Luca Coscioni

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Aggiornato: 8 settimane 2 giorni fa

Fecondazione: dalla relazione al Parlamento sulla legge 40 mancano i dati sulla diagnosi preimpianto

Mer, 10/08/2016 - 10:29
Fecondazione: dalla relazione al Parlamento sulla legge 40 mancano i dati sulla diagnosi preimpiantoFilomena Gallo9 Ago 2016Fecondazione eterologa

Dichiarazione di Filomena Gallo, segretario Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, soggetto costituente il Partito Radicale

L'ultima relazione al Parlamento sulla Legge40 del 2004, che riporta i dati sulle tecniche di fecondazione applicate e i risultati del 2014, evidenzia che dopo 12 anni di battaglie legali per affermare i diritti delle persone, oggi abbiamo i primi risultati anche in termini di nascite, ma nella relazione mancano dei dati importanti quali quelli sulla diagnosi preimpianto.

La novità principale rispetto agli scorsi anni è sicuramente la ricomparsa dei dati relativi ai trattamenti con donazione di gameti (tecniche eterologhe- cfr. relazione pag. 60).
Nonostante il numero di cicli risulti ridotto, poiché di fatto ancora non sono fruibili su tutto il territorio nelle strutture pubbliche, i risultati sembrano incoraggianti e sarà interessante vedere come si evolveranno nei prossimi anni.
Dal documento emerge che i bambini italiani nati grazie alla riproduzione assistita da tecniche di II e III livello, sono oggi 10.976, il 2,5% del totale dei nati in Italia nel 2014 (numero in aumento rispetto allo 0,66 del 2005).
 
Gli esperti ci segnalano che:

- E’ ragionevole ipotizzare che l’utilizzo di queste tecniche aumenterà ulteriormente, visto che l’età media delle pazienti continua a crescere, attestandosi a poco meno di 37 anni.

- Il calo significativo del numero di coppie trattate e del numero di cicli eseguiti, che interessa soprattutto i trattamenti di I livello che sempre più frequentemente vengono bypassati in favore di tecniche più complesse che però, in presenza di età femminile avanzata e di altri fattori di infertilità, garantiscono percentuali di successo più elevate.

- Malgrado il calo nel numero dei cicli eseguiti, si registra un aumento delle gravidanze e del numero dei nati, indice dell’efficacia delle tecniche sia a fresco che di scongelamento.

- In particolare, dalla sentenza della Corte Costituzionale del 2009 si è assistito ad un incremento esponenziale dei trasferimenti da embrioni crioconservati (attualmente più del 17% di tutti i trasferimenti eseguiti), mentre è diminuito il ricorso agli ovociti crioconservati per via delle performance inferiori di questi ultimi. L’utilizzo di embrioni crioconservati garantisce percentuali di successo sovrapponibili a quelle dei cicli freschi e favorisce la ripetizione dei trattamenti senza dover sottoporre le pazienti ai rischi e al disconfort di ripetute stimolazioni e prelievi di ovociti, pertanto si può prevedere che il ricorso a questa procedura continuerà ad aumentare.
 
Questo conferma inoltre come la Legge 40 fosse coercitiva e lontana dai principi della buona pratica medica.
 Nella relazione che il Ministro ha presentato al Parlamento, mancano i dati sulla diagnosi preimpianto per le coppie infertili. La diagnosi preimpianto dal 2009 grazie alla cancellazione del limite dei tre embrioni producibili è divenuta tecnicamente applicabile.
Visto che i dati ufficiali si riferiscono al 2014 e che ci risulta dai centri di PMA che tali informazioni sono stati raccolte dagli organi competenti, chiediamo al Ministro perchè questi dati non sono presenti nella Relazione.
Chiediamo anche se è prevista la raccolta dati alla luce della sentenza n.96 del 2015 della Corte Costituzionale che ha previsto l’accesso alla PMA anche per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche ai sensi della stessa sentenza. 

Categorie: Radicali

Testamento biologico: ecco i nomi di chi scriverà la legge

Gio, 04/08/2016 - 15:14
Testamento biologico: ecco i nomi di chi scriverà la leggeMatteo Mainardi4 Ago 2016Testamento biologicoVuoi ricevere gli aggiornamenti dalla Commissione direttamente nella tua casella email? Iscriviti alla newsletter degli aggiornamenti parlamentari cliccando qui!   Se ad inizio settimana all'ordine del giorno della Commissione Affari sociali il dibattito sul testamento biologico figurava in ben due giornate, questo si è tenuto solo nella giornata di martedì 2 agosto.   Di cosa hanno parlato i commissari? Di nulla. La seduta è iniziata alle 15.25 e si è interrotta alle 15.30. Cinque minuti in cui il Presidente della Commissione ha annunciato l'abbinamento della sedicesima proposta di legge riguardante le disposizioni anticipate di trattamento (DAT) questa volta a prima firma Giordano (M5S eletta nella circoscrizione Campania 2).   E' stato invece formato il Comitato ristretto di parlamentari che affiancherà la relatrice Lenzi (PD eletta in Emilia Romagna) nel creare un testo unificato che funga da base per gli emendamenti e la discussione generale. Il Comitato, formato da 11 parlamentari oltre al Presidente della Commissione e alla relatrice, si è riunito per 30 minuti ma, mancando una registrazione e un resoconto dei lavori, non siamo in grado di portarvi a conoscenza del contenuto dell'incontro.   A far parte del Comitato: Amato (PD eletta in Abruzzo), Burtone (PD eletto nella circoscrizione Sicilia 2), Calabrò (AP eletto nella circoscrizione Campania 1), Giordano (M5S eletta nella circoscrizione Campania 2),Gullo (FI-PDL eletta nella circoscrizione Sicilia 2), Locatelli (Misto eletta nella circoscrizione Lombardia 1), Mantero (M5S eletto in Liguria), Monchiero (SCpi eletto nella circoscrizione Piemonte 1), Murer (PD eletta nella circoscrizione Veneto 2), Nicchi (SI-SEL eletta in Toscana) e Rondini (LNA eletto nella circoscrizione Lombardia 1).   Dato che il Parlamento si prenderà ora le ferie estive... il dibattito riprenderà a settembre.  

Puoi rileggere tutte le precedenti sedute su Testamento biologico ed Eutanasia cliccando qui!

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Pronto il decreto per il polo hi-tech sull'area dell' Expo

Gio, 04/08/2016 - 11:57
Pronto il decreto per il polo hi-tech sull'area dell' Expola Repubblica3 Ago 2016Oriana LisoPolitica

Entro pochi giorni, assicurano da Roma, il presidente del Consiglio firmerà il decreto che avvia ufficialmente il percorso dello Human Technopole, il progetto scientifico che dovrà dare una nuova vita all'area Expo

Manca solo la firma di Matteo Renzi sul decreto che darà il via libera al progetto Human Technopole: gli uffici stanno lavorando per limare il testo che dovrebbe essere approvato a giorni. Nascerà cosi un board con undici membri: l'Istituto italiano di tecnologia di Genova, infatti, sarà il soggetto attuatore, ma lavorerà di concerto con le università, i ministeri e scienziati di fama internazionale. Con la prossima legge di Stabilità, poi, si istituirà anche la fondazione Human Technopole, un soggetto giuridico autonomo che subentrerà al board dopo la fase di rodaggio, che durerà fino al 2018.

