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Divorzio breve e unioni civili. A Radio Radicale si parla di Sinodo

Rassegna Stampa - Sab, 11/10/2014 - 08:02

 Puntata speciale andata in onda martedì 7 ottobre in diretta su Radio Radicale con il vaticanista Giuseppe Di Leo per parlare del Sinodo sulla famiglia. Eucarestia ai divorziati risposati, divorzio breve, Rota Romana, ma anche coppie di fatto e unioni civili. In studio a condurre la trasmissione Diego Sabatinelli ed Alessandro Gerardi LEGGI TUTTO

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Divorzio breve e unioni civili. A Radio Radicale si parla di Sinodo

Divorzio Breve - Sab, 11/10/2014 - 08:02

 Puntata speciale andata in onda martedì 7 ottobre in diretta su Radio Radicale con il vaticanista Giuseppe Di Leo per parlare del Sinodo sulla famiglia. Eucarestia ai divorziati risposati, divorzio breve, Rota Romana, ma anche coppie di fatto e unioni civili. In studio a condurre la trasmissione Diego Sabatinelli ed Alessandro Gerardi LEGGI TUTTO

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PENA DI MORTE: NESSUNO TOCCHI CAINO DEDICA LA GIORNATA MONDIALE ALL’AFRICA

Partito Radicale - Ven, 10/10/2014 - 18:05
10/10/2014

Roma, 10 ottobre 2014 

Nessuno tocchi Caino dedica la Giornata mondiale contro la pena di morte all’Africa.

“Nel continente africano sono avvenuti i fatti più significativi sul fronte della pena di morte negli ultimi anni con l’abolizione in Rwanda, Burundi, Gabon, Togo e Benin. Soprattutto per quanto riguarda i primi due Paesi, la fine della pena capitale ha avuto uno straordinario valore simbolico, oltre che politico e giuridico, essendo territori in cui la perenne catena di vendetta e l’eterna storia di Caino e Abele hanno avuto la rappresentazione più tragica,” ha detto Sergio d’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino.

“L’Africa - ha continuato D’Elia - è il continente in cui si concentra il maggior numero di Paesi di fatto abolizionisti che potrebbero quindi passare ad un voto a favore della prossima Risoluzione Onu per la Moratoria universale delle esecuzioni e all’abolizione”. 

Per questo, ed in vista delle missioni che l’Associazione radicale farà nel prossimo mese in Paesi africani (Niger, Guinea Equatoriale, Zambia Zimbabwe, Comore e Tanzania) per chiedere sostegno alla Risoluzione ONU, il 14 ottobre al Parlamento Europeo, Nessuno tocchi Caino presenta, insieme al Ministro della Giustizia del Benin Valentin Djenontin-Agossou e al Parlamentare europeo Louis Michel, la versione internazionale del suo Rapporto 2014 su la pena di morte nel mondo.

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Proposta di legge elettorale del PD: il solito pasticciaccio partitocratico

Radicali Italiani - Ven, 10/10/2014 - 17:50
10/10/14

Dichiarazione di Michele Guaitini e Andrea Maori, Radicaliperugia, Amato De paulis e Leonardo Triulzi, Alternativa Riformista Umbria, Luigino Ciotti, Sinistra Anticapitalista Umbria, componenti del “Comitato per la democrazia in Umbria”:

"Questa mattina è stata presentata alla stampa la proposta di legge elettorale che il PD ha portato all’esame della commissione regionale per le riforme statutarie.
Tale proposta è, se possibile, peggiorativa rispetto alla già pessima legge elettorale attualmente in vigore approvata a gennaio 2010.
Vengono riproposte pari pari le stesse criticità in materia di basilari principi democratici e di accesso all’elettorato passivo: -          Disparità di trattamento tra coloro che devono raccogliere le firme e le liste esentate perché già presenti in consiglio o in parlamento; -          Eccessivo numero di firme da raccogliere, pari a 3 mila. Fa sorridere l’affermazione del presidente della commissione Smacchi quando dichiara di voler andare incontro alle esigenze di tutti riducendone la soglia dalle 3200 attuali. Addirittura una riduzione del 6%! E allora come definire l’aumento del 20% stabilito 5 anni fa? -          Mancata previsione di una norma transitoria che in sede di prima applicazione preveda un consistente abbattimento del numero di firme da raccogliere in considerazione dello scarsissimo tempo a disposizione per l’organizzazione delle liste e la raccolta stessa, dal momento che nelle più rosee aspettative avremo la legge a metà novembre (lo scorso luglio le stesse persone dissero che sarebbe stata pronta entro il 30 settembre…)
Ma non finisce qui: stavolta questi “statisti de noantri” vanno oltre, riproponendo lo stesso meccanismo sul premio di maggioranza (almeno 11 seggi su 20, pari al 55%) stroncato dalla Corte Costituzionale appena lo scorso gennaio, laddove sentenzia che non può essere assegnato un premio di maggioranza senza che sia stabilita una soglia minima di voti da raggiungere. Cioè, secondo la proposta di legge all’esame, si potrebbe arrivare primi anche col 20% o 25% dei voti ottenendo il 55% dei seggi. La suprema Corte ritiene che un siffatto meccanismo, “in quanto combinato con l’assenza di una ragionevole soglia di voti minima per competere all’assegnazione del premio, è pertanto tale da determinare un’alterazione del circuito democratico definito dalla Costituzione, basato sul principio fondamentale di eguaglianza del voto (art. 48, secondo comma, Cost.).   Da parte nostra ci attiveremo in tutte le forme e modi possibili e facciamo appello a tutte le altre forze politiche, presenti e non in Consiglio Regionale, di affiancarci in questa battaglia affinché vengano corrette queste gravi violazioni di democrazia".  

 

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Marco Cappato interverrà alla Conferenza Nazionale della Coalizione Italiana libertà e diritti civili

Luca Coscioni - Ven, 10/10/2014 - 14:27
Laicità

L'evento si terrà il giorno 17 ottobre 2014 dalle ore 10 alle ore 17 presso la Sala Capranichetta in Piazza Montecitorio.

