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Gay. Appello Certi Diritti: il comune non intralci il cambiamento, non ricorra alla sentenza della Corte d'Appello

Radicali Italiani - Mer, 07/01/2015 - 15:02
07/01/15

Comunicato stampa dell'Associazione Radicale Certi Diritti

"Con il via libera alla trascrizione dell'atto di nascita per un bambino nato in Spagna con tecnica eterologa da una donna spagnola e una donna italiana la Corte d'Appello torinese percorre la strada già battuta dal Tribunale dei minori di Roma ribadendo di agire nell'interesse del minore. Sta al comune di Torino non ricorrere a questa decisione per permettere all'Italia di proseguire il suo travagliato percorso verso le obbligate riforme di civiltà nell'ambito del diritto di famiglia".

Così Yuri Guaiana, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti, ha commentato le ottime notizie giunte dal capoluogo piemontese.

"È il primo caso di genitorialità congiunta riconosciuta fin dalla nascita, un passo avanti straordinario che garantirebbe a tante coppie di non dover lasciare alla dogana i diritti dati per consolidati in altri paesi dell'Unione Europea. Adesso anche il Parlamento riconosca i nostri figli!".

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Preghiere antiaborto, lettera al questore

Luca Coscioni - Mer, 07/01/2015 - 09:09
Preghiere antiaborto, lettera al questoreLa Nuova Venezia7 Gen 2015Aborto

Hanno deciso di agire dopo il dialogo con il direttore dell’ospedale dell’Angelo, il dottor Lamanna. Le associazioni cittadine che hanno protestato chiedendo la rimozione dei volantini dei movimenti per la vita apparsi in ospedale a Mestre, all’ingresso del reparto di ostetricia, hanno scritto una lettera al questore di Venezia, Angelo Sanna, per capire chi autorizza le preghiere all’esterno dell’ospedale di Mestre di appartenenti al Movimento Mariano. «Periodicamente in prossimità dell'ingresso dell'ospedale un gruppo di persone contrarie alla legge che disciplina l'interruzione volontaria di gravidanza (194/78), manifesta con cartelli e volantini nei quali espressamente si equipara chi intende avvalersi di una legge dello Stato, agli assassini». Le associazioni (Coscioni, Senonoraquando, Aied, Consulta delle cittadine del Comune di Venezia, Sos Diritti e Uaar) intendono rispettare il diritto a manifestare di ciascuno ma si chiedono chi abbia autorizzato queste manifestazioni fuori dall’ospedale. Il direttore dell’Angelo, infatti, ha spiegato loro che non c’era alcuna autorizzazione e di aver informato le forze dell’ordine. Ora le associazioni chiedono al questore se queste iniziative sono o meno autorizzate e nel caso di verificarlo visto che si tratta di «manifestazioni che innegabilmente, rappresentano una sgradevole forma di pressione sulle donne che si trovano in una situazione di sofferenza e fragilità».

AllegatoDimensione mariani.jpg34.84 KB abortolegge 194veneziamestre
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Radicali italiani e Fondazione Exodus al carcere Bassone di Como

Radicali Italiani - Mar, 06/01/2015 - 19:52
06/01/15

Nelle carceri italiane, Como compresa, l’ordinamento penitenziario è carta straccia!

Dichiarazione di Valerio Federico, tesoriere di Radicali Italiani:

"I detenuti, anche a Como, scontano due pene, quella per i reati commessi e quella, supplementare, per le condizioni che vivono all'interno degli istituti penitenziari. Questa seconda pena, illegale, è scontata anche dai detenuti in custodia cautelare, in Italia - in percentuale - quattro volte quelli della Francia e otto volte quelli della Gran Bretagna".

"Il regolamento penitenziario del 1975, modificato nel 2000, afferma una serie di diritti per il detenuto finalizzati alla rieducazione e a trattamenti "umani",  come previsto dalla Costituzione delle Repubblica. Questo ordinamento è pluriviolato: gli imputati dovrebbero pernottare in camere a un posto, non avviene; i servizi igienici, compresa la doccia, è previsto che siano collocati in un vano annesso alla camera, non avviene; "ai fini del trattamento rieducativo al condannato e all'internato va assicurato il lavoro", non avviene. Si potrebbe continuare. Ad esempio con l'acqua calda che dovrebbe essere disponibile nelle celle e che non essendolo, porta i detenuti di Como, privi di lavanderia, a lavare i propri indumenti sotto le 3 o 4 docce (una in condizioni pietose proprio per i 17 detenuti della sezione infermeria) disponibili ogni 60 detenuti. Lo Stato italiano viola dunque le regole che si dà e l'ordinamento penitenziario, nelle carceri italiane, è di fatto carta straccia".

"Va segnalato inoltre un tasso di sovraffollamento a Como pari al 180 per cento, 367 detenuti presenti in 200 posti effettivamente utilizzabili. Sono cinque gli educatori, uno ogni 73 detenuti. Accanto al carcere vi è un'aula bunker per la quale si spesero oltre 10 miliardi di vecchie lire. È stata utilizzata per un solo processo oltre 20 anni fa ed è ora in stato di completo abbandono".

"È rilevante la novità della 'sorveglianza dinamica', lodevole iniziativa del Dap, che a Como ha  portato i detenuti di cinque sezioni su sette a poter "socializzare" fuori dalle celle per oltre dieci ore giornaliere".

