Radicali

Pubblicato il Bando di Soccorso Civile Nazionale 2015

Luca Coscioni - Dom, 17/05/2015 - 16:38
Pubblicato il Bando di Soccorso Civile Nazionale 2015Associazione Luca Coscioni17 Mar 2015Laicità

E' stato pubblicato ieri, 16 marzo, il bando per la selezione di 876 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale nella Regione Lazio. La data di scadenza per la presentazione delle domande è il 16/04/2015 ore 14.00.

Entro questa scadenza la domanda di partecipazioneva fatta pervenire secondo le seguenti modalità:

1. con Posta Elettronica Certificata (PEC) al seguente indirizzo: associazionelucacoscioni@pec.it (modalità preferibile)

2. a mezzo "raccomandata A/R" da spedire in Via di Torre Argentina 76, 00186 Roma (modalità preferibile)

3. consegnata a mano in Via di Torre Argentina 76- Roma (dalle ore 10.30 alle 13.00 o dalle 14.00 alle 18.00). 

La selezione dei volontari verrà effettuata direttamente dallo staff dell’ente. I candidati si dovranno attenere alle indicazioni fornite in ordine ai tempi, ai luoghi e alle modalità delle procedure selettive.

Gli strumenti utilizzati per l’espletamento delle procedure di selezione sono:

1. Valutazione documentale e dei titoli

2. Colloquio personale 

I candidati dopo la selezione saranno collocati lungo una scala di valutazione espressa in centesimi risultante dalla sommatoria dei punteggi massimi ottenibili sulle seguenti scale parziali:

1) Titolo di studio: massimo punteggio ottenibile 12 punti

2) Esperienze lavorative e/o di volontariato: massimo punteggio ottenibile 28 punti 

3) Colloquio: massimo punteggio ottenibile 60 punti 
 
 

 

Bando 2015

Allegato 1 Lazio

Allegato 2- Domanda di ammissione

Allegato 3- Dichiarazione titoli

Progetto presentato dall'Associazione Luca Coscioni

AllegatoDimensione PROG_Soccorso Civile_L Coscioni- pubblicazione.pdf624.27 KB Allegato-1-Lazio.pdf101.08 KB Allegato-2-DOMANDA-DI-AMMISSIONE.pdf296.19 KB Allegato-3-DICHIARAZIONE-TITOLI.pdf173.14 KB Bando-Lazio.pdf375.03 KB
Categorie: Radicali

Petrolio, ambiente e politica: Maurizio Bolognetti incontra gli studenti del Liceo Scientifico di Lagonegro

Radicali Italiani - Lun, 30/03/2015 - 23:30
30/03/15

 

Presso il Nuovo Cinema Iris di Lagonegro, Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali Lucani, ha incontrato gli studenti del Liceo Scientifico "F. De Sarlo", nell’ambito dell’assemblea d’istituto presieduta da Eugenio Scaramozza. L’esponente radicale ha tenuto una relazione intitolata "Petrolio, Ambiente e Politica" e si è soffermato sui contenuti delle inchieste sui veleni industriali e politici della Basilicata realizzate per Radio Radicale. L’incontro è stato introdotto dal prof. Gerardo Melchionda, referente di Libera nel lagonegrese. 

 

Qui per ascoltare l’incontro sul sito di Radio Radicale LINK 

line-height:115%;font-family:"Verdana","sans-serif"">

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Elenco Relazioni annuali del Ministro della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40/2004

Luca Coscioni - Lun, 30/03/2015 - 17:25
Elenco Relazioni annuali del Ministro della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40/200430 Mar 2015

La legge 40/04 all'art. 15 prevede le Relazione al Parlamento, testualmente :"1. L'Istituto superiore di sanità predispone, entro il 28 febbraio di ciascun anno, una relazione annuale per il Ministro della salute in base ai dati raccolti ai sensi dell'articolo 11, comma 5, sull'attività delle strutture autorizzate, con particolare riferimento alla valutazione epidemiologica delle tecniche e degli interventi effettuati.

 

2. Il Ministro della salute, sulla base dei dati indicati al comma 1, presenta entro il 30 giugno di ogni anno una relazione al Parlamento sull'attuazione della presente legge."

 

Leggi le relazioni qui

Alcuni commenti qui ( tutti in una pagina Relazione 2013  (Leggi i commenti di: Filomena Gallo, di Anna Pia Ferraretti, di Luca Gianaroli e di Filippo Maria Ubaldi)

Categorie: Radicali

Dubbio di legittimità sul divieto di revoca del consenso informato e donazione degli embrioni alla ricerca

Luca Coscioni - Lun, 30/03/2015 - 17:23
Dubbio di legittimità sul divieto di revoca del consenso informato e donazione degli embrioni alla ricerca30 Mar 2015

 

Con Ordinanza  (leggi testo)del 7 dicembre 2012 emessa dal Tribunale di Firenze nel procedimento civile promosso da C. S. A. e P. G. contro Centro di fecondazione assistita «Demetra» S.r.l. e Presidenza del Consiglio dei ministri. Procreazione medicalmente assistita - Sperimentazione sugli embrioni umani - Divieto di qualsiasi ricerca clinica o sperimentale sull'embrione che non risulti finalizzata alla tutela della salute e allo sviluppo dello stesso - Carattere assoluto e inderogabile - Conseguente operativita' anche rispetto agli embrioni residuati da PMA non piu' impiegabili per fini procreativi (in quanto malati o non biopsiabili) e destinati all'autodistruzione - Irragionevole difetto di bilanciamento della tutela dell'embrione con l'interesse costituzionalmente rilevante alla ricerca scientifica bio-medica - Contrasto con la promozione dello sviluppo della ricerca scientifica e con la tutela della salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettivita' - Contrasto con la Convenzione di Oviedo sulle biotecnologie. - Legge 19 febbraio 2004, n. 40, art. 13 (commi 1, 2 e 3). - Costituzione, artt. 9, 32 e 33, primo comma; Convenzione di Oviedo sulle biotecnologie, artt. 1, 5 e 18. Procreazione medicalmente assistita - Consenso informato al trattamento - Irrevocabilita' dopo la fecondazione dell'ovulo - Contrasto con il diritto irretrattabile della persona al consenso informato e con la liberta' di autodeterminazione nel trattamento sanitario - Irrazionale diversificazione della PMA da tutte le altre ipotesi di trattamento terapeutico, in deroga al principio della necessita' del consenso del paziente prima e durante il trattamento - Richiamo alla sentenza n. 151 del 2009 della Corte costituzionale. - Legge 19 febbraio 2004, n. 40, art. 6, comma 3, ultimo capoverso. - Costituzione, artt. 2, 13 e 32. Procreazione medicalmente assistita - Consenso informato al trattamento e sperimentazione sugli embrioni umani - Disciplina - Impossibilita' per i generanti di destinare alla ricerca scientifica gli embrioni residuati da PMA non piu' impiegabili per fini procreativi (in quanto malati o non biopsiabili), revocando il consenso al trattamento prestato prima della fecondazione dell'ovulo - Illogicita' e irragionevolezza. - Legge 19 febbraio 2004, n. 40, artt. 13, commi 1, 2 e 3, e 6, comma 3, ultimo capoverso. - Costituzione, artt. 2, 3, 13, 31, 32 e 33, primo comma. (GU 1a Serie Speciale - Corte Costituzionale n.29 del 17-7-2013)   

Categorie: Radicali

Contro lo smantellamento del Parco Nazionale dello Stelvio: lettera aperta al presidente del Consiglio Renzi

Radicali Italiani - Lun, 30/03/2015 - 16:31
30/03/15

Lettera aperta di Fabrizio Cianci, segretario dell'associazione Radicali Ecologisti al primo ministro Matteo Renzi:

Proprio quest’anno, il Parco Nazionale dello Stelvio compirà i suoi primi ottant’anni; istituito nel 1935, oltre ad essere uno dei più antichi d’Europa, è anche il più esteso dell’arco alpino.

