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Partito Radicale - Mar, 17/05/2016 - 14:50
17/05/2016
Categorie: Radicali

La vignetta della settimana di Alessandor Barchiesi

Partito Radicale - Mar, 17/05/2016 - 14:49
17/05/2016 BARI: SI SUICIDA 18ENNE GAY NON ACCETTATO DA GENITORI E COMPAGNI. "CERTO CHE LO ABBIAMO ACCETTATO". LA POLITICA RISPONDA CON LE UNIONI CIVILI
Categorie: Radicali

Filomena Gallo parteciperà all'evento "Diventare Genitori Oggi: il punto di vista delle coppie in PMA"

Luca Coscioni - Mar, 17/05/2016 - 14:25
Fecondazione assistita

Filomena Gallo, Segretario nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, parteciperà all'evento "Diventare Genitori Oggi: il punto di vista delle coppie in PMA".

La situazione delle coppie con problemi di fertilità appare oggi contrassegnata da una molteplicità di problematiche che spaziano dalla dimensione strettamente medica a quella psicologica, sociale ed economica. Lungo, faticoso e non sempre risolutivo può rivelarsi il percorso terapeutico, dal riconoscimento del problema alla diagnosi, dalla selezione del Centro all’accesso ai trattamenti, senza tralasciare l’impatto innegabile sull’equilibrio della vita di coppia. È una realtà molto articolata quella che il Censis, insieme alla Fondazione Ibsa, ha analizzato in questo terzo step dello studio sulla fertilità in Italia, mettendo in luce il punto di vista delle coppie in Pma.

Per leggere il programma completo CLICCA QUI

Data: Mercoledì, 18 Maggio, 2016 - 10:00Città: RomaIndirizzo: Biblioteca del Senato «Giovanni Spadolini» - Sala degli Atti parlamentari, Piazza della Minerva, 38Organizzatore: CENSIS AllegatoDimensione Cover - 18 maggio 2016.pdf313.56 KB
Categorie: Radicali

Sportello per deposito testamento biologico

Luca Coscioni - Mar, 17/05/2016 - 11:42
Testamento biologico

Mercoledì 15 giugno, dalle 17.30 alle 19.00, presso i locali della Chiesa Metodista di Vicenza, ci sarà la possibilità di depositare il proprio testamento biologico.

Riferimento: Rosalba Trivellin 0444303411, mail: thabarin@libero.it

Data: Mercoledì, 15 Giugno, 2016 - 17:30 to 19:00Città: VicenzaIndirizzo: Locali della Chiesa Metodista di Vicenza Contrà San Faustino, 10
Categorie: Radicali

Sportello per deposito testamento biologico

Luca Coscioni - Mar, 17/05/2016 - 11:37
Testamento biologico

Martedì 17 maggio e mercoledì 15 giugno, dalle 17.30 alle 19.00, presso i locali della Chiesa Metodista di Vicenza, ci sarà la possibilità di depositare il proprio testamento biologico.

Riferimento: Rosalba Trivellin 0444303411, mail: thabarin@libero.it

Data: Martedì, 17 Maggio, 2016 - 17:30 to 19:00Città: VicenzaIndirizzo: Locali della Chiesa Metodista, Contrà San Faustino, 10
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Referendum, Radicali a Renzi: no a personalizzazione? Appoggi nostri quesiti parziali per libertà di voto

Radicali Italiani - Lun, 16/05/2016 - 22:18
16/05/16

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani:


"Renzi ha solo un modo per dimostrare di non voler personalizzare il referendum costituzionale e mettere fuori gioco chi vorrebbe farlo ai suoi danni. Garantisca agli italiani libertà di voto sul merito della riforma aderendo ai nostri referendum parziali su singoli aspetti della revisione costituzionale. Spaccare il paese tra favorevoli e contrari, buoni e cattivi, significherebbe solo continuare a fare propaganda, invece di coinvolgere i cittadini nella conquista di riforme che il paese attende da tempo".

 

Il sito della campagna: vogliamoscegliere.it

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Ma in Italia è flop eterologa, gameti dall'estero

Luca Coscioni - Lun, 16/05/2016 - 17:13
Ma in Italia è flop eterologa, gameti dall'esterola Repubblica15 Mag 2016Caterina PasoliniFecondazione assistita

Eterologa: solo in tre regioni viene fatta nel pubblico con un ticket di 500 euro e si ricorre alle "banche" o all'egg sharing

ROMA. A caccia dell'ovulo perduto. A un anno di distanza dalla sentenza che la rende legale, l'eterologa è ancora un'illusione: migliaia di persone in attesa e 8.000 andate all'estero. Il motivo? Sono solo tre, Toscana, Emilia-Romagna e Friuli, le regioni dove viene fatta nel settore pubblico a prezzo di ticket, 500 euro. Ma soprattuttomancano ovuli e l'eterologa è cercata nella maggior parte dei casi da coppie in cui la donna è sterile. La causa per cui non ci sono gameti femminili a sufficienza è che non ci sono donatrici italiane. E non si offrono perché in Italia è vietata la donazione a pagamento.

