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Il 26 luglio Mina Welby interviene all'interno della Summer School "FutureDem 2015"

Luca Coscioni - Mar, 21/07/2015 - 14:21

Domenica 26 luglio Mina Welby, Co-Presidente dell'Associazione Luca Coscioni, interviene all'interno della Summer School FutureDem 2015, "Nutrire il Futuro".

La tavola rotonda cui Mina Welby prenderà parte sarà incentrata sul tema AUTODETERMINAZIONE E TESTAMENTO BIOLOGICO: FINO A CHE PUNTO.

L'evento si terrà a Siracusa alle ore 9.30, presso lo Zaiera Wellness Hotel. Per visitare il sito ufficiale dell'evento CLICCA QUI.

Data: Domenica, 26 Luglio, 2015 - 09:30Città: Siracusa
Categorie: Radicali

Coppie stesso sesso: Corte EDU condanna Italia - Pieno riconoscimento alle unioni civili sotto controllo del Comitato dei Ministri

Luca Coscioni - Mar, 21/07/2015 - 13:00
Coppie stesso sesso: Corte EDU condanna Italia - Pieno riconoscimento alle unioni civili sotto controllo del Comitato dei MinistriNicolò Paoletti, Filomena Gallo e Claudia Sartori21 Lug 2015Laicità

Dichiarazione di: Nicolò Paoletti, avvocato, Filomena Gallo,avvocato e segretario dell’Associazione Luca Coscioni,  Claudia Sartori, avvocato, collegio giuridico dell’associazione Certi Diritti che ha depositato amicus curiae nel procedimento Oliari e altri c. Italia (nn. 18766/11 e 36030/11)

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha esaminato il ricorso di tre coppie dello stesso sesso contro l'impossibilità di sposarsi in Italia o di vedersi riconoscere una unione civile.

Per conto dell'associazione radicale Certi Diritti abbiamo depositato un amicus curiae nel procedimento che oggi ha determinato una nuova  sentenza di condanna nei confronti dell'Italia (cit. par. 144 e seguenti). Abbiamo evidenziato quanto l’Italia abbia disatteso le tutele fondamentali previste dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e della Costituzione italiana (come già ribadito dalla Corte costituzionale).

La Corte chiarisce che “in relazione alla coerenza con la Costituzione in un periodo significativo di tempo,...mina le responsabilità del sistema giudiziario e nel caso di specie ha lasciato le persone interessate in una situazione di incertezza giuridica che deve essere presa in considerazione”.

La Corte ha riconosciuto all'unanimità che vi è stata una violazione del'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti umani, il quale regola il rispetto per la vita privata e familiare.

I Giudici della Corte EDU, all’unanimità, scrivono nella sentenza che "in assenza di un prevalente interesse pubblico messo in evidenza dal Governo italiano, contro cui bilanciare l'importante interesse dei ricorrenti... e alla luce delle conclusioni delle corti nazionali sulla questione rimasta inascoltata, la Corte ritiene che il Governo Italiano abbia oltrepassato il proprio margine di apprezzamento e abbia fallito nel rispettare il proprio obbligo positivo di assicurare che i ricorrenti abbiano a disposizione uno specifico quadro legale che fornisca loro il riconoscimento e la protezione delle loro unioni dello stesso sesso."

La Corte conclude rilevando che "l'assenza di un quadro giuridico che permetta il riconoscimento e la protezione della loro relazione (dei ricorrenti N.d.R.) viola i loro diritti tutelati dall'art.8 della Convenzione. Ai sensi dell'articolo 46 della Convenzione, starà allo Stato convenuto implementare, sotto il controllo del Comitato dei Ministri, appropriate misure individuali e/o generali per soddisfare le sue obbligazioni di assicurare il diritto dei ricorrenti e delle altre persone nella loro posizione per rispettare la loro vita privata e familiare".

A questo LINK il comunicato dell'Associazione Certi Diritti

AllegatoDimensione Amicus curiae -francese.pdf382.05 KB CASE OF OLIARI AND OTHERS v. ITALY (1).pdf528.99 KB
Categorie: Radicali

La sanità Usa apre al testamento biologico

Luca Coscioni - Mar, 21/07/2015 - 11:04
La sanità Usa apre al testamento biologicoIl Manifesto21 Lug 2015Matteo MainardiTestamento biologico

Continua a crescere il numero di Stati nordamericani che discutono di legalizzare eutanasia e suicidio assistito. Parallelamente torna in campo una proposta che ha già fatto discutere in passato.

Il programma sanitario federale, il «Medicare», ha recentemente proposto la possibilità di fatturazione per i medici che trascorrono del tempo a parlare con i pazienti delle cure che questi desidereranno ricevere nei loro ultimi giorni di vita.

Se fino a questo momento solo un numero ristretto di medici usava il proprio tempo per chiarire il significato della redazione delle direttive anticipate di trattamento, il cosiddetto testamento biologico, con questa proposta si potrebbe assistere all'aumento di quel dialogo sempre invocato tra medico e paziente.

Con una proposta di legge popolare anche l'Associazione Luca Coscioni in Italia chiede, dal settembre 2013, una piena regolamentazione del testamento biologico che possa avere anche l'effetto di aumentare la fiducia in questo delicato rapporto.

Il programma proposto negli Usa permetterà ai pazienti di prenotare appuntamenti specifici per discutere delle cure di fine vita e, attraverso un rimborso da parte del «Medicare», incoraggerà i medici ad approfondite discussioni sul tema. Simili programmi non sono una novità: già oggi un medico può essere rimborsato con 30 dollari per un colloquio con i pazienti che intendono smettere di fumare o che cercano una consulenza sull'obesità.

Il paradigma del medico americano è ancora molto simile a quello italiano: un buon medico è quello che, astenendosi dal cosiddetto accanimento terapeutico, ha come obiettivo il prolungamento della vita. Un simile approccio materialistico, che vede il paziente come semplice essere biologico e che cerca di salvaguardarne a tutti i costi le funzioni vitali, si scontra con l'essere psicosomatico della persona umana.

Due americani su tre spendono i loro ultimi giorni di vita in unità di terapia intensiva o in case di cura, eppure la maggior parte di loro preferirebbe morire in casa.

Le critiche al programma proposto non mancano, viene paventata soprattutto una deriva economicista che porterà i medici a spingere i pazienti verso la morte. Dall'Intemational Business Times risponde a questa obiezione Rena Conti, economista dell'Università di Chicago: «La chemioterapia genera introiti per i medici, cosa che invece non fanno le cure di fine vita».

