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Dimostrazione dal vivo nei percorsi a ostacoli del centro di Roma con App No Barriere

Luca Coscioni - Gio, 04/08/2016 - 10:17
Barriere architettoniche

Dopo una fase sperimentale, la App "No-Barriere" sarà presentata alla stampa venerdì 29 luglio a Roma con una dimostrazione dal vivo, lungo un "percorso a ostacoli" da Piazza Colonna a Piazza Madama. 

Parteciperanno, tra gli altri: Marco Gentili e Gustavo Fraticelli, rispettivamente co-presidente e vicesegretario dell'Associazione Luca Coscioni, entrambi con disabilità motoria, a causa della SLA il primo e da tetraplegia il secondo; Mara Ricciardi, già protagonista del video inchiesta "Barriere Sante"; Salvatore Cimmino, atleta con disabilità che dal 2010 porta avanti il tour “A NUOTO NEI MARI DEL GLOBO – Per un mondo senza barriere e senza frontiere”; con il segretario dell'Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo, il tesoriere Marco Cappato, i membri di giunta Rocco Berardo e Vittorio Ceradini. Sono inoltre invitati a partecipare rappresentanti delle organizzazioni impegnate sul tema della disabilità.

Data: Venerdì, 29 Luglio, 2016 - 10:30Città: RomaIndirizzo: Piazza ColonnaOrganizzatore: Associazione Luca Coscioni
Categorie: Radicali

Aborto, Ass. Coscioni: "Su obiettori TAR Lazio conferma delibera consultori, altre regioni seguano esempio Zingaretti a tutela dei diritti e della dalute delle donne"

Luca Coscioni - Mer, 03/08/2016 - 18:03
Aborto, Ass. Coscioni: "Su obiettori TAR Lazio conferma delibera consultori, altre regioni seguano esempio Zingaretti a tutela dei diritti e della dalute delle donne"Filomena Gallo, Mirella Parachini3 Ago 2016Aborto

Dichiarazione di Filomena Gallo e Mirella Parachini, rispettivamente segretario e membro di Direzione dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, soggetto costituente il Partito Radicale

Il Tar del Lazio  ha confermato la delibera sui consultori firmata dal presidente Zingaretti che mette in chiaro quale sia il reale ruolo degli obiettori di coscienza che nel Lazio, sia in materia di interruzione volontaria di gravidanza che per la prescrizione della pillola del giorno dopo. I giudici hanno ritenuto infondati nel merito i ricorsi presentati dalle associazioni e dai movimenti per la vita contro il Decreto del Commissario ad acta sulla riorganizzazione delle attività dei consultori nella Regione Lazio. 

Ricordiamo che con delibera "Linee di indirizzo regionali per le attività dei Consultori Familiari NU00152 del 12/05/2014” il presidente Zingaretti ha emanato un atto che mira alla corretta applicazione della legge 194/78 affinché l’obiezione di coscienza prevista dalla stessa legge non annulli il diritto di interrompere una gravidanza come previsto dalla legge sull’aborto. 

Nella delibera è stato affermato che l'obiezione di coscienza riguarda l'attività degli operatori impegnati esclusivamente nel trattamento dell'interruzione volontaria di gravidanza. 

Al riguardo è stato affermato che il personale operante nel consultorio familiare non è coinvolto direttamente nella effettuazione dell'aborto, bensì solo in attività di attestazione dello stato di gravidanza e certificazione attestante la richiesta della donna di effettuare l'IVG. Per lo stesso  motivo, prosegue l'allegato al decreto firmato dal governatore Zingaretti, il personale operante nel Consultorio è tenuto alla prescrizione di contraccettivi ormonali, sia routinaria che in fase post-coitale, nonché all'applicazione di sistemi contraccettivi meccanici.

Chiediamo ora che tutti i presidenti di Regione seguano l’esempio del Presidente Zingaretti, affinché la legge sull’ aborto sia applicata correttamente, a tutela della salute, dei diritti delle donne e dello Stato di diritto. 

 
Categorie: Radicali

Cannabis: richiesto incontro con Presidente Abruzzo per scongiurare nuovi casi "Pellegrini"

Luca Coscioni - Mer, 03/08/2016 - 17:29
Cannabis: richiesto incontro con Presidente Abruzzo per scongiurare nuovi casi "Pellegrini"Filomena Gallo, Riccardo Magi3 Ago 2016Cannabis terapeutica"Vi scriviamo alla luce dell'incresciosa vicenda di Fabrizio Pellegrini per chiedervi un incontro sullo stato di attuazione della legge regionale del 2014 sull'accesso ai farmaci cannabinoidi" così il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi e il segretario dell'Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo, in una lettera inviata oggi al Presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso e all'Assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci.   La lettera ripercorre la storia del pianista malato di fibromialgia dal 1999, che non potendo sostenere i costi altissimi della terapia - prescritta dopo numerosi tentativi - e non volendo rivolgersi al mercato nero, si trova costretto a ricorrere alla coltivazione per giovarsi degli effetti terapeutici della cannabis sui sintomi atroci della sua malattia. E per questo finisce in carcere. Eppure la regione Abruzzo si è dotata nel 2014 di "una delle più avanzate leggi in materia di cannabinoidi, che pone il farmaco a carico del servizio sanitario regionale", ma "a oltre due anni dall'approvazione, non ci risulta sia stato finora costituito il previsto fondo annuo di 50mila euro, che avrebbe garantito, a Pellegrini come ad altri malati, di accedere ai farmaci cannabinoidi", si spiega nella lettera.    "Anche a seguito della mobilitazione promossa da noi Radicali", con oltre 150 adesioni all'appello e al digiuno a staffetta a sostegno dell'iniziativa nonviolenta avviata da Andrea Triscuoglio e dai radicali di Foggia per chiedere la scarcerazione del pianista, "ieri finalmente è stata riconosciuta l'incompatibilità delle sue condizioni con il regime carcerario e Pellegrini ha così ottenuto gli arresti domiciliari".  Ma anche dopo questo successo, "la mobilitazione andrà avanti - annunciano Magi e Gallo - per scongiurare che ci siano nuovi 'casi Pellegrini', in Abruzzo come nelle altre regioni d'Italia". L'obiettivo non è solo denunciare i danni del proibizionismo, ma "aiutare la Regione a rispettare le sue stesse leggi e i diritti dei cittadini", concludono il segretario di Radicali Italiani e il segretario dell'Associazione Coscioni, che sono anche promotori della legge di iniziativa popolare Legalizziamo! per la legalizzazione della cannabis e la decriminalizzazione dell'uso di tutte le sostanze, che prevede anche il più ampio accesso possibile alla cannabis terapeutica. Legge su cui è in corso in tutta Italia la raccolta firme    TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA:  

Roma, 3 agosto 2016

Gentile Presidente, 

Gentile Assessore, 

Vi scriviamo alla luce dell'incresciosa vicenda di Fabrizio Pellegrini per chiedervi un incontro sullo stato di attuazione della legge regionale del 2014 sull'accesso ai farmaci cannabinoidi.

Come saprete, Fabrizio Pellegrini, pianista di 47 anni, malato di fibromialgia, è stato recluso nel carcere di Chieti per quasi due mesi per aver coltivato 4 piante di cannabis nel suo appartamento. 

