Radicali

Bolognetti: Storie di merda, depuratori e reflui urbani

Radicali Italiani - Ven, 28/11/2014 - 17:08
28/11/14

Quante volte ho ripetuto che l’Italia è uno Stato canaglia incapace di rispettare il diritto comunitario posto a tutela dell’ambiente e della salute umana. Siamo uno Stato canaglia incapace di rispettare la sua propria legalità. Siamo uno Stato che recepisce con puntuale e disarmante ritardo le direttive comunitarie in materia ambientale e che con altrettanta puntualità, anche quando le ha recepite, non le applica.
Ma se l’Italia è Stato canaglia, la Basilicata nero petrolio non è da meno. La Lucania fenix è sul fronte della tutela ambientale, dell’applicazione delle direttive comunitarie in materia di ambiente, una regione canaglia, dove può succedere che in una città di 60mila abitanti i rifiuti restino a marcire per strada e dove i reflui fognari non depurati finiscono nei fiumi e nelle dighe.
In Basilicata è passata pressoché inosservata la “messa in mora” del nostro Paese per la violazione della direttiva 1991/271/CEE.
Eppure, proprio la Basilicata ha offerto un importante contributo all’ennesima procedura di infrazione aperta dalla Commissione Europea a carico del nostro Paese, in base a quanto previsto dall’art. 258 del TFUE(Trattato Funzionamento Unione Europea).
Sì, avete capito bene, parliamo di una direttiva del 1991 “concernente il trattamento delle acque reflue urbane”, successivamente modificata dalla direttiva 98/15/CE della Commissione.
Una direttiva varata “per evitare ripercussioni negative sull'ambiente, dovute allo scarico di acque reflue urbane trattate in modo insufficiente”.
A fine marzo 2014, la Commissione Europea ha inviato al nostro Ministero degli Esteri una missiva che ha un che di ironico, nella quale è tra l’altro dato leggere: “Signora Ministro, la Commissione ha l’onore di attirare l’attenzione del Suo governo sull’applicazione in Italia degli articoli 3, 4, 5 e 10 della direttiva del Consiglio 91/271/CEE[…]. La direttiva ha per obiettivo quello di assicurare che le acque reflue urbane siano raccolte e sottoposte a un trattamento appropriato, al fine di assicurare un elevato livello di protezione dell’ambiente e, di conseguenza, della salute dei cittadini dell’Unione Europea”.
Onore loro, ma evidentemente non nostro, beccati per l’ennesima volta con il sorcio in bocca o, verrebbe da dire pensando alla Basilicata, con qualche fogna non collettata o scarichi non adeguatamente trattati.
La Commissione ci ricorda che ai sensi del sopracitato art. 3, entro e non oltre il 31 dicembre 2005, tutti i comuni con un numero di abitanti compreso tra i 2000 e i 15000 avrebbero dovuto essere provvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane e che l’art. 4 imponeva entro la stessa data l’obbligo di sottoporre i reflui, prima dello scarico, ad un trattamento secondario.
Ovviamente non è andata così, anzi. E tra le centinaia di comuni italiani tra i 2000 e i 15000 abitanti che hanno violato la direttiva 91/271 troviamo ben 41 comuni lucani, tra i quali Latronico, Lauria, Maratea, Moliterno, Muro Lucano, Montescaglioso, Ferrandina, Francavilla, Chiaromonte. Nella quasi totalità dei casi in Basilicata si è violato l’art. 4. Tradotto c’è stato un inadeguato trattamento volto a ridurre nei limiti previsti il carico inquinante delle acque reflue.
Che dire? Viene in mente quella parola “onore” con la quale la Commissione si è rivolta al nostro Ministero, ma viene soprattutto da chiedersi quanto guano scarichiamo nelle nostre acque, in una regione che paga già un prezzo molto alto in termini di inquinamento collegato alle attività di estrazione idrocarburi.
E vogliamo meravigliarci se AQL non riesce a garantire la salubrità dell’acqua a Ferrandina? C’è solo da incrociare le dita, da invocare ciascuno il proprio santo patrono mormorando. “Io speriamo che me la cavo”.
Quanto a Latronico, che ambisce ad essere la città del benessere, se l’attuale primo cittadino, prototipo del renzismo imperante, dismettesse i panni del Paolini lucano e si occupasse di più della cosa pubblica, non sarebbe male.

* intervento pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 27 novembre 2014

Per approfondire

Bolognetti: Sul fronte della tutela ambientale l’Italia è uno Stato canaglia (radicali.it, 7 luglio 2011)

Alla ricerca della fogna perduta (Radio Radicale, 23 maggio 2010)

Storie di merda e di depuratori (Canale Youtube Radicali Lucani, 27 gennaio 2010)

© 2014 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

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Bolognetti: Storie di merda, depuratori e reflui urbani

Radicali Italiani - Ven, 28/11/2014 - 16:59
28/11/14

Quante volte ho ripetuto che l’Italia è uno Stato canaglia incapace di rispettare il diritto comunitario posto a tutela dell’ambiente e della salute umana. Siamo uno Stato canaglia incapace di rispettare la sua propria legalità. Siamo uno Stato che recepisce con puntuale e disarmante ritardo le direttive comunitarie in materia ambientale e che con altrettanta puntualità, anche quando le ha recepite, non le applica.

Ma se l’Italia è Stato canaglia, la Basilicata nero petrolio non è da meno. La Lucania fenix è sul fronte della tutela ambientale, dell’applicazione delle direttive comunitarie in materia di ambiente, una regione canaglia, dove può succedere che in una città di 60mila abitanti i rifiuti restino a marcire per strada e dove i reflui fognari non depurati finiscono nei fiumi e nelle dighe.

In Basilicata è passata pressoché inosservata la “messa in mora” del nostro Paese per la violazione della direttiva 1991/271/CEE.

Eppure, proprio la Basilicata ha offerto un importante contributo all’ennesima procedura di infrazione aperta dalla Commissione Europea a carico del nostro Paese, in base a quanto previsto dall’art. 258 del TFUE (Trattato Funzionamento Unione Europea).

Sì, avete capito bene, parliamo di una direttiva del 1991 “concernente il trattamento delle acque reflue urbane”, successivamente modificata dalla direttiva 98/15/CE della Commissione.

