Luca Coscioni

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Lo Stato vegetativo

Gio, 04/09/2014 - 10:32
Lo Stato vegetativoIl Manifesto4 Set 2014Paolo IzzoEutanasia

Dal 13 settembre dell`anno  scorso una legge di iniziativa  popolare per rendere legale  l`eutanasia giace alla Camera  dei deputati: l`hanno  proposta i Radicali  dell`Associazione «Luca  Coscioni» ed è stata  sottoscritta da 67.000  cittadini, cui si aggiunge la    grande quantità di persone  che hanno continuato a  sostenerla online (più di  80.000). Saranno  nuovamente i Radicali perciò  a «dare corpo» a importanti  iniziative nonviolente, che si  svolgeranno in molte città  italiane dall`11 al 13  settembre prossimi, tra cui un  walk-around, con in testa    Mina Welby, intorno ai Palazzi  di Governo, Camera e Senato  a Roma. E passato un anno  intero e una concreta  proposta sull`eutanasia si  trova ancora nei cassetti di  uno «Stato vegetativo» e  nell`omertà ostinata  dell`informazione di regime,  nonostante il parere dei  cittadini e nonostante la    consapevolezza acquisita che  ogni giorno, in media, quattro  malati terminali si suicidano  nei modi più atroci, come  hanno fatto Mario Monicelli,  Carlo Lizzani, Michele Troilo,  solo per citare i più noti.  L`eutanasia clandestina è  anche questo, purtroppo.  Cos`altro è necessario per  smuovere il Palazzo su un  tema così sensibile: un  suicidio di massa?  

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Eterologa, regole comuni delle Regioni

Gio, 04/09/2014 - 10:24
Eterologa, regole comuni delle RegioniSole 24 ore4 Set 2014Barbara GobbiFecondazione eterologa

Un limite massimo di 10 nati per donatore, con la possibilità per la coppia che abbia già avuto un figlio da eterologa di averne altri dallo stesso genitore biologico. E interventi inseriti nei Livelli essenziali di assistenza - quindi a carico del Ssn (in via gratuita o pagando il ticket) - ma soltanto per le "riceventi" fino ai 43 anni d'età. Le altre donne in età fertile (dai 44 ai 50 anni) pagheranno di tasca propria. Ancora: paletti sull'età dei donatori, anonimi salvo necessità mediche del nato. Questi i contenuti principali del documento tecnico licenziato ieri all'unanimità dagli assessori regionali, che oggi passa al vaglio prima dei governatori e poi della Conferenza Stato-Regioni. Una linea di indirizzo comune, sollecitata dal presidente della Conferenza Sergio Chiamparino, che ha benedetto il testo della commissione Salute come "un deciso passo in avanti per rendere effettivo l'esercizio di un diritto che è di tutti i cittadini". L`obiettivo dichiarato era infatti mettere a punto indicazioni unitarie che scongiurassero - come richiesto dalla sentenza 162/2014 con cui la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto di eterologa imposto dalla legge 40/2004 - il far west di regole sul territorio nazionale. E intervenissero a regolamentare la materia in attesa di un`eventuale legge di cui la ministra della Salute Beatrice Lorenzin continua a sostenere la necessità, come «unica risposta adeguata a recepire le direttive Ue e per poter effettuare in sicurezza una pratica che riguarda bambini che nasceranno e che devono avere una sicurezza pari agli altri». Ma intanto, ha tenuto a precisare Lorenzin, «le regioni fanno bene a lavorare insieme, in modo che non ci siano disparità fra una e l`altra». Il testo messo a punto ieri, che una volta approvato andrà recepito da ogni regione, ricalca la delibera adottata a luglio dalla Toscana. Arrivata prima a rompere gli indugi rispetto al dibattito tra i fautori di una legge sull`eterologa e quanti, al contrario, negano l`esistenza di vuoti normativi da riempire. «In attesa che il Parlamento decida, soprattutto sugli aspetti etici, ci siamo dati uno strumento per andare avanti. La nostra delibera era anche più cauta - ha spiegato l`assessore toscano Luigi Marroni - ma siamo stati i primi, ci avventuravamo in un campo inesplorato e volevamo essere inattaccabili». Rispetto a quanto previsto in Toscana - dove proprio oggi al "Gareggi" di Firenze partono le prime visite per le coppie che hanno chiesto l`eterologa - il testo delle regioni allarga le maglie sul tetto ai nati per donatore: io rispetto ai 6 previsti dalla giunta di Enrico Rossi. Al contrario, se la Toscana fissa a 5o anni il limite d`età per i donatori maschi, nell`intesa delle regioni si introduce un rango tra i8 e40 anni per gli uomini e tra i 20 e í 35 anni per le donne. È poi previsto un registro regionale di donatori, che rimarranno anonimi e che si impegnano a donare solo in una regione. L`indicazione data è di non accogliere richieste specifiche della coppia su precise caratteristiche del donatore (dal colo- re degli occhi a quello dei capelli) e di evitare - dall`altra parte - che il nascituro possa presentare tratti troppo difformi da quelli dei futuri genitori. Le linee guida, che gli stessi assessori hanno battezzato come un «bel segnale politico di unità», non bastano però a gettare acqua sul fuoco delle polemiche. «Senza una legge - ha spiegato Eugenia Roccella, deputata Ncd e storica paladina della legge 40 - non è possibile né ottenere una tracciabilità completa donatore-nato né evitare donazioni inconsapevoli tra consanguinei». Di tutt`altro avviso Filomeno Gallo, segretario dell`Associazione Luca Coscioni: «La ministra della Salute aggiorni le linee guida sulla legge 40, unico adempimento a lei richiesto sia in virtù di legge che in base alla sentenza della Consulta. E provveda ad aggiornare davvero i Lea, da cui oggi sono escluse infertilità e sterilità, patologie ancora non riconosciute che vedono, solo grazie ai fondi stabiliti dalla legge 40, l`applicazione delle tecniche di Pma nelle strutture pubbliche». 

