Radicali

Eterologa: pronti a denunciare le strutture che non effettuano le tecniche fecondazione assistita per cui sono autorizzate

Luca Coscioni - 2 ore 58 min fa
Eterologa: pronti a denunciare le strutture che non effettuano le tecniche fecondazione assistita per cui sono autorizzateFilomena Gallo18 Dic 2014Fecondazione eterologa

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni 

Apprendiamo che il Presidente della regione Campania Stefano Caldoro risponde [DICHIARAZIONE UFFICIALE IN ALLEGATO]al question time del 10 dicembre 2014 dei consiglieri Angela Cortese e Rosa d'Amelio sul recepimento delle linee guida da parte della Conferenza Stato Regioni sull'eterologa a seguito di sentenza della Corte costituzionale che ha cancellato il divieto di applicazione di tecniche con donazione di gameti.

La risposta del presidente Caldoro è priva di contenuto e azione: non da risposte alle coppie che attendono di poter accedere nel pubblico come nel privato a delle tecniche che fino al 2004 erano applicate su tutto il territorio italiano. Caldoro e la giunta dovrebbero innanzitutto aggiornare le linee guida regionali sulla fecondazione assistita che risalgono al 2003, epoca antecedente alla legge 40, dovrebbe recepire le linee guida della Conf. Stato regioni di cui lo stesso Governatore è vice presidente.Sarebbe interessante capire quanto una Regione in rientro sanitario spende per le coppie che sono costrette a recarsi in altre regioni, e come mai non sono convenzionate le strutture private per dare risposte ai cittadini campani che troppo spesso non ricevono l'applicazione di tutte le tecniche nel pubblico, continuando ad essere discriminati.In questi anni i consiglieri Mucciolo, Cortese e D'amelio hanno sollevato la questione ma non vi sono state risposte adeguate da parte del Governo regionale che lascia i cittadini campani  migrare in altre regioni per accedere alla fecondazione medicalmente assistita per provare ad avere un figlio.

Siamo pronti a denunciare le strutture che non erogheranno le tecniche per cui sono autorizzate e a diffidare il Presidente Caldoro.

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II° Congresso di "Parte in Causa - Associazione Radicale Antispecista", domenica 21 dicembre a Roma

Radicali Italiani - 3 ore 22 min fa
21/12/14

Domenica 21 dicembre, a Roma presso l’Hotel Monteverde in via di Monte Verde 86, a partire dale 14:30 si terrà il II° Congresso di “Parte in Causa – Associazione Radicale Antispecista”.

Il congresso è pubblico ed aperto a tutti. Hanno preannunciato il loro intervento il Tesoriere di Radicali Italiani Valerio Federico, Alessandro Massari, Claudia Sterzi, Giovanni Ronda e Mattia Da Re.

Sarà possibile per tutti, iscritti e non iscritti, intervenire via skype.

La diretta dei lavori sarà trasmessa in streaming da Liberi.tv.

Durante i lavori sarà anche possible firmare la delibera di Iniziativa Popolare per un circo senza animali a Roma.

Per partecipare al congresso scrivere una mail a info@parteincausa.org.

Maggiori informazioni sono reperibili sul sito di Parte in Causa www.parteincausa.org e sulla pagina Facebook dell’associazione.

Maggiori informazioni sulla delibera comunale di iniziativa popolare sono reperibili sul sito www.libericonunafirma.org

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Embrioni, Gallo/De Luca: bene decisione Corte Ue. Ora si armonizzino le legislazioni nazionali

Radicali Italiani - 3 ore 46 min fa
18/12/14

Dichiarazione di Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, e di Michele De Luca, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni e direttore del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari" all'Università di Modena e Reggio Emilia

"La Corte di Giustizia Ue dichiara brevettabile la ricerca eseguita su un'ovocita femminile con la seguente affermazione 'il solo fatto che un ovulo umano partenogeneticamente attivato inizia una processo di sviluppo non è sufficiente per essere considerato un embrione umano'. Nella sua sentenza odierna, la Corte constata che, per poter essere classificato come un 'embrione umano', l'ovulo umano deve necessariamente avere la capacità intrinseca di svilupparsi in un essere umano". 

"Si tratta della causa C-364/13, che ha visto la High Court of Justice del Regno Unito chiedere alla Corte Europea se gli ovuli umani non fecondati, stimolati a dividersi e svilupparsi attraverso la partenogenesi, e che, a differenza degli ovuli fecondati che contengono solo cellule pluripotenti e non sono in grado di svilupparsi in esseri umani, siano compresi nell’espressione 'embrioni umani', di cui alla direttiva 98/44/CE sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche". 

"Oggi leggiamo il comunicato della Corte ma sarà sicuramente necessario leggere l'intero testo con le motivazioni".

"L’elemento isolato nel procedimento è l’ovocita attivato tramite partogenesi, su cui sono da escludersi le restrizioni alla brevettabilità derivanti dalla sentenza Brüstle dove la Corte si è trovata a dover sciogliere quale sia esattamente l’ambito di applicazione della direttiva 98/44/CE che all’art.5 definisce non brevettabile 'il corpo umano, nei vari stadi della sua costituzione e del suo sviluppo'. Tale sentenza non vietava la ricerca sugli embrioni, ma determinava una restrizione alla brevettabilità, determinando di fatto il mancato investimento necessario per consentire che la ricerca potesse essere effettuata".

