Radicali

Trasmissione su Radio Radicale, soppressione del Tribunale per i Minorenni, proposte sen. Cardiello

Rassegna Stampa - Sab, 30/08/2014 - 19:48

Trasmissione in diretta su Radio Radicale a cura della Lega Italiana per il Divorzio Breve con in collegamento il senatore Franco Cardiello, membro della commissione giustizia e del gruppo Forza Italia, e Fabio Nestola, Presidente della Fe.N.Bi. (Federazione Italiana per la Bigenitorialità). In studio Diego Sabatinelli per il tema della puntata: le proposte del senatore Cardiello per la soppressione del Tribunale per i Minorenni LEGGI TUTTO

leggi tutto

Categorie: Politica, Radicali

Magi: città metropolitana, tanto attesa nasce male, in sordina, in modo antidemocratico e senza dibattito alcuno.

Radicali Italiani - Sab, 30/08/2014 - 16:03
30/08/14

"Non c'è informazione, non c'è regolamento, e l'accesso alla competizione elettorale è limitato anche a causa dei tempi stretti. Necessario che le forze democratiche si mobilitino per limitare, nel poco tempo che rimane, i danni di una riforma nata male" 

Dichiarazione di Riccardo Magi, consigliere Capitolino Radicale eletto nella Lista civica Marino

La nascita delle città metropolitane e quindi anche della Città metropolitana di Roma Capitale, è stata indicata per molti anni come un fatto indispensabile e per certi versi risolutivo: la svolta necessaria a individuare e riconoscere finalmente la dimensione territoriale e istituzionale più opportuna per il governo integrato delle grandi questioni strategiche e per lo sviluppo delle aree metropolitane. Eppure questo processo così atteso si sta svolgendo con modalità e in un contesto a dir poco preoccupanti.
A Roma i membri del primo Consiglio metropolitano saranno eletti il 5 ottobre prossimo e le liste di candidati devono essere depositate entro il 15 settembre.
In base allo stesso scellerato approccio adottato per la riforma del Senato - che vede involversi in senso antidemocratico e lesivo della rappresentanza popolare tutti gli ordinamenti concernenti il decentramento o i livelli istituzionali locali - le legge Del Rio non prevede elezioni popolari per il Consiglio metropolitano, che pure avrà un ruolo costituente dovendo scrivere lo Statuto dell'istituzione e definire aspetti fondamentali del suo funzionamento.
A Roma saranno quindi i sindaci e i consiglieri dei 121 comuni della provincia a "votarsi" ed eleggersi, il 5 ottobre prossimo, nel primo Consiglio metropolitano.
A ciò si aggiunga che le norme che fissano i termini del procedimento elettorale sono cambiate ancora l'11 agosto scorso; la convocazione dei comizi è avvenuta il 19 agosto. Non risulta essere stato emanato un Regolamento del procedimento elettorale ma solo circolari frammentarie; inoltre l'ufficio elettorale istituito presso la (ex) Provincia di Roma non è nelle condizioni di fornire i recapiti Pec dei consiglieri-elettori, nè risulta istituito un canale di comunicazione ufficiale del ristretto corpo elettorale per consentire a chi volesse presentare una lista di chiedere ai consiglieri di tutta la provincia le sottoscrizioni necessarie. Eppure mancano due settimane alla scadenza del termine per le candidature , fissato per il 15 settembre.

Tutto ciò sembra funzionale a garantire una elezione in sordina, un'elezione con scarsa o nulla legittimità democratica, dominata dall'accordo tra cordate di potere e di partito e persino inaccessibile a chi è estraneo a tali cordate per l'impossibilità di presentare una lista che raccolga le sottoscrizioni del 5% del corpo elettorale.
Infine, cosa non meno grave e anzi coerente con quanto appena descritto, manca del tutto un qualsiasi dibattito pubblico sulla Città metropolitana, che metta a confronto ipotesi, visioni, programmi, dibattito che dovrebbe nutrire questa fase costituente e il lavoro del Consiglio che si va ad eleggere. Non vi è chiarezza di intenti neanche sulla necessità di riconquistare nello statuto l'elezione del sindaco e del consiglio metropolitano con suffragio universale.  Per questo è necessario che le forze democratiche si mobilitino per limitare, nel poco tempo che rimane, i danni di una riforma nata male.

 

© 2014 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Sla, videoappello di un malato a Renzi perché passi dalle secchiate ai fatti su embrioni e nomenclatore

Luca Coscioni - Ven, 29/08/2014 - 16:19
Sla, videoappello di un malato a Renzi perché passi dalle secchiate ai fatti su embrioni e nomenclatoreMarco Gentili29 Ago 2014Nomenclatore tariffario

Dichiarazione di Marco Gentile, consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni

"Caro Matteo,

sono un dirigente dell’Associazione Luca Coscioni e Consigliere comunale di Tarquinia eletto nel Pd; sono affetto da Sla2, una malattia degenerativa che per ora mi costringe a stare su una sedia a  rotelle.

La concomitanza di questo video con il Consiglio dei Ministri  mi obbliga a dirLe di trasformare in  atti concreti i buoni propositi che come Lei hanno visto compartecipi alcuni suoi Ministri. Nello specifico parlo dell’#IceBucketChallenge.

Come sicuramente saprà l’Associazione USA dalla quale è partita la catena delle secchiate d’acqua  devolve cospicui fondi proprio a quella ricerca sugli embrioni che da noi oggi è vietata dalla Legge 40. Bene! Dimostri all’Italia e al mondo intero che con il Suo agire politico “il fine prefigura i mezzi” e che questa non è solo una Sua trovata mediatica. Tolga subito il divieto che proibisce la  ricerca sugli embrioni.

Già che c’è e che Le capita di essere Presidente del Consiglio dei Ministri, interrompa, assieme ai  Ministri Padoan e Lorenzin, l’attesa che ci trasciniamo dietro da 14 anni sul rinnovo del “Nomenclatore dei dispositivi medici”. L’attuale nomenclatore non comprende gli unici dispositivi  (comunicatori a comando oculare e simili) disponibili da un decennio sul mercato che sono in grado  di tornare a far interagire i malati di Sla con la famiglia e il mondo esterno. Una volta compiuto questo, con l’hashtag #CaffèNeroBollente invito Lei e i Suoi Ministri a fare quanto è in Vostro potere per agevolare i malati di Sla. Inoltre invito tutti i cittadini italiani - e in particolare i malati di Sla e le loro famiglie - a bere un caffè, effettuare l’iscrizione all’Associazione Luca Coscioni e partecipare al Congresso da quest’ultima organizzato a Roma il 19, 20 e 21 settembre".

