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Complesso militare industriale. La Cina è vicina

Partito Radicale - Mer, 27/04/2016 - 12:34
27/04/2016

Della serie: notizie che non fanno notizia. Un “mosaico” di “notiziole”, pubblicate qua e là, passano inosservate, ma messe insieme danno il senso di una “politica”, di una strategia; peccato restino confinate in ristretti circoli di specialisti e analisti: aiutano a capire quello che accade, al di là delle declamazioni di tanti “esperti” buoni per dire che la guerra è
brutta e la pace è bella.

Si può cominciare da Bloomberg Busineeweek: da mesi, numero dopo numero, ricorda che la “Cina è protagonista di una massiccia ristrutturazione della sua politica estera e militare”. Una ristrutturazione che guarda verso l’Africa, considerata evidentemente vero e proprio territorio di conquista. Foreign Affairs avverte che il volume d’affari negoziato tra Cina e affamatissimi regimi africani disposti a tutto è di circa 200 miliardi di dollari. In parallelo, il New York Times calcola che la spesa militare di Pechino ogni Anno aumenta di circa il 9,5 per cento (il complesso militare-industriale non è solo yankee), e attualmente oscilla sui 145 miliardi di dollari.

Sempre Pechino, senza troppo clamore a un recente forum di cooperazione Cina-Africa, con il presidente Xi Jinping,  fa sapere che intende investire almeno sessanta di miliardi di dollari nel continente africano. Una “penetrazione” che si concretizza, per esempio, con accordi per la costruzione della prima base navale cinese oltre confine: a Gibuti. E’ appena il caso di sottolineare che Gibuti si affaccia sul golfo di Aden, lì transita circa il 40 per cento del traffico commerciale tra Asia ed Europa. Pechino dice che “gli impianti aiuteranno la Cina a collaborare con l’ONU per il mantenimento della pace nell’area”. Ora e sempre: follow the money.

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Le mani nel petrolio. Presentazione del libro di Maurizio Bolognetti edito da Reality Book

Partito Radicale - Mer, 27/04/2016 - 12:32
27/04/2016

Venerdì 15 aprile presso la sala della giunta provinciale di Catanzaro, Valter Vecellio, giornalista e direttore di Notizie Radicali, presidente dell'Associazione costituita dal Partito Radicale “Congresso Mondiale per la libertà della e nella cultura” ha moderato la presentazione del libro di Maurizio Bolognetti, storico militante e segretario di Radicali Lucani, Le mani nel petrolio(Reality Book, 2013) , una raccolta di articoli apparsi sulle principali testate giornalistiche in merito agli effetti collaterali generati dalle attività estrattive in quella che l'autore definisce "Basilicata Saudita".

Trivelle, referendum, Stato di Diritto e diritto alla conoscenza sono alcuni dei temi principali emersi nella discussione, “un fuoco che ti arde dentro che è quello di chi avverte l' urgenza e la necessità di dar corpo a un' iniziativa politica di fame e sete di verità” ha ricordato Bolognetti, rievocando lo sciopero del 1995 di Marco Pannella rivolto al Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro che ha ottenuto una decisa risposta ad oggi inattuata “il popolo ha votato e il Parlamento deve scrivere sotto sua dettatura”.

Al dibattito hanno partecipato Giuseppe Candido, geologo militante radicale, autore del libro "La peste ecologica e il caso Calabria" e Antonio Giglio, consigliere comunale di Catanzaro, iscritto al Partito Radicale dal 2014, che proprio in questi giorni ha presentato la delibera per la transizione verso lo Stato di Diritto attraverso il diritto alla Conoscenza al consiglio comunale di Catanzaro.

La registrazione del dibattito è disponibile su Radio Radicale a questo link

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Migranti, Magi: denunciamo Austria a Commissione europea, chiusura frontiere viola Schengen e principi fondamentali Ue

Radicali Italiani - Mar, 26/04/2016 - 17:33
26/04/16

"Col ripristino dei controlli alle frontiere in Ungheria e presto in Italia, l'Austria dà il colpo di grazia al progressivo disfacimento dei trattati e delle norme che regolano l'Unione europea, fino alla violazione aperta", a dichiararlo in una nota Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani. 

"Dopo l’accordo scellerato e difficilmente attuabile tra Ue e Turchia - prosegue - registriamo oggi una violazione se possibile ancora più grave: viene infatti infranto il principio fondamentale della libera circolazione delle persone e delle merci e l'insieme delle norme comunitarie che lo hanno regolato in questi anni. Eppure nessuno sembra andare al di là delle proteste formali. Per questo – continua Magi - come Radicali abbiamo deciso di presentare contro l'Austria una denuncia alla Commissione europea, allo scopo di sollecitare l'avvio di una procedura d'infrazione per violazione dei principi generali di leale cooperazione, necessità e proporzionalità e per lesione del principio della libera circolazione. La chiusura delle frontiere da parte di Vienna è inaccettabile, oltre che illegittima, anche perché dettata dal timore degli arrivi di persone in fuga dalla guerra e bisognose di protezione, e fa il paio con il tentativo in atto in questi giorni di cambiare la legge austriaca sull'asilo in senso fortemente restrittivo e in violazione, ancora una volta, del diritto comunitario. 

Le istituzioni Ue non possono stare a guardare mentre il progetto europeo rischia di sgretolarsi irrimediabilmente", conclude il segretario di Radicali Italiani.

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Lotta al dolore. Un nuovo “giuramento di Ippocrate” per i medici

Luca Coscioni - Mar, 26/04/2016 - 16:39
Lotta al dolore. Un nuovo “giuramento di Ippocrate” per i mediciQuotidiano Sanità26 Apr 2016Cure palliative

Leggi anche tu il Manifesto de Medici Italiani: Impegno contro il dolore

Un decalogo che impegna tutti i medici a curare il dolore dei propri pazienti e a farsi carico della sofferenza, fisica e morale, che è causata dal dolore stesso. È un vero e proprio Impegno quello che i medici italiani hanno consegnato al Sommo Pontefice, per far sì che il tema dell’uguaglianza nell’accesso alla cura del dolore divenga in tutto il mondo una priorità non solo sanitaria, ma anche umanitaria ed etica.
 
Lo stesso documento – reso possibile da un grant non condizionante di Grünenthal Italia, farmaceutica specializzata nelle terapie antalgiche – è stato consegnato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ieri, 19 aprile, da Guido Fanelli, padre della Legge 38 del 2010 contro il dolore, primario di Anestesia e Ordinario dell’Università di Parma, Direttore scientifico Biogenap del CNR e Direttore Scientifico di Fondazione Ant.
 
