Luca Coscioni

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Ven, 15/05/2015 - 11:14
prova11111115 Mag 2015(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/sdk.js#xfbml=1&version=v2.3"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);}(document, 'script', 'facebook-jssdk'));

+++CONSULTA CANCELLA DIVIETO ACCESSO ALLA FECONDAZIONE ASSISTITA PER LE COPPIE FERTILI PORTATRICI DI PATOLOGIE...

Posted by Associazione Luca Coscioni on Giovedì 14 maggio 2015
Categorie: Radicali

Fecondazione, la Consulta boccia il divieto per le coppie con patologie

Ven, 15/05/2015 - 10:35
Fecondazione, la Consulta boccia il divieto per le coppie con patologieIl Messaggero15 Mag 2015Silvia BarocciFecondazione assistita

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ROMA - D’ora innanzi anche le coppie fertili portatrici di patologie genetiche potranno fare ricorso alla fecondazione assistita e, dunque, alla diagnosi pre-impianto. La Corte Costituzionale ha fatto cadere un altro divieto previsto dalla legge 40 dopo quello sulla produzione di non più di tre embrioni e, il più recente, sull’eterologa.

Nell’arco di dieci anni le norme del 2004 sono state svuotate dalla Consulta. Le motivazioni della decisione presa ieri in camera di consiglio si conosceranno solo tra qualche settimana, una volta depositate dal relatore Rosario Morelli. Dal fitto riserbo della Corte trapela che i 12 giudici presenti avrebbero votato a larghissima maggioranza, ma solo dopo avere a più riprese limato una bozza frutto di una discussione che si protraeva da un mese, da quando cioè gli avvocati Filomena Gallo e Angelo Baldini avevano sostenuto in udienza pubblica le ragioni di incostituzionalità di quel divieto.

In aula, quel giorno, c’erano anche Fabrizio e Valentina, Armando e Mariacristina, le cui storie lunghe e dolorose avevano indotto il Tribunale di Roma a portare la questione davanti alla Consulta. Per la prima coppia il problema è una malattia che produce una malformazione incompatibile con la vita (e per questo Valentina ha subito 5 aborti di cui 4 spontanei), per l'altra la patologia è la distrofia di Becker.

I PALETTI

Esulta Filomena Gallo, che è anche segretario dell’associazione Luca Coscioni: «ci aspettavamo una sentenza in tal senso, che rispettasse i diritti delle coppie che chiedono l'accesso ai trattamenti sanitari affinché siano rispettati diritto alla salute e principio di uguaglianza». Sono infatti migliaia le coppie che, se pur feritili, potranno fare ricorso alla fecondazione assistita. Ma, a quanto pare, la Consulta, nell’emettere una sentenza ”additiva” di illegittimità, avrebbe fissato due paletti ben precisi. Il primo: il divieto per le coppie fertili cade solo nel caso di patologie gravi già menzionate dall’art.6 della legge 194 in base al quale l’aborto è consentito anche oltre il terzo mese. Il secondo: l’accertamento della patologia dovrà essere effettuato solo da strutture pubbliche.

Noi non ci fermiamo. Il prossimo obiettivo è quello di smantellare il divieto di ricerca sugli embrioni. Aiutaci a raggiungere questo obiettivo iscrivendoti o donando un contributo libero all'Associazione Luca Coscioni. Lo puoi fare cliccando qui.

Categorie: Radicali

"Abbiamo già perso 6 figli per noi finisce un incubo"

Ven, 15/05/2015 - 10:29
"Abbiamo già perso 6 figli per noi finisce un incubo"La Repubblica15 Mag 2015Caterina PasoliniFecondazione assistita

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ROMA - «Per colpa di una legge ingiusta e di una malattia genetica ho perso sei figli. Questa sentenza è la fine di un incubo, è la certezza di sapere che comunque vada non dovrò più passare attraverso il dolore di aspettare con ansia un bambino e poi perderlo.

