Luca Coscioni

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Napolitano e Boldrini scrivono all'associazione Coscioni per l'XI Congresso

Sab, 20/09/2014 - 08:54
Napolitano e Boldrini scrivono all'associazione Coscioni per l'XI Congresso20 Set 2014

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Messaggio Boldrini

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Rocco Berardo ospite di Teleroma 56 per discutere di fecondazione eterologa nel Lazio

Ven, 19/09/2014 - 10:42
Rocco Berardo ospite di Teleroma 56 per discutere di fecondazione eterologa nel LazioTele Roma 5619 Set 2014Fecondazione eterologa

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Sla e nomenclatore tariffario: sfida a Matteo Renzi e Beatrice Lorenzin da parte di Marco Gentili. Interviene Rocco Berardo.

Gio, 18/09/2014 - 15:27
Sla e nomenclatore tariffario: sfida a Matteo Renzi e Beatrice Lorenzin da parte di Marco Gentili. Interviene Rocco Berardo. Le Iene18 Set 2014Nomenclatore tariffario

Sla e nomenclatore tariffario la sfida di Marco Gentili a Matteo Renzi e Beatrice Lorenzin: non fateci rimanere sepolti vivi! Rocco Berardo spiega a che punto siamo!

Guarda il servizio qui 

http://ow.ly/BDb03

Categorie: Radicali

Al via oggi a Roma XI Congresso Coscioni con Nicolais (CNR), Ministro Giannini, Pani (Aifa)

Gio, 18/09/2014 - 14:27
Al via oggi a Roma XI Congresso Coscioni con Nicolais (CNR), Ministro Giannini, Pani (Aifa)Ass. Coscioni18 Set 2014Laicità

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni

 

Al via oggi l’XI Congresso dell’Associazione Luca Coscioni che si svolgerà dal 19 al 21 settembre a Roma, presso l’Hotel Radisson, via Turati 171 (zona Termini)., interamente sottotitolato per i non udenti. Intervengono malati e associazioni, Ministri e Parlamentari di ogni schieramento.

 

PROGRAMMA IN AGGIORNAMENTO

 

Il titolo di quest’anno è ‘Il Congresso delle libertà civili’, quelle su cui Parlamento e Governo latitano: autodeterminazione sull'inizio e fine vita, fecondazione, aborto, eutanasia, libertà di ricerca scientifica.

·         Si parte dunque il 19 alle 16. Dopo le relazioni della dirigenza (Filomena Gallo e Marco Cappato), ci sarà la relazione del Presidente del Consiglio Nazionale per la Ricerca, Luigi NICOLAIS e la tavola rotonda sullo stato della ricerca italiana alla presenza del Direttore Generale dell'Aifa, Luca PANI, del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Stefania GIANNINI,  e del Sottosegretario alla Difesa, Domenico ROSSI. Dalle 16 alle 18 il notaio Barbara FRANCESCHINI autenticherà gratuitamente i testamenti biologici.  Dalle ore 19 alle ore 21 verranno istituite 3 commissioni di studio e approfondimento: 1) ricerca; 2) eutanasia e autodeterminazione; 3) disabilità e salute. Hanno preannunciato la presenza per il 19: il Vice Presidente Camera Roberto GIACHETTIEmilia Grazia DE BIASI,  presidente della 12ª Commissione permanente (Igiene e sanita' presso il Senato), on. Stefania PRESTIGIACOMOLuigi MANCONI, (Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani presso il Senato), on. Pippo CIVATI, on. Davide FARAONE, sen Fabrizio BOCCHINO

 

 

·         Si prosegue il giorno 20 con gli interventi, tra gli altri, del il sindaco di Roma Ignazio MARINO, il sottosegretario agli Affari Esteri Benedetto DELLA VEDOVA, l'on. Pia LOCATELLIMelania RIZZOLI ( Responsabile Sanità PDL),   on. Gennaro MIGLIORE, on. Marisa NICCHI, sen. Sergio LO GIUDICERita BERNARDINI (Segretario di Radicali Italiani). Durante la giornata un gruppo di medici, tra cui Vidmer SCAIOLI,  effettuerà la prescrizione di cannabis terapeutica.  Sempre lo stesso giorno, alle 14.30, insieme a Radicali italiani e a tante associazioni laiche verrà celebrata la breccia di Porta Pia: "per le libertà civili, contro tutti i fondamentalismi". L'appuntamento è in Corso d'Italia, all'altezza del monumento commemorativo della Breccia, alle ore 14.30. Alle 16.00 torneremo all'XI congresso dell'Associazione Luca Coscioni.

 

·         Si concluderà il 21 con le votazioni dei nuovi organi dirigenti e con gli interventi tra gli altri di Livia TURCO (già Ministro della Salute),  on. Michele RAGOSTA, on. Andrea VECCHIOVincenzo FALABELLA (presidente Fish), Cesare GALLI (consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni), Francesco ORZI (consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni), Carla ROSSI (Consiglio Scienze Sociali, membro dell'Osservatorio Europeo sulle droghe di Lisbona), Piergiorgio STRATA (consigliere generale dell'Associazione Luca Coscioni), Gaetano DI CHIARA (professore di Farmacologia all’Università di Cagliari), Diego CENTONZE (Direttore Responsabile U.O.S.D., Policlinico di Tor Vergata).

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Come vogliamo cambiare per restare noi stessi

Gio, 18/09/2014 - 13:43
Come vogliamo cambiare per restare noi stessiEuropa18 Set 2014Maria Antonietta Farina Coscioni

Cari iscritti e sostenitori dell’Associazione Luca Coscioni,

siamo alla vigilia, mancano ormai poche ore, dall’inizio del congresso dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca. L’undicesimo congresso… Quanto tempo è passato da quando, con Luca, Marco Pannella e tantissimi malati, ricercatori, scienziati, cittadini, si volle e fondò l’associazione. Fummo pre/veggenti, capaci di vedere là dove gli altri si limitavano a guardare…

   L’Associazione Luca Coscioni è stata lanciata, il 20 settembre 2002, una data densa di significato. É la giornata della Breccia di Porta Pia a Roma, e lo slogan scelto era (ed è) un preciso programma politico: prendendo a prestito il cavourriano “libera chiesa in libero stato”, aggiungemmo “libera ricerca, libera cura, per la vita”. Tutto prendeva il via, come disse allora Marco Pannella, dalla lotta di Luca per la libertà di ricerca: “una lotta che vuol dire libertà tout-court, libertà del ricercare le ragioni, i fondamenti della propria esistenza”; dunque, non solo il diritto di essere curati (o cessare di esserlo).