“Il vostro desiderio – ha dichiarato nel ricevere l’Impegno Gilberto Gerra, Unodc, United Nations Office on Drugs and Crime – di consegnare questa carta, oltre che alla più alta figura morale a livello mondiale, il Santo Padre Papa Francesco, anche al Dipartimento International Narcotics Control Board delle Nazioni Unite, che oggi io rappresento ufficialmente, documenta il riconoscimento dell’impegno che da oltre un decennio l’Onu sta investendo per garantire a tutti i cittadini del mondo, ovunque essi si trovino, di qualsiasi ceto sociale, estrazione politica e credo religioso, di avere accesso alla terapia del dolore. Affrontare questo tema è un obbligo, come è un obbligo fare in modo che la cura adeguata del dolore sia vissuta come un atto imprescindibile da tutti i medici”.

“La giornata di oggi ha un significato che trascende il semplice valore simbolico – spiega Guido Fanelli –. Con la consegna del nostro ‘Manifesto’ al Papa e alle Nazioni Unite, abbiamo voluto coinvolgere nella nostra battaglia le più alte cariche a livello mondiale, impegnate su diversi fronti per le cause umanitarie di maggior rilievo e per la salvaguardia dei fondamentali diritti dell’uomo. Il sottinteso è che non soffrire inutilmente fa parte senza dubbio di questo nucleo di diritti basilari e inalienabili. Ma queste giornate – aggiunge Fanelli – hanno anche un altro significato importante: l’invito a intervenire attivamente all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si è riunita in sessione straordinaria per mettere a punto una strategia globale attraverso la quale superare il problema delle disuguaglianze nell’accesso alla terapia del dolore, deve rappresentare un grande motivo di orgoglio per l’Italia. La comunità internazionale, infatti, tributa così al nostro Paese un riconoscimento senza precedenti verso l’impulso pionieristico con il quale, nel 2010, l’Italia varò la più avanzata normativa al mondo per la lotta al dolore e per la riaffermazione del diritto dei pazienti a non soffrire. Proprio l’Onu, non a caso, già nel 2010 ci riconobbe questo ruolo d’avanguardia, recependo la nostra Legge 38 come modello sul quale costruire un documento di riferimento, applicabile in tutti i Paesi del mondo. Con lo stesso orgoglio che ci ha portato a New York qualche anno fa, a discutere di quella Legge con il massimo organo di rappresentanza dell’intera comunità internazionale, oggi abbiamo consegnato all’Assemblea delle Nazioni Unite il nostro ‘Impegno contro il dolore. Il manifesto dei medici italiani’. È una carta, redatta da 44 referenti di altrettanti centri d’eccellenza nella terapia del dolore, e controfirmata da 200 tra i più riconosciuti e validi terapisti del dolore italiani, che attraverso un semplice decalogo impegna tutti e ciascuno, come professionisti e come uomini, a curare il dolore e a prendersi cura della sofferenza, non solo fisica, che dal dolore stesso è causata”.
 
“Questo documento – afferma Massimo Aglietta, Ordinario di Oncologia medica e Direttore di Oncologia medica dell’Istituto di Candiolo Fpo-Irccs – ci impegna davvero, in scienza e coscienza, a occuparci fino in fondo del problema del dolore dei nostri pazienti. Semmai la Legge 38 non bastasse, questo ‘Manifesto’ multidisciplinare ricorda a tutti i medici, di tutte le specialistiche, che la propria missione non termina con la diagnosi e la cura della patologia principale di cui soffre il paziente: l’oncologo, l’ortopedico, il geriatra e ogni altro specialista devono occuparsi anche della sofferenza del malato. Da questo punto di vista, rivolgendosi esplicitamente a tutti i professionisti della salute, l’Impegno che abbiamo consegnato al Papa e all’Onu può rappresentare l’avvio di una seconda e ancor più proficua stagione del lungo, e non sempre semplice, cammino applicativo della Legge 38”.
 
“Mi preme sottolineare che con questo atto il dolore viene riconosciuto come il V° segno vitale, degno come la frequenza cardiaca o quella circolatoria, a caratterizzare la salute e il benessere di ognuno di noi – aggiunge Roberto Bernabei, Direttore del Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, e Presidente di Italia Longeva –. Affidiamo quindi alle più alte autorità non un semplice appello, ma un impegno vero e proprio: un nuovo ‘giuramento d’Ippocrate’ che ci obbliga a considerare sempre il dolore quando prendiamo in carico un paziente”.
 
“Ci auguriamo che questo nostro ‘Manifesto’ – afferma Paolo Cherubino, Ordinario di Ortopedia e Traumatologia presso il Dipartimento di Scienze ortopediche e traumatologiche Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese, past President SIOT, Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia – possa rappresentare un documento universale, recepito e condiviso da tutti i medici del mondo che come noi considerano la cura del dolore un diritto inviolabile. L’auspicio è che la giornata di oggi possa essere ricordata come il momento di un nuovo slancio a favore delle donne e degli uomini che in tutto il mondo, ancora oggi, sono costretti a soffrire inutilmente, e a veder calpestata la propria dignità umana a causa del dolore lancinante, che purtroppo accompagna le malattie più disparate”.
 
“Attraverso l’incontro con il Sommo Pontefice – dichiara Antonio Corcione, Presidente Siaarti, Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva, Direttore Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Monaldi di Napoli – intendiamo far sì che, da semplice problema sanitario, il tema del dolore assurga a vera e propria questione etica mondiale. Con questo atto, i medici italiani sottopongono all’attenzione del mondo intero il problema della sofferenza inutile come questione etica, umana e culturale, che deve essere finalmente affrontata in modo strutturato e unitario: non solo da tutti i professionisti della salute, ma anche dalle massime autorità morali, politiche e sanitarie di tutto il mondo”.

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Il nuovo piano per Bagnoli è una vittoria radicale Va bene! *

Partito Radicale - Mar, 26/04/2016 - 12:04
26/04/2016

Il nuovo piano per Bagnoli è una "vittoria radicale". Il nuovo prospetto voluto dal Governo infatti, adotta di fatto (dopo 25 anni) il piano di Aldo Loris Rossi presentato alla mostra del cinquantenario della Facoltà di architettura del 1987 e pubblicato nel 1990 sulla Rivista della provincia di Napoli e in altre occasioni con il titolo di "EcoNeapolis". Un "progetto rivoluzionario", perché sostituisce il piano di Vezio de Lucia presentato dalla giunta Bassolino: questo prevedeva la costruzione di insediamenti urbani intergrati in tutta la piana di Coroglio fino alla Colmata ignorando che l'area fosse una zona ad alto rischio vulcanico permanente.