 

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Fecondazione: al via i centri pubblici di PMA in Toscana. Il ministro ora aggiorni le linee guida

Mer, 03/09/2014 - 18:00
Fecondazione: al via i centri pubblici di PMA in Toscana. Il ministro ora aggiorni le linee guidaFilomena Gallo3 Set 2014Fecondazione eterologa

Dichiarazione dell'avvocato Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, soggetto costituente il Partito radicale 

Domani un primo centro pubblico di fecondazione medicalmente assistita in Toscana darà il via all'applicazione di tecniche eterologhe. Ne siamo felici insieme a tutte le coppie che potranno, a carico del Servizio Sanitario pubblico, provare ad avere una gravidanza.

 Occorre evidenziare che in regione Toscana prontamente hanno dato risposte ai propri cittadini prevedendo il rispetto della sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato il divieto di eterologa dalla legge numero  40. L'intento del Governatore Rossi con l'assessore Marroni è sicuramente un segno importante perché garantisce equità nell'accesso alle cure per i cittadini affetti da sterilità, quei cittadini che per 10 anni hanno dovuto espatriare in altri Paesi alla ricerca di una cura per avere una gravidanza.Spero sinceramente che le altre Regioni seguano immediatamente tale esempio. Attualmente il Ministro della Salute non ha effettuato l'aggiornamento delle Linee Guida sulla legge 40, questo era l'unico adempimento a Lei richiesto sia in virtù di legge che in base alla sentenza 162/2014 della Corte Costituzionale. Il ministro attualmente ha fatto dichiarazioni con buoni propositi prevedendo l'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza entro il 31 dicembre, atto da cui sono escluse l'infertilità e la sterilità, patologie ancora non riconosciute che vedono, solo grazie ai fondi stabiliti dalla Legge 40, l'applicazione delle tecniche di PMA nelle strutture pubbliche. Ma i buoni propositi diventino atti concreti, e il Ministro adempia ai propri obblighi che non riguardano certo una nuova legge sull'eterologa come da Lei proposto al Governo e ai capigruppo, poiché come scrivono i giudici della Corte Costituzionale la tecnica con donazione di gameti è immediatamente applicabile con un quadro normativo completo attualmente in vigore. Occorre in ultimo ricordare al Ministro della Salute che in virtù delle normative vigenti l'eterologa è legale in Italia e pertanto se il servizio non sarà fornito chi si recherà all'estero potrebbe chiederne in rimborso in Italia aumentando di certo la spesa necessaria, in base alla nuova normativa riguardante l'assistenza sanitaria transfrontaliera.  

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Eutanasia legale: Lettera aperta all'on. Danilo Toninelli (M5S)

Mer, 03/09/2014 - 17:38
Eutanasia legale: Lettera aperta all'on. Danilo Toninelli (M5S)Filomena Gallo, Marco Cappato, Matteo Mainardi3 Set 2014Eutanasia

Oggetto: Richiesta urgente di nulla osta per Piazza Montecitorio due ore prima dell'appuntamento del Movimento 5 Stelle

Gentile On. Toninelli,

ci rivolgiamo a Lei a partire da un'esigenza burocratica relativa a un permesso in Piazza Montecitorio, nella convinzione e speranza che possa essere un'occasione per rinsaldare la nostra conoscenza e vicinanza già stabilita nei mesi scorsi.

Il giorno 13 settembre 2014 sarà trascorso un anno dal deposito presso la Camera dei Deputati della proposta di legge di iniziativa popolare recante "Rifiuto dei trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia". Mina Welby, insieme a Marco Cappato e Filomena Gallo, si impegneranno in un walk-around di 20 ore consecutive intorno a Parlamento e Governo. Il "girotondo" inizierà l'11 settembre alle ore 16.00 e terminerà il 12 settembre alle ore 12.00.

Il suo Movimento in questo anno è stato sensibile alla nostra iniziativa attraverso i parlamentari firmatari della proposta di legge e attraverso la Sua partecipazione in prima persona al convegno da noi organizzato dal titolo "Art. 71: il popolo esercita l'iniziativa delle leggi. Proposte per un Parlamento che rispetti la Costituzione, il popolo e sé stesso".

La questura di Roma ci ha informato di una iniziativa del Movimento 5 Stelle nella stessa giornata, a partire dalle ore 18.00. Per autorizzarci un breve incontro con la stampa (se ve ne sarà!) in Piazza Montecitorio dalle ore 16.00 alle ore 16.30, per l'inizio della "camminata" di Mina Welby attorno ai Palazzi, hanno bisogno di un vostro nulla osta anche via fax. Le chiediamo, dunque, di poterci dare il nulla osta per questa nostra presenza.

Naturalmente garantiamo che alle 16.45 massimo lasceremo libera la piazza per la vostra iniziativa.

Sperando in un suo riscontro positivo alla nostra richiesta urgente,
distinti saluti,

Filomena Gallo, Marco Cappato, Matteo Mainardi

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Lettera aperta e urgente a Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, Beppe Grillo, Nicki Vendola, Mario Monti

Mer, 03/09/2014 - 17:10
Lettera aperta e urgente a Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, Beppe Grillo, Nicki Vendola, Mario MontiFilomena Gallo e Marco Cappato3 Set 2014Politica

Il 19-20-21 settembre è convocato a Roma l'XI Congresso dell'Associazione Luca Coscioni. Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretario e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, hanno inviato una lettera aperta e urgente a  Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, Beppe Grillo, Nichi Vendola, Mario Monti, Giorgia Meloni.  "Illustrissimi,
il Presidente della Repubblica, incontrando il Comitato nazionale di bioetica, si è così espresso, relativamente ai temi delle libertà civili:

"Il silenzio osservato negli ultimi tempi dal Parlamento non può costituire un atteggiamento soddisfacente rispetto a problemi la cui complessità e acutezza continua ad essere largamente avvertita" 

Da allora, il "silenzio" descritto dal Presidente Napolitano è rimasto tale.

