Luca Coscioni

Cannabis di Stato, il primo raccolto

Mer, 10/06/2015 - 10:00
Cannabis di Stato, il primo raccoltoIl Messaggero10 Giu 2015Carlo MercuriCannabis terapeutica

FIRENZE. Per le piantine bisogna usare i guanti bianchi. E non basta: al loro cospetto bisogna indossare anche tanto di cuffietta, camice e pattine copriscarpa. Tutto pur di scongiurare il pericolo della contaminazione, che potrebbe pregiudicare il prodotto.

«Questa è una giornata importante, la giornata del raccolto», dice infatti il generale Giocondo Santoni, direttore dello Business Unit dell’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze. È una giornata storica, perché per la prima volta in Italia si raccoglie la “marijuana di Stato”. «In nessun altro Paese, infatti, c’è la produzione di cannabis gestita da strutture pubbliche», afferma il generale. Anzi, da noi l’ufficio viene portato avanti addirittura dai militari.

«La marijuana così prodotta - continua il generale Santoni - avrà un impiego medico: servirà tra l’altro a migliorare la qualità della vita dei malati di Sla, ad attenuare i dolori oncologici; la cannabis inoltre è efficace per ridurre la nausea di chi fa chemioterapia e stimola l’appetito a chi è malato di Aids».

Oggi l’Italia importa dall’Olanda 50-60 chili all’anno di marijuana, che costa più o meno 7-8 euro al grammo. «L’Istituto di Firenze - dice ancora il generale Santoni - potrà produrre fino a 100 chili all’anno di sostanza finale. Stiamo allestendo nell’Istituto 200 metri quadrati di serre».

IL PROCESSO

«Abbiamo iniziato la coltivazione il 20 marzo - dice il colonnello Antonio Medica, direttore dello Stabilimento di Firenze - Ci sono arrivate le talee, cioè dei rametti, dal Centro di ricerche in agricoltura di Rovigo. Oggi le piante sono alte più di un metro. Le abbiamo tagliate alla base e le teniamo ad essiccare al buio e a capo all’ingiù. Ora cominciamo con il recupero del fiore, che è la parte che ci interessa».

Nella serra-pilota dell’Istituto si spande un profumo di agrumi: «È l’odore tipico della cannabis», dice il colonnello. «Per completare il ciclo, dalla piantagione alla fioritura, all’essiccazione, al raccolto e alla macinazione ci vogliono 3 mesi circa - afferma il generale Santoni - Una volta macinata come il tè la cannabis viene messa in flaconcini ed è pronta per la distribuzione. Per tutto ci vorranno 4 mesi ed è per questo che stimiamo un ciclo di tre raccolti l’anno».

MALATTIE RARE

L’Istituto chimico farmacologico di Firenze non è nuovo a produzioni ad uso della popolazione civile. «Stiamo curando circa 2.000 pazienti civili», dice il generale Santoni. È il caso dei cosiddetti “farmaci orfani”, cioè di quei medicinali destinati a curare malattie rare, che per questo motivo non sono reperibili sul mercato e che perciò vengono fatti produrre qui.

«Ai primi del ’900 - racconta il generale - la Farmacia centrale militare, che allora era a Torino, fu chiamata a produrre chinino per tutto il Paese. La malaria faceva 16.000 morti all’anno e si ridusse la mortalità di 4/5. E produciamo ancora potassio ioduro per rinnovare le scorte in caso di fallout radioattivo, come è accaduto per Chernobyl». 

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I figli (europei) dell`eterologa

Mer, 10/06/2015 - 09:49
I figli (europei) dell`eterologaCorriere della sera10 Giu 2015Margherita De BacFecondazione eterologa

ROMA. Siamo un popolo di importatori. Di gameti. Da quando l`eterologa - la tecnica di fecondazione artificiale che prevede l`impiego di ovociti o spermatozoi di donatori estranei alla coppia - è stata liberalizzata dalla Corte Costituzionale, alle dogane degli scali nazionali è un gran via vai di ovociti e liquido seminale congelati, ordinati all`estero. I nostri centri ne sono sprovvisti perché gli italiani non possiedono slancio solidale, non sono preparati. L`alternativa, dunque, è lo «shopping» all`estero.

Nei primi cinque mesi dell`anno sono così arrivati 855 contenitori delle preziose cellule riproduttive congelate: 44.1 con liquido seminale, 315 con ovociti (ciascuno contenente tre uova) e 99 con embrioni. Contenitori destinati in tutto a 420 coppie. I dati li ha presentati a Napoli Giulia Scaravelli, responsabile del registro sulla procreazione medicalmente assistita all`Istituto Superiore di Sanità, ai medici del congresso della Società Italiana di Andrologia (la Sia) presieduto da Giorgio Franco.

Sono nati bambini? I giornali hanno riportato la notizia di un`unica nascita «eterologa», presso la clinica Alma Res di Roma. Ma in questo caso si è trattata di una storia made in Italy, grazie a una studentessa che si è offerta volontaria e ha acconsentito al prelievo dei suoi ovociti. Altre gravidanze sono in corso. All`ospedale pubblico di Cortona, Asl di Arezzo, sono stati eseguiti 36 impianti di eterologa, altri 32 in calendario.

Nascite attese entro l'estate al centro European Hospital di Roma, diretto dall`andrologo Ermanno Greco: «Da noi la percentuale di successo con donazioni maschili è del 37%. Preferiamo che sia il paziente ad occuparsi dell`importazione. Attenzione però, molte eterologhe si potrebbero evitare con una valutazione più meticolosa della causa di infertilità, cercando alternative».

I numeri confermano le previsioni. L`unica risorsa è il rifornimento nel resto d`Europa dove questi prodotti così speciali vengono raccolti in cambio di rimborso spese più o meno attraenti e attraverso campagne di sensibilizzazione. In cima alla classifica dei Paesi esportatori c`è la Spagna che ha soddisfatto la richiesta di ovociti da parte di 242 coppie.

Al secondo posto la Danimarca, Copenaghen, dove ha sede la principale banca mondiale di spermatozoi, la più sicura: novantotto aspiranti genitori utilizzeranno o hanno già utilizzato i gameti di uomini e donne anonime inseguendo il sogno di avere un bebè.

Viene spontaneo chiedersi, sorridendo, se questo attingere a un patrimonio genetico nordico, appartenente in prevalenza a una popolazione di uomini biondi con gli occhi azzurri e, per quanto riguarda la Spagna, di donne more, non si rifletterà su colori e caratteristiche somatiche dei figli dell`eterologa.

La prendono come una battuta gli specialisti: «Uno scenario fantasioso. Noi cerchiamo di non discostarci dalle caratteristiche fisiche dei genitori. Occhi, capelli, carnagione devono essere simili. Nella banca di liquido seminale danese c`è grande varietà». Costo di ogni contenitore, circa 500 euro per quelli contenenti liquido seminale e 300 per quelli di ovociti.

La Toscana ha unificato il sistema dell`import dalla Spagna con una convenzione regionale. Il Friuli Venezia Giulia partirà a settembre. Nella classifica dei campioni di export, Spagna e Danimarca sono seguite da Grecia, Repubblica Ceca, e nettamente distaccate, Svizzera e Slovacchia. Fra i dati diffusi a Napoli, quelli relativi all`importazione di embrioni, proprietà di coppie che molto probabilmente li hanno tenuti all`estero finché l`eterologa non è stata sdoganata dalla Consulta.

L`attività di import-export ha riguardato finora 38 centri italiani in undici Regioni. Scaravelli ritiene che non sarà possibile interrompere il flusso dall`estero «senza avviare in Italia una campagna di sensibilizzazione a favore delle donazioni. La carenza di gameti non può essere compensata dall`egg shering, cioè la cessione di ovociti da parte di una donna in trattamento per infertilità».

È d`accordo Filomena Gallo, segretario dell'associazione Coscioni: «Nel piano sulla fertilità presentato dalla ministra Beatrice Lorenzin non c`è nessun accenno a iniziative di promozione di una forma di altruismo che, se conosciuta, sono certa avrebbe successo. Un`occasione perduta».

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Sos eutanasia: entro giugno aiuteremo una persona a morire in Svizzera

Mar, 09/06/2015 - 12:23
Sos eutanasia: entro giugno aiuteremo una persona a morire in SvizzeraCappato, Welby, Fraticelli9 Giu 2015Eutanasia

Dichiarazione di Marco Cappato, Mina Welby e Gustavo Fraticelli, 
promotori della disobbedienza civile lanciata con il sito www.SosEutanasia.it:

Roma/Milano, 9 giugno 2015

Con il nostro aiuto, entro la fine del mese di giugno, una persona si recherà in Svizzera per ottenere l'eutanasia.

Renderemo possibile a una persona malata, nel pieno delle proprie facoltà mentali ma gravemente invalidata, di esercitare la propria libertà di scelta e di interrompere la fase terminale della propria malattia.

Con la nostra azione di disobbedienza civile alle leggi italiane chiediamo il rispetto della Costituzione e la calendarizzazione della legge di iniziativa popolare (www.eutanasialegale.it) depositata nel settembre 2013 alla Camera dei Deputati, mai discussa nelle commissioni competenti e ignorata nonostante  gli importanti appelli di infermieri, medici, malati, due ex ministri, Emma Bonino e Umberto Veronesi, e dall'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Nei mesi scorsi avevamo preannunciato che avremmo fornito informazioni - e in alcuni casi anche assistenza logistica e finanziaria - alle persone che vogliono ottenere l’eutanasia. Da allora, riceviamo quotidianamente richieste di informazioni e di aiuto. In molti casi si tratta di persone che non sono più nelle condizioni di recarsi all'estero; in alcuni casi sono malati che hanno già diritto ad ottenere la sospensione delle cure in Italia, ma non lo sanno; in altri casi sono persone che con il nostro aiuto prendono contatto con strutture in Svizzera.

La nostra azione prosegue attraverso il sito www.SosEutanasia.it.

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Una legge sul testamento biologico è necessaria

Mar, 09/06/2015 - 11:16
Una legge sul testamento biologico è necessariaInternazionale.it8 Giu 2015Chiara LalliEutanasia

Il 5 giugno la corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha autorizzato la sospensione della nutrizione e dell’idratazione artificiali di Vincent Lambert, un cittadino francese di 39 anni. Con 12 sì e 5 no i giudici hanno confermato l’autorizzazione da parte del consiglio di stato francese dell’anno scorso.

Nel comunicato stampa ufficiale viene ricostruita la vicenda di Lambert e vengono spiegate le ragioni per cui la corte ha deciso di confermare la sospensione.

Lambert ha un incidente nel 2008. Rimane tetraplegico. Nel 2011 la sua condizione è giudicata di minima coscienza e nel 2014 come vegetativa. All’inizio del 2013 i medici avviano le procedure per interrompere i trattamenti che lo tengono in vita (secondo la legge francese del 2005 conosciuta come legge Leonetti) in accordo con la moglie Rachel. La data prevista è il 10 aprile 2013. Ma il giorno prima, i genitori di Lambert, un fratellastro e una sorella si oppongono.

Il medico che aveva proposto l’interruzione dei trattamenti ne consulta altri sei (tre di un altro ospedale) e incontra i familiari. La moglie e altri fratelli di Lambert sono favorevoli alla sospensione.

Il consiglio di stato, nel 2014, aveva risposto tenendo conto della legge Leonetti: per decidere se sospendere o no i trattamenti bisogna valutare le condizioni cliniche di ogni paziente e il contesto specifico di ciascuno. Non solo gli aspetti medici, insomma, ma anche gli eventuali desideri espressi (nell’impossibilità di esprimerli oggi a causa delle condizioni cliniche). Le decisioni dei medici di Lambert, secondo il consiglio, erano state corrette, considerando la diagnosi del danno cerebrale irreversibile e la prognosi di non miglioramento.

In altre parole, i danni cerebrali sono gravissimi e senza rimedio. Dal punto di vista medico, dunque, sembra irragionevole proseguire i trattamenti. Sembra anche che Lambert avesse dichiarato di non voler essere tenuto in vita artificialmente – così hanno riferito la moglie e uno dei fratelli.

Il 5 giugno la corte ha dichiarato che non c’è alcuna violazione dell’articolo 2 della Convenzione europea dei diritti umani, ovvero del diritto alla vita, né dell’articolo 3, il divieto di non essere torturati e trattati in modo degradante, o di altri articoli che i genitori avevano cercato di invocare per opporsi all’interruzione.

Alcuni dei passaggi sono particolarmente importanti e in grado di anticipare o di rispondere a eventuali obiezioni.

Si ricorda che una simile decisione medica non ha tanto l’intento di mettere fine alla vita di Lambert, ma di interrompere un trattamento che è stato rifiutato dal paziente o che, secondo i medici, costituisce una forma di irragionevole ostinazione e appare sproporzionato. Per quale ragione si dovrebbe proseguire un trattamento inutile?

La corte osserva anche che la legge Leonetti non autorizza l’eutanasia o il suicidio assistito, ma permette ai medici di non proseguire una terapia irragionevole – una distinzione che può essere giudicata moralmente pretestuosa o ipocrita, ma che dal punto di vista medico ha perfettamente senso.

Il consiglio aveva dato la stessa interpretazione. È importante rilevare come si ribadisca che la nutrizione e l’idratazione artificiali debbano essere considerate trattamenti medici, come ha poi fatto anche la legge francese sulla sedazione profonda lo scorso marzo e com’è corretto fare.

Il caso di Lambert, molti hanno già commentato, ricorda quello di Eluana Englaro. Anche se in quel caso non c’erano litigi familiari e non c’erano foto dopo l’incidente. Chissà se qualcuno si è chiesto cosa avrebbe voluto Lambert: essere mostrato in queste condizioni o essere protetto?

Beppino Englaro aveva deciso di non mostrare nessuna foto della figlia e sicuramente la sua decisione aveva reso più difficile far capire a molti in che condizione fosse (con il sondino nasogastrico e gli effetti di anni e anni di immobilità). Di Lambert ci sono le foto e i segni della sua condizione sono ben visibili.

In entrambi i casi, l’unico aspetto difficile è la ricostruzione della volontà di Lambert e di Englaro in assenza di una dichiarazione scritta. In entrambi i casi, però, avrebbero espresso la volontà di non essere mantenuti in vita in condizioni di mera sopravvivenza.

È evidente che tenerli in vita non sia una decisione moralmente e intrinsecamente preferibile (in entrambi i casi, la prognosi era di impossibilità di cambiamento della condizione clinica gravissima). All’inutilità del trattamento medico si somma la presunta volontà del diretto interessato. In nome di cosa si dovrebbero proseguire le terapie?