   É proprio dalla ricerca delle ragioni e dei fondamenti dell’esistenza dell’Associazione stessa, che voglio partire. Una riflessione che volutamente offro nella forma della "lettera aperta", perché credo, continuo a voler credere, che l'Associazione, prima ancora che essere governata da chi ne ha la responsabilità politica, legale, amministrativa e finanziaria, sia costituita da donne e uomini, cittadini, liberi che decidono di iscriversi, di diventare "soci" del corpo sociale che siamo e vogliamo essere.

   Questo corpo sociale nel e per il 2014 è formato da poco più di mille persone; è a loro, in particolare, che vanno queste mie parole, per dire loro grazie e comunicare la mia riconoscenza e gratitudine: hanno riposto, e tanti lo fanno da anni, fiducia in questa organizzazione, la considerano una sorta di polizza assicurativa a partire dal nome che porta, quello appunto di Luca Coscioni.

   É una riflessione di Luca, che voglio recuperare, riportare alla memoria di tutti noi; Luca ha scritto: “... ho avuto il dubbio che, senza volerlo, stavamo per dar vita ad una delle tantissime associazioni che già si occupano dei diritti del malato e dei disabili ma strada facendo, guardando a me stesso, alla mia vita e alla condizione di tante persone che ho potuto conoscere in questi anni, alle idee che mi danno e ci danno forza, mi sono reso conto che stavamo per far nascere qualcosa di cui c’è assoluta necessità. Non voglio togliere alcun merito alle associazioni che lavorano affrontando difficoltà di ogni tipo per garantire una vita dignitosa ai loro associati: senza di esse avremmo probabilmente centinaia di migliaia di persone abbandonate e senza speranza. Ma quello che devo constatare è che tutto il settore della disabilità - nonostante gli innegabili passi avanti che si sono fatti - è di frequente una vera giungla di sopraffazione nei confronti dei più deboli. Noi vogliamo occuparci di diritti e di diritto, non di favori o di elargizioni, perché sono convinto che se la stella polare seguita dai navigatori istituzionali, i nostri politici insomma, fosse quella del rispetto della legalità, in primo luogo quella dettata dalla Costituzione, la situazione sarebbe di gran lunga migliore di quella attuale".

   Luca sapeva perfettamente quello che voleva, aveva prefigurato quello che avrebbe dovuto essere l’Associazione; in modo inequivocabile ci ha detto quello che non avrebbe dovuto essere. Dodici anni dopo la fondazione, a che punto siamo? Quel rischio individuato e paventato allora, lo corriamo ancora? Ognuno si faccia un sereno esame di coscienza, cerchi in se stesso la possibile risposta. Per parte mia dico che quel rischio è ancora incombente, è un qualcosa che aleggia su tutti noi. 

   Il mio è un appello a riflettere sui motivi fondativi dellaAssociazione Luca Coscioni; quei motivi, quelle direttive, sono ancora condivisi, sono ritenuti attuali da chi si occupa in forma organizzata di libertà di ricerca scientifica, e da tutti noi? Non vi voglio nascondere una mia personale situazione di disagio che forse non è solo mia; piccola nota a margine: ancora oggi mi chiedo come sia accaduto che la presentazione del sito di lucacoscioni.it, già sito della Associazione, non sia stato vista e vissuta come un valore aggiunto per l'Associazione stessa, ma come una minaccia, un possibile sostituirsi all’esistente.

   Credo che l'Associazione Luca Coscioni non possa permettersi ambiguità e neanche reticenze. Dobbiamo onorare quello che siamo, siamo stati e vogliamo essere, e che è condensabile in "libertà di ricerca". Vale per gli uomini di scienza, ma soprattutto e innanzitutto per noi: che non siamo, né dobbiamo essere confusi come una delle tanti, "semplici" organizzazioni e onlus che sono proliferate in questi anni, la cui azione può essere certamente positiva e importante, necessaria; ma altra era e dovrebbe essere l’ambizione dell’Associazione. Nel suo atto fondativo, tra le altre cose abbiamo posto il problema della responsabilità degli uomini di scienzarispetto al sapere, l’etica e soprattutto il potere. So bene che quest’ultimo non va demonizzato, ed è cosa con cui quotidianamente occorre fare i conti. Ma farci i conti non può significare evidentemente copertura, complicità, connivenza. Penso che sarebbe opportuno ripercorrere, per esempio tutta la lunga e ambigua parabola che ha per protagonista il caso Stamina. Ora, finalmente, sembra essere chiara, questa vicenda, e certamente va dato atto ai pochi che subito hanno messo in guardia da questo “metodo”, sfidando una campagna mediatica che andava in senso opposto e hanno rischiato un vero e proprio linciaggio. Abbiamo il dovere di non dimenticare le posizioni che si assunsero, e che poi repentinamente vennero abbandonate, i silenzi, i timori e tremori che sono la cifra di quella vicenda; le enormi pressioni che vennero esercitate, le grandi e gravi responsabilità che la politica si è assunta e solo tardivamente sono state contrastate e combattute. Né voglio e posso dimenticare vicende come quella che ha visto per protagonista l’Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, e il caso della maximulta di quasi duecento milioni di euro che l’antitrust ha inflitto a due multinazionali del farmaco, la Roche e la Novartis, accusate di spartirsi gli enormi ricavi dalle vendite di due farmaci identici, Avastin e Lucentis, ma con prezzi diversi. All’Aifa sono stati imputati mancati controlli, che hanno comportato conseguenze rilevanti: il Servizio sanitario nazionale per il solo 2012, ha speso per questa vicenda 45 milioni di euro in più. "Si sono comportati in modo sorprendente e ottuso. Chiediamo il commissariamento dell'Aifa che ha fatto sue le opinioni di aziende farmaceutiche in palese conflitto di interesse, e non dei medici e delle loro evidenze scientifiche", ha dichiarato a suo tempo Matteo Piovella, presidente della Società di oftalmologia italiana, estremamente critico, come si vede, sul ruolo dell’Aifa e del suo direttore Luca Pani. Secondo le stime della Società di oftamologia, a causa dell'introduzione di Lucentis, farmaco molto più costoso ma sicuro ed efficace come Avastin, prima usato nel 90 per dei casi ben 100mila pazienti in quest'ultimo anno non hanno avuto accesso alle cure, perchè non avevano le fiale di Lucentis, che hanno fatto raddoppiare le spese annuali dei reparti di oculistica. L'Aifa, infatti, ha ritirato l'Avastin da tutti i reparti oculistici d'Italia a partire dall'ottobre del 2012. Su questa vicenda ci sono inchieste in corso delle Procure di Torino e di Roma. Al centro delle indagini la verifica dell'eventuale messa a punto di una campagna artificiosa diretta a sminuire l'efficacia del farmaco Avastin; ipotesi di reato: aggiotaggio e turbativa del mercato.