È quasi pronto, dopo tutte le verifiche tecniche e l'approvazione dei tanti soggetti coinvolti. Entro pochi giorni, assicurano da Roma, il presidente del Consiglio firmerà il decreto che avvia ufficialmente il percorso dello Human Technopole, il progetto scientifico che dovrà dare una nuova vita all'area Expo. E che — verrà specificato proprio nel decreto — diventerà con la prossima legge di Stabilità un soggetto giuridico autonomo: ci sarà, quindi, una fondazione Human Technopole, partecipata dal ministero dell'Economia e delle finanze e da quello dell'Università e ricerca, ma aperta anche ad altri soggetti. Tra le tante tappe del difficoltoso cammino del post Expo, questa che si avvicina è sicuramente una di quelle importanti. Perché la firma di Renzi sul dpcm darà il via a quel comitato allargato di indirizzo e di garanzia che lavorerà con l'Istituto italiano di tecnologia di Genova, il soggetto attuatore del progetto Human Technopole: con i tre atenei milanesi ( Statale, Politecnico e Bicocca ) ci saranno rappresentanti del Consiglio nazionale delle ricerche, dell'Istituto superiore della sanità, del Mef e del Miur e tre scienziati di fama internazionale che devono però ancora essere individuati.

Un board, quindi, che comprende tante voci, e questo è stato il modo per superare l'ostacolo delle polemiche per avere scelto l'istituto genovese come capofila del progetto. Se, all'inizio, sembrava che l'istituto diretto da Roberto Cingolani avesse tutte le leve decisionali in solitaria, adesso dovrà confrontarsi costantemente con gli altri membri del comitato, che avranno voce in capitolo su scelte operative e sulla filosofia del progetto stesso. Un lavoro di concerto che il governo, con il ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina, sta seguendo passo passo. La prima riunione è prevista per settembre e, da quel momento, partirà la vera parte operativa: la fase di start-up ha un orizzonte temporale di due anni, periodo che servirà per passare dalla teoria alla pratica di quanto è stato finora pensato per riempire una parte di quel milione di metri quadri ai confini con Rho e Pero.

--> Leggi QUI anche l'articolo: "Post Expo, faccia a faccia Cattaneo - Cingolani"

Era stata il ministro dell'Istruzione Giannini, a metà luglio, a dare questa scadenza: «Nel 2018 sull'area di Expo il progetto sarà presente e completato», aveva detto durante una visita a Milano. I primi laboratori delle sette aree di ricerca sui temi della salute e dell'invecchiamento — dalla genomica alla big data analysis, passando per la nutrizione e la medicina — non si vedranno quindi prima di quella data. Adesso, però, si tratta di rimettere intorno al tavolo tutti i soggetti coinvolti: perché nel frattempo il progetto scientifico dell'Iit è stato modificato con le osservazioni contenute nelle cinque relazioni scientifiche che esperti internazionali, rimasti però anonimi, hanno prodotto. Sarà un test, per capire se davvero tutte le istituzioni coinvolte riusciranno a lavorare assieme nel progetto che costerà 1,5 miliardi in dieci anni. Ma un primo riconoscimento alle istituzioni milanesi sarà già nel dpcm: nella premessa, infatti, si sottolineerà l'importanza che questo progetto proceda di pari passo con l'altro pezzo di futuro dell'area Expo, quel campus della Statale su cui si sta lavorando e che, nelle intenzioni, dovrebbe essere pronto nel 2021

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Puntata de Il Maratoneta di sabato 30 luglio

Gio, 04/08/2016 - 10:46
Puntata de Il Maratoneta di sabato 30 luglioRadi Radicale30 Lug 2016Mirella Parachini

Argomenti della puntata:

Intervista a Marco Perduca sulla campagna e iter legislativo per la regolamentazione dell'uso di cannabis; sintesi della Conferenza stampa di presentazione della App No-Barriere del 29 luglio; trasmissione della puntata di "SpazioLibero Radio" dell'8 luglio, trasmissione di Radio Rai Parlamento, con ospiti Filomena Gallo, Marco Cappato e Michele De Luca.

Conduce:

Mirella Parachini

Intervengono:

- Marco perduca, coordinatore della campagna Legalizziamo.it

- Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni

- Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni

- Michele De Luca, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni

--> Per riascoltare la puntata CLICCA QUI

 

Il Maratoneta
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Marco Cappato e Barbara Bonvicini a Varese per Legalizziamo!

Gio, 04/08/2016 - 09:37
Ricerca sulle droghe

Prosegue la mobilitazione radicale per portare promuovere il dibattito sulla legalizzazione della Cannabis nelle province lombarde.

Dalle 13:00, Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, e Barbara Bovincini terranno, presso il tavolo allestito in piazza Carducci a Varese, una conferenza stampa per presentare anche a Varese la raccolta firme sulla proposta di legge nazionale per regolamentare della Canapa e dei suoi derivati.

La campagna Legalizziamo! è infatti promossa dall'Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani, con il supporto di Possibile, del Coordinamento Nazionale Canapai, CIDL "Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili", Forum Droghe, Antigone, Legalizziamolacanapa.org, CIP "Canapa Info Point", ASCIA, La Società della Ragione e dei Giovani Democratici.

Data: Venerdì, 5 Agosto, 2016 - 13:00Città: VareseIndirizzo: Piazza CarducciOrganizzatore: Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani
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Dimostrazione dal vivo nei percorsi a ostacoli del centro di Roma con App No Barriere

Gio, 04/08/2016 - 09:17
Barriere architettoniche

Dopo una fase sperimentale, la App "No-Barriere" sarà presentata alla stampa venerdì 29 luglio a Roma con una dimostrazione dal vivo, lungo un "percorso a ostacoli" da Piazza Colonna a Piazza Madama. 

Parteciperanno, tra gli altri: Marco Gentili e Gustavo Fraticelli, rispettivamente co-presidente e vicesegretario dell'Associazione Luca Coscioni, entrambi con disabilità motoria, a causa della SLA il primo e da tetraplegia il secondo; Mara Ricciardi, già protagonista del video inchiesta "Barriere Sante"; Salvatore Cimmino, atleta con disabilità che dal 2010 porta avanti il tour “A NUOTO NEI MARI DEL GLOBO – Per un mondo senza barriere e senza frontiere”; con il segretario dell'Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo, il tesoriere Marco Cappato, i membri di giunta Rocco Berardo e Vittorio Ceradini. Sono inoltre invitati a partecipare rappresentanti delle organizzazioni impegnate sul tema della disabilità.