La sospensione dei trattamenti dunque non è un gesto di cattiveria, di disinteresse o di “egoismo”. Non è nemmeno “far morire di fame e di sete” o decidere di far morire “un uomo handicappato ma non in fin di vita”. Tutte queste obiezioni sono simili a quelle elencate ai tempi di Englaro e muovono dal non aver capito la diagnosi e dal non aver letto i documenti della corte in cui la condizione clinica di Lambert è spiegata in modo chiaro e comprensibile per tutti.

L’indifferenza verso l’autonomia e l’autodeterminazione – pur in una condizione in cui devono essere ricostruite e non sono espresse attualmente – costituisce l’ultimo frammento di un quadro ferocemente paternalistico, della presunzione di decidere al posto degli altri mascherata da difesa della vita o da diritto alla vita, mentre in realtà quello che si sostiene è il dovere alla vita, intesa in questo caso come sopravvivenza quasi solo biologica, anche quando (si ipotizza che) il paziente non avrebbe voluto vivere così.

Ricordiamo che in Italia non esiste una legge sulle direttive anticipate e che una legge di iniziativa popolare sull’eutanasia giace in parlamento da due anni senza essere stata mai calendarizzata (qui il testo del Progetto di legge d’iniziativa popolare rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia).

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«Maestro di cinema e uomo libero». A Monti la targa per Mario Monicelli

Mar, 09/06/2015 - 11:05
«Maestro di cinema e uomo libero». A Monti la targa per Mario MonicelliCorriere della sera9 Giu 2015Manuela PelatiEutanasia

Maestro di cinema e uomo libero» è scritto sulla targa per Mario Monicelli in via dei Serpenti, 29 dove il regista morto nel 2010 ha vissuto a lungo. La targa, omaggio al genio del cinema e «monticiano» vero è stata inaugurata lunedì 8 giugno, alla presenza di decine di abitanti del rione e personalità del mondo della politica, dello spettacolo e della cultura. La targa fortemente voluta dalla moglie Chiara Rapaccini e dalla consigliera del I Municipio Nathalie Naim è stata donata dalla Sovrintendenza capitolina.

«Non è solo un emozione, è una commozione. Forse si è commosso anche il cielo con queste lacrime pesanti di dolore», sono state le parole cariche di ricordo di Emma Bonino che hanno aperto la cerimonia.

«Questa targa testimonia il legame della città con Monicelli ed il suo forte legame con il quartiere» ha spiegato l’assessore Marinelli poco dopo aver scoperto la targa.

Tra commozione e gioia la moglie del regista Chiara Rapaccini ha detto: «Voglio ringraziare le autorità tutte ed il Rione che sempre e ancora di più negli anni di vita lo ha sostenuto. Un Rione che non sempre va bene, perché anche nel centro storico sta arrivando la malavita, ma che tiene grazie alla sua solidarietà».

Nel rione dove il regista andava a fare la spesa, conosceva tutti e si fermava a parlare con la gente, il ricordo è sempre vivo. Tra i presenti alcuni abitanti hanno donato fiori e cartelli di ricordo, tra di loro Umberto il barbiere e Piero il macellaio.

«Mario era un uomo libero, indipendente, nel pensiero e nell’arte del cinema. In un momento difficile per la nostra città, stare insieme a lui, è una cosa bella» aveva scritto Chiara Rapaccini nei giorni scorsi sui social network, invitando tutti i cittadini a partecipare alla cerimonia di lunedì.

Tra i personaggi noti l’ex sindaco Walter Veltroni, il produttore Aurelio De Laurentiis l’attore Giammarco Tognazzi, Goffredo Fofi, Valentino Parlato, Rosita Missoni. Tra i ricordi dei musicisti Marco Bellino e Filippo Gatti. A chiudere la cerimonia non poteva mancare il finale musicale sulle note di «L’armata Brancaleone» e «Bella Ciao».

La proposta per la targa nel rione ha visto in prima linea un’abitante del rione a due passi dal Colosseo, la consigliera del I Municipio Nathalie Naim: «Un piccolo progetto, con un grande significato, che si realizza» ha dichiarato Naim. «Monicelli era uomo di rione con grande forza intellettuale, mente potente e lucida su tutto, oltre che critica e indipendente».

Per la richiesta della targa «Ci è voluto un anno di tempo per le pratiche burocratiche» ha spiegato la consigliera, aggiungendo: «Volevamo celebrare il maestro in occasione del centenario dalla nascita il 16 maggio 2015, data però in cui era in corso il Festival del cinema di Cannes e per questo abbiamo dovuto spostare la cerimonia».

Mario Monicelli al rione Monti ha dedicato un documentario dal titolo «Vicino al Colosseo c’è Monti», un docufilm che è viaggio tra ricordi, passioni e professioni delle persone incontrate per strada. Semplicemente uscendo dalle scale di casa sua.

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In libreria gli atti della Terza Sessione del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica.

Mar, 09/06/2015 - 10:52
In libreria gli atti della Terza Sessione del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica.21 Mag 2015Congresso Mondiale Libertà di RicercaIl Congresso mondiale per la libertà di ricerca riunisce scienziati, ricercatori, politici e cittadini per trovare soluzioni di governo su temi come la ricerca sugli embrioni, la brevettabilità, le sperimentazioni cliniche, le droghe, gli ogm, la sperimentazione animale e, più in generale, il rapporto tra scienza e religione e tra scienza e democrazia. È al leader radicale Marco Pannella che si deve l’idea, rievocativa del Congresso per la libertà della cultura. La sessione costitutiva si tenne nel 2004, quando in Italia si votò il referendum per consentire la ricerca sugli embrioni, come chiedeva il capolista radicale Luca Coscioni e i 51 premi Nobel che lo sostenevano. L’obiettivo delle sessioni di Bruxelles (2013) e Roma (2014) è stato di individuare modalità attraverso le quali il metodo scientifico possa contribuire ad arginare la crisi della democrazia e dello stato di diritto. Il volume raccoglie gli atti della Terza sessione del Congresso mondiale sessione tenutasi a Roma dal 4 al 6 aprile 2014, alla quale hanno partecipato personalità del mondo scientifico, politico e di organizzazioni per la difesa dei diritti delle persone malate e disabili, invitate dal Partito radicale e dall’Associazione Luca Coscioni.
SFOGLIA L'INDICE QUI E QUI RASSEGNA STAMPA: SOLE 24 ORE, RADIO RADICALE, REPUBBLICA   Interventi di: Taieb Baccouche, Siladitya Bhattacharya, Andrea Ballabeni, Andrea Boggio, Emma Bonino, Tonio Borg, Ana Virginia Calzada, Marco Cappato, Carlo Maria Colombo, Gilberto Corbellini, John Coggon, Giulio Cossu, Emilia Grazia De Biasi, Faouzia Farida Charfi, Filomena Gallo, Joep Geraedts, Roberto Giachetti, Luca Gianaroli, Andrea Grignolio, Alan Handyside, Askold Ivantchik, Ramin Jahanbegloo, Marina Mengarelli, Heidi Mertes, David Nutt, Marco Pannella, Dennis Patterson, Claudio Radaelli, Guido Rasi, Catherine Rhodes, Carla Rossi, Charles Sabine, Clara Sattler de Sousa e Brito, Karen Sermon, John Sulston, Krista Varantola, Mary Woolley.   Marco Cappato è coordinatore del Congresso e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. Già Parlamentare europeo, è promotore della campagna Eutanasia legale.   [IL TESTO AL MOMENTO E' ACQUISTABILE SUL SITO DELLA CAROCCI, SUL SITO IBS, SUL SITO DI AMAZON, E  NELLE LIBRERIE TRA LE QUALI:

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Troppi «soldi facili» in laboratorio

Lun, 08/06/2015 - 11:51
Troppi «soldi facili» in laboratorioIl Sole 24 Ore Domenica7 Giu 2015John SulstonCongresso Mondiale Libertà di Ricerca

Scienza e tecnologia sono cose diverse. Per me si tratta della stessa differenza che sussiste tra scoperta e applicazione.

Non concordo circa l`idea che un individuo (e, dunque, uno scienziato o un "tecnologo") debba dedicarsi a una sola delle due attività. Credo, al contrario, che una persona possa occuparsi sia di scienza sia di tecnologia, ma che non per questo sussista un`identità tra i due ambiti. È una distinzione di grande importanza per il Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca promosso dall`Associazione Luca Coscioni.

La scoperta è sempre positiva, come lo è accrescere il proprio sapere. È da come applichiamo le nostre scoperte che dipende l`insorgere di un conflitto. È quindi bene essere disposti ad adottare il criterio dell`interesse pubblico prima di mettere in pratica le nostre conoscenze, che non dovrebbero essere applicate automaticamente, in tutti i modi possibili. Non si tratta però di un processo univoco.

La scienza, in fin dei conti, è un ciclo. È un processo di scoperta, di acquisizione di informazioni, di generazione di comprensione, utile anche aí fini di nuove scoperte. È importantissima la produzione di cultura, ma poi vi sono le applicazioni. Le applicazioni possono tradursi in guadagni se sono immesse sul mercato, e questi guadagni possono essere usati, insieme ai fondi erogati dalle istituzioni governative e dagli enti benefici, per fare altra scienza.

Negli ultimi cinquant`anni la parte for profit di questo ciclo ha aumentato il passo e si è rafforzata, talvolta a detrimento dei fondi stanziati dagli enti no profit. Da un certo punto di vista è un`ottima notizia: significa che possiamo continuare a fare scienza.

Molte più persone sono coinvolte nel settore e procediamo sempre più speditamente (secondo alcuni indicatori, se non altro) sul piano dell`innovazione; forse non in termini di comprensione profonda, ma certamente in termini di produzione di cose utili. È possibile che ci spingeremo oltre, fino al punto di dimenticarci completamente del problema della comprensione, limitandoci a fare scoperte il più in fretta possibile per produrre applicazioni da immettere sul mercato e trarne profitto.

E qui la situazione si fa meno positiva. Uno dei risultati è la perdita di una fonte di sostegno economico stabile. Per esempio, gli agronomi britannici sanno quanto sia deleterio distruggere un canale di finanziamento no profit: la perdita di interesse nelle piante transgeniche ha avuto ripercussioni molto negative sul loro lavoro.

In questa sede non ci interessano l`etica o le diverse opinioni esistenti sulle piante transgeniche: il punto è che, quale sia stato il motivo, i fondi a sostegno della ricerca sugli ogm hanno subìto uno sbilanciamento. Non c`era alcun appiglio e la scienza si è trovata alla mercé del volubile mercato. Il che si è tradotto in una temporanea eliminazione della scienza di base e in un grave danno per l`avanzamento della ricerca nell`ambito agronomico nel suo insieme.

Una seconda conseguenza è che gran parte dei finanziamenti può essere deviata altrove. Ad esempio, oggi soltanto il15% delle entrate dell`industria farmaceutica è reinvestito in ricerca e sviluppo, mentre il 30% è destinato al marketing e all`attività di lobbying per mantenere il sistema nelle condizioni attuali. In questo modo non si garantisce l`efficacia di ricerca e sviluppo.

Naturalmente il processo funziona; produciamo farmaci, ma ci sono degli effetti collaterali. Le applicazioni sono perlopiù realizzate allo scopo di trarre profitto. Siamo tutti parte di questo sistema. A guidarlo vi è il desiderio di guadagnare - anche inconscio - giacché dipendiamo dai nostri schemi di risparmio e dalle nostre pensioni e i manager sono sempre attratti dal miglior profitto in rapporto all`investimento.

Insomma, stiamo perpetuando un sistema che cerca il profitto prima di ogni altra cosa. Più la mutualizzazione della scienza farà passi avanti, più il sistema si consoliderà: è così che funzionano le nostre economie.

Perché siamo arrivati qui? Perché le entrate che provengono dagli enti a scopo di lucro sono così attraenti? Un motivo è che la gente non vuole essere tassata, ma ama fare impresa. Si tratta di "soldi facili" se li si confronta con quelli stanziati da enti senza scopo di lucro; inoltre sono relativamente liberi da forme di controllo centrale, il che è positivo per gli imprenditori, per gli scienziati che vogliono dar vita a un`azienda. Il rovescio della medaglia è che poi gli investitori si aspettano un ritorno, e nel giro di qualche anno potrebbero iniziare a pretendere risultati.

È possibile che si finisca per dover cambiare la propria linea di ricerca, rinunciando a obiettivi originali che si ritenevano eccezionali in favore di qualcosa di meno entusiasmante, ma che forse è più facilmente collocabile sul mercato. Ricerca e sviluppo vengono così riadattati in funzione del nuovo obiettivo, i servizi più necessari sono esclusi e la comunicazione scientifica è ostacolata: il tutto si riduce a transazioni finanziarie che accrescono i profitti.

Facendo queste valutazioni trascuriamo il capitale naturale e il benessere umano. Insomma, portiamo avanti un sistema in cui si fa molta scienza, ma che nel suo intimo non è sostenibile e non ci porta a ottenere ciò che ci serve davvero. È positivo che la scienza produca utili e che questi utili siano riutilizzati per fare altra scienza, ma non devono essere dominanti rispetto ai fondi stanziati da enti no profit.

Come fare? Salvo rivoluzioni (che non è mia intenzione promuovere) dobbiamo guardare ai dettagli. Il nostro modo attuale di gestire la scienza, a livello globale ed economico, è antitetico alla promozione della fiducia fra la gente, perfino all`interno dei Paesi ricchi, per non parlare della fiducia fra i Paesi poveri e quelli ricchi.

La saga umana (da dove veniamo? dove stiamo andando?) si fonda sulla scoperta, sulla cultura. Al momento, il metodo scientifico è un efficace strumento per fare scoperte. Alcuni temono che rappresenti un infelice declino verso il riduzionismo. Io, però, credo che la maggior parte di noi sia dell`avviso che la scienza ci abbia portati da qualche parte e che siamo pervenuti a una comprensione migliore della nostra posizione nell`universo.

Forse abbiamo perso parte della nostra mitologia, ma abbiamo molta più consapevolezza circa la condizione umana. Possiamo proseguire questo cammino incredibile purché non mandiamo tutto all`aria, ad esempio, distruggendo il pianeta o negando l`importanza di questo tipo di ricerca. 

(Estratto da Fra scienza e politica. Il difficile cammino della libertà di ricerca, a cura di Marco Cappato. Atti della Terza sessione del Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca promosso dall`Associazione Luca Coscioni, Carocci, Roma, pagg. 180, € 20,00)

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Puntata del Maratoneta di sabato 6 giugno 2015

Lun, 08/06/2015 - 11:37
Puntata del Maratoneta di sabato 6 giugno 2015Radio Radicale8 Giu 2015

Intervista al Professore Andrea Boggio sull'aggiornamento dell'indice della ricerca e autodeterminazione; commento determina AIFA sull'abolizione obbligo della ricetta medica per la EllaOne.

