Luca Coscioni

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5 fra le molte ragioni per “sfiduciare” il ministro Lorenzin

Gio, 12/05/2016 - 13:04
5 fra le molte ragioni per “sfiduciare” il ministro LorenzinL'espresso9 Mag 2016Carlo TroiloSanità

Nelle ultime due settimane ho trovato sui giornali queste cinque notizie. Non bastano perché un parlamentare dell'opposizione presenti una mozione di sfiducia per il ministro della sanità Lorenzin, che perde tempo tentando di fare introdurre un assurdo “reato universale di utero in affitto”?

1) Fino a quando si potrà abortire in Italia? - E’ sconcertante leggere l’intervista al “Sole 24 Ore Sanità” di Silvia Agatone, presidente della associazione di ginecologi che si battono per l’applicazione della legge 194: quando andremo in pensione noi ginecologici che pratichiamo l’IVD, il diritto all’aborto sarà messo seriamente in forse e si tornerà in pieno (come sta già avvenendo) alla pratica degli aborti clandestini, molto più pericolosi per le donne. Eppure basterebbero misure semplici e di buon senso, come riservare nei concorsi il 50% dei posti a medici che non si dichiarino obiettori oppure organizzare le cose in modo che almeno un ospedale per provincia assicuri l’effettuazione dell’aborto entro 90 giorni.

2) Pazzi in libertà - Due leggi (del 2012 e del 2014) decretarono la chiusura degli OPG (Ospedali Psichiatrica Giudiziari) ed il trasferimento dei loro ospiti nelle REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza). Poiché poche regioni hanno dato vita alle REMS, i giudici sono costretti a lasciare in libertà dei malati che sono “socialmente pericolosi”. Così rischiamo di essere aggrediti da un ospite di un OPG abbandonato a se stesso perché (è un caso reale) “glielo ha ordinato un extraterrestre dal suo disco volante”. Possibile che lo Stato – dopo aver irresponsabilmente ceduto la Sanità alle regioni – non sia in grado di costringerle ad applicare le leggi o di sanzionare le inadempienze? Chi se la sente di denunciare il ministro della sanità?

3) La lotteria della fecondazione eterologa
A due anni dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha abolito il divieto di fecondazione eterologa la situazione è questa: le regioni (salvo due o tre) stentano ad organizzarsi, i centri pubblici sono del tutto insufficienti, zero donatrici. Risultato: le coppie italiane sono per lo più costrette a pagare in centri privati o ad andare all’estero, alimentando il “turismo ricreativo”). Malgrado questa situazione, “Avvenire” si scandalizza perché centri specializzati spagnoli aprono in Italia sedi in cui ricorrere alla eterologa. Direbbe Bogart: “E’ l’Europa, bellezza”. Un altro zero in condotta per il ministro Lorenzin, che torva tempo solo per inventarsi il “reato universale di utero in affitto”.

4) Disabili senza ausili
Protesta l’Associazione Coscioni perché il Nomenclatore Tariffario delle protesi e degli ausili per i disabili sono fermi al 1999 (come se in un catalogo di PC o di telefonini fossimo fermi a quelli di 17 anni fa). La Lorenzin ha annunciato ripetutamente l’aggiornamento, ma continua a cincischiare. A questo link le osservazioni inviate al Ministro della Salute, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Repubblica.

5) Anziani dimenticati
Sono 2,5 milioni gli anziani non autosufficienti in Italia. Solo metà di loro riceve l’assegno di 500 euro al mese previsto dalle leggi, solo il 40% ottiene l’assistenza domiciliare. Ne fanno le spese i familiari che se ne occupano: tre milioni di cosiddetti “caregiver”. Da questo punto di vista siamo al 37° posto nella classifica mondiale, dopo – fra gli altri .- Messico e Polonia.

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Unioni civili: Oggi primo passo, continua battaglia per eguaglianza

Gio, 12/05/2016 - 10:31
Unioni civili: Oggi primo passo, continua battaglia per eguaglianza Riccardo Magi, Yuri Guaiana, Filomena Gallo11 Mag 2016Politica

Dichiarazione Congiunta di: Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, e Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, commentando la fase finale dell’iter parlamentare delle unioni civili. 

“Il voto di oggi segna solo un primo passo verso la conquista in Italia di diritti che in tanti altri paesi sono già storia: le unioni civili che usciranno dalla Camera dei deputati, infatti, sono lontane dall’essere la soluzione definitiva ai problemi delle coppie omosessuali e dei loro figli, esclusi dal provvedimento nel corso della bagarre al Senato. Non sono l’azione di riforma complessiva di un diritto di famiglia che da decenni non riflette più le esigenze di una società in mutamento. Oggi, quindi, siamo felici per le coppie che da troppo tempo aspettavano questo momento, già da domani saremo di nuovo al lavoro, anche con tutti gli strumenti giuridici a nostra disposizione, per una riforma della legge in senso egualitario. Continua la battaglia radicale per assicurare davvero pari diritti a tutti i cittadini.”

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Al Salone del Libro, gli eventi organizzati da Radio Radicale

Mer, 11/05/2016 - 17:40
Al Salone del Libro, gli eventi organizzati da Radio Radicale11 Mag 2016

Al XXIX Salone Internazionale del Libro, che si tiene a Torino presso il Lingotto Fiere, dal 12 al 16 maggio 2016, sono organizzati eventi a cura di Radio Radicale. Gli stessi verranno trasmessi in diretta audiovideo sul sito radioradicale.it

Scarica il pdf per leggere il programma, clicca sull'immagine. 

AllegatoDimensione ProgrammaRadioRadicalealSalonedelLibro DEF AGG (2) (1).pdf140.64 KB
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Mille buoni motivi per vincere il terrore dei vaccini

Mer, 11/05/2016 - 13:33
Mille buoni motivi per vincere il terrore dei vacciniLa Stampa11 Mag 2016Andrea Grignolio Sanità

Arriva un libro in materia di vaccini che si pone l'obiettivo di abbattere l’irrazionalismo di tanti genitori alla riscoperta della verità, oltre agli stereotipi e agli equivoci.

