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Diritto alla Conoscenza e Stato di Diritto: Il Comune di Angri delibera all’unanimità “per il Diritto alla Conoscenza”

Partito Radicale - Ven, 01/04/2016 - 16:14
01/04/2016

Mercoledì 23 marzo 2016, il Consiglio Comunale di Angri, in provincia di Salerno, ha approvato all'unanimità la mozione urgente del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito con la quale il Consiglio “delibera di sollecitare il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio e il Ministro degli Affari Esteri a fare proprio il progetto per la transizione verso lo Stato di Diritto e il Diritto alla Conoscenza contro la Ragion di Stato e su questo si candidi sin da subito e pubblicamente l'Italia al posto di membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.

Il consigliere radicale Pauciulo, primo firmatario e relatore della proposta, nel suo intervento ha ricordato come tale iniziativa radicale, libertaria, liberale, socialista e democratica sia nel solco non solo delle storiche battaglie del PRNTT, e altresì, battaglia politica fondamentale in questo primo scorcio del XXI secolo, che non può non coinvolgere tutti coloro i quali, ‘credenti’ nei valori della democrazia, del diritto e della libertà, sono consapevoli oramai della degenerazione in atto che sta trasformando gli Stati democratici in ‘regimi’ di ‘Democrazia reale’. Indicando Marco Pannella quale esempio di pietra miliare nella difesa dei Diritti e della Libertà delle genti e della sua forma istituzionale nello Stato di Diritto.

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La campagna per lo Stato di Diritto il 7 aprile alla Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale SIOI

Partito Radicale - Ven, 01/04/2016 - 16:09
01/04/2016

Giovedì 7 aprile alle ore 15, alla Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale (SIOI), in Piazza San Marco 51 a Roma sarà presentato il volume degli atti della Conferenza "Universalità dei Diritti Umani per la transizione verso lo Stato di Diritto e l'affermazione del diritto alla conoscenza" svoltasi lo scorso luglio al Senato della Repubblica con il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri. Alla presentazione interverranno il Presidente della SIOI ed ex Ministro degli Esteri Franco Frattini, l'Ambasciatore ed ex Ministro degli Esteri Giulio Terzi, il professore emerito di diritto internazionale e membro dell'Istituto Affari Internazionali (IAI) Natalino Ronzitti, la tesoriera di Nessuno Tocchi Caino e membro del Comitato Prevenzione Tortura del Consiglio d'Europa Elisabetta Zamparutti e il membro del Consiglio generale del Partito Radicale e di Non c'è Pace Senza Giustizia Matteo Angioli.

Inoltre, nell'occasione verranno illustrati i contenuti della tavola rotonda che il Partito Radicale organizzerà, assieme alla Rappresentanza Permanente d'Italia presso le Organizzazioni Internazionali di Ginevra, al Palais des Nations sul diritto alla conoscenza e lo Stato di Diritto all'inizio del mese di maggio in data ancora da specificare.

Per ulteriori informazioni si può telefonare allo 06-6920781 o scrivere a matt.angioli@gmail.com

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Sergio De Muro parteciperà all'evento “Sia fatta la mia volontà. Testamento biologico (DAT), eutanasia e cure palliative. Una legge sul fine vita, l’Italia è pronta?”

Luca Coscioni - Ven, 01/04/2016 - 11:00
Eutanasia Sergio De Muro, Consigliere Generale dell'Associazione Luca Coscioni, parteciperà all'evento “Sia fatta la mia volontà. Testamento biologico (DAT), eutanasia e cure palliative. Una legge sul fine vita, l’Italia è pronta?”, che si terrà venerdì 1 Aprile 2016 alle ore 21.00 a Milano presso il CAM Garibaldi, Corso Garibaldi 27. In Italia c'è ancora molta confusione e molto timore a parlare del fine vita, ma come dice Mina Welby “la morte è nel programma della vita”. Da circa un mese è anche nel programma delle commissioni parlamentari giustizia e affari sociali e venerdì 1 aprile Sergio De Muro ne parlerà con l'On. Farina, il signor Englaro, il Prof. Andreoni, Direttore del Centro universitario per le cure palliative della Cascina Brandezzata, Roberto Moroni Grandini e Adele Gianna Calori, rispettivamente medico esperto in cure palliative e coordinatrice infermieristica in cure palliative. Il dibattito sarà moderato da Luca Gibillini, consigliere comunale di Milano di SEL che porterà anche l'esperienza del registro per il testamento biologico nella nostra città. Per visionare il programma completo CLICCA QUI. Data: Venerdì, 1 Aprile, 2016 - 21:00Città: MilanoIndirizzo: CAM Garibaldi, Corso Garibaldi 27Organizzatore: orum diritti civili e sociali di SEL Milano AllegatoDimensione DAT_locandina3.pdf332.16 KB
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Amministrative: domani Bonino, Magi, Cappato presentano simbolo e programma delle liste radicali a Roma e Milano

Radicali Italiani - Gio, 31/03/2016 - 19:28
31/03/16

Domani, venerdì 1° aprile, alle ore 11 a Roma presso la sede radicale di via di Torre Argentina 76, il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi, il presidente Marco Cappato, consigliere comunale e metropolitano a Milano, insieme a Emma Bonino, presenteranno il simbolo delle liste elettorali e i punti programmatici per le elezioni amministrative di Roma e Milano. 

Alla conferenza stampa interverranno, inoltre, il tesoriere di Radicali Italiani, Valerio Federico, il segretario di Radicali Roma, Alessandro Capriccioli, e Lorenzo Lipparini, segretario dell'Associazione radicale di Milano "Enzo Tortora". 

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Eutanasia: "La sentenza della Cassazione conferma la necessità di una legge"

Luca Coscioni - Gio, 31/03/2016 - 17:23
Eutanasia: "La sentenza della Cassazione conferma la necessità di una legge"Marco Cappato31 Mar 2016Eutanasia

"La sentenza della Cassazione (con la quale sono state negate le attenuanti alla persona che ha ucciso la moglie con motivazioni legate alla sofferenza di lei) conferma che la questione delle scelte di fine vita non può essere risolta semplicemente attraverso una valutazione caso per caso. È necessario un quadro giuridico chiaro per evitare soluzioni fai-da-te che vengono assunte in condizioni di disperazione e senza la possibilità di verificare con certezza le volontà della persona malata, nonché le possibilità di assistenza e cure palliative.