Categorie: Radicali

Cannabis: non proibizioni ma responsabilità

Luca Coscioni - Mar, 21/07/2015 - 10:29
Cannabis: non proibizioni ma responsabilitàIl Foglio21 Lug 2015Giovanni BattistuzziCannabis terapeutica

Una politica basata sulle evidenze scientifiche manderebbe in fumo il proibizionismo. 
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Verrebbe da dire sì alla legalizzazione della cannabis per quello che è stato, ricordi, adolescenza, per un romanticismo di slogan, canzonette, ritornelli, idee un po' fricchettone. Per Pannella che sventola una panetta di fumo davanti a manifestanti e polizia, "la dò a voi o la dò a loro?", per BobMarley-Skardy-JAx-PituraFreska, i discorsi con gli amici e tutto quello che ci sta in mezzo. Verrebbe da dire di sì per questo, ma questo non basta, non serve, non c'entra. Il punto è un altro, anzi, sono altri, tre: economico, sociale, culturale. Innanzitutto i conti: legalizzare vuol dire tassare, ossia incremento d'entrate statali, guadagno. Circa 8 miliardi di euro l'anno secondo il report del governo Monti del 2012, un cifra non banale che potrebbe essere utile per abbassare il peso fiscale per il contribuente oppure essere impiegato in altri settori strategici. Soldi e tasse, ma non solo. Il mercato della cannabis è ora nelle mani della malavita, piccola o organizzata che sia. Legalizzarla vorrebbe dire colpire l'illegalità, trasformarla in legalità: è droga? Viene e verrà consumata comunque, il mercato è in crescita, tanto vale toglierlo dalla penombra della criminalità, non far finta che non esista e affrontarlo legge alla mano. E poi c'è la parte culturale: legalizzare vuol dire responsabilizzare, superare i limiti e le storpiature dello stato-balia. Demandare al cittadino la possibilità di decidere totalmente sulla propria vita, all'interno di una legalità diffusa e ad una tolleranza intelligente. Non proibizioni ma responsabilità, servirebbe una legge che punti a questo. Serve una discussione intelligente, affrontare il problema senza pregiudizi e storpiature, ragionare. Legalizzare è la via, ma non basta, bisogna decidere a chi toccherà produrla e altre questioni: differenziare l'offerta? Come? Permettere o no la produzione domestica? Come sanzionare lo spaccio? Creare delle liste? Dover presentare una certificazione medica? Le domande sono tante, vanno trovate le risposte.

Categorie: Radicali

Comitato nazionale di Radicali Italiani 17-19 luglio 2015. Le mozioni approvate

Radicali Italiani - Lun, 20/07/2015 - 15:34
20/07/15 Mozione generaleapprovata dal comitato nazionale di radicali italiani il 19 luglio 2015

Con 29 voti a favore, 1 contrario e 2 astensioni.

 

Scarica: Decisioni della Commissione Europeariguardanti le rettifiche finanziarie imposte all’Italia nel quadro giuridico della politica agricola comune (PAC)(Documento a cura di Massimiliano Iervolino)


Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma il 17, 18 e 19 luglio 2015,

sostiene la convocazione da parte del Partito Radicale, assieme a Nessuno Tocchi Caino e Non C’è Pace Senza Giustizia, della Seconda Conferenza Internazionale “Universalità dei Diritti Umani, per la transizione verso lo Stato di Diritto e l'affermazione del Diritto alla Conoscenza” che si terrà il prossimo 27 luglio a Roma presso il Senato della Repubblica;

ringrazia, in particolare, Matteo Angioli e Laura Harth per il prezioso lavoro svolto per l’organizzazione politica di questo importante appuntamento;

considera un significativo successo politico il patrocinio della Conferenza da parte del Ministero degli Affari Esteri italiano  e propone con Marco Pannella che sia lo Stato italiano, attraverso l’intero Governo, a promuovere un’azione istituzionale volta a creare le condizioni politiche per la codificazione in sede ONU del Diritto Umano alla Conoscenza e per una transizione verso la piena attuazione dello Stato di Diritto e dei Diritti Umani che veda, tra gli altri, l’Unione Europea e la Lega Araba attori attivi di questo processo.

Il Partito Radicale arriva a questa fondamentale tappa per la tenacia della sua resistenza ad un regime che con violenza sempre più efficace ha impedito e impedisce al popolo italiano di conoscere i suoi obiettivi e le sue lotte, così come lo priva della consapevolezza dell’effettiva situazione sociale, civile, democratica ed economica del nostro Paese.

Il Comitato ritiene sempre più imprescindibile il ricorso ad una vera e propria, complessiva, REQUISITORIA contro lo Stato italiano da presentare alle giurisdizioni nazionali e sovranazionali riprendendo le analisi e le proposte scaturite dal convegno organizzato da Radicali Italiani, dal Partito Radicale Nonviolento e dai parlamentari radicali il 22 e 23 novembre 2010 dal titolo “Stato di diritto e democrazia in Italia”.

RISORSE

Solo per rimanere ai fatti più recenti in cui il costo dell’illegalità del nostro Paese si è manifestato in sedi istituzionali, il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, come ha rilevato Massimiliano Iervolino, segnala che:

  • il 16 luglio 2015 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha nuovamente condannato l’Italia per l’immonda gestione dei rifiuti in Campania, imponendoci il pagamento di una somma forfetaria di 20 milioni di euro e di una multa giornaliera di 120.000 euro fino a quando non verrà risolto il problema;
  • nell’udienza del 25 giugno 2015, il Procuratore Generale della Corte dei Conti, Martino Colella, durante la presentazione del giudizio sul rendiconto generale dello Stato, ha testualmente affermato: “nei sei anni, dal 2007 al 2013, sono state adottate nei confronti dell’Italia, che risultava tra i Paesi maggiormente sanzionati, decisioni di rettifica finanziaria per un ammontare di complessivi 916.260.344,90 euro”, cioè quasi un miliardo di euro;
  • dal rapporto annuale sull’esecuzione delle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – redatta dal Comitato dei Ministri – risulta che con riferimento all’attività del 2014 sul fronte degli equi indennizzi decisi dalla Corte, l’Italia ha adempiuto nei termini solo in 11 casi (erano 32 nel 2013), con 21 casi in attesa di pagamento da oltre 5 anni. Il nostro Paese ha corrisposto 29.940.989 euro contro i 71.284.302 del 2013;
  • il rapporto annuale sul monitoraggio relativo all’applicazione del diritto UE, adottato dalla Commissione Europea il 9 luglio 2015, riporta come l’Italia abbia il primato negativo, insieme alla Grecia, per le procedure di infrazione aperte nel 2014, soprattutto nel campo dell’ambiente, dei trasporti e dell’immigrazione;

il Comitato Nazionale di Radicali Italiani dà mandato agli organi dirigenti, in sinergia con il Partito Radicale e gli altri soggetti costituenti, di:

  1. convocare entro il prossimo Comitato uno o più appuntamenti affinché si acceleri la redazione complessiva in corso da molti anni, in particolare grazie all’impegno di Marco Beltrandi, della “requisitoria” contro lo Stato italiano da presentare presso le giurisdizioni sovranazionali
  2. denunciare presso la Corte dei Conti il DANNO ERARIALE conseguente alle decisioni ovvero alle condanne inflitte dalle corti sovranazionali al nostro Paese per arrivare anche a stimare realisticamente - come già è avvenuto sul fronte della giustizia e delle carceri grazie al lavoro professionale e militante di Deborah Cianfanelli - l'ammontare del danno in termini economici causato da uno Stato, il nostro, delinquente abituale nella violazione delle norme attinenti il rispetto dei diritti umani fondamentali.

