Luca Coscioni

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Barriere architettoniche: a Torino il Consiglio Comunale approva all'unanimità mozione per predisposizione PEBA.

Mer, 01/07/2015 - 11:14
Barriere architettoniche: a Torino il Consiglio Comunale approva all'unanimità mozione per predisposizione PEBA.Paola Cirio, Alessandro Frezzato, Giulio Manfredi30 Giu 2015Barriere architettoniche

BARRIERE ARCHITETTONICHE/TORINO/CONSIGLIO COMUNALE APPROVA ALL’UNANIMITA’ MOZIONE PER PREDISPOSIZIONE PEBA. RADICALI: 28 ANNI DI RITARDO NELL’ATTUARE LEGGE. GIUNTA COMUNALE LAVORI PER RECUPERARE TEMPO PERDUTO NEI POCHI MESI CHE RIMANGONO PRIMA DELLE NUOVE ELEZIONI.

Il Consiglio comunale di Torino ha approvato ieri pomeriggio una mozione presentata dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle (e dal vice-capogruppo del PD, il radicale Silvio Viale) che impegna Sindaco e Giunta a predisporre il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA).
Sindaco e Giunta vengono inoltre impegnati ad individuare un gruppo di lavoro, coinvolgendo assessorati e associazioni interessate, per sviluppare il Piano e confrontarsi sulle questioni relative alla mobilità dei disabili, e a sperimentare modalità di inclusione anche tramite l’utilizzo di internet per raccogliere segnalazioni e proposte. Un ultimo punto della mozione impegna l’Amministrazione a definire una quota di Bilancio da destinare alle azioni specificatamente previste dal PEBA.

Il 20 gennaio scorso l’Associazione radicale Adelaide Aglietta e l’Associazione Luca Coscioni avevano depositato presso il comune di Torino ben 673 firme di cittadini a sostegno di una petizione popolare che richiedeva semplicemente il rispetto della legge: la legge n. 41 del 1986 (art. 32, commi 21 e 22, come integrata dalla l. 104/02, art. 24, comma 9), per garantire la piena accessibilità di tutti gli edifici pubblici e degli spazi urbani, imponeva a tutti i Comuni italiani di adottare il PEBA entro un anno dall’entrata in vigore della legge stessa (ossia entro febbraio 1987). La legge è inattuata, 28 anni dopo, nel 99% dei comuni italiani.

I tre primi firmatari della petizione popolare - i radicali Alessandro Frezzato, Giulio Manfredi e Paola Cirio - hanno dichiarato:

"Ieri il Consiglio Comunale di Torino ha fatto il primo passo indispensabile per rispettare una legge emanata nella prima Repubblica, quando era sindaco di Torino il socialista Giorgio Cardetti. Da allora si sono succedute in Sala Rossa dieci amministrazioni comunali, sette sindaci e un commissario prefettizio. Diamo atto a Piero Fassino di essere il primo sindaco di Torino ad essersi attivato sui PEBA sia nei confronti della propria amministrazione sia, nelle vesti di presidente dell’ANCI, nei confronti dei sindaci di tutta Italia.

Speriamo che nei pochi mesi che rimangono prima delle elezioni comunali della prossima primavera, la Giunta Comunale possa recuperare in parte il tempo perso. Ricordiamo che in gioco non c’è solo il formale rispetto della legge ma il diritto sostanziale dei cittadini disabili all’accesso globale agli edifici pubblici, alle fermata dei bus, alle strade di Torino, agli attraversamenti pedonali; cose molto concrete, che determinano una qualità della vita accettabile."

 

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Cannabis, il dopo proibizione in Colorado

Mer, 01/07/2015 - 10:48
Cannabis, il dopo proibizione in ColoradoIl Manifesto1 Lug 2015Marco PerducaCannabis terapeutica

Nel 2014 il Colorado ha legalizzato la produzione, il consumo e il commercio della marijuana. A maggio ho visitato Denver, una delle due città che ha aderito alla nuova normativa per vedere come funziona l`antiproibizionismo applicato.

La riforma è avvenuta grazie a una proposta popolare di modifica della Costituzione dello stato che ha consentito la totale decriminalizzazione della cannabis e avviato la regolamentazione della coltivazione della pianta e la sua commercializzazione in appositi "dispensari". Il governatore del Colorado è un democratico, ma in prima battuta s`era schierato contro il referendum. A un anno dalla legalizzazione s`è ricreduto.

La normativa adottata consegna al libero mercato un prodotto proibito da oltre mezzo secolo; ciò non vuol dire un laissez-faire, bensì consentire, con mille puntigliose regole, lo svolgimento di una serie di attività e comportamenti in precedenza proibiti. Dei quattro Stati che hanno legalizzato la marijuana per via di referendum popolare, il Colorado è quello che ha optato per il modello più "liberista", che consente a più soggetti di esser presenti sul mercato purché obbediscano strettamente a un sistema di licenze per la coltivazione.

Le licenze fissano i (pochi) luoghi in cui è possibile commerciare la pianta e i suoi derivati, e definiscono le (limitatissime) possibilità di consumo in pubblico della sostanza. In virtù del proibizionismo federale, rimane ancora irrisolta la questione dell`apertura di conti bancari dove poter depositare i proventi delle vendite. Per tale ragione, i lavoratori sono pagati quotidianamente, ma rimane il rischio per la custodia dei sostanziosi incassi, specie nel fine settimana quando arrivano i turisti da fuori. Nonostante ciò, negli ultimi dodici mesi si sono registrate solo un paio di rapine.

L`introduzione della legalizzazione in Colorado mirava a tener sotto controllo il numero dei consumatori, limitare il mercato nero, calmierare i prezzi, imporre tasse e distribuire gli introiti per progetti socio-sanitari non necessariamente legati al consumo problematico degli stupefacenti. Nei primi dodici mesi, si calcola che attraverso l`imposizione di un 22% di tasse (percentuale scandalosamente alta per gli Usa) nelle casse del governo locale siano entrati intorno agli ottanta milioni di dollari. Meno dei 100 previsti, ma sicuramente significativi. Per il momento, non è stato notato un incremento nel consumo.

La Corte suprema potrebbe presto prendere in considerazione le cause intentate degli stati confinanti col Colorado per presunte violazioni del diritto federale che, in virtù della ratifica delle Convenzioni Onu, non consentirebbe la produzione delle piante in tabella (tra cui la cannabis) se non per fini medico-scientifici. Fino a quando Eric Holder era Attorney General, Washington non aveva perorato la causa; ma con l`arrivo di Loretta Lynch, la controversia potrebbe esser presa in considerazione nella complessità della intricata divisione di competenze fra singoli stati e amministrazione federale.

Un recente sondaggio ha registrato che agli abitanti del Colorado il nuovo quadro normativo non dispiace: oltre il 70% degli intervistati ha detto che non tornerebbe indietro. Nel resto degli Stati uniti, le percentuali dei favorevoli alla legalizzazione della marijuana sono saldamente intorno al 55%. Per l`election day del 2016, si prevedono almeno altri dieci referendum per la legalizzazione della marijuana, tra cui la California. E non passa giorno che un`assemblea legislativa statuale non metta in agenda riforme per consentire la prescrizione dei cannabinoidi a uso medico.