Anche a seguito della mobilitazione promossa da noi Radicali - con oltre 150 adesioni a un digiuno a staffetta, tra cui quella del presidente della Commissione diritti umani del Senato Luigi Manconi - che ha spinto il ministro della Giustizia Orlando a disporre accertamenti sul caso, ieri finalmente è stata riconosciuta l'incompatibilità delle sue condizioni con il regime carcerario e Pellegrini ha così ottenuto gli arresti domiciliari. 

Dal 2001 a oggi sono stati aperti a carico di Fabrizio Pellegrini ben 8 procedimenti per lo stesso reato: coltivazione di cannabis (sempre di quattro - o cinque piante). Procedimenti che si sono risolti a volte con gli arresti domiciliari, altre con la reclusione: in un caso per oltre 10 mesi.

La fibromialgia - di cui soffre dal 1999 - è una malattia connotata da una sofferenza cronica del sistema immunitario, che negli stadi avanzati, come appunto quello di Pellegrini, causa l'erosione lenta e progressiva delle articolazioni, con un dolore incessante, soprattutto alla colonna vertebrale, e la conseguente impossibilità di riposare, di dormire. L'assunzione di cannabis consente a Pellegrini di recuperare una maggiore mobilità e un po' di sonno: un sollievo che, nelle sue condizioni, risulta fondamentale.  

Quando nel 2007 in Italia il thc, principio attivo della cannabis, viene ammesso in terapia, Pellegrini ottiene - anche se con difficoltà - una prescrizione, ma un solo mese di terapia gli costa 500 euro: cifra che soltanto la prima volta riesce a mettere assieme, grazie a una colletta. La spesa per la terapia, tuttavia, va ben oltre la portata delle sue finanze e la coltivazione gli sembra l'unica strada per sfruttare le proprietà terapeutiche della cannabis senza ricorrere al mercato nero. Ecco perché Fabrizio è tornato in cella e ci è rimasto per oltre 50 giorni nonostante il progressivo aggravamento delle sue condizioni, denunciato da Rita Bernardini e Andrea Triscuoglio che gli hanno fatto visita.  

Insomma, la vicenda di Pellegrini ben riassume, suo malgrado, tutti gli ostacoli e le difficoltà che la Regione Abruzzo deve affrontare per rendere effettiva la legge in materia di cannabinoidi, nonostante si tratti della più avanzata legge in materia, che pone il farmaco a carico del servizio sanitario regionale. Tuttavia, a oltre due anni dall'approvazione, non ci risulta sia stato finora costituito il previsto fondo annuo di 50mila euro, che avrebbe garantito, a Pellegrini come ad altri malati, di accedere ai farmaci cannabinoidi.

Ecco perché l'appello "Una firma e un digiuno per Fabrizio Pellegrini e per tutte le vittime del proibizionismo" - che abbiamo lanciato a sostegno dell'iniziativa nonviolenta per la scarcerazione di Fabrizio Pellegrini avviata da Andrea Triscuoglio e i compagni radicali dell'Associazione "Maria Teresa Di Lascia" di Foggia - chiede tra l'altro il rispetto della legge regionale sui cannabinoidi. 

La mobilitazione quindi andrà avanti anche dopo il successo ottenuto con la scarcerazione di Fabrizio, per scongiurare che ci siano nuovi casi Pellegrini, in Abruzzo come nelle altre regioni d'Italia. 

La nostra vuol essere non solo un'iniziativa di denuncia, ma di dialogo con le istituzioni, per aiutare la Regione a rispettare le sue stesse leggi e i diritti dei cittadini.  

Per questo vorremmo incontrarvi di persona al più presto. 

Certi di un vostro cortese e tempestivo riscontro, vi auguriamo buon lavoro.

Distinti saluti,

Riccardo Magi                                                Filomena Gallo

 Segretario di Radicali Italiani                     Segretario dell’Associazione Luca Coscioni

Categorie: Radicali

Pellegrini, lettera di Radicali Italiani e Associazione Coscioni al Presidente della Regione Abruzzo

Radicali Italiani - Mer, 03/08/2016 - 17:15
03/08/16

 

 

Al Presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso

pec: presidenza@pec.regione.abruzzo.it

 

All'Assessore alla Programmazione sanitaria Silvio Paolucci

email: silvio.paolucci@regione.abruzzo.it

 

 

 

Roma, 3 agosto 2016

 

Gentile Presidente,

 

Gentile Assessore,

 

 

Vi scriviamo alla luce dell'incresciosa vicenda di Fabrizio Pellegrini per chiedervi un incontro sullo stato di attuazione della legge regionale del 2014 sull'accesso ai farmaci cannabinoidi.

 

Come saprete, Fabrizio Pellegrini, pianista di 47 anni, malato di fibromialgia, è stato recluso nel carcere di Chieti per quasi due mesi per aver coltivato 4 piante di cannabis nel suo appartamento.

 

Anche a seguito della mobilitazione promossa da noi Radicali - con oltre 150 adesioni a un digiuno a staffetta, tra cui quella del presidente della Commissione diritti umani del Senato Luigi Manconi - che ha spinto il ministro della Giustizia Orlando a disporre accertamenti sul caso, ieri finalmente è stata riconosciuta l'incompatibilità delle sue condizioni con il regime carcerario e Pellegrini ha così ottenuto gli arresti domiciliari.

 

Dal 2001 a oggi sono stati aperti a carico di Fabrizio Pellegrini ben 8 procedimenti per lo stesso reato: coltivazione di cannabis (sempre di quattro - o cinque piante). Procedimenti che si sono risolti a volte con gli arresti domiciliari, altre con la reclusione: in un caso per oltre 10 mesi.

 

La fibromialgia - di cui soffre dal 1999 - è una malattia connotata da una sofferenza cronica del sistema immunitario, che negli stadi avanzati, come appunto quello di Pellegrini, causa l'erosione lenta e progressiva delle articolazioni, con un dolore incessante, soprattutto alla colonna vertebrale, e la conseguente impossibilità di riposare, di dormire. L'assunzione di cannabis consente a Pellegrini di recuperare una maggiore mobilità e un po' di sonno: un sollievo che, nelle sue condizioni, risulta fondamentale. 

 

Quando nel 2007 in Italia il thc, principio attivo della cannabis, viene ammesso in terapia, Pellegrini ottiene - anche se con difficoltà - una prescrizione, ma un solo mese di terapia gli costa 500 euro: cifra che soltanto la prima volta riesce a mettere assieme, grazie a una colletta. La spesa per la terapia, tuttavia, va ben oltre la portata delle sue finanze e la coltivazione gli sembra l'unica strada per sfruttare le proprietà terapeutiche della cannabis senza ricorrere al mercato nero. Ecco perché Fabrizio è tornato in cella e ci è rimasto per oltre 50 giorni nonostante il progressivo aggravamento delle sue condizioni, denunciato da Rita Bernardini e Andrea Triscuoglio che gli hanno fatto visita. 

 

Insomma, la vicenda di Pellegrini ben riassume, suo malgrado, tutti gli ostacoli e le difficoltà che la Regione Abruzzo deve affrontare per rendere effettiva la legge in materia di cannabinoidi, nonostante si tratti della più avanzata legge in materia, che pone il farmaco a carico del servizio sanitario regionale. Tuttavia, a oltre due anni dall'approvazione, non ci risulta sia stato finora costituito il previsto fondo annuo di 50mila euro, che avrebbe garantito, a Pellegrini come ad altri malati, di accedere ai farmaci cannabinoidi.