Il Comitato ribadisce la centralità dell’obiettivo dell’amnistia e dell’indulto quali strumenti obbligati per il rientro nella legalità soprattutto per quel che riguarda il diritto alla “ragionevole durata dei processi” sancito dall’art. 111 della nostra Costituzione, dall’art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, e strutturalmente violato tanto da comportare da almeno un trentennio l’ininterrotta condanna del nostro Stato in sede europea;

esprime apprezzamento per le recenti dichiarazioni del Ministro della Giustizia Andrea Orlando che definendo le nostre carceri “criminogene” ha riconosciuto la necessità di urgenti riforme dell’esecuzione penale che facciano della detenzione in carcere una misura residuale rispetto al ricorso a pene e misure alternative molto più efficaci ai fini della recidiva e quindi della tanto invocata “sicurezza” dei cittadini;

considera un significativo riconoscimento l’aver nominato la Segretaria del Movimento quale coordinatrice del tavolo riguardante l’affettività in carcere e la territorialità della pena, nell’ambito degli Stati Generali dell’Esecuzione penale; rileva però la grave contraddizione insita nel fatto che a questa grande mobilitazione, che dovrebbe portare alla fine dell’anno a proposte riformatrici, si sovrapponga già ora in Commissione giustizia della Camera un disegno di legge governativo in materia penale e penitenziaria al quale il Governo stesso ha presentato una raffica di emendamenti per aumentare le pene edittali minime e massime per reati quali furti, rapine e scippi senza minimamente porsi il problema del ricorso alle tanto sbandierate quanto poco previste e applicate pene alternative al carcere; 

appoggia e sostiene la denuncia della Segretaria del Movimento sulla drammatica situazione degli organici della magistratura di sorveglianza di Bologna che comporta e comporterà gravissime violazioni dei diritti dei detenuti; chiede a) che il Ministro della Giustizia risponda immediatamente all’interrogazione depositata in materia dal Vicepresidente della Camera Roberto Giachetti; b) che si adoperi tempestivamente per risolvere l’emergenza riguardante pressoché tutte le sedi dei Tribunali e degli Uffici di sorveglianza soprattutto nell’imminenza della concessione dei permessi estivi ai detenuti; invita le associazioni, i dirigenti e i militanti radicali a verificare sul territorio la situazione degli organici  dei Tribunali di Sorveglianza e la capacità di risposta ai compiti istituzionalmente loro affidati;  

Ringrazia il Prof. Mario Baldassarri per l’importante contributo di elaborazione e proposte contenute nell’intervento pronunciato nel corso della prima giornata dei lavori del Comitato,; soluzioni assolutamente convergenti con l’analisi storica radicale sull’immediata necessità degli Stati Uniti d'Europa, sull’abnorme crescita del debito pubblico determinata da decenni di regime partitocratico, sugli immensi costi delle mancate riforme, sull’urgenza ormai imprescindibile di incidere sulle ruberie, in primo luogo  quelle relative alle forniture di beni e servizi alla pubblica amministrazione, agli appalti delle grandi opere, “per non parlare delle 8 mila municipalizzate, coi loro consigli d'amministrazione, i consulenti, il personale in esubero; attorno alle municipalizzate – ha ricordato Baldassarri - ruotano 1 milione di italiani: è questo il vero voto di scambio”.

saluta l’iniziativa di ACRI e del suo presidente Guzzetti di creare un’interlocuzione diretta con il Movimento Radicale in seguito alle iniziative legate alla campagna politica denominata #Sbanchiamoli e considera il protocollo d’intesa stipulato tra il Ministero dell’Economia e della Finanza e l’ACRI, del 22 aprile scorso, come un primo concreto successo. Il documento prevede l’impegno delle Fondazioni bancarie su 3 proposte di Radicali Italiani utili ad un’efficace azione di welfare di prossimità delle Fondazioni: la diversificazione degli investimenti interrompendo la sistematica violazione delle norme, il ricorso al Bando come modalità privilegiata per selezionare le erogazioni e il ricorso alle fusioni tra Fondazioni per ridurre i costi ed ottenere maggiori introiti dall’attività di investimento. Il Comitato invita a proseguire l'interlocuzione con ACRI al fine di proporre alle Fondazioni misure migliorative rispetto a quelle presenti nel protocollo stesso.

Il Comitato ringrazia Benedetto Della Vedova per l’iniziativa dell’Intergruppo parlamentare che ha già registrato la firma di oltre 250 fra deputati e senatori sulla proposta di legge per la legalizzazione della cannabis; decide di sostenere, con il proseguimento delle iniziative di disobbedienza civile nonché con la raccolta di sottoscrizioni al testo di legge, l’azione riformatrice capace di portare finalmente al successo la quarantennale lotta antiproibizionista di Marco Pannella e dei Radicali. Invita gli organi dirigenti a valutare la fattibilità di presentare una denuncia per omissione d’atti d’ufficio nei confronti delle procure che non sono intervenute per arrestare e processare i vertici del Movimento e del Partito Radicale responsabili del reato di coltivazione di marijuana.

RISORSE

Il Comitato di Radicali italiani

invita gli organi dirigenti a valutare l’opportunità di un’eventuale adesione ai referendum per la conversione ecologica degli investimenti (su trivellazioni e Sblocca Italia) presentati dal coordinamento nazionale “No Triv” e dall'associazione “Possibile” se in sinergia con le iniziative radicali in particolare quelle portate avanti da anni da Maurizio Bolognetti in Basilicata e più recentemente da altri esponenti e militanti in Abruzzo e Puglia.

Il Comitato di Radicali italiani

ringrazia chi ha partecipato all’Asta Radicale non solo per aver garantito una quota di autofinanziamento a Radicali Italiani e al Partito Radicale ma per aver anche dato vita ad un’occasione di ricordo e viva conoscenza nell'ambito della celebrazione dei 60 anni del Partito

invita il Parlamento italiano a calendarizzare la discussione sulla riforma del sistema elettorale per l'elezione diretta del Sindaco e del Consiglio delle Città metropolitane, in tal modo ponendo fine alla violazione della Carta europea delle autonomie locali, emanata nel 1987 dal Consiglio d'Europa, che prevede per gli enti locali assemblee elette a suffragio universale.