"L’esigenza di armonizzare le discipline nazionali sulla brevettabilità delle invenzioni biotecnologiche è venuta alla luce dopo un lungo e travagliato percorso. Oggi sicuramente questa decisione è importante anche rispetto alla precedente sentenza emessa nel caso Brüstle che non vieta la ricerca sugli embrioni ma solo  l'utilizzo per fini economici del brevetto".

"Questa decisione sicuramente favorisce gli investimenti nella ricerca anche se effettuata su parti del corpo umano, come un ovocita, che rende brevettabili gli obiettivi conseguiti in questo campo. Naturalmente saranno i ricercatori a valutare l'effettivo beneficio per lo spettro di potenzialità connesse, ma la sentenza di fatto mira a chiarire il fine della ricerca e a togliere i dubbi che troppo spesso sono stati sollevati a seguito della precedente sentenza Brüstle".

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Embrioni: bene decisione Corte Ue. Ora si armonizzino le legislazioni nazionali

Luca Coscioni - 5 ore 51 min fa
Embrioni: bene decisione Corte Ue. Ora si armonizzino le legislazioni nazionaliFilomena Gallo e Michele De Luca18 Dic 2014Bioetica

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, e di Michele De Luca, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni e Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari" all'Università di Modena e Reggio Emilia

La Corte di Giustizia  UE dichiara brevettabile la ricerca eseguita su un  ovocita femminile con la seguente affermazione " il solo fatto che un ovulo umano partenogeneticamente attivato inizia una processo di sviluppo non è sufficiente per essere considerato un embrione umano".  Nella sua sentenza odierna, la Corte constata che, per poter essere classificato come un 'embrione umano', l'ovulo umano deve necessariamente avere la capacità intrinseca di svilupparsi in un essere umano.  

Si tratta della causa C-364/13, che ha visto la High Court of Justice del Regno Unito chiedere alla Corte Europea se gli ovuli umani non fecondati, stimolati a dividersi e svilupparsi attraverso la partenogenesi, e che, a differenza degli ovuli fecondati  che contengono solo cellule pluripotenti non sono in grado di svilupparsi in esseri umani, siano compresi nell’espressione «embrioni umani», di cui alla direttiva 98/44/CE sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche.  

Oggi leggiamo il comunicato della Corte ma sarà sicuramente necessario leggere l'intero testo con le motivazioni. 

L’elemento isolato nel procedimento  è l’ ovocita attivato tramite partogenesi, su cui sono da escludersi  le restrizioni alla brevettabilità derivanti dalla sentenza Brüstle dove la Corte si è trovata a dover sciogliere quale sia esattamente l’ambito di applicazione della direttiva 98/44/CE che all’art. 5 definisce non brevettabile “il corpo umano, nei vari stadi della sua costituzione e del suo sviluppo”.  Tale sentenza non vietava la ricerca sugli embrioni, ma determinava una restrizione alla brevettabilità, determinando di fatto il mancato investimento necessario per consentire che la ricerca potesse essere effettuata.

L’esigenza di armonizzare le discipline nazionali sulla brevettabilità delle invenzioni biotecnologiche è venuta alla luce dopo un lungo e travagliato percorso. Oggi sicuramente questa decisione è importante anche rispetto alla precedente sentenza emessa nel caso  Brüstle che non vieta la ricerca sugli embrioni ma solo  l'utilizzo per fini economici del brevetto. 

Questa decisione sicuramente  favorisce gli investimenti nella ricerca anche se effettuata su parti del corpo umano, come un ovocita, che rende brevettabili gli obiettivi conseguiti in questo campo. Naturalmente saranno i ricercatori a valutare l'effettivo beneficio per lo spettro di potenzialità connesse, ma la sentenza di fatto mira a chiarire il fine della ricerca e a togliere i dubbi che troppo spesso sono stati sollevati a seguito della precedente sentenza Brüstle.

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Città metropolitana: Lista Civica, perché non abbiamo partecipato al voto finale sullo Statuto

Radicali Italiani - 6 ore 25 min fa
18/12/14

Dichiarazione di Roberto Biscardini e Marco Cappato a nome della Lista Civica Costituente per la Partecipazione - la Città dei Comuni

"Dopo la maratona sugli emendamenti non abbiamo partecipato alla votazione finale sullo Statuto per manifestare il nostro dissenso sia rispetto a una legge che comprime ulteriormente le possibilità di scelta democratica sia rispetto a un metodo di discussione finale che ha soffocato - con la votazione ad oltranza durata 17 ore - la possibilità di ragionare al di fuori dalle logiche di schieramento". 

"Il Centrosinistra, responsabile dei ritmi militari di discussione, ha prodotto il risultato di ridurre il peso dei Comuni e aumentare il rischio di conduzione tecnocratica della nuova istituzione, nonché per soglie altissime per la raccolta firme sulle iniziative popolari".