Mi auguro che le commissioni congiunte Giustizia e Affari sociali della Camera vogliano sbloccare la discussione avviata sulla nostra proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia. Ê urgente dare risposte di legalità atte a prevenire gesti estremi che, al di là della valutazione su questa ultima condanna, non possono mai essere considerati come una soluzione.".

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Trump, puniresti Valentina perché ha abortito?

Luca Coscioni - Gio, 31/03/2016 - 15:51
Trump, puniresti Valentina perché ha abortito?VanityFair.it31 Mar 2016Monica CovielloAborto

Una «qualche forma di punizione» per le donne che abortiscono. La sancirebbe Donald Trump, candidato repubblicano alla Casa Bianca, in un intervento sull’emittente Msnbc. Salvo, poi, correggere il tiro: è il medico che pratica l'aborto che «dovrebbe essere ritenuto responsabile, non la donna». Il businessman newyorkese, che nel 1999 aveva detto che l’aborto non gli piaceva, ma che era comunque per la libertà di scelta, sembra avere cambiato idea.

In Italia, una «punizione» per le donne che abortiscono sembra già in atto. Lo spiega Filomena Gallo, segretario nazionale dell’associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, che ci racconta la storia di Valentina, una giovane donna a cui ha dato assistenza.

«Valentina era incinta, ma era portatrice di una traslocazione, un errore cromosomico. Gli esami medici hanno evidenziato, nel feto, malformazioni incompatibili con la vita: anche se la gravidanza fosse stata portata a termine, la neonata sarebbe morta».

«Potete immaginare come la gioia della gravidanza sia stata annientata dal dramma di doverla interrompere. Valentina si è rivolta a diverse strutture, ma trovava sempre medici obiettori di coscienza, che non l’avrebbero aiutata a interrompere la gravidanza. Poi ne ha trovato uno disposto a seguirla».

«Quando Valentina era ricoverata, l’iter proseguiva correttamente fino a quando era in turno il medico non obiettore. Appena finiva il suo orario di servizio, nonostante lei avesse già cominciato la terapia, nella camera arrivavano persone che cercavano di dissuaderla dall’interrompere la gravidanza, e le mostravano santini e immagini. Inoltre, gli altri medici, gli obiettori, non la seguivano, come se non fosse una paziente».

«Poi Valentina ha sentito il bisogno di andare in bagno e si è sentita male. Non avrebbero dovuto lasciarla andare: la sensazione di dover urinare è una tappa dell’interruzione di gravidanza, e in quel momento la donna deve essere monitorata. Così non è stato. Senza saperlo, Valentina ha espulso il feto, nella tazza del gabinetto. Il marito se ne è accorto e ha chiamato il personale, che ha tagliato il cordone ombelicale e ripulito tutto».

«A lei non hanno detto quello che era accaduto: l’hanno portata in sala parto per il raschiamento, quando la sua piccola era già stata espulsa».

Valentina ci ha messo anni a riprendersi e a trovare la forza di raccontare la sua esperienza. E dice: «Non so davvero perché io abbia dovuto subire tutto questo: c’è una legge che tutela la maternità».

Filomena Gallo spiega che la legge 194 del ’78, in vigore, tutelerebbe effettivamente la maternità: «E’ una norma ben fatta, ma in Italia non è applicata. Fino a quando lo era, aveva contribuito alla scomparsa della piaga dell’aborto clandestino, un pericolo per la salute della donna. 

Ma in questi anni numero dei ginecologi obiettori è aumentato in numero sproporzionato, e le donne che devono interrompere la gravidanza spesso iniziano una via crucis che sembra infinita, prima di riuscire a trovare chi le aiuterà». Così l’aborto clandestino «sta tornando, viene praticato con i farmaci acquistati su internet, e per le donne che lo praticano è anche previsto l’arresto».

Invece, come sostiene l’associazione Luca Coscioni, «anche senza mettere in dubbio l’obiezione di coscienza, dovrebbe essere obbligatorio il turn over dei medici non obiettori: le pazienti devono essere assistite anche quando il loro ginecologo finisce il turno, e le strutture dovrebbero provvedere a garantirlo, non lasciare le donne abbandonate a se stesse. Se manca il medico per il turn over, bisogna comunque assicurare che il servizio non si interrompa, chiamando un medico a gettone. Servirebbe anche un albo pubblico dei medici non obiettori: è quello che chiediamo come associazione».

«L’opinione comune è che le donne che hanno preso la decisione di abortire debbano essere punite, e nel peggiore modo possibile – dice Gallo -. Purtroppo qua è già una realtà».

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Disabili, l'abbraccio del Colle "Sono cittadini, non invisibili"

Luca Coscioni - Gio, 31/03/2016 - 11:42
Disabili, l'abbraccio del Colle "Sono cittadini, non invisibili"La Repubblica31 Mar 2016Umberto RossoVita indipendenteIl Presidente Mattarella, intervenendo ieri alla Giornata nazionale per le persone con disabilità intellettiva, ha rassicurato le famiglie che non sono sole nelle loro lotte quotidiane: sarebbe utile che adesso ne scaturissero buone pratiche e che si iniziassero seriamente a porre in essere gli adeguamenti necessari al miglioramento della qualità della vita dei portatori di qualunque handicap: di tutti loro. Per iniziare, un'idea sarebbe quella di aggiornare i LEA e il nomenclatore tarrifario, cosa che chiediamo da tempo e a cui ha ha fatto seguito una diffida al Ministro della Salute Lorenzin, ormai scaduta.

Un piccolo esercito di "invisibili", senza volto e senza identità. Circa mezzo milione di persone nel nostro Paese soffre di autismo, un milione ha la sindrome di Down, in centinaia sono colpiti da malattie rare, anche se mancano statistiche precise. Si schiera con loro Sergio Mattarella: "Non è più accettabile che tanti nostri cittadini diventino cosi, invisibili.."

Un intero pezzo del Paese relegato ai margini. È stato così per troppi anni, ora il presidente della Repubblica ha deciso che è il momento di aprire gli occhi sul disagio che più di ogni altro fa paura al mondo dei "sani": la disabilità intellettiva. Ricevendo al Quirinale associazioni, ragazzi, famiglie nella Giornata dedicata proprio alle persone con disabilità intellettiva, vuole fare piazza pulita dei luoghi comuni: "non si tratta di pazienti, di malati, di problemi da scaricare sulle famiglie o sul singolo: a creare le barriere sono i limiti della nostra organizzazione sociale.."

