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Puglia: ok al regolamento per la cannabis terapeutica

Luca Coscioni - Ven, 06/05/2016 - 15:25
Puglia: ok al regolamento per la cannabis terapeuticaIl Test - Salvagente6 Mag 2016Lorenzo MisuracaCannabis terapeutica

La Puglia approva il regolamento per l’approvvigionamento e l’utilizzo della “Cannabis terapeutica”. Sono undici le regioni italiane in cui i farmaci a base di tetracannabinolo sono accettati dal sistema sanitario pubblico come medicamenti per contrastare gli effetti di malattie croniche come la sclerosi multipla, il cancro e la sla. Ma non tutte hanno completato la normativa che renda l’utilizzo della cannabis terapeutica veramente accessibile a tutti i malati.  

La delibera approvata nei giorni scorsi a Bari, la n. 512, consente ai medici di base e agli specialisti di prescrivere farmaci a base di Thc per una categoria precisa di patologie.

Ma niente coltivazione in Italia e medici restii

La Puglia si conferma così all’avanguardia rispetto alla questione dei farmaci derivati da cannabinoidi, proseguendo la strada intrapresa nel 2014 dall’allora giunta guidata da Vendola. Rimangono però i problemi annosi legati al tema, come già raccontato dal Test Salvagente: a causa della scarsa conoscenza e di pregiudizi diffusi nei confronti di una pianta, la canapa, per lungo tempo descritta come stupefacente e nient’altro, si trovano pochi medici disposti a prescrivere i cannabinoidi. E soprattutto, in Italia è vietato coltivare cannabis, anche per scopi terapeutici.

Ci sono delle sperimentazioni in corso da parte dell’Istituto farmaceutico militare di Firenze e da parte del Cra di Rovigo, ma non esistono normative strutturate per creare una catena di distribuzione stabile e organizzata (i primi lotti da sperimentazione coltivati in Italia dovrebbero essere distribuiti quest’estate). Il risultato è che tutti i farmaci a base di thc, come il Bedrocan, vengono importati dall’Olanda, con costi finali che lievitano e finiscono per danneggiare le tasche del malato, quando il costo non è coperto dal sistema sanitario regionale, o le casse pubbliche, nelle regioni che coprono la spesa. Intanto, l’approvazione del regolamento in Puglia dovrebbe rendere meno farraginoso l’approvvigionamento per i pazienti di quella regione.

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Magi e Federico: Radicali Italiani a Bolzano con Degasperi, no alla chiusura del Brennero, denunciamo l'Austria

Radicali Italiani - Ven, 06/05/2016 - 14:06
06/05/16

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, e del tesoriere Valerio Federico:

 

Radicali Italiani a Bolzano sostiene l'iscritto al Movimento Claudio Degasperi candidato capolista per la Lista Civica Artioli Sindaca. Sostiene Degasperi anche Achille Chiomento, medico bolzanino e riferimento storico radicale in Alto Adige, già consigliere comunale a Bolzano.
Degasperi se eletto si impegnerà da subito per una competa anagrafe pubblica degli eletti, dei nominati e delle società partecipate, per l’introduzione della zonizzazione della prostituzione come metodo di governo del fenomeno con l'obiettivo di delimitare alcune aree - soprattutto quelle ad alta urbanizzazione e "conflittuali" quale quella dei Piani di Bolzano - come spazi “off limits”, o “aree out”, sia per la contrattazione sia per lo scambio di servizi sessuali, e per un ampliamento nello Statuto comunale di ogni forma di partecipazione dei cittadini, anche consultiva e vincolante.
Con la chiusura del Brennero, l'Austria dà il colpo di grazia al progressivo disfacimento dei trattati e delle norme che regolano l'Unione europea, fino ad una patente violazione. Per questo Claudio Degasperi sostiene l'iniziativa di Radicali Italiani di presentare contro l'Austria una denuncia alla Commissione europea.

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Legalizziamo l'hashish e la marijuana - anche nelle Marche è iniziata la raccolta firme

Luca Coscioni - Gio, 05/05/2016 - 23:43
Legalizziamo l'hashish e la marijuana - anche nelle Marche è iniziata la raccolta firmeRenato Biondini6 Mag 2016Cannabis terapeutica

 

Ancona, 6 maggio 2016 Comunicato  stampa

 Legalizziamo hashish e marijuana, anche nelle Marche è partita la raccolta firme

Ha preso il via il 20 aprile  la raccolta firme nazionale sulla proposta di legge di iniziativa popolare della campagna Legalizziamo! per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati come hashish e marijuana.

La proposta di legge popolare, promossa da Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni, con la collaborazione e il sostegno di Coalizione Italiana per le Libertà Civili e Democratiche, Forum Droghe, Antigone, La PianTiamo e di decine di grow shop/canapai italiani depenalizza il consumo e ne regolamenta la produzione e sua commercializzazione. I danni sociali, economici e giudiziari del proibizionismo sono sotto gli occhi di tutti, le droghe illegali sono diventate il terzo business più redditizio al mondo, dopo il cibo e l’energia, interamente controllato da organizzazioni criminali, è’ provato infatti che anche il terrorismo si finanzia con i proventi del narcotraffico. Serve un cambio di passo radicale nelle politiche sulle droghe e la scelta antiproibizionista è l’unica ragionevole, fondata su basi scientifiche e riscuote il consenso dell’opinione pubblica, secondo i dati della Direzione nazionale antimafia, un europeo su 4 ha fatto uso di droghe. La proposta di legge prevede:  l’auto-coltivazione libera fino a cinque piante, possibilità di associazione in cannabis social club non a fini di lucro,  la coltivazione e fini commerciali previa comunicazione alle autorità, la promozione ulteriore dell’accesso ai cannabinoidi medici ampliandolo chiaramente ai malati affetti da sintomatologie che rispondano  ai preparati, il controllo della produzione è affidato alla direzione generale sulle frodi agro-alimentari del Ministero delle politiche agricole e dal Comando carabinieri per la tutela della salute presso il Ministro della salute, vengono abolite tutte le sanzioni penali anche per l’uso personale di tutte le altre sostanze proibite e si introduce una norma volta alla scarcerazione di coloro che hanno subito una condanna relativa a condotte legalizzate con la proposta di legge.