"Diamo atto di alcuni miglioramenti apportati. In particolare, con l'approvazione dei nostri emendamenti, lo Statuto della città metropolitana introduce la possibilità di sottoscrivere via internet le iniziative popolari, uscite rafforzate rispetto alla proposta del centro studi Programmazione iintercomunale (Pim), che non prevedeva referendum propositivi né abrogativi (per i quali però il centrosinistra ha bocciato l'abolizione del quorum)".

"Sono state approvate anche le proposte di abolizione degli organi delle zone omogenee e quelle per la massima trasparenza per le società partecipate. Ma lo Statuto, nonostante la proclamazione di volontà a favore dell'elezione diretta, non può superare il vizio di origine di una legge che rende l'elezione diretta del tutto improbabile, a meno di una volontà politica che finora non si è manifestata né a Roma né a Milano".

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Disabilità, Ass. Coscioni: Lorenzin e Renzi rispetteranno il patto di aggiornamento dei Lea/Nomenclatore previsto per il 31/12?

Radicali Italiani - 6 ore 26 min fa
18/12/14

Dichiarazione congiunta di Filomena Gallo, Marco Gentili, Maria Teresa Agati, rispettivamente segretario, co-presidente e membro di direzione dell’Associazione Luca Coscioni

"Finalmente il 31 dicembre verranno aggiornati i Lea (Livelli essenziali di assistenza) e il nomenclatore tariffario? È la domanda che poniamo al ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al premier Renzi a seguito delle loro dichiarazioni di intenti sul tema". 

"Infatti, come ricorda oggi una interrogazione presentata dagli onorevoli Argentin, Capone, D'Incecco, Patriarca, Grassi e Sbrollini proprio alla responsabile della Salute in data 2 luglio 2014 in merito alla interrogazione n.3-00914 sull'attuazione del Patto per la salute 2014-2016, il ministro Lorenzin affermava che l'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, attesissimo da tutti gli operatori, ma anche dalle associazioni delle famiglie, dei malati, soprattutto di malattie rare, ormai da più di dieci anni avverrà entro il 31 dicembre 2014. La stessa cosa per quanto riguarda il regolatore del nomenclatore tariffario per le protesi audiovisive che, ricordiamolo, non era aggiornato dagli anni novanta, questo ovviamente in attuazione dei principi di equità, innovazione e appropriatezza e nel rispetto degli equilibri programmatici della finanza pubblica”.

"Lo stesso presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, lo scorso 17 settembre al programma televisivo Le Iene, rispondendo ad un nostro appello dichiarava che il nomenclatore sarà aggiornato entro dicembre".

"È il momento dei fatti e un ulteriore ritardo sarebbe vergognoso per tutti quei malati e disabili che con le loro famiglie attendono da 15 anni un aggiornamento". 

"Infatti, come si legge sempre nell’interrogazione il mancato aggiornamento periodico del nomenclatore, non essendo in linea con il costante progresso tecnologico, impedisce alle migliaia di disabili italiani l'accesso a nuovi strumenti di supporto che sicuramente potrebbero migliorare la loro qualità della vita, così come il ricorso indiscriminato all'acquisto a mezzo gare d'appalto, oltre ad impedire l'individuazione dell'ausilio adatto a soddisfare le specifiche necessità della persona, realizzerebbe una situazione di difformità assistenziale tra gli assistiti appartenenti ai bacini territoriali delle diverse stazioni appaltanti”.

"E ancora il documento redatto a conclusione della conferenza del 16 ottobre 2014, 'Disabilità e Diritti Aggiornare subito il Nomenclatore', convocata con la Commissione straordinaria del Senato Diritti umani, evidenzia che 'il ricorso all'acquisto a mezzo gare d'appalto, che prevedono un unico modello vincitore per tutti gli assistiti appartenenti al bacino d'utenti della stazione appaltante, è pressoché impraticabile con appropriatezza per quelle tipologie di dispositivi che devono essere scelti, anche attraverso la prova di differenti modelli, per rispondere a precise e diverse necessità dell'assistito, nell'ambito di un programma specifico del singolo Progetto riabilitativo individuale e costituisce quindi grave lesione dei diritti della persona con disabilità, che verrebbe così privata della possibilità di individuare, nella gamma di dispositivi oggi disponibili nella stessa tipologia, quello più adatto a soddisfare le sue specifiche necessità”.

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Disabilità: Lorenzin e Renzi rispetteranno il patto di aggiornamento dei Lea/ Nomenclatore previsto per il 31/12?