Una direttiva varata “per evitare ripercussioni negative sull'ambiente, dovute allo scarico di acque reflue urbane trattate in modo insufficiente”.

A fine marzo 2014, la Commissione Europea ha inviato al nostro Ministero degli Esteri una missiva che ha un che di ironico, nella quale è tra l’altro dato leggere: “Signora Ministro, la Commissione ha l’onore di attirare l’attenzione del Suo governo sull’applicazione in Italia degli articoli 3, 4, 5 e 10 della direttiva del Consiglio 91/271/CEE[…]. La direttiva ha per obiettivo quello di assicurare che le acque reflue urbane siano raccolte e sottoposte a un trattamento appropriato, al fine di assicurare un elevato livello di protezione dell’ambiente e, di conseguenza, della salute dei cittadini dell’Unione Europea”.

Onore loro, ma evidentemente non nostro, beccati per l’ennesima volta con il sorcio in bocca o, verrebbe da dire pensando alla Basilicata, con qualche fogna non collettata o scarichi non adeguatamente trattati.

La Commissione ci ricorda che ai sensi del sopracitato art. 3, entro e non oltre il 31 dicembre 2005, tutti i comuni con un numero di abitanti compreso tra i 2000 e i 15000 avrebbero dovuto essere provvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane e che l’art. 4 imponeva entro la stessa data l’obbligo di sottoporre i reflui, prima dello scarico,  ad un trattamento secondario.

Ovviamente non è andata così, anzi. E tra le centinaia di comuni italiani tra i 2000 e i 15000 abitanti che hanno violato la direttiva 91/271 troviamo ben 41 comuni lucani, tra i quali Latronico, Lauria, Maratea, Moliterno, Muro Lucano, Montescaglioso, Ferrandina, Francavilla, Chiaromonte. Nella quasi totalità dei casi in Basilicata si è violato l’art. 4. Tradotto c’è stato un inadeguato trattamento volto a ridurre nei limiti previsti il carico inquinante delle acque reflue.

Che dire? Viene in mente quella parola “onore” con la quale la Commissione si è rivolta al nostro Ministero, ma viene soprattutto da chiedersi quanto guano scarichiamo nelle nostre acque, in una regione che paga già un prezzo molto alto in termini di inquinamento collegato alle attività di estrazione idrocarburi.

E vogliamo meravigliarci se Aql non riesce a garantire la salubrità dell’acqua a Ferrandina? C’è solo da incrociare le dita, da invocare ciascuno il proprio santo patrono mormorando. “Io speriamo che me la cavo”.

Quanto a Latronico, che ambisce ad essere la città del benessere, se l’attuale primo cittadino, prototipo del renzismo imperante, dismettesse i panni del Paolini lucano e si occupasse di più della cosa pubblica, non sarebbe male.

* intervento di Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali Lucani e membro della giunta di Radicali Italiani, pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 27 novembre 2014.

Per approfondire:

Bolognetti: Sul fronte della tutela ambientale l'Italia è uno Stato canaglia (radicali.it, 7 luglio 2011)

Alla ricerca della fogna perduta (Radio Radicale, 23 maggio 2010)

Storie di merda e di depuratori (Canale Youtube Radicali Lucani, 27 gennaio 2010)

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Firme false, Cappato e Lipparini: sono crimini gravi e il primo criminale è lo Stato italiano

Radicali Italiani - Ven, 28/11/2014 - 16:31
28/11/14

Dichiarazione di Marco Cappato e Lorenzo Lipparini della lista Bonino-Pannella:

"Sono passati quattro anni e nove mesi da quando ci rivolgemmo alla giustizia italiana per denunciare (in particolare all'allora sostituto procuratore Bruti Liberati) la truffa elettorale 'Firmigoni' e per chiedere l'annullamento delle elezioni regionali lombarde del 2010".

"Il processo civile è ancora in corso davanti al Consiglio di Stato, mentre è arrivata oggi la conclusione del primo grado al penale, rispetto alla quale ci permettiamo di sottolineare che i crimini contro la democrazia dovrebbero essere considerati tra i crimini più gravi".

"Le responsabilità di quanto accaduto vanno al di là di quelle dei singoli autenticatori e di chi li ha organizzati. Nella truffa Firmigoni il primo criminale è lo Stato italiano che - nelle sue varie ramificazioni politiche, giudiziarie ed editoriali- ha impedito agli elettori lombardi di ottenere elezioni legali e democratiche e ha negato per anni il diritto alla verità sui crimini commessi".

"Solo così è stato possibile eliminare dalle istituzioni lombarde noi Radicali, cioè l'unica alternativa a un sistema di potere assolutamente trasversale e ancora oggi attivo. Le condanne di oggi non rappresentano per noi un impossibile risarcimento, ma la conferma di un delitto che avrebbe potuto e dovuto essere evitato se fossimo stati subito ascoltati".

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Il vergognoso silenzio della stampa e della politica sui bambini incurabili privi di cure palliative

Luca Coscioni - Ven, 28/11/2014 - 11:45
Il vergognoso silenzio della stampa e della politica sui bambini incurabili privi di cure palliativeCarlo Troilo28 Nov 2014Cure palliative

Dichiarazione di Carlo Troilo, consigliere generale Associazione Luca Coscioni

Da un convegno medico europeo svoltosi in questi giorni  a Roma è emersa una notizia sconvolgente, che è stata ripresa in poche righe e senza commenti solo da “Avvenire”: in Italia, su 35mila bambini affetti da malattie incurabili  solo il 5% ha accesso alle cure palliative. 

Ho cercato di “rilanciare” la notizia con una dichiarazione in cui contestavo la tesi sostenuta  dal medico palliativista  Ferdinando Cancelli  su “Avvenire”  e, con argomenti molto simili, dalla bioeticista Lucetta Scaraffia  sullo “Osservatore Romano”. Secondo questa tesi l’eutanasia non é  necessaria (e infatti nessuno la richiede) se ai malati è assicurata una adeguata terapia del dolore.  Una classica affermazione “benaltrista” e falsa, come dimostrano i 1.000 suicidi di malati che l’ISTAT registra ogni anno ed i 20mila casi di eutanasia clandestina che   si verificano annualmente negli ospedali italiani.  

