Luca Coscioni

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Eterologa, non serviva una legge. E' una nostra vittoria

Lun, 11/08/2014 - 11:28
Eterologa, non serviva una legge. E' una nostra vittoriacronache del Garantista10 Ago 2014Gilberto Corbellini e Filomena GalloFecondazione eterologa

In Italia la fecondazione eterologa è legale. A seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, dal giugno scorso si può applicare la fecondazione assistita con donazione di gameti. Il Manifesto dei Giuristi, firmato da 600 esponenti del diritto e della politica, tra i quali Stefano Rodotà, Andrea Pugiotto, Carlo Casonato, Amedeo Santosuosso e Emma Bonino, ha sottolineato la portata storica della decisone attraverso cui l'Alta Corte ha cancellato il divieto della fecondazione eterologa, spiegando che non c'è vuoto normativo.

Cioè che non serve una nuova legge per accedere alla prestazione sanitaria che era vietata dalla legge 40 del 2004.

Centinaia di coppie attendono che tutti i centri rispondano alle loro richieste, sia quelli pubblici sia quelli privati, perché questo è già possibile. Il ministro della Salute continua, invece, a ribadire la necessità di una legge per evitare la deregulation. Cioè quello che con intento terroristico è chiamato "Far West della provetta", che sarebbe auspicato da chi come noi, insieme con giuristi e società scientifiche, chiede solo il rispetto della sentenza della Corte Costituzionale. Quella sentenza non ha creato alcun vuoto normativo, avendo stabilito che si può subito partire con l'applicazione della tecnica, in quanto è stato cancellato solo il divieto di fecondazione eterologa, ma non le tutele per i soggetti coinvolti, cioè coppie, nati e donatori anonimi; tutele che rimangono tutte in vigore.

L'anonimato dei donatori è previsto dalla legge 40/04 e dal Dlgs 191/07, le garanzie sanitarie e di tracciabilità dei dati sanitari sono previste dal Dlgs 16/10 e 85/2012, ed esistono norme per l'esportazione e importazione di gameti in sicurezza e garanzia (Dm 10.10.2012). Tutte queste disposizioni prevedono il divieto di commercializzazione e garanzie per nati, coppie e donatori.

Considerando che il consiglio dei Ministri non se la è sentita di seguire la strategia perseguita dal ministro Lorenzin, è arrivato il momento di lavorare, senza indugi, nel rispetto della Corte Costituzionale e della sentenza 162/14. Non siamo interessati a discussioni politiche sul perché il presidente del Consiglio, «non se l'è sentita». Abbiamo vinto: questa è la verità. Nessun Parlamento o Ministro potrà cambiare la sentenza della Corte Costituzionale.

Il ministro Lorenzin potrebbe aggiornare le linee guida, che peraltro devono essere adeguate periodicamente per tener conto degli avanzamenti tecnologici della medicina riproduttiva, e lavorare insieme a esperti e associazioni per una grande campagna di informazione rivolta alle coppie e ai donatori; nonché per trasferire maggiori fondi per la Pma e per le tecniche applicate nell'ambito delle strutture pubbliche.

Basta rinvii ingiustificati. Soprattutto se poi si tratta di strategie che mirano a riportare la discussione indietro di dieci anni, creando cioè artificialmente controversie e psicodrammi privi di senso, attraverso cui si vuole solo continuare a ostacolare nella pratica concreta l'esercizio di un diritto costituzionale conculcato ai cittadini italiani e alle coppie per già troppo tempo. Negli ultimi giorni si sono riascoltate le voci mistificatorie degli stessi talebani che dieci anni fa imposero una legge, la legge 40, che Le Monde definì "burqa", e che era indegna di un paese civile, democratico e liberale. Invitiamo il ministro Lorenzin a non dare ascolto a quelle cattive sirene e ad agire nel solo rispetto della legge e dei pazienti.

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Filomena Gallo su Radio3 sul ritiro del decreto Lorenzin sulla fecondazione eterologa

Lun, 11/08/2014 - 10:28
Fecondazione eterologa

Radio3Scienza (RAI-Radio3) dedica la puntata di lunedi 11 agosto, dalle 11.30 alle 12.00, al ritiro del decreto legge Lorenzin sulla fecondazione eterologa. A che cosa sarebbe servito quel decreto? Davvero c'era un vuoto normativo dopo la sentenza della Corte Costituzionale dell'aprile scorso, che dichiarava illeggittimo il divieto della legge 40/2004 di praticare eterologa? Adesso che cosa possono fare in Italia le persone che intendono accedere a questi trattamenti? E come si stanno regolando i centri pubblici e privati che praticano tecnicgìhe di fecondazione assistita? Intervengono l'avvocato Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la Libertà della Ricerca Scoentifica, il giurista Lorenzo D'Avack, Vicepresidente del Comitato Nazionale di Bioetica, il Ginecologo Andrea Borini, Presidente della Società Italiana di Fertilità e Sterilità. In conduzione Paolo Conte.

Data: Lunedì, 11 Agosto, 2014 - 11:30 to 12:00Organizzatore: Radio3Scienza
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Lorenzin, l'eterologa è mia e la gestisco io

Ven, 08/08/2014 - 19:11
Lorenzin, l'eterologa è mia e la gestisco ioFatto Quotidiano8 Ago 2014Furio Colombo

Caro Furio Colombo, come fa la Lorenzin, benché casuale ministro della salute, a dire che la sulla fecondazione eterologa decide lei, ovvero la loro legge, e non la sentenza? Una sentenza non è "erga omnes" quando sancisce principi?  Valeria 

 

Nella storia ci sono varie cose che stupiscono, Una, certo, è che il Pd vada a fare governo comune con Forza Italia (così tutto è nato) per trovarsi e tenersi la Lorenzin come ministro della Salute. La cosa potrebbe avere un minimo di senso se si trattasse di un esperto. Invece si tratta di una mini-ideologa. Ha diritto di esserlo, ma a nome e per conto di noi tutti? È abbastanza grave che non ci sia risposta. Poi c`è il suo disappunto per la sentenza. Tutti i conservatori di finta religiosità e di forte impegno contro la autonomia e libertà delle donne, si affannano a inserire limiti di tutti i tipi. Così era nata la Legge 40. L`impegno di questa gente, che sarebbe il governo, è di far apparire dette al vento e dette a vuoto le affermazioni di Filomena Gallo (presidente della Associazione Luca Cosconi, che guida la campagna a nome del Partito Radicale) sul senso e la efficacia della sentenza che smantella la incedibile Legge 40. La sentenza di cui stiamo parlando, infatti, rende civili e normali le procedure per la fecondazione anche in Italia. Ma se certe  cose non vanno bene a Lupi, ministro protettore delle Infrastrutture (per esempio rivedere le concessioni senza concorrenza per certe autostrade) certe altre cose non vanno bene a Lorenzin, per esempio che una sentenza sensata corregga una legge insensata. Ovvero ciascuno è lì per rappresentare, non solo a nome della destra da cui i due vengono, ma a nome di tutto il governo unito, ciò che si può accettare e ciò che si deve rifiutare. E così la Lorenzin , in un Parlamento che è arretrato di 800 leggi, quanto a norme regolamentari, e a decine di decreti del creativo governo Renzi, da convertire in legge, toccherà di fare subito, a immagine e somiglianza dei finti credenti, una nuova legge costellata di proibizioni e il più possibile simile a quella respinta dal tribunale. Non domandatevi per chi suona la Lorenzin. Domandatevi da chi e perché viene fatta suonare. E se dice che "le leggi le fa il Parlamento e non i tribunali" ricordatele che in un Paese sicuramente democratico come gli Usa, il riconoscimento dei diritti civili, il diritto delle donne di decidere sulla procreazione e persino la proclamazione di un presidente degli Stati Uniti (George W. Bush) è stata opera di giudici e non del Congresso. 

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Precisazioni di Filomena Gallo e Marco Cappato al Ministero degli Affari sociali a seguito della lettera di Maurizio Turco

Ven, 08/08/2014 - 17:49
Precisazioni di Filomena Gallo e Marco Cappato al Ministero degli Affari sociali a seguito della lettera di Maurizio Turco8 Ago 2014

Pubblichiamo qui di seguito le precisazioni da noi inviate al Ministero degli Affari sociali a seguito della lettera (link) di Maurizio Turco.

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Roma, 8 agosto 2014

Al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Direzione generale per il terzo settore e le formazioni sociali
Divisione II

Gentili responsabili del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali,

In data 5 agosto 2014 abbiamo da Voi ricevuto, su nostra richiesta, copia della risposta da Voi inviata alla domanda di accesso agli atti depositata dall'Onorevole Maurizio Turco il 26 luglio 2014 e relativa ad alcuni documenti dell'Associazione Luca Coscioni.