Il Comitato sostiene le iniziative popolari intraprese sia dall’Associazione Enzo Tortora di Milano con 4 referendum cittadini in tema di alloggi sociali, navigli, mobilità e verde pubblico, sia di RadicaliRoma con le delibere di iniziativa popolare per il superamento dei campi rom e la riforma dell’accoglienza ai rifugiati. Il Comitato denuncia nelle politiche discriminatorie e di segregazione attuate per decenni dalle amministrazioni locali e statali nei confronti dei cittadini Roma la causa delle reiterate violazioni dei diritti umani e l’occasione di attività illecite che hanno impedito di attuare interventi di inclusione concordati con i singoli individui che vivono il disagio abitativo e lavorativo.

Il Comitato Ringrazia i consiglieri comunali di Roma e Milano, Riccardo Magi e Marco Cappato, per la coraggiosa opera di denuncia del malaffare partitocratico sempre sfociata grazie al loro impegno in proposte alternative di governo della città.

In particolare, per quel che riguarda direttamente l’iniziativa del Presidente Riccardo Magi nel ruolo di consigliere comunale di Roma, apprezza  e sostiene l’isolata opera di denuncia e di contrasto al malaffare politico. Il lavoro di analisi e proposta Radicale  – in continuità con il metodo e la prassi del Movimento e nutrito dalla redazione del documento "Proposte radicali per Enti locali e Regioni" pubblicato nel 2012 - ha consentito di portare a conoscenza dei cittadini, prima che divenissero cronaca giudiziaria con l’inchiesta della Procura di Roma, le pratiche clientelari di spartizione politica delle risorse pubbliche, la situazione fallimentare delle aziende partecipate. Saluta come successo dell’intero Movimento le prime delibere dell’Autorità Nazionale Anticorruzione sul progetto della Metro C di Roma e sul Centro di Accoglienza per soli rom ‘Best House Rom’, nonché la sentenza di condanna del Comune di Roma per “il carattere discriminatorio” del campo Rom la Barbuta, per la quale va dato merito al lavoro di documentazione dell'Associazione 21 luglio.

Il Comitato invita gli organi dirigenti e le associazioni radicali ad estendere e valorizzare la denuncia presentata da Marco Pannella per il delitto di discriminazione razziale perpetrato dall’Amministrazione capitolina attraverso la politica di apartheid e di segregazione dei campi rom.

Rita Bernardini – Valerio Federico

 

Mozione particolare a prima firma di Nicolino Tosoni

accolta con 17 voti a favore, 2 contrari e 7 astenuti

 

Mozione particolare a prima firma di Alex Rossi

accolta con 23 voti a favore, 1 contrari e 2 astenuti

 

Mozione particolare a prima firma di Josè De Falco

accolta con 19 voti a favore, 7 contrari e 4 astenuti

 

Mozione particolare a prima firma di Giuseppe Alterio

accolta con 18 voti a favore, 1 contrari e 4 astenuti

 

Mozione particolare di Ariberto Grifoni

accolta con 13 voti a favore, nessun contrario e 10 astenuti

 

 

Categorie: Radicali

Cannabis Libera: intervista a Luca Marola

Luca Coscioni - Lun, 20/07/2015 - 13:13
Cannabis Libera: intervista a Luca MarolaLa Gazzetta di Parma18 Lug 2015Monica TiezziPolitica

E' stata una giornata storica per Luca Marola, da 13 anni impegnato nella battaglia antiproibizionista, quella della presentazione del progetto di legge sulla liberalizzazione della cannabis. Tanto che, nella notte fra giovedì e venerdì, il suo negozio «II canapaio ducale», in piazzale Picelli, si è illuminato di verde, il colore della foglia di marijuana.

Marola conosce bene la proposta di legge. «Alla festa antiproibizionista organizzata a maggio in città - ricorda - c'era Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri e promotore, e vari firmatari». La legge italiana, continua Marola, ricalca quelle entrate in vigore l'anno scorso nello stato di Washington e in Colorado.

Un testo «razionale e ragionevole», lo definisce Marola, «la cui struttura legislativa è stata votata favorevolmente anche da Oregon, Alaska e Città di Washington a fine 2014. Le esperienze americane - continua Marola - sono state positive. Anzitutto non c'è stato un aumento del consumo da parte dei giovani, ma anzi una riduzione del 15%. Questo in parte perchè è venuto a mancare il fascino del proibito, in parte perchè c'è la consapevolezza che basta aspettare i 21 anni per poter accedere legalmente alla sostanza, in parte perchè una fetta delle tasse statali incamerate con la nuova legge è andata al fondo per la tutela dei giovani e ai piani educativi scolastici contro l'abuso di droga Un aspetto previsto anche dalla normativa italiana e una grande novità, visto che questo argomento nelle scuole è ancora un tabù».

Marola sostiene anche che l'esperimento statunitense ha registrato un calo della microcriminalità («un crollo di quasi il 30% a Seattle») e ha permesso di usare i proventi del business legalizzato per opere come il nuovo ospedale di Denver, «costruito con i fondi di soli due mesi di vendita», rimarca.

«Ma soprattutto - continua Marola - si è innescato un circolo virtuoso che ha fatto emergere un mercato precedentemente in nero, imponendo controlli sulla qualità del prodotto, tassando i ricavi, creando posti di lavoro regolari e tutelati. Del resto - conclude Marola - è stata la stessa Direzione nazionale antimafia che nella sua ultima relazione ha definito endemico il consumo di droghe, ammesso il fallimento delle politiche repressive e chiesto di prendere in considerazione la depenalizzazione, dirottando l'attività delle forze dell'ordine su attività criminali più aggressive e pericolose per la società». 

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Puntata del Maratoneta di sabato 18 luglio 2015

Luca Coscioni - Lun, 20/07/2015 - 12:37
Puntata del Maratoneta di sabato 18 luglio 2015Radio Radicale18 Lug 2015

In studio Mirella Parachini e Marco Cappato.

In collegamento telefonico Marisa Jaconi (dipartimento di Patologia, Università di Ginevra).

Spazio di filodiretto con gli ascoltatori.

Per riascoltare la puntata CLICCA QUI.

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Rigenerare i tessuti umani con le staminali dal sangue

Luca Coscioni - Lun, 20/07/2015 - 12:26
Rigenerare i tessuti umani con le staminali dal sangueLibero quotidiano19 Lug 2015Martina BossiCellule staminali

Il mondo medico è d`accordo: le cellule staminali rappresentano l`ultima frontiera della medicina preventiva e hanno conquistato l`interesse della comunità scientifica impegnata a garantire a una popolazione sempre più anziana un invecchiamento sano e una qualità di vita migliore.