Ma questo ottantesimo compleanno rischia di diventare il funerale del Parco, nato per garantire una tutela unitaria delle valli del massiccio montuoso Ortles-Cevedale tra Lombardia, Trentino e Sudtirolo. Proprio l’essere ripartito tra una regione a Statuto ordinario e due a Statuto speciale, ha scatenato da cinque anni a questa parte l’offensiva “autonomistica” per ottenere lo smembramento e la ripartizione in tre ambiti distinti.

Già nel 2012 il Presidente Napolitano si rifiutò di controfirmare il decreto che avrebbe dovuto sancire lo smantellamento del Parco. Ma adesso, con un nuovo governo e un nuovo Presidente, le correnti secessioniste hanno ripreso vigore.

Lo scorso 11 febbraio, ministero dell’Ambiente, Regione Lombardia e le Province Autonome di Trento e Bolzano hanno infatti sottoscritto un’intesa che ne modifica radicalmente la governance e le tutele. Il risultato?

Qualora il Governo dovesse approvare il Parco verrà diviso in tre unità separate e autonome: lo Stelvio, insomma, lascerà il posto a un collage di parchi provinciali. Contestualmente alla perdita dello status di Parco Nazionale, verrà depotenziato il livello di protezione.

La situazione appare contraddittoria se si considera che nel 1991 l’Italia ha firmato la Convenzione per la Protezione delle Alpi proprio per garantire una politica comune, e prima di tutto ambientale, per l'Arco alpino, un territorio sensibile e complesso in cui i confini sono determinati da fattori naturali, economici e culturali che raramente coincidono con le frontiere degli Stati nazionali.

Se risulta evidente l’importanza di un vero ed efficace coordinamento internazionale degli interventi, a maggior ragione, appare anacronistico frazionare gli interventi in base ai confini amministrativi interni agli Stati.

Per queste ragioni, ci appelliamo a Lei perché il Consiglio dei ministri non ratifichi l’intesa che rappresenta uno smantellamento di fatto del Parco Nazionale. Se il Governo dovesse approvare l’intesa, si compirebbe un clamoroso passo indietro negli indirizzi di tutela e valorizzazione ambientale con gravi ricadute sull’intero ecosistema alpino.

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Giustizia. Suicidio di Sollicciano conferma che l'emergenza non è superata. Servono amnistia e indulto

Radicali Italiani - Lun, 30/03/2015 - 15:57
30/03/15

Dopo il suicidio di ieri del detenuto di 45 anni nel carcere di Sollicciano, sono intervenuti Maurizio Buzzegoli e Massimo Lensi, rispettivamente segretario e presidente dell'Associazione per l'iniziativa radicale "Andrea Tamburi":

"Si tratta dell'ennesimo episodio di una mattanza che sembra non finire: contrariamente dai proclami del Governo Renzi, l'emergenza carceraria è tutt'altro che superata". I due esponenti radicali hanno inoltre affrontato il tema della reintroduzione nella società: "In gran parte degli istituti penitenziari della Regione Toscana non vengono adottati percorsi di riabilitazione del condannato: se viene meno questa funzione primaria della pena, viene meno l'utilità del carcere". Infine Buzzegoli e Lensi ribadiscono l'importanza dei provvedimenti di amnistia e indulto: "Così come richiesto dalle massime autorità magistrali italiane e internazionali, solo i provvedimenti di amnistia e indulto saranno in grado di risolvere i problemi della Giustizia e delle carceri".

Per informazioni contattare Maurizio Buzzegoli (3382318159).

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Legge 40, perchè estenderla al rischio di patologie genetiche

Luca Coscioni - Lun, 30/03/2015 - 15:17
Legge 40, perchè estenderla al rischio di patologie geneticheWired30 Mar 2015Chiara LalliDiagnosi preimpianto

Il prossimo 14 aprile la Corte costituzionale si pronuncerà sul comma 1 dell’articolo 4 della legge 40, ovvero sul limite dell’accesso alle tecniche “ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico”.

A cosa serve accedere alle tecniche se non si è sterili? A evitare di trasmettere patologie genetiche.

A sollevare il dubbio di legittimità costituzionale sono state due coppie che, per evitare il rischio di trasmettere la malattia, avevano tentato di accedere alle tecniche. Dopo aver ricevuto un rifiuto si erano rivolte al tribunale, assistite da Filomena Gallo e Angelo Calandrini. Il giudice, intravedendo una possibile incostituzionalità, aveva rimandato la questione alla Corte.

Valentina
“Avremmo bisogno di accedere alle tecniche per due motivi” dice Valentina. “Sono portatrice di una patologia, e quindi ho il 50% di probabilità di trasmettere la patologia a mio figlio. Se non posso accedere, potrò soltanto fare di nuovo un’indagine prenatale a gravidanza avviata e poi abortire”. Perché non potendo eseguire l’analisi prima dell’impianto, interrompere la gravidanza è l’unica possibilità di evitare la trasmissione.

Chiedo a Valentina se sa spiegarmi le ragioni delle feroci condanne della diagnosi genetica di preimpianto (DGP), che vanno dal “volete comprare un figlio al supermercato” al sempre verde “sono tecniche naziste”.

“Credo che la causa principale sia l’ignoranza. La maggior parte delle persone non sa di cosa parliamo e credono alla storia del figlio perfetto. E non è certo questo che vogliamo, ma che sia solo in grado di vivere”.

Che poi che male ci sarebbe a volerlo “perfetto” o biondo nessuno lo ha dimostrato. Nemmeno invocare l’egoismo basta a giustificare la condanna, considerando che scegliamo di farlo nascere: cosa c’è di più egoista di scegliere l’esistenza per qualcun altro?

Tuttavia le ragioni di Valentina sono diverse.

“Non abbiamo bisogno della diagnosi di preimpianto per avere un figlio biondo o perfetto, ma per evitargli una vita disastrosa. Non dovremmo essere liberi di sceglierlo? Io ho una traslocazione cromosomica bilanciata tra il braccio corto del cromosoma 3 e il braccio lungo del 5. Sono cioè portatrice. Se trasmettessi la malattia a mio figlio, questa comporterebbe danni fisici e mentali.