Data: Venerdì, 29 Luglio, 2016 - 10:30Città: RomaIndirizzo: Piazza ColonnaOrganizzatore: Associazione Luca Coscioni
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Aborto, Ass. Coscioni: "Su obiettori TAR Lazio conferma delibera consultori, altre regioni seguano esempio Zingaretti a tutela dei diritti e della dalute delle donne"

Mer, 03/08/2016 - 17:03
Aborto, Ass. Coscioni: "Su obiettori TAR Lazio conferma delibera consultori, altre regioni seguano esempio Zingaretti a tutela dei diritti e della dalute delle donne"Filomena Gallo, Mirella Parachini3 Ago 2016Aborto

Dichiarazione di Filomena Gallo e Mirella Parachini, rispettivamente segretario e membro di Direzione dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, soggetto costituente il Partito Radicale

Il Tar del Lazio  ha confermato la delibera sui consultori firmata dal presidente Zingaretti che mette in chiaro quale sia il reale ruolo degli obiettori di coscienza che nel Lazio, sia in materia di interruzione volontaria di gravidanza che per la prescrizione della pillola del giorno dopo. I giudici hanno ritenuto infondati nel merito i ricorsi presentati dalle associazioni e dai movimenti per la vita contro il Decreto del Commissario ad acta sulla riorganizzazione delle attività dei consultori nella Regione Lazio. 

Ricordiamo che con delibera "Linee di indirizzo regionali per le attività dei Consultori Familiari NU00152 del 12/05/2014” il presidente Zingaretti ha emanato un atto che mira alla corretta applicazione della legge 194/78 affinché l’obiezione di coscienza prevista dalla stessa legge non annulli il diritto di interrompere una gravidanza come previsto dalla legge sull’aborto. 

Nella delibera è stato affermato che l'obiezione di coscienza riguarda l'attività degli operatori impegnati esclusivamente nel trattamento dell'interruzione volontaria di gravidanza. 

Al riguardo è stato affermato che il personale operante nel consultorio familiare non è coinvolto direttamente nella effettuazione dell'aborto, bensì solo in attività di attestazione dello stato di gravidanza e certificazione attestante la richiesta della donna di effettuare l'IVG. Per lo stesso  motivo, prosegue l'allegato al decreto firmato dal governatore Zingaretti, il personale operante nel Consultorio è tenuto alla prescrizione di contraccettivi ormonali, sia routinaria che in fase post-coitale, nonché all'applicazione di sistemi contraccettivi meccanici.

Chiediamo ora che tutti i presidenti di Regione seguano l’esempio del Presidente Zingaretti, affinché la legge sull’ aborto sia applicata correttamente, a tutela della salute, dei diritti delle donne e dello Stato di diritto. 

 
Categorie: Radicali

Cannabis: richiesto incontro con Presidente Abruzzo per scongiurare nuovi casi "Pellegrini"

Mer, 03/08/2016 - 16:29
Cannabis: richiesto incontro con Presidente Abruzzo per scongiurare nuovi casi "Pellegrini"Filomena Gallo, Riccardo Magi3 Ago 2016Cannabis terapeutica"Vi scriviamo alla luce dell'incresciosa vicenda di Fabrizio Pellegrini per chiedervi un incontro sullo stato di attuazione della legge regionale del 2014 sull'accesso ai farmaci cannabinoidi" così il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi e il segretario dell'Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo, in una lettera inviata oggi al Presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso e all'Assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci.   La lettera ripercorre la storia del pianista malato di fibromialgia dal 1999, che non potendo sostenere i costi altissimi della terapia - prescritta dopo numerosi tentativi - e non volendo rivolgersi al mercato nero, si trova costretto a ricorrere alla coltivazione per giovarsi degli effetti terapeutici della cannabis sui sintomi atroci della sua malattia. E per questo finisce in carcere. Eppure la regione Abruzzo si è dotata nel 2014 di "una delle più avanzate leggi in materia di cannabinoidi, che pone il farmaco a carico del servizio sanitario regionale", ma "a oltre due anni dall'approvazione, non ci risulta sia stato finora costituito il previsto fondo annuo di 50mila euro, che avrebbe garantito, a Pellegrini come ad altri malati, di accedere ai farmaci cannabinoidi", si spiega nella lettera.    "Anche a seguito della mobilitazione promossa da noi Radicali", con oltre 150 adesioni all'appello e al digiuno a staffetta a sostegno dell'iniziativa nonviolenta avviata da Andrea Triscuoglio e dai radicali di Foggia per chiedere la scarcerazione del pianista, "ieri finalmente è stata riconosciuta l'incompatibilità delle sue condizioni con il regime carcerario e Pellegrini ha così ottenuto gli arresti domiciliari".  Ma anche dopo questo successo, "la mobilitazione andrà avanti - annunciano Magi e Gallo - per scongiurare che ci siano nuovi 'casi Pellegrini', in Abruzzo come nelle altre regioni d'Italia". L'obiettivo non è solo denunciare i danni del proibizionismo, ma "aiutare la Regione a rispettare le sue stesse leggi e i diritti dei cittadini", concludono il segretario di Radicali Italiani e il segretario dell'Associazione Coscioni, che sono anche promotori della legge di iniziativa popolare Legalizziamo! per la legalizzazione della cannabis e la decriminalizzazione dell'uso di tutte le sostanze, che prevede anche il più ampio accesso possibile alla cannabis terapeutica. Legge su cui è in corso in tutta Italia la raccolta firme    TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA:  

Roma, 3 agosto 2016

Gentile Presidente, 

Gentile Assessore, 

Vi scriviamo alla luce dell'incresciosa vicenda di Fabrizio Pellegrini per chiedervi un incontro sullo stato di attuazione della legge regionale del 2014 sull'accesso ai farmaci cannabinoidi.

Come saprete, Fabrizio Pellegrini, pianista di 47 anni, malato di fibromialgia, è stato recluso nel carcere di Chieti per quasi due mesi per aver coltivato 4 piante di cannabis nel suo appartamento. 

Anche a seguito della mobilitazione promossa da noi Radicali - con oltre 150 adesioni a un digiuno a staffetta, tra cui quella del presidente della Commissione diritti umani del Senato Luigi Manconi - che ha spinto il ministro della Giustizia Orlando a disporre accertamenti sul caso, ieri finalmente è stata riconosciuta l'incompatibilità delle sue condizioni con il regime carcerario e Pellegrini ha così ottenuto gli arresti domiciliari. 

Dal 2001 a oggi sono stati aperti a carico di Fabrizio Pellegrini ben 8 procedimenti per lo stesso reato: coltivazione di cannabis (sempre di quattro - o cinque piante). Procedimenti che si sono risolti a volte con gli arresti domiciliari, altre con la reclusione: in un caso per oltre 10 mesi.