  In apertura del congresso dell’Associazione Coscioni è prevista una tavola rotonda sullo stato della ricerca italiana con il ministro Stefania Giannini e dello stesso Pani. Forse su questa vicenda ci potrà illuminare; e se non lo farà bisognerà chiedergli di farlo.

  Queste mie note sparse, da sole, dicono la portata e l’urgenza delle questioni sul tappeto; e di come sia necessario, indispensabile cambiare, proprio se si vuole poter continuare a essere noi stessi.

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Filomena Gallo partecipa al Il TEMPO delle DONNE

Gio, 18/09/2014 - 11:17
Laicità

MATERNITA' TRA CORPO E SENTENZE DIBATTITO SULL'ETEROLOGA , MA NON SOLO

RIFLESSIONI CON Martina Colombari, attrice, Anna Pia Ferraretti, ginecologa Sismer, Filomena Gallo, associazione Luca Coscioni, Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, Eugenia Roccella, vicepresidente commissione affari sociali della Camera,Fabiana Sargentini, regista
CONDUCE Marina Terragni
COPERTINA DI Lella Costa
SIGLA MUSICALE DI Elisabetta Spada-Kiss&Drive

INGRESSO LIBERO Dettagli cliccando qui

Data: Sabato, 27 Settembre, 2014 - 12:00 to 14:00Città: MIlanoIndirizzo: Teatro dell'ArteOrganizzatore: Corriere della Sera
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Filomena Gallo ospite di Uno Mattina per discutere di nomenclatore tariffario (dalle ore 8:45)

Mer, 17/09/2014 - 15:12
Filomena Gallo ospite di Uno Mattina per discutere di nomenclatore tariffario (dalle ore 8:45)Rai Uno17 Set 2014Nomenclatore tariffario

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Marco Gentili e Rocco Berardo a Le Iene Show con un servizio sul nomenclatore tariffario

Mer, 17/09/2014 - 11:52
Nomenclatore tariffario

Marco Gentili e Rocco Berardo saranno ospiti  della prima puntata de Le Iene su Italia 1. Un servizio per la richiesta di rinnovo del “Nomenclatore dei dispositivi medici” fermo al 1999. Cercate di non perdere la sfida lanciata a Matteo Renzi e Beatrice Lorenzin.

Data: Mercoledì, 17 Settembre, 2014 - 21:00 to 23:00Città: Le Iene, Italia1Organizzatore: Le Iene Show
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Liberi di scegliere

Mer, 17/09/2014 - 11:09
Liberi di scegliereRepubblica17 Set 2014Alessandra LongoLaicità

Liberi di scegliere dall’inizio alla fine. In spasmodica attesa che passino i mille giorni entro i quali - promessa del premier - anche l`Italia uscirà dal Medioevo e si doterà di una legge sui diritti civili, gli unici che ne parlano, addirittura organizzando «Un Congresso delle Libertà civili» ( si apre venerdì a Roma ), sono quegli ostinati dell`Associazione Luca Coscioni capitanati da Marco Cappato. Pongono una questione politica: è possibile ottenere un dibattito «aperto e senza vincoli di maggioranza» per affrontare «almeno qualcuna delle grandi questioni dette eticamente sensibili»? Autodeterminazione sull`inizio e fine vita, fecondazione, aborto, eutanasia, libertà di ricerca scientifica. Perché questi temi sono stati finora «derubricati dall`agenda governativa e parlamentare», facendoci guadagnare i primi posti fra gli Stati illiberali? Al capo del governo, l`invito di Cappato: «Venga al nostro Congresso...». 

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Al Congresso dell'Associazione Coscioni cerchiamo studiosi non solo creativi, ma anche coraggiosi

Mer, 17/09/2014 - 10:56
Al Congresso dell'Associazione Coscioni cerchiamo studiosi non solo creativi, ma anche coraggiosiLa Stampa Tutto Scienze17 Set 2014Cappato, Corbellini, De LucaLaicità

L’XI Congresso dell’Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica, che si terrà all’Hotel Radisson (via Turati 171) dal 19 al 21 settembre, ha per tema portante le “libertà civili”. Non semplicemente i “diritti civili”. A voler dire che anche in l’Italia si dovrebbe entrare in una fase evolutiva della politica in cui diventi importante e strategica un’azione per limitare gli interventi del governo e della politica nella vita dei cittadini e del Paese. La sfida è di ottenere il rispetto delle libertà fondamentali riconosciute dalla Costituzione, piuttosto che chiedere alle istituzioni politiche di sancire normativamente dei diritti che definiscano nel dettaglio i comportamenti ammessi.

 S’è visto con la riforma del Senato, discussa e votata finora solo dallo stesso Senato, con la vicenda della fecondazione eterologa o con il caso Stamina, ma anche negli interventi legislativi su materie economiche o relativi alla giustizia e alla scuola. La mentalità dei partiti italiani rimane istintivamente paternalistica, e prevale l’idea che per affrontare la crisi quasi terminale in cui si dibatte il Paese si debba dare più potere al governo e alle burocrazie statali.

 

 Ora, se un tale potere fosse esercitato per sviluppare anche in Italia un’idea avanzata di politica basata sui fatti (evidence based policy, come la chiamano gli anglofoni), se ne potrebbe discutere. Siccome, però, l’evidence based policy limiterebbe di molto, e in modo benefico per tutti, i poteri del governo, vincolando le decisioni a criteri empirici e controlli, non è a questa politica che sta pensando la nuova generazione che arriva al potere.

 

 L’Associazione Luca Coscioni si batte da oltre dieci anni per difendere la libertà di ricerca, in modo particolare quella scientifica, dalle interferenze ideologiche e religiose, ritenendo si possa qualificare tale libertà come un diritto fondamentale nelle società liberaldemocratiche. Ma se fino a oggi aveva senso rivendicarlo come un diritto, dato che la legislazione veniva usata per conculcare tale libertà, a danno dei singoli cittadini e del Paese, di fatto qualcosa sta cambiando. Lo smantellamanto di leggi proibizionistiche o le pressioni sociali per interventi politico-legislativi che rispondano a qualche aspettativa particolare induce i partiti a volersi impicciare di questioni e scelte che chiaramente dovrebbero essere lasciate all’esercizio delle libertà civile. Senza bisogno che il papà/governo introduca regole inutili, costose o al limite dannose.

