Radicali

PARTITO RADICALE - Licenziati gli ultimi dipendenti. Non si sospende l'iniziativa politica. Iscrizioni, sottoscrizioni, contributi SUBITO

Partito Radicale - Mer, 15/07/2015 - 17:17
30/06/2015 ... ho appena firmato le lettere di licenziamento per le ultime otto persone che da almeno dieci anni collaborano con il Partito; appena un anno fa avevo dovuto licenziare gli otto dipendenti che lavoravano al call center. Anche se sono scelte inevitabili di fronte alla situazione oggettiva in cui ci troviamo, umanamente e politicamente sono davvero difficili....  

Leggi la lettera del Tesoriere del Partito radicale Maurizio Turco e ascolta l'intervista a Radio Radicale.  

L'intervista a Radio Radicale.


LA LETTERA di Maurizio Turco, Tesoriere del Partito Radicale: 
Cari,
ho appena firmato le lettere di licenziamento per le ultime otto persone che da almeno dieci anni collaborano con il Partito; appena un anno fa avevo dovuto licenziare gli otto dipendenti che lavoravano al call center. Anche se sono scelte inevitabili di fronte alla situazione oggettiva in cui ci troviamo, umanamente e politicamente sono davvero difficili.

Il Partito radicale in questi anni oltre alle iniziative politiche proprie si è assunto la responsabilità di privilegiare la possibilità che i soggetti costituenti avessero un luogo e degli strumenti per poter operare. Come Partito abbiamo resistito fin che abbiamo potuto, ed anche oltre. Ma oggi non si può fare altro, davvero con una estrema difficoltà, ripeto: anche personale, che firmare la fine dei rapporti di lavoro.

A scanso di equivoci mi preme evidenziare che questa difficile fase non è né una sospensione delle attività politiche né tantomeno una chiusura del Partito Radicale anche perché non è nelle mie prerogative e responsabilità; anche se questa fase, dalla quale spero ne usciremo al più presto, aggiunge ulteriori difficoltà a quelle di contesto che hanno contribuito a creare la situazione in cui ci troviamo. Eppure … ormai non c’è argomento, a cominciare proprio da quelli che sono oggetto di iniziative e lotte radicali, in cui i radicali siano chiamati a dare il proprio contributo così da essere conosciuto dai cittadini. Infatti, la violazione di cui ci siamo sempre occupati è quella di far rispettare il diritto del cittadino di conoscere per scegliere, e quindi di lottare perché le violazioni siano conosciute, denunciate, accertate e sanzionate. In questo senso abbiamo ottenuto che una denuncia presentata da Marco Pannella alla Corte europea sui diritti dell’Uomo contro l’Italia per violazione proprio del diritto a conoscere sia stata dichiarata ammissibile, la strada è lunga per arrivare a una sentenza, ma il cammino è finalmente iniziato!

* * *

Nel frattempo siamo impegnati nell’iniziativa per una transizione verso lo stato di diritto democratico, federalista, laico e nella realizzazione del progetto volto all’adozione di una Convenzione dell’ONU sul nuovo diritto umano alla conoscenza. Questa campagna è la naturale evoluzione di sessant’anni di lotte radicali e, per ricordare solo le ultime,  della lotta Irak libero contro la guerra e l’iniziativa contro la pena di morte a Saddam che da allora ha visto impegnato soprattutto Matteo Angioli.

Questa lotta ha un connotato che ha accompagnato tutte le grandi lotte radicali, per citarne alcune, dal divorzio all’aborto, dall’obiezione di coscienza al voto ai diciottenni, da quella per il contenimento del debito pubblico a quella per l’aumento delle pensioni minime, da quella contro lo sterminio per fame a quella per il Tribunale Penale Internazionale, all’amnistia per la Repubblica: non si apprezza il fatto che siano di fatto le uniche risposte di Governo ai problemi di un dato momento storico. I barconi degli immigrati non possono meravigliare chi ha avuto la fortuna di trovarsi a partecipare alle iniziative contro lo sterminio per fame: lo dicevamo allora, al momento giusto, che quella lotta era necessaria per evitare che accadesse quello che sta accadendo. Sulla giustizia non è lo stesso? Abbiamo proposto le riforme utili a tempo debito e oggi la lentezza della “giustizia” italiana è considerata dal Consiglio d’Europa un pericolo per lo Stato di diritto, cioè per la democrazia … sin dagli inizi degli anni ’90, cioè dal tempo dei referendum Tortora per la Giustizia giusta. Una notizia come questa è, trattata da questo sistema, come se fosse un segreto, ed infatti per i cittadini lo è!

Questo ad ulteriore dimostrazione, se proprio necessario, che siamo sempre intervenuti al momento appropriato avendo la capacità di prospettare con precisione quello che sarebbe accaduto, e che i fatti – purtroppo! - hanno poi dimostrato che i disastri erano preannunciati più che prevedibili.

So benissimo che questa lettera è come una bottiglia gettata nel laghetto di coloro che apprezzano o hanno apprezzato le lotte, alcune o tante, per un anno o tanti anni, perché hanno avuto il privilegio di conoscere idee, lotte e speranze del Partito Radicale mentre alla maggior parte dei cittadini è stato negato il diritto sinanche di poterle rifiutare!

Abbiamo sempre avuto presente - al limite della nausea per chi ci ascoltava e non solo - che la mancata informazione è di per se disinformazione ed è questione centrale in uno Stato che voglia essere di diritto, democratico. E’ problema ancora vivo, anzi più vivo che mai; e bisognerà fare sempre più sforzi, come li stiamo facendo, perché sia presente anche a chi ha il dovere di rispettare la propria legalità.

Mi fermo qui, anche perché oggi anche un altro foglio di carta è un problema.
Stiamo continuando a vivere, come sempre abbiamo vissuto, in sintonia con tutte le donne e gli uomini di questo paese. A fare i conti con una crisi economica che affonda le sue radici nella crisi democratica, che non è dovuta alla democrazia in se ma a chi, dovendola rispettare, viola Costituzione, convenzioni internazionali, leggi e regole.
 
A te che hai già contribuito per il 2015, nel ringraziarti ancora una volta per questo, chiedo se puoi aiutarci come meglio saprai e vorrai fare in questo ulteriore sforzo.
 
Siamo, ancora una volta, come sempre, sulla barricata della vita del Diritto per il diritto alla vita. Che è la ragione costituente di quel che siamo stati, siamo e serberemo le ultime energie per continuare ad esserlo. Con chi vorrà, potrà, saprà.

Grazie davvero e spero a presto,
  Maurizio Turco Tesoriere del Partito radicale     Ci si può iscrivere al Partito radicale (almeno 200 euro l'anno) o a tutti i soggetti radicali (almeno 590 euro l'anno)
  • con carta di credito telefonare allo 0668979300 o collegandosi al sitowww.partitoradicale.org
  • Con conto corrente postale n. 44855005 intestato a Partito Radicale
  • Con bonifico bancario  intestato a Partito Radicale IBANIT56E0832703221000000002381
Categorie: Radicali

Rita Bernardini "sfida" il Guardasigilli

Radicali Italiani - 4 ore 35 min fa
04/07/15

"Caro Orlando, sulle carceri è ora di fare la rivoluzione"

Gli Stati Generali siano davvero l'architrave della riforma penitenziaria: la Camera si fermi. E il ministro sciolga tre dubbi

 

Il ministro Andrea Orlando è intervenuto il 1° luglio alla prima riunione dei coordinatori degli Stati generali dell`esecuzione penale. Si è trattato di un incontro tra i responsabili che coordineranno i 18 tavoli in cui sono articolati i lavori. Come correttamente riportava Eleonora Martini sul Manifesto, Orlando, rivolgendosi in particolare a me, ha affermato che «la scelta di un percorso aperto è oggi possibile perché la situazione delle carceri non è più esplosiva dal punto di vista del sovraffollamento. Allora una discussione sulla finalità e sul senso della pena sarebbe stata surreale».

Ciò che mi divide dall`impostazione del ministro è che lui ritenga superata, con la riduzione del sovraffollamento, l`emergenza della pena "illegale" che si sconta ancora oggi nelle carceri italiane, per non parlare della non corrispondenza al diritto vigente del modo in cui viene amministrata la giustizia nel nostro Paese. Do atto ad Orlando di aver esternato riflessioni "pesanti" che devono necessariamente comportare cambiamenti radicali, come quando ha affermato che il nostro sistema penitenziario oltre essere carissimo (3 miliardi di euro all`anno) è «criminogeno». Il che vuol dire però che noi mandiamo persone in carcere spendendo cifre astronomiche per farle poi uscire, a distanza di anni, peggiori di come sono entrate. Spesso ci mandiamo persone - quelle in attesa di giudizio - che all`esito del processo saranno riconosciute innocenti e ciò avviene almeno nel 50% dei casi.