(Il dibattito in vista di Ungass 2016 su www.fuoriluogo.it)

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Una opportunità per promuovere la libera ricerca in Italia

Mer, 01/07/2015 - 10:43
Una opportunità per promuovere la libera ricerca in ItaliaMichele De Luca, Filomena Gallo1 Lug 2015Cellule staminali

Gentile Onorevole/Senatore/Ministro,

 

nonostante la sentenza della Corte Costituzionale pubblicata il 5 giugno sulla Gazzetta Ufficiale abbia cancellato il divieto di accesso alla fecondazione assistita per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche e nonostante la prossima udienza in Corte Costituzionale  valuterà il divieto di utilizzo per la ricerca degli embrioni, abbiamo bisogno del Suo aiuto per smantellare uno degli ultimi divieti che ancora rimangono in vigore della legge 40: quello che impedisce la “sperimentazione sugli embrioni umani” non idonei per una gravidanza e quindi la possibilità di donare le blastocisti scartate dalla procreazione medicalmente assistita (PMA) per la ricerca con le cellule staminali embrionali. Potendo infatti utilizzare tali cellule ma non l’intera blastocisti (definita dalla legge “embrione” in modo, come vedremo, non scientificamente preciso) da cui vengono estratte, gli scienziati italiani sono oggi costretti ad utilizzare cellule staminali embrionali importate dall'estero.

 

Questo evidente paradosso deriva da una non chiara definizione nella normativa del termine “embrione”. In termini strettamente scientifici il prodotto della PMA che viene crioconservato e a cui ci stiamo riferendo si definisce “blastocisti” ma non embrione come viene comunemente inteso. Quest’ultimo infatti si sviluppa solo dopo l'impianto della blastocisti in utero, solo a quel punto acquisendo la capacità di generare prima un feto e poi un individuo. Le blastocisti di cui stiamo parlando (che non diventeranno mai un essere umano, perché dichiarate in stato di abbandono o non idonee, a vario titolo, per una futura gravidanza e quindi destinate ad estinguersi) contengono un agglomerato di cellule totalmente indifferenziate e identiche tra loro, le cellule staminali embrionali. Non a caso questo agglomerato di cellule si definisce "embrioblasto", che, come suggerisce la sua etimologia, ha la potenzialità di generare l'embrione, ma solo dopo l'impianto in utero.

 

Se, anziché dover obbligatoriamente lasciare inutilizzate dentro i crioconservatori le blastocisti non idonee per una gravidanza,  le coppie potessero donarle per la ricerca come qualsiasi altra cellula o tessuto, i ricercatori italiani potrebbero ricavare informazioni preziosissime sul loro potenziale terapeutico sin dall’inizio della loro manipolazione, cosa che è invece impossibile dovendo utilizzare solo linee cellulari derivate altrove. E potrebbero risultare più competitivi sul piano internazionale nella ricerca di una cura per molte malattie gravi e invalidanti, come quelle della retina o il morbo di Parkinson, che i loro colleghi all’estero stanno già sperimentando sull’uomo.

La stessa ricerca sulle cellule pluripotenti indotte (le famose iPS, cioè cellule adulte riprogrammate per riportarle ad uno stato di pluripotenza simile a quello delle cellule staminali embrionali) ha bisogno della ricerca sulle staminali embrionali, se non altro per dimostrare la loro eventuale equivalenza sia biologica che (potenzialmente) clinica.

Inoltre, la possibilità di utilizzare cellule staminali embrionali derivate dalle blastocisti portatrici di malattie genetiche (identificate oggi grazie alla possibilità di effettuare la diagnosi pre-impianto) consentirebbe di fare importanti ricerche sulle stesse devastanti malattie.

 

Per questo come Associazione Luca Coscioni abbiamo lanciato una petizione LINK in cui chiediamo al Governo e al Parlamento di approvare le proposte legislative e regolamentari al fine di garantire la libertà di ricerca scientifica sugli embrioni umani e non aspettare per l'ennesima volta che siano i giudici a ripristinare libertà costituzionalmente rilevanti.

Tra i promotori della Petizione, Giulio Cossu, professore di Human Stell Cell Biology presso lo University College di Londra, Amedeo Santosuosso, Docente di Diritto, Scienza, Nuove tecnologie all’Università di Pavia, Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni.

Hanno già firmato oltre 2000 tra scienziati, esperti della materia, malati e disabili, semplici cittadini. 

 Le chiediamo di firmare le proposte che abbiamo elaborato per rimuovere tale divieto, di presentare interpellanze al Governo, e di rispondere a questa email.

 

Cordiali saluti

 

Michele De Luca, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni, Direttore del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari" dell'Università di Modena e Reggio Emilia  Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, avvocato e docente ac “Legislazione e etica nelle biotecnologie in campo umano”Univ. Teramo

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La scienza non è Frankestein

Mer, 01/07/2015 - 10:36
La scienza non è FrankesteinCronache del Garantista1 Lug 2015Angiolo BandinelliCongresso Mondiale Libertà di Ricerca

Nell`assoluta (forse voluta) disattenzione dei media, qualcosa sta cambiando nel sistema dei valori dell`universo Italia. Vecchi, apparentemente incrollabili tabù si sgretolano e, tra mille difficoltà ed errori, si potrebbe parlare addirittura di una sorta di mutazione antropologica.

Un esempio su tutti, ma significativo. Nel giugno del 2005 in Italia si tenne il referendum abrogativo della Legge 40, che regolamentava in modo irragionevolmente repressivo la procreazione medicalmente assistita. L`anno prima era stato consegnato alla Corte di Cassazione oltre un milione di firme per un quesito di abrogazione totale e oltre 700.000 per altri quattro quesiti parziali. Il Cardinale Ruini, Presidente del Consiglio Permanente della CEI, si attivò abilmente perché nelle parrocchie venisse orchestrata una campagna di disinformazione, su base ideologica e teologica, al fine di dissuadere i fedeli dal recarsi alle urne. Il quorum non fu raggiunto, vinse l`astensionismo.

A dieci anni di distanza dal referendum fallito, di quella legge 40 non resta quasi più nulla, grazie in particolare all`Associazione Luca Coscioni e agli avvocati Filomena Gallo, Gianni Baldini e Angelo Calandrini, che si sono attivati presso i tribunali e una Corte Costituzionale oggi sicuramente più attenti ad una opinione pubblica sempre più scopertamente favorevole ad una concezione laica dei valori etici.

Le pronuncie giurisdizionali che sono seguite hanno smantellato il medievale dispositivo, e finalmente anche in Italia le coppie sfavorite da problemi di infertilità, sterilità o con malattie genetiche trasmissibili possono raggiungere il loro obiettivo di tentare una gravidanza.

Mentre quel referendum veniva avviato, in casa radicale e nell'Associazione Luca Coscioni si pensò a cosa si potesse fare per contrastare i disegni reazionari, che tra l`altro vietavano anche la ricerca sugli embrioni. Marco Pannella suggerì di organizzare un "Congresso Mondiale per la Libertà della Ricerca Scientifica". Si ricollegava idealmente a quel "Congresso per la Libertà della Cultura" che nel 1950 aveva riunito intellettuali, scienziati, artisti di mezzo mondo nello sforzo di arginare l`avanzata dell`ideologia totalitaria del comunismo staliniano in un momento ancora critico per una Europa ferita e profondamente dissanguata dalla guerra.

L`iniziativa prese rapidamente corpo: la sessione costitutiva ebbe luogo a Roma nell`ottobre 2004, con Luca Coscioni e il sostegno di 51 premi Nobel; ad essa sono seguiti il primo incontro a Roma nel febbraio del 2006, un secondo a Bruxelles nel marzo 2009, mentre la terza sessione si è svolta lo scorso anno, sempre nella capitale.

Un agile libro ci ripropone oggi i testi degli interventi dell`incontro del 2014 e di quello preparatorio del 2013 al Parlamento europeo. E` una documentazione ancora di forte attualità. Perché se oggi il pericolo dei fondamentalismi (a partire da quello religioso/cattolico, determinante nell`esito del referendum del 2005) sembra attenuarsi, il rapporto della scienza con le istituzioni politiche, anche democratiche, resta difficile e contrastato.

Nei confronti della scienza vige una inveterata diffidenza, che rimastica ancora gli argomenti su cui la Marv Wollstonecraft Shelley impostò ai primi dell`ottocento il suo romanzo, "Frankenstein", con la figura del mostro creato dalla scienza, espressione della paura per lo sviluppo tecnologico.