Valentina Magnanti, 29 anni, sposata con Fabrizio, quasi non ci crede che tutto sia cambiato grazie anche al loro ricorso, presentato con l'associazione Coscioni assieme ad altre coppie. Ora, con la voce felice ma segnata da anni di battaglie dolorose, ricorda il suo calvario. Comune a centinaia di migliaia di aspiranti genitori affetti in Italia da malattie genetiche trasmissibili — dall'anemia mediterranea alla distrofia muscolare — che per anni hanno lottato contro la legge 40.

Cosa cambia per voi?

«Finalmente non siamo più cittadini di serie B. La legge 40 prevedeva che potessero fare la fecondazione assistita, e di conseguenza la diagnosi pre-impianto, solo le coppie sterili. Quindi noi eravamo esclusi. Certo, io e Fabrizio siamo capaci di generare, io posso restare incinta ma ho un'altissima probabilità di trasmettere il male ai nostri figli. Malattie genetiche che spesso non danno speranza. Ma per lo stato italiano eravamo ugualmente liberi.

Eravate liberi?

«Avevo la libertà di restare incinta e di abortire al quinto mese una volta scoperto che la malattia genetica era stata trasmessa al feto. Me lo ricordo come uno strazio, praticamente un parto, mentre altre cinque volte è stata la natura a decidere, a farmi perdere il bambino quando ero incinta di pochi mesi. Si immagini il dolore, la sofferenza dopo aver tanto desiderato un figlio. Noi chiedevamo solo di essere come gli altri. di avere una possibilità. Quella che ti regala senza traumi la diagnosi pre-impianto: una volta creati gli embrioni si esaminano e si impiantano nell'utero solo quelli sani, con una possibilità di vita.

C'è chi parla di eugenetica 

Qui non si tratta di volere figli perfetti, qui si parla solo di mettere al mondo bambini che abbiano una possibilità di vita. E comunque non potete immaginare il senso di colpa.

Senso di colpa? 

Certo, ti senti colpevole, responsabile, all'interno della coppia, nei confronti del futuro neonato: sei tu che hai il male, sei tu che glielo trasmetti».

Difficile reggere per una coppia

«Se non hai un rapporto forte e stabile è difficile attraversare il continuo sali scendi di emozioni e paure che sono gli anni passati tra tentativi per restare incinta, sperando che quella volta la malattia non si presenti, e la delusione quando la gravidanza non va avanti perché la natura stessa decide.

Aveva pensato di andare all'estero?

Molti hanno attraversato il confine per fare la diagnosi pre-impianto, ma io non avevo i soldi e soprattutto trovavo inaccettabile essere considerata una cittadina di secondacategoria, senza diritti.

Accusa i politici? 

La legge l'hanno cambiata igiudici e noi coppie che abbiamo usato le nostre storie con gli avvocati per convincerli. Da parte dei politici che hanno fatto una legge assurda c'è stato invece un silenzio irreale sulleproteste, sul dolore di migliaiacti persone. E come se facessero le leggi non pensando che dietro ai codici ci sono degli esseri umani.

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La Consulta sui test preimpianto: "No al divieto per le coppie fertili"

Ven, 15/05/2015 - 10:21
La Consulta sui test preimpianto: "No al divieto per le coppie fertili"Corriere della Sera15 Mag 2015Margherita De BacFecondazione assistita

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ROMA - A un mese dall'udienza del 14 aprile, la Corte Costituzionale lascia trapelare notizie sulla sentenza attesa da migliaia di persone. È stata dichiarata illegittima la norma che vietava la diagnosi preimpianto sugli embrioni a coppie fertili, portatrici di malattie genetiche.