Le tematiche dei18 tavoli che siamo chiamati a coordinare rappresentano, nella maggior parte dei casi, non semplici "criticità" del sistema, ma vere e proprie illegalità strutturali che dovrebbero essere immediatamente rimosse. Il ministro Orlando risponde alla proposta radicale di un provvedimento di amnistia e di indulto (contenuta anche nel messaggio del presidente Napolitano alle Camere), contrapponendo la strategia del suo ministero che riesce a superare quanto evidenziato nella sentenza di condanna della Corte Edu detta "Torreggiani" e nelle trentennali sanzioni del Consiglio d`Europa sull`irragionevole durata dei processi, procedendo con altri "strumenti" rispetto a quelli previsti dall`articolo 79 della Costituzione. Ora, a parte il provvidenziale intervento della Consulta che ha dichiarato l`incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi consentendo al sistema di ridurre in un solo anno, il 2014, di ben 8.913 unità la popolazione detenuta, tutte le misure varate e da varare si scontrano con il fattore tempo.

Quanto ci vorrà per approvare le riforme e per far sì che quelle già approvate entrino a regime? Può uno Stato che si definisca democratico accettare le condizioni di illegalità sopra ricordate?

Quanto agli Stati generali sull`esecuzione penale, voglio ancora una volta ringraziare pubblicamente il ministro Orlando per avermi chiesto di coordinare il tavolo sulla Affettività in carcere e sulla territorializzazione della pena. Do atto che il lavoro sia stato bene organizzato anche con la dotazione di materiale di documentazione e di studio e che ieri mi sia stato assicurato che il personale del ministero sarà a disposizione per fornire dati statistici riguardanti i vari settori. Detto questo, mi permetto però di evidenziare alcune cose che mi sembrano a dir poco incoerenti.

La prima: come si concilia il lavoro avviato in queste ore con quello già in corso alla Camera in commissione Giustizia riguardante la riforma dell`Ordinamento penitenziario?

La seconda: la riorganizzazione del ministero della Giustizia che prevede la sacrosanta riduzione degli uffici dirigenziali e degli organici (Dpcm numero 84 del 15 giugno 2015) non sarebbe stato meglio farla a seguito dell`approvazione delle riforme?

La terza riguarda le spese sostenute da coloro che fanno parte dei "tavoli". Nel corso della prima riunione ci è stato detto che saranno rimborsate solo a chi fa parte del ministero. Trovo positivo il fatto che sia stata accettata la mia proposta di ascoltare la voce dei detenuti e di chi in carcere ci lavora, ma quale è la logica secondo la quale se io o altri ci spostiamo per andare in un carcere dobbiamo pagarci il viaggio mentre i funzionari del Dap e i magistrati saranno invece rimborsati?

 

 

© 2015 il Garantista. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Torino. Barriere architettoniche, Consiglio approva all’unanimità mozione per predisposizione Peba. Radicali: 28 anni di ritardo. Giunta lavori per recuperare tempo perso nei pochi mesi che rimangono prima delle elezioni

Radicali Italiani - Ven, 03/07/2015 - 13:09
03/07/15

Il Consiglio comunale di Torino ha approvato ieri pomeriggio una mozione presentata dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle (e dal vice-capogruppo del Pd, il radicale Silvio Viale) che impegna sindaco e giunta a predisporre il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba).

Sindaco e giunta vengono inoltre impegnati ad individuare un gruppo di lavoro, coinvolgendo assessorati e associazioni interessate, per sviluppare il Piano e confrontarsi sulle questioni relative alla mobilità dei disabili, e a sperimentare modalità di inclusione anche tramite l’utilizzo di internet per raccogliere segnalazioni e proposte. Un ultimo punto della mozione impegna l’amministrazione a definire una quota di Bilancio da destinare alle azioni specificatamente previste dal Peba.

Il 20 gennaio scorso l’Associazione radicale Adelaide Aglietta e l’Associazione Luca Coscioni avevano depositato presso il comune di Torino ben 673 firme di cittadini a sostegno di una petizione popolare che richiedeva semplicemente il rispetto della legge: la legge n. 41 del 1986 (art. 32, commi 21 e 22, come integrata dalla l. 104/02, art. 24, comma 9), per garantire la piena accessibilità di tutti gli edifici pubblici e degli spazi urbani, imponeva a tutti i comuni italiani di adottare il PEBA entro un anno dall’entrata in vigore della legge stessa (ossia entro febbraio 1987). La legge è inattuata, 28 anni dopo, nel 99 per cento dei comuni italiani.

I tre primi firmatari della petizione popolare, i radicali Alessandro Frezzato, Giulio Manfredi e Paola Cirio, hanno dichiarato:

"Ieri il Consiglio comunale di Torino ha fatto il primo passo indispensabile per rispettare una legge emanata nella prima Repubblica, quando era sindaco di Torino il socialista Giorgio Cardetti. Da allora si sono succedute in Sala Rossa dieci amministrazioni comunali, sette sindaci e un commissario prefettizio. Diamo atto a Piero Fassino di essere il primo sindaco di Torino ad essersi attivato sui Peba sia nei confronti della propria amministrazione sia, nelle vesti di presidente dell’Anci, nei confronti dei sindaci di tutta Italia".

"Speriamo che nei pochi mesi che rimangono prima delle elezioni comunali della prossima primavera, la giunta comunale possa recuperare in parte il tempo perso. Ricordiamo che in gioco non c’è solo il formale rispetto della legge ma il diritto sostanziale dei cittadini disabili all’accesso globale agli edifici pubblici, alle fermata dei bus, alle strade di Torino, agli attraversamenti pedonali; cose molto concrete, che determinano una qualità della vita accettabile".

Approfondimento sul Peba a cura di Domenico Massano

Link dedicato dell’Associazione Luca Coscioni

 

 

 

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

La città metropolitana di Firenze aumenta le tasse locali in barba alle promesse dell’anno scorso

Radicali Italiani - Ven, 03/07/2015 - 12:58
03/07/15

Dichiarazione di Massimo Lensi e Maurizio Buzzegoli, presidente e segretario dell’associazione radicale Andrea Tamburi di Firenze:

"Avrebbe dovuto essere il toccasana per tutti i guai. Taglio della spesa pubblica, capacità di risolvere in fretta i problemi dell’amministrare una comunità, coesione tra i vari livelli amministrativi, elasticità, insomma una vera panacea universale e onnipotente. E invece, alla prova dei fatti, la Città Metropolitana dopo appena un anno dalla nascita si trova già in emergenza: manutenzione scuole, frane e avvallamenti. Ma per il sindaco metropolitano Nardella va bene così. E va così bene che l’ultimo consiglio metropolitano vota perfino il rincaro dei balzelli che la Provincia di Firenze aveva portato al minimo di pressione fiscale. La stangata prevede per il 2015 un prelievo dalla tasche dei cittadini di 9 milioni di euro: 7 milioni in più dalla percentuale Rc auto (che passa dal 10,5 al 16 per cento), mentre altri 2 milioni arriveranno dall’aumento dell’addizionale Tari sullo smaltimento dei rifiuti (dal 5,5 al 7,5 per cento). Un aumento senza pudore, e con la memoria corta. Ma non è finita, perché il prossimo anno la stangata arriverà a circa 20 milioni di euro".

"Insomma, si scopre oggi che le promesse dell’allora ministro Delrio che disegnava la Città metropolitana come l’esempio più sublime del risparmio della spesa pubblica si sono dimostrate false. La Metrocittà di Firenze è solo l’ennesimo esempio di falsa riforma, a scapito dei diritti dei cittadini, in questo caso del diritto di voto, ma a favore dei prelievi dai loro portafogli. Invece di risparmiare per i servizi erogati, aumenta le tasse locali. E non siamo in Grecia".

 

 

 

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Ricerca scientifica sugli Ogm e scelte di governo trasparenti

Luca Coscioni - Ven, 03/07/2015 - 12:50
Ricerca scientifica sugli Ogm e scelte di governo trasparentiLa Repubblica3 Lug 2015Elena CattaneoOgm

In un Paese democratico il governo detta le scelte politiche, a partire da quelle economiche e, nel caso in questione, stabilisce la politica agricola e alimentare. Ma se non può portare dati e statistiche a sostegno delle sue scelte fa eccezione agli articoli 9 e 33 della Costituzione. Il divieto alla ricerca pubblica su piante geneticamente migliorate non è che questo.
Il governo, se vuole, racconti di motivi di supremo interesse per la sicurezza nazionale, ma non cambi discorso per non guardare i problemi, dopo che politiche agricole scellerate hanno causato un deficit della nostra bilancia agroalimentare pari a 4-6 miliardi ogni anno, da 20 anni.
In Parlamento e su queste pagine ho chiesto al governo di dare attuazione ai regolamenti necessari per schiodare dal palo la ricerca scientifica pubblica sugli Ogm in pieno campo. Il ministro Martina risponde eludendo le questioni ed evocando scenari che mancano di argomenti. Ripropongo il tema a una Sua più scientifica attenzione.