Dalla ricerca sugli embrioni alla fecondazione assistita, passando per l'eutanasia e il biotestamento, le droghe e la libertà della scienza, l'aborto e il diritto di famiglia, si deve riconoscere che i nuovi diritti civili mancano dall'ordine del giorno del Governo e del Parlamento.

Riteniamo vitale per le istituzioni e la loro stessa credibilità che si apra almeno un confronto di fronte al Paese su obiettivi largamente maggioritari nella società e destinati ad acquisire ancora maggiore importanza negli anni a venire.

Per provare a rompere il silenzio, Vi chiediamo di intervenire -al di là delle rispettive posizioni su ciascuno di questi ed altri temi- all'XI Congresso dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca, che si terrà a Roma, dal 19 al 21 settembre prossimi, presso l'hotel Radisson, e che sarà proprio dedicato all'urgenza di una nuova stagione per le libertà civili..

in attesa di una vostra cortese risposta, Vi salutiamo cordialmente.

FIlomena Gallo e Marco Cappato" 

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Eutanasia: da Kung lezione laica e tollerante

Mer, 03/09/2014 - 13:10
Eutanasia: da Kung lezione laica e tolleranteMarco Cappato3 Set 2014Eutanasia

Le dichiarazioni del teologo cattolico Hans Küng a favore del diritto all’autodeterminazione nelle scelte di fine vita fanno emergere il divario tra le coscienze di tanti fedeli e la dottrina ufficiale, che continua a condizionare le nostre leggi.

I sondaggi confermano (ad esempio quello del Gazzettino  sul Nordest per cui tra i non praticanti, il consenso intorno all'eutanasia si attesta all'84%, e anche tra coloro che frequentano saltuariamente la messa si mantiene largo (77%). Più contenuta la quota di favore che è osservabile tra i praticanti assidui (53%), ma anche in questo caso si supera la soglia della maggioranza assoluta) che persino i cattolici praticanti preferiscono che ciascuno sia lasciato libero di scegliere.

Le parole del teologo, quando dice che "Dal diritto alla vita non deriva affatto il dovere alla vita e l'autodeterminazione fa parte della dignità umana" ricordano quelle di Piergiorgio Welby nella sua lettera al presidente Napolitano: “La morte non può essere “dignitosa”; dignitosa, ovvero decorosa, dovrebbe essere la vita”.

Due personalità apparentemente lontane come impostazione culturale e politica sono in realtà unite da un'idea della vita umana che non può essere privata della libertà, e dunque della responsabilità. 

Quella di Kung è una lezione di laicità e tolleranza per tutti quei clericali e proibizionisti che impediscono anche nel Parlamento italiano quel dibattito che chiediamo da un anno: infatti, il 13 settembre 2013 l’Associazione Luca Coscioni ha consegnato oltre 67.000 firme certificate e autenticate alla Camera dei Deputati per una proposta di legge di iniziativa popolare per il testamento biologico e la liceità dell’eutanasia che non è ancora stata nemmeno presa in considerazione per un dibattito.

Per rompere l'indifferenza, l’11 e 12 settembre saremo davanti a Montecitorio e Palazzo Chigi insieme alla nostra co-presidente Mina Welby, per abbracciare con il nostro girotondo  Governo e Parlamento.

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Hans Küng: Io, teologo cattolico voglio decidere da solo quando e come morire

Mer, 03/09/2014 - 11:58
Hans Küng: Io, teologo cattolico voglio decidere da solo quando e come morire Repubblica3 Set 2014Andrea TarquiniEutanasia

Se la vita è un dono di Dio, perché non accettare la possibilità di restituire gentilmente il dono? È da tempo l'argomento chiave di chi chiede di legalizzare l'aiuto a chi vuole morire, oggi possibile quasi solo in Svizzera e in Olanda. Ma adesso uno dei massimi teologi cattolici del nostro tempo, il grande ribelle (ma esegeta di Papa Francesco) Hans Küng, a suo modo la fa propria. In un libro appena uscito in Germania. Gluecklich sterben? ("Morire felici?") s'intitola il volume di 160 pagine peri tipi del Piper Verlag, cui la Sueddeutsche Zeitung ieri ha dedicato una mega recensione con richiamo in prima pagina. Una presa di posizione destinata a smuovere le acque nel grande dibattito — tra cristiani e non solo — sul tema sofferto della liceità o meno di scegliere da soli quando passare dalla vita alla morte. «È parte del mio modo di concepire la vita, ed è legata alla mia fede nella Vita Eterna, la scelta di non protrarre a tempo indeterminato lamia vita terrena», scrive Hans Küng nel libro recensito ieri da Matthias Drobinski, forse il più autorevole vaticanista tedesco. È la prima volta che un grande teologo cattolico si esprime in favore della "dolce morte". Continua Küng: «Se e quando giunge il momento, io vorrei avere il diritto, se potrò ancora farlo, di decidere con la mia responsabilità sul momento e il modo della mia morte». E poi: «È conseguenza del principio della dignità umana il principio del diritto all'autodeterminazione, anche per l'ultima tappa, la morte. Dal diritto alla vita non deriva in nessun caso il dovere della vita, o il dovere di continuare a vivere in ogni circostanza. L'aiuto a morire va inteso come estremo aiuto a vivere. Anche in questo tema non dovrebbe regnare alcuna eteronomia, bensì l'autonomia della persona, che per i credenti ha il suo fondamento nella Teonomia» ( decisione di Dio o ispirata dai dettami divini, ndr). Hans Küng, ricorda l'articolo, soffre di morbo di Parkinson. E ricoverato in Svizzera, ha già fatto capire di voler porre fine alla sua vita quando saranno percepibili i sintomi di degrado spirituale e fisico grave. Da tempo è membro di " Exit", l’associazione elvetica, forse la più nota organizzazione al mondo che aiuta chi, perché malato inguaribile esposto al degrado e declino di ogni facoltà fisica e mentale e a sofferenze insopportabili, desidera essere aiutato a morire sereno. Già nel 1994 il teologo aveva enunciato il concetto del “morire con dignità”. Due tragiche esperienze, ricorda l'articolo ripreso da siti e agenzie di stampa del mondo globale, hanno segnato la sua vita. Prima la morte di suo fratello, che a 23 anni, nel 1955, fu ucciso da un tumore cerebrale: mese dopo mese, l'atletico ragazzo soffri del rapido decadere d'ogni facoltà mentale e fisica, alla crisi funzionale terminale d'ogni organo vitale, alla fine mori soffocato dall'acqua che gli saliva dai polmoni. Cinquant'anni dopo, morì per un processo di demenza il suo amico, il grande intellettuale Walter Jens. Esperienze che segnano e fanno riflettere, tanto più se credi in Dio e se hai passato una tua vita a chiedere al mondo di riflettere sul ruolo della Chiesa, della vita, dell'Onnipotente. Non sempre, ricorda Hans Küng nel suo libro appena uscito, i cristiani hanno condannato la scelta di morire. Per primo fu Sant'Agostino a condannare il suicidio, ma durante la persecuzione dei cristiani per opera del pagano e decadente Impero romano, chi credeva in Cristo preferiva morire piuttosto che tradire altri fedeli parlando sotto tortura. Perché allora vedere nel suicidio la via verso l'Inferno, perché non accettare l'aiuto a chi vuole morire? Bene sarebbe, suggerisce il libro, liberalizzare ampiamente l'attività delle associazioni che aiutano a morire, anche accettando che lo facciano a pagamento, così come parroci chiese e autorità si fanno pagare per i funerali. Bene sarebbe accettare che le persone decise a non sopportare più dolori tremendi e a non continuare a vivere possano decidere sovrane. Tesi provocatoria. “Non voglio esaltare il suicidio”, precisa Küng. Ma per la prima volta chi è a favore dell'aiuto alla dolce morte per libera scelta ha un teologo cattolico dalla sua parte.