Alfine di meglio motivare la propria titolarità -della quale non intendiamo qui trattare- ad accedere a tali documenti, l'Onorevole Turco compie una serie di affermazioni prive di fondamento rispetto alle quali riteniamo opportuno intervenire. Trattandosi di insinuazioni avanzate in assenza di un formale contenzioso, la nostra replica è finalizzata esclusivamente a tutelare l'onorabilità dell'Associazione Luca Coscioni e delle persone che ne ricoprono e ne hanno ricoperto incarichi di responsabilità, nonché a fugare ogni sospetto nel rapporto anche formale che la nostra associazione intrattiene con il Vostro Ministero da otto anni a questa parte.

Al punto 2. della sua lettera, l'Onorevole Turco nota che "L’ALC ha presentato la documentazione per iscriversi al Registro Nazionale delle associazioni di promozione sociale tra il 2006 e il 2007, periodo nel quale il sottoscritto aveva la responsabilità di Tesoriere pro tempore e durante il quale, come si potrà riscontrare, non ha sottoscritto alcun documento attinente a tale procedura".

Da queste parole, il lettore può essere tratto ingannevolmente a credere che fosse nelle competenze del Tesoriere la sottoscrizione di un qualsivoglia "documento attinente a tale procedura". Prudentemente, l'Onorevole Turco non lo sostiene (né potrebbe) ma lo lascia credere, insinuando il dubbio quantomeno in chi non conosca lo Statuto dell'associazione stessa. E invece, tutti i "documenti attinenti a tale procedura" erano di pertinenza dell'allora Responsabile legale dell'associazione, Marco Cappato, che li ha regolarmente sottoscritti.

Nella stessa lettera, L'Onorevole Turco proclama di "non avere memoria" di una serie di atti, documenti e fatti relativi alla vita dell'ALC: una riunione del Consiglio generale del 2006; una delibera del Consiglio generale del 2006; un'assemblea dei soci del 2006 e del 2008; l'esistenza di sedi operative oltre a quella in Roma.

Anche in questo caso, sotto la formula del "non avere memoria", si produce l'effetto di insinuare il dubbio che tali riunioni e fatti siano inesistenti e falsamente attestati. Non lo sostiene (né potrebbe) ma lo lascia credere, invocando la difesa dell' "onore del Partito radicale e dell'associazione stessa".

Ignoriamo le motivazioni che hanno spinto l'Onorevole Turco a prendere questa iniziativa. Se ci fosse stato chiesto, per le vie brevi o formalmente, di fornire maggiori informazioni sulle riunioni delle quali Egli non ha memoria (ed in effetti anche noi abbiamo scarsa memoria di sua effettiva ed attiva partecipazione) avremmo certamente fatto il possibile per soddisfare tale richiesta, come abbiamo fatto nella ricerca di documenti a lui forniti a prezzo di costose ricerche in archivio al di fuori di qualsiasi obbligo di legge.

D'altronde, la politica della nostra associazione è improntata alla massima pubblicità, come da pluridecennale tradizione del Partito radicale: sono pubblici sul sito www.associazionelucacoscioni.it tutti i nostri bilanci annuali dettagliati (Stato patrimoniale e Conto economico), le rendicontazioni annuali su come sono spesi i soldi del 5 per 1000, i compensi dei dipendenti, le Relazioni di Tesoreria, l'elenco delle sedi territoriali aggiornate e, grazie alle registrazioni di Radio radicale, una quantità di documenti audiovideo sulla vita dell'associazione che non ha uguali nella realtà del mondo associativo italiano, nemmeno di organizzazioni che superano di diversi ordini di grandezza le dimensioni dell'ALC.

Per quanto riguarda le sedi territoriali, si precisa che l'associazione ha privilegiato un modello leggero, che agisce attraverso punti di riferimento territoriali che operano da volontari facendosi ospitare da piccoli gruppi locali in strutture autofinanziate.  È precisamente grazie a questo modello anti-burocratico che si è ottenuta la minimizzazione dei costi per le strutture e la massimizzazione delle spese per attività, come i bilanci pubblicati stanno a testimoniare.

In ultimo, l'Onorevole Turco si firma come "Tesoriere del Partito radicale" e invia le proprie comunicazioni dalla posta elettronica del Partito radicale. È stato Egli effettivamente eletto tesoriere in occasione dell'ultimo Congresso del Partito radicale, tenutosi nel dicembre 2011 (il Congresso ordinario del Partito radicale si tiene, a norma di Statuto, ogni due anni) ma la sua iniziativa è stata intrapresa al di fuori di qualsiasi mandato, consultazione o anche solo informazione degli iscritti o di altri organi dirigenti del Partito radicale. Siamo stati noi, in quanto membri del Senato del Partito radicale (organo che riunisce i responsabili delle associazioni costituenti del Partito stesso) ad informare di quanto accaduto il Senato del Partito e il suo Presidente, Marco Pannella, oltre agli iscritti e dirigenti dell'Associazione Luca Coscioni.

Si rinnova  in ogni caso a Codesta Amministrazione che ai sensi della L. 241/90 venga inviato alla sottoscritta quale legale rappresentante pro tempore dell’Associazione Luca Coscioni, parte interessata nel procedimento in oggetto, copia delle eventuali comunicazioni e/o osservazioni successive e di ogni altro atto successivo relativo al presente procedimento al fine di tutelare i diritti e gli interessi legittimi dell’Associazioni nelle opportune sedi.

Rimaniamo a piena disposizione per ogni richiesta di chiarimento o informazione aggiuntiva.

Cordiali saluti,

Prof. Avv. Filomena Gallo
Segretario e legale rapp.te  dell’ Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

Marco Cappato
Precedente rapp.te legale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

P.s: Provvederemo a rendere nota la presente sul sito internet dell’Associazione Luca Coscioni.

 

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Il Tesoriere del Partito radicale, M. Turco, presenta al Min. affari sociali accesso atti su documenti dell'Ass. Luca Coscioni, e dichiara di "non aver memoria" di riunioni e fatti comunicati al Ministero dall'allora rappr. legale dell'ass., M.Cappato

Ven, 08/08/2014 - 16:32
Il Tesoriere del Partito radicale, M. Turco, presenta al Min. affari sociali accesso atti su documenti dell'Ass. Luca Coscioni, e dichiara di "non aver memoria" di riunioni e fatti comunicati al Ministero dall'allora rappr. legale dell'ass., M.CappatoFilomena Gallo, Marco Cappato6 Ago 2014L'Associazione Luca Coscioni è associazione di promozione sociale -riconosciuta dal Ministero degli affari sociali - dal 18 ottobre 2006. Grazie a tale status, ha potuto concorrere ai fondi distribuiti attraverso il 5x1000.   Con la comunicazione che rendiamo pubblica di seguito, il Tesoriere del Partito radicale, Maurizio Turco, presenta al Ministero una domanda di accesso agli atti (alcuni dei quali gli erano già stati forniti dal Segretario Filomena Gallo, insieme ad altra documentazione) con la motivazione di voler riscontrare "se siano stati lesi i suoi diritti di iscritto e sia stato leso l’onore del Partito radicale e dell’Associazione stessa". Per suffragare tale richiesta, Maurizio Turco dichiara di "non avere memoria" di una serie di atti e fatti (riunioni, sedi territoriali) comunicati al Ministero dall'allora Segretario e rappresentante legale dell'associazione, Marco Cappato.   Per parte nostra, confermiamo la validità e veridicità di quegli atti, e, di conseguenza, l'infondatezza delle insinuazioni rese sotto la formula del "non avere memoria".   Per il momento, ci limitiamo ad osservare che tale comunicazione inviata da parte di Maurizio Turco al Ministero, è trasmessa (così come il precedente accesso agli atti) all'associazione Luca Coscioni non da Maurizio Turco, ma dal Ministero. Negli 8 anni che ci separano dai fatti contestati, mai era stato a noi comunicato da parte di Maurizio Turco - né formalmente né informalmente, né per iscritto ne oralmente - il proprio "non aver memoria", che ha invece deciso di trasmettere direttamente al Ministero presso il quale siamo accreditati.   L'Associazione Luca Coscioni è soggetto costituente il Partito radicale; prendiamo atto che la carica di tesoreria del Partito radicale è utilizzata per questo tipo di iniziativa, della quale ciascuno può apprezzare la valenza.   Filomena Gallo - Marco Cappato Segretario e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni     *********
Ecco la richiesta di accesso agli atti effettuata da Maurizio Turco, che ci è stata inoltrata dal Ministero.