Quando sono rimasta incinta e ho fatto l’amniocentesi, il medico mi ha detto che il feto era affetto da danni cardiaci, polmonari e renali. Che aveva le mani al contrario e avrebbe sviluppato un ritardo mentale, anche se era difficile definirne l’entità. Io ho alcuni casi di patologia in famiglia, e so cosa significa vivere con questa malattia. Abortire non è stata una scelta facile, ma nemmeno combattuta. Io ero convinta, proprio perché so bene che cosa vuol dire. Come si fa a mettere al mondo un figlio destinato a star male? E che ne sarà di lui quando noi non ci saremo più?”.

Abortire non è stato facile anche per un’altra ragione. “All’ospedale Pertini su 19 medici 17 erano obiettori di coscienza. Mi hanno fato ricoverare, un non obiettore ha iniziato la terapia, ma poi è cambiato il turno ed è arrivato un obiettore. Facevano le passeggiate in corridoio senza badare a me. Non solo non posso accedere alla diagnosi di preimpianto, ma nemmeno scegliere davvero se interrompere la gravidanza”.

Maria Cristina
La storia di Maria Cristina è simile, come sono simili tutte le storie di chi potrebbe avere a disposizione una tecnologia in grado di evitare decisioni impossibili (come abortire un figlio voluto dopo un’indagine prenatale) ma che la legge vieta per ragioni incomprensibili.

“Anche noi abbiamo provato ad avere un figlio per vie naturali. Anche io sapevo di essere portatrice di una patologie genetica, la distrofia muscolare di Becker. Per questo abbiamo fatto una consulenza genetica e ci siamo trovati a un primo bivio: avremmo avuto bisogno della DGP ma a causa della legge 40 non potevamo accedere alle tecniche perché non eravamo sterili. Avremmo potuto correre il rischio di trasmettere la malattia oppure andare all’estero”.

Andare in un altro paese costa ed è faticoso. Maria Cristina e il marito decidono di pensarci. “Abbiamo rimandato. Se avessimo avuto la possibilità di accedere qui ovviamente lo avremmo fatto. Non è che non ci siamo posti il dilemma morale, ma di fronte alla possibilità di evitare una malattia a nostro figlio ogni dubbio etico ci è sembrato irrilevante”.

Nel 2012 decidono di provare per vie naturali. “Sono rimasta incinta e ho fatto la villocentesi tra l’11esima e la 12esima settimana di gravidanza. Il giorno dopo mi hanno dato la risposta: il feto era maschio ed era affetto dalla malattia.

La distrofia di Becker è una malattia ereditaria legata al sesso. Mio padre è malato. Mia nonna è portatrice, come me. Nel giro di una settimana ho ritirato tutta la documentazione e ho fatto una visita con uno psicologo.

A metà novembre, dopo aver fatto le analisi e i controlli necessari, ho abortito. Ero da poco entrata nel quarto mese e la prassi è comunque un parto indotto con la somministrazione di farmaci. Non è stata lunghissima, verso le 3 ero nella mia stanza, ma sono rimasta in ospedale fino al giorno dopo per una emorragia. Il sabato sono uscita, e il lunedì notte ho avuto un’altra emorragia, perciò sono tornata in ospedale. Dopo quell’esperienza ho cominciato una terapia con uno psicologo. Ci andiamo ancora, una volta al mese.

Poi mio marito ha pensato di chiedere assistenza legale all'associazione Luca Coscioni. All’inizio del 2013 abbiamo deciso di rivolgerci al tribunale. Io avevo anche pensato di riprovare, ma è stato lui a dirmi che sarebbe stato troppo doloroso rischiare di rivivere un’esperienza del genere.

Forse è stato meglio così, ci penso ancora oggi a quei giorni. Mi chiedo anche se, oggi, correrei di nuovo quel rischio, qualche volta mi domando se non siamo stati incoscienti a provarci nonostante conoscessimo il pericolo.

Quando penso all’aborto sto male, ma non perché io abbia dei rimpianti: la malattia è molto invalidante. Mio padre è in sedia a rotelle, i muscoli tendono ad atrofizzarsi e si diventa sempre meno autonomi. Non avrei mai potuto immaginare di condannare mio figlio a una malattia evitabile”.

Categorie: Radicali

Su Twitter la solita (e già risolta) questione: pillola dei 5 gg è come RU486?

Luca Coscioni - Lun, 30/03/2015 - 12:33
Su Twitter la solita (e già risolta) questione: pillola dei 5 gg è come RU486?Wired27 Mar 2015Chiara LalliContraccezione

Niente ricetta e test di gravidanza per la cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo

Così ha deciso l'Aifa ieri, mantenendo la necessità della prescrizione medica solo per le minorenni. La possibilità di acquistare in farmacia la contraccezione d’emergenza senza passare per il medico è in linea con il parere dell'Ema e con la Commissione Europea.

Perché senza ricetta? Perché la contraccezione d'emergenza prima si assume, più è efficace. E spesso uno degli ostacoli tra la necessità e l’assunzione era il medico obiettore o indeciso – comunque un passaggio in più. Passaggio superfluo e non giustificabile, pare, da ragioni mediche.

Anche Emilio Arisi, Presidente della Società Medicina Italiana per la contraccezione (SMIC), nel gennaio scorso aveva rassicurato: “si attesta con chiarezza che il suo impiego non presenta alcun pericolo per la salute, sia della donna che dell’embrione”.

Non ci sono rischi e non si abortisce “faidate”.

Ma non sono mancati i commenti, anche se ormai sono mesi che si commenta sempre sulle stesse questioni: paternalismi, aborto mascherato e, soprattutto, “dove andremo a finire?”.

Gian Luigi Gigli, deputato e neurologo, ieri scriveva: “dosi multiple #EllaOne acquistabili senza ricetta riaprono a aborto clandestino e solitudine donne @bealorenzin @Aifa_ufficiale @annafusina”.
Cioè? Che Gigli sia convinto che EllaOne abbia un effetto abortivo sembra essere confermato dalla domanda che rivolge alla ministra della salute: “@bealorenzin Del tutto escludibile che #Ellaone impedisca annidamento ovulo già fecondato? @Aifa_ufficiale lo dica o è politica commerciale”.

Non sorprende che Militia Christi sia sullo stesso piano: certo, da Militia Christi che cosa ci aspettiamo? Ma il tentativo di confondere la contraccezione d’emergenza e la RU486 (ovvero di attribuire alla contraccezione un “sicuro effetto abortivo”) è una vecchia conoscenza.

La confusione sta a metà tra la poca voglia di leggere documenti e ricerche e l’intenzione di estendere la condanna rivolta all'interruzione volontaria di gravidanza anche alla contraccezione – bersaglio un po’ più difficile da affondare moralmente.

Se EllaOne, e in generale la contraccezione d’emergenza, non è tale ma è in realtà un aborto mascherato, è tutto più facile. La condanna morale preconfezionata (ma mica inattaccabile né definitivamente dimostrata) dell’aborto passa senza fatica alla contraccezione.

Ieri su Avvenire si insisteva descrivendo EllaOne come “il farmaco catalogato come ‘contraccettivo d’emergenza’ ma sul quale grava il (documentato) dubbio che possa avere anche effetti abortivi” («Pillola dei 5 giorni, ricetta solo per le minori»).

Con chi ha simili convinzioni non serve discutere, non serve indicare studi o ricerche né avviare un dibattito sulla fallacia o sulla tenuta delle argomentazioni. Perché al cospetto di certezze ideologiche e di “valori non negoziabili” provare a discutere è solo una perdita di tempo. O una ennesima occasione per studiare esempi di pessime ragioni (ognuno può decidere quando la propria collezione personale è satura).

