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La BBC dice basta ai ciarlatani. E l’Italia?

Luca Coscioni - 4 ore 5 min fa
La BBC dice basta ai ciarlatani. E l’Italia?Oggiscienza1 Set 2014Federica BaglioniCellule staminali

Lo scorso luglio il BBC Trust, l’organo che governa l’editore radiotelevisivo BBC,  ha preso una decisione chiara: stop ai ciarlatani in televisione. Una scelta ben meditata e sensata, anche se di non facile attuazione. Un’occasione per riflettere sulla situazione italiana.

Presentare “le due campane” per un giornalista è una buona regola per raccontare meglio un argomento complesso. Ma è sempre così? Lo è, per esempio, se si parla di argomenti scientifici? Questo si è chiesta la BBC quando nel 2010 ha iniziato un’analisi per valutare l’imparzialità e la qualità della scienza delle proprie trasmissioni. Per valutare il contenuto scientifico è stato scelto Steve Jones, professore emerito di Genetica presso la UniversityCollege di Londra. L’anno seguente Jones ha presentato i risultati mostrando come, a fronte di una buona trattazione della scienza, si dava troppo spazio a posizioni marginali non riconosciute dalla comunità scientifica. Secondo lo scienziato nella scienza la par condicio non funziona, è un falso equilibrio. Se su un argomento scientifico c’è un chiaro consenso della comunità scientifica, non andrebbe presa in considerazione la teoria “alternativa”, per illudersi di essere imparziali. Non se questa è stata sbugiardata dal resto degli scienziati, perché potrebbe inutilmente confondere chi non è del campo. 

E così la BBC ha iniziato un periodo di formazione perché dirigenti e dipendenti riconoscano i ciarlatani e non diano attenzioni a teorie alternative a quelle riconosciute dalla comunità scientifica e spesso prive di fondamento. Un addestramento che ha riguardato 200 dirigenti e che ha permesso alla BBC di “evitare il falso equilibrio tra realtà e opinione”.

Una situazione che pare piuttosto distante da quanto sta avvenendo da anni in Italia. Ci sono pochi programmi televisivi che parlano di scienza in maniera corretta e argomentata e quello più conosciuto e apprezzato, SuperQuark, è da tempo “esiliato” nel periodo estivo. Molti altri programmi invece, come Voyager o Mistero, non perdono l’occasione di far sentire tutte le campane. Ma proprio tutte, invitando e dando voce a pseudoesperti che parlano delle teorie più bizzarre, senza che ci sia alcuna verifica, spesso senza nemmeno la controparte che rappresenti la comunità scientifica. Complotti mondiali, UFO, danni provocati dagli OGM o dalle scie chimiche, cure miracolose e altre assurdità hanno sempre spazio in televisione.

Alcuni di questi argomenti non hanno nulla a che vedere con la scienza, come la teoria della Terra piatta, ancora non del tutto abbandonata. Altri sono fonte di grande dibattito ed è qui che molti giornalisti cadono, cercando le campane minoritarie. Ha senso invitare un creazionista quando si parla di evoluzione?

Tuttavia la questione non è così semplice. Come si chiede il giornalista Riccardo Chiaberge sull’unita.it, non si rischia di cadere in una “forma di dogmatismo scientista”? Non sono infatti solo opinionisti e ciarlatani ad avere posizioni diverse, ma anche alcuni ricercatori. Sono tutti da censurare? Forse sì, se presentano dati scorretti o argomentazioni da tempo smentite dalla maggioranza dei ricercatori.

Una forma di censura tout court rischia tra l’altro di incrementare le teorie del complotto, e le posizioni di chi sostiene che gli scienziati non accettino un confronto. E anche la BBC pare aver riflettuto su questo aspetto: “Se la ricerca scientifica può e deve essere scrutinata, – si dice nel Trust – è importante riflettere sull’effettivo peso scientifico di ogni argomento critico per gli annunci scientifici”.

Una questione non marginale che però pare decisamente secondario in Italia. Sarebbe infatti già un ottimo risultato che alcuni giornalisti non considerassero come uniche voci autorevoli medici e opinionisti che dichiarano i danni dei vaccinipseudomediciattivisti anti OGM e anti “vivisezione”.

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Rassegna stampa XI Congresso Associazione Luca Coscioni

Luca Coscioni - 4 ore 24 min fa
Rassegna stampa XI Congresso Associazione Luca Coscioni1 Set 2014Politica

Filo diretto di Filomena Gallo e Marco Cappato su Radio Radicale (28 agosto)

Blog di Carmine Saviano su Repubblica.it Sla, l’appello a Renzi: “Alla secchiata seguano i fatti”

Repubblica.it L'appello del malato di Sla a Renzi: ''Tolga divieto alla ricerca sugli embrioni''

Left- Avvenimenti Legge 40. Risarcimento danni (di Simona Maggiorelli, 30 agosto)

XI Congresso Coscioni
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Milano. Città metropolitana: Cappato e Biscardini "Pisapia rinvii il voto"

Radicali Italiani - Dom, 31/08/2014 - 17:47
31/08/14

Dichiarazione di Marco Cappato e Roberto Biscardini, Consiglieri comunali a Milano

Tra 7 giorni ci sarà il deposito delle liste per il Consiglio della città metropolitana, ma i Consigli comunali sono ancora chiusi e gli oltre 2.000 Consiglieri comunali non sono stati messi nelle condizioni di comunicare tra loro. Non sono state, infatti, nemmeno fornite le email da parte né del Comune di Milano né  della Provincia

La legge sulle città metropolitane ha prorogato il termine per le elezioni al 12 ottobre. Chiediamo al Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, di rinviare le elezioni, al momento convocate per il 28 settembre, in modo da consentire un rientro, almeno parziale, nella legalità democratica per l'effettivo esercizio di elettorale attivo e passivo da parte dei Consiglieri comunali. Lo chiederemo anche in apertura di Consiglio comunale di Milano, essendo il primo punto all'ordine del giorno della prima riunione di Consiglio, su richiesta di oltre un quinto dei Consiglieri.