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Jesi, dal 5 al 7 settembre, mostra fotografica sull'ass. Luca Coscioni

Mar, 02/09/2014 - 22:14
Jesi, dal 5 al 7 settembre, mostra fotografica sull'ass. Luca CoscioniRenato Biondini3 Set 2014Politica

Comunicato Stampa

                            Ancona 3  settembre 2014

 

Venerdì 5 settembre  alle ore 18,  a Jesi,  alla Galleria del Palazzo dei Convegni, in corso  Matteotti, 19, sarà inaugurata una mostra fotografica sull’Associazione Luca Coscioni  per la libertà di ricerca scientifica  “dal corpo dei malati al cuore della politica” (dal 5 settembre al 7  settembre 2014). La mostra che consiste in venti foto, con relative didascalie, che ripercorrono  alcuni momenti  della storia  politica dell’associazione, sarà anche l’occasione  per distribuire del materiale informativo sull’associazione Luca Coscioni, e vedere alcuni video, come per esempio quello per la promozione della campagna eutanasia legale nel quale, Vasco Rossi, la più grande rockstar italiana ha donato i diritti d’autore del suo brano Vivere

 

Renato Biondini                             segretario cellula di Ancona ass. L. Coscioni email  cellulacoscioniancona@gmail.com   email biondinirenato@alice.it.                  cell. 339 6035387  

 

AllegatoDimensione comunicato05092014.pdf86.34 KB MostraJEsi-Invito.pdf137.25 KB MostraJesiManifesto.jpg1.38 MB
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Trasmissione del Maratoneta di sabato 23 agosto

Mar, 02/09/2014 - 11:52
Trasmissione del Maratoneta di sabato 23 agostoradioradicale.it23 Ago 2014Sanità

Riascolta la puntata

 

Il Maratoneta
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Nascere, mangiare, guarire, morire

Mar, 02/09/2014 - 11:30
Nascere, mangiare, guarire, morireil Garantista2 Set 2014Gilberto Corbellini, Filomena GalloPolitica

