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245 partecipanti da 16 Paesi al Congresso mondiale. Prossime scadenze su legge 40, embrioni e Ogm

Luca Coscioni - Lun, 07/04/2014 - 15:16
245 partecipanti da 16 Paesi al Congresso mondiale. Prossime scadenze su legge 40, embrioni e OgmAss. Coscioni7 Apr 2014Congresso Mondiale Libertà di Ricerca

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

È iniziata oggi la consultazione online sugli obiettivi usciti dal Terzo Incontro del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, organizzato dall’Associazione Luca Coscioni e dal Partito radicale, al quale hanno preso parte 245 persone da 16 Paesi. Al termine della tre giorni, il coordinatore Marco Cappato, ha distribuito ai partecipanti una bozza di dichiarazione finale che individua i prossimi obiettivi da conseguire in sede transnazionale, nazionale e locale. A partire da oggi ci sono ancora dieci giorni per inviare proposte da parte dei congressisti e degli iscritti per la difesa della libertà di ricerca scientifica e del diritto di autodeterminazione nel mondo. Tra i punti elencati nella proposta iniziale anche quello relativo alla “libertà di ricerca sulle cellule staminali embrionali e sugli embrioni”, a pochi giorni (il 10 aprile) dall’audizione pubblica presso il Parlamento Europeo della petizione popolare europea ‘Embrione uno di noi’. L'Associazione Luca Coscioni aveva presentato una petizione al Parlamento di Bruxelles di segno opposto, cioè per continuare a finanziare i programmi di ricerca legati alle cellule staminali embrionali. Altra questione all’ordine del giorno sono gli ogm, con la richiesta di “corretta presentazione all’opinione pubblica e ai decisori politici delle materie più controverse, come la sperimentazione animale e gli organismi geneticamente modificati, attraverso la separazione netta tra evidenze scientifiche e preferenze morali”: proprio mercoledì 9 aprile il Tar del Lazio si pronuncerà sul ricorso presentato da un agricoltore friulano contro il decreto che proibisce la semina di mais Ogm e l’Associazione si è costituita con un intervento ad adiuvandum a favore della tesi dell’agricoltore Silvano Dalla Libera. Infine si chiede “la prosecuzione dell’iniziativa giudiziaria transnazionale a difesa del diritto all’autodeterminazione degli individui e alla libera ricerca, dopo i fondamentali successi già ottenuti presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e la Corte Interamericana dei Diritti Umani”: in questa chiave, domani l’avvocato Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione, che rappresentava la coppia che chiedeva al Tribunale di Firenze  di accedere alla fecondazione eterologa, con l'avv. Gianni Baldini rappresenterà l'Associazione Luca Coscioni e le associazioni di pazienti intervenute nel procedimento pervenuto dal Tribunale di Catania dinanzi Consulta deciderà sul divieto di fecondazione eterologa, previsto nella legge 40/2004. 

Categorie: Radicali

Biotestamento, Magi: registro rientra pienamente nelle funzioni del comune. PD non usi stesse argomentazioni di Alemanno nel 2009 già bocciate da A.N.C.I.

Radicali Italiani - Lun, 07/04/2014 - 12:45
07/04/14

Dichiarazione di Riccardo Magi, consigliere comunale radicale a Roma:

Chi parla di assenza di fondamento giuridico del registro cerca alibi per non discutere tema. Il pungolo lo esercitino gli iscritti al Partito Democratico per non perdere altro tempo.

Affermare come fanno alcuni esponenti del Partito Democratico di Roma, che l'istituzione del registro comunale dei testamenti biologici non abbia fondamento giuridico significa allinearsi alla posizione dell'amministrazione Alemanno, che nel 2009 diede parere contrario alla proposta di delibera depositata da Mina Welby, Beppino Englaro, Carlo Lizzani, Emma Bonino e Marco Pannella sostenendo proprio che essa vertesse "su una materia che può essere disciplinata unicamente da una legge ordinaria dello Stato".

Un'argomentazione strumentale, che all'epoca servì come pretesto per evitare il dibattito pubblico e in Consiglio comunale su una proposta che portava la firma di 8000 romani e che oggi rischia di rinviare ancora nella Capitale il riconoscimento del diritto dei cittadini a certificare la propria volontà sul fine di vita, come invece accade già in città importanti tra cui Torino, Milano e Venezia e in tanti altri comuni italiani da nord a sud.

La proposta di delibera, infatti, non vuole affatto disciplinare la materia del fine vita, né chiede al Comune di farlo, ma attraverso l'istituzione del registro dei testamenti biologici intende attestare l'autenticità delle dichiarazioni anticipate di trattamento dei cittadini. Si tratta, perciò, di fornire un servizio “dedicato” ai cittadini, nell'ambito delle competenze e delle funzioni amministrative già esercitate dal Comune,

La piena competenza dei Comuni sull’istituzione del Registro del Testamento biologico è stata chiarita anche dal parere fornito dall’A.N.C.I. alla circolare interministeriale del Governo Berlusconi che ha tentato di osteggiare i registri. L'A.N.C.I ha infatti affermato l'assoluta legittimità della pratica ad attribuire certezza di provenienza e data alle dichiarazioni rese dai cittadini, rientrando appunto nelle funzioni proprie del Comune.

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III Incontro Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica: bozza di dichiarazione finale aperta alla discussione

Luca Coscioni - Lun, 07/04/2014 - 11:37
III Incontro Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica: bozza di dichiarazione finale aperta alla discussione7 Apr 2014Congresso Mondiale Libertà di Ricerca

Noi sottoscritti, donne e uomini di scienza, esponenti politici, cittadine e cittadini riunitisi presso la Camera dei Deputati e il Campidoglio di Roma dal 4 al 6 aprile 2014 per il Terzo incontro del Congresso mondiale per la libertà di ricerca, salutiamo la continuazione del percorso avviato nella sessione costitutiva dell'ottobre 2004 e proseguito con il primo incontro del febbraio 2006 e il secondo incontro del  marzo 2009.