In Europa è invece previsto un indennizzo, in Inghilterra è stato calcolato in 800 sterline, per compensare i disturbi delle terapie ormonali, i giorni persi di lavoro tra cure, controlli e il prelievo degli ovociti. Non avendo donatrici italiane, ospedali pubblici e centri privati possono per legge rivolgersi a banche estere, che garantiscono tutti gli standard e i controlli previsti dalle norme europee, che consentono la tracciabilità dei gameti e che spediscono direttamente. I privati - sono circa 80 le strutture dove viene praticata l'eterologa con prezzi dai 3 agli ottomila euro contro 500 di ticket - hanno fatto accordi con diverse banche straniere, soprattutto spagnole. Così anche alcuni ospedali, come Careggi di Firenze, il centro pubblico che ha fatto più interventi di tutti, circa 200 trattamenti.

In Emilia stanno finendo di preparare il bando per una gara tra le migliori banche straniere e nell'attesa l'ospedale di Cattolica e il Sant'Orsola di Bologna hanno cominciato a fare l'eterologa con l'egg sharing. Ovvero la donazione di gameti tra decine di coppie di cui un solo partner è fertile: se uno ha il marito sterile ricevere il seme da una coppia che in cambio riceverà da lei l'ovulo. I primi bambini sono gia nati. «Il problema dell'eterologa è che non è stata messa nei Lea e che non c'è alcuna campagna informativa del governo per invitare alla donazione dei gameti, come aveva promesso invece il ministro Lorenzin», sottolinea Filomena Gallo dell'Associazione Luca Coscioni. C'è chi parla di classica ipocrisia italica che vieta l'indenizzo qui, ma consente l'arrivo dall'estero di gameti avuti grazie a quello. All'estero, dice il primario di Cattolica Bulletti, 4 o 5 ovuli costano sui 2.000 euro. Lui come Borini della tecnobios di Bologna ( ha fatto ottanta eterologhe da dicembre grazie a gameti di banche spagnole ), sono stupiti dalla vicenda Antinori. «Sembra assurdo rischiare l'arresto quando con meno soldi si hanno gameti dall'estero in modo legale». 

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Le risorse per la ricerca non finiscano a pochi noti

Luca Coscioni - Lun, 16/05/2016 - 16:43
Le risorse per la ricerca non finiscano a pochi notiLeft14 Mag 2016Corradino MineoFinanziamenti ricerca

La senatrice a vita contesta la scelta del governo Renzi di affidare Human Technopole, grande progetto di ricerca su genoma e Big data, all'Iit di Genova, che già riceve ingenti fondi pubblici e li accantona. Intervista a Elena Cattaneo

Da quando Napolitano l'ha nominata senatore a vita, Elena Cattaneo usa il laticlavio per sostenere la ricerca italiana, affermarne il metodo, difenderne la necessaria autonomia. Questo impegno la porta ora a denunciare una scelta del governo Renzi che non condivide affatto. Quella di concentrare le risorse per la ricerca in poche mani. Mani libere di agire con i criteri che usano nel privato, efficienza manageriale innanzitutto, rapporti privilegiati con le grandi aziende, discrezionalità. «Nella scienza, così come in tutti gli altri ambiti, i ruoli devono essere distinti in base a obiettivi e competenze. È un bene che il governo decida di impegnare cospicue risorse pubbliche in un grande investimento per la ricerca - e sappiamo tutti quanto ce ne sia bisogno - ma non dovrebbe decidere tutto da solo, né improvvisare» dice la senatrice. A ciascuno il suo ruolo, dunque. «La politica, dopo aver acquisito le opportune informazioni, dovrebbe scegliere gli obiettivi da perseguire ma lasciare la selezione dei mezzi migliori per raggiungerli alla libera competizione fra idee e proponenti.Esperienze e analisi internazionali dimostrano che è un errore stabilire per legge quale progetto scientifico sostenere e che concentrare il denaro pubblico in poche mani produce una resa minore, una produttività scientifica inferiore, rallenta l'innovazione e ostacola l'eccellenza scientifica. E la diversificazione competitiva tra le idee, invece che la concentrazione su una proposta, che andrebbe perseguita».

In un documento depositato in Senato, Elena Cattaneo sostiene che l'Istituto italiano di tecnologia di Genova, scelto da Renzi per il dopo Expo e che dovrebbericevere dallo Stato almeno 1,5 miliardi in 10 anni, non ha le competenze indicate per sviluppare Human Technopole. E già si comporta come collettore di competenze esterne e distributore di fondi pubblici.Quali i guasti di tale metodo?