Salvo mio errore, nessun giornale (salvo un accenno in un servizio di “Repubblica” sull’uso degli oppioidi) ha ripreso il terribile dato, che pure avevo usato  intenzionalmente come titolo della mia dichiarazione. 

Torno sul tema, aggiungendo   due informazioni  e due   raccomandazioni.

I dati di costo non sono facilmente reperibilima secondo le stime di un esperto come Marcello Crivellini, la spesa complessiva per le cure palliative  (hospice e cure domiciliari) non supererebbe i 400 milioni di euro l’anno sui 120  miliardi di costo totale del Servizio Sanitario Nazionale italiano.  Non a caso  80 associazioni di medici si sono rivolte al ministro Lorenzin affermando che  dopo quattro anni dalla entrata in vigore della legge 38 l’Italia è ancora “a due velocità” e sette malati su dieci  non ricevono l’assistenza dovuta. La relativa raccomandazione è dunque per il ministro della Sanità: impartisca direttive precise perché le cure palliative – specie quelle per i bambini – abbiano una priorità assoluta, e controlli che ciò avvenga.

Il secondo dato riguarda la sanità cattolica, che copre il 10% delle strutture di ricovero complessivamente censite in Italia (ma il dato giunge al 33% nel Lazio per la presenza di colossi come il Gemelli e il Bambin Gesù: Studio Cerismas).  Gli ospedali cattolici hanno fra l’altro  un numero  particolarmente elevato  di pazienti pediatrici e di  “over 75”, che più di altri hanno  bisogno di cure palliative. La relativa raccomandazione, in questo caso,  è per le gerarchie vaticane, che sono costantemente impegnate in una guerra santa contro l’eutanasia e  che su quella parte di sanità hanno una  decisiva influenza:  obblighino i loro ospedali ad investire in cure palliative;  se proprio non vogliono lasciar morire nemmeno i malati senza speranza, almeno non   li facciano  soffrire.  

Concludo con due osservazioni.

Una delle cause della arretratezza dell’Italia nel campo dei diritti civili è  nella  discontinuità  con cui i giornali si occupano (solo se c’è un fatto di cronaca clamoroso) dei tanti “diritti negati” agli italiani. Non è un caso che l’unico giornale che ha un inserto settimanale (molto di parte  ma di buon livello) sui diritti e la bioetica sia il quotidiano dei vescovi “Avvenire”, che ieri è tornato ad occuparsi del problema, sottolineando il fatto che molte delle famiglie che hanno bambini in questa situazione finiscono con lo sfasciarsi.   Eppure questi temi interessano la gente: il mio articoletto sui bambini senza cure palliative, ripreso dal mio blog su “L’Espresso” e pubblicato  sul sito della Associazione Luca Coscioni,  ha registrato oltre 13.000 contatti in poche ore.  Perciò prego i collegi giornalisti:  comunque la pensiate, date  ai lettori la possibilità di conoscere  i  dati di fatto che potrebbero aiutarli a maturare una opinione informata  su temi importanti come l’eutanasia o le cure palliative.   

Altrettanto sconfortante è il silenzio, su questa drammatica questione, dei politici, in particolare di quelli che si occupano di diritti civili  e ancor più specificamente dei parlamentari cattolici che, seguendo le indicazioni del Vaticano, contrastano l’eutanasia proponendo come soluzione miracolosa le cure palliative.

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"Bolognetti viene a mettere in guardia i montesi". Domani presentazione del libro "Le mani nel petrolio" a Montescaglioso(MT)

Radicali Italiani - Ven, 28/11/2014 - 11:09
28/11/14

Maurizio Bolognetti inaugura il primo di una serie di INCONTRI FORMATIVI sul tema del PETROLIO e dell'inquinamento Ambientale.

line-height:115%;font-family:"Verdana","sans-serif"">a Montescaglioso - Sabato 29 Novembre 2014 - Sala Sandro Pertini - Ore 18.00

line-height:115%;font-family:"Verdana","sans-serif"">Approfondimenti line-height:115%;font-family:"Verdana","sans-serif"">

Montescaglioso.net

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Divorzio diretto, il senatore Dalla Zuanna prepara la lista dei contrari

Rassegna Stampa - Ven, 28/11/2014 - 11:08

Alla vigilia del voto in commissione il sen. Dalla Zuanna ha promosso tra i senatori del PD un appello che chiede un dibattito interno al Partito sulla necessità di introdurre il divorzio diretto. La richiesta verte sull’opportunità di inserire il divorzio diretto nel testo approvato dalla Camera che già prevede la riduzione dei tempi della separazione a sei mesi per le consensuali ed un anno per le giudiziali. LEGGI TUTTO

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Emiliano Silvestri a "Testamento biologico, eutanasia legale: apriamo il dibattito"

Luca Coscioni - Ven, 28/11/2014 - 11:02
Eutanasia

Sabato 29 novembre, alle 16.00 presso la sede del PD di Busto Arsizio, i Giovani Democratici del Bustese e i Giovani Democratici del Gallaratese organizzano un incontro pubblico per parlarne con:

Emiliano SILVESTRI
Rappresentante dell'associazione Luca Coscioni

Bruno BALESTRA
Già procuratore generale del Canton Ticino e membro della commissione di Etica clinica dell’ente ospedaliero cantonale

Giacomo CARDELLI
Membro della Sezione di Milano della Consulta di Bioetica Onlus 

Ore 18.00: APERITIVO

Data: Sabato, 29 Novembre, 2014 - 16:00 to 19:00Città: Busto ArsizioIndirizzo: Via della Repubblica, 67Organizzatore: Giovani Democratici del Bustese - Giovani Democratici del Gallaratese
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Bolognetti: Storie di merda, depuratori e reflui urbani.

Radicali Italiani - Gio, 27/11/2014 - 18:53
27/11/14

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno, 27 novembre 2014 

Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani e membro della Giunta di Radicali Italiani

Quante volte ho ripetuto che l’Italia è uno Stato canaglia incapace di rispettare il diritto comunitario posto a tutela dell’ambiente e della salute umana. Siamo uno Stato canaglia incapace di rispettare la sua propria legalità. Siamo uno Stato che recepisce con puntuale e disarmante ritardo le direttive comunitarie in materia ambientale e che con altrettanta puntualità, anche quando le ha recepite, non le applica.