Individuiamo i seguenti obiettivi specifici, da perseguire a ogni livello, sia esso transnazionale, nazionale o locale:

• prosecuzione del monitoraggio dello stato della libertà di ricerca e di cura nel mondo, attraverso il rapporto annuale, l’”indice per la libertà di ricerca e autodeterminazione” e un costante aggiornamento del quadro comparato delle legislazioni e delle politiche nazionali;

• il rafforzamento o la creazione di politiche, regole e giurisdizioni , anche internazionali e costituzionali, a difesa del diritto alla libertà di ricerca, al quale corrisponde un dovere degli Stati a promuovere la libera ricerca e a diffonderne i benefici in modo equo per tutti i cittadini (art.15, par. 1b e 3 dell´International Covenant on Economic, Social and Cultural Rights) incluso attraverso la cooperazione con le aree meno sviluppate del pianeta;

• la prosecuzione dell’iniziativa giudiziaria transnazionale a difesa del diritto all’autodeterminazione degli individui e alla libera ricerca, dopo i fondamentali successi già ottenuti presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e la Corte Interamericana dei Diritti Umaniè necessario inoltre garantire l’esecuzione, in tempi brevi, delle sentenze delle due Corti sovranazionali.

• la promozione di sistemi (legislativi e non) che aiutino il decisore politico a valutare preventivamente -con l’ausilio delle conoscenze scientifiche- l’impatto delle decisioni e i rischi ad esse correlate

• la difesa dalle intromissioni politico-ideologiche nelle istituzioni rappresentative del mondo della scienza, come le Accademie scientifiche, sovente minacciate nella loro attività ed autonomia, come nel caso della Accademia delle scienze della Russia

• la libertà di ricerca sulle cellule staminali embrionali e sugli embrioni;

• la creazione di una rete internazionale che aiuti a diffondere una corretta informazione in merito all'accesso alle terapie nel mondo e a difendere i pazienti dalla violazione del diritto a cure sicure ed efficaci;

• la promozione dell'insegnamento del metodo scientifico, sia per il suo valore pratico, sia per il suo ruolo decisivo nella difesa del metodo democratico e della tolleranza;

• l'affermazione dell'autodeterminazione individuale in materia di cure, secondo il principio in base al quale nessuno può essere sottoposto a terapie contro la propria volontà, e ciascuno può decidere quando e come iniziare, proseguire o sospendere terapie, anche nel caso in cui tale sospensione può condurre il paziente alla morte;

• l'attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, in particolare nei Paesi meno sviluppati;

• la libertà di ricerca scientifica in materia di sostanze stupefacenti, superando il proibizionismo sulla ricerca imposto dal proibizionismo sulle droghe;

• la corretta presentazione all’opinione pubblica e ai decisori politici delle materie più controverse, come la sperimentazione animale e gli organismi geneticamente modificati, attraverso la separazione netta tra evidenze scientifiche e preferenze morali.

Per organizzare campagne specifiche sugli obiettivi summenzionati i sottoscritti confermano l'Associazione Luca Coscioni nel ruolo di Segretariato organizzativo; si impegnano nella creazione di reti e gruppi di lavoro tematici e territoriali, nonché nell'aggregazione di associazioni italiane e internazionali e di singole categorie come gli scienziati e i premi Nobel, i pazienti e i rappresentanti di organizzazioni non-governative e politico-istituzionali, in collaborazione con il Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito (organizzazione non governativa con status consultivo alle Nazioni Unite).

 

Categorie: Radicali

Bolognetti al Ministro Guidi: Se rappresentiamo un intralcio deportateci

Radicali Italiani - Dom, 06/04/2014 - 22:35
06/04/14

Maurizio Bolognetti, Direzione Radicali Italiani e Consigliere Associazione Coscioni:

Carissima Ministra, ad oggi il 65% del territorio lucano è vincolato da titoli minerari vigenti e istanze per la concessione di nuovi titoli. In Basilicata, per usare un'infelice espressione dell'ex ministro Romani, si son fatti "buchi per terra" in prossimità di invasi, sorgenti, fiumi, in aree a rischio frana e a rischio sismico, a ridosso di centri abitati e in aree a vocazione agricola.

Il costo reale in termini di inquinamento, considerando anche le coperture di cui godono le multinazionali dell'oro nero, lo valuteremo per intero solo quando avranno estratto fino all'ultima goccia di greggio.

Non basta? Ne volete ancora? Gli abitanti delle valli lucane rappresentano un intralcio al disegno di trasformare i 10mila kmq della Lucania infelix in hub petrolifero?

Beh, allora deportateci! Consideri però, signora Ministra, che la nostra è ragionevolezza, mentre la vostra è miopia. La miopia di chi non comprende che occorre salvaguardare per le generazioni a venire risorse ben più preziose dell'oro nero.

Noi vorremmo tanto che si discutesse del mito dello sviluppo illimitato, di bomba demografica, della necessità di cambiare i nostri paradigmi di riferimento prima di aver ammazzato completamente il nostro pianeta.

Vorremmo un dibattito sulla questione energetica, vorremmo discutere di rottamazione edilizia e della necessità di spianare la strada a un nuovo inizio. Per dirla con il prof. Aldo Loris Rossi, riteniamo indispensabile una "nuova alleanza con la natura".