Dal 2003, anno in cui è stato istituito, ad oggi, in Parlamento diverse interrogazioni chiedevano se il governo avesse in qualche modo approvato la trasformazione dell'Iit in agenzia di finanziamento, senza averne titolo né diritto. Di fatto, l'Istituto di Genova negli anni ha selezionato discrezionalmente e proposto il finanziamento a partner di ricerca da lui prescelti, utilizzando parte delle risorse disponibili, che - ricordiamo - sono fondi pubblici. Ciò ha permesso di attivare collaborazioni e di rinforzare la propria produzione scientifica attraverso l'acquisizione di lavori e idee di altri, non sviluppandone o stimolandone di nuove. L'aspetto che più mi preme è che, in altre parole, Iit ha "coinvolto o finanziato" studiosi che avrebbero titolo per competere presso la fonte delle risorse pubbliche direttamente, essendo loro gli ideatori della linea di ricerca, senza passare attraverso altri enti intermediari. Inoltre, la gestione di fondi pubblici comporta una serie di doveri e responsabilità: centri di ricerca come l'Iit, che appunto nasce come fondazione di diritto privato finanziata con ingenti risorse pubbliche, non possonosottrarsi alle pubbliche rendicontazioni e all'amministrazione trasparente, come più volte rilevato dalle agenzie di controllo.

Hai dimostrato come i brevetti di Iit siano molti meno di quelli vantati, e come la Corte dei Conti ha rilevato che ben 430 milioni di denaro pubblico siano stati accantonati da lit. Dunque si può mettere in dubbio la stessa efficienza, privatistica, dell'istituto?

Non possiamo prescindere dai fatti. Se guardiamo ai brevetti, i dati sul trasferimento della proprietà intellettuale di Iit sul mercato non sembrano provare che il "modello Iit" abbia funzionato. Tra il 2013 e il 2015, sono solo quattro le aziende, la maggior parte di piccole dimensioni, che detengono diritti per sei brevetti. Infine per quel che riguarda il numero di brevetti di lit, va precisato che, sebbene più volte sia stato riportato che detenga oltre 300 brevetti, nella realtà si tratta in misura significativa di mere domande, depositate a fronte di un semplice pagamento annuale e che non ha valore di protezione della proprietà intellettuale fino al momento del rilascio del corrispondente brevetto (quindi trattasi di brevetti potenziali). Inoltre, è possibile desumere dall'analisi del sito internet di lit che tali domande coprono al più 180 invenzioni indipendenti (ogni invenzione può essere coperta da diverse domande di brevetto, per esempio in diversi Paesi).

Se dovessi spiegare a un giovane ricercatore perché le scelte del governo aiutino, cosa gli diresti?

I miei interventi sono legati anche allo svilimento dei ricercatori italiani, giovani e meno giovani, scoraggiati perché convinti che se non sei amico di qualcuno che conta non riceverai il finanziamento, se denunci condotte deviate rischi di essere escluso mentre se taci potrai aspirare alla "spartizione della torta". A questo si aggiungono i mille difetti del sistema di finanziamento della ricerca pubblica italiana: la frammentazione, la discontinuità e la scarsa garanzia di valutazione. Le ultime scelte operate dal governo continuano ad andare in questa direzione. Oltre ai tagli al fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica del Miur e ai fondi destinati a iniziative per la diffusione della cultura scientifica, oggi, di fronte alla prospettiva di un investimento di oltre un miliardo di euro in dieci anni per HT, il governo fa carta straccia dei principi alla base del metodo scientifico, cioè assegna denaro pubblico con decisione discrezionale, senza competizione. Non è questo il modo di favorire il merito né di stimolare le nuove idee. E senza idee un Paese condanna a morte la propria competitività.

Di recente, il presidente del Cnr Inguscio si è prodotto in una strana esternazione contro le vestali dell'etica, nel mondo scientifico. Esternazione duramente e giustamente ripresa da numerosi intellettuali e scienziati. Vedi un rapporto tra questa sparata di Inguscio, che sembrava rivolgersi pure a te, e la politica del governo?

Non posso sapere se le affermazioni del presidente del Cnr siano state stimolate da mie dichiarazioni, né se abbia voluto apertamente difendere la decisione del governo. A mio parere, ciò che conta è la mancata comprensione dei danni che produce al sistema italiano della ricerca l'operazione che il governo sta attuando nell'area ex-Expo, quindi la decisione di conferire a un ente beneficiario una notevole quantità di soldi pubblici in modo totalmente arbitrario, che è una vera "corruzione" dell'etica della scienza e dell'etica pubblica. Sono soldi dei cittadini quelli di cui si parla e giudico immorale che si mettano 80 milioni di euro per legge nella disponibilità di un beneficiario senza essere sicuri che si tratti del più meritevole e senza sapere fin da subito come saranno spesi. lo non conosco altro modo per stabilire chi sia meritevole, se non un confronto libero e trasparente na ogni idea, ente e proponente.

