Radicali

Filomena Gallo a Radio Popolare Milano

Luca Coscioni - Lun, 28/07/2014 - 17:12
Fecondazione assistita

Dalle 19:50 fino alle 20:40 Filomena Gallo sarà in diretta su Radio Popolare Milano nella trasmissione Panama - A microfono aperto per parlare di fecondazione assistita.
Se volete esprimere la vostra opinione o fare domande potete chiamare lo 0233001001

Data: Lunedì, 28 Luglio, 2014 - 19:50 to 20:40
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Mina Welby e Mario Riccio a "Nutrire il corpo, coltivare la mente. Libertà e autonomia della persona"

Luca Coscioni - Lun, 28/07/2014 - 16:30
EutanasiaTestamento biologico

Beppino Englaro, Mina Welby, Mario Riccio e Don Stefano Cucchetti.

in

"Nutrire il corpo, coltivare la mente. Libertà e autonomia della persona"

Dialogano con Armando Torno. Introduce Marcello Iantorno.

04 Settembre 2014 - ORE 20:30

Como

Villa Gallia 
via Borgovico n. 154

Data: Giovedì, 4 Settembre, 2014 - 20:30 to 23:30Città: ComoIndirizzo: Via Borgovico n. 154Organizzatore: Associazione Giustizia e Democrazia
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Vie d'acqua: Milanosimuove, mancano i dati ambientali sulle analisi dei materiali prodotti da Maltauro

Radicali Italiani - Lun, 28/07/2014 - 16:21
28/07/14

Comunicato stampa di Milanosìuove

Su iniziativa di Enrico Fedrighini, Portavoce di Milanosìmuove, è stata presentata in Consiglio comunale da Marco Cappato la seguente interrogazione:

In relazione ai referti analitici prodotti in data 26 giugno 2014 dalla societa' San Cristoforo S.c.a r.l. (del gruppo Maltauro), su materiali inerti accumulati dal 2013, analizzati dalla societa' Ambiente Analisi Srl e recentemente smaltiti presso la discarica Enki in comune di Cerro Maggiore.

Considerato che:
- I rifiuti inerti, oltre a presentare un eluato conforme alle concentrazioni di legge, devono essere sottoposti anche a caratterizzazione analitica, indispensabile anch'essa a verificarne la conformita'.
- Nel Rapporto di prova a pag. 3/5 riguardante "idrocarburi policiclici aromatici", risulta tutto a norma
- proprio nella colonna dove dovrebbero essere riportati i valori di legge, compare la seguente dicitura: "Allegato D parte IV s.m.i. D.Lgs. 152/06". Ma il menzionato allegato D e' il mero elenco dei codici CER, non riporta valori di concentrazione.
- in quella stessa colonna compaiono alcuni numeri di riferimento, ma non è comprensibile da quale fonte siano ricavati. Faccio un esempio, ripreso dalle osservazioni del Consigliere di Zona Enrico Fedrighini: "accanto al parametro benzo(a)pirene, la soglia indicata nella tabella prodotta da Maltauro risulterebbe pari a 100 mg/kg. Tradotto: mentre nella vigente Tabella 1 colonna B (destinazione industriale) la soglia massima consentita di Benzo(a)pirene e' di 10 mg/kg, secondo il Rapporto di prova in oggetto la concentrazione massima consentita sarebbe dieci volte superiore. Che vorrebbe dire che in un metro cubo di terra (del peso di 1200 kg), sarebbe tollerabile la presenza di 120 g di Benzo(a)pirene.
Si chiede all'assessore competente di rispondere direttamente, per la parte di propria competenza, e di riportare le risposte (dopo averle sollecitate agli organi competenti) relativamente alle seguenti domande:
- quali valori di legge sono stati applicati nella certificazione 3/5 per stabilire che il rifiuto e' a norma?
- anche il rapporto di prova a pag. 4/5 relativo alle analisi dei metalli, non riporta le concentrazioni di riferimento. Perché?
- per quale motivazione e' stato escluso dalle verifiche analitiche il parametro PCB-policlorobifenili, considerato che le analisi storicamente note realizzate dal Comune di Milano nell'area di via Quarenghi/Castellanza avevano rilevato concentrazioni significative di tale sostanza a profondita' comprese fra 0 e -1 dal piano di campagna (esattamente la quota di terra che e' stata scavata e movimentata nel cantiere-base Maltauro).

Per informazioni: Enrico Fedrighini 335 7988966  

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Inchiesta su firme false regionali, Radicali: la legge è uguale per tutti. Magistratura vada avanti con l'urgenza del caso. Come per Cota, vale anche qui la “Prova di resistenza”

Radicali Italiani - Lun, 28/07/2014 - 16:05
25/07/14

Giulio Manfredi, membro di Direzione di Radicali italiani e segretario dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, e Silvio Viale, presidente comitato nazionale Radicali Italiani e consigliere comunale a Torino:

Abbiamo letto il ricorso della signora Borgarello e le facciamo i complimenti. La Lega ha imparato benissimo la lezione di Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, i radicali lombardi che denunciarono, nel 2010, le firme farlocche del listino regionale di Roberto Formigoni (alias “Firmigoni”).

Dalla secessione all' “accesso agli atti”, la svolta legalitaria dei leghisti è notevole ma meglio così.
La legge è uguale per tutti. La magistratura vada avanti con l'urgenza del caso e con l'esperienza accumulata in passato. Ciò detto, è del tutto legittimo porre, a tempo debito, il problema della “prova di resistenza”, cioè verificare se togliendo le firme che dovessero risultare false o comunque invalide Chiamparino avrebbe vinto comunque.

La “prova di resistenza” fu fatta nei confronti dei voti che portarono alla vittoria di Cota e lì il conto fu presto fatto: i 27.000 voti raccolti dai “Pensionati per Cota” di Michele Giovine erano stati determinanti per la vittoria di Cota, che aveva superato la Bresso di soli 9.000 voti.

Nel caso di Chiamparino ci troviamo invece di fronte a una vittoria schiacciante della sua coalizione. La “prova di resistenza” necessita di maggiori approfondimenti ma va fatta, perchè il sistema deve tutelare i risultati elettorali e le loro conseguenze politico-amministrative, se non inficiati irrimediabilmente dai falsi.

Questo naturalmente riguarda il problema se andare o non di nuovo al voto per le regionali. Discorso diverso per l'accertamento delle eventuali responsabilità penali, che deve andare fino in fondo, ricordando che, come per Giovine, esiste la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.

