Aggregatore di feed

Npsg: Conferenza stampa a Milano su diritti economici delle donne in Medio Oriente e Nord Africa

Radicali Italiani - Ven, 03/07/2015 - 10:10
03/07/15

Spazio “ME and WE – Women for Expo”

Cardo Nord Ovest, 1° piano – EXPO 2015

Ovunque nel mondo le donne sono un elemento essenziale dell’evoluzione dei singoli paesi, dal punto di vista economico e sociale e dei diritti individuali. United Nations Industrial Development Organization (Unido), in cooperazione tra gli altri con Non c’è Pace Senza Giustizia (Npsg), ha il piacere di presentare il progetto “Promoting Women Empowerment for Inclusive and Sustainable Industrial Development in the Mena Region”. L’obiettivo del progetto è il rafforzamento del ruolo della donna attraverso lo sviluppo industriale inclusivo e sostenibile nel Medio Oriente e Nord Africa. Il Progetto, finanziato dal governo italiano, contribuirà ad incentivare il ruolo delle donne nell’economia di sei paesi attraverso i sei ministeri dell’industria e l’offerta di assistenza tecnica alle sei associazioni nazionali nei paesi di riferimento: 'Awtad' in Egitto, 'Bpw-A' in Giordania, 'Al Majmoua' in Libano, 'Afem' in Marocco, 'Bwf' in Palestina e 'Femmes & Leadership' in Tunisia. In particolare, sosterrà la creazione e lo sviluppo di imprese guidate da donne, migliorando il contesto imprenditoriale per le donne imprenditrici e valorizzando il ruolo delle associazioni imprenditoriali femminili nella fornitura di servizi di qualità a livello nazionale e regionale.

In occasione dell’Expo 2015, Unido, Npsg, Women for Expo e altri partner, organizzeranno a Milano nel mese di ottobre una Conferenza per discutere le sfide che le donne incontrano nella regione Mena per aprire ed espandere le loro imprese e network. La Conferenza intende promuovere il dialogo politico tra le varie parti interessate e i Governi dei sei paesi selezionati per individuare le politiche e le riforme legislative necessarie a rafforzare il ruolo della donna nello sviluppo industriale. Promuoverà inoltre la collaborazione commerciale e di investimento attraverso il commercio interaziendale e altri mezzi.

Il Progetto verrà presentato il 6 luglio a Milano, durante una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso la sala “ME and WE - Women For EXPO”, alla quale parteciperanno: Emma Bonino, Ex Ministro degli Affari Esteri e Fondatrice di Non c’è Pace Senza Giustizia; Giovanna Melandri, Presidente di Human Foundation G8 Social Impact Investment Taskforce; Marta Dassù, Presidente Esecutivo di Women for Expo; Pier Andrea Chevallard, Direttore PROMOS, Azienda Speciale della Cciaa di Milano per le Attività Internazionali; Monica Carcò, Unido Chief Investment and Technology Unit; Luca Zelioli, Capo Ufficio II della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Carla Pagano, Esperta di genere e protezione sociale/Capo settore Gender UTL Gerusalemme; Sana Ghenima, Presidente Femmes & Leadership, Tunisia.

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare per UNIDO Dino Fortunato all’indirizzo d.fortunato@unido.org e per NPSG Greta Barbone al numero +39 06 68979262 o all’indirizzo gbarbone@npwj.org.

Categorie: Radicali

Lombardia “appartenenza ecclesiale” per ricevere soldi del contribuente

Partito Radicale - Ven, 03/07/2015 - 10:09
03/07/2015

Con un decreto di Giunta la Regione Lombardia ha deciso di finanziare con 1,4 milioni di euro - naturalmente senza bando - un progetto presentato dalla Regione Ecclesiastica Lombarda. I fondi saranno parte del cofinanziamento del Fondo nazionale per le politiche giovanili 2014.

Il progetto si propone di inserire nuovi educatori e animatori negli oratori lombardi con requisiti quali “esperienza in ambito educativo oratoriano” e “appartenenza ecclesiale”. In sostanza, un’articolazione della Chiesa cattolica seleziona i “suoi” educatori e lo Stato ne paga l’attività.

La Regione Lombardia finanzia con soldi pubblici programmi educativi su base di appartenenza religiosa. La notizia è dunque che in Lombardia c’è una religione di Stato e su questo, dal ventennio ciellino al leghismo confessionale, nulla è cambiato.

Categorie: Radicali

La "Chernobyl italiana" 1/2

Partito Radicale - Ven, 03/07/2015 - 10:06
03/07/2015

Lo scorso gennaio, più di 3.500 cittadini della regione Campania si sono rivolti alla Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU), presentando circa 40 ricorsi collettivi con cui denunciano l'Italia per aver violato il loro diritto alla vita. I ricorsi presentati fanno riferimento ai decessi avvenuti in una circoscritta area geografica tra Napoli e Caserta, decessi avvenuti a causa dell'altissimo inquinamento, problema che lo Stato italiano ha ignorato per anni.

In attesa del responso della CEDU, nelle provincie di Napoli e Caserta si continua a morire per patologie che hanno correlazioni con l'inquinamento, mentre vengono alla luce rifiuti tossici sotterrati illegalmente decenni fa. L'ultimo ritrovamento risale a qualche settimana fa, quando nell'area ex Pozzi di Calvi Risorta sono stati individuati ben 25 ettari di terreno dove fino agli anni '80 sono stati sotterrati circa 2 milioni di metri cubi di rifiuti tossici.

La Procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha ordinato gli scavi, invita alla prudenza. L'area, messa sotto sequestro, potrebbe essere la discarica abusiva più grande di Europa. La notizia ha fatto il giro del mondo ed è apparsa anche sulla stampa americana, dove Chris Livesay di Vice News racconta che è stata scoperta la "Chernobyl italiana".

Categorie: Radicali

Marco Perduca parteciperà al "Convegno verso #UNGASS2016"

Luca Coscioni - Gio, 02/07/2015 - 14:30
Laicità

Marco Perduca parteciperà al "Convegno verso #UNGASS2016 - UN CAMBIO DI PASSO PER LA POLITICA SULLE DROGHE IN ITALIA E NEL MONDO" a Udine presso la Sala Ajace, venerdì 10 luglio.

L'evento è pubblico e non necessita registrazione. E' organizzato dalla Società della Ragione ONLUS in collaborazione con Antigone, Cgil, Cnca, Forum Droghe, con il Patrocinio di Regione Friuli Venezia Giuliam, Comune di Udine e Camera Penale di Udine.

Di seguito il programma completo dell'evento:

ore 9.00 Saluti istituzionali
Franco Codega, Presidente VI Commissione Consiglio Friuli Venezia Giulia Furio Honsell, Sindaco di Udine

Ore 9.30 Prima sessione
Presiede Massimo Brianese, la Società della Ragione

"Il processo a Rototom: dalla caccia alle streghe all’assoluzione"
Relazione di Franco Corleone Coordinatore nazionale Garanti detenuti
Interventi di Rino Battocletti, avvocato; Simona Filippi avvocato;
Filippo Giunta, Rototom.

Ore 10.30 Seconda sessione
Presiede Andrea Sandra, Camera Penale di Udine

"Presentazione del 6° Libro Bianco sugli effetti della legge antidroga
e delle proposte di legge per la riforma."
Relazioni di Stefano Anastasia la Società della Ragione; Eleonora
Maresca, giurista; Carlo Renoldi, Magistrato - MD.
Interventi di Hassan Bassi, Forum Droghe; Maurizio Battistutta, Garante dei detenuti di Udine; Cecco Bellosi, CNCA; Paola Bevere, avvocato; Stefano Cecconi, CGIL; Elia De Caro, Antigone; Leonardo Fiorentini, Fuoriluogo; Michele Passione, avvocato; Fabio Scaltritti, Comunità San Benedetto al Porto.

Ore 14 Terza Sessione
Presiede Grazia Zuffa, Forum Droghe

"Il quadro internazionale in movimento: dalla Bolivia all’Uruguay"
Relazione di Pien Metaal, ricercatrice del TNI di Amsterdam.
Interventi di Maurizio Coletti, Itaca Italia; Marco Perduca Partito Radicale.

Ore 17 Tavola rotondaCoordina Leopoldo Grosso, Gruppo Abele, portavoce del Cartello di Genova
"L’Italia è pronta alla svolta?
I riflessi sulla cultura e la politica: i vantaggi per l’economia e la società"
Partecipano Silvana Cremaschi, consigliera regionale; Marco Rossi
economista; Eriberto Rosso, Presidente del Consiglio delle Camere
Penali; Pier Luigi Di Piazza, Centro Balducci di Udine; Alessandro Metz
LegaCoopSociali. 