 Con questa legge di iniziativa popolare chiediamo ai consumatori di cannabis di mobilitarsi, ma lo chiediamo anche a tutti i cittadini italiani perché arrivi un segnale chiaro e forte al legislatore, invitiamo in particolare i cittadini marchigiani a sottoscrivere questa proposta di legge d’iniziativa popolare recandosi negli appositi uffici comunali o collaborando con noi nella raccolta firme.

E’ scientificamente appurato che  l’hashish e marijuana, sono meno nocive di altre  droghe perfettamente legali come superalcolici e tabacco, perché allora non legalizzarle?  Ci sarebbero solo che vantaggi, nella situazione attuale invece chi ci guadagna sono solo le organizzazioni criminali che ne controllano e lucrano sul suo commercio.

 http://www.legalizziamo.it      http://www.associazionelucacoscioni.it/cellulaancona   

 https://www.facebook.com/cellulacoscioni.ancona

 cellulacoscioniancona@gmail.com       cell.  3396035387

 

 

 

  

 

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Referendum, Magi: caso Morosini è prannuncio di guerra santa, tuteliamo cittadini con libertà di voto su riforma Renzi-Boschi. Avanti con campagna vogliamoscegliere.it

Radicali Italiani - Gio, 05/05/2016 - 18:48
05/05/16

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani:

 

"Il caso scoppiato sulle dichiarazioni di Morosini è una conferma inequivocabile della guerra santa pro e contro Renzi che si sta preparando su referendum di ottobre. Non possiamo permettere che una così importante e delicata revisione costituzionale sia usata come arma contro il premier, o dal governo come occasione per un voto plebiscitario. Come Radicali siamo impegnati per evitarlo e per garantire ai cittadini la libertà di voto. Rilanciamo quindi l'appello ai parlamentari perché sostengano la nostra campagna vogliamoscegliere.it, per permettere agli italiani di esprimersi nel merito della riforma Renzi-Boschi votandola per parti separate o attraverso i quesiti referendari parziali che proponiamo. Il quesito referendario unico è fuori dai criteri democratici e costituzionali, come confermano decine di costituzionalisti. Forti del loro favore e di quello di diverse forze politiche, continuiamo quindi a lavorare affinché oltre il fronte del Sì e del No si allarghi quello di chi vuol battersi con noi per la libertà di voto".

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Ricerca: "Renzi, Maroni e Pisapia ascoltino l'appello di accademici per impedire che lo Human Technopole finisca come Formigoni-Daccò"

Luca Coscioni - Gio, 05/05/2016 - 17:47
Ricerca: "Renzi, Maroni e Pisapia ascoltino l'appello di accademici per impedire che lo Human Technopole finisca come Formigoni-Daccò"Associazione Luca Coscioni5 Mag 2016Finanziamenti ricerca

Ass. Coscioni, Ricerca: "Renzi, Maroni e Pisapia ascoltino l'appello di accademici per impedire che lo Human Technopole finisca come Formigoni-Daccò"

Filomena Gallo "per questo mi candido per Cappato Sindaco"

Milano, 5 maggio 2016

Si è tenuta oggi la conferenza stampa di presentazione dell'appello di accademici per un bando internazionale sul progetto Human Technopole. I firmatari scrivono tra l'altro: "invitiamo i protagonisti a ripensare le strategie per la realizzazione del progetto, organizzando delle conferenze ristrette, alle quali invitare scienziati, tecnologi ed economisti della ricerca italiani e internazionali, esperti nello studio delle sfide della biomedicina e della nutrizione, per identificare obiettivi strategici di davvero alto profilo. A queste rapide conferenze, che potrebbero essere organizzate dalle università milanesi o dal CNR su mandato del Governo, dovrebbe seguire una conferenza pubblica durante la quale il Governo lancia un bando per la visione, le idee e le forme organizzative del progetto, affidando a una commissione internazionale la scelta del miglior progetto e della forma organizzativa più confacente al raggiungimento degli obiettivi. A valle del bando principale, dovrebbero partire i bandi per identificare ulteriori Enti coinvolti e coordinatori e per finanziare (sempre con modalità competitive) gli allestimenti dei laboratori e i progetti specifici volti al conseguimento di obiettivi conoscitivi e prodotti tecnologici innovativi, tali da rilanciare davvero la ricerca e l’economia del Paese e da proiettare Milano nella dimensione mondiale della scienza e dell’economia della conoscenza. Fondamentale stabilire chiari parametri di conflitto di interesse per cui chi siede nella commissione non può essere candidato. I primi firmatari sono: Filomena Gallo (Segretario Associazione Luca Coscioni), Marco Cappato(tesoriere Associazione Luca Coscioni), Gilberto Corbellini (Università degli Studi La Sapienza), Giulio Cossu (Human Stem Cell Biology presso UCL, Londra), Marcello Crivellini (Politecnico di Milano), Guido Favia (Università di Camerino), Silvia Clara Giliani (Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia), LuigiCampanella (Università la Sapienza), Maria Paola Bonacina (Università degli Studi di Verona), Isabella Zanella (Università degli Studi di Brescia), Isabella MariaGioia (Istituto di Radioastronomia), Antonio Pasini ( Università di Siena), EmmaVilla (Università di Pisa), Giovanni Troianiello (Università la Sapienza), Alessandro Cellerino (Principal Investigator, Bio@SNS, Scuola Normale Superiore Pisa), Francesca Cargnin (Ph.D Oregon Health & Science University), MassimoTommasini (Università Roma 3), Gregorio Siracusa (Università Roma Tor Vergata), Alessandro Fraldi (PhD Group Leader TIGEM - Telethon Institute of Genetics and Medicine), Andrea Laforgia (Università degli Studi Roma Tre), Giacomo Ghiringhelli (Politecnico di Milano), Marina Marini (Università di Bologna), Brunella Casalini (Università di Firenze), Elti Cattaruzza (Università Ca' Foscari, Venezia), Margherita D’Aprile (Università della Calabria), Laura Calzà(Università di Bologna), Stefania Masci (Università degli studi della Tuscia), PaoloBellavista (Università di Bologna), Umberto Bertazzoni (Università degli studi di Verona), Paolo Mazzarello (Università di Pavia), Adriana Ceci (Presidente Fondazione per la Ricerca Farmacologica), Gianni Benzi (Onlus Valenzano, Bari), Maria Carmela Latella (Università di Modena e Reggio Emilia), Fabio Marroni(Università di Udine), Lorenzo Blini (Università degli Studi Internazionali di Roma), Marta Piscitelli (ENEA), Claudia Caddeo (CNR-IOM Cagliari, Cittadella Universitaria), Giuseppe Ragona (Università la Sapienza), Icro Maremmani(Università di Pisa), Oronzina Botrugno (Istituto Europeo di Oncologia), MariaCollu (Università di Cagliari), Roberto Fanti (Università di Bologna), LauraGuazzone (Università La Sapienza), Francesco Oriolo (Università di Pisa), RosarioMuleo (Università della Tuscia), Lorenzo Freddi (Università di Udine), SilvanaMangiaracina (CNR - Istituto di Scienze Marine, ISMAR), Elona Cama (Università degli studi di Padova), Andrea Boggio (Bryant University , USA), Paola Paggi(Università La Sapienza), Giovanni Di Cosimo (Università di Macerata).

Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretario e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, hanno dichiarato "da oggi parte la raccolta di sottoscrizioni. Ci auguriamo che Renzi si metta all'ascolto della comunità scientifica. Nel frattempo, Maroni e Pisapia, nelle rispettive responsabilità sull'utilizzo delle aree, dovrebbero recepire questo appello e condizionare all'accoglimento delle richieste qui contenute il via libera alla realizzazione del progetto Human Technopole". 

"E' questo l'obiettivo principale che mi ha portato ad accettare la candidatura in fondo alla Lista "Federalisti, laici, ecologisti per Cappato Sindaco".

Il professor Marcello Crivellini ha aggiunto: “Il meccanismo opaco scelto per il finanziamento dello Human Technopole assomiglia pericolosamente al finanziamento ‘parallelo’ messo in piedi nella sanità lombarda dalla coppia Formigoni-Daccò. C’è dunque il pericolo concreto che anche per lo Human Technopole si inseriscano ‘facilitatori’ di finanziamento per favori amici e conniventi”.

L'appello può essere sottoscritto a questo LINK

Clicca qui per la RASSEGNA STAMPA dedicata

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Caro Marco, volevo portarti Margherita

Partito Radicale - Gio, 05/05/2016 - 16:54
05/05/2016

Caro Marco,

volevo portarti Margherita (mia figlia, nata tre mesi fa) per una specie di battesimo laico in cui tu la prendi in braccio e la ungi con la Coca Cola, ma mi sono accorto che sarebbe stata “solo” una scusa per venirti a trovare. Inoltre mi dicono che ti stanchi facilmente, ora. Così ti scrivo ed è meglio, perché io sono un timido, un sociopatico che si ripara dietro le parole. Mi chiamo Stefano e di mestiere racconto storie.
Sono cresciuto con Radio Radicale e le parole tue e di chi nel tempo ha incarnato lo spirito radicale, nel quale mi riconosco, mi hanno formato e supportato.
In un libro che ho scritto l’anno scorso e che si chiama La vita è una pizza c’è una pagina a cui tengo molto e che ti allego; è breve e spero che non ti stanchi a leggerla (o ascoltarla letta).
Vorrei ricordare le volte in cui ci siamo incontrati ma esse si riducono a due e hanno avuto il seguente tragico andamento:

Prima volta, Palazzo ex Stelline, primo periodo Berlusconi, sembrava tutto destinato a migliorare. Rara occasione di vederti a Milano.
Io ti incontro grande e grosso in mezzo alla folla e ti dico “Ciao Marco! Il futuro Ministro degli Esteri!” E tu mi guardi e dici “Ma me tocco li cojoni!” (perché non sei superstizioso però quando ce vò ce vò, pare).

Seconda volta, al telefono. Filo diretto notturno con te in occasione di un referendum (non ricordo quale) la sera prima del voto. Io prendo coraggio e chiamo. Pronto Marco? Dico. Ciao. Mi dici tu. Ciao, volevo dirti che io domani non voto perché sono appena arrivato al mare, però ti giuro che ho convinto almeno tre persone ad andare a votare, vedrai che il quorum lo raggiungiamo!
E tu, dopo una piccola pausa, dici: “Mavvaffanculo telefoni per dire che stai al mare, ma tugguarda che stron…” poi ho spento il telefono, porca puttana ci sono rimasto dimmerda, però avevi ragione telefonavo per lavarmi la coscienza.

Vabbè, io le battaglie le faccio combattere ai personaggi che mi invento come il Gatto Morto, che fa ridere la gente e intanto dice che la droga andrebbe legalizzata. Ognuno fa quel che può.

Sento che sei malato. Lo sei da tempo. Io in realtà non sono preoccupato per te, perché tu sei immortale, questo ormai è chiaro. Sono preoccupato piuttosto per i cancri che ti hanno scelto. Hanno proprio sbagliato obiettivo e se la passano male. PORACCI.

QUESTA NON E’ UNA LETTERA DI COMMIATO, Marco, è solo il modo per abbracciarti e presentarti mia figlia: Margherita America D’Andrea, e la mia compagna Betta.
Io non sapendo che nomignolo dare a mia figlia, quando non la chiamo Margherita la la chiamo Pannella, che non è un diminutivo ma mi fa ridere. Ultimamente la chiamo anche Pannellina. E quando sono insieme, mia figlia e la mia compagna, le chiamo Pannelline.
Sei di famiglia, Marco. In casa mia di ascoltatore di Radio Radicale, e in casa di chissà quanti altri.
Io ti ringrazio per questo, e ti assicuro di una cosa, Marco: che io sono e sarò speranza, finché sarò. E proverò a insegnarlo anche alla Margherita.
Un abbraccio forte
Stefano

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La forza nell’unione di cose diverse

Partito Radicale - Gio, 05/05/2016 - 16:53
05/05/2016

La sintesi giornalistica della bella e ricca Assemblea del Partito Radicale Non violento, Transnazionale e Transpartito, che si è svolta lo scorso fine settimana, non ha reso minimamente la realtà molto più complessa del mondo radicale. La rappresentazione esterna dei "radicali divisi e litigiosi"... perché non c`è Pannella e la soluzione interna dei "radicali che devono stare uniti"... perché non c`è Pannella, sono entrambe senza consistenza e valore politici.

Litigi e divisioni hanno sempre connotato la storia radicale in presenza e nonostante Marco, il quale ha sempre ritenutole scissioni un processo fisiologico che non va contrastato, semmai assecondato, in quanto evolutivo e creativo di qualcosa di nuovo e più adatto, come avviene nei processi naturali. Il fatto è che non si fa il Congresso perché il Partito Radicale non è vissuto come un`unione di cose diverse, un tutto che noi costituiamo e da cui siamo costituiti, ma come una roba che si vuole ridurre a unità e magari "assorbire", come non vorrebbe Giordano Bruno.