 

 Da quando esiste, l’Associazione Luca Coscioni ha condotto sul piano politico quelle battaglia per la libertà di ricerca, soprattutto scientifica, che nel resto del mondo civile fanno parte della mission delle società scientifiche, delle associazioni di malati o di fondazioni private che investono profitti industriali (piuttosto che finanziari). Se la legge 40 sulla fecondazione assistita è stata disintegrata per quanto riguarda i divieti relativi alla buona pratica clinica, lo si deve all’impegno con cui l’attuale Segretario, Filomena Gallo, ha portato alla luce l’architettura inconstituzionale della legge. Se è stata evitata, provvisoriamente e a scadenza, una legge sulla sperimentazione animale che avrebbe aggiunto assurde proibizioni alle buone regole europee, lo si deve anche al fatto che l’Associazione Luca Coscioni ha impostato sul piano politico una battaglia che la comunità scientifica stava perdendo proprio per non aver compreso la natura ‘politica’ del problema. Si possono fare diversi altri esempi, dagli ogm alla valutazione della qualità della ricerca e dei ricercatori, senza trascurare la questione bioetica del fine vita e il lavoro capillare per l’applicazione nei fatti dei diritti dei disabili, oltre alle iniziative del Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica, frequentato da accademici e da specialisti internazionali.

 

 

Tra le ragioni per cui numerosi scienziati, pur apprezzando il lavoro della Coscioni, si sono tenuti a distanza dal farsi coinvolgere, associandosi o partecipando ai lavori dei congressi nazionali e di quello mondiale, vi è l’idea che l’approccio sia troppo politicizzato. E’ un’idea sbagliata se si pensa di potere risolvere una qualunque questione controversa (inclusa la libertà di ricerca scientifica) senza passare per la politica. Ed è una scusa se nasconde l’aspettativa che le forze politiche ufficiali possano mai decidere di occuparsi di questi problemi, nel quadro della congiuntura o della palude che il Paese sta attraversando da almeno trent’anni. Bisogna essere ingenui, o ancora malati di ideologia, per credere che esista una politica fatta dall’alto, che si possa mai far carico delle sfide e dei valori insiti nelle battaglie per la libertà di ricerca.

 

In realtà, l’Associazione Luca Coscioni è anche l’unico spazio in Italia e in Europa, collegato alla politica, di discussione intellettuale per affrontare questioni che riguardano anche il ruolo della scienza e dei suoi metodi, nella progettazione dell’architettura costituzionale e nel funzionamento delle democrazie liberali.

 

 

Malgrado gli sforzi politici perpetrati sul suolo peninsulare almeno dai tempi di Galileo Galilei di contrastare culturalmente il potenziale liberatorio della scienza e del metodo scientifico, sopravvive in Italia un’effervescenza culturale che rende gli scienziati indigeni ancora competitivi, per qualità individuali, sul piano internazionale. Se queste qualità si esprimessero attivamente nel corso del prossimo congresso dell’Associazione Luca Coscioni, si potrebbe forse far sentire davvero il peso culturale e politico della comunità scientifica anche in Italia. E in questo modo si avrebbero superiori chance di non avere tra due anni il divieto in Italia della sperimentazione animale, di non avere altri casi Stamina, di non vedere sistematicamente inquinate dall politica e dall’ideologia la pratica clinica della fecondazione assistita, di non vedere umiliate la ragionevolezza e la liberà d’impresa in relazione alla ricerca sugli ogm e alla loro coltivazione o commercializzazione, di non rimanere uno dei ultimi Paesi occidentali che conculca libertà fondamentali nelle fasi terminali della vita, di non vedere realizzati all’insegna dell’improvvisazione e dell’insipienza gli interventi per valutare e premiare la qualità della ricerca, ma soprattutto quelli per promuovere la qualità dell’istruzione. E’, infatti, indispensabile e urgente formare cittadini, nativi o acquisti, capaci di apprezzare ed esercitare uno spettro di libertà civili che grazie alla scienza e alla ricerca si va rapidamente allargando. Altrimenti ai nostri figli consegneremo un paese senza futuro.

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Diritti civili: invito a Renzi a nostro XI congresso per impedire affossamento delle libertà civili

Mar, 16/09/2014 - 17:21
Diritti civili: invito a Renzi a nostro XI congresso per impedire affossamento delle libertà civiliMarco Cappato16 Set 2014Politica

Dichiarazione di Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni E' necessario chiarire se l'assenza di impegni concreti ed immediati su fronte delle libertà civili da parte di Matteo Renzi e del suo Governo sia dovuta ad una precisa volontà di insabbiare i temi delle libertà civili - autodeterminazione sull'inizio e fine vita, fecondazione, aborto, eutanasia, libertà di ricerca scientifica - lasciando l'Italia come fanalino di coda dell'Europa o se almeno si intende investire il parlamento di un dibattito aperto e senza vincoli di maggioranza per affrontare almeno qualcuna di questa grandi questioni,  che altri chiamano "eticamente sensibili", in base a una definizione che riteniamo necessario superare.  Rinnoviamo pertanto l'invito a Matteo Renzi a partecipare al nostro XI Congresso. Il titolo dell’incontro di quest’anno è appunto 'il Congresso delle libertà civili' : il Congresso propone di far entrare il nostro Paese in una fase evolutiva della politica, in cui diventi importante e strategica un’azione per limitare gli interventi dello Stato nella vita dei cittadini e del Paese. E’ la rinascita di una nuova laicità, messa in discussione e in pericolo da leggi proibizioniste che limitano la libertà dei cittadini nelle loro scelte sulla vita, dall’inizio alla fine.  L'incontro di Renzi di pochi giorni fa con i Vescovi italiani avrebbe segnato -a detta dei più- la fine della stagione dei "temi etici". Lo stesso Papa Francesco aveva invitato la Chiesa a liberarsi di quella "ossessione". Se fosse così, ne saremmo compiaciuti. Ma non possiamo non constatare, se anche fossero davvero passate quella stagione e quell'ossessione, che le leggi sono rimaste. Far finta che non sia così solo perché non se ne parla è un'illusione, o un inganno. PROGRAMMA PREANNUNCI DI PARTECIPAZIONE Il Congresso, a cui hanno preannunciato la presenza numerosi scienziati e politici di ogni schieramento (sottosegretario agli Affari Esteri Benedetto DELLA VEDOVA, del Sottosegretario alla Difesa, On. Domenico ROSSI, dei parlamentari Pippo CIVATI, Davide FARAONE, Gennaro MIGLIORE, Pia LOCATELLI, Sergio LO GIUDICE, Marisa NICCHI, Stefania PRESTIGIACOMO, Michele RAGOSTA, Andrea VECCHIO, Roberto GIACHETTI, vice presidente della Camera, Emilia Grazia DE BIASI,  presidente della 12ª Commissione permanente (Igiene e sanita') presso il Senato, Luigi MANCONI, Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani presso il Senato), e che sarà aperto dall’intervento del Ministro Giannini e da quello del Presidente del CNR Nicolais,  si pone dunque l'obiettivo  di creare un tavolo di discussione con i parlamentari che vogliano occuparsi di libertà e diritti civili -derubricati dall'agenda governativa e parlamentare- e di porre il metodo scientifico come strumento delle decisioni politiche, in quanto basato sull'evidenza della realtà contro idee preconcette, fondamentalisti astratti, leggi illiberali. 