"Otto detenute della Casa Circondariale di Como hanno aderito con un giorno di sciopero della fame - preannunciato per giovedì 8 gennaio - al Satyagraha di Natale con Marco Pannella".

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Ai disabili negato il diritto al lavoro

Luca Coscioni - Lun, 05/01/2015 - 23:09
Ai disabili negato il diritto al lavoroRenato Biondini6 Gen 2015Lavoro e disabilità

Ancona   6  gennaio  2015

           Comunicato  stampa                                                

Ai disabili  negato  il  diritto al lavoro

Denunciamo la negazione ai disabili, del fondamentale diritto  al lavoro.

La Provincia di Ancona  ci ha comunicato i dati sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità (in allegato)  dai quali  emerge che le aziende private e gli enti pubblici non rispettano i dettami della legge 68 del 1999 sull’inserimento mirato dei disabili nel mondo del lavoro.

Questa legge obbliga, sia i privati e sia gli enti pubblici, ad assumere un certo numero di persone con disabilità in base al numero dei dipendenti, ma dai dati forniti risulta che sia le aziende private e sia gli enti pubblici non hanno ottemperato agli obblighi di legge, ai fini del collocamento lavorativo mirato delle persone con disabilità.

Come è possibile che avvenga tutto questo nel silenzio e nell’omertà generale? Perché gli uffici provinciali preposti non riescono a far rispettare le prescrizioni della legge 68 sull’inserimento lavorativo dei disabili? Perché le  associazioni dei disabili che sapevano, hanno taciuto? I sindacati hanno qualcosa da dire?

Noi non ci rassegniamo a questa situazione di illegalità, di negazione del diritto al lavoro delle persone con disabilità e a questa congiura del silenzio, perché questa è un’ingiustizia che va contro  la nostra Carta Costituzionale, il diritto comunitario, la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, le leggi dello stato italiano e la giustizia sociale. Se la normativa è difficile da applicare, va cambiata, ma non può essere disattesa! Ci rivolgiamo a tutti i cittadini e in particolare alle persone con disabilità; ribelliamoci a  questa situazione di illegalità, dobbiamo denunciare il comportamento di quelle istituzioni che negano i nostri diritti,  non siamo sudditi ma cittadini, la legge è dalla nostra parte, facciamoci sentire!

 

 

R. Biondini  segretario cellula di Ancona ass. Luca Coscioni cellulacoscioniancona@gmail.com,        renato.biondini@postacertificata.gov.ithttp://www.associazionelucacoscioni.it/cellulaancona             cell. 3396035387

 

AllegatoDimensione Comunicato06012015.pdf86.08 KB PRIVATI.pdf36.75 KB ENTIPUBBLICI-1.pdf578.36 KB ENTIPUBBLICI-2.pdf494.26 KB Comunicato06012015.pdf86.08 KB http://youtu.be/1Gin8XUbpk8
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Presidenza della Repubblica: Emma Bonino prima nel cuore degli italiani

Radicali Italiani - Lun, 05/01/2015 - 18:55
05/01/15

Con l’avvicinarsi delle dimissioni di Giorgio Napolitano, da lui stesso definite "imminenti" e che prevedibilmente dovrebbero avvenire subito dopo la fine del semestre di presidenza italiana dell’Ue, cresce il dibattito su chi sarà il prossimo inquilino del Quirinale.

Mentre la politica cerca una figura in grado di garantire "patti" ed equilibri politici, agli italiani è chiaro il nome di chi dovrebbe essere il prossimo Presidente della Repubblica. Secondo un sondaggio realizzato da Euromedia Research per conto della puntata di "Ballarò" andata in onda su Raitre martedì 23 dicembre, il nome più gradito agli italiani è quello di Emma Bonino con il 21,7 per cento delle preferenze, seguita da Mario Draghi con il 17. Mentre un sondaggio di Agorà, trasmissione del mattino in onda su Rai Tre, indica come preferito dagli italiani Giorgio Napolitano con il 19 per cento, seguito da Emma Bonino con il 15, seguita da Prodi e Draghi, con 10 punti percentuali ciascuno.

Analoghi i risultati pubblicati nelle ultime settimane da vari quotidiani italiani. Per i lettori del Secolo XIX Emma Bonino è prima addirittura con il 29 per cento delle preferenze, seguita da Romano Prodi con il 22.

Anche i lettori di Panorama mettono al primo posto Emma Bonino: 22 per cento, seguita da Gianni Letta al 17, Berlusconi (che però non è eleggibile) al 14 e Prodi al 10.

Preferenze diverse invece per i lettori del Fatto Quotidiano. I lettori del giornale di Padellaro e Travaglio mettono la Bonino al secondo posto, preceduta da Romano Prodi.

 

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Carceri, Radicali: grande incertezza per il futuro dell'Opg di Montelupo Fiorentino

Radicali Italiani - Lun, 05/01/2015 - 17:42
05/01/15

Questa mattina una delegazione radicale dell'Associazione Andrea Tamburi composta da Massimo Lensi, Maurizio Buzzegoli, Emanuele Baciocchi e Michele Migliori ha visitato l'Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo F.no. 

L'iniziativa rientra nell'ambito della mobilitazione nazionale del "Satyagraha di Natale" che ha visto la partecipazione di centinaia di cittadini e che vede impegnato in uno sciopero totale della fame e della sete il leader dei Radicali, Marco Pannella. La visita, durata circa due ore, si è strutturata con un ingresso tra le sezioni e un colloquio con il personale penitenziario. 