E` una paura forte e incoercibile, oggi come ieri. Lo stesso mondo politico vi resta invischiato creando ostacoli quando non addirittura favorendo, o non impedendo, che si verifichino episodi di evidente deriva antiscientifica, con il risultato di frenare lo sviluppo, economico ma anche etico/intellettuale, del Paese. E` un problema non solo italiano, anche se nel nostro paese si presenta con specifici tratti ed evidenza.

Nell'introduzione, Marco Cappato ricorda che se "nel 2004, quando fu fondato Il Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica" veniva chiesto "alle istituzioni politiche di difendere la ricerca dai fondamentalismi, in particolare di natura religiosa", oggi occorre "intraprendere la strada in senso inverso: difendere la politica e la democrazia con alcune risorse che la scienza mette a disposizione": la scienza procede per fatti, prove, evidenze (ed errori), fornisce dunque certezze (se non "verità") che sono un solido sostegno allo sviluppo delle istituzioni democratiche, che di certezze hanno assoluto bisogno.

Come e con quale angolatura si dovrà mettere a contatto, o in rapporto, la scienza con l`istituzione politica? E` il premio Nobel per la medicina 2002, John Sulston, a fornirci una indicazione su come raggiungere un buon equilibrio tra le due sfere: la scienza, "la scoperta", avverte, " è sempre positiva, come lo è accrescere il proprio sapere. E` da come applichiamo le nostre scoperte che dipende l`insorgere di un conflitto. E` quindi bene essere disposti ad adottare il criterio dell`interesse pubblico prima di mettere in pratica le nostre conoscenze, che non dovrebbero essere applicate automaticamente...".

La ricerca dell`"interesse pubblico" è il perno su cui instaurare il confronto. Impossibile fare più che un accenno alla varietà degli argomenti discussi nelle due sessioni del "Congresso" e registrati nel volume. Alcuni degli interventi sono da considerare essenziali per la vastità dell`impianto e la complessità delle questioni affrontate, delle quali viene fornita una analisi utile anche oltre il caso considerato: pensiamo all`intervento di Ana Virginia Calzada, già Presidente della Sezione costituzionale della Corte Suprema di Giustizia del Costa Rica, che ripercorre l`iter di un contenzioso aperto dalla Corte Interamericana nei confronti dello Stato di Costa Rica sul tema della fertilizzazione in vitro.

Il dibattito-confronto si mosse alla luce di quanto stabilito dalla Convenzione americana sui diritti umani, divenendo un caso emblematico per l`intera problematica dei diritti dell`uomo, oltre che di quelli dell`embrione. E a proposito di questa esemplare vicenda viene puntuale il richiamo di Emma Bonino che ci ricorda come la democrazia "non sa concepire la libertà senza responsabilità", perché "ha molto ben chiara la differenza tra libertà e licenza".

Possiamo qui segnalare solo pochissimi altri nomi di spicco tra i partecipanti: Charles Sabine, ex corrispondente di guerra della BBC, affetto dal morbo di Huntington, Askold Ivantchik, della Accademia delle Scienze di Russia, Tonio Borg, Commissario europeo per la salute, Taieb Baccouche, ministro degli esteri tunisino.

Al dibattito, Pannella aggiunge qualcosa di estremamente significativo quando ci ricorda come "i mezzi condizionano i fini; è importante usare sempre mezzi nonviolenti per affermare lo Stato di diritto", polemicamente concludendo che lo Stato di diritto "non è il tipo di Stato nel quale viviamo in Italia". E` un richiamo che non dobbiamo dimenticare.

("Fra scienza e politica - Il difficile cammino della libertà di ricerca," a cura di Marco Cappato, Carocci editore, 2015, euro 20.00.)

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Filomena Gallo interverrà al convegno dal titolo "Il centro di medicina della riproduzione e l'integrazione nel sistema sanitario territoriale"

Mar, 30/06/2015 - 12:14
Fecondazione assistita

Il 2 Luglio Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, interverrà a Catania al convegno dal titolo "Il centro di medicina della riproduzione e l'integrazione nel sistema sanitario territoriale - il percorso metodologico per la coppia sterile, che tutela la salute riproduttiva e migliora i risultati".

Tanti gli ospiti che interverranno, tra cui Sandrine Chamayou, Gianni Baldini e Marilisa D'Amico. 

L'intervento dell'Avvocato Gallo avrà come titolo: "Questioni ancora aperte ed irrisolte nella legge 40".

Il convegno avrà luogo presso il Monastero dei Benedettini dalle 9 alle 14.

Per leggere il programma completo dell'evento CLICCA QUI.

 

Data: Giovedì, 2 Luglio, 2015 - 09:00 to 14:00Città: CataniaIndirizzo: Monastero dei Benedettini AllegatoDimensione PROGRAMMA CONGRESSOdef LUGLIO 2015.pdf1.29 MB
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Il diritto a morire

Mar, 30/06/2015 - 11:39
Il diritto a morireThe Economist27 Giu 2015Zanny Minton-BeddoesEutanasia

(Sintesi a cura di Carlo Troilo)

Uscita clamorosa del nuovo direttore di The Economist, Zanny Minton-Beddoes, con una cover story dal titolo :”Il diritto a morire. Ai medici dovrebbe essere consentito di aiutare a morire coloro che soffrono e i malati terminali nel momento in cui lo decidono. ”

Tre le ragioni che supportano il "right to die", il diritto a morire, secondo Minton-Beddoes:

1)   Il fine vita è uno dei temi più importanti per la società del nostro tempo, anche per l’invecchiamento della popolazione e per le ovvie conseguenze che ne derivano;

2)   La linea di The Economist è quella di promuovere in tutti i campi l’autonomia delle scelte degli individui, riducendo l’intromissione dello Stato e favorendo l'auto-determinazione nelle scelte riguardanti la vita personale, poichè, sostiene Minton-Beddoes, "libertà ed autonomia sono anch'esse fonti della dignità umana";

3)   Il favore dell'opinione pubblica dovrebbe “fare la differenza” ed essere tenuto in massimo conto.

L’editoriale si oppone alla scuola di pensiero che ritiene che la vita debba essere considerata sacra al punto da assoggettare le esistenze di molte persone malate a dolori incalcolabili e che la sofferenza dia dignità, affermando invece che la vera e più alta manifestazione della dignità umana è l’autodeterminazione.

Si può notare inoltre che il titolo è ingannevole poiché The Economist non si limita a chiedere il suicido assistito ma suggerisce che si possa iniziare anche a parlare di eutanasia su modello belga: quindi non solo per i malati terminali, ma anche per i depressi e per i minori in condizioni terminali.

Per rafforzare la sua posizione l’editoriale cita anche Stephen Hawking, il quale ha descritto come il tenere qualcuno in vita contro la sua volontà sia un atto di "ultimate indignity", supremo oltraggio, somma offesa.