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Cannabis, Viale: «più dannosi i divieti. Dovrebbe produrla anche lo Stato italiano»

Luca Coscioni - Lun, 28/07/2014 - 13:12
Cannabis, Viale: «più dannosi i divieti. Dovrebbe produrla anche lo Stato italiano» Il Corriere della sera28 Lug 2014Cannabis terapeutica

Silvio Viale, medico  ginecologo al Sant’Anna di  Torino, dal 2010 al 2013 presidente  dei Radicali italiani, sulla  cannabis ha un approccio liberista.  Perché?  «Credo che i benefici di una legalizzazione  siano superiori ai  "malefici", mi viene da dire».  Vantaggi da quale punto di vista?  «Sociale, sanitario e, non ultimo,  come ha evidenziato il New  York Times, economico».  Possibile?  «Sì. Partiamo dall`ultimo: le risorse  che si utilizzano per reprimere  l’uso della canapa e dei suoi  derivati sono enormi e hanno  dato finora risultati minimi, senza  peraltro fermare il fenomeno».  In quale modo la legalizzazione  può avere benefici sul piano  sanitario?  «Intanto undici regioni d’Italia  si sono pronunciate a favore dell’uso  terapeutico della cannabis.  Tuttavia per questo scopo bisogna  importarla dall’estero, mentre  il nostro Paese sarebbe perfettamente  in grado di produrne di  ottima qualità: già succede in un  laboratorio del Veneto, dove vie ne impiegata per fare sperimentazioni  e poi distrutta. Sarebbe  molto meglio se l’Istituto chimico  farmaceutico militare di Firenze  potesse produrla, garantendone  l’origine e la giusta  quantità dei principi attivi».  Lei ha parlato anche di conseguenze  sociali positive.  «Legalizzare il mondo della  marijuana significa rendere più  consapevoli i consumatori. Lo  dico senza aver mai fumato neppure  tabacco. Penso però che un  divieto sia più dannoso. Peraltro,  non si capisce come mai l’alcol e  le sigarette siano legali pur essendo  altamente nocive per la salute:  anche in questi casi, siamo  passati dal proibizionismo al liberismo».  Molti si preoccupano per  l’eventuale rischio di un passaggio  dalle droghe cosiddette  leggere a quelle pesanti.  «Ed è una bufala. Quando vado  al Sert vedo eroinomani che hanno cominciato direttamente  con l’eroina».  Resta l’argomento della pericolosità  per gli adolescenti.  «Esistono studi molto recenti  che tendono a non dare più certezze,  ma ipotesi. La verità è che  la controprova sull’uomo non  esiste: a parità di intelligenza,  non sappiamo quali eventi della  tua vita determineranno la persona  che sarai a sessant’anni».  

cannabis terapeutica
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Al voto, al voto!

Luca Coscioni - Lun, 28/07/2014 - 12:59
Al voto, al voto!26 Lug 2014Angiolo Bandinelli