Categorie: Radicali

Mirella Parachini alla tavola rotonda "Diventare genitori oltre la legge 40"

Luca Coscioni - Ven, 29/08/2014 - 16:11
Fecondazione assistita

Mirella Parachini, dirigente dell'Associazione Luca Coscioni, parteciperà alla tavola rotonda intitolata "Diventare genitori oltre la legge 40". Insieme a lei, coordinati da Claudia Romanelli, interverranno Francesco Bilotta, Aldo Pagni e Maria Giovanna Caccialupi.

L'incontro organizzato dal Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Cagliari, all'interno della rassegna "Sui Generis 2014 - le giornate cagliaritane sulle Pari Opportunità", si terrà l'11 settembre alle ore 17.00 presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Cagliari.

Data: Giovedì, 11 Settembre, 2014 - 17:00Città: CagliariIndirizzo: Via Nicolodi, 112Organizzatore: Ordine Avvocati di Cagliari, Comitato Pari Opportunità AllegatoDimensione brochure SUI GENERIS (1).pdf861.34 KB sui generis locandina 2014.pdf360.85 KB
Categorie: Radicali

Dal governo doccia gelata sulla Sla. Dona pochi euro e toglie 75 milioni.

Luca Coscioni - Ven, 29/08/2014 - 11:21
Dal governo doccia gelata sulla Sla. Dona pochi euro e toglie 75 milioni.Libero29 Ago 2014Franco BechisFinanziamenti ricerca

Mezzo governo, presidente del Consiglio Matteo Renzi in testa, si è già fatto la doccia ghiacciata trasmettendo con più o meno efficacia il proprio personalissimo show all'Ice Bucket Challenge 2014, l'iniziativa mondiale per raccogliere fondi privati in favore dei malati di Sla. Hanno iniziato a gettarsi acqua in testa anche gli amministratori locali, e lo ha fatto con fascia da sindaco di ordinanza (sia pure versandosi un bicchiere e non un secchio d'acqua) anche il primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando. Lo show è diventato la mania dell'estate 2014, ed effettivamente sta iniziando a portare nei conti correnti dell'Aisla (la onlus per i malati di Sla presieduta dall'ex calciatore Massimo Mauro) fondi di una certa consistenza.

Premier, ministri e amministratori locali sono come tutti gli altri cittadini benvenuti alla gara di beneficenza. Ma per loro la questione è un po' diversa, visto che oltre ad essere comuni cittadini che possono fare quel che meglio gradiscono dei loro soldi, sono anche responsabili delle politiche di sostegno alla non autosufficienza. E mentre si versano fiumi di acqua in testa, i fondi pubblici destinati anche ai malati di Sla stanno terminando. Nel 2014, infatti, il Fondo per le non autosufficienze è stato finanziato per 275 milioni di euro, destinati a tutte le persone con handicap gravi e non solo ai malati di Sla. A questa somma è stato aggiunto uno stanziamento di 75 milioni di euro destinato «all'assistenza domiciliare per le persone affette da disabilità gravi e gravissime, ivi incluse quelle affette da sclerosi laterale amiotrofica». Quella somma però era una tantum, e dal prossimo primo gennaio 2015 il fondo complessivamente scenderà da 350 ai 275 milioni di euro che erano previsti per il 2013, con un taglio di 75 milioni di euro. A meno che non venga rifinanziato dal governo e dalla sua maggioranza, e possibilmente reso stabile. Ma in nessuno dei provvedimenti preparati dai protagonisti di governo delle docce estive quella misura è ancora stata prevista a questo momento. Si rischia cosi il grottesco: con una mano si donano 100 o 200 euro e si fa bella figura, con l'altra si tolgono 75 milioni di euro mettendo ko i malati e le loro famiglie.

Peraltro, il fondo era dotato di 400 milioni di euro fino al 2010. Con la crisi, prima è stato ridotto (2011) e poi nel 2012 addirittura azzerato dal governo di Mario Monti. Solo nel 2013 è stato ricostituito, appunto con la somma comunque ridotta di 275 milioni di euro. Ma è questione solo contabile da parte dello Stato, perché in realtà quei fondi non è detto che arrivino alle famiglie dei malati non autosufficienti né alle strutture preposte. O almeno arrivano con moltissimo ritardo, diventando così del tutto virtuali. Proprio in quella Palermo dove il sindaco Orlando si è lanciato in beneficenza, la onlus che raccoglierà i contributi privati, la Aisla, all'inizio di agosto ha protestato vivacemente con le istituzioni locali, in primis Regione Sicilia e poi con i Comuni che dovrebbero distribuire quei fondi. Rosario Crocetta, vista la mala parata, ha sbloccato due tranche di fondi che provenivano proprio dal Fondo nazionale per le non autosufficienze. Ma erano fondi relativi ancora al 2011, e quindi a pazienti e famiglie sono arrivati con ben tre anni di ritardo (sono 312 i malati di Sla in Sicilia). D'altro canto i fondi 2011 appena sbloccati non sono destinati direttamente ai malati, ma ai Comuni che a loro volta dovranno assegnarli a strutture o direttamente alle famiglie. Passerà ancora altro tempo prezioso. Secondo la denuncia dell'Aisla siciliana, anche una volta assegnate alle cooperative quelle risorse vengono messe a disposizione delle famiglie con grave ritardo: in molti casi ci vogliono anche sei mesi. Di fronte alla protesta, le autorità siciliane hanno scelto la via più inutile e tradizionale: hanno convocato associazioni e rappresentanti delle famiglie a un tavolo istituzionale per il prossimo 11 settembre. Si perderà cosi altro tempo...

