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Convocazione 40° Congresso straordinario del Partito Radicale, 1-3 settembre 2016

Partito Radicale - Lun, 11/07/2016 - 14:59
09/07/2016 CONVOCAZIONE CONGRESSO STRAORDINARIO DEL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO TRANSNAZIONALE E TRANSPARTITO

Ai sensi dello Statuto del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, articolo 2, i sottoelencati firmatari

CONVOCANO

il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito  da giovedì 1 settembre a partire dalle ore 14 a sabato 3 settembre a Roma presso il penitenziario di Rebibbia, Via Raffaele Majetti 70

con il seguente ordine del giorno:

  • relazione del Tesoriere
  • saluti istituzionali del Ministro della Giustizia, del Direttore del DAP, del Direttore del penitenziario di Roma Rebibbia
  • approvazione dell'ordine dei lavori, dell'ordine del giorno, del regolamento congressuale
  • dibattito generale sullo stato del Partito
  • eventuali modifiche statutarie proposte in Congresso
  • approvazione della mozione
  • elezione degli organi.

Maurizio Turco, Antonella Casu, Laura Arconti, Maria Antonietta Farina Coscioni, Valter Vecellio, Antonio Cerrone, Carlo Pontesilli, Maria Grazia Lucchiari, Giuseppe Candido, Piero Bonano, Carla Rossi, Fabrizio Fabi, Emiliano Silvestri Cecinelli, Sergio Ravelli, Gino Ruggeri, Guido Biancardi, Paola Di Folco, Ermanno De Rosa, Giuseppe Maria Della Balda , Lupo Macolino, Stefano Marchiafava, Francesco Basile, Sergio Cassanello, Davide Cacciatori, Pierluigi Bartoloni, Claudio Radaelli, Giuseppe Maria Matina, Isabella Cidonio, Flavio Del Soldato, Marco Del Ciello Alessandro Pizzi, Michele Lembo, Ugo Traversi, Anna Maria De Santis, Gaetano Dentamaro, Paolo Macry, Maria Nobili, Michele Rinaldi, Giuseppe Di Leo, Enrico Rufi, Stefano Petrella, Liliana Merlini, Marcello Marinelli, Fabio Favalli, Giuseppe Di Totto, Giulio D’Angelo, Michele Del Rio, Michele Cataldi, Stefano Governi, Rosella Roselli, Marco Serventi, Maria Rosaria Lo Muzio, Giancarlo Cancellieri, Lara Arosio, Sonia Sion, Ennio Piccioni, Sergio Giordano, Donato Salzano, Luigi Giannelli, Giuseppe Armando Rossin, Ernesto Caccavale, Marco Lehnus, Leonardo Russo, Antonio Trisciuoglio, Maria Cristina Casanova, Marcomaria Freddi, Antonella Sacco, Ugo Raza , Gaetano Scuderi, Maria Veronica Orofino, Paolo Enrico Svampa, Alessandro Montino, Salvatore Margiotta, Luigi Ruggiero, Vincenzo Masini, Vito Di Lascio, Giuseppe Milan, Nicola Benedetto, Giuseppe Impallomeni, Antonio Atripaldi, Rosario Scalise, Angelo Giuseppe Fiore, Bruno Bazzani, Claudio Creo, Adolfo Memmo, Luca Zarrilli, Stefano Bertotti, Angelo Fazio, Eugenio Paolo Lo Feudo, Giulia Simi, Nicola Massioli, Diego Mazzola, Luigi Livio Casale, Augusto Maggiolini, Vittorio Bertogalli Franco Fucilli Alessandro Panepucci Carlo Urso Eugenio Lombardi Teodoro Meloni, Gianpiero Zanon, Giorgio Inzani, Giuseppe Rippa, Roberto Zaghi, Mauro Del Bue, Daniele Paulitti, Carmine De Martino Adinolfi, Vincenzo Furno, Tullio Padovani, Carlo Carletti, Primo Mastrantoni, Francesco Sciocchetti , Giovanni Annoni, Paolo Bonetti, Roberto Cuoghi, Giulia De Cataldo, Antonio Montani, Mario Panzarola, Matteo Mallardi, Sergio Allioni, Antonio Sisto, Andrea Galanti Luca Guaschetti, Daniele Bitetti, Licia Gandossi, Mario Pecoraro, Ileana Argentin, Nunzio De Falco, Filiberto Dal Molin, Maurizio Casalini, Bruno Vari, Claudio Malfatto, Giacomo Ghiringhelli, Renato Manara, Nicola Augello, Michele Ciampa, Maria Panagiotaki, Tullio Foti, Francesco Fraioli, Alberto Marietti, Albino Fagiano, Stefano Montresor, Stefano Tonelli, Marco Calamassi, Roberto Bassi, Giuseppe Cerra, Giuseppe Mutti.

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Eterologa gratis e più vaccini: così cambia la sanità pubblica

Luca Coscioni - Lun, 11/07/2016 - 14:39
Eterologa gratis e più vaccini: così cambia la sanità pubblicaLa Stampa9 Lug 2016Paolo RussoLivelli Essenziali AssistenzaVia libera delle Regioni: ecco i nuovi livelli essenziali di assistenza 

Eterologa rimborsata in tutte le Regioni, Lombardia compresa. Accertamenti gratuiti per i celiaci, scooter a quattro ruote per i disabili, 110 nuove malattie rare curabili a carico dello Stato. E poi, ancora: epidurale anche per le donne che partoriscono naturalmente, screening neonatali, vaccinazioni gratuite ovunque per varicella, pneumococco, meningococco e papilloma virus. Ma anche stop alle analisi inutili, quelle fatte alla ceca, senza verificare prima se ce ne sia effettivamente bisogno. 

Benvenuti nei nuovi Lea, i Livelli essenziali di assistenza, l’elenco aggiornato delle oltre seimila prestazioni mutuabili, in stand bay da ben 15 anni, che incassa ora il via libera delle Regioni, in attesa di quello finale dell’Economia, che avrebbe però già dato il suo placet al testo del decreto. Anche se i nuovi Lea dovranno fare un pit stop a novembre, quando le Regioni verificheranno che le new entry nel librone dell’assistenza non costino più dei 771 milioni preventivati. In tal caso qualcosa uscirebbe dalla rimborsabilità. 

Qualche taglio in realtà c’è già stato , ma si tratta di pochi accertamenti che oramai non fa più nessuno, spiegano i tecnici del dicastero. A fare risparmiare qualcosa dovrebbe essere invece il cosiddetto «maccanismo reflex». Tradotto: gli accertamenti a raffica, tipo quelli per verificare un tipo di infezione, si rimborsano solo se preceduti da quello che accerta la presenza di un qualche stato infettivo. Si allentano invece i vincoli per i medici di famiglia: la maggior parte delle limitazioni prescrittive, su oltre 200 accertamenti considerati a rischio di uso «inappropriato», diventano semplici indicazioni terapeutiche per i dottori, che potranno continuare a prescrivere «in scienza e coscienza». 

--> Leggi QUI anche: Sanità, Ass. Luca Coscioni: "Bene ok delle regioni a nuovi LEA, ma ancora silenzio da ragioneria Stato che da 8 anni blocca aggiornamento"

Per il resto tanti nuovi ingressi nel paradiso della rimborsabilità. Oltre alle novità già elencate i nefropatici cronici non dovranno più pagare di tasca propria i prodotti dietetici a basso contenuto di proteine e quelli addensanti. Ausili informatici e per la comunicazione di persone disabili con gravissime limitazioni non saranno finalmente più a pagamento, così come gli apparecchi acustici per chi ha seri problemi di udito. E poi, ancora: apparecchi per l’incentivazione dei muscoli respiratori, la barella per doccia, le carrozzine con sistema di verticalizzazione, lo scooter a quattro ruote, il kit di motorizzazione universale per carrozzine, i sollevatori fissi e per vasca da bagno, i sistemi di sostegno nell’ambiente bagno (maniglioni e braccioli), i carrelli servoscala per interni. Tutti ausili spesso a pagamento per i disabili. A pagamento invece plantari e scarpe ortopediche, «oggi frequentemente oggetto di prescrizione inappropriata», si legge nella Relazione illustrativa. 

