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Il Movimento 5 Stelle in Regione Veneto presenta un progetto di legge sulle DAT

Luca Coscioni - Ven, 12/02/2016 - 22:44
Il Movimento 5 Stelle in Regione Veneto presenta un progetto di legge sulle DATFranco Fois12 Feb 2016Testamento biologico

Presentato in questi giorni in Consiglio regionale Veneto dalla Consigliera Patrizia Bartelle del Movimento 5 Stelle, un  progetto di legge dal titolo “Disposizioni in materia di dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario (DAT)”. Il PDL, attraverso i suoi undici articoli, si propone di rendere facilmente accessibili ai medici i documenti con i quali una persona, dotata di piena capacità di intendere e volere, esprime la propria volontà circa i trattamenti ai quali desidererebbe o non desidererebbe essere sottoposta nel caso in cui, nel decorso di una malattia o a causa di traumi improvvisi, non fosse più in grado di esprimere il proprio consenso o dissenso informato. Nel manifestare l'apprezzamento per l'iniziativa, ci auguriamo che l'intero Consiglio sappia cogliere questa opportunità per aprire un serio confronto sul riconoscimento del diritto all'autodeterminazione in materia di fine vita. Un tema sul quale i cittadini del Veneto più volte hanno espresso una forte e chiara posizione che ha portato all'istituzione dei registri per le dichiarazioni anticipate di trattamento in molte amministrazioni comunali.

AllegatoDimensione DAT_M5S_Veneto.pdf125.81 KB venetoTestamento biologicodatmovimento 5 stelle
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DAT Regione Veneto: Dopo le parole da Alessandra Moretti non arrivano i fatti

Luca Coscioni - Ven, 12/02/2016 - 21:03
DAT Regione Veneto: Dopo le parole da Alessandra Moretti non arrivano i fatti Franco Fois12 Feb 2016Testamento biologico

Di seguito il testo della mail inviata alcuni giorni fa alla Capogruppo PD Alessandra Moretti.

Gentile Alessandra,
sono ormai trascorsi più di sei mesi da quando a fine luglio per la prima volta abbiamo parlato della possibilità di presentare una proposta di legge regionale sul tema delle DAT. A quel primo contatto è seguito un incontro personale ed una serie di scambi di documentazione con la tua collaboratrice che mi avevano fatto sperare in una reale possibilità di sviluppo di un progetto. Con non poca delusione devo però constatare che tutto questo, a quanto mi risulta, non ha portato a nulla di concreto come se, e mi rammarica il doverlo dire, il tema dell'autodeterminazione in materia di trattamenti sanitari per il fine vita non rientrasse tra quelli meritevoli di un prioritario impegno da parte tua e del tuo gruppo. Maggiore è il mio rammarico nel dover constatare questo proprio ora che la Commissione Affari Sociali della Camera ha avviato la discussione sul testamento biologico e, a partire dal 2 marzo, per la prima volta nella storia repubblicana, inizierà la discussione sulla legalizzazione dell'eutanasia. Eventi questi che, se ci fosse la volontà, potrebbero essere d'aiuto per aprire un dibattito anche in Consiglio Regionale.
Nei giorni in cui ricordiamo che 7 anni fa moriva Eluana Englaro, dopo 17 anni di stato vegetativo e di battaglia giudiziaria del padre Beppino, e due anni fa moriva il nostro Paolo Ravasin, malato di SLA che affidò al web il suo testamento biologico, come Associazione Luca Coscioni non possiamo che continuare nel nostro impegno a cercare, anche in Veneto, tutte le vie che ci possano condurre ad aprire un serio confronto sul riconoscimento del diritto all'autodeterminazione e della libertà di scelta in materia di fine vita. Se pur con affievolita speranza mi auguro che una di questa vie si possa trovare, come avevi detto, nel tuo impegno.

Cordiali Saluti.
Franco Fois

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Cannabis legale: i nonni all`avanguardia

Luca Coscioni - Ven, 12/02/2016 - 16:24
Cannabis legale: i nonni all`avanguardiaL'Espresso12 Feb 2016Roberto SavianoRicerca sulle droghe

Roberto Saviano interpreta splendidamente la filosofia che guida la nostra lotta antiproibizionista: legalizzare le droghe partendo dalla cannabis è forse l'unico modo per arginare il dilagare delle attività illecite che portano benefici solo alle mafie, e anche, in qualche modo per responsabilizzare chi fa uso di sostanza. Continuare con un approccio rigido e proibizionista non condurrà a nessun buon risultato, considerando che non ce ne sono stati negli ultimi 60 anni. Anche l'ONU ha sposato una linea più melliflua, quanto ci impiegherà l'Italia?

NON È LA PRIMA VOLTA che invito chi mi legge ad ascoltare il notiziario antiproibizionista di Roberto Spagnoli su "Radio Radicale". Perché lo faccio? Perché tratta argomenti ignorati altrove, e i giornalisti che se ne occupano lavorano senza alcun pregiudizio ideologico, senza alcun preconcetto o condizionamento dettato da religioni o committenti.

La libertà con cui Roberto Spagnoli affronta da anni il tema della legalizzazione delle droghe è immediatamente comprensibile a chiunque lo ascolti per un motivo molto semplice: Spagnoli cita fonti autorevolissime, spesso istituzionali. Questo cosa significa? Significa che una parte del Paese, quella che commissiona studi e prova a fare divulgazione, si pone realmente dei problemi e cerca davvero di trovare le soluzioni migliori, ad esempio sulla coltivazione della cannabis e sul suo uso terapeutico.