Alla (bella) mostra sulla pittura inglese del XVIII secolo ("British Painting and the Rise of Modernity") allestita fino a pochi giorni fa al Museo Fondazione Roma, nella sede di Palazzo Sciarra, era naturalmente presente, con Reynolds, Turner, Constable, Gainsborough e alcuni mirabili acquarellisti, il grande Hogarth. Accanto ad altre sue opere, si potevano ammirare quattro incisioni, dal caratteristico taglio grottesco-satirico, che rappresentano altrettanti momenti di una competizione elettorale. Siamo nel pieno della campagna del 1754 per l`elezione di un membro del Parlamento nell’Oxfordshire. Le stesse identiche scene le ritroviamo anche in quattro dipinti dello stesso artista (su due piedi non saprei dire se le incisioni precedono o seguono i quadri, ma ai fini del mio discorso la cosa non ha importanza). Nella prima incisione ("An Election Entertainment"), una piccola folla gavazza allegramente attorno al candidato, seduto a un grande tavolo imbandito, con musicanti e birra a volontà; nella seconda ("Canvassing for Votes") il candidato, per strada, si dà un gran daffare per convincere presenti e passhti a votare per lui; nella terza ("The Polling") siamo al seggio elettorale; nella quarta ("Chairing the Member") è messa a fuoco la gioia della vittoria, con l’eletto (un Tory) portato a spalla, su una specie di palanchino, dai suoi supporter. Le figurine che popolano le incisioni sono per lo più malvestite, con volti popolareschi, mescolate con storpi, mendicanti, bestie e, forse, puttane. Dietro, nello sfondo, si intravede gente che tracanna birra... Insomma, un ambiente un po’ torbido che probabilmente è però unico nel panomara sociopolitico europeo dell`epoca: immagino che in nessun altro paese del continente fosse dato assistere a un`analoga saga elettorale, diretta, immediata, vissuta fin dal popolino minuto, con partecipazione di ceti sociali diversi. Probabilmente, in quelle elezioni c`era poco di "democratico" (e Hogarth fa appunto il moralista, il critico sociale...) come oggi lo intendiamo, erano inquinate da spicciola o grande corruzione, tutto un do ut des, un voto di scambio malandrino e straccione. Allora, prima della grande riforma elettorale del 1832, non c`era il voto segreto, l’illegalità era palese e persino sfacciata. E tuttavia fa impressione avvertire come quei candidati e  i loro elettori fossero vicini fino al contatto fisico, con una comunicazione tra di loro diretta, spontanea, irresistibile. Se non vado errato (non sono uno specialista...) era già quello che viene definito il sistema elettorale "uninominale secco all`inglese". Questo contatto "fisico", segnò buona parte dello sviluppo dei sistemi elettorali così come si sono gradatamente diffusi nelle democrazie occidentali. Nel tempo, sicuramente, sono stati escogitati sistemi e meccanismi elettorali più garantiti, controllati, trasparenti, meno inquinati e corrotti. Ma quello che importava, che rendeva e che ha reso a lungo ineguagliato il meccanismo inglese e ogni altro che rispettasse certe condizioni minime è stata la diretta partecipazione popolare e il contatto tra elettore ed eletto. La "constituency" inglese, la circoscrizione, venne man mano meglio individuata come l`ambito adeguato a che il candidato potesse essere conosciuto direttamente dal suo elettorato. Prendeva corpo, diventava fisicamente percepibile il concetto stesso di "rappresentanza": l`elettore diventava quasi familiare con il suo eletto, ne conosceva pregi e difetti e quegli cercava di soddisfaré le sue richieste ed esigenze. Così, accanto alle tradizionali élite di potere, quelle che si coagulavano per casta, per censo, per rappresentatività sociale, si formava una fetta di élite che trovava la sua legittimità da questa "simbiosi" con le masse popolari, venutesi gradatamente allargandosi, con l`ampliamento della base elettorale fino al voto universale. Era una élite molto spesso all`opposizione, comunque sempre "alternative alle altre, in un bilanciamento di poteri e di valori essenziale per definire il concetto stesso di democrazia (anche nella dialettica, poi sviluppatasi, tra la democrazia e il liberalismo "tocquevilliano", più o meno socialmente conservatore). Cosa resta di questi meccanismi originari di ogni ben concepita democrazia? Cosa resta nei sistemi che si sono via via succeduti accantonando il sistema anglosassone, da quelli proporzionalisti con i loro candidati messi in lista dai grandi partiti di massa e solo indirettamente vicini al corpo elettorale grazie alle preferenze fino agli attuali parlamenti dei cosiddetti "nominati", inseriti in blocchi indicati dalle burocrazie di partiti (già loro stesse elettoralmente distanti dal corpo elettorale) e immodificabili, senza la possibilità, per l`elettore, di dare una indicazione qualsiasi? A queste elezioni ci si presenta selezionati dagli incontrollati filtri dei mass media, in particolare della tv. L’elettore, in questi sistemi, è un passivo spettatore. Cosa resta dell`antico contatto tra elettore e candidato, anche nella parodia degli streaming, dei blog, dei social network, partecipati da una minima parte del corpo elettorale, sia pure la più dinamica e combattiva (o solamente protestataria). Cosa resterà dell`antica visione di Hogarth nel Senato che sta uscendo dai conciliabili e do ut des tra partiti, coalizioni, convenzioni (sempre "ad excludendum") come Senato, addirittura, di non-eletti, ma nominati di secondo grado, secondo parametri e "ratio" mai chiariti, mai discussi seriamente in grandi dibattiti pubblici? Il distacco dal corpo elettorale pone le sue barriere in ogni snodo del sistema. Già i referendum radicali, molti dei quali ponevanmo questioni ancor oggi urgenti, vennero vanificati da colpi di mano parlamentari che li hanno negati, svuotati, annichiliti (pensiamo al referendum sul finanziamento pubblico dei partiti, ma non solo a quello). Adesso, serpeggiano tra le proposte di riforma istituzionale, prospettive ancor più grigie. Le agenzie di stampa dicono che tra le norme poste in discussione vi è quella di aumentare il numero delle firme necessarie per presentare al Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare. La proposta sarebbe stata ragionevole se si fosse previsto allo stesso tempo un termine certo per la loro calendarizzazione parlamentare. Da quanto riportato dalle agenzie di stampa, sembra invece che si sia fatta la scelta opposta: le firme sono moltiplicate per cinque (da 50 a 250 mila), ma tempi e modi per la calendarizzazione sono rimandati ai regolamenti parlamentari, ed è prevedibile cosa questi stabiliranno, a garanzia dei cittadini. Al macero finiranno sicuramente le 29 proposte di legge di iniziativa popolare già in attesa di essere discusse, tra le quali quella per la legalizzazione dell`eutanasia, depositata dalla Associazione Coscioni lo scorso 13 settembre. Questa irrefrenabile tendenza al distacco sempre più netto e irreversibile tra corpo elettorale e candidato viene mascherata con l`osservazione che attualmente il contatto, lo scambio, la reciproca conoscenza`viene garantita dai media - la tv o i giornali da una parte, dall`altra i social network. Ma non sono pochi quelli che denunciano, in queste "mediazioni" tecnologiche il peso della manipolazione ideologica o del potere, la cristallizzazione delle rappresentanze (sempre viste come "corpi intermedi", mai come insieme, aggregato di individui di idee e opinioni convergenti su questo o quell`item del ventaglio delle proposte in gioco). Per quel che se ne può capire, quello che va in crisi è la stessa formazione di una élite politica consapevole delle proprie responsabilità, compatta, al di là delle necessarie differenziazioni, nella propria identità: di essere élite essenzialmente e orgogliosamente politica (e solo per questo meritevole delle cosiddette immunità).  Quattro quadri dal taglio grottesco-satirico: un ambiente un po` torbido che è però unico nel panorama sociopolitico dell`epoca  Un contatto quasi fisico tra elettore ed eletto, che è stato sostituito dalla mediazione di tv e giornali e ora dai social network . Gli altri tre quadri che compongono II ciclo "Humours of en Election". "Canvassing for Votes", "The Polling",  Chairing the Member". Le Incisioni corrispondenti sono state esposte alla  mostra sulla pittura Inglese del XVIII secolo che si è conclusa pochi giorni fa al Museo Fondazione Roma  William Hogarth, "An Election Entertalnment", primo quadro della serie "Humours of an Election". I dipinti, del 1755, sono conservati nel Sir John Soane’s Museum di Londra. 

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"Santosuosso: Lorenzin non può bloccare il diritto di avere un figlio con la scusa delle linee guida"

Luca Coscioni - Lun, 28/07/2014 - 12:49
"Santosuosso: Lorenzin non può bloccare il diritto di avere un figlio con la scusa delle linee guida" Huffington Post28 Lug 2014Laura Eduati

"La Corte costituzionale ha tolto il divieto di fecondazione eterologa che si traduce automaticamente nella possibilità per le coppie di mettere al mondo un figlio usando ovuli e seme provenienti da altre persone. Le linee guida che la ministra Beatrice Lorenzin vuole emanare non possono bloccare questo diritto, già possibile in Italia, né limitarlo".

Amedeo Santosuosso, magistrato, è presidente del Centro di Ricerca Interdipartimentale European Centre for Law, Science and New Technologies (ECLT) dell'Università di Pavia. Nei giorni scorsi ha firmato un documento che chiede l'applicabilità immediata della fecondazione eterologa nei centri specializzati per la procreazione assistita, elaborato da Stefano Rodotà e Filomena Gallo, segretario dell'associazione Luca Coscioni.

Questo perché Lorenzin ha chiesto ai medici di attendere le linee-guida sull'eterologa - facendo capire che finché non verranno emanate non sarà possibile usare questa tecnica. Ma per i costituzionalisti che hanno aderito al documento di Rodotà e Gallo non c'è nulla da attendere.

"La sentenza dei giudici costituzionali che ha tolto il divieto alla fecondazione eterologa dalla legge 40 è immediatamente applicabile perché la legge risulta automaticamente modificata senza la necessità di passaggi ministeriali o parlamentari", spiega Santosuosso. "Dunque i centri per la procreazione medicalmente assistita, attivi ormai da molti anni e dunque già pronti, possono accogliere le coppie che desiderano un figlio con l'eterologa".