Interventi di:

Emilio Arisi, presidente della SMIC (Società Medica Italiana per la Contraccezione);

Gabriella Pacini, ostetrica responsabile del servizio SoS Pillola del Giorno Dopo, Vita da Donna;

Manuela Farris, ginecologa, Università degli Studi La Sapienza di Roma;

Andrea Boggio, assistant professor of legal studies, Bryant University.

Per riascoltare la puntata CLICCA QUI.

Il Maratoneta
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Scalini, strettoie e ostacoli. La bellezza negata ai disabili

Lun, 08/06/2015 - 11:31
Scalini, strettoie e ostacoli. La bellezza negata ai disabiliCorriere della sera7 Giu 2015Gian Antonio StellaBarriere architettoniche

Tra l’abside e il chiostro del Bramante, a Santa Maria delle Grazie, ci sono due gradini di 16 centimetri. «E che ci importa?», direte voi. Se lo chiedete, non siete in carrozzina. O non avete un marito, una sorella, un parente da spingere sulla sedia a rotelle.

Basta questo (apparentemente) minuscolo dettaglio per capire quanto esistano, nelle nostre città, due mondi paralleli: stesse strade, stesse case, stessi marciapiedi, stessi portoni, stessi citofoni. Ma nel primo vivono quelli che con una parola bruttissima si chiamano «normodotati», nel secondo i disabili motori. Per i quali anche una «rampa con pendenza del 24%» o perfino una «soglia creata dal bordo del tappeto», delle quali tutti noi («quasi» tutti, appunto) neppure ci accorgiamo, rappresentano un problema. Serio. 

I ponti di Venezia

I nostri centri storici più antichi e più belli, quelli che rappresentano la straordinaria ricchezza dell’Italia, sono percorsi a ostacoli, per chi non può camminare. Una volta, si sa, non c’era sensibilità per queste cose. Il disabile troppo spesso si teneva in casa. Nascosto. Come fosse una colpa da gestire in famiglia.

Venezia ha 434 ponti antichi: non uno mostra di avere tenuto conto dei disabili. Tanto che furono accolti come insulti vergognosi, qualche anno fa, il nuovo ponte di Santiago Calatrava, ancora indifferente al problema e stavolta anche alle nuove normative, e più ancora l’oscena risposta sua e del Comune a chi gliene chiedeva conto: «L’estetica è un obiettivo prevalente» quindi poiché il ponte sarebbe stato più brutto con l’adozione di meccanismi utili ai disabili era meglio che questi passassero il canale con il vaporetto.

Non c’era solo la mancanza di alcuni strumenti tecnici, dietro tutta questa indifferenza nei confronti di quelli che oggi chiamiamo «diversamente abili». C’era una cultura millenaria. Una cultura racchiusa nell’idea di San Gregorio che un’anima sana non alberga in un corpo malato. Al punto che Sant’Isidoro, secondo il libro seicentesco «Prato fiorito di varii essempi, diviso in cinque libri ne’ quali si tratta e ragiona delle virtù christiane...», di Valerio da Venezia, spiegava che «l’huomo sarà punito per quegli membri con le quali ha peccato & offeso Dio». Ad esempio, «se alcuno haveva peccato per illecito sguardo, alcuna volta sarà privato del lume degli occhi. Se per ballare, vanamente saltare o superbamente caminando (o con mala intentione girando qua e là) havrà offeso Dio diventando zoppo». 

A farla corta, se uno è stato punito da Dio, una ragione dovrà ben esserci. Tesi spaventosa. Contraddetta, ad esempio, dalla grandezza poetica di Sant’Ermanno «il rattrappito», che faticava addirittura a stare seduto ma scrisse la più bella di tutte le invocazioni alla Madonna: «Salve, Regína, / Mater misericórdiae, / vita, dulcédo et spes nostra, salve...». Eppure sostenuta addirittura dal concilio Tridentino: «Non devono esser promossi agli ordini i deformi per qualche grave vizio corporale e gli storpi. La deformità ha qualcosa di ripugnante e questa menomazione può ostacolare l’amministrazione dei sacramenti». 

La guida

Tempi andati? Mica tanto... Alla fine degli Anni 80, praticamente ieri mattina, i giornali dedicavano titoli incuriositi a Natale Marzari, detto il «Martellatore Civico» che, affetto da una malattia progressiva alle ossa lo obbligava alla carrozzina, ma lasciandogli delle mezze ore di autonomia e di forza, spaccava con la mazza ogni scalino, ogni marciapiede, ogni barriera architettonica che incontrava per le strade di Trento. Tutte cose che la stragrande maggioranza delle persone non vedeva neppure.

E proprio per dare una mano concreta a tutti coloro per i quali perfino un bancomat può essere irraggiungibile son nate finalmente delle guide turistiche. Si chiamano «A ruota libera. Itinerari accessibili: istruzioni per l’uso» e sono dedicate alle «città d’arte in sedia a rotelle». Prima Firenze, poi Lucca e Pisa.

L’ultima, edita come le altre da Polaris, finanziata dalla Fondazione Cesare Serono guidata da Gianfranco Conti e promossa dalla giunta comunale ambrosiana, è dedicata a Milano. Curata da Enrica Rabacchi e dal marito Pierluca Rossi, affetto da sclerosi multipla, che per «testare» gli itinerari si sono fatti aiutare da tre atleti paraolimpici, Sara Morganti, Monica Quassinti, Alfredo di Cosmo, «Milano a ruota libera» spiega tutto su 24 luoghi d’interesse storico, artistico, culturale. E c’è il marciapiede da percorrere perché meno dissestato, l’attraversamento pedonale da evitare perché ci sono le rotaie del tram, la larghezza degli accessi agli ascensori, lo spazio utile sotto i tavoli dei ristoranti o dei caffè più famosi (è un problema, se i bracciali della carrozzina non possono infilarsi sotto), lo stato dei bagni e l’altezza degli scalini e così via... 

Il Cenacolo

Nulla spiega però l’utilità di queste guide per chi non può camminare da solo (secondo l’Istat circa 700 mila italiani con limitazioni motorie, più gli stranieri per i quali la guida è già stata tradotta in inglese) quanto la voragine più vistosa. Manca il Cenacolo vinciano. Cioè uno dei tesori della città.

Come mai? «Purtroppo non ci è stato permesso di controllare con il metro, il laser, le varie strumentazioni. Ci hanno detto: “Fidatevi, è perfettamente accessibile”. Ma come potevamo fidarci, se la stragrande maggioranza delle persone non si accorge neppure di uno scalino di tre centimetri o del bordo di un tappeto?». 

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Fecondazione, Consulta boccia norma legge 40: mette a rischio salute delle donne

Lun, 08/06/2015 - 11:20
Fecondazione, Consulta boccia norma legge 40: mette a rischio salute delle donneRepubblica5 Giu 2015Diagnosi preimpianto

ROMA - La Corte Costituzionale assesta un altro colpo alla legge 40: la norma che impedisce l'accesso alla fecondazione medicalmente assistita e la diagnosi pre-impianto alle coppie fertili con gravi patologie genetiche trasmissibili al feto, mette a rischio la salute della donna, la espone all'aborto e in questo senso non è neppure improntata a un principio di tutela del nascituro. Oggi sono state depositate le motivazioni.

La decisione, nei suoi termini essenziali, era già stata resa nota a metà maggio, dopo la camera di Consiglio. Ora la Corte ha depositato le motivazioni, che a breve saranno pubblicate in Gazzetta Ufficiale - spiegano i legali che hanno seguito il caso - riaprono le speranze per le coppie finora gravemente penalizzate da questo divieto. Tra loro, due coppie che hanno promosso i ricorsi al tribunale di Roma arrivati fino alla Consulta.

La norma dichiarata incostituzionale viola il "diritto alla salute della donna. Senza peraltro che il vulnus così arrecato - spiega la sentenza - possa trovare un positivo contrappeso, in termini di bilanciamento, in una esigenza di tutela del nascituro, il quale sarebbe comunque esposto all'aborto". Inoltre "non consente (pur essendo scientificamente possibile) di far acquisire 'prima' alla donna una informazione che le permetterebbe di evitare di assumere 'dopo' una decisione ben più pregiudizievole per la sua salute". Qui il riferimento è alla diagnosi pre-impianto, finora negata e proprio a chi ha patologie trasmissibili al feto.

In 10 anni la legge 40 che regola la procreazione medicalmente assistita in Italia ha già visto per 28 volte l'intervento dei tribunali (con 19 "bocciature") e la "riscrittura" di alcune sue parti con sentenza della Corte Costituzionale. Sono quattro i "pilastri" della legge sulla fecondazione in vitro già abbattuti dai giudici: il divieto di produzione di più di tre embrioni, l'obbligo di impianto contemporaneo di tutti gli embrioni prodotti, su cui è intervenuta appunto la Consulta nel 2009, e il divieto di diagnosi preimpianto fino ad arrivare al divieto, cancellato, di fecondazione eterologa.

Ora, invece, sarà permessa, insieme al ricorso al tecniche di fecondazioni assistita, alle coppie portatrici di quelle stesse gravi malattie che permettono l'aborto terapeutico in base alla legge 194 sulla interruzione volontaria di gravidanza. Malattie che devono essere accertate da apposite strutture pubbliche. In questo modo la sentenza si ancora a una norma consolidata, la 194 appunto, e chiama il Servizio sanitario nazionale a 'garante'. Con un intervento che non crea alcun vuoto normativo, fanno notare gli avvocati che hanno rappresentato i diritti delle coppie, Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, Gianni Baldini, Angelo Calandrini.

D'ora in poi, quindi, se il medico riterrà che sussista un pericolo per la salute fisico-psichica della donna a seguito di una gravidanza con un feto affetto dalla patologia genetica, allora potrà disporre l'indagine pre-impianto, spiegano i legali. La decisione apre all'evoluzione delle tecniche per una individuazione delle patologie, con un richiamo al legislatore ad aggiornare norme e indicazioni in linea con l'evoluzione della scienza. "Con tale spirito oggi dopo questa buona e giusta sentenza, chiediamo al legislatore - affermano gli avvocati - di cancellare il prossimo divieto che presto sarà all'esame della Corte Costituzionale: il divieto di utilizzo di embrioni per la ricerca scientifica".

"Non si profila nessun  vuoto normativo" e  "le coppie fertili affette o portatrici di malattia genetica potranno accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e a indagini cliniche diagnostiche sull'embrione", hanno spiegato i tre avvocati delle due coppie ricorrenti. Per accedere alla diagnosi - hanno sottolineato gli avvocati - un medico dovrà certificare che quella coppia è portatrice o affetta da patologia genetica: questo per esigenza di cautela "al fine esclusivo della previa individuazione di embrioni cui non risulti trasmessa la malattia del genitore comportante il pericolo di rilevanti anomalie o malformazioni (se non la morte precoce) del nascituro, alla stregua del medesimo "criterio normativo di gravità" già stabilito dalla legge sull'interruzione volontaria della gravidanza.

In altre parole "se il medico ritiene che sussista un pericolo per la salute fisico-psichica della donna a seguito di una gravidanza con un feto affetto dalla patologia genetica, allora può disporre l'indagine pre-impianto. Quindi, come si ha diritto all'aborto terapeutico oltre il terzo mese di gravidanza, dopo aver fatto l'amniocentesi, così la coppia potrà accedere alla fecondazione medicalmente assistita e fare subito la diagnosi pre-impianto e sussistendo i requisiti si può decidere di non procedere all'impianto dell'embrione".

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In ricordo di Nicola Vono

Lun, 08/06/2015 - 09:53
In ricordo di Nicola VonoMina Welby8 Giu 2015Politica

Per tutti noi, che abbiamo solo una percezione del reale, Nik non c'è più. I ricordi di lui, dei suoi interventi, ora prendono nuovo significato.

Nik sprizzava vita da tutti i pori. I vari incontri con lui in assemblee e conferenze stampa, l'ultima quella di Torino all'Associazione Adelaide Aglietta del 15 maggio sulla consegna della petizione alla Regione Piemonte per una legge regionale simile a quella del Fiuli VG, volta all'inserimento delle DAT nella tessera sanitaria. Poi il viaggio con lui e il Presidente Igor Boni a Verbania, dove intervenne nella conferenza stampa per la stessa petizione alla regione Piemonte sulle DAT. 

In particolare mi ha stupito in quel contatto amichevole la sua ironia e come esprimesse la sua percezione dell'altro in modo più profondo di quello che noi vedenti spesso riusciamo a fare.    Ciao, Niko, che la terra ti sia lieve! e che la tua morte non opportuna per la tua giovinezza non sia di infinito peso a chi ti ama, alla tua famiglia, agli amici e ai compagni radicali.   Mina Welby
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Strasburgo garantisce il diritto a interrompere le terapie anche senza biotestamento scritto

Ven, 05/06/2015 - 15:58
Strasburgo garantisce il diritto a interrompere le terapie anche senza biotestamento scrittoMarco Cappato5 Giu 2015Testamento biologico

La sentenza di Strasburgo conferma a livello europeo ciò che la sentenza Englaro aveva già affermato in Italia: il diritto ad interrompere le terapie va rispettato anche in assenza di un testamento biologico scritto. In questo senso, un progetto di legge proibizionista come il ddl Calabrò della scorsa legislatura sarebbe contrario ai diritti umani fondamentali.

Una buona legge sull'eutanasia e il testamento biologico sarebbe dunque utile, a condizione di estendere e rafforzare le garanzie per la libertà di scelta. La sentenza di Strasburgo rafforza l'urgenza di discutere in Parlamento la nostra legge di iniziativa popolare depositata nel 2013.

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Soddisfazione per motivazioni della sentenza sull'accesso alla fecondazione assisita Si apre la strada ad una maggiore tutela per coppie e nascituro

Ven, 05/06/2015 - 13:39
Soddisfazione per motivazioni della sentenza sull'accesso alla fecondazione assisita Si apre la strada ad una maggiore tutela per coppie e nascituro Gallo, Baldini, Calandrini5 Giu 2015Fecondazione assistita

  Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni

 Pubblicata ora sul sito della Corte Costituzionale la sentenza che ha stabilito che il divieto di accesso alle tecniche di fecondazione assistita, in particolare alla diagnosi pre-impianto, per le coppie fertili  portatrici di patologie genetiche, previsto dalle legge 40 del 2004, è incostituzionale.