UN ESEMPIO SU TUTTI. Secondo una ricerca commissionata dalla Coldiretti, 2 italiani su 3 sono d`accordo alla coltivazione per uso terapeutico della cannabis. Si potrebbero destinare - ne parla Spagnoli su "Radio Radicale" - immediatamente 1000 ettari ricavabili da serre in disuso alla coltivazione di cannabis; un`opportunità che potrebbe generare un giro di affari da un miliardo e mezzo di euro e produrre 10 mila posti di lavoro. Ovviamente questo per iniziare, perché poi si potrebbero trovare altri terreni e l`Italia potrebbe non rispondere solo alla domanda interna, ma esportare canna bis per uso terapeutico. Coldiretti ricorda che negli anni `40 l`Italia era il secondo produttore mondiale di cannabis sativa che veniva utilizzata soprattutto per uso tessile, edile e per la produzione della carta.

Perché allora oggi c`è tanta difficoltà a comprendere che un mercato non solo non è eticamente sbagliato, ma porta anche crescita economica? Cosa ci è successo? Perché siamo meno aperti alla crescita e al cambiamento di quanto non lo fossero i nostri nonni e i loro genitori?

IL MINISTRO LORENZIN, senza consultare le associazioni dei malati, ha fatto una cosa di una gravità inaudita: ha firmato un decreto che limita l`uso di farmaci cannabinoidi. Segno questo che le patologie di cui la cannabis terapeutica allevia i sintomi le sono totalmente sconosciute. Roberto Spagnoli ironizza sul fatto che Lorenzin pronunci "cannàbis" con l`accento sulla seconda "a", io potrei aggiungere che dopo il mio "Antitaliano" di due settimane fa sulla difficoltà di interrompere una gravidanza, questo settimanale ha ricevuto una lettera da parte del Ministero della Salute indirizzata al direttore de "l`Espresso" Dr. Giorgio Mulè (il direttore di "Panorama", ndr.).

Tutto questo potrebbe, ma non fa ridere: non conoscere la cannabis e pretendere di poter legiferare, non conoscere la stampa e pretendere di dare risposte negando l`evidenza, danno la cifra di quanto, credenti o non, tocchi a noi cittadini trovare le strade per avere informazioni corrette. Perché l`esito dello studio commissionato da Coldiretti non ha fatto discutere il Governo?

Si tratta di cannabis per uso terapeutico e non ricreativo; si tratta di posti di lavoro, niente di eticamente contrario ad alcuna religione conosciuta, eppure siamo sempre lì, fermi al terrore che la politica ha di perdere consenso, di inimicarsi quella parte di elettorato che permette alla propria spiritualità di plasmare anche la direzione del Paese, che dovrebbe essere laica. Proverò a spiegare perché opporre questioni morali o religiose alla legalizzazione di tutte le droghe in Italia oltre a essere anacronistico, oltre a essere frutto di disinformazione, è anche drammaticamente irresponsabile e pericoloso.

A NAPOLI SI SPARA quotidianamente: azioni dimostrative che a volte fanno vittime altre servono a terrorizzare. A Napoli si spara per il dominio sulle piazze di spaccio. Questo è l`unico motivo: da Ponticelli a Fuorigrotta, dal Centro Storico ai paesi limitrofi. Dal traffico di stupefacenti le organizzazioni criminali ricavano la parte maggiore dei loro guadagni, che poi investono in attività che sono concorrenti sleali di aziende legali che non possono contare su liquidità paragonabili, ma che devono fare i conti con le regole del mercato.

Legalizzare le droghe, tutte e subito, è l`unico modo per togliere alle organizzazioni criminali il principale canale di guadagno. Da un colpo del genere, e ben assestato, non si riprenderebbero mai più. Questo governo deve avere il coraggio di proporre una legge ragionata, deve avere il coraggio di avviare un dibattito serio e costruttivo su questo tema che è di vitale importanza. Il Sud è alla deriva e a Napoli di questioni morali si muore, e non metaforicamente.

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Un premio inglese per una ricerca su Aldo Capitini

Partito Radicale - Ven, 12/02/2016 - 15:23
12/02/2016

Aldo Capitini: se non fosse per l’archivio di Radio Radicale, la Fondazione Capitini e le conversazioni domenicali di Marco Pannella (sempre su RR) la cultura italiana se ne ricorderebbe soltanto per un convegno ogni tanto. In practica cancellato dalla memoria collettiva – un autore destinato a pochi, appassionati specialisti e militanti della nonviolenza. Un nome, un autore, una vita, un’opera sepolti.

Invece arriva una buona notizia dall’Inghilterra, dove Roberto Baldoli ha vinto il Premio Hutton per l’Eccellenza (Hutton Prize for Excellence). Il premio viene dato ogni anno a una tesi di dottorato di giurisprudenza, scienza politica o economia che incoraggia e ispira il comportamento etico nelle attività di governo e nelle professioni. Roberto, ricercatore e ora docente presso University of Exeter ha scritto una tesi di dottorato in scienza politica sul temaReconstructing Nonviolence. E’ la prima volta che l’opera di Capitini viene reso a conoscenza anche dal lettore inglese. Complimenti per il premio Hutton che verrà consegnato a Roberto nelle prossime settimane. E speriamo che non solo nelle università inglesi si senta il bisogno di una rinascita capitiniana.

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Cattive regole e democrazia mancata

Partito Radicale - Ven, 12/02/2016 - 15:21
12/02/2016

Poche settimane fa una coppia londinese ha iniziato una battaglia legale presso l'Alta Corte britannica contro il divieto di entrare in unione civile per coppie etero. Charles Keidan e Rebecca Steinfeld hanno deciso di appellarsi alla Corte perché non autorizzati a registrare una unione civile perché non appartenenti allo stesso sesso.