Da: partito.radicale [mailto:partito.radicale@legalmail.it
Inviato: sabato 26 luglio 2014 11:34
A: SegreteriaTerzoSettoreDIVII; dgvolontariato
Oggetto: istanza di accesso agli atti ex lege 241/90.   

Oggetto: istanza di accesso agli atti ex lege 241/90. Riscontro alla comunicazione 0007350.04.07-2014

 

Egregia Dott.ssa,

Come da Lei richiestomi sono a fornirle il chiarimento in merito a quale sia, allo stato attuale, l’interesse diretto e concreto a visionare ed estrarre copia della documentazione inerente l’iscrizione dell’Associazione Luca Coscioni (in seguito ALC) al Registro nazionale delle Associazioni di Promozione sociale:

1. il sottoscritto è Tesoriere del Partito radicale ed è iscritto all’ALC sin dalla sua fondazione, eletto Tesoriere dell’ALC dal II Congresso il 18 gennaio 2004 ha ricoperto ininterrottamente la carica fino al 18 febbraio 2008 a conclusione del VI Congresso.

2. L’ALC ha presentato la documentazione per iscriversi al Registro Nazionale delle associazioni di promozione sociale tra il 2006 e il 2007, periodo nel quale il sottoscritto aveva la responsabilità di Tesoriere pro tempore e durante il quale, come si potrà riscontrare, non ha sottoscritto alcun documento attinente a tale procedura.

3. dopo aver richiesto all’ALC la documentazione relativa alle procedure di iscrizione della stessa al Registro Nazionale delle associazioni di promozione socialee ricevendone solo una parte, in data 22 dicembre 2013 il sottoscritto richiedeva tramite mail alcuni documenti mancanti e segnatamente

a)   la lettera inviata dall’associazione al Ministero il 4/8/2006;

b)   il verbale del Consiglio Direttivo e il verbale dell’Assemblea dei Soci di cui si fa riferimento nella lettera senza data inviata dall'allora Segretario Marco Cappato al Ministero;

c)   le 8 pagine inviate il 6/10/2006 alla Dott.ssa Correani;

4. con comunicazione mail del 3 gennaio 2013 mi si informava di avermi lasciato nella casella postale il documento di cui al punto 3.c (le 8 pagine inviate il 6/10/2006 alla Dott.ssa Correani);e mi si comunicava di non aver “trovato copia della lettera del 04/08/2006 e c'è copia solo del verbale dell'assemblea straordinaria del 23/04/2006”.

5. le 8 pagine inviate il 6/10/2006 alla Dott.ssa Correani constano di un “Verbale del Consiglio Generale” sottoscritto dall’allora Segretario Marco Cappato e dall'allora Vice Segretario Rocco Berardo; Consiglio Generale che si sarebbe tenuto il 29 settembre 2006 con all'ordine del giorno “modifiche al documento transitorio integrativo dello Statuto”. Nel verbale si afferma che tali ulteriori modifiche statutarie sono da apportare a quelle già apportate dal Consiglio generale in data 21 luglio 2006. Al verbale si allega il “documento transitorio di integrazione dello Statuto associativo” al quale si premette che “il Consiglio direttivo dell’Associazione si impegna a sottoporre all'Assemblea dei soci, affinché vengano approvate entro e non oltre il termine di un anno dalla presentazione della domanda di iscrizione al Registro Nazionale delle Associazioni di promozione sociale”.

6. Si specifica che il sottoscritto non ha memoria:

a) che il 29 settembre 2006 si sia tenutauna riunione delConsiglio generale dell’associazione;

b) che il 21 luglio 2006 il Consiglio generale dell’Associazione abbia deliberato l’approvazione nelle forme consuete di un “documento transitorio integrativo dello Statuto”

c) che tra la fine del V congresso del 23 aprile 2006 e il 17 febbraio 2008 inizio del VI congresso, l’associazione abbia tenuto una Assemblea dei soci e/o Congresso.

d) che l’ALC abbia avuto sedi operative oltre quella di Roma, Via di Torre Argentina 76, di cui dispone in virtù dell’essere soggetto costituente del Partito radicale.

Appare dunque evidente che detta documentazione è necessaria al sottoscritto per riscontrare, attraverso i documenti effettivamente inviati al Ministero, se siano stati lesi i suoi diritti di iscritto e sia stato leso l’onore del Partito radicale e dell’Associazione stessa.

Distinti saluti

Maurizio Turco

Tesoriere del Partito radicale

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Ecco i link ai documenti forniti dal ministero a seguito dell'accesso agli atti.

AllegatoDimensione 20140730134920766.pdf496.31 KB 20140730135709893.pdf476.13 KB
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Filomena Gallo e Mirella Parachini in onda su Sky Tg24 Pomeriggio sul tema dell’aborto

Ven, 08/08/2014 - 15:34
Aborto

Martedì 12 agosto, dalle 15 alle 16, andrà in onda la puntata di Sky Tg24 Pomeriggio sul tema dell’aborto.

Ospiti presenti in studio: 

MIRELLA PARACHINI                       

Ginecologa Ospedale San Filippo Neri,

Vicepresidente FIAPAC, Federazione Internazionale degli Operatori di Aborto e Contraccezione                           

ON. EUGENIA ROCCELLA              

NCD                              

 FILOMENA GALLO                          

Segretario nazionale Associazione Luca Coscioni  

 DANIELA VISCONTI                         

Ginecologa e membro Aigoc

Data: Martedì, 12 Agosto, 2014 - 15:00 to 16:00Organizzatore: Sky Tg24
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Ostia: Roma Capitale garantista accesso al mare ai disabili

Gio, 07/08/2014 - 12:03
Ostia: Roma Capitale garantista accesso al mare ai disabiliRiccardo Magi7 Ago 2014Barriere architettoniche

Dichiarazione di Riccardo Magi, consigliere capitolino Radicale, Gruppo Lista Civica Marino.

La lettera con cui il co-Presidente dell’Associazione Luca Coscioni, Gustavo Fraticelli, si è rivolto al Sindaco Marino - insieme ai responsabili dell’associazione Filomena Gallo e Marco Cappato - in merito all’accesso al mare per i disabili nel litorale romano trova il mio pieno sostegno. 

Infatti ad oggi, gli sforzi fatti da questa amministrazione, per adeguare i servizi messi a disposizione dai concessionari, risultano parzialmente adeguati. La parte inadeguata sta nel non aver previsto - nell’ordinanza 65 del 23 aprile 2014 - che un disabile una volta raggiunta la spiaggia possa raggiungere anche la riva del mare. 

Le passerelle previste dall’ordinanza di Roma Capitale, infatti, prevedono l’approdo alla spiaggia, e basta.

Basterebbe, per risolvere il problema, stabilire che ciascun concessionario si dotasse di una sedia a rotelle specifica, tale da superare facilmente il bagnasciuga e consentire ai disabili di raggiungere la riva. 

Un costo minimo per un diritto inestimabile, quello a non essere discriminati per essere impossibiliti ad accedere al mare in quanto disabili. 

Per questo, associandomi alla lettera aperta di Gustavo Fraticelli, del 30 luglio scorso, mi rivolgo alla giunta e al Sindaco Marino perché possano in breve tempo porre rimedio a questa discriminazione.

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Legge 40, tanti passi avanti che non bastano più

Gio, 07/08/2014 - 11:45
Legge 40, tanti passi avanti che non bastano piùEuropa7 Ago 2014Filomena Gallo Fecondazione eterologa