Proponi un'agenzia per la ricerca: come potrebbe funzionare?

Accennavo alla frammentazione delle modalità con cui vengono erogati i fondi per la ricerca e alla scarsa valutazione che accompagna le assegnazioni. L'Italia, inoltre, è tra i pochissimi Paesi in Europa, insieme a Montenegro, Polonia e Serbia, in cui i finanziamenti alla ricerca sono distribuiti dai ministeri, cioè da istituzioni politiche. L'agenzia costituirebbe invece un ente terzo e indipendente dalla politica, cui spetterebbero la decisione sui piani di investimento, e dalla comunità degli studiosi, a cui spetta adoperarsi per raggiungere gli obiettivi stabiliti da governo e Parlamento. L'agenzia deve essere competente e trasparente. I suoi compiti andrebbero dallo sviluppo delle procedure per l'erogazione di denaro pubblico al controllo sulle procedure stesse, dalla supervisione nella distribuzione dei finanziamenti pubblici competitivi al monitoraggio dei risultati che con quei finanziamenti si intendono raggiungere, dal monitoraggio delle aree strategiche della ricerca scientifica su cui investire a un possibile ruolo di consulenza per il governo per la politica della scienza. L'agenzia non comporterebbe maggiori spese per lo Stato. Basterebbe reindirizzare finanze e risorse umane oggi frammentate in più enti e istituzioni, per concentrarli in un'unica struttura. Nello stesso tempo si potrebbe provvedere a una dotazione finanziaria sufficiente a garantirne l'immediata operatività, reindirizzando verso questo nuovo ente una parte dei flussi di finanziamento pubblici, classificati dallo Stato come investimenti, ma oggi destinati inspiegabilimente a soggetti che li trasformano in "accantonamenti finanziari" di centinaia di milioni di euro, come lit.

Promette Giannini che il governo investirà di più nella ricerca. Una buona novella?

È di sicuro un bene che nel nostro Paese si senta parlare di ricerca, che si sia risvegliato un dibattito pubblico sull'argomento e anche le intenzioni del governo di riprendere a investire in questo settore sono una buona notizia, ma solo se accompagnate da procedure competenti, rigorose e trasparenti per le assegnazioni. Come dimostra il caso di Human Technopole, non è l'investimento in sé che conta, quanto come si decide di portarlo a termine. La politica deve avere più fiducia nella scienza, affidarsi al suo metodo. E gli scienziati non possono pretendere il metodo scientifico "a giorni alterni" dimenticandosene quando sono i diretti beneficiare di fondi pubblici. Politica e scienza devono perseguire unicamente l'interesse del cittadino. La libera competizione tra idee, proponenti, enti seguita da selezione terza, competente e indipendente è l'unica modalità per garantire al cittadino il miglior impiego del denaro pubblico.

Categorie: Radicali

Testamento biologico in piazza domani a Milano. Il messaggio di Mina Welby

Radicali Italiani - Lun, 16/05/2016 - 13:52
16/05/16

Sarò a Milano domani per una ottima ragione.

 

Da candidata della lista Radicali con Cappato Sindaco, per l'iniziativa"TESTAMENTO BIOLOGICO IN PIAZZA", martedì 17 maggio, dalle 16 alle 19, sarò al gazebo radicale di Piazzale Cadorna insieme ai nostri notai per autenticare il testamenti biologici dei cittadini. Il servizio è gratuito (sarà gradito un contributo volontario).

Chi è intenzionato a farsi autenticare il testamento biologico, può trovare una versione da compilare cliccando QUI.

Daremo la precedenza a chi avrà prenotato chiamando il numero 02-88450480 o rispondendo a questa email.

 

Un grande abbraccio, e passaparola.

Mina Welby

co-presidente Associazione Luca Coscioni

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Firenze, sabato 21 maggio ore 15 - Assemblea degli iscritti al Partito Radicale

Partito Radicale - Lun, 16/05/2016 - 12:47
16/05/2016

Assemblea degli iscritti al Partito Radicale.

FIRENZE
sabato 21 maggio ore 15
Aula magna dell'Accademia Italiana
Piazza Pitti n.15

Hanno tra gli altri preannunciato la loro partecipazione:
Matteo Angioli, Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Maurizio Buzzegoli, Sergio D'Elia, Maria Antonietta Farina Coscioni, Massimo Lensi, Laura Harth,  Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti.

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M5S, Radicali: solidarietà a Pizzarotti, sospensione è lavaggio di coscienza di chi non risponde a nessuno

Radicali Italiani - Ven, 13/05/2016 - 18:03
13/05/16

La sospensione di Pizzarotti dal Movimento 5 Stelle è utile solo a lavare le coscienze di chi l'ha decretata e che non ha regole da rispettare e non risponde a nessuno. Emettere bolle papali a mezzo blog è assai comodo e non richiede alcun tipo di responsabilità, contrariamente all'amministrazione di una città. A Federico Pizzarotti, sindaco capace, va la nostra solidarietà di Radicali.