Categorie: Radicali

Per chi cerca i bebè la "nuova Spagna" ora è la Toscana

Luca Coscioni - Ven, 29/08/2014 - 08:33
Per chi cerca i bebè la "nuova Spagna" ora è la Toscanail venerdì di Repubblica29 Ago 2014Michele BocciFecondazione eterologa

I telefoni che squillano a tutte le ore, le caselle di posta in arrivo che si riempiono. Non c'è agosto che tenga per chi vuole fare un figlio e, da quando è uscita la delibera toscana che dà il via alla fecondazione eterologa, i centri regionali sono stati presi d'assalto dalle coppie. Anche se finora si è lavorato a scartamento ridotto. Almeno la metà delle oltre mille richieste di informazioni su prezzo e tempi delle prime visite sono arrivate da altre zone del Paese. Del resto nessun governatore ha preso un provvedimento come quello di Enrico Rossi: dopo lo stop al decreto preparato dal ministro Lorenzin, è rimasto l'unico ad aver legiferato sulla base della sentenza della Corte Costituzionale che ha definitivamente mandato in cantina la legge 40 e tutti i suoi divieti. Così solo in Toscana, per ora, si può fare l'eterologa nei centri pubblici e in quelli convenzionati e la regione sta diventando la nuova Spagna, dove per dieci anni - tanto è rimasta in vigore la legge sulla fecondazione - si recavano la maggior parte di coloro i quali cercavano un figlio grazie al patrimonio genetico di almeno una persona esterna alla coppia. Nelle altre regioni si muovono solo i privati, alcuni con grande veemenza anche attraverso pubblicità sui media.

Nelle venti strutture che si occupano di pma (procreazione medicalmente assisitita) in Toscana, i trattamenti inizieranno a giorni. Al momento vengono preparate le liste di attesa e anche in pieno agosto si sono fatte visite e offerte consulenze. Molte strutture stanno interpellando le coppie che in passato hanno tentato la fecondazione omologa presso di loro senza successo: ora infatti avrebbero una nuova chance. A queste si aggiungono di giorno in giorno altre coppie, che sono state all'estero per la fecondazione eterologa senza risultati.

Rossi ha più volte ribadito che la Toscana «non vuole essere come la Spagna ma come il resto d'Europa», dove la tecnica che prevede l'utilizzo di gameti maschili o ovociti di donatori è diffusa quasi ovunque. E ha aggiunto che la delibera toscana è «cedevole», cioè con meno vincoli, rispetto alle leggi che verranno varate a Roma. Ma questo lo si capirà prossimamente.

Infografica a cura de "il venerdì di Repubblica"

Categorie: Radicali

Eterologa: aumentano le sottoscrizioni al Manifesto dei Giuristi. Tra i firmatari Emma Bonino

Luca Coscioni - Gio, 28/08/2014 - 15:19
Eterologa: aumentano le sottoscrizioni al Manifesto dei Giuristi. Tra i firmatari Emma BoninoAssociazione Luca Coscioni4 Ago 2014Fecondazione eterologa

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni

Sale ad oltre 500 il numero dei sottoscrittori del Manifesto dei Giuristi per il pieno rispetto della sentenza 162 dello scorso 9 aprile che ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa,  elaborato dall’Associazione Luca Coscioni.

Oltre ai primi firmatari tra i quali ricordiamo Filomena Gallo, Stefano Rodotà,  insieme con  Gianni Baldini, Andrea Pugiotto, Paolo Veronesi, Carlo Casonato,  ha aderito Emma Bonino e alcuni parlamentari tra cui Pia Locatelli,  Michela Marzano, Marisa Nicchi, Francesco Palermo,Laura Puppato ma anche Domenico Antonaci, Presidente Nazionale Siopam, Stefania Cantatore Udi di Napoli, Marco Perduca già Senatore e  Rappresentante all'Onu del Partito Radicale.

Giuristi, esperti di fecondazione assistita, politici, società civile tutta chiedono dunque che sia rispettato il dispositivo costituzionale il quale, non creando vuoto normativo, rende immediatamente applicabile la tecnica eterologa nei centri italiani, senza necessità di un decreto legge come deciso dal Ministro Lorenzin che di fatto determinerà nuove situazioni di discriminazione tra le coppie.

Come ha sottolineato la direttrice dell'Osservatorio sulla Famiglia dell'Eurispes, Andrea Catizone, sottoscrittrice anche lei del Manifesto: quanto alla fecondazione assistita sottolinea "è ormai una realtà generalmente accettata", tanto che, secondo il rapporto Eurispes 2014, 7 italiani su 10 la approvano.

Categorie: Radicali

Renzi faccia pure la doccia contro la Sla, ma per chi governa una secchiata non basta

Luca Coscioni - Gio, 28/08/2014 - 13:42
Renzi faccia pure la doccia contro la Sla, ma per chi governa una secchiata non bastail manifesto27 Ago 2014Maria Teresa AgatiFinanziamenti ricerca

«Purché se ne parli!» Questo in fondo è vero, ma solo a metà. Se a richiamare l'attenzione con un secchio d'acqua in testa sono persone comuni, opinion leader, persone che possono avere audience ma che non hanno diretto potere sulle cose da fare, ci sta; non è invece accettabile che chi deve agire - e ha il potere per farlo - per rendere più tollerabile (o meno intollerabile) la malattia e la disabilità si rovesci secchiate d'acqua in testa alla ricerca di una facile visibilità senza contemporaneamente dire che cosa ha fatto e che cosa ha intenzione di fare a breve di concreto e di efficace, mostrando la sufficiente competenza per essere credibile.

Mette a disagio l'intervento del ministro Beatrice Lorenzin (che, in verità, non mi pare si sia "ancora" versata acqua in testa) a Millenium un paio di settimane fa quando, parlando di quello che è stato fatto dal suo ministero, ha citato - nell'ambito del Patto della Salute - la revisione dei Lea e, in questi, del Nomenclatore tariffario delle protesi. Perché "mette a disagio"? Perché, nonostante il Ministro sia stata più volte coinvolta su questo argomento proprio dall'associazione Coscioni, rispondendo anche ufficialmente alla Commissione diritti umani del Senato su invito del senatore Luigi Manconi e incontrando una delegazione della Coscioni qualche settimana fa, ha mostrato una superficialità nella conoscenza non solo della materia ma, forse, anche di quello che sta predisponendo il tavolo tecnico da Lei istituito, da far paura.