Dieci anni di legge 40, 30 interventi di Tribunali e Corti – nazionali ed internazionali - , tre divieti cancellati nella legge e uno nelle Linee guida del 2004: in ultimo quello di fecondazione eterologa, attraverso la sentenza della Corte Costituzionale n. 162 del 9 aprile 2014. Tutto questo è stato possibile grazie alla tenacia di tante coppie che non si sono arrese e che grazie anche all’Associazione Luca Coscioni e le associazioni di pazienti hanno preteso il rispetto del loro diritto alla libertà procreativa. Ma non siamo ancora arrivati al punto di arrivo, occorre guardare al futuro: bisogna cancellare altri divieti della legge 40 per permettere anche ai pazienti non fertili ma portatori di patologie genetiche di accedere alla PMA e per consentire che si possa fare ricerca scientifica sugli embrioni non idonei per una gravidanza. Significherebbe ampliare da un lato l’orizzonte dell’autodeterminazione dei cittadini e dall’altro consentire ai nostri scienziati e ricercatori di trovare cure a malattie ancora inguaribili. Ci auguriamo che in questi casi la responsabilità dei cambiamenti non sia affidata nuovamente ai Giudici ma che invece siano il Governo – che peraltro non si è costituito in Corte Costituzionale per difendere la legge 40, segno della presa di coscienza del cambiamento in corso -  e Parlamento a migliorare lo stato di cura e ricerca di questo Paese. Lo ha fatto il Ministro Lorenzin decidendo di introdurre la PMA nei Livelli essenziali di assistenza: una decisione volta ad eliminare discriminazioni tra i centri e tra i cittadini. Ma non basta: bisogna fare di più. Bisogna riportare l’Italia ai livelli degli Paesi dove certi proibizionisti sono scomparsi da molti anni. Ed è necessario soprattutto che quanto previsto dal Ministro Lorenzin nel decreto legge atto a normare alcuni aspetti tecnici della fecondazione eterologa  - decreto inutile a parere di chi scrive in quanto sarebbe bastato l’aggiornamento delle Linee guida – non costituisca un deterrente per accedere alla tecnica. Un aspetto, infatti, che potrebbe frenare le coppie e i donatori di gameti è quello concernente l’anonimato dei  donatori: avevamo proposto come Associazione Luca Coscioni insieme ai Parlamentari radicali nella scorsa legislatura un progetto di legge che prevedeva la possibilità del  sistema del doppio binario, quindi donatori anonimi e non, sistema che trova le sue ragioni in una serie di considerazioni. La prima: il problema del segreto è stato risolto in vari Paesi con modalità differenti, tenendo talora conto del diritto del nato a conoscere le proprie origini genetiche, talora consentendo solo il diritto all’ informazione generica, talora stabilendo regole per l’incontro con il genitore biologico; in molti altri casi, invece, accettando il principio del diritto dei genitori di decidere sull’ opportunità di queste informazioni, di mantenere il segreto. La seconda: poiché la maggioranza delle indagini eseguite in molti Paesi europei ha stabilito che tra coloro che si accingono a chiedere una donazione di gameti e embrioni sono presenti tutte e tre le intenzioni sopra presentate, si ritiene opportuno che la norma che regola la donazione di gameti e embrioni debba facilitare sia l’opzione del segreto che quella della trasparenza. Al di là di quelli che possono sembrare tecnicismi, riteniamo che sia fondamentale nelle questioni di inizio e fine vita avere come movente individuale e politico la libertà e la responsabilità delle scelte dei singoli, e nessuna imposizione  bioetica. Affinché questo sia sempre più possibile c’è un appuntamento importante in agenda: l’XI Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, il 19-20-21 settembre a Roma.

 

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Fecondazione: no al decreto legge, lavoriamo insieme per le coppie

Mer, 06/08/2014 - 16:33
Fecondazione: no al decreto legge, lavoriamo insieme per le coppieFilomena Gallo6 Ago 2014Fecondazione eterologa

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Soggetto costituente il Partito radicale

 

Chiedo al Ministro Beatrice Lorenzin di non portare al Consiglio dei Ministri di domani il Decreto Legge annunciato sull'eterologa, ma di ascoltare le eccezioni formulate dagli esperti, dai giuristi, dalle società scientifiche, dalle associazioni di pazienti.

Cerchiamo di lavorare insieme affinché in piena garanzia legale, sanitaria, nel rispetto della sentenza della Corte Costituzionale, che ha cancellato il divieto di eterologa, sia applicata la donazione con gameti esterni alla coppia.

Non è il tempo delle spaccature tra i fronti, che possono provocare solo conseguenze negative sulle coppie che vogliono un figlio: è il momento di guardare al futuro per andare incontro alle coppie e non disincentivare l’accesso alla tecnica.

 

Sui punti sollevati oggi dal Ministro in audizione al Senato precisiamo che:

·         Il decreto legge serve a colmare vuoto normativo: la cancellazione del divieto da parte della Consulta non fa venir meno nessuna tutela per i soggetti coinvolti: coppie, nati e donatori anonimi. Ancor più con questa ultima decisione ha affermato che il sistema normativo italiano è idoneo al ripristino della tecnica e ha affermato il principio di non discriminazione tra cittadini nell’ accesso alle cure e il rispetto delle libertà individuali, diritti questi costituzionalmente rilevanti.  nella sentenza 162 del 2014 la Corte Costituzionale è chiara nelle motivazioni della sentenza come lo fu già nel 2005: nell’ammettere il quesito referendario per l’abrogazione del divieto di eterologa, affermò che non si creava vuoto normativo.

 

·         inserimento dell’eterologa nei livelli essenziali di assistenza: prima di inserire la PMA nei Lea occorre aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza fermi al 2001.

 

·         costituzione del Registro nazionale dei donatori presso il Cnt:  avevamo proposto come Associazione Luca Coscioni insieme ai Parlamentari radicali nella scorsa legislatura un progetto di legge che prevedeva la possibilità del  sistema del doppio binario, quindi donatori anonimi e non, sistema che trova le sue ragioni in una serie di considerazioni. La prima: il problema del segreto è stato risolto in vari Paesi con modalità differenti, tenendo talora conto del diritto del nato a conoscere le proprie origini genetiche, talora consentendo solo il diritto all’ informazione generica, talora stabilendo regole per l’incontro con il genitore biologico; in molti altri casi, invece, accettando il principio del diritto dei genitori di decidere sull’ opportunità di queste informazioni, di mantenere il segreto. La seconda: poiché la maggioranza delle indagini eseguite in molti Paesi europei ha stabilito che tra coloro che si accingono a chiedere una donazione di gameti e embrioni sono presenti tutte e tre le intenzioni sopra presentate, si ritiene opportuno che la norma che regola la donazione di gameti e embrioni debba facilitare sia l’opzione del segreto che quella della trasparenza ma in ogni caso questa è una norma ulteriore per ampliare diritti;  e non è propedeutica all'applicazione della tecnica che già ora con l'anonimato deve essere applicata.

 

·         recepimento della normativa europea 7gratuità della donazione e previsione di rimborsi per i donatori: per effetto del recepimento della direttiva madre 2004/23/CE e direttive applicative successive 2006/17/12/CE; 2006/86/CE i centri di fecondazione medicalmente assistita posseggono tutti i requisiti tecnico scientifici necessari per poter immediatamente applicare tecniche con gameti donati dovranno riaprire le loro porte ai pazienti. L’Italia infatti ha recepito le Direttive comunitarie su conservazione, donazione, lavorazione, tracciabilità e sicurezza (Direttive 2004/23/CE;) con i decreti legislativi 191/07-16/10-85/12 e del 10 ottobre 2012. Tali norme in vigore hanno trasformato i centri di fecondazione in Istituti dei tessuti, obbligati ad attenersi a tutte le prescrizioni e regole che sono previste a livello comunitario, tra cui il divieto di commercializzazione di gameti e embrioni, consentendo solo un rimborso spese, screening precisi sia per donazione omologa che eterologa (191/07 -16/10-85/12)che di fatto coincidono con gli esami previsti, e conservazione dei dati per 30 anni dall’utilizzo dei gameti.

 

·         Compatibilità donatore: nell'applicazione delle tecniche con donazione di gameti, secondo gli esperti, i medici dovranno necessariamente rispettare il principio della "compatibilità" che attiene le caratteristiche somatiche e il  gruppo sanguigno il più compatibili possibili con quelle della coppia ricevente. Tutto ciò viene attuato a livello internazionale ed è necessario nell'interesse dello sviluppo psico-emotivo sereno ed equilibrato dei bambini che nasceranno. Non si tratta di una pratica eugenetica o razzista ma è una scelta ragionevole volta non a selezionare il 'miglior' bambino ma a rendere più facile la sua esistenza. Se il Ministro Lorenzin vuole vietare tutto ciò interviene nella sfera di competenza del medico e la Corte Costituzionale ha già chiaramente precisato che in questa materia deve essere il medico e non il legislatore a decidere come procedere.

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La linea del ministro sull`eterologa: anche figli con la pelle di colore diverso

Mer, 06/08/2014 - 12:14
La linea del ministro sull`eterologa: anche figli con la pelle di colore diverso Corriere della Sera6 Ago 2014Mario PappagalloFecondazione eterologa

Domani al Consiglio dei ministri sarà presentato il decreto che darà il via libera alla fecondazione eterologa in Italia. Non sarà prevista la possibilità di scegliere o di garantire, da parte del centro, la compatibilità del colore di pelle e occhi del nascituro con quello della coppia ricevente i gameti donati. Lo dichiara la titolare della Salute, Beatrice Lorenzin.