Dalla nostra riserva - a volte confino, a volte galera - ribadiamo la nostra assoluta contrarietà a qualsiasi ulteriore concessione. Un no che nasce non dal pregiudizio, ma da attente valutazioni più volte esposte.

Se l'inquinamento delle nostre valli fosse solo un inquinamento ambientale e non anche inquinamento delle coscienze e delle "anime", forse sarebbe perfino pleonastico spiegare ciò che abbiamo più e più volte argomentato.

 

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Divorziati risposati, così nella Chiesa primitiva

Rassegna Stampa - Sab, 05/04/2014 - 19:18

In previsione del prossimo Sinodo dei vescovi, la discussione sulla posizione dei divorziati risposati all’interno della comunità della Chiesa ha acquistato nuova urgenza. In tale contesto vengono citate una serie di testimonianze dell’era patristica che deporrebbero a favore di una ammissione di questo gruppo di persone all’Eucaristia. Ciò avviene soprattutto in un’opera di Giovanni Cereti, un sacerdote della diocesi di Genova che ha studiato patristica e teologia ecumenica e continua tutt’oggi a lavorare in questi campi.

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Categorie: Politica, Radicali

Roberto Antonione ha aderito alla campagna "#Sbanchiamoli: fuori i partiti dalle banche. Credito a chi merita"

Radicali Italiani - Sab, 05/04/2014 - 18:51
05/04/14

Ha dichiarato, in occasione della presentazione della campagna e di una successiva tavola rotonda svoltesi lunedì 31 Marzo a Trieste:
Per chi ama la politica, queste sono iniziative che sollevano il morale: si parla di cose concrete, che incidono realmente su ognuno di noi.
Mi ritrovo pienamente d’accordo sulle questioni sollevate dai Radicali: è vero che la legge prevede che le fondazioni non abbiano il controllo delle banche; è altresì del tutto evidente che questo non solo sia disatteso, ma che spesso, oltretutto, a fronte di modeste quote di capitale detenute, le fondazioni si trovino ad esprimere grossa parte del board della banca partecipata.
Questa è una situazione che dovrebbe trovare risposte a livello normativo. Spero quindi che i radicali continuino a fare le battaglie che hanno sempre fatto, tra le quali proporre norme che favoriscano la trasparenza nel sistema dei partiti.
Non nego comunque di sentirmi a disagio pensando di essere stato membro del governo Berlusconi, governo che su proposta del suo Ministro dell’Economia ha approvato una legge che ha prodotto questa situazione.

In virtù della sua attuale posizione di consigliere comunale a Trieste, Antonione ha inoltre dichiarato:
Noi consiglieri comunali, così come tutti quelli che vengono nominati nelle varie Società ed Enti, siamo tenuti a rendere pubblici i nostri redditi e la nostra situazione patrimoniale , mentre ciò non vale per chi viene designato dal comune stesso nelle fondazioni: il Consiglio di Fondazione CRTrieste, ha espressamente sottolineato come i designati siano indicati dal comune, ma nominati dal Consiglio stesso; rispondono quindi a loro stessi, non ai cittadini. Così il legame col territorio non sussiste né dal punto di vista tecnico né da quello istituzionale. Anche se queste persone fossero dotate dei migliori curricula, a nessuno è dato di sapere come svolgono realmente il loro lavoro.
Inoltre, il meccanismo consente allo stesso Consiglio uscente di riconfermare i propri membri. A tal proposito, si sente spesso, parlare di caste: in questo caso, i consiglieri hanno potere di auto-nominarsi, non è dato di sapere cosa facciano, così come quanto prendano e a chi rispondano; si sa solo che gestiscono grosse quantità di denaro. Quella dei consiglieri delle fondazioni, è palesemente una casta.

Ha quindi concluso affermando che: “Se si dovesse andare ad indagare su malfunzionamenti dovuti all’ingerenza dei partiti, quello dei Consigli delle Fondazioni è il luogo giusto. Anche per questo penso che questa iniziativa vada sostenuta e propagandata.

NOTE:
Roberto Antonione è stato parlamentare per Forza Italia e PdL nelle legislature XIV-XV-XVI; ha ricoperto la carica di sottosegretario agli esteri nei governi Berlusconi II e III, dal 2001 al 2006.
Nel novembre del 2011, è figurato tra i deputati della maggioranza che non hanno votato il rendiconto generale dello stato, portando alla caduta del governo Berlusconi; in precedenza, Antonione aveva firmato, assieme ad altri deputati ex-Pdl, una lettera nella quale si chiedeva a Berlusconi di agire da uomo di Stato consentendo la formazione di un nuovo governo. Ha in seguito egli stesso lasciato il Pdl.
Attualmente svolge, da indipendente, la carica di consigliere comunale a Trieste, essendo stato sconfitto da candidato sindaco di un centrodestra locale frammentato, alle ultime elezioni comunali nel 2011. In quell’occasione, il suo nome era stato suggerito per il voto ai cittadini triestini anche da Marco Pannella; Antonione è stato infatti, in passato, più volte iscritto al Partito Radicale.

L’intervento integrale di Antonione, nell’ambito della tavola rotonda svoltasi a Trieste il 31 Marzo, è disponibile in formato audio a questo link.

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L’associazione Radicali Lucani parteciperà alla I Marcia per la salute e per l’ambiente

Radicali Italiani - Sab, 05/04/2014 - 18:22
05/04/14

Fonte Corriere di Taranto, 5 aprile 2014

Lo ha reso noto il segretario Maurizio Bolognetti

L’associazione Radicali Lucani parteciperà alla I Marcia per la salute e per l’ambiente, che si terrà domani in terra ionica, con percorso da Statte fino allo stabilimento Italcave.