Minton-Baddoes conclude infine asserendo che le persone – come possono sposarsi con persone dello stesso sesso, cambiare sesso o scegliere di abortire – devono poter scegliere quando e dove morire, circondati dall’affetto delle persone care.     Per leggere l'articolo completo CLICCA QUI.  
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Giulio Cossu interviene a Research4Life: lo sviluppo ottimale della ricerca biomedica passa anche attraverso una corretta informazione

Mar, 30/06/2015 - 10:58

Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani, Sala Zuccari Via della Dogana Vecchia, 29

Martedì 7 luglio 2015, dalle 11:00 alle 13:00

Programma*

11.00 – 11.20: Saluti istituzionali

11.20 – 11.40: Introduzione dei lavori

Sen. Emilia Grazia De Biasi (Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato) e On. Pierpaolo Vargiu (Presidente Commissione Affari sociali della Camera)

11:40 – 11:50: Saluto della FNOMCeO

Dr.ssa Roberta Chersevani (Presidente della FNOMCeO)

11.50 – 12:00: “Perché Research4Life”

Dr. Giuliano Grignaschi (Segretario generale di Research4Life)

12:00 – 12.30: Tavola rotonda “La corretta informazione e il clima sui temi della ricerca biomedica in Italia: il caso della sperimentazione animale”. Moderatore: Dr.ssa Laura Berti (TG2, Medicina 33)

Prof. Gianluca Vago (Rettore dell’Università degli Studi di Milano), Dr.ssa Francesca Pasinelli (Direttore Generale della Fondazione Telethon), Dr. Carlo Manfredi (Presidente OMCeO di Massa Carrara in rappresentanza della FNOMCeO), Dr. Roberto Speziale (Presidente di Anffas), Prof. Giulio Cossu (Professore di Medicina Rigenerativa a Manchester, membro del Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni)

12.30 – 12:40: Chiusura dei lavori

Sen. Elena Cattaneo (membro della Commissione Igiene e Sanità del Senato)

12.40 – 13.00: Discussione

*Sono stati invitati il Presidente emerito della Repubblica Sen. Giorgio Napolitano, il Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin e il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Sen. Stefania Giannini.

Si prega di confermare la propria presenza ai seguenti recapiti: livia.pasquale@cattaneozanetto.it, Tel 06.94.51.79.66 L'accesso alla sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima. Per gli uomini sono richieste giacca e cravatta.

Data: Martedì, 7 Luglio, 2015 - 10:53Città: Roma AllegatoDimensione Programma evento Research4Life.pdf274.53 KB
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lettera al Presidente della Giunta Regionale delle Marche

Sab, 27/06/2015 - 22:44
lettera al Presidente della Giunta Regionale delle MarcheRenato Biondini, Ruggero Fabri28 Giu 2015Politica

 

Ancona   28   giugno  2015

 

lettera  aperta

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         Al  Al Presidente della Giunta Regione Marche

                                     prof.  Luca Ceriscioli

          

Egregio  prof. Ceriscioli,  intanto ci congratuliamo con lei per la sua nomina alla carica di Presidente della Giunta Regionale delle Marche.

 

Come saprà l’associazione Luca Coscioni  si batte per i diritti civili delle persone come la libertà di cura e di ricerca scientifica, i diritti dei disabili e il diritto all’autoderminazione sul fine vita, è evidente che  si tratta di temi che vanno ad incidere sulla qualità della vita dei cittadini, specialmente delle persone fragili, malati, disabili ecc. Noi  riteniamo che la politica svolge al suo ruolo solo se si occupa in primis dei più bisognosi e di coloro che soffrono più di altri.

 

Come rappresentanti locali dell’ass. Luca Coscioni  le sottoponiamo  alcune problematiche  che rientrano nelle competenze della Regione e che chiediamo di essere inserite con urgenza nell’agenda politica della sua  maggioranza.

 

 

 

Barriere architettoniche e sensoriali, rispetto legge 41/1986 e legge regionale 52/1990.La costituzione italiana all’art. 16 garantisce il diritto alla mobilità di ogni cittadino, la concreta fruizione di questo diritto per  le persone affette da disabilità, sancita dal principio di eguaglianza di cui all’art. 3 della Costituzione, costituisce lo strumento e la precondizione indispensabile per ciascun individuo per poter esercitare tutta una serie di diritti nonché integrarsi nell’ambiente sociale. L’art. 3 comma 2 della Costituzione demanda al legislatore il compito di rimuovere tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che possono ostacolare l’attuarsi in concreto del principio di eguaglianza. E’ proprio sulla base di questa specifica previsione costituzionale che va inquadrata tutta la legislazione ordinaria in tema di disabilità, ivi compreso l’aspetto della mobilità e il correlato obbligo per la Pubblica Amministrazione di eliminare le barriere architettoniche e sensoriali.La Repubblica italiana ai fini dell’attuazione di questi principi e diritti ha emanato nel corso degli anni una serie di norme tra cui ci preme segnalare l’art. 32 comma 21 e 22 della legge n° 41 del 1986, nonché l’art 5 della legge regionale delle Marche n° 52 del 1990 che obbliga tutte le pubbliche amministrazioni tra cui i comuni e le regioni di adottare i PEBA (piani eliminazione barriere architettoniche). Da un’indagine promossa dalla cellula Coscioni di Ancona risulta che sia la Regione che tutti i comuni delle Marche sono inadempienti in tema di PEBA. Tra l’altro la normativa sopra richiamata prescrive alla Regione l’obbligo di nominare i commissario ad acta per quelle amministrazioni inadempienti. Le volevo ricordare  che il Consiglio Regionale delle Marche nella seduta del 6 dicembre 2014 ha approvato una risoluzione che impegna la Giunta a nominare i commissari ad acta per le amministrazioni inadempienti. Chiediamo alla Giunta Regionale di adottare con urgenza  il PEBA per le strutture di sua competenza e di nominare i commissari ad acta per le amministrazioni inadempienti. Visto che sia la Regione Marche, come i comuni e le provincie, è  “fuori legge” da  28 anni, le chiediamo di far adottare il PEBA alla Regione Marche per quanto di competenza (comprese le strutture del Servizio sanitario regionale) e nominare i commissari ad acta per tutte le provincie e i comuni delle Marche  inadempienti.

 

 Vita indipendente e assistenza per i non autosufficienti.                                                   Vita Indipendente è un movimento internazionale di disabili gravi che, attraverso il superamento della semplice logica dell’assistenzialismo e dell’ospedalizzazione, mira alla propria autodeterminazione ed al pieno inserimento nella società, partendo dall'assunto che debbano essere gli stessi disabili a decidere ed operare per abbattere le barriere che li separano dalla vita civile e migliorare i servizi a loro dedicati. In particolare ci battiamo  per consentire la scelta e l'assunzione diretta, da parte dei disabili gravi e/o malati cronici gravi, delle persone che prestano loro assistenza personale;  per consentire alle persone con disabilità e/o dei loro familiari di scegliere in prima persona gli ausili tecnici e il tipo di assistenza necessari in base alla loro patologia, condizione e libera scelta. Chiediamo alla Regione Marche di aumentare il fondo regionale della non autosufficienza in modo tale sia di  aumentare il numero di persone che ne possono usufruire, sia di aumentare sensibilmente l’importo a disposizione per i singoli disabili/malati per i quali, senza risorse, la vita rischia di non avere senso. Si chiede, per queste persone, solo di avere la possibilità di condurre un’esistenza dignitosa!

 

 

 

Autoderminazione nel fine vita,  regolamentazione del testamento biologico.

Il testamento biologico, detto anche dichiarazione anticipata di trattamento (DAT), è una espressione che indica le manifestazioni di volontà (generalmente formulate in un documento scritto)  con le quali ogni individuo, in condizioni di lucidità mentale,  decide  quali trattamenti sanitari (somministrazione di farmaci, sostentamento vitale, rianimazione, etc.) intende o non intende accettare nel momento in cui questi trattamenti siano necessari e il soggetto non sia più capace di intendere e di volere ovvero non sia più autonomo.

 

Al momento il nostro sistema giuridico non prevede una normativa che disciplina la pratica del testamento biologico. Tuttavia gli articoli 13 e 32 della Carta Costituzionale conferiscono ad ogni individuo piena e libera facoltà di decidere a quali trattamenti sanitari sottoporsi, il che dimostrerebbe l’esistenza di un vero e proprio diritto all'autodeterminazione, quale specificazione del più ampio diritto alla dignità umana. 