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Eutanasia: 31 parlamentari con M. Welby per chiedere calendarizzazione. Boldrini e i capigruppo si facciano vivi

Mar, 16/09/2014 - 16:38
Eutanasia: 31 parlamentari con M. Welby per chiedere calendarizzazione. Boldrini e i capigruppo si facciano viviCappato, Mainardi16 Set 2014Eutanasia

Dichiarazione di Marco Cappato e Matteo Mainardi a nome dell'Associazione Luca Coscioni e del Comitato per l'Eutanasia legale 

Roma-Milano, 16 settembre 2014 

Si è creato un primo gruppo di Parlamentari che hanno colto l'occasione delle nostre manifestazioni in decine di piazze italiane e della maratona di 20 ore davanti a Montecitorio di Mina Welby e altri militanti per chiedere la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare per l'eutanasia legale.

Gli on. Aris Prodani e Lorenzo Battista (M5S), già firmatari della proposta di legge di iniziativa popolare, hanno ribadito il loro sostegno all'iniziativa. L'on. Tamara Blazina (PD) ha sottolineato la necessità di avviare una discussione nel paese e ha dichiarato che si impegnerà personalmente, con l'aiuto dei colleghi parlamentari favorevoli, a trovare iniziative specifiche atte a portare in votazione la proposta di legge. Il sen. Sergio Lo Giudice (PD), già cofirmatario di un disegno di legge in tal senso, partecipando al walk-around di Roma ha dichiarato ai microfoni di Radio Radicale: "Mentre il Parlamento latita sul tema, l'eutanasia clandestina, il suicidio violento o l'emigrazione sono le uniche alternative per chi desidera decidere come e quando più opportunamente spegnersi". Favorevole anche il Sottosegretario di Stato al MAE on. Benedetto Della Vedova (Scelta Civica) che, partecipando all'iniziativa di Roma, ha dichiarato: “Penso che sulle questioni bioetiche occorra sempre dare prova di realismo e di ragionevolezza. La ragionevolezza oggi vuole che il Parlamento tolga la testa dalla sabbia e affronti apertamente un tema, quello di una regolamentazione giuridica rigorosa delle scelte di fine vita, che in tutti i paesi avanzati è ormai diventato centrale nella discussione pubblica”. Del parere contrario il sen. Francesco Russo (PD) che esprime “netta contrarietà ad ogni ipotesi che possa introdurre nella legislazione italiana l'eutanasia” ma riconosce “quanto sia importante che anche il dibattito politico se ne faccia carico”. Così come l'on. Massimiliano Fedriga (Lega Nord) che dichiara “non sono favorevole a legalizzare l’eutanasia nel nostro Paese” ma “riguardo la vostra richiesta sono favorevole affinché tutte le proposte di legge d’iniziativa popolare debbano essere discusse in Parlamento, la vostra esattamente come le altre 31 presentate tra Camera e Senato”.

Forti delle 67.000 firme certificate e autenticate che abbiamo depositato in Parlamento e delle altre 20.000 raccolte su www.eutanasialegale.it sulla proposta di legge di iniziativa popolare, e delle oltre 230.000 firme raccolte con Change.org in sostegno alle richieste di Mina Welby, torniamo a rivolgerci alla Presidente della Camera Laura Boldrini così come ai presidenti delle Commissioni competenti, Donatella Ferranti e PierPaolo Vargiu e ai capigruppo, per chiedere loro di attivarsi per far rispettare la Costituzione, il popolo e il Parlamento stesso calendarizzando la proposta di legge popolare prevista dall'articolo 71 della Carta costituzionale.

Categorie: Radicali

Rocco Berardo a Teleroma 56 per discutere di eterologa

Mar, 16/09/2014 - 16:22
Fecondazione eterologa

In studio con lui Olimpia Tarsia per parlare di eterologa.

Data: Martedì, 16 Settembre, 2014 - 19:15 to 19:45
Categorie: Radicali

All'attenzione del direttore di testata: parliamo ancora di libertà civili? All'XI Congresso Coscioni sì

Mar, 16/09/2014 - 16:14
All'attenzione del direttore di testata: parliamo ancora di libertà civili? All'XI Congresso Coscioni sìGallo, Cappato, Stella16 Set 2014Laicità

Gentile Direttore,

 

il 19-20-21 settembre è convocato a Roma, presso l’Hotel Radisson, in via Filippo Turati 171, l'XI Congresso dell'Associazione Luca Coscioni. Il titolo dell’incontro di quest’anno è 'il Congresso delle libertà civili': ci riferiamo a temi che altri chiamano "eticamente sensibili", in base a una definizione che riteniamo necessario superare, facendo riferimento alle libertà fondamentali sancite dalla costituzione e andando oltre lo stesso concetto di “diritti civili”.  L’Italia, infatti, è rimasta tra i pochi Paesi europei dove Parlamento e Governo non discutono di libertà civili e trascurano la ricerca scientifica. 

Il Congresso propone di far entrare il nostro Paese in una fase evolutiva della politica, in cui diventi importante e strategica un’azione per limitare gli interventi dello Stato nella vita dei cittadini e del Paese. E’ la rinascita di una nuova laicità, messa in discussione e in pericolo da leggi proibizioniste che limitano la libertà dei cittadini nelle loro scelte sulla vita, dall’inizio alla fine. 

L'incontro di Renzi di pochi giorni fa con i Vescovi italiani avrebbe segnato -a detta dei più- la fine della stagione dei "temi etici". Lo stesso Papa Francesco aveva invitato la Chiesa a liberarsi di quella "ossessione". Se fosse così, ne saremmo compiaciuti. Ma non possiamo non constatare, se anche fossero davvero passate quella stagione e quell'ossessione, che le leggi sono rimaste. Far finta che non sia così solo perché non se ne parla è un'illusione, o un inganno.