Entrano poi nell’elenco delle malattie croniche che danno diritto all’esenzione ai ticket sei nuove patologie: broncopneumopatia cronica ostruttiva, rene policistico, endometriosi (limitatamente agli stadi 3 e 4), osteomielite cronica, malattie renali croniche e sindrome da talidomine, la grave malattia provocata dall’omonimo sedativo negli Anni 50 e 60. «Nuovi Lea dopo 15 anni, nuovo nomenclatore protesi e ausili, piano vaccini approvato: un grande giorno per la sanità italiana», commenta entusiasta via twitter il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Agli italiani testare quante di queste oltre seimila prestazioni mutuabili saranno veramente accessibili tra liste d’attesa, carenze di personale e macchinari fatiscenti. 

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La ricerca non riceve ordini

Luca Coscioni - Lun, 11/07/2016 - 13:09
La ricerca non riceve ordiniIl Sole 24 ORE10 Lug 2016Gilberto CorbelliniFinanziamenti ricerca

Su Il Sole 24 ORE un articolo di Gilberto Corbellini, membro del Consiglio Generale dell'Associazione Luca Coscioni, sulla vicenda Human Technopole

Per chi studia la scienza da una prospettiva storica e filosofica, la vicenda italiana Human Technopole è ricca di spunti per così dire didattici. Nel senso che si presta a illustrare perché si sono diffuse talune idee e pratiche sul modo migliore di fare scienza. La libertà della ricerca scientifica non è un capriccio degli scienziati, da almeno un secolo e mezzo la condizione necessaria in tutte le democrazie liberali per l’avanzamento delle conoscenze e dell’innovazione. Storicamente gli enti sottoposti a un controllo politico non sono mai risultati competitivi.

È singolare, quindi, che nel dibattito in corso sulla vicenda Human Technopole nessuno abbia commentato la giustificazione del direttore scientifico di Iit, Roberto Cingolani, per aver guidato la stesura del progetto per il riuso dell’area milanese post-Expo in modi non competitivi e poco trasparenti. Cingolani ha dichiarato in diverse interviste di essere «solo» un «funzionario pubblico» e in quanto tale tenuto a «obbedire»; si è paragonato a un «soldato» sostenendo che Iit (beneficiario di «un primo contributo di 80 milioni») ha ricevuto un «incarico» di scrivere «solo un master plan» (in realtà la legge parla di «progetto esecutivo»); e a tale richiesta egli non poteva dire di no. Egli, però, non ha sempre ubbidito al Governo. Nel gennaio 2015, infatti, prospettò le dimissioni se il Governo non avesse rivisto la norma del decreto-legge Investment Compact; che trasformava Iit in un ente dedicato a commercializzare i brevetti italiani. In quel caso non criticò la reazione degli atenei e del CNR di fronte a tale assurda proposta, ma si adoperò affinché il governo rimediasse. Cingolani non si considera burocrate, ma dice di appartenere alla comunità scientifica. Ma allora egli pensa che la scienza si debba piegare per motivi di opportunità alle logiche del potere politico?

--> Leggi QUI anche l'articolo di Elena Cattaneo sul tema: "L'innovazione riparta dall'etica"

Siamo all’antitesi della scienza, per intenderci. Il direttore scientifico di Iit dovrebbe sciogliere questa ambiguità o spiegare cosa intende dire quando afferma di essere «un soldato». È singolare che a un fisico, quale è Cingolani, non venga in mente che esiste una retorica che vede nella vicenda di Galileo Galilei l’esempio di quel che significa sottomettersi al potere, pur sapendo che quel potere sbaglia. Ed egli dovrebbe conoscere, dato che i tempi sono più recenti, le drammatiche conseguenze per la scienza statunitense delle decisioni dell’amministrazione George W. Bush (creazionista, prolife, sessuofobo, eccetera) in merito agli investimenti e agli obiettivi della ricerca biomedica. A quegli ordini politici si piegarono cinicamente diversi scienziati statunitensi e il premio Nobel Elizabeth Blackburn stigmatizzò duramente tale deriva opportunista in un famoso articolo sul «New England Journal of Medicine». Così come «Science» parlò in un editoriale di un’«epidemia di politica» che stava avvelenando la scienza. Il direttore scientifico di Iit dovrebbe riflettere meglio prima di giustificare il proprio operato con argomenti che, se possibile, peggiorano lo scenario già poco rassicurante che caratterizza la vicenda HT. Intanto perché il compito di un funzionario dello stato – e anche di un soldato –, può essere sì anche quello di eseguire gli ordini del potere politico, ma il primo dovere in una democrazia costituzionale come la nostra è di assicurarsi che le direttive cui si obbedisce siano conformi ai princìpi della Costituzione, nel cui nome quel potere è esercitato.

--> Leggi QUI anche l'articolo: "Post-Expo, faccia a faccia Cattaneo-Cingolani"

Questi principi, nella fattispecie, raccomandano che le tasse dei cittadini siano investite al meglio. Quando poi si parla di condurre o progettare un’attività di ricerca e innovazione esistono buone pratiche internazionali riassumibili in tre parole: libertà, competizione e indipendenza (niente conflitti di interesse). Se non si rispettano questi valori si finisce per fare come quei soldati che hanno agito in modi eticamente censurabili “semplicemente” eseguendo gli ordini dei loro superiori.

 
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Marco Cappato: «Legalizzare per la democrazia»

Luca Coscioni - Lun, 11/07/2016 - 13:06
Marco Cappato: «Legalizzare per la democrazia»il manifesto9 Lug 2016Eleonora MartiniPolitica

«Legalizzare droghe, eutanasia, aborto, ricerca scientifica sulle staminali embrionali o sulla modifica del genoma: se la politica non si muove su questi temi viene superata dalla realtà della scienza e della società. Il governo italiano e il parlamento mostrano di non avere alcuna consapevolezza dell'urgenza di affrontare queste istanze che vengono dal basso. E a farne le spese non sono soltanto le singole persone, vittime del proibizionismo, ma tutto il sistema democratico». Il radicale Marco Cappato sintetizza così le principali richieste del Consiglio generale dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica che si è concluso ieri, a Roma, dopo due giorni di dibattito.

Sulle sostanze e sull'eutanasia perfino il Parlamento non ha potuto ignorare la pressione dell'opinione pubblica. Eppure voi non rinunciate alla disobbedienza civile. Perché?

È vero, la Camera si appresta a discutere il prossimo 25 luglio il ddl sulla legalizzazione della cannabis sostenuto da un folto intergruppo parlamentare, mentre eutanasia e testamento biologico dopo essere stati divisi in due ddl separati, hanno appena cominciato l'iter ma sono fermi da tempo nelle commissioni Giustizia e Affari sociali. Con il referendum costituzionale alle porte, gli equilibri tra i partiti e le correnti interne alla coalizione di maggioranza stanno provocando una situazione di stallo. Anche sul ddl di legalizzazione della cannabis mi sembra che ci sia un clima di paura generalizzata che non facilita una discussione aperta e serena. A questo si aggiunge l'assenza di approfondimenti e dibattiti da parte del servizio pubblico radiotelevisivo. Nel frattempo, i nostri scienziati emigrano, i cittadini vanno all'estero per ottenere ciò che sarebbe un loro diritto, oppure cercano di cavarsela senza lo Stato. Chi vuole curarsi con la cannabis si rivolge al mercato nero, coloro che vogliono drogarsi lo fanno lo stesso, perché come ha detto la Direzione nazionale antimafia ci sono 3 milioni di persone che fanno uso di cannabis, i malati terminali che chiedono l'eutanasia vanno in Svizzera se possono o si suicidano o ricorrono a forme di eutanasia clandestina... Pensi che su Sosoeutanasia.it in pochi mesi sono arrivate centinaia di richieste di aiuto. Per questo, a partire dai casi individuali, sia sull'eutanasia che sulla cannabis, bisogna riavviare una stagione di disobbedienza civile. Naturalmente noi lo faremo alla luce del sole.