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Il premier come Berlusconi: una riforma solo annunciata

Radicali Italiani - Dom, 31/08/2014 - 12:08
31/08/14

Con i referendum radicali avremmo già avuto una vera riforma

 

di Rita Bernardini *

(pagine 1/15  Cronache del Garantista)

Il modo di fare del premier Renzi assomiglia davvero molto al comportamento di Silvio Berlusconi quando per tanti anni ha assunto la veste di Presidente del Consiglio. Proprio sulla giustizia, nella passata legislatura (ne avevo fatto una gustosa raccolta), non si contavano le volte in cui Berlusconi annunciava "riforme epocali" imminenti. All`inizio del 2009 aveva avuto anche il conforto dell`approvazione bi-partisan di una

risoluzione parlamentare presentata dalla delegazione radicale che, in 15 punti precisi, chiedeva al governo di presentare «una riforma strutturale e organica del sistema della giustizia». Con il governo Renzi, che venerdì ha presentato la sua cosiddetta riforma dopo la riunione del Consiglio dei ministri, mi sembra che siamo sulla stessa lunghezza d`onda.

 

Non c`è niente di strutturale né per la giustizia penale né per quella civile, sul cui fronte autorevoli civilisti sostengono che alcune misure proposte possono anche essere buone, ma che sono destinate a produrre i loro effetti nel futuro a patto che ci siano incentivi per i cittadini i quali, dopo avere atteso l`inarrivabile giustizia dello Stato, decideranno di affidarsi alla giustizia privata di arbitri solo nel caso in cui non rischino di perdere tutto ciò che hanno investito nel corso degli anni. Di riforma organica neanche l`ombra: niente unificazione degli oltre 30 riti e, in prospettiva, della giurisdizione.

 

Renzi, nella conferenza stampa, servendosi delle solite slide, ha ripetuto più volte l`elenco dei provvedimenti che in realtà, sulla giustizia, prendono la forma di 5 disegni di legge, molti dei quali "delega",

che avranno tutti a che fare con i lunghi tempi dell`iter parlamentare. C`è un solo decreto, strumento che il premier non ha pensato di utilizzare per la responsabilità civile dei magistrati anche se sull`argomento lo Stato italiano è fuorilegge per le condanne che ci ha comminato l`Europa. Ricordo che la prima condanna

(la cosiddetta sentenza "traghetti del Mediterraneo") risale al 2006: il diritto comunitario censurò la legge Vassalli – quella del tradimento del referendum Tortora - perché limitava i casi responsabilità solo al dolo e alla colpa grave, senza prevedere la «violazione manifesta del diritto vigente». Sono passati 8 anni, sono

seguite altre condanne, ma i governi che si sono susseguiti non hanno fatto altro che rimandare: altro che "cambiare verso", per dirla alla Renzi.

 

A proposito di rinvii, ieri il ministro Andrea Orlando ha spiegato che occorreva rimandare la riforma del Csm perché era necessario aspettare le nuove nomine che il Parlamento disattende da così tanto tempo perché ancora non si sono messi d`accordo sulla "spartizione" correntizia. Eppure tutti sappiamo che, sempre a proposito del civile, in Italia ci sono uffici che lavorano decentemente smaltendo l`arretrato perché a capo di quegli uffici è "capitato" qualcuno capace mentre di norma le nomine del Csm non sono fatte per capacità e merito ma esclusivamente per appartenenza a questa o quella corrente. Cosa si aspetta a riformare il sistema d`elezione del Csm per far fuori le correnti? Che i tacchini collaborino a farsi tirare

il collo?

 

Questa è la situazione e noi radicali, se Renzi non avesse avuto l`arroganza che dimostrò l`estate scorsa rifiutandosi di firmare i referendum, avremmo già risolto per voto popolare molti dei nodi che oggi

strozzano il paese e, da almeno un paio di mesi, avremmo avuto 12 leggi belle e fatte, altro che slide, twitt, post e gelati crema/limone...

Nel momento in cui le condizioni del Paese sono sempre più drammatiche e parlamento e governo non sembrano comprendere che il tempo è già scaduto perché la nostra giustizia è agonizzante e incapace di garantire i cittadini e le imprese sul fronte del rispetto delle leggi, compito dei radicali è quello di insistere

con la proposta di "amnistia per la Repubblica", con il nostro Satyagraha, con l`attivazione delle giurisdizioni europee attraverso i nostri ricorsi, le nostre memorie, le nostre denunce, alla ricerca di una sede dove ci sia ascolto per affermare i diritti violati dei cittadini perché stiamo parlando - e vorremmo che anche Renzi

lo comprendesse - della carne viva delle persone.

* Segretaria di Radicali Italiani

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Trasmissione su Radio Radicale, soppressione del Tribunale per i Minorenni, proposte sen. Cardiello

Rassegna Stampa - Sab, 30/08/2014 - 19:48

Trasmissione in diretta su Radio Radicale a cura della Lega Italiana per il Divorzio Breve con in collegamento il senatore Franco Cardiello, membro della commissione giustizia e del gruppo Forza Italia, e Fabio Nestola, Presidente della Fe.N.Bi. (Federazione Italiana per la Bigenitorialità). In studio Diego Sabatinelli per il tema della puntata: le proposte del senatore Cardiello per la soppressione del Tribunale per i Minorenni LEGGI TUTTO

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Magi: città metropolitana, tanto attesa nasce male, in sordina, in modo antidemocratico e senza dibattito alcuno.