La legge britannica infatti, il Civic Partnership Act del 2004, si riferisce soltanto a due persone “dello stesso sesso” che vogliono ottenere i diritti legali delle coppie sposate senza dover (o poter) sposarsi, mentre per le coppie etero l'unica via al riconoscimento legale di un'unione rimane l'istituto matrimoniale. Ecco la base della sfida lanciata dal sig. Keidan e la sig.ra Steinfeld, i quali vorrebbero ottenere un riconoscimento legale della loro relazione, ma non vogliono sposarsi.

Il Governo finora ha risposto soltanto che “non è stato trovato il consenso” e perciò non si prevedono modifiche all'attuale legge. Non sappiamo dire quale sia l'aspetto più ironico: la legge stessa, la risposta del Governo, o il fatto che le idee liberali e fondamentali dell'uguaglianza sembrano perdersi nell'inverno delle democrazie contemporanee.

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Convocazione conferenza stampa su La Grande Pescara: Luciano D'Alfonso, il "Pres...tigiatore"

Radicali Italiani - Ven, 12/02/2016 - 14:23
12/02/16

Ieri, 11 febbraio, la I Commissione Bilancio della Regione Abruzzo ha accolto la richiesta di audizione avanzata all'inizio del mese di gennaio da Alessio Di Carlo, componente della Direzione Nazionale di Radicali Italiani e Segretario di Radicali Abruzzo, a proposito del controverso iter istitutivo del Comune della Nuova Pescara.

Ricordiamo infatti che, nonostante il referendum che nel maggio 2014 ha decretato a larghissima maggioranza il consenso degli elettori per la fusione del Comune di Pescara con quelli di Montesilvano e Spoltore, a distanza di quasi due anni la Regione non ha ancora approvato la relativa legge istitutiva.

In occasione dell'audizione, l'esponente radicale ha esposto tutte le ragioni dalle quali si evidenzia come le due proposte di legge presentate dal Governatore D'Alfonso solo la settimana scorsa, non hanno altro scopo se non quello di rallentare e se possibile annullare l'iter invece già proficuamente avviato grazie al testo depositato nell'ottobre 2014 dall'esponente del M5S Riccardo Mercante.

Per questi motivi Di Carlo ha sollecitato la Commissione a licenziare il testo Mercante, naturalmente all'esito delle modifiche ed integrazioni ritenute opportune.

Anche in considerazione del rigetto della richiesta avanzata da Di Carlo di poter effettuare la registrazione del proprio intervento per la successiva diffusione a mezzo stampa, domani mattina, 13 febbraio, alle ore 10,30, presso la Sala Commissioni del Comune di Pescara si svolgerà una conferenza stampa dal titolo “Luciano D'Alfonso, Il Pres...tigiatore” che vedrà coinvolti, oltre allo stesso Di Carlo, Roberto Di Masci, presidente di Radicali Abruzzo e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, Dario Boilini, revisore dei conti di Radicali Italiani e tesoriere di Radicali Abruzzo. Sarà presente anche, per  illustrare le opportunità ed  i vantaggi dei procedimenti di fusione, il professor Daniele Angiolelli, project manager del comitato "per crescere diventiamo grandi".

Dal canto loro i radicali esporranno analiticamente gli aspetti critici delle proposte a prima firma D'Alfonso evidenziando la necessità di accelerare nell'iter di approvazione della proposta di legge presentata dal Consigliere Riccardo Mercante.

 

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Unioni civili, Magi: Da Bagnasco inaudita violazione del Concordato. Governo convochi ambasciatore Santa Sede

Radicali Italiani - Ven, 12/02/2016 - 14:13
12/02/16

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani:

 

"Le ultime dichiarazioni del Presidente della Cei sono di una gravità senza precedenti. Porre in dubbio che nel Parlamento italiano esista la libertà di espressione e chiedere il voto segreto, è una clamorosa violazione dell’articolo 1 del Concordato.

Quella di Bagnasco è una strategia dolosamente volta a condizionare i lavori del Parlamento sulle Unioni civili, con dichiarazioni che si ripetono da settimane.

Per questo, chiedo al Presidente del Consiglio di convocare l’ambasciatore della Santa Sede per manifestare quanto la prosecuzione di una tale condotta sia inaccettabile.

Cosa avrebbero detto in Vaticano se Renzi avesse messo in dubbio la regolarità del Conclave e ne chiedesse la pubblicità dei lavori per evitare che i ricatti interni potessero inficiarne la libertà di voto?

Occorrono passi formali che non attengono certo alla libertà religiosa, bensì alla violazione di trattati internazionali sottoscritti dall’unica religione che desidera essere uno Stato.

Quanto al Cardinal Bagnasco, il Parlamento tenga conto che se può interferire così tanto nel lavoro delle istituzioni non è certo per la sua autorità morale, bensì perché si fa forte del miliardo di euro delle nostre tasse che ogni anno gestisce in maniera opaca attraverso la truffa dell’otto per mille".

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Il dibattito sul testamento biologico potrebbe finire con una legge orribile

Luca Coscioni - Gio, 11/02/2016 - 13:19
Il dibattito sul testamento biologico potrebbe finire con una legge orribileInternazionale11 Feb 2016Chiara LalliTestamento biologico

Il 4 febbraio la Commissione Affari Sociali ha avviato la discussione sul testamento biologico, dove c'è già chi lavora contro la possibilità di arrivare a una buona legge. A partire dal 2 marzo, per la prima volta nella storia repubblicana, inizierà la discussione sulla legalizzazione dell'eutanasia.  

Il 4 Febbraio è cominciata la discussione sulle dichiarazioni anticipate di trattamento.

[CLICCA QUI per leggere la sintesi della Prima Riunione]

Per l’ennesima volta si cercherà di affrontare una questione abbastanza semplice: possiamo scegliere se e come curarci? Sì, possiamo. E questo significa che possiamo anche rifiutare qualsiasi trattamento, farmaco, terapia o “alleanza terapeutica”.