Le cellule staminali ematopoietiche, che cioè si differenziano nelle diverse cellule ematiche sono presenti nel midollo e nel sangue del cordone ombelicale del neonato. Oggi è possibile prelevare e conservare in sicurezza e con elevati standard di qualità le cellule staminali del sangue cordonale grazie all`accordo tra la Swiss Stem Cells Bank (SSCB) di Taverne Torricella (Lugano) e Nascens, marchio svizzero della holding Aevis SA, specializzato in medicina anti-aging.

La partnership, annunciata nei giorni scorsi a margine del Congresso annuale della Società Svizzera di Ginecologia e Ostetricia alla clinica Sant`Anna di Soregno rappresenta un fondamentale passo avanti verso la diffusione su larga scala delle terapie basate su cellule staminali in quanto, come spiega Pierre-Olivier Haenni, GEO di Nascens «per il successo di queste cure è di importanza capitale lo sviluppo di una rete efficiente tra le cliniche che, attraverso i loro ginecologi e ostetriche effettuano il prelievo delle cellule, le banche che le conservano e i ricercatori, che spingono sempre più in là le frontiere delle applicazioni terapeutiche». 

Secondo la dottoressa Veronica Albertini, Direttore Scientifico di SSCB "In generale, i risultati delle terapie staminali sono molto migliori se il trapianto è effettuato in età pediatrica perché spesso le cellule trapiantate su un adulto non sono sufficienti a ripopolare il tessuto danneggiato."

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Tasse. Cappato: Prima tagli su imprese e lavoro, altrimenti Renzi farà vincere il populismo

Radicali Italiani - Dom, 19/07/2015 - 11:17
19/07/15

Dichiarazione di Marco Cappato, Presidente del Gruppo Radicale - federalista europeo al Comune di Milano, ai margini del Comitato nazionale di Radicali italiani:

"Tagliare le tasse sulle imprese fa riprendere l'economia e riduce l'evasione. Tagliare le tasse sulla casa, molto meno. Ma rende più voti. Renzi sceglie la strada economicamente meno efficace, ma elettoralmente più redditizia, come sono stati gli 80 euro. Il rischio però, quando si sceglie di giocare sul terreno dei populisti, o lo si diventa peggio di loro o si prepara la loro vittoria".

"Tagliare le tasse è fondamentale, e va fatto prioritariamente con le tasse sulle imprese e sul lavoro".

 

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Ucraina/#freesavchenko. Silvja Manzi: Regione Piemonte manda segnale forte e chiaro alla Russia di Putin

Radicali Italiani - Ven, 17/07/2015 - 17:10
17/07/15

È stato approvato il 14 luglio, dal Consiglio regionale del Piemonte, l’ordine del giorno a prima firma Enrica Baricco e Mauro Laus che sollecita il governo italiano e le massime autorità europee a garantire la risoluzione del caso della parlamentare ucraina Nadyia Savchenko, detenuta illegalmente nelle carceri russe da oltre un anno.

Dichiarazione di Silvja Manzi (Coordinatrice Associazione radicale Adelaide Aglietta e membro del Comitato diritti umani della Regione Piemonte):

"Finalmente le Istituzioni italiane, e la Regione Piemonte in particolare, mandano un segnale forte e chiaro alla Russia di Putin in merito alla vergognosa vicenda della Parlamentare ucraina e pilota Nadiya Savchenko, illegalmente detenuta nelle carceri russe. Nadya ha lottato e sta lottando con le armi della nonviolenza per far valere i propri diritti contro i soprusi subiti. La comunità internazionale deve farsi parte attiva in tutti i modi possibili nel chiedere la sua immediata liberazione. Per questo la richiesta chiara e netta posta al Ministro degli esteri del nostro Governo affinché si faccia carico di porre la questione a livello europeo e internazionale è una buona notizia. Occorrerebbe ben altra consapevolezza da parte di cittadini e Istituzioni in merito ai rischi che sono insiti nelle mire espansionistiche della Russia e alle continue violazioni degli accordi di Minsk ma oggi finalmente il Piemonte ha fatto la sua parte. Un ringraziamento particolare al presidente del Consiglio regionale Mauro Laus e alla consigliera Enrica Baricco che hanno fatto proprio l’ordine del giorno promosso in sede del Comitato diritti umani del Piemonte”.

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Processo Tamoil. Ravelli e Turco: Bene costituzione parte civile giunta di Cremona nel processo Tamoil

Radicali Italiani - Ven, 17/07/2015 - 17:05
17/07/15

Dichiarazione di Sergio Ravelli, presidente dell'Associazione radicale di Cremona, e Maurizio Turco, già deputato radicale eletto a Cremona:

"Salutiamo la soluzione di continuità con il passato che la Giunta comunale di Cremona ha operato decidendo di costituirsi parte civile nel processo Tamoil".

"Ci auguriamo che tutte le forze politiche e no condividano e sostengano questa decisione. Riteniamo inoltre che aver dato mandato all'avvocato che ha assistito Gino Ruggeri in primo grado sia la più adeguata strategia processuale".

"Un ringraziamento particolare a Gino Ruggeri che, costituendosi parte civile in primo grado, ha consentito oggi al Comune di Cremona di essere degna istituzione rappresentativa dei suoi cittadini".

 

 

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Sit-in Lega fronte Tar Piemonte: Il Cota protettore di Giovine e il Salvini protettore di “Firmigoni” non sono credibili come difensori della legalità

Radicali Italiani - Ven, 17/07/2015 - 17:01
17/07/15

Dichiarazione di Igor Boni e Giulio Manfredi (Associazione radicale Adelaide Aglietta):

"Roberto Cota per ben quattro anni ha difeso - anche con avvocati della Regione pagati dai contribuenti, anche facendo scendere i suoi seguaci in piazza, come questa sera  - il signor Michele Giovine, la cui lista “Pensionati per Cota” era composta da 17 candidati le cui autentiche di accettazione di candidatura erano tutte false. I voti di Giovine furono determinanti per la vittoria di Cota, che nemmeno dopo la condanna in via definitiva dei Giovine (padre e figlio), ebbe la dignità di dimettersi da presidente della Regione Piemonte; non solo, lui e la sua maggioranza misero al posto di Giovine, in Consiglio Regionale, la sua compagna e braccio destro, Sara Franchino, una dei 17 candidati della lista farlocca".

"Matteo Salvini, segretario della Lega Nord dal dicembre 2013, ha avallato l’operato di Cota. Non solo: Salvini non spese una parola a favore della legalità quando i radicali milanesi Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, nel 2010, denunciarono, fornendone ampia prova, che il listino di Formigoni (in cui vi erano anche esponenti leghisti oltre alla tristemente nota Nicole Minetti) era supportato da centinaia di firme false; da segretario della Lega Lombarda, nel 2012, Salvini avrebbe potuto far ritirare gli avvocati della Lega dalla causa “Cappato contro Formigoni” ma non lo fece. I  tribunali hanno poi attestato a babbo morto che in Lombardia si sarebbe dovuto tornare al voto, come successo in Piemonte".