Data: Venerdì, 10 Luglio, 2015 - 09:00 to 19:00Città: UdineIndirizzo: Sala Ajace
Categorie: Radicali

Procreazione Assistita - Arrivano le linee guida. Restano le lacune

Luca Coscioni - Gio, 02/07/2015 - 11:12
Procreazione Assistita - Arrivano le linee guida. Restano le lacuneIl Manifesto2 Lug 2015Filomena GalloFecondazione assistita

Finalmente ieri il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha emanato le nuove linee guida che regolano la Procreazione medicalmente assistita. Le ultime risalgono al 2008 e secondo quanto previsto dalla legge 40/2004 sarebbero dovute essere aggiornate almeno ogni tre anni. Facendo pochi calcoli semplici, il ministero per quattro anni, presupponendo un eventuale aggiornamento nel 2011, ha violato la legge.

Questo lo abbiamo fatto presente più volte, presentando anche una diffida formale contro il ministero. Avevamo proprio bisogno di una bussola per esplorare il nuovo terreno della fecondazione assistita che è mutato molto dalla promulgazione della legge. Basti pensare che dal 2008 ci sono state ben tre sentenze della Corte Costituzionale, che hanno rimodulato la legge 40 del 2004, eliminando, rispettivamente, il numero massimo di tre embrioni da creare e trasferire in un unico e contemporaneo impianto, il divieto di fecondazione eterologa, il divieto di accesso alla diagnosi pre-impianto per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche.

Proprio quest`ultima decisione della Consulta, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 15 giugno, è stata ignorata nelle linee guida, nonostante i giudici nel testo della sentenza avessero sottolineato la necessità di un intervento del legislatore in base all`evoluzione tecnico scientifica. Inoltre manca l`indicazione per una campagna informativa per la donazione dei gameti, sia maschili che femminili, utili per la fecondazione eterologa: sono tantissime le coppie che scrivono all`Associazione LucaCoscioni per denunciare la mancanza cli ovociti e spermatozoi nei centri di fecondazione.

Come si può apprendere dal sito del ministero della Salute nel 2014 e nel 2015 sono state effettuate undici campagne informative: perché non fame una che potrebbe far capire a molti cittadini che insieme si possono far nascere molti bambini? Eppure la piaga della bassa natalità che affligge il nostro Paese sta a cuore al ministro Lorenzin. Poi, c`è sempre lo spauracchio dell`eugenetica. Nel comunicato del ministero si può leggere: «Per escludere illegittime selezioni eugenetiche, alle coppie che accedono all`eterologa non è consentito scegliere particolari caratteristiche fenotipiche del donatore».

In Italia non c`è mai stata la scelta delle caratteristiche fenotipiche, ma solo la richiesta di abbinamento in base alla compatibilità sanitaria e di caratteristiche somatiche della coppia con il futuro bambino. Perché strumentalizzare alcuni termini? Forse è solo un pretesto per ostacolare l`applicazione della tecnica? Inoltre, il ministero continua ad affermare che le tecniche di Pma saranno incluse nei Livelli essenziali di assistenza. Ma quando verranno aggiornati?

Anche su questo punto i malati e i disabili stanno vivendo da troppi anni una situazione di completo abbandono e indifferenza da parte del governo che ha scelto di non impegnarsi nell`aggiornamento. Si ribadisce, in ultimo, che è vietata qualsiasi sperimentazione sugli embrioni non idonei per una gravidanza: gli scienziati italiani sono oggi costretti ad utilizzare cellule staminali embrionali importate dall`estero, come ha sottolineato lo scienziato Michele De Luca in un appello inviato proprio ieri ai parlamentari e ai membri di governo.

Un paradosso che potrebbe essere eliminato cancellando questo divieto dalla legge 40 e permettendo ai ricercatori italiani di tentare la strada per nuove cure a malattie al momento inguaribili. Basterebbe un atto del governo ad anticipare un nuovo intervento della Corte costituzionale che su questo si dovrà pronunciare.

Categorie: Radicali

Lettera di Maurizio Turco agli iscritti del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito

Radicali Italiani - Mer, 01/07/2015 - 19:46
01/07/15

Licenziati gli ultimi dipendenti. non si sospende l'iniziativa politica. Iscrizioni, sottoscrizioni, contributi SUBITO

 

Ciao,

ho appena firmato le lettere di licenziamento per le ultime otto persone che da non meno di almeno dieci anni collaborano con il Partito; appena un anno fa avevo dovuto licenziare gli otto dipendenti che lavoravano al call center. Anche se sono scelte inevitabili di fronte alla situazione oggettiva in cui ci troviamo, umanamente e politicamente sono davvero difficili.

Il Partito radicale in questi anni oltre alle iniziative politiche proprie si è assunto la responsabilità di privilegiare la possibilità che i soggetti costituenti avessero un luogo e degli strumenti per poter operare. Come Partito abbiamo resistito fin che abbiamo potuto, ed anche oltre. Ma oggi non si può fare altro, davvero con una estrema difficoltà, ripeto: anche personale, che firmare la fine dei rapporti di lavoro.

A scanso di equivoci mi preme evidenziare che questa difficile fase non è né una sospensione delle attività politiche né tantomeno una chiusura del Partito Radicale anche perché non è nelle mie prerogative e responsabilità; anche se questa fase, dalla quale spero ne usciremo al più presto, aggiunge ulteriori difficoltà a quelle di contesto che hanno contribuito a creare la situazione in cui ci troviamo. Eppure … ormai non c’è argomento, a cominciare proprio da quelli che sono oggetto di iniziative e lotte radicali, in cui i radicali siano chiamati a dare il proprio contributo così da essere conosciuto dai cittadini. Infatti, la violazione di cui ci siamo sempre occupati è quella di far rispettare il diritto del cittadino di conoscere per scegliere, e quindi di lottare perché le violazioni siano conosciute, denunciate, accertate e sanzionate. In questo senso abbiamo ottenuto che una denuncia presentata da Marco Pannella alla Corte europea sui diritti dell’Uomo contro l’Italia per violazione proprio del diritto a conoscere sia stata dichiarata ammissibile, la strada è lunga per arrivare a una sentenza, ma il cammino è finalmente iniziato!

* * *

Nel frattempo siamo impegnati nell’iniziativa per una transizione verso lo stato di diritto democratico, federalista, laico e nella realizzazione del progetto volto all’adozione di una Convenzione dell’ONU sul nuovo diritto umano alla conoscenza. Questa campagna è la naturale evoluzione di sessant’anni di lotte radicali e, per ricordare solo le ultime,  della lotta Irak libero contro la guerra e l’iniziativa contro la pena di morte a Saddam che da allora ha visto impegnato soprattutto Matteo Angioli.

Questa lotta ha un connotato che ha accompagnato tutte le grandi lotte radicali, per citarne alcune, dal divorzio all’aborto, dall’obiezione di coscienza al voto ai diciottenni, da quella per il contenimento del debito pubblico a quella per l’aumento delle pensioni minime, da quella contro lo sterminio per fame a quella per il Tribunale Penale Internazionale, all’amnistia per la Repubblica: non si apprezza il fatto che siano di fatto le uniche risposte di Governo ai problemi di un dato momento storico. I barconi degli immigrati non possono meravigliare chi ha avuto la fortuna di trovarsi a partecipare alle iniziative contro lo sterminio per fame: lo dicevamo allora, al momento giusto, che quella lotta era necessaria per evitare che accadesse quello che sta accadendo. Sulla giustizia non è lo stesso? Abbiamo proposto le riforme utili a tempo debito e oggi la lentezza della “giustizia” italiana è considerata dal Consiglio d’Europa un pericolo per lo Stato di diritto, cioè per la democrazia … sin dagli inizi degli anni ’90, cioè dal tempo dei referendum Tortora per la Giustizia giusta. Una notizia come questa è, trattata da questo sistema, come se fosse un segreto, ed infatti per i cittadini lo è!

Questo ad ulteriore dimostrazione, se proprio necessario, che siamo sempre intervenuti al momento appropriato avendo la capacità di prospettare con precisione quello che sarebbe accaduto, e che i fatti – purtroppo! - hanno poi dimostrato che i disastri erano preannunciati più che prevedibili.

So benissimo che questa lettera è come una bottiglia gettata nel laghetto di coloro che apprezzano o hanno apprezzato le lotte, alcune o tante, per un anno o tanti anni, perché hanno avuto il privilegio di conoscere idee, lotte e speranze del Partito Radicale mentre alla maggior parte dei cittadini è stato negato il diritto sinanche di poterle rifiutare!