Non le sembra che da tempo assistiamo alla trasformazione di malati o portatori di diritti negati in leader politici? Proprio come Luca Coscioni e Piergiorgio Welby.

Questa è esattamente la ragione di vita dell'Associazione Coscioni: promuovere il protagonismo nell'iniziativa politica delle persone direttamente coinvolte in questi temi. Vale per i malati ma anche per gli scienziati. Un percorso che sarebbe virtuoso, se le istituzioni si facessero davvero carico di quelle esigenze personali e sociali che si sono imposte sull'agenda politica. Mentre invece questa incapacità di riformare secondo le istanze sociali rischia di aggravare la crisi di credibilità e di legittimità delle istituzioni, soprattutto nei Paesi democratici. Sarebbe una grande occasione riuscire ad organizzare un processo decisionale comprensibile all'esterno che porti a risultati tangibili nel migliorare la vita delle persone.

Sta dicendo che il problema sta anche nell'assenza di un approccio "scientifico" alle questioni sociali, da parte degli organi legislativi?

Certo, se guardiamo al rapporto tra metodo scientifico e metodo democratico, allarghiamo lo sguardo su questioni che riguardano tutti i cittadini, non solo una parte della popolazione. Quando parliamo della frontiera avanzata della scienza medica sulle staminali o sulla modificazione genetica, o anche quando parliamo di riscaldamento globale, stiamo affrontando temi che interessano tutta la società.

Scienza e nuove tecnologie: la ricerca ha bisogno di maggiore libertà o più limiti?

Pensiamo alle nuove tecniche di gene editing il cosiddetto Crispr Cas9, cioè la tecnica di modifica chirurgica del genoma umano e vegetale, che potenzialmente può servire a prevenire o evitare malattie genetiche gravi. È evidente che una tecnica di questo genere potrebbe essere anche applicata a scopi di eugenetica o manipolativi, e dunque è necessario normare e legalizzare la loro applicazione - non gli studi -, per evitare il rischio già paventato dagli scienziati, che la ricerca in massa si trasferisca in Paesi autoritari e antidemocratici per renderli più competitivi. E questo metterebbe in pericolo tutto il sistema democratico liberale dei Paesi occidentali. Non possiamo fermare queste tecniche, possiamo solo decidere se farle sviluppare in un sistema di regole democratiche o no.

È un problema che non riguarda solo l'Italia, però.

No, però l'Italia è messa ancora peggio di altri Paesi, sia per la quantità degli investimenti che in termini di criteri decisionali sugli investimenti. Basti pensare allo Human Technopole, il polo scientifico da costruire nell'area ex-Expo a Milano: sarà il più grande investimento pubblico sulla ricerca in Italia, solo che invece di assegnare attraverso un bando la gestione di queste risorse, il governo Renzi ha già scelto l'Iit di Genova, sulla base di criteri tutti politici.

Non si rischia di passare dalla partitocrazia alla tecnocrazia?

Noi non proponiamo uno scientismo che sostituisca la democrazia, non vogliamo mettere le decisioni politiche nelle mani degli scienziati. Solo che politica e organi legislativi non possono prescindere dai dati di fatto. E prima di prendere provvedimenti governativi vanno fatte ricerche sull'impatto che essi avranno sui fenomeni che si pretende di governare.

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Associazione Coscioni: chiuso il Consiglio Generale, prossime tappe Commissione ONU a Ginevra e Congresso a Ottobre

Luca Coscioni - Lun, 11/07/2016 - 11:25
Associazione Coscioni: chiuso il Consiglio Generale, prossime tappe Commissione ONU a Ginevra e Congresso a OttobreAssociazione Luca Coscioni8 Lug 2016Politica

Le campagne per la cannabis e l’eutanasia legale, con le iniziative dentro e fuori il parlamento, ma anche la disabilità, con l’aggiornamento del nomenclatore e l’app No-Barriere per segnalare e denunciare le barriere architettoniche. Sono questi i principali temi al centro dell’ultima giornata del Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni, che si è chiuso a Roma con il lancio dell’appuntamento alla sede Onu di Ginevra il 20 settembre, dove l’Associazione depositerà un rapporto sulle proprie iniziative per la libertà di ricerca scientica, il preannuncio del Congresso a ottobre, e un bilancio del tutto positivo per l’associazione che ha registrato un aumento del 16 per cento degli iscritti e figura tra le prime 100 organizzazioni a cui i cittadini scelgono di destinare il proprio 5 per mille.

Oltre agli interventi del segretario Filomena Gallo e del tesoriere Marco Cappato, quelli del senatore Sergio Lo Giudice, del sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni - che ha sottolineato l’importanza e il valore per i cittadini dell’attività dell’Associazione Coscioni - e del sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, coordinatore dell’intergruppo parlamentare promotore del testo di legge per la legalizzazione della cannabis che approderà a fine mese alla Camera per l’avvio della discussione.

“Quello parlamentare sarà un percorso lungo, noi vogliamo contribuire rilanciando la raccolta di firme sulla legge d'iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis, per dire al Parlamento che ci son decine di migliaia di italiani che li sostengono, ma che vogliono farsi legislatori rafforzando gli aspetti antiproibizionisti radicali della regolamentazione della cannabis”, ha spiegato Marco Perduca, coordinatore della campagna Legalizziamo!

Un importante risultato è giunto intanto sulla cannabis teraputica, con il pronunciamento del Tar sul ricorso con cui l’Associazione Coscioni e LAPIANTIAMO hanno impugnato il decreto ministeriale che individua nello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze l'organismo statale deputato alla coltivazione di piante di cannabis per la produzione di medicinali di origine vegetale, escludendo così gli altri soggetti tra cui i malati che vogliono ricorrere all’autocoltivazione. I ministeri avranno ora 3 mesi di tempo per relazionare sul decreto.    

Sul fronte del finevita, prosegue l’azione di disobbedienza civile dei dirigenti dell’Associazione Coscioni, Marco Cappato, Mina Welby e Gustavo Fraticelli, che da marzo del 2015 hanno aiutato in forma non anonima 191 persone a ottenere l’eutanasia o il suicidio assistito all’estero, per sollecitare la ripresa del dibattito parlamentare sull’eutanasia e agevolare quello su testamento biologico, fa sapere nella sua relazione Matteo Mainardi, coordinatore della campagna Eutanasia Legale.  

Al centro del dibattito i temi legati alla disabilità: "Occorre procedere all'aggiornamento del nomenclatore per garantire alla persona il miglior livello di autonomia”, ha spiegato Maria Teresa Agati, Presidente del Centro studi e ricerche ausili tecnici per persone disabili di Confindustria e membro di direzione dell’Associazione Coscioni, illustrando tutti gli ostacoli che i disabili incontrano a causa di un nomenclatore tariffario fermo dal 1999 e l’importanza della battaglia guidata dal segretario Filomena Gallo affinché ciascuno possa scegliere il dispositivo più congeniale alle proprie esigenze. Durante il Consiglio è stata poi presentata l’app No-Barriere lanciata dall’Associazione Coscioni, che consente di segnalare ai comuni le barriere architettoniche e di ricevere aiuto per abbatterle: uno strumento che accresce consapevolezza nei cittadini e nelle amministrazioni”. La app è già disponibile per Android e presto anche per iOS.