1) Il Ministro banalizza la discussione sugli Ogm. Non si parla di "giochi molecolari cui gli scienziati si dilettano per sport", bensì di innovazioni cui guardare per far resistere ed esistere il pomodoro San Marzano, gli agrumi del mezzogiorno, il riso Carnaroli, meli, viti, ulivi; ma anche frumento che cresce con meno acqua, meno aggredito da parassiti, nutrito da microrganismi che alimentano i cereali di azoto e fosforo, etc...

Gli scienziati sono in grado di trasferire nelle piante geni provenienti da altri organismi, oppure all'interno della stessa specie (da una patata a un altro tipo di patata), o di modificare il genoma della pianta senza introdurre nuovi geni. Sono le tecniche del transgenico, del cisgenico e della correzione del genoma (o evoluzione guidata). L'alternativa è pregare che una pianta migliore appaia spontaneamente e alla svelta.

Il Ministro ha deciso di abbandonare in mani straniere le commodities, quindi anche grano e mais. Ricercatori italiani e imprenditori agricoli, invece, vogliono provare a competere e a proporre idee su pomodori, meli, peschi e agrumi, che non sono commodities.

Ecco, signor Ministro, perché tutto il mondo della ricerca pubblica è deluso e arrabbiato. Perché se lei non consente questa ricerca in pieno campo (è questo il punto) vuol dire che è indistinguibile da chi ha causato quel buco di bilancio drammatico. Poi non ci si stupisca se giovani ingegnosi se ne vanno e non tornano. Dovrebbero forse restare in un Paese che chiede loro di rinunciare a pensare, e magari divenire complici della sua arretratezza?

2) Io non ho detto, né pensato, che Ogm e miglioramento genico non Ogm siano l'unica soluzione per i problemi dell'agricoltura, e nessuno scienziato lo ha mai scritto. Si è cercato di spiegare che vietarli immotivatamente significa togliere al Paese e ai nostri imprenditori agricoli delle opportunità.

Un governo e un ministro trasparenti dovrebbero quindi dire: è vero che gli Ogm studiati e autorizzati sono sicuri per la salute; che da anni entrano nei nostri prodotti alimentari ( anche in quelli "apprezzati in tutto il mondo'); che potrebbero salvare le nostre piante; ma decidiamo comunque di non coltivarli e di non studiarli per ragioni politiche ed economiche (direi ideologiche). E comunque continueremo a importarli.

3) Il ministro Martina dice che l'Italia è Ogm free. Se non porta prove, è propaganda. Almeno 3 kg del pasto quotidiano di una vacca sono Ogm. Cioè, ogni giorno, entrano e vengono consumate 10mila tonnellate di mangimi Ogm che comperiamo all'estero. Non solo. Tra il 1992 e il 2004 abbiamo sperimentato in campo aperto quasi 300 tipologie di piante Ogm. Senza leggi speciali, semplicemente osservando le norme e i protocolli pianta per pianta.

Abbiamo messo in campo decine di piante Ogm di pomodoro, melanzana, cicoria, vite, fragola, grano, mais e insalata, senza il minimo problema. Abbiamo anche coltivato centinaia di ettari di mais Ogm, anche questi senza danni per nessuno ( i dati della Forestale friulana parlano chiaro). Ecco perché far percepire al cittadino che l'utilizzo di una tecnologia ormai storica e che ha promosso il benessere umano sia come il consumo di una droga illegale è qualcosa di inaccettabile.

4) Il ministro Martina elogia gli studi di genomica compiuti sul grano duro, pesco, agrumi, vite. Nel neonato CREA sono 22 i ricercatori che si occupano di genomica (6% del totale). Un po' poco per sperare di cambiare l'agricoltura nazionale. La genomica è importante. Ma un premio Nobel l'ha definita "un lavoro preparatorio", che non porta alcun risultato applicativo senza ipotesi e modelli sperimentali da controllare in pieno campo. E quindi, ora che conosciamo come intervenire per migliorare melo, vite, pesco, riusciremo ad agire per evitare che l'Italia resti il principale utilizzatore di fungicidi e quindi di metalli pesanti sparsi a piene mani sui nostri campi e sulle nostre colline?

Provi il Ministro anche a chiedere agli scienziati italiani che hanno partecipato al sequenziamento dei genomi, se sono contrari a utilizzare queste conoscenze anche per migliorare le piante tramite le tecnologie di cui sopra. Cosi, forse, invece di discutere se favorire le multinazionali statunitensi del biotec (quelle dei semi Ogm e da cui acquistiamo anche tutti i nostri semi non Ogm, piante da orto incluse) o quelle europee della chimica (ad esempio quelle tedesche), potremmo cominciare a favorire i prodotti e l'agricoltura italiana.

5) Un ultimo chiarimento, signor Ministro: lei è favorevole a consentire la ricerca controllata in campo aperto con le tecnologie di miglioramento genico (Ogm o no) oppure continuerà, come i suoi predecessori, a impedire la produzione di varianti delle nostre piante tipiche che siano resistenti ai naturali parassiti? Ovviamente esaltando la tipicità di un biologico che rimane, a tutti gli effetti, un inganno semantico, oltre che un affare per pochi.

Mi chiedo se è al corrente che questa politica aiuta le multinazionali della chimica a venderci insetticidi autorizzati in agricoltura biologica dove si dichiara: "tossico per le api" —'nuoce gravemente all'ambiente acquatico". In questo modo verrà tutelata "l'agroecologia"?

Nel frattempo, esperti di politiche agricole del mio Ateneo mi informano che la semina di mais in Italia, nel 2015, è ulteriormente in calo del 10% rispetto al 2014. Sfonderemo il muro del miliardo di euro di spesa per l'importazione del solo mais. Infine, se l'Europa impedirà al nostro Paese di vietare le importazioni di mangimi Ogm, confermandoci "Paese non-Ogm free", Lei si schiererà con me per l'etichettatura di tutti i derivati da mangimi e cotone Ogm?

Condivido la sua battaglia per la trasparenza alimentare verso i consumatori, ma questa non può essere condotta a giorni alterni. O la trasparenza riguarda solo i formaggi fatti senza usare latte, ma non quelli prodotti da animali nutriti con Ogm?

Categorie: Radicali

Grecia. Beltrandi: Vincano i 'Sì' all'Europa domenica

Radicali Italiani - Ven, 03/07/2015 - 12:17
03/07/15

Dichiarazione di Marco Beltrandi, già parlamentare radicale nelle scorse due legislature e componente della Direzione Nazionale di Radicali Italiani:

“Non è scontata la scelta che dovrebbe essere fatta dai cittadini greci al referendum di domenica. Ma in base alla constatazione che l'Europa rischia una fatale disgregazione in caso di vittoria del 'No' al referendum, al fatto che le ricette economiche dell'austerità e delle riforme strutturali già pagate da diverse società nazionali si sono rivelate corrette tanto che poi hanno ricominciato a crescere, al fatto che la scomparsa delle regole indebolirebbe l'euro e farebbe venir meno anche in Italia il già debole stimolo alle riforme strutturali dell'economia, ed infine al fatto che la vittoria e gli errori e la demagogia di Syrizia se sconfitti potranno pure portare a correggere parzialmente e su base consensuale alcuni eccesso di rigidità economica della Troika, e auspicabilmente ad uno stato federale politico e democratico (finalmente).

Per tutto questo mi auguro la vittoria del Sì al prossimo referendum greco".

 

 

 

 

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Independence Day... dal proibizionismo!

Partito Radicale - Ven, 03/07/2015 - 10:11
03/07/2015

Sabato 4 luglio, dalle ore 16:30 si terrà a piazza Duomo a Firenze (davanti Palazzo Sacrati Strozzi, sede della Presidenza della Regione Toscana) una manifestazione per chiedere che nella legge regionale che disciplina l'utilizzo della cannabis a scopo terapeutico venga inserita anche la possibilità dell'autocoltivazione.

In questi anni di applicazione della legge, abbiamo notato le difficoltà dell'amministrazione nel garantire ai malati l'accesso alla cannabis terapeutica. Oltre alle previste preclusioni da parte dei medici, interruzioni nel trattamento o dosaggi sempre più ridotti hanno costretto diversi malati a rivolgersi al mercato nero. L'autocoltivazione appare quindi l'unico modo per assicurare l'accesso alla cannabis terapeutica a tutti i malati.

Sarà presente anche la Segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini che nel corso degli ultimi anni è stata artefice di numerose disobbedienze civili proprio sulla cannabis terapeutica, insieme, tra gli altri, a Marco Pannella e Laura Arconti.

Sarà, inoltre, l'occasione per ricordare (e festeggiare), nel giorno dell'indipendenza statunitense, che alcuni Stati (come il Colorado o Washington) hanno recentemente legalizzato la marijuana o altri che ne hanno fortemente depenalizzato il consumo.