Si tratta di una tecnica di fecondazione artificiale: fra i frutti del concepimento ottenuti in provetta vengono impiantati nell'utero solo quelli senza alterazioni genetiche sperando nella nascita di bambini sani. Parliamo di patologie molto gravi, come la talassernia o la fibrosi cistica. Alcune di queste sono causa di disabilità. Per la legge 40 del 2004 sulla Procreazione medicalmente assistita è il colpo definitivo. Del vecchio impianto sopravvivono poche parti, tutti i divieti sono caduti con l'intervento di tribunali e Consulta. A cominciare, nel 2oo9, dal divieto di fecondare più di tre ovociti per evitare il congelamento degli embrioni in sovrannumero. Fino allo scorso anno con la pronuncia favorevole alla riammissione dell'eterologa, la metodica che richiede la donazione di gameti estranei ai genitori. Occorre aspettare il deposito delle motivazioni per capire in quali termini la Corte abbia accolto il dubbio di incostituzionalità.

I legali delle due coppie da cui erano partiti i ricorsi hanno insistito sul principio della discriminazione. Oggi la diagnosi preimpianto è permessa infatti solo alle coppie infertili che si sottopongono a fecondazione assistita. Da pochi mesi la composizione della Corte è cambiata. Nuovo presidente, Alessandro Criscuolo. Si è mormorato sul perché ci sia voluto tanto per alzare il sipario sulla pronuncia. Contrasti interni? La volontà di aspettare la fiducia all'italicum per non intralciare con temi eticamente sensibili il lavoro del governo Renzi? Ieri è circolata la voce secondo cui la Consulta sarebbe tornata a riunirsi per modificare, in senso restrittivo, una precedente decisione. Ma è anche vero che in queste settimane il lavoro è stato intenso, vedi il tema blocco delle pensioni. Per l'associazione Scienza e Vita «si apre una serie di interrogativi senza risposta, in primo luogo la mancanza di rispetto per tutte le vite umane. I disabili hanno minor valore?».

Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Coscioni, è una dei tre legali vincitori con Gianni Baldini e Angelo Calandrini: «Gioia e soddisfazione, ci aspettavamo un esito positivo. Diritto alla salute e principio di eguaglianza vanno rispettati». «Una bellissima notizia. La legge italiana è ingiusta», afferma la pd Emilia De Biasi, presidente Commissione Sanità del Senato.

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Fecondazione: commento del Dott. Luca Gianaroli dopo sentenza della Corte Costituzionale

Ven, 15/05/2015 - 09:23
Fecondazione: commento del Dott. Luca Gianaroli dopo sentenza della Corte CostituzionaleLuca Gianaroli15 Mag 2015Fecondazione assistita

Negli ultimi 10 anni insieme a tanti colleghi, pazienti, legali e comuni cittadini ci siamo opposti con tutte le nostre forze alle restrizioni assurde e discriminatorie imposte dalla legge 40. 

La sentenza odierna della Corte Costituzionale, cancella finalmente gli ultimi paletti, permettendo l’accesso alla Diagnosi Preimpianto anche alle coppie fertili affette da patologie genetiche. Questo segna la fine della discriminazione nell’accesso alle cure, permettendo a molte coppie che già soffrono per la loro particolare condizione di avere la possibilità di sottoporsi a un percorso diagnostico-terapeutico efficace e sicuro che può prevenire esperienze drammatiche come la IVG o la morte in età infantile del proprio bambino a causa di gravi patologie. 

Ancora una volta, come è accaduto in occasione delle precedenti sentenze relative alla Legge 40, i giudici si sono dimostrati più attenti ai diritti e alle necessità dei cittadini rispetto alle istituzioni politiche, che hanno sempre anteposto posizioni ideologiche talvolta anche molto discutibili e prive di fondamento medico-scientifico, al benessere e alla salute dei propri concittadini.

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+++Fecondazione: cade divieto per coppie fertili con patologie+++

Gio, 14/05/2015 - 21:55
+++Fecondazione: cade divieto per coppie fertili con patologie+++Ansa.it14 Mag 2015Fecondazione assistitaDiagnosi preimpianto

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Da un lancio Ansa.it

ROMA - Cade il divieto di accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche: la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità di questa norma della legge 40 e del divieto di accedere alla diagnosi pre-impianto.