La fibromialgia - di cui soffre dal 1999 - è una malattia connotata da una sofferenza cronica del sistema immunitario, che negli stadi avanzati, come appunto quello di Pellegrini, causa l'erosione lenta e progressiva delle articolazioni, con un dolore incessante, soprattutto alla colonna vertebrale, e la conseguente impossibilità di riposare, di dormire. L'assunzione di cannabis consente a Pellegrini di recuperare una maggiore mobilità e un po' di sonno: un sollievo che, nelle sue condizioni, risulta fondamentale.  

Quando nel 2007 in Italia il thc, principio attivo della cannabis, viene ammesso in terapia, Pellegrini ottiene - anche se con difficoltà - una prescrizione, ma un solo mese di terapia gli costa 500 euro: cifra che soltanto la prima volta riesce a mettere assieme, grazie a una colletta. La spesa per la terapia, tuttavia, va ben oltre la portata delle sue finanze e la coltivazione gli sembra l'unica strada per sfruttare le proprietà terapeutiche della cannabis senza ricorrere al mercato nero. Ecco perché Fabrizio è tornato in cella e ci è rimasto per oltre 50 giorni nonostante il progressivo aggravamento delle sue condizioni, denunciato da Rita Bernardini e Andrea Triscuoglio che gli hanno fatto visita.  

Insomma, la vicenda di Pellegrini ben riassume, suo malgrado, tutti gli ostacoli e le difficoltà che la Regione Abruzzo deve affrontare per rendere effettiva la legge in materia di cannabinoidi, nonostante si tratti della più avanzata legge in materia, che pone il farmaco a carico del servizio sanitario regionale. Tuttavia, a oltre due anni dall'approvazione, non ci risulta sia stato finora costituito il previsto fondo annuo di 50mila euro, che avrebbe garantito, a Pellegrini come ad altri malati, di accedere ai farmaci cannabinoidi.

Ecco perché l'appello "Una firma e un digiuno per Fabrizio Pellegrini e per tutte le vittime del proibizionismo" - che abbiamo lanciato a sostegno dell'iniziativa nonviolenta per la scarcerazione di Fabrizio Pellegrini avviata da Andrea Triscuoglio e i compagni radicali dell'Associazione "Maria Teresa Di Lascia" di Foggia - chiede tra l'altro il rispetto della legge regionale sui cannabinoidi. 

La mobilitazione quindi andrà avanti anche dopo il successo ottenuto con la scarcerazione di Fabrizio, per scongiurare che ci siano nuovi casi Pellegrini, in Abruzzo come nelle altre regioni d'Italia. 

La nostra vuol essere non solo un'iniziativa di denuncia, ma di dialogo con le istituzioni, per aiutare la Regione a rispettare le sue stesse leggi e i diritti dei cittadini.  

Per questo vorremmo incontrarvi di persona al più presto. 

Certi di un vostro cortese e tempestivo riscontro, vi auguriamo buon lavoro.

Distinti saluti,

Riccardo Magi                                                Filomena Gallo

 Segretario di Radicali Italiani                     Segretario dell’Associazione Luca Coscioni

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Avellino antiproibizionista no stop!

Mer, 03/08/2016 - 11:34
Cannabis terapeuticaGiovedì 4 agosto ad Avellino, alle ore 11.00 presso il centro sociale "Samantha Della Porta" in via Morelli e Silvati, si terrà una conferenza stampa per la presentazione dalla campagna "Legalizziamo" per la raccolta firme per la legalizzazione della Cannabis.   Interverranno Riccardo Magi, Segretario di Radicali Italiani, Marco Perduca, Coordinatore di Legalizziamo!, Giancarlo Giordano, deputato SI-SEL, Adriana Percopo, consigliera comunale Avellino e Michele Minieri.   A seguire, sempre al centro sociale, dalle 15 alle 17, si terrà un dibattito antiproibizionista.   Infine,dalle 19 alle 22, in Corso Vittorio Emanuele altezza Chiesa del Rosario una raccolta firme sulla proposta di legge d'iniziativa popolare per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis. Per ogni ulteriore informazione contattare Michele Minieri al 3453906498 Data: Giovedì, 4 Agosto, 2016 - 11:00 to 22:00Città: AvellinoIndirizzo: via Morelli e SilvatiOrganizzatore: Associazione Luca Coscioni
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Cannabis, Associazione Luca Coscioni: scarcerazione Pellegrini prima vittoria, continua lotta per cannabis terapeutica e legalizzazione

Mar, 02/08/2016 - 14:39
Cannabis, Associazione Luca Coscioni: scarcerazione Pellegrini prima vittoria, continua lotta per cannabis terapeutica e legalizzazioneAssociazione Luca Coscioni2 Ago 2016Cannabis terapeuticaDichiarazione di Filomena Gallo, Marco Cappato e Marco Perduca per l'Associazione Luca Coscioni per la libertà diricerca scientifica, soggetto costituente il Partito radicale La storia di Fabrizio Pellegrini è l'esempio di quanti danni possono fare le politiche proibizioniste, anche tra i malati. La sua scarcerazione, per la quale come Associazione Luca Coscioni ci siamo battuti aderendo al digiuno a staffetta a sostegno all'iniziativa nonviolenta Andrea Triscuoglio e dei compagni radicali di Foggia, è una piccola grande vittoria da dedicare a tutte le vittime del proibizionismo. Ora però bisogna andare avanti con la battaglia per il diritto alla salute e la libertà di cura: principi ancora troppo spesso disattesi. In tante regioni, infatti, la cannabis terapeutica resta un miraggio per la maggior parte delle persone, nonostante da quasi dieci anni i cannabinoidi siano ammessi in terapia. Perfino in Abruzzo, come dimostra il caso Pellegrini, dove vige una delle leggi più avanzate in materia, ma non viene attuata.  Continueremo quindi a lottare e a raccogliere le firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare Legalizziamo!, che come Associazione Coscioni abbiamo promosso con Radicali Italiani e il sostegno delle più importanti realtà antiproibizioniste, per garantire il più ampio accesso possibile alla cannabis terapeutica, regolamentare il consumo, la produzione e il commercio di cannabis e decriminalizzare l'uso delle altre sostanze. Il proibizionismo ha fallito, l'Italia è pronta per un cambio di rotta.  
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Per la scomparsa di Susanna

Mar, 02/08/2016 - 12:41
Per la scomparsa di SusannaAssociazione Luca Coscioni2 Ago 2016

Non ci sono parole per esprimere l'immenso dolore che ci raggiunge insieme alla notizia della scomparsa di Susanna, figlia diciottenne di Enrico Rufi, amico e storico redattore di Radio Radicale.

Ci stringiamo intorno alla famiglia con tutto il nostro affetto.