Maurizio Buzzegoli, membro della direzione nazionale di Radicali Italiani, ha dichiarato: "Nonostante il complesso abbia subito da qualche anno un netto miglioramento , rimane inidoneo per la destinazione degli internati a partire da un concreto percorso di recupero e di rieducazione. Il problema persiste: persone affette da patologie psichiatriche non possono essere destinate ad una struttura penitenziaria come quella di Montelupo Fiorentino". 

Ad oggi sono presenti 121 detenuti, ma, in alcune sezioni, sono stati riscontrati problemi di sovraffollamento: "Nonostante la previsione di chiusura, in un anno è stato riscontrato un aumento (destinato a salire) della popolazione detenuta. Nel maggio 2014 erano presenti 99 internati, oggi sono diventati 121 - continua Buzzegoli- di conseguenza anche la Polizia penitenziaria, già sotto organico di 16 unità, avverte problemi nella gestione". 

Nel corso della visita sono stati constatati anche problemi igienico-sanitari e la totale assenza di investimenti statali nelle attività di rieducazione. Ma sul futuro della struttura e dei detenuti è intervenuto Massimo Lensi, componente del Comitato nazionale di Radicali Italiani ed ex consigliere provinciale: "Forse nasceranno i nuovi mini-Opg, i Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), o forse non vedremo niente di tutto ciò e tutto cambierà per restare sempre uguale. Le distrazioni in Italia sono all’ordine del giorno, meglio ancora se programmate in anticipo e - conclude - incertezza: ecco, in estrema sintesi, la parola chiave per il superamento dell’Opg di Montelupo. Incertezza sulle nuove strutture di destinazione dei 121 internati a Montelupo, incertezza per il lavoro degli agenti di custodia e degli addetti sanitari. Il rischio che il 31 marzo (data prevista per la chiusura degli Opg) si cucini l’ennesima frittata all’italiana è alto".

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Satyagraha di Natale: il 6 gennaio delegazione radicale visita il carcere di La Spezia

Radicali Italiani - Lun, 05/01/2015 - 17:28
05/01/15

Nell’ambito del “Satyagraha di Natale con Marco Pannella”, continuano le visite di dirigenti nazionali e locali del partito Radicale e di Radicali Italiani negli istituti penitenziari italiani.

Il “calendario delle festività in carcere”, ha visto, in particolare, la presenza di Marco Pannella e di Rita Bernardini il 24 dicembre 2014 a Regina Coeli, a Natale a Rebibbia e la notte del 31 dicembre, la visita assieme al vicepresidente della Camera Roberto Giachetti presso il carcere di Sollicciano a Firenze.

In Liguria, dopo il carcere di Marassi, visitato il 29 dicembre scorso, si terrà una visita anche alla Casa circondariale di La Spezia (Villa Andreini) nella giornata del 6 gennaio.

La delegazione radicale, composta da Deborah Cianfanelli (componente della direzione di Radicali italiani), Marta Palazzi (segretaria dell’associazione “Radicali Genova”) e Tatiana Borrini, inizierà la visita alle ore 10:30.

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Satyagraha di Natale: Rossodivita, Valbonesi e Fransoni il 5 gennaio visitano il carcere di Latina

Radicali Italiani - Sab, 03/01/2015 - 16:31
03/01/15

Nell’ambito dell'iniziativa politica “Satyagraha di Natale con Marco Pannella”, dirigenti nazionali e militanti del Partito Radicale e di Radicali Italiani stanno effettuando, nei giorni delle festività di fine 2014 e inizio 2015, numerose visite negli istituti penitenziari italiani.

Il “calendario delle festività in carcere”, ha visto, in particolare, la presenza di Marco Pannella e di Rita Bernardini il 24 dicembre a Regina Coeli, il giorno di Natale a Rebibbia e il 31 dicembre a Firenze, al carcere di Sollicciano, insieme al vicepresidente della Camera Roberto Giachetti.

Lunedì 5 gennaio 2015 alle ore 11, la delegazione composta da Giuseppe Rossodivita (membro della Direzione nazionale Radicali Italiani), Ilari Valbonesi (membro del Comitato nazionale Radicali Italiani) e Alessio Fransoni visiteranno la Casa Circondariale di Latina, insieme a due illustri esponenti della città di Latina: il vicesindaco Enrico Tiero e lo scrittore Antonio Pennacchi.

La delegazione sarà accompagnata dalla direttrice dell'Istituto Nadia Fontana e don Nicola Cupaiolo, cappellano della Casa circondariale.

La conferenza stampa avrà luogo al termine della visita, alle ore 13.30 circa, presso l'entrata del carcere in Via Aspromonte. Durante la conferenza stampa verranno esposte le risultanze della visita.

Tra gli obiettivi dell’iniziativa nonviolenta radicale:

  • la rimozione immediata delle cause strutturali che fanno delle nostre carceri luoghi di trattamenti inumani e degradanti;
  • l’introduzione del reato di tortura nell'ordinamento penale italiano;
  • l'abolizione dell'ergastolo;
  • la nomina del Garante Nazionale dei Detenuti;
  • il rafforzamento del diritto alle cure e alla salute;
  • l’affermazione della legalità nell’amministrazione della giustizia penale e civile, a tutela delle regole fondamentali della democrazia.