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A Rebibbia femminile cinque chef cucinano il pranzo per la festa della mamma

Partito Radicale - Ven, 13/05/2016 - 15:48
13/05/2016

Il cibo non solo come nutrimento ma trasmissione di valori quali il prendersi cura, la comunione tra madre e figlio, le tradizioni che passano attraverso sapori, odori e colori. Ma anche la condivisione di culture e appartenenze diverse che si incontrano, si scambiano le rispettive ricette, con un messaggio forte sulla conoscenza per chi sembra lontano da noi ma in realtà è simile, come il cibo che ci nutre e ci tiene in vita.

In occasione della Festa della Mamma, cinque chef si mettono ai fornelli per preparare dei piatti speciali, usando il vitto delle tabelle previsto dall’amministrazione penitenziaria e gli ingredienti donati da loro stessi e da alcune ditte. Un pranzo di buona volontà e festa nell’Istituto femminile più grande d’Europa grazie anche alla Direzione del Carcere e della Polizia Penitenziaria.

A questo evento concorreranno gli chef Giuseppe Garozzo Zannini Quirini (il Conte), Arianna Contenti, Chiara Zanotti, Carmine Giovinazzo e Gabriele Costantino

L'iniziativa è promosso da Associazione Radicale Nessuno Tocchi Caino e Cooperativa Sociale PID Onlus

Sponsor Loison Pasticceri; Trombolotto di Simposio; Pastificio Rustichella D’Abruzzo.

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Armi, Egitto, Libia, ENI, Irak ... e si capisce la relazione

Partito Radicale - Ven, 13/05/2016 - 15:46
13/05/2016

Export di armi da guerra italiane triplicato: 2,9 miliardi di euro nel 2014, 8,2 miliardi nel 2015. Nella Relazione annuale alle Camere sulle autorizzazioni all’export, tanti omissis. 2.775 i nulla osta rilasciati, manca il dato più importante: i paesi destinatari. Per la prima volta l’Italia “non ha emesso dinieghi all’export”. Dunque nessuna vendita è stata vietata. Neanche i 3.600 fucili e le 3.000 pistole per le forze speciali di al-Sisi, le stesse accusate del sequestro e l’omicidio di Giulio Regeni.

Il “numero uno” di ENI Claudio De Scalzi dice cose interessanti, almeno per certi “circoli” di potere reale. Per esempio: “in Egitto, dove a Zohr abbiamo trovato uno dei giacimenti di gas più ricchi del mondo, già oggi rigiriamo il 100 per cento” al paese dove il giacimento è ubicato. Scelta costosa, ma così “creiamo legame con i paesi africani, partnership che rendono sostenibile la nostra presenza”. Sembra di sentire Enrico Mattei. E la Libia? “Alla Libia ENI fornisce il 100% del gas per generazione elettrica e il 50% per le utenze domestiche. Garantiamo energia a tutte le parti in causa”.

“L'Italia è pronta, team avanzati sono sul posto per ricognizioni, da fine maggio la task force si dispiegherà a protezione dei lavori sulla diga di Mosul, sul Tigri”, assicura il ministro della Difesa Pinotti. Partiti i primi 100, a breve saranno 450 i soldati altamente specializzati: “Pronti a restare fino a due anni, fino a che la diga sarà messa in sicurezza”. Pinotti garantisce che la presenza italiana “sul terreno” vicino alla zona controllata da Daesh non significa che si stia pensando di mandare aerei a bombardare l'Irak, come chiesto dagli americani. Però “svolgiamo missioni di ricerca e acquisizione di obiettivi, fondamentale per chi fa operazioni di attacco al suolo”.
Tutto chiaro, limpido; e si capisce la relazione.

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Conoscenza e referendum

Partito Radicale - Ven, 13/05/2016 - 15:44
13/05/2016

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dei Radicali relativo al c.d. referendum trivelle. Si lamentava, tra l’altro, che la fissazione della data al 17 aprile anziché in una successiva - mediante accorpamento con le elezioni amministrative e conseguente risparmio di denaro pubblico - non consentisse ai cittadini una esauriente informazione.

A fronte dell’iniziativa radicale, fondatamente argomentata, volta a valorizzare il principio liberale “conoscere per deliberare”, questo è - in sintesi - lo scarno risultato: secondo il Tribunale, il periodo di tempo intercorrente tra la decisione della data del referendum e la consultazione “non appare insuscettibile – di per sé – di offrire una corretta esecuzione del disposto del provvedimento e, più in particolare, non appare – di per sé – inidoneo a garantire una corretta informativa degli elettori”. Oltre al linguaggio involuto, con cui una certa "burocrazia" giuridica sembra sopperire all’assenza di contenuti, si rileva che il Tar non spiega i motivi per cui il “diritto alla conoscenza” dei votanti sarebbe stato rispettato.