Per saperne di più visionare il programma

Data: Venerdì, 17 Ottobre, 2014 - 10:00 to 17:00Città: RomaIndirizzo: Sala Capranichetta- Piazza MontecitorioOrganizzatore: Coalizione Italiana libertà e diritti civili
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La Convocazione

Radicali Italiani - Ven, 10/10/2014 - 11:24
09/10/14

Di Maurizio Bolognetti 

Avere a che fare con la giustizia è qualcosa che procura sempre uno stato di ansia, soprattutto quando parliamo di un paese come l’Italia che da lustri continua a violare impunemente la sua propria legalità e le convenzioni a tutela dei diritti umani.

Ed è certamente per questa ragione che quando ho appreso di essere stato convocato, in qualità di teste, in un procedimento penale a carico di tale O.G. accusato di minacce, ho provato un sottile senso di inquietudine.

Un’inquietudine accresciuta dal fatto di non riuscire a ricordare chi fosse O.G. e perché la sede della convocazione fosse il Tribunale di Catanzaro.

Facile immaginare che per due notti ho perso il sonno, cercando di capire dove e quando si fossero verificati i fatti a cui teoricamente avrei assistito. Pensa e ripensa: niente, buio pesto.

Poi succede che, frequentando per altre ragioni il Tribunale di Catanzaro, riesco finalmente ad apprendere il motivo della citazione.

O.G. è un detenuto ed io avrei ascoltato, nel corso di una visita ispettiva effettuata presso la casa circondariale di Potenza, minacce pronunciate dal sopra citato nei confronti del magistrato di sorveglianza.

La rivelazione mi ha aperto un mondo e a quel punto ho iniziato a ricordare una serie di fatti.

Mi è venuto in mente, per esempio, che nel giugno del 2012  presentai un esposto-denuncia indirizzato al Procuratore capo di Potenza Laura Triassi. Una denuncia per evidenziare le illegalità emerse rispetto alla casa circondariale di Potenza. Illegalità riportate nero su bianco nella risposta data ad un’ interrogazione presentata dall’on. Rita Bernardini nel gennaio del 2012.

Ed è proprio nel corso di una visita ispettiva alla Casa Circondariale di Potenza, tenutasi nell’agosto 2012, che secondo la Procura si sarebbero verificate le minacce di cui è accusato O.G.

Eppure io di quell’episodio non conservo memoria alcuna e O.G. è citato nei miei appunti solo per segnalare che “il detenuto lamenta la distanza dalla famiglia, dice che ha 4 bambini e che finalmente tra 110 giorni uscirà”.

Solo questo, uno dei tanti appunti raccolti visitando un’umanità sofferente e abbandonata al suo destino, così come si sentono abbandonati e dimenticati dallo Stato gli Agenti di Polizia penitenziaria.

No, non ricordo minacce e avendo visitato in pochi mesi numerose carceri e ascoltato le parole di centinaia di detenuti difficilmente potrei associare delle minacce a un nome, a maggior ragione a tre anni di distanza dalla vicenda.

Prendo atto, però, che mentre nel caso di O.G. è scattata inesorabile l’obbligatorietà dell’azione penale, non è andata allo stesso modo per l’esposto-denuncia indirizzato alla Procura della Repubblica di Potenza.

Il 17 giugno 2012, all’indomani dell’esposto inviato all’attenzione della dott.ssa Triassi, scrivevo:” Visto che qualcuno dice che esiste l’obbligatorietà dell’azione penale, mi permetto di suggerire alla Procura della Repubblica di Potenza una attenta lettura della risposta data dal Ministero di Giustizia (fu Grazia) all’interrogazione presentata dall'on. Rita Bernardini sul carcere di Potenza. A nostro avviso ci sono notizie di reato”.

Del resto, nel maggio 2012, il Ministero della Giustizia così si esprimeva: “a causa della riduzione degli stanziamenti sui capitoli di spesa per l’edilizia penitenziaria non è stato possibile eseguire gli interventi di manutenzione relativi alla sistemazione della sala colloqui, del muro di cinta, dei reparti detentivi, al ripristino dell’integrità della copertura del fabbricato, degli impianti termici e dell’impianto antincendio”.

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Narrare il cibo senza informare

Luca Coscioni - Ven, 10/10/2014 - 09:08
Narrare il cibo senza informareRepubblica10 Ott 2014Roberto DefezOgm