 

Ecco perché l'appello "Una firma e un digiuno per Fabrizio Pellegrini e per tutte le vittime del proibizionismo" - che abbiamo lanciato a sostegno dell'iniziativa nonviolenta per la scarcerazione di Fabrizio Pellegrini avviata da Andrea Triscuoglio e i compagni radicali dell'Associazione "Maria Teresa Di Lascia" di Foggia - chiede tra l'altro il rispetto della legge regionale sui cannabinoidi.

 

La mobilitazione quindi andrà avanti anche dopo il successo ottenuto con la scarcerazione di Fabrizio, per scongiurare che ci siano nuovi casi Pellegrini, in Abruzzo come nelle altre regioni d'Italia.

 

La nostra vuol essere non solo un'iniziativa di denuncia, ma di dialogo con le istituzioni, per aiutare la Regione a rispettare le sue stesse leggi e i diritti dei cittadini. 

 

Per questo vorremmo incontrarvi di persona al più presto.

 

Certi di un vostro cortese e tempestivo riscontro, vi auguriamo buon lavoro.

 

Distinti saluti,

 

 

Riccardo Magi                                                Filomena Gallo


Segretario di Radicali Italiani                     Segretario dell’Associazione Luca Coscioni

                            

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Avellino antiproibizionista no stop!

Luca Coscioni - Mer, 03/08/2016 - 12:34
Cannabis terapeuticaGiovedì 4 agosto ad Avellino, alle ore 11.00 presso il centro sociale "Samantha Della Porta" in via Morelli e Silvati, si terrà una conferenza stampa per la presentazione dalla campagna "Legalizziamo" per la raccolta firme per la legalizzazione della Cannabis.   Interverranno Riccardo Magi, Segretario di Radicali Italiani, Marco Perduca, Coordinatore di Legalizziamo!, Giancarlo Giordano, deputato SI-SEL, Adriana Percopo, consigliera comunale Avellino e Michele Minieri.   A seguire, sempre al centro sociale, dalle 15 alle 17, si terrà un dibattito antiproibizionista.   Infine,dalle 19 alle 22, in Corso Vittorio Emanuele altezza Chiesa del Rosario una raccolta firme sulla proposta di legge d'iniziativa popolare per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis. Per ogni ulteriore informazione contattare Michele Minieri al 3453906498 Data: Giovedì, 4 Agosto, 2016 - 11:00 to 22:00Città: AvellinoIndirizzo: via Morelli e SilvatiOrganizzatore: Associazione Luca Coscioni
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Referendum, Magi: Firme online e autocertificazione, o Riforma lo seppellirà. Governo vari Referendum Act per restituirlo ai cittadini. Oggi è privilegio di grandi partiti e sindacati

Radicali Italiani - Mar, 02/08/2016 - 17:09

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani 


"Se non accompagnata da una modifica delle procedure di raccolta firme, la riforma costituzionale rischia di essere la tomba dello strumento referendario. Ecco perché come Radicali Italiani abbiamo lanciato al governo la proposta di un Referendum Act - come ricorda oggi anche Benedetto Della Vedova che si è impegnato a sostenerla - per tutelare i diritti civili e politici dei cittadini. Vincolando l'abbassamento del quorum alla raccolta di un numero ancora maggiore di firme, l'effetto sul referendum e gli altri strumenti di democrazia diretta sarebbe infatti quello di una controriforma. Oggi in Italia già raccogliere 500 mila firme un obiettivo fuori portata è quasi per tutti, figuriamoci raccoglierne 800 mila. L'obbligo di autentica e le altre assurde procedure rendono l'esercizio del referendum un privilegio dei grandi apparati di partito, sindacali o di altro tipo, che dispongono di un esercito di consiglieri comunali e altre figure autorizzate a certificare le sottoscrizioni. Non è un caso che soltanto il comitato 'Basta un Sì' promosso dal governo dichiari di aver tagliato il traguardo delle firme necessarie, anche se bisognerà attendere il vaglio della Cassazione per averne la conferma. La priorità è quindi restituire effettiva praticabilità democratica all'istituto referendario varando un Referendum Act: cioè una legge ordinaria che superi queste procedure 'borboniche' e ingiuste consentendo la raccolta firme online o dando ai comitati promotori la facoltà di autenticare le firme, come già accade in altri paesi. Le procedure non sono questioni formali, ma riguardano direttamente la democrazia, è bene ricordare infatti che in materia referendaria pende sullo stato italiano il giudizio dell'Onu grazie al ricorso presentato da Mario Staderini. Continueremo quindi a lottare anche portando avanti l'interlocuzione aperta con il governo e il ministro Boschi, per garantire un contropotere ai cittadini".

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Cannabis, Associazione Luca Coscioni: scarcerazione Pellegrini prima vittoria, continua lotta per cannabis terapeutica e legalizzazione

Luca Coscioni - Mar, 02/08/2016 - 15:39
Cannabis, Associazione Luca Coscioni: scarcerazione Pellegrini prima vittoria, continua lotta per cannabis terapeutica e legalizzazioneAssociazione Luca Coscioni2 Ago 2016Cannabis terapeuticaDichiarazione di Filomena Gallo, Marco Cappato e Marco Perduca per l'Associazione Luca Coscioni per la libertà diricerca scientifica, soggetto costituente il Partito radicale La storia di Fabrizio Pellegrini è l'esempio di quanti danni possono fare le politiche proibizioniste, anche tra i malati. La sua scarcerazione, per la quale come Associazione Luca Coscioni ci siamo battuti aderendo al digiuno a staffetta a sostegno all'iniziativa nonviolenta Andrea Triscuoglio e dei compagni radicali di Foggia, è una piccola grande vittoria da dedicare a tutte le vittime del proibizionismo. Ora però bisogna andare avanti con la battaglia per il diritto alla salute e la libertà di cura: principi ancora troppo spesso disattesi. In tante regioni, infatti, la cannabis terapeutica resta un miraggio per la maggior parte delle persone, nonostante da quasi dieci anni i cannabinoidi siano ammessi in terapia. Perfino in Abruzzo, come dimostra il caso Pellegrini, dove vige una delle leggi più avanzate in materia, ma non viene attuata.  Continueremo quindi a lottare e a raccogliere le firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare Legalizziamo!, che come Associazione Coscioni abbiamo promosso con Radicali Italiani e il sostegno delle più importanti realtà antiproibizioniste, per garantire il più ampio accesso possibile alla cannabis terapeutica, regolamentare il consumo, la produzione e il commercio di cannabis e decriminalizzare l'uso delle altre sostanze. Il proibizionismo ha fallito, l'Italia è pronta per un cambio di rotta.  
Categorie: Radicali

Informazioni urgenti per gli iscritti al Partito Radicale del 2016 per la partecipazione al 40° Congresso straordinario del Partito Radicale

Partito Radicale - Mar, 02/08/2016 - 15:23
02/08/2016

Il 9 luglio scorso, ai sensi dello Statuto del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, articolo 2, un terzo degli iscritti da almeno sei mesi al partito ha convocato il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, da giovedì 1 settembre (a partire dalle ore 14) a sabato 3 settembre, a Roma, presso il penitenziario di Rebibbia, Via Raffaele Majetti 75, con il seguente ordine del giorno:

  • relazione del Tesoriere;
  • saluti istituzionali del Ministro della Giustizia, del Direttore del DAP, del Direttore del penitenziario di Roma Rebibbia;
  • approvazione dell'ordine dei lavori, dell'ordine del giorno, del regolamento congressuale;
  • dibattito generale sullo stato del Partito;
  • Eventuali modifiche statutarie proposte in Congresso;
  • Approvazione della mozione;
  • Elezione degli organi.
1. Preannuncio partecipazione e registrazione al Congresso 
  • Per partecipare al Congresso, occorre registrarsi in anticipo, dovendo l’Amministrazione penitenziaria provvedere alle necessarie autorizzazioni per l’ingresso in carcere;
  • Se sei intenzionato a partecipare, ti preghiamo di comunicarcelo il più presto possibile;
  • Il preannuncio di partecipazione/registrazione va fatto entro il 26 agosto 2016, compilando il modulo che trovi a questa pagina: http://radicalparty.org/prenotazione-congresso-pr.html

PER INFORMAZIONI TELEFONARE AL 348 419 1286

 

2. Informazioni e Istruzioni IMPORTANTI per l'ingresso in carcere 
  • Sede del Congresso: Carcere di Rebibbia, Via Raffaele Majetti 75, 00156 Roma;
  • Il Congresso inizierà alle ore 14 di giovedì 1 settembre e proseguirà venerdì e sabato a partire dalle ore 9.30 per concludersi nel pomeriggio di sabato 3 settembre.
  • Portare con sé il documento di riconoscimento indicato nel modulo di registrazione;
  • Per i necessari controlli, si raccomanda di essere all’ingresso del carcere almeno un’ora prima dell’inizio di ogni sessione dei lavori (quindi, alle ore 13 di giovedì e alle 8.30 di venerdì e di sabato);
  • In carcere non possono entrare telefoni cellulari, macchine fotografiche e altri dispositivi elettronici (si consiglia di lasciarli in albergo o in auto).

PER INFORMAZIONI TELEFONARE AL 348 419 1286

 

3. Come raggiungere il carcere 
  • in auto: prendi Grande Raccordo Anulare/A90 in direzione di Via Tiburtina/SR5; prendi l'uscita 13 da Grande Raccordo Anulare/A90; continua su Via Tiburtina/SR5; guida in direzione di Via Raffaele Majetti (da uscita GRA a Via Majetti: 11 minuti, 4,4 km);
  • in Metro da Stazione Termini prendere la Metro Linea B direzione Rebibbia per 10 fermate (la quinta fermata è alla Stazione Tiburtina); scendere a Rebibbia (capolinea; circa 17 minuti); percorrere 1 Km circa fino a Via Majetti (12 min. a piedi).

 

4. Dove Mangiare 

L'1 e 2 settembre è possibile cenare presso l'IH HOTELS ROMA Z3;

Nella pausa dei lavori di venerdì 2 settembre ci sarà un buffet a Rebibbia.

 

5. Dove dormire 

Sistemazione in albergo nelle seguenti due strutture convenzionate che sono una di fronte all’altra a circa 6 Km da Rebibbia: un pullman accompagnerà i congressisti a Rebibbia e li riporterà in albergo.

HOLIDAY INN EXPRESS ROMA EST (4 stelle)

Indirizzo: Via Giorgio Perlasca, 50, 00155 Roma

Telefono: 06 9444 0000

Email: sales@exromeast.com

 

IH HOTELS ROMA Z3 (4 stelle)

Indirizzo: Via Amos Zanibelli, 18, 00155 Roma

Telefono: 06 9436 2800

Email: booking.romaz3@ih-hotels.com

 

Ubicazione degli Hotel (pdf)

Prezzi camere

Singola: 80 euro a persona per notte;

Doppia: 30 euro a persona per notte;

Tripla: 25 euro a persona per notte.

Per usufruire dei prezzi scontati è INDISPENSABILE prenotare entro il 26 agosto

 

DETTAGLI PRENOTAZIONI: le prenotazioni andranno inviate dai congressisti o alla mail sales@exromeast.com per Holiday Inn Express o alla mail booking.romaz3@ih-hotels.com per IH Z3, specificando “per Congresso del Partito Radicale”.

Scarica il modulo di prenotazione degli Hotel (pdf) 

Ogni prenotazione dovrà contenere (vedi modulo allegato):

  • nome e cognome del congressista
  • data check-in e data check out
  • tipologia della camera ed occupanti
  • prenotazione o meno dei servizi di cena per i giorni 1 e/o 2 settembre, che si svolgeranno per tutti presso IH Z3, alla cifra di € 20,00 per persona (menù 3 portate ed acqua in caraffa);
  • copia compilata del form in allegato dove si autorizza il prelievo della cifra contrattualizzata per tutti i servizi;
  • specificare inoltre se si ha bisogno di fattura o ricevuta ed inserire eventuali dati societari per l’intestazione. 

Scarica il modulo di prenotazione degli Hotel (pdf) 

AttachmentSize 40mo_congresso_PR_modulo_prenotazione_albergo.pdf70.1 KB 40mo congresso PR _ ubicazione hotel Google Maps.pdf391.65 KB
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Per la scomparsa di Susanna

Luca Coscioni - Mar, 02/08/2016 - 13:41
Per la scomparsa di SusannaAssociazione Luca Coscioni2 Ago 2016

Non ci sono parole per esprimere l'immenso dolore che ci raggiunge insieme alla notizia della scomparsa di Susanna, figlia diciottenne di Enrico Rufi, amico e storico redattore di Radio Radicale.

Ci stringiamo intorno alla famiglia con tutto il nostro affetto.

Filomena e Marco con Mina Welby, Marco Gentili e Michele De Luca e tutti i compagni dell'associazione Luca Coscioni

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Cannabis terapeutica, la sinistra ci riprova

Luca Coscioni - Mar, 02/08/2016 - 13:16
Cannabis terapeutica, la sinistra ci riprovala Repubblica2 Ago 2016Andrea MontanariCannabis terapeutica

La proposta al voto: farmaci ai malati certificati dai medici anche fuori dagli ospedali, solo presentando la ricetta

Una legge regionale per favorire anche in Lombardia l'utilizzo di farmaci a base di cannabis per tutte le patologie oncologiche e croniche previste dalla normativa nazionale. In modo che in caso di prescrizione da parte del medico di base i pazienti possano essere rimborsati, mentre attualmente accade solo se la somministrazione avviene durante il ricovero in ospedale. È quanto chiede la proposta di legge di Partito democratico e Patto civico, che hanno depositato al Consiglio regionale un testo sull'uso dei farmaci a base di cannabinoidi. Un testo che fa seguito a quello di iniziativa popolare che era stato depositato lo scorso 28 gennaio corredato da ben 6.032 firme di elettori lombardi. I promotori di quel progetto fanno capo all'associazione Radicale Enzo Tortora, tra cui il neo assessore comunale Lorenzo Lipparini.