E la loro diversità è una ricchezza per tutti, per la nostra società. Lo raccontano gli occhi e l'allegria di Nicole Orlando, campionessa paralimpica di atletica e star di Ballando con le stelle, che contagia il presidente avvolgendolo nella maglia azzurra che gli regala. O le emozioni, più intime, che nel Salone dei Corazzieri regala al piano Gabriele Naretto, affetto da autismo e ipovedente, con un brano di Gershwin e relativo bis. O Agnese Bucciarello, 31 anni, che dopo uno stage proprio nelle cucine del Quirinale ha trovato lavoro in un'hamburgeria del Tiburtino. La scrittrice Clara Sereni racconta del figlio Matteo, autistico anche lui. È emozionata e si è portata dietro un testo da leggere davanti al presidente, ma ad un certo punto lascia perdere e va a braccio, "anche i nostri figli sono migranti che aspettano accoglienza, sono migranti dell'anima.."

Ma il dolore più acuto, la preoccupazione di questi genitori è soprattutto il "dopo di noi": "Che ne sarà dei nostri figli quando non ci saremo più?" è la domanda più ricorrente. La Camera il mese scorso ha approvato la legge intitolata appunto al "dopo"; il ministro della Sanità Lorenzin annuncia che 90 milioni sono stati stanziati per il progetto a sostegno delle persone con grave disabilità senza legami familiari, e che l'autismo entra nei nuovi livelli essenziali di assistenza (i Lea) con 50 milioni per i trattamenti e la diagnosi precoce della malattia.

Mattarella lo raccoglie, il malessere dei genitori: "So bene quanto grande sia il cruccio delle famiglie: cos'avverrà dopo di noi? Un'angoscia che pesa, a volte, più della fatica e delle rinunce cui ci si sottopone per amore.. 'dopo di noi"", spiega, riguarda tutti: "È fuori dallo spirito e dalla lettera della Costituzione chi pensa, egoisticamente, che la solidarietà sia a carico di altri".

Passi avanti ne sono stati fatti, anche sul piano legislativo, si tratta di tradurli in pratica. Rimane tanto da fare per l'inclusione a scuola, e sul lavoro: "Ci sono ancora imprese che preferiscono subire sanzioni — denuncia Mattarella — che ottemperare alle norme sull'inserimento dei disabili. L'Italia e l'Ue sono nate per abbattere i muri. L'essenza della civiltà europea, conclude il capo dello Stato, ci chiama a difendere la vita, oggi anche contro il terrorismo..."

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Luca Coscioni - Gio, 31/03/2016 - 11:31
aaa31 Mar 2016 Fill out my online form. var wilo1oi1l77vh8;(function(d, t) { var s = d.createElement(t), options = { 'userName':'associazionelucacoscioni', 'formHash':'wilo1oi1l77vh8', 'autoResize':true, 'height':'651', 'async':true, 'host':'wufoo.com', 'header':'show', 'ssl':true}; s.src = ('https:' == d.location.protocol ? 'https://' : 'http://') + 'www.wufoo.com/scripts/embed/form.js'; s.onload = s.onreadystatechange = function() { var rs = this.readyState; if (rs) if (rs != 'complete') if (rs != 'loaded') return; try { wilo1oi1l77vh8 = new WufooForm();wilo1oi1l77vh8.initialize(options);wilo1oi1l77vh8.display(); } catch (e) {}}; var scr = d.getElementsByTagName(t)[0], par = scr.parentNode; par.insertBefore(s, scr); })(document, 'script');
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La battaglia del vecchio leone

Partito Radicale - Gio, 31/03/2016 - 10:04
31/03/2016

Marco Pannella è il presidente onorario del Comitato mondiale per lo Stato di Diritto (Global Committee for the rule of Law). E' una notizia di ieri e rende l'idea di quanto cara venda la pelle il vecchio leone radicale. Dalla sua casa, divenuta meta di laico pellegrinaggio, Pannella continua la battaglia «per l'universalità dello stato di diritto democratico federalista laico, dei diritti umani, del diritto alla conoscenza». 

Per far partire questo comitato (presidente Giulio Maria Terzi, segretario generale Matteo Angioli), «fedele al principio liberale secondo il quale non c'è professione di fede senza l'obolo di uno scellino», il leader radicale ha versato 100 mila euro, 50 mila alla nuova creatura, 50 mila al Partito. «Ancora una volta grazie Marco per il buon esempio», scrivono Maurizio Turco e Matteo Angioli. Il buon esempio: quello di una vita piena che nemmeno la malattia può piegare.
Grazie Marco.

Fonte: La Repubblica, 26 marzo 2016

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Cannabis terapeutica negata, i malati marchigiani sono abbandonati a loro stessi

Luca Coscioni - Mer, 30/03/2016 - 21:30
Cannabis terapeutica negata, i malati marchigiani sono abbandonati a loro stessi18 Mar 2016Enrico ForzinettiCannabis terapeutica

Curarsi in Italia non sempre è un diritto, o almeno non è un diritto provare tutte le cure possibili. La cannabis terapeutica ad esempio è un lusso per pochi. Non vietata, ma difficile, quasi impossibile. Le Marche sono un caso esemplare, seppure in negativo, sotto questo punto di vista: da ormai più di tre anni le persone malate, pur essendoci una legge, non possono accedere alla cannabis terapeutica. vedi link

http://ifg.uniurb.it/cannabis-terapeutica-negata-cosi-i-malati-marchigiani-sono-abbandonati-a-loro-stessi/  

 

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Barriere architettoniche: il comune di Tolentino è "fuori legge" e va commissariato

Luca Coscioni - Mer, 30/03/2016 - 17:09
Barriere architettoniche: il comune di Tolentino è "fuori legge" e va commissariatoRenato Biondini30 Mar 2016Barriere architettoniche

Comunicato stampa 

        Ancona  30  marzo 2016 

Barriere architettoniche,  Tolentino è “fuori legge”, va commissariato  

                     Dopo che il 30 gennaio scorso abbiamo inviato al Sindaco di Tolentino una richiesta di accesso agli atti,  il sindaco Giuseppe Pezzanesi nella sua risposta del 9 marzo 2016, ammette e dichiara che il comune di Tolentino non ha adottato il PEBA, (piano eliminazione barriere architettoniche), previsto dall’art. 32 commi 21 e 22 della legge 41 del 1986, obbligatorio per legge da quasi 30  anni!