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RADICALI SALERNO: OMAGGIO A MARCO PANNELLA! 14 luglio, Salerno

Partito Radicale - Dom, 10/07/2016 - 23:56
10/07/2016

Associazione Radicale salernitana

"MAURIZIO PROVENZA"

web-site www.radicalisalerno.it

RADICALI SALERNO: OMAGGIO A MARCO PANNELLA!

Dal “A presto, a fra mezzora, a subito!” il suo essere pasolianamente scandalo inintegrabile, all'oggi della sua con-presenza capitiniana nella lotta per l’affermazione dello Stato Di Diritto sulla ragion di Stato, e il conseguente codificare Universalmente un nuovo Diritto Umano alla Conoscenza.

Giovedì 14 luglio a partire dalle ore 16:00 alla “Sala del Gonfalone” del Palazzo di Città a Salerno sarà presentato il docuweb di Ambrogio Crespi:

“Marco Pannella la storia di un uomo, la vita di un Paese”.

Apre il saluto del Sindaco di Salerno Enzo Napoli, a cui farà seguito l'introduzione di Donato Salzano segretario Ass. Radicale “Maurizio Provenza” e dell’Assessore alle politiche giovaniliMaria Rita Giordano.

Il cortometraggio verrà presentato dal direttore Andrea Manzi, dopo la visione faranno seguito le parole di omaggio dei partecipanti.

Conclude l’On. Maurizio Turco tesoriere del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, Presidente dell'associazione Lista Marco Pannella.

 

Confermate a questo momento le adesioni:

dell’On. Carmelo Conte già Ministro delle Aree Urbane, del Sen. Roberto Manzione e del Sen. Alfonso Andria, dell’On. Gennaro Mucciolo già Consigliere Regionale del PSI, dell’avv. Silverio Sica direttivo Unione delle Camere Penali, dell’avv. Michele Sarno e dell’avv. Saverio Maria Accarino Presidente e Segretario della Camera Penale di Salerno, dell’avv. Massimiliano Franco e di Carlo Padovano Presidente e Tesoriere Dell’Ass. “Maurizio Provenza”, dell’avv. Pier Luigi Spadafora e di Pippo Della Corte Segretario e Presidente del Circolo “Franco Fiore” di NtC, dell’avv. Pasquale Mucciolo e del Dr. Gianni Iuliano dell’Ass. “Punto Rosso”, dell’Arch. Marco Petillo, dell’avv. Dante Santoro consigliere Comunale di “Giovani salernitani”, dell’avv. Luciano Provenza, del Dr Nicola Provenza, del Dr. Carmine Cuomo, dell'avv Davide Ferrazzano, di Rita Giordano figlia del Sindaco Socialista di Salerno Vincenzo Giordano, dellaprof.ssa Maria Angela Perelli Presidente d'Onore Cellula Coscioni, di Michele Lombardi eSofia Campana Presidente e Co-Presidente della Cellula Coscioni, di Carmine Tepedino ed Enzo Farace della costituenda Cellula Coscioni di Mercato San Severino, della dott.ssa Rita Romanodirettrice del Carcere di Eboli (ICATT), di Emilio Fattorello Segretario Nazionale del SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), di Lorenzo Longobardi segretario provinciale della UILPA Penitenziari, del dott. Costabile Sabato Comandante Nucleo Traduzioni e Piantonamenti Polizia Penitenziariadel prof. Massimo Adinolfi docente di Filosofia della Comunicazione all’Università di Cassino ed editorialista del “Il Mattino”, di Alfredo Pauciulo Consigliere Comunale di Angri, dell’On. Dario Barbirotti già Consigliere Regionale, dell’On. Francesco Borrelli Consigliere Regionale dei VERDI e dell'On. Michele Ragosta deputato PD.

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Cannabis terapeutica, le criticità del via libera della Regione Marche

Luca Coscioni - Ven, 08/07/2016 - 21:52
Cannabis terapeutica, le criticità del via libera della Regione MarcheRenato Biondini9 Lug 2016Cannabis terapeutica

Comunicato stampa 

Ancona 9 luglio 2016

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                

 Cannabis terapeutica, le criticità del via libera delle Marche

 Finalmente dopo tre anni la Regione Marche approva le linee guida per l’accesso alla cannabis terapeutica, grazie alle nostre sollecitazioni e   una mozione in Consiglio regionale presentata dalla consigliera Pergolesi (M5S), che  impegnava la Giunta ad emanare entro tre mesi le linee procedurali  per l’applicazione della legge regionale 1/2013 per l’accesso alla cannabis terapeutica, la Giunta Regionale delle Marche con la deliberazione n° 617 del 20 giugno scorso, ha formalizzato  le linee procedurali per l’accesso alle cure con i derivati della cannabis. 

La cannabis  è una pianta dalla quale, oltre a sostanze psicoattive come la marijuana e hashish, è possibile derivare anche dei prodotti per uso terapeutico legato alle sue proprietà analgesiche, sedative e miorilassanti.

 Con la cannabis si possono  curare  dolori da tumore, la Sla, la sclerosi multipla, alcune neuropatie (ad esempio quelle derivanti da schiacciamento delle vertebre), la stimolazione dell’appetito nei pazienti affetti da Aids,  può essere utile anche alla cura delle forme di dolore cronico refrattario di origine reumatologica (per esempio la fibromialgia), al morbo di Crohn, all’asma bronchiale, al glaucoma, ad alcune forme di epilessia resistenti ai farmaci, alla cura dell’ansia e dell’anoressia.

Se da una parte  apprezziamo l’operato dell’amministrazione regionale per aver  approvato in tempi relativamente brevi queste linee guida, dall’altro dobbiamo evidenziare alcune criticità di questa delibera, che abbiamo già illustrato e portato all’attenzione del dott. Fabrizio Volpini, presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali del Consiglio regionale delle Marche.

Non si capisce perché negli impieghi terapeutici non vengano prese in considerazione molte patologie, dall’epatite alla sindrome di dravet, di lennox - gastaut (epilessia farmaco resistente), alcune forme di autismo, malattie della pelle, disturbi alimentari, ansia e depressione , parkinson , alzhaimer , artrite reumatoide ecc, nelle quali l’effetto della cannabis e ’ riconosciuto in campo medico scientifico. Non si capisce  perché questa terapia viene vista solo come ultima spiaggia, solo dopo che le terapie convenzionali o gli effetti collaterali delle stesse siano insopportabili, così facendo, si invalidano molte proprietà terapeutiche della cannabis, se la cannabis terapeutica deve essere dispensata, chiediamo che venga fatto nel migliore e più completo dei modi.                   

Inoltre, dalle segnalazioni pervenute a livello regionale, si evince una scarsa propensione, a volte un netto rifiuto, a prescrivere la terapia a base di cannabis da parte dei medici, adducendo i più  disparati motivi, manca proprio la conoscenza empirica della terapia in questione. Visto e considerato che non si legge da nessuna parte di corsi formativi, incontri, stage, da parte dei medici e nessuna previsione in merito, la domanda che poniamo é: chi informa quelli che devono decidere? Chi ha legiferato conosce le difficoltà’ che   hanno incontrato in questi 3 anni, a livello medico i pazienti che richiedevano informazioni su questo tipo di terapia?                                                                                                                       

Capitolo dosaggi e somministrazione; anche qui scarsa informazione, visto e considerato che non si parla ne’ di un min - max  prescrivibile ,che varia nettamente per ogni patologia ,e soprattutto ne’ di diversi tipi di assunzione (ne vengono presi solo 2 in considerazione) ne’ si parla di estratti. Si nota chiaramente, in tutta la stesura del testo una poco chiara conoscenza della materia, sia medico scientifica, sia di conoscenza delle diverse forme di assunzione, di conoscenza delle diverse componenti e principi attivi della pianta, che viene a mancare dal momento che vengono prese in considerazione solo le terapie cosiddette ‘convenzionali’ e registrate,  perdendo buona parte dell’efficacia delle pianta.