L’unico aspetto su cui si potrebbe invece discutere è quello sollevato da Silvio Viale: “Bene l’abolizione della ricetta per EllaOne, ma perché non per Norlevo e Lonel?”, cioè la cosiddetta pillola del giorno dopo.
In ogni modo, la possibilità di comprare al banco EllaOne è un’ottima notizia.

Categorie: Radicali

Matteo Mainardi parteciperà alla trasmissione radiofonica "Il mattino ha la cultura in bocca"

Luca Coscioni - Lun, 30/03/2015 - 11:48
Eutanasia

La trasmissione radiofonica "Il mattino ha la cultura in bocca" andrà in onda martedì 31 marzo dalle 7,00 alle 9,00 sulle frequenze di Radio Cusano Campus, in onda in fm 89.100 in tutta Roma e nel Lazio. 
Si torna a parlare di Eutanasia in occasione dell'anniversario della morte di Terry Schiavo, la donna che, dopo aver vissuto per 15 anni in coma vegetativo, si è trovata al centro di un'aspra battaglia legale al termine della quale il marito Michael ha ottenuto dal Tribunale l’autorizzazione a interromperle l’alimentazione artificiale, malgrado il parere negativo dei genitori di Terry.  La storia offre lo spunto per dare spazio ad un dibattito ancora molto acceso in Italia. Per l'Associazione Luca Coscioni interverrà Matteo Mainardi, coordinatore della campagna "Eutanasia Legale" dell'omonima associazione.

Data: Martedì, 31 Marzo, 2015 - 07:00 to 09:00Organizzatore: Radio Cusano Campus
Categorie: Radicali

Puntata del Maratoneta di sabato 28 marzo 2015

Luca Coscioni - Lun, 30/03/2015 - 11:32
Puntata del Maratoneta di sabato 28 marzo 2015Radio Radicale28 Mar 2015Testamento biologico

Argomenti della trasmissione: obiezione di coscienza e risoluzione Tarabella; stampa e diritti civili senza entrare nel merito delle questioni; diffida dell'Associazione Luca Coscioni al Ministero della Salute.

In studio: conduce Mirella Parachini.

Ospiti della trasmissione: in collegamento telefonico Chiara Lalli, Alessandra Pioggia, Marco Tarquinio, Bruno Malfellotto, Carlo Troilo e Angelo Calandrini.

Coordinamento redazionale di Valentina Stella

Riascolta la puntata

Il Maratoneta
Categorie: Radicali

Legge elettorale. Radicali: sì all'appello di Italia Unica contro Italicum

Radicali Italiani - Dom, 29/03/2015 - 12:49
29/03/15

Dichiarazione di Rita Bernardini, Emma Bonino, Marco Cappato e Marco Pannella:

"L'appello diffuso da Italia Unica, il soggetto politico di Corrado Passera, e rivolto a deputati e senatori è convergente con la nostra analisi sulle contro-riforme proposte dal Governo Renzi. Le questioni sollevate da Italia Unica - l'abnorme premio di maggioranza, la forte presenza di parlamentari nominati e non eletti, la non elettività popolare del Senato - rappresentano non un rischio, ma una certezza di ulteriore involuzione anti-democratica della vita istituzionale italiana, già connotata dalla totale illegalità del sistema giustizia.

"Ci auguriamo che questa iniziativa possa contribuire a dare coraggio a tutti coloro che - come Italia unica e, da sempre, noi Radicali - ritengono fondamentale l'istituzione di collegi uninominali che colleghino direttamente gli eletti al loro territorio. Per noi, il sistema elettorale ideale è quello uninominale maggioritario e turno unico all'anglosassone, con presidenzialismo e federalismo interno ed europeo. Non a caso, è il sistema più semplice e popolare, e proprio per questo escluso dai dibattiti parlamentari e televisivi. Anche un sistema uninominale maggioritario a doppio turno, ufficialmente fatto proprio dal Partito Democratico anni fa ma mai effettivamente sostenuto in Parlamento, rappresenterebbe una buona alternativa alla controriforma Renzi, senza neanche bisogno di ridurre il numero di collegi che a quel punto garantirebbero un rapporto diretto con gli elettori".

"Come è sempre stato nostro metodo, siamo pronti a percorrere tratti di strada con chi è accomunato dai nostri stessi obiettivi, sapendo che il primo e più grande ostacolo è quello di poter affermare il diritto dei cittadini italiani a conoscere vere proposte alternative a quelle espresse dalle varianti del renzismo e dell'antirenzismo ufficiali, entrambi volti a mantenere il potere delle burocrazie politiche italiane".

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Iniziativa a sostegno dell'eutanasia legale attraverso le cartoline "Io Sto con Max"

Luca Coscioni - Dom, 29/03/2015 - 10:58
Iniziativa a sostegno dell'eutanasia legale attraverso le cartoline "Io Sto con Max"Max Fanelli 29 Mar 2015Eutanasia AllegatoDimensione IOSTOCONMAX29032015.pdf321.84 KB Cartolina-avanti.pdf5.77 MB Cartolina-retro.pdf418.5 KB
Categorie: Radicali

Bilancio, Magi: da assemblea ok a riforme radicali su rom, politiche abitative e servizi alla persona

Radicali Italiani - Sab, 28/03/2015 - 20:38
28/03/15

Grazie a Consiglio per voto trasversale per via d'uscita politica e non solo giudiziaria dalla crisi

Dichiarazione di Riccardo Magi, presidente di Radicali Italiani e consigliere comunale a Roma:

"L'assemblea capitolina ha approvato gli emendamenti che ho presentato alla relazione previsionale e programmatica del bilancio e che prevedono l'avvio di un percorso di chiusura graduale dei campi rom, il rafforzamento degli strumenti di contrasto al fenomeno delle presenze irregolari, senza i requisiti necessari, delle case popolari e l'introduzione di nuovi modelli di erogazione di servizi alla persona, in particolare ai disabili e agli anziani".

"Si tratta di un segnale importante che dimostra come lo sforzo per conquistare il necessario risanamento passi anche da una definizione più chiara e strategica degli obiettivi e delle azioni dell'amministrazione indicate nella relazione introduttiva alla manovra".

"Il primo degli emendamenti approvati prevede l’approvazione di un piano che preveda come prima azione un’indagine preliminare volta a individuare modalità e tempi per il superamento di almeno tre insediamenti formali nei prossimi tre anni: un primo passo verso una nuova strategia che permetta a coloro che vogliono vivere nella legalità di crearsi una vita. Il secondo contribuisce a una più efficace recupero degli alloggi popolari occupati senza titolo attraverso al messa a gara di servizi di deposito delle masserizie a seguito di sgombero. L'ultimo emendamento riguarda i servizi alla persona e prevede la concessione, su richiesta dell'interessato, di voucher validi per l'acquisto di servizi sociali da soggetti accreditati dal sistema integrato di interventi e servizi sociali: uno strumento all'insegna dell'autodeterminazione che garantisce ai cittadini bisognosi di assistenza la libertà di scegliere a chi rivolgersi".