Filomena e Marco con Mina Welby, Marco Gentili e Michele De Luca e tutti i compagni dell'associazione Luca Coscioni

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Cannabis terapeutica, la sinistra ci riprova

Mar, 02/08/2016 - 12:16
Cannabis terapeutica, la sinistra ci riprovala Repubblica2 Ago 2016Andrea MontanariCannabis terapeutica

La proposta al voto: farmaci ai malati certificati dai medici anche fuori dagli ospedali, solo presentando la ricetta

Una legge regionale per favorire anche in Lombardia l'utilizzo di farmaci a base di cannabis per tutte le patologie oncologiche e croniche previste dalla normativa nazionale. In modo che in caso di prescrizione da parte del medico di base i pazienti possano essere rimborsati, mentre attualmente accade solo se la somministrazione avviene durante il ricovero in ospedale. È quanto chiede la proposta di legge di Partito democratico e Patto civico, che hanno depositato al Consiglio regionale un testo sull'uso dei farmaci a base di cannabinoidi. Un testo che fa seguito a quello di iniziativa popolare che era stato depositato lo scorso 28 gennaio corredato da ben 6.032 firme di elettori lombardi. I promotori di quel progetto fanno capo all'associazione Radicale Enzo Tortora, tra cui il neo assessore comunale Lorenzo Lipparini.

--> Leggi QUI anche l'articolo: "Radicali e Ass. Luca Coscioni, Cannabis Terapeutica Lombardia: bene l'odg che prevede risorse per sperimentazione, ora legge regionale"

Il Pd, però, ha deciso di elaborarne uno nuovo perché un progetto di legge di iniziativa popolare, a differenza di uno di iniziativa consiliare, non può essere modificato, ma approvato o respinto dall'aula. Un meccanismo che, spesso, in passato, ne ha determinato l'affossamento. Del resto, non è un mistero che il tema dell'uso della cannabis ad uso terapeutico sia particolarmente divisivo. Solo pochi giorni fa, infatti, il Consiglio regionale, a sorpresa e solo per la defezione di alcuni esponenti della maggioranza di centrodestra, ha approvato un ordine del giorno che chiede a Roberto Maroni di stanziare i fondi per la sperimentazione della cannabis a fini terapeutici. Lo scarto dei sì è stato dei Democratici: "La Lombardia ha perso molto tempo, troppi ostacoli impediscono l'accesso a chi ne avrebbe bisogno" soli due voti. Secondo la proposta del Pd, i pazienti per i quali gli specialisti avranno indicato i farmaci a base di cannabis come soluzione terapeutica «potranno acquistarli nelle farmacie specializzate, anche con la ricetta del medico curante, ed assumerli a casa propria».Anziché in ospedale o in una struttura specializzata come avviene ora.

--> Leggi QUI anche: "Cannabis: Radicali lanciano un appello e digiuno per scarcerare Fabrizio Pellegrini, malato in cella per autocoltivazione. Orlando e Lorenzin si attivino"

Questo tipo di farmaci potrà comunque essere prescritto solo in presenza di un Piano terapeutico individualizzato formulato da specialisti. Mentre la prescrizione della cura, invece, potrà avvenire anche presso il domicilio del paziente. «La Lombardia ha perso molto tempo e noi vogliamo porre un termine a questa lacuna — spiega la vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi del Pd—. Sono anni che diversi studi scientifici dimostrano l'utilità di principi attivi contenuti nella cannabis per alleviare il dolore e per curare diverse malattie, ma purtroppo ci sono una serie di ostacoli che ne impediscono l'accesso a chi ne avrebbe bisogno. Noi pensiamo che questi farmaci debbano essere accessibili, anche economicamente, per chi ne ha davvero necessità». Le proprietà terapeutiche della can-nabis sono riconosciute dalla scienza medica. Sia nell'ambito della terapia del dolore in pazienti oncologici, che in patologie più specifiche come il glaucoma, l'epilessia, diverse patologie neurologiche, alcune patologie psichiatriche, stress post-traumatico, emicrania, depressione, traumi cerebrali, ictus e alcune malattie croniche intestinali, come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. Al Pirellone il Consiglio regionale dovrà discutere una nuova legge sulla cannabis a uso terapeutico 

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Il Messico nega l'aborto a una tredicenne vittima di stupro

Mar, 02/08/2016 - 11:57
Il Messico nega l'aborto a una tredicenne vittima di stuproThe Post Internazionale2 Ago 2016Aborto

Nello stato di Sonora, Messico, è stato negato ancora una volta l'aborto a una bambina di 13 anni dopo aver subito una violenza sessuale. 

Le autorità sanitarie messicane hanno negato a una bambina di 13 anni violentata da un conoscente l’autorizzazione per abortire.

Nello stato federale di Sonora, infatti, nel nordovest del Messico, l’aborto è illegale a meno che non sia praticato su una vittima di stupro, ma il giudice chiamato a esprimersi sul caso della tredicenne ha ridotto la gravità del reato commesso dall’aggressore da stupro a "coercizione sessuale".

Lo stupro della bambina era stato denunciato alle autorità poche ore dopo essere avvenuto, all’interno dell’abitazione della sua famiglia, in maggio. La tredicenne, che quel giorno non era andata a scuola perché era festa, era stata abusata da un collega del padre.

In seguito, i fratelli l'avevano accompagnata a sporgere denuncia e gli esami avevano confermato la violenza e i danni psicologici subiti dalla minore, ma non le era stata offerta la pillola contraccettiva di emergenza. 

Due settimane dopo la denuncia, il padre della bambina era stato informato che il giudice non aveva voluto classificare il caso come stupro, e di conseguenza le autorità sanitarie hanno detto di non poter autorizzare l’aborto.

Alla tredicenne, incinta ormai di 12 settimane, non resta che andare a Città del Messico, dove abortire non solo è sicuro, ma anche legale, e dove non ci sono limiti temporali per abortire in caso di stupro.

--> Leggi QUI anche l'articolo: "Messico, Corte suprema boccia progetto depenalizzazione aborto"

Secondo la normativa federale in materia, i servizi medici devono consentire alle donne o ragazze che riferiscono di essere rimaste incinte dopo una violenza sessuale di abortire, senza che siano previsti altri requisiti come appunto la condanna dell’aggressore per stupro o la denuncia.

Il Messico ha un altissima incidenza di abusi sessuali, violenze e omicidi contro minori di 14 anni di qualsiasi altro paese dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Una ragazza su quattro subisce uno stupro prima dei 18 anni e ogni anno sono 520mila i minori messicani vittime di aggressioni sessuali.

Nel 2008, Città del Messico è stata la prima località del paese a consentire l’accesso all’aborto a tutte le donne entro il primo trimestre di gravidanza. Al contrario, lo stato di Sonora (insieme ad altri 16 stati federali) ha aumentano le restrizioni.

Il governatore uscente dello stato di Veracruz ha passato una riforma costituzionale, promossa dalla Chiesa cattolica, che protegge la vita sin dal concepimento e vieta il ricorso all'interruzione di gravidanza in qualsiasi circostanza.