 

Maurizio Buzzegoli, Segretario Associazione Andrea Tamburi

Categorie: Radicali

Npsg: Conferenza stampa a Milano su diritti economici delle donne in Medio Oriente e Nord Africa

Radicali Italiani - Ven, 03/07/2015 - 10:10
03/07/15

Spazio “ME and WE – Women for Expo”

Cardo Nord Ovest, 1° piano – EXPO 2015

Ovunque nel mondo le donne sono un elemento essenziale dell’evoluzione dei singoli paesi, dal punto di vista economico e sociale e dei diritti individuali. United Nations Industrial Development Organization (Unido), in cooperazione tra gli altri con Non c’è Pace Senza Giustizia (Npsg), ha il piacere di presentare il progetto “Promoting Women Empowerment for Inclusive and Sustainable Industrial Development in the Mena Region”. L’obiettivo del progetto è il rafforzamento del ruolo della donna attraverso lo sviluppo industriale inclusivo e sostenibile nel Medio Oriente e Nord Africa. Il Progetto, finanziato dal governo italiano, contribuirà ad incentivare il ruolo delle donne nell’economia di sei paesi attraverso i sei ministeri dell’industria e l’offerta di assistenza tecnica alle sei associazioni nazionali nei paesi di riferimento: 'Awtad' in Egitto, 'Bpw-A' in Giordania, 'Al Majmoua' in Libano, 'Afem' in Marocco, 'Bwf' in Palestina e 'Femmes & Leadership' in Tunisia. In particolare, sosterrà la creazione e lo sviluppo di imprese guidate da donne, migliorando il contesto imprenditoriale per le donne imprenditrici e valorizzando il ruolo delle associazioni imprenditoriali femminili nella fornitura di servizi di qualità a livello nazionale e regionale.

In occasione dell’Expo 2015, Unido, Npsg, Women for Expo e altri partner, organizzeranno a Milano nel mese di ottobre una Conferenza per discutere le sfide che le donne incontrano nella regione Mena per aprire ed espandere le loro imprese e network. La Conferenza intende promuovere il dialogo politico tra le varie parti interessate e i Governi dei sei paesi selezionati per individuare le politiche e le riforme legislative necessarie a rafforzare il ruolo della donna nello sviluppo industriale. Promuoverà inoltre la collaborazione commerciale e di investimento attraverso il commercio interaziendale e altri mezzi.

Il Progetto verrà presentato il 6 luglio a Milano, durante una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso la sala “ME and WE - Women For EXPO”, alla quale parteciperanno: Emma Bonino, Ex Ministro degli Affari Esteri e Fondatrice di Non c’è Pace Senza Giustizia; Giovanna Melandri, Presidente di Human Foundation G8 Social Impact Investment Taskforce; Marta Dassù, Presidente Esecutivo di Women for Expo; Pier Andrea Chevallard, Direttore PROMOS, Azienda Speciale della Cciaa di Milano per le Attività Internazionali; Monica Carcò, Unido Chief Investment and Technology Unit; Luca Zelioli, Capo Ufficio II della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Carla Pagano, Esperta di genere e protezione sociale/Capo settore Gender UTL Gerusalemme; Sana Ghenima, Presidente Femmes & Leadership, Tunisia.

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare per UNIDO Dino Fortunato all’indirizzo d.fortunato@unido.org e per NPSG Greta Barbone al numero +39 06 68979262 o all’indirizzo gbarbone@npwj.org.

Categorie: Radicali

Lombardia “appartenenza ecclesiale” per ricevere soldi del contribuente

Partito Radicale - Ven, 03/07/2015 - 10:09
03/07/2015

Con un decreto di Giunta la Regione Lombardia ha deciso di finanziare con 1,4 milioni di euro - naturalmente senza bando - un progetto presentato dalla Regione Ecclesiastica Lombarda. I fondi saranno parte del cofinanziamento del Fondo nazionale per le politiche giovanili 2014.

Il progetto si propone di inserire nuovi educatori e animatori negli oratori lombardi con requisiti quali “esperienza in ambito educativo oratoriano” e “appartenenza ecclesiale”. In sostanza, un’articolazione della Chiesa cattolica seleziona i “suoi” educatori e lo Stato ne paga l’attività.

La Regione Lombardia finanzia con soldi pubblici programmi educativi su base di appartenenza religiosa. La notizia è dunque che in Lombardia c’è una religione di Stato e su questo, dal ventennio ciellino al leghismo confessionale, nulla è cambiato.

Categorie: Radicali

La "Chernobyl italiana" 1/2

Partito Radicale - Ven, 03/07/2015 - 10:06
03/07/2015

Lo scorso gennaio, più di 3.500 cittadini della regione Campania si sono rivolti alla Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU), presentando circa 40 ricorsi collettivi con cui denunciano l'Italia per aver violato il loro diritto alla vita. I ricorsi presentati fanno riferimento ai decessi avvenuti in una circoscritta area geografica tra Napoli e Caserta, decessi avvenuti a causa dell'altissimo inquinamento, problema che lo Stato italiano ha ignorato per anni.

In attesa del responso della CEDU, nelle provincie di Napoli e Caserta si continua a morire per patologie che hanno correlazioni con l'inquinamento, mentre vengono alla luce rifiuti tossici sotterrati illegalmente decenni fa. L'ultimo ritrovamento risale a qualche settimana fa, quando nell'area ex Pozzi di Calvi Risorta sono stati individuati ben 25 ettari di terreno dove fino agli anni '80 sono stati sotterrati circa 2 milioni di metri cubi di rifiuti tossici.

La Procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha ordinato gli scavi, invita alla prudenza. L'area, messa sotto sequestro, potrebbe essere la discarica abusiva più grande di Europa. La notizia ha fatto il giro del mondo ed è apparsa anche sulla stampa americana, dove Chris Livesay di Vice News racconta che è stata scoperta la "Chernobyl italiana".

Categorie: Radicali

Marco Perduca parteciperà al "Convegno verso #UNGASS2016"

Luca Coscioni - Gio, 02/07/2015 - 14:30
Laicità

Marco Perduca parteciperà al "Convegno verso #UNGASS2016 - UN CAMBIO DI PASSO PER LA POLITICA SULLE DROGHE IN ITALIA E NEL MONDO" a Udine presso la Sala Ajace, venerdì 10 luglio.

L'evento è pubblico e non necessita registrazione. E' organizzato dalla Società della Ragione ONLUS in collaborazione con Antigone, Cgil, Cnca, Forum Droghe, con il Patrocinio di Regione Friuli Venezia Giuliam, Comune di Udine e Camera Penale di Udine.

Di seguito il programma completo dell'evento:

ore 9.00 Saluti istituzionali
Franco Codega, Presidente VI Commissione Consiglio Friuli Venezia Giulia Furio Honsell, Sindaco di Udine

Ore 9.30 Prima sessione
Presiede Massimo Brianese, la Società della Ragione

"Il processo a Rototom: dalla caccia alle streghe all’assoluzione"
Relazione di Franco Corleone Coordinatore nazionale Garanti detenuti
Interventi di Rino Battocletti, avvocato; Simona Filippi avvocato;
Filippo Giunta, Rototom.

Ore 10.30 Seconda sessione
Presiede Andrea Sandra, Camera Penale di Udine

"Presentazione del 6° Libro Bianco sugli effetti della legge antidroga
e delle proposte di legge per la riforma."
Relazioni di Stefano Anastasia la Società della Ragione; Eleonora
Maresca, giurista; Carlo Renoldi, Magistrato - MD.
Interventi di Hassan Bassi, Forum Droghe; Maurizio Battistutta, Garante dei detenuti di Udine; Cecco Bellosi, CNCA; Paola Bevere, avvocato; Stefano Cecconi, CGIL; Elia De Caro, Antigone; Leonardo Fiorentini, Fuoriluogo; Michele Passione, avvocato; Fabio Scaltritti, Comunità San Benedetto al Porto.

Ore 14 Terza Sessione
Presiede Grazia Zuffa, Forum Droghe

"Il quadro internazionale in movimento: dalla Bolivia all’Uruguay"
Relazione di Pien Metaal, ricercatrice del TNI di Amsterdam.
Interventi di Maurizio Coletti, Itaca Italia; Marco Perduca Partito Radicale.

Ore 17 Tavola rotondaCoordina Leopoldo Grosso, Gruppo Abele, portavoce del Cartello di Genova
"L’Italia è pronta alla svolta?
I riflessi sulla cultura e la politica: i vantaggi per l’economia e la società"
Partecipano Silvana Cremaschi, consigliera regionale; Marco Rossi
economista; Eriberto Rosso, Presidente del Consiglio delle Camere
Penali; Pier Luigi Di Piazza, Centro Balducci di Udine; Alessandro Metz
LegaCoopSociali. 

Data: Venerdì, 10 Luglio, 2015 - 09:00 to 19:00Città: UdineIndirizzo: Sala Ajace
Categorie: Radicali

Procreazione Assistita - Arrivano le linee guida. Restano le lacune

Luca Coscioni - Gio, 02/07/2015 - 11:12
Procreazione Assistita - Arrivano le linee guida. Restano le lacuneIl Manifesto2 Lug 2015Filomena GalloFecondazione assistita

Finalmente ieri il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha emanato le nuove linee guida che regolano la Procreazione medicalmente assistita. Le ultime risalgono al 2008 e secondo quanto previsto dalla legge 40/2004 sarebbero dovute essere aggiornate almeno ogni tre anni. Facendo pochi calcoli semplici, il ministero per quattro anni, presupponendo un eventuale aggiornamento nel 2011, ha violato la legge.