Categorie: Radicali

Firmigoni: dopo 5 anni il Consiglio di Stato certifica illegalità Regionali 2010 e candidatura Formigoni. Ventimila euro di rimborso spese a Cappato e Lipparini

Radicali Italiani - Sab, 28/03/2015 - 16:55
28/03/15

Dichiarazione di Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, Radicali della Lista Bonino - Pannella:

"Dopo oltre 5 anni dai fatti, si è chiuso il procedimento amministrativo avviato dal ricorso che presentammo un mese prima delle elezioni regionali lombarde del 2010 chiedendo l'esclusione di Roberto Formigoni e della sua coalizione dalle elezioni. Il Consiglio di Stato, ribaltando la sentenza con la quale il Tar Lombardia (giudice Leo) aveva riammesso Formigoni alle elezioni, ha stabilito tra le altre cose quanto segue:

  • Risulta per tabulas - e non è stato oggetto di contestazione specifica dalle controparti costituite - che, sottraendo alle 3.918 firme a suo tempo dichiarate dagli autenticatori le 723 firme riconosciute false dal giudicato civile, la lista 'Per la Lombardia' non avrebbe raggiunto il numero di sottoscrizioni minime (pari a 3.500) richiesto dalla legge per la presentazione della lista; da qui l’erroneità dell’ammissione della lista in questione alla competizione elettorale e l’invalidità delle successive operazioni elettorali culminate nella proclamazione delle eletti al consiglio regionale e del candidato signor Roberto Formigoni alla presidenza della giunta regionale.
  • Il Consiglio di Stato 'dichiara illegittima la proclamazione degli eletti e le presupposte operazioni elettorali per il rinnovo del consiglio regionale della Lombardia svoltesi il 28 e 29 marzo 2010'; segue anche la (non scontata) condanna delle parti  costituite, compresa la regione Lombardia (ma escluso l’Ufficio centrale regionale presso la Corte d'appello di Milano), in solido fra loro, a 'rifondere in favore dei signori Marco Cappato e Lorenzo Lipparini le spese e gli onorari di ambedue i gradi di giudizio che liquida in complessivi euro 20.000/00 (ventimila/00), oltre accessori di legge (I.V.A., C.P.A. e 15% a titolo di rimborso di spese generali)'.

Avendo infine il Consiglio di Stato dichiarato nella sentenza che non possono 'essere determinate in questa sede le implicazioni di tale declaratoria di illegittimità', ci riserviamo di verificare tali 'implicazioni' in altre sedi giurisdizionali.

Ringraziamo gli avvocati Giovanni Pesce, Simona Viola e Mario Bucello per aver reso possibile questa vittoria.

Il ritardo di 5 anni dal nostro ricorso, quando ormai Formigoni è Presidente di Commissione Parlamentare e i Radicali sono esclusi dal Consiglio regionale e dal Parlamento, è l'emblema di una democrazia totalmente cancellata e negata, ai danni degli elettori lombardi. Chiediamo al Presidente della Repubblica e ai presidenti delle Camere di intervenire per impedire che un simile attentato ai diritti civili e politici dei cittadini possa ripetersi".

Categorie: Radicali

Firme false regionali, Manfredi: Cinque anni fa Cota scese in piazza per tenere poltrona. Domani per chiedere dimissioni Chiamparino. Viva la coerenza. Solidarietà per attacco vandalico sede Lega San Salvario

Radicali Italiani - Sab, 28/03/2015 - 13:42
28/03/15

Dichiarazione di Giulio Manfredi, segretario dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta:

Il 28 giugno 2010 la Lega Nord sfilò con le fiaccole nel centro di Torino - assieme a tutto il centro-destra, Michele Giovine compreso - al grido di “L´ha scelto la gente: Cota presidente!” e “Giù le mani dal voto. Il popolo è sovrano”. Così si esprimeva l’allora Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, contro i ricorsi in tribunale presentati da Mercedes Bresso (e sostenuti dai radicali): “Le sembra normale in un momento come questo far spendere ai cittadini altri 25 milioni di euro? Tanto costerebbero nuove elezioni. Ma cosa andiamo a dire alla gente? Ma che segnale si dà sulle istituzioni e sulla democrazia? Io sono senza parole.” (“Corriere della Sera”, 29/06/2010).

Roberto Cota è la stessa persona che, assieme a Matteo Salvini, domani porterà nuovamente in piazza a Torino tutto il centro-destra per chiedere a Sergio Chiamparino di fare quello che lui non fece per ben quattro anni, dal 2010 al 2014: dimettersi da presidente della Regione.

Nel 2010, Chiamparino, allora sindaco di Torino, stigmatizzò duramente la fiaccolata di Cota: “Si può concordare o dissentire ma la magistratura non va influenzata con manifestazioni esterne”. La stessa cosa si  può dire per la manifestazione di domani.

Ciò detto, esprimo solidarietà alla Lega Nord per l’attacco vandalico alla sua sede di San Salvario. Noi radicali abbiamo sempre contestato i leghisti con strumenti politici e a volte giudiziari, i soli ammissibili. Gli incitamenti all’odio, a maggior ragione nell’attuale contesto internazionale, sono inaccettabili e da condannare; violenze e vandalismi sono, infine, stupidi, perché portano solamente voti e simpatie a chi intendono danneggiare.

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Autofinanziamento straordinario al giro di boa: raccolto quasi il 50 per cento della somma necessaria a proseguire le lotte radicali

Radicali Italiani - Sab, 28/03/2015 - 12:47
28/03/15

Radicali Italiani ha raggiunto il 45 per cento (16.636 euro) del suo obiettivo: raccogliere 37mila euro per rilanciare la propria attività politica. Più di cento persone e 2 associazioni hanno dato il loro contribuito di libertà.

Liberiamo l'informazione, legalizziamo il Paese, diamo un futuro all'iniziativa Radicale! 

 

Un ulteriore sforzo è necessario, contribuisci anche tu.

 

 


© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Presentazione del libro: L'incredibile vita di Veronica

Luca Coscioni - Ven, 27/03/2015 - 19:35
Vita indipendenteEutanasia

Giovedì 23 aprile alle ore 17,30 a Mestre presso il ristorante Il Palco, presentazione del libro "L’incredibile vita di Veronica" di Lucio Miotto.
Il libro è un lucido resoconto di una fase particolare della vita di un uomo, modificata per sempre dalla malattia e scorre come un diario attraverso il racconto di una tenera storia d'amore, intrecciando il desiderio del ritorno ad una quotidianità normale, alla necessità di mantenere una progettualità di vita, al diritto ai sentimenti e alla sessualità, alla capacità di trovare nuove risorse anche attraverso la passione per l'arte.
L'autore affronta tematiche quanto mai attuali e difficili come la scelta delle cure, il dilemma del fine vita e la sessualità.
Scritto in uno stile semplice e diretto, mai scontato, tratta con delicatezza la realtà difficile e ancora non pienamente compresa della disabilità in un paese pur civile come il nostro. Il pregio del finale è che non impone giudizi personali ma lascia piena libertà all’opinione e alla coscienza del lettore.
Partecipano:
Lucio Miotto, autore del libro
Franco Fois, Associazione Luca Coscioni
Marisa Piovesan, vedova Bisso