Questo piano è stato modificato profondamente da un maxi emendamento che arretrava gli insediamenti urbani integrati ad un chilometro dal mare per creare il grande Parco occidentale, il porto turistico a Nisida, eliminando la colmata, per restituire la spiaggia alla balneazione, destinando una parte dell'Italsider a centro di ricerca e innovazione Hi-Tech (nuovo motore dell'economia post-industriale), tutto previsto dal piano Loris Rossi (sostenuto dai Radicali).
Il nuovo piano per Bagnoli è una vittoria radicale, perché tiene conto (finalmente) delle grandi battaglie di Marco Pannella per affrontare il tema del rischio Vesuvio e de La Grande Napoli.

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In cammino verso il diritto alla conoscenza. Ricordando Pietro Pinna

Partito Radicale - Mar, 26/04/2016 - 12:03
26/04/2016

Il 13 aprile, a 89 anni è morto Pietro Pinna, tenace nonviolento, primo italiano a rifiutare di servire nell'esercito "strumento di guerra", e per questa “disobbedienza” a subire un processo e finire in carcere. La profonda influenza del maestro Capitini lo portò a organizzare la prima Marcia per la Pace Perugia-Assisi (1961) e a cofondare nel 1962 il Movimento Nonviolento (MN).

Negli archivi di Radio Radicale ho avuto modo di riascoltatore il suo intervento per la Commemorazione di Aldo Capitini a tre anni dalla sua scomparsa e a dieci anni dalla marcia Perugia-Assisi del 1971, in cui esorta il pubblico su come la commemorazione di un maestro non debba essere "mera riesumazione" ma piuttosto il pretesto e lo stimolo per la nostra vita presente. E così sia, in un duplice richiamo per tutti noi.

L'intervento di Pietro Pinna è infatti di un'attualità esemplare per la promozione della pace che continua ad essere il problema fondamentale di tutti gli individui di fronte agli stermini e l'apocalittica distruttività delle armi chimiche, batteriologiche, e aggiungo, sempre più tecnologiche.

Nello spazio invisibile di questa guerra infinita Pinna fa risuonare con forza il significato capitiniano della pace in quanto nonviolenza, in prima istanza, apertura (religiosa) all'esistenza, alla libertà, allo sviluppo sostenibile e perciò in grado di intervenire nel campo politico, orientandolo. Perché la pace non è affare esclusivo dei governanti ma riguarda il popolo che deve essere liberamente educato, costantemente informato e convocato ad esprimere un parere, esercitare la libertà e partecipare al controllo democratico.

La pace in quanto nonviolenza è infatti un “diritto alla conoscenza” universale: il metodo politico “radicale” valido per tutte le Nazioni, unite nella “reciproca meraviglia” e nella responsabilità comune.

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Papa Francesco a Lesbo: un forte monito alle istituzioni europee e al mondo

Partito Radicale - Mar, 26/04/2016 - 12:02
26/04/2016

Nell’isola greca di Lesbo, diventata la Lampedusa greca, abbiamo assistito ad un evento davvero eccezionale: Papa Francesco, il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo e l’arcivescovo di Atene Ieronymos, uniti tra i rifugiati per conviderne le sofferenze; dunque, leader cattolici e ortodossi riuniti non per discutere di questioni ideologiche, ma per un impegno umanitario verso coloro che soffrono.
Il loro è stato senza dubbio un grande segnale lanciato all’Unione europea e al mondo. Essi hanno esortano «tutti i Paesi a estendere l’asilo temporaneo e a concedere lo status di rifugiato a quanti ne sono idonei, finché perdurerà la situazione di precarietà».

Francesco – così era invocato dai «reclusi» nell’hotspot di Moria – ha compiuto un gesto che rimarrà scolpito nella coscienza dei governi di quei paesi che si illudono che alzando muri e barriere di filo spinato si possa affrontare adeguatamente tale tragedia umanitaria: è tornato a Roma con tre famiglie siriane, musulmane, e i loro sei figli; li ha portati con sé sul suo aereo diretto in Italia, quando ha lasciato l'isola greca.
Dopo l’entrata in vigore, il 20 marzo scorso, dell’accordo sui rimpatri dei rifugiati tra Turchia e UE, a Lesbo sono stati sgombrati i campi autogestiti dai numerosi volontari accorsi da tutto il mondo e il centro di accoglienza di Moria sembra adesso un carcere con garitte e fili spinati, vietato alla stampa.
Proprio durante la visita del Papa, nelle adiacenze del porto, diversi volontari hanno manifestato con cartelli e striscioni, gridando «no all’accordo Turchia-UE» e «no alla prigione di Moria».

Sull’isola abbiamo incontrato Nabil, rifugiatosi in Turchia da Lahore, una cittadina del Pakistan, e giunto a Lesbo tre settimane fa su un gommone con a bordo 65 rifugiati, suoi connazionali, ci ha raccontato che le condizioni a Moria si sono gravemente deteriorate dopo il 20 marzo, a causa del sovraffollamento.
«Solo oggi – ci ha detto – un gruppo di pachistani ha interrotto uno sciopero della fame che durava da una settimana per chiedere che fossero distribuite a tutti adeguate razioni di cibo».
«Due miei concittadini si sono suicidati il 4 aprile, perché avevano appreso di essere tra coloro che sarebbero dovuti tornare in Turchia, per poi essere rimpatriati perché considerati ‘’migranti economici’’», ci ha raccontato con le lacrime agli occhi.
E quando gli abbiamo detto che il Papa sarebbe venuto ad abbracciarli, il suo volto si è illuminato.

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L'impegno per la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili continua

Partito Radicale - Mar, 26/04/2016 - 12:01
26/04/2016

L’iniziativa intrapresa dal Partito Radicale e da Non c’è Pace Senza Giustizia oltre dieci anni fa ha visto l'adozione nel 2012, da parte di 194 Stati, della risoluzione ONU per la messa al bando delle MGF; nonostante ciò, persiste ancora in molte realtà questa forma di violenza contro donne e soprattutto bambine.