E’ stato un mese interessante, quest`agosto  2014. Perché l`applicazione  della legge ha ripristinato qualche diritto  fondamentale. Ancora troppo pochi  sono questi spazi di libertà disegnati dalla  legge, per un paese in deficit cronico  da sempre. Ma piace pensare a un`inversione  di tendenza. Nel corso del mese, il  governo, attraverso il ministro della salute  Lorenzin, ha riconosciuto che la fecondazione  eterologa è legale in Italia,  stante anche soltanto la sentenza della  Corte Costituzionale. Nel cervello di  qualcuno staranno di certo correndo loschi  calcoli per tentare di conculcare  nuovamente dei diritti fondamentali, come  quelli riproduttivi, che le biotecnologie  consentono di esercitare nel miglior  interesse anche del nascituro.    In questi giorni sembra, inoltre, che la legge  i funzioni anche in Italia, come nel resto dei  paesi civili, nella misura in cui il normale e  sensato diritto ha messo la banda Stamina almeno  in condizioni di non nuocere, nemmeno  approfittando di quel diritto che soprattutto i  governi e le maggioranze politiche vanno  scrivendo solo per azzeccagarbugli.  L`esemplare lavoro dei Nas ha praticamente  consentito al procuratore Guariniello di    sequestrare gli strumenti di reato presso gli  Spedali Civili di Brescia.  Negli ultimi due anni e mezzo, a parte il lavoro di  Nas Aifa e procura di Torino, è stato dato un  pessimo spettacolo civile, e una ancor peggiore  lezione di pseudo-legalità con il caso Stamina.  Gli inizi d`agosto hanno anche visto il Governo e  la maggioranza modificare un comma del decreto  Competitività che in origine voleva mettere in  galera chi fosse colto a coltivare ogm. In Senato,  Elena Cattaneo ha chiarito alcuni fatti sulla  sicurezza e la superiorità tecnologica degli ogm, e  sulle basi costituzionali della libertà d`impresa,  ma nella sostanza questa classe politica continua  a lasciarsi incantare dalle chiacchiere insensate  ed economicamente dannose per l`agricoltura  italiana di Farinetti, Petrini, Coldiretti e di tutta la  lobby del biologico.  Comodo e scontato farsi le docce gelate con tutti i  muscoli che funzionano, ma i malati di Sla hanno  urgenze che non sono solo donazioni. Vogliamo  davvero poter sperare in una cura che non c`è e  che anche l`utilizzo per la ricerca degli embrioni  non idonei per una gravidanza potrebbe aiutare.  Ma è ancora vietato. Hanno bisogno di assistenza  e appropriate cure e di un Fondo Nazionale che  non veda ad ogni scadenza dei malati costretti a  scendere in piazza per evitare la cancellazione di  aiuti già esigui.  Rimangono ancora inesistenti le libertà di  scegliere, per ciascuno di suo e con l`eventuale  aiuto che egli richiederà, come morire. Tra questi,  alcuni di loro chiedono di potere liberamente  decidere di non continuare a vivere quando  ritengono compromessa dalla condizione fisica e  dalla sofferenza la loro dignità persona.  Sempre in agosto si è saputo che i viaggi di  cittadini italiani verso le cliniche svizzere che  praticano l`eutanasia sono triplicati: un esplicito  segnale perché anche l`Italia si doti di una legge  sulle direttive anticipate che contempli la libera  scelta di essere aiutati a morire.  Nascere, mangiare, guarire e morire: le traiettorie  delle vite umane individuali si compiono  attraverso passaggi fortunatamente oggi  tecnologizzati e che disegnano scenari sociali ed  economici che possono essere nuovi. Nella  frenesia di illudersi che quando si parla di  riforme, in Europa, si pensi solo a riforme  politico-istituzionali o economiche, si danno  possibilità di intervenire anche ampliando gli  spazi di libertà di scelta delle persone, in questo  modo contribuendo a creare nel Paese aspettative  più fiduciose.  Nei giorni 19, 20 e 21 settembre si terrà a Roma il  congresso nazionale dell`Associazione Luca  Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica,  dove si parlerà del significato che possono aver  avuto gli ultimi mesi per auspicare che ci siano  segnali di una salutare restituzione ai cittadini di  questo paese delle libertà di ricercare, sempre nel  rispetto delle reciproche preferenze, un po` di  benessere. D`ogni genere.  

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Le fecondazione eterologa? Si può fare

Mar, 02/09/2014 - 10:06
Le fecondazione eterologa? Si può fareNextquotidiano2 Set 2014Chiara LalliFecondazione eterologa

Nel 2004 la legge 40 ha vietato la fecondazione di tipo eterologo, ovvero il ricorso a un gamete altrui nell’uso della fecondazione assistita. Si può aver bisogno di un gamete altrui in diverse circostanze. Nel caso di patologie come l’azospermia e la menopausa precoce, oppure dopo una chemioterapia. Se si vuole avere un figlio si deve ricorrere allo sperma o all’ovocita di un donatore. Non ci sono alternative. No, l’adozione non lo è, l’adozione è una cosa diversa e ricordarsi solo in questo caso di gridare indignati “potreste adottare invece di ostinarvi!” è sbagliato. Dovreste ricordarvelo sempre, almeno: quando non si vogliono figli, quando si sceglie di averne senza aver bisogno di ricorrere alle tecniche riproduttive. “Potreste adottare!”. L’invito sarebbe comunque bizzarro e non attinente, ma sarebbe equo. E no, nemmeno la rinuncia sembra porsi come valida alternativa.

PERCHÉ IL DIVIETO?

 

Ovvero: ci sono abbastanza ragioni per giustificare una coercizione legale? Non sembra, e anzi appare difficile anche giustificare una condanna morale. Le strampalate invocazioni alla “identità genetica” tra genitori e figli, l’ombra del “terzo incomodo” o dell’“adulterio genetico”, l’egoismo intrinseco nel ricorrere a un gamete altrui (egoismo mai spiegato, tanto è evidente per i detrattori), gli avvertimenti “il figlio non è un diritto!” non dovrebbero andare oltre un pensiero privato, uno di quelli che ci limitiamo a ripetere a bassa voce. Non dovrebbero cioè essere presentate come argomenti razionali e, soprattutto, sarebbero del tutto insufficienti per giustificare un divieto (il sacrosanto “io non lo farei” non può diventare una legge universale: “nessuno dovrebbe farlo”). Chi sarebbe danneggiato? Quali disastri verosimilmente e intrinsecamente ne deriverebbero? (qui e qui una raccolta di commenti dissennati all’indomani della sentenza; a cercare se ne trovano di molto fantasiosi, come il lattaio; se avete bisogno di una storia, ecco quella di Ilaria). Nonostante questo la legge 40 ha vietato il ricorso a un gamete altrui e chi non ha voluto rassegnarsi ha provato – in questi 10 anni – ad andare in un alto paese (l’hanno chiamato “turismo procreativo”).

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Filo diretto su Radio Radicale con Filomena Gallo e Marco Cappato

Lun, 01/09/2014 - 15:50
Politica

Martedì 2 settembre dalle ore 19:20 alle 20:30  ci sarà il filo diretto con il nostro Segretario e il nosto Tesoriere.

Per intervenire il numero è 064880541

Data: Martedì, 2 Settembre, 2014 - 19:20 to 20:30
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Ultima normativa regionale su eterologa - REGIONE TOSCANA

Lun, 01/09/2014 - 15:30
Ultima normativa regionale su eterologa - REGIONE TOSCANA1 Set 2014Fecondazione eterologa

In allegato gli atti ufficiali della delibera con cui la Regione Toscana autorizza la fecondazione eterologa

AllegatoDimensione Delibera_n.650_del_28-07-2014 - eterologa.pdf85.33 KB Delibera_n.650_del_28-07-2014-Allegato-A.pdf97.07 KB Delibera_n.650_del_28-07-2014-Allegato-B.pdf569.91 KB Eterologa1.doc15.5 KB
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La BBC dice basta ai ciarlatani. E l’Italia?