 

Data: Giovedì, 23 Aprile, 2015 - 17:30Città: Venezia-Mestre Indirizzo: Piazzetta Cesare Battisti 13Organizzatore: Ass.Culturale Rosso Veneziano, Ass.Culturale A.Gramsciveneziaeutanasiadisabilità
Categorie: Radicali

Milano. No-Tangenziale, Cappato: sarò alla manifestazione per impedire nuova opera inutile e devastante. Pisapia intervenga su Maroni

Radicali Italiani - Ven, 27/03/2015 - 17:42
27/03/15

Appuntamento alle Ore 9 alla Piazza del Mercato di Albairate per la marcia contro la Vigevano-Malpensa

Comunicato stampa della Lista Civica Costituente per la partecipazione - la CIttà dei comuni, e del Gruppo Radicale - federalista europeo:

Insieme a Claudio Marinoni parteciperemo, a nome del Gruppo "Lista Civica Costituente per la Partecipazione" alla Città metropolitana di Milano e del Gruppo Radicale - federalista europeo al Comune di Milano, alla Manifestazione popolare contro la Tangenziale Vigevano-Malpensa che si terrà domani sabato 28 marzo ad Albairate alle 9.00 e muoverà verso Abbiategrasso. Ci muoveremo a piedi, in bici, con i trattori per dire "no" a un’opera inutile, cementificatrice, distruttrice di ambiente e di agricoltura.

Chiediamo a Giuliano PIsapia, come Sindaco della Città metropolitana e anche come Sindaco del Comune di Milano che detiene una partecipazione maggioritaria in SEA (direttamente coinvolta nel progetto) di prendere una iniziativa nei confronti di Regione Lomabrdia e di Roberto Maroni affinché l'opera sia abbandonata. Non vogliamo aspettare che siano delle nuove inchieste tra 4-5 anni a spiegarci ciò che già sappiamo oggi, come accaduto sugli appalti delle Vie d'acqua Expo.

Categorie: Radicali

Intervista a Elena Cattaneo - Troppi ignoranti in Parlamento

Luca Coscioni - Ven, 27/03/2015 - 12:56
Intervista a Elena Cattaneo - Troppi ignoranti in ParlamentoEspresso2 Apr 2015D. M.Politica

"Nature" l'ha salutata con un "Brava Elena", attribuendole, giustamente, la vittoria nell'affaire Stamina. Ma Elena Cattaneo è molto di più.

Scienziata dell'Università di Milano, seduta su una pila di riconoscimenti internazionali, è stata nominata da Giorgio Napolitano senatore a vita. Ed é convinta che educare la politica alla scienza sia la mossa vincente. Ma non solo.

Spesso i comportamenti degli italiani non tengono conto del risultati della scienza. Perché?

"Scienziati e media comunicano il "risultato", trascurando il processo, il percorso che ha condotto a quel risultato. Cosi i cittadini sono privati della necessaria consapevolezza per comprendere che una cura, ad esempio, non é "un coniglio che esce dal cilindro". Si predilige una comunicazione fatta di "narrazioni umorali" anche quando si trattano temi che obbligherebbero ad ancorarsi ai fatti.

La scienza non può che dire come stanno le cose, anche quando è doloroso; i ciarlatani, al contrario, promettono miracoli (che ogni volta si dissolvono nel nulla). Questo rende la scienza debole, a prima vista, agli occhi di un pubblico che ha una dieta mediatica composta essenzialmente di grandi miracoli o grandi catastrofi."

Non è che i politici sono più oscurantisti degli italiani?

"Cosi come vi sono alcuni aperti e interessati, vi sono pure parlamentari che su temi scientifici sarebbero pronti a approvare qualunque legge sulla scorta del sentito dire e senza alcun indispensabile approfondimento tecnico. Molti non hanno alcuna idea di cosa sia la sperimentazione animale, ma chiedono che sia abolita; non hanno idea di come si arrivi a identificare un trattamento per una malattia umana e non capiscono la differenza tra i ciarlatani e la medicina.

Ci sono persino parlamentari che, ribaltando la realtà delle cose, cercano di far passare lo scienziato come "persona con pregiudizi", ad esempio semplicemente perché si avvale delle prove della scienza per argomentare a sostegno dell'innocuità di specifici Ogm. Sta al cittadino orientarsi verso rappresentanti in grado di comprendere e includere le conquiste fatte per tutti nelle scelte per it Paese."

La comunità scientifica in Italia è meno capace di influenzare il dibattito pubblico di quanto non lo sia in altri paesi. Perché?

"Quel che fa più male è quando lo scienziato addirittura si autolimita perché teme che la sua esposizione pubblica possa nuocere alla carriera, ai finanziamenti o semplicemente alienare simpatie politiche.

Ma bisogna dire che nel paese manca un'educazione, anche politica, che ritenga necessario, come avviene in democrazie avanzate, l'ascoltare con serietà massima i dati empirici dei fenomeni, prima di fare scelte decisive per la società. La classe politica troppo spesso ha mostrato di seguire furbescamente il richiamo "della pancia delle piazze" piuttosto che onorare con senso di responsabilità il proprio compito. primo fra tutti quello di conoscere prima di deliberare.

La fiducia nelle lstituzioni nel nostro paese è debole. E le Istituzioni scientifiche sembrano vittime di questo handicap di contesto.

"È necessano che ciascuno svolga il proprio lavoro al massimo della propria professionalità, cercando le evidenze e stando lontani dalle convenienze. Così si recupera fiducia.

Ciascuna Istituzione Scientifica deve aprirsi alla comunità e senza timori mostrarsi per quel che quotidianamente fa per la collettività. Lo Stato deve poi impegnarsi anche con risorse a rilanciare la formazione e le attività in materie ad alto tasso di scientificità.

Bisogna preservare almeno la ricerca pubblica di base, rilanciare un patrimonio di conoscenza che ancora sopravvive, ma che se non difeso potrebbe definitivamente depauperarsi in pochi anni, "bruciando" molta più speranza per il futuro di quanto si possa immaginare".

Categorie: Radicali

Tutto su Eutanasia e Fine Vita

Luca Coscioni - Ven, 27/03/2015 - 11:38
Tutto su Eutanasia e Fine VitaWired26 Mar 2015Angela SimoneEutanasia

Una proposta di legge di iniziativa popolare (chiamta 'Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia') su eutanasia e testamento biologico giace negli scaffali del Parlamento senza mai essere stata inserita nel calendario delle discussioni. Un ritardo intollerabile secondo l'Associazione Luca Coscioni, che ha promosso la proposta e che da anni si batte per avere una legge in Italia che regoli e faccia uscire dall'ombra i tanti casi denunciati di eutanasia illegale e clandestina, praticante nelle corsie degli ospedali e nelle case degli ammalati, sotto richiesta di pazienti e famiglie (sotto trovate il loro spot per la campagna Eutanasia Legale).

Ma quali sono le differenze tra eutanasia, suicidio assistito escelte terapeutiche che possono essere rifiutate nelle direttive anticipate?

Cos’è l’eutanasia
L’eutanasia consiste nel porre fine alla vita di un paziente, conseziente e che ne ha fatto richiesta, per cui non ci sono speranze di guarigione o di vita degnamente vissuta secondo il personale intendimento.