Abbiamo sempre avuto presente - al limite della nausea per chi ci ascoltava e non solo - che la mancata informazione è di per se disinformazione ed è questione centrale in uno Stato che voglia essere di diritto, democratico. E’ problema ancora vivo, anzi più vivo che mai; e bisognerà fare sempre più sforzi, come li stiamo facendo, perché sia presente anche a chi ha il dovere di rispettare la propria legalità.

Mi fermo qui, anche perché oggi anche un altro foglio di carta è un problema.

Stiamo continuando a vivere, come sempre abbiamo vissuto, in sintonia con tutte le donne e gli uomini di questo paese. A fare i conti con una crisi economica che affonda le sue radici nella crisi democratica, che non è dovuta alla democrazia in se ma a chi, dovendola rispettare, viola Costituzione, convenzioni internazionali, leggi e regole.

A te che non hai mai contribuito ma che per una qualsiasi ragione hai avuto modo di incontrare i radicali chiedo un aiuto. 

Siamo, ancora una volta, come sempre, sulla barricata della vita del Diritto per il diritto alla vita. Che è la ragione costituente di quel che siamo stati, siamo e serberemo le ultime energie per continuare ad esserlo. Con chi vorrà, potrà, saprà.

Grazie davvero e spero a presto,

Maurizio Turco
Tesoriere del Partito radicale

 
 
 

Ci si può iscrivere al Partito radicale (almeno 200 euro l'anno) o a tutti i soggetti radicali (almeno 590 euro l'anno)

  • con carta di credito telefonare allo 0668979300 o collegandosi al sito www.partitoradicale.org

  • Con conto corrente postale n. 44855005 intestato a Partito Radicale

  • Con bonifico bancario  intestato a Partito Radicale IBAN IT56E0832703221000000002381

 

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Banche. Radicali incontrano presidente Acri Guzzetti. Federico e Massari: Passi avanti ma serve spezzare legame con politica

Radicali Italiani - Mer, 01/07/2015 - 18:23
01/07/15

Dichiarazione di Valerio Federico e Alessandro Massari, rispettivamente tesoriere e membro di Direzione di Radicali Italiani, a seguito dell'incontro avuto con il presidente di Acri Giovanni Guzzetti e con il direttore generale Giorgio Righetti:

"Il presidente Guzzetti, che ringraziamo per l'invito ad incontrarlo, ha tenuto a ribadire l'indipendenza delle fondazioni bancarie dalla politica e dai partiti, la loro natura di enti privati e l'efficacia dell'azione svolta sia come azionisti delle principali banche del Paese che come enti a supporto delle comunità locali. Su questi punti non poteva esserci convergenza con noi Radicali, considerando le ragioni di fatto e di diritto che ci portano a sostenere che le nomine partitocratiche degli enti locali di parte dei vertici delle fondazioni hanno portato questi soggetti - guidati anche da rappresentanti delle curie locali e di altri soggetti politicizzati quali le camere di commercio e gli ordini professionali - ad avere un ruolo sostanzialmente sia politico che pubblico nel capitalismo italiano, grazie all'influenza esercitata nelle banche, in Cassa Depositi e Prestiti e nel fondo F2i, ruolo diverso rispetto a qualunque altra impresa realmente privata".

"Abbiamo espresso apprezzamento per i contenuti del protocollo di intesa siglato in aprile tra le fondazioni e il ministero dell'Economia che contiene alcune istanze che noi Radicali da molto tempo proponiamo: dalla diversificazione degli investimenti, dopo anni di violazione di legge, all'utilizzo dei bandi come strumento preferenziale rispetto agli affidamenti diretti, alla necessità di fusioni tra fondazioni piccole e inefficienti".

"Abbiamo inoltre segnalato la mancata istituzione dell'Autorità amministrativa indipendente di controllo per gli enti no profit prevista per legge, gli eccessivi costi di struttura di alcune fondazioni, chiedendo inoltre una maggiore presenza di competenze in ambito finanziario all'interno delle fondazioni per perseguire una maggiore redditività dei patrimoni a beneficio delle erogazioni sui territori".

"Resta prioritaria per noi Radicali la riforma, contenuta in una proposta di legge inviata a tutti gli eletti e presentata dal deputato Mariano Rabino, supportata tra gli altri dagli economisti Tito Boeri, Alessandro De Nicola e Mario Baldassarri, che prevede entro 4 anni l'uscita completa delle fondazioni dal capitale azionario delle banche attuando definitivamente la separazione tra fondazioni e banche, tra politica e credito".

 

 

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Il Dalai Lama e Marco Pannella insieme per festeggiare gli 80 anni di Sua Santità

Partito Radicale - Mer, 01/07/2015 - 17:59
01/07/2015

Domenica 21 giugno si è svolta nel tempio tibetano di Dharamsala in India una cerimonia di celebrazione dell'80° compleanno di Sua Santità il Dalai Lama. Alla cerimonia, animata da danze e canti tradizionali alternati a momenti di preghiera, ha partecipato anche Marco Pannella che era presente con una folta delegazione radicale formata da Bruno Mellano, Laura Harth, Alessandro Rosasco, Rosanna De Giovanni, Claudio Landi, Stefano Marrella e chi scrive.

Nel suo breve saluto, Marco Pannella (unico politico europeo ad esser stato invitato) ha lodato la richiesta di autonomia per il Tibet avanzata da anni dal Dalai Lama e sostenuta dal Parlamento tibetano in esilio e ha aggiunto che “questa comunità riunita così quest'oggi è satyagraha, è amore per la verità ed è forza dell'amore che dobbiamo avere anche per i nostri avversari, a partire dal popolo han”.

Durante il breve soggiorno indiano, la delegazione ha incontrato anche Dolma Gyary il Ministro degli Interni del Tibet e il professore Yang Jianli attivista cinese che manifestò a Piazza Tiananmen nel 1989, costretto all'esilio negli Stati Uniti dove è Presidente dell'organizzazione Citizen Power for China/Initiatives for China. Yang è inoltre visiting professor a Harvard.

Categorie: Radicali

Fecondazione: bene le linee guida ma rimangono delle criticità

Luca Coscioni - Mer, 01/07/2015 - 17:17
Fecondazione: bene le linee guida ma rimangono delle criticitàFilomena Gallo1 Lug 2015Fecondazione assistita

In merito al decreto di aggiornamento delle linee guida della L.40/2004, che regola la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni commenta così il comunicato stampa emanato dal Ministero della Salute, in attesa di conoscere il testo integrale del provvedimento, per valutare se il Ministro ha mantenuto quanto preannunciato, cioè garantire l'accesso alla fecondazione medicalmente assistita alle coppie che ne hanno bisogno per poter provare ad avere una gravidanza che giunga al termine:

1)“Il nuovo testo, che aggiorna le linee guida del 2008, è stato rivisto in rapporto all’evoluzione tecnico-scientifica del settore e all’evoluzione normativa; in particolare ai decreti legislativi 191/2007 e 16/2010 e all’Accordo Stato Regioni del 15 marzo 2012 (che applica alla PMA le normative europee su qualità e sicurezza di cellule umane), e alle sentenze della Corte Costituzionale n.151/2009, e n.162/2014 le quali hanno eliminato, rispettivamente, il numero massimo di tre embrioni da creare e trasferire in un unico e contemporaneo impianto, e il divieto di fecondazione eterologa”.

Commento: come mai il Ministero non ha colto l’occasione anche per emanare linee guida anche in rapporto all’ultima sentenza della Corte Costituzionale, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 5 giugno, con cui viene cancellato il divieto di accesso alla fecondazione per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche, previsto dalla legge 40 del 2004? Proprio in quella sentenza la Corte rimandava ad un intervento del legislatore in base all’evoluzione tecnico scientifico delle tecniche procreazione medicalmente assistita.

2)“Numerose le variazioni introdotte rispetto alle linee guida attualmente in vigore. Fra le principali l’accesso alle tecniche di fecondazione eterologa, la raccomandazione di un’attenta valutazione clinica del rapporto rischi-benefici nell’accesso ai trattamenti, con particolare riferimento alle complicanze ostetriche, alle potenziali ricadute neonatologiche e ai potenziali rischi per la salute della donna e del neonato nonchè l’accesso generale a coppie sierodiscordanti, cioè in cui uno dei due partner è portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili per infezioni da HIV, HBV o HCV (nella versione precedente era previsto solo per l’uomo portatore, in quella attuale si consente anche alla donna portatrice)”.

Commento:  questo sicuramente è un aspetto positivo.

