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Appalti irregolari per case famiglia Napoli, tre indagati inchiesta su coop e assistenza a minori
(ANSA) - NAPOLI, 26 GEN - Perquisizioni sono state effettuate dagli agenti della Polizia municipale di Napoli in alcuni uffici dell'assessorato alle Politiche sociali del Comune e nelle abitazioni di una funzionaria e di un ex funzionario dello stesso assessorato. Le perquisizioni rientrano in un'inchiesta coordinata dal pm Graziella Arlomede su presunte irregolarità negli appalti per le case famiglia, che seguono minori di nuclei disagiati. A quanto si è appreso, le persone indagate con le accuse di concussione e corruzione sono tre: una funzionaria del servizio Politiche sociali, un ex funzionario, ora in pensione, ed il rappresentante legale della cooperativa sociale L'Orizzonte. Gli uomini della Polizia municipale, guidati dal generale Luigi Sementa, avrebbero accertato l'esistenza di corsie preferenziali nella aggiudicazione degli appalti e la presenza di fatture gonfiate con gravi danni economici per il Comune.
Nell'inchiesta risultano indagati Giuseppe Guerra, ex funzionario del servizio Politiche sociali del Comune di Napoli attualmente in pensione, Anna Crevatin, funzionaria dello stesso servizio, e Giovanni Minucci, rappresentante legale della Cooperativa «L'Orizzonte». Le indagini furono avviate in seguito all'arresto di un'assistente sociale per presunte tangenti ai danni del presidente di una coop. L'inchiesta mira ad accertare l'esistenza di un giro più esteso di false fatture per prestazioni mai erogate.
In merito all'inchiesta relativa alle presunte irregolarità nell'affidamento dei minori in case famiglia, l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Napoli, Sergio D'Angelo, evidenzia, in una nota, che «non si tratta di 'procedure irregolari di appaltò e che, soprattutto, l'indagine stessa è partita da una denuncia» presentata proprio dallo stesso assessore D'Angelo. «L'inchiesta - sottolinea la nota - ha condotto nello scorso mese di giugno all'arresto di una assistente sociale alle dipendenze del Comune di Napoli, con l'accusa di aver pilotato alcuni inserimenti di minori in case famiglia per trarne benefici economici. In questi mesi la Magistratura, anche con la piena collaborazione degli uffici delle politiche sociali del Comune, ha potuto raccogliere ulteriori elementi che hanno determinato l'estensione delle indagini ad altri dipendenti dell'Amministrazione». Secondo D'Angelo, «si tratta comunque di presunte responsabilità individuali di dipendenti comunali e di alcuni rappresentanti di strutture di accoglienza per minori, che si sarebbero procurati un indebito arricchimento in danno dell'Amministrazione comunale». «Siamo certi che i responsabili verranno individuati - ha dichiarato l'assessore alle politiche sociali - e che tale episodio non potrà gettare ombra sul prezioso lavoro sociale che tanti operatori pubblici e del Terzo settore hanno svolto e continueranno a svolgere in futuro».
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