Luca Coscioni - 6 ore 34 min fa
Disabilità: Lorenzin e Renzi rispetteranno il patto di aggiornamento dei Lea/ Nomenclatore previsto per il 31/12?Filomena Gallo, Marco Gentili e Maria Teresa Agati18 Dic 2014Nomenclatore tariffario

Dichiarazione congiunta di Filomena Gallo, Marco Gentili, Maria Teresa Agati, rispettivamente Segretario, co-presidente e membro di Direzione dell’Associazione Luca Coscioni

Finalmente il 31 dicembre verranno aggiornati i Lea (Livelli essenziali di assistenza) e il Nomenclatore tariffario? E’ la domanda che poniamo al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al premier Renzi a seguito delle loro dichiarazioni di intenti sul tema. Infatti, come ricorda oggi una interrogazione presentata dagli onorevoli  Argentin, Capone, D'Incecco, Patriarca, Grassi e Sbrollini proprio alla responsabile della Salute “in data 2 luglio 2014 in merito alla interrogazione n. 3-00914 sull'attuazione del Patto per la salute 2014-2016, il Ministro Lorenzin affermava che l'aggiornamento «dei livelli essenziali di assistenza, attesissimo da tutti gli operatori, ma anche dalle associazioni delle famiglie, dei malati, soprattutto di malattie rare, ormai da più di dieci anni, ... avverrà entro il 31 dicembre 2014. La stessa cosa per quanto riguarda il regolatore del nomenclatore tariffario per le protesi audiovisive che, ricordiamolo, non era aggiornato dagli anni Novanta, questo ovviamente in attuazione dei principi di equità, innovazione e appropriatezza e nel rispetto degli equilibri programmatici della finanza pubblica”;

lo stesso presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, lo scorso 17 settembre al programma televisivo «Le Iene», rispondendo ad un nostro appello dichiarava che  «il nomenclatore sarà aggiornato entro dicembre».

E’ il momento dei fatti e un ulteriore ritardo sarebbe vergognoso per tutti quei malati e disabili che con le loro famiglie attendono da 15 anni un aggiornamento. Infatti, come si legge sempre nell’interrogazione

”il mancato aggiornamento periodico del nomenclatore, non essendo in linea con il costante progresso tecnologico, impedisce alle migliaia di disabili italiani l'accesso a nuovi strumenti di supporto che sicuramente potrebbero migliorare la loro qualità della vita, così come il ricorso indiscriminato all'acquisto a mezzo gare d'appalto, oltre ad impedire l'individuazione dell'ausilio adatto a soddisfare le specifiche necessità della persona, realizzerebbe una situazione di difformità assistenziale tra gli assistiti appartenenti ai bacini territoriali delle diverse stazioni appaltanti”;  e ancora il documento redatto a conclusione della Conferenza del 16 ottobre 2014, “Disabilità e Diritti Aggiornare subito il Nomenclatore", convocata con la Commissione Straordinaria del Senato Diritti Umani, evidenzia “che il ricorso all'acquisto a mezzo gare d'appalto, che prevedono un unico modello vincitore per tutti gli assistiti appartenenti al bacino d'utenti della stazione appaltante, è «pressoché impraticabile con appropriatezza per quelle tipologie di dispositivi che devono essere scelti, anche attraverso la prova di differenti modelli, per rispondere a precise e diverse necessità dell'assistito, nell'ambito di un programma specifico del singolo Progetto riabilitativo individuale» e costituisce quindi grave lesione dei diritti della persona con disabilità, che verrebbe così privata della possibilità di individuare, nella gamma di dispositivi oggi disponibili nella stessa tipologia, quello più adatto a soddisfare le sue specifiche necessità”.

 

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Viva la Vita Onlus aderisce all'appello EutanaSiaLegale

Luca Coscioni - 7 ore 48 min fa
Viva la Vita Onlus aderisce all'appello EutanaSiaLegaleViva la Vita Onlus18 Dic 2014Eutanasia

Roma, 18 dicembre 2014

ROMA – «Aderiamo con impegno ed entusiasmo all'appello EutanaSiaLegale dell'associazione Luca Coscioni perché è doveroso, per chi si occupa di SLA, riconoscere la necessità di colmare un vuoto normativo indegno di un Paese civile». Queste le parole di Mauro Pichezzi, presidente dell'associazione Viva la Vita onlus impegnata, da anni, a sostegno dei malati di SLA e delle loro famiglie: «È una battaglia di civiltà affinché lo Stato non violi la volontà e la dignità delle persone».

Viva la Vita onlus non entra nel merito di disquisizioni, troppo spesso teoriche e che ben poco hanno aderenza con la realtà, sul significato delle "parole" eutanasia, accanimento terapeutico e desistenza terapeutica. Al di là del testo della proposta di legge, l'associazione condivide e sostiene la discussione sul tema, denunciando al contempo l'insensibilità mostrata sinora dal Parlamento italiano. Solo chi ha esperienza diretta con questa malattia sa perfettamente che per i malati di SLA non si tratta né di "incredibile voglia di vivere" e né di "incredibile voglia di morire", ma soprattutto di una "irrinunciabile volontà di scegliere". «Scegliere di non gravare sulla propria famiglia, di avere un'assistenza dignitosa a casa o in struttura. Ma anche – continua Pichezzi – scegliere di affidarsi al pronto soccorso senza ritrovarsi con un tubo in gola, scegliere di non essere sottoposti a trattamenti invasivi, scegliere se interrompere quegli stessi trattamenti perché le sofferenze sono divenute insopportabili, sofferenze non solo fisiche ma anche mentali. Scegliere, quindi, di potersi affidare a un sistema che non lo abbandoni mai, che rispetti la volontà della persona e la professionalità del medico che la cura».