Il comune di Tolentino (come del resto molte pubbliche  amministrazioni) purtroppo non rispetta la normativa sui PEBA, che è uno strumento urbanistico di programmazione a medio lungo termine atto a individuare tutta una serie di barriere architettoniche e sensoriali presenti nel territorio e la programmazione del loro superamento attraverso una serie di lavori e attività da svolgere nel corso degli anni. Chiediamo pertanto, come prevede la normativa, che la Regione nomini un commissario ad acta per l’adozione del PEBA nel comune di Tolentino.                                             

Il rispetto di questa normativa sui PEBA è importante intanto per una motivazione di ordine generale  e di rispetto della legge, siccome noi riteniamo che in uno stato moderno e civile, deve esserci uno stato di diritto, dove  lo Stato in primis inteso in senso lato comprendendo anche gli enti locali, deve  rispettare la legge e le regole che egli stesso ha emanato. Noi diciamo che il rispetto di questa regola è  fondamentale per uno Stato democratico. Se non c’è, uno stato di diritto non ci sono diritti ma sopraffazioni, favori e privilegi e questo non può essere accettato. 

C’è da considerare inoltre che si devono tutelare i diritti delle persone con disabilità, come prescritto innanzitutto dalla nostra Carta Costituzionale e da molte leggi emanate per tutelare concretamente le loro prerogative.  

Per molte persone in condizioni di disabilità infatti, ciò che pregiudica la loro autonomia  indipendenza e inclusione sociale, è  rappresentato prevalentemente dagli ostacoli di natura architettonica, le cosiddette barriere architettoniche e sensoriali che impediscono  la loro mobilità e quindi la loro libertà di movimento in modo autonomo.                                                                                                          

Noi crediamo che in un paese civile, come l’Italia  si ritiene di essere, i diritti dei disabili oltre che essere difesi e sanciti dalle norme legislative devono essere tradotti in pratica e  materialmente applicati attraverso politiche che attuino i dettami previsti dalla legge. Noi crediamo che tanto più uno stato si occupa dei diritti dei più “deboli” tanto più sarà un paese civile, democratico, liberale e rispettoso dei diritti di tutti. 

La mancata applicazione dei diritti dei disabili  lede la loro  dignità, offende la loro persona e li fa sentire realmente diversi, emarginati e cittadini di serie B, e questo non può essere tollerato. 

 

Renato Biondini  segretario cellula di Ancona ass. Luca Coscioni                                 

email   cellulacoscioniancona@gmail.com     biondinirenato@alice.it    

 

 

 

AllegatoDimensione comunicato30032016.pdf350.53 KB RispostaSindaco09032016.jpg926.16 KB
Categorie: Radicali

Mario Riccio e MarcoMaria Freddi dell'Associazione Luca Coscioni parteciperanno all'evento "Termini di Fine Vita"

Luca Coscioni - Mer, 30/03/2016 - 16:44
Eutanasia

 

INCONTRO VENERDI 8 APRILE SU TERMINI DI FINE VITA – PROPOSTA DI LEGGE SU TESTAMENTO BIOLOGICO ED EUTANASIA - SUICIDIO ASSISTITO

Venerdì 8 aprile 2016, alle ore 17,30, presso la Sala Conferenze dell’Hotel Ai Tigli a Pilastro di Langhirano (PR) via Parma 44 , si svolge l'incontro su TERMINI DI FINE VITA –PROPOSTA DI LEGGE SU TESTAMENTO BIOLOGICO ED EUTANASIA - SUICIDIO ASSISTITO  promosso da “Exit Italia - Associazione italiana per il diritto ad una morte dignitosa” e “Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica - Radicali Italiani” - in concomitanza con la discussione, avviata dalle Commissioni Parlamentari della Camera dei deputati, della proposta di legge di iniziativa popolare su testamento biologico ed eutanasia.

All'iniziativa partecipano Mario Riccio, Medico Anestesista membro del consiglio direttivo della Consulta di Bioetica Onlus e dell'Associazione Luca Coscioni; Emilio Coveri, Presidente e fondatore di Exit Italia – Exit Svizzera Italiana; Silvio Viale , Medico dell’Ospedale S.Anna di Torino e Presidente del Comitato Etico Scientifico di Exit Italia – Exit Svizzera Italiana, MarcoMaria Freddi rappresentante dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica -  Radicali Italiani; Beppino Englaro, Presidente dell’Associazione “Amici di Eluana”, e Marco Longhi, autore del libro “Il viaggio”.

Introduce i relatori il coordinatore regionale di Exit – Italia Maurizia Gambarelli.

Nel corso dell'iniziativa verranno proiettati filmati significativi tra i quali quello della Exit Suisse Romande sulla morte volontaria medicalmente assistita - suicidio assistito – praticata in Svizzera, presentati dal Responsabile dei Servizi Informatici di EXIT-Italia, Neri Marchisio.

Seguirà un dibattito tra i presenti in sala.

Al termine dell'incontro sarà offerta la cena (prenotazioni cell:330512712 o direttamente all’ingresso in Sala Conferenze)

“Finalmente le Commissioni Parlamentari Giustizia e Affari Sociali della Camera hanno iniziato l’esame della Proposta di Iniziativa Popolare – spiega Emilio Coveri, Presidente Fondatore di Exit Italia – Exit Svizzera Italiana -  su: testamento biologico ed eutanasia.

L'ultimo tentativo di discussione è stato nel 2005 e - dopo la vergognosa vicenda di Eluana Englaro e il tentativo fallito di una legge liberticida sul testamento biologico –(Decreto Calabrò),  nel 2013 con gli amici radicali sono state raccolte oltre  66 mila firme per una Proposta di Iniziativa Popolare per la legalizzazione del Testamento Biologico e dell’Eutanasia nel nostro Paese.

Da allora sono stati vani gli appelli per avviare un confronto parlamentare sul tema di Napolitano, del Presidente della Camera Laura Boldrini, e di circa 250 deputati trasversali ai partiti. A marzo, anche grazie alla protesta di Max Fanelli che ha sospeso le cure, il Parlamento ha iniziato i lavori. 

Quella che si ripresenta oggi è un'opportunità importante sulla quale la cultura laica deve impegnarsi a fondo, considerato che l'oscurantismo cattolico non mancherà di intervenire pesantemente per evitare che i cittadini possano decidere autonomamente sulla propria vita.

Parleremo anche della procedura di Morte Volontaria Medicalmente Assistita attuata in Svizzera a cui da anni fanno ricorso anche tanti italiani, costretti ad andare all’estero a morire “in esilio ma con dignità!” .