Al Satyagraha di Natale con Marco Pannella, hanno finora partecipato, con uno o più giorni di sciopero della fame, oltre 600 cittadini fra i quali 236 detenuti del carcere di Sollicciano assieme al cappellano, don Vincenzo Russo.  

Marco Pannella in sciopero totale della fame e della sete da oltre 90 ore da oggi prosegue la propria azione nonviolenta sotto controllo medico

Per informazioni e adesioni vai a: "Amnistia per la Repubblica. Gli obiettivi del nostro Satyagraha di Natale con Marco Pannella"

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Carceri: lunedì una delegazione visiterà l'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino

Radicali Italiani - Sab, 03/01/2015 - 14:00
03/01/15

La mattina di lunedì 5 gennaio 2015 una delegazione di radicali fiorentini dell'Associazione "Andrea Tamburi" composta da Massimo Lensi, Maurizio Buzzegoli, Emanuele Baciocchi e Michele Migliori, visiterà l'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino.

L'iniziativa rientra nell'ambito della mobilitazione nazionale del "Satyagraha di Natale" che ha visto l'adesione di centinaia di cittadini e che in questi giorni vede impegnato in uno sciopero totale della fame e della sete il leader dei radicali, Marco Pannella. La visita servirà anche per valutare l'iter dell'eventuale chiusura della struttura.

Al termine della visita, alle ore 12,00, è prevista una conferenza stampa all'esterno dell’Istituto, in viale Umberto I, n° 42. Per informazioni contattare Maurizio Buzzegoli (3382318159).

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Interventi e repliche: Eutanasia e problemi etici

Luca Coscioni - Sab, 03/01/2015 - 10:16
Interventi e repliche: Eutanasia e problemi eticiCorriere della Sera3 Gen 2015Marco CappatoEutanasia

Sui temi della vita e della morte, meglio la letteratura della "superficialità militante della politica": questa la tesi nuovamente ribadita da Pierluigi Battista nel descrivere l'"attenzione rispettosa" del protagonista del romanzo di Ian McEwan di fronte a scelte drammatiche.

Che la politica inoculi nella società dosi smodate di semplificazioni e faziosità è fuor di dubbio. Contrapporre arte e politica è però un modo di eludere il loro diverso ruolo, ed in particolare la responsabilità  che è propria della politica: stabilire regole valide per tutti. Considerare aprioristicamente, come fa Battista, "chiassosi e molesti pregiudizi" le argomentazioni di chi è a favore o contro la legalizzazione dell'eutanasia sembra essere, questo sì, un pregiudizio figlio dell'antipolitica e dell'illusione che la sensibilità per tutte le argomentazioni possa esimere la politica dal prendere delle decisioni.

In tale pregiudizio non cade Ian McEwan. Ironia della sorte, nelle stesse ore in cui Battista ne contrappone l'empatia al "chiasso dei militanti", McEwan firma insieme a 80 personalità britanniche l'appello per la legalizzazione del suicidio assistito in Gran Bretagna. La militanza non oscena a favore di proposte ragionevoli è dunque possibile!(La notizia apre la prima pagina del Daily Telegraph del 29 dicembre).

PIERLUIGI BATTISTA:

"Ho solo scritto che il romanzo di lan McEwan La ballata di Adam Henry affronta i problemi etici senza le brutali semplificazioni di cui questa lettera è eloquente testimonianza". 

 

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Bolognetti: Verità sull'utilizzo di sostanze radioattive da parte di Eni e Total

Radicali Italiani - Ven, 02/01/2015 - 15:57
02/01/15

Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali Lucani e membro dela Giunta di Radicali Italiani:

Inizio l’anno come lo avevo finito, cioè tentando di onorare il diritto alla verità inteso come diritto alla conoscenza.

Verità, per esempio, sull’utilizzo da parte di Eni e Total di sostanze radioattive nelle attività di estrazione idrocarburi svolte nella Val d’Agri e nell’alta Valle del Sauro.

Definire la politica dell’Amministratore delegato dell’Eni Claudio De Scalzi un “new deal” è non dico un insulto alla memoria di F.D. Roosevelt, ma di certo un pochino eccessivo.

Il “new deal” vorrei vederlo anche in territori come la Basilicata, Taranto o il crotonese, trattati da Eni e soci come trattano il Delta del Niger.

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Eni fuori da South Stream bella notizia di fine anno. Positivo il disimpegno italiano da ipoteca Gazprom

Radicali Italiani - Ven, 02/01/2015 - 02:33
31/12/14

Alla notizia della vendita a Gazprom da parte di Eni della sua quota del 20 per cento nel progetto del gasdotto South Stream, gli esponenti radicali Giulio Manfredi e Igor Boni hanno dichiarato:

"Finiamo l'anno con una bella notizia, benaugurante anche per il prossimo. Fin dall'inizio abbiamo avversato la partecipazione italiana nel progetto South Stream, che legava strettamente l'Eni e di conseguenza il nostro paese ai progetti geopolitici di Gazprom e quindi di Putin.

L'uscita dell'Eni da quel progetto è la fine dell'ipoteca russa sulla nostra politica energetica.