Caro Direttore, gli interventi degli scienziati sul tema degli Ogm hanno permesso che il dibattito tornasse alla luce in un'Italia che vieta da decenni alla ricerca scientifica pubblica di verificare in campo le innovazioni che produce nei laboratori. Un divieto, anche incostituzionale, che ci impedisce di lavorare per recuperare le "tipicità" delle piante e dei prodotti italiani in estinzione, e che non ha eguali nei Paesi sviluppati. Anche i nostri prodotti tipici non sopravvivono senza manutenzioni. Più l'Europa e l'Italia sono assenti dal tavolo dell'innovazione in agricoltura, più le multinazionali avranno spazi per decidere dei nostri destini. Da noi, un'estesa coalizione con una incredibile forza economica, mediatica e di interessi, anche personali, si è organizzata per cancellare o presentare come "faziose" le prove scientifiche verificate dalle più prestigiose autorità scientifiche e sanitarie internazionali, ad esempio sul mais Bt, e per accogliere al suo interno l'ambasciatricedi Expo Vandana Shiva. Che alla prima intervista "non complice" ha ammesso che erano infondate le sue stesse parole sui presunti genocidi di contadini indiani che lei stessa attribuiva agli Ogm. Jenner Meletti, sempre su Repubblica, ha accertato che uno dei perni di questa coalizione ostile agli Ogm, Coldiretti, vende mangimi Ogm nei suoi Consorzi agrari e usa tali mangimi nei suoi allevamenti. Il mais Ogm del tipo Bt è l'unico Ogm coltivabile in Europa e noi ne vietiamo invece la coltivazione, ma continuiamo ad importarlo dall'estero per usarlo in quei mangimi, a tuttodanno ( fino ad 800 milioni di euro l'anno) dei nostri imprenditori agricoli. Se qualcuno teme che gli Ogm possano generare danni alla salute, vieti l'importazione di tutti i circa trenta tipi di Ogm che importiamo, autorizzati anche per il consumo umano. II paradosso del dibattito sugli Ogm sta in queste ambiguità. Li importiamo e li mangiamo, ma non li studiamo né li coltiviamo, infischiandocene di informare i consumatori con delle etichette su tutto quanto deriva da animali nutriti con Ogm, anche prodotti Doc ed Igp. Rispetto a mais coltivati con altri tipi di agricoltura, il mais Bt è una pianta più "biologica" e più sicura perla salute perché meno inquinata da pericolose micotossine e più rispettosa per l'ambiente perché evita due trattamenti con insetticidi, i veri nemici della bio-diversità. Dal 2001 è scaduto il brevetto sull'erbicida glifosate, quest'anno scade quello sulla soia Ogm e nel 2015 quello sul mais Bt. Quando scadrà la paura dei semi brevettati? Nel frattempo, i nostri agricoltori continueranno a comperare i semi non-Ogm dalle stesse multinazionali dei semi Ogm. Questo perché la favola della cosiddetta "sovranità alimentare" finge di dimenticare che noi non abbiamo aziende sementiere di dimensioni significative e siamo i rivenditori di semi pensati e prodotti all'estero. Anche la maggior parte dei grani per fare il pane o la pasta italiana, a furia di "narrare il cibo" sono perla maggi orparte fatti con semi e farina esteri. Ci vogliono illudere di essere i proprietari di lussuosi ristoranti mentre siamo già finiti da tempo a fare solo i cuochi nei nostri ex ristoranti ora in mani straniere. A furia di parlare di "sovranità alimentare" da cuochi ci ridurremo a fare i camerieri. I nostri figli e gli studenti dei nostri laboratori fuggono da un paese incapace di distinguere tra realtà e favole. Questa classe dirigente è nata quando eravamo 2 miliardi sulla Terra, ora siamo oltre7 miliardi esesiamoqui non ègrazie alla "tradizione", ma all'innovazione. Chi avversa il progresso ha vissuto molto al di sopra dei propri mezzi (la bilancia agroalimentare italiana è in rosso da sempre e nel solo 2013 per 4,5 miliardi di euro) e costoro non comprendono i problemi reali che ha la nostra agricoltura e forse tra poco a quei ristoranti accederemo solo per rovistare nel bidone dell'immondizia. Che nessuno dimentichi che le famiglie italiane stanno riducendo la spesa per i generi alimentari di prima necessità.

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Denuncia lo stato pietoso del carcere, ma viene convocato per altro. Bolognetti avrebbe assistito alle minacce di un detenuto al magistrato

Radicali Italiani - Ven, 10/10/2014 - 08:59
10/10/14

Da Gazzetta del Mezzogiorno, 10 ottobre 2014

Di Massimo Brancati

È stato chiamato dai magistrati del tribunale di Catanzaro in qualità di testimone per una vicenda che riguarda un detenuto all’epoca rinchiuso nel carcere di Potenza. Si è arrovellato nei pensieri e negli interrogativi: che c’entro io con quell’uomo? Una persona mai conosciuta, un nome che non gli dice niente.

Maurizio Bolognetti, segretario regionale dei Radicali, ha scoperto solo ieri il motivo di quella chiamata: sarà ascoltato, insieme alla moglie Maria Antonietta, su una storia di minacce che quel detenuto avrebbe rivolto ad un magistrato potentino all’interno della casa circondariale dove Bolognetti e consorte si erano recati in qualità di accompagnatori dell’on. Rita Bernardini. Una visita ispettiva che risale all’estate del 2012, una delle tante che vede impegnati i Radicali da sempre molto attenti alle tematiche tiguardanti i diritti dietro le sbarre.

Secondo l’accusa il detenuto, proprio nel corso di quella visita, avrebbe minacciato il Giudice di sorveglianza.

I coniugi Bolognetti sono stati convocati dalla Procura per questa storia che è inedita nel panorama delle visite ispettive, ma della loro denuncia sulle condizioni precarie del carcere neppure l’ambra di un riscontro. Avevano scritto al Procuratore di “bagni dei puffi” a vista, di mancato rispetto dell’art. 27 della Costituzione, di carenze di organico, di scarsa manutenzione.

A questo punto la domanda è d’obbligo: ma in Italia esiste l’obbligatorietà del’azione penale? E se esiste, perché la Procura non ha dato seguito alla denuncia di Bolognetti? Il leader lucano dei Radicali dice di non ricordare di aver assistito, in occasione della visita, ad accuse del detenuto al magistrato. E lo ribadirà in tribunale.

Ma se lui e la moglie, come ritiene la Procura di Catanzaro, sono stati spettatori di questa aggressione verbale allora lo è stata anche l’on. Rita Bernardini, a capo della delegazione. Perché non è stata citata anche lei tra i testimoni? 

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Cervello, coscienza, giustizia e eterologa al Maratoneta

Luca Coscioni - Ven, 10/10/2014 - 08:57

Argomenti della puntata: il premio Nobel per la medicina a tre scienziati che hanno scoperto una sorta di "Gps" del cervello: intervista a Piergiorgio Strata, neurofisiologo, autore del libro "La strana coppia. Il rapporto mente - cervello da Cartesio alle neuroscienze" (Carocci Editore); Regioni italiane ed etrologa: riproposizione dell'intervento del Dott. Marco Menchini, responsabile del "Dipartimento di qualità dei servizi e partecipazione del cittadino" della Regione Toscana, al convegno "La cultura della donazione di gameti altruistica e gratuita" Conduce Valentina Stella.