«Il “caso Taranto”  - riferisce Maurizio Bolognetti, della Direzione Nazionale dei Radicali Italiani e segretario dell’Associazione Radicali Lucani –  è la plastica rappresentazione di quanto da tempo va sostenendo Marco Pannella, ovvero che “la strage di legalità ha sempre per corollario, nella storia, la strage di popoli”».

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Ricerca/salute, Ass. Coscioni: Rasi (Ema), Pani (Aifa), De Luca e Abbott (Nature) al Congresso internazionale

Radicali Italiani - Sab, 05/04/2014 - 11:22
05/04/14

Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni

 

Sabato 5 aprile presso la Protomoteca del Campidoglio a Roma, nella sessione pomeridiana del secondo giorno di lavori del Terzo Incontro del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, si terrà una sessione dal titolo "I test clinici: le promesse della medicina e le attese dei malati: una miscela esplosiva", coordinata dalla giornalista di Nature Alison Abbott, che ha trattato sulla rivista internazionale il caso Stamina. Gli interventi saranno quelli di: 

Guido RASI, Direttore dell'Agenzia Europea del Farmaco, Luca PANI, Direttore Generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco, Michele DE LUCA, Co-Presidente dell'Associazione Luca Coscioni, Giuseppe TESTA, Direttore del Laboratorio di Epigenetica delle Cellule Staminali, dell' Istituto Europeo di Oncologia. 
Il Terzo Incontro del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifico, intitolato  "colmare il divario tra scienza e politica” (http://www.freedomofresearch.org/), prosegue oggi i lavori alla sala della Protomoteca al Campidoglio di Roma  

L’incontro è organizzato dall’Associazione Luca Coscioni e dal Partito radicale, con il patrocinio del Consiglio dei Ministri, del Ministero della Salute, del Ministero degli Esteri, di Roma Capitale


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Crescono le adesioni a Sbanchiamoli. Consiglieri regionali, provinciali e comunali chiedono che la Politica lasci liberi Banche e Credito

Radicali Italiani - Ven, 04/04/2014 - 16:49
04/04/14

Ecco il primo elenco dei sottoscrittori della petizione parlamentare che il tesoriere di Radicali Italiani Valerio Federico ha inviato a Camera e Senato:

Diego Bottacin, Consigliere regionale in Veneto, Presidente Gruppo misto, Verso Nord
Sandro Sandri, Consigliere regionale in Veneto, Gruppo misto (già Assessore alla Sanità)
Santino Bozza, Consigliere regionale in Veneto, Gruppo misto
Giovanni Furlanetto, Consigliere regionale in Veneto, Gruppo misto
Eugenio Neri, Consigliere comunale a Siena, capogruppo di Siena Rinasce
Giuseppe Giordano, Consigliere comunale a Siena, Siena Rinasce
Lucia Tanti, Consigliere provinciale ad Arezzo, Forza Italia
Roberto Bardelli, Consigliere comunale ad Arezzo, Forza Italia
Daniele Farsetti, Consigliere comunale ad Arezzo, Movimento 5 Stelle
Roberto Antonione, Consigliere comunale a Trieste, capogruppo Gruppo misto (già sottosegretario agli esteri nei governi Berlusconi)
Giuseppe Pedicini, Consigliere comunale a Pordenone, Nuova Pordenone
Fernando Padelletti, Consigliere provinciale a Pordenone, Forza Italia

Radicali Italiani sta promuovendo una campagna nazionale con l’obiettivo di separare i Partiti dalle Banche chiedendo l’uscita delle Fondazioni bancarie dal capitale azionario degli Istituti di credito italiani.

Gli Enti locali e le Regioni indicano parte dei componenti degli organismi decisionali delle Fondazioni.

I dati degli ultimi anni relativi alla netta diminuzione delle erogazioni delle Fondazioni a favore delle comunità locali e nel contempo gli ostacoli posti da alcune Fondazioni ai necessari aumenti di capitale delle Banche dimostrano con evidenza il fallimento del sistema Partiti-Enti locali- Fondazioni-Banche-Credito. Le Fondazioni persistono nel non diversificare i propri investimenti come la legge prevede e sole, o in cartello con altre, hanno tuttora il controllo di molte tra le principali Banche del Paese. La separazione a nostro avviso – ma anche di Bankitalia, del FMI e di diversi autorevoli economisti – sarebbe utile sia a una più consistente capitalizzazione delle Banche con benefici per il sistema creditizio, che alle Fondazioni bancarie stesse che potrebbero finanziare più e meglio i territori di riferimento.
Le leggi che regolano l'attività delle Fondazioni bancarie e il rapporto con le banche non sono rispettate; altro, ennesimo, elemento di violazione dello Stato di Diritto nel Paese.

Di seguito il testo dell'appello sottoscritto

Alla c.a. della Presidente della Camera della Repubblica, Laura Boldrini, del Presidente del Senato della Repubblica, Piero Grasso, e ai Presidenti dei Gruppi parlamentari della Camera e del Senato della Repubblica (..)
Gentili onorevoli,
Io sottoscritto, Valerio Federico, tesoriere di Radicali Italiani, assieme a Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani (..), utilizzando lo strumento previsto dall'articolo 50 della Costituzione, riteniamo opportuno presentare ai titolari del potere legislativo questa petizione (..)
Lo scopo è quello di persuadere il Parlamento della necessità (..) di dare al Paese delle nuove, solide infrastrutture giuridiche che possano meglio regolare il perverso sistema attuale che lega politica, enti territoriali, fondazioni bancarie e banche. Una nuova legge che preveda la separazione tra fondazioni di origine bancarie e le banche per tagliare il nodo gordiano che lega le nostre imprese, stabilmente sottocapitalizzate al sistema bancario in crisi di liquidità, e quindi
alle fondazioni che controllano gli erogatori del credito. (..)