Questo lo abbiamo fatto presente più volte, presentando anche una diffida formale contro il ministero. Avevamo proprio bisogno di una bussola per esplorare il nuovo terreno della fecondazione assistita che è mutato molto dalla promulgazione della legge. Basti pensare che dal 2008 ci sono state ben tre sentenze della Corte Costituzionale, che hanno rimodulato la legge 40 del 2004, eliminando, rispettivamente, il numero massimo di tre embrioni da creare e trasferire in un unico e contemporaneo impianto, il divieto di fecondazione eterologa, il divieto di accesso alla diagnosi pre-impianto per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche.

Proprio quest`ultima decisione della Consulta, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 15 giugno, è stata ignorata nelle linee guida, nonostante i giudici nel testo della sentenza avessero sottolineato la necessità di un intervento del legislatore in base all`evoluzione tecnico scientifica. Inoltre manca l`indicazione per una campagna informativa per la donazione dei gameti, sia maschili che femminili, utili per la fecondazione eterologa: sono tantissime le coppie che scrivono all`Associazione LucaCoscioni per denunciare la mancanza cli ovociti e spermatozoi nei centri di fecondazione.

Come si può apprendere dal sito del ministero della Salute nel 2014 e nel 2015 sono state effettuate undici campagne informative: perché non fame una che potrebbe far capire a molti cittadini che insieme si possono far nascere molti bambini? Eppure la piaga della bassa natalità che affligge il nostro Paese sta a cuore al ministro Lorenzin. Poi, c`è sempre lo spauracchio dell`eugenetica. Nel comunicato del ministero si può leggere: «Per escludere illegittime selezioni eugenetiche, alle coppie che accedono all`eterologa non è consentito scegliere particolari caratteristiche fenotipiche del donatore».

In Italia non c`è mai stata la scelta delle caratteristiche fenotipiche, ma solo la richiesta di abbinamento in base alla compatibilità sanitaria e di caratteristiche somatiche della coppia con il futuro bambino. Perché strumentalizzare alcuni termini? Forse è solo un pretesto per ostacolare l`applicazione della tecnica? Inoltre, il ministero continua ad affermare che le tecniche di Pma saranno incluse nei Livelli essenziali di assistenza. Ma quando verranno aggiornati?

Anche su questo punto i malati e i disabili stanno vivendo da troppi anni una situazione di completo abbandono e indifferenza da parte del governo che ha scelto di non impegnarsi nell`aggiornamento. Si ribadisce, in ultimo, che è vietata qualsiasi sperimentazione sugli embrioni non idonei per una gravidanza: gli scienziati italiani sono oggi costretti ad utilizzare cellule staminali embrionali importate dall`estero, come ha sottolineato lo scienziato Michele De Luca in un appello inviato proprio ieri ai parlamentari e ai membri di governo.

Un paradosso che potrebbe essere eliminato cancellando questo divieto dalla legge 40 e permettendo ai ricercatori italiani di tentare la strada per nuove cure a malattie al momento inguaribili. Basterebbe un atto del governo ad anticipare un nuovo intervento della Corte costituzionale che su questo si dovrà pronunciare.

Categorie: Radicali

Lettera di Maurizio Turco agli iscritti del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito

Radicali Italiani - Mer, 01/07/2015 - 19:46
01/07/15

Licenziati gli ultimi dipendenti. non si sospende l'iniziativa politica. Iscrizioni, sottoscrizioni, contributi SUBITO

 

Ciao,

ho appena firmato le lettere di licenziamento per le ultime otto persone che da non meno di almeno dieci anni collaborano con il Partito; appena un anno fa avevo dovuto licenziare gli otto dipendenti che lavoravano al call center. Anche se sono scelte inevitabili di fronte alla situazione oggettiva in cui ci troviamo, umanamente e politicamente sono davvero difficili.

Il Partito radicale in questi anni oltre alle iniziative politiche proprie si è assunto la responsabilità di privilegiare la possibilità che i soggetti costituenti avessero un luogo e degli strumenti per poter operare. Come Partito abbiamo resistito fin che abbiamo potuto, ed anche oltre. Ma oggi non si può fare altro, davvero con una estrema difficoltà, ripeto: anche personale, che firmare la fine dei rapporti di lavoro.

A scanso di equivoci mi preme evidenziare che questa difficile fase non è né una sospensione delle attività politiche né tantomeno una chiusura del Partito Radicale anche perché non è nelle mie prerogative e responsabilità; anche se questa fase, dalla quale spero ne usciremo al più presto, aggiunge ulteriori difficoltà a quelle di contesto che hanno contribuito a creare la situazione in cui ci troviamo. Eppure … ormai non c’è argomento, a cominciare proprio da quelli che sono oggetto di iniziative e lotte radicali, in cui i radicali siano chiamati a dare il proprio contributo così da essere conosciuto dai cittadini. Infatti, la violazione di cui ci siamo sempre occupati è quella di far rispettare il diritto del cittadino di conoscere per scegliere, e quindi di lottare perché le violazioni siano conosciute, denunciate, accertate e sanzionate. In questo senso abbiamo ottenuto che una denuncia presentata da Marco Pannella alla Corte europea sui diritti dell’Uomo contro l’Italia per violazione proprio del diritto a conoscere sia stata dichiarata ammissibile, la strada è lunga per arrivare a una sentenza, ma il cammino è finalmente iniziato!

* * *

Nel frattempo siamo impegnati nell’iniziativa per una transizione verso lo stato di diritto democratico, federalista, laico e nella realizzazione del progetto volto all’adozione di una Convenzione dell’ONU sul nuovo diritto umano alla conoscenza. Questa campagna è la naturale evoluzione di sessant’anni di lotte radicali e, per ricordare solo le ultime,  della lotta Irak libero contro la guerra e l’iniziativa contro la pena di morte a Saddam che da allora ha visto impegnato soprattutto Matteo Angioli.

Questa lotta ha un connotato che ha accompagnato tutte le grandi lotte radicali, per citarne alcune, dal divorzio all’aborto, dall’obiezione di coscienza al voto ai diciottenni, da quella per il contenimento del debito pubblico a quella per l’aumento delle pensioni minime, da quella contro lo sterminio per fame a quella per il Tribunale Penale Internazionale, all’amnistia per la Repubblica: non si apprezza il fatto che siano di fatto le uniche risposte di Governo ai problemi di un dato momento storico. I barconi degli immigrati non possono meravigliare chi ha avuto la fortuna di trovarsi a partecipare alle iniziative contro lo sterminio per fame: lo dicevamo allora, al momento giusto, che quella lotta era necessaria per evitare che accadesse quello che sta accadendo. Sulla giustizia non è lo stesso? Abbiamo proposto le riforme utili a tempo debito e oggi la lentezza della “giustizia” italiana è considerata dal Consiglio d’Europa un pericolo per lo Stato di diritto, cioè per la democrazia … sin dagli inizi degli anni ’90, cioè dal tempo dei referendum Tortora per la Giustizia giusta. Una notizia come questa è, trattata da questo sistema, come se fosse un segreto, ed infatti per i cittadini lo è!

Questo ad ulteriore dimostrazione, se proprio necessario, che siamo sempre intervenuti al momento appropriato avendo la capacità di prospettare con precisione quello che sarebbe accaduto, e che i fatti – purtroppo! - hanno poi dimostrato che i disastri erano preannunciati più che prevedibili.

So benissimo che questa lettera è come una bottiglia gettata nel laghetto di coloro che apprezzano o hanno apprezzato le lotte, alcune o tante, per un anno o tanti anni, perché hanno avuto il privilegio di conoscere idee, lotte e speranze del Partito Radicale mentre alla maggior parte dei cittadini è stato negato il diritto sinanche di poterle rifiutare!

Abbiamo sempre avuto presente - al limite della nausea per chi ci ascoltava e non solo - che la mancata informazione è di per se disinformazione ed è questione centrale in uno Stato che voglia essere di diritto, democratico. E’ problema ancora vivo, anzi più vivo che mai; e bisognerà fare sempre più sforzi, come li stiamo facendo, perché sia presente anche a chi ha il dovere di rispettare la propria legalità.

Mi fermo qui, anche perché oggi anche un altro foglio di carta è un problema.

Stiamo continuando a vivere, come sempre abbiamo vissuto, in sintonia con tutte le donne e gli uomini di questo paese. A fare i conti con una crisi economica che affonda le sue radici nella crisi democratica, che non è dovuta alla democrazia in se ma a chi, dovendola rispettare, viola Costituzione, convenzioni internazionali, leggi e regole.

A te che non hai mai contribuito ma che per una qualsiasi ragione hai avuto modo di incontrare i radicali chiedo un aiuto. 