Se argomentazioni chiare ed esaustive consentono agli interessati di valutare la fondatezza della pronuncia, l’ordinanza in discorso apporta alla conoscenza scarso valore aggiunto. Inoltre, è singolare la ragione per cui i giudici hanno rigettato la questione relativa all’accorpamento delle date: manca una norma che lo imponga o comunque riveli l’orientamento del legislatore in tal senso. Evidentemente, le esigenze di risparmio per le casse dell’erario – e per la collettività cui appartengono le relative risorse - non rivestono rilevanza né per il governo né per il Tribunale. Forse, in questo caso, i motivi non badare a spese sono altri. Resta il dubbio.

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Comunali: Sabato a Roma presentazione della Lista Radicali- Federalisti, Laici, Ecologisti. Interviene Roberto Giachetti

Radicali Italiani - Ven, 13/05/2016 - 14:58
13/05/16

Domani, sabato 14 maggio, alle ore 11 presso la sede radicale di via di Torre Argentina 76, il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi, capolista al comune, presenta alla stampa la Lista Radicali - federalisti, laici, ecologisti per le prossime elezioni amministrative a Roma.

 

Partecipa Emma Bonino.

Interviene il candidato sindaco Roberto Giachetti. 

 

Saranno presenti i candidati della Lista Radicali - federalisti, laici, ecologisti al Comune e nei municipi. 

 

radicali2016.it/roma/

 

 

 

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Sbarca a New York "Ocean Terminal", spettacolo tratto dal libro di Welby

Luca Coscioni - Gio, 12/05/2016 - 14:31
Sbarca a New York "Ocean Terminal", spettacolo tratto dal libro di WelbyAssociazione Luca Coscioni12 Mag 2016Bioetica

Mina Welby: "Dopo dieci anni la battaglia di Piergiorgio torna nella Grande Mela, mentre in Italia grazie all'Associazione Luca Coscioni in parlamento si discute di fine vita"

Dal 13 al 15 maggio lo spettacolo teatrale Ocean Terminal, tratto dall'omonimo romanzo di Piergiorgio Welby andrà in scena a New York presso il Bernie Wohl Center nell'ambito del Festival del Teatro Italiano. 

Il debutto nella Grande Mela della rappresentazione curata da Francesco Lioce avviene a dieci dall'articolo del New York Times "A Poet Crusades for the Right to Die His Way", che descriveva la battaglia di Piergiorgio per rivendicare il proprio diritto a una morte dignitosa. 

"Sono trascorsi 10 anni e con l'Associazione Luca Coscioni che Piergiorgio presiedeva, dopo aver depositato circa 70 mila firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia, dopo aver coinvolto 225 parlamentari, abbiamo ottenuto la calendarizzazione della proposta di legge. Per la prima volta nella storia della Repubblica, in parlamento si discute di eutanasia e testamento biologico", scrive Mina Welby, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni, in un messaggio rivolto agli iscritti newyorkesi.

"Siamo consapevoli - prosegue - che sarà una strada in salita quella che ci porterà ad una buona legge che consenta di essere liberi fino alla fine. L'Associazione Luca Coscioni con il comitato Eutanasia Legale ha reso possibile questi primi obiettivi raggiunti e continuerà a intraprendere tutte le azioni possibili, affinché la politica dia esecuzione alle volontà dei cittadini. Per questo Gustavo Fraticelli, vice segretario dell'associazione, il tesoriere Marco Cappato e io abbiamo intrapreso anche un'azione di disobbedienza civile, aiutando le persone che vogliono andare nei paesi dove l'eutanasia legale è possibile", conclude Mina Welby.

 
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"Ora avanti con eutanasia, cannabis, cittadinanza e asilo"

Luca Coscioni - Gio, 12/05/2016 - 13:48
"Ora avanti con eutanasia, cannabis, cittadinanza e asilo"La Stampa12 Mag 2016Francesca PaciPolitica

Questa legge regola una realtà già mutata, almeno ne prende finalmente atto. Un referendum contro? Auguri, non ricordano più com’è andata con divorzio e aborto. La stepchild adoption ormai viene riconosciuta anche dalla giurisprudenza. Intervista a Emma Bonino sui diritti civili.

Ne ha combattute di battaglie, Emma Bonino. Da dentro al governo, da fuori, dalla scomoda posizione di una che spesso dice quanto i connazionali non sono ancora pronti ad ascoltare. L’ex ministro degli esteri, ex commissario europeo e molti altri ex ruoli tranne che radicale non abbassa la guardia sui diritti. Da presidente dell’European Council on Foreign Relations parla e tratta con regimi campioni di violazioni, ma ogni paese ha la sua storia e questa è la nostra.

Seppur maturata con difficoltà, è una giornata epocale nella marcia per i diritti degli italiani?