Data: Sabato, 11 Ottobre, 2014 - 14:30 to 15:30Organizzatore: Radio Radicale
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Convocazione riunione cellula Coscioni di Ancona, Senigallia 29 ottobre 2014

Luca Coscioni - Gio, 09/10/2014 - 17:50
Politica

Ancona  09 ottobre 2014

 Convocazione  assemblea  cellula  Coscioni  di Ancona,  il   29 ottobre a  Senigallia      

                   E’  convocata per il giorno 29 ottobre 2014 alle  ore 20,00  a Senigallia,  presso il ristorante/pizzeria Manducando, Str. Provinciale Arceviese 229/c, l’assemblea della cellula di Ancona dell’ associazione Luca Coscioni, con il seguente ordine del giorno:

1)   Situazione economica e iscrizioni della cellula Coscioni di Ancona

2)    Rendiconto attività svolta nel 2014

3)    Programma politico per il 2015

4)    Varie ed eventuali

 

Si ricorda che l’assemblea è pubblica,  chiunque può partecipare.

 

 

Guido Silvestri   -   Presidente cellula Coscioni di Ancona

Renato Biondini -  Segretario cellula Coscioni di Ancona

Anna Bernardini - Tesoriere cellula Coscioni  di Ancona

 

contatti: Renato Biondini    cell. 339 6035387                          email    cellulacoscioniancona@gmail.com  www.associazionelucacoscioni.it/cellulaancona   www.facebook.com/cellulacoscioni.ancona

Data: Mercoledì, 29 Ottobre, 2014 - 20:00Città: SENIGALLIAIndirizzo: Strada provinciale Arceviese 229/c (Ristorante/pizzeria Manducando) Organizzatore: Renato Biondini AllegatoDimensione Convocazioneassemblea29102014.pdf69.74 KB
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Case Popolari: Cappato, MM non diventi "Infrastrutture Milanesi": dopo il censimento, la gestione delle case popolari va scorporata

Radicali Italiani - Gio, 09/10/2014 - 16:55
09/10/14

Dichiarazione di Marco Cappato, presidente del Gruppo Radicale - federalista europeo in occasione della riunione di Commissione comunale sulla gestione da parte di MM delle case popolari del Comune di Milano:

"Non ho nulla da eccepire alla decisione della Giunta Pisapia di farsi carico direttamente della gestione delle case popolari, dati gli enormi problemi della gestione Aler. Anche l'idea di affidarsi alla società MM per gestire l'emergenza è una scelta quasi obbligata. Ciò che invece è sbagliato e pericoloso è il piano del Comune di Milano di trasformare questa scelta di emergenza in soluzione permanente, con la creazione all'interno di MM di un nuova divisione housing. In questo modo, MM, che già opera in settori economici fin troppo differenziati come le infrastrutture e la gestione del servizio idrico, si trasformerà in una superholding pubblica agli ordini della politica comunale milanese. I rischi di questo modello sono in realtà delle certezze: quella di seguire la parabola di Infrastrutture Lombarde, che per decenni ha operato contro il mercato e contro la concorrenza. Milano non deve imboccare questa strada! Chiedo che la Giunta Pisapia si impegni a scorporare immediatamente - appena MM avrà finito il censimento del patrimonio immobiliare delle case popolari - la gestione delle case popolari in una società distinta, che consenta di individuare con chiarezza il costo del servizio pubblico delle case popolari e di consentire la continua verifica della migliore soluzione per la gestione di tale servizio, incluso il coinvolgimento dei privati sulla base di bandi pubblici".

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Brittany Maynard e il diritto di morire con dignità

Luca Coscioni - Gio, 09/10/2014 - 16:20
Brittany Maynard e il diritto di morire con dignitàwww.wired.it/9 Ott 2014Chiara LalliEutanasia

Io non voglio morire. Ma sto morendo. E voglio farlo alle mie condizioni. Non direi a nessun altro che dovrebbe scegliere di morire con dignità. La mia domanda è: chi ha il diritto di dirmi che non merito di fare una scelta del genere? Che merito di soffrire per settimane o mesi dolori tremendi, sia fisici sia mentali? Perché qualcun altro dovrebbe avere il diritto di prendere una decisione del genere per me?” (Brittany Maynard, My right to death with dignity at 29, Brittany Maynard, 9 ottobre 2014, CNN).

A gennaio 2014, dopo anni di insopportabili mal di testa, Brittany Maynard scopre di avere un tumore al cervello. Ha 29 anni.
Il glioblastoma è il più aggressivo e mortale dei tumori cerebrali, la prognosi è di 6 mesi di vita. Come ricorda il video, in cui Maynard racconta la sua storia e spiega la decisione di morire alle sue condizioni, sono pochissimi i pazienti che sopravvivono oltre i 3 anni nonostante i trattamenti.
La mia famiglia ha sperato in un miracolo”, racconta.
Magari la risonanza è sbagliata? Magari hanno sbagliato qualcosa?”, ricorda la madre di Maynard.
La realtà è indifferente però alle speranze e al rifiuto di una diagnosi tanto impietosa.

Maynard decide allora di andare in Oregon, dove dal 1997 è in vigore il Death with Dignity Act.
Le sue condizioni rientrano in quelle previste dalla legge. Il solo fatto di poter decidere quando interrompere la propria vita diventata insopportabile e senza prospettiva di miglioramento è rassicurante (“I could request and receive a prescription from a physician for medication that I could self-ingest to end my dying process if it becomes unbearable”) – è un dato comune in chi è malato in modo irreversibile e la cui prognosi indica sofferenze difficilmente trattabili.
Non è solo il dolore, è anche voler mantenere il proprio confine di dignità, forse anche recuperare – in modo insoddisfacente e parziale – il controllo sulla propria vita.
È un sollievo – dice Maynard – pensare di non dover morire nel modo in cui mi hanno detto che mi farebbe morire il tumore.
Aveva considerato di morire in un hospice, ma anche con le cure palliative avrebbe potuto soffrire, sviluppando una resistenza alla morfina e ritrovandosi a vivere cambiamenti motori, cognitivi, di personalità, nel linguaggio – insomma, un profondo e doloroso stravolgimento di un’esistenza comunque prossima alla fine.
La giovane età e il fatto che il suo corpo sia sano costituisce un ulteriore rischio: “Potrei sopravvivere a lungo anche se il tumore sta mangiando il mio cervello. Soffrire con molta probabilità per settimane in un hospice, forse per mesi. E la mia famiglia dovrebbe assistere a tutto questo. Non voglio questo scenario da incubo per loro”.