Il 26 e 27 aprile prossimi si terrà a Dakar una conferenza organizzata da NPSG, Ministero della Donna in Senegal, CIAF (Comitato Inter-Africano sulle pratiche tradizionali) e l’associazione La Palabre, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri italiano e della Cooperazione allo Sviluppo, nonché di organizzazioni partner nazionali africane.
Questa consultazione ministeriale sub-regionale sull’implementazione della Risoluzione ONU vedrà coinvolti i Ministeri della Donna, della Salute/delle politiche sociali e della Giustizia dei paesi dell’Africa occidentale per rafforzare l'impegno degli attori coinvolti nella lotta per il superamento di questa violazione dei diritti umani e per migliorare l'applicazione delle leggi che proibiscono le MGF in linea con le convenzioni e trattati internazionali.

La conferenza adotterà un documento finale che impegnerà i partecipanti per le iniziative future e le sinergie possibili per il coinvolgimento di altri Paesi dove la risoluzione ONU non è stata recepita a livello legislativo o non ha trovato piena applicazione. Saranno evidenziati i successi ottenuti nell’attuazione del divieto della pratica delle MGF e le criticità riscontrate al fine di trovare concrete soluzioni per il completo superamento di questa barbarie.

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Riforme, Magi: costituzionalisti confermano che il quesito unico è antidemocratico. La soluzione è la nostra proposta di referendum parziali o voto per parti separate

Radicali Italiani - Lun, 25/04/2016 - 13:41
25/04/16

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani:

 

"Il quesito unico sul referendum costituzionale è fuori dai criteri costituzionali e democratici. A dirlo non siamo soltanto noi Radicali. Dai costituzionalisti arriva oggi una nuova importantissima presa di posizione, che conferma l'allarme che abbiamo lanciato da subito sulla trappola antidemocratica del voto in blocco, e soprattutto avvalora pienamente l'iniziativa che come Radicali stiamo portando avanti per garantire ai cittadini libertà di voto sul merito della riforma, attraverso il referendum per parti separate o con quesiti parziali: il solo modo per uscire davvero dalla logica del plebiscito pro o contro Renzi, tanto più inaccettabile se applicata a una così importante revisione costituzionale. 

Nel documento pubblicato oggi sul quotidiano la Stampa, 50 tra i più illustri studiosi di diritto costituzionale, oltre a esprimere preoccupazione per un voto presentato agli elettori 'come decisione determinante ai fini della permanenza o meno in carica di un Governo', affermano che 'se il referendum fosse indetto – come oggi si prevede - su un unico quesito, di approvazione o no dell’intera riforma, l’elettore sarebbe costretto ad un voto unico, su un testo non omogeneo, facendo prevalere, in un senso o nell’altro, ragioni 'politiche' estranee al merito della legge. Diversamente avverrebbe se si desse la possibilità di votare separatamente sui singoli grandi temi in esso affrontati'.

Parole che dimostrano l'efficacia delle nostre proposte. La procedura con cui si arriverà al voto del referendum costituzionale è un punto centrale, che va affrontato seriamente e il prima possibile. Per questo la settimana prossima presenteremo in un incontro alla Camera i quesiti parziali su singoli aspetti della riforma, che abbiamo preparato e sui quali in queste ore stiamo raccogliendo il sostegno di parlamentari di diverse forze politiche che, come noi, vogliono evitare che la Costituzione diventi uno strumento per plebisciti o spallate". 

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Droga/Onu, Perduca: l'Italia ascoltata al Palazzo di Vetro pratichi a casa quel che annuncia al mondo

Radicali Italiani - Ven, 22/04/2016 - 12:00
20/04/16

Dichiarazione di Marco Perduca, rappresentante all'Onu del Partito Radicale e coordinatore della campagna Legalizziamo.it promossa da Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni:

 

"Nel suo intervento nella giornata di giovedì davanti alla plenaria della sessione speciale dell'Assemblea generale sulle droghe, il Ministro Orlando ha affermato, tra le varie cose, che 'il nostro approccio deve essere pragmatico piuttosto che ideologico: un approccio orientato ai risultati, che incoraggia gli Stati a promuovere politiche pubbliche motivati dal criterio dell'efficacia piuttosto che demagogia'.

Niente di più condivisibile ma ancora molto, se non tutto, da dimostrare. Se è vero che in Italia, grazie alla Corte Costituzionale, negli ultimi due anni le cose sono migliorate dal punto di vista della iper-penalizzazione del possesso e consumo personale, è altrettanto vero che la coltivazione domestica viene ancora punita penalmente severamente e in modo poco efficace per chi deve passare anni in carcere.

Allo stesso tempo, altre misure volte alla scarcerazione di persone che hanno violato la legge del 1990 sulle droghe devono ancora manifestare la loro piena efficacia.

Le parole del Ministro Orlando sono sicuramente da salutare come una chiara rottura coi dogmi proibizionisti del passato ma, da domani, devono esser seguite da proposte di riforme, pragmatiche o ideali, che possano far incamminare l'Italia verso un futuro in cui si può scegliere di convive con le sostanze senza demonizzarle e si garantisca il diritto alla salute di chi ha un rapporto problematico con le dipendenze.

Il modo migliore per sganciarsi dai populismi e dalla demagogia è quello di proporre risposte politiche di governo di fenomeni reali e diffusi. Occorre quindi che il rientro dell'Italia tra i paesi che iniziano a praticare il buon senso relativamente al controllo delle dipendenze e dei rischi e dei danni a loro connessi venga rinforzato a casa con fatti concreti a partire dalla convocazione della VI Conferenza nazionale sulle droghe prevista a cadenza triennale e assente dal calendario istituzionale dal 2009. Allo stesso tempo non guasterebbe la nomina di un responsabile in seno al Governo delle politiche sulle sostanze e le dipendenze".

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Filomena Gallo parteciperà al seminario: "L’interruzione volontaria di gravidanza e le problematiche attuali. Possibili soluzioni e prospettive future."

Luca Coscioni - Gio, 21/04/2016 - 13:05
Aborto

Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, parteciperà al seminario: "L’interruzione volontaria di gravidanza e le problematiche attuali. Possibili soluzioni e prospettive future." all'Università degli Studi di Milano, nella II sessione dal titolo "Il Punto di vista dei Giuristi".

Nella stessa sessione interverrà anche Gianni Baldini, membro di Giunta dell'Associazione Luca Coscioni.

Insieme a lei interverranno nomi di spicco delle istituzioni ed esperti del tema.

Per visionare il programma completo CLICCA QUI.