Ma se l’Italia è Stato canaglia, la Basilicata nero petrolio non è da meno. La Lucania fenix è sul fronte della tutela ambientale, dell’applicazione delle direttive comunitarie in materia di ambiente, una regione canaglia, dove può succedere che in una città di 60mila abitanti i rifiuti restino a marcire per strada e dove i reflui fognari non depurati finiscono nei fiumi e nelle dighe.

In Basilicata è passata pressoché inosservata la “messa in mora” del nostro Paese per la violazione della direttiva 1991/271/CEE.

Eppure, proprio la Basilicata ha offerto un importante contributo all’ennesima procedura di infrazione aperta dalla Commissione Europea a carico del nostro Paese, in base a quanto previsto dall’art. 258 del TFUE(Trattato Funzionamento Unione Europea).

Sì, avete capito bene, parliamo di una direttiva del 1991 “concernente il trattamento delle acque reflue urbane”, successivamente modificata dalla direttiva 98/15/CE della Commissione.

Una direttiva varata “per evitare ripercussioni negative sull'ambiente, dovute allo scarico di acque reflue urbane trattate in modo insufficiente”.

A fine marzo 2014, la Commissione Europea ha inviato al nostro Ministero degli Esteri una missiva che ha un che di ironico, nella quale è tra l’altro dato leggere: “Signora Ministro, la Commissione ha l’onore di attirare l’attenzione del Suo governo sull’applicazione in Italia degli articoli 3, 4, 5 e 10 della direttiva del Consiglio 91/271/CEE[…]La direttiva ha per obiettivo quello di assicurare che le acque reflue urbane siano raccolte e sottoposte a un trattamento appropriato, al fine di assicurare un elevato livello di protezione dell’ambiente e, di conseguenza, della salute dei cittadini dell’Unione Europea”.

Onore loro, ma evidentemente non nostro, beccati per l’ennesima volta con il sorcio in bocca o, verrebbe da dire pensando alla Basilicata, con qualche fogna non collettata o scarichi non adeguatamente trattati.

La Commissione ci ricorda che ai sensi del sopracitato art. 3, entro e non oltre il 31 dicembre 2005, tutti i comuni con un numero di abitanti compreso tra i 2000 e i 15000 avrebbero dovuto essere provvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane e che l’art. 4 imponeva entro la stessa data l’obbligo di sottoporre i reflui, prima dello scarico,  ad un trattamento secondario.

Ovviamente non è andata così, anzi. E tra le centinaia di comuni italiani tra i 2000 e i 15000 abitanti che hanno violato la direttiva 91/271 troviamo ben 41 comuni lucani, tra i quali Latronico, Lauria, Maratea, Moliterno, Muro Lucano, Montescaglioso, Ferrandina, Francavilla, Chiaromonte. Nella quasi totalità dei casi in Basilicata si è violato l’art. 4. Tradotto c’è stato un inadeguato trattamento volto a ridurre nei limiti previsti il carico inquinante delle acque reflue.

Che dire? Viene in mente quella parola “onore” con la quale la Commissione si è rivolta al nostro Ministero, ma viene soprattutto da chiedersi quanto guano scarichiamo nelle nostre acque, in una regione che paga già un prezzo molto alto in termini di inquinamento collegato alle attività di estrazione idrocarburi.

E vogliamo meravigliarci se AQL non riesce a garantire la salubrità dell’acqua a Ferrandina? C’è solo da incrociare le dita, da invocare ciascuno il proprio santo patrono mormorando. “Io speriamo che me la cavo”.

Quanto a Latronico, che ambisce ad essere la città del benessere, se l’attuale primo cittadino, prototipo del renzismo imperante, dismettesse i panni del Paolini lucano e si occupasse di più della cosa pubblica, non sarebbe male.

 

Approfondimenti

 

Bolognetti: Sul fronte della tutela ambientale l’Italia è uno Stato canaglia(radicali.it, 7 luglio 2011)

 

Alla ricerca della fogna perduta(Radio Radicale, 23 maggio 2010)

 

 

Storie di merda e di depuratori(Canale Youtube Radicali Lucani, 27 gennaio 2010)

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Stato di diritto contro ragion di Stato, il 4 dicembre alla Camera dei deputati con Pannella e Bernardini

Radicali Italiani - Gio, 27/11/2014 - 16:23
27/11/14

Il 4 dicembre 2014 dalle 10:30 alle 13:00 verranno presentati alla Sala del Cenacolo della Camera dei deputati a Roma gli Atti del convegno di Bruxelles “Stato di diritto contro ragion di Stato” tenutosi a febbraio di quest’anno. Dopo dieci anni di campagne condotte soprattutto al Parlamento europeo e in Italia, il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito (Prntt), assieme a Non c’è Pace Senza Giustizia (Npsg) e Nessuno Tocchi Caino (Ntc), propone di compiere ancora un passo volto a ripristinare la fiducia nella democrazia e nello Stato di diritto.
Gli atti sono già stati presentati nella sede di Ginevra del Consiglio Onu sui Diritti Umani e a Londra, alla Camera dei Comuni di Westminster. Questa terza presentazione servirà anche come trampolino di lancio per un secondo convegno, previsto il prossimo anno nuovamente a Bruxelles, che dovrebbe identificare la via da percorrere per migliorare il rapporto tra i governi e i cittadini, attraverso la possibile creazione del “diritto alla conoscenza”.
L’appuntamento dunque, reso possibile grazie al vice presidente della Camera dei deputati Roberto Giachetti, uno dei promotori del convegno di Bruxelles del febbraio scorso, è per giovedì 4 dicembre alla Sala del Cenacolo in vicolo Valdina 3/A, dalle 10:30 alle 13:00.
Per assistere è necessario prenotarsi inviando una mail entro il 2 dicembre scrivere a info@radicali.it
Per accedere alla Camera, per gli uomini è obbligatorio indossare giacca.