L`esempio sempre vivo di Marco Pannella - non solo la sua testimonianza- la sua visione d`insieme e il modo in cui, nella durata, è riuscito a dar corpo a idee, lotte e obiettivi, sono il nostro patrimonio politico. È un patrimonio essenzialmente immateriale, che attiene all`essere e non all`avere. La roba, gli averi si possono anche ereditare e, quindi, consumare; l`essere, il modo d`essere, no.

Estratti dall'articolo di Sergio D'Elia La forza dell'unione delle cose diverse pubblicato sul quotidiano l'Opinione, 28 aprile 2016

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Partito Radicale: riflessione sulle beghe

Partito Radicale - Gio, 05/05/2016 - 16:51
05/05/2016

La recente assemblea degli iscritti al Partito Radicale (Nonviolento, transnazionale e transpartito) ha reso evidente alcune novità. Nei pochi articoli in cui se n’è parlato, però, l’analisi è apparsa riduttiva, addirittura fuorviante. Tutto verterebbe sull’eredità del partito e sul suo futuro; da una parte i pannelliani e dall’altra i boniniani. Da una parte i puri e dall’altra quelli che vorrebbero dar corso a un partito con caratteristiche classiche. Niente di più falso. Le classi dirigenti radicali sono sempre state diverse tra loro, nel metodo e nel merito. Non è, quindi, difficile capire che “le beghe di Torre Argentina” rimandano a legittime e differenti interpretazioni di antiche battaglie.

L’elemento di novità dell’assemblea degli iscritti, alla fin fine, è solo uno: è la prima volta che in una riunione del Partito Radicale, Pannella è assente. Le differenze tra le classi dirigenti radicali sono venute a galla. Non è la prima volta, anzi, è sempre stato così. Solo che questa volta è mancata la sintesi di Pannella, quando nel bene o nel male egli si assumeva oneri e onori di responsabilità e decisioni, a volte di difficile digestione, ma sempre azzeccate, anche quando in prima battuta apparivano strane e fallimentari.

Il Partito Radicale non è ideologico, è all’opposto un partito pragmatico. Non rimanda ad un pomposo manifesto di idee, ma alla quotidiana teoria della prassi. In assenza dei testi sacri, le beghe vengono a galla. È normale e tra i radicali è metodo. L’uso dei simboli elettorali è oggetto oggi di differenti interpretazioni della stessa lotta politica, lontani anni luce l’una dall’altra, ma legittime entrambi. In assenza di Pannella, le rivendicazioni fioccheranno.

Estratto dall'articolo di Massimo Lensi apparso sul quotidiano l'Opinione - 28 aprile 2016

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La lotta delle donne d’Irlanda, dove l’aborto è ancora tabù

Luca Coscioni - Gio, 05/05/2016 - 16:49
La lotta delle donne d’Irlanda, dove l’aborto è ancora tabùCorriere della Sera5 Mag 2016Giulia SabellaAborto

Sono le tre di pomeriggio e in Henry Street, nel centro di Dublino, alcune attiviste raccolgono firme per estendere il diritto all’aborto in Irlanda e renderlo legale e accessibile in ogni circostanza. Alcune parlano con il megafono, altre distribuiscono volantini in quella che è una delle vie più frequentate della capitale irlandese. Fanno parte di Rosa (for Reproductive rights, against Oppression, Sexism and Austerity), organizzazione nata tre anni fa che si batte per il riconoscimento dei diritti delle donne. «Da quando sono qui ho ricevuto tre fuck off e una tizia mi ha preso un volantino e me l’ha strappato in faccia» racconta una di loro.

L’Irlanda ha una delle leggi più restrittive di tutta l’Unione Europea in materia d’aborto. L’interruzione di gravidanza è ammessa solo quando la vita della madre è in pericolo o c’è il rischio che la donna possa suicidarsi. Per tutti gli altri casi, compresi stupro, incesto e malformazioni fetali, l’aborto è illegale e punito con 14 anni di carcere. A queste donne resta quindi solo un’alternativa: andare ad abortire all’estero.

«Quando ero giovane, 25 anni fa, ho avuto delle amiche che sono andate in una clinica inglese – spiega Patrick, che ha appena firmato la petizione – Dobbiamo fare qualcosa per risolvere questo problema e lo dobbiamo fare ora, non tra 10 anni».

«Fino a due anni fa ero contraria – racconta Daisy, di appena vent’anni – poi ho cambiato idea. Non penso che avrò mai un aborto ma credo che le persone debbano essere libere di scegliere».

Da decenni è in corso una fuga silenziosa. Secondo i dati forniti dal ministero della Salute inglese, solo nel 2014 in Inghilterra e in Galles sono andate oltre 3 mila donne, quasi 162 mila dal 1980. Si tratta di dati che però non sono completi. L’organizzazione conteggia solo coloro che, quando vengono ricoverate, forniscono un indirizzo irlandese e non conta quelle che invece danno un recapito inglese. A queste andrebbero aggiunte le donne che si recano in altri Paesi, come l’Olanda e la Francia. Anche se non ci sono dati ufficiali, le associazioni pro-choice calcolano che ogni giorno circa 12 irlandesi vadano all’estero per interrompere la propria gravidanza. Ci sono poi coloro che ordinano online la pillola abortiva: nel 2014 ne sono state sequestrate 1.017 scatole, il doppio rispetto al 2013.

-> Per leggere tutto l'articolo su Corriere della Sera clicca qui

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Marchini contro la cannabis, i Radicali romani: "Ma che stai a dì?"

Luca Coscioni - Gio, 05/05/2016 - 16:11
Marchini contro la cannabis, i Radicali romani: "Ma che stai a dì?"Repubblica4 Mag 2016Cannabis terapeutica

Alfio, ma che stai a dì?”. I Radicali scendono in campo contro le dichiarazioni di Alfio Marchini, che durante la trasmissione di La7 “Piazzapulita” si è schierato contro le droghe leggere:Anni fa mio figlio ha avuto un brutto incidente ed è caduto in coma – ha detto l’imprenditore candidato sindaco di Roma rispondendo a una domanda di Corrado Formigli – si è ripreso solo perché non si è mai fatto una canna”.