"L'unica preoccupazione legittima", continua Santosuosso, "è il fatto che debbano esistere procedure tecniche sicure, già rispettate dai medici, ma questo è un aspetto marginale. Non è legittimo che il ministero possa bloccare l'accesso all'eterologa perché deve definire questi aspetti collaterali: infatti la Corte costituzionale ha deciso che il diritto ad avere un figlio è un bene primario e non è comprimibile, definendo il divieto all'eterologa come irragionevole e discriminatorio. Il ministero deve rispettare questo diritto".

Per il fronte cattolico, invece, la preoccupazione è quella per esempio del numero massimo di donazioni per evitare che i figli della provetta possano incontrarsi e generare bambini senza sapere di essere in qualche modo parenti: "Anche questo è un discorso ragionevole ma non riguarda il diritto alla procreazione bensì il diritto alla donazione: se il ministero vorrà limitare la quantità di seme donato non toccherà certamente la possibilità delle coppie a utilizzare l'eterologa. Ma non può usare la discussione sulla donazione o sulla compravendita dei gameti - comunque vietata in Italia - per ritardare l'applicazione di una sentenza".

E sui timori che l'eterologa possa aprire il campo ai figli delle mamme-nonne? "La Corte costituzionale non ha abolito tutta la legge 40, rimangono dei divieti. Per quanto riguarda i limiti di età, i legislatori non possono entrare nelle decisioni mediche e anche questo principio è stato stabilito dalla sentenza dei supremi giudici nel 2009, quando abolirono l'obbligo di impianto dei tre embrioni. Nessuno può arrogarsi il diritto di entrare nell'ambulatorio e ordinare a un medico quale sia la terapia migliore".

Sulle linee guida oggi il quotidiano La Stampa aveva anticipato che il ministero alla Salute stava pensando al limite di 35 anni per le donne: divieto che il dicastero ha immediatamente smentito. Sempre secondo il giornale torinese, il documento che Lorenzin sta approntando conterrebbe il divieto di scegliere le caratteristiche fisiche più congeniali per il nascituro e il limite di dieci bambini per ciascun donatore-genitore biologico. Per incentivare le donazioni, è possibile che venga dato un rimborso oppure un "ticket" utilizzabile per ottenere le prestazioni del Servizio sanitario nazionale. Eppure per i costituzionalisti che hanno aderito all'appello di Stefano Rodotà, tali questioni non possono ritardare il ricorso all'eterologa.

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Il Maratoneta

Luca Coscioni - Lun, 28/07/2014 - 12:42
Il MaratonetaRadio Radicale28 Lug 2014Valentina StellaFecondazione eterologa

Nella puntata settimanale del Maratoneta: Terminate le audizioni in Commissione sanità presso Regione Lombardia sul caso Stamina. Manifesto dell'Associazione Luca Coscioni sottoscritto da molti giuristi per il pieno rispetto della sentenza costituzionale che ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa. In studio Valentina Stella. Ospiti: Fabio Fanetti, Umberto Ambrosoli, Filomena Gallo, Luca Gianaroli

Il Maratoneta
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Fecondazione: il Ministro perché ritarda visto che la Consulta ha sancito che l’eterologa si può effettuare?

Luca Coscioni - Dom, 27/07/2014 - 15:48
Fecondazione: il Ministro perché ritarda visto che la Consulta ha sancito che l’eterologa si può effettuare?Filomena Gallo27 Lug 2014Fecondazione eterologa

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Soggetto costituente il Partito radicale

 

Come abbiamo evidenziato, insieme a molti giuristi, nel manifesto in difesa della sentenza costituzionale che ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa “la sentenza n. 162 emanata dalla Corte Costituzionale lo scorso 9 aprile è immediatamente applicabile e che da ciò deriva la simultanea ripresa nei centri italiani della tecnica di fecondazione eterologa“. Ciò è stato ribadito anche dalla direttrice dell'Osservatorio sulla Famiglia dell'Eurispes, Andrea Catizone, che ha dichiarato il suo sostegno all’appello precisando che “Nuove norme per la messa in atto della pronuncia costituzionale" annunciate dal Ministero della Salute in merito all'eterologa, sono "un ulteriore passaggio non necessario”.

E’ davvero incomprensibile questo atteggiamento del Ministro che sta solo rallentando il desiderio di molte famiglie di avere un figlio.

Volendo scendere nei dettagli, è da giorni che da sedi istituzionali e da certa stampa emerge la necessità di normare alcuni aspetti che non sarebbero ancora regolamentati.

E’ ancora doveroso ribadire che la sentenza della Consulta non ha creato vuoto normativo, dunque praticare l’eterologa si può fare e non costituisce una azione illecita.

 

Nel dettaglio:

per effetto del recepimento della direttiva madre 2004/23/CE e direttive applicative successive 2006/17/12/CE; 2006/86/CE i centri di fecondazione medicalmente assistita posseggono tutti i requisiti tecnico scientifici necessari per poter immediatamente applicare tecniche con gameti donati dovranno riaprire le loro porte ai pazienti. L’Italia infatti ha recepito le Direttive comunitarie su conservazione, donazione, lavorazione, tracciabilità e sicurezza (Direttive 2004/23/CE;) con i decreti legislativi 191/07-16/10-85/12 e del 10 ottobre 2012. Tali norme in vigore hanno trasformato i centri di fecondazione in Istituti dei tessuti, obbligati ad attenersi a tutte le prescrizioni e regole che sono previste a livello comunitario, tra cui il divieto di commercializzazione di gameti e embrioni, consentendo solo un rimborso spese, screening precisi sia per donazione omologa che eterologa (191/07 -16/10-85/12)che di fatto coincidono con gli esami previsti, e conservazione dei dati per 30 anni dall’utilizzo dei gameti.

 

Nella nota tecnica che ho inviato due giorni fa al Ministro Lorenzin, in seguito al nostro incontro della scorsa settimana, ho proprio sottolineato che : “Non essendovi ostacoli quindi dovuti ad assenza di norme specifiche per il ripristino della tecnica con donazione di gameti, i centri di PMA potranno immediatamente riprendere l’applicazione delle tecniche eterologhe. Tutto ciò a conferma che sotto i profili scientifici, le normative recepite sulla tracciabilità e sicurezza di cellule e gameti (2004/23/CE e ss- DLGS 191 e ss) colmano pienamente la parte tecnica per l’applicazione di tecniche con donazione di gameti.  In relazione al numero delle donazioni è, poi, possibile un aggiornamento delle Linee guida, eventualmente anche alla luce delle discipline stabilite in altri Paesi europei (quali, ad esempio, la Francia e il Regno Unito), ma tenendo conto dell’esigenza di consentirle entro un limite ragionevolmente ridotto”.