Per quale ragione, dopo due secoli di successo contro terribili malattie infettive, a partire dal 1980, i genitori appartenenti a democrazie avanzate, con un buon livello di istruzione e un discreto status economico-sociale - tutte caratteristiche che di solito sono correlate alla longevità e a un efficiente rapporto con le pratiche igienico-sanitarie - mostrano un atteggiamento irrazionale verso le vaccinazioni, rifiutandole e mettendo a rischio la vita dei propri figli?

Il libro

Questa domanda mi ha tormentato per anni - oltre ad avermi causato aspre discussioni con amici e conoscenti -, prima che mi decidessi a studiarne le cause e infine a dedicargli un libro: «Chi ha paura dei vaccini?» (Codice Edizioni), da domani nelle librerie. Nel cercare i dati e le ragioni del rifiuto vaccinale mi sono presto reso conto che si trattava di un problema estremamente articolato, perché, sfortunatamente, non aveva a che fare solo con le prove scientifiche che certificano la sicurezza e l’efficacia dei vaccini - altrimenti il problema sarebbe risolto da tempo -, ma con una serie di saperi differenti, tra loro sconnessi, come la storia della medicina, le strategie della comunicazione, la psicologia cognitiva ed evoluzionista, le neuroscienze, l’epidemiologia e le conoscenze demografiche sull’alfabetizzazione e gli stili di vita.

Se si sceglie uno solo di questi percorsi, ignorando gli altri, non si comprendono il recente calo delle vaccinazioni e il conseguente, drammatico ritorno delle malattie infettive come il morbillo, la meningite, la pertosse e la difterite. Il percorso che questa ricerca mi ha obbligato a fare procede a ritroso nel tempo, dalle cause prossime a quelle remote, ovvero evolutive, che qui tento brevemente di riassumere. Internet è uno strumento conoscitivo formidabile, l’ampiezza delle sue risorse e la sua libertà rappresentano non solo la forza ma anche la sua debolezza. Accanto a ricerche scientifiche affidabili è pieno di dati fasulli e di spazzatura complottista e, come suggeriscono molti dati, i genitori che si informano sul web sulle vaccinazioni pediatriche sono più influenzati dalle bufale, prima fra tutte quella che causino l’autismo, che dalle notizie vere sui loro benefici.

Tale eccesso informativo, ricco di contraddizioni e di rischi, colpisce i genitori delle società occidentali più avanzate, caratterizzati da un regime di fecondità bassa e tardiva, dunque biologicamente più esposti al rischio di malattie del nascituro e in una fase professionale ed esistenziale stressante e insoddisfacente: un contesto globale che favorisce le distorsioni percettive nella valutazione dei rischi nelle scelte medico-sanitarie cui sottoporre i propri figli e che induce i genitori a ridurre o evitare le situazioni ansiogene nelle comunicazioni con gli operatori sanitari.

Inoltre, questa fetta di popolazione è spesso orientata, per status culturale ed economico, verso un sano approccio salutista, che però è oggi dominato da una fallace ideologia naturista (in genere caratterizzata dal nutrizionismo biologico e dall’uso di trattamenti omeopatici o, in misura preoccupante, dagli insegnamenti antroposofici tipici delle scuole steineriane), che guarda alle vaccinazioni con sospetto o avversione. Si instaura, così, un sistema di credenze costantemente rinforzate e da meccanismi cognitivi che regolano la condivisione di quei valori politico-culturali che sovraintendono le dinamiche tribali e l’appartenenza a un gruppo sociale elitario a cui si desidera appartenere. A queste ragioni vanno aggiunti cambiamenti sociali radicali, come l’ indebolimento dell’autorevolezza del medico, dovuto a una malintesa interpretazione dell’autonomia del paziente. Una tempesta perfetta, che si abbatte sui pediatri, che si trovano davanti genitori sordi a ogni richiamo ai dati e al buon senso.

Le cause

Come risolvere, dunque, questa chiusura cognitiva che sta mettendo a rischio la salute pubblica di molti Paesi? Ricorrendo alla cause remote. L’incapacità di valutare il rischio, l’istinto per la protezione della prole e l’adesione tribale a valori e credenze del proprio gruppo sociale sono infatti lasciti «irrazionali», dovuti al passato evolutivo: adattamenti utili nella savana del Pleistocene, ma che sono oggi causa di distorsioni sistematiche del giudizio («bias»). Nelle conclusioni del libro vengono discusse alcune recenti ricerche che, basandosi su questi risultati delle neuroscienze e della psicologia evolutiva, hanno raggiunto effetti positivi con i genitori esitanti e con quelli radicalmente contrari alle vaccinazioni. Accanto a questi risultati ho pensato che fosse utile intrecciare un ampio racconto storico che tentasse di legare la storia della vaccinazione e dei movimenti antivaccinali con un’analisi dettagliata di tutti i principali dubbi che aleggiano sui vaccini. Seppur basato su dati scientifici, il libro ha un approccio storico e narrativo, perché è dedicato ai genitori e a chiunque desideri capire il ruolo dei vaccini nella società contemporanea

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Filomena Gallo parteciperà all'evento "Bioetica e progresso morale dell'Italia"

Mar, 10/05/2016 - 11:01
Bioetica

Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, parteciperà all'evento "Bioetica e progresso morale dell'Italia" presso la Sala di Santa Maria in Acquiro del Senato della Repubblica, durante la prima sessione.