Radicali Italiani - Sab, 30/08/2014 - 16:03
30/08/14

"Non c'è informazione, non c'è regolamento, e l'accesso alla competizione elettorale è limitato anche a causa dei tempi stretti. Necessario che le forze democratiche si mobilitino per limitare, nel poco tempo che rimane, i danni di una riforma nata male" 

Dichiarazione di Riccardo Magi, consigliere Capitolino Radicale eletto nella Lista civica Marino

La nascita delle città metropolitane e quindi anche della Città metropolitana di Roma Capitale, è stata indicata per molti anni come un fatto indispensabile e per certi versi risolutivo: la svolta necessaria a individuare e riconoscere finalmente la dimensione territoriale e istituzionale più opportuna per il governo integrato delle grandi questioni strategiche e per lo sviluppo delle aree metropolitane. Eppure questo processo così atteso si sta svolgendo con modalità e in un contesto a dir poco preoccupanti.
A Roma i membri del primo Consiglio metropolitano saranno eletti il 5 ottobre prossimo e le liste di candidati devono essere depositate entro il 15 settembre.
In base allo stesso scellerato approccio adottato per la riforma del Senato - che vede involversi in senso antidemocratico e lesivo della rappresentanza popolare tutti gli ordinamenti concernenti il decentramento o i livelli istituzionali locali - le legge Del Rio non prevede elezioni popolari per il Consiglio metropolitano, che pure avrà un ruolo costituente dovendo scrivere lo Statuto dell'istituzione e definire aspetti fondamentali del suo funzionamento.
A Roma saranno quindi i sindaci e i consiglieri dei 121 comuni della provincia a "votarsi" ed eleggersi, il 5 ottobre prossimo, nel primo Consiglio metropolitano.
A ciò si aggiunga che le norme che fissano i termini del procedimento elettorale sono cambiate ancora l'11 agosto scorso; la convocazione dei comizi è avvenuta il 19 agosto. Non risulta essere stato emanato un Regolamento del procedimento elettorale ma solo circolari frammentarie; inoltre l'ufficio elettorale istituito presso la (ex) Provincia di Roma non è nelle condizioni di fornire i recapiti Pec dei consiglieri-elettori, nè risulta istituito un canale di comunicazione ufficiale del ristretto corpo elettorale per consentire a chi volesse presentare una lista di chiedere ai consiglieri di tutta la provincia le sottoscrizioni necessarie. Eppure mancano due settimane alla scadenza del termine per le candidature , fissato per il 15 settembre.

Tutto ciò sembra funzionale a garantire una elezione in sordina, un'elezione con scarsa o nulla legittimità democratica, dominata dall'accordo tra cordate di potere e di partito e persino inaccessibile a chi è estraneo a tali cordate per l'impossibilità di presentare una lista che raccolga le sottoscrizioni del 5% del corpo elettorale.
Infine, cosa non meno grave e anzi coerente con quanto appena descritto, manca del tutto un qualsiasi dibattito pubblico sulla Città metropolitana, che metta a confronto ipotesi, visioni, programmi, dibattito che dovrebbe nutrire questa fase costituente e il lavoro del Consiglio che si va ad eleggere. Non vi è chiarezza di intenti neanche sulla necessità di riconquistare nello statuto l'elezione del sindaco e del consiglio metropolitano con suffragio universale.  Per questo è necessario che le forze democratiche si mobilitino per limitare, nel poco tempo che rimane, i danni di una riforma nata male.

 

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Sla, videoappello di un malato a Renzi perché passi dalle secchiate ai fatti su embrioni e nomenclatore

Luca Coscioni - Ven, 29/08/2014 - 16:19
Sla, videoappello di un malato a Renzi perché passi dalle secchiate ai fatti su embrioni e nomenclatoreMarco Gentili29 Ago 2014Nomenclatore tariffario

Dichiarazione di Marco Gentile, consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni

"Caro Matteo,

sono un dirigente dell’Associazione Luca Coscioni e Consigliere comunale di Tarquinia eletto nel Pd; sono affetto da Sla2, una malattia degenerativa che per ora mi costringe a stare su una sedia a  rotelle.

La concomitanza di questo video con il Consiglio dei Ministri  mi obbliga a dirLe di trasformare in  atti concreti i buoni propositi che come Lei hanno visto compartecipi alcuni suoi Ministri. Nello specifico parlo dell’#IceBucketChallenge.

Come sicuramente saprà l’Associazione USA dalla quale è partita la catena delle secchiate d’acqua  devolve cospicui fondi proprio a quella ricerca sugli embrioni che da noi oggi è vietata dalla Legge 40. Bene! Dimostri all’Italia e al mondo intero che con il Suo agire politico “il fine prefigura i mezzi” e che questa non è solo una Sua trovata mediatica. Tolga subito il divieto che proibisce la  ricerca sugli embrioni.

Già che c’è e che Le capita di essere Presidente del Consiglio dei Ministri, interrompa, assieme ai  Ministri Padoan e Lorenzin, l’attesa che ci trasciniamo dietro da 14 anni sul rinnovo del “Nomenclatore dei dispositivi medici”. L’attuale nomenclatore non comprende gli unici dispositivi  (comunicatori a comando oculare e simili) disponibili da un decennio sul mercato che sono in grado  di tornare a far interagire i malati di Sla con la famiglia e il mondo esterno. Una volta compiuto questo, con l’hashtag #CaffèNeroBollente invito Lei e i Suoi Ministri a fare quanto è in Vostro potere per agevolare i malati di Sla. Inoltre invito tutti i cittadini italiani - e in particolare i malati di Sla e le loro famiglie - a bere un caffè, effettuare l’iscrizione all’Associazione Luca Coscioni e partecipare al Congresso da quest’ultima organizzato a Roma il 19, 20 e 21 settembre".