Partecipano:
Fausto Bertinotti, già presidente della Camera dei deputati
Amb. Giulio Terzi di Sant'Agata, già ministro degli Esteri
Furio Colombo, giornalista, scrittore, già deputato
Amb. Giuseppe Cassini

Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, già deputata
Sergio D’Elia, segretario di Nessuno Tocchi Caino, già deputato
Matteo Angioli, membro del Prntt e Npsg
Marco Pannella, leader del Prntt
 

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Stato di diritto contro ragion di Stato, il 4 dicembre alla Camera dei deputati con Pannella e Bernardini

Radicali Italiani - Gio, 27/11/2014 - 16:23
27/11/14

Il 4 dicembre 2014 dalle 10:30 alle 13:00 verranno presentati alla Sala del Cenacolo della Camera dei deputati a Roma gli Atti del convegno di Bruxelles “Stato di diritto contro ragion di Stato” tenutosi a febbraio di quest’anno. Dopo dieci anni di campagne condotte soprattutto al Parlamento europeo e in Italia, il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito (Prntt), assieme a Non c’è Pace Senza Giustizia (Npsg) e Nessuno Tocchi Caino (Ntc), propone di compiere ancora un passo volto a ripristinare la fiducia nella democrazia e nello Stato di diritto.

Gli atti sono già stati presentati nella sede di Ginevra del Consiglio Onu sui Diritti Umani e a Londra, alla Camera dei Comuni di Westminster. Questa terza presentazione servirà anche come trampolino di lancio per un secondo convegno, previsto il prossimo anno nuovamente a Bruxelles, che dovrebbe identificare la via da percorrere per migliorare il rapporto tra i governi e i cittadini, attraverso la possibile creazione del “diritto alla conoscenza”.

L’appuntamento dunque, reso possibile grazie al vice presidente della Camera dei deputati Roberto Giachetti, uno dei promotori del convegno di Bruxelles del febbraio scorso, è per giovedì 4 dicembre alla Sala del Cenacolo in vicolo Valdina 3/A, dalle 10:30 alle 13:00.

Per assistere è necessario prenotarsi inviando una mail entro il 2 dicembre scrivere a info@radicali.it

Per accedere alla Camera, per gli uomini è obbligatorio indossare giacca.

Partecipano:
Fausto Bertinotti, già presidente della Camera dei deputati
Amb. Giulio Terzi di Sant'Agata, già ministro degli Esteri
Furio Colombo, giornalista, scrittore, già deputato
Amb. Giuseppe Cassini
Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, già deputata
Sergio D’Elia, segretario di Nessuno Tocchi Caino, già deputato
Matteo Angioli, membro del Prntt e Npsg
Marco Pannella, leader del Prntt

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Pat, Cappato: Mario Chiesa sarebbe perfetto per l'operazione di potere di Majorino

Radicali Italiani - Gio, 27/11/2014 - 15:09
27/11/14

Dichiarazione di Marco Cappato, presidente del Gruppo Radicale - federalista europeo a Milano:

"Invece di occuparsi delle tariffe comunali di assistenza (ferme da oltre un decennio) che mettono a rischio i bilanci delle aziende, l’assessore Majorino si mobilita per proteggere il direttore generale del 'Pat' (Pio Albergo Trivulzio) dall’attuale consiglio di amministrazione, reo di resistere a pressioni e influenze esterne".

"Con le sue sparate, l’assessore Majorino più che nell'assistenza sociale mostra di impegnarsi nella tradizionale occupazione del potere e nella protezione di persone ritenute funzionali alle sue ambizioni politiche. In questa azione si trova alleato di tutte le corporazioni che hanno occupato il Pat negli ultimi decenni e che ora si sentono minacciate. Trova alleanze anche in quei settori regionali che hanno già storicamente lottizzato ogni angolo della sanità lombarda e ai quali non dispiacerebbe aggiungere un nuovo trofeo".

"Dispiace che il Comune, dopo la fallimentare gestione della fusione tra Golgi e Pat, prosegua in questa assenza di visione e si chiuda a difesa di interessi personali. Per questo tipo di politica certo sarebbe perfetto il ritorno al Pat di Mario Chiesa".

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M4, Cappato: senza piano della mobilità impossibile valutare. Non sarò alla riunione.

Radicali Italiani - Gio, 27/11/2014 - 13:46
27/11/14

Dichiarazione di Marco Cappato, Presidente del gruppo radicale-federalista europeo a Milano:

"Più di un mese fa, il 19 ottobre, avevo chiesto che la giunta Pisapia presentasse almeno una bozza del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile prima di decidere sulla M4. Infatti, per poter valutare appieno i costi-benefici nel lunghissimo periodo su tutta la città è indispensabile non limitarsi a considerare l'opera in sé, ma inserirla in una strategia complessiva di investimenti per la mobilità a Milano".

"Non ho ricevuto alcuna risposta, né tantomeno si sa che fine abbia fatto il piano urbano per la mobilità sostenibile: il preannunciato processo di ascolto della città non ha mai avuto luogo ed è già stato accumulato un ritardo di oltre un anno per la presentazione persino di una bozza. Le consultazioni di venerdì con maggioranza e opposizioni, e poi la riunione di giunta si terranno dunque senza poter considerare alcuno strumento pianificatorio".

"In queste condizioni, non sono in grado di esprimere con cognizione di causa un parere su un'opera che certamente può essere utile alla città, ma a condizione che si accompagni a una serie di provvedimenti per liberare Milano dal traffico e riqualificare gli spazi, a partire dalla riapertura dei Navigli e dall'allargamento di area C come richiesto dai milanesi con i referendum". 

"Ringrazio dunque il sindaco Pisapia per l'invito alla riunione di venerdì, ma non ritengo di dover apportare il mio contributo alla logica di fatti compiuti in assenza di strategia, dunque non sarò presente alla riunione".

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Teramo, prima Giornata dell’Integrazione con Marco Pannella e Rita Bernardini. “Teramo Nostra” ospita il libro “Dragan aveva ragione”

Radicali Italiani - Gio, 27/11/2014 - 11:40
27/11/14

Di Nanna: “Come ci ricorda papa Francesco, ‘L’unità autentica è quella che vive della ricchezza delle diversità che la compongono’”

Sabato 29 novembre a Teramo, alle ore 16.30, l’associazione “Teramo Nostra”, presso la sede in via Fedele Romani 1, ospiterà la prima Giornata dell’Integrazione: annunciata oggi in conferenza stampa la presenza del presidente del Partito Radicale Marco Pannella, del segretario di Radicali Italiani Rita Bernardini e dell’avvocato Vincenzo Di Nanna, membro della giunta nazionale di Radicali Italiani. “Teramo Nostra” presenterà infatti in anteprima “Dragan aveva ragione” di Gianni Carbotti e Camillo Maffia, un documentario sugli sgomberi e le condizioni dei campi nomadi a Roma, con la partecipazione del presidente della Fondazione Romanì Italia Nazzareno Guarnieri e degli autori del film.