[Leggi la sentenza QUI] [Leggi la scheda tecnica QUI]

Così commentano Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Gianni Baldini, Angelo Calandrini, i tre avvocati delle due coppie ricorrenti : “Lo scorso 14 maggio ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 1, commi 1 e 2, e 4, comma 1, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui non consentono il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili, rispondenti ai criteri di gravità di cui all’art. 6, comma 1, lettera b), della legge 22 maggio 1978, n. 194 (Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza), accertate da apposite strutture pubbliche.

 Appena la sentenza sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale  le coppie fertili affette o portatrici di malattia genetica potranno accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita per poter accedere a indagini cliniche diagnostiche sull’embrione.

 [Leggi la storia delle coppie  QUI E QUI][Indice delle decisione sulla legge 40] [Cosa resta della legge 40]

 Per accedere, un medico dovrà certificare che quella coppia è portatrice o affetta da patologia genetica: questo  per esigenza di cautela “al fine esclusivo della previa individuazione di embrioni cui non risulti trasmessa la malattia del genitore comportante il pericolo di rilevanti anomalie o malformazioni (se non la morte precoce) del nascituro, alla stregua del medesimo “criterio normativo di gravità” già stabilito dall’art. 6, comma 1, lettera b), della legge n. 194 del 1978.”

 In altre parole se il medico ritiene che sussista un pericolo per la salute fisico-psichica della donna a seguito di una gravidanza con un feto affetto dalla patologia genetica, allora può disporre l’indagine pre-impianto. Quindi, come si ha diritto all'aborto terapeutico oltre il 3° mese di gravidanza, dopo aver fatto l'amniocentesi, così la coppia potrà accedere alla fecondazione medicalmente assistita e fare subito la diagnosi pre-impianto e sussistendo i requisiti si può decidere di non procedere all'impianto dell'embrione.

 Le parole dei giudici sono chiare: “Sussiste, in primo luogo, un insuperabile aspetto di irragionevolezza dell’indiscriminato divieto […]Vale a dire che il sistema normativo, cui danno luogo le disposizioni censurate, non consente (pur essendo scientificamente possibile) di far acquisire “prima” alla donna una informazione che le permetterebbe di evitare di assumere “dopo” una decisione ben più pregiudizievole per la sua salute.”

 I giudici hanno anche chiarito che è compito del legislatore introdurre apposite disposizioni al fine della auspicabile individuazione (anche periodica, sulla base della evoluzione tecnico-scientifica) delle patologie che possano giustificare l’accesso alla PMA di coppie fertili e delle correlative procedure di accertamento (anche agli effetti della preliminare sottoposizione alla diagnosi preimpianto) e di una opportuna previsione di forme di autorizzazione e di controllo delle strutture abilitate ad effettuarle (anche valorizzando, eventualmente, le discipline già appositamente individuate dalla maggioranza degli ordinamenti giuridici europei in cui tale forma di pratica medica è ammessa).

Il richiamo è in linea con la stessa legge 40 che prevede l’aggiornamento periodico almeno ogni 2 anni delle linee guida in base all’evoluzione scientifiche delle tecniche e un sistema di controllo e autorizzazione dei centri che possono eseguire tutte le tecniche di Pma per cui sono autorizzati.

 La decisione inoltre apre all'evoluzione delle tecniche per una individuazione delle patologie, con un richiamo al legislatore ad aggiornare norme e indicazioni in linea con l'evoluzione della scienza.Con tale spirito oggi dopo questa buona e giusta sentenza, chiediamo al legislatore di cancellare il prossimo divieto che presto sarà all'esame della corte Costituzionale, il divieto di utilizzo di embrioni per la ricerca scientifica

AllegatoDimensione SENTENZA N.pdf211.88 KB Scheda tecnica sentenza n 96 Corte Costituzionale.pdf353.54 KB
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Droghe: il rapporto europeo conferma che malgrado il proibizionismo non diminuiscono

Ven, 05/06/2015 - 09:17
Droghe: il rapporto europeo conferma che malgrado il proibizionismo non diminuisconoMarco Perduca5 Giu 2015Cannabis terapeutica

Dichiarazione di Marco Perduca, rappresentante all'Onu del Partito
Radicale, membro della giunta dell'Associazione Luca Coscioni:

I dati contenuti nel rapporto pubblicato oggi dall'Osservatorio
europeo per il monitoraggio delle droghe e delle dipendenze conferma
che, malgrado il permanere di politiche altamente punitive in tutta
l'Unione (inclusa Norvegia e Turchia), il fenomeno non accenna a
diminuire, anzi!

Sia che si tratti delle cosiddette "droghe leggere", sia che si parli
di quelle pesanti, le sostanze proibite rimangono fedeli
accompagnatrici delle abitudini di milioni di europei. Non passa
giorno che non vengano "scoperte" nuove sostanze e, anche grazie a
internet e a nuove app, ormai il mercato non e' mai a corto d'offerta.
L'eta' di chi ha un rapporto problematico con le sostanze aumenta,
restano diffusi il poli-consumo e il collegamento coi comportamenti
sessuali a rischio - per non parlare delle ingenti risorse umane e
finanziarie dedicate dagli stati nella "guerra alla droga".

Insomma, un'ennesima conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, dei
fallimenti del proibizionismo e dei problemi creati dall'estensione
del diritto penale al "controllo" di problematiche di tipo
socio-sanitario.

Il 26 di giugno, giornata mondiale contro le droghe, le Nazioni unite
presenteranno il Rapporto mondiale sulle droghe, con queste premesse
europee e' ragionevole ipotizzare che nel resto del mondo la
situazione non sia migliore. Sempre a giugno il Governo italiano
dovrebbe presentare la sua relazione annuale al Parlamento sul
fenomeno degli stupefacenti, e' da sperare che dopo anni di
mistificazioni finalmente si possano avere dati elaborati in modo
scientificamente affidabile sui quali pero' occorre aprire un
dibattito laico per proporre riforme radicali. Procrastinare sarebbe
criminogeno.

Categorie: Radicali

Amici che varaste quella legge-burqa vi siete pentiti?

Gio, 04/06/2015 - 10:53
Amici che varaste quella legge-burqa vi siete pentiti?Il Garantista4 Giu 2015Michele De Luca, Filomena GalloFecondazione assistita

La legge 40 del 2004 è quasi giunta al capolinea. L’ultimo colpo lo ha sferrato la Corte Costituzionale il 14 maggio, cancellando il divieto di accesso alla fecondazione assistita per le coppie fertili, portatrici di patologie genetiche. In undici anni sono intervenuti 33 volte i tribunali e 3 volte la Consulta, eliminando le restrizioni più illogiche, ideologiche, dolorose, incompatibili con la Carta Europea, costituzionalmente illegali: divieto di produzione di più di tre embrioni, obbligo di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti, possibilità di diagnosi pre-impianto per le sole coppie infertili, divieto di eterologa. La legge 40, che Le Monde definì subito “legge burqa”, è stata ed è una delle leggi più liberticide della nostra storia repubblicana, frutto del compiacimento dei partiti verso le gerarchie clericali. Il leitmotiv che ha contraddistinto questa norma è stato: proibizione. Ha privato molte coppie italiane del diritto alla salute, del diritto alla libertà procreativa, del diritto ad avere un figlio sano. Questa legge si è infilata tra le lenzuola degli italiani, si è imposta in quello spazio che il padre del liberalismo moderno, John Stuart Mill, definitiva del self-regarding, la sfera privata che un Governo liberale dovrebbe tutelare, non invadere. Quando il testo venne approvato, il 19 febbraio del 2004, al governo c’era Silvio Berlusconi, al Ministero della Sanità Girolamo Sirchia e alla presidenza della Cei, la Conferenza Episcopale Italiana, Camillo Ruini. Sarebbe interessante raccogliere ora le loro valutazioni insieme a quelle di tutti i parlamentari che fortemente vollero questa legge e che si opposero con altrettanta forza al referendum radicale per l’abolizione delle legge. Sarebbe ancora più doveroso, inoltre, che costoro che hanno difeso l'indifendibile in Parlamento, al Governo, in Vaticano, usando potere, soldi e televisioni, facendo perdere più di dieci anni ai malati, alle donne, ai medici e agli scienziati chiedessero scusa e, per i non pochi ancora con incarichi politici e burocratici, si dimettessero. Potrebbero far sorridere, se non fossero drammatiche per le conseguenze che hanno provocato, le dichiarazioni dell’onorevole Fioroni nei giorni di approvazione della legge che sottolineava la preoccupazione dei legislatori che dietro la fecondazione assistita potesse annidarsi “la possibilità di modificare l'essere che dovrà nascere, scegliendone le sembianze somatiche e le caratteristiche psichiche” e che si potesse “successivamente aprire quell'autostrada dell'eugenismo, per cui alla fine il figlio di Dio, ossia quello che deve nascere (uso questo termine per indicare il figlio naturale) e che deve nascere così come è, non venga più accettato e non in base a parametri di fisiologia o di patologia, ma in base al concetto che ciascuno di noi darà della normalità”. Naturalmente le cose stanno in maniera completamente diversa. La nuova sentenza della Corte Costituzionale ha sfatato ogni dubbio riguardo alle accuse di eugenetica rivolte ai genitori che chiedono solo un figlio non affetto dalla loro stessa patologia genetica e non un bambino da catalogo (sarebbe interessante sapere dall’on. Fioroni come pensava di selezionare le caratteristiche psichiche delle blastocisti, ma sorvoliamo). Chi ha la responsabilità politica di questa fallimentare legge è ora che paghi. In questo quadro politico, in cui l’operato dell’Esecutivo langue in tema di diritti civili e libertà fondamentali – fatta forse eccezione per la legge sul divorzio breve – il Ministero della Salute e quello della Ricerca hanno oggi la possibilità di riscattare il passato e porsi dalla parte della ragione, della scienza, delle tutele individuali. Come Associazione Luca Coscioni, insieme a chiunque voglia unirsi a questo fronte di campagna politica mai fermatosi dal quel 2004 con Luca Coscioni e i radicali, siamo pronti a riattivarci per cancellare gli ultimi divieti rimasti: quello di ricerca sugli cellule staminali embrionali e quello per l'accesso dei single e coppie dello stesso sesso alla fecondazione assistita. Chiediamo infatti alla Ministra Lorenzin, alla Ministra Giannini e ai Parlamentari tutti di non aspettare che siano i giudici italiani ed europei a spiegare che anche gli ultimi divieti della legge 40 sono contrari alle libertà fondamentali della persona.  Nel rispetto delle norme generali, utilizziamo per la ricerca gli embrioni non idonei per una gravidanza, come accade già all'estero. Lasciarli inutilizzati dentro ai frigoriferi rappresenta solo un freno alla ricerca e alla possibilità di cura di molte malattie invalidanti, mentre ricercatori di altri Paesi stanno già sperimentando (o sono in procinto di sperimentare) le staminali embrionali su patologie della retina e sulla malattia di Parkinson. E forse un giorno potranno trattare malattie come l’Alzheimer o la sclerosi laterale amiotrofica – quella che uccise Luca Coscioni – mentre i ricercatori italiani staranno a guardare, imbrigliati nelle maglie di quel che ancora rimane della legge 40.

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Stephen Hawking: 'Se sarò un peso opterò per l'eutanasia'

Gio, 04/06/2015 - 10:23
Stephen Hawking: 'Se sarò un peso opterò per l'eutanasia'Ansa4 Giu 2015Eutanasia

Lo scienziato in vita più brillante del mondo. Che però non vuole essere un peso per nessuno. Stephen Hawking, il noto fisico studioso dell'universo e fautore della teoria del tutto, considera "il suicidio assistito solo in caso di grave sofferenza, oppure se mi rendessi conto di non poter più dare un contributo all'umanità e di essere soltanto un peso per chi mi sta intorno" - secondo quanto sostiene in un'intervista (non ancora trasmessa) concessa a Dara O’Briain per un nuovo programma della televisione britannica Bbc, ma di cui il Telegraph ha fornito un'anticipazione. Il fisico, che ha anche recentemente ispirato un commovente film sulla sua vita, ha 73 anni ed è affetto dalla malattia del motoneurone che lo ha immobilizzato e condannato a comunicare con un sintetizzatore vocale, ma è convinto che "tenere in vita qualcuno contro la sua volontà è il trattamento più indegno che possa esserci".

Hawking spera ancora di poter svolgere attività di studio e di ricerca. "Sarò spacciato se morirò prima di aver districato altri dubbi sull'universo". Lo scienziato esprime anche un profondo senso di solitudine: "La gente ha paura di parlarmi, oppure non ha tempo per aspettare la mia risposta scritta. Vorrei poter tornare a nuotare. Quando i miei figli erano piccoli, avrei voluto poter giocare con loro".

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Rassegna stampa - Il Comune di Ancona approvi il PEBA (piano eliminazione barreire architettoniche)

Mer, 03/06/2015 - 21:13
Rassegna stampa - Il Comune di Ancona approvi il PEBA (piano eliminazione barreire architettoniche)3 Giu 2015Renato BiondiniBarriere architettoniche AllegatoDimensione CAdriatico03062015.jpg294.33 KB
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Eutanasia, sottosegretario Buitoni: "È una questione non procrastinabile".

Mer, 03/06/2015 - 16:15
Eutanasia, sottosegretario Buitoni: "È una questione non procrastinabile".Ass. Coscioni3 Giu 2015Eutanasia

Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni 

 Il sottosegretario alla Cultura Borletti Buitoni ha dichiarato ai lavori del Consiglio Generale dell'Associazione Luca Coscioni in corso ad Orvieto: "Il numero dei parlamentari favorevoli alla calendarizzazione della proposta di legge per la legalizzazione dell'eutanasia promossa dall'Associazione Luca Coscioni sono 107. Devono divenire almeno il 50%. Quando ho chiesto ai miei colleghi parlamentari di sostenere la proposta di legge ho riscontrato ignoranza, diffidenza e timore. Non siamo un Paese laico. Il lavoro dell'Associazione Luca Coscioni è quello di evitare che, quando ci sarà la calendarizzazione, avvenga il mercanteggio del compromesso a scapito dei contenuti, che è pericolosissimo quando si parla di diritti civili. Non dobbiamo fare una legge, dobbiamo fare una buona legge, la cui paternità deve rimanere dell'Associazione Coscioni. Il mio impegno sarà ribadire i contenuti portati avanti dall'Associazione e aumentare i parlamentari favorevoli alla calendarizzazione. La questione dei diritti civili, come quello dell'eutanasia non è procrastinabile", Conclude Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e promotore della campagna www.eutanasialegale.it: " Prosegue la mia disobbedienza civile con Mina Welby e Gustavo Fraticelli: a breve, entro giugno, accompagneremo altre persone in Svizzera per ottenere l'eutanasia, violando la legge italiana che inquadra questa iniziativa come concorso dell'omicidio del consenziente. Tutte le informazioni su www.SosEutanasia.ito scrivendo a m.cappato@radicali.it".