La questione che per alcuni è “controversa” sembra invece davvero semplice (dolorosa, certo): “Perché qualcun altro dovrebbe avere il diritto di prendere una decisione del genere per me?”.
In altre parole e se proprio servissero i sottotitoli: chi ha il diritto di decidere al posto mio? Chi dovrebbe avere – senza il mio consenso – la possibilità di dirmi di sopportare, se non voglio, sofferenze inutili e intrattabili?
Maynard ha deciso di morire con la propria famiglia accanto, nella sua stanza, senza aspettare e senza sopportare l’insopportabile.
Tra il soffrire e il decidere quando è abbastanza” – dice il marito – “è rassicurante che possa scegliere, che questa possibilità esista. Sarà lei a decidere quando è ora”. E la madre aggiunge che non può che andare così, perché Brittany deve poter vivere come vuole, prendere decisioni, essere cioè com’è sempre stata.

Sono solo 5 gli stati in USA che permettono ai malati terminali di decidere come e quando morire. Per Maynard è ingiusto che per la maggior parte delle persone non esista la possibilità di scegliere di morire dignitosamente.
Quello che dice somiglia alle parole di molti altri.
Come Piergiorgio Welby: “Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita – è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio … è lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti”.
Peter Goodwin, medico e sostenitore del diritto di morire: “Se si pensa al suicidio, è impulsivo, spesso violento, quasi sempre solitario. Questo invece è un processo che avviene con il supporto della famiglia, dopo un’attenta valutazione. È una morte gentile”.

The Brittany Maynard Fund ha l’intento di allargare a tutti la possibilità di scegliere: “To expand the death-with-dignity option to all”.
Perché “Death with dignity is an option every person deserves, to reduce suffering at the end of life and die in comfort and control, with dignity”.

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Disabilità e diritti: aggiornare subito il nomenclatore

Luca Coscioni - Gio, 09/10/2014 - 14:38
Nomenclatore tariffario

Intervengono, tra gli altri: Luigi Manconi, Presidente della Commission estraordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato; la senatrice Emilia Grazia De Biasi, Maria Teresa Agati (CSR), Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni.

Per ulteriori dettagli sulla lista di interventi e per le modalità di accredito cliccare QUI

Data: Giovedì, 16 Ottobre, 2014 - 15:00 to 18:00Città: RomaIndirizzo: Piazza della Minerva, 38Organizzatore: Commissione Diritti Umani del Senato e CSR AllegatoDimensione invito.pdf431.11 KB
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Scienziati europei contro i tagli alla ricerca di base "Scelta l'ignoranza"

Luca Coscioni - Gio, 09/10/2014 - 14:23
Scienziati europei contro i tagli alla ricerca di base "Scelta l'ignoranza" Repubblica9 Ott 2014Rosaria AmatoFinanziamenti ricerca

Una striscia di scotch strappata con forza da un pezzo di grafite: le grandi scoperte scientifiche, come quella, molto celebrata, del grafene, nascono spesso per caso. O meglio, come sostengono i nove scienziati autori di una lettera che lancia un grido d'allarme sulla fortissima decurtazione dei fondi per la ricerca, sono la punta di un iceberg che galleggia solo grazie alla gran massa di ghiaccio sommerso». Concentrare i fondi nella ricerca applicata, dirigerli verso pochi progetti 'top' destinati all'industria e ritenuti fonte di grandi guadagni, taglia le gambe alla produzione di conoscenza, quella vera, non meramente funzionale all'economia, ma destinata a migliorare la società , a vantaggio di tutti, anche di chi .non ha le risorse per pagare». Non c'è più la ricerca di base. -denuncia Francesco Sylos Labini, fisico, ricercatore al Centro Fermi e al Cnr - Con i pochi finanziamenti che c i sono si tende a premiare sempre gli stessi progetti e a concentrare le risorse su pochi gruppi. L'ideologia dominante è che chi è eccellente vince e chi non è perde, è il darwinismo sociale applicato alla ricerca. Ma nella lotta per l'esistenza vince veramente solo chi sa diversificare, non chi è più grosso, infatti i dinosauri si sono estinti!». La lettera che Sylos Labini ha scritto con altri otto colleghi divari centri di ricerca europei, dalla Spagna e il Portogallo alla Gran Bretagna e alla Francia, e che oggi viene pubblicata in versione ridotta da Nature e per estratto su molte testate, tra le quali Le Monde, The Guardian, El Pais, s'intitola' Hanno scelto l'ignoranza', e si riferisce naturalmente ai »responsabili delle politiche nazionali di un numero crescente di Stati membri dell'Ue». Inizialmente si pensava di limitare la protesta ai Paesi più periferici e più penalizzati della Ue, e cioè Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Senonché, parlandone con altri ricercatori, i promotori dell'iniziativa si sono accorti che anche nella ricca Germania gli scienziati sono precari, e che nell'altrettanto ricca Gran Bretagna i fondi sono prevalentemente indirizzati verso la ricerca applicata. Certo, in Italia la situazione è anche peggiore: i pochi fondi destinati a università e grandi centri di ricerca ormai non bastano neanche per pagare le bollette e gli stipendi, tanto che persino per le spese ordinarie si deve attingere ai fondi per i progetti internazionali. I finanziamenti europei o sono prevalentemente diretti verso la ricerca applicata, oppure sono limitatissimi, per cui solo una piccola percentuale di ricercatori riesce a conquistarli. Chi vuole aderire all'iniziativa può firmare all'indirizzoopenletter.euroscience.org. La lettera è pubblicata anche sulla rivista EuroScientist.com 

 

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Mina Welby a Italia Sotto inchiesta su Radio Uno

Luca Coscioni - Gio, 09/10/2014 - 11:45
Eutanasia

La nostra co-presidente sarà ospite di Emanuela Falcetti per parlare di eutanasia.