Il videoappello "Il Parlamento si faccia vivo" di EutanaSiaLegale (video) apre con Luigi Brunori, malato di SLA di Roma dell'associazione Viva la Vita onlus, che è in stadio avanzato di malattia, totalmente dipendente dai macchinari. Luigi ha promosso un appello ai Parlamentari per regolamentare le scelte di fine vita, nel pieno rispetto delle volontà individuali. Lo stesso dott. Mario Sabatelli, responsabile del Centro SLA del Policlinico Gemelli di Roma, ha denunciato attraverso Viva la Vita onlus (video) che è "violento, illogico, irrazionale, illegittimo" che il destino di una persona debba essere deciso da qualcuno seduto dietro a una scrivania: «Per questo noi abbiamo già praticato la sospensione del trattamento – naturalmente col consenso informato – a pazienti sottoposti alla ventilazione non invasiva. E in un caso abbiamo avviato la procedura anche con un tracheostomizzato».

Se vogliamo che il nostro Paese torni a crescere non dobbiamo occuparci solo di economia e di lavoro, ma anche e soprattutto di cultura della legalità e di rispetto per la dignità dell'essere umano.

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Eterologa Una mamma e una zia (speciale)

Luca Coscioni - 9 ore 37 min fa
Eterologa Una mamma e una zia (speciale)Corriere.it18 Dic 2014Margherita De BacFecondazione eterologa

Gli psicologi hanno capito, dall’espressione con cui ha accompagnato le sue parole, che la ragazza era sincera. E hanno dato un parere positivo affinché potesse realizzare un desiderio. Donare ovociti alla sorella maggiore, sterile a causa di una malattia curabile soltanto con un intervento difficile da accettare quando si sogna una famiglia. L’asportazione delle ovaie che può equivalere alla rinuncia della maternità. Invece la vita si è di nuovo spalancata grazie al gesto della persona a lei più cara e vicina. Lo scambio è andato a buon fine. Il bambino nascerà a marzo. Avrà una mamma e una zia speciale. È la storia di due sorelle di origine cinese, in Italia fin da quando erano piccole, 21 e 34 anni rispettivamente. Si sono rivolte a un centro di procreazione medicalmente assistita del nord dove ad aprile, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa (con gameti, dunque spermatozoi e ovociti donati), è ripartito un programma bloccato nel 2004, quando la legge bandì queste tecniche.

Le reali motivazioni della sorella minore sono state attentamente valutate. Una volta accertata l’idoneità fisica, è stato dato il via libera al primo caso di eterologa con gameti di consanguinei. Sulla carta la donazione dovrebbe essere anonima e dunque lo scambio avrebbe dovuto essere negato.

Lo prevede il documento approvato dalla Conferenza delle Regioni che, in mancanza di linee guida del ministero della Salute o di una legge, dovrebbe sostituirsi alla normativa nazionale. Però queste regolevarate a settembre, hanno un valore amministrativo, non implicano sanzioni e valgono solo per gli ospedali pubblici. Dunque in teoria non esistono vincoli nel privato.

In Italia le donazioni spontanee di ovociti di donne fertili scarseggiano. Si cercano soluzioni alternative. Il 20% delle donne che affrontano trattamenti di fecondazione assistita non eterologa acconsentono al cosiddetto egg sharing, cioè cedono una parte dei loro gameti alle coppie che non ne producono per infertilità. Appena il 5% di questo patrimonio biologico risulta idoneo e può essere utilizzato. Alcuni centri invece risolvono il problema acquistando gameti nelle banche estere, soprattutto Spagna. In Europa prevale la linea di proibire donazioni fra consanguinei. Negli Stati Uniti è possibile. Secondo Antonino Guglielmino, direttore dell’Istituto di medicina e biologia della riproduzione Hera, Catania, sono circa una trentina le fecondazioni di tipo eterologo eseguite in Italia da aprile ad oggi: «Venti da noi, sei donne sono in dolce attesa, le prime nascite la prossima estate». Gli altri casi tra Veneto, Toscana e Roma. Calcoli approssimativi.

Il quadro reale si avrà solo tra due anni attraverso il registro dell’Istituto Superiore di Sanità dove sono raccolti i dati comunicati obbligatoriamente dai centri. Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, non entra nel merito della storia delle due sorelle cinesi: «Il principio dell’anonimato andrebbe rispettato. È importante rispettare poi i criteri di sicurezza sanitaria come mi sembra sia avvenuto in questa circostanza. Noi chiediamo che il ministero avvii una campagna di informazione per far sapere alle donne chi può dare i gameti e sviluppare il concetto della solidarietà».

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Trans, Trento: ordinanza del Tribunale per chiedere alla Consulta la costituzionalità dei requisiti per la riattribuzione del genere anagrafico

Radicali Italiani - 10 ore 21 min fa
18/12/14

Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti

Rendiamo nota l'ordinanza n. 228, con la quale il tribunale di Trento ha deciso di non interpretare la legge 14 aprile 1982, n. 164 nel senso di consentire la riattribuzione del genere anagrafico senza imporre interventi di sterilizzazione chirurgica, come pure hanno fatto altri giudici, ma di sollevare davanti alla Consulta la questione di legittimità costituzionale dell’art. art. 1,  primo  comma,  della medesima legge, in virtù del quale, come noto "la rettificazione si fa in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell'atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali". 