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Mirella Parachini alla tavola rotonda "Diventare genitori oltre la legge 40"

Luca Coscioni - Ven, 29/08/2014 - 16:11
Fecondazione assistita

Mirella Parachini, dirigente dell'Associazione Luca Coscioni, parteciperà alla tavola rotonda intitolata "Diventare genitori oltre la legge 40". Insieme a lei, coordinati da Claudia Romanelli, interverranno Francesco Bilotta, Aldo Pagni e Maria Giovanna Caccialupi.

L'incontro organizzato dal Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Cagliari, all'interno della rassegna "Sui Generis 2014 - le giornate cagliaritane sulle Pari Opportunità", si terrà l'11 settembre alle ore 17.00 presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Cagliari.

Data: Giovedì, 11 Settembre, 2014 - 17:00Città: CagliariIndirizzo: Via Nicolodi, 112Organizzatore: Ordine Avvocati di Cagliari, Comitato Pari Opportunità AllegatoDimensione brochure SUI GENERIS (1).pdf861.34 KB sui generis locandina 2014.pdf360.85 KB
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Dal governo doccia gelata sulla Sla. Dona pochi euro e toglie 75 milioni.

Luca Coscioni - Ven, 29/08/2014 - 11:21
Dal governo doccia gelata sulla Sla. Dona pochi euro e toglie 75 milioni.Libero29 Ago 2014Franco BechisFinanziamenti ricerca

Mezzo governo, presidente del Consiglio Matteo Renzi in testa, si è già fatto la doccia ghiacciata trasmettendo con più o meno efficacia il proprio personalissimo show all'Ice Bucket Challenge 2014, l'iniziativa mondiale per raccogliere fondi privati in favore dei malati di Sla. Hanno iniziato a gettarsi acqua in testa anche gli amministratori locali, e lo ha fatto con fascia da sindaco di ordinanza (sia pure versandosi un bicchiere e non un secchio d'acqua) anche il primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando. Lo show è diventato la mania dell'estate 2014, ed effettivamente sta iniziando a portare nei conti correnti dell'Aisla (la onlus per i malati di Sla presieduta dall'ex calciatore Massimo Mauro) fondi di una certa consistenza.

Premier, ministri e amministratori locali sono come tutti gli altri cittadini benvenuti alla gara di beneficenza. Ma per loro la questione è un po' diversa, visto che oltre ad essere comuni cittadini che possono fare quel che meglio gradiscono dei loro soldi, sono anche responsabili delle politiche di sostegno alla non autosufficienza. E mentre si versano fiumi di acqua in testa, i fondi pubblici destinati anche ai malati di Sla stanno terminando. Nel 2014, infatti, il Fondo per le non autosufficienze è stato finanziato per 275 milioni di euro, destinati a tutte le persone con handicap gravi e non solo ai malati di Sla. A questa somma è stato aggiunto uno stanziamento di 75 milioni di euro destinato «all'assistenza domiciliare per le persone affette da disabilità gravi e gravissime, ivi incluse quelle affette da sclerosi laterale amiotrofica». Quella somma però era una tantum, e dal prossimo primo gennaio 2015 il fondo complessivamente scenderà da 350 ai 275 milioni di euro che erano previsti per il 2013, con un taglio di 75 milioni di euro. A meno che non venga rifinanziato dal governo e dalla sua maggioranza, e possibilmente reso stabile. Ma in nessuno dei provvedimenti preparati dai protagonisti di governo delle docce estive quella misura è ancora stata prevista a questo momento. Si rischia cosi il grottesco: con una mano si donano 100 o 200 euro e si fa bella figura, con l'altra si tolgono 75 milioni di euro mettendo ko i malati e le loro famiglie.

Peraltro, il fondo era dotato di 400 milioni di euro fino al 2010. Con la crisi, prima è stato ridotto (2011) e poi nel 2012 addirittura azzerato dal governo di Mario Monti. Solo nel 2013 è stato ricostituito, appunto con la somma comunque ridotta di 275 milioni di euro. Ma è questione solo contabile da parte dello Stato, perché in realtà quei fondi non è detto che arrivino alle famiglie dei malati non autosufficienti né alle strutture preposte. O almeno arrivano con moltissimo ritardo, diventando così del tutto virtuali. Proprio in quella Palermo dove il sindaco Orlando si è lanciato in beneficenza, la onlus che raccoglierà i contributi privati, la Aisla, all'inizio di agosto ha protestato vivacemente con le istituzioni locali, in primis Regione Sicilia e poi con i Comuni che dovrebbero distribuire quei fondi. Rosario Crocetta, vista la mala parata, ha sbloccato due tranche di fondi che provenivano proprio dal Fondo nazionale per le non autosufficienze. Ma erano fondi relativi ancora al 2011, e quindi a pazienti e famiglie sono arrivati con ben tre anni di ritardo (sono 312 i malati di Sla in Sicilia). D'altro canto i fondi 2011 appena sbloccati non sono destinati direttamente ai malati, ma ai Comuni che a loro volta dovranno assegnarli a strutture o direttamente alle famiglie. Passerà ancora altro tempo prezioso. Secondo la denuncia dell'Aisla siciliana, anche una volta assegnate alle cooperative quelle risorse vengono messe a disposizione delle famiglie con grave ritardo: in molti casi ci vogliono anche sei mesi. Di fronte alla protesta, le autorità siciliane hanno scelto la via più inutile e tradizionale: hanno convocato associazioni e rappresentanti delle famiglie a un tavolo istituzionale per il prossimo 11 settembre. Si perderà cosi altro tempo...