Grazie allo schermo rappresentato dalle fondazioni, ancor oggi, almeno indirettamente, la dinamica del credito è ancora influenzabile dai partiti, naturalmente inclini ad una tutela di parte, che nei casi più clamorosi diviene vantaggio per la propria parte a danno dell'intera cittadinanza (..)

(..) una banca che compie operazioni di mercato spericolate, senza alcun attenzione all'interesse del risparmiatore (..) viola legge e Costituzione

Per superare questa situazione e partecipare attivamente alla sua soluzione (..), desideriamo allegare una proposta di legge in materia di separazione tra banche e fondazioni, da proporre come un testo iniziale su cui iniziare un iter legislativo di riforma del settore (..)

Preme altresì ricordare il fatto che la vigente normativa è in più parti violata (..)
Attendiamo con fiducia l'interesse dei titolari del potere legislativo per un dibattito sul merito, con analisi del testo proposto (..)

 

PROPOSTA DI LEGGE PER LA COMPLETA CESSIONE DELLE AZIONI BANCARIE IN POSSESSO DELLE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA PER ADDIVENIRE A UNA RADICALE SEPARAZIONE TRA BANCHE E FONDAZIONI

Articolo 1
(Abrogazioni)
L’articolo 25, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, è abrogato e sostituito dal seguente:

Art 25 (Dismissione delle partecipazioni delle fondazioni nelle Società bancarie)
Le partecipazioni in essere nelle Società bancarie devono essere collocate sul mercato. Possono continuare ad essere detenute, in via transitoria, ai fini della loro ottimale dismissione, per il periodo di quattro anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Nel caso di mancata dismissione entro il suddetto termine, le partecipazioni previste dal presente comma possono ulteriormente essere detenute per non oltre due anni. Qualora la fondazione, scaduti i periodi di tempo previsti al comma precedente, continui a detenere le partecipazioni in società bancarie, alla dismissione provvede l'Autorità di vigilanza, sentita la fondazione e un apposito commissario indicato dal Ministro dell’economia, nella misura idonea a determinare la cessione completa delle partecipazioni in essere nelle Società bancarie e nei tempi ritenuti opportuni in relazione alle condizioni di mercato ed all'esigenza di salvaguardare il valore del patrimonio.

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La donna che ha demolito la legge 40

Luca Coscioni - Ven, 04/04/2014 - 16:37
La donna che ha demolito la legge 40Left4 Apr 2014Simona MaggiorelliCongresso Mondiale Libertà di Ricerca

Con i suoi crudeli e antiscientifici divieti la legge 40/2004 sulla fecondazione assistita colpisce l’identità della donna, nella sua realtà più intima. E lo fa con violenza. Basta pensare all’originario obbligo di contemporaneo impianto di tre embrioni, anche se malati. O al divieto di accesso alla diagnosi pre impianto per coppie fertili ma portatrici di malattie genetiche. Che nel 2012 la Corte di Strasburgo ha giudicato lesivo della Carta dei diritti dell’uomo: dacché all’articolo 8 riconosce il diritto di ognuno di decidere liberamente della propria vita affettiva, se e quando avere figli ecc. Negli anni 90, proprio mentre le tecniche mediche di fecondazione stavano diventando sempre più evolute e mentre si diffondevano sul territorio italiano centri specializzati, parlamentari cattolici di destra e di sinistra si sono coalizzati per imporre leggi dogmatiche da Stato etico, come la legge 40. Che l’8 aprile, dopo 10 anni di lotte nei tribunali da parte di associazioni di pazienti infertili e di coppie portatrici di malattie genetiche, torna davanti alla Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi sul divieto di fecondazione eterologa (ovvero con gameti donati alla coppia). Se la Consulta giudicasse incostituzionale questo punto, uno degli ultimi crudeli divieti della norma verrebbe definitivamente cancellato. A determinare questa concreta possibilità è stato anche il lavoro di una donna avvocato, Filomena Gallo. Alla sua competenza e alla sua passione civile si devono molte delle 29 sentenze che negli ultimi anni hanno riguardato la legge 40. «Fin dal primo momento, nonostante tutto, ho creduto che questa cattiva legge potesse essere cambiata», racconta. «Poi, preso atto che questa classe politica si dimostrava sorda a ogni cambiamento ho cercato di percorrere tutte le strade possibili per vedere affermati i diritti delle persone calpestati dal legislatore».

Il resto dell’articolo è disponibile in edicola da sabato, con l’Unità, e tutta la settimana

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Rom, Magi: visita al centro via Visso assieme al Presidente del Comitato Europeo per i Diritti Sociali e Ass. 21 luglio. Marino visiti da sindaco e medico una struttura costosa e illegale

Radicali Italiani - Ven, 04/04/2014 - 16:35
04/04/14

Presto iniziative legali nei confronti dei responsabili anche istituzionali di questa follia che ci umilia di fronte all'Europa. Milioni di euro dei cittadini romani investiti in una struttura registrata come deposito merci che discrimina cittadini con gravi conseguenze per la loro salute. Marino visiti al più presto la struttura illegale, come medico ancor prima che come sindaco.

Questa mattina insieme al presidente dell'associazione 21 Luglio, Carlo Stasolla, abbiamo visitato il cosiddetto centro di accoglienza per Rom sito in via Visso denominato "Best House Rom" e abbiamo voluto mostrare la struttura al Presidente del Comitato Europeo per i Diritti Sociali, prof. Luis Quimena Quesada, che si trova in Italia in questi giorni.