Data: Giovedì, 9 Ottobre, 2014 - 17:20 to 17:30Organizzatore: Radio Uno
Categorie: Radicali

Per i malati rari speranze vere senza Stamina

Luca Coscioni - Gio, 09/10/2014 - 11:27
Per i malati rari speranze vere senza StaminaAvvenire9 Ott 2014Francesca Lozito Cellule staminali

L'Italia in prima fila nella ricerca di una cura per la Sma. La terribile malattia che colpisce adulti e bambini - l'Atrofia muscolare spinale - e che ha fatto parlare di sé perché alcuni pazienti si sono rivolti al discusso "metodo Stamina", potrebbe essere a un passaggio fondamentale per giungere a una vera cura. Due le speranze che vengono da altrettante sperimentazioni mondiali in cui il nostro Paese gioca un molo di primo piano. Ma perché si giunga a terapie efficaci, oltre ai buoni risultati della è necessario soprattutto nel caso di una malattia rara come la Sma che si faccia rete: tra medici, associazioni e pazienti. Lo hanno capito bene i soci di «Famiglie Sma», che in questi anni hanno speso tutte le energie per perseguire questo unico scopo. Sono stimati tra i 1.500 e i 2.000 bambini e adulti colpiti dalla Sma nei suoi diversi gradi di gravità. «Per loro, oggi d sono 13 centri Smart in tutta Italia. Lo sforzo economico è stato ingente - precisa la presidente di Famiglie Sma Daniela Lauro -: 500mila euro, derivati dalla campagna annuale di sensibilizzazione (come quella che si sta concludendo in questi giorni) sono serviti per la realizzazione dei centri (300 mila) e per costruire la rete di avvio della sperimentazione sul territorio nazionale (200mila)». Lo scienziato che rappresenta l'Italia nei tavoli internazionali di confronto sulla cura della Sma attraverso queste nuove possibilità è Eugenio Mercuri, direttore dell'Unità operativa di neuropsichiatria del Gemelli di Roma. «L'Italia - spiega - ha avuto e sta avendo un molo chiave per coordinare assieme ad altri centri internazionali il lavoro di raccolta dei dati indispensabili per poter disegnare al meglio i nuovi studi dinici». Lo studio in fase avanzata si chiama Isis, un acronimo scientifico. Siamo alla fase tre: il farmaco, che ha dunque passato sia la verifica in laboratorio che sui modelli animali, ora verrà somministrato ai malati. E per Isis si tratterà dei più piccoli, quelli che hanno le forme più gravi di Sma. «Lo studio - spiega Mercuri - ha già portato a risultati preliminari, in cui oltre all’ assenza di effetti collaterali significativi si è osservato un aumento della funzione» (la scala di valori di gravità della Sma non si basa solo sui sintomi ma anche sulla capacità di azioni e  movimenti: più funzioni acquisisce il malato di Sma, meno grave è la sua malattia, ndr). Eccoci dunque all'avvio della fase tre: «I risultati - spiega ancora il medico italiano - sono molto promettenti ma vanno confermati in uno studio con placebo, come richiesto dalle regole della buona ricerca clinica». Altro che Stamina. Proprio dal nostro Paese partirà un secondo studio, a cura di Roche Si chiama Moonfish ed è il tentativo di mettere a punto un farmaco che modifichi il gene malato dei pazienti di tre tipologie di Sma. Si comincerà con la sperimentazione di 12 settimane in più centri proprio dall'Italia e sarà sempre l'équipe del professor Mercuri e il suo staffa occuparsene Perché d possa essere una buona riuscita di entrambe le sperimentazioni è necessario conoscere e contattare i malati. E per mappare i malati di Sma l'Italia sta mettendo in piedi un registro. Maria Carmela Pera, neuropsichiatra infantile che lavora assieme a Mercuri, spiega come funziona: «Su Internet si trova il registro dei pazienti neuromuscolari (Nmd), con una sottosezione dedicata alla Sma. L'adesione - precisa - è una scelta personale Ma con i test in corso questi registri hanno ancora più significato». Anche perché se oggi servono al reclutamento dei pazienti la loro funzione non terminerà qui. Lo conferma, Anna Ambrosini, responsabile progetti ricerca della direzione scientifica di Telethon: «Nella malattia rara il registro è uno strumento importante per contare i pazienti, anche se questo non ha alcuna pretesa epidemiologica». Telethon sta portando avanti un progetto congiunto con Famiglie Sma per favorire l'attività clinica sulla Sma a livello nazionale «per fare raccolte dati sempre più mirate a capire come va trattata la malattia».

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Eterologa: Filomena Gallo a La Vita in Diretta

Luca Coscioni - Gio, 09/10/2014 - 10:26
Fecondazione eterologa

Il Segretario dell'Associazione Luca Coscioni interverrà nel programma di approfondimento La Vita in Diretta, in onda su Rai Uno e condotto da Barbara Parodi e Marco Liorni.

Si parlerà di fecondazione eterologa. Gli altri ospiti:

Antonio Colicchia, responsabile centro fecondazione assistitia S.Anna

Irene Pivetti 

Data: Giovedì, 9 Ottobre, 2014 - 18:20 to 18:50Organizzatore: Rai Uno
Categorie: Radicali

Il Parlamento latitante

Luca Coscioni - Gio, 09/10/2014 - 09:02
Il Parlamento latitanteRepubblica8 Ott 2014Stefano Rodotà Politica