“Sarà la prima proiezione della 20° edizione del premio Gianni Di Venanzo: ‘Dragan aveva ragione’ è un film che ancora non è entrato nel circuito nazionale, è stato presentato unicamente al Senato”, ha spiegato Piero Chiarini, presidente dell’associazione. “Ci interessa farlo conoscere ai nostri concittadini, che sono sempre stati all’avanguardia nell’accettare il diverso, soprattutto in un momento in cui ci sono gruppi che vorrebbero scaricare sugli immigrati tutti i disagi che viviamo”.

“Come ha ricordato Papa Francesco nel suo splendido intervento al Parlamento Europeo, ‘l’unità autentica è quella che vive della ricchezza delle diversità che la compongono’: questo è lo spirito con cui bisogna realizzare una politica d’inclusione e d’integrazione, che manca del tutto. A Roma come in Abruzzo la politica discrimina: è quella della segregazione, dell’allontanamento dalle case, dello sgombero perfino dalle baracche. E ogni tanto ci scappa pure il morto, quando si usa la violenza con provvedimenti illegittimi”, ha dichiarato Vincenzo Di Nanna, che ha aggiunto: “Voglio ringraziare gli esponenti di Forza Nuova che scrivono sui muri di Giulianova, firmandosi: ‘Di Nanna = zingarone’. Per me è una medaglia al valore, significa che sia l’azione da avvocato che quella politica cominciano evidentemente ad incidere”.

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L’ingiustizia non aspetta il venerdì santo. Bolognetti: raccolgo l’invito dell’Agesci di Potenza e parteciperò al cammino di riflessione sul caso Cucchi

Radicali Italiani - Gio, 27/11/2014 - 08:40
27/11/14

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, membro della giunta di Radicali Italiani e consigliere dell’Associazione Coscioni:

"Con piacere ho raccolto l’invito che mi è stato rivolto dal gruppo Agesci di Potenza e quindi domani parteciperò al cammino di riflessione sulla vicenda di Stefano Cucchi".

"Mi auguro che l’importante iniziativa organizzata dagli scout di Potenza possa essere anche l’occasione per un momento di riflessione sullo stato in cui versa l’amministrazione della giustizia e su carceri indegne di un paese civile che, per dirla con Marco Pannella, continuano ad essere luoghi di tortura per l’intera comunità penitenziaria".

"Ci sarò per chiedere giustizia per Stefano Cucchi e per ricordare anche a me stesso che l’Italia continua ad essere sul piano tecnico-giuridico uno Stato criminale che non rispetta la sua propria legalità, ad iniziare dalle Convenzioni internazionali poste a rispetto dei diritti dell’uomo".

"Ci sarò e porterò con me le parole che dal Quirinale sono giunte a Rita Bernardini il 21 novembre scorso: 'Ciò che occorre fare è continuare a profondere il massimo impegno per far sì che gli istituti carcerari italiani cessino in fretta di essere luoghi disumani'".

"Ci sarò per ricordare anche a me stesso quanto Marco Pannella va ripetendo da tempo: 'La strage di legalità ha sempre per corollario, nella storia, la strage di popoli’".

 
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Caccia, Devetag e Cianci: Ue torna a bacchettare l’Italia. Radicali Italiani offrono ai parlamentari una proposta di legge per evitare sanzioni e tutelare fauna e paesaggio

Radicali Italiani - Mer, 26/11/2014 - 18:12
26/11/14

Con un parere motivato inviato al Governo italiano, la Commissione europea torna a bacchettare l’Italia sull’uso dei richiami vivi, vietato dalla Direttiva uccelli, ma ancora praticato in ben cinque regioni - Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Marche - e nella Provincia Autonoma di Trento.

L’Italia ha ora due mesi di tempo per mettersi in regola. Radicali Italiani, con le associazioni Parte in Causa e Radicali Ecologisti, ha depositato presso la Camera dei deputati una proposta di legge che mira a modernizzare l’attuale normativa venatoria, prevedendo, tra l’altro, l’abolizione dei richiami vivi, così come previsto dalla Direttiva europea.

I parlamentari italiani hanno quindi l’opportunità di sostenere una proposta di legge che non solo adegua la normativa italiana alla Direttiva europea, ma anche di porre le basi per una legislazione che porterebbe l’Italia da fanalino di coda a una posizione di avanguardia in tema di difesa della fauna e del paesaggio.

Maria Giovanna Devetag, segretaria Parte in Causa

Fabrizio Cianci, segretario Radicali Ecologisti

Per avere la petizione popolare con la proposta di legge contattare l’ufficio stampa di Radicali Italiani: radicalionline@gmail.com - 0640040735

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L'Europa contro il precariato: non vi sono lavori esenti

Radicali Italiani - Mer, 26/11/2014 - 13:59
26/11/14

Irene Testa, della direzione di Radicali italiani e coautrice con Alessandro Gerardi del libro: "Parlamento Zona Franca", e Maurizio Turco, tesoriere del Partito radicale, hanno così commentato la sentenza odierna della Corte di giustizia dell'Unione europea sui precari della scuola:

"La prima conclusione della sentenza della Corte di Lussemburgo sui precari trascende il caso della scuola e si rivolge a tutti i datori di lavoro, sia pubblico che privato: non esistono ambiti esenti dall'obbligo di prevenire il ricorso abusivo a una successione di contratti di lavoro a tempo determinato".

"Se l'appartenenza al pubblico impiego non è in sé una “ragione obiettiva” che giustifica tali contratti, meno che mai può allora esserlo il lavoro all'interno dei Palazzi della politica. L'autodichia delle Camere ha finora coperto procedure di selezione condotte, dietro la scusa dell'urgenza, con scarsissima evidenza pubblica e, soprattutto, con rinnovi periodici: per alcuni contratti di dattilografia, in spregio di ogni normativa nazionale ed europea, ci si sta avvicinando al decimo anno di rinnovo, tutti concessi anno per anno tenendo le interessate sotto il perpetuo ricatto del mancato rinnovo".