 

Il decreto del ministero della Salute che darà il via libera alla fecondazione eterologa in Italia - come sentenziato dalla Cassazione che ha cancellato il divieto introdotto dalla legge 4o - verrà presentato domani al Consiglio dei ministri. E già si annuncia battaglia. Non sarà prevista, infatti, la possibilità di scegliere, o comunque di garantire da parte del centro, la compatibilità del colore di pelle e occhi del nascituro con quello della coppia ricevente i gameti donati. Lo dichiara colei che il decreto lo presenterà. La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, anticipa il testo su questo specifico punto: «Il discorso della compatibilità non è previsto. Il mio decreto è di un articolo e consente di far partire l`eterologa su tutto il territorio nazionale applicando le direttive europee e con controlli certi e chiari perché non si ripetano casi come i gemellini scambiati a Roma. Le linee guida saranno presentate in seguito. Il discorso della compatibilità se vuole farlo, lo introduca il Parlamento. Per quanto mi riguarda sono contraria: questa si chiama discriminazione razziale. Non se ne parla, sarebbe anti- costituzionale. E come se chi adotta un bambino lo potesse scegliere. Lo impedisce la legge. Mica siamo al supermercato». Lorenzin ha poi aggiunto che «in meno di un mese e mezzo sarà possibile fare la fecondazione eterologa su tutto il territorio nazionale negli ospedali pubblici con il ticket, come avviene già per l`omologa». Con il rischio, però, di innescare una nuova situazione all`italiana dove una Regione potrebbe applicare la possibilità di ammettere la compatibilità di scelta e un`altra no. A livello internazionale questa possibilità esiste e qualche ricorso poi potrebbe partire perché anche le linee guida presentate al ministero dagli esperti delle società scientifiche di procreazione assistita sono chiare al riguardo. In sintesi, «non è possibile scegliere le caratteristiche del donatore» ma «il centro deve garantire compatibilità di colore della pelle, gruppo sanguigno e colore di capelli e occhi per la coppia che riceve». E uno dei principi sostenuti dalle Società che hanno fatto parte del tavolo tecnico convocato dalla Lorenzin «anche per facilitare l`accetta- zione del nascituro da parte dei genitori e del contesto sociale in cui crescerà e vivrà, permettendo al bambino uno sviluppo psico -emotivo sereno ed equilibrato». Inoltre, «in un contesto di globalizzazione come quello attuale in Italia - rileva Elisabetta Coccia, presidente di Cecos Italia, l`associazione che raggruppa i maggiori Centri italiani privati e convenzionati di fecondazione assistita - è giusto garantire tale principio della compatibilità anche alle coppie appartenenti ad altre etnie e residenti nel nostro Paese». A tal fine, conclude l`esperta, «si prevede anche il ricorso alla rete internazionale delle banche per la donazione dei gameti». Replica Eugenia Roccella, parlamentare Ncd e vicepresidente della commissione Affari Sociali della Camera: «Questa si chiama selezione della razza e dei canoni estetici. Insomma, c`è stato detto che, come per l`adozione, ricorrere all`eterologa era un gesto d`amore, e che al bambino serve solo l`amore dei genitori. Un amore, però, condizionato al colore della pelle: lo amiamo solo se è bianco, se è nero non lo vogliamo?».  Critica verso la ministra, invece, l`avvocato Filomena Gallo, segretario dell`associazione Luca Coscioni: «Nell`applicazione delle tecniche con donazione di gameti, secondo gli esperti, i medici dovranno necessariamente rispettare il principio della "compatibilità" che attiene le caratteristiche somatiche e il gruppo sanguigno il più compatibili possibili con quelle della coppia ricevente. Tutto ciò viene attuato a livello internazionale ed è necessario nell`interesse dello sviluppo psico-emotivo sereno ed equilibrato dei bambini che nasceranno. Non si tratta di una pratica eugenetica o razzista ma è una scelta ragionevole volta non a selezionare il "miglior" bambino ma a rendere più facile la sua esistenza. Se il ministro Lorenzin vuole vietare tutto ciò interviene nella sfera di competenza del medico e la Corte Costituzionale ha già chiaramente precisato che in questa materia deve essere il medico e non il legislatore a decidere come procedere». Insomma, la battaglia continua. 

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Ambiente e salute, il punto sullo studio SENTIERI

Mar, 05/08/2014 - 12:38
Ambiente e salute, il punto sullo studio SENTIERIIstituto Superiore di Sanità5 Ago 2014Salute e ambiente

SENTIERI è uno studio di tipo "ecologico" ovvero non prende in considerazione le esposizioni dei singoli individui a particolari inquinanti, ma piuttosto esamina la situazione sanitaria delle popolazioni che risiedono in luoghi in cui sono presenti sorgenti di inquinamento. Pertanto le sue caratteristiche metodologiche non consentono, in linea generale, la valutazione di nessi causali, permettono tuttavia di individuare situazioni di possibile rilevanza sanitaria da approfondire con studi mirati.
La metodologia, inoltre, si basa sulla individuazione a priori, in base a una revisione sistematica e standardizzata della letteratura scientifica, delle patologie associabili a quadri di contaminazione ambientale. Si tenga conto che queste ultime patologie sono peraltro ad eziologia multifattoriale e l’inquinamento può concorrere o esserne causa. 
Pertanto i risultati che derivano dall’impostazione seguita dallo studio SENTIERI non consentono di attribuire all’esposizione individuale a specifici inquinanti eccessi di mortalità o ospedalizzazione o incidenza tumorale, ma consentono invece di segnalare che le popolazioni che risiedono in territori ove sono presenti sorgenti di inquinamento presentano eccessi di occorrenza (mortalità, ospedalizzazione, incidenza) di patologie che sono associate alla presenza di tali sorgenti.
Tali dati, lo ricordiamo, sono coerenti con la precedente Relazione Situazione epidemiologica della Regione Campania e in particolare delle province di Caserta e Napoli (città esclusa), con riferimento all’incidenza della mortalità per malattie oncologiche pubblicata sul sito del Ministero della Salute il 19 dicembre 2012.

[APPROFONDIMENTO]

[PRIMO RAPPORTO] [SECONDO RAPPORTO] [TERZO RAPPORTO]

AllegatoDimensione primo rapporto.pdf1.2 MB secondo rapporto.pdf2.4 MB terzo rapporto 2014.pdf2.53 MB
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Fecondazione eterologa, Gallo: bastano le linee guida

Mar, 05/08/2014 - 11:36
Fecondazione eterologa, Gallo: bastano le linee guidaSole 24 ore Sanità5 Ago 2014Filomena GalloFecondazione eterologa

Dell’avv Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, Soggetto Costituente il Partito radicale

 

In questi lunghi 10 anni di legge 40 siamo riusciti finalmente a portare nelle case degli italiani vittorie significative affinché quasi tutti possano provare ad avere un figlio.

Quasi tutti’ perché la PMA è ancora preclusa alle coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche. Un divieto che speriamo cada presto, insieme a quello di poter utilizzare gli embrioni non più idonei per una gravidanza a fini di ricerca scientifica.

Oggi però abbiamo ottenuto la cancellazione del divieto di fecondazione eterologa, tramite la sentenza n. 162 della Corte Costituzionale dello scorso 9 aprile. Una sentenza dal valore storico: afferma la portata costituzionale del diritto alla libertà procreativa e ne amplia i confini di liceità.  All’indomani dell’entrata in vigore della Legge 40, anche chi l’aveva votata dichiarò che poteva essere migliorata, ma nelle legislature successive nessuna volontà politica ha mai manifestato l’esigenza di far porre all’ordine del giorno un progetto di modifica tra i tanti che anche noi con gli esperti dell’associazione Luca Coscioni abbiamo fatto depositare.

Eppure i dati che emergevano dalle Relazioni annuali al Parlamento evidenziavano quanto questa legge fosse dannosa per la salute delle donne e inefficace a far nascere bambini. La responsabilità dei cambiamenti è stata lasciata ai Giudici, che sono stati chiamati  per 30 volte a decidere sulla legge 40 e hanno cercato di leggerla alla luce della costituzione, dandone una interpretazione rispettosa dei diritti e per due volte la Corte costituzionale l'ha dichiarata illegittima, cancellando parti significative.

L’eterologa oggi è una tecnica consentita in Italia: non c’è vuoto normativo, come sancito dai Giudici della Corte Costituzionale e come ribadito nel Manifesto dei Giuristi per il pieno rispetto della sentenza 162, elaborato dall’Associazione Luca Coscioni. Cosa si aspetta allora a partire con l’applicazione della tecnica? Alcuni centri hanno già iniziato. Il ministro Lorenzin dovrebbe aggiornare le linee guida, ma  nei giorni scorsi dinanzi alla XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, ha illustrato il contenuto del Decreto legge che proporrà al Consiglio dei Ministri. Tutte gli aspetti tecnici che a parere del Ministro devono esseri normati attraverso un DL, possono trovare invece spazio nell’aggiornamento delle Linee guida ferme al 2008. Inoltre, il Ministro ha giustamente previsto di inserire la PMA nei livelli essenziali di assistenza per non discriminare né i centri pubblici né i cittadini: ma già la legge 40 prevede che tutte le tecniche siano applicate anche nel pubblico. Casomai sarebbe necessario aggiornare i Lea del 2001.