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Per chi cerca i bebè la "nuova Spagna" ora è la Toscana

Luca Coscioni - Ven, 29/08/2014 - 08:33
Per chi cerca i bebè la "nuova Spagna" ora è la Toscanail venerdì di Repubblica29 Ago 2014Michele BocciFecondazione eterologa

I telefoni che squillano a tutte le ore, le caselle di posta in arrivo che si riempiono. Non c'è agosto che tenga per chi vuole fare un figlio e, da quando è uscita la delibera toscana che dà il via alla fecondazione eterologa, i centri regionali sono stati presi d'assalto dalle coppie. Anche se finora si è lavorato a scartamento ridotto. Almeno la metà delle oltre mille richieste di informazioni su prezzo e tempi delle prime visite sono arrivate da altre zone del Paese. Del resto nessun governatore ha preso un provvedimento come quello di Enrico Rossi: dopo lo stop al decreto preparato dal ministro Lorenzin, è rimasto l'unico ad aver legiferato sulla base della sentenza della Corte Costituzionale che ha definitivamente mandato in cantina la legge 40 e tutti i suoi divieti. Così solo in Toscana, per ora, si può fare l'eterologa nei centri pubblici e in quelli convenzionati e la regione sta diventando la nuova Spagna, dove per dieci anni - tanto è rimasta in vigore la legge sulla fecondazione - si recavano la maggior parte di coloro i quali cercavano un figlio grazie al patrimonio genetico di almeno una persona esterna alla coppia. Nelle altre regioni si muovono solo i privati, alcuni con grande veemenza anche attraverso pubblicità sui media.

Nelle venti strutture che si occupano di pma (procreazione medicalmente assisitita) in Toscana, i trattamenti inizieranno a giorni. Al momento vengono preparate le liste di attesa e anche in pieno agosto si sono fatte visite e offerte consulenze. Molte strutture stanno interpellando le coppie che in passato hanno tentato la fecondazione omologa presso di loro senza successo: ora infatti avrebbero una nuova chance. A queste si aggiungono di giorno in giorno altre coppie, che sono state all'estero per la fecondazione eterologa senza risultati.

Rossi ha più volte ribadito che la Toscana «non vuole essere come la Spagna ma come il resto d'Europa», dove la tecnica che prevede l'utilizzo di gameti maschili o ovociti di donatori è diffusa quasi ovunque. E ha aggiunto che la delibera toscana è «cedevole», cioè con meno vincoli, rispetto alle leggi che verranno varate a Roma. Ma questo lo si capirà prossimamente.

Infografica a cura de "il venerdì di Repubblica"

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Eterologa: aumentano le sottoscrizioni al Manifesto dei Giuristi. Tra i firmatari Emma Bonino

Luca Coscioni - Gio, 28/08/2014 - 15:19
Eterologa: aumentano le sottoscrizioni al Manifesto dei Giuristi. Tra i firmatari Emma BoninoAssociazione Luca Coscioni4 Ago 2014Fecondazione eterologa

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni

Sale ad oltre 500 il numero dei sottoscrittori del Manifesto dei Giuristi per il pieno rispetto della sentenza 162 dello scorso 9 aprile che ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa,  elaborato dall’Associazione Luca Coscioni.

Oltre ai primi firmatari tra i quali ricordiamo Filomena Gallo, Stefano Rodotà,  insieme con  Gianni Baldini, Andrea Pugiotto, Paolo Veronesi, Carlo Casonato,  ha aderito Emma Bonino e alcuni parlamentari tra cui Pia Locatelli,  Michela Marzano, Marisa Nicchi, Francesco Palermo,Laura Puppato ma anche Domenico Antonaci, Presidente Nazionale Siopam, Stefania Cantatore Udi di Napoli, Marco Perduca già Senatore e  Rappresentante all'Onu del Partito Radicale.

Giuristi, esperti di fecondazione assistita, politici, società civile tutta chiedono dunque che sia rispettato il dispositivo costituzionale il quale, non creando vuoto normativo, rende immediatamente applicabile la tecnica eterologa nei centri italiani, senza necessità di un decreto legge come deciso dal Ministro Lorenzin che di fatto determinerà nuove situazioni di discriminazione tra le coppie.

Come ha sottolineato la direttrice dell'Osservatorio sulla Famiglia dell'Eurispes, Andrea Catizone, sottoscrittrice anche lei del Manifesto: quanto alla fecondazione assistita sottolinea "è ormai una realtà generalmente accettata", tanto che, secondo il rapporto Eurispes 2014, 7 italiani su 10 la approvano.

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Renzi faccia pure la doccia contro la Sla, ma per chi governa una secchiata non basta

Luca Coscioni - Gio, 28/08/2014 - 13:42
Renzi faccia pure la doccia contro la Sla, ma per chi governa una secchiata non bastail manifesto27 Ago 2014Maria Teresa AgatiFinanziamenti ricerca

«Purché se ne parli!» Questo in fondo è vero, ma solo a metà. Se a richiamare l'attenzione con un secchio d'acqua in testa sono persone comuni, opinion leader, persone che possono avere audience ma che non hanno diretto potere sulle cose da fare, ci sta; non è invece accettabile che chi deve agire - e ha il potere per farlo - per rendere più tollerabile (o meno intollerabile) la malattia e la disabilità si rovesci secchiate d'acqua in testa alla ricerca di una facile visibilità senza contemporaneamente dire che cosa ha fatto e che cosa ha intenzione di fare a breve di concreto e di efficace, mostrando la sufficiente competenza per essere credibile.