Insieme a lei interverranno anche:

Paolo Bancale - Fondazione RELIGIONSFREE BANCALE

Segio Lo Giudice - Senatore Piergiorgio Donatelli - Prof. Ordinario di Filosofia Morale all'Università La Sapienza Maria Gigliola Toniollo -  CGIL Nazionale Nuovi Diritti Patrizia Borsellino -  Prof. Ordinario di Filosofia del Diritto all'Università Milano Bicocca Per leggere il programma completo CLICCA QUI Data: Lunedì, 13 Giugno, 2016 - 10:30 to 13:30Città: RomaIndirizzo: SALA S. MARIA IN ACQUIRO, P. CAPRANICA, 72 AllegatoDimensione Non credo - Bioetica e progresso morale dell_Italia-1.pdf286.37 KB
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Tolentino adotterà il PEBA (Piano eliminazione barriere architettoniche)

Lun, 09/05/2016 - 22:52
Barriere architettoniche

Data: Lunedì, 9 Maggio, 2016 - 22:42Città: TolentinoIndirizzo: Municipio di TolentinoOrganizzatore: Renato Biondini AllegatoDimensione Prot. 937.pdf271.51 KB allegato prot. 937.pdf321.3 KB
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Filomena Gallo, Marco Cappato, Gilberto Corbellini e Marco Perduca presenteranno "Fra Scienza e Politica" a Torino

Lun, 09/05/2016 - 14:33
Laicità

Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica soggetto costituente del Partito radicale 

Salone del Libro Torino - 13 maggio dalle ore 12 alle 13

Padiglione 2, J168 accanto alla Sala Azzurra


Presentazione di:

"Fra scienza e politica" 

Il difficile cammino della libertà di ricerca

 a cura di Marco Cappato

Carocci editore
Atti del Terzo incontro del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica

Associazione Luca Coscioni e Partito Radicale. 

Intervengono:
Filomena Gallo e  Marco Cappato rispettivamente Segretario e Tesoriere  dell' Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica
con
Marco Perduca, rappresentate del Partito Radicale all' ONU

Silvja Manzi, segretaria dell' associazione radicale Adelaide Aglietta Torino

Gilberto Corbellini, professore ordinario di storia della medicina Sapienza Università di Roma 

Clicca qui per il programma completo 

Data: Venerdì, 13 Maggio, 2016 - 12:00 to 13:00Città: TorinoIndirizzo: Salone del Libro, Padiglione 2, J168 accanto alla Sala Azzurra AllegatoDimensione Salone del Libro.pdf179.52 KB
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Senza animali non si fa ricerca

Lun, 09/05/2016 - 12:50
Senza animali non si fa ricercaIl Sole 24 Ore Domenica8 Mag 2016Michele De LucaSperimentazione animale

A fronte della recente notizia che l'Europa ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia, a causa di un'interpretazione troppo restrittiva della direttiva europea che regolamenta la cosiddetta «sperimentazione animale», Michele De Luca esprime con chiarezza e contezza le ragioni per cui la scienza non può in alcun modo progredire se non si dà possibilità agli scienziati di sperimentare su cavie animali. Non si parla di "vivisezione", attenzione! Come spiega benissimo il nostro Co-Presidente De Luca, la vivisezione è già vietata e le sperimentazioni animali non sono quelle messe all'indice dagli animalisti con immagini raccapriccianti di animali sottoposti alle peggiori torture. Qui si parla semplicemente della possibilità di fare sperimentazioni, con regole ben precise e delineate, su un esiguo numero di animali per garantire agli esseri umani la possibilità di curarsi, guarire da malattie indicibili, risparmiarsi sofferenze enormi. Si tratta di diritto alla salute, e alla cura.

Nessuno pretende di utilizzare animali in laboratorio indiscriminatamente e senza che ce ne sia strettamente bisogno, considerato che da molto tempo qualsiasi ricerca non può non tener conto del cosiddetto «principio delle 3R». Ovvero, ogni ricercatore deve cercare di: "Rimpiazzare" il modello animale con metodologie alternative, "Ridurre" il numero di animali utilizzati e "Rifinire", e quindi migliorare, le condizioni sperimentali a cui sono sottoposti gli animali. [...] 

Premesso che mi rifiuto di prendere in considerazione la possibilità di sperimentare direttamente sull'uomo farmaci che non abbiano già provati livelli di sicurezza, mi chiedo: a fronte di migliaia di roditori e altri piccoli animali che vengono soppressi dalle nostre amministrazioni comunali durante le campagne di disinfestazione e da noi cittadini stessi quando utilizziamo esche e altri accorgimenti per evitare di avere nelle nostre case sgraditi coinquilini, è più etico utilizzare animali per salvare migliaia di vite umane (come è stato fatto già prima del'9oo con i vaccini e nel secolo scorso con gli antibiotici e i farmaci salvavita che tutti noi oggi utilizziamo, animalisti compresi) o smettere di produrre farmaci e rinunciare a curare le malattie? 

Leggi l'articolo completo: CLICCA QUI

AllegatoDimensione Michele De Luca.pdf206.99 KB
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Registro Dat sospeso da mesi "Il sindaco chieda scusa"

Dom, 08/05/2016 - 22:07
Registro Dat sospeso da mesi "Il sindaco chieda scusa"La Nuova Venezia8 Mag 2016Mitia ChiarinTestamento biologico

"Complimenti a giunta e sindaco di Venezia. Da due mesi non sono in grado di rinnovare una convenzione. Di questo chieda scusa Brugnaro, lo chieda ai veneziani ai quali sta negando il diritto costituzionale all'autodeterminazione". Franco Fois della cellula Coscioni di Venezia torna a ricordare alla giunta comunale che il registro comunale delle Dat (dichiarazione anticipate di trattamento) è sospeso per il mancato rinnovo dell’intesa con l’ordine dei notai. Un rinnovo che invece è stato siglato dal Comune di Marcon, retto dal sindaco Follini. Senza risposta, finora, è rimasta l’interrogazione della consigliera Pd Monica Sambo e la protesta dell’onorevole Delia Murer, prima firmataria alla Camera di una proposta di legge sul fine vita. "Brugnaro non riconosce nessun dovere di attenzione alle oltre 400 dichiarazioni depositate. Non ne vede, oltre alla volontà di espressione personale, un indicatore del livello di interesse e partecipazione della città nell'affermazione dei diritti civili, in particolare su temi come il fine vita, che riguardano la collettività", denuncia la Cellula Coscioni di Venezia che poi conclude: "Sospettiamo vogliano dimenticare la questione, ma noi ci opporremo assieme ai veneziani, sempre attenti a questi temi".