Il Decreto Legge prevede anche  il registro dei nati da eterologa e l’abolizione dell’anonimato per i donatori di gameti. Sul registro dei nati già il Garante della Privacy nel 2006 ha dato parere negativo. Un aspetto che potrebbe frenare le coppie e i donatori di gameti è quello concernente l’anonimato dei  donatori: avevamo proposto come Associazione Luca Coscioni insieme ai Parlamentari radicali nella scorsa legislatura un progetto di legge che prevedeva la possibilità del  sistema del doppio binario, quindi donatori anonimi e non, sistema che trova le sue ragioni in una serie di considerazioni. La prima: il problema del segreto è stato risolto in vari Paesi con modalità differenti, tenendo talora conto del diritto del nato a conoscere le proprie origini genetiche, talora consentendo solo il diritto all’ informazione generica, talora stabilendo regole per l’incontro con il genitore biologico; in molti altri casi, invece, accettando il principio del diritto dei genitori di decidere sull’ opportunità di queste informazioni, di mantenere il segreto. La seconda: poiché la maggioranza delle indagini eseguite in molti Paesi europei ha stabilito che tra coloro che si accingono a chiedere una donazione di gameti e embrioni sono presenti tutte e tre le intenzioni sopra presentate, si ritiene opportuno che la norma che regola la donazione di gameti e embrioni debba facilitare sia l’opzione del segreto che quella della trasparenza ma in ogni caso questa è una norma ulteriore per ampliare diritti non propedeutica all'applicazione della tecnica che già ora con l'anonimato deve essere applicata.

 

Al di là di quelli che possono sembrare tecnicismi, riteniamo che sia fondamentale nelle questioni di inizio e fine vita avere come movente individuale e politico la libertà e la responsabilità delle scelte dei singoli, e nessuna imposizione  bioetica. Affinché questo sia sempre più possibile c’è un appuntamento importante in agenda: l’XI Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, il 19-20-21 settembre a Roma. 

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Puntata del Maratoneta di sabato 2 agosto 2014

Lun, 04/08/2014 - 15:12
Puntata del Maratoneta di sabato 2 agosto 2014www.radioradicale.it4 Ago 2014Fecondazione eterologa

Commento alla delibera della Regione Toscana e della proposta di decreto legge sulla fecondazione eterologa; accessibilità al mare per i disabili. In studio Valentina Stella e Margherita De Bac.

Riascolta la puntata

 

 

Il Maratoneta
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Fecondazione in provetta ma a scatola chiusa

Lun, 04/08/2014 - 12:56
Fecondazione in provetta ma a scatola chiusaAndrea Furcht4 Ago 2014Fecondazione eterologa

Con sentenza del 9 aprile Corte Costituzionale ha fatto cadere il divieto alla fecondazione eterologa previsto dalla legge 40 del 2004.

La ministra della sanità Lorenzin, intervistata da De Bac[1], alla domanda «La coppia potrà scegliere il donatore?» risponde:

«Assolutamente no. Niente cataloghi con le caratteristiche estetiche di chi dà i gameti».

 

A prima vista, un ragionevole argine etico alla mercificazione del corpo, che profana l'altruismo della genitorialità: agli occhi di molti non solo fare figli artificialmente, ma per di più scegliendosi il genitore biologico, pare  la quintessenza della mancanza di senso del limite tipica dell'uomo contemporaneo.

 

Eppure.

 

La diffidenza verso gli sviluppi biotecnologici in campo riproduttivo si regge su due pilastri: non allontanarsi dalla legge di natura, e l'interesse  del bambino.

 

Per quanto riguarda il primo, cominciamo con il riflettere sul senso evoluzionistico[2] della ricerca della bellezza nel partner: quello di tramandarla alla prole, perché questa vale principalmente[3] come indicatore di salute.

 

Il motivo per il quale nella fecondazione artificiale si cercano genitori biologici attraenti[4] è lo stesso di sempre: assicurare al figlio le migliori condizioni di partenza.

Anche dal punto di vista del nascituro – veniamo così al secondo pilastro – non vedo che vantaggi dal disporre di un corredo cromosomico che probabilmente darà una buona condizione fisica, e anche una migliore accoglienza da parte dei suoi simili.

 

Possiamo pensare che in passato non si potesse condizionare il passaggio del patrimonio genetico tra le generazioni, ma è vero l'opposto: gli esseri umani, così come gli altri animali, si sono sempre sforzati di unire il proprio DNA a quello più idoneo possibile. Noi tutti discendiamo da chi l'ha fatto meglio.

 

Selezionare i donatori, anche in base alle caratteristiche fisiche, non equivale insomma ad un piacere sessuale surrogato: nessun godimento dei sensi, nella fecondazione artificiale; solo i disagi fisici e psicologici di interventi medici dall'esito incerto.

Non dà certo l'idea del lussurioso, chi affronta tutto questo. Lo si fa per dare amore, e per riceverlo; forse anche per cancellare dalla propria vita quaranta inverni ritrovando, rispecchiata in una persona vicina, la propria gioventù; persino per cercare una forma di immortalità, passando il testimone della propria esistenza a chi si ama. Nessun'arroganza esistenziale, in questo, se non quella di chiunque si formi una famiglia.

 

Mi chiedo se mettere paletti immotivati non origini dalla volontà inconsapevole di far pagare una presunta dissolutezza morale a chi invece aspira semplicemente a poter dire, come tutti i genitori: «Questi sono i miei gioielli».

 



[1]    Margherita de Bac. «Donazioni gratuite e no ai cataloghi» Le linee sulla fecondazione eterologa (intervista a Beatrice Lorenzin).  Corriere della sera, 7 luglio 2014.

[2]    Il riferimento è ad epoche ancestrali, nelle quali si sono cristallizzati nei nostri geni la maggior parte degli istinti, compresi quelli che influenzano il comportamento.

[3]    Nei mammiferi la condizione fisica femminile riveste anche un'importanza immediata: è  difatti fondamentale che la madre sia in grado di portare a termine con successo la gravidanza; da qui l'intepretazione biologica della maggior importanza conferita all'apparenza da parte dei maschi.

[4]    Il discorso si può allargare dall'aspetto fisico ad altre doti, quali socialità e intelligenza.

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Cannabis terapeutica: il nostro appello ai medici italiani per la prescrizione

Sab, 02/08/2014 - 11:15
Cannabis terapeutica: il nostro appello ai medici italiani per la prescrizioneAss. Coscioni1 Ago 2014Cannabis terapeutica

APPELLO DELL’ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI AI MEDICI ITALIANI

[IL VIDEO REALIZZATO DA LUIGI MONTEVECCHI]

“Carissimi

ci rivolgiamo a voi  sul tema della cannabis terapeutica. Il nostro contributo come medici per migliorare l'effettivo accesso dei pazienti alla terapie può essere importante.

Dal 2007, in Italia una legge consente l’uso in terapia del Thc, il principale principio attivo della cannabis, e nel 2013 un ulteriore decreto ha riconosciuto l’efficacia farmacologica dell’intera pianta della cannabis. Negli ultimi anni i consigli regionali di Puglia, Liguria, Veneto, Toscana, Friuli, Marche, Abruzzo, Umbria, Sicilia, Basilicata ed Emilia Romagna  hanno approvato delle leggi per garantire l’erogazione gratuita dei farmaci cannabinoidi ai propri assistiti. Alcuni di questi provvedimenti prevedono anche la realizzazione di iniziative volte ad informare il personale sanitario. Iniziative che però non sono state messe in atto né dalle regioni, tantomeno dal Ministero.

Così la disinformazione dei medici resta ancora un ostacolo imponente nell’accesso a questa cura. I dati forniti dal Ministero della Salute, infatti, parlano chiaro: nel 2013 solo 40 pazienti hanno avuto accesso a questa terapia. Troppi ancora sono coloro che, non trovando medici disposti a prescrivere cannabinoidi, o a causa della burocrazia o dei costi elevati, si trovano costretti a ricorrere al mercato nero. Si tratta principalmente di persone affette da malattie con forti spasticità e rigidità, come la sclerosi multipla, la Sla, la fibromialgia, la neuropatia, il glaucoma, e di pazienti affetti da HIV o con dolori oncologici.