Con una circolare assai prevedibile, il ministro dell`Interno ha dato disposizioni ai prefetti perché ingiungano ai sindaci di nonprocedere allatrascrizionenei registri dello stato civile dei matrimoni contratti all`estero tra persone dello stesso sesso. La Corte americana, notoriamente conservatrice, tuttavia non rinuncia a guardare alla società ed esercita i suoi poteri per rendere possibile l`esercizio di un diritto ormai sempre più largamente riconosciuto, modificando un suo precedente orientamento negativo ( anche se non è escluso un suo ulteriore intervento). Il nostro ministro dell`Interno si chiude in una lettura formalistica della legislazione vigente e sfugge ad una precisa responsabilità politica, quella che da anni spetta al Parlamento che, proprio in questa materia, è stato ripetutamente sollecitato ad intervenire dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione e che, invece, si è chiuso in un inammissibile silenzio, in una grave e deliberata omissione di atti di sua competenza.La decisione di molti Comuni di ammettere la trascrizione di quei matrimoni non risponde ad un capriccio o ad una impuntatura ideologica. Fa parte di un modo di intendere la democrazia "di prossimità", coerente con il ruolo attribuito in modo sempre più netto ai Comuni come istituzioni di frontiera, alle quali i cittadini possono immediatamente rivolgersi. E l`attenzione delle persone è tanto più forte quanto maggiore è la distanza e il disinteresse delle altre istituzioni. Così si spiegano, tra l`altro, le iniziative comunali sui registri dei testamenti biologici e sullatrascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, materie che toccano nel profondo la vita delle persone, la loro libera costruzione della personalità riconosciuta dall`articolo 2 della Costituzione.È comprensibile, allora, la reazione dei Comuni che hanno deciso di impugnare lacircolare del ministro, proprio perché in essavedono una violazione del diritto delle persone ad essere trattate in modo conforme ai principi costituzionali, quello d`eguaglianza in primo luogo. Nella circolare, infatti, compare un errore altre voltecommesso, quello di interpretare il concetto di matrimonio solo in base alle norme del codice civile, come se la Costituzione non esistesse e come se non esistessero le norme che impongono di guardare ad una serie di situazioni nella prospettiva europea.Vedremo come risponderanno i giudici chiamati a decidere sullalegittimità di una circolare che si presenta come uno strumentovolto a restaurare una legalità violata dalle iniziative dei sindaci.Fin da ora, però, si possono mettere in evidenza alcune conclusionie argomenti impropri, a cominciare dall`affermazione secondola quale sarebbe possibile procedere all`annullamento delle trascrizionigià effettuate. Bisogna comunque chiarire che la trascrizionesi limita ad accertare l`esistenza di un matrimonio celebratoall`estero, senzaattribuirgli efficacianell`ordinamento italiano.Ma la trascrizione non è irrilevante perché, ad esempio, può renderepiù agevole rivendicare i diritti che già la Corte di Cassazioneha riconosciuto in via generale a questa forma di unione. E perchéla mancata trascrizione farebbe prevalere la cittadinanza nazionalesu quella europea, privandolepersonedeldiritto divedere applicatein Italia norme del diritto europeo, in contrasto con quantostabilito nel 2011 dalla Corte di giustizia dell`Unione.Proprio perché l`Italia è istituzionalmente collocata nel conte-sto europeo, la trascrizione, entro questi limiti, non può essere consideratain contrasto con l`ordine pubblico internazionale. Al contrario,evita una discriminazione fondata sulla cittadinanza e sull`orientamentosessuale.La circolare, tuttavia, riapre la questione politica del riconoscimentodi queste unioni. Questione che è costituzionale e che, quindi,non appartiene ad una discrezionalità politica che consente allegislatore di stabilire più o meno arbitrariamente se occuparsi ono di una determinata questione. Infatti, la Corte Costituzionale,fin dal 2010, ha riconosciuto la rilevanza delle unioni tra personedello stesso sesso, poiché siamo di fronte ad una delle "formazionisociali" di cui parla l`articolo 2 della Costituzione. Da questa constatazionela Corte trae una conclusione importante: alle personedello stesso sesso, unite da una convivenza stabile, spetta «il dirittofondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia».Sono parole impegnative: un diritto fondamentale attende il suopieno riconoscimento. La Corte di Cassazione è stata ancor più nettadei giudici costituzionali con una sentenza del 2012, riprendendoalcune conclusioni della Corte europea dei diritti dell`uomo,ha affermato che, essendo ormai venuto meno il requisito della diversitàdi sesso e poiché si è in presenza di un diritto fondamentale,le coppie formate da persone dello stesso sesso possono già rivolgersiaí giudici «per far valere, in presenza di specifiche situazioni,il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicuratodalla legge alla coppia coniugata».Quell`atto del ministro, insieme ad esplicite dichiarazioni controogni riconoscimento delle unioni gay, ci dice che si perseveranell`ignorare quelle esplicite indicazioni. Al Nuovo centrodestra( nuovo?) interessa affermare una identità, presentarsi come ilfermo bastione dei valori non negoziabili, incurante dei diritti giàriconosciuti alle persone.Di questo atteggiamento strumentale è prigioniero il governo,dal quale certo non arriverà alcun tweet per ricordare quale sia laretta via costituzionale.E alla maggioranza parlamentare verranno rivolti fermi inviti anon prendere iniziative avventate, "divisive", che possano metterea rischio la sopravvivenza dell`esecutivo. È tempo di sacrifici deidiritti civili e sociali, e quindi è difficile sperare in reazioni adeguate,non dico in una diffusa e sacrosanta indignazione. Perchéquesto possa davvero accadere, servirebbe una cultura politica vitale,che è proprio quello di cui continuamente registriamola mancanza.È malinconico dover registrare, dopo la distanza tra Stati Unitie Italia, anche quella che divide la nostra discussione politica e ilparlar chiaro invocato da papa Francesco. Conosciamo le posizionidella Chiesa cattolica nella materia qui considerata. Ma il temaè stato messo all`ordine del giorno, fa parte della sua "agenda politica",invita al dialogo, con un atteggiamento che è l`opposto delformalismo e delle chiusure pregiudiziali, e che dovrebbe scoraggiarei politici italiani da inutili contorsioni per assicurarsi qualcheaiuto dalle autorità ecclesiastiche. Questa constatazione non è uninvito ai laici perché si trasferiscano in un altro spazio, ma perchériscoprano l`importanza e la dignità di riconoscere il proprio. 