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Aggiornamento indice di libertà di ricerca scientifica e autodeterminazione nel mondo

Mer, 03/06/2015 - 12:09
Aggiornamento indice di libertà di ricerca scientifica e autodeterminazione nel mondoMichael Beck 3 Giu 2015Congresso Mondiale Libertà di Ricerca

 Relazione paese - Canada:

Il Canada è attualmente uno dei pochi paesi al mondo che non pone alcuna restrizione legale all'aborto. Nel 1969, durante l'amministrazione liberale dell'ex primo ministro canadese Pierre Trudeau, il Canada approvò una legge che legalizzava l'aborto nei casi in cui una commissione di medici lo dichiarasse necessario per il benessere fisico e psichico della madre. Nel 1988, tuttavia, la Corte Suprema del Canada, nel processo R contro Morgentaler, stabilì che la legge del 1969 era incostituzionale in quanto violava il diritto della donna alla sicurezza della propria persona. Nonostante non vi siano restrizioni federali, le leggi provinciali variano e, secondo i sostenitori della libertà di scelta, l'accesso all'aborto rimane difficile nelle comunità rurali o isolate. Dal dicembre del 2012, Health Canada discute l'approvazione della pillola RU-486 e ad oggi (gennaio 2015) continua a rimandare la decisione sulla legalizzazione del farmaco. I leader liberali in Canada continuano a lottare per una legislazione pro-scelta.

Nel 2004, il Canada ha approvato la legge sulla procreazione assistita (Assisted Human Reproduction Act) per regolamentare la procreazione umana e la relativa ricerca in Canada. La legge è una delle più complete al mondo in materia di tecniche di procreazione, ma la Corte Suprema del Canada, nel 2010, ha stabilito che alcune parti della legge hanno ecceduto il potere legislativo del governo federale e sono state dichiarate incostituzionali. Molti sostengono che la legge abbia inoltre indirettamente contribuito a creare un mercato semi-nero per la procreazione assistita in Canada, e porta tutt'oggi molti genitori ad andare all'estero per la procreazione assistita. Per la legge federale, ad esempio, è reato penale acquistare sperma od ovuli da un donatore in Canada, ma è legale per i canadesi acquistare ovuli o sperma negli Stati Uniti. Inoltre, la supervisione dei servizi di fertilità nella maggior parte delle province è scarsa, se non nulla, e la qualità delle cliniche varia notevolmente. Nonostante le attuali carenze nell'ordinamento canadese, la donazione di ovuli e sperma è ammessa e gli accordi di maternità surrogata con FIV sono validi.

Sebbene le direttive anticipate siano valide, e i medici in Canada siano tenuti a rispettare il rifiuto di una terapia di sostegno vitale, l'eutanasia è in genere considerata un omicidio nel codice penale canadese, ed è quindi illegale. Nel febbraio del 2015, tuttavia, nel processo Carter contro Carter, la Corte Suprema ha annullato la legge canadese che vieta il suicidio assistito, dando ai canadesi costretti a sofferenze intollerabili e permanenti, se adulti e capaci di intendere e di volere, il diritto di richiedere l'aiuto di un medico per morire. Questa decisione avrà effetto a partire dal 2016. Inoltre, molte fonti rilevano che in Canada i medici praticano l'eutanasia passiva.

Nel 2006, il Canada ha approvato una legge che consente la ricerca sugli embrioni scartati dalle procedure di fecondazione in vitro, ma vieta la creazione di embrioni umani per la ricerca. Nel 2010 sono state emesse linee guida per la ricerca sulle cellule staminali umane, secondo le quali gli embrioni devono essere stati originariamente creati per fini riproduttivi, le persone dalle quali gli embrioni sono stati generati devono fornire il proprio consenso libero e informato alla ricerca illimitata sugli embrioni, e gli stessi non devono essere stati ottenuti da operazioni commerciali.

 

Ulteriori letture:

http://www.cbc.ca/news/politics/3-things-to-know-about-abortion-in-canada-1.2635269

http://www.theglobeandmail.com/life/health-and-fitness/health/we-need-to-talk-about-assisted-reproduction-in-canada/article22988791/

http://www.parl.gc.ca/Content/LOP/ResearchPublications/2010-68-e.htm

http://stemcellfoundation.ca/en/

Relazione paese - Svezia:

 L'aborto è stato regolamentato in Svezia per la prima volta con la legge sull'aborto del 1938. Negli anni la legge è stata oggetto di modifiche, delle quali la più recente, nel 1974, afferma che fino alla diciottesima settimana di gravidanza la scelta dell'aborto spetta unicamente alla donna, qualsiasi sia il motivo.  Dopo la diciottesima settimana, per ottenere l'aborto la donna ha bisogno del permesso del Consiglio nazionale per la salute e il benessere, che normalmente approva aborti tardivi nei casi in cui lo stato di salute della madre o del feto sia compromesso. Una volta che il feto è vitale (generalmente si considera tale a 22 settimane), l'aborto non è consentito. I cittadini svedesi si dicono favorevoli alla prevenzione di gravidanze indesiderate mediante l'uso di contraccettivi. Eppure, nonostante la promozione dei contraccettivi, studi del 2013 hanno dimostrato che i tassi di aborto svedesi continuano a crescere. Secondo il Pew Research Center, in Svezia l'aborto non è un argomento politicamente controverso.

La maggior parte delle tecnologie di procreazione assistita in Svezia sono disciplinate dalla legge sull'integrità genetica del 2006 e da molte altre leggi e raccomandazioni generali del Consiglio nazionale per la salute e il benessere. Le coppie eterosessuali e lesbiche impossibilitate ad avere figli hanno diritto a un trattamento di fertilità, così come le donne single. Anche la donazione di ovuli e sperma e i trattamenti di FIV sono ammessi in Svezia. I donatori di ovuli e sperma non possono essere anonimi e i bambini concepiti da donatori hanno il diritto legale di accedere ai dati del donatore. In Svezia la maternità surrogata è illegale.

Nel 2010, il Consiglio nazionale svedese per la salute e il benessere ha chiarito che in Svezia l'eutanasia passiva è legale, consentendo ai medici di interrompere le terapie di sostegno vitale se il paziente lo richiede. In Svezia, tuttavia, l'eutanasia attiva è considerata illegale e equiparata ad un omicidio. La BBC, nel 2008, ha riportato i risultati di un sondaggio secondo i quali l'84% dei medici svedesi non prenderebbe mai in considerazione la possibilità di aiutare un paziente a morire, anche se fosse il paziente a richiederlo e fosse legale. In Svezia le direttive anticipate sono consentite.

Le cellule staminali embrionali umane possono essere derivate, e studiate, da embrioni FIV in eccesso e da trasferimento nucleare di cellule somatiche (SCNT). La legge del 1991 sulle attività riguardanti gli ovuli umani per fini di ricerca e trattamento consente la ricerca sugli embrioni fino a 14 giorni dopo la fecondazione. La legge sulle banche biologiche del 2002 (Biobanks in Medical Care Act) ha istituito una banca di cellule staminali nazionale. La legge sull'integrità genetica del 2005 consente la creazione di embrioni umani per la ricerca utilizzando il trasferimento nucleare di cellule somatiche. In Svezia, tuttavia, la clonazione riproduttiva è illegale.

 Ulteriori letture:

http://abortioninsweden.org/legislation-and-costs/

http://www.smer.se/wp-content/uploads/2013/03/Slutversion-sammanfattning-eng-Assisted-reproduction.pdf

http://www.eurostemcell.org/regulations/regulation-stem-cell-research-sweden

 Relazione paese - Danimarca:

 In Danimarca l'aborto è stato legalizzato pienamente nell'ottobre del 1973. Da allora una donna può sottoporsi ad aborto a condizione che la gravidanza non abbia superato le 12 settimane. Gli aborti devono essere eseguiti da un medico in un ospedale statale o comunale, o in una clinica collegata ad un ospedale. L'aborto può essere eseguito anche dopo la dodicesima settimana se la vita della donna o la sua salute sono in pericolo. In alcuni casi una donna può ottenere l'autorizzazione all'aborto dopo la dodicesima settimana se si trova in precarie condizioni socio-economiche, se è stato vittima di stupro, se vi è un rischio per la salute psichica del feto o rischio di difetti di nascita. Tale autorizzazione deve essere rilasciata da due medici e un funzionario del comune competente. L'Associazione danese per la pianificazione familiare fornisce al pubblico informazioni sulla salute sessuale, sulla gravidanza e sui metodi contraccettivi.

 La Danimarca è spesso lodata in Europa per l'ampio accesso a e disponibilità di trattamenti per la riproduzione artificiale. La legge danese n. 460 del giugno 1997 disciplina la riproduzione artificiale in relazione a cure mediche, diagnosi e ricerca. Nel 2006, la legge n. 535 ha modificato la legge del 1997 per consentire a donne single e coppie dello stesso sesso di avere accesso alle ART, per valutare le incompatibilità dei genitori e per prolungare il periodo di conservazione degli ovuli crioconservati da 2 a 5 anni. Nel 2004, la Danimarca ha legalizzato anche l'uso della diagnosi genetica pre-impianto in associazione con la fecondazione artificiale in casi relativi al trattamento di bambini affetti da malattie potenzialmente letali.

 Il suicidio medicalmente assistito e l'eutanasia attiva non sono specificamente illegali, ma l'assistenza medica alla morte può essere perseguita legalmente. In Danimarca la questione dell'eutanasia è periodicamente valutata e discussa. Il Parlamento danese, negli anni, ha istituito vari comitati etici che, finora, si sono detti sfavorevoli a leggi sull'eutanasia attiva. Nel maggio del 2012 è emerso che il comitato avrebbe avuto un acceso dibattito al riguardo. In Danimarca le direttive avanzate sono legali.

 Il governo danese consente la ricerca sulle cellule staminali con distruzione degli embrioni solo in caso di embrioni FIV "di ricambio" e solo fino a 14 giorni dopo la fecondazione. È vietata la derivazione di cellule staminali da trasferimento nucleare di cellule somatiche e ovuli animali non umani. Se - come sperano - inizieranno nel 2015, gli scienziati danesi diventeranno i primi in assoluto a condurre studi clinici di cellule staminali sugli esseri umani per cercare di curare pazienti affetti da sclerosi multipla.

 Ulteriori letture:

http://www.stem-cell-forum.net/danish-center-for-stem-cell-research/

 Relazione paese - Cina:

 I dati pubblicati nel 2013 dalla Commissione cinese per la salute e la pianificazione familiare indicano che ogni anno, in Cina, vengono eseguiti più di 13 milioni di aborti. In Cina l'aborto è legale ed è considerato un servizio governativo disponibile su richiesta per le donne, ma l'aborto per la selezione del sesso è illegale. In conformità con la politica del figlio unico per controllare la crescita della popolazione, anche la pianificazione famigliare e i contraccettivi sono legali e ampiamente diffusi in Cina. Anche se gli aborti forzati sono una violazione della legge cinese e non sono contemplati da alcuna politica ufficiale, vengono in realtà applicati dagli enti locali nell'ambito della politica del figlio unico.

 Le tecniche di procreazione assistita hanno cominciato ad essere disponibili in Cina a metà degli anni '80, con il primo bambino nato da FIV a Taiwan nel 1985. I centri di ART in Cina offrono ai pazienti molte procedure, compresi trattamenti di FIV, crioconservazione degli ovociti, trasferimento selettivo dei singoli embrioni e diagnosi genetica pre-impianto, tutte procedure giuridicamente ammesse in tutto il paese. Sebbene in Cina, in generale, le ART siano legali, l'atmosfera sociale e culturale del paese, sommata alla politica del figlio unico, ha portato a restrizioni su alcune forme di ART, che rimane inaccessibile per molte coppie infertili.

 In Cina l'eutanasia è un reato penale, mentre e le direttive anticipate sono legali ma soggette a significative restrizioni. La cultura cinese, tradizionalmente, ritiene che la parola "morte" porti sfortuna, e i cinesi tendono dunque a non risparmiare alcuno sforzo estendere la vita di una persona cara con le migliori cure mediche disponibili, anche se essa è all'ultimo stadio di una malattia terminale. Un sondaggio del 2013, tuttavia, rivela che più di due terzi dei cinesi hanno una prospettiva aperta e tollerante nei confronti dell'eutanasia. Anche i medici in Cina, in termini generali, stanno iniziando ad essere maggiormente favorevoli alla pratica dell'eutanasia.

 In confronto ad altri paesi, la legislazione cinese in materia di ricerca sulle cellule staminali si può considerare permissiva. Ciò può essere dovuto al fatto che la maggior parte dei cittadini cinesi non attribuisce all'embrione alcun valore morale intrinseco. Infatti, secondo il Confucianesimo, una persona inizia a esistere alla nascita. Ciononostante, il governo ha iniziato ad attuare alcune normative in virtù del crescente interesse al riguardo. Nel 2003, il Ministero della Scienza e della Tecnologia, in collaborazione con il Ministero della Salute, ha emanato linee guida etiche per la ricerca sulle cellule staminali embrionali umane. Le linee guida stabiliscono che gli embrioni per la ricerca devono provenire solamente da embrioni sovrannumerari della FIV, le cellule fetali da aborti accidentali spontanei o selezionati volontariamente, i blastocisti separati partenogeneticamente ottenuti con SCNT e le cellule germinali donate volontariamente.

 Ulteriori letture:

http://www.chinadaily.com.cn/china/2013-12/31/content_17206128.htm

http://knowledge.ckgsb.edu.cn/2014/05/05/technology/stem-cell-research-in-china-regenerative-economics/

 Relazione paese - India:

 

 La disciplina dell'aborto in India si può ricondurre alla legge sull'interruzione medica della gravidanza (MTP), promulgata nel 1971. Le gravidanze non superiori a 12 settimane possono essere interrotte sulla base del parere di un unico medico in buona fede, mentre le gravidanze tra le 12 e le 20 settimane richiedono il parere di due medici. Sebbene l'MTP non consenta interruzioni di gravidanza dopo 20 settimane, nell'ottobre del 2014 è stato proposto al Parlamento indiano di consentire l'aborto fino a 24 settimane di gravidanza. Malgrado l'aborto sia legale in India, si stima che due terzi degli aborti eseguiti nel paese siano rischiosi per la salute, effettuati illegalmente in casa e/o da levatrici. Il bilancio annuale delle donne vittime di aborti è 4.600. Un accesso migliore e più sicuro non è ancora diffuso in India, soprattutto per le donne che abitano le zone rurali del paese.