--> Leggi QUI anche l'articolo: "Radicali e Ass. Luca Coscioni, Cannabis Terapeutica Lombardia: bene l'odg che prevede risorse per sperimentazione, ora legge regionale"

Il Pd, però, ha deciso di elaborarne uno nuovo perché un progetto di legge di iniziativa popolare, a differenza di uno di iniziativa consiliare, non può essere modificato, ma approvato o respinto dall'aula. Un meccanismo che, spesso, in passato, ne ha determinato l'affossamento. Del resto, non è un mistero che il tema dell'uso della cannabis ad uso terapeutico sia particolarmente divisivo. Solo pochi giorni fa, infatti, il Consiglio regionale, a sorpresa e solo per la defezione di alcuni esponenti della maggioranza di centrodestra, ha approvato un ordine del giorno che chiede a Roberto Maroni di stanziare i fondi per la sperimentazione della cannabis a fini terapeutici. Lo scarto dei sì è stato dei Democratici: "La Lombardia ha perso molto tempo, troppi ostacoli impediscono l'accesso a chi ne avrebbe bisogno" soli due voti. Secondo la proposta del Pd, i pazienti per i quali gli specialisti avranno indicato i farmaci a base di cannabis come soluzione terapeutica «potranno acquistarli nelle farmacie specializzate, anche con la ricetta del medico curante, ed assumerli a casa propria».Anziché in ospedale o in una struttura specializzata come avviene ora.

--> Leggi QUI anche: "Cannabis: Radicali lanciano un appello e digiuno per scarcerare Fabrizio Pellegrini, malato in cella per autocoltivazione. Orlando e Lorenzin si attivino"

Questo tipo di farmaci potrà comunque essere prescritto solo in presenza di un Piano terapeutico individualizzato formulato da specialisti. Mentre la prescrizione della cura, invece, potrà avvenire anche presso il domicilio del paziente. «La Lombardia ha perso molto tempo e noi vogliamo porre un termine a questa lacuna — spiega la vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi del Pd—. Sono anni che diversi studi scientifici dimostrano l'utilità di principi attivi contenuti nella cannabis per alleviare il dolore e per curare diverse malattie, ma purtroppo ci sono una serie di ostacoli che ne impediscono l'accesso a chi ne avrebbe bisogno. Noi pensiamo che questi farmaci debbano essere accessibili, anche economicamente, per chi ne ha davvero necessità». Le proprietà terapeutiche della can-nabis sono riconosciute dalla scienza medica. Sia nell'ambito della terapia del dolore in pazienti oncologici, che in patologie più specifiche come il glaucoma, l'epilessia, diverse patologie neurologiche, alcune patologie psichiatriche, stress post-traumatico, emicrania, depressione, traumi cerebrali, ictus e alcune malattie croniche intestinali, come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. Al Pirellone il Consiglio regionale dovrà discutere una nuova legge sulla cannabis a uso terapeutico 

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Il Messico nega l'aborto a una tredicenne vittima di stupro

Luca Coscioni - Mar, 02/08/2016 - 12:57
Il Messico nega l'aborto a una tredicenne vittima di stuproThe Post Internazionale2 Ago 2016Aborto

Nello stato di Sonora, Messico, è stato negato ancora una volta l'aborto a una bambina di 13 anni dopo aver subito una violenza sessuale. 

Le autorità sanitarie messicane hanno negato a una bambina di 13 anni violentata da un conoscente l’autorizzazione per abortire.

Nello stato federale di Sonora, infatti, nel nordovest del Messico, l’aborto è illegale a meno che non sia praticato su una vittima di stupro, ma il giudice chiamato a esprimersi sul caso della tredicenne ha ridotto la gravità del reato commesso dall’aggressore da stupro a "coercizione sessuale".

Lo stupro della bambina era stato denunciato alle autorità poche ore dopo essere avvenuto, all’interno dell’abitazione della sua famiglia, in maggio. La tredicenne, che quel giorno non era andata a scuola perché era festa, era stata abusata da un collega del padre.

In seguito, i fratelli l'avevano accompagnata a sporgere denuncia e gli esami avevano confermato la violenza e i danni psicologici subiti dalla minore, ma non le era stata offerta la pillola contraccettiva di emergenza. 

Due settimane dopo la denuncia, il padre della bambina era stato informato che il giudice non aveva voluto classificare il caso come stupro, e di conseguenza le autorità sanitarie hanno detto di non poter autorizzare l’aborto.

Alla tredicenne, incinta ormai di 12 settimane, non resta che andare a Città del Messico, dove abortire non solo è sicuro, ma anche legale, e dove non ci sono limiti temporali per abortire in caso di stupro.

--> Leggi QUI anche l'articolo: "Messico, Corte suprema boccia progetto depenalizzazione aborto"

Secondo la normativa federale in materia, i servizi medici devono consentire alle donne o ragazze che riferiscono di essere rimaste incinte dopo una violenza sessuale di abortire, senza che siano previsti altri requisiti come appunto la condanna dell’aggressore per stupro o la denuncia.

Il Messico ha un altissima incidenza di abusi sessuali, violenze e omicidi contro minori di 14 anni di qualsiasi altro paese dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Una ragazza su quattro subisce uno stupro prima dei 18 anni e ogni anno sono 520mila i minori messicani vittime di aggressioni sessuali.

Nel 2008, Città del Messico è stata la prima località del paese a consentire l’accesso all’aborto a tutte le donne entro il primo trimestre di gravidanza. Al contrario, lo stato di Sonora (insieme ad altri 16 stati federali) ha aumentano le restrizioni.

Il governatore uscente dello stato di Veracruz ha passato una riforma costituzionale, promossa dalla Chiesa cattolica, che protegge la vita sin dal concepimento e vieta il ricorso all'interruzione di gravidanza in qualsiasi circostanza.

Secondo Alex Ali, un avvocato che lavora con una Ong impegnata nella campo della libertà riproduttiva, il caso della tredicenne riflette un problema radicato in Messico, paese largamente cattolico, dove vengono imposti diversi ostacoli per impedire alle vittime di stupro di abortire. 

“Il governo federale deve assicurarsi che in questi casi i servizi medici pubblici garantiscano i diritti riproduttivi delle donne”, ha detto Ali.

--> Leggi QUI anche: "Aborto, bocciata la legge del Texas"

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Pellegrini, Magi: "Scarcerazione ottima notizia e successo della mobilitazione nonviolenta. Avanti con la battaglia per tutte le vittime del proibizionismo"

Radicali Italiani - Mar, 02/08/2016 - 12:29
02/08/16

Dichiarazione di Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani

"Il provvedimento che dispone i domiciliari per Fabrizio Pellegrini è una bellissima notizia e un successo della mobilitazione radicale che ha visto in pochissimi giorni oltre 150 persone da tutta Italia chiederne la scarcerazione aderendo con un digiuno a staffetta all'iniziativa nonviolenta lanciata da Andrea Triscuoglio, Norberto Guerriero e dagli altri compagni radicali di Foggia.
Il nostro grazie va a tutti coloro che si sono impegnati in questa battaglia di civiltà, che oggi raccoglie una prima piccola vittoria ma che intendiamo portare avanti per tutte le vittime del proibizionismo.
Abbiamo chiesto infatti al presidente della Regione Abruzzo D'Alfonso di garantire l'effettiva applicazione della legge regionale sulla cannabis terapeutica, che prevede che i farmaci siano a carico del servizio sanitario regionale, evitando così nuovi "casi Pellegrini"; verificheremo lo stato di applicazione delle leggi sulla cannabis terapeutica in tutte le regioni che le hanno approvate. E soprattutto come Radicali Italiani continueremo, insieme all'Associazione Luca Coscioni, a raccogliere in tutta Italia le firme sulla legge popolare Legalizziamo.it che prevede, oltre al più ampio accesso possibile alla cannabis terapeutica, la legalizzazione della cannabis e alla decriminalizzazione dell'uso di tutte le sostanze. I danni del proibizionismo sul piano della giustizia, della salute e anche dell'economica sotto gli occhi di tutti. Il paese è maturo, è ora di legalizzare".

