo Lizzani, Francesco. Ma la conferenza stampa è divenuta un vero evento perché un’ora prima del suo inizio ho ricevuto, e reso nota ai giornalisti, una lettera del presidente Napolitano in cui il Capo dello Stato richiama con forza il Parlamento al dovere di un dibattito sereno sulle scelte di fine vita.

Fino al 18 marzo, dei 945 parlamentari cui avevo scritto solo uno, il senatore Luigi Zanda, mi aveva risposto nel merito, suggerendo di puntare innanzitutto su una buona legge sul testamento biologico.

Dopo la lettera di Napolitano (come diceva de Gaulle, “l’intendance suivra”) si sono succedute una serie di dichiarazioni importanti, quasi tutte aperte all’dea di un confronto sereno sulle scelte di fine vita. Cito solo, per ragioni di spazio, quelle del presidente della Camera Boldrini, dei presidenti delle commissioni competenti di Camera e Senato, Pierpaolo Vargiu (Scelta Civica) ed Emilia De Biase (PD) e del vice presidente della Camera Luigi Di Maio (5 Stelle). Ci ha espresso la sua piena solidarietà il senatore Galan (Forza Italia), che è un iscritto all’Associazione Coscioni.

Non ha invece risposto alla mia lettera il presidente Renzi. Il suo silenzio si può spiegare, e in parte giustificare, da un lato con la delicatezza del tema eutanasia che, se messo sul tavolo di un governo che cammina sul filo del rasoio, potrebbe farlo precipitare nel vuoto, dall’altro con la personalità e la formazione politico-culturale del premier, un lapiriano sia pure new age che fatica a comporre e declinare i temi inerenti i diritti civili secondo gli odierni prevalenti sentimenti di libertà e tolleranza.

Quello che non si spiega e tanto meno si giustifica è invece il silenzio, nel Pd, degli antagonisti di Renzi: i Gianni Cuperlo, i Pippo Civati, i Matteo Orfini, gli Stefano Fassina e i tanti altri fautori del nuovismo e della intransigenza rivoluzionaria.

Come non si spiega il silenzio di quelli che sono considerati, nel centro destra, i “laici”: Sandro Bondi, Mara Carfagna, Fabrizio Cicchitto e altri. O dei pentastellati più avanzati sul piano dei diritti civili, come Alessandro Di Battista e Nicola Morra.

Chi impedisce a tutti questi politici di dire la loro, di promuovere essi stessi il dibattito in Parlamento, di presentare disegni di legge sulle scelte di fine vita? Hanno letto i miei dati sui suicidi di malati (duemila l’anno fra suicidi e tentativi) e sulla “morte all’italiana” negli ospedali (ventimila l’anno)? Non li scuotono abbastanza (come diceva il Conte Ugolino: “E se non piangi, di che pianger suoli?”)? Se sono degli “eletti del popolo”, non sentono l’obbligo di corrispondere alle aspettative di quel 70 per cento dei cittadini-elettori che da anni chiedono la legalizzazione della eutanasia? Perché tacciono? Per pigrizia, per opportunismo, per paura di rischiare? E se leggono “Avvenire”, il giornale dei Vescovi, non sentono l’impulso di reagire alla quotidiana aggressione degli ultrà clericali che trattano da nazisti i sostenitori della eutanasia, come hanno trattato da “carnefice e boia” Beppino Englaro?

Senza il loro contributo le nostre povere associazioni civiche, le nostre faticose battaglie, i nostri scioperi della fame non basteranno a far progredire di un millimetro il nostro paese, che resterà in eterno il “paese dei diritti negati”.

Con l’aiuto dell’“Espresso”, dobbiamo stanarli.

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"L'Italia 25esima su 35 paesi per le libertà di scelta nel fine della vita"

Luca Coscioni - Mar, 08/04/2014 - 16:22
"L'Italia 25esima su 35 paesi per le libertà di scelta nel fine della vita"Comitato per l'Eutanasia legale e dell'Associazione Luca Coscioni8 Apr 2014Eutanasia

Domani quarta settimana di presidio perché il Parlamento risponda ai cittadini 

Comunicato stampa del Comitato per l'Eutanasia legale e dell'Associazione Luca Coscioni

A 204 giorni dal deposito della proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e a 22 giorni dall'appello rivolto al Parlamento dal Presidente della Repubblica per un dibattito sui temi del fine vita, l'Associazione Luca Coscioni sarà anche questo mercoledì 9 aprile, per la quarta settimana consecutiva, davanti a Montecitorio, dalle 15 alle 17.

Dai dati del prof. Andrea Boggio, presentati con l'“Indice della libertà di ricerca e l'autodeterminazione” durante il Terzo Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, si nota come l'Italia si posizioni ben 27 posti sotto la Spagna, 17 sotto la Francia e 16 sotto il Regno Unito, ossia al 35° posto nella classifica generale, tra il Brasile e la Croazia. A pesare su questo punteggio negativo è anche l'indicatore della libertà sulle decisioni di fine vita dove l'Italia totalizza soltanto 8 punti su 36. In questa particolare classifica il nostro Paese si trova, al pari di Cina e Yemen, al 25esimo posto, ossia 20 posti sotto la Germania, 13 sotto il Regno Unito e 10 sotto Spagna e Francia.

Filomena Gallo, segretario Associazione Luca Coscioni, Carlo Troilo, consigliere generale dell'Associazione, Rocco Berardo, membro di giunta e già consigliere radicale alla Regione Lazio, Riccardo Magi, consigliere radicale al Comune di Roma, Paolo Izzo, segretario Radicali Roma e Matteo Mainardi, coordinatore campagna “Eutanasia Legale”, chiederanno che sia data una risposta ai 67.000 cittadini firmatari della legge popolare e al Presidente della Repubblica.

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Fecondazione: nessun vuoto normativo se il divieto eterologa verrà cancellato

Luca Coscioni - Mar, 08/04/2014 - 12:32
Fecondazione: nessun vuoto normativo se il divieto eterologa verrà cancellatoFilomena Gallo e Gianni Baldini8 Apr 2014Fecondazione assistita

Dichiarazione degli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini, legali della coppia che si è rivolta al tribunale di Firenze e rispettivamente Segretario associazione Luca Coscioni e  Docente università di Firenze 

E' fondamentale precisare, rispetto a quanto ha dichiarato l'avvocato dello Stato Gabriella Palmieri stamane in udienza in Corte Costituzionale, che l'abrogazione del divieto di fecondazione di tipo eterologa previsto dalla legge 40 del 2004 non crea vuoto normativo.Già nel 2005 era stato ammesso il quesito referendario che prevedeva la cancellazione di tale divieto. Tale divieto non ha fondamento né scientifico né giuridico, ma solo morale. Quindi ci auguriamo che venga cancellato per ridare speranza a tante famiglie italiane che non vanno discriminate. 

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