datregistro comunale dei testamenti biologiciTestamento biologicovenezia
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Puglia: ok al regolamento per la cannabis terapeutica

Ven, 06/05/2016 - 15:25
Puglia: ok al regolamento per la cannabis terapeuticaIl Test - Salvagente6 Mag 2016Lorenzo MisuracaCannabis terapeutica

La Puglia approva il regolamento per l’approvvigionamento e l’utilizzo della “Cannabis terapeutica”. Sono undici le regioni italiane in cui i farmaci a base di tetracannabinolo sono accettati dal sistema sanitario pubblico come medicamenti per contrastare gli effetti di malattie croniche come la sclerosi multipla, il cancro e la sla. Ma non tutte hanno completato la normativa che renda l’utilizzo della cannabis terapeutica veramente accessibile a tutti i malati.  

La delibera approvata nei giorni scorsi a Bari, la n. 512, consente ai medici di base e agli specialisti di prescrivere farmaci a base di Thc per una categoria precisa di patologie.

Ma niente coltivazione in Italia e medici restii

La Puglia si conferma così all’avanguardia rispetto alla questione dei farmaci derivati da cannabinoidi, proseguendo la strada intrapresa nel 2014 dall’allora giunta guidata da Vendola. Rimangono però i problemi annosi legati al tema, come già raccontato dal Test Salvagente: a causa della scarsa conoscenza e di pregiudizi diffusi nei confronti di una pianta, la canapa, per lungo tempo descritta come stupefacente e nient’altro, si trovano pochi medici disposti a prescrivere i cannabinoidi. E soprattutto, in Italia è vietato coltivare cannabis, anche per scopi terapeutici.

Ci sono delle sperimentazioni in corso da parte dell’Istituto farmaceutico militare di Firenze e da parte del Cra di Rovigo, ma non esistono normative strutturate per creare una catena di distribuzione stabile e organizzata (i primi lotti da sperimentazione coltivati in Italia dovrebbero essere distribuiti quest’estate). Il risultato è che tutti i farmaci a base di thc, come il Bedrocan, vengono importati dall’Olanda, con costi finali che lievitano e finiscono per danneggiare le tasche del malato, quando il costo non è coperto dal sistema sanitario regionale, o le casse pubbliche, nelle regioni che coprono la spesa. Intanto, l’approvazione del regolamento in Puglia dovrebbe rendere meno farraginoso l’approvvigionamento per i pazienti di quella regione.

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Legalizziamo l'hashish e la marijuana - anche nelle Marche è iniziata la raccolta firme

Gio, 05/05/2016 - 23:43
Legalizziamo l'hashish e la marijuana - anche nelle Marche è iniziata la raccolta firmeRenato Biondini6 Mag 2016Cannabis terapeutica

 

Ancona, 6 maggio 2016 Comunicato  stampa

 Legalizziamo hashish e marijuana, anche nelle Marche è partita la raccolta firme

Ha preso il via il 20 aprile  la raccolta firme nazionale sulla proposta di legge di iniziativa popolare della campagna Legalizziamo! per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati come hashish e marijuana.

La proposta di legge popolare, promossa da Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni, con la collaborazione e il sostegno di Coalizione Italiana per le Libertà Civili e Democratiche, Forum Droghe, Antigone, La PianTiamo e di decine di grow shop/canapai italiani depenalizza il consumo e ne regolamenta la produzione e sua commercializzazione. I danni sociali, economici e giudiziari del proibizionismo sono sotto gli occhi di tutti, le droghe illegali sono diventate il terzo business più redditizio al mondo, dopo il cibo e l’energia, interamente controllato da organizzazioni criminali, è’ provato infatti che anche il terrorismo si finanzia con i proventi del narcotraffico. Serve un cambio di passo radicale nelle politiche sulle droghe e la scelta antiproibizionista è l’unica ragionevole, fondata su basi scientifiche e riscuote il consenso dell’opinione pubblica, secondo i dati della Direzione nazionale antimafia, un europeo su 4 ha fatto uso di droghe. La proposta di legge prevede:  l’auto-coltivazione libera fino a cinque piante, possibilità di associazione in cannabis social club non a fini di lucro,  la coltivazione e fini commerciali previa comunicazione alle autorità, la promozione ulteriore dell’accesso ai cannabinoidi medici ampliandolo chiaramente ai malati affetti da sintomatologie che rispondano  ai preparati, il controllo della produzione è affidato alla direzione generale sulle frodi agro-alimentari del Ministero delle politiche agricole e dal Comando carabinieri per la tutela della salute presso il Ministro della salute, vengono abolite tutte le sanzioni penali anche per l’uso personale di tutte le altre sostanze proibite e si introduce una norma volta alla scarcerazione di coloro che hanno subito una condanna relativa a condotte legalizzate con la proposta di legge.

 Con questa legge di iniziativa popolare chiediamo ai consumatori di cannabis di mobilitarsi, ma lo chiediamo anche a tutti i cittadini italiani perché arrivi un segnale chiaro e forte al legislatore, invitiamo in particolare i cittadini marchigiani a sottoscrivere questa proposta di legge d’iniziativa popolare recandosi negli appositi uffici comunali o collaborando con noi nella raccolta firme.