"Esprimo gioia e soddisfazione: ci aspettavamo una sentenza in tal senso, che rispettasse i diritti delle coppie che chiedono l'accesso ai trattamenti sanitari affinché siano rispettati diritto alla salute e principio di uguaglianza". Lo dichiara Filomena Gallo, uno degli avvocati delle coppie coinvolte. "Ora - aggiunge - attendiamo le motivazioni della sentenza". 

Un anno fa la Corte Costituzionale ha ricevuto il ricorso per decidere sulla questione.

Le due giovani coppie da cui la causa ha preso le mosse, grazie al Tribunale di Roma che si e' appellato alla Consulta, hanno vissuto storie difficili: per una il problema e' una malattia che produce una malformazione incompatibile con la vita e per questo la donna ha subito 5 aborti di cui 4 spontanei. Per l'altra, la patologia e' la distrofia di Becker e anche qui c'e' stata un'interruzione di gravidanza. La legge in vigore, infatti, paradossalmente mette a rischio la salute della donna e la espone all'aborto.

In Italia sono oltre duemila l'anno le coppie fertili portatrici di malattie genetiche, dalla talassemia alla fibrosi cistica, che non possono accedere all'analisi che permetterebbe loro di avere un figlio sano a causa della legge 40. La stima e' stata presentata lo scorso febbraio durante il convegno 'The new era of Pgs application' organizzato a Roma dal centro di Pma Genera e Bioroma.

Nei giorni scorsi i membri del partito Radicale, Marco Pannella e Rita Bernardini, avevano ipotizzato che dietro questo ritardo nel prendere una decisione da parte della Consula potessero esserci ''giochi di palazzo: barricate clericali in trincea per far valere principi ideologici oppure il tentativo di non mettere in imbarazzo un Governo e un Parlamento indifferenti fino ad ora alle liberta' civili e al diritto alla salute dei cittadini''.

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Vittoria dei malati. Attendiamo comunicazione ufficiale dalla Corte

Gio, 14/05/2015 - 20:11
Vittoria dei malati. Attendiamo comunicazione ufficiale dalla CorteGallo, Baldini, Calandrini14 Mag 2015Fecondazione assistita

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Dichiarazione dell'avvocato Filomena Gallo (Segretario dell'Associazione Luca Coscioni) e degli avvocati Gianni Baldini e Angelo Calandrini*.

Enorme soddisfazione per la decisione della Corte Costituzionale di cancellare il divieto di accesso alla fecondazione assistita per le coppie fertili affette da patologia genetica. Apprendiamo la notizia dalle agenzie, ci riserviamo di entrare nel merito appena la Corte Costituzionale avrà emanato un comunicato stampa o pubblicato il dispositivo della sentenza.

Esprimiamo gioia insieme alle coppie che per tanti anni hanno solo desiderato avere un bambino sano ed evitare aborti.

Oggi è un giorno importante per tante famiglie. Questa era l'unica decisione che la Corte poteva prendere perché l'unica che equivale al rispetto di diritti fondamentali delle persone. Si tratta della 36esima decisione di tribunali, di cui tre della Corte Costituzionale, che hanno smantellato la legge 40 del 2004.

*I tre avvocati sono i legali di Maria Cristina Paoloni, Armando Catalano, Valentina Magnanti e Fabrizio Cipriani, soci dell'Associazione Luca Coscioni e portatori di patologie genetiche per cui il tribunale di Roma ha sollevato il dubbio di costituzionalità sulla legge 40 che vieta l'accesso alla procreazione assistita alle coppie fertili che hanno bisogno di eseguire indagini diagnostiche pre-impianto.

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Fecondazione: la Consulta si riunisce. Sarà la volta buona per la sentenza sulla legge 40 o ha ancora paura?

Gio, 14/05/2015 - 16:56
Fecondazione: la Consulta si riunisce. Sarà la volta buona per la sentenza sulla legge 40 o ha ancora paura?14 Mag 2015

Dichiarazione di Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni

Oggi la Corte Costituzionale tornerà a riunirsi in Camera di consiglio. Sarà finalmente pronta ad emettere la decisione sulla legittimità dell'esclusione delle persone fertili portatrici di malattie geneticamente trasmissibili dalla fecondazione assistita, come previsto dalla legge 40 del 2004?