Classicamente si dintinguono poi due forme di azioni eutanasiche: l’eutanasia passiva e quella attiva. Nel primo caso, la morte del paziente avviene per sospensione di un trattamento necessario per mantenerlo in vita  (per esempio nella rimozione di un ventilatore meccanico). Nell’eutanasia attiva invece è la somministrazione di una sostanza letale a porre fine alla vita.

L’eutanasia è permessa in alcuni paesi nel mondo, tra cui Belgio(che dal 2014 permette il ricorso all’eutanasia anche ai minori), Lussemburgo, Olanda, e lo stato dell’Oregon negli Usa.
Nell’ordinamento italiano al momento eutanasia e suicidio assistito sono atti entrambi punibili con il carcere fino a 15 anni, secondo gli articoli 575, 579, 580 e 593 del codice penale.

La legge presentata dall’Associazione Luca Coscioni come proposta di iniziativa popolare dovrebbe tutelare sia il paziente nella scelta di morire con dignità, sia il personale medico di incorrere in sanzioni penali.

Il suicidio assistito
Nel suicidio assistito, l’atto vero e proprio che pone fine alla vita (per esempio per ingestione di farmaci) viene compiuto dallo stesso paziente, ma con l’aiuto e il supporto di altre persone – familiari o personale medico e sanitario – nelle attività di preparazione all’atto.

Il suicidio assistito è attualmente permesso in Belgio, Olanda, Lussemburgo e Svizzera e in alcuni stati Usa (tra cui l’Oregon). Proprio poco più di un mese fa, una sentenza della Corte suprema del Canada ha dichiarato legale il suicidio assistito, per cui si aspetta entro un anno la modifica alla legge penale canadese che ora punisce i medici che assistono il suicidio.

Il testamento biologico
La dichiarazione anticipata di volontà sui trattamenti sanitari viene più comunemente indicata come testamento biologico, da una traduzione sommaria dell’inglese living will.

In pratica è un documento in cui indicare a quali terapie ricorrere e soprattutto quali trattamenti rifiutare, in caso di grave incidente o malattia terminale, quando cioè si è incapaci di comunicare espressamente e direttamente il proprio volere.

Il testamento biologico rappresenta, quindi, uno strumento, sia per i medici che per la famiglia, di supporto alle decisioni terapeutiche per il paziente, in preciso accordo con la sua volontà.

Negli effetti è l’estensione del diritto al consenso informato, per cui si può dichiarare anticipatamente di voler rifiutare determinati trattamenti terapeutici, perché considerati sproporzionati o comunque non in linea con le proprie idee di dignità, salute e vita.

Molti paesi nel mondo hanno introdotto la pratica del testamento biologico sia attraverso una legge specifica sia mediante sentenze.
Negli Stati Uniti le sentenze dei giudici, per esempio, hanno creato l’antecedente per arrivare all’approvazione, in California, del Natural Death Act del 1976, divenuto l’esempio a cui guardare per leggi simili in altri stati (Illinois, Louisiana, Tennessee, Texas e Virginia). A livello federale, nel 1991 è stato poi introdotto il Patient Self Determination Act, sempre sul diritto per il paziente di formulare dichiarazioni anticipate di volontà.

Anche in Germania il testamento biologico non è parte di una norma specifica, anche se dal 2003 è nella pratica dopo essere stato introdotto dalla giurisprudenza. Ugualmente nel Regno Unito, prima dell’entrata in vigore nel 2007 del Mental Capacity Act, il testamento biologico era comunque utilizzato perché riconosciuto da numerose sentenze.

Proprio in questi ultimi giorni, la discussione di modifica della legge sul fine vita in Francia (la legge n. 2005-370 del 2005) è giunta alla sua conclusione con una soluzione che non accontenta tutti, ma che comunque segna una svolta.Messa da parte la possibilità di legalizzare eutanasia e suicidio assistito, la legge appena approvata ad ampissima maggioranza dall’Assemblea francese rende finalmente vincolanti per il medico le scelte espresse nelle direttive anticipate del paziente, cioè nel cosiddetto testamento biologico.

Il problema del fine vita in Italia
Nel nostro paese, l’unica discussione parlamentare su una legge sui temi del fine vita ha riguardato la possibilità di avere un testo di legge sul testamento biologico. Il dibattito è andato avanti nel corso degli anni con numerose fasi di stallo e pochi momenti in cui si era davvero vicini alla conclusione.

Le difficoltà che rendono tortuosa la strada per avere una legge sul fine vita sono diverse perché sono tanti i quesiti in gioco da risolvere:

- Come tutelare i diritti del paziente e allo stesso tempo quelli del medico, dando spazio ad eventuali obiezioni di coscienza;
– Come definire e trattare gli stati vegetativi;
– Come definire le terapie e quindi dove porre il limite delle cure sproporzionate;
– Come e se registrare la dichiarazione (davanti a un notaio? Su carta libera da portare con sé? Istituendo un registro comunale?);
– Come risolvere le controversie legate all’interpretazione del documento (davanti a un giudice? Oppure possono pensarci i comitati etici delle strutture sanitarie, che però sono deputati a fare ben altro?).

Le storie in Usa: Terry Schiavo e Brittany Maynard
Come è stato già detto, alcune storie non italiane anche recenti, hanno fatto molto discutere sui temi del fine vita: la storia già citata di Terry Schiavo e la vicenda, più recente di Brittany Maynard.

Terri Schiavo era una ragazza americana della Florida che, nel 1990, all’età di 26 anni, aveva avuto un arresto cardiaco. I medici intervenuti erano riusciti a salvarla, ma l’insufficienza di ossigeno, provocata dall’arresto cardiaco, le aveva danneggiato il cervello: era viva, respirava ancora, ma era immobilizzata e incapace di comunicare e nutrirsi da sola.

Dopo anni di speranza di recupero da parte del marito e dei familiari, era ormai diventato chiaro che lo stato di Terri era irreversibile. Diventato tutore legale della moglie, il marito aveva chiesto l’interruzione dei trattamenti che tenevano in vita la compagna, ottenendo l’approvazione dal tribunale.

I genitori Schiavo, oppenendosi alla decisione del marito, avevano dato vita a una campagna pubblica, ripresa dai media internazionali, per bloccare la decisione dei giudici e chiedendo di sostitursi al marito come tutori della figlia. Dopo più di dieci anni di battaglie in tribunale, su ordine del giudice della Florida, il 18 marzo 2005 viene infine rimosso il tubo per l’alimentazione artificiale, portando alla morte di Terri Schiavo dopo 13 giorni.

Il ricordo di Brittany Maynard è ancora vivo in molti, perché la sua decisione di morire a soli 29 anni è storia del 2014. Proprio all’inizio dello scorso anno, Brittany scopre di essere malata di glioblastoma, un tumore al cervello molto aggressivo per cui non esistono terapie per la guarigione, ma solo trattamenti in grado di prolungare la sopravvivenza al massimo fino a tre anni.

Decisa a non affrontare quello che le sembra un calvario di sofferenze inutili per lei stessa e per la sua famiglia, decide di appellarsi al Death with Dignity Act dell'Oregon, in cui decide di trasferirsi dalla California per quello che sarà il suo ultimo viaggio.