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La Cina vince la gara del Dna, “Via al primo intervento sull’uomo”

Luca Coscioni - Mar, 02/08/2016 - 12:23
La Cina vince la gara del Dna, “Via al primo intervento sull’uomo”la Repubblica2 Ago 2016Elena DusiSanità

L’operazione su un soggetto malato di cancro ai polmoni. Verrà usata la tecnica Crispr, finora applicata solo sugli animali: la nuova frontiera dell’ingegneria genetica.“Così cancelliamo e riorganizziamo i geni di tutti gli organismi viventi”

Gli aghi e le provette sono pronti. Il primo paziente è già stato scelto. Colpito da un cancro ai polmoni con metastasi in tutto il corpo, non ha molto da perdere. Per questo ha accettato di prestarsi al primo esperimento sull’uomo con la tecnica Crispr: il taglia e cuci del Dna che da tre anni sta rivoluzionando l’ingegneria genetica; il metodo al quale il National Geographic in edicola oggi dedica il servizio di copertina e infografiche che ne illustrano i dettagli.
Il primo esperimento avverrà a Chengdu, la quarta città più popolosa della Cina, presumibilmente ad agosto. I ricercatori hanno ottenuto da pochi giorni il via libera dal comitato etico dell’università del Sichuan e del West China Hospital, scavalcando gli Stati Uniti che pure progettano un intervento simile, ma non saranno pronti prima del 2017.

L’esperimento mette insieme due fra le tecniche più “calde” del momento. La prima sfrutta — con un successo sempre crescente negli ultimi anni — il sistema immunitario del paziente per attaccare le cellule del suo stesso cancro. Affinché la tecnica funzioni, occorre che i linfociti T — i “killer” del nostro sistema immunitario — vengano istruiti a riconoscere il tumore come un nemico, e ad aggredirlo senza pietà. Per raggiungere l’obiettivo bisogna modificare il Dna dei linfociti T. Gli scienziati cinesi cancelleranno il gene che porta alla produzione di Pd-1, la proteina che in condizioni normali “mette la museruola” ai killer ed evita che siano troppo attivi, scambiando per esempio come nemici i tessuti sani dell’organismo.
Cancellare il gene di Pd-1 è una delle fasi critiche dell’esperimento. Ed è qui che Crispr entrerà in azione, tagliando il Dna nel punto esatto (si confida) con un’operazione che richiederà appena poche ore. «Questa tecnica — racconta Michael Specter sul National Geographic — consegna all’uomo un potere del tutto nuovo. Per la prima volta gli scienziati possono modificare, cancellare e riorganizzare in modo preciso il Dna di quasi tutti gli organismi viventi, inclusi gli esseri umani».

Ingegnerizzati con Crispr pesci, topi, maiali, zanzare e perfino macachi (sempre in Cina), gli scienziati hanno esitato un attimo di fronte agli uomini. L’anno scorso un gruppo di biologi fra i più influenti del mondo aveva concordato una moratoria degli interventi sugli embrioni umani o sui gameti (cellule uovo e spermatozoi). «Se Crispr fosse usata per riscrivere la linea germinale di un embrione umano — spiega il National Geographic — allo scopo di correggere un difetto congenito o rafforzare una determinata caratteristica, la modifica passerebbe poi ai figli di quella persona, ai nipoti e così via. Prevedere tutte le implicazioni di cambiamenti tanto profondi è difficile, se non impossibile».
La trasmissione del Dna modificato alle generazioni successive non avverrà nel caso della sperimentazione sui malati di tumore: verranno toccati solo i linfociti T, non i gameti. Ma sempre nel 2015, e sempre in Cina, gli scienziati non si erano fermati all’alt ed erano intervenuti con Crispr proprio su un gruppo di embrioni. Per placare le ansie del mondo scelsero di alterare embrioni difettosi, che mai avrebbero potuto svilupparsi in bambini. Ma l’effetto ottenuto fu esattamente il contrario: anche perché il taglia e cuci aveva dimostrato di essere assai meno preciso delle attese e aveva modificato geni in punti del Dna che avrebbero dovuto restare intatti. Le mutazioni indesiderate, chiamate off target nel gergo dei biologi, sono uno dei rischi delle sperimentazioni con Crispr.

Insieme a quello — anche più concreto — che i linfociti T privi dei loro “freni inibitori” scatenino un attacco contro il loro stesso organismo, provocando malattie autoimmuni o chissà cos’altro. Per evitare effetti collaterali sui pazienti (e anche di bruciare una tecnica che tanto promette di fare per la salute umana), gli scienziati cinesi stavolta hanno promesso di procedere con i piedi di piombo. Arruoleranno un primo malato, infonderanno nel suo corpo i linfociti ingegnerizzati con Crispr a dosi gradualmente crescenti e lo osserveranno per almeno tre mesi, prima di procedere a una seconda persona. Questi test medici — chiamati di fase uno — servono solo a verificare che una nuova tecnica sia sicura. L’obiettivo di curare i pazienti arriverà più tardi, con gli studi di fase due e tre.
Per salvare i primi volontari cinesi di Crispr servirà un miracolo. Ma se i medici di Chengdu dovessero per caso riuscire nell’impresa, tutto il mondo potrà finalmente iniziare a credere in quella che il National Geographic sulla sua copertina ha battezzato a ragione “Rivoluzione Dna”.

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Cannabis, Magi: "Bene Orlando su verifiche su caso Pellegrini. Continua digiuno a staffetta, oltre 150 le adesioni"‏

Radicali Italiani - Lun, 01/08/2016 - 18:52
01/08/16

"Le verifiche disposte dal ministro Orlando sul caso di Fabrizio Pellegrini sono un segnale da salutare positivamente, anche come primo risultato dell'iniziativa nonviolenta lanciata da Andrea Triscuoglio e dagli altri compagni Radicali di Foggia, alla quale stiamo dando seguito con l'appello "Una firma e un digiuno per Fabrizio Pellegrini e per tutte le vittime del proibizionismo". Sono già oltre 150 da tutta Italia le adesioni al digiuno a staffetta, che proseguirà fino a quando le condizioni di Fabrizio, che nei due mesi di detenzione si sono ulteriormente aggravate, non saranno dichiarate incompatibili con il carcere come prevede la legge. Ricordiamo inoltre che il nostro appello è rivolto anche al presidente della Regione Abruzzo intervenga per garantire l'effettiva applicazione della legge regionale in materia di cannabis terapeutica, che prevede che i farmaci siano a carico del servizio sanitario regionale - evitare nuovi "casi Pellegrini".

La storia di Fabrizio è emblematica della follia proibizionista e dei danni che ha prodotto in questi decenni sul piano della salute e della giustizia. Per questo, come Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni, continueremo anche a raccogliere le firme sulla legge popolare Legalizziamo.it, che prevede il più ampio accesso alla cannabis terapeutica, insieme alla legalizzazione della cannabis e alla decriminalizzazione dell'uso di tutte le sostanze".