 Nel 2010, il Ministero indiano della salute e del benessere della famiglia ha elaborato un disegno di legge per disciplinare le tecnologie di riproduzione assistita (ART). Il testo, tuttavia, continua ad essere ripresentato in Parlamento ogni anno. In India la maternità surrogata commerciale è legale e applicabile mediante contratti. Nel 2012, uno studio patrocinato dalle Nazioni Unite ha stimato che il business della maternità surrogata in India genera più di 400 milioni di dollari all'anno e che in tutto il paese esistono più di 3.000 cliniche di fertilità. Nel 2005, il Consiglio indiano per la ricerca medica ha pubblicato linee guida sulle ART, che trattano l'importanza e la necessità della maternità surrogata.

 La Corte Suprema indiana, nel 2011, aveva stabilito che l'eutanasia passiva è consentita mediante l'interruzione del sostegno vitale a pazienti in stato vegetativo permanente. La sentenza è stata emessa nell'ambito del caso di Aruna Shanaug, in stato vegetativo da 37 anni in un ospedale indiano. Recentemente, nel dicembre del 2014, il governo indiano ha approvato e convalidato la sentenza sull'eutanasia passiva. L'eutanasia attiva, così come le direttive anticipate, è illegale.

 L'India è molto progressista in termini di ricerca sulle cellule staminali, che è finanziata in ambito tanto pubblico quanto privato. Le linee guida per la ricerca sulle cellule staminali vengono emesse dal Dipartimento di Biotecnologie (DBT) e dal Consiglio indiano per la ricerca medica (ICMR). Secondo le linee guida, le terapie con cellule staminali sono ancora proibite nonostante l'approccio piuttosto liberale alla relativa ricerca. L'uso di preembrioni umani a fini sperimentali è legale, così come la derivazione di nuove linee di hESC da SCNT ed embrioni sovrannumerari.

 Ulteriori letture:

http://irssh.com/yahoo_site_admin/assets/docs/18_IRSSH-392-V4N1.321102751.pdf

http://www.businessinsider.in/Stem-CellResearch-In-India-Surges-Ahead/articleshow/40278445.cms

 

Relazione paese - Singapore

 

 A Singapore, l'aborto è legale e disponibile su richiesta durante le prime 24 settimane di gravidanza. La legge sull'aborto di Singapore, originariamente emanata nel 1974 ma successivamente modificata, non definisce un limite di età per l'aborto e non richiede che i minori abbiano il consenso dei genitori. La legge impone che, prima di eseguire la procedura, le donne si sottopongano alla breve consulenza di un consulente qualificato presso una clinica accreditata per aborti. Dopo la consulenza è obbligatorio un periodo di attesa di 48 ore. Alla consulenza e al periodo di attesa obbligatorio si accredita una diminuzione del numero degli aborti eseguiti a Singapore da quando l'aborto fu legalizzato nel 1974. Inoltre, le donne di Singapore hanno a disposizione molti servizi di pianificazione familiare, tra cui varie hotline. Anche i farmaci contraccettivi d'emergenza sono legali e facilmente reperibili.

 La normativa in materia di tecnologie di procreazione assistita a Singapore si è recentemente evoluta in virtù della legge sui bambini (Status of Children Act) approvata nel 2013. La legge afferma che una donna che porta in grembo un bambino va considerata madre legale dello stesso, e delinea vari scenari di paternità. I critici, però, sostengono la necessità di una legge più completa, poiché quella attuale non affronta molte questioni chiave delle ART, quali il congelamento degli ovociti o la maternità surrogata all'estero. A Singapore le procedure di procreazione assistita possono essere eseguite solo su donne sposate (non nubili o coppie dello stesso sesso) e con il consenso del marito. Le donne, inoltre, non possono aver superato i 45 anni di età.

 Nel maggio del 1996, il Parlamento di Singapore ha approvato la legge Advance Medical Directive (AMD), legalizzando così le direttive anticipate di trattamento. La legge è stata estesa al fine di tutelare e legalizzare la pratica dell'eutanasia passiva. L'eutanasia attiva, tuttavia, continua rimane illegale a Singapore. Nell'autunno del 2014, l'Istituto di studi politici ha condotto un dibattito aperto chiedendo alla popolazione se per Singapore fosse giunto il momento di prendere in considerazione un disegno di legge sul diritto alla morte: solo il 34,5% dei partecipanti a risposto affermativamente.

 A Singapore l'uso di cellule staminali embrionali umane è legale sia per scopi terapeutici che di ricerca, nella misura in cui non superino i 14 giorni dal concepimento. Nel 2006, il New York Times ha definito Singapore un "rifugio" per la ricerca sulle cellule staminali alla luce delle sue leggi liberali e dei finanziamenti del governo al settore. Nel 2000, Singapore ha avviato un'iniziativa per diversificare e rafforzare la propria economia investendo nelle biotecnologie. Il paese, da allora, ha attirato molte aziende farmaceutiche e persino scienziati americani, accorsi per approfittare degli incentivi fiscali e dei finanziamenti governativi.

 Relazione paese - Nuova Zelanda:

 

 Ogni anno, in Nuova Zelanda, circa 15.000 donne interrompono la gravidanza. L'aborto è legale se la donna incinta è in pericolo di vita, se ha problemi di salute fisica o psichica, ovvero se vi è un rischio per il feto. In caso contrario, ai sensi del Crimes Act del 1961, l'aborto in Nuova Zelanda è considerato un reato. Se una donna richiede l'aborto dopo la dodicesima settimana di gestazione, esso deve essere eseguito presso una "istituzione autorizzata". L'aborto, inoltre, deve essere approvato da due medici, uno dei quali deve essere ginecologo od ostetrico. Un'altra legge approvata nel paese è quella del 1977 riguardante la contraccezione, la sterilizzazione e l'aborto, che ha istituito il Comitato di vigilanza sull'aborto, il quale relaziona al Parlamento. Il comitato vigila sulla qualità dei servizi di aborto e sui centri che li offrono, e monitora le procedure da adottare per richiederlo. Alle donne sono forniti anche contraccettivi d'emergenza e servizi di consulenza.

 Nel 2004, il Parlamento neozelandese ha approvato lo Human Assisted Reproductive Technology Act, legge che espone le linee guida da seguire per sottoporsi legalmente a procedure di procreazione assistita, compresa la tutela della salute e del benessere delle donne e dei bambini coinvolti. Secondo tale legge, la selezione del sesso è illegale. Anche la maternità surrogata commerciale è illegale in Nuova Zelanda, ma la maternità surrogata non commerciale, motivata da ragioni di compassione, è legale. Per diventare una madre surrogata, una donna deve presentare una domanda al Comitato etico nazionale per la tecnologia di procreazione assistita (ECRAT), che prenderà in esame ciascun caso. Il congelamento di embrioni e ovociti è legale, e le ART sono accessibili anche a donne single e coppie dello stesso sesso.

 Sia l'eutanasia passiva che quella attiva sono attualmente illegali in Nuova Zelanda, ma è possibile fare ricorso alle direttive anticipate. Ai sensi del Crimes Act 1961, è illegale "favorire e agevolare il suicidio". Nonostante la severità della normativa contro l'eutanasia, alcuni rilievi suggeriscono che gode di un considerevole sostegno pubblico. Sondaggi condotti sia dalla Massey University che dalla Voluntary Euthanasia Society nel 2008 dimostrano che oltre il 70% dei neozelandesi sostiene l'eutanasia, in particolare se eseguita da un medico. Nel 1995 e ancora nel 2003, disegni di legge sul diritto alla morte dignitosa sono stati bocciati dal Parlamento neozelandese.

 La normativa consente solamente la ricerca su cellule staminali embrionali importate. Nel novembre del 2005, il Ministero della Salute ha pubblicato le linee guida per la ricerca sulle cellule staminali e ha esposto le questioni etiche sollevate dalla ricerca sulle hESC. Le linee guida sottopongono i ricercatori a rigide linee guida, tra cui una valutazione etica obbligatoria delle applicazioni della ricerca.

 Ulteriori letture:

http://www.stuff.co.nz/national/health/10155612/Is-abortion-law-due-for-a-shakeup

http://www.law2.byu.edu/isfl/saltlakeconference/papers/isflpdfs/Atkin.pdf

http://www.msi.govt.nz/assets/MSI/MoRST-Archive/Futurewatch-Stem-Cell-Report.pdf

 

Relazione paese - Sud Africa:

 

Il Sudafrica, rispetto ad altri paesi, dispone di leggi molto liberali sull'aborto in virtù della legge del 1996 sull'interruzione della gravidanza. La legge consente l'aborto su richiesta fino alla dodicesima settimana di gravidanza per donne di qualsiasi età, in determinate circostanze dalla tredicesima alla ventesima settimana, e solo per gravi motivi di salute dopo la ventesima settimana.  La consultazione con i genitori, per le minori di 18 anni, e con il coniuge, se sposate o in un rapporto duraturo, è consigliata, ma non giuridicamente obbligatoria. L'aborto può essere eseguito gratuitamente presso alcuni ospedali pubblici o cliniche. La legalizzazione dell'aborto ha portato a una diminuzione dei decessi per aborti clandestini, fino al 1996 un serio problema in Sud Africa, ma le morti a seguito di aborto sono ancora considerate numerose. Nel 2010, il Consiglio sudafricano di ricerca medica ha riscontrato che il 50% degli aborti intrapresi da ragazze di età compresa tra i 13 e i 19 anni vengono eseguiti al di fuori di ospedali e cliniche. Inoltre, secondo una relazione della rivista Reproductive Health, il 30% delle donne nel paese pensa che l'aborto sia illegale.

 Tutte le donne sudafricane, generalmente, hanno accesso alla fecondazione artificiale e alle ART, e la maternità surrogata altruistica è riconosciuta e accessibile a tutte le coppie, comprese le coppie dello stesso sesso. Il concepimento di ovuli e sperma è disciplinato dalla legge sui tessuti umani del 1983, che consente la donazione di ovuli e sperma, e dalla legge sui bambini del 2005, emanata per tutelare tutti i bambini, compresi quelli concepiti tramite donazione e maternità surrogata. La selezione del sesso non è esplicitamente illegale, ma le linee guida rilasciate dal Consiglio sudafricano di ricerca medica definiscono non etica la selezione del sesso mediante l'uso della tecnologia.

 Sia l'eutanasia attiva che quella passiva sono illegali in Sud Africa. Il dibattito sulla sua eventuale legalizzazione va avanti da oltre 15 anni, da quando - cioè - il presidente Nelson Mandela incaricò la Commissione di diritto del Sud Africa di studiare le decisioni di fine vita. Lo studio ha portato a una proposta sulla decisione di fine vita, presentata al Parlamento nel 2000 e ferma da allora. Ad oggi non è ancora stata discussa o aperta al dibattito pubblico.

 

 La legge sui tessuti umani tratta anche la ricerca sugli embrioni in Sud Africa. Il capitolo 8 della legge nazionale sulla sanità, tuttavia, è destinato a sostituire tale legge per quanto concerne la ricerca sulle cellule staminali. Il capitolo 8 permetterà al Ministro della Salute di consentire che embrioni non più vecchi di 14 giorni possano essere utilizzati a scopo di ricerca. Le linee guida del Consiglio sudafricano di ricerca medica sconsigliano la creazione di embrioni al solo scopo di ricerca. I tribunali sudafricani hanno stabilito che il disegno di legge sui diritti (Bill of Rights) non è applicabile al nascituro, il che alimenta il dibattito sull'autonomia degli scienziati nel campo della ricerca sulle cellule staminali.

 

 Ulteriori letture:

http://allafrica.com/stories/201402131596.html

http://www.sajbl.org.za/index.php/sajbl/article/view/171/171

 

Relazione paese - Francia:

 

 A partire dall'agosto del 2014, allo scopo di aumentare la parità di genere nel paese, in Francia l'aborto è stato reso legale durante le prime 12 settimane di gravidanza su semplice richiesta della donna. In precedenza, per ottenere l'aborto, una donna aveva bisogno di una motivazione medica. L'aborto in fasi successive della gravidanza è ammesso se due medici attestano che l'aborto sarà eseguito per evitare un "grave danno permanente" alla salute fisica o psichica della donna e/o del bambino. In Francia è consuetudine programmare l'aborto una settimana dopo la richiesta della paziente. La Francia, inoltre, è stato il primo paese a legalizzare l'uso della pillola RU-486 nel 1988 e si stima che un quarto degli aborti francesi, oggi, siano effettuati con questo farmaco. Dati del 2009 suggeriscono che il tasso di aborto in Francia è di 17,4 aborti ogni 1000 donne di età compresa tra i 15 e i 44 anni.

 Diverse leggi e decreti disciplinano l'uso delle ART in Francia. Una è la legge sulla bioetica del 2004, che sostiene con forza il rispetto per la dignità di un embrione umano, il rispetto per tutte le fasi della vita e il rispetto dei diritti umani. La legge conferisce all'Agenzia di biomedicina anche la responsabilità di regolamentare la FIV e le altre forme di ART, assieme all'aborto e alla ricerca sulle cellule staminali. Le norme francesi pongono limiti all'accesso alla FIV, limitandone l'uso a coppie sposate eterosessuali che abbiano convissuto per almeno due anni. Tuttavia, nel settembre del 2014, il massimo tribunale civile del paese, la Corte di Cassazione, ha stabilito che i bambini concepiti da FIV possono essere adottati da coppie dello stesso sesso. Inoltre, ai sensi della legge sulla bioetica del 2004, la crioconservazione di embrioni e ovociti è legale.

 L'eutanasia in Francia è una questione attuale e in continua evoluzione. Nel marzo del 2015, la Francia ha approvato una legge che dà ai medici la possibilità di mettere i malati terminali in una condizione di "sonno profondo" fino alla morte. Sebbene alcuni non categorizzino completamente la norma come una forma di eutanasia, molti concordano sul fatto che sia un passo verso la sua legalizzazione. I sondaggi indicano che 8 francesi su 10 sono favorevoli all'eutanasia. D'altra parte, la Francia ha una forte presenza di cattolici conservatori che temono questa nuova legge e sono contro l'eutanasia in generale. Il presidente François Hollande si sta impegnando per fare in modo che i malati terminali affetti da dolori "insopportabili" possano "beneficiare dell'assistenza medica per finire la propria vita con dignità" Con il suo programma politico, e molti cittadini a favore dell'eutanasia, si possono prevedere nuove leggi in materia di fine vita nel prossimo futuro.