 

In Francia “nel numero  di dieci bambini è fissato il limite che non può essere travalicato ogniqualvolta si fa ricorso ad una donazione di spermatozoi o di ovociti appartenenti allo stesso donatore o donatrice. Diversamente, il Code of Practice elaborato dalla Human Fertilisation and Embryology Authority,nel predisporre le linee guida che i centri devono seguire, fa riferimento al concetto di “famiglia” sancendo la necessità che le donazioni vengano effettuate per la costituzione di non più di dieci famiglie. Non si parla, pertanto, di “bambini” nati all’interno di una famiglia, così come disposto invece dall’ordinamento francese, ma di famiglie create con l’utilizzo dei gameti donati. Si tratta di una distinzione importante atteso che non essendo previsto alcun limite alle nascite  all’interno di una stessa famiglia, quest’ultima potrà decidere di utilizzare gli spermatozoi dello  stesso donatore, sempre attraverso il sostegno di un centro autorizzato, per donare in futuro un fratello o una sorella al bambino nato in precedenza. Resta in ogni caso garantito il diritto del donatore di decidere di donare, al fine di contribuire alla costituzione di meno di dieci famiglie, ciò anche alla luce dei Regulatory principles che i centri autorizzati devono rispettare, contenuti nel Code of Practice predisposto dalla Human Fertilisation and Embryology Authority” (nota tecnica a cura di Ida Parisi).

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Fecondazione, Gallo: il Ministro perché ritarda visto che la Consulta ha sancito che l’eterologa si può effettuare?

Radicali Italiani - Sab, 26/07/2014 - 16:44
26/07/14

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Soggetto costituente il Partito radicale:

Nelle ultime 24 ore abbiamo letto dichiarazioni completamente inesatte sulla fecondazione eterologa. A partire proprio dal comunicato del Ministro Lorenzin che ipotizza un ‘intervento legislativo urgente’.

Come abbiamo evidenziato, insieme a molti giuristi, nel manifesto in difesa della sentenza costituzionale che ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa “la sentenza n. 162 emanata dalla Corte Costituzionale lo scorso 9 aprile è immediatamente applicabile e che da ciò deriva la simultanea ripresa nei centri italiani della tecnica di fecondazione eterologa“. Ciò è stato ribadito anche dalla direttrice dell'Osservatorio sulla Famiglia dell'Eurispes, Andrea Catizone, che ha dichiarato il suo sostegno all’appello precisando che “Nuove norme per la messa in atto della pronuncia costituzionale" annunciate dal Ministero della Salute in merito all'eterologa, sono "un ulteriore passaggio non necessario”.

È davvero incomprensibile questo atteggiamento del Ministro che sta solo rallentando il desiderio di molte famiglie di avere un figlio.

Volendo scendere nei dettagli, è da giorni che da sedi istituzionali e da certa stampa emerge la necessità di normare alcuni aspetti che non sarebbero ancora regolamentati.

È ancora doveroso ribadire che la sentenza della Consulta non ha creato vuoto normativo, dunque praticare l’eterologa si può fare e non costituisce una azione illecita.

 

Nel dettaglio:

per effetto del recepimento della direttiva madre 2004/23/CE e direttive applicative successive 2006/17/12/CE; 2006/86/CE i centri di fecondazione medicalmente assistita posseggono tutti i requisiti tecnico scientifici necessari per poter immediatamente applicare tecniche con gameti donati dovranno riaprire le loro porte ai pazienti. L’Italia infatti ha recepito le Direttive comunitarie su conservazione, donazione, lavorazione, tracciabilità e sicurezza (Direttive 2004/23/CE;) con i decreti legislativi 191/07-16/10-85/12 e del 10 ottobre 2012. Tali norme in vigore hanno trasformato i centri di fecondazione in Istituti dei tessuti, obbligati ad attenersi a tutte le prescrizioni e regole che sono previste a livello comunitario, tra cui il divieto di commercializzazione di gameti e embrioni, consentendo solo un rimborso spese, screening precisi sia per donazione omologa che eterologa (191/07 -16/10-85/12)che di fatto coincidono con gli esami previsti, e conservazione dei dati per 30 anni dall’utilizzo dei gameti.

Nella nota tecnica che ho inviato due giorni fa al Ministro Lorenzin, in seguito al nostro incontro della scorsa settimana, ho proprio sottolineato che : “Non essendovi ostacoli quindi dovuti ad assenza di norme specifiche per il ripristino della tecnica con donazione di gameti, i centri di PMA potranno immediatamente riprendere l’applicazione delle tecniche eterologhe. Tutto ciò a conferma che sotto i profili scientifici, le normative recepite sulla tracciabilità e sicurezza di cellule e gameti (2004/23/CE e ss- DLGS 191 e ss) colmano pienamente la parte tecnica per l’applicazione di tecniche con donazione di gameti.  In relazione al numero delle donazioni è, poi, possibile un aggiornamento delle Linee guida, eventualmente anche alla luce delle discipline stabilite in altri Paesi europei (quali, ad esempio, la Francia e il Regno Unito), ma tenendo conto dell’esigenza di consentirle entro un limite ragionevolmente ridotto”.

In Francia “nel numero  di dieci bambini è fissato il limite che non può essere travalicato ogniqualvolta si fa ricorso ad una donazione di spermatozoi o di ovociti appartenenti allo stesso donatore o donatrice. Diversamente, il Code of Practice elaborato dalla Human Fertilisation and Embryology Authority,nel predisporre le linee guida che i centri devono seguire, fa riferimento al concetto di “famiglia” sancendo la necessità che le donazioni vengano effettuate per la costituzione di non più di dieci famiglie. Non si parla, pertanto, di “bambini” nati all’interno di una famiglia, così come disposto invece dall’ordinamento francese, ma di famiglie create con l’utilizzo dei gameti donati. Si tratta di una distinzione importante atteso che non essendo previsto alcun limite alle nascite  all’interno di una stessa famiglia, quest’ultima potrà decidere di utilizzare gli spermatozoi dello  stesso donatore, sempre attraverso il sostegno di un centro autorizzato, per donare in futuro un fratello o una sorella al bambino nato in precedenza. Resta in ogni caso garantito il diritto del donatore di decidere di donare, al fine di contribuire alla costituzione di meno di dieci famiglie, ciò anche alla luce dei Regulatory principles che i centri autorizzati devono rispettare, contenuti nel Code of Practice predisposto dalla Human Fertilisation and Embryology Authority” (nota tecnica a cura di Ida Parisi).