Nell’ordinanza n. 228 si legge che "subordinare il diritto di scegliere la propria identità sessuale alla modificazione dei propri caratteri sessuali primari da effettuarsi tramite un doloroso e pericoloso intervento chirurgico, finisce col pregiudicare irreparabilmente l'esercizio del diritto stesso, vanificandolo integralmente". Subordinare l’identità sessuale di una persona a interventi di sterilizzazione chirurgica confligge insanabilmente sia con l’art. 8 Cedu e con l'art. 2 Costituzione, i quali entrambi, consentono incondizionatamente ad ogni soggetto di vedersi riconosciuta la propria identità sessuale. Inoltre, condizionare il riconoscimento del diritto della personalità in esame, ad  un incommensurabile prezzo per la salute della persona confligge anche con gli articoli 3 e  32 Cost.

L'avvocato Schuster, che difende la persona trans nella causa trentina, ha ribadito: "la legge poteva già essere interpretata, come avvenuto da parte di altri giudici, nel senso che non è necessaria la sterilizzazione, né tanto meno interventi chirurgici. È comunque positiva la posizione fortemente ancorata ai diritti fondamentali fatta propria dai giudici di Trento, che la Corte costituzionale non potrà che condividere, facendo una volta per tutte chiarezza a livello nazionale sulla dignità che deve essere riconosciuta alle persone trans".

Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, dichiara: "Dal 1997 ad oggi si registrano solo tre corti che abbiano riconosciuto ad una persona che non intende sottoporsi ad un’operazione chirurgica e senza che sia accertata la sua sterilità il diritto ad ottenere il cambio del genere anagrafico. Si tratta nell’ordine del Tribunale di Roma (dal 1997), di Rovereto e di Siena (dal 2013). La restante prassi va ancora nell’altro senso. La Consulta ha ora la possibilità di chiarire definitivamente che imporre la sterilizzazione chirurgica alle persone trans viola gravemente il loro diritto fondamentale all’identità di genere".

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Presentazione del libro "Morire di petrolio" di Sergio Ravelli

Radicali Italiani - Mer, 17/12/2014 - 16:31
17/12/14

Venerdì 19 dicembre alle 20:35 andrà in onda su Telecolor la presentazione del libro Morire di petrolio di Sergio Ravelli.

Partecipano:

  • Danilo Toninelli, deputato del M5S;
  • Maurizio Turco, tesoriere del Partito Radicale;
  • Gino Ruggeri, parte civile nel processo Tamoil in sostituzione del Comune di Cremona;
  • Gianni Porto, geologo;
  • Alessio Romanelli e Gian Pietro Gennari, avvocati di parte civile nel processo Tamoil;
  • Sergio Ravelli, autore del libro.
  • Modera Chiara Delogu, giornalista di Telecolor.

L'evento sarà visibile anche in diretta streaming sul sito www.telecolor.net

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Giustizia, Radicali: Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo chiude il 31 marzo. È un passo avanti ma non basta

Radicali Italiani - Mer, 17/12/2014 - 15:52
17/12/14

Dichiarazioni di Massimo Lensi, già consigliere provinciale e membro del comitato nazionale di Radicali Italiani, e di Maurizio Buzzegoli, segretario dell'associazione "Andrea Tamburi" e membro della direzione di Radicali Italiani:

Il 31 marzo 2015 l’Opg di Montelupo chiuderà i battenti. L’ultimo giorno utile per evitare alla Regione Toscana un disdicevole commissariamento in piena campagna elettorale. È un passo avanti, ma non basta. Il superamento dell’Opg di Montelupo era nell’aria e poco interessa, se non nell’ambito di uno sviluppo territoriale armonico, la nuova destinazione urbanistica della villa Medicea di Montelupo.

Quello che a noi radicali interessa è sapere come intende la Regione, insieme all’Asl 11, procedere, nel pieno rispetto della legge, per il futuro degli attuali internati senza ripetere gli errori e le tragedie del passato. Si parla di trasferire in strutture residenziali di semi sorveglianza parte dei toscani attualmente internati, altri, invece, affidarli a percorsi di reinserimento con assistenza domiciliare.

Ma il punto da sciogliere è per quei casi, considerati più gravi, che rischiano di finire in strutture di sorveglianza perimetrale, i cosiddetti Rems, a tutti gli effetti dei mini-Opg. Si parla, infatti, di trasferire gli internati gravi nel vecchio carcere femminile di Empoli, a Massa Marittima o a Solliccianino, oppure di creare una nuova struttura perimetrale a San Miniato. Il 31 marzo è davvero dietro l’angolo e su questo aspetto chiediamo chiarezza e coraggio, mettendo al bando le pericolose incertezze, anche amministrative, sin qui palesate dalla Regione Toscana.

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Banche. Federico e Rabino: Spezzare legami con la politica. Conferenza stampa con Tito Boeri e Alessandro De Nicola

Radicali Italiani - Mer, 17/12/2014 - 13:26
17/12/14

"Fuori la politica dalle banche", questo il senso della proposta di legge del deputato di Scelta Civica, Mariano Rabino, elaborata con i Radicali Italiani, che verrà presentata giovedì 18 dicembre dalle 10.30, nella sala stampa di Montecitorio.