Ha infatti parlato della revisione del Nomenclatore fermo dal «1986»: non esiste Nomenclatore del 1986, ma l'attuale (si fa per dire) è del 1999, tanto è vero che si chiama Dm 332/99; ha spiegato cosa sono le «protesi» citando come unico esempio le protesi acustiche (che non sono certo il segmento più significativo di quanto è attualmente incluso) ma, soprattutto, ha detto che il nuovo Nomenclatore comprenderà nuovi e moderni dispositivi tralasciando però di dire che il suo ministero (forse a sua insaputa) ha dato mandato ai rappresentanti regionali, riuniti in un «tavolo tecnico» per completare la revisione, di trasferire tutti gli ausili, con la sola eccezione dei pochi fabbricati su misura per la singola, persona, nell'elenco dei dispositivi da acquistare cori gare al massimo ribasso. Cioè, un unico modello di ausilio, comprato al prezzo più basso senza vincoli sulla qualità o, peggio ancora, sulla funzionalità, per tutti i diversi bisogni delle differenti persone che hanno necessità di quella tipologia di ausilio. E se quello che passa l'Asl non va bene, ognuno si acquisti - con soldi suoi - quello che gli serve.

Il premier Renzi, assieme alla secchiata d'acqua fresca in testa con fotografi al seguito, dovrebbe preoccuparsi di ottenere anche le informazioni su quello che il suo governo sta facendo per le persone con Sla e anche per tutte le altre persone con disabilità, che con ausili adeguati potrebbero vivere al meglio delle loro possibilità.

Ciò che invece in questi giorni, col favore del silenzio estivo, sta facendo il suo governo, ci fa quasi sperare che il «nuovo» Nomenclatore non arrivi mai, perché il vecchio appare - purtroppo - meglio del nuovo e perché abbiamo scoperto che la scure dei tagli si sta abbattendo pesantemente su questo settore, non già per tagliare sprechi, ma per tagliare diritti.

Magari succederà che nel «nuovo» Nomenclatore siano inserite nuove tipologie di ausilio quali i comunicatori per i malati di Sla e che a breve il Ministro compaia per annunciare con enfasi queste nuove opportunità offerte; occorre sapere che questi possibili nuovi inserimenti che faranno audience e genereranno consensi saranno finanziati dalla mancanza della possibilità di scelta dell'assistito (e del medico che lo consiglia e che ha il compito di prescriverli) dell'ausilio giusto per la sua autonomia perché potrà essere fornito solo quel prodotto comprato dall'Asl a un tanto a container. Come si fa per la carta igienica o i toner per le fotocopiatrici.

Comunque l'idea della doccia fredda per i dirigenti Coscioni ci sta: loro ne hanno il diritto.

Categorie: Radicali

Anche in spiaggia: poco per molti o molto per pochi?

Luca Coscioni - Gio, 28/08/2014 - 07:50
Anche in spiaggia: poco per molti o molto per pochi?superando.it27 Ago 2014Giorgio GentaVita indipendente

A riprova che non vi è alcuna differenza tra persone con o senza disabilità vorrei riproporre l’eterno quesito: è meglio fare molto per pochi o poco per molti?
Secondo i politici – e non solo quelli del nostro Paese – è certamente meglio fare poco per molti: vi è infatti maggior guadagno elettorale a fare avere un euro (un servizio, uno sconto, la promessa di qualcosa che vale un euro…) a un milione di cittadini che non 1.000 euro a 1.000 di loro che ne hanno urgente e vitale necessità.
In un mio precedente articolo avevamo trattato l’argomento – spero voi ed io insieme -, a proposito del piccolo Comune o della grande città, chiedendoci, in relazione alle persone con disabilità, se fosse meglio che l’Amministrazione comunale facesse molto per poche di loro – Patto di Stabilità permettendo – oppure meno ma per tutte.
Ora – come documentato nei giorni scorsi da «Superando.it» – un fatto di cronaca e le richieste di un’Associazione ripropongono indirettamente il quesito nei confronti della Capitale, per quanto riguarda l’accesso al mare e il significato reale di tale accesso.

In sostanza, l’Associazione Luca Coscioni ritiene giustamente che raggiungere il mare, ma non poter fare il bagno, equivalga semplicemente a prendere il sole. Giustissimo! Per fare il bagno, infatti, necessita un ausilio adeguato che consenta, in dignità e senza rischi, di farlo davvero, questo benedetto bagno, bizzarrie climatiche permettendo. Una “carrozzina da mare” da mare, direte voi, e sarete nel giusto.
Ebbene, di carrozzine da mare ne esiste una vastissima tipologia e forse in nessun altro campo dello scibile mi sento altrettanto ferrato: me ne occupo infatti dal 2005 e vanto indiscussi successi: introduzione in Italia di un modello specifico designed for all (pur essendo di costruzione francese!); vittoriosa ma amichevole battaglia che ha costretto enti vari ad acquistarne alcune e a metterle gratuitamente a disposizione dell’utenza; ideazione della “Giornata dell’Integrazione Balneare”; effettuazione di test di galleggiabilità e sicurezza nella vasca di un’Unità Spinale Unipolare ecc.
Alcune carrozzine da mare sono espressamente studiate per una specifica disabilità, altre permettono solo il transito su sabbia e sassi e di raggiungere sì la battigia, ma non di fare il bagno, altre ancora di fare il bagno se si nuota; e naturalmente la carrozzina da mare ideale non esiste.
All’ideale si avvicina quella che consente il transito su sabbia e sassi, la balneazione assistita o autonoma e la possibilità, per chi può, di abbandonarla, una volta raggiunta una profondità adeguata al nuoto. Il tutto in sicurezza e, ove possibile, in relativa autonomia.
Le case costruttrici di carrozzine da mare evidenziano le virtù dei loro prodotti nei video reperibili sui loro siti, anche se talvolta nei filmati l’utente – se uomo somigliante a Paul Newman giovane, se donna a Brigitte Bardot da ragazza – non parrebbe averne bisogno.
Generalmente il costo è proporzionale alla specificità dell’utenza alla quale la carrozzina da mare è destinata: costano meno quelle “generaliste”, di più quelle specializzate, diciamo da alcune centinaia a diverse migliaia di euro.
Personalmente ritengo che un Comune – piccolo o grande che sia – dovrebbe tutelare (e in ciò esaudirebbe lo spirito e il dettato di tutte le leggi italiane che riguardano la disabilità e l’handicap, dalla 104/92 alla 67/06) il buon diritto delle persone con disabilità, facendo rientrare una “seria” carrozzina da mare tra le attrezzature obbligatorie per gli stabilimenti balneari.