"Se volessero veramente fare qualcosa per la legalità, Cota e Salvini non dovrebbero andare davanti al TAR ma andare a casa".

Tutte le sentenze del “processo Giovine”.

 

 

 

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La via del petrolio: Maurizio Bolognetti intervistato da Cosmopolis

Radicali Italiani - Ven, 17/07/2015 - 16:34
17/07/15

Intervista di Cosimo Giuliano per Cosmopolismedia, 17 luglio 2015

Bolognetti, ieri Il neo Governatore pugliese Michele Emiliano era a Policoro insieme ai presidenti di Basilicata e Calabria per esprimere contrarietà alla possibilità, prevista dal Governo, di trivellare il Mare Adriatico e Ionio alla ricerca di petrolio. Lei era tra i contestatori.

Tra coloro che hanno convocato la manifestazione c’era anche un ceto politico che nulla ha fatto, in un passato recente e meno recente, per opporsi a una politica governativa miope e scellerata. Tant’è che si potrebbe dire che il Presidente della Giunta regionale di Basilicata si è opposto a se stesso. Ho voluto ricordare ai convocatori che non possiamo limitarci a parlare della questione dei permessi di ricerca in mare, che tra l’altro e per ovvie ragioni è una questione che va affrontata su un piano transnazionale, ma che occorre opporsi anche a quanto sta già avvenendo ed è avvenuto sulla terraferma in regioni come la Basilicata. 

Leggi l'intervista integrale su Cosmopolis
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Unioni civili, un appello a Luigi Zanda e Monica Cirinnà

Luca Coscioni - Ven, 17/07/2015 - 14:07
Unioni civili, un appello a Luigi Zanda e Monica Cirinnàespresso.repubblica.it17 Lug 2015Carlo TroiloPolitica

Nei giorni scorsi Flavia Amabile, su “La Stampa”, ha fatto un ottimo lavoro di sintesi del contenuto dei 4.300 emendamenti presentati, in massima parte da Carlo Giovanardi, ai 19 articoli della “legge Cirinnà” sulle unioni civili per le coppie omosessuali: “una interessante immersione – scrive la Amabile - da un punto di vista sociologico e umano nella derisione e nel disprezzo espressi dalle compassate stanze di Palazzo Madama nei confronti delle coppie omosessuali”. Ed elenca alcuni degli emendamenti del tipo: due persone dello stesso sesso costituiscono “una unione difettiva”; oppure, “dopo la fine del loro legame sono tenute ad aiutarsi moralmente, materialmente e giuridicamente per almeno vent’anni”. Le unioni sono definite una “società economica per la gestione di abitazione” oppure “ una unione renziana”. Emendamenti che la giornalista definisce “immersi nella omofobia, nella derisione e nel disprezzo”. Giovanardi – che con il suo volto triste e inespressivo è negato per l’umorismo - offre anche una "spiritosa"  possibilità di scioglimento dell’unione: “Nel caso in cui una delle parti cambi la sua identità di genere o questa diventi fluida”.

Negli emendamenti si afferma che mai possono formare una coppia “persone dello stesso sesso responsabili di reati contro i minori, dall’infanticidio all’abbandono di minore, riduzione in schiavitù, pornografia minorile, prostituzione minorile, violenza sessuale con minori”: quasi a sottolineare come queste pratiche siano un rischio più frequente in presenza di una coppia omosessuale.

Con questi emendamenti Giovanardi “si allinea” come sempre alle posizioni più retrograde delle gerarchie vaticane. Ricordo fra tutte la dichiarazione del Cardinale Bagnasco, nuovo capo della CEI, che nel maggio del 2007, dopo il primo Family Day, paragonò le unioni civili a “l’incesto e la pedofilia fra persone consenzienti” (!!). E mostra – più papista del Papa - di infischiarsene delle  aperture di Bergoglio sui gay (“chi sono io per giudicare?”).

Benché molti emendamenti siano stati dichiarati inammissibili, la legge è ferma al Senato e il leader del NCD Alfano sottolinea che le unioni civili “non erano nel patto di governo”, rivendicando libertà di coscienza per i suoi parlamentari.

Così, per l’ostruzionismo del NCD e per l’insipienza della “sinistra”, il 61,4% degli italiani favorevoli ad una forma di riconoscimento giuridico per le coppie gay attende invano una legge che regoli le unioni civili, in un quadro europeo che si riassume in pochi dati.

Hanno le nozze gay la Francia, la Gran Bretagna, la Spagna, l’Olanda, il Belgio, la Svezia, la Norvegia, la Danimarca, l’Islanda e l’Irlanda.

Hanno le unioni civili la Germania, la Repubblica Ceca, l’Ungheria, l’Austria, la Finlandia la Croazia e l’Irlanda del Nord.

Non hanno né le nozze gay né le unioni civili l’Italia, la Grecia, Cipro e sei nazioni dell’Est europeo: Slovacchia, Polonia, Lettonia, Lituania, Romania e Bulgaria.

Una situazione vergognosa, che si ripete per tutti i diritti civili: dalle scelte di fine vita alla situazione dei detenuti, dai tentativi di rendere molto problematico l’aborto con l’obiezione di coscienza alla vergognosa legge sulla procreazione assistita - i cui divieti inumani sono stati in gran parte cancellati grazie all’azione della Associazione Luca Coscioni e del suo segretario Filomena Gallo - dalla situazione dei disabili a quella dei vecchi con problemi di demenza.

E mentre il capo dei senatori del PD Luigi Zanda, “cattolico laico”, insiste per calendarizzare in Aula la proposta di legge, cosa fa Renzi? Tace. Eppure il premier aveva ribadito più volte il suo impegno per le unioni civili “alla tedesca” - che includono la stepchild adoption (l’adozione del figlio del partner) - ed aveva promesso l’approvazione delle legge “entro giugno”, ribadendo il suo impegno anche dopo il Family Day dello scorso marzo, tutto centrato sulla opposizione alla legge.

A questo punto penso vi sia una sola via di uscita: la firmataria della proposta di legge, Monica Cirinnà e il senatore Zanda prendano in parola il leader dell’UDC Alfano (“ le unioni civili sono fuori dal patto di governo e quindi non mettono a rischio la tenuta dell’esecutivo”) e chiedano il sostegno alla legge di tutti gli esponenti politici più aperti in materia di diritti civili, siano essi del PD, di M5S, di SEL o anche berlusconiani “laici” (è il caso di ricordare che due ministri di Forza Italia, Brunetta e Rotondi, presentarono un ddl sulle unioni civili, dal nome DI.DO.RE - diritti e doveri di reciprocità, che fu incautamente “snobbato” dalla sinistra malgrado le sonore sconfitte dei DICO delle ministre Pollastrini e Bindi).

