Rassegna di giurisprudenza

Cassazione, nessun assegno divorzile alla ex che fa costosi viaggi all’estero

Il convincimento espresso dalla Corte di merito in ordine alla sussistenza di un rapporto di convivenza instaurato dalla ricorrente con altro uomo si mostra congruamente motivato con il riferimento non solo alle parziali ammissioni della ricorrente ma anche a dati oggettivi di riscontro, quali quelli tratti dalla copia del passaporto della M. attinenti ai ripetuti viaggi, con relativi soggiorni durati alcuni mesi, in Australia, dove risiede il predetto.

Cassazione, non è penalmente rilevante una condotta di omessa assistenza materiale se non si è fatto mancare i mezzi di sussistenza

Se è vero che la fattispecie dell’aver fatto mancare i mezzi di sussistenza al coniuge non legalmente separato non richiede, per la sua configurabilità, la previa esistenza di un provvedimento giudiziale (Sez.6, sent.

Cassazione, no all'affido condiviso se i genitori non si parlano

La mera conflittualità esistente tra i coniugi, che spesso connota i procedimenti separatizi, non preclude il ricorso al regime preferenziale del affido condiviso solo se si mantenga nei limiti di un tollerabile disagio per la prole; assume, invece, connotati ostativi alla relativa applicazione ove si esprima in forme atte ad alterare e a porre in serio pericolo l'equilibrio e lo sviluppo psicofisico dei figli e, dunque, tali da pregiudicare il loro superiore interesse.

Cassazione, assegnazione della casa coniugale termina quando il figlio lavora lontano da casa e non convive più con la madre

Volendo individuare dei criteri di giudizio per accertare la sussistenza o meno della coabitazione nelle zone grigie contrassegnate da una presenza pacificamente non diuturna dei soggetti che si assumono coabitanti, è da ritenere che quello definibile come criterio della regolarità del ritorno, il collegamento stabile con l’abitazione del genitore debba necessariamente coniugarsi con il criterio della prevalenza temporale in relazione a una determinata unità di tempo (anno, semestre, mese) dell’effettiva presenza (ragion per cui nessun valore può attribuirsi, come mostra di ritenere la cort

Cassazione, revisione dell’assegno di mantenimento per i figli decorre dalla proposizione della domanda

Questa Corte, con orientamento consolidato, ha affermato i principio secondo cui in materia di revisione dell’assegno di mantenimento per i figli, il diritto di un coniuge a percepirlo ed il corrispondente obbligo dell’altro a versarlo, nella misura e nei modi stabiliti dalla sentenza di separazione o dal verbale di omologazione, conservano la loro efficacia sino a quando non intervenga la modifica di tali provvedimenti, rimanendo del tutto ininfluente il momento in cui di fatto sono maturati i presupposti per la modificazio

Cassazione, non costituisce reato se impedisce al marito separato di vedere il figlio quando non rispetta l’orario iniziale di visita

Va ribadito il principio di diritto secondo cui è onere del genitore non affidatario di farsi carico di rispettare giorni e orari fissati nel provvedimento del giudice, posto che detto provvedimento che stabilisce che il coniuge non affidatario ha diritto di vedere e tenere con sé i figli a partire da una certa ora di certi giorni fino ad una determinata scadenza temporale, non autorizza il medesimo a scegliere “ad libitum” in quale ora presentarsi, essendo egli - invece - tenuto a rispettare l’orario iniziale, sia pure entr

Cassazione, non è dovuta la pensione di reversibilità al divorziato che ha goduto di una liquidazione una tantum anche se rateizzata

Se si procede ad una liquidazione in un’unica soluzione di quanto compete al coniuge più debole, dopo tale liquidazione non sopravvive un rapporto da cui possano scaturire nuovi ulteriori obblighi.

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