 

Nell’attesa che il Parlamento metta in discussione la proposta di legge di iniziativa popolare depositata in Parlamento il 13 settembre 2013 per rendere lecita l’eutanasia in Italia e per regolamentare  il  testamento biologico, per tutelare i diritti fondamentali dei cittadini, visto poi che alcuni comuni delle Marche hanno istituito un registro dei testamenti biologici, chiediamo che la Regione Marche adotti un provvedimento che regolamenti i dat (dichiarazioni anticipate di trattamento)  così come ha già fatto la Regione Fruili Venezia Giulia.

 

 

Interruzione volontaria della gravidanza, rispetto  legge 194 e aborto farmacologico. Considerato che in Italia la pillola abortiva RU486, che permette di ricorrere all'aborto farmacologico già dal 1° aprile del 2010, è stata autorizzata e legalizzata e quindi messa in commercio; visto che l’efficacia dell’aborto farmacologico con l’uso del mifepristone è elevata e paragonabile a quella dell’aborto chirurgico, è una tecnica più moderna, più rispettosa dell’integrità fisica e psichica delle donne e meno rischiosa di quella chirurgica; in altre regioni italiane  il metodo farmacologico viene normalmente  utilizzato  già da alcuni anni; secondo l’ultimo rapporto al Parlamento sull’applicazione della legge 194/1978 presentato nel 2013, la Regione Marche è l’unica regione nella quale  non sì  fa ricorso all’aborto farmacologico/medico  con la cosiddetta pillola RU486. Si chiede che la Regione Marche,  in ottemperanza alla legge  n. 194/1978  rimuova gli ostacoli che impediscono di esercitare il diritto all’interruzione volontaria della gravidanza (a causa  anche dall’elevato numero di medici obiettori), ricorrendo anche al metodo farmacologico, attraverso la  predisposizione  di adeguate strutture in tutto il territorio regionale.

 

 

 

 Cannabis terapeutica, richiesta di una regolamentazione nelle Marche                            La canapa (Cannabis,) è una pianta a fiore, appartiene alla famiglia delle Cannabaceae,.  che ha una svariata quantità di usi, fra i quali quello terapeutico (principalmente analgesico, sedativo, miorilassante). L’ Associazione Luca Coscioni, conduce una battaglia politica perché il libero accesso ai farmaci cannabinoidi sia reso effettivo, sia attraverso un accesso immediato e gratuito ai farmaci, sia attraverso la regolamentazione dell'"autocoltivazione", cioè della coltivazione ai fini esclusivi di utilizzo terapeutico da parte del paziente-coltivatore. In Italia il ricorso ai medicinali cannabinoidi è legittimo dal 2007, da quando il ministero della Salute, con il decreto 18 aprile, ha aggiornato le tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope collocando nell’apposita tabella alcuni derivati naturali o di sintesi dei cannabinoidi: ciò ne rende possibile la prescrizione dietro presentazione di ricetta medica da rinnovarsi di volta in volta.Chiediamo alla Regione Marche di emanare un  legge quadro, come quella che è stata approvata di recente dalla Regione Piemonte  che sdogana l’uso della cannabis ad uso terapeutico ponendo i medicinali di riferimento a carico del servizio sanitario regionale per sancire il diritto dei pazienti a farsi prescrivere i farmaci cannabinoidi, da usare in ospedale e a domicilio, adeguata informazione ai medici e al personale sanitario, ma anche ricerca e sperimentazione coinvolgendo gli Atenei piemontesi.

 

 

 

 

 

Disabilità e lavoro, richiesta rispetto e applicazione della legge 68/1999.                             La legge 68 del 1999 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” ha il dichiarato fine di promuovere l'inserimento lavorativo di persone disabili attraverso lo strumento del collocamento mirato. Tale istituto individua una serie di mezzi tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le capacità lavorative delle categorie protette, al fine di creare un reale incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro. Le imprese che contano più di 15 dipendenti hanno infatti l'obbligo di assumere persone che abbiano un'invalidità lavorativa superiore al 45%, nella misura di 1 unità se occupano da 15 a 35 dipendenti, di 2 unità se variano dai 35 ai 50, ovvero, il 7% dei dipendenti totali se questi superano il numero di 50. Sono esonerate da tale incombenza le imprese che versano in situazioni di difficoltà come la cassa integrazione guadagni, o quelle il cui lavoro sarebbe incompatibile con una qualsiasi disabilità (trasporto pubblico aereo, marittimo e terrestre). In caso di inadempienza alle suddette prescrizioni, sono previste delle sanzioni amministrative. Purtroppo spesso però queste quote di riserva non sono rispettate e si verifica un’alta percentuale di “scoperture” cioè posti riservati ai disabili non coperti, sia nel settore privato che pubblico.                            La cellula coscioni di Ancona nel 2014 ha effettuato una richiesta di accesso agli atti al centro per l’impiego di Ancona che oltre a negare inizialmente i dati richiesti ha alla fine comunicato quello che temevamo e cioè la generale disapplicazione della legge 68. Si ricorda che a seguito della nostra iniziativa è stata presentata sia al Consiglio regionale sia in Parlamento delle interrogazioni per chiedere spiegazioni in merito. Chiediamo alla nuova Giunta regionale, in previsione del  passaggio di queste competenze dalla Provincia alla Regione di adottare dei provvedimenti atti al rispetto dei dettami della legge 68/99 e del diritto al lavoro delle persone con disabilità.

 

 

 

 

 

Renato Biondini   segretario cellula di Ancona ass. Luca Coscioni

 

Ruggero  Fabri     segretario cellula di Pesaro  ass.  Luca Coscioni

 

cellulacoscioniancona@gmail.com

 

lucacoscioni.pesaro@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AllegatoDimensione LetteraCeriscioli2015.docx54.99 KB LetteraCeriscioli2015.pdf581.09 KB RuggeroFabri.JPG51.87 KB RenatoBiondini.JPG464.01 KB CeriscioliGiunta.jpg65.8 KB CeriscioliConsiglio.jpg303.78 KB
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Giornata Mondiale Contro il Narcotraffico: l'unica cosa da celebrare è il fallimento del proibizionismo!

Ven, 26/06/2015 - 10:50
Giornata Mondiale Contro il Narcotraffico: l'unica cosa da celebrare è il fallimento del proibizionismo!Marco Perduca26 Giu 2015

Dichiarazione di Marco Perduca, rappresentante all'ONU del Partito Radicale e membro della giunta dell'Associazione Luca Coscioni:

"Come da 28 anni a questa parte, il 26 giugno si celebra la giornata mondiale contro il narcotraffico e l'abuso degli stupefacenti; per marcare la ricorrenza le Nazioni Unite hanno pubblicato oggi il Rapporto Mondiale sulle Droghe (World Drug Report) dedicandolo al cosiddetto "sviluppo alternativo".

Da una prima lettura, molti sono i problemi presentati, ma non analizzati, nel rapporto dell'ONU:

1) a più riprese l'Ufficio delle Nazioni unite per le droghe e il crimine, UNODC, ammette di aver preparato il volume sulla base di una scarsa documentazione fornita dagli Stati - il fenomeno potrebbe esser quindi enormemente maggiore e piu grave di quanto riportato!

2) Si "stima" che almeno 246 milioni di individui (1 ogni 20 persone comprese tra i 15 e i 64 anni di età) abbiano fatto uso di una sostanza proibita nel 2013 - oltre tre milioni in più rispetto al rapporto dell'anno precedente. Di questi, 1 su 10 ha un rapporto problematico con le sostanze, il che vuol dire che ci sono circa 27 milioni di persone che vivono con grossi rischi per la salute. Si ritiene che 187mila persone abbiano perso la vita a causa delle droghe. La metà di coloro che hanno un rapporto problematico con le sostanze fa uso di stupefacenti per via endovenosa, e per questo 1.65 milioni è sieropositivo.

3) Per la prima volta si evidenzia che se una persona su tre che ha un rapporto problematico con gli stupefacenti è donna, solo una donna su cinque riceve attenzione socio-sanitaria. Situazione che si aggrava nei paesi poveri.