Manca totalmente, nemmeno un accenno, tutta la parte che riguarda il rapporto ente-associazioni-malati, e ce ne rammarichiamo, perdendo così, in maniera netta e perentoria, contatto con la realtà e contemporaneamente un bagaglio di esperienze in materia di cannabis terapeutica che nessun medico o dirigente può vantare, purtroppo, attualmente.

Visto il  profiquo incontro che abbiamo avuto con il dott. Volpini, nel quale abbiamo dimostrato le nostre perplessità  in merito al decreto in questione, ed avendo ricevuto, secondo noi, un positivo riscontro, chiediamo alla Regione Marche di cambiare queste linee guida per poter dare un pieno accesso, in tutte le sue forme, alla cannabis terapeutica ai malati delle Marche.  

 Renato Biondini   segretario cellula Coscioni di Ancona                                email  cellulacoscioniancona@gmail.com    cell. 339 6035387

Luciano Postacchini   presidente associazione  DiSanaPianta                          email  disanapianta@inetmail.it      cell.  3398996768

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Referendum, Magi: Brunetta preferisce spallata a democrazia

Radicali Italiani - Ven, 08/07/2016 - 20:33
08/07/16

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani e promotore del Comitato per la Libertà di Voto sul referendum costituzionale.

    Preso dal furore della spallata al governo Renzi in difficoltà, l'onorevole Brunetta di solito ben informato è stato mal consigliato. Il referendum per parti separate non solo è legittimo - come hanno sostenuto da numerosi ex giudici della Consulta e autorevoli costituzionalisti, tra cui il Presidente del Comitato del No, il professore Alessandro Pace - ma per noi è doveroso. Gli esempi portati da Brunetta sono perfetti ma confermano l'esatto opposto: e cioè che quando è l'intera Costituzione a essere oggetto di referendum si vota in blocco, quando la revisione riguarda parti della Costituzione, il voto è per parti separate, come prevede d'altronde il Codice di buona condotta sui referendum approvato dal Consiglio d'Europa.   Se tuttavia Brunetta è così sicuro dei proprio argomenti, non abbia paura di dare la propria firma, come stanno facendo tanti suoi colleghi in queste ore, per verificare la praticabilità della nostra proposta di spacchettamento e stare così tutti più tranquilli sulla correttezza della procedura di revisione costituzionale. Ricordiamo infatti che gli italiani hanno votato per ben tre volte col Porcellum, prima che fosse dichiarato incostituzionale.  Ci aspettiamo che in un momento così delicato della vita istituzionale, la libertà di voto dei cittadini e la democrazia abbiano la priorità su interessi di bottega. Per questo stiamo organizzando per la prossima settimana una mobilitazione straordinaria di parlamentari di tutti gli schieramenti per raggiungere il numero di firme necessario a ottenere il vaglio della Cassazione. 

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Consiglio Generale dell' Associazione Luca Coscioni del 7 e 8 luglio 2016

Luca Coscioni - Ven, 08/07/2016 - 16:37
Consiglio Generale dell' Associazione Luca Coscioni del 7 e 8 luglio 2016Associazione Luca Coscioni8 Lug 2016Bioetica

Comunicati stampa:

Bioetica: Usare scienza contro crisi democrazie liberali, le istituzioni tornino a parlare di libertà

- Bioetica: Consiglio generale dell'Associazione Luca Coscioni per consentire anche in Italia la modifica del genoma umano e vegetale

Sanità: "Bene ok delle Regioni a nuovi LEA, ma ancora silenzio da ragioneria Stato che da 8 anni blocca aggiornamento"

Associazione Coscioni: chiuso il Consiglio Generale, prossime tappe Commissione ONU a Ginevra e Congresso a Ottobre

 

Rivedi la registrazione video del lavori del Consiglio generale:

I giornata presso la sede del Partito Radicale in Via di Torre Argentina 76

II giornata presso la Sala S. Maria in Aquiro, Piazza Capranica 72

 

Materiale:

- Programma

- Intervento di Mina Welby, co- Presidente dell'Associazione Luca Coscioni

- Intervento di Marco Gentili, co- Presidente dell'Associazione Luca Coscioni

Stenografico dell'audizione alla Camera di Maurizio Bolognetti, Consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni

- Intervento di Alessandro Gerardi, Consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni

Slides di Giuseppe Remuzzi, Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

- Intervento di Alessandro Frezzato, membro di Direzione dell'Associazione Luca Coscioni 

 

Rassegna Stampa Dedicata:

Il Manifesto - Cappato: "Legalizzare per la democrazia"

QuotidianoSanità.it - Nuovi Lea. Ass. Coscioni: “Bene sì Regioni ma prudenza, Ragioneria ancora non ha messo il bollino”

Aduc - Bioetica, Ass. Coscioni: scienza contro crisi democrazie liberali

Superabile.it - NUOVI LEA, VIA LIBERA DELLE REGIONI. ASSOCIAZIONE COSCIONI:"PESA SILENZIO DELLA RAGIONERIA DI STATO"

 

AllegatoDimensione Audizione_Bolognetti.pdf194.65 KB Intervento Marco Gentili.pdf230.12 KB Intervento Alessandro Gerardi.pdf76.37 KB Intervento Mina Welby.pdf85.65 KB Slides Remuzzi.pdf2.27 MB Intervento Frezzato.pdf188.09 KB
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Dichiarazione di Sir John Chilcot, presidente della commissione d'inchiesta britannica sulla guerra in Iraq, in italiano

Partito Radicale - Ven, 08/07/2016 - 15:09
08/07/2016

Pubblichiamo la traduzione italiana della dichiarazione di Sir John Chilcot, presidente della commissione d'inchiesta britannica sulla guerra in Iraq, tenuta il 6 luglio 2016. 

Scarica la traduzione (pdf) 

Traduzione: Laura Harth per Radio Radicale. 

AttachmentSize Dichiarazione-Chilcot-06-07-16_ITA.pdf72.93 KB
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8 luglio, ore 16, presso il Partito Radicale: dalla guerra in Iraq, all'esecuzione di Saddam, al rapporto della Commissione Chilcot… l'unico editoriale è di Vincino

Partito Radicale - Ven, 08/07/2016 - 15:09
08/07/2016

Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito

Global Commitee for the Rule of Law

COMUNICATO STAMPA

Venerdi' 8 luglio, presso il Partito Radicale in Via di Torre Argentina 76 alle ore 16,00

Dalla guerra in Iraq, all'esecuzione di Saddam, al rapporto della Commissione Chilcot… l'unico editoriale è di Vincino

Con Giulio Terzi di Sant'Agata, Ambasciatore, Presidente del Global Commitee for the Rule of Law, già Ministro degli Esteri,

Furio Colombo, giornalista, già deputato

Matteo Angioli, Consigliere generale del Partito Radicale, Segretario generale del Global Commitee for the Rule of Law

Laura Harth, del coordinamento della campagna SOS Stato di Diritto

 

è invitato Vincino

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Video e resoconto dell'audizione in Commissione Esteri della Camera dei Deputati del Partito Radicale sull'iniziativa "SOS Stato di Diritto" del 6 luglio 2016

Partito Radicale - Ven, 08/07/2016 - 14:39
08/07/2016

Il 6 luglio 2016 si è tenuta l'audizione in Commissione Esteri della Camera dei Deputati del Partito Radicale, sull'iniziativa "SOS Stato di Diritto". 