3) “In cartella clinica le procedure di PMA dovranno essere descritte con maggior dettaglio di quanto non lo siano state in precedenza, considerato che gli operatori possono avviare percorsi più differenziati di quanto fatto prima delle sentenze. In particolare andranno anche riportate le motivazioni in base alle quali si determina il numero di embrioni strettamente necessario da generare, ed eventualmente quelle relative agli embrioni non trasferiti da crioconservare temporaneamente”.

Commento: bene, ma ciò non costituisca un'opera di controllo dell'operato del medico con l'intento di limitarne la sfera d'azione perché ciò entrerebbe in contrasto con la sentenza 151 della Corte Costituzionale che precisa “in materia di pratica terapeutica, la regola di fondo deve essere la autonomia e la responsabilità del medico, che, con il consenso del paziente, opera le necessarie scelte professionali”

 

4) “Riguardo la fecondazione eterologa, nelle linee guida vengono fornite le indicazioni  per la coppia che accede ai trattamenti di fecondazione assistita, mentre tutto ciò che riguarda i donatori di gameti sarà contenuto nel testo di un nuovo Regolamento, già approvato dal Consiglio Superiore di Sanità, che sta proseguendo il suo iter per il recepimento delle direttive europee di riferimento”.

Commento: perché un regolamento? La materia attiene alle linee guida, doveva far parte delle stesse, la legge 40 non prevede Regolamenti. Anche i giudici della Corte Costituzionale nella sentenza 162/2014 invitano il ministro ad un aggiornamento dell'atto amministrativo previsto dalla legge 40 per ciò che attiene il numero di donazioni per ogni donatore sul modello francese e inglese. Perché non garantire subito il reale l'accesso in tempi brevi dopo un anno dalla sentenza e dopo la totale assenza del Ministero per campagne informative per la donazione dei gameti?

 

5) “Nel nuovo testo delle linee guida si danno indicazioni cliniche per l’accesso alle tecniche di PMA di tipo eterologo, prevedendo anche la cosiddetta “doppia eterologa” – quando entrambi i componenti della coppia possano ricevere gameti donati – nonché alla possibilità di “egg sharing” e “sperm sharing”, cioè che uno dei due componenti della coppia ricevente possa a sua volta essere anche donatore di gameti per altre coppie che accedono alla PMA eterologa”.

Commento: anche la doppia eterologa fa parte di quell'unicum delle tecniche di Procreazione medicalmente assistita, era già previsto con la cancellazione del divieto, speriamo che non vi siano tranelli ostativi.

 

6) “Per escludere illegittime selezioni eugenetiche, alle coppie che accedono all’eterologa non è consentito scegliere particolari caratteristiche fenotipiche del donatore”.

Commento:  in Italia non c'è mai stata la scelta delle caratteristiche fenotipiche ma solo abbinamento in base alla compatibilità sanitaria e di caratteristiche somatiche della coppia. Perché strumentalizzare alcuni termini? Mi auguro che non sia un pretesto per ostacolare la tecnica.

 

7) “Per evitare sovrapposizioni fra i diversi provvedimenti che regolano la PMA, nelle nuove linee guida, nella parte relativa all’ “Attività di consulenza e sostegno rivolta alla coppia”, è stato stralciato l’elenco degli elementi utili a maturare un’accettazione consapevole della tecnica proposta, visto che tali elementi sono contenuti nelle disposizioni per il consenso informato, che saranno oggetto di un apposto decreto interministeriale dei Ministeri della Salute e della Giustizia, su cui si sta già lavorando, e che contiamo di emanare a breve”.

Commento: la legge 40 prevede già che il consenso informato sia redatto di concerto tra ministero della Salute e Giustizia. (art. 6 legge 40/2004)

 

8) “Dopo l’istituzione del Registro nazionale dei donatori, questo è il secondo importante passo per l’aggiornamento dell’intero quadro normativo che regola la PMA in Italia  - commenta il Ministro Lorenzin – aggiornamento che sarà completato nelle prossime settimane con i decreti sul consenso informato e sui cosiddetti “embrioni abbandonati”, e con il perfezionamento del recepimento delle normative europee sulla donazione dei gameti”.

Commento: speriamo che questa volta non si commettano gli stessi errori commessi per il registro donatori che è stato istituito al Centro Nazionale Trapianti anziché al registro nazionale Procreazione Medicalmente Assistita (Art.11 l.40)

 

9) “E’ stato un lavoro corposo e impegnativo, portato avanti anche grazie al contributo di maggior esperti italiani di settore convocati ai tavoli di lavoro già da luglio dello scorso anno. Questa serie di provvedimenti, insieme all’aggiornamento dei LEA (che includeranno anche i trattamenti di PMA) contribuirà a conferire certezza al quadro normativo ed a migliorare accesso e qualità dei percorsi in questo ambito così delicato del SSN

Commento:

A quanto un decreto sui Lea che i malati stanno chiedendo da troppo tempo(2001)? E inoltre i pazienti avranno garanzia di accedere nel pubblico a tutte le tecniche per cui il pubblico è autorizzato?

Se le linee guida corrispondono a quanto preannunciato sicuramente un plauso al Ministro, con l'avvertenza che se non sarà così saranno valutate dai giudici come già avvenuto in passato.

In più è fondamentale che il Governo cancelli il divieto di ricerca sugli embrioni non idonei per la gravidanza. 

 

Categorie: Radicali

Fecondazione, Gallo: bene le linee guida ma rimangono criticità

Radicali Italiani - Mer, 01/07/2015 - 17:07
01/07/15

In merito al decreto di aggiornamento delle linee guida della L.40/2004, che regola la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni commenta così il comunicato stampa emanato dal ministero della Salute, in attesa di conoscere il testo integrale del provvedimento, per valutare se il ministro ha mantenuto quanto preannunciato, cioè garantire l'accesso alla fecondazione medicalmente assistita alle coppie che ne hanno bisogno per poter provare ad avere una gravidanza che giunga al termine:

1) “Il nuovo testo, che aggiorna le linee guida del 2008, è stato rivisto in rapporto all’evoluzione tecnico-scientifica del settore e all’evoluzione normativa; in particolare ai decreti legislativi 191/2007 e 16/2010 e all’Accordo Stato Regioni del 15 marzo 2012 (che applica alla PMA le normative europee su qualità e sicurezza di cellule umane), e alle sentenze della Corte Costituzionale n.151/2009, e n.162/2014 le quali hanno eliminato, rispettivamente, il numero massimo di tre embrioni da creare e trasferire in un unico e contemporaneo impianto, e il divieto di fecondazione eterologa”.

Commento: come mai il ministero non ha colto l’occasione anche per emanare linee guida anche in rapporto all’ultima sentenza della Corte Costituzionale, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 5 giugno, con cui viene cancellato il divieto di accesso alla fecondazione per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche, previsto dalla legge 40 del 2004? Proprio in quella sentenza la Corte rimandava ad un intervento del legislatore in base all’evoluzione tecnico scientifico delle tecniche procreazione medicalmente assistita.

2) “Numerose le variazioni introdotte rispetto alle linee guida attualmente in vigore. Fra le principali l’accesso alle tecniche di fecondazione eterologa, la raccomandazione di un’attenta valutazione clinica del rapporto rischi-benefici nell’accesso ai trattamenti, con particolare riferimento alle complicanze ostetriche, alle potenziali ricadute neonatologiche e ai potenziali rischi per la salute della donna e del neonato nonchè l’accesso generale a coppie sierodiscordanti, cioè in cui uno dei due partner è portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili per infezioni da HIV, HBV o HCV (nella versione precedente era previsto solo per l’uomo portatore, in quella attuale si consente anche alla donna portatrice)”.

Commento: questo sicuramente è un aspetto positivo.

3) “In cartella clinica le procedure di PMA dovranno essere descritte con maggior dettaglio di quanto non lo siano state in precedenza, considerato che gli operatori possono avviare percorsi più differenziati di quanto fatto prima delle sentenze. In particolare andranno anche riportate le motivazioni in base alle quali si determina il numero di embrioni strettamente necessario da generare, ed eventualmente quelle relative agli embrioni non trasferiti da crioconservare temporaneamente”.

Commento: bene, ma ciò non costituisca un'opera di controllo dell'operato del medico con l'intento di limitarne la sfera d'azione perché ciò entrerebbe in contrasto con la sentenza 151 della Corte Costituzionale che precisa “in materia di pratica terapeutica, la regola di fondo deve essere la autonomia e la responsabilità del medico, che, con il consenso del paziente, opera le necessarie scelte professionali”.