Lun, 01/09/2014 - 11:28
La BBC dice basta ai ciarlatani. E l’Italia?Oggiscienza1 Set 2014Federica BaglioniCellule staminali

Lo scorso luglio il BBC Trust, l’organo che governa l’editore radiotelevisivo BBC,  ha preso una decisione chiara: stop ai ciarlatani in televisione. Una scelta ben meditata e sensata, anche se di non facile attuazione. Un’occasione per riflettere sulla situazione italiana.

Presentare “le due campane” per un giornalista è una buona regola per raccontare meglio un argomento complesso. Ma è sempre così? Lo è, per esempio, se si parla di argomenti scientifici? Questo si è chiesta la BBC quando nel 2010 ha iniziato un’analisi per valutare l’imparzialità e la qualità della scienza delle proprie trasmissioni. Per valutare il contenuto scientifico è stato scelto Steve Jones, professore emerito di Genetica presso la UniversityCollege di Londra. L’anno seguente Jones ha presentato i risultati mostrando come, a fronte di una buona trattazione della scienza, si dava troppo spazio a posizioni marginali non riconosciute dalla comunità scientifica. Secondo lo scienziato nella scienza la par condicio non funziona, è un falso equilibrio. Se su un argomento scientifico c’è un chiaro consenso della comunità scientifica, non andrebbe presa in considerazione la teoria “alternativa”, per illudersi di essere imparziali. Non se questa è stata sbugiardata dal resto degli scienziati, perché potrebbe inutilmente confondere chi non è del campo. 

E così la BBC ha iniziato un periodo di formazione perché dirigenti e dipendenti riconoscano i ciarlatani e non diano attenzioni a teorie alternative a quelle riconosciute dalla comunità scientifica e spesso prive di fondamento. Un addestramento che ha riguardato 200 dirigenti e che ha permesso alla BBC di “evitare il falso equilibrio tra realtà e opinione”.

Una situazione che pare piuttosto distante da quanto sta avvenendo da anni in Italia. Ci sono pochi programmi televisivi che parlano di scienza in maniera corretta e argomentata e quello più conosciuto e apprezzato, SuperQuark, è da tempo “esiliato” nel periodo estivo. Molti altri programmi invece, come Voyager o Mistero, non perdono l’occasione di far sentire tutte le campane. Ma proprio tutte, invitando e dando voce a pseudoesperti che parlano delle teorie più bizzarre, senza che ci sia alcuna verifica, spesso senza nemmeno la controparte che rappresenti la comunità scientifica. Complotti mondiali, UFO, danni provocati dagli OGM o dalle scie chimiche, cure miracolose e altre assurdità hanno sempre spazio in televisione.

Alcuni di questi argomenti non hanno nulla a che vedere con la scienza, come la teoria della Terra piatta, ancora non del tutto abbandonata. Altri sono fonte di grande dibattito ed è qui che molti giornalisti cadono, cercando le campane minoritarie. Ha senso invitare un creazionista quando si parla di evoluzione?

Tuttavia la questione non è così semplice. Come si chiede il giornalista Riccardo Chiaberge sull’unita.it, non si rischia di cadere in una “forma di dogmatismo scientista”? Non sono infatti solo opinionisti e ciarlatani ad avere posizioni diverse, ma anche alcuni ricercatori. Sono tutti da censurare? Forse sì, se presentano dati scorretti o argomentazioni da tempo smentite dalla maggioranza dei ricercatori.

Una forma di censura tout court rischia tra l’altro di incrementare le teorie del complotto, e le posizioni di chi sostiene che gli scienziati non accettino un confronto. E anche la BBC pare aver riflettuto su questo aspetto: “Se la ricerca scientifica può e deve essere scrutinata, – si dice nel Trust – è importante riflettere sull’effettivo peso scientifico di ogni argomento critico per gli annunci scientifici”.

Una questione non marginale che però pare decisamente secondario in Italia. Sarebbe infatti già un ottimo risultato che alcuni giornalisti non considerassero come uniche voci autorevoli medici e opinionisti che dichiarano i danni dei vaccinipseudomediciattivisti anti OGM e anti “vivisezione”.

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Rassegna stampa XI Congresso Associazione Luca Coscioni

Lun, 01/09/2014 - 11:09
Rassegna stampa XI Congresso Associazione Luca Coscioni1 Set 2014Politica

Filo diretto di Filomena Gallo e Marco Cappato su Radio Radicale (28 agosto)

Blog di Carmine Saviano su Repubblica.it Sla, l’appello a Renzi: “Alla secchiata seguano i fatti”

Repubblica.it L'appello del malato di Sla a Renzi: ''Tolga divieto alla ricerca sugli embrioni''

Left- Avvenimenti Legge 40. Risarcimento danni (di Simona Maggiorelli, 30 agosto)

Il Garantista Nascere, mangiare, guarire, morire (Corbellini, Gallo 2 settembre)

XI Congresso Coscioni
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Videoappello a Renzi di Marco Gentili, malato di Sla2, perché passi dalle secchiate ai fatti su embrioni e nomenclatore

Ven, 29/08/2014 - 16:19
Videoappello a Renzi di Marco Gentili, malato di Sla2, perché passi dalle secchiate ai fatti su embrioni e nomenclatoreMarco Gentili29 Ago 2014Nomenclatore tariffario

Dichiarazione di Marco Gentili, consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni

"Caro Matteo,

sono un dirigente dell’Associazione Luca Coscioni e Consigliere comunale di Tarquinia eletto nel Pd; sono affetto da Sla2, una malattia degenerativa che per ora mi costringe a stare su una sedia a  rotelle.