Data: Venerdì, 8 Aprile, 2016 - 17:30Città: a Pilastro di Langhirano (PR)Indirizzo:  Sala Conferenze dell’Hotel Ai Tigli, via Parma 44Organizzatore: Exit Italia e Associazione Luca Coscioni
Categorie: Radicali

Dalla ricerca sugli embrioni una speranza per la vita

Luca Coscioni - Mer, 30/03/2016 - 11:33
Dalla ricerca sugli embrioni una speranza per la vitaCorriere della Sera30 Mar 2016Umberto VeronesiBioetica

La lettera al Direttore del Corriere della Sera, redatta da Umberto Veronesi, per raccontare quanto sia sorprendente la battuta d'arresto imposta dalla Consulta che rimandato al Parlamento ogni decisione sul divieto della Legge 40 relativo alla ricerca sugli embrioni italiani crioconservati, non idonei per una gravidanza o semplicemente abbandonati. Si parla di embrioni, però, di blastocisti: non di bambini.

---> Firma anche tu la PETIZIONE al Parlamento per la libertà di ricerca sugli embrioni

Caro direttore,

  abbiamo accolto con gioia le diverse sentenze della Consulta che, dal 2009 a oggi, hanno abbattuto i paletti sulla fecondazione assistita della legge 40, che la rendevano una normativa antifemminile e antiscientifica. L`obbligo dell`impianto di tre embrioni, il divieto di crioconservazione e l`obbligo di un unico impianto cadono nel 2009, il divieto di fecondazione eterologa viene eliminato nel 2014, e le pene per il medico che si rifiuta di impiantare embrioni malati vengono escluse nel 2015.

Tanto più quindi oggi ci stupisce la battuta d`arresto che la stessa Consulta ha recentemente imposto al processo di modernizzazione della legge, dicendo no alla ricerca sugli embrioni sovrannumerari, od orfani. Stiamo parlando di quegli embrioni che giacciono nei frigoriferi dei centri di fecondazione assistita, che non sono stati impiantati nell`utero della futura madre, né adottati da un`altra mamma con problemi di fertilità.

Dopo alcuni anni, fra i 5 e 10, questi embrioni diventano appunto sovrannumerari, vale a dire inutili ai finì riproduttivi e quindi vengono letteralmente gettati nel lavandino. Ed ecco il tema dell`appello degli scienziati: noi vorremmo dare uno scopo più nobile agli embrioni destinati a finire nel nulla, utilizzandoli per la ricerca scientifica a favore di malattie oggi incurabili, come l`Alzheimer e il Parkinson.

Ciò che mi ha colpito leggendo i commenti della sentenza della Consulta, è che molti hanno parlato di scelta fatta in nome della dignità dell`embrione. Ma come possiamo parlare di dignità di un insieme primordiale di cellule che scegliamo di far finire comunque tra i rifiuti? Capisco, del resto, la delicatezza di un tema che sfiora il grande interrogativo di quando inizia la vita. Ma il dilemma è essenzialmente di fede.

Per esempio nel mondo cattolico, Tommaso d`Aquino sosteneva che la vita inizia circa a metà della gravidanza. Recentemente, invece, la Chiesa aveva posto uno spartiacque al sedicesimo giorno dall`impianto dell`embrione nell`utero: prima di allora si parlava di pre embrione. Ora invece per i cattolici la vita inizia dal giorno zero. Queste disquisizioni profonde riguardano tuttavia i credenti cattolici che, in linea di principio, non dovrebbero neppure ricorrere alla fecondazione assistita anche in caso di infertilità, in quanto la vita è dono e proprietà di Dio e solo Dio può decidere a chi elargire il dono di una nuova vita.

Per la legge invece non esistono dubbi: la vita inizia con la nascita. Anche per la scienza la posizione è chiara: l'embrione ha potenzialità di vita, così come l`ovulo femminile e lo spermatozoo maschile, ma non ha vita. Ma anche ammettendo che - fede, scienza e legge a parte - esista un desiderio semplicemente umano e naturale di mantenere indefinitamente gli embrioni, sarebbe un desiderio irrealizzabile nel concreto perché comunque dopo un certo lasso di tempo perderebbero qualsiasi forma di vitalità.

È molto difficile, dunque, per il mondo della scienza accettare di buon grado questo freno allo studio di embrioni italiani, che in realtà non frena l`attività di ricerca scientifica (per fortuna), che avviene comunque su embrioni acquistati all`estero. Quindi si generano soltanto costi aggiuntivi per gli istituti di ricerca. Non possiamo inoltre non segnalare la profonda contraddizione politica di un Paese che legalizza l`aborto, ma impedisce la ricerca sugli embrioni sovrannumerari. 

Tutti odiamo l`aborto, ma tutti abbiamo votato per la sua legalizzazione come «male minore» rispetto all`aborto clandestino. Nel caso degli embrioni il ragionamento è analogo, anche se con implicazioni etiche molto minori. Chi non vorrebbe che ogni embrione diventasse un bambino? Ma poiché è un sogno impossibile, molto meglio fare di ogni embrione una speranza per la cura delle malattie più gravi.

Rinviare la decisione in merito al Parlamento è un`ipocrisia, perché sappiamo che le questioni bioetiche vengono sistematicamente arenate. Non ci resta che augurarci che la Corte europea dei diritti dell'uomo non confermi l'assurda decisione italiana.

---> Firma anche tu la PETIZIONE al Parlamento per la libertà di ricerca sugli embrioni


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Elezioni, radicali: referendum sabotati. Lavoriamo a lista radicale con candidatura Cappato a Sindaco

Radicali Italiani - Mar, 29/03/2016 - 17:06
29/03/16

Dichiarazione di Marco Cappato, Valerio Federico e Lorenzo Lipparini a nome del Gruppo Radicale - federalista europeo e dell'Associazione radicale Enzo Tortora:

 

"Il sabotaggio dei 4 referendum propositivi vincolanti per Milano è quasi completato. A 275 giorni dal deposito delle prime firme 1000 firme, il Comitato promotore non ha ancora ricevuto il via libera per la raccolta. Ciò significa che solo una grande mobilitazione istituzionale e politica da parte dei vertici del Comune e dei partiti milanesi potrebbe consentire di mettere in sicuro i referendum prima del deposito delle liste per le elezioni comunali. Ad oggi, nessuno pare interessato.