Se a ciò sommiamo le paginate di pubblicità dell'Eni sui suoi investimenti in Mozambico, non possiamo che rilevare positivamente il new deal del nuovo amministratore delegato Claudio Descalzi. Avanti così anche nel 2015".

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Croce Rossa, Farina Coscioni e Comellini: non serve proroga se manca legalità. Ministro non metta polvere sotto il tappeto

Radicali Italiani - Lun, 29/12/2014 - 16:00
29/12/14

"Non serve una nuova proroga per risolvere i problemi della Croce Rossa e dei suoi dipendenti quando già il decreto legislativo che nell'estate del 2012 diede via alla privatizzazione della Cri fu approvato nella più totale violazione della Costituzione e in assoluto dispregio dei ripetuti richiami del capo dello Stato in merito alle attività di legiferazione del governo", lo dichiarano l'ex deputato radicale Maria Antonietta Farina Coscioni e Luca Marco Comellini, segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm).

"Dal novembre del 2011 al giugno del 2012 abbiamo inutilmente cercato di portare i governi e il Parlamento sulle nostre posizioni di legalità e coerenza che oggi si stanno rivelando drammaticamente esatte".

"Quindi alla ministra Lorenzin non ci resta che suggerire di andarsi a rileggere gli atti parlamentari di quel periodo e le tante interrogazioni, che - hanno aggiunto i due esponenti radicali - proprio sulla gestione della Cri, attendono ancora delle risposte. Sicuramente scoprirà delle verità che forse gli sono state nascoste oppure raccontate a metà".

"Ministro non faccia come i suoi predecessori e non usi la proroga per nascondere la polvere sotto il tappeto".

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Eutanasia, UK, Francia, India: questione sociale che richiede risposte, anche in Italia.

Luca Coscioni - Lun, 29/12/2014 - 15:29
Eutanasia, UK, Francia, India: questione sociale che richiede risposte, anche in Italia.Ass. Coscioni29 Dic 2014Eutanasia

Gran Bretagna: 80 tra medici,  scrittori, attori, religiosi e politici sostengono una "schiacciante maggioranza" della popolazione che chiede al Parlamento una legge per la legalizzazione del suicidio assistito. (La notizia apre la prima pagina del Daily Telegraph di oggi).

Francia: a fine gennaio si discuterà delle raccomandazioni appena sottoscritte congiuntamente dal deputato socialista Alain Claeys e dal collega neogollista Jean Leonetti, quest’ultimo già autore della legge in vigore risalente al 2005, mentre un sondaggio Paris Match evidenzia che l’88% francesi è per l'eutanasia attiva.

India: come riportato dal New York Times nel Paese asiatico si sta ora decidendo “se consentire ai cittadini il diritto di rifiutare di continuare a vivere, per qualsiasi motivo scelgano. In India, in altre parole, si sta  decidendo se essere una vera democrazia”

 

Dichiara Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e promotore della campagna Eutanasia Legale: "Le notizie di queste ore confermano che la libertà di scelta alla fine della vita è una grande questione sociale destinata a crescere di importanza, e con essa l'urgenza di legalizzare l'eutanasia contro ogni forma di eutanasia clandestina e di accanimento terapeutico. Per il dibattito italiano è significativa, in particolare, la firma dello scrittore Ian McEwan all'appello per la legalizzazione del suicidio assistito. Proprio stamane, infatti, Pierluigi Battista aveva contrapposto sul Corriere della Sera la sensibilità ed empatia dello scrittore agli "osceni e chiassosi pregiudizi" dei militanti pro e contro eutanasia. In realtà, la responsabilità della politica è proprio quella di scegliere, come lo stesso McEwan testimonia, e come ha più volte ricordato il Presidente Napolitano nei confronti di un Parlamento incapace -dopo oltre 15 mesi!- di iniziare a discutere la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico".

Intanto il Papa, tramite mons. Angelino Becciu, risponde, senza entrare nel merito,  a Walter Piludu, malato di sla ed ex presidente della Provincia di Cagliari, che sollecitava una risposta al suo appello: "è umano costringere una persona e i suoi cari a un tale fardello di prolungata indicibile sofferenza?". La risposta - ha anticipato il quotidiano L'Unione Sarda - è giunta per Natale: "Il Papa è rimasto colpito dal fatto che lei, anche in questa tragica situazione e pur non avendo alcuna fede religiosa riesca a dare ancora un senso alla sua esistenza".

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Eutanasia, Cappato: Gran Bretagna, Francia, India: questione sociale che chiede risposte, anche in Italia!

Radicali Italiani - Lun, 29/12/2014 - 13:44
29/12/14
  • Gran Bretagna: 80 tra medici, scrittori, attori, religiosi e politici sostengono una "schiacciante maggioranza" della popolazione che chiede al Parlamento una legge per la legalizzazione del suicidio assistito, la notizia apre la prima pagina del Daily Telegraph del 29 dicembre.
  • Francia: a fine gennaio si discuterà delle raccomandazioni appena sottoscritte congiuntamente dal deputato socialista Alain Claeys e dal collega neogollista Jean Leonetti, quest’ultimo già autore della legge in vigore risalente al 2005, mentre un sondaggio Paris Match evidenzia che l’88% francesi è per l'eutanasia attiva.
  • India: come riportato dal New York Times nel paese asiatico si sta ora decidendo “se consentire ai cittadini il diritto di rifiutare di continuare a vivere, per qualsiasi motivo scelgano. In India, in altre parole, si sta decidendo se essere una vera democrazia”.

Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e promotore della campagna Eutanasia Legale ha dichiarato:

"Le notizie di queste ore confermano che la libertà di scelta alla fine della vita è una grande questione sociale destinata a crescere di importanza, e con essa l'urgenza di legalizzare l'eutanasia contro ogni forma di eutanasia clandestina e di accanimento terapeutico. Per il dibattito italiano è significativa, in particolare, la firma dello scrittore Ian McEwan all'appello per la legalizzazione del suicidio assistito. Proprio stamane, infatti, Pierluigi Battista aveva contrapposto sul Corriere della Sera la sensibilità ed empatia dello scrittore agli "osceni e chiassosi pregiudizi" dei militanti pro e contro eutanasia. In realtà, la responsabilità della politica è proprio quella di scegliere, come lo stesso McEwan testimonia, e come ha più volte ricordato il Presidente Napolitano nei confronti di un Parlamento incapace - dopo oltre 15 mesi! - di iniziare a discutere la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico".

Intanto il Papa, tramite mons. Angelino Becciu, risponde, senza entrare nel merito a Walter Piludu, malato di sla ed ex presidente della Provincia di Cagliari, che sollecitava una risposta al suo appello: "È umano costringere una persona e i suoi cari a un tale fardello di prolungata indicibile sofferenza?". La risposta - ha anticipato il quotidiano l'Unione Sarda - è giunta per Natale: "Il Papa è rimasto colpito dal fatto che lei, anche in questa tragica situazione e pur non avendo alcuna fede religiosa riesca a dare ancora un senso alla sua esistenza".

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Che fine hanno fatto le promesse del governo sulla fecondazione eterologa

Luca Coscioni - Lun, 29/12/2014 - 11:57
Che fine hanno fatto le promesse del governo sulla fecondazione eterologa NextQuotidiano29 Dic 2014Chiara LalliFecondazione eterologa

«Il 2014 doveva essere l’anno dell’eterologa in Italia. Il verbo è all’imperfetto perché il risultato tanto atteso da molte coppie non è stato raggiunto. Malgrado la sentenza della Corte costituzionale di aprile abbia reso di nuovo possibile il trattamento vietato dalla legge 40, una serie di ostacoli tecnici e politici stanno rendendo vana la decisione dei giudici». Così inizia il pezzo su la Repubblica. Non dimentichiamo che per 10 anni il ricorso a un gamete altrui è stato vietato dalla legge 40, perciò tutti questi ulteriori ritardi devono aggiungersi a quegli anni di divieto anche sulla carta. Oggi è caduto ma gli effetti sono ancora attuali (ne avevo scritto qui o qui).

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Satyagraha di Natale. Il 29 dicembre delegazione radicale visiterà il carcere di Marassi

Radicali Italiani - Dom, 28/12/2014 - 17:19
28/12/14

Alle ore 12.30, all’uscita dal carcere, incontro con la stampa per fare il punto sullo stato del penitenziario.

Nell’ambito del “Satyagraha di Natale con Marco Pannella”, dirigenti nazionali e locali del Partito Radicale e di Radicali Italiani stanno effettuando, nei giorni delle festività di fine anno, numerose visite negli istituti penitenziari italiani.

Il “calendario delle festività in carcere”, ha visto, in particolare, la presenza di Marco Pannella e di Rita Bernardini il 24 dicembre a Regina Coeli, a Natale a Rebibbia e prevede, nella notte del 31 dicembre, la visita assieme al vicepresidente della Camera Roberto Giachetti presso il carcere di Sollicciano a Firenze.

A Genova, l’associazione “Radicali Genova” ha organizzato una visita al carcere di Marassi per la giornata di lunedì 29 dicembre, a partire dalle ore 10. La delegazione radicale sarà composta da Deborah Cianfanelli (componente della Direzione di Radicali italiani), Marta Palazzi (segretaria dell’associazione “Radicali Genova”), Filippo Marcucci e Michele De Lucia.

Tra gli obiettivi dell’iniziativa, l’affermazione della legalità nell’amministrazione della giustizia (da anni straziata insieme alla vita di milioni di persone a causa dell’irragionevole durata dei processi penali e civili) e la rimozione delle cause strutturali che fanno delle nostre carceri luoghi di trattamenti inumani e degradanti.

Amnistia e l’indulto sono gli unici provvedimenti strutturalmente in grado, da subito, di riportare nella legalità costituzionale e sovranazionale il nostro Paese.

Invitiamo tutti i cittadini a partecipare all’iniziativa, compilando il modulo disponibile sul sito ufficiale di Radicali italiani, www.radicali.it.

Per informazioni

Marta Palazzi (Radicali Genova): 3477608578 - radicaligenova.ge@gmail.com

 

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Mafia Capitale. "Nei bar romani si parla napoletano", già nel 2007 Rita Bernardini denunciò le infiltrazioni

Radicali Italiani - Dom, 28/12/2014 - 17:00
28/12/14

Riproponiamo un articolo tratto dal Corriere del Mezzogiorno, a firma di Gianluca Abate, che ricorda quando, nel 2007, l'allora deputata Rita Bernardini denunciò le infiltrazioni camorristiche nei locali commerciali del centro di Roma:

"Nei bar romani si parla napoletano". L’allarme (inascoltato) della Bernardini La segretaria dei Radicali nel 2007 denunciò le infiltrazioni nei locali pubblici

NAPOLI - Quando sette anni fa la segretaria dei Radicali Rita Bernardini insinuò il dubbio di infiltrazioni camorristiche nella Capitale, fu una corsa a massacrarla. L’indignazione dei napoletani illustri armò penne che — più dell’inchiostro — trasudavano indignazione. E così politici, attori, sociologi, scrittori, sportivi e intellettuali si unirono nel denunciare com’una voce sola "l’ennesima offesa a Napoli" e "i soliti luoghi comuni". Il verdetto, ovviamente, fu unanime: "Quella parlamentare è razzista".