«Ricordo che la prima proposta di legge del genere portava la firma di Agata Alma Cappiello, Margherita Boniver e poche altre: era il 1988 e non fu mai discussa. Nel 2006 i Dico vennero bloccati da destra e da sinistra. Poi toccò ai Pacs e infine, lento pede, eccoci a regolare una realtà nel frattempo mutata. Questa legge non cambia la società ma, ancorché timida e riduttiva, prende almeno atto tardivamente dell’Italia del 2016, cioè di una mutazione già avvenuta».

C’è chi dice è troppo, chi troppo poco. Com’è questa legge?

«Il dibattito è legittimo. I diritti civili non dovrebbero essere ideologici: non appartengono nè alla destra nè alla sinistra, sono delle persone. Il referendum sul divorzio passò con il 52%, metà della gente era contraria. Quello che mi rattrista sono i toni volgarissimi uditi nei giorni passati al Senato, toni che ricordano quelli pessimi sulla morte dignitosa e l’eutanasia, all’epoca del cosiddetto caso Englaro, altro tema su cui, lento pede, avanziamo. È noto che sulle scelte personali il proibizionismo non funziona, eppure i politici sembrano non capire. Lo sforzo di legalizzare è duro ma, a differenza dell’illusione nefasta di proibire, funziona».

Perché ad ogni battaglia legale sui diritti siamo punto e a capo?

«I diritti civili in Italia vanno sempre spinti a forza. Vero invece è che purtroppo da almeno vent’anni l’impegno è meno vivace e più frantumato. Ognuno si batte per una cosa, i gay, le donne, l’eutanasia. E la politica non sente il fiato sul collo».

Che debolezze ha la legge?

«Non entro nel merito, ma diciamo che la negazione dell’adozione del figlio naturale è ormai superata pure dalla giurisprudenza. Nonostante tutto però, questo è un risultato: rimbocchiamoci le maniche e ripartiamo da qui. C’è molto da fare, l’eutanasia, la cannabis, la legge sulla cittadinanza e il diritto d’asilo. Non risiediamoci, si può fare».

Sa che le destre parlano già del referendum abrogativo?

«Auguri! Non ricordano la lezione del referendum abrogativo sul divorzio e sull’aborto? La società ha assimilato che quanto non ci piace non va però negato agli altri. Nel 2005, nel caso della legge 40 sulla procreazione assistita, i nemici del referendum fecero campagna per il non voto: se ce la fossimo giocata sui sì e i no non ci sarebbe stata partita».

La Chiesa ha usato toni severi.

«Ci mancherebbe altro, svolge il suo ruolo. Però questa Chiesa non ha nulla a che vedere con la veemenza intrusiva di Ruini».

E se la Lega invitasse i suoi sindaci all’obiezione di coscienza?

«Tutti liberi basta che garantiscano il servizio e non come con l’aborto per cui, in barba alla 194, ci sono regioni dove questo non avviene. Voglio anche tranquillizzare il candidato sindaco Marchini, sebbene sul piano istituzionale il fatto che annunci di non voler applicare la legge mi pare inusuale per non dire altro. Comunque, grazie per dircelo prima, è un’ottima informazione per gli elettori. Signor Marchini faccia come crede, purché mandi un sostituto a celebrare le unioni civili. Anzi, basta eleggere dei radicali in Consiglio, poi il servizio lo garantiamo noi».

Domani sarà l’utero in affitto?

«Su questo ho la posizione dell’Associazione Luca Coscioni, sono per una legge rigorosa, è meglio legalizzare che proibire. Io non lo farei ma non per questo lo vieterei ad altri con la motivazione della protezione dallo sfruttamento. Piuttosto garantiamo nuove protezioni sociali».

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5 fra le molte ragioni per “sfiduciare” il ministro Lorenzin

Luca Coscioni - Gio, 12/05/2016 - 13:04
5 fra le molte ragioni per “sfiduciare” il ministro LorenzinL'espresso9 Mag 2016Carlo TroiloSanità

Nelle ultime due settimane ho trovato sui giornali queste cinque notizie. Non bastano perché un parlamentare dell'opposizione presenti una mozione di sfiducia per il ministro della sanità Lorenzin, che perde tempo tentando di fare introdurre un assurdo “reato universale di utero in affitto”?

1) Fino a quando si potrà abortire in Italia? - E’ sconcertante leggere l’intervista al “Sole 24 Ore Sanità” di Silvia Agatone, presidente della associazione di ginecologi che si battono per l’applicazione della legge 194: quando andremo in pensione noi ginecologici che pratichiamo l’IVD, il diritto all’aborto sarà messo seriamente in forse e si tornerà in pieno (come sta già avvenendo) alla pratica degli aborti clandestini, molto più pericolosi per le donne. Eppure basterebbero misure semplici e di buon senso, come riservare nei concorsi il 50% dei posti a medici che non si dichiarino obiettori oppure organizzare le cose in modo che almeno un ospedale per provincia assicuri l’effettuazione dell’aborto entro 90 giorni.