Come Radicali, abbiamo dato priorità al progetto referendario, considerando ogni eventuale forma di presentazione elettorale in funzione di quell'obiettivo. Di fronte alla violazione dello Statuto e all'inerzia dei vertici del potere politico milanese, faremo dell'appuntamento elettorale occasione di lotta per difendere i diritti civili e politici dei cittadini milanesi, calpestati nell'indifferenza generale.

Da oggi, parte l'iniziativa per la presentazione di una lista radicale che concorra alle elezioni amministrative a Milano. Lanciamo un appello alle personalità coinvolte in questi anni nelle azioni radicali per le libertà civili ed economiche e per il rispetto delle regole democratiche a sostenere questo progetto, anche con la propria candidatura.

Se qualcuno tra i vari esponenti dei poteri milanesi si sarà dimostrato non solo intenzionato, ma anche concretamente capace di restituire ai milanesi i referendum, saremo pronti a darne politicamente atto. Visto quanto accaduto finora, non possiamo affidarci a questa eventualità. 

Per questo, l'azione che parte oggi è quella della presentazione di una lista radicale collegata a Marco Cappato come candidato Sindaco".

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Lesioni del midollo riparate con le staminali

Luca Coscioni - Mar, 29/03/2016 - 16:14
Lesioni del midollo riparate con le staminaliLa Stampa29 Mar 2016Cellule staminali

Cellule staminali programmate per riparare lesioni del midollo spinale. Se fosse realtà e soprattutto se fosse riproducibile sull`uomo la medicina avrebbe voltato pagina, avrebbe realizzato ciò che nemmeno nei film più azzardati si può immaginare. Eppure non stiamo parlando di fantascienza. Ma andiamo per tappe.

Un gruppo internazionale di ricerca coordinato dall`Università della California, a San Diego, è riuscito per la prima volta a riparare lesioni nel midollo spinale dei topi usando cellule staminali e il risultato dello studio è stato pubblicato ieri sulla rivista «Nature Medicine». Al momento stiamo parlando di un intervento sul midollo spinale dei ratti: a essere stato ripristinato, per la prima volta, è stato però il funzionamento di un particolare circuito nervoso che è presente anche nel corpo umano. E si tratta di una via deputata al controllo dei movimenti.

Sino ad ora, spiegano da San Diego, nessun esperimento volto a riparare le lesioni del midollo spinale era riuscito a rigenerare il cosiddetto «fascio corticospinale», che nell`uomo comincia dalla corteccia cerebrale e si estende fino al midollo spinale. Dunque si tratta di un primo successo assoluto - continuano gli autori dello studio - perché finora nessuna terapia era riuscita a rigenerare proprio quella regione del sistema nervoso che rappresenta il circuito più importante per il controllo dei movimenti volontari.

«La novità del nostro studio è che abbiamo usato per la prima volta cellule staminali neurali per verificare se potessero supportarne la rigenerazione e, con nostra grande sorpresa, ne sono state capaci», ha spiegato il coordinatore della ricerca, Mark Tuszynski. I ricercatori hanno impiantato queste cellule progenitrici a livello delle lesioni del midollo spinale dei topi: le staminali erano già in qualche modo programmate, ovvero «indirizzate», a specializzarsi in cellule del midollo e pare lo abbiano fatto in maniera molto efficiente.

Le cellule, in particolare, sono state capaci di formare collegamenti, quindi delle vere e proprie sinapsi, che hanno permesso di migliorare il controllo dei movimenti delle zampe anteriori dei roditori. Questi risultati hanno quindi abbattuto un vecchio pregiudizio, che voleva i neuroni corticospinali sprovvisti dei meccanismi interni necessari alla rigenerazione. Se tutto ciò nella cavia ha dato modo di intendere che l`approccio possa funzionare lunga però ancora è la strada che porti alla speranza di potere applicare tutto ciò sull`uomo.

Il potenziale delle cellule staminali si è dimostrato elevatissimo - spiegano i ricercatori - che però avvertono: «C`è ancora molto lavoro da fare prima di pensare a una sperimentazione sull`uomo. Bisognerà verificare quali sono gli effetti a lungo termine negli animali, poi si dovranno studiare i metodi migliori per applicare questa tecnologia all`uomo e infine si dovranno identificare le cellule staminali umane più adatte per l`impiego clinico». Già, perché se è vero che una cellula staminale è una cellula potenzialmente «programmabile» a sviluppare le funzioni che preferiamo tale «programma» non è semplice da impostare.

Se non è corretto la stessa cellula potrebbe deviare il proprio sviluppo, nel più frequente dei casi verso una crescita indifferenziata e mutando trasformandosi in cellula cancerosa. La scommessa è dunque impartire alle staminali tutte le informazioni - attraverso segnali chimici opportuni verso una differenziazione che non «sgarri», che non prenda vie poi impossibili da controllare. Una scommessa per niente da poco. Ma una scommessa che i ricercatori californiani hanno dimostrato essere possibile.

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Grammatica della distrofia

Luca Coscioni - Mar, 29/03/2016 - 15:28
Grammatica della distrofiaIl Sole 24 Ore Domenica27 Mar 2016Gilberto CorbelliniCellule staminali

Io stato di salute di qualunque organismo è la risultante di un equilibrio dinamico, tecnicamente chiamata omeostasi, basato su interazioni regolative, cioè vere reti di comunicazione, che operano all`interno della cellula e la interfacciano col microambiente tessutale circostante e con segnali provenienti da distretti più lontani.

I meccanismi di equilibrio continuamente operativi compensano le variazioni che normalmente occorrono per cause endogene o esogene quali stili di vita o situazioni ambientali. Talora i meccanismi omeostatici sono inadeguati a ristabilire gli equilibri fisiologici a causa di alterazioni non compensabili, come ad esempio le mutazioni nelle malattie genetiche. Le malattie genetiche hanno contribuito in modo fondamentale alla comprensione del funzionamento normale degli organismi. E continuano a farlo.

Nel numero di novembre della rivista Cell un gruppo di ricercatori dell`Università di Harvard che studia un ceppo di cani affetti da una forma spontanea di distrofia muscolare molto simile a quella umana di Duchenne, han scoperto un sorprendente meccanismo di compensazione del fenotipo patologico. Questo tipo di distrofia, come quella umana, è dovuta ad una mutazione del gene della distrofina, una proteina strutturale del muscolo che connette l`impalcatura citoscheletrica della fibra muscolare con la membrana cellulare alla sua superficie e con le strutture extracellulari limitrofe.