Siamo, ancora una volta, come sempre, sulla barricata della vita del Diritto per il diritto alla vita. Che è la ragione costituente di quel che siamo stati, siamo e serberemo le ultime energie per continuare ad esserlo. Con chi vorrà, potrà, saprà.

Grazie davvero e spero a presto,

Maurizio Turco
Tesoriere del Partito radicale

 
 
 

Ci si può iscrivere al Partito radicale (almeno 200 euro l'anno) o a tutti i soggetti radicali (almeno 590 euro l'anno)

  • con carta di credito telefonare allo 0668979300 o collegandosi al sito www.partitoradicale.org

  • Con conto corrente postale n. 44855005 intestato a Partito Radicale

  • Con bonifico bancario  intestato a Partito Radicale IBAN IT56E0832703221000000002381

 

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Banche. Radicali incontrano presidente Acri Guzzetti. Federico e Massari: Passi avanti ma serve spezzare legame con politica

Radicali Italiani - Mer, 01/07/2015 - 18:23
01/07/15

Dichiarazione di Valerio Federico e Alessandro Massari, rispettivamente tesoriere e membro di Direzione di Radicali Italiani, a seguito dell'incontro avuto con il presidente di Acri Giovanni Guzzetti e con il direttore generale Giorgio Righetti:

"Il presidente Guzzetti, che ringraziamo per l'invito ad incontrarlo, ha tenuto a ribadire l'indipendenza delle fondazioni bancarie dalla politica e dai partiti, la loro natura di enti privati e l'efficacia dell'azione svolta sia come azionisti delle principali banche del Paese che come enti a supporto delle comunità locali. Su questi punti non poteva esserci convergenza con noi Radicali, considerando le ragioni di fatto e di diritto che ci portano a sostenere che le nomine partitocratiche degli enti locali di parte dei vertici delle fondazioni hanno portato questi soggetti - guidati anche da rappresentanti delle curie locali e di altri soggetti politicizzati quali le camere di commercio e gli ordini professionali - ad avere un ruolo sostanzialmente sia politico che pubblico nel capitalismo italiano, grazie all'influenza esercitata nelle banche, in Cassa Depositi e Prestiti e nel fondo F2i, ruolo diverso rispetto a qualunque altra impresa realmente privata".

"Abbiamo espresso apprezzamento per i contenuti del protocollo di intesa siglato in aprile tra le fondazioni e il ministero dell'Economia che contiene alcune istanze che noi Radicali da molto tempo proponiamo: dalla diversificazione degli investimenti, dopo anni di violazione di legge, all'utilizzo dei bandi come strumento preferenziale rispetto agli affidamenti diretti, alla necessità di fusioni tra fondazioni piccole e inefficienti".

"Abbiamo inoltre segnalato la mancata istituzione dell'Autorità amministrativa indipendente di controllo per gli enti no profit prevista per legge, gli eccessivi costi di struttura di alcune fondazioni, chiedendo inoltre una maggiore presenza di competenze in ambito finanziario all'interno delle fondazioni per perseguire una maggiore redditività dei patrimoni a beneficio delle erogazioni sui territori".

"Resta prioritaria per noi Radicali la riforma, contenuta in una proposta di legge inviata a tutti gli eletti e presentata dal deputato Mariano Rabino, supportata tra gli altri dagli economisti Tito Boeri, Alessandro De Nicola e Mario Baldassarri, che prevede entro 4 anni l'uscita completa delle fondazioni dal capitale azionario delle banche attuando definitivamente la separazione tra fondazioni e banche, tra politica e credito".

 

 

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Il Dalai Lama e Marco Pannella insieme per festeggiare gli 80 anni di Sua Santità

Partito Radicale - Mer, 01/07/2015 - 17:59
01/07/2015

Domenica 21 giugno si è svolta nel tempio tibetano di Dharamsala in India una cerimonia di celebrazione dell'80° compleanno di Sua Santità il Dalai Lama. Alla cerimonia, animata da danze e canti tradizionali alternati a momenti di preghiera, ha partecipato anche Marco Pannella che era presente con una folta delegazione radicale formata da Bruno Mellano, Laura Harth, Alessandro Rosasco, Rosanna De Giovanni, Claudio Landi, Stefano Marrella e chi scrive.

Nel suo breve saluto, Marco Pannella (unico politico europeo ad esser stato invitato) ha lodato la richiesta di autonomia per il Tibet avanzata da anni dal Dalai Lama e sostenuta dal Parlamento tibetano in esilio e ha aggiunto che “questa comunità riunita così quest'oggi è satyagraha, è amore per la verità ed è forza dell'amore che dobbiamo avere anche per i nostri avversari, a partire dal popolo han”.

Durante il breve soggiorno indiano, la delegazione ha incontrato anche Dolma Gyary il Ministro degli Interni del Tibet e il professore Yang Jianli attivista cinese che manifestò a Piazza Tiananmen nel 1989, costretto all'esilio negli Stati Uniti dove è Presidente dell'organizzazione Citizen Power for China/Initiatives for China. Yang è inoltre visiting professor a Harvard.

Categorie: Radicali

Fecondazione: bene le linee guida ma rimangono delle criticità

Luca Coscioni - Mer, 01/07/2015 - 17:17
Fecondazione: bene le linee guida ma rimangono delle criticitàFilomena Gallo1 Lug 2015Fecondazione assistita

In merito al decreto di aggiornamento delle linee guida della L.40/2004, che regola la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni commenta così il comunicato stampa emanato dal Ministero della Salute, in attesa di conoscere il testo integrale del provvedimento, per valutare se il Ministro ha mantenuto quanto preannunciato, cioè garantire l'accesso alla fecondazione medicalmente assistita alle coppie che ne hanno bisogno per poter provare ad avere una gravidanza che giunga al termine:

1)“Il nuovo testo, che aggiorna le linee guida del 2008, è stato rivisto in rapporto all’evoluzione tecnico-scientifica del settore e all’evoluzione normativa; in particolare ai decreti legislativi 191/2007 e 16/2010 e all’Accordo Stato Regioni del 15 marzo 2012 (che applica alla PMA le normative europee su qualità e sicurezza di cellule umane), e alle sentenze della Corte Costituzionale n.151/2009, e n.162/2014 le quali hanno eliminato, rispettivamente, il numero massimo di tre embrioni da creare e trasferire in un unico e contemporaneo impianto, e il divieto di fecondazione eterologa”.

Commento: come mai il Ministero non ha colto l’occasione anche per emanare linee guida anche in rapporto all’ultima sentenza della Corte Costituzionale, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 5 giugno, con cui viene cancellato il divieto di accesso alla fecondazione per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche, previsto dalla legge 40 del 2004? Proprio in quella sentenza la Corte rimandava ad un intervento del legislatore in base all’evoluzione tecnico scientifico delle tecniche procreazione medicalmente assistita.

2)“Numerose le variazioni introdotte rispetto alle linee guida attualmente in vigore. Fra le principali l’accesso alle tecniche di fecondazione eterologa, la raccomandazione di un’attenta valutazione clinica del rapporto rischi-benefici nell’accesso ai trattamenti, con particolare riferimento alle complicanze ostetriche, alle potenziali ricadute neonatologiche e ai potenziali rischi per la salute della donna e del neonato nonchè l’accesso generale a coppie sierodiscordanti, cioè in cui uno dei due partner è portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili per infezioni da HIV, HBV o HCV (nella versione precedente era previsto solo per l’uomo portatore, in quella attuale si consente anche alla donna portatrice)”.

Commento:  questo sicuramente è un aspetto positivo.

3) “In cartella clinica le procedure di PMA dovranno essere descritte con maggior dettaglio di quanto non lo siano state in precedenza, considerato che gli operatori possono avviare percorsi più differenziati di quanto fatto prima delle sentenze. In particolare andranno anche riportate le motivazioni in base alle quali si determina il numero di embrioni strettamente necessario da generare, ed eventualmente quelle relative agli embrioni non trasferiti da crioconservare temporaneamente”.

Commento: bene, ma ciò non costituisca un'opera di controllo dell'operato del medico con l'intento di limitarne la sfera d'azione perché ciò entrerebbe in contrasto con la sentenza 151 della Corte Costituzionale che precisa “in materia di pratica terapeutica, la regola di fondo deve essere la autonomia e la responsabilità del medico, che, con il consenso del paziente, opera le necessarie scelte professionali”

 

4) “Riguardo la fecondazione eterologa, nelle linee guida vengono fornite le indicazioni  per la coppia che accede ai trattamenti di fecondazione assistita, mentre tutto ciò che riguarda i donatori di gameti sarà contenuto nel testo di un nuovo Regolamento, già approvato dal Consiglio Superiore di Sanità, che sta proseguendo il suo iter per il recepimento delle direttive europee di riferimento”.