Fino ad ora tutti trincerati dietro silenzi imbarazzati. Paura di qualcosa?

Le polemiche dopo la sentenza sulle pensioni rischiano di condizionare negativamente su una questione di natura totalmente diversa. Nel caso della legge 40, siamo di fronte a una palese discriminazione riconosciuta come tale anche dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo, e priva di conseguenze economiche.

Come ricordato dal Presidente emerito Giuseppe Tesauro in occasione dell'incontro da noi promosso alla vigilia dell'udienza della Corte, sottolineando l'incongruenza tra legittimità dell'aborto e illegittimità dell'accesso all'analisi genetica pre-impianto: "non c’è né spending review, né pareggio di bilancio da rispettare" -disse Tesauro - ma "un diritto che più nobile non c’è".

Oppure il contesto è condizionato dalle barricate ideologiche clericali - mai del tutto smantellate?

Tra i giudici c’è Marta Cartabia, apertamente schierata contro il referendum di abrogazione della legge 40 di dieci anni fa.

Ci auguriamo che i Giudici della Consulta sappiano resistere a ogni condizionamento ed affermare diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Ma, dopo un mese di attesa, non siamo tranquilli. Non sono tranquille le migliaia di coppie che hanno aspettato già tanto per tentare una gravidanza e ora sono lì a sperare che dei 12 giudici capiscano che loro pretendono solo di veder rispettato un diritto. 

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Milano Expo, «sì agli Ogm contro la povertà. Si parli di economia e fame»

Mer, 13/05/2015 - 11:34
Milano Expo, «sì agli Ogm contro la povertà. Si parli di economia e fame»Corriere della Sera13 Mag 2015Danilo TainoOgm

«All’Expo sarebbe meglio parlare di fame, piuttosto che di cibo». Secondo Amartya Sen, è positivo che la manifestazione milanese metta al centro del discorso l’alimentazione in un mondo sempre più popolato. E sul come farlo ha idee precise, che espone in questa intervista. Sen - 81 anni, premio Nobel per l’Economia nel 1998, indiano (bengalese per la precisione) - è uno dei maggiori pensatori sui temi dello sviluppo, della povertà, della giustizia, della democrazia. Insegna Economia e Filosofia a Harvard, tiene corsi al Trinity College di Cambridge e lezioni in mezzo mondo. Domani, a Milano, interverrà a un dibattito organizzato dal ministero degli Esteri.

In che senso, professore, la questione è la fame e non il cibo? 
«Nel mondo continua a esserci un problema di fame endemica: non forte abbastanza per uccidere ma forte abbastanza per indebolire le popolazioni, per debilitare i bambini e i giovani e deprimere la produttività economica delle persone. È una questione di fame ma non necessariamente di produzione di cibo. Il problema è la povertà: se non la si rimuove, ci saranno sempre fame e inedia. Si tratta di affrontare il problema economico: centrare l’attenzione sul cibo e non sulla fame è un limite». 
Nel senso che il cibo c’è? 
«Sì. La questione della produzione alimentare è ampiamente esagerata. Nei decenni, è cresciuta molto più della popolazione. E può crescere ancora. Ma il meccanismo attraverso cui ciò può avvenire è economico: devono aumentare i redditi delle popolazioni, per metterle in grado di comprare; ciò farebbe crescere i prezzi agricoli, darebbe reddito ai coltivatori e si andrebbe verso una produzione maggiore e più ricca. Non siamo di fronte a una crisi della produzione alimentare o all’impossibilità di avere cibo». 
Lei non sembra molto attratto dalla ridistribuzione, eppure nei Paesi ricchi c’è un grande spreco di cibo. 
«Nel mondo non vedo molte possibilità di ridistribuzione. C’è però spazio per la crescita economica». 
Lei passa molto tempo in India. Uno dei Paesi che ha battuto, se non la fame, almeno le carestie. 
«L’India è un esempio illuminante. Può produrre molto più cibo. Il problema è che non ha abbastanza mercato per farlo: i redditi di una parte della popolazione sono troppo bassi». 
C’è qualche lezione da trarre, oggi, dalla Green Revolution indiana degli anni Sessanta che ha eliminato le morti per fame? 
«Sì. Che se vuoi più cibo puoi averlo. L’applicazione di nuove tecnologie alla produzione agricola e la politica governativa di accumulare riserve crearono un circuito virtuoso. Ciò ha dimostrato che il limite non sta nella capacità di produrre». 