E’ scientificamente appurato che  l’hashish e marijuana, sono meno nocive di altre  droghe perfettamente legali come superalcolici e tabacco, perché allora non legalizzarle?  Ci sarebbero solo che vantaggi, nella situazione attuale invece chi ci guadagna sono solo le organizzazioni criminali che ne controllano e lucrano sul suo commercio.

 http://www.legalizziamo.it      http://www.associazionelucacoscioni.it/cellulaancona   

 https://www.facebook.com/cellulacoscioni.ancona

 cellulacoscioniancona@gmail.com       cell.  3396035387

 

 

 

  

 

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Ricerca: "Renzi, Maroni e Pisapia ascoltino l'appello di accademici per impedire che lo Human Technopole finisca come Formigoni-Daccò"

Gio, 05/05/2016 - 17:47
Ricerca: "Renzi, Maroni e Pisapia ascoltino l'appello di accademici per impedire che lo Human Technopole finisca come Formigoni-Daccò"Associazione Luca Coscioni5 Mag 2016Finanziamenti ricerca

Ass. Coscioni, Ricerca: "Renzi, Maroni e Pisapia ascoltino l'appello di accademici per impedire che lo Human Technopole finisca come Formigoni-Daccò"

Filomena Gallo "per questo mi candido per Cappato Sindaco"

Milano, 5 maggio 2016

Si è tenuta oggi la conferenza stampa di presentazione dell'appello di accademici per un bando internazionale sul progetto Human Technopole. I firmatari scrivono tra l'altro: "invitiamo i protagonisti a ripensare le strategie per la realizzazione del progetto, organizzando delle conferenze ristrette, alle quali invitare scienziati, tecnologi ed economisti della ricerca italiani e internazionali, esperti nello studio delle sfide della biomedicina e della nutrizione, per identificare obiettivi strategici di davvero alto profilo. A queste rapide conferenze, che potrebbero essere organizzate dalle università milanesi o dal CNR su mandato del Governo, dovrebbe seguire una conferenza pubblica durante la quale il Governo lancia un bando per la visione, le idee e le forme organizzative del progetto, affidando a una commissione internazionale la scelta del miglior progetto e della forma organizzativa più confacente al raggiungimento degli obiettivi. A valle del bando principale, dovrebbero partire i bandi per identificare ulteriori Enti coinvolti e coordinatori e per finanziare (sempre con modalità competitive) gli allestimenti dei laboratori e i progetti specifici volti al conseguimento di obiettivi conoscitivi e prodotti tecnologici innovativi, tali da rilanciare davvero la ricerca e l’economia del Paese e da proiettare Milano nella dimensione mondiale della scienza e dell’economia della conoscenza. Fondamentale stabilire chiari parametri di conflitto di interesse per cui chi siede nella commissione non può essere candidato. I primi firmatari sono: Filomena Gallo (Segretario Associazione Luca Coscioni), Marco Cappato(tesoriere Associazione Luca Coscioni), Gilberto Corbellini (Università degli Studi La Sapienza), Giulio Cossu (Human Stem Cell Biology presso UCL, Londra), Marcello Crivellini (Politecnico di Milano), Guido Favia (Università di Camerino), Silvia Clara Giliani (Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia), LuigiCampanella (Università la Sapienza), Maria Paola Bonacina (Università degli Studi di Verona), Isabella Zanella (Università degli Studi di Brescia), Isabella MariaGioia (Istituto di Radioastronomia), Antonio Pasini ( Università di Siena), EmmaVilla (Università di Pisa), Giovanni Troianiello (Università la Sapienza), Alessandro Cellerino (Principal Investigator, Bio@SNS, Scuola Normale Superiore Pisa), Francesca Cargnin (Ph.D Oregon Health & Science University), MassimoTommasini (Università Roma 3), Gregorio Siracusa (Università Roma Tor Vergata), Alessandro Fraldi (PhD Group Leader TIGEM - Telethon Institute of Genetics and Medicine), Andrea Laforgia (Università degli Studi Roma Tre), Giacomo Ghiringhelli (Politecnico di Milano), Marina Marini (Università di Bologna), Brunella Casalini (Università di Firenze), Elti Cattaruzza (Università Ca' Foscari, Venezia), Margherita D’Aprile (Università della Calabria), Laura Calzà(Università di Bologna), Stefania Masci (Università degli studi della Tuscia), PaoloBellavista (Università di Bologna), Umberto Bertazzoni (Università degli studi di Verona), Paolo Mazzarello (Università di Pavia), Adriana Ceci (Presidente Fondazione per la Ricerca Farmacologica), Gianni Benzi (Onlus Valenzano, Bari), Maria Carmela Latella (Università di Modena e Reggio Emilia), Fabio Marroni(Università di Udine), Lorenzo Blini (Università degli Studi Internazionali di Roma), Marta Piscitelli (ENEA), Claudia Caddeo (CNR-IOM Cagliari, Cittadella Universitaria), Giuseppe Ragona (Università la Sapienza), Icro Maremmani(Università di Pisa), Oronzina Botrugno (Istituto Europeo di Oncologia), MariaCollu (Università di Cagliari), Roberto Fanti (Università di Bologna), LauraGuazzone (Università La Sapienza), Francesco Oriolo (Università di Pisa), RosarioMuleo (Università della Tuscia), Lorenzo Freddi (Università di Udine), SilvanaMangiaracina (CNR - Istituto di Scienze Marine, ISMAR), Elona Cama (Università degli studi di Padova), Andrea Boggio (Bryant University , USA), Paola Paggi(Università La Sapienza), Giovanni Di Cosimo (Università di Macerata).

Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretario e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, hanno dichiarato "da oggi parte la raccolta di sottoscrizioni. Ci auguriamo che Renzi si metta all'ascolto della comunità scientifica. Nel frattempo, Maroni e Pisapia, nelle rispettive responsabilità sull'utilizzo delle aree, dovrebbero recepire questo appello e condizionare all'accoglimento delle richieste qui contenute il via libera alla realizzazione del progetto Human Technopole". 

"E' questo l'obiettivo principale che mi ha portato ad accettare la candidatura in fondo alla Lista "Federalisti, laici, ecologisti per Cappato Sindaco".