 La citata legge sulla bioetica del 2004 contiene anche disposizioni in merito di ricerca sugli embrioni. Essa vieta la creazione di embrioni a fini di ricerca. Tuttavia, la ricerca può essere condotta in tre situazioni differenti, e tutte tre prevedono che l'embrione sia generato mediante FIV. In primo luogo, la ricerca può essere condotta su embrioni "di riserva" non usati da parte dei genitori, a condizione che i genitori forniscano il proprio consenso scritto. In secondo luogo, la ricerca può essere condotta su embrioni inadatti per l'impianto. In terzo luogo, la ricerca può essere condotta su embrioni inadatti alla conservazione o che presentano deformità rilevate mediante diagnosi pre-impianto.

 

Ulteriori letture:

http://thinkprogress.org/health/2014/08/06/3468135/france-gender-equality-law/

http://www.federa.org.pl/dokumenty_pdf/invitro/jbf_European_laws_governing_in_vitro_fertilization%5B2%5D.pdf (include altri paesi europei oltre alla Francia)

 

Relazione paese - Israele

 In Israele l'aborto è legale in determinate circostanze, nei limiti stabiliti dalle clausole 3120321 del codice penale del 1977. Tali circostanze includono le donne sposate, le donne di età superiore ai 40 anni o sotto i 17 (l'età minima per sposarsi in Israele), i rapporti incestuosi, lo stupro, i difetti di nascita, i rischi di salute e/o il rischio di morte della madre. In alcune di queste circostanze, è lo stato a pagare per l'aborto. Indipendentemente dal motivo, l'aborto deve essere approvato da un comitato per l'interruzione della gravidanza. Esistono 41 di questi centri negli ospedali israeliani. I comitati sono composti da tre membri: due medici e un assistente sociale. Se il feto è oltre le 24 settimane di vita, sei diversi comitati devono pronunciarsi in merito alla richiesta di aborto. I medici e le donne che, rispettivamente, eseguono e ottengono illegalmente l'aborto senza l'approvazione di un comitato sono perseguibili penalmente, eventualità che si stima rappresentare circa la metà degli aborti effettuati in Israele.

 Israele è molto liberale in termini di regolamentazione delle tecniche di procreazione assistita. Il servizio sanitario nazionale, obbligatorio per tutti i cittadini israeliani, copre quasi tutti i trattamenti di fertilità. Le donne single e le coppie del stesso sesso hanno accesso alle ART, e i costi della FIV sono interamente sovvenzionati fino alla nascita di due bambini. La donazione si embrioni e sperma, nonché gli accordi di maternità surrogata, sono tutti giuridicamente ammessi in Israele. Si veda il secondo link tra le "Ulteriori letture" per una spiegazione dettagliata, aggiornata al 2012, delle norme e delle politiche vigenti in Israele in materia di procreazione.

 Il codice penale israeliano vieta di causare la morte di un'altra persona, e proibisce specificatamente di accorciarla. L'eutanasia passiva, generalmente, è vietata anche dalla legge ebraica. Analogamente ad altri paesi, in passato Israele ha istituito commissioni, come la Commissione Steinberg nel 2006, per valutare se l'eutanasia debba essere considerata legale in determinate circostanze. Nel dicembre del 2014, un tribunale israeliano ha approvato l'eutanasia passiva per un malato terminale di SLA, la prima sentenza di questo genere nel paese. Nel giugno del 2014 è stato presentato un disegno di legge per rendere legale il suicidio assistito per malati terminali. Approvato dal comitato ministeriale israeliano, il disegno di legge dovrà però probabilmente fare i conti con la resistenza dei conservatori in Parlamento.

 Israele, inoltre, ha un po' attenuato le norme in materia di ricerca con le cellule staminali. In Israele 18 aziende, nel 2013, sviluppavano o commercializzavano trattamenti a base di cellule staminali. Tre di queste sviluppano terapie con cellule staminali prodotte da cellule staminali embrionali umane.

 Ulteriori letture:

http://www.loc.gov/law/help/il-reproduction-and-abortion/israel.php

http://www.loc.gov/law/help/israel_2012-007460_IL_FINAL.pdf

http://www.haaretz.com/news/features/stem-cell-research-is-blooming-in-israel.premium-1.515396

 

 Relazione paese - Argentina

 

 In Argentina l'aborto è consentito solo quando la vita o la salute della donna sono in pericolo, come stabilito dalla Corte Suprema nel marzo del 2012. Al di là di questa sentenza, l'aborto è illegale secondo il codice penale argentino. In Argentina molti si stanno battendo in favore di norme meno severe sull'aborto, e varie organizzazioni hanno lanciato una campagna nazionale per il diritto di aborto. Recentemente vari disegni di legge sono stati presentati e discussi alla Commissione giustizia penale del Congresso al fine di legalizzare l'aborto, l'ultimo nel novembre del 2014.

 La grande influenza della Chiesa cattolica in Argentina e l'ampio divario tra ricchi e poveri ha un notevole influsso sulla regolamentazione delle tecnologie di procreazione assistita, così come su quella - sopra descritta - dell'aborto. In molti paesi dell'America Latina, tra cui l'Argentina, i poveri non hanno accesso alle ART, e tali tecnologie non sono disponibili in molti ospedali pubblici. L'OMS segnala che nel paese, a causa di questa situazione, vi è un diffuso senso di discriminazione e risentimento. Tuttavia, la donazione di embrioni e sperma è ammessa, e sia le donne single che le coppie dello stesso sesso hanno accesso alle ART.

 Nel maggio del 2012 il Senato argentino ha approvato una legge sulla "morte dignitosa", dando ai malati terminali e alle loro famiglie più voce in capitolo nelle decisioni di fine vita. In altre parole, i pazienti che stanno morendo o sono affetti da malattie incurabili possono rifiutare le terapie di sostegno vitale. In Argentina, dunque, l'eutanasia passiva è legale, così come le direttive anticipate. L'eutanasia attiva, però, rimane illegale.

 In Argentina sono numerosi i ricercatori impegnati nella ricerca sulle cellule staminali presso istituzioni pubbliche e private. La legge sui trapianti e la legge sulla medicina espongono le linee guida per il trattamento degli embrioni umani ai fini della ricerca scientifica. L'uso di preembrioni umani a scopo sperimentale, generalmente, è una procedura accettabile.

Ulteriori letture:

http://www.cnn.com/2012/03/14/world/americas/argentina-abortions/

http://www.bbc.com/news/world-latin-america-18016902

 Relazione paese - Svizzera

 

 Dal 2002, in Svizzera l'aborto è legale durante il primo trimestre di gravidanza, a condizione che una donna riceva una consulenza prima di sottoporvisi. Gli svizzeri hanno notoriamente un tasso di aborto molto basso rispetto ad altri paesi. Nel 2011, il tasso era di 6,8 aborti per ogni 1000 donne tra i 15 e i 44 anni. L'ampio accesso alla contraccezione (dal 2002 la pillola del giorno dopo è autorizzata senza prescrizione medica), i servizi di pianificazione familiare e gli alti livelli socio-economici contribuiscono al basso tasso di aborto. Dopo il primo trimestre, l'aborto è consentito per motivi di salute, compreso il rischio di grave disagio psichico.

 La maggior parte delle tecnologie di riproduzione assistita in Svizzera è disciplinata dalla legge federale del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita. La legge specifica che solo le coppie sposate possono avere accesso a tali tecnologie. Mentre la FIV e la donazione di ovuli e sperma sono ammesse, gli accordi di maternità surrogata non sono consentiti.

 In Svizzera l'eutanasia attiva e passiva sono legalmente vietate. Nel 1942, tuttavia, la Svizzera ha legalmente ammesso il suicidio assistito per motivazioni di altruismo, e lo considera reato solamente se il movente è egoistico. Non è reato nemmeno se è personale non medico ad operare il suicidio assistito, il che rende la Svizzera l'unico paese al mondo ad avere una legge di fine vita che non richieda il coinvolgimento di un medico. Il paese, per di più, è noto per il "turismo del suicidio", in quanto il destinatario del suicidio assistito non deve essere cittadino svizzero.

In Svizzera, la ricerca sulle staminali embrionali è regolamentata dalla legge federale del 2003, che disciplina la ricerca comprendente le cellule staminali embrionali. La legge consente che gli embrioni sovrannumerari della FIV vengano utilizzati per la ricerca. Essi, tuttavia, sono soggetti a stringenti condizioni di licenza e al consenso della coppia interessata. La legge, inoltre, permette l'importazione di linee di cellule staminali embrionali a scopo di ricerca. Non è consentito, invece, creare embrioni esclusivamente per fini di ricerca.

 Ulteriori letture:

http://www.swissinfo.ch/eng/fertility-matters_the-secret-of-switzerland-s-low-abortion-rate/33585760

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1125125/

http://www.eurostemcell.org/regulations/regulation-stem-cell-research-switzerland

 Relazione paese - Vietnam

 

 In Vietnam l'aborto è legale fino a 22 settimane del concepimento. Affinché l'aborto sia eseguito, la donna deve presentare un modulo di autorizzazione firmato che attesti che lei è responsabile per eventuali rischi derivanti dalla procedura di aborto. In alcuni casi, è richiesto che un membro della famiglia certifichi il modulo di autorizzazione. Il tasso di aborto in Vietnam è notoriamente molto elevato, motivo per cui il governo ha proposto leggi mirate a diminuirne il numero. Nel 2013, ad esempio, è stata elaborata una legge secondo la quale l'aborto è consentito solamente se la salute del bambino o della madre è a rischio. Il risultato dell'iter di approvazione di questa legge non è noto. Inoltre, la pillola RU-486 e la pianificazione familiare sono facilmente reperibili in Vietnam.

 

Il Vietnam promuove le tecnologie di procreazione assistita consentendo per legge la donazione di sperma, ovociti ed embrioni, nonché i trattamenti di FIV. Le donne single hanno accesso alle ART, mentre non vi hanno accesso le coppie dello stesso sesso. Secondo una concezione profondamente radicata nella cultura vietnamita, il grembo è il luogo in cui si crea la parentela. Tale concezione è nota come "grembo-centrismo". La normativa del paese, di conseguenza, assegna la custodia legale di qualsiasi bambino concepito mediante ART alla donna che lo porta in gestazione e lo dà alla luce. Gli accordi di maternità surrogata non sono giuridicamente validi.

In Vietnam sono vietate tutte le forme di eutanasia.

 Oltre a leggi conservatrici sul fine vita, il Vietnam non dispone di leggi molto liberali in materia di ricerca con cellule staminali embrionali. Non vi è alcuna legge specifica che consenta la ricerca sulle cellule staminali embrionali, ma tale ricerca non è espressamente vietata ed è praticata nel paese. Come in molti altri paesi, la clonazione terapeutica e la clonazione riproduttiva sono espressamente vietate.

 

 Ulteriori letture:

http://tuoitrenews.vn/society/27563/abortion-among-young-vietnamese-and-untold-stories-distressing-consequences

 

Relazione paese - Portogallo

 

 Nel 2007, il Portogallo ha liberalizzato le leggi sull'aborto. L'aborto può essere eseguito su richiesta se la gravidanza non ha superato la decima settimana, con un periodo di attesa di tre giorni per tutti gli aborti. Il Portogallo ha una forte tradizione cattolica e, malgrado l'aborto sia legale, molti medici si rifiutano di eseguirlo. L'aborto è legale anche in fasi successive per motivi specifici, tra cui rischi per la salute della donna e lo stupro, ma l'aborto oltre le 24 settimane è illegale. Statistiche del 2010 indicano che il tasso è di 9,0 aborti per ogni 100 donne di età compresa tra 15 e i 44 anni.

 La legislazione portoghese rimane piuttosto conservatrice in materia di tecnologie di riproduzione assistita. Il rapporto tra bambini e donne in Portogallo è ben al di sotto del tasso di sostituzione della popolazione di 2.1. Dati del 2008 mostrano che il tasso è di 1,49 figli per donna. Tuttavia, il numero di bambini nati tramite ART è molto basso. Gli accordi di maternità surrogata non sono in uso, e la donazione di sperma e ovuli è consentita ma non diffusa. Le coppie dello stesso sesso e le donne single non hanno accesso alle ART.

 In Portogallo l'eutanasia attiva e passiva sono illegali. Nel marzo del 2015, tuttavia, il Presidente dell'associazione bioetica portoghese ha affermato che è legale mettere i pazienti terminali in stato di sedazione profonda e continua, come prevede la legge approvata in Francia nel marzo del 2015. Dal 2000, i medici portoghesi si dicono pubblicamente aperti all'eutanasia.

 In Portogallo la ricerca sulle cellule staminali è limitata all'uso di embrioni congelati o sovrannumerari, mentre è reato per chiunque creare embrioni a scopo di ricerca. Licenze e approvazioni per la ricerca vengono fornite dal Consiglio nazionale portoghese per la procreazione medicalmente assistita.

 Ulteriori letture:

http://www.wbez.org/episode-segments/2011-08-10/here-there-portugal-abortion-legal-many-doctors-refuse-perform-them-9005

http://www.theportugalnews.com/news/deep-sleep-not-euthanasia-is-allowed/34376

http://www.eurostemcell.org/regulations/regulation-stem-cell-research-portugal

 

 

Categorie: Radicali

Congresso mondiale per la libertà della ricerca scientifica Riepilogo degli aggiornamenti dal 2/15 al 5/15

Mer, 03/06/2015 - 11:52
Congresso mondiale per la libertà della ricerca scientifica Riepilogo degli aggiornamenti dal 2/15 al 5/15Michael Beck 3 Giu 2015Congresso Mondiale Libertà di Ricerca

Scopo:

Lo scopo del mio incarico al Congresso mondiale per la libertà della ricerca scientifica era una ricerca sui cambiamenti legislativi verificatisi tra l’aprile del 2014 e il maggio del 2015 in materia di aborto, decisioni di fine vita, ricerca sulle cellule staminali e tecnologie di procreazione assistita. Analizzando vecchi articoli e siti web dedicati a questi argomenti dovevo determinare se, nel corso dell’anno, le risposte alle domande della ricerca postulate precedentemente dal Congresso mondiale fossero cambiate nei singoli paesi. Qualsiasi cambiamento nelle risposte poteva far variare il punteggio complessivo di un paese e quindi cambiarne la posizione nella classifica del sito. Sebbene gli sviluppi e le tendenze nei vari paesi, in merito ai suddetti argomenti, siano stati molti in tutto l’anno, non tutti hanno effetto sul punteggio di un paese. Al fine di far comunque emergere tali sviluppi sul sito, ho postato articoli sugli argomenti in questione collegandoli ai relativi paesi, in modo che possano essere trovati tra le “notizie recenti” nella pagina di profilo di ciascun paese. Quando ho ritenuto di aver raccolto i principali sviluppi e tendenze dell’ultimo anno, ho iniziato a scrivere relazioni di sintesi per i paesi che ne erano sprovvisti, partendo da quelli mancanti nella Top 10 e scendendo man mano nella classifica.