L`assenza di distrofina causa una precoce e progressiva distruzione del muscolo, che porta gli animali a morte entro i primissimi anni di vita per insufficienza respiratoria dovuta ad atrofia dei muscoli respiratori e cardiomiopatia. In questo ceppo di animali i ricercatori hanno identificato recentemente due individui completamente deambulanti e con normale durata di vita, benché i loro muscoli presentassero completa assenza di distrofina e danno muscolare esattamente come gli individui affetti. Questi individui varianti, denominati escapers, hanno una ulteriore mutazione compensativa, che aumenta l`espressione di un attivatore molecolare proteico di un recettore della membrana cellulare denominato notch e la cui espressione genetica era nota da circa un secolo.

Il recettore attivato si distacca dalla membrana e migra nel nucleo dove stimola latrascrizione di diversi geni. Nel muscolo normale si sa che la trascrizione genica indotta dal recettore attiva la proliferazione delle cellule satelliti, che sono cellule staminali adulte residenti nel tessuto e normalmente quiescenti, cioè che non si dividono, ma se attivate da segnali molecolari provenienti dal muscolo danneggiato cominciano a replicarsi rinnovando e rigenerando i tessuti. Negli escapers le cellule satelliti si dividono più rapidamente che nei cani malati, con una più intensa rigenerazione post traumatica.

Lo studio dimostra per la prima volta in individui cosiddetti «revertenti spontanei» che il ripristino di un`efficiente rigenerazione tessutale e delle vie di segnale che la regolano, può arrivare a un sufficiente compenso funzionale seppure in presenza del danno genetico. Un fenomeno non meno interessante è stato descritto da Irene Bozzoni e collaboratori della Sapienza Università di Roma, i quali hanno scoperto in un giovane diciottenne con il genotipo della distrofia muscolare una mutazione nei meccanismi che controllano la traduzione dell`informazione genetica che consente la produzione di bassi, ma sufficienti, livelli di distrofina, e quindi rappresenta un`autocura della malattia.

In un articolo su Nature Medicine del dicembre scorso, un gruppo di ricercatori dell`Università di Ottawa guidati da M. A. Rudnicki ha decritto nel topo sano l`espressione di distrofina non solo nella fibra muscolare, ma anche nelle cellule staminali satelliti, limitatamente però al periodo della loro attivazione. Quindi nei distrofici anche la cellula staminale è ammalata. Ma quali ne sono i segni? La risposta è che la replicazione della cellula staminale è colpita nella fase iniziale, in cui la distrofina do- vrebbe essere prodotta e svolgere un ruolo fondamentale.

Le cellule satelliti, come tutte le cellule staminali, si trovano normalmente in uno stadio non replicativo odi quiescenza, cioè di vigile attesa di segnali attivanti, solo in parte noti, provenienti ad es. da un danno muscolare e comunque dal microambiente circostante. La cellula satellite attivata esce dallo stato di quiescenza e si divide con una modalità particolare: non dà origine a due cellule figlie identiche come avviene in una normale divisione, ma si divide asimmetricamente originando due cellule con destino diverso.

Delle due cellule figlie diverse, una torna quiescente e ripristina il compartimento staminale che così si automantiene per futuri interventi, mentre l`altra cellula figlia si replica attivamente in modo simmetrico generando una popolazione che differenziaper rinnovare il tessuto muscolare. In questo percorso già noto il gruppo di Ottawa ha visto che la distrofina interviene nei meccanismi di polarizzazione della cellula satellite necessari per la divisione asimmetrica, fortemente ridotta nei distrofici.

Ne consegue una diminuzione sia dell`automantenimento delle cellule staminali che dei precursori del tessuto muscolare, con esaurimento della rigenerazione muscolare. Ergo il quadro patologico distrofico è dovuto non solo alla perdita dell`organizzazione strutturale della fibra muscolare, ma anche all`alterazione del bilancio replicativo della cellula staminale satellite.

Nel nostro organismo il rinnovamento cellulare, operato dalle cellule staminali residenti, provvede al mantenimento dell`equilibrio morf o-funzionale e alla riparazione di tessuti e organi. Queste funzioni, opportunamente stimolate, possono contribuire auna compensazione del difetto genetico, almeno nel caso della distrofia muscolare. L`aumento delle conoscenze sulle interazioni che regolano i meccanismi complessi della rigenerazione tessutale e sui loro attívatorí o inibitori molecolari può aprire nuove vie a interventi terapeutici complementari alla terapia genica e cellulare.

La natura, scriveva Galileo, è un libro scritto in caratteri matematici. Quella vivente, nell`alfabeto della biologia molecolare. Le due asserzioni differiscono solo in apparenza, e la seconda diverrà un corollario della prima quando si scoprirà un sistema di algoritmi che darà senso alla articolate complessità grammaticali dei meccanismi e processi di controllo genetico-molecolare dei sistemi viventi.

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Sulla "droga" all'ONU siamo alle solite

Partito Radicale - Mar, 29/03/2016 - 14:12
29/03/2016

Dal 14 al 22 marzo si è tenuta alle Nazioni unite di Vienna la 59esima sessione della Commissione stupefacenti durante la quale sono stati definiti i documenti co cui si aprirà, e chiuderà, la sessione speciale dell'Assemblea generale interamente dedicata alla sostanze controllate prevista dal 19 al 21 aprile prossimi. La necessità di trovare un accordo unanime sul testo della dichiarazione finale ha fatto sì che le quasi 10 pagine del documento facciano generici riferimenti a ciò che invece, puntualmente, ha dimostrato di funzionare e ciò che, invece, rappresenta un fallimento da 50 anni.

Mentre il sistema delle Nazioni unite sta facendo notevoli progressi dal punto di vista dell'analisi e delle proposte di programmi per contenere i danni e i rischi legati alle sostanze proibite, non uno stato membro ha espresso dubbi che le tre convenzioni siano da riformare, o aggiornare, la Giunta internazionale sugli stupefacenti ritiene che la legalizzazione sia una violazione del quadro normativo internazionale che "controlla" le droghe, una ventina di paesi ritengono che il narco-traffico (non meglio definito) debba esser punito con la pena di morte.

Con queste premesse, e salvo cambiamenti dell'ultima ora, altamente improbabili, la UNGASS di aprile sarà una passerella per bei discorsi che alla fine non avrà deciso non solo niente di nuovo ma neanche di buono. 