Il dato eclatante, confermato da ciò che abbiamo visto, è l'illegalità della struttura che non ha nessuno dei requisiti previsti dalla normativa regionale sulle strutture di accoglienza e quindi evidentemente non può essere accreditata come centro di accoglienza. Il centro di raccolta con cui l'amministrazione Alemanno stipulò la prima convenzione nel luglio 2012 successivamente rinnovata, ospita attualmente oltre 300 rom di cui circa 200 minori.

La struttura, in violazione della legge, non è in possesso dei requisiti di "civile abitazione" indispensabili ma è registrata come deposito merci; lo spazio interno è stato suddiviso in circa 60 stanze prive di finestre che ospitano ognuna almeno cinque persone; manca la cucina, obbligatoria secondo la legge, anche nel caso in cui i pasti siano portati da un servizio esterno; anche il numero dei bagni non risponde alle indicazioni di legge.  in base ai nostri calcoli ogni persona avrebbe a disposizione circa 2,5 mq contro i 12 indicati dalla legge regionale vigente che in ogni caso non prevede strutture di pronta accoglienza accreditate che ospitino più di 20 persone.  Questa situazione implica una grave violazione dei diritti umani, con un comportamento discriminatorio da parte dell'amministrazione e lesivo della salute dei cittadini ospitati nella "Best House Rom". Tutto ciò costa all'amministrazione 20 Euro al giorno a persona cioè oltre 2 milioni di euro l'anno.

Per questo occorre un chiarimento e un intervento immediato. Lavoriamo immediatamente assieme alla Giunta e al Consiglio, siamo ancora in tempo per segnare una svolta nelle politiche di inclusione delle comunità Rom da parte dell'amministrazione, come noi Radicali chiediamo da tempo. Sia l'esistenza di strutture come quella di via Visso, sia il rifacimento del campo della Cesarina cozzano con la necessità di questa svolta.

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Ricerca/autodeterminazione: Italia agli ultimi posti nella classifica mondiale

Luca Coscioni - Ven, 04/04/2014 - 16:23
Ricerca/autodeterminazione: Italia agli ultimi posti nella classifica mondialeAss.Coscioni4 Apr 2014Congresso Mondiale Libertà di Ricerca

Si è appena concluso, nel primo giorno di lavoro del Terzo Incontro del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, in corso oggi alla Sala dei Gruppi alla Camera dei deputati l'intervento del professor Andrea Boggio, della Bryant University, dirigente dell'Associazione Luca Coscioni che ha presentato il PRIMO RAPPORTO SULLO STATO DI LIBERTA' DI RICERCA E AUTODETERMINAZIONE NEL MONDO, promosso e finanziato dall'Associazione Luca Coscioni.

La ricerca è stata condotta prendendo in esame quattro questioni:  aborto, riproduzione assistita, staminali embrionali e scelte di fine vita. Il rapporto ha permesso di stilare una classifica che vede l'Italia molto indietro, appena al 35° posto su 42 paesi in esame.

In allegato l'intervento del professor Boggio, la scheda in italiano sui dettagli del rapporto con le mappe.

Il sito consultabile è http://www.freedomofresearch.org/

AllegatoDimensione Boggio Intervento Roma.docx17.71 KB TRADUZIONE FREEDOM INDEX.pdf603.69 KB
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Società Libera con il Direttore Vincenzo Olita aderisce a #Sbanchiamoli

Radicali Italiani - Ven, 04/04/2014 - 14:05
04/04/14

Dichiarazione di Vincenzo Olita, Direttore di Società Libera:

Società Libera aderisce alla campagna promossa da Radicali Italiani sulla netta separazione tra Banche e Fondazioni bancarie.

"#Sbanchiamoli" è una battaglia liberale tesa ad arginare l'influenza partitica sul sistema finanziario-creditizio che tanti danni ha procurato nel Paese. Società Libera ritiene che l'azione dei Radicali sia oltremodo utile anche all'affermazione di una concezione e pratica del Capitalismo e quindi del libero mercato che, causa commistioni quale quella denunciata da Radicali Italiani, tanta denigrazione ha subito dagli avversari del Liberalismo.

Questa del resto è una comune battaglia anche in considerazione della Mozione, sottoscritta il 1 Marzo da alcune organizzazioni del mondo liberale, che tra le iniziative pubbliche da promuovere individua proprio il problema così opportunamente sollevato da Radicali Italiani.

Società Libera non mancherà di farsi interprete presso le suddette organizzazioni per un concreto sostegno alla vostra iniziativa"

NOTA:

Società Libera è presente nel panorama culturale italiano dal 1998.
Associazione di cultura liberale vuole essere un’opportunità di collegamento per coloro che condividono sia la necessità di riflettere su cosa una società liberale richieda per essere sostanzialmente tale,sia l’opportunità di soffermarsi, oltre che sulle affermazioni, anche sulle difficoltà e gli insuccessi che la cultura liberale incontra nelle società occidentali e neo-industriali. Non vuole essere una chiamata alla mobilitazione per vecchi e nuovi liberali, bensì un appello alla consapevolezza che la legittimazione di uno Stato di diritto è basata anche sulla sua capacità di dare risposte adeguate ai problemi della società civile. Società Libera rappresenta un esempio di istituzione privata che si occupa di cultura politica senza essere parte politica.

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Categorie: Radicali

Bolognetti al Governatore Pittella: mi spiace ma non posso accogliere l’invito rivoltomi dal corifeo direttore di Basilicatanet.