 

http://www.legalizziamo.it/

http://www.radicali.it/digiuno-per-fabrizio-e-vittime-del-proibizionismo

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MPS, Radicali e Mazzoni della Stella: Aprire i cassetti ancora chiusi del Monte dei Paschi

Radicali Italiani - Lun, 01/08/2016 - 18:34
01/08/16

Si è conclusa un'ulteriore fase nel tentativo di salvare MPS dalle conseguenze di condotte gravissime poste in essere nell’arco di decenni da settori politici locali e nazionali prevalentemente di sinistra, ma non solo.

L’operazione sarà resa possibile anche dall’intervento del fondo Atlante con la garanzia della Cassa Depositi e Prestiti e prevede inoltre su una parte dei crediti non esigibili la garanzia dello stato italiano come prestatore di ultima istanza. Ossia, in soldoni, se le cose vanno male alla fine paghiamo noi cittadini. La nostra speranza è che l’operazione abbia successo, ma sono tanti i lati opachi di tutta la vicenda

 

Innanzitutto come cittadini italiani garanti dell’operazione vorremmo che le stringate dichiarazione del presidente del consiglio, Matteo Renzi, trovassero più ampia e compiuta forma nell’operatività di una commissione d’inchiesta parlamentare che, lavorando con i poteri della magistratura, faccia piena chiarezza sul nome e cognome dei responsabili locali e romani, sui loro sodali e sui responsabili di gravi omissioni e di compiacenze che a tutti i livelli istituzionali hanno contributi a comporre questa vicenda criminale.

Aprire un’inchiesta seria significa rendere noi cittadini garanti del Monte del Paschi consapevoli che si è finalmente deciso di girare pagina, perché aprire quei cassetti ancora chiusi del Monte sarebbe la vera garanzia per il successo che noi senesi tanto auspichiamo.

 

Vittorio Mazzoni della Stella, già sindaco di Siena e già vice presidente del Monte dei Paschi

Giulia Simi, direzione di Radicali Italiani

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Città off limits, una app abbatte le barriere e fa intervenire il comune

Luca Coscioni - Lun, 01/08/2016 - 12:19
Città off limits, una app abbatte le barriere e fa intervenire il comuneCorriere della Sera29 Lug 2016Maria Giovanna FaiellaBarriere architettoniche

L’applicazione realizzata dall’Associazione Coscioni consente a chi ha una disabilità di segnalare e documentare gli ostacoli che s’incontrano in città e ricevere aiuto per la loro rimozione come prevedono le norme in vigore

Marciapiedi inaccessibili, alti e privi di scivolo, buche e sampietrini sconnessi, tombini quasi staccati dal manto stradale. Per chi è a bordo di una carrozzina muoversi in città è spesso un percorso a ostacoli. Grazie all’app “No-Barriere” realizzata dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica”, le persone con disabilità potranno segnalare in tempo reale attraverso il proprio telefonino le barriere architettoniche che incontrano e chiedere la loro rimozione.

Come funziona

Dopo aver scaricato e installato l’app sul proprio dispositivo, una volta aperta l’applicazione si descrive in breve la barriera che ostacola il percorso, s’ inserisce la foto che può essere scattata in tempo reale con lo smartphone, s’invia la mail al Comune di residenza che dovrà provvedere a rimuoverla. Se non lo farà entro trenta giorni dalla segnalazione, l’Associazione Luca Coscioni fornirà un supporto anche legale perché siano rispettate le norme in vigore che garantiscono a chi ha una disabilità il diritto alla mobilità e a non essere discriminato.

Come funziona

A testimoniare l’odissea che affronta ogni giorno chi si muove a bordo di una carrozzina è bastato lo slalom organizzato a Roma come dimostrazione “dal vivo” di un “percorso a ostacoli”: quello da Piazza Colonna a Piazza Madama. Per presentare la app Gustavo, Marco e Mara si sono mossi lungo le strade: il marciapiede stretto li ha costretti a transitare sul ciglio della carreggiata tra auto e moto che sfrecciano, i gradini alti hanno impedito loro di salire sul marciapiede nonostante lo sforzo del motore della carrozzina e alla fine sono servite diverse braccia per “caricarvi” sopra carrozzine e i loro passeggeri. Altro che autonomia.

Diritto a una vita indipendente

«Le barriere architettoniche rendono la vita meno libera, costringendo di fatto le persone con disabilità permanente o anche temporanea a non uscire di casa – ribadisce l’avvocato Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni – . Per superare le discriminazioni si può agire con diffide o tramite le vie legali, già in passato, in seguito a queste azioni, alcune barriere architettoniche segnalate dai cittadini sono state rimosse».

Peba ancora disattesi

I Peba, Piani di eliminazione delle barriere architettoniche, sono previsti dal 1992. «La maggior parte dei Comuni non li ancora adottati e risulta inaccessibile a chi ha una disabilità, sia motoria che sensoriale – denuncia Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni – . Certo, la rimozione delle barriere ha un costo, ma può essere recuperato nel medio termine consentendo la libera circolazione di migliaia di persone con disabilità cui ancora oggi viene negato il diritto a muoversi autonomamente per andare a scuola, al lavoro, in uffici pubblici. Ci auguriamo che le segnalazioni dei cittadini possano sensibilizzare gli amministratori ma – conclude Cappato – serve anche un piano di investimenti a livello nazionale per aiutare i Comuni a rispettare i Piani Peba». Per avere città davvero a misura di tutti.

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Cannabis, caso Pellegrini: Manconi, Civati, Gonnella aderiscono ad appello Radicali "Una firma e un digiuno per Fabrizio Pellegrini"

Radicali Italiani - Sab, 30/07/2016 - 15:55
30/07/16

Aumentano le adesioni all'appello "Una firma e un digiuno per Fabrizio Pellegrini e per tutte le vittime del proibizionismo", promosso dai Radicali per chiedere la scarcerazione del pianista malato di fibromialgia, recluso da quasi due mesi nel carcere di Chieti per aver coltivato alcune piante di cannabis a scopo di lenire i dolori.

  Ai digiunatori si sono aggiunti in queste ore il segretario di Possibile Pippo Civati, che sulla vicenda di Pellegrini ha anche presentato un'interrogazione parlamentare, Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti umani del Senato e di A Buon Diritto, Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, Leonardo Fiorentini, tesoriere della Società della Ragione, e il cantante reggae Zakalicius.   Nell'appello si chiede ai ministri della Giustizia e della Salute, Andrea Orlando e Beatrice Lorenzin, di intervenire per l'immediata scarcerazione di Pellegrini, le cui condizioni non sono compatibili con la detenzione e si fanno ogni giorno più gravi.   A lanciarlo, dirigenti e militanti radicali che hanno aderito con un digiuno a staffetta all'iniziativa nonviolenta di Andrea Trisciuoglio, segretario dell'associazione LaPiantiAmo e malato di sclerosi multipla, il quale a sostegno di Fabrizio Pellegrini ha deciso di sospendere la propria terapia a base di cannabinoidi, e dei radicali foggiani dell'Associazione Mariateresa Di Lascia. Tra i primi firmatari, il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi, il tesoriere Valerio Federico, il segretario dell'Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo e il tesoriere Marco Cappato, e militanti di numerose associazioni radicali in Italia, impegnati in questi mesi nella raccolta firme sulla legge popolare Legalizziamo! (www.legalizziamo.it), che prevede, insieme alla regolamentazione legale della cannabis e alla decriminalizzazione dell'uso di tutte le sostanze, il più ampio accesso possibile alla cannabis terapeutica.   Dal 2007 in Italia il principio attivo della Cannabis è ammesso in terapia, ma l'accesso ai farmaci cannabinoidi ha costi spesso proibitivi. Benché infatti, dopo vari tentativi, Pellegrini fosse riuscito a ottenere una prescrizione, la spesa di 500 euro per un mese di trattamento "va oltre le sue limitate finanze - si legge dell'appello - dunque, la coltivazione domestica di qualche pianta, gli appare l'unica alternativa terapeutica", anche perché in Abruzzo risulta inapplicata la legge regionale in materia di cannabinoidi, che pone il medicinale a carico del servizio sanitario regionale con un fondo annuo di 50mila euro. Per questo nell'appello si chiede anche al governatore della Regione Abruzzo, Luciano d'Alfonso, di intervenire "per garantire l'effettiva applicazione della normativa regionale in materia di cannabis terapeutica, per evitare nuovi 'casi Pellegrini'".   Per aderire: http://www.radicali.it/digiuno-per-fabrizio-e-vittime-del-proibizionismo  