Il professor Marcello Crivellini ha aggiunto: “Il meccanismo opaco scelto per il finanziamento dello Human Technopole assomiglia pericolosamente al finanziamento ‘parallelo’ messo in piedi nella sanità lombarda dalla coppia Formigoni-Daccò. C’è dunque il pericolo concreto che anche per lo Human Technopole si inseriscano ‘facilitatori’ di finanziamento per favori amici e conniventi”.

L'appello può essere sottoscritto a questo LINK

Clicca qui per la RASSEGNA STAMPA dedicata

Categorie: Radicali

La lotta delle donne d’Irlanda, dove l’aborto è ancora tabù

Gio, 05/05/2016 - 16:49
La lotta delle donne d’Irlanda, dove l’aborto è ancora tabùCorriere della Sera5 Mag 2016Giulia SabellaAborto

Sono le tre di pomeriggio e in Henry Street, nel centro di Dublino, alcune attiviste raccolgono firme per estendere il diritto all’aborto in Irlanda e renderlo legale e accessibile in ogni circostanza. Alcune parlano con il megafono, altre distribuiscono volantini in quella che è una delle vie più frequentate della capitale irlandese. Fanno parte di Rosa (for Reproductive rights, against Oppression, Sexism and Austerity), organizzazione nata tre anni fa che si batte per il riconoscimento dei diritti delle donne. «Da quando sono qui ho ricevuto tre fuck off e una tizia mi ha preso un volantino e me l’ha strappato in faccia» racconta una di loro.

L’Irlanda ha una delle leggi più restrittive di tutta l’Unione Europea in materia d’aborto. L’interruzione di gravidanza è ammessa solo quando la vita della madre è in pericolo o c’è il rischio che la donna possa suicidarsi. Per tutti gli altri casi, compresi stupro, incesto e malformazioni fetali, l’aborto è illegale e punito con 14 anni di carcere. A queste donne resta quindi solo un’alternativa: andare ad abortire all’estero.

«Quando ero giovane, 25 anni fa, ho avuto delle amiche che sono andate in una clinica inglese – spiega Patrick, che ha appena firmato la petizione – Dobbiamo fare qualcosa per risolvere questo problema e lo dobbiamo fare ora, non tra 10 anni».

«Fino a due anni fa ero contraria – racconta Daisy, di appena vent’anni – poi ho cambiato idea. Non penso che avrò mai un aborto ma credo che le persone debbano essere libere di scegliere».

Da decenni è in corso una fuga silenziosa. Secondo i dati forniti dal ministero della Salute inglese, solo nel 2014 in Inghilterra e in Galles sono andate oltre 3 mila donne, quasi 162 mila dal 1980. Si tratta di dati che però non sono completi. L’organizzazione conteggia solo coloro che, quando vengono ricoverate, forniscono un indirizzo irlandese e non conta quelle che invece danno un recapito inglese. A queste andrebbero aggiunte le donne che si recano in altri Paesi, come l’Olanda e la Francia. Anche se non ci sono dati ufficiali, le associazioni pro-choice calcolano che ogni giorno circa 12 irlandesi vadano all’estero per interrompere la propria gravidanza. Ci sono poi coloro che ordinano online la pillola abortiva: nel 2014 ne sono state sequestrate 1.017 scatole, il doppio rispetto al 2013.

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Marchini contro la cannabis, i Radicali romani: "Ma che stai a dì?"

Gio, 05/05/2016 - 16:11
Marchini contro la cannabis, i Radicali romani: "Ma che stai a dì?"Repubblica4 Mag 2016Cannabis terapeutica

Alfio, ma che stai a dì?”. I Radicali scendono in campo contro le dichiarazioni di Alfio Marchini, che durante la trasmissione di La7 “Piazzapulita” si è schierato contro le droghe leggere:Anni fa mio figlio ha avuto un brutto incidente ed è caduto in coma – ha detto l’imprenditore candidato sindaco di Roma rispondendo a una domanda di Corrado Formigli – si è ripreso solo perché non si è mai fatto una canna”.

Riccardo Magi - segretario di Radicali italiani e capolista nella capitale della lista col nome del partito - e Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma, hanno poi dichiarato: “È un segno di irresponsabilità, grave per chi si presenta come fuori dagli schemi e con proposte ragionevoli. Ma sono anche un enorme favore alle associazioni criminali che traggono profitto dal narcotraffico e dalle politiche proibizioniste. Roma, come le altre grandi città italiane, ha dei quartieri-ghetto in cui la liberalizzazione di tutte le droghe è già realtà. Lo spaccio infatti è libero, a ogni ora del giorno e della notte, per chiunque: minori e adulti”.

Il discorso viene poi ampliato, toccando la questione economica: “Decenni di politiche repressive hanno causato enormi danni alla salute dei cittadini, alla giustizia e all'economia. Il mercato delle droghe è il terzo al mondo per fatturato, dopo quello alimentare e dell'energia. Solo in Europa vale 24 miliardi l'anno, di cui la parte più consistente è rappresentata proprio dalla cannabis. Se nell'Unione Europea venisse legalizzata si sottrarrebbero alla criminalità organizzata quasi 13 miliardi l'anno. Solo legalizzando si toglie mercato alle mafie e si proteggono i cittadini: nella nostra proposta, ad esempio, la vendita e il consumo sono vietate ai minorenni, inoltre non è possibile vendere cannabis nei pressi delle scuole e buona parte degli introiti sono reinvestiti in campagne per l'informazione su un uso consapevole. I cittadini si tutelano con regole certe e definite, non alimentando pregiudizi e falsi miti".

I Radicali, insieme all’associazione Luca Coscioni, stanno raccogliendo in tutta Italia le firme per una proposta di legge per la regolamentazione legale della cannabis e dei suoi derivati.

-> Firma anche tu la nostra proposta!!!! Trovi tutte le info su www.legalizziamo.it o scrivendo a info@legalizziamo.it <-

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Filomena Gallo interverrà al Salone del Libro di Torino

Gio, 05/05/2016 - 13:13
Fecondazione assistita

Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, interverrà al Salone del Libro di Torino insieme a Francesca Fornario (autrice de "La banda della culla") per presentare il libro di Maurizio Balistreri: "Il futuro della riproduzione umana".