Dimenticavo: se qualcuno è interessato, potrà leggere tra qualche giorno – purtroppo sempre a mia firma – della cosiddetta “Bandiera Lilla”, ovvero del significato e della genesi di essa, delle Regioni e dei Comuni virtuosi, delle cerimonie di attribuzione e dei festeggiamenti locali nei Comuni meritevoli (premiati, naturalmente, con… una carrozzina da mare!).

Categorie: Radicali

Ancona CentroH news - l'associazione Luca Coscioni si presenta

Luca Coscioni - Mer, 27/08/2014 - 17:20
Ancona CentroH news - l'associazione Luca Coscioni si presentaCentroH new27 Ago 2014Renato BiondiniVita indipendente

In occasione della manifestazione APRI LA CITTA'  "disabili in festa contro ogni pregiudizio", che si svolgerà il 21 settembre ad Ancona, organizzata dal Coordinamento  A.Re.A. associazioni in rete di Ancona (di cui la cellula Coscioni di Ancona è partner)  il bimestrale  Centro H new,  edizione di agosto 2014, presenta le associazioni che hanno organizzato l'evento, tra cui la cellula di Ancona dell'ass. Luca Coscioni.

 

AllegatoDimensione Manifesto Apri la città 2014.pdf347.74 KB CentroH-new1.jpg778.29 KB CentroH-new2.jpg839.01 KB
Categorie: Radicali

Ancona 21 settembre 2014 "Disabili in festa contro ogni pregiudizio"

Luca Coscioni - Mer, 27/08/2014 - 17:09
Vita indipendente

Il  Coordinamento  A.Re.A - associazioni in rete di Ancona (di cui la cellula Coscioni è partner)  organizza ad Ancona il 21 settembre, in piazza Roma - dalle 16  alle  21 -   la manifestazione   APRI  LA CITTA'  "disabili in festa contro ogni pregiudizio"

Ci saranno momenti di approfondimento tematico, esposizione degli elaborati del progetto "Una città per tutti", intrattenimento musicale e esibizioni sportive.

 

Data: Domenica, 21 Settembre, 2014 - 16:00 to 21:00Città: ANCONAIndirizzo: Piazza RomaOrganizzatore: A.Re.A. - Centro H Ancona AllegatoDimensione Manifesto Apri la città 2014.pdf347.74 KB
Categorie: Radicali

Sla: al prossimo consiglio dei ministri secchiate per tutti su ricerca e Lea

Luca Coscioni - Lun, 25/08/2014 - 14:16
Sla: al prossimo consiglio dei ministri secchiate per tutti su ricerca e LeaFilomena Gallo, Marco Cappato25 Ago 2014Cellule staminali

Dichiarazione di Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretario e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni

Roma, 25 agosto 2014

Con la secchiata di acqua gelida, il cittadino Matteo Renzi ha mostrato pubblicamente interesse alla lotta contro la sclerosi laterla amiotrofica. Bene.

Ora, il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi ha la grande responsabilità di proseguire o interrompere politiche del "suo" Governo che vanno esattamente contro l'interesse dei malati di SLA.

Per prima cosa, Renzi e i suoi Ministri della Salute e dell'Economia devono scegliere se continuare a difendere, in particolare nei procedimenti giudiziari interni e internazionali una legge -la legge 40- che proibisce la ricerca sugli embrioni, oppure se eliminare tale divieto. Non deve sfuggire né a Renzi né agli altri Ministri che l'Associazione USA dalla quale è partita la catena delle secchiate devolve cospicui fondi proprio a quella ricerca sugli embrioni da noi vietata.

In secondo luogo, il Presidente del Consiglio, insieme al Ministro della Salute e a quello dell'Economia, devono decidere se proseguire o interrompere l'attesa - che dura da ormai 14 anni!!- del rinnovo del  "Nomenclatore dei dispositivi medici" per i quali è previsto il rimborso. L'attuale nomenclatore non comprende gli unici dispositivi (comunicatori a comando oculare e simili) disponibili da un decennio sul mercato che sono in grado di tornare a far interagire i malati di SLA con la famiglia e il mondo esterno. Non solo il nomenclatore non è stato aggiornato neanche da questo Governo, ma le proposte finora su tavolo rischierebbero di peggiorare la situazione.

In occasione del prossimo Consiglio dei Ministri, il Presidente del Consiglio potrebbe sfidare se stesso e i Ministri Lorenzin e Padoan -con o senza secchiate- ad assumere queste due iniziative fondamentali per le speranza e la qualità della vita dei malati di SLA. 

 

Categorie: Radicali

Nuova iniziativa di Maurizio Turco e nostra risposta.

Luca Coscioni - Lun, 25/08/2014 - 14:15
Nuova iniziativa di Maurizio Turco e nostra risposta.26 Ago 2014In merito alla vicenda da noi resa pubblica alcune settimane fa, relativa ad un accesso agli atti del tesoriere del Partito radicale Maurizio Turco (puoi rileggerla a questo link) presso il Ministero degli Affari sociali su documenti dell'Associazione Luca Coscioni (puoi leggere nostre precisazioni al Ministero a questo link) pubblichiamo, come dallo stesso Maurizio Turco richiestoci, questa sua ulteriore iniziativa di contestazione del nostro operato attraverso la mail e i file che ci ha inviato.   ----------
Il giorno 25 agosto 2014 21:33, maurizio turco ha scritto:

In allegato alcune note sulla comunicazione e una cronologia delle comunicazioni intercorse.

2014 08 24 note sulla lettera gallo cappato dell'8 agosto (pdf)

2014 08 24 cronologia delle comunicazioni (pdf)

  -----------  

Da parte nostra, ribadiamo a Maurizio Turco e pubblicamente che:

1. l'associazione ha regolarmente tenuto e verbalizzato tutte le riunioni contestate. Quelle riunioni non sono state pubblicate da Radio radicale perchè all'ordine del giorno vi erano esclusivamente adempimenti formali richiesti dal Ministero e già presentati in sede di Consiglio generale senza obiezione alcuna, nonché confermati negli 8 anni successivi (vedi nota a piè pagina). 

2. Le sedi attraverso le quali l'associazione opera sono sedi militanti, nel rispetto dei criteri di legge, inclusa la relativa pubblicizzazione.