"Non credano le amministrazioni degli organi costituzionali di cavarsela come hanno fatto in passato, cacciando la polvere sotto il tappeto: quando, grazie alla nostra battaglia, sarà il giudice ordinario ad esercitare competenza su questi contratti, la stessa questione pregiudiziale sollevata per i precari della scuola dal tribunale di Napoli potrà essere sollevata dal giudice di Roma. Il ricatto occupazionale, allora, dovrà cedere il passo ad una gestione amministrativa meno rudimentale e più consapevole dei diritti di tutti i lavoratori, anche all'interno del Palazzo".

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MGF/Non C'è Pace Senza Giustizia: cresce all'Onu il fronte anti-mutilazioni genitali femminili

Radicali Italiani - Mer, 26/11/2014 - 12:18
26/11/14

Non c'è Pace Senza Giustizia e il Partito Radicale salutano la decisione della Terza Commissione Onu sulle questioni sociali, culturali e umanitarie, di adottare all'unanimità e con 125 co-sponsorizzazioni, la Risoluzione di messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili (Mgf).  

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite si era schierata per la prima volta contro questa pratica tradizionale il 20 dicembre del 2012, a seguito di una lunga campagna condotta dalla coalizione di Ong africane ed europee "BanFGM", costituita su iniziativa di Non c'è Pace Senza Giustizia.

Il dato incoraggiante è l'ampliamento del fronte dei paesi che hanno promosso la Risoluzione: 21 in più rispetto al 2012. Non si tratta solo di un riconoscimento del lavoro delle attiviste sul campo, ma di una crescita di consenso che segna un chiaro impegno politico degli Stati nell'agire a tutti i livelli perché il dispositivo della Risoluzione, che riguarda la messa al bando della pratica in quanto violazione dei diritti umani di donne e bambine, venga applicato su scala mondiale.

Strumenti normativi e applicazione efficace della legge sono fattori cruciali assieme all'informazione e alla prevenzione. Auspichiamo che questa ulteriore presa di posizione  della comunità internazionale serva da stimolo sia per gli Stati ancora sprovvisti di strumenti cogenti di contrasto che per quelli già dotati di misure ad hoc

Tra questi ultimi, proprio per il ruolo avuto nella campagna contro le Mgf e per aver approvato nel 2008 una legge tra le più avanzate, è l'Egitto il paese che suscita oggi maggiore inquietudine. Il caso di Suhair al-Bataa, la bambina di 13 anni deceduta nel giugno del 2013 a causa di un intervento di mutilazione genitale è sconcertante. Si è trattato del primo processo mai tenuto in Egitto per questo tipo di reato. La decisione della Corte di prosciogliere dalle accuse il medico che ha eseguito l'intervento e il padre della bambina che aveva deciso per l'operazione, al di là dell'aspetto sanzionatorio, rischia di vanificare irrimediabilmente la funzione deterrente della legge, che è il fondamento di un'autentica politica volta al rispetto della persona.

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Eutanasia: dopo le rivelazioni di Veronesi, indagine parlamentare subito

Luca Coscioni - Mer, 26/11/2014 - 09:23
Eutanasia: dopo le rivelazioni di Veronesi, indagine parlamentare subitoCarlo Troilo26 Nov 2014Eutanasia

Dichiarazione di Carlo Troilo, consigliere generale della Associazione Luca Coscioni Per anni ho ricevuto  dalle associazioni dei medici  e anche da scienziati che stimo come il prof. Garattini smentite e  accuse di “falsare i dati”  per aver denunciato i 20.000 casi l'anno di eutanasia clandestina che si verificano in Italia. Nel giugno scorso la rivelazione del prof. Saba, già  ordinario di Anestesiologia e rianimazione a Cagliari e poi a  Roma: "Ho aiutato a morire un centinaio di malati, non la chiamo anestesia letale ma dolce morte, una questione di pietà. La dolce morte è una pratica consolidata negli ospedali italiani ".Subito dopo le dichiarazioni del prof.  Mario Sabatelli, neurologo responsabile del centro SLA del Policlinico  Gemelli: ”Noi abbiamo già praticato la sospensione del trattamento – naturalmente col consenso informato – a pazienti sottoposti alla ventilazione non invasiva. E in un caso abbiamo avviato la procedura anche con un tracheostomizzato. Io non ho paura: stiamo facendo il bene dei pazienti”.Ora viene  in mio soccorso  il più autorevole dei medici e degli scienziati italiani: Umberto Veronesi. Ecco le sue inequivocabili parole: "Al malato terminale che negli ultimi giorni di vita con dolori violentissimi chiede l'iniezione per morire serenamente gli viene negata" e "se il medico la fa può essere accusato di omicidio. Molti però la fanno, e' un movimento sott'acqua che si trova a lavorare in maniera clandestina".A questo punto il Parlamento non può sottrarsi al dovere di avviare  una indagine parlamentare sulla eutanasia clandestina  e di stringere i tempi per calendarizzare la proposta di legge di iniziativa popolare della Associazione Luca Coscioni, depositata oltre un anno fa con 67mila firme di cittadini/elettori.  