E potremmo prevedere degli strumenti per prolungare la nostra volontà nel tempo? Sarebbe augurabile, per evitare che l’impossibilità di esprimere una volontà ci privi della possibilità di scegliere.

Che poi è quello che già succede con il consenso informato. Firmiamo ora consentendo a un trattamento in un tempo futuro (si pensi a un intervento chirurgico e a una lunga anestesia). Certo, in genere quel tempo è breve mentre nel caso delle dichiarazioni anticipate di trattamento può essere più lungo. Ma il principio dovrebbe rimanere intatto. Le domande dovrebbero quindi riguardare solo gli strumenti migliori per garantire una scelta libera e valida nel tempo.

A guardare i disegni di legge, però, sembra che il principio non sia ancora del tutto digerito e che ogni dibattito sulle dichiarazioni anticipate offra l’occasione per riprendersi un pezzo di libertà concessa agli individui.

[CLICCA QUI per leggere la Proposta di Legge di Iniziativa Popolare presentata da noi]

È evidente leggendo la proposta di legge d’iniziativa dei deputati Binetti, Buttiglione, Cera, D’Alia e De Mita, Disposizioni relative all’alleanza terapeutica, in materia di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, presentata il 30 marzo 2015:

"L’aspetto più insidioso nella posizione dei fautori del principio di autodeterminazione nella sua formulazione assoluta è quello di ribadire, come già rilevato, il diritto alla non attivazione o all’interruzione di ogni tipo di cura, anche quelle salva-vita. La somministrazione di cibo e di acqua, anche per vie artificiali, è in linea di principio un mezzo ordinario e proporzionato di conservazione della vita. È quindi obbligatorio, nella misura in cui e fino a quando dimostra di raggiungere la finalità che gli sono proprie: assicurare idratazione e nutrizione al paziente, evitandogli le sofferenze e la morte dovute a inanizione e disidratazione. Non si può prescindere dal criterio etico generale, secondo il quale la somministrazione di acqua e di cibo, anche quando avviene per vie artificiali, rappresenta sempre un mezzo naturale di conservazione della vita e non un trattamento terapeutico."

Non stiamo parlando del principio di autodeterminazione “nella sua formulazione assoluta”, ma più semplicemente di autodeterminazione (o posso scegliere o non posso). Rispetto alla mia possibilità di decidere come preferisco, il carattere ordinario o straordinario di un trattamento è irrilevante. Chi tenta la strada dell’ordinarietà per giustificare l’obbligo in genere dimentica di dire che quando parliamo di nutrizione e idratazione artificiali ci vuole un consenso informato (perché sono trattamenti medici e comportano anche dei rischi). Chi cerca di aggirare lo statuto medico, poi, sembra ignorare che nessun atto è obbligatorio “in quanto non medico”.

La spiegazione seguente sembra essere ancora più insoddisfacente:

"Il dibattito sulla nutrizione e sull’idratazione medicalmente assistita, se sia un trattamento di tipo medico (e come tale possa rientrare tra i desiderata del paziente) o se sia invece un sostegno vitale (e come tale vada sempre assicurato al paziente), può diventare un distrattore rispetto a un nuovo punto critico, che riguarda il diritto del paziente al rifiuto o alla rinuncia delle cure: di tutte le cure. Il diritto alla non attivazione o all’interruzione delle cure, quando si tratta di cure salva-vita, la cui omissione non può che essere la morte, richiede necessariamente una volontà attuale, libera e consapevole e non può rientrare nella logica dell’ora per allora, tipica delle dichiarazioni anticipate di trattamento."

Torna la bizzarra convinzione che un sostegno vitale possa o debba essere obbligatorio, e torna anche la volontà di limitare fortemente i confini della nostra possibilità di scegliere. Il tempo, come dicevo, può sollevare qualche difficoltà di interpretazione della nostra volontà, ma la non attualità non è una scusa abbastanza forte per privarci della scelta. Per lasciare che sia qualcun altro a decidere se e fino a quando farci passare nutrimento e liquidi da un tubo infilato nella nostra pancia (cui magari non abbiamo nemmeno consentito) o attraverso un sondino nasogastrico.

Il punto è ancora più chiaro nel comma 4 dell’articolo 3, Contenuti e limiti della dichiarazione anticipata di trattamento:

"Nel rispetto della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, fatta a New York il 13 dicembre 2006, resa esecutiva dalla legge 3 marzo 2009, n. 18, l’alimentazione e l’idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, devono essere mantenute fino al termine della vita, ad eccezione del caso in cui esse non siano in grado di fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari per garantire le sue funzioni fisiologiche essenziali. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento."

Il diritto a ricevere cure e assistenza diventa un dovere cui non è possibile sottrarsi. Perché la vita è sacra e non possiamo disporne.

Non ci vengono risparmiate nemmeno le lezioncine di vita. Perché anche se non lo abbiamo chiesto, è per il nostro bene:

"Non si può giudicare il dolore altrui, ma riflettere si può e si deve. Brittany ha detto di voler “morire con dignità”, come se la sofferenza le rubasse dignità. Ma non è vero: dirlo è una trappola. Anche se una risposta al senso del dolore nessuno la possiede, occorre prepararsi per misurarsi con esso quando arriva. La vita è preziosa in ogni sua stagione. Troppo bella per essere sciupata o vissuta solo quando il cielo è terso. È un dono che occorre respirare a bocca spalancata. Anche quando arranca, quando si fa severa e dura. Nell’amore, dunque, si nasconde il segreto del vivere e del morire."

