Rassegna Stampa

Perché dopo 40 anni c’è ancora bisogno di un referendum sul divorzio

Checché ne dicano certi atei devoti, il divorzio introdotto in Italia nel 1970 - e confermato con il referendum del 1975 - non ha posto in alcun modo in pericolo la stabilità del vincolo matrimoniale, ma si è configurato per quello che è, cioè una via d’uscita, auspicabilmente dignitosa, da situazioni di vita coniugale non altrimenti risolvibili.

Divorzio breve, ci penseranno i cittadini?

Ancora una volta, come accadde nel '74 per il referendum che divise l'Italia e gli elettori dai propri partiti di riferimento, si discuterà di divorzio: questa volta per aggiornare una delle leggi in materia più antiquate d'Europa. Sono ormai più di 15 anni che in Parlamento si tenta di far approvare una riforma che non renda il divorzio italiano un calvario, una corsa ad ostacoli tra doppio giudizio, aule di tribunale, avvocati, spese legali ed ingolfamento della giustizia.

La sfida di papa Bergoglio sulla famiglia: "Serve soluzione per comunione ai divorziati"

La sfida di papa Bergoglio sulla famiglia: "Serve soluzione per comunione ai divorziati"L'appello a innovare è arrivato al Pontefice da numerosi vescovi italiani. Così Francesco ha incaricato monsignor Paglia di preparare un testo. L'ipotesi: decidere caso per caso ma rendendo più facile l'annullamento delle prime nozze

 
CITTÀ DEL VATICANO - Molti vescovi italiani nei giorni scorsi hanno chiesto a Papa Francesco di trovare nuove soluzioni per i divorziati risposati che, ad oggi, non possono ricevere la comunione. Istanze che Bergoglio ha recepito, incaricando monsignor Vincenzo Paglia, presidente del pontificio consiglio per la Famiglia, di redigere un documento e trovare una soluzione al problema. 

Da Milano e Torino parte la riforma ISEE per i genitori separati

Il Governo ha rimesso sul piatto la revisione dell’ISEE, prevista dalla legge n. 214 del 22 dicembre 2011 (di conversione del cosiddetto decreto “Salva Italia”), tra le modifiche proposte la possibilità di detrarre gli assegni per il mantenimento dei figli. (fonte: www.donnecontro.info )
 
Ma siamo sicuri che l’argomento non debba essere affrontato da un’altra angolazione?

Eurispes: 86,3% italiani favorevole al divorzio breve

(DIRE) Roma, 31 gen. - Gli italiani favorevoli all’introduzione del divorzio breve sono passati dall’82,2% del 2012 all’attuale 86,3%. Lo spiega l'Eurispes nel Rapporto Italia 2013 diffuso oggi. L’introduzione del divorzio breve vede tra i più convinti gli italiani del Centro Italia (90,6%), mentre i più diffidenti – ma con valori che attestano comunque un alto grado di interesse – sono quelli che vivono nelle Isole (80,8%).

Avvenire. Il vero nodo: il divorzio «giusto»

Non sapevo dell’esistenza di una "Lega italiana per il divorzio breve". L’ho scoperto quando sono venuto a sapere che questa Lega ha promosso uno sciopero della fame per protestare contro il fatto che il disegno di legge, presentato a suo tempo in Parlamento per abbreviare i tempi del divorzio, non è stato ancora, come si suol dire, "calendarizzato" e corre quindi seriamente il rischio di non passare al vaglio della Camera in questi ultimi mesi di legislatura.

Tutto qua?

Aizzato dalle grida di dolore che da ogni parrocchia (e non solo) si sono alzate contro il disegno di legge sul divorzio breve in discussione alla Camera dei Deputati; persuaso della ormai già consumata distruzione della sacra istituzione matrimoniale e, quindi, della nostra libertà di mariti, di mogli, di figli e finanche di cittadini, mi sono nuovamente avventato sul testo base elaborato dal relatore Maurizio Paniz, rileggendolo con il cuore in tumulto, la bava alla bocca, ed il sangue agli occhi.

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