Data: Lunedì, 2 Maggio, 2016 - 10:00Città: MilanoIndirizzo: SALA NAPOLEONICA Università degli Studi di Milano, via Sant’Antonio 12Organizzatore: Vox, Culture di Genere, Università degli Studi di Milano, Direct, Politeia AllegatoDimensione CONVEGNO 2 maggio 2016 IVG.pdf678.15 KB
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Giorgio Napolitano agli Stati Generali dell'Esecuzione Penale: Marco Pannella ha dato lezioni a tutti

Partito Radicale - Gio, 21/04/2016 - 12:54
21/04/2016

"Voi sapete che nel mese di agosto del 2013 ho indirizzato, come previsto dalla Costituzione, un mio messaggio al Parlamento. E' stato nel corso di quasi nove anni di esercizio del mio primo e secondo mandato l' unico messaggio che ho ritenuto di indirizzare al Parlamento, e questa particolare sobrietà nell' esercitare questo potere è spiegabile anche con una mia convinzione ricavata da una lunga esperienza del progressivo affievolirsi dell' efficacia del ricorso a quello strumento, dei messaggi del Presidente della Repubblica al Parlamento, che spesso sono purtroppo finiti rapidamente in un dimenticatoio. Ma ero convinto che questa volta non sarebbe accaduto: per la estrema crucialità delicatezza e urgenza, da tutti i punti di vista, del tema carcerario e anche perché in ogni caso non potevo sottrarmi a quella possibilità.

Voglio aggiungere, non sembri un fuori luogo, che nel rivolgere il messaggio al Parlamento io ho anche tenuto molto conto delle battaglie di Marco Pannella. Vedete con Marco Pannella, se questo può interessare, per decenni mi sono personalmente incontrato e scontrato politicamente, e mi sono anche scontrato su quello che mi è parsa un certo punto da parte sua e del suo partito una tendenza a un certo abuso dello strumento della richiesta di referendum abrogativi, ma sul tema della vicinanza al mondo delle carceri e alla condizione dei carcerati - come anche del personale di custodia -veramente, Marco Pannella ha dato lezioni a tutti. Ebbene da quell'agosto 2013 non c'è dubbio che ci si sia dati molto da fare per cercare anche di rispondere come ben sappiamo alle pressanti raccomandazioni di istituzioni europee.

Il nostro rapporto con l' Europa si gioca su molti tavoli, tra i quali c'è quello delle infrazioni e - mi permetto di dire che più dei richiami e più delle infrazioni per violazione di regole in materia di politiche di bilancio e di equilibri finanziari - non possono non colpirci i richiami e le infrazioni per politiche pubbliche che possono ledere i valori fondamentali del Trattato dell' Unione e della nostra stessa comune civiltà europea, certamente i valori della vita e della dignità per quanti sono ridotti nelle carceri per fatti anche molto gravi che abbiano compiuto e di cui siano stati riconosciuti responsabili"

Estratto dall'intervento del  Presidente emerito della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano agli Stati Generali dell'esecuzione penale, Roma CC Rebibbia, 18 aprile 2016

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Orlando agli Stati Generali dell'Esecuzione penale: gratitudine a Pannella per l'incessante monito sulle carceri

Partito Radicale - Gio, 21/04/2016 - 12:52
21/04/2016

"Oggi che sulla testa dell' Italia non pende più la spada di Damocle della sentenza Torregiani e che invece possiamo registrare da più parti riconoscimenti importanti al nostro lavoro, se è oggettivamente vero che questo percorso ha trovato uno stimolo fondamentale nell'ammonimento della CEDU è altrettanto vero che esso ha ricevuto la sua ispirazione dalla nostra storia e tradizione giuridica, una tradizione che da Beccaria in poi ha contribuito in maniera determinante a formare una concezione moderna della pena, non solo in Italia ma nel mondo.
In queste mie parole c'è un po' di orgoglio nazionale che non voglio nascondere, ma c'è anche la consapevolezza di una colpevole distanza fatta di disattenzione e ritardi tra le voci che nel nostro Paese hanno richiamato l' attenzione sul carcere e le reali condizioni dell' esecuzione pena penale.
Qualche giorno fa con alcuni detenuti sono stato trovare a Marco Pannella; le soluzioni che negli anni lui ha proposto su questo fronte possono essere condivisibili o meno , ma i suoi incessanti moniti su una realtà trascurata sono stati troppo spesso inascoltati e a lui credo dobbiamo gratitudine per avere tenuto alto questo monito e questa voce"

Estratto dall'intervento del Ministro della Giustizia Andrea Orlando agli Stati Generali dell'Esecuzione Penale. Roma, 18 Aprile Auditorium Casa Circondariale Nuovo Complesso Rebibbia “Raffaele Cinotti” 

Stati Generali dell'Esecuzione Penale - Documento finale

 

Programma completo

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Rassegna stampa - OGM: rischio o opportunità?

Luca Coscioni - Mer, 20/04/2016 - 22:12
Rassegna stampa - OGM: rischio o opportunità? 19 Apr 2016Ogm

Si è svolto il 19 aprile con una grande partecipazione di pubblico, in particolare studenti universitari, al dipartimento di agraria dell'università politecnica delle Marche, un'interessante e acceso dibattito sul tema degli OGM. Si coglie l'occasione per ringraziare tutti i relatori intervenuti e  l'associazione studentesca Gulliver con la  quale  è  stato organizzato l'incontro.  Si ricorda che l'evento è stato registrato in audio/video da Radio Radicale e che il canale tv TVRS  ha effettuato un servizio giornalistico intervistando alcuni relatori. Ecco i link

https://youtu.be/ecqtRzZSO28  (intervento di Alessia Cerasoli rappresentante dell'associazione studentesca  Gulliver)

https://youtu.be/iWnIJl7vup8 (intervento del dr. Gianluigi Mazzufferi associazione Luca Coscioni)

https://youtu.be/JzZTrYjaa_M  (relazione/intervento del prof. Bruno Mezzetti - 1° parte)

http://www.radioradicale.it/scheda/473420/ogm-rischio-o-opportunita  (registrazione Radio Radicale  ad evento iniziato)

https://youtu.be/U__kYU80TKg     (servizo di TVRS)

 

 

 

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Cannabis, oggi abbiamo lanciato la raccolta firme

Luca Coscioni - Mer, 20/04/2016 - 17:45
Cannabis, oggi abbiamo lanciato la raccolta firmeAssociazione Luca Coscioni20 Apr 2016Cannabis terapeutica

Ha preso il via oggi la raccolta firme nazionale sulla proposta di legge di iniziativa popolare della campagna Legalizziamo! per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati.