Rendiamo disponibili i documenti, la registrazione video integrale e il resoconto dell'audizione. 

video integrale

AttachmentSize Bozza-non-corretta_Resoconto_Commissione_Esteri_Camera_Deputati_6_luglio_2016.pdf156.75 KB Resoconto-Stenografico-Commissione-Esteri-Camera-Deputati_6_luglio.pdf84.28 KB
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Referendum, Magi : Grazie a Della Vedova per firma spacchettamento. Altri parlamentari seguano presto suo esempio

Radicali Italiani - Ven, 08/07/2016 - 13:30
08/07/16

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, promotore del Comitato per la Libertà di Voto sul Referendum Costituzionale

  "Voglio ringraziare Benedetto Della Vedova, che ha appena annunciato la sua firma a sostegno della nostra proposta di referendum per parti separate del referendum costituzionale", lo rende noto Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani e promotore del Comitato per la Libertà di Voto sul Referendum Costituzionale, a margine del Consiglio generale dell'Associazione Luca Coscioni dove nel suo intervento il sottosegretario agli Esteri ha annunciato che darà la firma "tecnica" per consentire che la proposta di spacchettamento lanciata dai Radicali e sostenuta da diversi costituzionalisti, ottenga il vaglio della Cassazione.  "Resta poco tempo. L'auspicio quindi è che tanti altri parlamentari seguano l'esempio di Della Vedova e accolgano il nostro appello trasversale a dare la propria firma "tecnica", per fermare la deriva plebiscitaria e garantire ai cittadini libertà di voto sulla riforma costituzionale. Trasformare il voto referendario in uno scontro campale sul destino del premier e del governo sarebbe solo l'ennesimo colpo alla credibilità, già ai minimi termini, delle istituzioni. Il referendum per parti separate sui singoli aspetti della riforma è invece il solo modo per aprire davvero un confronto democratico nel merito di questa revisione ampia e profonda della Carta, come auspicato da tutti e dello stesso presidente del Consiglio Renzi. Inoltre si otterrebbe così un passaggio giurisdizionale a garanzia della correttezza costituzionale di tutta la procedura di riforma. Ma bisogna fare in fretta", conclude Riccardo Magi.    

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9 Luglio, Napoli. Verso il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale

Partito Radicale - Ven, 08/07/2016 - 11:32

NAPOLI Sabato 9 Luglio ore 17,30
Hotel Palazzo Alabardieri - Sala Filangieri
Via Alabardieri, 38 Napoli (a 20 mt. da Piazza dei Martiri)

ASSEMBLEA
dell'associazione del Partito Radicale* "Penna Bianca" di Napoli

Verso il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale

con Maurizio Turco, Tesoriere del Partito Radicale, Presidente della Lista Marco Pannella 

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Bioetica, Ass.Coscioni: usare scienza contro crisi democrazie liberali, istituzioni tornino a parlare di libertà

Luca Coscioni - Ven, 08/07/2016 - 09:24
Bioetica, Ass.Coscioni: usare scienza contro crisi democrazie liberali, istituzioni tornino a parlare di libertàAssociazione Luca Coscioni7 Lug 2016Bioetica

Al centro della prima giornata del Consiglio Generale la modifica del genoma umano. Da legge 40 paradosso ipocrita: sì ad applicazione ma no a ricerca su “gene editing” per divieto utilizzo staminali embrionali.  

"La politica italiana è paralizzata e impotente di fronte alle grandi sfide che vengono dalla scienza e dalle nuove tecnologie", a dichiararlo Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, aprendo a Roma il Consiglio Generale “una delle tappe del percorso dell’associazione per imporre nell'agenda politica italiana e internazionale questioni che riguardano il futuro delle nostre società”.

Nella sua relazione Gallo ha indicato gli obiettivi “per scuotere le istituzioni incapaci di misurarsi davvero con ciò che accade”, dalla legalizzazione della modifica del genoma in tutti i campi di applicazione, al controllo delle nascite a livello mondiale attraverso il rispetto del diritto alla salute riproduttiva, dalla denuncia dello spreco di embrioni umani lasciati nei congelatori, all’accesso a tutte le tecniche di fecondazione assistita, dalle disobbedienze civili in materia di eutanasia all'estero, alla legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis e la depenalizzazione di tutte le droghe. 

Al centro della prima giornata dei lavori soprattutto al gene editing su cui la ricerca ha fatto enormi passi in avanti  in particolare con la tecnica del CRISPR/Cas9. Nell’ambito della modifica del genoma umano, all’interno della stessa comunità scientifica internazionale si è aperto un dibattito etico che in molti casi è approdato a una “moratoria”, come ha spiegato nel suo intervento il professore Giuseppe Remuzzi, dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. La modifica del genoma umano potrebbe “spazzare via molte malattie dalla faccia della Terra”, ma “nel fronte del no la domanda è: qual è il confine?”. Eppure - ha continuato Remuzzi - “sono proprio gli scienziati a poter trovare le soluzioni ai problemi dell’etica”, perché “la scienza e l’etica sono due parti stessa medaglia”, mentre “il legislatore non può non tenere conto del punto di vista di chi beneficerebbe dell’applicazione di queste tecniche, dei genitori di un bambino condannato altrimenti a una tara ereditaria”.  

A illustrare il quadro giuridico del gene editing la professoressa Marta Tomasi, dell’Università di Pavia, che ha acceso i riflettori sul paradosso tutto italiano determinato dalla legge 40, che da una parte non vieta e quindi lascia aperta la strada all’applicazione delle tecniche di manipolazione del genoma umano laddove porti dei benefici, ma dall’altra ostacola la ricerca su queste tecniche impedendo l’utilizzo di blastocisti, cioè embrioni non idonei a una gravidanza. Un divieto che la Corte Costituzionale nella sua recente sentenza 84/2016 ha scelto di non rimuovere, affidando al legislatore la discrezionalità su questi temi. 

Sull’irragionevolezza di questo divieto della legge 40 è tornato Michele De Luca, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni: “si legifera su ciò che non si conosce”, ha denunciato, “senza un utero, quindi senza un progetto, le blastocisti sono un ammasso di cellule embrionali tutte uguali tra loro”, che in Italia sono destinate alla distruzione, mentre negli altri Paesi la ricerca va avanti su patologie diffuse come il Parkinson: “perché i nostri malati dovranno andare all’estero per le sperimentazioni con le embrionali?”, ha chiesto De Luca, evidenziando la necessità di adeguare le norme al progresso della scienza. 

“La scienza e il metodo scientifico sono centrali per arginare la crisi della democrazia liberale che è sempre più acuta”, ha osservato Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Coscioni, “l’agenda politica è molto lontana dalla realtà, nelle istituzioni non si parla di libertà mentre è proprio attraverso il riconoscimento di diritti civili e libertà individuali che si dovrebbe avviare il recupero della credibilità istituzionale”, ha concluso. 

Ai lavori della prima giornata erano presenti, tra gli altri, i parlamentari Gea Schirò, Pia Locatelli, Gennaro Migliore. 

Il Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni proseguirà domani 8 luglio presso la sala S. Maria in Aquiro del Senato della Repubblica, e si parlerò in particolare delle legalizzazioni di eutanasia e droghe.