Mette a disagio l'intervento del ministro Beatrice Lorenzin (che, in verità, non mi pare si sia "ancora" versata acqua in testa) a Millenium un paio di settimane fa quando, parlando di quello che è stato fatto dal suo ministero, ha citato - nell'ambito del Patto della Salute - la revisione dei Lea e, in questi, del Nomenclatore tariffario delle protesi. Perché "mette a disagio"? Perché, nonostante il Ministro sia stata più volte coinvolta su questo argomento proprio dall'associazione Coscioni, rispondendo anche ufficialmente alla Commissione diritti umani del Senato su invito del senatore Luigi Manconi e incontrando una delegazione della Coscioni qualche settimana fa, ha mostrato una superficialità nella conoscenza non solo della materia ma, forse, anche di quello che sta predisponendo il tavolo tecnico da Lei istituito, da far paura.

Ha infatti parlato della revisione del Nomenclatore fermo dal «1986»: non esiste Nomenclatore del 1986, ma l'attuale (si fa per dire) è del 1999, tanto è vero che si chiama Dm 332/99; ha spiegato cosa sono le «protesi» citando come unico esempio le protesi acustiche (che non sono certo il segmento più significativo di quanto è attualmente incluso) ma, soprattutto, ha detto che il nuovo Nomenclatore comprenderà nuovi e moderni dispositivi tralasciando però di dire che il suo ministero (forse a sua insaputa) ha dato mandato ai rappresentanti regionali, riuniti in un «tavolo tecnico» per completare la revisione, di trasferire tutti gli ausili, con la sola eccezione dei pochi fabbricati su misura per la singola, persona, nell'elenco dei dispositivi da acquistare cori gare al massimo ribasso. Cioè, un unico modello di ausilio, comprato al prezzo più basso senza vincoli sulla qualità o, peggio ancora, sulla funzionalità, per tutti i diversi bisogni delle differenti persone che hanno necessità di quella tipologia di ausilio. E se quello che passa l'Asl non va bene, ognuno si acquisti - con soldi suoi - quello che gli serve.

Il premier Renzi, assieme alla secchiata d'acqua fresca in testa con fotografi al seguito, dovrebbe preoccuparsi di ottenere anche le informazioni su quello che il suo governo sta facendo per le persone con Sla e anche per tutte le altre persone con disabilità, che con ausili adeguati potrebbero vivere al meglio delle loro possibilità.

Ciò che invece in questi giorni, col favore del silenzio estivo, sta facendo il suo governo, ci fa quasi sperare che il «nuovo» Nomenclatore non arrivi mai, perché il vecchio appare - purtroppo - meglio del nuovo e perché abbiamo scoperto che la scure dei tagli si sta abbattendo pesantemente su questo settore, non già per tagliare sprechi, ma per tagliare diritti.

Magari succederà che nel «nuovo» Nomenclatore siano inserite nuove tipologie di ausilio quali i comunicatori per i malati di Sla e che a breve il Ministro compaia per annunciare con enfasi queste nuove opportunità offerte; occorre sapere che questi possibili nuovi inserimenti che faranno audience e genereranno consensi saranno finanziati dalla mancanza della possibilità di scelta dell'assistito (e del medico che lo consiglia e che ha il compito di prescriverli) dell'ausilio giusto per la sua autonomia perché potrà essere fornito solo quel prodotto comprato dall'Asl a un tanto a container. Come si fa per la carta igienica o i toner per le fotocopiatrici.

Comunque l'idea della doccia fredda per i dirigenti Coscioni ci sta: loro ne hanno il diritto.

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Anche in spiaggia: poco per molti o molto per pochi?

Luca Coscioni - Gio, 28/08/2014 - 07:50
Anche in spiaggia: poco per molti o molto per pochi?superando.it27 Ago 2014Giorgio GentaVita indipendente

A riprova che non vi è alcuna differenza tra persone con o senza disabilità vorrei riproporre l’eterno quesito: è meglio fare molto per pochi o poco per molti?
Secondo i politici – e non solo quelli del nostro Paese – è certamente meglio fare poco per molti: vi è infatti maggior guadagno elettorale a fare avere un euro (un servizio, uno sconto, la promessa di qualcosa che vale un euro…) a un milione di cittadini che non 1.000 euro a 1.000 di loro che ne hanno urgente e vitale necessità.
In un mio precedente articolo avevamo trattato l’argomento – spero voi ed io insieme -, a proposito del piccolo Comune o della grande città, chiedendoci, in relazione alle persone con disabilità, se fosse meglio che l’Amministrazione comunale facesse molto per poche di loro – Patto di Stabilità permettendo – oppure meno ma per tutte.
Ora – come documentato nei giorni scorsi da «Superando.it» – un fatto di cronaca e le richieste di un’Associazione ripropongono indirettamente il quesito nei confronti della Capitale, per quanto riguarda l’accesso al mare e il significato reale di tale accesso.