Riccardo Magi - segretario di Radicali italiani e capolista nella capitale della lista col nome del partito - e Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma, hanno poi dichiarato: “È un segno di irresponsabilità, grave per chi si presenta come fuori dagli schemi e con proposte ragionevoli. Ma sono anche un enorme favore alle associazioni criminali che traggono profitto dal narcotraffico e dalle politiche proibizioniste. Roma, come le altre grandi città italiane, ha dei quartieri-ghetto in cui la liberalizzazione di tutte le droghe è già realtà. Lo spaccio infatti è libero, a ogni ora del giorno e della notte, per chiunque: minori e adulti”.

Il discorso viene poi ampliato, toccando la questione economica: “Decenni di politiche repressive hanno causato enormi danni alla salute dei cittadini, alla giustizia e all'economia. Il mercato delle droghe è il terzo al mondo per fatturato, dopo quello alimentare e dell'energia. Solo in Europa vale 24 miliardi l'anno, di cui la parte più consistente è rappresentata proprio dalla cannabis. Se nell'Unione Europea venisse legalizzata si sottrarrebbero alla criminalità organizzata quasi 13 miliardi l'anno. Solo legalizzando si toglie mercato alle mafie e si proteggono i cittadini: nella nostra proposta, ad esempio, la vendita e il consumo sono vietate ai minorenni, inoltre non è possibile vendere cannabis nei pressi delle scuole e buona parte degli introiti sono reinvestiti in campagne per l'informazione su un uso consapevole. I cittadini si tutelano con regole certe e definite, non alimentando pregiudizi e falsi miti".

I Radicali, insieme all’associazione Luca Coscioni, stanno raccogliendo in tutta Italia le firme per una proposta di legge per la regolamentazione legale della cannabis e dei suoi derivati.

-> Firma anche tu la nostra proposta!!!! Trovi tutte le info su www.legalizziamo.it o scrivendo a info@legalizziamo.it <-

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Filomena Gallo interverrà al Salone del Libro di Torino

Luca Coscioni - Gio, 05/05/2016 - 13:13
Fecondazione assistita

Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, interverrà al Salone del Libro di Torino insieme a Francesca Fornario (autrice de "La banda della culla") per presentare il libro di Maurizio Balistreri: "Il futuro della riproduzione umana".

Per vedere la locandina CLICCA QUI.

Data: Venerdì, 13 Maggio, 2016 - 13:00Città: TorinoIndirizzo: Salone del Libro, c/o Independent’s Corner AllegatoDimensione invito Balistreri Salone Torino.pdf370.39 KB
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Utero in affitto: no a crociate, ma una buona legge anche in Italia

Luca Coscioni - Mer, 04/05/2016 - 19:08
Utero in affitto: no a crociate, ma una buona legge anche in ItaliaFilomena Gallo, Marco Cappato4 Mag 2016Gestazione per altri

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, e Marco Cappato Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e candidato a Sindaco di Milano 

La sentenza della Cassazione  dello scorso aprile mette fine alle polemiche su chi effettua la gravidanza per altri all'estero. Il Parlamento dunque non si imbarchi in crociate universali, scontrandosi con alcune delle più importanti democrazie liberali al mondo, e si dimostri invece all'altezza del suo ruolo di attivatore di libertà e diritti. 

Solo approvando anche in Italia una buona legge sulla gravidanza per altri sarà possibile tutelare davvero i diritti delle donne, dei minori e di tutti i cittadini.

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Presentazione di "Un vuoto dove passa ogni cosa" a cura di Antonella Soldo

Luca Coscioni - Mer, 04/05/2016 - 19:02
Politica

Giovedì 12 maggio 2016, verrà presentato a Torino il libro curato da Antonella Soldo, consigliera generale dell'Associazione Luca Coscioni, "Un vuoto dove passa ogni cosa. Interventi, articoli, lettere e racconti di Mariateresa Di Lascia" (Edizioni dell'Asino).

La presentazione inizierà alle 20.30 presso la sede dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, in Via San Dalmazzo 9/bis/b a Torino.

Nell'occasione verranno anche raccolte le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis.

Data: Giovedì, 12 Maggio, 2016 - 20:30 to 22:30Città: TorinoIndirizzo: Via San Dalmazzo 9/bis/bOrganizzatore: Associazione radicale Adelaide Aglietta
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Antiproibizionismo e legalità

Luca Coscioni - Mer, 04/05/2016 - 17:44
Antiproibizionismo e legalitàGazzetta di Parma4 Mag 2016Marco Maria FreddiPolitica

Egregio direttore,

in occasione della raccolta firme per la legalizzazione delle droghe leggere, finalmente si è aperto un dibattito in città. La battaglia contro tutti i proibizionismi è battaglia storica di Marco Pannella e dei Radicali fin dagli anni '60 e oggi è sotto gli occhi di tutti, ma proprio di tutti, che la politica del proibizionismo e della guerra alla droga è semplicemente fallita.

Nessuno, tantomeno i Radicali, lotta per la legalizzazione dei derivati della canapa indiana pensando che queste siano cose buone o che non abbiano alcun effetto nocivo ma perché qualsiasi sostanza, la Cannabis come tabacco e alcol, se consumata in un regime di illegalità produce danni infinitamente maggiori di quelli che produce se consumata in un regime legale e questo è il fondamento dell'antiproibizionismo.

Questo è l'antiproibizionismo, l'idea che un regime di legalità può affrontare con intelligenza comportamenti diffusi, il regime legale può ridurre l'affetto negativo che questi comportamenti diffusi hanno sul singolo e sull'intera collettività.

Ciò che deve essere messo al bando è il regime che Marco Pannella ha sempre definito di liberalizzazione illegale.

Quel regime, come oggi avviene ed è sempre avvenuto, che consente a chiunque di acquistare, in qualunque ora del giorno e della notte, in qualunque via o piazza o davanti a qualsiasi scuola, qualunque sostanza dalla rete degli esercizi commerciali illegali di sostanze.

In tutti, ma proprio in tutti, i Paesi che hanno legalizzato la marijuana, si è notato un sensibile calo di consumo, calcolato ovviamente anno su anno dall'inizio della legalizzazione! Esiste nel mondo una nuova consapevolezza, esiste nel mondo finalmente una linea di tendenza che va in questa direzione, l'Onu e la sessione del-l'Ungass che si è svolta dal 19 al 21 di aprile scorso ha aperto una discussione che fa breccia alle tre convenzioni in materia di droga che nulla dicono rispetto ai dati scientifici maturati negli anni e depositati presso l'OMS, ma che semplicemente dichiarano che è sbagliato e che fa male...