"Bisogna tornare allo spirito originario della legge Ciampi - spiega Rabino -, attuando una completa e puntuale dismissione della partecipazione delle fondazioni nelle società bancarie. Tutto ciò, va portato avanti in tempi certi, evitando così che in futuro si ripetano scandali inaccettabili come quello che ha travolto Mps".

Per Valerio Federico, tesoriere dei Radicali Italiani "la scelta di proseguire nel controllare le banche ha ridotto drasticamente la capacità delle fondazioni di aiutare i loro territori di riferimento. Salviamo le banche dalle fondazioni e dai partiti e salviamo le fondazioni dalle banche. Questo è l’obiettivo della nostra campagna '#Sbanchiamoli'".

Oltre a Rabino e Federico, saranno presenti l’economista Tito Boeri e il presidente della Adam Smith Society Alessandro De Nicola. Durante la conferenza stampa saranno presentati i dati sull’attività delle Fondazioni bancarie italiane.

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17 dicembre giornata mondiale contro la violenza su sex workers

Radicali Italiani - Mer, 17/12/2014 - 11:56
17/12/14

Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti e del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus

L’Associazione Radicale Certi Diritti e il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus si uniscono alle celebrazioni del 17 dicembre, giornata internazionale per porre fine alla violenza contro i lavoratori e le lavoratrici del sesso. 

"Intendiamo sottoporre all'attenzione della società la necessità di depenalizzare la prostituzione e di riconoscere i diritti del lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici del sesso come un modo per combattere lo stigma e la violenza", afferma Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti.

Pia Covre, presidente del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute Onlus, dichiara: "Partecipiamo alla celebrazione di questa giornata ribadendo che chi esercita questo lavoro chiede di uscire da una vita di sotterfugi, discriminazioni, arresti, vergogna, ricatti, isolamento, rischio e violenza".

In questa giornata, le due associazioni fanno richieste precise che vanno dall’immediata revisione della Legge Merlin, all’eliminazione delle politiche repressive come le “ordinanze dei Sindaci”, da migliori condizioni di lavoro a uguali diritti anche per le lavoratrici e i lavoratori del sesso.

Presentare infine il documento - Considerazioni per l'empowerment dei lavoratori e delle lavoratrici del sesso - elaborato nell’ambito del progetto europeo Indoors (empowerment e strumenti per l’acquisizione di abilità per le lavoratrici e i lavoratori del sesso nazionali ed immigrate/i che lavorano invisibili), un partenariato di nove organizzazioni in nove paesi europei.

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TV CENTRO MARCHE NOTIZIARIO DEL 15 DIC. SERVIZIO SUI PEBA

Luca Coscioni - Mar, 16/12/2014 - 21:37
TV CENTRO MARCHE NOTIZIARIO DEL 15 DIC. SERVIZIO SUI PEBA15 Dic 2014Barriere architettoniche

http://youtu.be/Y_RU1zqwd6I

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Città Metropolitana: Lista Civica, il centrosinistra militarizza la deliberazione sullo statuto

Radicali Italiani - Mar, 16/12/2014 - 17:42
16/12/14

Dichiarazione di Roberto Biscardini e Marco Cappato a nome della lista civica "Costituente per la partecipazione - La città dei Comuni":

"È iniziata oggi a passo di carica, con l'obiettivo di chiudere già domani, la votazione sugli emendamenti allo Statuto della Città metropolitana da parte del Consiglio metropolitano".

"Gli esponenti eletti nella lista maggioritaria di Centrosinistra 'C+' hanno infatti deciso di votare gli emendamenti a ritmi militari senza quasi mai intervenire e non hanno acconsentito alla nostra proposta di convocare il consiglio anche per giovedì e venerdì".

"L'obiettivo del Centrosinistra è quello di chiudere domani con una seduta a oltranza. In questo modo, è svilita la funzione 'costituente' del Consiglio metropolitano che è chiamato a liquidare in poche ore una discussione e un confronti che, per essere veri e utili, dovrebbero tenersi senza la tagliola del voto a oltranza".

"Dall'esito delle prime votazioni siamo in particolare preoccupati per il ruolo dei comuni, che la maggioranza rischia di svilire".

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Eutanasia: oltre un milione di visualizzazioni del videoappello per la legalizzazione

Luca Coscioni - Mar, 16/12/2014 - 16:53
Eutanasia: oltre un milione di visualizzazioni del videoappello per la legalizzazioneAss. Coscioni16 Dic 2014Eutanasia

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni

1.017.621 le visualizzazione spontanee in 5 giorni del video-appello ‘Il Parlamento si faccia vivo’, un appello al Parlamento di 70 persone tra malati, medici, infermieri, cittadini e personalità del mondo della cultura e dello spettacolo per la legalizzazione dell'eutanasia, e il pieno riconoscimento del testamento biologico, come prevede la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall'Associazione Luca Coscioni e dal Comitato Eutanasia Legale depositata alla Camera dei deputati il 13 settembre 2013. 