Quella deputata (oggi ex, per la precisione) in realtà di razzista non aveva detto nulla. Il 17 agosto 2007, un venerdì, giorno di San Giacinto, in una conferenza stampa a Montecitorio s’era semplicemente limitata a una "valutazione personale" che suonava però come un allarme. "Rilevo — disse l’allora parlamentare — che nei bar e ristoranti attorno a questi palazzi la lingua che si parla sempre di più è il napoletano. Sono ingressi recenti, e centinaia di migliaia di euro sono spesi in ristrutturazioni di locali che non sono certo mal messi. Fatevi un giro nelle vie intorno alla Camera, in via Torre Argentina o a Largo Sant’Eustachio, e vedrete che ci sono molti locali che sono stati rilevati. La cosa da cittadina mi insospettisce, perché non insospettisce anche i magistrati? Perché non si fanno indagini serie? Gli ingenti guadagni del mercato degli stupefacenti da qualche parte devono essere investiti: ho l’impressione che ci sia un riciclaggio di questi guadagni, attorno a questi palazzi".

Sette anni dopo, quei sospetti hanno trovato nel frattempo più d’una conferma. E il blitz di ieri a Napoli - condotto nell’ambito di una più vasta inchiesta sugli affari nella Capitale del clan capeggiato da Edoardo Contini - è solo l’ennesima prova. Proprio a Roma, del resto, la sera del 14 dicembre 2007 fu arrestato il capoclan, soprannominato non a caso Eduardo ‘o romano. E sempre nella Capitale, il 22 gennaio, un maxi-blitz portò al sequestro di 23 ristoranti e pizzerie tra il Pantheon, piazza Navona, via del Corso, piazza di Spagna, nel rione Monti, a Prati, in piazza Sant’Apollinare, via della Maddalena, piazza Nicosia, via Rasella. Quelle di Rita Bernardini, insomma, non erano "accuse generiche e razziste", come le definì l’allora sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino. E, forse, bene fece la radicale a non farsi convincere da Gennaro Migliore, che la invitò ad "ascoltare meno gli accenti".

Quegli accenti, infatti, sono napoletani. Parlano degli affari dei clan nel settore del food. E raccontano come in quei ristoranti, oltre a tovaglie e bicchieri, si lavino anche i soldi sporchi dei boss di casa nostra. Una Camorra Capitale che ha conquistato Roma ben prima di Carminati.

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Visita al carcere di Varese. Andreoli e Besi: Il carcere dismesso da 13 anni attende ancora di conoscere il suo destino

Radicali Italiani - Ven, 26/12/2014 - 19:05
26/12/14

Andrea Andreoli, Associazione Enzo Tortora - Radicali Milano, e Sergio Besi, nell'ambito delle iniziativa 'Satyagraha di Natale con Marco Pannella', hanno visitato in data 24 dicembre 2014 la struttura penitenziaria di Varese per continuare a manifestare quell'attenzione nei confronti della realtà carceraria che, da parte dei Radicali, da anni non è mai venuta meno.

A margine della visita i due militanti radicali hanno dichiarato:

"La visita effettuata ha confermato, se ce ne fosse ancora bisogno, che la struttura varesina è assolutamente vetusta (risale al 1886) ed inadatta allo scopo, e non a caso il carcere è ufficialmente “dismesso “ dal lontano gennaio 2001, data in cui fu dichiarato strutturalmente non idoneo alla funzione. La situazione è da allora 'in stallo' e lo dimostra il fatto che di recente nel Pgt del Comune di Varese è stata sì individuata - finalmente - un'area da destinare alla realizzazione del nuovo carcere (in via Friuli) ma, in alternativa, è stato nuovamente ipotizzato di recuperare e ampliare l'attuale struttura mediante la cessione dell'attigua proprietà di via Sempione, che attualmente ospita il comando della Polizia locale".

"Sono quindi trascorsi 13 anni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’atto di dismissione della struttura penitenziaria varesina ma della nuova struttura che avrebbe dovuto essere realizzata al suo posto o di lavori di recupero e ampliamento della struttura esistente non vi è traccia, se non in fiumi di articoli di giornale e dichiarazioni di “buoni propositi” da parte dei politici".

"Rispetto alle ultime visite effettuate da delegazioni radicali o dall’Associazione Antigone si è registrata in questa occasione una notevole diminuzione della popolazione ristretta (che raramente negli ultimi anni era scesa al di sotto del centinaio di detenuti). Oggi invece, a seguito del trasferimento di diversi detenuti in altre strutture ed in virtù dell’applicazione dei decreto legge 23 dicembre 2013 n. 146, a fronte dei 53 posti regolamentari vi sono solamente 39 detenuti (solo lo scorso aprile erano 94)".