Secondo Alex Ali, un avvocato che lavora con una Ong impegnata nella campo della libertà riproduttiva, il caso della tredicenne riflette un problema radicato in Messico, paese largamente cattolico, dove vengono imposti diversi ostacoli per impedire alle vittime di stupro di abortire. 

“Il governo federale deve assicurarsi che in questi casi i servizi medici pubblici garantiscano i diritti riproduttivi delle donne”, ha detto Ali.

--> Leggi QUI anche: "Aborto, bocciata la legge del Texas"

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La Cina vince la gara del Dna, “Via al primo intervento sull’uomo”

Mar, 02/08/2016 - 11:23
La Cina vince la gara del Dna, “Via al primo intervento sull’uomo”la Repubblica2 Ago 2016Elena DusiSanità

L’operazione su un soggetto malato di cancro ai polmoni. Verrà usata la tecnica Crispr, finora applicata solo sugli animali: la nuova frontiera dell’ingegneria genetica.“Così cancelliamo e riorganizziamo i geni di tutti gli organismi viventi”

Gli aghi e le provette sono pronti. Il primo paziente è già stato scelto. Colpito da un cancro ai polmoni con metastasi in tutto il corpo, non ha molto da perdere. Per questo ha accettato di prestarsi al primo esperimento sull’uomo con la tecnica Crispr: il taglia e cuci del Dna che da tre anni sta rivoluzionando l’ingegneria genetica; il metodo al quale il National Geographic in edicola oggi dedica il servizio di copertina e infografiche che ne illustrano i dettagli.
Il primo esperimento avverrà a Chengdu, la quarta città più popolosa della Cina, presumibilmente ad agosto. I ricercatori hanno ottenuto da pochi giorni il via libera dal comitato etico dell’università del Sichuan e del West China Hospital, scavalcando gli Stati Uniti che pure progettano un intervento simile, ma non saranno pronti prima del 2017.

L’esperimento mette insieme due fra le tecniche più “calde” del momento. La prima sfrutta — con un successo sempre crescente negli ultimi anni — il sistema immunitario del paziente per attaccare le cellule del suo stesso cancro. Affinché la tecnica funzioni, occorre che i linfociti T — i “killer” del nostro sistema immunitario — vengano istruiti a riconoscere il tumore come un nemico, e ad aggredirlo senza pietà. Per raggiungere l’obiettivo bisogna modificare il Dna dei linfociti T. Gli scienziati cinesi cancelleranno il gene che porta alla produzione di Pd-1, la proteina che in condizioni normali “mette la museruola” ai killer ed evita che siano troppo attivi, scambiando per esempio come nemici i tessuti sani dell’organismo.
Cancellare il gene di Pd-1 è una delle fasi critiche dell’esperimento. Ed è qui che Crispr entrerà in azione, tagliando il Dna nel punto esatto (si confida) con un’operazione che richiederà appena poche ore. «Questa tecnica — racconta Michael Specter sul National Geographic — consegna all’uomo un potere del tutto nuovo. Per la prima volta gli scienziati possono modificare, cancellare e riorganizzare in modo preciso il Dna di quasi tutti gli organismi viventi, inclusi gli esseri umani».

Ingegnerizzati con Crispr pesci, topi, maiali, zanzare e perfino macachi (sempre in Cina), gli scienziati hanno esitato un attimo di fronte agli uomini. L’anno scorso un gruppo di biologi fra i più influenti del mondo aveva concordato una moratoria degli interventi sugli embrioni umani o sui gameti (cellule uovo e spermatozoi). «Se Crispr fosse usata per riscrivere la linea germinale di un embrione umano — spiega il National Geographic — allo scopo di correggere un difetto congenito o rafforzare una determinata caratteristica, la modifica passerebbe poi ai figli di quella persona, ai nipoti e così via. Prevedere tutte le implicazioni di cambiamenti tanto profondi è difficile, se non impossibile».
La trasmissione del Dna modificato alle generazioni successive non avverrà nel caso della sperimentazione sui malati di tumore: verranno toccati solo i linfociti T, non i gameti. Ma sempre nel 2015, e sempre in Cina, gli scienziati non si erano fermati all’alt ed erano intervenuti con Crispr proprio su un gruppo di embrioni. Per placare le ansie del mondo scelsero di alterare embrioni difettosi, che mai avrebbero potuto svilupparsi in bambini. Ma l’effetto ottenuto fu esattamente il contrario: anche perché il taglia e cuci aveva dimostrato di essere assai meno preciso delle attese e aveva modificato geni in punti del Dna che avrebbero dovuto restare intatti. Le mutazioni indesiderate, chiamate off target nel gergo dei biologi, sono uno dei rischi delle sperimentazioni con Crispr.

Insieme a quello — anche più concreto — che i linfociti T privi dei loro “freni inibitori” scatenino un attacco contro il loro stesso organismo, provocando malattie autoimmuni o chissà cos’altro. Per evitare effetti collaterali sui pazienti (e anche di bruciare una tecnica che tanto promette di fare per la salute umana), gli scienziati cinesi stavolta hanno promesso di procedere con i piedi di piombo. Arruoleranno un primo malato, infonderanno nel suo corpo i linfociti ingegnerizzati con Crispr a dosi gradualmente crescenti e lo osserveranno per almeno tre mesi, prima di procedere a una seconda persona. Questi test medici — chiamati di fase uno — servono solo a verificare che una nuova tecnica sia sicura. L’obiettivo di curare i pazienti arriverà più tardi, con gli studi di fase due e tre.
Per salvare i primi volontari cinesi di Crispr servirà un miracolo. Ma se i medici di Chengdu dovessero per caso riuscire nell’impresa, tutto il mondo potrà finalmente iniziare a credere in quella che il National Geographic sulla sua copertina ha battezzato a ragione “Rivoluzione Dna”.

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Città off limits, una app abbatte le barriere e fa intervenire il comune

Lun, 01/08/2016 - 11:19
Città off limits, una app abbatte le barriere e fa intervenire il comuneCorriere della Sera29 Lug 2016Maria Giovanna FaiellaBarriere architettoniche

L’applicazione realizzata dall’Associazione Coscioni consente a chi ha una disabilità di segnalare e documentare gli ostacoli che s’incontrano in città e ricevere aiuto per la loro rimozione come prevedono le norme in vigore

Marciapiedi inaccessibili, alti e privi di scivolo, buche e sampietrini sconnessi, tombini quasi staccati dal manto stradale. Per chi è a bordo di una carrozzina muoversi in città è spesso un percorso a ostacoli. Grazie all’app “No-Barriere” realizzata dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà della ricerca scientifica”, le persone con disabilità potranno segnalare in tempo reale attraverso il proprio telefonino le barriere architettoniche che incontrano e chiedere la loro rimozione.