Qui il programma: http://www.associazionelucacoscioni.it/programma-consiglio-generale-associazione-luca-coscioni

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Il diario della mia eterologa

Luca Coscioni - Gio, 07/07/2016 - 16:50
Il diario della mia eterologa Grazia7 Lug 2016Eleonora CosentinoFecondazione eterologa

Eleonora voleva diventare madre, ma una menopausa precoce a 32 l'ha fermata. Da allora ha iniziato il percorso per ricevere ovuli da una donatrice e, dopo quattro anni di attesa, ora potrà riceverli. Qui il racconto della sua esperienza

Bene. Da adesso passeranno non meno di sei mesi per l'arrivo dell'ovocita. A quel punto vi chiameranno e lei dovrà seguire una cura per preparare l'endometrio e poi...». «Dottoressa, ma sei mesi sono tantissimi. Non si può prima? Mi creda, aspetto da quattro anni». «Capisco. Faremo il possibile, ma lei è giovanissima. E in fascia B. Ma stia tranquilla. Siete una coppia giovane, sana. Da voi ci si aspetta tanto». Mi guardava con tenerezza. Il suo non era un sorriso tra tanti distribuiti quel giorno. Era un sorriso fatto a me. La guardavo anche io. Cercavo di cogliere qualcosa in più nel suo volto. Cercavo di scoprire qualcosa, convinta come sono che le espressioni anticipano i pensieri, anche quelli non detti.

Erano le 17,20 quando io e mio marito l'abbiamo salutata, preso i documenti che avremmo dovuto leggere con attenzione e guardato un'ultima volta l'orologio. Appena fuori dalla stanza del primo piano di quel padiglione all'ospedale Careggi di Firenze, siamo schizzati via con le valigie in mano, senza dire una parola. Alle 18,10 c'era un treno che da Firenze ci avrebbe riportati a Roma: avevamo meno di un'ora per raggiungerlo. Saremmo arrivati nella capitale giusto in tempo per salire sull'autobus diretto all'aeroporto di Fiumicino e imbarcarci alle 22,10 sul volo per Catania, dove c'è casa nostra. «Corri amo' o non ci arriviamo». Avevo il cuore in gola e la testa persa tra pensieri confusi, informi, svuotati. Correvo. Correvo e cercavo di dare un'immagine alle voci nella mia testa e, a queste, abbinare un'emozione. Quando quattro anni fa mi dissero che non potevo avere figli perché a 32 anni, per cause non del tutto chiare, ero in menopausa precoce, per la prima volta non ho saputo abbinare un'emozione definita al pensiero.

A dirla tutta, anche il pensiero era poco chiaro. Sembrava appannato, scivoloso, molle. Non riuscivo a vederlo, e anche generarlo era stato complicato. Lì ho sperimentato il dolore fisico. Lì ho capito di stare male, di un male che non conoscevo. Ricordo che ascoltavo quel dottore scrutando ogni movimento del suo viso. «Signora, ma perché sta piangendo? Non capisco. Non le ho detto che non avrà un figlio. Le sto parlando di ovodonazione. Andrà in Spagna (uno dei paesi europei dove è più facile praticare la fecondazione eterologa, ndr) e lì avrà il suo bambino. Perché continua a piangere?». Io non avevo mai sentito parlare di ovodonazione ma ho capito immediatamente di che cosa si trattava. Ho pensato subito che mio marito avrebbe avuto bisogno dell'ovocita di un'altra donna per diventare padre e immaginavo che dentro la culla non avrei rivisto il mio viso, i miei occhi, i miei capelli, i miei piedi. Tornai a casa e mi sentii un'ospite. Mi accasciai sul divano della cucina desiderando solo accovacciarmi e sentire il mio corpo, annusarlo. Mi sentivo un cane. Mi restava solo l'olfatto per orientarmi. Io non sapevo altro. Non conoscevo altro. Avevo dolore in testa, nella pancia, negli occhi, nelle mani. Ovunque. Volevo conficcare le mie unghie nella carne. Volevo ferire il mio corpo. Ricordo quanto piansi. Ricordo che l'indomani andai in chiesa. Da agnostica andai in chiesa e cercai aiuto. Guardai ogni statua e mi avvicinai alla Madonna. Mi inginocchiai e piansi ancora con le mani in preghiera. Da allora non sono più entrata. «Dai che riusciamo a prenderlo questo benedetto aereo per Catania...». Che follia.

Meno di un mese fa siamo entrati al Careggi per il primo colloquio e adesso, dopo neppure due settimane, rieccoci di nuovo a Firenze, con decine di fogli in mano: fotocopie di analisi, esami, ecografia, mammografia, pap test, visite. E dire che pensavo come tutto il malloppo di fogli che avevamo dovuto firmare quel primo giorno al Careggi fosse esagerato. "Diabete in famiglia? Assume farmaci? Quali? Si è mai sottoposta a un intervento?". Adesso avevo certezza non solo degli anticorpi antinucleo, dell'antitrombina, della creatininemia, dell'esame emocromocitometrico o degli antigeni nucleari estraibili e di non so che cos'altro ancora, ma anche del cariotipo di mio marito. In pratica ho visto, per la prima volta dopo 16 anni, i cromosomi di mio marito. E so anche che i suoi spermatozoi sapranno fare il loro dovere. Almeno sulla carta.

Sarò sincera: quando abbiamo consegnato tutti quegli esami ho cercato di distrarre la dottoressa. Le davo da parlare e nervosamente la osservavo mentre passava in rassegna ogni voce sui referti. Pensavo che certamente avrei avuto qualche valore poco chiaro e avrei preferito non sapere. Ma siamo sani. Io e mio marito non abbiamo nulla che non vada. Solo la mia menopausa precoce. Ho atteso circa un anno per quel primo colloquio al Careggi di Firenze. Ricordo ancora quando una mattina presi il telefono e parlai con l'ospedale. Chiesi subito il servizio eterologa e fissarono l'appuntamento per ottobre 2016. Pensai fosse un tempo infinito. Ricordo anche quando anticiparono il primo colloquio a fine giugno. Quello fu un gran giorno. Come quello in cui non fui più costretta a rivolgermi a una clinica estera per l'ovodonazione. La vita non insegna a fare i conti con una maternità negata. La vita insegna che è possibile scegliere se avere o non avere figli. Quando averli e quando aspettare. Niente e nessuno insegna il lutto di una genitorialità negata. Niente e nessuno prepara alla violenza di un'assenza improvvisa e anticipata della mestruazione che anni prima aveva sancito l'ingresso nel mondo adulto. Quello che rende donna.

Per mesi ho desiderato il mio ciclo. Ho desiderato il sangue delle mie mestruazioni. Ho comprato assorbenti quando non li avrei usati. Ho finto malessere quando il mio corpo si infiammava per le caldane o per un giramento di testa. Ho trascorso notti insonni. Ho vissuto in un'altalena di umori e di sudori. Ho allontanato mio marito e il suo desiderio. Ho invidiato la passione del sesso. Ho invidiato le mie amiche e i loro corpi gravidi. Le ho odiate e me ne sono vergognata. Poi ho deciso di andare in terapia. Psicoterapia, E mi sono salvata. Oggi sono madre, senza esserlo veramente. Non ancora. Oggi desidero mio figlio e immagino la sua culla accanto al mio letto. Desidero vederlo, guardare i suoi occhi, le sue mani, i suoi piedi. Desidero amarlo. Desidero sovrapporre la mia vita alla sua. Desidero dare vita attraverso la mia voglia di essere madre. Difficile spiegarlo a chi ha avuto un figlio senza pensare di non poterne avere. Io sono diventata madre attraverso il mio dolore e attraverso il mio dolore ho scelto di esserlo. E di parlare della "mia"eterologa e del mio percorso verso la maternità. A chiunque voglia ascoltare

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Appuntamenti per il tavolo raccolta firme ad Arzignano sulla "Proposta di legge sulla Legalizzazione della Cannabis