4) In nessuna parte del mondo si riporta una significativa diminuzione della produzione, consumo e commercio delle sostanze proibite, anzi, nel caso dell'oppio in Afghanistan si registra il maggior aumento dal 1930!

5) Mentre l'oppio per eroina proviene prevalentemente dall'Asia centro meridionale (Afghanistan, Laos e Birmania, con però nuove coltivazioni in Colombia e Messico) e la foglia di coca resta un prodotto
esclusivamente andino; l'hashish proviene da Asia, Medio oriente e Africa del Nord, mentre la marijuana viene coltivata ovunque nel mondo. Stessa diffusione capillare di produzione interessa la
produzione di metamfetamine - nel solo 2013 ne son state registrate 450 tipi di cui 69 totalmente nuovi e sostanze "tradizionali" come l'ecstasy son state soppiantate da nuovi prodotti sintetici.

6) L'Africa, come era accaduto anni fa per il Brasile, è diventata la nuova via di traffico verso l'Europa. Dalla Guinea Bissau, attraverso Mali, Algeria e poi Libia la cocaina arriva nel Mediterraneo e viene
distribuita sui mercati europei dalla 'Ndrangheta in regime di quasi monopolio. Dal Corno d'Africa invece entra l'eroina e raggiunge le coste mediterranee attraverso i Sudan e la Libia. Nel primo come nel secondo caso, ma l'ONU non lo sottolinea, le vie del traffico internazionale degli stupefacenti sembra esser parallele e quelle dei migranti.

Insomma, il solito catalogo burocratico senza un approfondimento che sia uno - tra l'altro il Rapporto mondiale quest'anno è stato prodotto con il significativo contributo della Russia di Putin!

il 19 e 21 aprile del 2016, l'Assemblea generale delle Nazioni unite ha convocato una sua sessione speciale interamente dedicata al controllo delle sostanze proibite, c'è da sperare che cessi la politica dello struzzo e inizi e quella dello studio, della comparazione dei dati e della loro analisi e valutazione per avviare un sincero processo di riforma delle tre convenzioni ONU in materia di droghe perché il loro fallimento continua a esser totale.

Categorie: Radicali

Giornata Mondiale Contro il Narcotraffico: l'unica cosa da celebrare è il fallimento del proibizionismo!

Ven, 26/06/2015 - 09:31
Giornata Mondiale Contro il Narcotraffico: l'unica cosa da celebrare è il fallimento del proibizionismo!26 Giu 2015Marco PerducaCannabis terapeutica

"Come da 28 anni a questa parte, il 26 giugno si celebra la giornata mondiale contro il narcotraffico e l'abuso degli stupefacenti; per marcare la ricorrenza le Nazioni unite hanno pubblicato oggi il Rapporto Mondiale sulle Droghe (World Drug Report) dedicandolo al cosiddetto "sviluppo alternativo".

Da una prima lettura, molti sono i problemi presentati, ma non analizzati, nel rapporto dell'ONU:

1) a più riprese l'Ufficio delle Nazioni unite per le droghe e il crimine, UNODC, ammette di aver preparato il volume sulla base di una scarsa documentazione fornita dagli Stati - il fenomeno potrebbe esser quindi enormemente maggiore e piu grave di quanto riportato!

2) Si "stima" che almeno 246 milioni di individui (1 ogni 20 persone comprese tra i 15 e i 64 anni di età) abbiano fatto uso di una sostanza proibita nel 2013 - oltre tre milioni in più rispetto al rapporto dell'anno precedente. Di questi, 1 su 10 ha un rapporto problematico con le sostanze, il che vuol dire che ci sono circa 27 milioni di persone che vivono con grossi rischi per la salute. Si ritiene che 187mila persone abbiano perso la vita a causa delle droghe. La metà di coloro che hanno un rapporto problematico con le sostanze fa uso di stupefacenti per via endovenosa, e per questo 1.65 milioni è sieropositivo.

3) Per la prima volta si evidenzia che se una persona su tre che ha un rapporto problematico con gli stupefacenti è donna, solo una donna su cinque riceve attenzione socio-sanitaria. Situazione che si aggrava nei paesi poveri.

4) In nessuna parte del mondo si riporta una significativa diminuzione della produzione, consumo e commercio delle sostanze proibite, anzi, nel caso dell'oppio in Afghanistan si registra il maggior aumento dal 1930!

5) Mentre l'oppio per eroina proviene prevalentemente dall'Asia centro meridionale (Afghanistan, Laos e Birmania, con però nuove coltivazioni in Colombia e Messico) e la foglia di coca resta un prodotto
esclusivamente andino; l'hashish proviene da Asia, Medio oriente e Africa del Nord, mentre la marijuana viene coltivata ovunque nel mondo. Stessa diffusione capillare di produzione interessa la
produzione di metamfetamine - nel solo 2013 ne son state registrate 450 tipi di cui 69 totalmente nuovi e sostanze "tradizionali" come l'ecstasy son state soppiantate da nuovi prodotti sintetici.

6) L'Africa, come era accaduto anni fa per il Brasile, è diventata la nuova via di traffico verso l'Europa. Dalla Guinea Bissau, attraverso Mali, Algeria e poi Libia la cocaina arriva nel Mediterraneo e viene
distribuita sui mercati europei dalla 'Ndrangheta in regime di quasi monopolio. Dal Corno d'Africa invece entra l'eroina e raggiunge le coste mediterranee attraverso i Sudan e la Libia. Nel primo come nel secondo caso, ma l'ONU non lo sottolinea, le vie del traffico internazionale degli stupefacenti sembra esser parallele e quelle dei migranti.

Insomma, il solito catalogo burocratico senza un approfondimento che sia uno - tra l'altro il Rapporto mondiale quest'anno è stato prodotto con il significativo contributo della Russia di Putin!

il 19 e 21 aprile del 2016, l'Assemblea generale delle Nazioni unite ha convocato una sua sessione speciale interamente dedicata al controllo delle sostanze proibite, c'è da sperare che cessi la politica dello struzzo e inizi e quella dello studio, della comparazione dei dati e della loro analisi e valutazione per avviare un sincero processo di riforma delle tre convenzioni ONU in materia di droghe perché il loro fallimento continua a esser totale.

Dichiarazione di Marco Perduca, rappresentante all'ONU del Partito Radicale e membro della giunta dell'Associazione Luca Coscioni. 

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Fecondazione: prima coppia fertile accede alla diagnosi pre-impianto in ospedale pubblico

Gio, 25/06/2015 - 15:53
Fecondazione: prima coppia fertile accede alla diagnosi pre-impianto in ospedale pubblicoAssociazione Luca Coscioni25 Giu 2015Fecondazione eterologa

GUARDA IL VIDEO DI MARIACRISTINA E ARMANDO

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, soggetto costituente il Partito Radicale

La diagnosi pre-impianto per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche è realtà: oggi una delle due coppie ricorrenti in Corte Costituzionale si è recata presso un ospedale pubblico, il Sant’Anna di Roma, ed ha avuto accesso all’iter per eseguire la tecnica di fecondazione assistita. Come previsto dalla sentenza della Consulta, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 5 giugno scorso, è stato necessario solamente portare il certificato di un medico che attestava il rischio di una interruzione di gravidanza, in base  a quanto previsto dall'art. 6 della legge 194/78. 

Dichiarano gli avvocati Filomena Gallo (Segretario dell’Associazione Luca Coscioni), Gianni Baldini, Angelo Calandrini, legali della coppia: “ Questa notizia dimostra senza alcun dubbio che non serve alcun intervento parlamentare per eseguire la diagnosi pre-impianto per le coppie fertili che potrebbero trasmettere una patologia al figlio. Dunque, come ribadito dalla pubblicazione della sentenza, non esiste alcun vuoto normativo. Questo risultato, ottenuto in 11 anni di battaglia, rappresenta davvero una bellissima vittoria che porterà alla nascita di molti bambini per tutte le coppie affette da patologia genetica o portatrici di malattie geneticamente trasmissibili che vorranno legalmente scegliere di accedere ad indagini cliniche diagnostiche nel proprio Paese. E’ una vittoria delle libertà individuali che nel nostro Paese corrispondono ancora a diritti costituzionalmente rilevanti”. 