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Referendum act. La nostra proposta in vista del Referendum Costituzionale

Radicali Italiani - Ven, 29/07/2016 - 17:34

Radicali italiani è stato l'unico soggetto politico ad essersi impegnato da subito per garantire la libertà di voto agli italiani in occasione del prossimo referendum costituzionale, mentre le altre forze politiche hanno assunto decisioni legate alle rispettive convenienze e contingenze del momento.
Ringraziamo i parlamentari che hanno firmato le richieste di referendum per parti separate e parziali. Le iniziative del Comitato per la libertà di voto andranno avanti per denunciare l’impossibilità di raccogliere le firme tra i cittadini a causa delle restrizioni irragionevoli contenute nella legge 352 del 1970.
In Italia oramai solo chi ha ingenti disponibilità finanziarie, un “esercito” di consiglieri comunali diffusi a livello nazionale o un analogo apparato sindacale o parastatale è in grado di raccogliere utilmente le 500 mila firme autenticate previste dalla legge. Non è un caso che gli unici che sinora sono riusciti nell’impresa – o almeno cosi dichiarano - siano stati il Partito Democratico e la CGIL.

Per questi motivi Radicali italiani è impegnata a insistere nel confronto con Governo e Parlamento al fine della tempestiva approvazione di un Referendum Act (http://www.referendumact.it) che sostituisca le attuali irragionevoli e discriminatorie procedure, sul modello di Stati a democrazia diretta avanzata come la Svizzera e la California. E’ necessario rendere il referendum uno strumento di democrazia nelle mani di cittadini, non l'arma di una guerra tra apparati. A maggior ragione se passasse la riforma Boschi, gli strumenti di democrazia diretta diverrebbero ancora di più un essenziale contropotere dei cittadini a fronte dell’aumento del potere decisionale del Governo e del partito di maggioranza.

In vista del referendum costituzionale, riteniamo l'approvazione del Referendum Act condizione minima per non rendere insostenibili gli effetti della riscrittura della Costituzione voluta dal Governo Renzi e ora sottoposta al voto popolare.

L'Italicum inoltre rappresenta un ulteriore elemento di involuzione e di chiusura del sistema, basato sulla centralità del partito piuttosto che delle persone. Per questo sosteniamo come da sempre hanno fatto i Radicali nella loro storia la riforma del sistema elettorale in senso maggioritario uninominale.

Le proposte di semplificazione per garantire il diritto al Referendum (pdf)»
http://www.radicali.it/sites/default/files/Referendum%20PROPOSTE%20de%20jure%20condendo_0.pdf

Una nuova disciplina per il Referendum: Riformare per restituire pienezza al diritto dei cittadini. La lettera a tutti i parlamentare - 2013
http://www.radicali.it/primopiano/20130930/lettera

Per info: radicalionline@gmail.com

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Disabilità, arriva l'app per segnalare le barriere architettoniche

Luca Coscioni - Ven, 29/07/2016 - 15:44
Disabilità, arriva l'app per segnalare le barriere architettonicheRedattore Sociale29 Lug 2016Barriere architettoniche

Roma - Una passeggiata di qualche centinaio di metri per alcuni, un percorso ad ostacoli per altri: oggi, tra piazza Colonna e piazza del Collegio Romano, l'associazione Luca Coscioni ha presentato con un'iniziativa itinerante la sua nuova app "No-Barriere".

L'applicazione gratuita per Android e iOS consente di segnalare le barriere architettoniche all'associazione e ai comuni, oltre che localizzarle su una mappa. Lo scopo di lungo termine, spiega Marco Cappato della 'Luca Coscioni', e' che il numero di segnalazioni convinca il governo e l'Associazione Nazionale Comuni Italiani a un piano di investimenti straordinario per la rimozione delle barriere. Quello piu' immediato, invece, e' di segnalare i problemi alle amministrazioni e, nel caso queste non provvedano, passare a diffide e azioni successive.

Obiettivi ribaditi piu' volte anche da Gustavo Fraticelli e Marco Gentili, rispettivamente vice-segretario e presidente dell'associazione, entrambi con disabilità motoria: durante il percorso, che ha attraversato anche via del Corso e piazza Venezia, sono stati evidenziati continuamente marciapiedi e fermate dell'autobus inaccessibili e fessure dove le ruote delle carrozzine si incastrano.

Dal 1987, in Italia, una legge prevede la rimozione delle barriere architettoniche attraverso i cosiddetti Peba (Piani di eliminazione delle barriere architettoniche): gli obiettivi di questa norma, pero', sono stati completamente disattesi. Al punto che Fraticelli lancia una provocazione: "Abolitela, se volete essere coerenti".

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Radicali e Ass. Luca Coscioni, Cannabis Terapeutica Lombardia: bene l'odg che prevede risorse per sperimentazione, ora legge regionale

Luca Coscioni - Ven, 29/07/2016 - 15:29
Radicali e Ass. Luca Coscioni, Cannabis Terapeutica Lombardia: bene l'odg che prevede risorse per sperimentazione, ora legge regionaleMarco Cappato, Barbara Bonvicini28 Lug 2016Cannabis terapeuticaDichiarazioni di Marco Cappato e Barbara Bonvicini
Approvato ieri in Consiglio l'ordine del giorno proposto dal Movimento 5 Stelle che chiede alla Lombardia di stanziare fondi per la sperimentazione dei farmaci a base di cannabinoidi su pazienti affetti da SLA. In Regione, però, manca ancora una legge che normi la prescrizione e la distribuzione della Cannabis Terapeutica.  "Esattamente un anno fa davamo avvio alla raccolta firme per la legge di iniziativa popolare per la regolamentazione dell'uso dei farmaci a base di cannabinoidi anche in Lombardia, ultima delle regioni italiane insieme a Campania, Lazio e Calabria a non avere ancora normato il tema. - spiega Barbara Bonvicini, coordinatrice della Campagna Cannabis Terapeutica in Lombardia - La proposta è stata depositata a gennaio fine gennaio 2016 e sottoscritta da oltre 6.000 cittadini." "Chiediamo che la legge popolare venga discussa alla riapertura dei lavori del Consiglio a settembre. - prosegue Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e Presidente di Radicali Italiani - Non solo i malati, ma tutti i cittadini, attendono che la Regione garantisca loro il Diritto alla Salute e alla Libertà di Cura."
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