4) “Riguardo la fecondazione eterologa, nelle linee guida vengono fornite le indicazioni  per la coppia che accede ai trattamenti di fecondazione assistita, mentre tutto ciò che riguarda i donatori di gameti sarà contenuto nel testo di un nuovo Regolamento, già approvato dal Consiglio Superiore di Sanità, che sta proseguendo il suo iter per il recepimento delle direttive europee di riferimento”.

Commentoperché un regolamento? La materia attiene alle linee guida, doveva far parte delle stesse, la legge 40 non prevede Regolamenti. Anche i giudici della Corte Costituzionale nella sentenza 162/2014 invitano il ministro ad un aggiornamento dell'atto amministrativo previsto dalla legge 40 per ciò che attiene il numero di donazioni per ogni donatore sul modello francese e inglese. Perché non garantire subito il reale l'accesso in tempi brevi dopo un anno dalla sentenza e dopo la totale assenza del ministero per campagne informative per la donazione dei gameti?

5) “Nel nuovo testo delle linee guida si danno indicazioni cliniche per l’accesso alle tecniche di PMA di tipo eterologo, prevedendo anche la cosiddetta “doppia eterologa” – quando entrambi i componenti della coppia possano ricevere gameti donati – nonché alla possibilità di “egg sharing” e “sperm sharing”, cioè che uno dei due componenti della coppia ricevente possa a sua volta essere anche donatore di gameti per altre coppie che accedono alla PMA eterologa”.

Commento: anche la doppia eterologa fa parte di quell'unicum delle tecniche di Procreazione medicalmente assistita, era già previsto con la cancellazione del divieto, speriamo che non vi siano tranelli ostativi.

6) “Per escludere illegittime selezioni eugenetiche, alle coppie che accedono all’eterologa non è consentito scegliere particolari caratteristiche fenotipiche del donatore”.

Commento: in Italia non c'è mai stata la scelta delle caratteristiche fenotipiche ma solo abbinamento in base alla compatibilità sanitaria e di caratteristiche somatiche della coppia. Perché strumentalizzare alcuni termini? Mi auguro che non sia un pretesto per ostacolare la tecnica.

7) “Per evitare sovrapposizioni fra i diversi provvedimenti che regolano la PMA, nelle nuove linee guida, nella parte relativa all’ “Attività di consulenza e sostegno rivolta alla coppia”, è stato stralciato l’elenco degli elementi utili a maturare un’accettazione consapevole della tecnica proposta, visto che tali elementi sono contenuti nelle disposizioni per il consenso informato, che saranno oggetto di un apposto decreto interministeriale dei ministeri della Salute e della Giustizia, su cui si sta già lavorando, e che contiamo di emanare a breve”.

Commento: la legge 40 prevede già che il consenso informato sia redatto di concerto tra ministero della Salute e Giustizia. (art. 6 legge 40/2004).

8) “Dopo l’istituzione del Registro nazionale dei donatori, questo è il secondo importante passo per l’aggiornamento dell’intero quadro normativo che regola la PMA in Italia  - commenta il ministro Lorenzin – aggiornamento che sarà completato nelle prossime settimane con i decreti sul consenso informato e sui cosiddetti “embrioni abbandonati”, e con il perfezionamento del recepimento delle normative europee sulla donazione dei gameti”.

Commento: speriamo che questa volta non si commettano gli stessi errori commessi per il registro donatori che è stato istituito al Centro Nazionale Trapianti anziché al registro nazionale Procreazione Medicalmente Assistita (Art.11 l.40).

9) “È stato un lavoro corposo e impegnativo, portato avanti anche grazie al contributo di maggior esperti italiani di settore convocati ai tavoli di lavoro già da luglio dello scorso anno. Questa serie di provvedimenti, insieme all’aggiornamento dei LEA (che includeranno anche i trattamenti di PMA) contribuirà a conferire certezza al quadro normativo ed a migliorare accesso e qualità dei percorsi in questo ambito così delicato del SSN”.

Commento: A quanto un decreto sui Lea che i malati stanno chiedendo da troppo tempo(2001)? E inoltre i pazienti avranno garanzia di accedere nel pubblico a tutte le tecniche per cui il pubblico è autorizzato?

Se le linee guida corrispondono a quanto preannunciato sicuramente un plauso al ministro, con l'avvertenza che se non sarà così saranno valutate dai giudici come già avvenuto in passato.

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Le ruspe d’oro del grande Matteo Salvini

Radicali Italiani - Mer, 01/07/2015 - 15:33
01/07/15

Vincenzo di Nanna (segretario A.G.L. Abruzzi), l’avvocato radicale che ha curato la denuncia presentata da Marco Pannella contro il Comune di Roma per discriminazione razziale e altri reati inquadrabili nell''inchiesta "Mafia Capitale", presenta a Matteo Salvini il conto della “politica” delle sue ruspe d’oro: sì, perché, nonostante le indagini e la denuncia di Pannella, Roma Capitale continua a spendere migliaia di euro dei contribuenti per sgomberi illegittimi e non risolutivi.

“Caro Matteo, eccoti i costi della "politica" delle tue ruspe d’oro, tutti a carico del contribuente romano, che ha pagato e continua a pagarne il conto salatissimo".

"È sufficiente dare uno sguardo alle politiche di Roma Capitale per comprendere a chi convengono davvero gli sgomberi: l'ultimo è stato portato a termine il 26 giugno in via di Tor di Quinto, dopo che l'11 giugno la disperazione aveva portato un uomo a cercare di darsi fuoco, costringendo le forze dell'ordine a rinviare l'operazione. Il costo medio di uno sgombero è pari a 75mila euro; il sindaco ne ha ordinati trenta in un solo anno (2013-2014). Il totale? Ben 2milioni e 250mila euro, senza contare i successivi interventi di sgombero e 'bonifica': ad oggi la cifra potrebbe essere perfino raddoppiata! A fronte delle spese dei romani, il risultato è quello che conosciamo: il moltiplicarsi di micro-insediamenti e minuscole baraccopoli per tutta la città, unito alla violazione dei diritti umani che porta alla microcriminalità e rappresenta il grande motore della corruzione".

"Con l’attuazione della 'Strategia Nazionale d’inclusione dei Rom, Sinti e Camminanti', già approvata dal Governo Italiano nel febbraio del 2012, Roma Capitale, così come le altre città d'Italia, avrebbe potuto accedere ai finanziamenti europei con totale risparmio per le già saccheggiate casse pubbliche. Insomma, caro Matteo, la 'politica' della segregazione, della discriminazione e delle tue ruspe d’oro, non solo l’hanno pagata i contribuenti romani, ma è servita per arricchire il sistema del malaffare partitocratico. T’invito dunque a scendere dalle tue ruspe e ad aderire all’azione di denuncia intrapresa da Marco Pannella, visitare insieme i ghetti denominati 'villaggi della solidarietà' e ad assistere ad una proiezione di Dragan aveva ragione, il film-denuncia sullo scandalo degli 'sgomberi d’oro'".

Documenti

 

 

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Anche per quest'anno niente da celebrare per la Giornata mondiale contro il narco-traffico. Anzi!

Partito Radicale - Mer, 01/07/2015 - 15:10
01/07/2015

Il 26 giugno si è celebrata la giornata mondiale contro il narcotraffico e l'abuso degli stupefacenti. Per marcare la ricorrenza le Nazioni unite hanno pubblicato il Rapporto Mondiale sulle Droghe 2015 dedicandolo al cosiddetto "sviluppo alternativo".

Per stessa ammissione del direttore dell'Ufficio Onu sulla droga e il crimine, non si registra alcun progresso nella riduzione della presenza degli stupefacenti nel mondo, mentre l'accesso alle medicine "controllate" resta bassissimo, inoltre si nota un ritorno dell'HIV/AIDS. Il direttore Fedetov ha anche dichiarato inaccettabile l'elevato numero di morti per "droga", come la sempre crescente produzione di oppio - il raccolto afgano è il più alto dal 1930!

A questo link un approfondimento dei dati più critici del Rapporto, ma quel che è chiaro è che, per l'ennesima volta, nessun indicatore suggerisce il minimo beneficio del protrarsi di leggi e politiche proibizioniste. E' da sperare che questi dati risveglino le coscienze di qualcuno e avviino un dibattito laico e nel merito in vista della sessione speciale dell'Assemblea generale sulle "droghe" prevista per l'aprile dell'anno prossimo.

Categorie: Radicali

In Turchia manifestare per il Califfato si può, e per i diritti LGBTI?

Partito Radicale - Mer, 01/07/2015 - 15:07
01/07/2015

Tutto era pronto, domenica 28 giugno, per il 13° Gay Pride di İstanbul, la più grande manifestazione per la difesa dei diritti LGBTI in Turchia, nell’Europa sudorientale e in tutto il Medio Oriente. Una folla festante e pacifica si era concentrata in piazza Taksim per dare vita alla marcia dei diritti e dell’orgoglio LGBTI.