Come funziona

Dopo aver scaricato e installato l’app sul proprio dispositivo, una volta aperta l’applicazione si descrive in breve la barriera che ostacola il percorso, s’ inserisce la foto che può essere scattata in tempo reale con lo smartphone, s’invia la mail al Comune di residenza che dovrà provvedere a rimuoverla. Se non lo farà entro trenta giorni dalla segnalazione, l’Associazione Luca Coscioni fornirà un supporto anche legale perché siano rispettate le norme in vigore che garantiscono a chi ha una disabilità il diritto alla mobilità e a non essere discriminato.

Come funziona

A testimoniare l’odissea che affronta ogni giorno chi si muove a bordo di una carrozzina è bastato lo slalom organizzato a Roma come dimostrazione “dal vivo” di un “percorso a ostacoli”: quello da Piazza Colonna a Piazza Madama. Per presentare la app Gustavo, Marco e Mara si sono mossi lungo le strade: il marciapiede stretto li ha costretti a transitare sul ciglio della carreggiata tra auto e moto che sfrecciano, i gradini alti hanno impedito loro di salire sul marciapiede nonostante lo sforzo del motore della carrozzina e alla fine sono servite diverse braccia per “caricarvi” sopra carrozzine e i loro passeggeri. Altro che autonomia.

Diritto a una vita indipendente

«Le barriere architettoniche rendono la vita meno libera, costringendo di fatto le persone con disabilità permanente o anche temporanea a non uscire di casa – ribadisce l’avvocato Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni – . Per superare le discriminazioni si può agire con diffide o tramite le vie legali, già in passato, in seguito a queste azioni, alcune barriere architettoniche segnalate dai cittadini sono state rimosse».

Peba ancora disattesi

I Peba, Piani di eliminazione delle barriere architettoniche, sono previsti dal 1992. «La maggior parte dei Comuni non li ancora adottati e risulta inaccessibile a chi ha una disabilità, sia motoria che sensoriale – denuncia Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni – . Certo, la rimozione delle barriere ha un costo, ma può essere recuperato nel medio termine consentendo la libera circolazione di migliaia di persone con disabilità cui ancora oggi viene negato il diritto a muoversi autonomamente per andare a scuola, al lavoro, in uffici pubblici. Ci auguriamo che le segnalazioni dei cittadini possano sensibilizzare gli amministratori ma – conclude Cappato – serve anche un piano di investimenti a livello nazionale per aiutare i Comuni a rispettare i Piani Peba». Per avere città davvero a misura di tutti.

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Disabilità, arriva l'app per segnalare le barriere architettoniche

Ven, 29/07/2016 - 14:44
Disabilità, arriva l'app per segnalare le barriere architettonicheRedattore Sociale29 Lug 2016Barriere architettoniche

Roma - Una passeggiata di qualche centinaio di metri per alcuni, un percorso ad ostacoli per altri: oggi, tra piazza Colonna e piazza del Collegio Romano, l'associazione Luca Coscioni ha presentato con un'iniziativa itinerante la sua nuova app "No-Barriere".

L'applicazione gratuita per Android e iOS consente di segnalare le barriere architettoniche all'associazione e ai comuni, oltre che localizzarle su una mappa. Lo scopo di lungo termine, spiega Marco Cappato della 'Luca Coscioni', e' che il numero di segnalazioni convinca il governo e l'Associazione Nazionale Comuni Italiani a un piano di investimenti straordinario per la rimozione delle barriere. Quello piu' immediato, invece, e' di segnalare i problemi alle amministrazioni e, nel caso queste non provvedano, passare a diffide e azioni successive.

Obiettivi ribaditi piu' volte anche da Gustavo Fraticelli e Marco Gentili, rispettivamente vice-segretario e presidente dell'associazione, entrambi con disabilità motoria: durante il percorso, che ha attraversato anche via del Corso e piazza Venezia, sono stati evidenziati continuamente marciapiedi e fermate dell'autobus inaccessibili e fessure dove le ruote delle carrozzine si incastrano.

Dal 1987, in Italia, una legge prevede la rimozione delle barriere architettoniche attraverso i cosiddetti Peba (Piani di eliminazione delle barriere architettoniche): gli obiettivi di questa norma, pero', sono stati completamente disattesi. Al punto che Fraticelli lancia una provocazione: "Abolitela, se volete essere coerenti".

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Radicali e Ass. Luca Coscioni, Cannabis Terapeutica Lombardia: bene l'odg che prevede risorse per sperimentazione, ora legge regionale

Ven, 29/07/2016 - 14:29
Radicali e Ass. Luca Coscioni, Cannabis Terapeutica Lombardia: bene l'odg che prevede risorse per sperimentazione, ora legge regionaleMarco Cappato, Barbara Bonvicini28 Lug 2016Cannabis terapeuticaDichiarazioni di Marco Cappato e Barbara Bonvicini
Approvato ieri in Consiglio l'ordine del giorno proposto dal Movimento 5 Stelle che chiede alla Lombardia di stanziare fondi per la sperimentazione dei farmaci a base di cannabinoidi su pazienti affetti da SLA. In Regione, però, manca ancora una legge che normi la prescrizione e la distribuzione della Cannabis Terapeutica.  "Esattamente un anno fa davamo avvio alla raccolta firme per la legge di iniziativa popolare per la regolamentazione dell'uso dei farmaci a base di cannabinoidi anche in Lombardia, ultima delle regioni italiane insieme a Campania, Lazio e Calabria a non avere ancora normato il tema. - spiega Barbara Bonvicini, coordinatrice della Campagna Cannabis Terapeutica in Lombardia - La proposta è stata depositata a gennaio fine gennaio 2016 e sottoscritta da oltre 6.000 cittadini." "Chiediamo che la legge popolare venga discussa alla riapertura dei lavori del Consiglio a settembre. - prosegue Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e Presidente di Radicali Italiani - Non solo i malati, ma tutti i cittadini, attendono che la Regione garantisca loro il Diritto alla Salute e alla Libertà di Cura."
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Conferenza Stampa di lancio per "Legalizziamo" a Brescia

Ven, 29/07/2016 - 14:19
Ricerca sulle droghe

Ha preso il via anche a Brescia la raccolta firme nazionale sulla proposta di legge di iniziativa popolare della campagna Legalizziamo! per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della  e suoi derivati.

La proposta di legge popolare, promossa da Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni, con la collaborazione e il sostegno di Coalizione Italiana per le Libertà Civili e Democratiche, Forum Droghe, Antigone, La PianTiamo e di decine di grow shop/canapai italiani, viene presentata in una conferenza stampa tenuta dal presidente di Radicali Italiani nonchè Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni Marco Cappato. 