Commento: perché un regolamento? La materia attiene alle linee guida, doveva far parte delle stesse, la legge 40 non prevede Regolamenti. Anche i giudici della Corte Costituzionale nella sentenza 162/2014 invitano il ministro ad un aggiornamento dell'atto amministrativo previsto dalla legge 40 per ciò che attiene il numero di donazioni per ogni donatore sul modello francese e inglese. Perché non garantire subito il reale l'accesso in tempi brevi dopo un anno dalla sentenza e dopo la totale assenza del Ministero per campagne informative per la donazione dei gameti?

 

5) “Nel nuovo testo delle linee guida si danno indicazioni cliniche per l’accesso alle tecniche di PMA di tipo eterologo, prevedendo anche la cosiddetta “doppia eterologa” – quando entrambi i componenti della coppia possano ricevere gameti donati – nonché alla possibilità di “egg sharing” e “sperm sharing”, cioè che uno dei due componenti della coppia ricevente possa a sua volta essere anche donatore di gameti per altre coppie che accedono alla PMA eterologa”.

Commento: anche la doppia eterologa fa parte di quell'unicum delle tecniche di Procreazione medicalmente assistita, era già previsto con la cancellazione del divieto, speriamo che non vi siano tranelli ostativi.

 

6) “Per escludere illegittime selezioni eugenetiche, alle coppie che accedono all’eterologa non è consentito scegliere particolari caratteristiche fenotipiche del donatore”.

Commento:  in Italia non c'è mai stata la scelta delle caratteristiche fenotipiche ma solo abbinamento in base alla compatibilità sanitaria e di caratteristiche somatiche della coppia. Perché strumentalizzare alcuni termini? Mi auguro che non sia un pretesto per ostacolare la tecnica.

 

7) “Per evitare sovrapposizioni fra i diversi provvedimenti che regolano la PMA, nelle nuove linee guida, nella parte relativa all’ “Attività di consulenza e sostegno rivolta alla coppia”, è stato stralciato l’elenco degli elementi utili a maturare un’accettazione consapevole della tecnica proposta, visto che tali elementi sono contenuti nelle disposizioni per il consenso informato, che saranno oggetto di un apposto decreto interministeriale dei Ministeri della Salute e della Giustizia, su cui si sta già lavorando, e che contiamo di emanare a breve”.

Commento: la legge 40 prevede già che il consenso informato sia redatto di concerto tra ministero della Salute e Giustizia. (art. 6 legge 40/2004)

 

8) “Dopo l’istituzione del Registro nazionale dei donatori, questo è il secondo importante passo per l’aggiornamento dell’intero quadro normativo che regola la PMA in Italia  - commenta il Ministro Lorenzin – aggiornamento che sarà completato nelle prossime settimane con i decreti sul consenso informato e sui cosiddetti “embrioni abbandonati”, e con il perfezionamento del recepimento delle normative europee sulla donazione dei gameti”.

Commento: speriamo che questa volta non si commettano gli stessi errori commessi per il registro donatori che è stato istituito al Centro Nazionale Trapianti anziché al registro nazionale Procreazione Medicalmente Assistita (Art.11 l.40)

 

9) “E’ stato un lavoro corposo e impegnativo, portato avanti anche grazie al contributo di maggior esperti italiani di settore convocati ai tavoli di lavoro già da luglio dello scorso anno. Questa serie di provvedimenti, insieme all’aggiornamento dei LEA (che includeranno anche i trattamenti di PMA) contribuirà a conferire certezza al quadro normativo ed a migliorare accesso e qualità dei percorsi in questo ambito così delicato del SSN

Commento:

A quanto un decreto sui Lea che i malati stanno chiedendo da troppo tempo(2001)? E inoltre i pazienti avranno garanzia di accedere nel pubblico a tutte le tecniche per cui il pubblico è autorizzato?

Se le linee guida corrispondono a quanto preannunciato sicuramente un plauso al Ministro, con l'avvertenza che se non sarà così saranno valutate dai giudici come già avvenuto in passato.

In più è fondamentale che il Governo cancelli il divieto di ricerca sugli embrioni non idonei per la gravidanza. 

 

Categorie: Radicali

Fecondazione, Gallo: bene le linee guida ma rimangono criticità

Radicali Italiani - Mer, 01/07/2015 - 17:07
01/07/15

In merito al decreto di aggiornamento delle linee guida della L.40/2004, che regola la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni commenta così il comunicato stampa emanato dal ministero della Salute, in attesa di conoscere il testo integrale del provvedimento, per valutare se il ministro ha mantenuto quanto preannunciato, cioè garantire l'accesso alla fecondazione medicalmente assistita alle coppie che ne hanno bisogno per poter provare ad avere una gravidanza che giunga al termine:

1) “Il nuovo testo, che aggiorna le linee guida del 2008, è stato rivisto in rapporto all’evoluzione tecnico-scientifica del settore e all’evoluzione normativa; in particolare ai decreti legislativi 191/2007 e 16/2010 e all’Accordo Stato Regioni del 15 marzo 2012 (che applica alla PMA le normative europee su qualità e sicurezza di cellule umane), e alle sentenze della Corte Costituzionale n.151/2009, e n.162/2014 le quali hanno eliminato, rispettivamente, il numero massimo di tre embrioni da creare e trasferire in un unico e contemporaneo impianto, e il divieto di fecondazione eterologa”.

Commento: come mai il ministero non ha colto l’occasione anche per emanare linee guida anche in rapporto all’ultima sentenza della Corte Costituzionale, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 5 giugno, con cui viene cancellato il divieto di accesso alla fecondazione per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche, previsto dalla legge 40 del 2004? Proprio in quella sentenza la Corte rimandava ad un intervento del legislatore in base all’evoluzione tecnico scientifico delle tecniche procreazione medicalmente assistita.

2) “Numerose le variazioni introdotte rispetto alle linee guida attualmente in vigore. Fra le principali l’accesso alle tecniche di fecondazione eterologa, la raccomandazione di un’attenta valutazione clinica del rapporto rischi-benefici nell’accesso ai trattamenti, con particolare riferimento alle complicanze ostetriche, alle potenziali ricadute neonatologiche e ai potenziali rischi per la salute della donna e del neonato nonchè l’accesso generale a coppie sierodiscordanti, cioè in cui uno dei due partner è portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili per infezioni da HIV, HBV o HCV (nella versione precedente era previsto solo per l’uomo portatore, in quella attuale si consente anche alla donna portatrice)”.

Commento: questo sicuramente è un aspetto positivo.

3) “In cartella clinica le procedure di PMA dovranno essere descritte con maggior dettaglio di quanto non lo siano state in precedenza, considerato che gli operatori possono avviare percorsi più differenziati di quanto fatto prima delle sentenze. In particolare andranno anche riportate le motivazioni in base alle quali si determina il numero di embrioni strettamente necessario da generare, ed eventualmente quelle relative agli embrioni non trasferiti da crioconservare temporaneamente”.

Commento: bene, ma ciò non costituisca un'opera di controllo dell'operato del medico con l'intento di limitarne la sfera d'azione perché ciò entrerebbe in contrasto con la sentenza 151 della Corte Costituzionale che precisa “in materia di pratica terapeutica, la regola di fondo deve essere la autonomia e la responsabilità del medico, che, con il consenso del paziente, opera le necessarie scelte professionali”.

4) “Riguardo la fecondazione eterologa, nelle linee guida vengono fornite le indicazioni  per la coppia che accede ai trattamenti di fecondazione assistita, mentre tutto ciò che riguarda i donatori di gameti sarà contenuto nel testo di un nuovo Regolamento, già approvato dal Consiglio Superiore di Sanità, che sta proseguendo il suo iter per il recepimento delle direttive europee di riferimento”.

Commentoperché un regolamento? La materia attiene alle linee guida, doveva far parte delle stesse, la legge 40 non prevede Regolamenti. Anche i giudici della Corte Costituzionale nella sentenza 162/2014 invitano il ministro ad un aggiornamento dell'atto amministrativo previsto dalla legge 40 per ciò che attiene il numero di donazioni per ogni donatore sul modello francese e inglese. Perché non garantire subito il reale l'accesso in tempi brevi dopo un anno dalla sentenza e dopo la totale assenza del ministero per campagne informative per la donazione dei gameti?

5) “Nel nuovo testo delle linee guida si danno indicazioni cliniche per l’accesso alle tecniche di PMA di tipo eterologo, prevedendo anche la cosiddetta “doppia eterologa” – quando entrambi i componenti della coppia possano ricevere gameti donati – nonché alla possibilità di “egg sharing” e “sperm sharing”, cioè che uno dei due componenti della coppia ricevente possa a sua volta essere anche donatore di gameti per altre coppie che accedono alla PMA eterologa”.

Commento: anche la doppia eterologa fa parte di quell'unicum delle tecniche di Procreazione medicalmente assistita, era già previsto con la cancellazione del divieto, speriamo che non vi siano tranelli ostativi.

6) “Per escludere illegittime selezioni eugenetiche, alle coppie che accedono all’eterologa non è consentito scegliere particolari caratteristiche fenotipiche del donatore”.