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Eterologa. Viale, con Lorenzin proseguirà la fuga all'estero, linee guida truffa

Radicali Italiani - Sab, 26/07/2014 - 16:15
26/07/14

Sulle anticipazioni delle linee guida sulla fecondazione eterologa, riportate oggi da alcuni quotidiani, è intervenuto il ginecologo radicale Silvio Viale, noto per le vicende della Ru486.

Il ginecologo torinese ha dichiarato:

"Spero che sia una bufala, ma se davvero l'esterologa sarà interdetta alle donne sopra i 35 anni, proseguirà la fuga all'estero delle donne italiane. Il limite dei 35 anni non ha alcuna giustificazione scientifica ed è contro ogni logica di buon senso. Corrisponde alla vecchia logica di subordinare la scienza alla politica, che speravo avesse cambiato verso con il governo Renzi. Inoltre, dalle anticipazioni, si desume che non si è voluto affrontare il nodo delle donazioni, per cui sarà molto difficile avere delle donatrici, mentre sarebbe bastato un sistema che impegnasse ogni ricevente a fornire in donatore anonimo al centro per altre pazienti. Sembrebbe che una commissione di "smidollati" abbia partorito un obbrobrio e, se non è così, mi auguro che fiocchino le prese di distanza, le precisazioni e le dissociazioni. Sia la Lorenzin a contraddire la sentenza della Corte Costituzionale."

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Cannabis terapeutica: ieri la “semina” di Bernardini, Arconti e Pannella: un’associazione a delinquere di stampo “radicale”. La documentazione su www.radioradicale.it

Radicali Italiani - Sab, 26/07/2014 - 13:44
26/07/14

L’hanno detto e l’hanno fatto. Nel pomeriggio di ieri, Rita Bernardini (Segretaria di Radicali italiani), Laura Arconti (Presidente di Radicali italiani) e Marco Pannella (Presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito), hanno seminato cannabis appositamente selezionata per la cura dei malati di sclerosi multipla decidendo di consegnare il raccolto (presumibilmente a ottobre) ai pazienti che non riescono ad accedere ai farmaci cannabinoidi.

I radicali, da sempre favorevoli alla legalizzazione delle sostanze stupefacenti, vogliono – attraverso questa terza disobbedienza civile – che sia reso effettivo l’accesso ai farmaci oggi solo teoricamente consentito dalla legge Livia Turco del 2007: sono, infatti, solo 60 all’anno in tutta italiana i malati che riescono ad ottenere il Bedrocan (infiorescenze selezionate importate dall’Olanda) attraverso le ASL. Gli altri malati (pochissimi), se riescono a trovare il medico prescrittore, possono andarla ad acquistare presso le farmacie galeniche che, dopo lunga trafila, la vendono al prezzo di 35 euro al grammo! Il che vuol dire, per una persona affetta da sclerosi multipla che ha bisogno dai 2 ai 4 grammi quotidiani, spendere dai 2.100 ai 4.200 euro al mese! L’altra soluzione sempre disponibile e rischiosissima penalmente per chi non riesce a trovare beneficio dai farmaci tradizionali, è rivolgersi al mercato clandestino delle mafie, sempre aperto h 24 che, al prezzo di 5 euro al grammo, rifila un prodotto incontrollato, spesso inquinato e sicuramente non selezionato a fini terapeutici. L’iniziativa dei tre esponenti radicali si ispira alla lotta portata avanti dal Cannabis Social Club di Racale (LE) – LapianTiamo, il quale, grazie alla tenacia dei suoi esponenti Lucia Spiri e Andrea Trisciuoglio, affetti ambedue da Sclerosi multipla, è riuscito a far approvare dalla Regione Puglia una legge (la notizia è di tre giorni fa) che consentirà di sperimentare progetti pilota, per produrre medicinali cannabinoidi. Sapete quanto costerà un grammo di marijuana terapeutica prodotta dalla s.r.l. guidata da LapianTiamo e dalle Istituzioni che ne faranno parte? 1 euro e 55! I tre esponenti radicali hanno deciso che il prodotto della loro coltivazione sarà destinato ai malati di LapianTiamo se alla data in cui il raccolto sarà arrivato a maturazione il “progetto pilota” pugliese non avrà prodotto i suoi effetti. Altrimenti, la cessione avverrà ai malati di altre regioni che non dispongono ancora di una normativa così avanzata ed efficace come quella pugliese. Documenti: La “semina” di ieri di Bernardini, Arconti e Pannella: http://www.radioradicale.it/scheda/417386 (inizio III Disobbedienza Civile) La cessione ai malati del 29 gennaio 2014 (Foggia): http://www.radioradicale.it/scheda/402354/rita-bernardini-consegna-il-raccolto-di-marijuana-ad-alcuni-malati-di-sclerosi-multipla (II disobbedienza civile) La cessione ai malati del 9 novembre 2012 (Roma - Piazza Montecitorio): http://www.radioradicale.it/scheda/365096/cannabis-italia-chiama-usa (I disobbedienza civile)  

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In attesa di poter morire

Luca Coscioni - Sab, 26/07/2014 - 10:19
In attesa di poter morireIl Manifesto26 Lug 2014Matteo MainardiEutanasia

L'Associazione Luca Coscioni ogni settimana riceve richieste da parte di persone che vogliono accedere all'eutanasia, attualmente vietata in Italia. Di seguito pubblichiamo la lettera di un ragazzo:

“Salve, ormai da 17 anni vivo (si fa per dire) su una sedia a rotelle, paralizzato dal collo in giù. Il modesto utilizzo di un braccio mi permette di muovere a stento il joystick della mia carrozzina. Nonostante ciò, in questi anni, aiutato dai miei genitori, anziché piangermi inutilmente addosso ho deciso di continuare gli studi, interrotti a 14 anni a causa dell'incidente che mi ha provocato la lesione al midollo spinale. Mi sono laureato e ho successivamente cercato di fare qualcosa per il mondo dei disabili, dal quale purtroppo non riesco a scappare. Inoltre non ho mai smesso di fare fisioterapia e di ricercare sempre novità. Questo perché, dal giorno dell'incidente, non potendo regalarmi sollievo con le mie forze, ho sperato (inutilmente) nella ricerca medico-scientifica. Adesso le speranze hanno lasciato il posto alla realtà, e io non vedo altro che una già squallida situazione che può solo peggiorare col passare del tempo: i miei invecchieranno e quando non ci saranno più io finirò in qualche ospizio per chissà quanti anni prima di morire.

Chiedo di essere aiutato a morire perché non sopporto di dipendere in tutto e per tutto dagli altri, è stato e continua ad essere troppo umiliante fare la pipì, la pupù, il bagnetto, essere imboccato, farmi soffiare il naso, farmi grattare, farmi scaccolare, eccetera. Chiedo di essere aiutato a morire perché continuo ad avere pulsioni e desideri come tutti gli altri ma non riesco a soddisfarli. Chiedo di essere aiutato a morire perché già mi sono visto crescere da tetraplegico e non voglio vedermici marcire. Spero che basti!