La proposta di legge popolare, promossa da Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni, con la collaborazione e il sostegno di Coalizione Italiana per le Libertà Civili e Democratiche, Forum Droghe, Antigone, La PianTiamo e di decine di grow shop/canapai italiani, è stata presentata oggi in due conferenze stampa ai tavoli di raccolta firme di Roma e Milano, alle quali sono intervenuti, tra gli altri, il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi, il presidente Marco Cappato e il tesoriere Valerio Federico, il segretario dell’Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo, Rita Bernardini, Hassan Bassi, segretario nazionale del Forum Droghe, Luca Marola, coordinatore dei Grow shop italiani, e l’avvocato Fabio Valcanover.

“I danni sociali, economici e giudiziari del proibizionismo sono sotto gli occhi di tutti.  Le droghe illegali sono diventate il terzo business più redditizio al mondo, dopo il cibo e l’energia, interamente controllato da organizzazioni criminali. E’ provato infatti che anche il terrorismo si finanzia con i proventi del narcotraffico. Serve un cambio di passo radicale nelle politiche sulle droghe e la scelta antiproibizionista è l’unica ragionevole, fondata su basi scientifiche e riscuote il consenso dell’opinione pubblica. Secondo i dati della Direzione nazionale antimafia, un europeo su 4 ha fatto uso di droghe. Con questa legge di iniziativa popolare chiediamo ai consumatori di cannabis di fare ‘coming out’ e mobilitarsi, ma lo chiediamo anche a tutti i cittadini italiani perché arrivi un segnale chiaro e forte al legislatore”, ha spiegato il segretario di Radicali Italiani, Riccardo Magi.

“Con questa iniziativa continua la nostra storica battaglia per la cannabis terapeutica”, ha dichiarato Filomena Gallo segretario dell’Associazione Coscioni. “E’ grazie al lavoro dell’associazione Luca Coscioni e di A Buon Diritto che si è raggiunta l’intesa tra ministero della Salute e della Difesa per la produzione di cannabis negli istituti fiorentini dello stabilimento chimico farmaceutico militare, che di fatto però non coprirà il fabbisogno annuale rimandando ancora al mercato illegale. Inoltre, abbiamo impugnato il decreto Lorenzin sulla cannabis, perché esclude alcune patologie dall’accesso alla prescrizione. In questa proposta di legge, insieme alla legalizzazione della cannabis, prevediamo anche che il libero accesso ai farmaci cannabinoidi sia reso effettivo. Ciò è possibile sia attraverso un accesso immediato e gratuito ai farmaci, sia attraverso la regolamentazione dell’autocoltivazione per le persone malate, danneggiate da una classe politica che le criminalizza perché non fa differenza tra le sostanze”.

Marco Cappato, presidente di Radicali Italiani e candidato sindaco a Milano, ha dichiarato: “Visto che il Governo è immobile e che il Parlamento si trascina, serve una mobilitazione anche a partire dalle città. Vorrei che il Sindaco di Milano divenisse capofila delle città italiane ed europee che chiedono di fermare la follia proibizioniste sulle droghe, e in particolare sulla cannabis”.

L’iniziativa vuole contribuire, con la sottoscrizione di almeno 50.000 italiani nei prossimi sei mesi, alle attività istituzionali dell’inter-gruppo parlamentare per la cannabis legale esattamente un anno fa. Il testo parte dalla versione calendarizzata alla C amera e la arricchisce con proposte storiche dei Radicali e contributi specifici di esperti e militanti delle associazioni sostenitrici, oltre che giuristi a titolo personale, per rendere il modello di regolamentazione quanto più libero possibile. Raggiunte le firme necessarie il testo verrà presentato in Parlamento per esser incluso nell’iter parlamentare in corso.

La regolamentazione è rivolta ai maggiorenni e prevede, tra l’altro, la libertà di auto-coltivazione individuale o associata in “cannabis social club”, pratiche semplificate per la produzione commerciale, il più ampio accesso possibile allacannabis terapeutica, l’allocazione delle entrate ad attività informative e sociali, una relazione annuale al Parlamento e la depenalizzazione totale dell’uso personale di tutte le sostanze nonché la liberazione per i detenuti per condotte non più penalmente sanzionabili.

La raccolta firme è stata avviata in concomitanza con i lavori dell’Ungass, la sessione speciale dell’Assemblea generale dell’Onu dedicata al tema delle droghe, proprio per ribadire la necessità di interrompere l’immobilismo dell’Onu davanti al fallimento del proibizionismo. All’Ungass è presente – a proprie spese – anche una delegazione radicale guidata da Marco Perduca, in rappresentanza del Partito Radicale che come organizzazione non-governativa è affiliato al Consiglio Economico e Sociale dell’Onu, e con la partecipazione del Professor Andrea Boggio in rappresentanza dell’Associazione Luca Coscioni accreditato per decisione del ministro della Giustizia Andrea Orlando.

A questo link è disponibile una scheda sintetica con i punti principali della legge

Il testo integrale è disponibile sul sito della campagna Legalizziamo! a questo link

Qui l’audiovideo della conferenza stampa di Roma

Rassegna Stampa dedicata

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Cannabis, Radicali lanciano raccolta firme su legge popolare per legalizzazione: da proibizionismo enormi danni e soldi a terrorismo, mobilitiamo cittadini per cambio di passo

Radicali Italiani - Mer, 20/04/2016 - 17:31
20/04/16

Ha preso il via oggi la raccolta firme nazionale sulla proposta di legge di iniziativa popolare della campagna Legalizziamo! per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati. 

La proposta di legge popolare, promossa da Radicali ItalianiAssociazione Luca Coscioni, con la collaborazione e il sostegno di Coalizione Italiana per le Libertà Civili e DemocraticheForum DrogheAntigoneLa PianTiamo e di decine di grow shop/canapai italiani, è stata presentata oggi in due conferenze stampa ai tavoli di raccolta firme di Roma e Milano, alle quali sono intervenuti, tra gli altri, il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi, il presidente Marco Cappato e il tesoriere Valerio Federico, il segretario dell'Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo, Rita Bernardini, Hassan Bassi, segretario nazionale del Forum Droghe, Luca Marola, coordinatore dei Grow shop italiani, e l'avvocato Fabio Valcanover.  