 

 

 

A proposito di tecnologie. Qual è la sua posizione sugli Ogm, gli Organismi geneticamente modificati? 
«È una discussione esagerata. Gli Ogm possono porre alcuni problemi, ma si tratta di eccezioni. Persino la Rivoluzione Verde indiana fu biotecnologica. Per esempio nel riso. Il riso racconta storie di enorme interesse, anche dal punto di vista di classe». 
In che senso? 
«Dal ‘500 in poi, fino a tutta la dominazione britannica, il lavoro di selezione sul riso in India fu dettato dalle classi dirigenti, con poca attenzione alla popolazione. Quindi si puntò più alla qualità che alla quantità. In Cina avvenne il contrario, si pensò più alla quantità. Il risultato è che oggi il riso di qualità Indica è più raffinato, i chicchi si staccano, non puoi mangiarlo con le mani. Quello di qualità Sinica è più compatto, colloso. Per dire che al fondo dell’alimentazione ci sono l’economia e la politica». 
Come giudica le posizioni anti Ogm di Vandana Shiva, la militante indiana che ha un ruolo di rilievo all’Expo? 
«La apprezzo per la sua preoccupazione riguardo al benessere degli altri. Ha ragione nell’invitare a stare attenti quando si aumentano le rese agricole attraverso gli Ogm, perché si possono creare problemi all’ambiente. Ma le conclusioni che ne trae, la sua opposizione alle nuove varietà non sono logiche, conseguenti. A creare problemi non sono le tecnologie ma la cattiva gestione del territorio. Possiamo benissimo combinare le nuove tecnologie con il rispetto della biodiversità. Se non vogliamo chiamarli Ogm, chiamiamoli nuove varietà». 

Cosa pensa del cosiddetto chilometro zero? 
«Dal punto di vista dell’economia, è un concetto che non so da dove venga. Certo, ogni sabato vado al farmer’s market, ci trovo prodotti buonissimi che i contadini portano direttamente. Ma non ho niente contro un buon pane fatto con grano canadese». 
Ecco, il commercio internazionale. Quanto è importante per battere la fame? 
«È di grande importanza. Produce la crescita economica necessaria alla creazione di benessere, come indicava Adam Smith. Adam Smith, però, diceva anche che l’altro elemento importante è lo sviluppo delle capacità umane. E qui ci sono cose che solo i governi possono fare, l’intervento sulla salute e sull’istruzione. Prendiamo gli esempi di Giappone, Taiwan, Singapore, Hong Kong e poi della Cina: lì, l’incontro di alfabetizzazione ed economia di mercato ha prodotto grandi successi». 
In Paesi anche molto poveri, però, i mercati locali si sono ampliati più grazie all’uso dei telefoni cellulari che non grazie alle scuole. 
«È straordinario cos’hanno fatto. Metà degli indiani non sa scrivere una frase compiuta e i cellulari li aiutano enormemente. Non puoi però fondare il futuro su quello: occorre che l’istruzione e la sanità arrivino a tutti. L’attuale governo indiano ha tagliato gli investimenti in questi settori, non capisce che lo sviluppo delle possibilità umane è un fattore determinante. Anche per affrontare il problema della fame». 