Decide di comunicare pubblicamente la sua decisione di affidarsi all’eutanasia attraverso un video su Youtube, che viene visualizzato in breve da 9 milioni di utenti. Il primo novembre Brittany muore nella sua nuova casa in Oregon, in compagnia dei suoi cari.

Le storie italiane tra tribunali e Parlamento: Welby ed Englaro
Nel panorama italiano, soprattutto due storie hanno sollevato la discussione pubblica sul fine vita in Italia: quelle di Piergiorgio Welby e di Eluana Englaro.

Piergiorgio Welby, ammalato di distrofia muscolare, a causa della progressione della malattia, nel corso degli anni era stato costretto all’immobilità e dal 1997 alla respirazione mediante ventilatore meccanico, unico dispositivo medico a tenerlo in vita.

A partire da quell’anno, Welby si batte in tribunale per vedere riconosciuto il suo diritto a richiedere l’interruzione della ventilazione forzata (dopo sedazione) da parte di un medico, senza farlo incorrere in sanzioni penali per omicidio.

L’anestesista Mario Riccio, nel dicembre 2006, dà  seguito alla richiesta di Welby per garantirgli “una morte opportuna”, come dichiara lo stesso Riccio in un libro autobiografico. 

Il 22 luglio 2007 il Giudice di udienza preliminare Zaira Secchi proscioglie il medico anestesista dall’accusa di omicidio del consenziente, ordinando il non luogo a procedere perché il fattonon costituiva reato ai sensi dell’articolo 51 del codice penale sull’adempimento di un dovere.

Eluana Englaro, di Lecco, nel 1992 a 21 anni ha un incidente in auto che le provoca un trauma craniocerebrale a cui segue uno stato comatoso. In mancanza di miglioramenti cognitivi e col passare degli anni, su un corpo sano, giovane e robusto come quello di Eluana, il coma si trasforma in stato vegetativo persistente.

A partire dal 1999, il padre Beppino, diventato tutore della figlia e sulla base di conversazioni avute con Eluana prima dell’incidente, inizia la sua battaglia in tribunale per rivendicare il diritto a potercessare l’alimentazione forzata così da darle una fine dignitosa, così come Eluana aveva richiesto, su base ipotetica, prima di avere l’incidente.

Dopo numerose decisioni dei giudici che dichiarano inammissibile la richiesta di Beppino Englaro, la conclusione arriva con la sentenza del 9 luglio 2008, con cui la Corte d’Appello di Milano autorizza la rimozione del sondino per la nutrizione artificiale, che avviene progressivamente a partire dal 6 febbraio 2009 nella clinica privata La quiete di Udine. Eluana muore tre giorni dopo.

Le ultime fasi della vita di Englaro, sotto i riflettori dei media per le accese discussioni tra politica e esponenti del mondo cattolico, si sono intrecciate col cammino delle proposte di legge sul testamento biologico, ancora arenato e in attesa di una decisione politica, che tarda ad arrivare.

La lunga storia delle leggi sul fine vita
La prima proposta di legge sul testamento biologico in Italia risale al febbraio 1999, a cui segue un successivo testo presentato nel 2000. Siamo sotto la XIII Legislatura con i due governi D’Alema. Le prime proposte si affacciano nel panorama politico italiano, ma i testi non verranno mai discussi in parlamento.

Durante la XIV Legislatura (la più lunga per la storia della Repubblica italiana e che durerà fino al 2006 sotti i governi Berlusconi II e III), vengono presentati un progetto alla Camera equattro disegni al Senato.

Comincia a prospettarsi la possibilità di arrivare a un testo di legge sul fine vita, anche in conseguenza di una prima copertura mediatica sull’argomento, sia per il sopraggiungere delle notizie sulla vicenda americana di Terri Schiavo e in seguito alle prime battaglie giudiziarie italiane, rese pubbliche dai media, di Piergiorgio Welby e Beppino Englaro.

Il 19 luglio 2005 la Commissione Igiene e Sanità del Senato approva un disegno di 16 articoli. Il testo arriva dopo un'estesa convergenza tra senatori di destra e senatori di sinistra, tra laici e cattolici. Nel testo di legge sul “testamento di vita”, così come viene chiamato, il documento è vincolante per il medico, dev’essere registrato da un notaio e compare la figura delfiduciario o amministratore di sostegno. Il disegno non arriva, però, per motivi di opportunità politica, in discussione in plenaria al Senato.

Si arriva alla XV Legislatura (2006-2008, governo Prodi II). Il 5 luglio 2006 la Commissione Igiene e Sanità del Senato, presieduta dall’allora senatore Ignazio Marino, avvia la trattazione dei disegni di legge.

Marino, chirurgo dei trapianti e attuale sindaco di Roma, gioca un ruolo chiave in questo contesto. Anche a causa anche della vicinanza di tematica al suo ambito professionale, Marino si spende moltissimo nella discussione per arrivare a una legge sultestamento biologico. Parte anche un estensivo giro di audizioni con esperti di diversi ambiti (medicina, bioetica, giurusprudenza) e associazioni di pazienti e di categoria.

Il senatore Marino richiede un’indagine, tramite sondaggio, all’istituto Eurispes sull’opinione dei cittadini italiani in merito all’argomento. Il 74,7% si rivela all’epoca favorevole all’introduzione del testamento biologico. I lavori vanno avanti con fatica, soprattutto per cause di natura politica generale, cioè la tenuta difficoltosa della maggioranza di governo, fino a quando il 6 febbraio cade appunto il governo, vengono sciolte le Camere enaufraga l’ipotesi di una legge sul testamento biologico.

Con l’avvento della XVI Legislatura (2008-2013), sotto il terzo governo con presidente del Consiglio Berlusconi riinizia la discussione, sulla base di dieci disegni presentati a cui se ne aggiungono tre a cavallo dell’epilogo della storia di Eluana Englaro. Si arriva a un testo unico approvato dal Senato, in cui il testamento biologico diventa più un’indicazione che undocumento di chiare volontà e la nutrizione artificiale viene espressamente esclusa dalle pratiche di cura che possono essere indicate all’interno delle dichiarazioni anticipate di trattamento.

Nel luglio 2011 l’Assemblea della Camera conclude l’esame del provvedimento ritrasmettendolo al Senato. L’esame in seconda lettura presso il Senato, avviato nel settembre 2011, non è mai giunto a conclusione.

Cade il governo Berlusconi III, Mario Montilo sostituisce alla guida della presidenza del Consiglio e il testo di legge sul testamento biologico, considerato materia troppo scottante in un clima di estrema incertezza politica, viene messo da parte.

Nel dicembre 2012 cade anche il governo Monti, si sciolgono le camere e col nuovo governo Letta, insediatosi dopo le elezioni del febbraio 2013, si riinizia da capo il valzer delle proposte di legge. Ma nell’attuale Legislatura, sia sotto Letta sia sotto Renzi, che nella campagna per le primarie si era dimostrato assolutamente favorevole a una legge sul testamento biologico, le proposte giacciono ancora silenti e prive di discussione.

Categorie: Radicali

© 2010 - 2015 copyright Divorzio Breve - :elp@