Brittany Maynard era una donna statunitense con un tumore cerebrale incurabile e con sintomi difficilmente trattabili. Non aveva deciso di morire, ma di anticipare la sua morte cercando di risparmiarsi le conseguenze più insopportabili. Chi vuole “si misura” con il dolore, ma non deve certo essere un obbligo anche per chi non crede che vi sia alcun senso salvifico nella sofferenza.

Chi vuole cercare “una risposta al senso del dolore” è libero di farlo, senza pretendere che la sua scelta debba valere per tutti.

“Senza nulla togliere al valore della libertà, che ognuno di noi ama appassionatamente, anche coloro che vogliono una legge sull’eutanasia, la questione in gioco è un’altra. Questa libertà pretesa conduce solo ed esclusivamente alla morte”. È ovvio che per “libertà” si possono intendere cose molto diverse. Alla morte per ora non abbiamo trovato rimedio. Magari Binetti e Buttiglione ci sapranno dire prima o poi come evitarla.

La proposta di legge d’iniziativa dei deputati Roccella, Alli, Binetti, Matteo Bragantini, Buttiglione, Calabrò, Centemero, Fedriga, Fucci, Gigli, Laffranco, Latronico, Leone, Minardo, Pagano, Palmieri, Saltamartini, Squeri, Tancredi, Vignali, Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, presentata il 26 marzo 2014, è afflitta dagli stessi problemi. Non si può scegliere sulla nutrizione e idratazione artificiali. L’altro aspetto tipico di un’impostazione fortemente coercitiva è sostenere la non vincolatività delle dichiarazioni anticipate, che solleva il serissimo problema: ma se la mia volontà non è vincolante perché dovrei perdere tempo a esprimerla?

Una legge che non si liberi di queste pesanti intromissioni nella nostra libertà – intesa come possibilità di scegliere e come assenza di coercizione legale – non potrà che essere una legge orribile. E in questo caso non c’è che augurarsi che la discussione si areni ancora una volta in queste paludi paternalistiche.

[Leggi anche "Eutanasia: si inizia a discuterne, mettiamo le cose in chiaro" di Carlo Troilo]

 
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Filomena Gallo su Gestazione per Altri - intevrento a Radio Radicale

Luca Coscioni - Gio, 11/02/2016 - 11:44
Filomena Gallo su Gestazione per Altri - intevrento a Radio RadicaleRadio Radicale11 Feb 2016Michele LemboGestazione per altri

Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, intervistata dai microfoni di Radio Radicale, commenta la mozione della Senatrice Finocchiaro per mettere al bando la Gestazione per Altri (GPA) in tutto il mondo, rendendola reato universale.

Per riascoltare l'intervento CLICCA QUI.

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Il Consiglio di Zona 2 rilancia la richiesta al Comune di Milano per intitolare un luogo significativo alla memoria di Alexander Langer

Radicali Italiani - Gio, 11/02/2016 - 00:39
11/02/16

La mozione - presentata dal radicale Yuri Guaiana, vicepresidente del Consiglio di Zona 2 - è stata approvata ieri con 10 voti favorevoli, 7 astenuti, 4 contrari.

Una mozione analoga era già stata presentata in Zona 1 e approvata all'unanimità, altre zone di Milano si stanno mobilitando per presentarla.

La proposta nasce lo scorso autunno dall'Associazione per l'Iniziativa radicale 'Myriam Cazzavillan', durante un dibattito organizzato sugli strumenti politici della nonviolenza, ed è un riconoscimento doveroso per la figura di Alex Langer, politico ed intellettuale di primo piano che ha dedicato la vita alla nonviolenza e all'ecologia.

Nel 2015 sono passati 20 anni dalla sua scomparsa. Il 1 Dicembre scorso è stata anche formalizzata una petizione consegnata al Sindaco Giuliano Pisapia e all'Assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

La proposta, sottoscritta da 16 associazioni e da 115 cittadini tra cui molte personalità della cultura e della politica, è ancora in attesa di una risposta.

Ci rivolgiamo anche al Presidente del Consiglio Comunale di Milano, Basilio Rizzo - di cui conosciamo la stima per Langer - pregandolo di adoperarsi affinché il parlamento dei milanesi possa esprimersi sul tema prima della fine della consiliatura.

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Immigrazione, Magi: Ue miope su Italia e Grecia, sfida è strappare migranti a irregolarità

Radicali Italiani - Mer, 10/02/2016 - 18:50
10/02/16

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani: 

 

"La Grecia fuori da Schengen perché incapace di gestire il flusso migratorio che incessantemente la vede, da mesi, come terra di transito, prima tappa da raggiungere rischiando la morte per attraversare quel breve tratto di mare dove, solo nel 2016, oltre 400 persone hanno perso la vita? Questa, ancora una volta, la risposta miope che arriva da Bruxelles  e che rappresenta un ulteriore pesantissimo tassello che va a inasprire un quadro di irrazionale chiusura e di totale indifferenza verso quanto sta accadendo sulle sponde del Mediterraneo", ha dichiarato Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani.

"L'Agenda europea sulle migrazioni non sta funzionando, il ricollocamento dei richiedenti asilo nei diversi Stati membri non decolla, famiglie intere di profughi continuano a morire o a rischiare la propria vita lungo un tragitto attraverso i Balcani ogni giorno più insidioso. Ed è evidente che la colpa di tutto ciò non può essere della Grecia o dell'Italia e della loro incapacità di gestire le frontiere. Perché di fronte a un fenomeno di tale portata in termini di vite umane e di problematicità, occorre un approccio complesso in grado di rispettare i diritti sanciti dalle convenzioni internazionali e, nello stesso tempo, di trovare soluzioni in grado di incidere sul momento storico che stiamo attraversando: i flussi migratori verso l'Europa non si arresteranno e, oltre a dare asilo a chi fugge da guerra e persecuzioni, occorre gestire in modo razionale e lungimirante l'arrivo di quanti nel nostro continente vogliono vivere e lavorare e il cui apporto è per noi, anno dopo anno, sempre più necessario".