Concludono Mariacristina e Armando: “In questo periodo ci sono stati momenti di sconforto, solitudine ma anche di grande emozione e di speranza. Abbiamo combattuto con l’Associazione Luca Coscioni per ottenere il rispetto di un diritto che, finalmente, lo scorso maggio è stato pienamente riconosciuto dalla Corte Costituzionale a noi e a tutte le coppie che si trovano nella nostra stessa situazione. Sembra una cosa strana perfino scriverla ma nel XXI secolo in Italia ci siamo dovuti battere solo per provare a diventare un papà e una mamma come tutti gli altri. Oggi è un giorno meraviglioso per noi perché dopo tanti anni vediamo più vicino il desiderio di costruire una famiglia”. Guarda il video.

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Eutanasia: malati gravi chiedono ai capigruppo calendarizzazione legge

Mar, 23/06/2015 - 17:02
Eutanasia: malati gravi chiedono ai capigruppo calendarizzazione leggeRescenzo, Piludu, Brunori, Fanelli23 Giu 2015EutanasiaLettera aperta di Rescenzo, Piludu, Brunori, Fanelli: "Non cerchiamo compassione, ma un dibattito e delle decisioni",   Domani, mercoledì 24 giugno, alle ore 13 si terrà la conferenza dei capigruppo durante la quale si formerà il programma dei lavori trimestrale. Potrebbe essere l'occasione giusta per i presidenti di gruppo per richiedere la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare per la liceità dell'eutanasia e il testamento biologico, depositata alla Camera nel 2013 e mai discussa nelle sedi parlamentari competenti.    Proprio per questo, proprio perché per loro ogni giorno di ritardo è una tortura, quattro malati di Sla e distrofia muscolare rivolgono un appello ai presidenti di gruppo affinché la proposta di legge arrivi in Aula:     "Siamo quattro persone malate di SLA e distrofia muscolare, e condividiamo una urgenza vitale direttamente legata alla Sua responsabilità di Parlamentare", così inizia l'appello ai capigruppo dellla Camera firmato da Ida Rescenzo (55 anni, malata di Distrofia Muscolare), Walter Piludu (64 anni, malato di SLA), Luigi Brunori (67 anni, malato di SLA) e Massimo Fanelli (54 anni, malato di SLA). "Tutti e quattro, da parti d'Italia diverse, abbiamo già lanciato il nostro pubblico appello al Parlamento, senza però ricevere adeguato ascolto e risposta". "Ora che siamo entrati in contatto tra noi e con altri malati", continuano, "vogliamo assieme ribadire con questa lettera la nostra richiesta di calendarizzare la proposta di legge di iniziativa popolare “Rifiuto dei trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia” che il Comitato promotore Eutanasia Legale dell'Associazione Luca Coscioni ha depositato alla Camera il 13 settembre 2013, con la sottoscrizione di oltre 67.000 cittadini (oltre ai quasi 99.000 che hanno firmato online)".   "Non cerchiamo compassione, ma diritti. Non pretendiamo che Lei condivida nel merito la nostra esigenza di libertà nelle scelte di fine vita. Ma chiediamo - questo sì, nella maniera più assoluta - che sia aperto un dibattito e che siano assunte delle decisioni di fronte all'opinione pubblica. Non lo impone soltanto l'importanza del tema, ma anche la Costituzione, che attribuisce al popolo l'esercizio diretto dell'iniziativa delle leggi".
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Cappato partecipa a "Testamento biologico ed eutanasia"

Mar, 23/06/2015 - 16:24
Eutanasia

Con Flavio Tosi, Sindaco di Verona, Giorgio Pasetto, consigliere comunale, Luciano Eusebi, giurista bioetico, e Leonardo Johnson Scandola, ALDE Party, Marco Cappato interverrà al dibattito pubblico su testamento biologico ed eutanasia.

Data: Mercoledì, 22 Luglio, 2015 - 20:30 to 22:30Città: VeronaIndirizzo: Palazzo Gran Guardia, Piazza BràOrganizzatore: Area liberal, ALDE Group, Area popolare
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Marco Perduca interverrà all'evento "Il dolore non è una virtù"

Mar, 23/06/2015 - 12:53
Cannabis terapeutica

Il Senatore Marco Perduca, Rappresentante all'Onu del Partito Radicale e membro di Giunta dell'Associazione Luca Coscioni, interverrà all'incontro dal titolo "Il Dolore non è una virtù - la cannabis come terapia contro il dolore"che si terrà sabato 27 giugno presso "Office Cafè" ad Agliana, Pistoia.

L'evento si svolgerà nell'ambito della Manifestazione Mondiale "Support Don't Punish" e si preoccuperà di indagare in modo specifico l'uso medico della cannabis, soprattutto in una regione come la Toscana che, per prima, ha dato inizio alla sperimentazione medica e alla produzione controllata di farmaci a base di cannabis.

L'evento sarà preceduto da un apericena alle 19,00 e succeduto da un dj set. Molti gli ospiti e importanti gli ospiti che interverranno insieme al Senatore, tra cui Mauro Romanelli, Consigliere Regionale di SEL nella passata Giunta.

 

Data: Sabato, 27 Giugno, 2015 - 21:00Città: Agliana (PT)Indirizzo: Office Café, Piazza BellucciOrganizzatore: Associazione "Agliana in Comune", Left Lab Pistoia
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Sos eutanasia: la persona che avremmo dovuto accompagnare in Svizzera ci ha ripensato

Mar, 23/06/2015 - 10:41
Sos eutanasia: la persona che avremmo dovuto accompagnare in Svizzera ci ha ripensatoCappato, Welby, Fraticelli23 Giu 2015Eutanasia

Dichiarazione di Marco Cappato, Mina Welby e Gustavo Fraticelli, promotori della disobbedienza civile lanciata con il sito www.SosEutanasia.it

Roma/Milano, 23 giugno 2015

Alla vigilia dell'appuntamento con la clinica svizzera, la persona che avremmo dovuto accompagnare per consentirle di ottenere l'eutanasia ci ha ripensato.  Quella persona, gravemente malata, ha potuto consultarsi con medici specializzati in trattamenti di fine vita disposti ad aiutarla con la morte medicalmente assistita se questa fosse stata la sua scelta; ha tuttavia scoperto da quelle stesse persone  alternative per lei più valide e quindi continuerà a vivere con la sua malattia.  Ciò conferma ciò che sosteniamo con la proposta di legge per l'eutanasia legale, depositata alla Camera nel 2013 e mai discussa: lasciare la piena libertà di autodeterminazione alla persona malata, dandole la possibilità di inserirsi in un percorso fatto di medici e psicologi per richiedere il trattamento eutanasico, può essere un valido deterrente a quella che avrebbe potuto diventare un'eutanasia clandestina, cioè un suicidio privato in casa.

Nei mesi scorsi avevamo preannunciato che avremmo fornito informazioni - e in alcuni casi anche assistenza logistica e finanziaria - alle persone che vogliono ottenere l'eutanasia. Da allora riceviamo quotidianamente richieste di informazioni e di aiuto. A inizio giugno avevamo preannunciato l'accompagnamento in Svizzera di una persona malata, nel pieno delle proprie facoltà mentali ma gravemente invalidata, per esercitare la propria libertà di scelta e interrompere la fase terminale della propria malattia.
In Italia, secondo i dati Istat dallo stesso istituto definiti sottostimati, nel solo 2010, dove i suicidi sono stati 3.048, il movente delle malattie fisiche e psichiche si attesta come la causa principale di suicidio con una percentuale del 46%. A questo fenomeno sociale, il Parlamento italiano non sta dando risposte da troppo tempo.