Dimostrino per una volta ai cittadini che il Parlamento può essere davvero il luogo in cui i rappresentanti del popolo esercitano la loro funzione “senza vincolo di mandato”, in uno stato laico e non clericale.

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Marco Gentili al "Politicamp 2015 - Un nuovo mondo"

Luca Coscioni - Ven, 17/07/2015 - 13:25
Politica

Venerdì 17 luglio 2015, dalle ore 21.00, il co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni partecipa al "Politicamp 2015 - Un nuovo mondo" alla Limonaia di Villa Strozzi a Firenze.

Il dibattito prende il nome di:

Innovazione culturale, sociale e politica

Parteciperanno:

Marina Terragni (in ricordo di Alexander Langer), Luigi Corvo, Adam Arvidsson, Christian Raimo, Marco Gentili, Paolo Cosseddu

Data: Venerdì, 17 Luglio, 2015 - 21:00 to 23:00Città: FirenzeIndirizzo: Limonaia di Villa StrozziOrganizzatore: Possibile
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Nessuno Tocchi Caino, lo Stato italiano convochi conferenza su Stato di Diritto e Diritto Umano alla Conoscenza

Radicali Italiani - Ven, 17/07/2015 - 11:29
17/07/15

Il Partito Radicale, “Nessuno tocchi Caino” e “Non c’è Pace Senza Giustizia” hanno proposto allo Stato italiano, in quanto tale, di essere tra i convocatori della Conferenza Internazionale su “Universalità dei diritti umani per la Transizione verso lo Stato di Diritto e l’affermazione del Diritto alla Conoscenza”, che si terrà il 27 luglio 2015 a Roma presso il Senato della Repubblica.

Dopo aver acquisito il patrocinio alla Conferenza del ministero degli Affari Esteri nel corso di un incontro che si è svolto alla Farnesina la settimana scorsa tra il Ministro Paolo Gentiloni e una delegazione radicale guidata da Marco Pannella, il Partito Radicale rilancia e popone al Governo italiano l’obiettivo più ambizioso della promozione di un’azione istituzionale volta a creare le condizioni politiche per una transizione verso la piena attuazione dello Stato di Diritto e dei Diritti Umani che veda, tra gli altri, l’Unione Europea e la Lega Araba attori attivi di questo processo.

“Attivare questo processo costituirebbe l’alternativa ragionevole e concreta, a illusorie vie meramente diplomatiche o, peggio, militariste per far fronte alle continue e gravi emergenze in atto nel mondo”, ha dichiarato il Segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio D’Elia.

“Per questo proponiamo ai massimi rappresentanti dello Stato italiano, dal Presidente della Repubblica al Presidente del Consiglio e ai Ministri degli Esteri e della Giustizia, non solo di condividere le ragioni e gli obiettivi della Conferenza, che sicuramente condividono, ma di compiere l’atto conseguente di convocarla e di sostenerla”, ha spiegato Sergio D’Elia.

“Non sarebbe la prima volta che lo Stato italiano fa propri e porta a compimento progetti – offerti ‘chiavi in mano’ dai Radicali… È già accaduto per la Moratoria ONU sulle esecuzioni capitali e per l’istituzione della Corte Penale Internazionale sui crimini di guerra e contro l’umanità”, ha fatto notare il Segretario di Nessuno tocchi Caino.

“Ad oggi, però, a questa nostra proposta non è giunta risposta e ciò non mi meraviglia – ha aggiunto D’Elia – perché se di questo nuovo progetto è stata negata la conoscenza al popolo italiano, è probabile che ai suoi massimi rappresentanti, che pur lo conoscono e condividono, non sia risuonata come proposta e “notizia” degna di attenzione”.

“Il regime di ‘democrazia reale’, che connota il nostro Paese e che sta alla Democrazia come i regimi di ‘socialismo o comunismo reale’ stavano agli ideali socialisti o comunisti, ha ormai da decenni – ha concluso D’Elia – riflessi automatici: i Radicali, le proposte Radicali, perciò ragionevoli…, non devono essere notiziabili”.

 

 

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Manconi: «È la strada giusta. Nessuno muore di marijuana»

Luca Coscioni - Ven, 17/07/2015 - 11:04
Manconi: «È la strada giusta. Nessuno muore di marijuana»Alessandra Arachi17 Lug 2015Cannabis terapeutica

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Luigi Manconi, lei da sempre è stato ed è favorevole alla legalizzazione della cannabis...

«Sono esattamente quaranta anni che cerchiamo di spiegare che quello vigente è un regime di liberalizzazione illegale».

Ovvero?

«Oggi, infatti, è possibile acquistare qualsiasi droga a qualsiasi ora del giorno e della notte in qualsiasi strada e piazza, da una rete amplissima di esercizi commerciali criminali: gli spacciatori piccoli, medi e grandi».

La legalizzazione voluta dalla legge come è invece?

«La legalizzazione proposta dalla legge firmata da oltre duecento parlamentari è l’esatto contrario di questo».

In che senso?

«Chiediamo per i derivati della cannabis lo stesso identico regime che regolamenta sostanze incomparabilmente più nocive, come alcol e tabacco».

Ma allora lei vuole sostenere che la cannabis non procuri alcuno tipo di danno? Che non fa male fumarsi uno spinello?

«Mai sostenuto questo in vita mia. È vero che nella storia dell’umanità nessuno è mai morto di cannabis, mentre per abuso di alcol e tabacco sono milioni i morti in tutto il mondo».

E comunque lei sostiene che la cannabis sia meno nociva di sostanze come, appunto, l’alcol e il tabacco...

«Non lo dico io, lo sostiene la gran parte degli scienziati. E basta consultare la ricerca condotta dall’Istituto Mario Negri: si può vedere come la dipendenza da cannabis sia estremamente minore di quella da alcol e da tabacco».

Ma l’abuso di cannabis è altamente nocivo?

«L’abuso di cannabis produce danni nei minori, negli adolescenti. Negli adulti questi danni non sono mai stati provati».

Quindi, se passa la proposta di legge, potremmo andare a comprare gli spinelli tranquillamente dal tabaccaio, come le sigarette?

«Potremmo fare tante cose se trattiamo la cannabis come le sigarette. La prima è quella di condurre lo stesso tipo di campagna di dissuasione, che ha ridotto il numero dei consumatori di tabacco».

Oggi non si possono fare queste campagne?

«Non con la stessa efficacia finché il mercato rimane illegale e gestito dalla criminalità. E sappiamo bene che il proibizionismo ha il sicuro effetto di aumentare il numero dei consumatori. Cosa puntualmente avvenuta con la legge Fini-Giovanardi».

Ovvero?

«Basta vedere cosa è successo con la legge Fini-Giovanardi sugli stupefacenti».

Cosa è successo con la legge Fini-Giovanardi?

«Sono dati sotto gli occhi di tutti: la diffusione della cannabis è assai cresciuta, come ha autorevolmente affermato la Direzione nazionale antimafia».