Il prossimo settembre, le Nazioni Unite decideranno i nuovi obiettivi dello Sviluppo, da raggiungere in 15 anni. Dopo gli obiettivi del Millennio lanciati nel 2000. Come li giudica? 
«Stabilire criteri quantitativi, ad esempio sulla riduzione della povertà o sull’educazione, ha incentivato molti Paesi a intervenire. Alcuni non hanno raggiunto gli obiettivi dati, ma non si può parlare di fallimento, perché sono stati fatti passi avanti sulle strade indicate. Per il futuro, però, c’è da introdurre qualcosa di importante: dal momento che gli obiettivi passati erano quantitativi, la democrazia e i diritti umani sono stati trascurati. I nuovi obiettivi dovrebbero fare loro spazio». 
Tornando all’Expo italiana, cosa ne pensa? 
«Che dovrebbe riconoscere e individuare bene il problema della fame. Cioè discutere di politica e di economia. E deve essere ambizioso, non deve sottovalutare la capacità d’influenza che l’Italia può avere nel mondo. È un Paese di grande rilievo potenziale: ospita il Vaticano con un Papa che, sulle questioni della povertà, onora il suo nome; a differenza di altri Paesi ricchi, non è visto come un potere coloniale e imperialista; non è nemmeno percepito come rigido nelle politiche economiche, a differenza della Germania o dell’Olanda. Per non parlare del rilievo che ancora oggi hanno nei Paesi in via di sviluppo figure come Gramsci o esperimenti cinematografici come il neorealismo. L’Italia ha la possibilità di influenzare il discorso politico globale. Non deve sottovalutarlo». 

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Filomena Gallo parteciperà al Convegno "Laicità - Vo cercando" a Cagliari

Mer, 13/05/2015 - 10:37
Laicità

Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, parteciperà al Convegno "Laicità - Vo cercando: per l'autodeterminazione delle persone nelle scelte procreative, matrimoniali e di fine vita" organizzato da CGIL Cagliari, CGIL Sarda e il settore Nuovi Diritti di CGIL.

Il convegno si svolgerà giovedì 18 maggio a Cagliari presso la Sala Anfiteatro dell'Assessorato alla Sanità, in via Roma 253.

Tra i partecipanti anche Laura Pisano (Presidente Associazione "Laltra Cicogna Onlus"), Gigliola Toniollo (responsabile Ufficio Nuovi Diritti Cgil nazionale), Persio Tincani e Anna Pintore (docenti e filosofi del diritto) e Silvia De Simone (famiglie Arcobaleno).

Per la locandina completa CLICCA QUI.

Data: Lunedì, 18 Maggio, 2015 - 15:00Città: CagliariIndirizzo: Via Roma, 253Organizzatore: CGIL Cagliari, CGIL Sarda e il settore Nuovi Diritti di CGIL AllegatoDimensione locandinadefinitiva.pdf228.49 KB
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Legge 40: polemica su pensioni rischia di condizionare la Consulta, ma è in causa un "diritto che più nobile non c'è"

Mar, 12/05/2015 - 15:53
Legge 40: polemica su pensioni rischia di condizionare la Consulta, ma è in causa un "diritto che più nobile non c'è" Marco Cappato, Pia Locatelli12 Mag 2015Diagnosi preimpiantoDichiarazione dell'on. Pia Locatelli e dell'on. Marco Cappato, a nome dell'Associazione Luca Coscioni   E' trascorso quasi un mese dall'udienza di discussione in Corte costituzionale sulla legittimità dell'esclusione delle persone fertili portatrici di malattie geneticamente trasmissibili dalla fecondazione assistita.   Il nostro timore è che le polemiche sulle conseguenze politiche della decisione della Consulta, scoppiate in conseguenza alla sentenza sulle pensioni, finiscano per condizionare negativamente su una questione di natura totalmente diversa.   Da una parte, infatti, si discute di un provvedimento con importanti ricadute economiche, rispetto al quale diverse soluzioni sarebbero state possibili, come notato oggi da Sabino Cassese sul Corriere della Sera.   Nel caso della legge 40, invece, siamo di fronte a una palese discriminazione riconosciuta come tale anche dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo.   Come ricordato dal Presidente emerito Giuseppe Tesauro in occasione dell'incontro da noi promosso alla vigilia dell'udienza della Corte, sottolineando l'incongruenza tra legittimità dell'aborto e illegittimità dell'accesso all'analisi genetica pre-impianto: "non c’è né spending review, né pareggio di bilancio da rispettare" -disse Tesauro - ma "un diritto che più nobile non c’è".   Ci auguriamo che i Giudici della Consulta sappiano resistere a ogni condizionamento ed affermare diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo."  
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Mina Welby: presentazione petizione al Consiglio regionale sul testamento biologico