Il governatore di İstanbul aveva deciso di vietare la sfilata all'ultimo momento affermando che le autorità non avevano concesso alcuna autorizzazione. La polizia in assetto antisommossa quindi è intervenuta con molta violenza per disperdere i manifestanti facendo un uso massiccio di gas lacrimogeni, proiettili di gomma e impiegando i famigerati TOMA, potenti cannoni ad acqua.

Il comitato organizzatore della Settimana dell’Orgoglio LGBTI ha dichiarato che la marcia «era stata improvvisamente proibita dalla presidenza del governatore perché si sarebbe dovuta svolgere durante il mese di Ramazan». Una motivazione del tutto pretestuosa dal momento che il Gay Pride dell’anno precedente si era tenuto senza alcuna difficoltà proprio durante tale ricorrenza e perché spesso nel mese sacro per l’Islam si sono svolte manifestazioni, campagne elettorali e comizi. Proprio lo scorso 19 giugno, dopo la preghiera del primo venerdì di Ramazan, si è tenuto un corteo autorizzato di religiosi della Moschea di Fatih che hanno marciato per le vie centrali dell’omonimo quartiere gridando: «Dalla Turchia all’Egitto, dall’Indonesia al Marocco, dal Libano al Kurdistan, Califfato Califfato».
Si tollerano dunque le manifestazioni che inneggiano al califfato e si vietano quelle per i diritti civili.

Erano presenti al Gay Pride parlamentari del partito laico-socialdemocratico CHP e del partito di sinistra libertaria HDP che, assieme a Sedef Çakmak, prima donna dichiaratamente lesbica a essere entrata nelle istituzioni turche, hanno espresso indignazione per la brutale repressione subita e hanno voluto simbolicamente portare a termine la manifestazione in maniera nonviolenta camminando in fila indiana lungo l’İstiklal Caddesi. 

Categorie: Radicali

Barriere architettoniche: a Torino il Consiglio Comunale approva all'unanimità mozione per predisposizione PEBA.

Luca Coscioni - Mer, 01/07/2015 - 11:14
Barriere architettoniche: a Torino il Consiglio Comunale approva all'unanimità mozione per predisposizione PEBA.Paola Cirio, Alessandro Frezzato, Giulio Manfredi30 Giu 2015Barriere architettoniche

BARRIERE ARCHITETTONICHE/TORINO/CONSIGLIO COMUNALE APPROVA ALL’UNANIMITA’ MOZIONE PER PREDISPOSIZIONE PEBA. RADICALI: 28 ANNI DI RITARDO NELL’ATTUARE LEGGE. GIUNTA COMUNALE LAVORI PER RECUPERARE TEMPO PERDUTO NEI POCHI MESI CHE RIMANGONO PRIMA DELLE NUOVE ELEZIONI.

Il Consiglio comunale di Torino ha approvato ieri pomeriggio una mozione presentata dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle (e dal vice-capogruppo del PD, il radicale Silvio Viale) che impegna Sindaco e Giunta a predisporre il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA).
Sindaco e Giunta vengono inoltre impegnati ad individuare un gruppo di lavoro, coinvolgendo assessorati e associazioni interessate, per sviluppare il Piano e confrontarsi sulle questioni relative alla mobilità dei disabili, e a sperimentare modalità di inclusione anche tramite l’utilizzo di internet per raccogliere segnalazioni e proposte. Un ultimo punto della mozione impegna l’Amministrazione a definire una quota di Bilancio da destinare alle azioni specificatamente previste dal PEBA.

Il 20 gennaio scorso l’Associazione radicale Adelaide Aglietta e l’Associazione Luca Coscioni avevano depositato presso il comune di Torino ben 673 firme di cittadini a sostegno di una petizione popolare che richiedeva semplicemente il rispetto della legge: la legge n. 41 del 1986 (art. 32, commi 21 e 22, come integrata dalla l. 104/02, art. 24, comma 9), per garantire la piena accessibilità di tutti gli edifici pubblici e degli spazi urbani, imponeva a tutti i Comuni italiani di adottare il PEBA entro un anno dall’entrata in vigore della legge stessa (ossia entro febbraio 1987). La legge è inattuata, 28 anni dopo, nel 99% dei comuni italiani.

I tre primi firmatari della petizione popolare - i radicali Alessandro Frezzato, Giulio Manfredi e Paola Cirio - hanno dichiarato:

"Ieri il Consiglio Comunale di Torino ha fatto il primo passo indispensabile per rispettare una legge emanata nella prima Repubblica, quando era sindaco di Torino il socialista Giorgio Cardetti. Da allora si sono succedute in Sala Rossa dieci amministrazioni comunali, sette sindaci e un commissario prefettizio. Diamo atto a Piero Fassino di essere il primo sindaco di Torino ad essersi attivato sui PEBA sia nei confronti della propria amministrazione sia, nelle vesti di presidente dell’ANCI, nei confronti dei sindaci di tutta Italia.

Speriamo che nei pochi mesi che rimangono prima delle elezioni comunali della prossima primavera, la Giunta Comunale possa recuperare in parte il tempo perso. Ricordiamo che in gioco non c’è solo il formale rispetto della legge ma il diritto sostanziale dei cittadini disabili all’accesso globale agli edifici pubblici, alle fermata dei bus, alle strade di Torino, agli attraversamenti pedonali; cose molto concrete, che determinano una qualità della vita accettabile."

 

Categorie: Radicali

Cannabis, il dopo proibizione in Colorado

Luca Coscioni - Mer, 01/07/2015 - 10:48
Cannabis, il dopo proibizione in ColoradoIl Manifesto1 Lug 2015Marco PerducaCannabis terapeutica

Nel 2014 il Colorado ha legalizzato la produzione, il consumo e il commercio della marijuana. A maggio ho visitato Denver, una delle due città che ha aderito alla nuova normativa per vedere come funziona l`antiproibizionismo applicato.

La riforma è avvenuta grazie a una proposta popolare di modifica della Costituzione dello stato che ha consentito la totale decriminalizzazione della cannabis e avviato la regolamentazione della coltivazione della pianta e la sua commercializzazione in appositi "dispensari". Il governatore del Colorado è un democratico, ma in prima battuta s`era schierato contro il referendum. A un anno dalla legalizzazione s`è ricreduto.

La normativa adottata consegna al libero mercato un prodotto proibito da oltre mezzo secolo; ciò non vuol dire un laissez-faire, bensì consentire, con mille puntigliose regole, lo svolgimento di una serie di attività e comportamenti in precedenza proibiti. Dei quattro Stati che hanno legalizzato la marijuana per via di referendum popolare, il Colorado è quello che ha optato per il modello più "liberista", che consente a più soggetti di esser presenti sul mercato purché obbediscano strettamente a un sistema di licenze per la coltivazione.

Le licenze fissano i (pochi) luoghi in cui è possibile commerciare la pianta e i suoi derivati, e definiscono le (limitatissime) possibilità di consumo in pubblico della sostanza. In virtù del proibizionismo federale, rimane ancora irrisolta la questione dell`apertura di conti bancari dove poter depositare i proventi delle vendite. Per tale ragione, i lavoratori sono pagati quotidianamente, ma rimane il rischio per la custodia dei sostanziosi incassi, specie nel fine settimana quando arrivano i turisti da fuori. Nonostante ciò, negli ultimi dodici mesi si sono registrate solo un paio di rapine.

L`introduzione della legalizzazione in Colorado mirava a tener sotto controllo il numero dei consumatori, limitare il mercato nero, calmierare i prezzi, imporre tasse e distribuire gli introiti per progetti socio-sanitari non necessariamente legati al consumo problematico degli stupefacenti. Nei primi dodici mesi, si calcola che attraverso l`imposizione di un 22% di tasse (percentuale scandalosamente alta per gli Usa) nelle casse del governo locale siano entrati intorno agli ottanta milioni di dollari. Meno dei 100 previsti, ma sicuramente significativi. Per il momento, non è stato notato un incremento nel consumo.

La Corte suprema potrebbe presto prendere in considerazione le cause intentate degli stati confinanti col Colorado per presunte violazioni del diritto federale che, in virtù della ratifica delle Convenzioni Onu, non consentirebbe la produzione delle piante in tabella (tra cui la cannabis) se non per fini medico-scientifici. Fino a quando Eric Holder era Attorney General, Washington non aveva perorato la causa; ma con l`arrivo di Loretta Lynch, la controversia potrebbe esser presa in considerazione nella complessità della intricata divisione di competenze fra singoli stati e amministrazione federale.