Il Congresso, a cui hanno preannunciato la presenza numerosi scienziati e politici di ogni schieramento, e che sarà aperto dall’intervento del Ministro Giannini e da quello del Presidente del CNR Nicolais,  si pone dunque l'obiettivo  di creare un tavolo di discussione con i parlamentari che vogliano occuparsi di libertà e diritti civili -derubricati dall'agenda governativa e parlamentare- e di porre il metodo scientifico come strumento delle decisioni politiche, in quanto basato sull'evidenza della realtà contro idee preconcette, fondamentalisti astratti, leggi illiberali.

L’Associazione Luca Coscioni si batte da oltre dieci anni per difendere la libertà di ricerca, in modo particolare quella scientifica, dalle interferenze ideologiche e religiose, ritenendo si possa qualificare tale libertà come un diritto fondamentale nelle società liberaldemocratiche.

 

Le saremo molto grati se, in considerazione della rilevanza della iniziativa, vorrà far seguire i lavori del Congresso dalla Sua redazione di Roma o da un Suo inviato, che sarebbe gradito ospite. Restiamo a disposizione per ogni ulteriore informazione.

La ringraziamo per l’attenzione

 

Con i più cordiali saluti,

Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni

Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni

Valentina Stella, responsabile ufficio stampa Associazione Luca Coscioni

 

http://www.associazionelucacoscioni.it/landing/programma-logistica-come-prenotare

 

0668979330 valeangelastella@gmail.com

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Filomena Gallo a Bianco e Nero su Rai radio 1

Mar, 16/09/2014 - 15:46
Fecondazione eterologa

Confronto con Assuntina Morresi sull'eterologa. 

Data: Martedì, 16 Settembre, 2014 - 18:15 to 18:45Città: Radio 1
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Eterologa/Lazio: aspettiamo elenco centri e rendicontazione

Mar, 16/09/2014 - 15:01
Eterologa/Lazio: aspettiamo elenco centri e rendicontazioneFilomena Gallo16 Set 2014

Dichiarazione dell’avv. Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni soggetto costituente del Partito radicale

 

Finalmente un primo atto sulla fecondazione medicalmente assistita anche nel Lazio. La Giunta regionale del Lazio ha approvato la delibera con cui si definiscono le regole per l'erogazione delle prestazioni di fecondazione medicalmente assistita nei centri della Regione Lazio.

Finalmente la Regione si mette in regola, proprio partendo dall’eterologa .

Finalmente finisce l’anomalia tutta laziale: ricordiamo infatti che dal 2004 ad oggi i centri di Fecondazione medicalmente assistita nel Lazio hanno chiesto le necessarie autorizzazioni regionali ma Marrazzo prima e la Polverini dopo non hanno mai effettuato le attività previste dalla legge 40- autorizzazione e rendicontazione dei fondi sulla PMA . Nella scorsa legislatura, i consiglieri regionali radicali Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita avevano presentato interrogazioni urgenti sull'immobilità della Regione che non procedeva alle autorizzazioni ai centri a Renata Polverini, senza mai ricevere una risposta. La paradossale situazione in cui erano costretti gli operatori della fecondazione assistita del Lazio emergeva chiaramente andando sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità, nella sezione "Registro Nazionale Procreazione Medicalmente Assistita", in cui, selezionando la regione Lazio, appariva in sovraimpressione la situazione di mancata autorizzazione - unica in Italia - delle strutture laziali.

Aspettiamo di sapere l’elenco dei centri che sia pubblico sul sito del Registro Nazionale PMA (ISS) e la rendicontazione in base ai fondi previsti dalla legge 40.

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Eterologa a pagamento anche nel pubblico. Il caso della Lombardia.

Mar, 16/09/2014 - 12:37
Eterologa a pagamento anche nel pubblico. Il caso della Lombardia.D di Repubblica16 Set 2014Sara FicocelliFecondazione eterologa

"E' una scelta politica' ha detto il vice governatore e assessore alla Salute della Regione Lombardia, Mario Mantovani. "È una delibera rigorosa per evitare abusi", ha aggiunto il governatore regionale Roberto Maroni. Fatto sta che la settimana scorsa, per la Lombardia, si è conclusa a suon di fulmini e saette, sotto un cielo da bufera per lo meno dalle parti del Pirellone: la giunta guidata da Maroni ha infatti deliberato che la fecondazione eterologa sarà sì effettuabile, ma solo a pagamento. La prestazione sarà cioè interamente a carico dei richiedenti e verrà concessa solo alle coppie sterili e infertili. "Le tariffe saranno stabilite con una delibera successiva", ha confermato Mantovani.

A confermare che la fecondazione eterologa non sarà nei Lea, i livelli essenziali di assistenza coperti dai ticket sanitari, è stato via Twitter lo stesso Maroni che ha parlato di una delibera "rigorosa, per evitare abusi e aperta solo alle coppie sterili". Precisando che la fecondazione eterologa "non sarà nei Lea senza una legge nazionale". “Da 15 anni il fronte clericale della politica italiana ha scelto la fecondazione assistita come fronte privilegiato per imporre una visione della vita e della famiglia che nega qualsiasi spazio alla libertà e responsabilità individuale", commenta il Radicale Marco Cappato, da sempre in prima linea sulla questione. "I clericali - vaticani o italiani che siano - non sopportano il fatto che le scelte famigliari, sessuali e riproduttive non siano più indissolubilmente legate le une alle altre, ma possono essere considerate in modo autonomo”.

COS’È E A CHI SERVE
Ma di che parliamo, esattamente, quando parliamo di eterologa? “Per eterologa – spiega Andrea Borini, Presidente della Società Italiana Preservazione Fertilità (sifes.it)- si intende una fecondazione assistita utilizzando ovociti o spermatozoi donati. Uno strumento che si rende necessario quando un componente della coppia, o entrambi, soffrono di una sterilità assoluta”.
Due sono infatti i motivi principali che possono spingere una coppia a far ricorso all’eterologa; uno medico, dato dall’assoluta sterilità per mancanza di gameti, e uno "sociale", dato dal ritardo nella ricerca di prole, in quanto, dopo i 44/45 anni, la fertilità della donna è praticamente ridotta a zero. “Poi ci possono essere coppie in cui un componente è portatore di una malattia genetica e non vuole sottoporsi ad un trattamento con diagnosi preimpianto. Questi sono trattamenti a più bassa possibilità di successo e con costi molto elevati”, precisa Borini.