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Dopo Gambia e Tanzania anche il Ghana si decolonizza dall’inglese, e la necessità di una lingua comune della specie umana diviene impellente

Partito Radicale - Mar, 29/03/2016 - 14:11
29/03/2016

Che, man mano che crescesse la consapevolezza democratica nei Paesi ex colonie, si giungesse all’abbandono della lingua dei colonizzatori in favore delle lingue locali era inevitabile.

All'inizio dello scorso anno furono Gambia e Tanzania ad annunciare i loro piani per eliminare le lingue straniere dei colonizzatori europei come lingue d’insegnamento nei loro sistemi scolastici, ed ora arriva il momento del Ghana, anch’essa ex colonia del Regno Unito, che ha annunciato il suo nuovo piano per eliminare l'inglese come lingua principale d’insegnamento nelle scuole.
La professoressa Jane Naana Opoku Agyemang, Ministro dell'istruzione del Paese, sostiene che il problema che il Ghana ha nel mondo del lavoro è in gran parte causato dall'avere nell’insegnamento una lingua diversa da quella normalmente parlata sul territorio ed ha espresso fiducia che la sostituzione dell'inglese, come lingua principale d’insegnamento, potrà cambiare in meglio il paese. 
Appena il Ministro ha annunciato il provvedimento, applausi sono venuti da parte del pubblico: anche se il cambiamento di politica linguistica è stato discusso per molto tempo, infatti, finora non era mai stato perseguito in modo così aggressivo, portando molti ghanesi a divenire ottimisti sul fatto che le catene dei loro colonizzatori si stiano lentamente, ma inesorabilmente, spezzando.

Questi fatti testimoniano come la necessità di adottare una lingua delle Nazioni Unite, espressione non di aristocratiche e anacronistiche egemonie bensì di popolare giustizia e democrazia globale, sia ormai impellente e che la storica campagna del Partito Radicale “Per una lingua comune della specie umana” alle Nazioni Unite potrebbe trovare convinti sostenitori proprio tra i Paesi ex colonie, protagonisti di un neoumanesimo mondiale.

I siti della campagna Radicale per la lingua comune della specie umana:

Italiano: www.linguainternazionale.it

English: www.internationallanguage.org

Esperanto: www.internacialingvo.org

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Anteprima romana di "Love is all"

Luca Coscioni - Mar, 29/03/2016 - 12:55
LOVE IS ALL
PIERGIORGIO WELBY, AUTORITRATTO

  
un film di Francesco Andreotti e Livia Giunti

introducono
Filomena Gallo 
e Guido Vitiello 

al termine della proiezione
i registi Francesco Andreotti e Livia Giunti

incontreranno il pubblico insieme a

Mina Schett Welby co-presidente Associazione Luca Coscioni
Carla Welby 
sorella di Piergiorgio Welby
Filomena Gallo 
segretario Associazione Luca Coscioni
  


modera l'incontro il giornalista Guido Vitiello

L'immagine di un uomo inerte a letto, attaccato al respiratore polmonare che con una voce sintetica chiedeva al Presidente della Repubblica di poter morire, entrò nelle case degli italiani nel settembre del 2006. Pochi mesi dopo quell'uomo, inascoltato dalla politica e dalla giustizia, decise di prendersi ciò che gli apparteneva e aiutato dai familiari e dagli attivisti radicali morì, sottraendosi a una vita che per lui era divenuta una tortura atroce e incessante. 
Sono passati quasi dieci anni dall'irruzione nei palinsesti di quell'immagine e sebbene nel nostro paese il dibattito sulle questioni del fine vita non abbia fatto sostanziali progressi, quell'immagine è divenuta l'icona della lotta per i diritti civili e per l'autodeterminazione dei cittadini.
LOVE IS ALL racconta la storia dell'uomo che si cela dietro a quell'icona e lo fa attraverso gli scritti, le narrazioni, le poesie, i dipinti e le sperimentazioni fotografiche di quello stesso uomo. LOVE IS ALL è un ritratto che tende all'autoritratto e nasce da nove anni di pedinamento delle tracce che la vicenda umana di Welby ci ha lasciato. LOVE IS ALL è una storia d'amore che nasce dall'innamoramento degli autori per Welby che era un uomo che amava la vita e amava gli altri e amava la libertà.

Regia: Francesco Andreotti e Livia Giunti - Testi, fotografie, dipinti e disegni: Piergiorgio Welby - Fotografia:Francesco Andreotti, Livia Giunti - Montaggio e Suono: Francesco Andreotti - Voce: Emanuele Vezzoli - Voci di: Marco Cappato, Mario Riccio, Mina Schett Welby, Carla Welby - Musiche composte da: Tommaso Novi Visual - Effects: Valerio Torresi - Registrazione voce: Alessandro Sportelli – West Link Recording Studio -Color correction e dcp: Vincenzo Marinese TTPixel Studio -Fonico di mix: Gaetano Musso - Materiali d'archivio: Carlo Gambetti, Francesco Lioce, Enzo Modica, Radio Radicale, Rai Teche, Aldo Rufini, Carla Welby, Mina Schett Welby - Prodotto da: Francesco Andreotti e Livia Giunti - Produzione: SANTIFANTI con il patrocinio di Associazione Luca Coscioni - Videoinstallazione: Francesco Andreotti e Marco Pavone e l’aiuto diAndrea Forlenza e Daniele Lucchini presso La Città del Teatro – Cascina (Pisa)


Guarda il trailer e l'evento su facebook   Per saperne di più clicca QUI
Data: Giovedì, 7 Aprile, 2016 - 21:00 to 23:00Città: RomaIndirizzo: Centro Aggregativo Apollo 11 c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio 80/a AllegatoDimensione nl LOVE IS ALL.pdf261.5 KB
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Puntata del Maratoneta di sabato 19 marzo 2016

Luca Coscioni - Mar, 29/03/2016 - 11:52
Puntata del Maratoneta di sabato 19 marzo 2016Radio Radicale19 Mar 2016Roberto Spagnoli

Argomenti della puntata:

- I temi della puntata: Antiproibizionisti, Associazioni, Autodeterminazione, Bioetica, Cellule Staminali, Corte Costituzionale, Embrione, Genetica, Liberta' Di Cura, Maternita', Medicina, Politica, Procreazione, Ricerca, Scienza.

Conduce: Roberto Spagnoli

Intervengono:

- Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e Presidente di Radicali Italiani

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Il Maratoneta
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