Al contrario di quanto insinuato "con sdegno" dal Tesoriere del Partito radicale, non invochiamo dunque alcuna "ragion di partito" (espressione con la quale Turco vorrebbe evocare grandi battaglie radicali, col risultato di farne la caricatura). Rivendichiamo il nostro operato, del quale forniamo rendiconti pubblici costanti (al contrario del Tesoriere del Partito radicale), e del quale rispondiamo pienamente e in ogni sede.

Prendiamo atto che il Tesoriere del Partito radicale utilizza la propria carica per provare a far annullare l'accreditamento dell'associazione presso il Ministero e i relativi fondi del 5x1000. Riteniamo che tali sforzi (a noi resi noti dalle comunicazioni del Ministero, non da Turco) sarebbero degni di miglior causa.

Quanto alla sua pretesa di tutelare in questo modo il Partito radicale rispetto a eventuali "danni", ci pare formalmente infondata e politicamente insensata. Spetterà comunque ai responsabili e dirigenti a vario titolo del partito stesso, e agli iscritti quando ve ne sarà occasione, di esprimersi in merito. 

Per parte nostra, cercheremo di occuparci di quello di cui ora più ci importa: il successo dell'XI Congresso dell'associazione Luca Coscioni, convocato a Roma dal 19 al 21 settembre, al quale siete tutti invitati.

Filomena Gallo e Marco Cappato
Segretario e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni 

NOTA: ADEMPIMENTI FORMALI ADOTTATI NELLE RIUNIONI CONTESTATE

1- esplicitare il diritto di voto di tutte le categorie di soci
2- far ratificare dall'assemblea l'appartenenza al Consiglio generale dei Parlamentari iscritti

Tali regole, da 8 anni pubbliche e pubblicate insieme ai nostri statuti e bilanci, sono tuttora in vigore.


 

 

 

Categorie: Radicali

SLA: Gallo e Cappato, al prossimo consiglio dei ministri secchiate per tutti su ricerca e lea

Radicali Italiani - Lun, 25/08/2014 - 14:05
25/08/14

Dichiarazione di Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretario e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni

Roma, 25 agosto 2014

Con la secchiata di acqua gelida, il cittadino Matteo Renzi ha mostrato pubblicamente interesse alla lotta contro la sclerosi laterale amiotrofica. Bene.

Ora, il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi ha la grande responsabilità di proseguire o interrompere politiche del "suo" Governo che vanno esattamente contro l'interesse dei malati di SLA.

Per prima cosa, Renzi e i suoi Ministri della Salute e dell'Economia devono scegliere se continuare a difendere, in particolare nei procedimenti giudiziari interni e internazionali una legge -la legge 40- che proibisce la ricerca sugli embrioni, oppure se eliminare tale divieto. Non deve sfuggire né a Renzi né agli altri Ministri che l'Associazione USA dalla quale è partita la catena delle secchiate devolve cospicui fondi proprio a quella ricerca sugli embrioni da noi vietata.

In secondo luogo, il Presidente del Consiglio, insieme al Ministro della Salute e a quello dell'Economia, devono decidere se proseguire o interrompere l'attesa - che dura da ormai 14 anni!!- del rinnovo del  "Nomenclatore dei dispositivi medici" per i quali è previsto il rimborso. L'attuale nomenclatore non comprende gli unici dispositivi (comunicatori a comando oculare e simili) disponibili da un decennio sul mercato che sono in grado di tornare a far interagire i malati di SLA con la famiglia e il mondo esterno. Non solo il nomenclatore non è stato aggiornato neanche da questo Governo, ma le proposte finora su tavolo rischierebbero di peggiorare la situazione.

In occasione del prossimo Consiglio dei Ministri, il Presidente del Consiglio potrebbe sfidare se stesso e i Ministri Lorenzin e Padoan -con o senza secchiate- ad assumere queste due iniziative fondamentali per le speranza e la qualità della vita dei malati di SLA. 

   

© 2014 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Le speranze per una malattia subdola di causa ignota

Luca Coscioni - Lun, 25/08/2014 - 13:03
Le speranze per una malattia subdola di causa ignota Il Sole 24 ore25 Ago 2014Gilberto CorbelliniFinanziamenti ricerca

Perché proprio la Sclerosi laterale amiotrofica (Sla)? Indiscutibilmente per la bravura di un malato tra i più impegnati negli Stati Uniti nella sensibilizzazione sociale per l’impatto sanitario dovuto a questa malattia: l’ex giocatore di baseball Pete Frate. Nei giorni scorsi Frate è riuscito a infettare il pianeta digitale, prima che quello analogico, con la sfida della secchiata d’acqua ghiacciata. Comunque, la Sla è una malattia importante, trattandosi di un disturbo neurologico, il principale tra quelli che colpiscono i neuroni motori, senza speranza, che in Italia riguarda circa 3500 persone (5000 secondo le stime Aisla), con più o meno circa 1000 nuovo casi all’anno. La sua presenza nella popolazione, in ragione del miglioramento di cure e assistenza, è in aumento. Non se ne conoscono le cause. Solo il 10% dei casi risulta da fattori prevalentemente genetici, mentre per il resto vi sono delle predisposizioni genetiche che favoriscono degli effetti patogeni nella fisiologia dei neuroni motori di vari fattori ambientali. Probabilmente inquinanti o composti chimici naturali. O forse traumi, con i quali si cerca di spiegare l`apparente, ma controversa, maggiore frequenza della malattia tra chi fa attività sportive che comportano frequenti colpi alla testa. Descritta da uno dei maestri di Sigmund Freud, Jean-Martin Charcot negli anni 1869-74, la Sla colpisce i neuroni motori superiori e inferiori, si manifesta con crampi e indebolimento di muscoli, e – dall’esordio al decesso - lascia davvero poco tempo: in media tre-cinque anni, e rarissimamente più di sette-dieci. Un tempo scandito dalla progressiva perdita di ogni capacità motoria, che alla fine può produrre una condizione simile a quella dei "chiusi dentro". Una coscienza funzionante cementata in un corpo che vien fatto vegetare. Dato che non si conoscono le cause, c’è poco da aspettarsi dalle terapie. L’unico farmaco in uso dal 1995 è il Riluzolo, che costa 5 euro a compressa - per fortuna in Italia è interamente rimborsabile - ma che ha il solo effetto di ritardare di alcuni mesi il ricorso al respiratore artificiale. Ci sono alcuni altri farmaci allo studio, e la Food and Drug Administration ha recentemente autorizzato in due importanti centri ospedalieri statunitensi la sperimentazione clinica di cellule staminali mesenchimali prodotte da una company israeliana. Purtroppo queste sperimentazioni rispondono più a giochi politici che a serietà scientifica, perché senza capire la biologia della SLA non si troverà certo miracolosamente una cura. I modelli animali della malattia, che sono stati messi a punto in laboratorio per quanto riguarda le mutazioni genetiche chiaramente identificate, non sembrano molto usati per studiare, come sarebbe ben più importante, la patofisiologia della condizione. I finanziamenti federali negli Usa ammontano a circa 40 milioni di dollari per la Sla; di fatto con un taglio di 5 milioni dal 2012 al 2013, effettuato, come qualcuno ha fatto notare, proprio dagli stessi politici che si fanno ritrarre sotto una secchiata d’acqua ghiacciata. Il fatto, come si diceva, che molti trattamenti di sostegno e palliativi migliorino le condizioni e quindi concorrano ad aumentare il numero di malati in vita sta facendo aumentare il numero dei malati, e quindi anche la forza complessiva delle loro richieste. Con vantaggi e rischi. La Sla è anche una delle condizioni che più spesso ha portato i malati e le loro associazioni a richiedere una legislazione civile sulle direttive anticipate di trattamento. Malato e morto di Sla era Luca Coscioni. Nei paesi del mondo dove valgono queste direttive sia chi vuole continuare a vivere, sia chi a un certo punto vuole decidere altrimenti, può farlo. In Italia questo non è possibile. Intanto è opportuno che si raccolgano fondi per la ricerca, in attesa che ci si renda conto che vanno investiti principalmente in ricerca di base e che comunque si abbia più normalmente presente che senza ricerca scientifica nessuna malattia rara può essere curata. Speriamo che questa attenzione serva anche a riaprire il triste capitolo della legge sulle direttive anticipate che in Italia aspettiamo da un paio di decenni ormai.    