Radicali Italiani - Ven, 04/04/2014 - 13:10
04/04/14

 

“I Romani…predoni del mondo, dopo che per le loro devastazioni non trovano più terre da conquistare, perlustrano il mare. Avidi se il nemico è ricco, tracotanti se è povero. Tali che né l’oriente, né l’occidente potrebbero mai saziarli. Soli fra tutti bramano con pari avidità il dominio sui ricchi e sui poveri. Rubare, trucidare, devastare, con falsa denominazione chiamano tutto ciò “diritto dell’autorità”, e là, dove fanno il deserto, dicono che c’è la pace”.

 

Di Maurizio Bolognetti, Direzione Radicali Italiani e Segretario Radicali Lucani

Il direttore della Tass regionale Donato Pace, si tranquillizzi: il mio bersaglio è il regime che egli degnamente rappresenta.

Dopo l’ascesa al trono di Marcello Pittella, in elezioni che definire taroccate è puro eufemismo, l’ottimo Pace è nuovamente asceso alla guida del portale Basilicatanet e da cotanto pulpito dispensa consigli e fa ciò che gli riesce meglio: distribuire purghe e olio di ricino.

A nome di non so chi, l’ineffabile direttore mi fa sapere che con grande tolleranza sono stato ospitato nella terra che fu della mia nonna paterna e dei miei avi.

Troppa grazia dottor Pace, troppa grazia!

Mi spiace, ma non posso assecondare il rigor mortis, né accodarmi al coro di clientes che fanno la ola in attesa che dalla tavola imbandita cada qualche briciola.

Provo ad esercitare il diritto di critica, così come da oltre un mese chiedo al Governatore/Imperatore Pittella di esprimersi sulla situazione di assoluta illegalità in cui versano le nostre patrie galere e l’amministrazione della giustizia.    

Se questo dovesse comportare il mio trasferimento in un CIE(Centro di Prima Accoglienza) o addirittura l’espulsione dal territorio lucano, decretata da un qualche campione che millanta tolleranza e intanto veste i panni del piccolo Goebbels, sono disposto a correre il rischio. 

Il dottor Pace si nasconde dietro la foglia di fico della Par Condicio e prova a menare il can per l’aia.

Caro Donato, la censura preventiva di Basilicatanet è scattata decisamente prima della Par Condicio.

Una sorta di riflesso pavloviano o forse un atteggiamento protettivo e filiale nei confronti nostro Governatore.

Questo per non dire che menti sapendo di mentire, visto e considerato che la Par condicio che hai inteso usare a mo’ di clava è successiva all’invio dei miei comunicati censurati e di quelli opportunamente depurati da frasi che avrebbero potuto turbare la serenità del nostro Governatore(vedi comunicato pubblicato dal portale in data 19 marzo 2014).

Capisco, caro Donato, che, se a decidere fossero quelli come te, la “Par Condicio” durerebbe 365 giorni all’anno, ma forse prima di parlare faresti bene a documentarti.

Concludendo, dico a Marcello Pittella, al nostro Imperatore, che non posso accogliere l’invito rivoltomi dal corifeo direttore di Basilicatanet o quelli che dovessero arrivarmi da una qualche prefica di regime.

 

P.S.

 

Per opportuna conoscenza allego alla presente la delibera dell’AGCOM

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Rimborsopoli - Testa, Turco: il Governo Monti con il controllo della Corte dei Conti ha interrotto la Rimborsopoli dei gruppi regionali, riuscirà Giuliano Amato ad abilitare la Corte a controllare il Parlamento?

Radicali Italiani - Ven, 04/04/2014 - 12:33
04/04/14

Dichiarazione dei dirigenti radicali Irene Testa, coautrice con Alessandro Gerardi del volume "Parlamento zona franca", e Maurizio Turco già membro della Commissione Affari costituzionali della Camera:


Nella sua risposta all'articolo "Che fai, li cacci?" del 3 aprile 2014 sul Fatto quotidiano, Franco Bassanini ha fatto grazia di una seconda imprecisione di Marco Travaglio sulla revisione del titolo Quinto. Secondo Travaglio "nemmeno una bocciofila rimborsa le spese ai dipendenti senza scontrini", da cui la cattiva gestione dei consigli regionali nei rimborsi ai gruppi.

Purtroppo non è così: il cortocircuito insito nella "Rimborsopoli" regionale deriva dal fatto che alla Corte dei conti era precluso - e lo è stato fino a quando il governo Monti ha emanato un apposito decreto-legge, dopo il caso Fiorito - qualsiasi controllo sulle attività a carico dei bilanci dei venti consigli regionali. Tutto questo prosegue ancora per le Camere del Parlamento nazionale, in base ad un'interpretazione che potrà cessare solo se e quando la Corte costituzionale scardinerà il dogma dell'autodichia, come da sempre chiediamo, sia dal punto di vista politico che istituzionale.

Si tranquillizzi quindi Travaglio: non solo Bassanini ministro non ebbe niente a che fare con il titolo Quinto; neppure il governo di cui faceva parte, nel 2001, ebbe niente a che fare con il "via libera" a Rimborsopoli, come indirettamente si vuol far credere. Anzi: il decreto Monti, che ha riportato sotto controllo le spese dei gruppi regionali, è stato accolto con favore da un fondamentale articolo di Giuliano Amato (che di Bassanini ministro era stato il Presidente, nel 2001) intitolato "I soldi di tutti e l'autodichia". Il Presidente Amato ha oggi l'occasione di completare l'opera, essendo il relatore da giudice costituzionale sull'ordinanza della Cassazione contro l'autodichia: noi siamo fiduciosi che sarà coerente, per convinzione profonda e non certo per dare torto alla confusa controstoria di Travaglio."