"I danni sociali, economici e giudiziari del proibizionismo sono sotto gli occhi di tutti.  Le droghe illegali sono diventate il terzo business più redditizio al mondo, dopo il cibo e l’energia, interamente controllato da organizzazioni criminali. E' provato infatti che anche il terrorismo si finanzia con i proventi del narcotraffico. Serve un cambio di passo radicale nelle politiche sulle droghe e la scelta antiproibizionista è l'unica ragionevole, fondata su basi scientifiche e riscuote il consenso dell'opinione pubblica. Secondo i dati della Direzione nazionale antimafia, un europeo su 4 ha fatto uso di droghe. Con questa legge di iniziativa popolare chiediamo ai consumatori di cannabis di fare 'coming out' e mobilitarsi, ma lo chiediamo anche a tutti i cittadini italiani perché arrivi un segnale chiaro e forte al legislatore", ha spiegato il segretario di Radicali Italiani, Riccardo Magi

"Con questa iniziativa continua la nostra storica battaglia per la cannabis terapeutica", ha dichiarato Filomena Gallo segretario dell'Associazione Coscioni. "E' grazie al lavoro dell’associazione Luca Coscioni e di A Buon Diritto che si è raggiunta l’intesa tra ministero della Salute e della Difesa per la produzione di cannabis negli istituti fiorentini dello stabilimento chimico farmaceutico militare, che di fatto però non coprirà il fabbisogno annuale rimandando ancora al mercato illegale. Inoltre, abbiamo impugnato il decreto Lorenzin sulla cannabis, perché esclude alcune patologie dall’accesso alla prescrizione. In questa proposta di legge, insieme alla legalizzazione della cannabis, prevediamo anche che il libero accesso ai farmaci cannabinoidi sia reso effettivo. Ciò è possibile sia attraverso un accesso immediato e gratuito ai farmaci, sia attraverso la regolamentazione dell'autocoltivazione per le persone malate, danneggiate da una classe politica che le criminalizza perché non fa differenza tra le sostanze" 

Marco Cappato, presidente di Radicali Italiani e candidato sindaco a Milano, ha dichiarato: "Visto che il Governo è immobile e che il Parlamento si trascina, serve una mobilitazione anche a partire dalle città. Vorrei che il Sindaco di Milano divenisse capofila delle città italiane ed europee che chiedono di fermare la follia proibizioniste sulle droghe, e in particolare sulla cannabis".

L’iniziativa vuole contribuire, con la sottoscrizione di almeno 50.000 italiani nei prossimi sei mesi, alle attività istituzionali dell’inter-gruppo parlamentare per la cannabis legale esattamente un anno fa. Il testo parte dalla versione calendarizzata alla Camera e la arricchisce con proposte storiche dei Radicali e contributi specifici di esperti e militanti delle associazioni sostenitrici, oltre che giuristi a titolo personale, per rendere il modello di regolamentazione quanto più libero possibile. Raggiunte le firme necessarie il testo verrà presentato in Parlamento per esser incluso nell’iter parlamentare in corso.

La regolamentazione è rivolta ai maggiorenni e prevede, tra l'altro, la libertà di auto-coltivazione individuale o associata in "cannabis social club", pratiche semplificate per la produzione commerciale, il più ampio accesso possibile alla cannabis terapeutica, l'allocazione delle entrate ad attività informative e sociali, una relazione annuale al Parlamento e la depenalizzazione totale dell'uso personale di tutte le sostanze nonché la liberazione per i detenuti per condotte non più penalmente sanzionabili.

La raccolta firme è stata avviata in concomitanza con i lavori dell'Ungass, la sessione speciale dell'Assemblea generale dell'Onu dedicata al tema delle droghe, proprio per ribadire la necessità di interrompere l'immobilismo dell'Onu davanti al fallimento del proibizionismo. All'Ungass è presente - a proprie spese - anche una delegazione radicale guidata da Marco Perduca, in rappresentanza del Partito Radicale che come organizzazione non-governativa è affiliato al Consiglio Economico e Sociale dell'Onu, e con la partecipazione del Professor Andrea Boggio in rappresentanza dell'Associazione Luca Coscioni accreditato per decisione del ministro della Giustizia Andrea Orlando. 

 

A questo link è disponibile una scheda sintetica con i punti principali della legge: http://associazionelucacoscioni.it/comunicato/la-nostra-proposta-di-legge-la-legalizzazione-della-cannabis-12-punti

Il testo integrale è disponibile sul sito della campagna Legalizziamo! a questo link: http://www.legalizziamo.it/lip-al-parlamento-italiano/

Qui l'audiovideo della conferenza stampa di Roma: http://www.radioradicale.it/scheda/472863/conferenza-stampa-sulla-raccolta-firme-nazionale-sulla-proposta-di-legge-di-iniziativa

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Per il Partito Radicale dello Stato di Diritto e i Diritti umani. Assemblea degli iscritti al Partito Radicale, 23 - 24 aprile a Roma

Partito Radicale - Mer, 20/04/2016 - 11:34
20/04/2016

Dal 23 aprile ore 12 fino a domenica 24 aprile pomeriggio, convocata un’Assemblea degli iscritti al Partito Radicale presso la sede di Via di Torre argentina 76, a partire dal documento "Per il Partito Radicale dello Stato di Diritto e dei Diritti Umani” (link), reso pubblico da L’Unità il 3 aprile scorso.

Un documento con cui militanti storici e dirigenti di soggetti costituenti del Partito Radicale hanno voluto ribadire l’analisi sulla realtà del regime italiano, nota e denunciata da decenni, e rivendicare l’alterità radicale, visione, progetto, metodi e obiettivi costitutivi del Partito Radicale, un modo d’essere, quale emerge vitale e necessario dai principi enunciati nel Preambolo al suo Statuto.

La priorità politica, civile e democratica è quella di interrompere e superare fin da subito questa situazione da “regime di democrazia reale” che caratterizza oggi l’Italia contro la Democrazia e lo Stato di Diritto formalmente vigente, continuando a a perseguire – a partire dall’Italia, ma non solo in Italia – l’obiettivo della transizione verso lo Stato di Diritto contro la Ragion di Stato,attraverso l’affermazione del Diritto umano alla Conoscenza, che è innanzitutto conoscenza di quel che il Potere fa per conto dei cittadini in nome dei quali governa.

E' quanto ci ha sempre indicato Marco e continua a chiederci anche in queste ore difficili della sua vita: essere diversi ed “essere speranza, contro l’avere speranza” per continuare a concepire un nuovo possibile.