"Basti pensare all'Italia - conclude Magi - e a quanto sia complicato ottenere un permesso di soggiorno o emergere dall'irregolarità. La categoria dei migranti economici, così come individuata dalle recenti politiche europee, è quella che evidentemente fa più paura e quindi va respinta, salvo poi mettere in conto e di fatto permettere che migliaia di persone rimangano intrappolate, senza un permesso e in balia della precarietà e del lavoro nero. È questa la vera sfida, cruciale, con cui dobbiamo confrontarci".

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Per gli Stati Generali delle CITTÀ e del FEDERALISMO

Radicali Italiani - Mer, 10/02/2016 - 18:26
Rigenerazione urbana, democratica, ecologica ed economica


Mentre le crisi internazionali spingono il ritorno dei nazionalismi e delle frontiere chiuse, noi pensiamo che la dimensione della città - refrattaria ai confini rigidi, alle contrapposizione identitarie, alle pretese dirigiste e monoculturali - sia la dimensione dalla quale partire per proporre forme di autonomia, per l'affermazione delle libertà civili, dell'economia di mercato e della sostenibilità ecologica.

 

Il seminario, che si è tenuto a Napoli sabato 23 e domenica 24 gennaio presso l'hotel Terminus in piazza Garibaldi, ha avuto l'obiettivo di discutere di proposte che, partendo dai temi della mozione del Congresso di Radicali italiani, possano alimentare due linee di iniziativa sulle quali coinvolgere persone e organizzazioni interessate:

  • DEMOCRAZIA DIRETTA: promozione e sostegno a iniziative popolari e referendarie agendo nello stesso tempo sull'accessibilità agli strumenti nazionali e locali anche con ricorsi giudiziari; 
  • ELEZIONI AMMINISTRATIVE: sostegno a liste e candidati in grado di fare delle prossime elezioni amministrative un'occasione di iniziativa politica sui temi discussi e definiti nel seminario.

Siamo consapevoli delle difficoltà del percorso tracciato. Non è un seminario a potere da solo trasformare delle posizioni in lotte, delle idee in strumenti già in grado di offrire un'alternativa al degrado politico istituzionale. Ma quella di Napoli è stata un'occasione per compiere passi avanti.

 

Il video integrale della prima giornata

I singoli interventi:

Tavola rotonda: "Città, Europa - Federalismo, servizi pubblici locali e organismi partecipati e sharing economy":

Il video integrale della seconda giornata

I singoli interventi:

Dibattito: "Città - I cittadini decidono referendum, iniziative popolari, diritto alla conoscenza, nuove tecnologie al servizio della democrazia)"

 

Rassegna stampa

 

I documenti del seminario:

 

Questa iniziativa, quasi un'impresa, comporta dei costi per il Movimento, anche un piccolo contributo sarà prezioso.

 

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Riccardo Magi, Valerio Federico, Marco Cappato

(segretario, tesoriere e presidente di Radicali Italiani)

 

 

 


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Mina Welby parteciperà al Dibattito in aula magna del liceo Cirillo di Aversa: “Eutanasia: libertà di scegliere o libertà di morire”.

Luca Coscioni - Mer, 10/02/2016 - 15:45
Eutanasia

Mina Welby, Co-Presidente dell'Associazione Luca Coscioni, parteciperà al Dibattito in aula magna del liceo classico e musicale D. Cirillo di Aversa: “Eutanasia: libertà di scegliere o libertà di morire”.

Insieme a lei anche Don Salvatore Coviello.

Per visionare il programma dell'evento CLICCA QUI.

Data: Venerdì, 12 Febbraio, 2016 - 09:00Città: AversaIndirizzo: Liceo Classico e Musicale D. Cirillo, Via Ettore Corcioni 88 AllegatoDimensione settimana studente 10-16 febbraioaversa.pdf223.03 KB
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Turchia nell’Unione europea: l’ultima vana promessa di Bruxelles?

Partito Radicale - Mer, 10/02/2016 - 15:04
10/02/2016

In Turchia si sta aprendo una fase politica molto importante per il futuro di questo paese, per le sue implicazioni su una possibile crescita democratica o, viceversa, su una sua, ancora più accentuata, involuzione. Si sta creando una nuova commissione di riforma con un numero uguale di partecipanti per ogni partito politico, per il varo di una Costituzione che auspicabilmente superi quella autoritaria varata dai militari nel 1982.

Tale fase non può essere ignorata dall’Unione europea. L’UE non può non essere ancora una volta non pienamente consapevole del proprio ruolo nella evoluzione in senso democratico del processo di riforma costituzionale che sarà attivato da Ankara. Dopo la prima fase del governo AKP (2002-2006) in cui furono varati ben sette pacchetti di armonizzazione e dopo la prima «apertura curda» del 2009, e la chiusura del negoziato da parte dell’UE, con i veti frapposti ai capitoli, il serio cammino di riforme su cui Ankara si era avviata ha perso il suo slancio iniziale. Il negoziato di adesione della Turchia è diventato da allora ostaggio dei veti incrociati di alcune cancellerie europee che hanno imposto il blocco a ben 17 capitoli.