In sostanza, l’Associazione Luca Coscioni ritiene giustamente che raggiungere il mare, ma non poter fare il bagno, equivalga semplicemente a prendere il sole. Giustissimo! Per fare il bagno, infatti, necessita un ausilio adeguato che consenta, in dignità e senza rischi, di farlo davvero, questo benedetto bagno, bizzarrie climatiche permettendo. Una “carrozzina da mare” da mare, direte voi, e sarete nel giusto.
Ebbene, di carrozzine da mare ne esiste una vastissima tipologia e forse in nessun altro campo dello scibile mi sento altrettanto ferrato: me ne occupo infatti dal 2005 e vanto indiscussi successi: introduzione in Italia di un modello specifico designed for all (pur essendo di costruzione francese!); vittoriosa ma amichevole battaglia che ha costretto enti vari ad acquistarne alcune e a metterle gratuitamente a disposizione dell’utenza; ideazione della “Giornata dell’Integrazione Balneare”; effettuazione di test di galleggiabilità e sicurezza nella vasca di un’Unità Spinale Unipolare ecc.
Alcune carrozzine da mare sono espressamente studiate per una specifica disabilità, altre permettono solo il transito su sabbia e sassi e di raggiungere sì la battigia, ma non di fare il bagno, altre ancora di fare il bagno se si nuota; e naturalmente la carrozzina da mare ideale non esiste.
All’ideale si avvicina quella che consente il transito su sabbia e sassi, la balneazione assistita o autonoma e la possibilità, per chi può, di abbandonarla, una volta raggiunta una profondità adeguata al nuoto. Il tutto in sicurezza e, ove possibile, in relativa autonomia.
Le case costruttrici di carrozzine da mare evidenziano le virtù dei loro prodotti nei video reperibili sui loro siti, anche se talvolta nei filmati l’utente – se uomo somigliante a Paul Newman giovane, se donna a Brigitte Bardot da ragazza – non parrebbe averne bisogno.
Generalmente il costo è proporzionale alla specificità dell’utenza alla quale la carrozzina da mare è destinata: costano meno quelle “generaliste”, di più quelle specializzate, diciamo da alcune centinaia a diverse migliaia di euro.
Personalmente ritengo che un Comune – piccolo o grande che sia – dovrebbe tutelare (e in ciò esaudirebbe lo spirito e il dettato di tutte le leggi italiane che riguardano la disabilità e l’handicap, dalla 104/92 alla 67/06) il buon diritto delle persone con disabilità, facendo rientrare una “seria” carrozzina da mare tra le attrezzature obbligatorie per gli stabilimenti balneari.

Dimenticavo: se qualcuno è interessato, potrà leggere tra qualche giorno – purtroppo sempre a mia firma – della cosiddetta “Bandiera Lilla”, ovvero del significato e della genesi di essa, delle Regioni e dei Comuni virtuosi, delle cerimonie di attribuzione e dei festeggiamenti locali nei Comuni meritevoli (premiati, naturalmente, con… una carrozzina da mare!).

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Ancona CentroH news - l'associazione Luca Coscioni si presenta

Luca Coscioni - Mer, 27/08/2014 - 17:20
Ancona CentroH news - l'associazione Luca Coscioni si presentaCentroH new27 Ago 2014Renato BiondiniVita indipendente

In occasione della manifestazione APRI LA CITTA'  "disabili in festa contro ogni pregiudizio", che si svolgerà il 21 settembre ad Ancona, organizzata dal Coordinamento  A.Re.A. associazioni in rete di Ancona (di cui la cellula Coscioni di Ancona è partner)  il bimestrale  Centro H new,  edizione di agosto 2014, presenta le associazioni che hanno organizzato l'evento, tra cui la cellula di Ancona dell'ass. Luca Coscioni.

 

AllegatoDimensione Manifesto Apri la città 2014.pdf347.74 KB CentroH-new1.jpg778.29 KB CentroH-new2.jpg839.01 KB
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Ancona 21 settembre 2014 "Disabili in festa contro ogni pregiudizio"

Luca Coscioni - Mer, 27/08/2014 - 17:09
Vita indipendente

Il  Coordinamento  A.Re.A - associazioni in rete di Ancona (di cui la cellula Coscioni è partner)  organizza ad Ancona il 21 settembre, in piazza Roma - dalle 16  alle  21 -   la manifestazione   APRI  LA CITTA'  "disabili in festa contro ogni pregiudizio"

Ci saranno momenti di approfondimento tematico, esposizione degli elaborati del progetto "Una città per tutti", intrattenimento musicale e esibizioni sportive.

 

Data: Domenica, 21 Settembre, 2014 - 16:00 to 21:00Città: ANCONAIndirizzo: Piazza RomaOrganizzatore: A.Re.A. - Centro H Ancona AllegatoDimensione Manifesto Apri la città 2014.pdf347.74 KB
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Sla: al prossimo consiglio dei ministri secchiate per tutti su ricerca e Lea

Luca Coscioni - Lun, 25/08/2014 - 14:16
Sla: al prossimo consiglio dei ministri secchiate per tutti su ricerca e LeaFilomena Gallo, Marco Cappato25 Ago 2014Cellule staminali

Dichiarazione di Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretario e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni

Roma, 25 agosto 2014

Con la secchiata di acqua gelida, il cittadino Matteo Renzi ha mostrato pubblicamente interesse alla lotta contro la sclerosi laterla amiotrofica. Bene.

Ora, il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi ha la grande responsabilità di proseguire o interrompere politiche del "suo" Governo che vanno esattamente contro l'interesse dei malati di SLA.

Per prima cosa, Renzi e i suoi Ministri della Salute e dell'Economia devono scegliere se continuare a difendere, in particolare nei procedimenti giudiziari interni e internazionali una legge -la legge 40- che proibisce la ricerca sugli embrioni, oppure se eliminare tale divieto. Non deve sfuggire né a Renzi né agli altri Ministri che l'Associazione USA dalla quale è partita la catena delle secchiate devolve cospicui fondi proprio a quella ricerca sugli embrioni da noi vietata.

In secondo luogo, il Presidente del Consiglio, insieme al Ministro della Salute e a quello dell'Economia, devono decidere se proseguire o interrompere l'attesa - che dura da ormai 14 anni!!- del rinnovo del  "Nomenclatore dei dispositivi medici" per i quali è previsto il rimborso. L'attuale nomenclatore non comprende gli unici dispositivi (comunicatori a comando oculare e simili) disponibili da un decennio sul mercato che sono in grado di tornare a far interagire i malati di SLA con la famiglia e il mondo esterno. Non solo il nomenclatore non è stato aggiornato neanche da questo Governo, ma le proposte finora su tavolo rischierebbero di peggiorare la situazione.

In occasione del prossimo Consiglio dei Ministri, il Presidente del Consiglio potrebbe sfidare se stesso e i Ministri Lorenzin e Padoan -con o senza secchiate- ad assumere queste due iniziative fondamentali per le speranza e la qualità della vita dei malati di SLA. 