Tutti i medici italiani, anche quelli di base, possono prescrivere quei farmaci, potenzialmente per qualsiasi indicazione terapeutica. Alcuni non lo fanno per motivi ideologici altri perché non lo sanno. Questa disinformazione interessa anche i farmacisti che talvolta si rifiutano di ricevere le ricette. In Italia quindi, anche per quanto riguarda il diritto alla salute, tocca affidarsi al mercato nero, con tutti i rischi che acquistare in strada sostanze non controllate può comportare.

Occorre affrontare questo problema strutturale. Come medici dobbiamo fare quanto in nostro potere per  ridurre i danni che la mancanza d'informazione può generare. Per questo chiediamo a voi di rendere nota, attraverso l’associazione Luca Coscioni, la vostra disponibilità a prescrivere cannabinoidi e ad aiutarci a informare i vostri colleghi, scrivendo all’ordine dei medici delle vostre regioni o alle associazioni”.

 

Primi firmatari:

Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni

Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni

Silvio Viale, ginecologo, dirigente dell’Associazione Luca Coscioni

Mirella Parachini, ginecologa, dirigente dell’Associazione Luca Coscioni, vice presidente della Fiapac

Luigi Montevecchi, Medico - Chirurgo Specialista in Ostetricia e Ginecologia, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni (autore del video)

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Eterologa, il maggiorenne ha diritto di sapere

Ven, 01/08/2014 - 12:41
Eterologa, il maggiorenne ha diritto di sapere Europa1 Ago 2014Maria Antonietta Farina CoscioniFecondazione eterologa

Per andare subito al sodo e non perderci in tanti giri di parole: esiste, per un essere umano che sia pienamente consapevole e maggiorenne, il diritto di conoscere chi sono i suoi genitori biologici, oppure no? Io  rispondo: sì, questo diritto esiste. Possono esserci, e scaturire, situazioni che si rivelano spiacevoli, dolorose, traumatiche. Ma se questa persona, consapevole dei possibili traumi, sofferenze, delusioni cui può andare incontro e gli possono venire da questa sua volontà, resta comunque determinato nel suo voler sapere, ecco che ha il diritto di essere rispettato.

 

E deve essere messo nella condizione di poter vedere riconosciuto e tutelato questo suo diritto che niente e nessuno gli può negare. Così, per venire alla questione che lodevolmente Europa affronta e dibatte (magari lo facessero altri, e soprattutto la televisione e la radio che dovrebbero fornire "servizio pubblico", e quindi affrontare e non eludere questi temi): la libertà di scelta resta la prima, irrinunciabile regola, e questo sopra ogni norma, legge o codice possano essere concepiti e realizzati. La libertà di scegliere se conoscere o meno le proprie origini biologiche e genetiche appartiene a ciascuno di noi, nel momento stesso in cui nasciamo; e questo vale anche per i nati da fecondazione eterologa, un diritto che la legge deve garantire e tutelare anche in Italia, come del resto è garantito e tutelato in altri paesi e in altri ordinamenti giuridici che hanno affrontato la questione, preveggenti, molto prima di noi. Negare questo diritto si traduce in una odiosa e inaccettabile discriminazione. Sono fermamente convinta che se questo diritto venisse negato, pregiudicato, se come qualcuno auspica e vuole; se dovesse essere, verrà negato o limitato il diritto di conoscere la propria identità genetica, frapponendo ostacoli o limitazioni che possono impedire di acquisire informazioni circa le modalità del proprio concepimento, o l`identità del donatore, accadrebbe una cosa molto "semplice": il nato da fecondazione eterologa subirebbe una discriminazione crudele e inaccettabile; e di questa discriminazione e ingiustizia, ne saremmo tutti responsabili. Il Consiglio nazionale di bioetica italiano consiglia di svelare ai bimbi se sono stati concepiti con l`eterologa, ma di mantenere anonima  l`identità del donatore, perché, sostiene, altrimenti si avrebbe «un`alterazione dell`equilibrio esistenziale della famiglia di origine». Tema delicato, non c`è dubbio, e in particolare se si tratta di un minorenne. Ma nel caso di un maggiorenne, di una persona cioè che si ritiene matura e che pone la fatidica domanda, credo che questa persona abbia diritto di sapere. L`«alterazione» evocata sarebbe senz`altro più grave e superiore se per legge questo diritto gli venisse precluso; pensate cosa può essere convivere con un qualcosa di irrisolto di questa portata... Negli Stati Uniti, dove l`eterologa si è diffusa fin dagli anni `80, una quantità di persone esige di sapere la propria vicenda genetica, chi sono i loro antenati, la loro storia medica, e centri specializzati come il Donor Sibling Registry animato dalla dottoressa Wendy Kramer aiutano le persone nate dall`eterologa a trovare i loro donatori. L`Olanda ha deciso di permettere solo le donazioni non anonime: raggiunti i 16 anni, i figli possono accedere alle informazioni relative ai donatori. C`è chi avanza il timore che il donatore, una volta conosciuto, possa usurpare il ruolo di chi ha svolto la funzione di padre. È facile rispondere che l`eterologa dovrebbe farci capire che trasmettere il proprio Dna non basta a renderci genitori, e che per essere tali ci vuole, come fondamentale presupposto, una relazione affettiva ed educativa. Sarebbe facile comprenderlo se ci fosse dibattito, confronto, conoscenza. Ma, ripeto, oltre Europa e pochissimi altri, chi ci aiuta a riflettere, ragionare, capire? 

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Ora rispettate il diritto alla libertà di procreazione

Gio, 31/07/2014 - 10:42
Ora rispettate il diritto alla libertà di procreazioneSalvagente31 Lug 2014Filomena GalloFecondazione eterologa

 

La Corte costituzionale, nella Camera di Consiglio del 9 aprile 2014, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del divieto di fecondazione eterologa previsto dalle legge 40/2004. La decisione assume valore storico perché afferma la portata costituzionale del diritto alla libertà procreativa e ne amplia i confini di liceità, rafforzando maggiormente l’orizzonte  in cui  l’autodeterminazione in materia procreativa si pratica.  Il divieto di fecondazione eterologa ha rappresentato in questi dieci anni di applicazione della legge 40 uno dei limiti maggiormente ideologici che ha leso proprio quel diritto all’autodeterminazione di tante coppie ad avere un figlio, a costruire un nucleo familiare. La sfera privata di tanti cittadini italiani è stata violata: promulgando la legge 40 e difendendone i principi, il legislatore italiano ha imposto la sua personale visione di libertà procreativa. Con un uso proibizionista del diritto il legislatore con questa legge si è arrogato il potere di sindacare sulla legittimità o meno delle scelte procreative di uomini e donne, in piena violazione del  diritto al rispetto alla vita familiare e privata, come sancito dalle Carte fondanti nazionali e internazionali. Oltre ad una ingerenza nella sfera intima della coppia, il legislatore ha frenato lo sviluppo sociale e scientifico derivato dai progressi in materia di fecondazione artificiale, creando delle gravissime discriminazioni tra i cittadini italiani. In un Paese laico la legge 40 non sarebbe mai stata emanata, in un Paese che rispetta i diritti ci saremmo aspettati campagne d'informazione sulla possibilità di donare i propri gameti, sulla prevenzione della sterilità. Invece, nonostante la sancita incostituzionalità di parte della legge 40 – in ultimo con la sentenza 162 - , il Ministero della Salute e di fatto il Governo con alcune forze politiche e lobby culturali del Paese tentano, con ingiustificati deterrenti, di ritardare l’applicazione del dispositivo costituzionale.  Per questo l’Associazione Luca Coscioni ha prodotto insieme al giurista Stefano Rodotà un manifesto per il rispetto della sentenza costituzionale, sottoscritto già da molti altri giuristi, che spiega perché il divieto è incostituzionale, perché la sentenza non crea vuoto normativo, perché continuano a permanere tutele per i donatori, le coppie riceventi, e i nati. Da ciò deriva la simultanea ripresa nei centri italiani della tecnica con donazione di gameti (eterologa). 

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Ancona 12 settembre - Centocittà per l'eutanasia legale e biotestamento

Mer, 30/07/2014 - 19:33
Eutanasia

La cellula di Ancona dell'ass. Luca Coscioni aderisce alla mobiltazione nazionale "Centocittà per l'eutanasia legale e biotestamento"  per  chiedere ai Parlamentari la discussione della legge e ai Comuni l'attivazione del registro dei testamenti biologici.