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Comitato nazionale di Radicali Italiani 17-19 luglio 2015

Radicali Italiani - Ven, 17/07/2015 - 09:53
17/07/15

Care compagne, cari compagni,

come già annunciato, venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 luglio 2015 si terrà il Comitato nazionale di Radicali italiani. I lavori si svolgeranno presso la sede del Partito Radicale in via di Torre Argentina 76, a Roma.

Ti preghiamo di confermarci la tua presenza inviando un’email a info@radicali.it.

 

 

Proposta di ordine dei lavori

 

venerdì 17 luglio 2015

16:00 Apertura dei lavori

Approvazione dell'ordine dei lavori

Relazione della Segretaria, Rita Bernardini

Relazione del Tesoriere, Valerio Federico

Avvio del dibattito generale

21:30  Chiusura dei lavori

 

sabato 18 luglio 2015

9:00 - 13:30 Dibattito generale

13:30 - 15:00 Interruzione per il pranzo

15.00 - 20:00 Dibattito generale

[a seguire, riunione della Direzione]

 

domenica 19 luglio 2015

9:00 Dibattito generale

[12:00 Termine per la presentazione dei documenti]

[13:00 Termine per la presentazione degli emendamenti]

Prosecuzione del dibattito generale, eventuali repliche della Segretaria e del Tesoriere

14.30 dibattito e votazione sui documenti depositati

 

DOCUMENTI UTILI

Statuto di Radicali italiani

Regolamento del Comitato nazionale di Radicali italiani

 

 

 

 

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Milano. Cappato: Contro un bilancio che ignora i referendum. Puntiamo su nuova campagna

Radicali Italiani - Gio, 16/07/2015 - 11:22
16/07/15

Dichiarazione di Marco Cappato, presidente del Gruppo radicale - federalista europeo a Milano e Consigliere della Città metropolitana:

"Ho votato contro il Bilancio 2015-2017 perché non contiene i provvedimenti necessari per la realizzazione del progetto referendario approvato dai cittadini prima e dalla giunta e dal Consiglio poi. In particolare, nessuna spesa per la riapertura dei Navigli, nessuna prospettiva di allargamento di area C né di conversione ecologica degli investimenti comunali. Le uniche modifiche apportate sono state quelle concertate con l'opposizione per terminare l'ostruzionismo".

"A questo punto, di fronte all'approccio conservatore della maggioranza e a quello regressivo di buona parte dell'opposizione, come Radicali affidiamo al nuovo progetto referendario le speranze di un salto di qualità ecologico e sociale, quale i partiti non sono stati finora all'altezza di realizzare".

 

 

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Cannabis, se è legale fa meno male

Luca Coscioni - Gio, 16/07/2015 - 10:48
Cannabis, se è legale fa meno maleLa Stampa16 Lug 2015Massimo RussoPolitica

Diceva Victor Hugo che «Niente è più forte di un`idea il cui tempo sia venuto». Per la proposta di legge di legalizzazione della cannabis presentata alla Camera da 220 parlamentari di diversi schieramenti, questa potrebbe davvero essere la volta buona.

Di regolamentare l`uso delle droghe leggere in Italia si parla da molto tempo, fin dalle battaglie radicali sull`antiproibizionismo degli Anni 70. Non è un caso se il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova e il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, due tra i nomi di spicco dei 220, provengono da quella diaspora.

Ma, a differenza dal passato, oggi esistono evidenze che permettono di sgombrare il campo dalle considerazioni ideologiche. Non per sostenere che le droghe leggere non facciano male, questione pacifica. Ma perché - in un`ottica di riduzione del danno - è dimostrato che la legalizzazione è la strategia più efficace per affrontare il problema.

Una consapevolezza fatta propria anche dalla Direzione nazionale antimafia. I numeri presentati lo scorso febbraio nella relazione annuale dal procuratore nazionale Franco Roberti, mostrano «un`eccezionale espansione dei consumi di hashish». Tra 2013 e 2014, si legge nel rapporto, i sequestri di cannabis sono aumentati del 120%, per un totale di 147 tonnellate, «un picco che appare altamente dimostrativo della sempre più capillare diffusione di questo stupefacente».

Secondo le stime i sequestri riguardano tra il 5 e il 10 per cento di quanto consumato. Il che porta a dire che esiste un mercato tra le 1500 e le 3000 tonnellate. Una quantità equivalente a 25/30 grammi pro-capite, vecchi e bambini inclusi. Oltre 100 dosi l`anno per ogni cittadino italiano. Dati che, commenta la Direzione antimafia, dimostrano «il totale fallimento dell`azione repressiva». E, poiché non è «pensabile né auspicabile» impegnare ulteriori mezzi e uomini, conclude la relazione, «spetterà al legislatore valutare se sia opportuna una depenalizzazione della materia».

Ma che succede dove l`approccio è differente? 

Non molto lontano da noi, in Portogallo, dal 2001 esiste una legislazione che ha decriminalizzato il consumo di stupefacenti, spostando il 90% della spesa pubblica dalla repressione al trattamento delle dipendenze. Ciò ha portato a dimezzare i tossicodipendenti, mentre i decessi sono calati dell`80%: tre persone ogni milione di abitanti, contro una media europea di 17,3.

Un vento diverso soffia ormai anche negli Stati Uniti. Barack Obama qualche giorno fa ha promulgato un provvedimento dì clemenza nei confronti di 46 persone detenute per reati di droga, mentre la sua amministrazione ha da poco reso più semplice la ricerca scientifica sulla marijuana a scopo terapeutico. In quattro stati Alaska, Colorado, Oregon, Washington - e nel distretto amministrativo della capitale, oggi la cannabis è legale.

In Colorado, dove il consumo è regolamentato dopo un referendum del 2012, un anno e mezzo fa sono stati aperti i primi negozi. I dati: il consumo tra gli studenti delle scuole superiori è legger- mente calato, il commercio di droghe leggere e dei loro derivati come olii e alimenti ha totalizzato un giro d`affari legale di 700 milioni di dollari, con la creazione di 16mila posti di lavoro. I ricavi da tassazione sono stati di 76 milioni nel 2014 e supereranno i 90 quest`anno, reinvestiti in forze dell`ordine e nella costruzione di scuole. Si stima che il mercato illegale riguardi ancora il 60% del consumo, ma di sicuro le sue dimensioni si sono ridotte. Certo, gli effetti andranno valutati nel lungo periodo, ma ce n`è già abbastanza.

Come ha dichiarato il mese scorso all`Economist César Gaviria, che da presidente della Colombia negli Anni 90 guidò la lotta ai narcotrafficanti e non è dunque sospettabile di intelligenza con il nemico, «il mondo si sta muovendo verso la regolamentazione invece del proibizionismo. Si tratta di abbandonare qualcosa che non ha funzionato».

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