Categorie: Radicali

La guerra dei giudici su Stamina 172 la bocciano, 164 la promuovono

Luca Coscioni - Lun, 25/08/2014 - 11:31
La guerra dei giudici su Stamina 172 la bocciano, 164 la promuovono Repubblica25 Ago 2014Michela MarzanoCellule staminali

Con il sequestro delle cellule staminali disposto dalla procura di Torino per impedire le infusioni di Stamina disposte da un altro tribunale, si è ormai arrivati a un vero e  proprio paradosso. Non solo sembra che sia la giustizia, e non più la scienza o la medicina, ad avere l’ultima parola sulla salute, ma sembra anche che la giustizia, esattamente come  l’opinione pubblica, si spacchi in due  fazioni. Nel corso degli ultimi mesi, sono stati 172 i giudici che, indagando sulla sua pericolosità,  si sono espressi  contro il metodo Stamina, e 164 che  hanno invece deciso che, senza più  perdere tempo, si dovesse andare  avanti con le cure ideate da Davide  Vannoni imponendo ai medici di riprendere  le infusioni. Ma chi ha il diritto di decidere che cosa sia o meno  legittimo fare in materia sanitaria?  E possibile che anche la macchina giudiziaria contribuisca ad alimentare il mercato della speranza suscitato da queste cure controverse?  Che la medicina progredisca grazie  alla validazione scientifica e alla sperimentazione rigorosa dei nuovi farmaci e delle nuove terapie è pacifico. Esattamente come è da  tutti riconosciuta la necessità che  siano rispettati determinati protocolli,  verificando i risultati delle  proprie ricerche nel modo più obiettivo e trasparente possibile, proprio  per evitare che cialtroni e disonesti  approfittino della disperazione  della gente. Eppure, nel caso Stamina, i metodi adottati non solo non hanno ancora ottenuto alcuna validazione, ma hanno anche suscitato una reazione di forte ostilità da  parte della comunità scientifica. Fatti innegabili che hanno portato il ministro Lorenzin a bloccare la sperimentazione prima che la giustizia intervenisse portando, nel giro  di pochi mesi, a numerose decisioni  contraddittorie. Fatti innegabili che, come sottolineato a più riprese  sia dall’Aifa sia da molti medici  e scienziati, si dovrebbe far fatica  a contestare, nonostante le  infusioni vengano utilizzate con pazienti  affetti da malattie neuro-degenerative  per i quali la medicina  sembra ancora non poter fare nulla.  A meno di non lasciarsi influenzare  dall`onda di una compassione  cieca che, anche in assenza di prove,  sembra ormai dettare la propria  legge all’opinione pubblica. Una compassione comprensibile, visto che ci si trova di fronte alla disperazione  di tante famiglie che cercano  solo di trovare una soluzione alla  sofferenza dei propri bambini. Ma che può anche trasformarsi in crudeltà, visto che rischia di non fare altro  che alimentare la speranza di chi, per ovvi motivi, è pronto a tutto  pur di negare I’ ineluttabilità della  sofferenza e della morte.  Certo, anche i magistrati non possono non essere influenzati dalla disperazione di chi è pronto a tutto pur di salvare i propri figli. Certo, non è facile non permettere a chi sta morendo di accedere a cure compassionevoli, anche in assenza di prove oggettive. Certo, la pressione e i ricatti emotivi di Statuina sono numerosi. Ma non c’è il rischio, cedendo ai ricatti emotivi, di alimentare inutilmente la speranza di chi è disperato, strumentalizzandone  la sofferenza? Non c’è il rischio, attraverso queste decisioni contraddittorie, di non tutelare più chi soffre, rendendo inoltre vano lo sforzo di chi, attraverso la ricerca e la pratica ospedaliera, si batte per il bene dei malati? Forse sarebbe meglio "sospendere il giudizio", smetterla di appiattirsi sull`opinione pubblica e non decidere solo in base alla compassione. Forse sarebbe opportuno, almeno in un primo tempo, evitare cortocircuiti giudiziari e arrivare a posizioni condivise trovando  il modo di permettere alla Corte  di Cassazione di decidere il più velocemente possibile. Ma è soprattutto necessario ricordarsi che l’ultima  parola, in materia sanitaria, dovrebbe sempre spettare alla scienza. È questo che si è imparato nel corso dei secoli e che ha permesso alla medicina di progredire.  Come ricorda il celebre giuramento  di Ippocrate, la missione di ogni medico è quella di tutelare la salute dei  pazienti e di far di tutto per alleviarne  le sofferenze. Evitando non solo che corrano rischi eccessivi, ma anche che si illudano inutilmente.   