2) Pazzi in libertà - Due leggi (del 2012 e del 2014) decretarono la chiusura degli OPG (Ospedali Psichiatrica Giudiziari) ed il trasferimento dei loro ospiti nelle REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza). Poiché poche regioni hanno dato vita alle REMS, i giudici sono costretti a lasciare in libertà dei malati che sono “socialmente pericolosi”. Così rischiamo di essere aggrediti da un ospite di un OPG abbandonato a se stesso perché (è un caso reale) “glielo ha ordinato un extraterrestre dal suo disco volante”. Possibile che lo Stato – dopo aver irresponsabilmente ceduto la Sanità alle regioni – non sia in grado di costringerle ad applicare le leggi o di sanzionare le inadempienze? Chi se la sente di denunciare il ministro della sanità?

3) La lotteria della fecondazione eterologa
A due anni dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha abolito il divieto di fecondazione eterologa la situazione è questa: le regioni (salvo due o tre) stentano ad organizzarsi, i centri pubblici sono del tutto insufficienti, zero donatrici. Risultato: le coppie italiane sono per lo più costrette a pagare in centri privati o ad andare all’estero, alimentando il “turismo ricreativo”). Malgrado questa situazione, “Avvenire” si scandalizza perché centri specializzati spagnoli aprono in Italia sedi in cui ricorrere alla eterologa. Direbbe Bogart: “E’ l’Europa, bellezza”. Un altro zero in condotta per il ministro Lorenzin, che torva tempo solo per inventarsi il “reato universale di utero in affitto”.

4) Disabili senza ausili
Protesta l’Associazione Coscioni perché il Nomenclatore Tariffario delle protesi e degli ausili per i disabili sono fermi al 1999 (come se in un catalogo di PC o di telefonini fossimo fermi a quelli di 17 anni fa). La Lorenzin ha annunciato ripetutamente l’aggiornamento, ma continua a cincischiare. A questo link le osservazioni inviate al Ministro della Salute, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Repubblica.

5) Anziani dimenticati
Sono 2,5 milioni gli anziani non autosufficienti in Italia. Solo metà di loro riceve l’assegno di 500 euro al mese previsto dalle leggi, solo il 40% ottiene l’assistenza domiciliare. Ne fanno le spese i familiari che se ne occupano: tre milioni di cosiddetti “caregiver”. Da questo punto di vista siamo al 37° posto nella classifica mondiale, dopo – fra gli altri .- Messico e Polonia.

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Unioni civili: Oggi primo passo, continua battaglia per eguaglianza

Luca Coscioni - Gio, 12/05/2016 - 10:31
Unioni civili: Oggi primo passo, continua battaglia per eguaglianza Riccardo Magi, Yuri Guaiana, Filomena Gallo11 Mag 2016Politica

Dichiarazione Congiunta di: Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, e Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, commentando la fase finale dell’iter parlamentare delle unioni civili. 

“Il voto di oggi segna solo un primo passo verso la conquista in Italia di diritti che in tanti altri paesi sono già storia: le unioni civili che usciranno dalla Camera dei deputati, infatti, sono lontane dall’essere la soluzione definitiva ai problemi delle coppie omosessuali e dei loro figli, esclusi dal provvedimento nel corso della bagarre al Senato. Non sono l’azione di riforma complessiva di un diritto di famiglia che da decenni non riflette più le esigenze di una società in mutamento. Oggi, quindi, siamo felici per le coppie che da troppo tempo aspettavano questo momento, già da domani saremo di nuovo al lavoro, anche con tutti gli strumenti giuridici a nostra disposizione, per una riforma della legge in senso egualitario. Continua la battaglia radicale per assicurare davvero pari diritti a tutti i cittadini.”

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“Enzo Tortora, una ferita italiana” a Trani con Boccia, Federico, Poli Bortone e Capano. Proiezione del docufilm di Ambrogio Crespi e dibattito

Radicali Italiani - Mer, 11/05/2016 - 18:10
11/05/16 “Enzo Tortora, una ferita italiana” a Trani con Boccia, Federico, Poli Bortone e Capano. Proiezione del docufilm di Ambrogio Crespi e dibattitoSabato 21 maggio h.19 – Polo museale, "Palazzo Lodispoto" Piazza Duomo 8/9 Trani (BAT)

Intervengono:

  • Francesco Boccia, Deputato del Partito Democratico, Presidente della Commissione Bilancio 
  • Adriana Poli Bortone, già senatrice, Forza Italia
  • Valerio Federico, Tesoriere di Radicali Italiani
  • Michele Capano, avvocato, membro della Direzione Nazionale di Radicali Italiani
  • Amedeo Bottaro, Sindaco di Trani

Conduce:

Maurizio Angelillo, Direttore di Radionorba Notizie

 

Sarà presente Ambrogio Crespi, regista del docufilm

 

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