"La situazione di sovraffollamento è quindi ampiamente rientrata ma restano solo attenuati, e non necessariamente in maniera definitiva, gli effetti sulla popolazione detenuta delle altre criticità “storiche” della struttura: insufficienza degli spazi dedicati alla socialità (di fatto quasi tutte le aree sono definite 'polifunzionali' per necessità), scarse possibilità di accesso al lavoro per i detenuti, assenza di interventi di manutenzione straordinaria di rilievo".

"Tenuto conto che, nonostante il drastico calo della popolazione ristretta, non si sono registrate variazioni sostanziali del numero di personale in servizio, appare immediata l’esigenza di riorganizzare l'utilizzo delle risorse impiegate per questa struttura in quanto la riduzione del numero di detenuti dovrebbe – tendenzialmente - consentire di affrontare nuovi programmi di formazione e reinserimento. È invece evidente che tali programmi sono rimasti solo sulla carta a Varese: le opportunità di formazione lavorativa sono pressoché inesistenti ed i legami tra il carcere ed il territorio circostante sono estremamente scarsi: al di là dei 3 detenuti semiliberi, nessun ospite interno è coinvolto - a nessun titolo - in attività lavorative per aziende o enti del circondario. Anche le proposte formative volte alla socializzazione sono, nonostante un rapporto numero educatori/numero detenuti decisamente alto (ci sono 3 educatori per soli 39 detenuti, 1 ogni 13…), le medesime registrate nelle precedenti visite degli ultimi anni".

"In conclusione, il momentaneo superamento del problema del sovraffollamento non deve in nessun modo costituire per nessuno un motivo, o meglio un pretesto, per proseguire con la politica del rinvio….della non decisione".

"Nelle prossime settimane saranno visitate altre realtà carcerarie limitrofe, sempre nell’ambito del Satyagraha di Natale con Marco Pannella, una iniziativa nonviolenta affinché nel nostro Paese si affermi la legalità nell’amministrazione della Giustizia (da anni straziata insieme alla vita di milioni di persone a causa dell’irragionevole durata dei processi penali e civili) e si rimuovano le cause strutturali che fanno delle nostre carceri luoghi di trattamenti inumani e degradanti".

Per informazioni: Andrea Andreoli, 3200466204.

 

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Ancona - boicottata e censurata la mostra sull'ass. Luca Coscioni

Luca Coscioni - Ven, 26/12/2014 - 19:04
Politica

Ancona, censurata e boicottata  la mostra dell’ass. Luca Coscioni 

La cellula di Ancona dell’ass. Coscioni aveva chiesto ed ottenuto l’autorizzazione della sala dell’Informagiovani di Ancona in Piazza Roma per una mostra fotografica sull’ass. Luca Coscioni nei giorni di venerdì 19 e sabato 20. (vedi lettere di richiesta e relativa autorizzazione).

Ebbene oltre al fatto che l’Informagiovani aveva già concesso la sala per sabato pomeriggio  anche un’altro evento che ha monopolizzato di fatto l’Informagiovani e lo spazio espositivo per tutto il pomeriggio “oscurando il nostro evento”, è da segnalare l’email dell’assessore alla cultura del comune di Ancona che nella mattinata del 19 dicembre scriveva:

“..Non possiamo ospitare all’interno del cobianchi (informagiovani) una raccolta firme né materiale propagandistico (incitazioni, esortazioni)….Ospitiamo quindi la mostra e il materiale dell’associazione ma nessun tavolo di propaganda né raccolta firme o altro da subito”.  Forse  aveva dato fastidio l’esposizione di un cartello che avevamo utilizzato nel corso di una nostra precedente iniziativa a sostegno della campagna per l’eutanasia legale  dove c’era scritto “politicanti rispettate la Costituzione” rivolto in particolare ai parlamentari(vedi foto cartello), forse ha dato fastidio il fatto che abbiamo esposto anche la bandiera del Partito Radicale Nonviolento Transpartito e Transnazionale o forse il fatto che abbiamo colto l’occasione, come facciamo sempre di raccogliere delle firme per un appello al Parlamento per la discussione della proposta di legge sull’eutanasia legale, sta di fatto che  ci hanno detto che abbiamo abusato dello spazio messoci a disposizione” e che  secondo quanto ordinato dall’amministrazione comunale “dovevamo togliere anche le bandiere dell’ass. Luca Coscioni”

Queste condizioni non potevano essere accettate, abbiamo tolto tutto il nostro materiale dalla sala prima che iniziasse l’altro evento,  che avevamo programmato a nostra insaputa, ci siamo sentiti boicottati e censurati.

Forse c’è stata un’ incomprensione tra di noi  e l’assessorato alla cultura di Ancona e l’Informagiovani di Ancona, secondo noi non abbiamo abusato dello spazio messoci a disposizione,  in ogni caso è un onore essere stati boicottati e censurati da “politicanti che non rispettano la Costituzione!

 

Data: Venerdì, 19 Dicembre, 2014 - 17:00 to Sabato, 20 Dicembre, 2014 - 20:00Città: Ancona AllegatoDimensione MostraLucaCoscioni09072014.pdf113.16 KB MostraLucaCoscioni31072014.pdf137.92 KB ConcessionePatrocinio08082014.doc272.5 KB Ancona19122014.doc5.27 MB
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