 

Presentato lo scorso 10 dicembre in una conferenza stampa, il videoappello realizzato da Studio 12 con la direzione creativa del copywriter (Flavio) Avy Candeli, ha raccolto quasi 80.000 mi piace e 45.000 condivisioni su facebook. A questi dati vanno aggiunte le migliaia di visualizzazioni sui siti di Repubblica.it, Corriere.it, laStampa.it, della quasi totalità di copertura mediatica tramite web e le 22.000 su Youtube, dove il video è sottotitolato per i non udenti e in inglese.

 

 

E sempre sul web prosegue la campagna #LiberiFinoAllaFine: tantissimi i video, pervenuti alla email coordinamento@eutanasialegale.it, di cittadini, malati e personalità, che con noi vogliono lanciare un appello al Parlamento affinché discuta al più presto della proposta di legge pubblicata anche sul sito www.eutanasialegale.it

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Eutanasia e biotestamento: serve una legge

Luca Coscioni - Mar, 16/12/2014 - 11:24
Eutanasia e biotestamento: serve una leggeCorriere della Sera16 Dic 2014Marco Cappato Eutanasia

Chi aiuta un malato che chiede di morire rischia 15 anni di carcere. Dovrebbe tenerlo presente Pierluigi Battista prima di tacciare di ideologia chi chiede la depenalizzazione dell’eutanasia.

L'invito alla pacatezza non esime dal fare i conti con la realtà, come quella dei tre malati che si suicidano ogni giorno in modi terribili perché lo Stato si è girato dall'altra parte. "Nessuna legge può sostituire lo sguardo di intesa" con i medici, argomenta Battista, senza preoccuparsi di quando c’è conflitto tra volontà opposte. Dirimere un conflitto è proprio la funzione di un diritto che non si riduca alla legge del più forte.  Manca pacatezza, e non solo, nel paragone di Battista tra i bambini sterminati da Mengele e i minori belgi ai quali il Parlamento ha riconosciuto l’accesso all’eutanasia previo consenso di  genitori e medici.

Una legge sul biotestamento sarebbe benvenuta, tenendo però presente che non sarebbe di aiuto per quelle persone il cui morire avviene senza perdita di coscienza o possibilità di staccare macchine. Ad essi, soltanto la regolamentazione dell'eutanasia -richiesta dalla nostra legge popolare mai discussa dal Parlamento in 15 mesi- consentirebbe l'esercizio della libertà civile di interrompere sofferenze insopportabili. Proprio perché "nessuna legge può comprendere le infinite sfumature di scelte dolorose", serve una legge che non tratti da omicida chi aiuta un malato a morire. Altrimenti la "zona grigia" è un nome elegante per la clandestinità prodotta  dalla follia dello "Stato etico", che è alla base di tutti i totalitarismi.

 

AllegatoDimensione battista.pdf192.53 KB
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Marco Cappato all'incontro su "Libertà e responsabilità di fronte alla vita e alla morte"

Luca Coscioni - Mar, 16/12/2014 - 10:16
Eutanasia

Sabato 20 dicembre, a partire dalle ore 9:30, presso la comunità ‘La Collina di Serdiana’, in località Sa Otta (Cagliari) si terrà un incontro su "Libertà e responsabilità di fronte alla vita e alla morte". A trattare gli aspetti bioetici, giuridici e politici della questione saranno Marco Cappato, tesoriere  dell`associazione Luca Coscioni, il costituzionalista Pietro Ciarlo, la neuroscienziata Maria Del Zompo, il procuratore della Repubblica Mauro Mura, il gesuita padre Maurizio Teani, preside della Facoltà teologica, il presidente della Commissione Sanità della Camera dei Deputati Pier Paolo Vargiu, il capogruppo del Partito democratico in Senato Luigi Zanda. Introdurrà e coordinerà il dibattito don Ettore Cannavera.

I dettagli dell'incontro cliccando QUI

Data: Sabato, 20 Dicembre, 2014 - 09:30 to 13:30Città: CagliariIndirizzo: Località Sa Otta Organizzatore: La collina di Serdiana AllegatoDimensione liberta e responsabilita di fronte alla vita e alla morte - sabato 20.pdf307.57 KB
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Giustizia: adesione al Satyagraha di Natale da 231 detenuti del carcere di Sollicciano

Radicali Italiani - Lun, 15/12/2014 - 17:45
15/12/14

Al Satyagraha di Natale organizzato da Marco Pannella e dal Partito Radicale per chiedere il ripristino della giustizia e dello Stato di diritto in Italia, si sono uniti 231 detenuti del carcere di Sollicciano di Firenze. Negli scorsi giorni anche don Vincenzo Russo, cappellano dello stesso carcere, aveva aderito all'iniziativa radicale con un giorno di sciopero della fame.

"Ringraziamo tutta la popolazione detenuta fiorentina per il sostegno a questa lotta - hanno dichiarato Massimo Lensi e Maurizio Buzzegoli dell’associazione radicale fiorentina "Andrea Tamburi" -, ci auguriamo che nelle prossime ore le adesioni a questo Satyagraha si moltiplichino".

Nei prossimi giorni i radicali fiorentini saranno impegnati con nuove iniziative.

Per informazioni contattare Maurizio Buzzegoli 3382318159.

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