Scrivere ancora nel 2016 che la cannabis sia più nociva di alcol e tabacco è semplicemente essere disinformati o di guardare ai fenomeni in termini ideologici e non scientifici. Pura ipocrisia che alimenta mercati e traffici illeciti.

La marijuana fa male? Si, ma fa male ancora di più in termini sociali, giudiziari ed economici quando un fenomeno non è governato ed è gestito dalla criminalità.

La marijuana di Stato al pari del tabacco e alcool permetterebbe di attuare campagne educative, di dissuasione e di consumo consapevole riducendo i danni del folle proibizionismo che ci accompagna dal 1961.

L'ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI STA RACCOGLIENDO FIRME PER UNA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE FINALIZZATA A LEGALIZZARE LA CANNABIS. CLICCA QUI PER CERCARE IL PUNTO DI RACCOLTA FIRME PIU' VICINO A TE!

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Venerdì 20 maggio proiezione del docufilm di Ambrogio Crespi “Enzo Tortora, una ferita italiana” a Gravina in Puglia. A seguire dibattito con Fitto, Federico, Leva e Sarno

Radicali Italiani - Mer, 04/05/2016 - 16:04
04/05/16 Proiezione del docufilm di Ambrogio Crespi “Enzo Tortora, una ferita italiana”Venerdì 20 maggio 2016 ore 19.30 Gravina in Puglia Officine culturali via San Vito Vecchio 8

Saluti:

  • Alesio Valente, sindaco di Gravina in Puglia

Intervengono:

  • Raffaele Fitto, europarlamentare del gruppo Conservatori e Riformisti Europei
  • Valerio Federico, tesoriere di Radicali Italiani
  • Danilo Leva, deputato del Partito Democratico, membro della Commissione Giustizia
  • Egidio Sarno, componente la Giunta dell’Unione Camere Penali Italiane

Conduce:

  • Angelo Rossano, caporedattore del Corriere del Mezzogiorno

 

Sarà presente Ambrogio Crespi, regista del docufilm

 

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Armistizio sulla droga, l`Onu è pronto?

Luca Coscioni - Mer, 04/05/2016 - 14:48
Armistizio sulla droga, l`Onu è pronto?Il Manifesto4 Mag 2016Marco PerducaRicerca sulle droghe

Il Ministro Orlando è intervenuto UNGASS 2016 per sottolineare come l'approccio delle Nazioni Unite debba essere pragmatico e non demagogico. Nel documento finale, al quale hanno aderito diversi governi, viene promossa la depenalizzazione dell`uso personale, le alternative al carcere, la proporzionalità delle sanzioni, quindi una maggiore flessibilità sull'uso delle droghe.

Nel suo intervento davanti alla plenaria della sessione speciale dell`Assemblea generale sulle droghe, UNGASS, il Ministro Andrea Orlando ha affermato che l`approccio delle Nazioni Unite «deve essere pragmatico piuttosto che ideologico: orientato ai risultati e che incoraggi gli Stati a promuovere politiche pubbliche motivate dal criterio dell`efficacia piuttosto che dalla demagogia».

Niente di più condivisibile, ma niente che l`Italia avesse detto all`Onu negli ultimi anni. L`ideologia a cui fa riferimento Orlando è quella del proibizionismo che ritiene gli stupefacenti pericolosi e quindi da vietare, la demagogia è quella che divide la società in "drogati" e persone "normali" e vuole un "mondo libero dalla droga".

La Ungass dell`aprile scorso si è aperta con l`adozione della dichiarazione di chiusura, un forzatura procedurale che dimostra la frattura tra approcci nazionali e regionali e la scomparsa di un comune sentire. Per non rompere il consenso, e soprattutto il vaso di Pandora che lo contiene, il documento di 24 pagine, ordito da un ristretto gruppo di paesi, ha dovuto tener insieme vuoti proclami di politiche «integrate, olistiche e bilanciate» e timidi accenni a riforme necessarie.

Pur adottato all`unanimità, l`outcome document è stato criticato ufficialmente da molti paesi per la mancata denuncia dell`uso della pena di morte per reati connessi agli stupefacenti e l`assenza di attenzione a contesti in cui si affrontano i problemi nel tentativo di risolverli in base a evidenze scientifiche. Una riunione di così alto livello, dove si adottano le conclusioni in esordio, è sembrata un`offesa all`importanza delle Nazioni Unite ma ha anche segnato l`inizio di una fase storica di cambiamento.

Avendo chiuso il dibattito dopo due ore, la Ungass si è trasformata quindi nel più grande simposio sul "controllo mondiale delle droghe" che sia mai stato organizzato. L`unico paragrafo della dichiarazione che s`è affacciato sistematicamente nelle cinque tavole rotonde ufficiali e nelle decine di eventi organizzati ai piani inferiori del Palazzo di Vetro è stato quello relativo alla «flessibilità interpretativa» delle Convenzioni.

Nelle intenzioni dei governi che hanno acconsentito a un documento consensuale, giocoforza debole, c`era anche quella di sganciare l`implementazione dei tre documenti Onu da un`interpretazione prevalentemente punizionista. La flessibilità viene invocata per promuovere la depenalizzazione dell`uso personale, le alternative al carcere, la proporzionalità delle sanzioni, programmi di riduzione dei rischi e dei danni che includano anche la somministrazione delle sostanze sotto controllo medico, l`uso tradizionale o religioso di alcune piante, l`aumento della produzione di oppiacei. Insomma flessibilità è sinonimo di buon senso che però esclude la legalizzazione.

Quella del 2016 era una Ungass di passaggio verso una sessione che nel 2019 dovrà rivedere la dichiarazione politica del 2009. Il modo migliore per abbandonare i dogmi e la demagogia è quello di proporre risposte di governo per fenomeni reali e diffusi senza pretendere di cancellarli. L`ingresso dell`Italia tra i paesi che laicamente si pongono di fronte al controllo delle dipendenze e dei rischi e danni a loro connessi deve esser nutrito di fatti concreti.