UNA PROCEDURA LECITA
In Italia la fecondazione con donazione di gameti è oggi permessa dalla legge 40, la Corte costituzionale ha eliminato, l'aprile scorso, l'articolo che vietava l'applicazione di tecniche di fecondazione eterologa. "I giudici della Corte - spiega l'avvocato Filomena Gallo, patrocinante di fronte alle giurisdizioni superiori, docente di Legislazione ed etica nelle biotecnologie in campo umano presso l'Università di Teramo e segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica - hanno chiarito che tale divieto non aveva fondamento costituzionale e che discriminava le coppie sterili perché, pur potendo accedere alla fecondazione medicalmente assistita come le coppie infertili, non potevano ricevere l'applicazione dell'unica tecnica che desse loro una possibilità di gravidanza. Inoltre i giudici hanno precisato che la cancellazione del divieto non ha creato vuoto normativo perché la legge 40, al capo III, prevede le garanzie per i soggetti coinvolti: la coppia non può disconoscere il nato, il nato è figlio legittimo della coppia e il donatore non acquisisce alcun rapporto giuridico con i nati. Anche la normativa per i profili scientifici è completa, infatti in Italia sono rispettati e in vigore le norma comunitarie su sicurezza garanzia e tracciabilità di cellule, gameti e embrioni. Quindi quadro normativo di tutela e garanzia completo". Rimangono inoltre nella legge in vigore il divieto di commercializzazione di gameti e embrioni, e i requisiti necessari per accedere alle tecniche.

UNA QUESTIONE COMPLESSA
Nel nostro Paese la procedura è dunque perfettamente lecita, “anche se solo in coppie di sesso diverso, sposate o conviventi e solo in donne in età potenzialmente fertile (non oltre i 50 anni)” precisa Guido Ragni, presidente della Fondazione per la Ricerca sulla Inferilità di Coppia.
A livello scientifico, l'ultima novità, dovuta soprattutto al merito dei ricercatori italiani, sta nella possibilità di congelare gli ovociti, creando vere e proprie “banche” così come si è sempre fatto per gli spermatozoi. “Prima la donazione degli ovociti poteva esseere eseguita solo "a fresco", e con notevoli difficoltà organizzative”, aggiunge Ragni. A livello legislativo, invece, la novità sta nel fatto di poterla effettuare, oggi, anche negli ospedali pubblici (prima del 2004 non era così).

“In Italia – spiega Eleonora Porcu, medico ginecologo responsabile della struttura semplice di Infertilità e Procreazione Medicalmente Assistita del Policlinico Universitario S. Orsola-Malpighi, Università di Bologna - la Corte Costituzionale ha stabilito chiaramente che la donazione di seme e di ovuli debba essere gratuita. Il problema è e sarà trovare donatori e donatrici che regalino i propri gameti disinteressatamente, per altruismo, come gesto oblativo, contrariamente a quanto avviene all'Estero, dove l'eterologa è eminentemente governata dal commercio. Il mio pensiero è che in Italia l'eterologa potrà essere fatta solo ad opera e per scelta dei cittadini, non dai medici, perché regalare i propri gameti è un'operazione antropologica, non sanitaria”.

“Ormai vari centri pubblici e privati si stanno organizzando per poter mettere in pratica tali metodiche", spiega Marco Filicori, presidente del Gruppo GynePro (www.gynepro.it). "Sarà però necessario reclutare donatrici di ovociti e donatori di spermatozoi, un processo che presumibilmente richiederà come minimo alcuni mesi. Alcuni centri italiani procederanno già da ora, utilizzando ovociti donati da pazienti che si sono sottoposte a tecniche di procreazione medicalmente assistita, e che rinunciano ai loro ovociti congelati nel corso della terapia (egg sharing), ma questo approccio è associato a un ridotto tasso di successi”.

“L'eterologa in Italia (cosi come in altri Paesi) è controversa perché questa tecnica è considerata non una semplice procedura medica ma è legata a una delicata questione morale ed etica, su cui diversi gruppi politici e religiosi hanno opinioni contrastanti. Personalmente – conclude Filicori - ritengo che noi medici dovremmo astenerci dal giudicare le motivazioni che portano i pazienti a richiedere queste tecniche, ma semplicemente assicurarci che esse vengano applicate secondo le leggi vigenti e garantendone sicurezza ed efficacia”.

LA SITUAZIONE ALL’ESTERO
In quasi tutti i Paesi europei la procedura è permessa, con alcune differenze riguardo lo stato delle coppie (sesso uguale o diverso) e l'anonimato (presente o assente) dei donatori. Ci sono alcune nazioni, come la Germania, l'Austria e la Svizzera, che ad esempio ammettono la donazione degli spermatozoi ma non quella degli ovociti, e altri dove già da tempo è permessa l'eterologa sia per spermatozoi che per ovociti, come Spagna, Repubblica Ceca e Grecia.
In particolare, in Austria è ammessa sia la fecondazione artificiale tra coppie sposate o conviventi sia quella eterologa per sterilità maschile. In Francia la legge del 1994 stabilisce che solo le coppie sposate o conviventi da almeno due anni possano accedere all'inseminazione artificiale ed è ammessa l'inseminazione artificale con donatore solo quando la procreazione assistita all'interno della coppia non abbia avuto successo. In Germania la legge del 1990 ammette l'inseminazione omologa e eterologa solo per le coppie sposate e la fecondazione in vitro è ammessa solo se omologa. InGran Bretagna la legge del 1990 consente sia l'inseminazione omologa che eterologa a coppie sposate o conviventi e a donne singole. In Norvegia possono accedere all'inseminazione artificiale solo le coppie sposate o conviventi in maniera stabile e l'inseminazione eterologa è ammessa solo quando il marito o il convivente della donna sia sterile o se si è in presenza di una malattia ereditaria. In Spagna l'accesso all'inseminazione artificiale, sia omologa che eterologa, è consentito alle coppie sposate e ai conviventi. In Svezia è ammessa l'inseminazione omologa e eterologa per le coppie sposate o conviventi.