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Aiuto, il mio cervello decide al posto mio

Luca Coscioni - Gio, 09/10/2014 - 08:41
Aiuto, il mio cervello decide al posto mioLa Stampa9 Ott 2014Claudio GalloBioetica

L’aspetto non pare certo minaccioso, il libretto sta nella tasca posteriore dei jeans. Il titolo, giudiziosamente tecnico, è per nulla allarmante: La strana coppia. Il rapporto mente-cervello da Cartesio alle neuroscienze (Carocci, pp 161, 12). L’autore, Piergiorgio Strata, neurofisiologo di fama internazionale, è una garanzia di serietà. Eppure bisogna valutare bene se decidere di leggerlo oppure no. Qualcosa dal profondo suggerisce: «Non aprite quella porta». Perché se per caso lo farete e prenderete sul serio le sue documentate tesi, il mondo non sarà più come prima. V sveglierete in un inquietante Day After. Apprenderete, ad esempio, come la decisione di leggerlo non l’avete presa voi, ma la vostra macchina cerebrale, qualche secondo prima che la coscienza intervenisse nel processo. Libero arbitrio addio, l’io cosciente sarebbe più un notaio che certifica i fatti quando sono già accaduti (anche se poi si attribuisce ingiustamente la scelta) che non uno stratega. La valanga è appena partita: se non c’è possibilità di scegliere sarebbe logico dire addio anche un pilastro della nostra società come il sistema giudiziario, che considera gli individui responsabili e li giudica nei tribunali. Prendiamo Jeffrey Lionel Dahmer, il Cannibale di Milwaukee, che uccise almeno 17 persone. Portava a casa le sue vittime, tutti maschi, le drogava, le violentava, le uccideva e le violentava ancora. Poi faceva a pezzi i corpi che in parte avrebbe mangiato. Uno s’immagina che i mostri abbiano un’emotività distorta ma comunque intensa. Invece Dahmer al processo non mostrò emozioni. Prima della sentenza disse di non aver mai odiato nessuno e di non chiedere attenuanti. Sembrava sinceramente dispiaciuto. Fu ritenuto sano di mente e condannata a quasi un ergastolo per ogni vittima, quindici carceri a vita. Nel 1994 fu ucciso con una sbarra di ferro da un altro detenuto, diagnosticato schizofrenico. Dahmer ricorda per alcuni aspetti un paziente che fece la storia della neurofisiologia: Phineas Gage. Nel 1848 Gage stava costruendo una ferrovia nel New England, quando l’esplosione anticipata di una carica per sgretolare le rocce gli sparò in faccia una sbarra di metallo. La sbarra entrò nell’orbita dell’occhio sinistro attraverso la guancia e forò la base del cranio per uscire dalla parte superiore. Non soltanto Gage non svenne ma riusci subito a parlare e a camminare. Un paio di mesi dopo, nonostante avesse perso l’occhio sinistro, era già guarito e conteso dai medici che volevano studiarne il caso. Dopo l’incidente Gage, una persona estremamente a modo, era diventato iroso, asociale, scortese, senza freni inibitori. Attenzione, memoria, capacità di ragionamento erano rimasti inalterati. Il suo cranio, oggi esposto al museo della scuola medica di Harvard, continuò a essere tormentato fino al secolo scorso. Si scoprì che la sbarra aveva lesionato i lobi frontali, l’area in cui oggi la medicina pone i processi che controllano il comportamento. Tipico dei pazienti che presentano lesioni in quell’area, come il celebre «Elliot», studiato nel 1995, è una pronunciata asocialità e la mancanza di emozioni. Le grandi tragedie li lasciano indifferenti, parlano di se stessi come se fossero un’altra persona, un’esperienza quest’ultima curiosamente comune agli asceti e ai mistici. Se si fosse potuto stabilire che Dahmer soffriva di un problema al lobo frontale, come Gage, che non avrebbe potuto agire diversamente, la sua sentenza sarebbe stata diversa? Probabilmente no, anche se nel 2009 Brian Thomas, gallese che uccise la moglie in stato di sonnambulismo, fu assolto. Anche Strata, benché in sede teorica e sperimentale ne smonti le premesse, riconosce il valore sociale dei tribunali e della deterrenza della pena. Dopotutto la nostra società funzionerebbe lo stesso anche se davanti a tutto mettessimo un «come se». Io sarò giudicato «come se» fossi libero di scegliere. Ammettere il contrario sarebbe la madre di tutti gli incubi. In ogni caso, saranno questi i temi su cui i giuristi dovranno confrontarsi nel prossimo futuro. Sul rapporto mente-cervello la scienza ci offre oggi una teoria scomoda, contro-deduttiva, che contraddice la nostra percezione. Chi è pronto ad ammettere di essere una macchina determinata dai processi fisici del cervello e dall’interazione con l’ambiente, in un mix di eventi probabilistici? L’antica concezione, riformulata da Cartesio, che noi siamo «il fantasma dentro la macchina» (copyright del filosofo britannico Gilbert Ryle) è intuiti-vamente ardua da scalzare. Le ricerche della neurobiologia ci dicono però che non c’è coscienza senza cervello, che la coscienza è una proprietà del cervello. Certo, forse non bisogna neppure prendere la scienza come l’ultima delle religioni. Lo yoga, che ha cercato di andare alla radice della coscienza ponendo il cervello in uno stato neutro di quiete, racconta un’altra storia. Sotto la coscienza ci sarebbe ancora un non-stato, «né cosciente, né incosciente» che tutto contiene. Ma nel mondo misurabile, l’unico di cui siamo apparentemente capaci di parlare con un fondamento scientifico, è un’affermazione che vale quanto una favola.

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Divorzio breve: la strategia della commissione giustizia

Rassegna Stampa - Mer, 08/10/2014 - 23:53

La principale novità sul divorzio breve è che la commissione giustizia del Senato proverà ad inserire il disegno di legge, già approvato a Montecitorio, all’interno della conversione in legge del decreto sulla riforma della giustizia civile. La stessa senatrice Rosanna Filippin, relatrice PD in commissione, in caso la strategia riesca pone come termine ultimo per l’approvazione del Decreto, e quindi del divorzio breve, la data del 12 novembre LEGGI TUTTO

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Categorie: Politica, Radicali

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