L’UE, con la dichiarazione congiunta sulla questione drammatica del controllo del flusso dei migranti diretto dalla Turchia verso il proprio territorio, siglata il 29 novembre scorso, si è impegnata ad attivare le procedure per l’apertura di cinque capitoli bloccati da Cipro, entro il prossimo 31 marzo, e tra questi, i capitoli 23 e 24, rispettivamente sul Sistema Giudiziario, Diritti fondamentali e su Giustizia, Libertà, Sicurezza, della cui apertura la Turchia ha grande necessità, affinché trovi un adeguato impulso l’armonizzazione del proprio ordinamento giuridico-costituzionale a quello comunitario. Sarà, questa, l’ultima vana promessa dell’UE? L’ultimo inganno? 

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“Stop Etat d'urgence!” Manifestazioni nonviolente in Francia contro lo Stato di emergenza permanente

Partito Radicale - Mer, 10/02/2016 - 15:03
10/02/2016

Quasi ventimila persone si sono radunate sabato scorso a Parigi e in altre 70 città, tra cui Lione, Marsiglia, Tolosa e Strasburgo, al grido di Stop Etat d'urgence. La manifestazione indetta da sindacati, tra cui della magistratura e associazioni per la protezione dei diritti umani - ha chiesto la revoca immediata dello “Stato di Emergenza” dichiarato da François Hollande sulla scia degli attacchi del 13 novembre a Parigi e Saint-Denis, già prorogato per tre mesi e con il rischio di essere esteso oltre il 26 febbraio e diventare così un sistema permanente “d'eccezione”, di controllo della cittadinanza e di repressione della popolazione.

Perquisizioni senza mandato, espulsioni, arresti preventivi, coprifuoco, sorveglianza capillare dei luoghi pubblici e dei mezzi d’informazione, sospensione della libertà personale e del diritto alla manifestazione, ecco cosa comporta lo Stato d'urgenza; un dispositivo di “Ragion di Stato”, legalizzato nel 1955 durante la guerra d’indipendenza dell’Algeria e tirato fuori come un coniglio dal cilindro nel 2005, durante le rivolte delle banlieue.

Da novembre 2015 in Francia è aumentata le discriminazione nei confronti di quelle popolazioni già stigmatizzate a causa della loro origine o religione. E il 79% degli intervistati francesi sono inclini all'emergenza perenne. Dopo la Turchia, anche la Francia ci mostra gli effetti devastanti di una politica securitaria di stampo nazional-populista che concorre alla creazione del nemico “esterno” per imporre al suo “interno” una svolta di regime militare.

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Unioni Civili: "Mozione Finocchiaro idea furbesca e sbagliata che umilia il Parlamento"

Luca Coscioni - Mer, 10/02/2016 - 14:27
Unioni Civili: "Mozione Finocchiaro idea furbesca e sbagliata che umilia il Parlamento"Filomena Gallo e Marco Cappato10 Feb 2016PoliticaDichiarazione di Filomena Gallo e Marco Cappato, a nome dell'associazione Luca Coscioni, L'annuncio da parte della Senatrice Finocchiaro di una mozione volta a impegnare il Governo per trasformare la Gestazione Per Altri (GPA) in un reato universale, è un'iniziativa furbesca e sbagliata.

Condividiamo l'obiettivo di impedire che i timori per la maternità surrogata mettano in pericolo l'approvazione di una buona legge sulle unioni civili. Tale obiettivo va però perseguito tenendo separati, come sono, i due temi.

La mozione Finocchiaro, se fosse davvero approvata, avrebbe l'effetto di indicare come criminali internazionali Paesi da anni impegnati a distinguere legalmente chi si presta a un atto solidale da chi compie un'azione di sfruttamento. Arrivare a una posizione a tal punto sconclusionata, in assenza di un vero dibattito sul tema, sarebbe un modo di umiliare il Parlamento.
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Biotestamento: a 7 anni dalla morte di Eluana, il Parlamento inizia a discuterne. C'è già chi lavora contro

Luca Coscioni - Mar, 09/02/2016 - 16:22
Biotestamento: a 7 anni dalla morte di Eluana, il Parlamento inizia a discuterne. C'è già chi lavora controMarco Cappato9 Feb 2016Testamento biologico

Sono trascorsi ormai 7 anni dalla morte di Eluana Englaro, rimasta in stato vegetativo per ben 17 anni, e dalla battaglia giuridica del padre Beppino. Sono trascorsi ormai anche 2 anni dalla morte di Paolo Ravasin, attivista radicale malato di SLA che affidò al web il suo testamento biologico.

In questi anni abbiamo raccolto oltre 100mila adesioni su una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e il pieno riconoscimento del testamento biologico, abbiamo coinvolto oltre 70 personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, abbiamo promosso manifestazioni e convegni sollecitando il Parlamento a discuterne per legiferare. Con la nostra iniziativa siamo finalmente riusciti ad avviare una discussione alla Camera dei Deputati.

Il 4 febbraio la Commissione Affari Sociali ha avviato la discussione sul testamento biologico, dove c'è già chi lavora contro la possibilità di arrivare a una buona legge. A partire dal 2 marzo, per la prima volta nella storia repubblicana, inizierà la discussione sulla legalizzazione dell'eutanasia. 

Per un buon risultato, sarà determinante conquistare un'adeguata informazione dei cittadini sul dibattito parlamentare. Per questo, Matteo Mainardi il Coordinatore della campagna, fornirà puntuale sintesi di ciascuna riunione, con rimando al processo verbale. Clicca qui per leggere la sintesi della prima riunione!