La convocazione della VI Conferenza nazionale sulle droghe, assente dal calendario istituzionale dal 2009, è urgente: è quello il luogo istituzionale dove il Governo deve passare dalle parole ai fatti. Aspettiamo fiduciosi che le parole del Ministro Orlando si facciano strada nel Governo. PS Di questi temi si discuterà sabato mattina a Firenze (area San Salvi, palazzina 31, ore 10) in un incontro del Cartello di Genova promosso da Forum Droghe. 

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Human Technopole: lanciato il nostro appello "Evitare Fallimento"

Luca Coscioni - Mer, 04/05/2016 - 14:23
Human Technopole: lanciato il nostro appello "Evitare Fallimento"Associazione Luca Coscioni4 Mag 2016Finanziamenti ricerca

Conferenza stampa con Filomena Gallo, Marcello Crivellini e Marco Cappato, 5 maggio ore 15, Largo La Foppa, presso il Gazebo della Lista "Radicali con Cappato"

Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

Milano, 4 maggio 2016 

Si terrà domani, giovedì 5 maggio alle ore 15 in Largo La Foppa (presso il Gazebo della Lista "Radicali con Cappato Sindaco") la conferenza stampa di presentazione dell'APPELLO PER UN BANDO INTERNAZIONALE SUL PROGETTO HUMAN TECHNOPOLE, sul quale da domani partirà la raccolta firme in particolare tra la comunità scientifica e non solo.

Interverranno:

Filomena GALLO, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni

Marcello CRIVELLINI, Professore del Politecnico di Milano e dirigente dell'Associazione Luca Coscioni

Marco CAPPATO, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e candidato a Sindaco di Milano 

L'appello inizia così:

"Il progetto Human Technopole è una formidabile occasione per Milano, e non deve andare persa. Ma è anche un rischio per l’immagine della città, se l’operazione non fosse condotta nei modi che sono consoni e indicati dalle esperienze di progetti analoghi di successo nel resto delle economie occidentali basate sulla conoscenza. Purtroppo, fino ad ora il Governo e il soggetto incaricato di scrivere il progetto hanno intrapreso strade che conducono nella direzione sbagliata, e che spostano la bilancia verso il rischio di fallimento. (...) ".

Prosegue poi con le proposte per invertire la rotta e rimettere "Human Technopole" sui binari della meritocrazia e dei migliori standard internazionali. Su tali proposte è richiesto anche un impegno di Regione e Comune, che hanno voce in capitolo attraverso Expo.


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Il 13 maggio 'SOS Stato di Diritto' approda alle Nazioni Unite a Ginevra

Partito Radicale - Mer, 04/05/2016 - 11:54
04/05/2016 “S.O.S. STATO DI DIRITTO”  Tavola Rotonda  10.00 – 13.00, Venerdì 13 Maggio 2016  ROOM IX, PALAIS DES NATIONS, GINEVRA 

L'evento "S.O.S. Stato di Diritto" sarà un'occasione per ribadire i valori fondamentali della Carta delle Nazioni Unite e l'importanza dello Stato di Diritto, come base su cui costruire società eque e giuste. L'appuntamento consisterà in una discussione del contesto politico e giuridico del "diritto alla conoscenza" in relazione con i diritti umani.

Interventi:

S.E. Patricia O’Brien, Rappresentante Permanente d’Irlanda presso l’ONU a Ginevra

S.E. Jorge Lomonaco, Rappresentante Permanente del Messico presso l’ONU a Ginevra

S.E. Mohamed Auajjar, Rappresentante Permanente del Marocco presso l’ONU a Ginevra

Esther Van Nes, Consigliere Giuridico, Missione Permanente del Canada presso l’ONU a Ginevra

Gianni Magazzeni, Capo del Dipartimento Americhe, Europa e Asia Centrale dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani

S.E. Giulio Terzi di Sant’Agata, Ambasciatore, già Rappresentante d’Italia all’ONU a New York, già Ambasciatore negli Stati Uniti d’America, già Ministro degli Esteri

Elisabetta Zamparutti, Membro italiano del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura, già Deputata della Camera dei Deputati

Matteo Angioli, Membro del Partito Radicale Nonviolento, Coordinatore dell’iniziativa

Moderatore:

S.E. Maurizio Enrico Serra, Rappresentante Permanente d’Italia presso l’ONU a Ginevra

 

Caffè e thè saranno serviti all’inizio dei lavori

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Sulle droghe all'Onu hanno parlato molto e deciso poco. Fortunatamente!

Luca Coscioni - Mer, 04/05/2016 - 11:41
Sulle droghe all'Onu hanno parlato molto e deciso poco. Fortunatamente!Huffington Post3 Mag 2016Marco PerducaRicerca sulle droghe

La XXX sessione speciale dell'Assemblea generale dell'ONU, UNGASS, interamente dedicata al "controllo mondiale delle droghe", si è conclusa il 21 aprile. Molto è stato detto, poco è stato deciso, ma è stato meglio così.

La riunione s'è aperta con l'adozione del documento di chiusura. Una "innovazione" cronologica che dimostra come sugli stupefacenti all'ONU esistano approcci molto diversi che (ma ancora per quanto?) sconsigliano scontro diplomatici diretti. Sapendo che metter tutti d'accordo sarebbe stata un'impresa improba, come spesso accade in circoli diplomatici, per dar non far fallire un'importante incontro internazionale si è dato il segnale di esser d'accordo nel non esser d'accordo. È stato prodotto un documento molto lungo che avrebbe consentito un po' a tutti di prenderne le distanze per vari motivi in fase di dichiarazione di voto. E così è stato.

[clicca qui per leggere il "Documento Conclusivo UNGASS 19-21 Aprile 2016 - New York"]

Le 24 pagine della dichiarazione finale passano in rassegna tutti i problemi connessi alle droghe senza analizzarli alla radice né, soprattutto, offrono approcci sostanzialmente diversi da quelli contenuti in un documento simile adottato nel 2009: riduzione della domanda e dell'offerta, cooperazione internazionale contro il narco-traffico e sviluppo alternativo erano, e restano, i pilastri su cui si dovrà operare. La riduzione del danno non viene mai nominata in quanto tale, anche se i suoi elementi costituenti son presenti.

L'unica novità rispetto agli interminabili giri di parole tipicamente onusiani è stata l'introduzione di un chiaro riconoscimento a una flessibilità interpretativa delle tre convenzioni per consentire depenalizzazione, interventi socio-sanitari innovativi e usi tradizionali. La Giunta internazionale sugli stupefacenti, INCB, continua però a ritenere che la flessibilità non possa includere la legalizzazione degli usi non medici o scientifici delle sostanze oggi proibite.