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L’Ulss 12: «Aborto, privacy garantita»

Luca Coscioni - Mer, 26/11/2014 - 09:17
L’Ulss 12: «Aborto, privacy garantita»Il Gazzettino Mestre Venezia26 Nov 2014M. Fus.Aborto

Volontarie e manifesti all'interno dell'ospedale sono ammessi, però solo in aree specifiche al piano terra. A chiarirlo è l'Ulss 12 veneziana che, con una nota, ha risposto al gruppo di associazioni veneziane che ha segnalato la presenza, all'interno dell'ospedale di Mestre, di volontari (ma anche locandine e volantini) dei movimenti per la vita. La direzione, che nei prossimi giorni incontrerà le associazioni, spiega che su questo tema esiste una specifica convenzione.
E in particolare, nell'anticipare uno dei temi che le associazioni (Aied, Associazione Luca Coscioni, ononora quando, SosDiritti, Uaar e Vengoprima) vogliono affrontare durante l'incontro, affronta il tema della privacy. «La direzione dell'azienda Ulss 12 veneziana sottolinea come l'ospedale dell'Angelo tutela la privacy di tutti i suoi utenti, e in particolare quella delle donne che, nella struttura, procedono all'interruzione della gravidanza - recita la nota - I nominativi di queste persone sono secretati per legge, e la direzione dell'ospedale vigila affinché nessuno violi il dovere alla riservatezza, che è fondamentale per gli operatori sanitari, ed è parte integrante del Codice di comportamento che vige in ospedale e a cui sono tenuti tutti i dipendenti».
Poi la nota prosegue spiegando che l'attività di queste associazioni di volontariato è svolta in aree specifiche, al piano terra dell'ospedale. Il reparto di ginecologia, quindi, è tabù. «Le associazioni di volontariato che operano nei reparti con iniziative di assistenza o di animazione - precisa il direttore dell'ospedale, Onofrio Lamanna - lo fanno attraverso convenzioni che regolamentano la loro presenza e fissano i limiti del loro operato. Ma nessuna convenzione è in atto riguardo al reparto di ostetricia. Ricordo inoltre che le donne che si rivolgono all'ospedale per l'interruzione di gravidanza sono accolte nella Day surgery, in via riservata e per il breve periodo dell'intervento, senza necessità di pernottamento, e il loro percorso non si interseca con il reparto di ostetricia».Per visionare l'articolo clicca QUI

AllegatoDimensione Gazzettino261114.pdf77.25 KB
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Bernardini e Federico nominano la giunta di Radicali Italiani. Bernardini integra la Direzione

Radicali Italiani - Mar, 25/11/2014 - 15:46
25/11/14

A seguito delle dimissioni di Gianfranco Spadaccia e di Marcello Crivellini, la Segretaria di Radicali Italiani Rita Bernardini ha chiamato a far parte della Direzione Maurizio Buzzegoli e Guido Biancardi, i quali hanno accettato.

Pertanto, la Direzione del Movimento risulta così composta: Laura Arconti, Angiolo Bandinelli, Marco Beltrandi, Guido Biancardi, Maurizio Buzzegoli, Michele Capano, Deborah Cianfanelli, Giuseppe Di Federico, Giuseppe Di Leo, Massimiliano Iervolino, Alessandro Massari, Giuseppe Rossodivita, Valerio Spigarelli, Irene Testa, Valter Vecellio.

La Segretaria Rita Bernardini e il Tesoriere Valerio Federico si sono dotati di una Giunta esecutiva secondo quanto previsto dall’art. 5 bis dello statuto.

La Giunta risulta così composta: Demetrio Bacaro, Maurizio Bolognetti, Genea Canelles, Giovanni detto Gionny D’Anna, Alessio Di Carlo, Vincenzo Di Nanna, Laura Harth, Isio Maureddu, Luca Viscardi, Manuela Zambrano

Entrano a far parte del Comitato Nazionale a seguito della decadenza per incompatibilità di alcuni membri della Giunta: Antonella D'Andreti, Lorenzo Cenni, Michele Minieri e Mattia Da Re

All’elenco degli invitati si aggiungono Gianfranco Spadaccia in quanto ex Segretario del Partito Radicale iscritto a Radicali Italiani e Michele Governatori per la campagna #menoinquinomenopago

Alle riunioni di Direzione partecipano come invitati:

Il Presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento Marco Pannella, il Tesoriere Maurizio Turco, il vicepresidente Marco Perduca;
La ex Ministro degli esteri: Emma Bonino;
Gli ex parlamentari radicali iscritti a Radicali italiani, Maria Antonietta Farina Coscioni, Donatella Poretti;
Il Rappresentante di Radicali italiani presso l’Alde, Matteo Angioli;
Il Vice-Presidente della Camera dei Deputati iscritto a Radicali italiani, Roberto Giachetti
Il Segretario dell’associazione Nessuno tocchi Caino Sergio D’Elia, la Tesoriera Elisabetta Zamparutti, ed i membri del Consiglio Direttivo iscritti a Radicali italiani: Lucio Bertè e Antonio Stango;
La Segretaria dell'Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo, il Tesoriere Marco Cappato, i membri di Presidenza Michele De Luca, Marco Gentili, Mina Welby;
L'Amministratore del Centro di Produzione Paolo Chiarelli;
Il Direttore di Radio Radicale Alessio Falconio;
Il responsabile del Centro d'Ascolto dell'Informazione Radiotelevisiva Gianni Betto;
Il Segretario di Non c'è Pace Senza Giustizia Niccolò Figa Talamanca e la tesoriera Antonella Casu;
Il Segretario dell'Associazione Radicale Esperantista Giorgio Pagano, il Tesoriere Lapo Orlandi;
Il segretario di Anticlericale.net Carlo Pontesilli;
I responsabili organizzativi dei siti internet www.radicali.it; www.radioradicale.it; www.radicalparty.org Francesco D’Ambrosio, Simone Sapienza, Marco Cerrone;
Il Segretario ed il Tesoriere della Lega Italiana Divorzio Breve (LID), Diego Sabatinelli e Alessandro Gerardi;
Il Segretario e il Tesoriere dell’Associazione Radicale Certi Diritti Yuri Guaiana e Leonardo Monaco, il Presidente Ottavio Marzocchi;
Il Presidente del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e i vice presidenti [da eleggere nel corso della prima riunione, a norma dello Statuto, art 4 bis];

Gli ex Segretari del Partito Radicale iscritti a Radicali italiani, Roberto Cicciomessere e Gianfranco Spadaccia;
Gli ex Segretari e Tesorieri di Radicali italiani iscritti al Movimento, Mario Staderini e Michele De Lucia;
I consiglieri comunali e provinciali iscritti a Radicali italiani, Achille Chiomento, Massimo Lensi, Giorgio Pasetto, Stefano Santarossa, Marco Taradash e Silvio Viale;
l’ex consigliere regionale della Lista Bonino/Pannella iscritto a Radicali italiani, Rocco Berardo;
Il responsabile della campagna #menoinquinomenopago, Michele Governatori.

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