L'assemblea è aperta a tutti, con l'augurio che tu partecipi da iscritto al Partito Radicale per il 2016, preannunciandoti a info@partitoradicale.org

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Fecondazione: ore 14.30 alla Camera Associazione Coscioni presenta inchiesta su eterologa: "Il Seme della Discordia"

Luca Coscioni - Mer, 20/04/2016 - 11:27
Fecondazione: ore 14.30 alla Camera Associazione Coscioni presenta inchiesta su eterologa: "Il Seme della Discordia"Associazione Luca Coscioni21 Apr 2016Fecondazione eterologaSono trascorsi già due anni dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge 40. Eppure, tra ostacoli burocratici, mancanza di donatori e resistenze politiche, l'accesso all’eterologa nel nostro Paese resta ancora un diritto per pochi, mentre sono sempre di più coloro che ricorrono a metodi "fai-da-te".

E' il quadro allarmante che emerge dalla videoinchiesta esclusiva "Il seme della discordia", che l'Associazione Luca Coscioni presenterà in una conferenza stampa oggi, giovedì 21 aprile, alle ore 14.30 presso la sala stampa della Camera dei deputati (via della Missione, 4)

Interveranno: 

Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni

Elvira Zaccari e Filippo Poltronieri, autori dell'inchiesta per FaiNotizia, format di inchieste di Radio Radicale

Gianni Baldini, avvocato, docente di Biodiritto all'Università di Firenze

Pierpaolo Cavazzino, avvocato dello Studio Legale Paoletti

Sarà inoltre presente una coppia che racconterà la propria esperienza, difficile ed emblematica, con la fecondazione eterologa. 


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Il 20 aprile via alla raccolta firme per legalizzare la cannabis

Luca Coscioni - Mar, 19/04/2016 - 17:22
Il 20 aprile via alla raccolta firme per legalizzare la cannabisAssociazione Luca Coscioni19 Apr 2016Politica

Domani, mercoledì 20 aprile, Radicali Italiani e l'Associazione Luca Coscioni, insieme agli altri soggetti promotori, lanceranno con due conferenze stampa a Roma e a Milano l'avvio della raccolta firme nazionale sulla proposta di legge di iniziativa popolare della campagna Legalizziamo! per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati.

La proposta di legge popolare è promossa da Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni, con la collaborazione e il sostegno di Coalizione Italiana per le Libertà Civili e DemocraticheForum DrogheAntigoneLa PianTiamo e di decine di grow shop/canapai italiani.

L'appuntamento per la stampa a Roma è alle 14.30 presso il tavolo di raccolta firme in L.go di Torre Argentina (fronte Feltrinelli), dove saranno presenti il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi, il segretario dell'Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo, Rita Bernardini, Hassan Bassi, segretario nazionale del Forum Droghe.

A Milano la conferenza stampa si terrà alle ore 12 presso il tavolo di piazza San Babila alle ore 12, con la partecipazione del presidente di Radicali Italiani Marco Cappato, candidato sindaco a Milano, del tesoriere di Radicali Italiani Valerio Federico, di Luca Marola, coordinatore dei Grow shop italiani, e dell'avvocato Fabio Valcanover.

"Abbiamo deciso di avviare la raccolta firme sulla legge popolare in concomitanza con la sessione speciale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (Ungass) dedicata al tema delle droghe proprio per ribadire la necessità di interrompere l'immobilismo dell'Onu davanti al fallimento del proibizionismo e agli enormi danni prodotti dalla guerra alla droga sul piano sanitario, economico e giudiziario", spiegano Riccardo Magi e Filomena Gallo.

 All'Ungass è presente - a proprie spese - anche una delegazione radicale guidata da Marco Perduca, in rappresentanza del Partito Radicale che come organizzazione non-governativa è affiliato al Consiglio Economico e Sociale dell'Onu, con la partecipazione del Professor Andrea Boggio in rappresentanza dell'Associazione Luca Coscioni accreditato per decisione del ministro della Giustizia Andrea Orlando. Il testo della proposta di legge popolare per la legalizzazione della cannabis e tutte le informazioni sulla campagna sono disponibili sul sito: www.legalizziamo.it
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"Contro l'immobilismo alle Nazioni Unite occorrono riforme a livello nazionale. Legalizziamo!"

Luca Coscioni - Mar, 19/04/2016 - 17:02
"Contro l'immobilismo alle Nazioni Unite occorrono riforme a livello nazionale. Legalizziamo!"Associazione Luca Coscioni19 Apr 2016PoliticaSi è appena aperta a New York l'Ungass, la sessione speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni unite interamente dedicata alle droghe, che proseguirà fino al 21 aprile.  Ai lavori partecipa anche una delegazione del Partito Radicale - in quanto organizzazione non-governativa affiliata al Consiglio Economico e Sociale dell'Onu - con una delegazione che comprende militanti anti-proibizionisti degli Stati Uniti e rappresentanti di associazioni di persone che usano sostanze del Regno Unito. L'Associazione Coscioni invece è rappresentata dal Professor Andrea Boggio accreditato come parte della delegazione italiana per decisione del Ministro Orlando. La partecipazione radicale è a carico degli interessati. "Una sessione speciale dell'Assemblea Generale che si apre con un documento di chiusura preparato altrove è un simposio e non un forum politico" ha affermato Marco Perduca che guida la delegazione del Partito Radicale Nonviolento a UNGASS. "Riaffermando sistematicamente la validità delle tre Convenzioni ONU in materia di stupefacenti, le 24 pagine della dichiarazione finale non contengono alcuna proposta realmente alternativa, né azzardano critiche strutturali. C'è solo da sperare che la qualità degli interventi a titolo nazionale sia più lungimirante delle conclusioni". Perduca era presente anche alla UNGASS del 1998 e ha ricordato come "negli ultimi quasi tutte le Agenzie dell'ONU - con l'eccezione dell'Ufficio di Vienna sulle droghe e il crimine - interessate alle implicazioni che la "guerra alla droga" hanno avanzato raccomandazioni di buon senso che non sono state però prese in debita considerazione durante la preparazione di UNGASS. "Il ministro Orlando ha l'occasione di dare un chiaro segnale di come e quanto siano cambiate le leggi e politiche in materia di droghe negli ultimi anni nel nostro paese e di impegnare l'Italia a sostenere programmi di collaborazione internazionale nel massimo rispetto dei diritti umani‎ a partire da quello alla salute", conclude Perduca. Contro l'immobilismo alle Nazioni Unite l'Associazione Coscioni e Radicali Italiani domani lanceranno una campagna di raccolta firme sulla proposta di legge d'iniziativa popolare Legalizziamo! per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati.
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