Luca Coscioni - Gio, 07/07/2016 - 16:34
Appuntamenti per il tavolo raccolta firme ad Arzignano sulla "Proposta di legge sulla Legalizzazione della CannabisG.Milan7 Lug 2016 AllegatoDimensione Vol. Arzignano legal.x chi ne ha bisogno.pdf7.03 MB
Categorie: Radicali

Cannabis terapeutica. Ass. Coscioni: ministeri relazionino al Tar sulla produzione

Luca Coscioni - Gio, 07/07/2016 - 16:30
Cannabis terapeutica. Ass. Coscioni: ministeri relazionino al Tar sulla produzioneAduc.it7 Lug 2016Cannabis terapeutica

I ministeri della Salute e della Difesa dovranno relazionare il Tar in merito al decreto con il quale hanno individuato nello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze l'organismo statale deputato alla coltivazione di piante di cannabis per la produzione di medicinali di origine vegetale. L'ha deciso la terza sezione del tribunale amministrativo nell'ambito di un ricorso proposto dall'Associazione Luca Coscioni con il sostegno dei Radicali e dell'Associazione LAPIANTIAMO. Novanta giorni di tempo sono stati assegnati dai giudici per il deposito della relazione; prossima udienza il 2 dicembre.

Il Tar, rilevando che con il ricorso la parte ricorrente "impugna il Decreto Ministeriale con il quale il Ministero della Salute ha individuato lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze facente capo al Ministero della Difesa quale organismo statale deputato alla coltivazione di piante di cannabis per la produzione di medicinali di origine vegetale a base di tale pianta - si legge nell'ordinanza - laddove apparirebbero non autorizzabili né gli auto coltivatori, come vorrebbe essere il ricorrente Trisciuoglio (si tratta dell'indicato rappresentante legale dell'Associazione Luca Coscioni. ndr), né altri soggetti, al di fuori del Progetto Pilota, deducendo che tale modalità sarebbe in contrasto con l'Accordo di Collaborazione tra il Ministero della Salute e il Ministero della Difesa del 18 settembre 2014", ha ritenuto "necessario acquisire una compiuta relazione sia dal Ministero della Salute sia dal Ministero della Difesa che chiarisca i punti superiori e fornisca ogni altro elemento ritenuto utile ai fini del decidere entro il termine di novanta giorni dalla notificazione o dalla comunicazione" dell'ordinanza. 

http://droghe.aduc.it/notizia/cannabis+terapeutica+ass+coscioni+ministeri_132690.php
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Sanità, Ass. Luca Coscioni: "Bene ok delle Regioni a nuovi LEA, ma ancora silenzio da ragioneria Stato che da 8 anni blocca aggiornamento"

Luca Coscioni - Gio, 07/07/2016 - 16:09
Sanità, Ass. Luca Coscioni: "Bene ok delle Regioni a nuovi LEA, ma ancora silenzio da ragioneria Stato che da 8 anni blocca aggiornamento"Associazione Luca Coscioni7 Lug 2016Livelli Essenziali Assistenza

         Tema al centro del Consiglio generale in corso a Roma

Dichiarazione di Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, e Marcello Crivellini, membro di direzione

«L’assenso delle Regioni ai nuovi LEA va salutato positivamente, ma lustri di attesa (è dal 2001 che si aspetta il rinnovo dei LEA) inducono ancora alla prudenza. Infatti non si ha ancora notizia di un altro “assenso” forse anche più importante: quello della Ragioneria Generale dello Stato che ha bloccato i LEA dal 2008 (quando il rinnovo sembrava ormai cosa fatta) negando la famosa “bollinatura”, cioè il via libera alle forme di copertura.

Su questo purtroppo ad oggi non si hanno notizie e sarebbe bene che il Ministro della Salute le fornisse senza indugi. 

Dal 2001 il gioco delle tre carte (Ministero-Regioni-Ragioneria Generale) ha tenuto in scacco i diritti di salute dei cittadini: dopo 15 anni ci auguriamo che sia venuto il momento di abbandonarlo.

Rimane comunque un ulteriore elemento di preoccupazione: la verifica dell’effettiva disponibilità dei LEA nei territori delle regioni è delegata ad un Comitato LEA composto per metà da rappresentanti delle Regioni stesse. Coloro che dovrebbero essere oggetto del controllo coincidono dunque con chi effettua il controllo!

I risultati di questo controllo-farsa negli ultimi anni sono stati paradossali: mentre il punteggio fissato per il rispetto dei LEA è 225, il Comitato senza alcuna motivazione ha considerato che una regione fosse adempiente anche con un punteggio di 130. In tal modo tutte le regioni, anche quelle in cui le prestazioni che fanno riferimento ai LEA sono palesemente carenti o assenti, vengono considerate in regola, contro il buon senso e soprattutto contro la salute dei cittadini.

Dunque bene l’assenso delle Regioni ai nuovi LEA, ma non va dimenticato il parere vincolante della Ragioneria Generale dello Stato e sopratutto va cambiato l’attuale “meccanismo di controllo”, attualmente concepito per proteggere le inefficienze e la malagestione in troppe regioni.   

Quello dei LEA sarà uno dei temi al centro, domani, della seconda giornata del Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni, che si sta svolgendo a Roma e che vedrà la partecipazione tra gli altri di Maria Teresa Agati, Presidente del Centro studi e ricerche ausili tecnici per persone disabili di Confindustria, membro di direzione della nostra Associazione».

--> Qui il programma del Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni:  http://www.associazionelucacoscioni.it/programma-consiglio-generale-associazione-luca-coscioni 


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Per il Congresso del Partito Radicale - comunicazione di Riccardo Magi e Valerio Federico

Radicali Italiani - Gio, 07/07/2016 - 15:14
07/07/16

Radicali Italiani, il movimento che rappresentiamo, ha sempre rivendicato il connotato politico-statutario storico dei Radicali che da più di quarant'anni hanno prefigurato e praticato la via democratica interna alle organizzazioni come unica strada percorribile perché prevalgano le ragioni, i fini e gli obiettivi di riforma democratica per tutta la società.

Per questo il Comitato Nazionale di Radicali Italiani nel luglio del 2014, in una mozione particolare, affermò l’urgenza del ripristino della legalità statutaria del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito,  chiedendo di prevedere un percorso finalizzato a restituire pienezza agli obiettivi e alle iniziative dell’Organizzazione. L'ultimo congresso infatti, che da Statuto dovrebbe tenersi almeno in via ordinaria ogni 2 anni, si tenne nel dicembre del 2011. 

"Senza assunzione di responsabilità anche individuale, davanti a un voto democratico - affermava la mozione del Comitato - senza il rispetto di mozioni, senza il giudizio periodico degli iscritti, non può esserci neppure merito ed efficienza. Non prevale la tensione positiva e la convenienza reciproca ad una vita comunitaria. Anche la possibilità di un'azione efficace legata alle urgenze viene meno".

Nell'aprile di quest’anno il Comitato ha ribadito l’indifferibile necessità di convocazione del Congresso del Partito di cui Radicali Italiani è soggetto costituente. Più volte anche in altre occasioni pubbliche ci siamo espressi in tal senso.
In queste ore, assieme ad altri soggetti costituenti, stiamo dunque procedendo alla convocazione del Senato vista la prolungata inadempienza degli obblighi statutari da parte, tra altri organi, del Segretario. 

Il Senato dovrà dunque, dopo aver eletto il nuovo Presidente, subentrare nell'esercizio delle funzioni del Segretario limitatamente agli atti necessari a ripristinare la legalità statutaria, tra questi la convocazione del Congresso, appuntamento che dovrà prevedere una fase adeguata di preparazione politica.


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