 

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Nuova iniziativa di Maurizio Turco e nostra risposta.

Luca Coscioni - Lun, 25/08/2014 - 14:15
Nuova iniziativa di Maurizio Turco e nostra risposta.26 Ago 2014In merito alla vicenda da noi resa pubblica alcune settimane fa, relativa ad un accesso agli atti del tesoriere del Partito radicale Maurizio Turco (puoi rileggerla a questo link) presso il Ministero degli Affari sociali su documenti dell'Associazione Luca Coscioni (puoi leggere nostre precisazioni al Ministero a questo link) pubblichiamo, come dallo stesso Maurizio Turco richiestoci, questa sua ulteriore iniziativa di contestazione del nostro operato attraverso la mail e i file che ci ha inviato.   ----------
Il giorno 25 agosto 2014 21:33, maurizio turco ha scritto:

In allegato alcune note sulla comunicazione e una cronologia delle comunicazioni intercorse.

2014 08 24 note sulla lettera gallo cappato dell'8 agosto (pdf)

2014 08 24 cronologia delle comunicazioni (pdf)

  -----------  

Da parte nostra, ribadiamo a Maurizio Turco e pubblicamente che:

1. l'associazione ha regolarmente tenuto e verbalizzato tutte le riunioni contestate. Quelle riunioni non sono state pubblicate da Radio radicale perchè all'ordine del giorno vi erano esclusivamente adempimenti formali richiesti dal Ministero e già presentati in sede di Consiglio generale senza obiezione alcuna, nonché confermati negli 8 anni successivi (vedi nota a piè pagina). 

2. Le sedi attraverso le quali l'associazione opera sono sedi militanti, nel rispetto dei criteri di legge, inclusa la relativa pubblicizzazione.

Al contrario di quanto insinuato "con sdegno" dal Tesoriere del Partito radicale, non invochiamo dunque alcuna "ragion di partito" (espressione con la quale Turco vorrebbe evocare grandi battaglie radicali, col risultato di farne la caricatura). Rivendichiamo il nostro operato, del quale forniamo rendiconti pubblici costanti (al contrario del Tesoriere del Partito radicale), e del quale rispondiamo pienamente e in ogni sede.

Prendiamo atto che il Tesoriere del Partito radicale utilizza la propria carica per provare a far annullare l'accreditamento dell'associazione presso il Ministero e i relativi fondi del 5x1000. Riteniamo che tali sforzi (a noi resi noti dalle comunicazioni del Ministero, non da Turco) sarebbero degni di miglior causa.

Quanto alla sua pretesa di tutelare in questo modo il Partito radicale rispetto a eventuali "danni", ci pare formalmente infondata e politicamente insensata. Spetterà comunque ai responsabili e dirigenti a vario titolo del partito stesso, e agli iscritti quando ve ne sarà occasione, di esprimersi in merito. 

Per parte nostra, cercheremo di occuparci di quello di cui ora più ci importa: il successo dell'XI Congresso dell'associazione Luca Coscioni, convocato a Roma dal 19 al 21 settembre, al quale siete tutti invitati.

Filomena Gallo e Marco Cappato
Segretario e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni 

NOTA: ADEMPIMENTI FORMALI ADOTTATI NELLE RIUNIONI CONTESTATE

1- esplicitare il diritto di voto di tutte le categorie di soci
2- far ratificare dall'assemblea l'appartenenza al Consiglio generale dei Parlamentari iscritti

Tali regole, da 8 anni pubbliche e pubblicate insieme ai nostri statuti e bilanci, sono tuttora in vigore.


 

 

 

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SLA: Gallo e Cappato, al prossimo consiglio dei ministri secchiate per tutti su ricerca e lea

Radicali Italiani - Lun, 25/08/2014 - 14:05
25/08/14

Dichiarazione di Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretario e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni

Roma, 25 agosto 2014

Con la secchiata di acqua gelida, il cittadino Matteo Renzi ha mostrato pubblicamente interesse alla lotta contro la sclerosi laterale amiotrofica. Bene.

Ora, il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi ha la grande responsabilità di proseguire o interrompere politiche del "suo" Governo che vanno esattamente contro l'interesse dei malati di SLA.

Per prima cosa, Renzi e i suoi Ministri della Salute e dell'Economia devono scegliere se continuare a difendere, in particolare nei procedimenti giudiziari interni e internazionali una legge -la legge 40- che proibisce la ricerca sugli embrioni, oppure se eliminare tale divieto. Non deve sfuggire né a Renzi né agli altri Ministri che l'Associazione USA dalla quale è partita la catena delle secchiate devolve cospicui fondi proprio a quella ricerca sugli embrioni da noi vietata.

In secondo luogo, il Presidente del Consiglio, insieme al Ministro della Salute e a quello dell'Economia, devono decidere se proseguire o interrompere l'attesa - che dura da ormai 14 anni!!- del rinnovo del  "Nomenclatore dei dispositivi medici" per i quali è previsto il rimborso. L'attuale nomenclatore non comprende gli unici dispositivi (comunicatori a comando oculare e simili) disponibili da un decennio sul mercato che sono in grado di tornare a far interagire i malati di SLA con la famiglia e il mondo esterno. Non solo il nomenclatore non è stato aggiornato neanche da questo Governo, ma le proposte finora su tavolo rischierebbero di peggiorare la situazione.

In occasione del prossimo Consiglio dei Ministri, il Presidente del Consiglio potrebbe sfidare se stesso e i Ministri Lorenzin e Padoan -con o senza secchiate- ad assumere queste due iniziative fondamentali per le speranza e la qualità della vita dei malati di SLA. 

   

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