Le sessioni speciali delle Nazioni Unite vengono convocate per affrontare temi di importanza e rilevanza globale nelle loro sfaccettature e implicazioni. Il fine ultimo di questi summit è adottare linee guida di cooperazione internazionale condivise - possibilmente efficaci - per proporre soluzioni al problema. Dalla fondazione delle Nazioni unite tre sono stati i summit interamente dedicati agli stupefacenti: nel 1990, all'indomani dell'adozione della terza convenzione sulle sostanze; nel 1998, per celebrare il decennale dell'adozione della convenzione del 1998; e nel 2016, come tappa intermedia sulla via della revisione decennale di una "dichiarazione politica" adottata nel 2009.

Il sistema della Nazioni unite prevede che specifici temi siano affrontati da agenzie o uffici creati ad hoc. Nel caso degli stupefacenti l'ufficio competente, UNODC, si trova a Vienna e tratta di droghe e crimine. Se per temi come la riduzione della povertà, lo sviluppo sostenibile o il controllo climatico, esistono ampie convergenze di visioni e di risposte programmatiche, per quanto riguarda il "controllo delle droghe" gli schieramenti son da sempre meno netti e, solo recentemente, si stanno creando delle lievi fratture nel consenso proibizionista ultra quarantennale.

Il successo di una sessione speciale della Nazioni unite risiede nell'adozione di un risoluzione, o dichiarazione, che non solo elabori proposte ma adotti anche un piano d'azione per promuoverle e valutarle strada facendo. Se dovessimo leggere quanto deciso a New York il 21 aprile scorso con questa ottica, si potrebbe parlare di un patente fallimento dell'incontro. infatti, oltre a non esistere un calendario per l'implementazione di quanto deciso, gli obiettivi fissati dalla dichiarazione finale sono la riproposizione di ricette che hanno ampiamente dimostrato di non riuscire ad affrontare il problema posto anzi!.

Per quanto le tre convenzioni delle Nazioni unite del 1961, '71 e '88 non prevedano esplicitamente l'imposizione di sanzioni penali per l'uso delle sostanze, dall'inizio degli anni Settanta la stragrande maggioranza dei governi del mondo, con le motivazioni più varie ma raramente connesse al reale "controllo delle droghe", hanno fortemente penalizzato qualsiasi rapporto con gli stupefacenti lanciando una vera e propria guerra alle droghe che presto è diventata una guerra contro chi ne faceva uso.

Dagli anni Novanta, in reazione all'adozione della terza convenzione incentrata principalmente alla cooperazione internazionale relativa alla lotta al narco-traffico, in molti paesi sono nate iniziative contrarie alla proibizione promosse per limitare i danni della penalizzazione e dell'uso problematico degli stupefacenti. Il culmine mondiale di questa mobilitazione antiproibizionista popolare si è avuta in Italia nel 1993 quando, su iniziativa dei Radicali, un referendum abrogò le sanzioni penali per il consumo personale di tutte le sostanze illecite.

In questli stessi anni, in altri paesi europei, anche per combattere la diffusione dell'HIV/AIDS, la riduzione del danno, con la promozione di politiche socio-sanitarie ad hoc, terapie sostitutive, siringhe sterili, assistenza psicologica fino alla distribuzione dell'eroina sotto controllo medico, divenne una pratica diffusa mentre sulla depenalizzazione si registrarono, e registrano, alti e bassi in termini di priorità in gestione dell'ordine pubblico.

Se nei paesi di consumo qualcosa si muoveva, con la rilevante drammatica eccezione degli Stati Uniti, nei paesi di produzione, la regione andino-amazzonica per quanto riguarda la foglia coca per la cocaina, e il sud-est asiatico per quanto riguarda il seme di papavero per eroina - la cannabis ha una produzione molto più diffusa - la situazione si deteriorava drammaticamente trasformando le droghe proibite in un una straordinaria fonte di finanziamento per conflitti di ogni genere.

[...] Il culmine dell'impiego delle droghe proibite come moneta parallela per il finanziamento di fronti caldi della Guerra Fredda si raggiunse a metả degli anni Ottanta con l'affare Iran-Contras che elevava le droghe proibite a vera e propria moneta parallela e, successivamente, con l'avvento dei talebani in Afghanistan a seguito del ritiro dell'Armata rossa.

Il mondo si divideva tra i ricchi che iniziavano a curare le proprie "dipendenze" (anche se il consumo resta nel 90% dei casi non problematico) in maniera progressivamente compassionevole e i poveri che si ammazzavano per un pugno di dollari.

Negli ultimi quarant'anni molto è fortunatamente cambiato. Là dove si sono introdotte riforme strutturali, il cambiamento è avvenuto principalmente per lotte civili che son partite dal basso, da chi viveva sulla propria pelle una limitazione di libertà o delle sistematiche violazioni di diritti umani. Ma siamo ancora lontani da un mondo libero dai problemi creati dal proibizionismo.

[...] Che nelle 24 pagine della dichiarazione finale non ci siano accenni al rilancio di ciò che non ha funzionato è un primo passo verso la prossima UNGASS prevista per il 2019. Se però nessuno si assumerà la responsabilità di arrivare a quella data con una valutazione seria di quanto non è stato raggiunto e, soprattutto, del perché non ci si sia riusciti, per la prima volta toccherà boicottare le Nazioni Unite per la complicità nella promozione di politiche che violano diritti umani in mezzo mondo.

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Marco, Ernesto, l'elogio della galera e il "Non mollare!". Buon compleanno, Capitano!

Partito Radicale - Mar, 03/05/2016 - 17:52
03/05/2016

Ernesto Rossi e il suo "Elogio della galera"; Marco Pannella e il suo quotidiano "Non mollare!". Penso a Marco, ai suoi straordinari 86 anni, a quello che ha dato a questo Paese e a noi tutti, e rileggo una delle più belle pagine scritte da Ernesto Rossi:

"Quante volte, poi, cercando la via delle Indie gli uomini han trovato l'America! E per chi da importanza ai valori spirituali, quel che conta non é che abbiano trovato l'una o l'altra cosa, ma che abbiano mantenuto viva l'ansia della ricerca e la fede in qualcosa che supera la meschina vita quotidiana".

Caro Marco, caro Capitano, buon compleanno e grazie per averci insegnato il significato vero e profondo del verbo lottare.

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