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L'ira “europea” di Louis Michel

Partito Radicale - Mar, 09/02/2016 - 14:23
09/02/2016

Lo scorso 26 gennaio si è verificato qualcosa al Parlamento europeo che è stato notato più per la forma che per i contenuti. Durante la sessione della Commissione LIBE (libertà pubbliche, giustizia e affari interni) dedicata al progetto di legge danese sulla confisca del denaro e dei beni dei rifugiati che entrano in Danimarca, alla quale hanno preso parte il Ministro degli Affari esteri danese Kristian Jensen e dell'Immigrazione Inger Stojberg, il deputato liberale belga Louis Michel ha attaccato duramente la vicepresidente della commissione che moderava il dibattito, la ungherese Kinga Gal, del partito di Viktor Orban (Fidesz) e membro del Partito Popolare. Queste le parole di Louis Michel:

"Signora presidente, devo dire che il simulacro di dibattito a cui ho assistito oggi è senza dubbio l'esempio più scandaloso di disonore per il Parlamento europeo. Nell'arco di un'ora e venti minuti avete dato la parola per qualche secondo ad alcuni interventi, ma non c'è stato nessun scambio di opinione, non c'è stato il dibattito e nemmeno il dialogo. Sono assolutamente scandalizzato. Ho ascoltato le risposte dei ministri, e sono risposte totalmente insoddisfacenti, in flagrante contravvenzione con i trattati e con i valori europei. Posso comprendere molte cose [...] ma non è stata data risposta alla domanda: "qual è il valore sentimentale accordato a un bene?" Nessuno ha risposto! Saranno i poliziotti che valuteranno, al momento, la questione. Sono veramente scandalizzato. Mi vergogno, da parlamentare europeo, di aver assistito un tale simulacro di dibattito. Naturalmente ringrazio i Ministri per la loro presenza, ma non c'è stato dibattito. E voi ne portate la responsabilità. Capisco Signora Gal che ciò vi imbarazzi. Non vi piace che si parli dell'Ungheria! Non vi piace che si parli della Polonia! E oggi non vi piace che si parli della Danimarca! Perché vi crea disagio! Tutto questo è scandaloso! Non è accettabile! Questo che avete organizzato non è un dibattito democratico! Non è un dibattito democratico! E' vergognoso!"

Non è un caso che Louis Michel sia tra i promotori dell'iniziativa e dell'appello per lo Stato di Diritto e il diritto alla conoscenza promossi dal Partito Radicale, assieme a Nessuno Tocchi Caino e Non c'è Pace Senza Giustizia.

Guarda l'intervento di Louis Michel a 1h34'

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#DiteloaRouhani

Partito Radicale - Mar, 09/02/2016 - 14:21
09/02/2016

In vista della visita in Italia del Presidente Hassan Rouhani, prevista il 25 e 26 gennaio, Nessuno tocchi Caino ha presentato il Rapporto sulla pena di morte in Iran dal titolo “Il volto sorridente dei Mullah”. Almeno 2.277 prigionieri sono stati giustiziati in Iran dall’inizio della presidenza di Rouhani (tra il 1° luglio 2013 e il 15 gennaio 2016). Nel 2015 sono state effettuate almeno 980esecuzioni, un 22,5% in più rispetto alle 800 del 2014 e il 42,6% in più rispetto alle 687 del 2013. È il numero di esecuzioni tra i più alti nella storia recente dell’Iran, che lo classifica come il primo “Paese-boia” del mondo in rapporto al numero di abitanti.

Il dossier è stato presentato il 22 gennaio nella sede del Partito Radicale da Sergio D’Elia, Elisabetta Zamparutti, Marco Pannella, Giulio Maria Terzi di Sant’Agata e Domenico Letizia nell’ambito della campagna social dal titolo #DiteloaRouhani. Ai massimi rappresentanti dello Stato italiano, riconosciuto da tutti nel mondo come il campione della battaglia per la Moratoria Universale delle esecuzioni capitali e per l’istituzione del Tribunale Penale Internazionale, si è chiesto di porre la questione della pena di morte e più in generale del rispetto dei Diritti Umani al centro di ogni incontro e intesa con rappresentanti della Repubblica Islamica dell’Iran, a partire dal suo Presidente Rouhani che ha scelto Roma come prima capitale europea da visitare, indicando nell’Italia la “porta d’ingresso” verso l’Occidente.

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Non ci sentiamo “riappacificati” con la Giustizia fuorilegge

Partito Radicale - Mar, 09/02/2016 - 14:20
09/02/2016

Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha smentito di aver pronunciato a Palermo la frase secondo la quale in Italia “Non c'è più una questione giustizia”. Lo ha fatto sul mio profilo Facebook commentando un mio post che, riportando il succitato titolo di Repubblica.it, si rivolgeva direttamente a lui con un accorato “dimmi che non è vero”.

Inequivocabile e secco, Andrea Orlando mi ha scritto: “Non ho detto questo. Ti mando testo scritto”. Di rimando, gli ho chiesto allora di smentire Repubblica.it (e Corriere.it, che aveva titolato allo stesso modo).

La smentita Orlando non l’ha fatta e l’aria di una pacificazione che attraversa potere esecutivo e potere giudiziario (peraltro mai distinti e separati come democrazia vorrebbe) è ormai insufflata sopra e dentro gli ambienti che contano e respirata a pieni polmoni all’insegna del “tutto va bene, madama la marchesa”.. alla faccia dei milioni di cittadini vittime tanto nel civile quanto nel penale del sistema giudiziario italiano.

Da radicali non ci sentiamo, né vogliamo esserlo, riappacificati rispetto ad una giustizia “fuorilegge” reiteratamente condannata in sede europea per essere irragionevolmente lenta e per non rispettare i diritti fondamentali delle persone private della libertà.

Occorre – come abbiamo detto nelle Corti d’Appello in occasione delle inaugurazioni del nuovo anno giudiziario – che le massime autorità istituzionali italiane, dopo aver riconosciuto pubblicamente le profonde ferite inferte allo Stato di Diritto, si impegnino con forza lealtà ed efficacia ad assicurare il rientro rapido nella legalità costituzionale italiana ed europea.

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