 

Metodi di ricerca

Le informazioni riguardanti le modifiche legislative dei singoli paesi sono state tratte principalmente da due siti web. Uno è BioEdge, una newsletter settimanale che raccoglie in tutto il mondo storie su questioni bioetiche. È una newsletter indipendente con vari obiettivi, tra cui “prevenire un’etica medica basata sui dati scientifici” e “fornire informazioni aggiornate e di qualità”. La seconda fonte è il Center for Genetics and Society, un’organizzazione no profit di informazione e affari pubblici. L’organizzazione incoraggia “l’uso responsabile e l’efficace governance sociale delle tecnologie genetiche e riproduttive umane e delle altre tecnologie emergenti”. Nel febbraio del 2015 ho scorso tutti i post pubblicati sui due siti dall’aprile del 2014, e da allora li ho controllati settimanalmente per rilevare eventuali aggiornamenti. Quando ho trovato argomenti che apparivano pertinenti per lo studio del Congresso mondiale, ho cercato notizie in merito su media importanti quali la BCC, il Telegraph, il Times ecc. per verificare le informazioni e trovare articoli con argomentazioni forti da postare sul sito del Congresso mondiale. Oltre a utilizzare BioEdge e il Center for Genetics and Society, ho cercato sistematicamente parole chiave e frasi quali “aborto in America Latina” ed “eutanasia” su Google News al fine di individuare eventuali ulteriori sviluppi dell’ultimo anno.

 

Per redigere le relazioni ho usato una serie di risorse che dessero una panoramica generale delle norme di ciascun paese in merito ad aborto, decisioni di fine vita, tecnologie di fecondazione assistita e ricerca sulle cellule staminali. Ho raccolto alcune delle principali fonti nella sezione “Ulteriori letture” delle relazioni dei singoli paesi.

 

Variazioni di punteggio e classifica:

 

Panoramica dei cambiamenti di classifica/punteggio (i primi 43-44 sono elencati nell’Indice di ricerca e autodeterminazione):

 

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Il Canada è salito alla posizione n. 8, passando da 127 a 133 punti

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L’India è ora alla pari con la Cina alla posizione n. 10 con 129 punti, contro i 125 dell’anno passato.

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La Francia è salita alla posizione n. 14, passando da 115 a 125 punti.

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La Repubblica Dominicana è entrata nella lista alla posizione n. 44 con 31 punti totali.

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Israele rimane alla posizione n. 18, ma è salito da 116 a 120 punti complessivi.

 

Altre variazioni di punteggio per paesi non presenti nella classifica generale:

 

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La Thailandia è scesa da 76 a 74 punti

o  

È scesa dalla posizione n. 20 alla n. 22 nella classifica delle tecnologie di procreazione assistita (ART)

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La Nigeria è scesa da 36 a 35 punti.

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La Polonia è salita da 29 a 42 punti.

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Il Lussemburgo è salito da 47 a 49 punti nella categoria aborto. 

 

Dettagli sulle variazioni di punteggio:

 

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Canada:

Le variazioni di punteggio totale e di classifica del Canada sono unicamente da ricondurre alla categoria decisioni di fine vita. Nel febbraio del 2015, nel processo Carter contro Carter, la Corte Suprema ha annullato la legge canadese che vieta il suicidio assistito, dando ai canadesi costretti a sofferenze intollerabili e permanenti, se adulti e capaci di intendere e di volere, il diritto di richiedere l’aiuto di un medico per morire. Questa decisione avrà effetto a partire dal 2016. Di conseguenza, ho modificato la risposta relativa al suicidio medicalmente assistito da “legalmente vietato” a “non chiaro”. Se effettivamente la legge cambierà nel 2016, questa risposta verrà modificata in “sì”. La ricerca, inoltre, suggerisce che i medici mettono in pratica l’eutanasia passiva in Canada e non vengono perseguiti, pur se è illegale. Dunque, pur se questo cambiamento non si è verificato nell’ultimo anno, ho adattato ai fini della ricerca la risposta alla domanda sull’eutanasia passiva.

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India:

Il punteggio totale dell’India è cambiato in virtù degli sviluppi nella legislazione sull’eutanasia, in particolare sull’eutanasia passiva. Nel dicembre del 2014, la Corte Suprema indiana ha autorizzato l’eutanasia passiva per i pazienti in stato vegetativo permanente o dichiarati cerebralmente morti. La sentenza è stata emessa nell’ambito del caso di Aruna Shanbaug, che si trovava in stato vegetativo da quarant’anni. 

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Francia:

In Francia si sono riscontrati sviluppi sia in materia di aborto che in materia di fine vita, il che ha portato il paese a salire nella classifica generale del sito. In termini di eutanasia, nel marzo del 2015 la Francia ha approvato una legge che dà ai medici la possibilità di mettere i malati terminali in una condizione di “sonno profondo” fino a quando sopraggiunge la morte. Non tutti i legislatori francesi concordano sul classificare tale normativa come eutanasia, dunque le domande relative a suicidio medicalmente assistito ed eutanasia attiva sono ora contrassegnate come “non chiaro”. In termini di aborto, nell’agosto del 2015 la Francia ha approvato una legge che consente alle donne di richiedere l’aborto per qualsiasi motivo nel primo trimestre di gravidanza. La norma si inserisce nei provvedimenti mirati ad aumentare la parità di genere.      

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Israele:

Nel dicembre del 2014, un tribunale israeliano ha approvato l’eutanasia passiva per malati terminali di SLA, la prima decisione di questo genere in Israele. Ho dunque cambiato la risposta sull’eutanasia passiva a “non chiaro”, aumentando il punteggio di Israele di 4 punti.

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Thailandia:

Nel febbraio del 2015, la Thailandia ha vietato ai cittadini stranieri gli accordi commerciali di maternità surrogata sulla scia di due casi molto discussi, tra cui uno in cui due genitori australiani hanno abbandonato un bambino malato nato da madre surrogata tailandese ma hanno portato a casa la gemella sana. Questo ha leggermente diminuito il punteggio del paese nella categoria tecnologie di riproduzione assistita poiché alcuni accordi commerciali di maternità surrogata non sono più legalmente validi.

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Nigeria:

Ho trovato una fonte secondo la quale la pillola RU-486 non è legale in Nigeria. Non si tratta di uno sviluppo recente, ma ne sono venuto a conoscenza imbattendomi in un recente articolo sull’uso del misoprostol nel paese.

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Polonia:

La Polonia è piuttosto povera di informazioni nella categoria tecnologie di procreazione assistita. Mi è stato possibile rispondere ad alcune domande utilizzando varie fonti reperite mediante Google News. Sono stato spinto a condurre questa ricerca alla luce delle modifiche legislative in atto in Polonia in materia di ART. Il governo polacco, nel marzo del 2015, ha approvato un disegno di legge per regolamentare la fecondazione in vitro. La Polonia è l’unico paese dell’Unione Europea a non disporre di normative sulla FIV. In buona sostanza, il disegno di legge consentirebbe la FIV alle coppie sposate e non sposate e vieterebbe la vendita e la distruzione di embrioni umani, la clonazione di embrioni umani e la manipolazione del DNA umano.

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Lussemburgo:

Nel dicembre del 2014 il Lussemburgo, analogamente alla Francia, ha approvato una legge che permette alle donne di sottoporsi ad aborto entro le prime 14 settimane di gravidanza adducendo una “situazione di disagio”. Questo ha aumentato leggermente il punteggio del Lussemburgo nella categoria aborto.

 

 

Tendenze:

 

Tecnologie di riproduzione assistita (ART):

            Gran parte delle tendenze legislative dell’anno passato in materia di ART hanno riguardato la FVI e la maternità surrogata. Come accennato in precedenza, la Thailandia, paese fino ad oggi noto a livello internazionale per la maternità surrogata commerciale, ha vietato la maternità surrogata commerciale agli stranieri. Ciò è avvenuto a seguito di due casi molto discussi, in cui bambini nati con difetti di nascita da maternità surrogata sono stati abbandonati. La seconda grande tendenza legislativa in materia di ART ha riguardato la Polonia, l’unico paese dell’Unione Europea ad oggi sprovvisto di norme in materia di ART. Nel marzo del 2015, il governo polacco ha iniziato a elaborare un disegno di legge che regolamenti le ART nel modo sopra descritto. Si prevede che la proposta venga bloccata dalla Chiesa Cattolica e da altri conservatori polacchi. Il primo ministro Ewa Kopacz cercherà probabilmente il sostegno del suo partito Piattaforma Civica (PO) per far passare il disegno di legge.

            Una tendenza importante in materia di ART che non ha influenzato i dati del sito riguarda il Regno Unito, che è diventato il primo paese ad approvare i bambini con tre genitori. Il mitocondrio sano di una donatrice può dunque essere combinato con il DNA di due genitori, prevenendo di conseguenza le malattie mitocondriali nei bambini di nati da FIV.

           

Decisioni di fine vita:

            Nell’ultimo anno si sono registrati cambiamenti in molti paesi in merito alla legislazione sull’eutanasia. Brittany Maynard ha scatenato il dibattito negli Stati Uniti - e a livello internazionale - quando, nel novembre del 2014, ha deciso di togliersi la vita dopo essersi vista diagnosticare un tumore cerebrale maligno al quarto stadio. Molte persone in tutto il mondo, inclusi politici e giuristi, stanno iniziando a propendere, nel dibattito sulla “morte con dignità”, per le diverse forme di eutanasia.

            Tre dei principali cambiamenti legislativi riscontrati negli ultimi 12 mesi in materia di eutanasia si sono verificati in Francia, Canada e India. In Francia, ora, i medici hanno il potere di mettere malati terminali in una condizione di “sonno profondo” fino alla morte. Ciò scaturisce dall’impegno preso dal presidente François Hollande affinché i malati terminali affetti da dolori “insopportabili” possano “beneficiare dell’assistenza medica per finire la propria vita con dignità”. In Canada, la Corte Suprema ha annullato la legge che vieta il suicidio assistito, dando ai malati terminali capaci di intendere e di volere la possibilità di richiedere l’aiuto di un medico per il suicidio assistito. In India, infine, per sentenza della Corte Suprema l’eutanasia passiva è stata resa legale per i pazienti cerebralmente morti o in profondo stato vegetativo. Nessuna delle norme citate riconosce la piena libertà di eutanasia, ma è un passo avanti verso nuove leggi che la riconoscano.

            In alcuni paesi non si sono registrate nuove leggi o sentenze della Corte Suprema, ma la regolamentazione dell’eutanasia è oggetto di discussione e dibattito. Secondo alcune fonti risalenti al febbraio 2015, il governo colombiano, che si trova in un limbo giuridico dal 1997 in materia di eutanasia, è fortemente orientato alla legalizzazione dell’eutanasia. E anche la Scozia sta assumendo una posizione pro-eutanasia. 

 

Ricerca sulle cellule staminali:

            Nella mia attività di ricerca non ho ravvisato particolari nuove tendenze nella legislazione in materia di cellule staminali. Il disegno di legge sulle ART in corso di redazione in Polonia potrebbe comportare una limitazione della ricerca sulle cellule staminali. Ciò a causa del divieto di vendita e creazione di embrioni umani. Malgrado non si possa escludere che questa legge venga approvata, l’Istituto californiano per la medicina rigenerativa (CIRM) e l’Università medica di Varsavia (MUW), un’istituzione pubblica polacca, hanno avviato una collaborazione nel novembre del 2014 per far progredire la ricerca sulle cellule staminali.

            Nel settembre del 2014 si dava notizia che la Danimarca avrebbe presto iniziato le prime sperimentazioni di cellule staminali sugli esseri umani. I pazienti oggetto della sperimentazione sono malati di sclerosi multipla (SM) che hanno subito danni cerebrali a causa della malattia. Gli scienziati sperano di iniziare questi studi nel 2015.

            Secondo recenti notizie, risalenti ad aprile 2015, alcuni scienziati cinesi avrebbero modificato geneticamente i genomi di embrioni umani. La questione, però, è molto discussa. Mentre alcuni sostengono che potrebbe portare a debellare malattie genetiche prima della nascita, altri dicono che potrebbe avere effetti imprevedibili sulle generazioni future.

 

Aborto:

            Nell’anno passato, l’aborto ha proseguito il suo percorso di legalizzazione con sempre meno limitazioni in tutto il mondo. Lussemburgo e Francia, due paesi che lo avevano già legalizzato, ora consentono l’aborto nel primo trimestre di gravidanza senza fare domande. Altri paesi stanno valutando una revisione delle leggi sull’aborto per garantire aborti più sicuri e meno morti per aborti clandestini. Tra questi vi è il Marocco, il cui governo islamista ha recentemente formato un panel di religiosi, medici e legislatori per cercare di attenuare una legge di mezzo secolo fa che vieta l’aborto a meno che non rappresenti un pericolo per la vita o per la salute della donna. Alcuni paesi dell’America Latina, malgrado la forte tradizione cattolica renda difficile superare vecchie leggi contro l’aborto, stanno cominciando a valutare norme meno restrittive. Il presidente cileno Michelle Bachelet, ad esempio, nel febbraio del 2015 ha sottoposto al Congresso un disegno di legge per la depenalizzazione dell’aborto in determinati casi. Qualora fosse approvato, il Cile uscirebbe dalla lista dei pochi paesi che ancora prevedono il divieto assoluto di aborto. Allo stesso modo, il presidente della Repubblica Dominicana Danilo Medina sta proponendo norme per consentire l’aborto nei casi di stupro, incesto, feto deforme o pericolo di vita per la donna.

            Negli ultimi 12 mesi, tuttavia, sono state proposte anche norme più severe contro l’aborto. L’esempio più lampante si è avuto in Spagna, in cui il portavoce del partito conservatore PP, Rafael Hernando, ha presentato un emendamento secondo il quale le donne di età compresa tra i 16 e i 17 anni avrebbero bisogno dell’autorizzazione dei genitori per sottoporsi ad aborto. L’Iran, inoltre, ha recentemente vietato alcuni metodi contraccettivi personali.

 

 

 

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