Nella mattinata del 12 settembre, è in programma una manifestazione in prossimità del municipio di Ancona con un banchetto informativo e raccolta firme. Per chi vorrà partecipare contattare    Renato Biondini - segretario cellula di Ancona ass. Luca Coscioni - cell. 339 6035387                  email biondinirenato@alice.it  cellulacoscioniancona@gmail.com 

 

Data: Venerdì, 12 Settembre, 2014 - 09:00 to 14:00Città: ANCONAIndirizzo: Largo XXIV Maggio Organizzatore: Renato Biondini
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Policlinico Umberto I di Roma rispetti volontà dei pazienti

Mer, 30/07/2014 - 17:25
Policlinico Umberto I di Roma rispetti volontà dei pazientiAss. Coscioni30 Lug 2014Testamento biologico

Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni

"Chiediamo la modifica urgente del testo contente “Direttive anticipate sulle misure di sostegno vitale in caso di sclerosi laterale amiotrofica” sottoposto ai pazienti del reparto di pneumologia" del policlinico Umberto I di Roma. Questa la richiesta contenuta in una lettera inviata al Direttore Sanitario dott.ssa Allocca, al Direttore dell'UOC Malattie respiratorie, prof. Claudio Terzano, al Referente per la Direzione sanitaria del percorso SLA dott. Emilio Scalise e al Presidente della Regione Nicola Zingaretti da parte di Filomena Gallo e Marco Cappato, segretario e tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, nonché dal medico chirurgo Mario Riccio, consigliere generale dell'Associazione. Scrivono nella lettera: "A seguito di nostra istanza di accesso agli atti, abbiamo ricevuto copia del documento che viene sottoposto ai pazienti del reparto di pneumologia" e qui "le informazioni rese ai pazienti risultano incomplete e non corrispondenti alla giurisprudenza sulla materia".

Vieni infatti affermato nel documento sottoposto ai pazienti che “secondo le leggi attualmente vigenti in Italia non mi sarà possibile ottenere la sospensione della ventilazione invasiva”. Gallo, Cappato e Riccio scrivono: "Risulta evidente che quanto sostenuto sia in netto contrasto con i più recenti orientamenti giurisprudenziali. In particolare la storia giudiziaria del caso Welby è paradigmatica. Qui il giudice di merito proscioglie il medico dall'imputazione di omicidio del consenziente, indicando che questi ha ottemperato a un suo preciso dovere giuridico. Se queste sono state le conclusioni del giudice di merito in un caso di assistenza domiciliare – che taluni hanno criticato per la mancanza di un solido e duraturo rapporto di alleanza medico paziente, ritenuto occasionale -, non è certo possibile ritenerle non applicabili nel caso di pazienti sicuramente noti all'Umberto I, in alcuni casi da anni. Un'altra nota vicenda, quella Englaro, ha chiarito attraverso una sentenza della Cassazione (n. 21748/07) che la volontà del paziente, anche se ricostruita in un soggetto non competent, permette di interrompere una terapia anche qualora questa scelta comporti il decesso del paziente stesso".

Continuano Gallo, Cappato e Riccio: "Come ulteriore e finale osservazione, segnaliamo la mancanza di una proposta di iter terapeutico-assistenziale per i Vostri pazienti che rifiutino la ventilazione meccanica invasiva o non invasiva, accettandone pertanto le fatali conseguenze. Non è chiarito quale percorso attenda tali degenti all'interno della Vostra struttura. Riteniamo doveroso, oltreché deontologicamente ed eticamente corretto, informare i Vostri assistiti delle procedure e percorsi predisposti. Ovviamente tale problematica riguarda anche i pazienti che decidessero di interrompere la terapia ventilatoria invasiva presso la Vostra struttura".

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Un'Italia zoppa per sempre, se gira le spalle alla ricerca

Mer, 30/07/2014 - 14:03
Un'Italia zoppa per sempre, se gira le spalle alla ricerca La Stampa30 Lug 2014Andrea GrignolioLaicità

Sperimentazione animale, vicenda Stamina e Ogm sono state quest’anno in Italia le tre grandi questioni su cui scienza e politica si sono confrontate. Tre novità politiche hanno poi gettato su questo confronto nuova luce e vale la pena fare qualche riflessione prima della pausa estiva, giacché questa rubrica «Scienza e Democrazia» - dopo 30 articoli da gennaio a oggi - tornerà a settembre. Le tre novità legate al rapporto scienza e politica sono state la nomina a senatrice a vita di Elena Cattaneo, neuro-scienziata, apprezzata anche per l’attenzione al rapporto tra ricerca, etica e società, la nomina a presidente del Consiglio di Matteo Renzi, che, complice l'età, si è proposto come la figura capace di svecchiare il Paese, e infine un progetto di riforme radicali, dalla pubblica amministrazione al lavoro, fino al Senato. Vorrei insistere sul primato della novità - Elena Cattaneo, cinquantenne, è la più giovane senatrice a vita della storia repubblicana e lo stesso vale per Renzi alla premiership, senza dimenticare le ambizioni dell'annunciato programma di riforme - perché, almeno in linea di principio, a nuovi impulsi politici dovrebbero seguire nuovi impulsi democratici, in particolare nel rapporto scienza-società. Purtroppo, però, finora alle promesse non sono seguiti i fatti. Vediamo le ragioni. Il primo ciclo della rubrica, aperto da un articolo del neuroscienziato Giacomo Rizzolatti, è stato dedicato alla sperimentazione animale, una pratica necessaria come sostengono i più accreditati scienziati, eppure avversata dai movimenti animalisti che hanno tentato, in parte riuscendovi, di inasprire le direttive europee condivise da tutti gli altri Paesi comunitari. In un incontro organizzato al Senato con politici e ricercatori si è discusso con dati e con prove la necessità di questi test, senza con ciò rinunciare alla complementarità di sperimentazioni alternative, come le tecniche in provetta («in vitro») e computazionali («in Bilico»), ed evidenziando gli handicap per i ricercatori italiani rispetto ai colleghi stranieri. Pur nella diversità, le dinamiche del primo tema si sono manifestate anche in un altro tema affrontato nella rubrica: gli Ogm. Un mal compreso ambientalismo ha saputo vendere alla politica - specie in ambito progressista - slogan di un passatismo nostalgico, infarcito di una filosofia antimoderna. Questo atteggiamento rigetta evidenze e sperimentazioni ventennali sulla non nocività dell'agricoltura Ogm e sui vantaggi economici e biotecnologici che Paesi europei (tra cui Spagna, Portogallo e Slovacchia) e del resto del mondo (Usa, Argentina, Brasile e India) stanno traendo dal loro utilizzo. Pochi giorni fa si è discussa in Parlamento una norma che, fortunatamente attenuata grazie a una compatta reazione della comunità scientifica, voleva imporre il carcere per chi decideva in Italia di coltivare piante Ogm: le stesse che in Spagna lo Stato incentiva. Tema successivo è stato il «metodo» Stamina. La sua insensatezza, prima ancora della sua inefficacia, è stata decretata dall'intera comunità scientifica internazionale, compreso il Premio Nobel delle staminali Yamanaka, senza dimenticare una serie di articoli-denuncia di «Nature» e le indagini di Nas e Aifa. Si tratta di risultati discussi e poi diffusi nell'ambito politico grazie a un incontro al Senato con staminologi di fama internazionale. Intanto è stata decisa una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti degli ideatori di Sta-mina, eppure alcune sentenze di tribunali sembrano non convinte delle prove incontrovertibili raccolte contro un metodo inesistente. In modo simile alcune sentenze su un'inventata relazione vaccini-autismo (che ha causato un pericolosissimo calo del 20% della copertura vaccinale nazionale) suggeriscono che scienza, diritto e principio della prova devono tornare al più presto al centro del dibattito politico. Non c'è dubbio che lo stato di salute del rapporto tra scienza e istituzioni sia la cartina di tornasole del livello democratico di un Paese. Lo sostengono molte ricerche incentrate sulla «buona politica basata sulle prove d'efficacia» e lo dimostra la diffusione dei consiglieri scientifici dei capi di governo. E significativo - come è stato raccontato su queste pagine - che ad agosto, ad Auckland, si svolga il meeting degli esperti del settore. Purtroppo non è prevista la presenza di un membro italiano. Nessuna delle riforme proposte dal governo e che in questa rubrica sono state discusse con cinque interventi - di cui uno direttamente rivolto al premier da scienziati come il presidente dell'Accademia dei Lincei, Lamberto Maffei, e dal fisico Giorgio Parisi - sembra voler dare impulso alla scienza. Eppure, proprio la promessa riformatrice a cui accennavo all'inizio potrebbe essere una grande opportunità di cambiamento, a cominciare dal «tentativo di non rinunciare del tutto all'idea di un Senato che sia anche un po' il luogo di competenze specialistiche innovative», come ha dichiarato Elena Cattaneo nel suo primo intervento in Aula, appellandosi a principi come competenza, innovazione, metodo della trasparenza dei fatti e delle prove. Il governo, ora, deve fare la sua parte e rappresentare il vero nuovo: essere «giovane», anziché «giovanilistico». 

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