…E NELLE REGIONI ITALIANE
In Italia, come già accennato, la fecondazione eterologa è diventata legale da aprile 2014 in seguito alla sentenza 162 della Corte Costituzionale. Nell’ambito della conferenza Stato-Regioni del 3.09.2014 è stato fatto un accordo, sottoscritto da tutte le Regioni, riguardo le linee guida nelle modalità di esecuzione dell’eterologa: età della ricevente e dei donatori/trici, tipo di anonimato dei donatori, numero di figli dallo stesso donatore/trice, esami di selezione dei donatori/trici, compatibilità delle principali caratteristiche fenotipiche tra donatore e ricevente.
Per quanto riguarda invece gli aspetti finanziari, le Regioni stanno andando in ordine sparso, erogandola, nelle strutture pubbliche, con modalità assolutamente diverse: dal ticket (500 euro) della Toscana al completamente a pagamento (3000 euro circa) della Lombardia, alla totale gratuità dell’Emilia Romagna (che prevede 3 cicli a carico del Servizio Sanitario Regionale), passando per tickets diversi da Regione a Regione (da 30 a 500, 600, 1700 euro). Ad esempio in Veneto si pagano 30 euro, in Sicilia 1700 e in Liguria in base al reddito.
Tutto questo è possibile poiché il ministero della Salute non vuole inserire la fecondazione eterologa nei Livelli Essenziali di Assistenza. Se così fosse, infatti, tutte le Regione avrebbero l’obbligo di erogare la procedura con la stessa modalità economica.

“La decisione della Lombardia di erogare l’eterologa a totale carico della coppia
 (da 600 a 3000 euro a seconda se i gameti donati sono maschili o femminili) - continua Ragni ha fatto molto scalpore per due motivi: il primo motivo è che è in netta contraddizione con il comportamento tenuto per la fecondazione omologa, rispetto alla quale la Lombardia esegue, in maniera completamente gratuita, circa il 25% di tutti i cicli italiani, con una valorizzazione molto generosa (circa 3800 euro/ciclo) che non ha uguale in nessun’altra Regione nostrana. Il secondo è che la decisione è assolutamente e chiaramente in contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale, la quale ha tolto il divieto all’eterologa per eliminare la discriminazione economica tra chi poteva andare all'estero e chi no, per mancanza di soldi”.

LEGGI LA TESTIMONIANZA
"La mia storia di poliabortività: nata fertile, ho perso tanti figli lungo il cammino e sono diventata infertile. A questo punto la mia strada è quella della procreazione medicalmente assistita, ma gli ostacoli sono moltissimi.... CONTINUA A LEGGERE

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Raccolta firme petizione per predisporre il PEBA a Torino

Mar, 16/09/2014 - 12:23
Barriere architettoniche

Cara amica, caro amico.

Ci preme informarti che venerdì scorso abbiamo iniziato l’iter presso il Comune di Torino per la presentazione di una petizione comunale per richiedere al sindaco Piero Fassino di predisporre il Piano per l’eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), per garantire la piena accessibilità a tutti i cittadini di tutti gli edifici pubblici e degli spazi urbani. L’istituzione del PEBA in ogni Comune era ed è previsto dalla legge n. 41 del 1986 (sic), mai attuata; sulla mancata predisposizione dei PEBA è in corso un’iniziativa nazionale dell’Associazione Luca Coscioni:

http://www.associazionelucacoscioni.it/campagna/barriere-architettoniche

Per presentare la petizione comunale servono almeno 300 firme di cittadini residenti a Torino, da raccogliere su un apposito modulo fornito dagli uffici comunali. Non serve la presenza di un autenticatore; chiunque può raccogliere i dati e le firme presso amici, parenti, colleghi.

Puoi firmare la petizione, puoi ritirare uno o più moduli di raccolta firme per allargare la raccolta allo

STAND DELL’ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI

e dell’ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA

nell’ambito della manifestazione “LAICI IN PIAZZA”

DOMENICA 21 SETTEMBRE 2014

dalle ore 15:00 alle ore 19:00

TORINO, Via Cesare Battisti n. 7 (vicino a Piazza Carignano)

Dacci una mano per garantire a tutti e a ciascuno il fondamentale diritto a una città accessibile!

Se non riesci a venire domenica al nostro stand, puoi richiedere il modulo di raccolta firme direttamente a Giulio Manfredi (manfredi61@hotmail.com - 348/5335305).

Data: Domenica, 21 Settembre, 2014 - 15:00 to 19:00Città: TorinoIndirizzo: Via Cesare Battisti,7 (vicino a Piazza Carignano)Organizzatore: Associazione Luca Coscioni, Associazione Radicale Adelaide Aglietta
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Torino: aiutaci a raccogliere le firme su una petizione per predisporre il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche

Mar, 16/09/2014 - 12:18
Torino: aiutaci a raccogliere le firme su una petizione per predisporre il Piano di Eliminazione delle Barriere ArchitettonicheGiulio Manfredi, Alessandro Frezzato16 Set 2014Barriere architettoniche

Cara amica, caro amico.

Ci preme informarti che venerdì scorso abbiamo iniziato l’iter presso il Comune di Torino per la presentazione di una petizione comunale per richiedere al sindaco Piero Fassino di predisporre il Piano per l’eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), per garantire la piena accessibilità a tutti i cittadini di tutti gli edifici pubblici e degli spazi urbani. L’istituzione del PEBA in ogni Comune era ed è previsto dalla legge n. 41 del 1986 (sic), mai attuata; sulla mancata predisposizione dei PEBA è in corso un’iniziativa nazionale dell’Associazione Luca Coscioni:

http://www.associazionelucacoscioni.it/campagna/barriere-architettoniche

Per presentare la petizione comunale servono almeno 300 firme di cittadini residenti a Torino, da raccogliere su un apposito modulo fornito dagli uffici comunali. Non serve la presenza di un autenticatore; chiunque può raccogliere i dati e le firme presso amici, parenti, colleghi.

Puoi firmare la petizione, puoi ritirare uno o più moduli di raccolta firme per allargare la raccolta allo

STAND DELL’ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI

e dell’ASSOCIAZIONE RADICALE ADELAIDE AGLIETTA

nell’ambito della manifestazione “LAICI IN PIAZZA”

DOMENICA 21 SETTEMBRE 2014

dalle ore 15:00 alle ore 19:00

TORINO, Via Cesare Battisti n. 7 (vicino a Piazza Carignano)

Dacci una mano per garantire a tutti e a ciascuno il fondamentale diritto a una città accessibile!

Se non riesci a venire domenica al nostro stand, puoi richiedere il modulo di raccolta firme direttamente a Giulio Manfredi (manfredi61@hotmail.com - 348/5335305).

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Filomena Gallo interviene a Uno Mattina

Mar, 16/09/2014 - 10:03
Nomenclatore tariffario

Mercoledì 17 settembre alle ore 8:44 il Segretario dell'Associazione Luca Coscioni sarà ospite del programma di Uno Mattina, condotto da Francesca Fialdini.

Argomento della puntata: mancato aggiornamento del nomenclatore tariffario 

Data: Mercoledì, 17 Settembre, 2014 - 08:44Città: Rai UnoOrganizzatore: Rai Uno
Categorie: Radicali

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