Per vedere la locandina CLICCA QUI.

Data: Venerdì, 13 Maggio, 2016 - 13:00Città: TorinoIndirizzo: Salone del Libro, c/o Independent’s Corner AllegatoDimensione invito Balistreri Salone Torino.pdf370.39 KB
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Utero in affitto: no a crociate, ma una buona legge anche in Italia

Mer, 04/05/2016 - 19:08
Utero in affitto: no a crociate, ma una buona legge anche in ItaliaFilomena Gallo, Marco Cappato4 Mag 2016Gestazione per altri

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, e Marco Cappato Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e candidato a Sindaco di Milano 

La sentenza della Cassazione  dello scorso aprile mette fine alle polemiche su chi effettua la gravidanza per altri all'estero. Il Parlamento dunque non si imbarchi in crociate universali, scontrandosi con alcune delle più importanti democrazie liberali al mondo, e si dimostri invece all'altezza del suo ruolo di attivatore di libertà e diritti. 

Solo approvando anche in Italia una buona legge sulla gravidanza per altri sarà possibile tutelare davvero i diritti delle donne, dei minori e di tutti i cittadini.

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Presentazione di "Un vuoto dove passa ogni cosa" a cura di Antonella Soldo

Mer, 04/05/2016 - 19:02
Politica

Giovedì 12 maggio 2016, verrà presentato a Torino il libro curato da Antonella Soldo, consigliera generale dell'Associazione Luca Coscioni, "Un vuoto dove passa ogni cosa. Interventi, articoli, lettere e racconti di Mariateresa Di Lascia" (Edizioni dell'Asino).

La presentazione inizierà alle 20.30 presso la sede dell'Associazione radicale Adelaide Aglietta, in Via San Dalmazzo 9/bis/b a Torino.

Nell'occasione verranno anche raccolte le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis.

Data: Giovedì, 12 Maggio, 2016 - 20:30 to 22:30Città: TorinoIndirizzo: Via San Dalmazzo 9/bis/bOrganizzatore: Associazione radicale Adelaide Aglietta
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Antiproibizionismo e legalità

Mer, 04/05/2016 - 17:44
Antiproibizionismo e legalitàGazzetta di Parma4 Mag 2016Marco Maria FreddiPolitica

Egregio direttore,

in occasione della raccolta firme per la legalizzazione delle droghe leggere, finalmente si è aperto un dibattito in città. La battaglia contro tutti i proibizionismi è battaglia storica di Marco Pannella e dei Radicali fin dagli anni '60 e oggi è sotto gli occhi di tutti, ma proprio di tutti, che la politica del proibizionismo e della guerra alla droga è semplicemente fallita.

Nessuno, tantomeno i Radicali, lotta per la legalizzazione dei derivati della canapa indiana pensando che queste siano cose buone o che non abbiano alcun effetto nocivo ma perché qualsiasi sostanza, la Cannabis come tabacco e alcol, se consumata in un regime di illegalità produce danni infinitamente maggiori di quelli che produce se consumata in un regime legale e questo è il fondamento dell'antiproibizionismo.

Questo è l'antiproibizionismo, l'idea che un regime di legalità può affrontare con intelligenza comportamenti diffusi, il regime legale può ridurre l'affetto negativo che questi comportamenti diffusi hanno sul singolo e sull'intera collettività.

Ciò che deve essere messo al bando è il regime che Marco Pannella ha sempre definito di liberalizzazione illegale.

Quel regime, come oggi avviene ed è sempre avvenuto, che consente a chiunque di acquistare, in qualunque ora del giorno e della notte, in qualunque via o piazza o davanti a qualsiasi scuola, qualunque sostanza dalla rete degli esercizi commerciali illegali di sostanze.

In tutti, ma proprio in tutti, i Paesi che hanno legalizzato la marijuana, si è notato un sensibile calo di consumo, calcolato ovviamente anno su anno dall'inizio della legalizzazione! Esiste nel mondo una nuova consapevolezza, esiste nel mondo finalmente una linea di tendenza che va in questa direzione, l'Onu e la sessione del-l'Ungass che si è svolta dal 19 al 21 di aprile scorso ha aperto una discussione che fa breccia alle tre convenzioni in materia di droga che nulla dicono rispetto ai dati scientifici maturati negli anni e depositati presso l'OMS, ma che semplicemente dichiarano che è sbagliato e che fa male...

Scrivere ancora nel 2016 che la cannabis sia più nociva di alcol e tabacco è semplicemente essere disinformati o di guardare ai fenomeni in termini ideologici e non scientifici. Pura ipocrisia che alimenta mercati e traffici illeciti.

La marijuana fa male? Si, ma fa male ancora di più in termini sociali, giudiziari ed economici quando un fenomeno non è governato ed è gestito dalla criminalità.

La marijuana di Stato al pari del tabacco e alcool permetterebbe di attuare campagne educative, di dissuasione e di consumo consapevole riducendo i danni del folle proibizionismo che ci accompagna dal 1961.

L'ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI STA RACCOGLIENDO FIRME PER UNA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE FINALIZZATA A LEGALIZZARE LA CANNABIS. CLICCA QUI PER CERCARE IL PUNTO DI RACCOLTA FIRME PIU' VICINO A TE!

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Armistizio sulla droga, l`Onu è pronto?

Mer, 04/05/2016 - 14:48
Armistizio sulla droga, l`Onu è pronto?Il Manifesto4 Mag 2016Marco PerducaRicerca sulle droghe

Il Ministro Orlando è intervenuto UNGASS 2016 per sottolineare come l'approccio delle Nazioni Unite debba essere pragmatico e non demagogico. Nel documento finale, al quale hanno aderito diversi governi, viene promossa la depenalizzazione dell`uso personale, le alternative al carcere, la proporzionalità delle sanzioni, quindi una maggiore flessibilità sull'uso delle droghe.