La concomitanza di questo video con il Consiglio dei Ministri  mi obbliga a dirLe di trasformare in  atti concreti i buoni propositi che come Lei hanno visto compartecipi alcuni suoi Ministri. Nello specifico parlo dell’#IceBucketChallenge.

Come sicuramente saprà l’Associazione USA dalla quale è partita la catena delle secchiate d’acqua  devolve cospicui fondi proprio a quella ricerca sugli embrioni che da noi oggi è vietata dalla Legge 40. Bene! Dimostri all’Italia e al mondo intero che con il Suo agire politico “il fine prefigura i mezzi” e che questa non è solo una Sua trovata mediatica. Tolga subito il divieto che proibisce la  ricerca sugli embrioni.

Già che c’è e che Le capita di essere Presidente del Consiglio dei Ministri, interrompa, assieme ai  Ministri Padoan e Lorenzin, l’attesa che ci trasciniamo dietro da 14 anni sul rinnovo del “Nomenclatore dei dispositivi medici”. L’attuale nomenclatore non comprende gli unici dispositivi  (comunicatori a comando oculare e simili) disponibili da un decennio sul mercato che sono in grado  di tornare a far interagire i malati di Sla con la famiglia e il mondo esterno. Una volta compiuto questo, con l’hashtag #CaffèNeroBollente invito Lei e i Suoi Ministri a fare quanto è in Vostro potere per agevolare i malati di Sla. Inoltre invito tutti i cittadini italiani - e in particolare i malati di Sla e le loro famiglie - a bere un caffè, effettuare l’iscrizione all’Associazione Luca Coscioni e partecipare al Congresso da quest’ultima organizzato a Roma il 19, 20 e 21 settembre".

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Mirella Parachini alla tavola rotonda "Diventare genitori oltre la legge 40"

Ven, 29/08/2014 - 16:11
Fecondazione assistita

Mirella Parachini, dirigente dell'Associazione Luca Coscioni, parteciperà alla tavola rotonda intitolata "Diventare genitori oltre la legge 40". Insieme a lei, coordinati da Claudia Romanelli, interverranno Francesco Bilotta, Aldo Pagni e Maria Giovanna Caccialupi.

L'incontro organizzato dal Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Cagliari, all'interno della rassegna "Sui Generis 2014 - le giornate cagliaritane sulle Pari Opportunità", si terrà l'11 settembre alle ore 17.00 presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Cagliari.

Data: Giovedì, 11 Settembre, 2014 - 17:00Città: CagliariIndirizzo: Via Nicolodi, 112Organizzatore: Ordine Avvocati di Cagliari, Comitato Pari Opportunità AllegatoDimensione brochure SUI GENERIS (1).pdf861.34 KB sui generis locandina 2014.pdf360.85 KB
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Dal governo doccia gelata sulla Sla. Dona pochi euro e toglie 75 milioni.

Ven, 29/08/2014 - 11:21
Dal governo doccia gelata sulla Sla. Dona pochi euro e toglie 75 milioni.Libero29 Ago 2014Franco BechisFinanziamenti ricerca

Mezzo governo, presidente del Consiglio Matteo Renzi in testa, si è già fatto la doccia ghiacciata trasmettendo con più o meno efficacia il proprio personalissimo show all'Ice Bucket Challenge 2014, l'iniziativa mondiale per raccogliere fondi privati in favore dei malati di Sla. Hanno iniziato a gettarsi acqua in testa anche gli amministratori locali, e lo ha fatto con fascia da sindaco di ordinanza (sia pure versandosi un bicchiere e non un secchio d'acqua) anche il primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando. Lo show è diventato la mania dell'estate 2014, ed effettivamente sta iniziando a portare nei conti correnti dell'Aisla (la onlus per i malati di Sla presieduta dall'ex calciatore Massimo Mauro) fondi di una certa consistenza.

Premier, ministri e amministratori locali sono come tutti gli altri cittadini benvenuti alla gara di beneficenza. Ma per loro la questione è un po' diversa, visto che oltre ad essere comuni cittadini che possono fare quel che meglio gradiscono dei loro soldi, sono anche responsabili delle politiche di sostegno alla non autosufficienza. E mentre si versano fiumi di acqua in testa, i fondi pubblici destinati anche ai malati di Sla stanno terminando. Nel 2014, infatti, il Fondo per le non autosufficienze è stato finanziato per 275 milioni di euro, destinati a tutte le persone con handicap gravi e non solo ai malati di Sla. A questa somma è stato aggiunto uno stanziamento di 75 milioni di euro destinato «all'assistenza domiciliare per le persone affette da disabilità gravi e gravissime, ivi incluse quelle affette da sclerosi laterale amiotrofica». Quella somma però era una tantum, e dal prossimo primo gennaio 2015 il fondo complessivamente scenderà da 350 ai 275 milioni di euro che erano previsti per il 2013, con un taglio di 75 milioni di euro. A meno che non venga rifinanziato dal governo e dalla sua maggioranza, e possibilmente reso stabile. Ma in nessuno dei provvedimenti preparati dai protagonisti di governo delle docce estive quella misura è ancora stata prevista a questo momento. Si rischia cosi il grottesco: con una mano si donano 100 o 200 euro e si fa bella figura, con l'altra si tolgono 75 milioni di euro mettendo ko i malati e le loro famiglie.