Un recente sondaggio ha registrato che agli abitanti del Colorado il nuovo quadro normativo non dispiace: oltre il 70% degli intervistati ha detto che non tornerebbe indietro. Nel resto degli Stati uniti, le percentuali dei favorevoli alla legalizzazione della marijuana sono saldamente intorno al 55%. Per l`election day del 2016, si prevedono almeno altri dieci referendum per la legalizzazione della marijuana, tra cui la California. E non passa giorno che un`assemblea legislativa statuale non metta in agenda riforme per consentire la prescrizione dei cannabinoidi a uso medico.

(Il dibattito in vista di Ungass 2016 su www.fuoriluogo.it)

Categorie: Radicali

Una opportunità per promuovere la libera ricerca in Italia

Luca Coscioni - Mer, 01/07/2015 - 10:43
Una opportunità per promuovere la libera ricerca in ItaliaMichele De Luca, Filomena Gallo1 Lug 2015Cellule staminali

Gentile Onorevole/Senatore/Ministro,

 

nonostante la sentenza della Corte Costituzionale pubblicata il 5 giugno sulla Gazzetta Ufficiale abbia cancellato il divieto di accesso alla fecondazione assistita per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche e nonostante la prossima udienza in Corte Costituzionale  valuterà il divieto di utilizzo per la ricerca degli embrioni, abbiamo bisogno del Suo aiuto per smantellare uno degli ultimi divieti che ancora rimangono in vigore della legge 40: quello che impedisce la “sperimentazione sugli embrioni umani” non idonei per una gravidanza e quindi la possibilità di donare le blastocisti scartate dalla procreazione medicalmente assistita (PMA) per la ricerca con le cellule staminali embrionali. Potendo infatti utilizzare tali cellule ma non l’intera blastocisti (definita dalla legge “embrione” in modo, come vedremo, non scientificamente preciso) da cui vengono estratte, gli scienziati italiani sono oggi costretti ad utilizzare cellule staminali embrionali importate dall'estero.

 

Questo evidente paradosso deriva da una non chiara definizione nella normativa del termine “embrione”. In termini strettamente scientifici il prodotto della PMA che viene crioconservato e a cui ci stiamo riferendo si definisce “blastocisti” ma non embrione come viene comunemente inteso. Quest’ultimo infatti si sviluppa solo dopo l'impianto della blastocisti in utero, solo a quel punto acquisendo la capacità di generare prima un feto e poi un individuo. Le blastocisti di cui stiamo parlando (che non diventeranno mai un essere umano, perché dichiarate in stato di abbandono o non idonee, a vario titolo, per una futura gravidanza e quindi destinate ad estinguersi) contengono un agglomerato di cellule totalmente indifferenziate e identiche tra loro, le cellule staminali embrionali. Non a caso questo agglomerato di cellule si definisce "embrioblasto", che, come suggerisce la sua etimologia, ha la potenzialità di generare l'embrione, ma solo dopo l'impianto in utero.

 

Se, anziché dover obbligatoriamente lasciare inutilizzate dentro i crioconservatori le blastocisti non idonee per una gravidanza,  le coppie potessero donarle per la ricerca come qualsiasi altra cellula o tessuto, i ricercatori italiani potrebbero ricavare informazioni preziosissime sul loro potenziale terapeutico sin dall’inizio della loro manipolazione, cosa che è invece impossibile dovendo utilizzare solo linee cellulari derivate altrove. E potrebbero risultare più competitivi sul piano internazionale nella ricerca di una cura per molte malattie gravi e invalidanti, come quelle della retina o il morbo di Parkinson, che i loro colleghi all’estero stanno già sperimentando sull’uomo.

La stessa ricerca sulle cellule pluripotenti indotte (le famose iPS, cioè cellule adulte riprogrammate per riportarle ad uno stato di pluripotenza simile a quello delle cellule staminali embrionali) ha bisogno della ricerca sulle staminali embrionali, se non altro per dimostrare la loro eventuale equivalenza sia biologica che (potenzialmente) clinica.

Inoltre, la possibilità di utilizzare cellule staminali embrionali derivate dalle blastocisti portatrici di malattie genetiche (identificate oggi grazie alla possibilità di effettuare la diagnosi pre-impianto) consentirebbe di fare importanti ricerche sulle stesse devastanti malattie.

 

Per questo come Associazione Luca Coscioni abbiamo lanciato una petizione LINK in cui chiediamo al Governo e al Parlamento di approvare le proposte legislative e regolamentari al fine di garantire la libertà di ricerca scientifica sugli embrioni umani e non aspettare per l'ennesima volta che siano i giudici a ripristinare libertà costituzionalmente rilevanti.

Tra i promotori della Petizione, Giulio Cossu, professore di Human Stell Cell Biology presso lo University College di Londra, Amedeo Santosuosso, Docente di Diritto, Scienza, Nuove tecnologie all’Università di Pavia, Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni.

Hanno già firmato oltre 2000 tra scienziati, esperti della materia, malati e disabili, semplici cittadini. 

 Le chiediamo di firmare le proposte che abbiamo elaborato per rimuovere tale divieto, di presentare interpellanze al Governo, e di rispondere a questa email.

 

Cordiali saluti

 

Michele De Luca, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni, Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari" dell'Università di Modena e Reggio Emilia  Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, avvocato e docente ac “Legislazione e etica nelle biotecnologie in campo umano”Univ. Teramo

Categorie: Radicali

La scienza non è Frankestein

Luca Coscioni - Mer, 01/07/2015 - 10:36
La scienza non è FrankesteinCronache del Garantista1 Lug 2015Angiolo BandinelliCongresso Mondiale Libertà di Ricerca

Nell`assoluta (forse voluta) disattenzione dei media, qualcosa sta cambiando nel sistema dei valori dell`universo Italia. Vecchi, apparentemente incrollabili tabù si sgretolano e, tra mille difficoltà ed errori, si potrebbe parlare addirittura di una sorta di mutazione antropologica.

Un esempio su tutti, ma significativo. Nel giugno del 2005 in Italia si tenne il referendum abrogativo della Legge 40, che regolamentava in modo irragionevolmente repressivo la procreazione medicalmente assistita. L`anno prima era stato consegnato alla Corte di Cassazione oltre un milione di firme per un quesito di abrogazione totale e oltre 700.000 per altri quattro quesiti parziali. Il Cardinale Ruini, Presidente del Consiglio Permanente della CEI, si attivò abilmente perché nelle parrocchie venisse orchestrata una campagna di disinformazione, su base ideologica e teologica, al fine di dissuadere i fedeli dal recarsi alle urne. Il quorum non fu raggiunto, vinse l`astensionismo.

A dieci anni di distanza dal referendum fallito, di quella legge 40 non resta quasi più nulla, grazie in particolare all`Associazione Luca Coscioni e agli avvocati Filomena Gallo, Gianni Baldini e Angelo Calandrini, che si sono attivati presso i tribunali e una Corte Costituzionale oggi sicuramente più attenti ad una opinione pubblica sempre più scopertamente favorevole ad una concezione laica dei valori etici.

Le pronuncie giurisdizionali che sono seguite hanno smantellato il medievale dispositivo, e finalmente anche in Italia le coppie sfavorite da problemi di infertilità, sterilità o con malattie genetiche trasmissibili possono raggiungere il loro obiettivo di tentare una gravidanza.

Mentre quel referendum veniva avviato, in casa radicale e nell'Associazione Luca Coscioni si pensò a cosa si potesse fare per contrastare i disegni reazionari, che tra l`altro vietavano anche la ricerca sugli embrioni. Marco Pannella suggerì di organizzare un "Congresso Mondiale per la Libertà della Ricerca Scientifica". Si ricollegava idealmente a quel "Congresso per la Libertà della Cultura" che nel 1950 aveva riunito intellettuali, scienziati, artisti di mezzo mondo nello sforzo di arginare l`avanzata dell`ideologia totalitaria del comunismo staliniano in un momento ancora critico per una Europa ferita e profondamente dissanguata dalla guerra.

L`iniziativa prese rapidamente corpo: la sessione costitutiva ebbe luogo a Roma nell`ottobre 2004, con Luca Coscioni e il sostegno di 51 premi Nobel; ad essa sono seguiti il primo incontro a Roma nel febbraio del 2006, un secondo a Bruxelles nel marzo 2009, mentre la terza sessione si è svolta lo scorso anno, sempre nella capitale.