Nel suo intervento davanti alla plenaria della sessione speciale dell`Assemblea generale sulle droghe, UNGASS, il Ministro Andrea Orlando ha affermato che l`approccio delle Nazioni Unite «deve essere pragmatico piuttosto che ideologico: orientato ai risultati e che incoraggi gli Stati a promuovere politiche pubbliche motivate dal criterio dell`efficacia piuttosto che dalla demagogia».

Niente di più condivisibile, ma niente che l`Italia avesse detto all`Onu negli ultimi anni. L`ideologia a cui fa riferimento Orlando è quella del proibizionismo che ritiene gli stupefacenti pericolosi e quindi da vietare, la demagogia è quella che divide la società in "drogati" e persone "normali" e vuole un "mondo libero dalla droga".

La Ungass dell`aprile scorso si è aperta con l`adozione della dichiarazione di chiusura, un forzatura procedurale che dimostra la frattura tra approcci nazionali e regionali e la scomparsa di un comune sentire. Per non rompere il consenso, e soprattutto il vaso di Pandora che lo contiene, il documento di 24 pagine, ordito da un ristretto gruppo di paesi, ha dovuto tener insieme vuoti proclami di politiche «integrate, olistiche e bilanciate» e timidi accenni a riforme necessarie.

Pur adottato all`unanimità, l`outcome document è stato criticato ufficialmente da molti paesi per la mancata denuncia dell`uso della pena di morte per reati connessi agli stupefacenti e l`assenza di attenzione a contesti in cui si affrontano i problemi nel tentativo di risolverli in base a evidenze scientifiche. Una riunione di così alto livello, dove si adottano le conclusioni in esordio, è sembrata un`offesa all`importanza delle Nazioni Unite ma ha anche segnato l`inizio di una fase storica di cambiamento.

Avendo chiuso il dibattito dopo due ore, la Ungass si è trasformata quindi nel più grande simposio sul "controllo mondiale delle droghe" che sia mai stato organizzato. L`unico paragrafo della dichiarazione che s`è affacciato sistematicamente nelle cinque tavole rotonde ufficiali e nelle decine di eventi organizzati ai piani inferiori del Palazzo di Vetro è stato quello relativo alla «flessibilità interpretativa» delle Convenzioni.

Nelle intenzioni dei governi che hanno acconsentito a un documento consensuale, giocoforza debole, c`era anche quella di sganciare l`implementazione dei tre documenti Onu da un`interpretazione prevalentemente punizionista. La flessibilità viene invocata per promuovere la depenalizzazione dell`uso personale, le alternative al carcere, la proporzionalità delle sanzioni, programmi di riduzione dei rischi e dei danni che includano anche la somministrazione delle sostanze sotto controllo medico, l`uso tradizionale o religioso di alcune piante, l`aumento della produzione di oppiacei. Insomma flessibilità è sinonimo di buon senso che però esclude la legalizzazione.

Quella del 2016 era una Ungass di passaggio verso una sessione che nel 2019 dovrà rivedere la dichiarazione politica del 2009. Il modo migliore per abbandonare i dogmi e la demagogia è quello di proporre risposte di governo per fenomeni reali e diffusi senza pretendere di cancellarli. L`ingresso dell`Italia tra i paesi che laicamente si pongono di fronte al controllo delle dipendenze e dei rischi e danni a loro connessi deve esser nutrito di fatti concreti.

La convocazione della VI Conferenza nazionale sulle droghe, assente dal calendario istituzionale dal 2009, è urgente: è quello il luogo istituzionale dove il Governo deve passare dalle parole ai fatti. Aspettiamo fiduciosi che le parole del Ministro Orlando si facciano strada nel Governo. PS Di questi temi si discuterà sabato mattina a Firenze (area San Salvi, palazzina 31, ore 10) in un incontro del Cartello di Genova promosso da Forum Droghe. 

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Human Technopole: lanciato il nostro appello "Evitare Fallimento"

Mer, 04/05/2016 - 14:23
Human Technopole: lanciato il nostro appello "Evitare Fallimento"Associazione Luca Coscioni4 Mag 2016Finanziamenti ricerca

Conferenza stampa con Filomena Gallo, Marcello Crivellini e Marco Cappato, 5 maggio ore 15, Largo La Foppa, presso il Gazebo della Lista "Radicali con Cappato"

Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

Milano, 4 maggio 2016 

Si terrà domani, giovedì 5 maggio alle ore 15 in Largo La Foppa (presso il Gazebo della Lista "Radicali con Cappato Sindaco") la conferenza stampa di presentazione dell'APPELLO PER UN BANDO INTERNAZIONALE SUL PROGETTO HUMAN TECHNOPOLE, sul quale da domani partirà la raccolta firme in particolare tra la comunità scientifica e non solo.

Interverranno:

Filomena GALLO, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni

Marcello CRIVELLINI, Professore del Politecnico di Milano e dirigente dell'Associazione Luca Coscioni

Marco CAPPATO, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e candidato a Sindaco di Milano 

L'appello inizia così:

"Il progetto Human Technopole è una formidabile occasione per Milano, e non deve andare persa. Ma è anche un rischio per l’immagine della città, se l’operazione non fosse condotta nei modi che sono consoni e indicati dalle esperienze di progetti analoghi di successo nel resto delle economie occidentali basate sulla conoscenza. Purtroppo, fino ad ora il Governo e il soggetto incaricato di scrivere il progetto hanno intrapreso strade che conducono nella direzione sbagliata, e che spostano la bilancia verso il rischio di fallimento. (...) ".

Prosegue poi con le proposte per invertire la rotta e rimettere "Human Technopole" sui binari della meritocrazia e dei migliori standard internazionali. Su tali proposte è richiesto anche un impegno di Regione e Comune, che hanno voce in capitolo attraverso Expo.


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