Peraltro, il fondo era dotato di 400 milioni di euro fino al 2010. Con la crisi, prima è stato ridotto (2011) e poi nel 2012 addirittura azzerato dal governo di Mario Monti. Solo nel 2013 è stato ricostituito, appunto con la somma comunque ridotta di 275 milioni di euro. Ma è questione solo contabile da parte dello Stato, perché in realtà quei fondi non è detto che arrivino alle famiglie dei malati non autosufficienti né alle strutture preposte. O almeno arrivano con moltissimo ritardo, diventando così del tutto virtuali. Proprio in quella Palermo dove il sindaco Orlando si è lanciato in beneficenza, la onlus che raccoglierà i contributi privati, la Aisla, all'inizio di agosto ha protestato vivacemente con le istituzioni locali, in primis Regione Sicilia e poi con i Comuni che dovrebbero distribuire quei fondi. Rosario Crocetta, vista la mala parata, ha sbloccato due tranche di fondi che provenivano proprio dal Fondo nazionale per le non autosufficienze. Ma erano fondi relativi ancora al 2011, e quindi a pazienti e famiglie sono arrivati con ben tre anni di ritardo (sono 312 i malati di Sla in Sicilia). D'altro canto i fondi 2011 appena sbloccati non sono destinati direttamente ai malati, ma ai Comuni che a loro volta dovranno assegnarli a strutture o direttamente alle famiglie. Passerà ancora altro tempo prezioso. Secondo la denuncia dell'Aisla siciliana, anche una volta assegnate alle cooperative quelle risorse vengono messe a disposizione delle famiglie con grave ritardo: in molti casi ci vogliono anche sei mesi. Di fronte alla protesta, le autorità siciliane hanno scelto la via più inutile e tradizionale: hanno convocato associazioni e rappresentanti delle famiglie a un tavolo istituzionale per il prossimo 11 settembre. Si perderà cosi altro tempo...

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Per chi cerca i bebè la "nuova Spagna" ora è la Toscana

Ven, 29/08/2014 - 08:33
Per chi cerca i bebè la "nuova Spagna" ora è la Toscanail venerdì di Repubblica29 Ago 2014Michele BocciFecondazione eterologa

I telefoni che squillano a tutte le ore, le caselle di posta in arrivo che si riempiono. Non c'è agosto che tenga per chi vuole fare un figlio e, da quando è uscita la delibera toscana che dà il via alla fecondazione eterologa, i centri regionali sono stati presi d'assalto dalle coppie. Anche se finora si è lavorato a scartamento ridotto. Almeno la metà delle oltre mille richieste di informazioni su prezzo e tempi delle prime visite sono arrivate da altre zone del Paese. Del resto nessun governatore ha preso un provvedimento come quello di Enrico Rossi: dopo lo stop al decreto preparato dal ministro Lorenzin, è rimasto l'unico ad aver legiferato sulla base della sentenza della Corte Costituzionale che ha definitivamente mandato in cantina la legge 40 e tutti i suoi divieti. Così solo in Toscana, per ora, si può fare l'eterologa nei centri pubblici e in quelli convenzionati e la regione sta diventando la nuova Spagna, dove per dieci anni - tanto è rimasta in vigore la legge sulla fecondazione - si recavano la maggior parte di coloro i quali cercavano un figlio grazie al patrimonio genetico di almeno una persona esterna alla coppia. Nelle altre regioni si muovono solo i privati, alcuni con grande veemenza anche attraverso pubblicità sui media.

Nelle venti strutture che si occupano di pma (procreazione medicalmente assisitita) in Toscana, i trattamenti inizieranno a giorni. Al momento vengono preparate le liste di attesa e anche in pieno agosto si sono fatte visite e offerte consulenze. Molte strutture stanno interpellando le coppie che in passato hanno tentato la fecondazione omologa presso di loro senza successo: ora infatti avrebbero una nuova chance. A queste si aggiungono di giorno in giorno altre coppie, che sono state all'estero per la fecondazione eterologa senza risultati.

Rossi ha più volte ribadito che la Toscana «non vuole essere come la Spagna ma come il resto d'Europa», dove la tecnica che prevede l'utilizzo di gameti maschili o ovociti di donatori è diffusa quasi ovunque. E ha aggiunto che la delibera toscana è «cedevole», cioè con meno vincoli, rispetto alle leggi che verranno varate a Roma. Ma questo lo si capirà prossimamente.

Infografica a cura de "il venerdì di Repubblica"

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Eterologa: aumentano le sottoscrizioni al Manifesto dei Giuristi. Tra i firmatari Emma Bonino

Gio, 28/08/2014 - 15:19
Eterologa: aumentano le sottoscrizioni al Manifesto dei Giuristi. Tra i firmatari Emma BoninoAssociazione Luca Coscioni4 Ago 2014Fecondazione eterologa

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni

Sale ad oltre 500 il numero dei sottoscrittori del Manifesto dei Giuristi per il pieno rispetto della sentenza 162 dello scorso 9 aprile che ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa,  elaborato dall’Associazione Luca Coscioni.

Oltre ai primi firmatari tra i quali ricordiamo Filomena Gallo, Stefano Rodotà,  insieme con  Gianni Baldini, Andrea Pugiotto, Paolo Veronesi, Carlo Casonato,  ha aderito Emma Bonino e alcuni parlamentari tra cui Pia Locatelli,  Michela Marzano, Marisa Nicchi, Francesco Palermo,Laura Puppato ma anche Domenico Antonaci, Presidente Nazionale Siopam, Stefania Cantatore Udi di Napoli, Marco Perduca già Senatore e  Rappresentante all'Onu del Partito Radicale.

Giuristi, esperti di fecondazione assistita, politici, società civile tutta chiedono dunque che sia rispettato il dispositivo costituzionale il quale, non creando vuoto normativo, rende immediatamente applicabile la tecnica eterologa nei centri italiani, senza necessità di un decreto legge come deciso dal Ministro Lorenzin che di fatto determinerà nuove situazioni di discriminazione tra le coppie.

Come ha sottolineato la direttrice dell'Osservatorio sulla Famiglia dell'Eurispes, Andrea Catizone, sottoscrittrice anche lei del Manifesto: quanto alla fecondazione assistita sottolinea "è ormai una realtà generalmente accettata", tanto che, secondo il rapporto Eurispes 2014, 7 italiani su 10 la approvano.

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