Categorie: Radicali

Sequestrate le cellule di Stamina. I pm contro le sentenze pro infusioni

Luca Coscioni - Lun, 25/08/2014 - 11:01
Sequestrate le cellule di Stamina. I pm contro le sentenze pro infusioni Corriere della sera25 Ago 2014Margherita De Bac, Mario PappagalloCellule staminali

Oggi Noemi, bambina affetta da Sma1, doveva essere ricoverata agli Spedali Civili di Brescia per la sua prima infusione del metodo Stamina per ordinanza di un giudice dell`Aquila. Ma ieri, alle 16.30, i carabinieri del Nas hanno posto sotto sequestro cellule e apparecchiature del laboratorio utilizzato dalla Stamina Foundation di Davide Vannoni & C. per preparare le infusioni «segrete». Subito dopo i carabinieri hanno avvertito i genitori di Noemi di non fare un viaggio a vuoto. Chi ha ordinato il sequestro? La Procura di Torino, allo scopo di impedire la prosecuzione di «attività delittuose». Di reiterare quei reati per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio di Vannoni, e altri 12, accusati di truffa, associazione a delinquere, somministrazione di medicinali imperfetti o «in specie e qualità diverse da quella dichiarata o pattuita». Così (forse) si chiude la storia, tutta italiana, di giudici del lavoro che dicono sì a ciò che la scienza ha definito inefficace e pericoloso e che per altri magistrati è una truffa. Il provvedimento di sequestro - 88 pagine - è firmato dal gip Francesca Christillin. Su richiesta del pm Raffaele Guariniello. E il parere positivo del capo della Procura Armando Spataro e del procuratore generale Marcello Maddalena. Motivazioni condivise. Importante la struttura del decreto. L`incipit in un articolo che in data 8 maggio 2009 è pubblicato dall`inserto Salute del Corriere della Sera. Titolo: «Dottore dove posso guarire con le staminali?». Parte l`inchiesta, che poi si divide in due fasi: la prima dal 2009 al 2011,1a seconda dal 2012 al 2014. La prima, con pagamenti chiesti ai pazienti anche di 5o mila euro, è definibile «artigianale». La seconda è quella «industriale»: si pensa in grande e si cerca una struttura sanitaria pubblica in cui insediarsi. La scelta cade su Brescia. C`è l`aiuto di un «paziente eccellente»: Luca Merlino, direttore vicario dell`assessorato alla Sanità della Regione Lombardia, affetto da una patologia neurodegenerativa (Sma5) e quindi interessato al metodo. Merlino, interrogato, ha poi dichiarato di non aver «ottenuto alcun miglioramento». Parte l’avventura. «Brescia è nostra a 36o gradi», scrive in una email Marino Andolina, medico e vice di Stamina, a Vannoni nel 2011. Il particolare emerge dal decreto, che prosegue: il trattamento (proposto per un numero sterminato di patologie) viola le norme vigenti e anche la legge del 2013 (cure palliative) che prevede solo procedure idonee e in strutture pubbliche. Il laboratorio di Brescia, invece, è chiaramente inidoneo per le manipolazioni cellulari. Inquietante la descrizione di come la biologa Erica Molino (tra gli indagati) portava da fuori, e solo quando serviva, la soluzione «retinoicaetanolo» utilizzata per preparare le infusioni: nella sua borsetta, senza alcun accorgimento di conservazione e isolamento. Il gip scrive poi: tutto il mondo scientifico è schierato contro il metodo Stamina, l`unico medico favorevole è il coimputato Andolina. Al decreto sono allegate cinque consulenze tecniche, dalle quali risulta l`esistenza di rischi per i pazienti infusi: rischi immunogenici, di infezioni anche gravi, di localizzazioni anomale delle cellule infuse, di insorgenza di tumori, di anomalie del fenotipo (l`espressione dei geni). La relazione di Massimo Dominici, biologo cellulare dell’università di Modena, che era stato incaricato di analizzare una delle infusioni, è preoccupante: «Le cellule per le infusioni non sono in grado di rispettare i criteri di staminalità, non sono in grado di beneficiare i bambini... In pratica si parlava di staminali, ma si infondeva altro». Il gip cita l’Aifa e il documento stilato nel novembre 2012 da un board di saggi incaricato di esprimere un parere. Angelo Vescovi, Bruno Dallapiccola, Rosaria Giordano, Massimo Dominici, Alessandro Rambaldi scrivono: «Esiste un concreto pericolo per i pazienti a causa delle modalità di conservazione delle cellule da trapiantare». C’è la bocciatura di due Nobel: Randy Schekman e Shinya Yamanaka. E il brevetto negli Usa? Respinto i128 gennaio 2013 per «inconsistenza, implausibilità e la mancata dimostrazione dell’esistenza di un metodo». 11 sequestro blocca così le sentenze favorevoli dei giudici del lavoro: finora 164. Ma ve ne sono state anche 172 negative e 43 che, pur dicendo sì, hanno indicato che le infusioni fossero preparate in Cell factory autorizzate. Il gip ordina, infine, che il direttore degli Spedali Civili dovrà «salvaguardare la vitalità delle cellule» sequestrate e «la funzionalità di ogni materiale». Lapidario Vannoni: «Il rischio che Stamina non riprenda più le attività è molto alto, ma credo che le famiglie non abbandoneranno la battaglia per la difesa dei loro diritti e questo mi fa ben sperare». 

 

cellule staminali
Categorie: Radicali

Trasmissione su Radio Radicale, divorzio breve: in collegamento il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri

Rassegna Stampa - Lun, 25/08/2014 - 10:01

 Per il sen. Maurizio Gasparri è un errore banalizzare il matrimonio consentendo ai separati di ottenere il divorzio in modo troppo rapido, anche se la maggioranza ormai è indirizzata verso un cambiamento che ne riduca i tempi. Leggi tutto

leggi tutto

Categorie: Politica, Radicali

© 2010 - 2014 copyright Divorzio Breve - :elp@