 

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Bagnasco: divorzio, tempi più lunghi un aiuto

Rassegna Stampa - Ven, 04/04/2014 - 11:13

"I tempi più lunghi tra la separazione e il divorzio sono in una funzione di aiuto, non vogliono essere una coercizione".

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Categorie: Politica, Radicali

Bagnasco: divorzio, tempi più lunghi un aiuto

Divorzio Breve - Ven, 04/04/2014 - 11:13

"I tempi più lunghi tra la separazione e il divorzio sono in una funzione di aiuto, non vogliono essere una coercizione".

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Radicali: anagrafe vitalizi consiglieri regionali online è anche nostra vittoria. Una tappa in più nel cammino verso la massima trasparenza. Consiglio regionale batte giunta regionale 10 a zero

Radicali Italiani - Gio, 03/04/2014 - 19:23
03/04/14

Giulio Manfredi, membro di Direzione di Radicali Italiani, e Igor Boni, presidente Associazione radicale Adelaide Aglietta:

Accogliamo con grande soddisfazione la decisione del Consiglio Regionale del Piemonte di mettere online sul suo sito istituzionale anche gli assegni vitalizi e le indennità di fine mandato dei consiglieri regionali del Piemonte. In una lettera inviata al Presidente del Consiglio Regionale, Valerio Catteneo, lo scorso 14 febbraio, chiedevamo proprio di dedicare un'apposita sezione dell' “Anagrafe degli eletti” (una campagna promossa da Radicali Italiani in tutta Italia dal 2008) all' “Anagrafe dei Vitalizi”, con l'elenco completo e costantemente aggiornato dei consiglieri regionali che godono di vitalizio, che ne godranno o che decideranno di riscuotere subito in contati l'intero importo dello stesso. Facevamo presente che tale ulteriore “aangrafe” era semplicemente un'ulteriore attuazione del Testo Unico sulla trasparenza (D. lgs. 14 marzo 2013, n. 33), che all'art. 14, comma 1, lettera c) fa riferimento ai “compensi di qualsiasi natura connessi all'assunzione della carica”; il vitalizio rientra in tale categoria.

Il Presidente Cattaneo ci aveva risposto che concordava con la nostra proposta ed è stato di parola.

Non possiamo non rilevare che mentre il Consiglio Regionale richiede ai cittadini di partecipare all'implementazione del “Programma per la trasparenza e l'integrità”, sul sito della Giunta Regionale c'è solo il nome “Programma per la Trasparenza e l'integrità”, ma sotto il nome non c'è nulla.

Vediamo se il Presidente Cota e l'Assessore incaricato alla trasparenza, Riccardo Molinari, riescono a segnare qualche goal in Zona Cesarini. Visti i giocatori in campo, ne dubitiamo.

N. B. Confronta i siti:
http://www.cr.piemonte.it/cms/comunicati/2014/aprile/2071-vitalizi-dei-consiglieri-online.html
http://www.regione.piemonte.it/amministrazione_trasparente/disposizioni_generali/

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Droghe: coltivazione cannabis depenalizzata? Pesce d'aprile in ritardo. Nulla da stupirsi: sito dipartimento antidroga non si è accorto che legge Fini-Giovanardi non è più in vigore

Radicali Italiani - Gio, 03/04/2014 - 17:03
03/04/14

Rita Bernardini, segretaria Radicali Italiani, e Giulio Manfredi, membro di Direzione di Radicali Italiani:

La notizia che il Parlamento ha deliberato ieri la depenalizzazione della coltivazione della cannabis è un pesce d'aprile pescato con almeno un giorno di ritardo. Non è vero. Come tempestivamente segnalato solo dall'ADUC, si tratta, innanzitutto, di una legge delega, cioè di un provvedimento che delega il governo ad emanare entro 18 mesi decreti legislativi che attuino le indicazioni del Parlamento. E poi, soprattutto, l'unica modifica prevista in merito alla coltivazione di sostanze stupefacenti riguarda solo ed esclusivamente le violazioni commesse da istituti universitari e laboratori pubblici di ricerca che hanno ottenuto autorizzazione ministeriale alla coltivazione per scopi scientifici, sperimentali o didattici (art. 28, comma 2, DPR 309/1990). In breve, se questi istituti autorizzati dal Ministero non osservano le prescrizioni e le garanzie cui l'autorizzazione è subordinata, non incorreranno più in sanzioni penali ma solo amministrative (pecuniarie). Questo significa che chiunque coltiva piante di cannabis, anche per uso personale, senza autorizzazione ministeriale -che come detto puo' essere concessa solo a istituti universitari e laboratori pubblici di ricerca- continua ad essere perseguito penalmente.

D'altronde, nulla da stupirsi sul livello dell'informazione se anche il sito che dovrebbe essere aggiornato in tempo reale, quello del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, non ha ancora recepito che la legge Fini-Giovanardi è stata cancellata da una sentenza della Corte Costituzionale e che il governo ha presentato un decreto-legge (per sua natura subito in vigore) di modifica ed integrazione, che è discussione in Parlamento.

Sappiamo che il Dottor Giovanni Serpelloni, Capo del Dipartimento Antidroga, è affezionato alla legge “Fini-Giovanardi” ma se ne faccia una ragione; oppure, meglio, si dimetta, perchè, dopo sei anni di reggenza del Dipartimento, ha fatto il suo tempo, proprio come Fini e Giovanardi.

 

N. B.

Testo Unico sulle tossicodipendenze riportato sul sito Dipartimento Antidroga (ore 16:30 di oggi) 

Testo Unico sulle tossicodipendenze aggiornato dopo sentenza Consulta e Decreto-Legge

 

 

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