I miei non condividono affatto questa mia scelta, anche se per farmi "contento" mi hanno portato in Svizzera per vedere se quelli della Dignitas mi ritenevano idoneo, e così è stato. Fatto questo però mi hanno riportato a casa. Ma come non capirli. I genitori vorrebbero che i propri figli fossero felici e quando non lo sono non possono far altro di sperare che lo siano, pensarli morti è un'ipotesi che non vogliono prendere in considerazione. Almeno nella mia famiglia funziona così! Ovviamente i miei in Svizzera non mi riaccompagnerebbero mai più, voi potete aiutarmi?
Aspetto una vostra risposta”.

Anche noi aspettiamo una risposta. Dal Parlamento. E l'aspettiamo da 316 giorni.

eutanasia
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Giovanardi e la riforma del divorzio, no all’ostruzionismo

Rassegna Stampa - Sab, 26/07/2014 - 09:17

 Martedì 22 luglio in diretta su Radio Radicale è stato nostro ospite in collegamento il senatore Giovanardi del NCD, membro della commissione giustizia dove in questi giorni si discute di riforma del divorzio. Leggi tutto

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Carceri, Bernardini: appena nominato, il magistrato di sorveglianza di Modena va in ferie e, al rientro, andrà in pensione! Beffati ancora una volta i diritti dei detenuti

Radicali Italiani - Ven, 25/07/2014 - 15:34
25/07/14

Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali italiani, giunta oggi al 25° giorno di sciopero della fame

Mentre si scaricano sui Magistrati di Sorveglianza e sui loro uffici ulteriori compiti ai quali adempiere – vedi il decreto leggi sulle carceri in fase di conversione – e mentre da anni i Tribunali di Sorveglianza non riescono a seguire nemmeno l’ordinaria amministrazione, all’Ufficio di Sorveglianza di Modena accade quel che scriverò in seguito, grazie alla testimonianza di una donna che da tempo sta cercando di interloquire con il Magistrato, stressata da telefoni che non rispondono, uffici che non chiariscono e che rimandano sine die gli adempimenti che competono loro per legge.

Da tempo a Modena non c’è il Magistrato di Sorveglianza che ha la competenza anche degli internati di Castelfranco Emilia. Questo significa che delle istanze dei detenuti nei due istituti nessuno si occupa:  niente permessi, niente licenze, niente ingressi nelle comunità terapeutiche, solo per fare qualche esempio.

Quanto al Magistrato di Sorveglianza di Modena, la signora della quale ho scritto in premessa, mi ha riferito che – dopo tanti giorni di peripezie - dall’Ufficio di Sorveglianza le hanno risposto che “neanche loro sanno quando arriverà da Roma il sostituto e che è tutto fermo fino al suo arrivo”.

Decisa a non mollare, la signora telefona al Ministero, dove le consigliano di telefonare al CSM. Riesce a parlare con la sezione Settima dove le riferiscono che a loro risulta che il magistrato ha già preso l'incarico e che si tratta del dott. Sebastiano Bongiorno. Forte di questa notizia – la signora ritelefona all'ufficio di Modena dove finalmente le dicono che effettivamente il magistrato ha preso l'incarico… ma è andato in ferie e, comunque, anche dopo le ferie non rientrerà perché… andrà in pensione! Constato, attraverso una ricerchina fatta al volo su internet, che in effetti il Dott. Bongiorno (Magistrato e politico eletto nel 94 nella lista dei Progressisti) ha assunto servizio l’8 luglio scorso e che la decisione del CSM risale al 19 febbraio. Faceva parte della vasta schiera di Magistrati fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia (DAP): la pacchia pertanto avrebbe dovuto finire, ma il dott. Bongiorno, come abbiamo visto, ha trovato un’alternativa.

Dal canto suo, il magistrato di Reggio Emilia -che in teoria sostituisce quello di Modena- non firma le licenze, quindi il risultato è che tutti i semiliberi che regolarmente usufruiscono di licenze, proprio nei mesi più caldi di luglio, agosto e settembre, non avranno la possibilità di esercitare un loro diritto. Inoltre,in molti avevano già prenotato le ferie per andare nei loro paesi di origine a trovare i genitori, che a loro volta aspettavano da tutto l'anno questo momento.

Di fronte a questa situazione, il Ministero della Giustizia tace, così come tacciono al CSM e la Procura Generale della Corte di Cassazione: è estate, i magistrati vanno in ferie e quanto prescritto dalla legge può attendere, in un Paese pluricondannato per violazione dei diritti umani fondamentali.

 

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Caso stamina: "I giudici non tutelino i ciarlatani"

Luca Coscioni - Ven, 25/07/2014 - 12:45
Caso stamina: "I giudici non tutelino i ciarlatani" La Stampa25 Lug 2014Elena Cattaneo, Gilberto CorbelliniCellule staminali

Speriamo che questo sia l’ultimo intervento, nostra sponte, sull’affaire Stamina. Ma non è possibile esimersi dal commentare basiti, nauseati ma anche stanchi – e sempre addolorati per i poveri bambini cavia – la balzana strategia annunciata dal laureato in lettere Davide Vannoni, via comunicati stampa. È il copione di una rappresentazione, tribale e incivile, che sta andando in scena presso gli Spedali civili di Brescia, dove il presidente dell’ordine dei medici di Trapani, Giuseppe Morfino, Marino Andolina ed Erika Molino infondono a dei poveri bambini colpiti da malattie per le quali non esistono trattamenti, una “indefinita brodaglia”. E il Vannoni invita, come se si trattasse di prendere un tè, gli scienziati ad andare a vedere la loro “attività” perché «dimostrino, per esempio, che le cellule non si trasformano in neuroni». 