--> Per riascoltare la conferenza su Radio Onda d'Urto CLICCA QUI

Data: Mercoledì, 27 Luglio, 2016 - 10:30Città: BresciaOrganizzatore: Associazione Luca Coscioni
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Disabilità: da Ass. Coscioni App per abbattere barriere. Domani ore 10.30 dimostrazione dal vivo nei percorsi a ostacoli del centro di Roma

Ven, 29/07/2016 - 09:10
Disabilità: da Ass. Coscioni App per abbattere barriere. Domani ore 10.30 dimostrazione dal vivo nei percorsi a ostacoli del centro di RomaAssociazione Luca Coscioni28 Lug 2016Barriere architettoniche

Una app per segnalare le barriere architettoniche e ricevere aiuto per abbatterle. E' l'iniziativa lanciata dall'Associazione Luca Coscioni, da sempre in prima linea per i diritti delle persone disabili, e dedicata non solo ai tanti che ogni giorno fanno i conti in prima persona con gli ostacoli disseminati lungo le strade delle nostre città, ma a chiunque voglia attivarsi per contribuire a rendere migliore la vita quotidiana per tutti i cittadini. 

Dopo una fase sperimentale, la App "No-Barriere" sarà presentata alla stampadomani venerdì 29 luglio a Roma con una dimostrazione dal vivo, lungo un "percorso a ostacoli" da Piazza Colonna a Piazza Madama. 

Parteciperanno, tra gli altri: Marco Gentili e Gustavo Fraticelli, rispettivamente co-presidente e vicesegretario dell'Associazione Luca Coscioni, entrambi con disabilità motoria, a causa della SLA il primo e da tetraplegia il secondo; Mara Ricciardi, già protagonista del video inchiesta "Barriere Sante"; Salvatore Cimmino, atleta con disabilità che dal 2010 porta avanti il tour “A NUOTO NEI MARI DEL GLOBO – Per un mondo senza barriere e senza frontiere”; con il segretario dell'Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo, il tesoriere Marco Cappato, i membri di giunta Rocco Berardo e Vittorio Ceradini. Sono inoltre invitati a partecipare rappresentanti delle organizzazioni impegnate sul tema della disabilità.

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Cannabis: Radicali lanciano appello e digiuno per scarcerare Fabrizio Pellegrini, malato in cella per autocoltivazione. Orlando e Lorenzin si attivino.

Gio, 28/07/2016 - 13:35
Cannabis: Radicali lanciano appello e digiuno per scarcerare Fabrizio Pellegrini, malato in cella per autocoltivazione. Orlando e Lorenzin si attivino.Associazione Luca Coscioni28 Lug 2016Cannabis terapeutica

I Radicali aderiscono all'iniziativa di Andrea Trisciuoglio, segretario di LaPiantiAmo, lanciando un appello ai ministri Orlando e Lorenzin per scarcerare Fabrizio Pellegrini, in carcere per aver coltivato alcune piante di cannabis per curarsi.  

Roma, 28 luglio 2016

Uno sciopero della fame e un appello ai ministri Orlando e Lorenzin per scarcerare Fabrizio Pellegrini: pianista di 47 anni, malato di fibromialgia, recluso nel carcere di Chieti da oltre un mese per aver coltivato alcune piante di cannabis per curarsi.  
A lanciarlo dirigenti e militanti radicali che hanno aderito con un digiuno a staffetta all'iniziativa nonviolenta di Andrea Trisciuoglio, segretario dell'associazione LaPiantiAmo e malato di sclerosi multipla, il quale a sostegno di Pellegrini ha deciso di sospendere la propria terapia a base di cannabinoidi.
Tra i primi firmatari, il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi, il tesoriere Valerio Federico, il segretario dell'Associazione Luca Coscioni Filomena Gallo e il tesoriere Marco Cappato, e militanti di numerose associazioni radicali in Italia, impegnati in questi mesi nella raccolta firme sulla legge popolare Legalizziamo! (www.legalizziamo.it), che prevede, insieme alla regolamentazione legale della cannabis e alla decriminalizzazione dell'uso di tutte le sostanze, il più ampio accesso possibile alla cannabis terapeutica.

"Per la prima volta nella storia del nostro Paese un disegno di legge che prevede la legalizzazione della cannabis è all'esame del Parlamento" - si legge nell'appello - ma "gli ostacoli da superare sono molti e intanto i danni del proibizionismo continuano a manifestarsi indisturbati come nella vicenda di Fabrizio Pellegrini". "Dal 2007 in Italia il principio attivo della Cannabis è ammesso in terapia, dopo vari tentativi, Fabrizio ne ottiene una prescrizione: per un mese di trattamento è tuttavia costretto a spendere circa 500 euro", "una spesa che va oltre le sue limitate finanze, dunque, la coltivazione domestica di qualche pianta, gli appare l'unica alternativa terapeutica". Eppure "proprio in Abruzzo dal 2014 è in vigore la più avanzata legge regionale in materia di cannabinoidi per cui il medicinale è posto a carico del servizio sanitario regionale", "legge che però risulta inapplicata". Le condizioni di Pellegrini vanno aggravandosi "son comparse ecchimosi lungo la colonna vertebrale ed è costretto ad assumere farmaci per alleviare il dolore. Nonostante altri malati, in altre carceri d'Italia, siano autorizzati all'uso di cannabinoidi a Chieti queste terapie non son previste", denunciano i radicali che annunciano: "proseguiremo fino a quando il Ministro della Giustizia Andrea Orlando e al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, non interverranno per acquisire una perizia medico-legale volta ad accertare l'incompatibilità di Fabrizio Pellegrini con la reclusione, così come prevede il nostro codice penale" e "affinché il governatore della Regione Abruzzo, Luciano d'Alfonso, intervenga a garantire l'effettiva applicazione della normativa regionale in materia di cannabis terapeutica, per evitare nuovi "casi Pellegrini".

Testo completo dell'appello: http://www.radicali.it/comunicati/20160728/appello-una-firma-un-digiuno-fabrizio-tutte-vittime-del-proibizionismo

I primi firmatari: I radicali foggiani, Riccardo Magi – Segretario di Radicali Italiani, Valerio Federico - Tesoriere di Radicali Italiani, Filomena Gallo – Segretaria dell’Associazione “Luca Coscioni”, Marco Cappato – Tesoriere dell’Associazione “Luca Coscioni”, Andrea Trisciuoglio – Segretario de “La PiantiAmo”, Marco Perduca, coordinatore della campagna "Legalizziamo", Luigi Manconi, presidente della commissione Diritti Umani del Senato, Alessio Alberti, Anna Antonaccio,  Matteo Ariano, Marco Beltrandi, Rocco Berardo, Dario Boilini, Barbara Bonvicini, Valeria Cafeo, Paola Calzoni, Giuseppe Candido, Michele Carelli, Alessandro Celuzza, Alessio Di Carlo, Carlo Gandolfo,  Franco Giacomelli, Marzia Guerriero, Norberto Guerriero, Davide Iglina, Paolo Izzo, Matteo Mainardi, Diego Mazzola, Giacomo Negri, Anna Rinaldi, Michele Rinaldi, Alexandre Rossi, Gianni Rubagotti, Gino Ruggeri, Giovanni Sansi, Angela Scaramuzzi, Antonella Soldo, Rita Tomaselli, Maria Laura Turco.

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