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Borsa di studio "Libertà di Ricerca Scientifica": Beatrice Busi è la vincitrice

Lun, 22/06/2015 - 16:50
Borsa di studio "Libertà di Ricerca Scientifica": Beatrice Busi è la vincitriceAssociazione Luca Coscioni22 Giu 2015Finanziamenti ricercaSiamo finalmente lieti di annunciare la vincitrice della borsa di studio "Libertà di Ricerca Scientifica" promossa dalla nostra associazione, sottolineando la grandissima qualità dei progetti pervenuti. I membri della commissione  hanno ritenuto opportuno, dopo un'attenta valutazione, attribuire la borsa di studio, della durata di un anno, alla Dottoressa Beatrice Busi, finalista assieme alle Dottoresse Margherita Forgione e Sara Campanella.   La Dottoressa Busi si è aggiudicata la borsa di studio con un progetto dal titolo: "Il rapporto tra libertà di ricerca, diritto di cura e partecipazione nella biomedicina: il movimento delle pazienti con mutazioni BRCA in Italia".   Per leggere una sintesi del progetto CLICCA QUI   La commissione giudicante è stata composta da docenti e ricercatori di altissimo livello, di cui riportiamo dei brevi cenni circa il ruolo attualmente ricoperto nel mondo dell'università e della ricerca:   Andrea Boggio, Assistant Professor di Scienze Legali presso la Facoltà di Storia e Scienze Sociali della Bryant University (USA) e membro della Direzione dell'Associazione Luca Coscioni;   Andrea Ballabeni, Ricercatore presso l'Harvard School of Public Health di Boston (USA) e membro del Consiglio Generale dell'Associazione Luca Coscioni;    Claudio Radaelli, Professore presso il Department of Politics dell'Università di Exeter (UK) e Direttore del "Centre for European Governance"    Gilberto Corbellini, Docente di Storia della Medicina, Bioetica ed Epistemologia Medica presso l'Università La Sapienza di Roma e membro del Consiglio Generale dell'Associazione Luca Coscioni;    Guido Silvestri, Professore ordinario di Patologia Generale alla Emory University di Atlanta (Georgia - USA) e membro del Consiglio Generale dell'Associazione Luca Coscioni;    Marco Cappato, Consigliere comunale a Milano, Presidente del Gruppo Radicale - federalista europeo e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni   Filomena Gallo, Segretario Nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, avvocato e docente a contratto di legislazione e bioetica presso l’Università di Teramo. AllegatoDimensione Sintesi progetto Busi_Coscioni.pdf89.47 KB
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Cappato presenta il libro di Walter Piludu "Il cugino comunista - Viaggio al termine della vita"

Lun, 22/06/2015 - 13:14
Eutanasia

Giovedì 25 giugno, alle ore 18.30 in viale Monte Nero 73, verrà ospitata la presentazione del libro di Walter Piludu "Il cugino comunista - Viaggio al termine della vita".

Maggiori informazioni nella locandina in allegato.

Data: Giovedì, 25 Giugno, 2015 - 18:30 to 20:30Città: MilanoIndirizzo: Viale Monte Nero, 73Organizzatore: Marco Cappato AllegatoDimensione piludu.pdf363.56 KB
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Fecondazione: non serve Regolamento, ma nuove Linee Guida ferme illegalmente al 2008

Lun, 22/06/2015 - 12:32
Fecondazione: non serve Regolamento, ma nuove Linee Guida ferme illegalmente al 2008Filomena Gallo22 Giu 2015Fecondazione assistita

Dichiarazione di Filomena Gallo, avvocato, segretario Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca Scientifica, soggetto costituente il Partito radicale.

Nessuna novità nel regolamento sulla Pma elaborato dal Ministero della Salute e favorevolmente accolto dal CSS: i donatori di gameti in Italia sono sempre stati anonimi, mai si sono verificate donazioni di parenti, e tra i test effettuati previsti per garanzia sanitaria ci sono già HIV, HCV, HBV, MAPPA CROMOSOMICA e tanti altri ancora. Questi esami erano previsti prima della legge 40/04 e oggi sono previsti dalle leggi di recepimento (DLGS 191/07 e ss.) delle direttive Comunitarie 2004/ 23/ CE e successive.

Dalla cancellazione dello scorso anno del divieto di eterologa dalla legge 40/04 questi esami sono stati effettuati di routine ai donatori di gameti; poiché tali test sono in vigore anche nei Paesi europei che hanno recepito le direttive su citate, essi  sono previsti anche per i gameti importati dall' estero. Inoltre le donazioni per donatore sono state anche inferiori alle 10 nascite.
La notizia del parere positivo del CSS su quanto già attuato conferma che i centri di Procreazione medicalmente assistita italiani sono all' avanguardia sul tema e che il quadro normativo italiano è già perfetto come sottolineato dalla stessa Corte Costituzionale nella varie sentenze che hanno cancellato i divieti 'irragionevoli'. 
Manca però una campagna per la donazione dei gameti che il Ministero della Salute non sta effettuando e che non ha previsto neanche nel Piano per la fertilità tanto promosso. Dopo un anno dalla cancellazione del divieto di fecondazione con gameti terzi  ci sono ancora pochissime donazioni per mancanza di corretta informazione.

Il Ministro della Salute inoltre non ha dato esecuzione alla sentenza 162/2014 che invita il Ministro ad indicare nell'aggiornamento delle linee guida il numero di donazioni per ogni donatore sul modello francese e inglese: perché fare un Regolamento quando le legge prevede l'aggiornamento delle Linee Guida almeno ogni 3 anni?
Chiediamo al Ministro Lorenzin di mettere un campo con l' ISS idonea campagna informativa e di aggiornare le linee guida sulla legge 40/04 ferme al 2008 su cui abbiamo già diffidato il Ministero e su cui stiamo per attivare procedura giudiziaria.

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Welby e Troilo partecipano a "Una città da salvare - Le radici del disastro e il possibile riscatto della Capitale"

Lun, 22/06/2015 - 11:39
Politica

24 Giugno 2015. Sala Unicef, Via Palestro 68

Nel file in allegato maggiori informazioni.

Ore10,00 RELAZIONE INTRODUTTIVA Alberto Benzoni, Presidente Roma Nuovo Secolo

Ore 10,20 PRIMA SESSIONE. RADIOGRAFIA DI UN COMUNE DEVASTATO

Ore 13,30 – 14,30 Pausa buffet

Ore 14,30 SECONDA SESSIONE. LE RISORSE DELLA CAPITALE

Ore 16,00 TERZA SESSIONE. LA CAPITALE A MISURA DI CITTADINO

CONCLUSIONE DEI LAVORI

Data: Mercoledì, 24 Giugno, 2015 - 10:00 to 19:00Città: RomaIndirizzo: Via Palestro 68Organizzatore: Roma Nuovo Secolo, Osservatorio Civico per Roma AllegatoDimensione UNA CITTA' DA SALVARE.pdf112.04 KB
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Costituzione Cellula Coscioni di Pesaro

Lun, 22/06/2015 - 10:40
Politica   Giovedì 25 giugno 2015, alle ore 19.00, gli iscritti e simpatizzanti all'Associazione Luca Coscioni, si incontrano a Pesaro in via Cavour 15 presso "Lamusarauka" per costituire la Cellula Coscioni di Pesaro.   Per informazioni: Ruggero Fabri, 3357621584 Data: Giovedì, 25 Giugno, 2015 - 19:00 to 21:00Città: PesaroIndirizzo: Via Cavour 15Organizzatore: Nucleo promotore Associazione Luca Coscioni di Pesaro
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