La strategia di Vannoni

La strategia di Vannoni Non ci interessa commentare la strategia adottata dalla compagnia di giro, con l'inspiegabile aiuto di giudici, per confondere le acque e proseguire nel loro delirio. Ci rivolgiamo alle persone normali e sensate, a coloro i quali sanno che se sono state sconfitte o messe sotto controllo malattie mortali, cioè se si è smesso di abusare e torturare pazienti disperati, lo si deve all’applicazione del metodo scientifico nello studio delle cause e nella valutazione dei protocolli di intervento. Quando la medicina non aveva una base scientifica i malati erano alla mercè di ciarlatani o medici incompetenti che li salassavano, purgavano, etc., a loro piacimento. Chiariamo, quindi, bene la questione: non sono gli scienziati a dover dimostrare che cellule eventualmente contenute in una brodaglia irresponsabilmente iniettata a bambini indifesi, alla presenza di genitori incapaci di tutelarli, non si trasformano in neuroni. Sono i fautori dell'inesistente procedimento Stamina a dover provare ciò che dicono, cioè che esiste un metodo per far sì che da cellule presunte mesenchimali (quelle di Stamina) che fanno osso, si possano invece ottenere neuroni e che tale procedimento è sicuro e utile. In qualsiasi paese civile queste prove devono essere prodotte prima di «usare» i malati come cavie. Altrimenti ti arrestano immediatamente. In teoria anche in Italia. Ma nell'applicare anche queste leggi, pare che i giudici non ci sentano. E nemmeno il Ministro della Giustizia vuol scendere da ragionamenti di principio sullo stato di diritto, che non c'entrano nulla, pur di «difendere» i giudici che prescrivono i trattamenti Stamina.

L’errore logico

La fallacia del ragionamento di chi ancora oggi non capisce la può cogliere chiunque. Il tragico «errore logico», di chi non distingue la scienza (quella che aiuta le persone) dalla pseudoscienza (quella di Vannoni, che promuove sé stesso), è pensare che si possa affermare «qualsiasi cosa» in astratto, e poi chiedere che siano gli altri a provare che non è vera. È un banale gioco delle tre carte: se non puoi dimostrare che quello che dico è falso, allora può essere vero. E siccome ci sono in ballo malattie gravissime a carico di bambini, è naturale e incolpevole da parte dei familiari la volontà di «credere a tutti i costi» in quelle pseudo-speranze. L'errore che stiamo descrivendo è una trappola molto potente, in cui è caduto anche uno scienziato italiano all'estero, che di fronte al fatto che trattando le mesenchimali con il protocollo Stamina in vitro non diventano neuroni, ha sostenuto che ciò non esclude che magari possano farlo in vivo. E un gioco che può andare avanti all'infinito, perché invertendo l'onere della prova, si può sempre trovare un argomento per fare in modo che un'affermazione (insensata) non sia falsificabile, e si possa crederla vera. Provato, allora non è provato. Punto. Come scrisse il filosofo Bertrand Russell agli inizi del Novecento, se si accetta che l'impossibilità di confutare un'affermazione equivalga di per sé alla sua verità, si potrebbe sostenere che una «teiera cinese» stia orbitando intorno al Sole, tra Marte e la Terra. Sfidiamo chiunque a dimostrare che ciò è falso. Quindi è vero? 

Come una serie tv americana

L'affaire Stamina sembra il brutto copione di qualche puntata di «Law and Order» o «Dr. House», cioè di una qualunque di queste serie americane dove in 50 minuti si cerca di far capire al pubblico, quindi semplificando fino all'inverosimile, la logica dei sistemi penali o della medicina. Purtroppo, però, non è fiction. Alcuni «bambini cavia» sono sottoposti all'infusione di una brodaglia sconosciuta e pericolosa, oltre a soldi pubblici buttati. Ovviamente ci auguriamo che l'intruglio Stami-na non aggiunga sofferenza a sofferenza. Anche perché non sarebbe chiaro a chi attribuirne la responsabilità. Ma una cosa è certa: quello che Stamina rappresenta e che viene permesso è uno spettacolo avvilente e disgustoso. 

 

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Fecondazione eterologa, giuristi contro il ministero della Salute

Luca Coscioni - Ven, 25/07/2014 - 12:06
Fecondazione eterologa, giuristi contro il ministero della Salute Repubblica25 Lug 2014Caterina PasoliniFecondazione assistita

"Non esiste vuoto normativo sull'eterologa, la sentenza della Consulta è  immediatamente applicabile" e i centri italiani possono subito riprendere le tecniche di fecondazione con donazione di gameti. Lo afferma il Manifesto di giuristi, lanciato in rete e che si può firmare sul sito dell'associazione Coscioni che lo ha promosso. Elaborato dal presidente Filomena Gallo e dal giurista Stefano Rodotà, è stato sottoscritto da decine di uomini di legge, docenti di biodiritto come Gianni Baldini e tra gli altri Andrea Pugiotto, Ordinario di Diritto costituzionale, e Paolo Veronesi, Professore associato di Diritto Costituzionale. Nell'appello si accusano il ministero della Salute e "alcune lobby culturali del Paese" di tentare "con ingiustificati deterrenti di ritardare l'applicazione del dispositivo costituzionale". 

Nel manifesto i giuristi rispondono a tre quesiti fondamentali, ovvero perché il divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale, perché la sentenza non crea vuoto normativo ed infine perché, nonostante la sentenza, permangono le tutele dei donatori, delle coppie riceventi e dei nati. 

Gli esperti di diritto dicono e ripetono che non c'è nessun impedimento per non rispettare pienamente quanto sancito dalla sentenza della Consulta. E che quindi non occorre nessun intervento governativo o parlamentare per attuarla o colmare un qualche ipotetico vuoto normativo. Anzi, insistono sul fatto che ogni ritardo rispetto alla ripresa dell'attuazione della tecnica eterologa sarebbe solo pretestuoso.

fecondazione eterologa
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Esecuzione in Arizona, Nessuno tocchi Caino: sbarazzarsi una volta per tutte del sistema arcaico della pena di morte

Radicali Italiani - Gio, 24/07/2014 - 18:09
24/07/14

Dichiarazione di Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino

Roma, 24 luglio 2014

“L’esecuzione di Joseph Wood in Arizona è solo l’ultima di una serie di esecuzioni “arrangiate” negli Stati Uniti, dove i farmaci mortali sono forniti alle amministrazioni penitenziarie ormai solo da laboratori artigianali, i quali sono stati coperti dal segreto di stato per tentare di impedire alle associazioni abolizioniste di fare pressione su di loro e ottenere, come è avvenuto con successo nel recente passato con le grandi case farmaceutiche multinazionali, di bloccare la vendita e l’uso letale dei loro prodotti.

E’ già abbastanza grave che la pena di morte resista nella più antica democrazia del mondo, gli Stati Uniti, ma è ancor più inquietante assistere alle orribili conseguenze della presunta civiltà dell’iniezione letale. Svanito il mito di un metodo indolore, dolce e più umano di fare giustizia, rimane un ultimo, decisivo passo da compiere: sbarazzarsi una volte per tutto del sistema arcaico della pena di morte, cioè dell’aberrazione di uno Stato che per punire Caino diventa esso stesso Caino, per salvaguardare giustamente Abele crea malamente i suoi Abele.”

 

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