Un agile libro ci ripropone oggi i testi degli interventi dell`incontro del 2014 e di quello preparatorio del 2013 al Parlamento europeo. E` una documentazione ancora di forte attualità. Perché se oggi il pericolo dei fondamentalismi (a partire da quello religioso/cattolico, determinante nell`esito del referendum del 2005) sembra attenuarsi, il rapporto della scienza con le istituzioni politiche, anche democratiche, resta difficile e contrastato.

Nei confronti della scienza vige una inveterata diffidenza, che rimastica ancora gli argomenti su cui la Marv Wollstonecraft Shelley impostò ai primi dell`ottocento il suo romanzo, "Frankenstein", con la figura del mostro creato dalla scienza, espressione della paura per lo sviluppo tecnologico.

E` una paura forte e incoercibile, oggi come ieri. Lo stesso mondo politico vi resta invischiato creando ostacoli quando non addirittura favorendo, o non impedendo, che si verifichino episodi di evidente deriva antiscientifica, con il risultato di frenare lo sviluppo, economico ma anche etico/intellettuale, del Paese. E` un problema non solo italiano, anche se nel nostro paese si presenta con specifici tratti ed evidenza.

Nell'introduzione, Marco Cappato ricorda che se "nel 2004, quando fu fondato Il Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica" veniva chiesto "alle istituzioni politiche di difendere la ricerca dai fondamentalismi, in particolare di natura religiosa", oggi occorre "intraprendere la strada in senso inverso: difendere la politica e la democrazia con alcune risorse che la scienza mette a disposizione": la scienza procede per fatti, prove, evidenze (ed errori), fornisce dunque certezze (se non "verità") che sono un solido sostegno allo sviluppo delle istituzioni democratiche, che di certezze hanno assoluto bisogno.

Come e con quale angolatura si dovrà mettere a contatto, o in rapporto, la scienza con l`istituzione politica? E` il premio Nobel per la medicina 2002, John Sulston, a fornirci una indicazione su come raggiungere un buon equilibrio tra le due sfere: la scienza, "la scoperta", avverte, " è sempre positiva, come lo è accrescere il proprio sapere. E` da come applichiamo le nostre scoperte che dipende l`insorgere di un conflitto. E` quindi bene essere disposti ad adottare il criterio dell`interesse pubblico prima di mettere in pratica le nostre conoscenze, che non dovrebbero essere applicate automaticamente...".

La ricerca dell`"interesse pubblico" è il perno su cui instaurare il confronto. Impossibile fare più che un accenno alla varietà degli argomenti discussi nelle due sessioni del "Congresso" e registrati nel volume. Alcuni degli interventi sono da considerare essenziali per la vastità dell`impianto e la complessità delle questioni affrontate, delle quali viene fornita una analisi utile anche oltre il caso considerato: pensiamo all`intervento di Ana Virginia Calzada, già Presidente della Sezione costituzionale della Corte Suprema di Giustizia del Costa Rica, che ripercorre l`iter di un contenzioso aperto dalla Corte Interamericana nei confronti dello Stato di Costa Rica sul tema della fertilizzazione in vitro.

Il dibattito-confronto si mosse alla luce di quanto stabilito dalla Convenzione americana sui diritti umani, divenendo un caso emblematico per l`intera problematica dei diritti dell`uomo, oltre che di quelli dell`embrione. E a proposito di questa esemplare vicenda viene puntuale il richiamo di Emma Bonino che ci ricorda come la democrazia "non sa concepire la libertà senza responsabilità", perché "ha molto ben chiara la differenza tra libertà e licenza".

Possiamo qui segnalare solo pochissimi altri nomi di spicco tra i partecipanti: Charles Sabine, ex corrispondente di guerra della BBC, affetto dal morbo di Huntington, Askold Ivantchik, della Accademia delle Scienze di Russia, Tonio Borg, Commissario europeo per la salute, Taieb Baccouche, ministro degli esteri tunisino.

Al dibattito, Pannella aggiunge qualcosa di estremamente significativo quando ci ricorda come "i mezzi condizionano i fini; è importante usare sempre mezzi nonviolenti per affermare lo Stato di diritto", polemicamente concludendo che lo Stato di diritto "non è il tipo di Stato nel quale viviamo in Italia". E` un richiamo che non dobbiamo dimenticare.

("Fra scienza e politica - Il difficile cammino della libertà di ricerca," a cura di Marco Cappato, Carocci editore, 2015, euro 20.00.)

Categorie: Radicali

#Sbanchiamoli: mercoledì primo luglio incontro di Valerio Federico e Alessandro Massari con il presidente Acri Giovanni Guzzetti

Radicali Italiani - Mar, 30/06/2015 - 18:45
30/06/15

Mercoledì 1 luglio, su invito del presidente di Acri (l'organizzazione che rappresenta le Casse di Risparmio Spa e le Fondazioni di Origine Bancaria) Giuseppe Guzzetti, si svolgerà un incontro alle ore 20.30 con Valerio Federico, tesoriere di Radicali Italiani e Alessandro Massari membro della Direzione nazionale. L’incontro verterà sull’iniziativa politica radicale in corso denominata "#Sbanchiamoli! Fuori i partiti dalle banche".

 

 

 

 

© 2015 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Categorie: Radicali

Filomena Gallo interverrà al convegno dal titolo "Il centro di medicina della riproduzione e l'integrazione nel sistema sanitario territoriale"

Luca Coscioni - Mar, 30/06/2015 - 12:14
Fecondazione assistita

Il 2 Luglio Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, interverrà a Catania al convegno dal titolo "Il centro di medicina della riproduzione e l'integrazione nel sistema sanitario territoriale - il percorso metodologico per la coppia sterile, che tutela la salute riproduttiva e migliora i risultati".

Tanti gli ospiti che interverranno, tra cui Sandrine Chamayou, Gianni Baldini e Marilisa D'Amico. 

L'intervento dell'Avvocato Gallo avrà come titolo: "Questioni ancora aperte ed irrisolte nella legge 40".

Il convegno avrà luogo presso il Monastero dei Benedettini dalle 9 alle 14.

Per leggere il programma completo dell'evento CLICCA QUI.

 

Data: Giovedì, 2 Luglio, 2015 - 09:00 to 14:00Città: CataniaIndirizzo: Monastero dei Benedettini AllegatoDimensione PROGRAMMA CONGRESSOdef LUGLIO 2015.pdf1.29 MB
Categorie: Radicali

Il diritto a morire

Luca Coscioni - Mar, 30/06/2015 - 11:39
Il diritto a morireThe Economist27 Giu 2015Zanny Minton-BeddoesEutanasia

(Sintesi a cura di Carlo Troilo)

Uscita clamorosa del nuovo direttore di The Economist, Zanny Minton-Beddoes, con una cover story dal titolo :”Il diritto a morire. Ai medici dovrebbe essere consentito di aiutare a morire coloro che soffrono e i malati terminali nel momento in cui lo decidono. ”

Tre le ragioni che supportano il "right to die", il diritto a morire, secondo Minton-Beddoes:

1)   Il fine vita è uno dei temi più importanti per la società del nostro tempo, anche per l’invecchiamento della popolazione e per le ovvie conseguenze che ne derivano;

2)   La linea di The Economist è quella di promuovere in tutti i campi l’autonomia delle scelte degli individui, riducendo l’intromissione dello Stato e favorendo l'auto-determinazione nelle scelte riguardanti la vita personale, poichè, sostiene Minton-Beddoes, "libertà ed autonomia sono anch'esse fonti della dignità umana";

3)   Il favore dell'opinione pubblica dovrebbe “fare la differenza” ed essere tenuto in massimo conto.

L’editoriale si oppone alla scuola di pensiero che ritiene che la vita debba essere considerata sacra al punto da assoggettare le esistenze di molte persone malate a dolori incalcolabili e che la sofferenza dia dignità, affermando invece che la vera e più alta manifestazione della dignità umana è l’autodeterminazione.

Si può notare inoltre che il titolo è ingannevole poiché The Economist non si limita a chiedere il suicido assistito ma suggerisce che si possa iniziare anche a parlare di eutanasia su modello belga: quindi non solo per i malati terminali, ma anche per i depressi e per i minori in condizioni terminali.

Per rafforzare la sua posizione l’editoriale cita anche Stephen Hawking, il quale ha descritto come il tenere qualcuno in vita contro la sua volontà sia un atto di "ultimate indignity", supremo oltraggio, somma offesa.

Minton-Baddoes conclude infine asserendo che le persone – come possono sposarsi con persone dello stesso sesso, cambiare sesso o scegliere di abortire – devono poter scegliere quando e dove morire, circondati dall’affetto delle persone care.     Per leggere l'articolo completo CLICCA QUI.  
Categorie: Radicali

© 2010 - 2015 copyright Divorzio Breve - :elp@