Commento: in Italia non c'è mai stata la scelta delle caratteristiche fenotipiche ma solo abbinamento in base alla compatibilità sanitaria e di caratteristiche somatiche della coppia. Perché strumentalizzare alcuni termini? Mi auguro che non sia un pretesto per ostacolare la tecnica.

7) “Per evitare sovrapposizioni fra i diversi provvedimenti che regolano la PMA, nelle nuove linee guida, nella parte relativa all’ “Attività di consulenza e sostegno rivolta alla coppia”, è stato stralciato l’elenco degli elementi utili a maturare un’accettazione consapevole della tecnica proposta, visto che tali elementi sono contenuti nelle disposizioni per il consenso informato, che saranno oggetto di un apposto decreto interministeriale dei ministeri della Salute e della Giustizia, su cui si sta già lavorando, e che contiamo di emanare a breve”.

Commento: la legge 40 prevede già che il consenso informato sia redatto di concerto tra ministero della Salute e Giustizia. (art. 6 legge 40/2004).

8) “Dopo l’istituzione del Registro nazionale dei donatori, questo è il secondo importante passo per l’aggiornamento dell’intero quadro normativo che regola la PMA in Italia  - commenta il ministro Lorenzin – aggiornamento che sarà completato nelle prossime settimane con i decreti sul consenso informato e sui cosiddetti “embrioni abbandonati”, e con il perfezionamento del recepimento delle normative europee sulla donazione dei gameti”.

Commento: speriamo che questa volta non si commettano gli stessi errori commessi per il registro donatori che è stato istituito al Centro Nazionale Trapianti anziché al registro nazionale Procreazione Medicalmente Assistita (Art.11 l.40).

9) “È stato un lavoro corposo e impegnativo, portato avanti anche grazie al contributo di maggior esperti italiani di settore convocati ai tavoli di lavoro già da luglio dello scorso anno. Questa serie di provvedimenti, insieme all’aggiornamento dei LEA (che includeranno anche i trattamenti di PMA) contribuirà a conferire certezza al quadro normativo ed a migliorare accesso e qualità dei percorsi in questo ambito così delicato del SSN”.

Commento: A quanto un decreto sui Lea che i malati stanno chiedendo da troppo tempo(2001)? E inoltre i pazienti avranno garanzia di accedere nel pubblico a tutte le tecniche per cui il pubblico è autorizzato?

Se le linee guida corrispondono a quanto preannunciato sicuramente un plauso al ministro, con l'avvertenza che se non sarà così saranno valutate dai giudici come già avvenuto in passato.

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Le ruspe d’oro del grande Matteo Salvini

Radicali Italiani - Mer, 01/07/2015 - 15:33
01/07/15

Vincenzo di Nanna (segretario A.G.L. Abruzzi), l’avvocato radicale che ha curato la denuncia presentata da Marco Pannella contro il Comune di Roma per discriminazione razziale e altri reati inquadrabili nell''inchiesta "Mafia Capitale", presenta a Matteo Salvini il conto della “politica” delle sue ruspe d’oro: sì, perché, nonostante le indagini e la denuncia di Pannella, Roma Capitale continua a spendere migliaia di euro dei contribuenti per sgomberi illegittimi e non risolutivi.

“Caro Matteo, eccoti i costi della "politica" delle tue ruspe d’oro, tutti a carico del contribuente romano, che ha pagato e continua a pagarne il conto salatissimo".

"È sufficiente dare uno sguardo alle politiche di Roma Capitale per comprendere a chi convengono davvero gli sgomberi: l'ultimo è stato portato a termine il 26 giugno in via di Tor di Quinto, dopo che l'11 giugno la disperazione aveva portato un uomo a cercare di darsi fuoco, costringendo le forze dell'ordine a rinviare l'operazione. Il costo medio di uno sgombero è pari a 75mila euro; il sindaco ne ha ordinati trenta in un solo anno (2013-2014). Il totale? Ben 2milioni e 250mila euro, senza contare i successivi interventi di sgombero e 'bonifica': ad oggi la cifra potrebbe essere perfino raddoppiata! A fronte delle spese dei romani, il risultato è quello che conosciamo: il moltiplicarsi di micro-insediamenti e minuscole baraccopoli per tutta la città, unito alla violazione dei diritti umani che porta alla microcriminalità e rappresenta il grande motore della corruzione".

"Con l’attuazione della 'Strategia Nazionale d’inclusione dei Rom, Sinti e Camminanti', già approvata dal Governo Italiano nel febbraio del 2012, Roma Capitale, così come le altre città d'Italia, avrebbe potuto accedere ai finanziamenti europei con totale risparmio per le già saccheggiate casse pubbliche. Insomma, caro Matteo, la 'politica' della segregazione, della discriminazione e delle tue ruspe d’oro, non solo l’hanno pagata i contribuenti romani, ma è servita per arricchire il sistema del malaffare partitocratico. T’invito dunque a scendere dalle tue ruspe e ad aderire all’azione di denuncia intrapresa da Marco Pannella, visitare insieme i ghetti denominati 'villaggi della solidarietà' e ad assistere ad una proiezione di Dragan aveva ragione, il film-denuncia sullo scandalo degli 'sgomberi d’oro'".

Documenti

 

 

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Anche per quest'anno niente da celebrare per la Giornata mondiale contro il narco-traffico. Anzi!

Partito Radicale - Mer, 01/07/2015 - 15:10
01/07/2015

Il 26 giugno si è celebrata la giornata mondiale contro il narcotraffico e l'abuso degli stupefacenti. Per marcare la ricorrenza le Nazioni unite hanno pubblicato il Rapporto Mondiale sulle Droghe 2015 dedicandolo al cosiddetto "sviluppo alternativo".

Per stessa ammissione del direttore dell'Ufficio Onu sulla droga e il crimine, non si registra alcun progresso nella riduzione della presenza degli stupefacenti nel mondo, mentre l'accesso alle medicine "controllate" resta bassissimo, inoltre si nota un ritorno dell'HIV/AIDS. Il direttore Fedetov ha anche dichiarato inaccettabile l'elevato numero di morti per "droga", come la sempre crescente produzione di oppio - il raccolto afgano è il più alto dal 1930!

A questo link un approfondimento dei dati più critici del Rapporto, ma quel che è chiaro è che, per l'ennesima volta, nessun indicatore suggerisce il minimo beneficio del protrarsi di leggi e politiche proibizioniste. E' da sperare che questi dati risveglino le coscienze di qualcuno e avviino un dibattito laico e nel merito in vista della sessione speciale dell'Assemblea generale sulle "droghe" prevista per l'aprile dell'anno prossimo.

Categorie: Radicali

In Turchia manifestare per il Califfato si può, e per i diritti LGBTI?

Partito Radicale - Mer, 01/07/2015 - 15:07
01/07/2015

Tutto era pronto, domenica 28 giugno, per il 13° Gay Pride di İstanbul, la più grande manifestazione per la difesa dei diritti LGBTI in Turchia, nell’Europa sudorientale e in tutto il Medio Oriente. Una folla festante e pacifica si era concentrata in piazza Taksim per dare vita alla marcia dei diritti e dell’orgoglio LGBTI.

Il governatore di İstanbul aveva deciso di vietare la sfilata all'ultimo momento affermando che le autorità non avevano concesso alcuna autorizzazione. La polizia in assetto antisommossa quindi è intervenuta con molta violenza per disperdere i manifestanti facendo un uso massiccio di gas lacrimogeni, proiettili di gomma e impiegando i famigerati TOMA, potenti cannoni ad acqua.

Il comitato organizzatore della Settimana dell’Orgoglio LGBTI ha dichiarato che la marcia «era stata improvvisamente proibita dalla presidenza del governatore perché si sarebbe dovuta svolgere durante il mese di Ramazan». Una motivazione del tutto pretestuosa dal momento che il Gay Pride dell’anno precedente si era tenuto senza alcuna difficoltà proprio durante tale ricorrenza e perché spesso nel mese sacro per l’Islam si sono svolte manifestazioni, campagne elettorali e comizi. Proprio lo scorso 19 giugno, dopo la preghiera del primo venerdì di Ramazan, si è tenuto un corteo autorizzato di religiosi della Moschea di Fatih che hanno marciato per le vie centrali dell’omonimo quartiere gridando: «Dalla Turchia all’Egitto, dall’Indonesia al Marocco, dal Libano al Kurdistan, Califfato Califfato».
Si tollerano dunque le manifestazioni che inneggiano al califfato e si vietano quelle per i diritti civili.

Erano presenti al Gay Pride parlamentari del partito laico-socialdemocratico CHP e del partito di sinistra libertaria HDP che, assieme a Sedef Çakmak, prima donna dichiaratamente lesbica a essere entrata nelle istituzioni turche, hanno espresso indignazione per la brutale repressione subita e hanno voluto simbolicamente portare a termine la manifestazione in maniera nonviolenta camminando in fila indiana lungo l’İstiklal Caddesi. 

Categorie: Radicali

© 2010 - 2015 copyright Divorzio Breve - :elp@