Mar, 12/05/2015 - 14:45
Testamento biologico

La conferenza stampa si terrà venerdì 15 maggio, alle ore 12:30, presso la sede dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta (Torino, Via Botero n. 11/f). 

Interverranno: 

Mina Welby (co-presidente Associazione Luca Coscioni) 
Igor Boni  (presidente Associazione Aglietta) 
Giulio Manfredi (segretario Associazione Aglietta, primo firmatario petizione al Cons. Regionale) 
Flaviana Rizzi 
(Comitato di Coordinamento nazionale UAAR/Unione Atei Agnostici Razionalisti, seconda firmataria della petizione al Cons. Regionale)
Silvio Viale (consigliere comunale radicale/PD, Direzione Associazione Coscioni).

Oltre alla presentazione della petizione, promossa dall’Associazione Aglietta e dal Circolo UAAR di Torino, che ricalca la legge regionale approvata in Friuli Venezia Giulia lo scorso marzo, la conferenza stampa servirà anche a informare sulle iniziative in corso da parte dell’Associazione Coscioni per la ottenere che il Parlamento discuta finalmente la proposta di legge di iniziativa popolare “Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia”, presentata nel settembre 2013.

Data: Venerdì, 15 Maggio, 2015 - 12:30Città: TorinoIndirizzo: Via Botero 11/fOrganizzatore: Associazione radicale Adelaide Aglietta
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Colloqui per il progetto "Soccorso Civile di Informazione e Inchiesta 2014"

Mar, 12/05/2015 - 11:20
Colloqui per il progetto "Soccorso Civile di Informazione e Inchiesta 2014"Associazione Luca Coscioni12 Mag 2015LaicitàIn riferimento alle candidature per il progetto "Soccorso Civile di Informazione e Inchiesta 2014",  informiamo che terremo i colloqui nei giorni 25 e 29  maggio p.v. presso la sede dell'Associazione Luca Coscioni in Via di Torre Argentina 76- Roma.   I colloqui si terranno dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 17 così distribuiti:
25 maggio dalla lettera A alla lettera C dalle ore 9 alle ore 13
25 maggio dalla lettera D alla lettera L dalle ore 14 alle ore 17
29 maggio dalla lettera M alla lettera N dalle ore 9 alle ore 13
29 maggio dalla lettera O alla lettera Z dalle ore 14 alle ore 17
Nel caso in cui, per motivi di salute, non fosse possibile presentarsi al colloquio nei giorni 25 e 29 maggio sarà possibile recuperare, presentando un certificato medico, il giorno 30 maggio p.v. tra le ore 9 e le ore 13.
A questo Link  il progetto presentato dall'Associazione Luca Coscioni dove sarà possibile visionare anche la procedura selettiva.
Chiediamo di portare copia stampata del Cv e copia della patente.
 
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Fecondazione: dopo sentenza del Tar Veneto, il Ministro emani subito le linee guida

Lun, 11/05/2015 - 17:06
Fecondazione: dopo sentenza del Tar Veneto, il Ministro emani subito le linee guidaFilomena Gallo11 Mag 2015Fecondazione eterologa

Dichiarazione di Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, soggetto costituente del Partito radicale A pochi giorni dalla sentenza del Tar del Veneto che ha annullato la delibera della Giunta Regionale del Veneto che prevedeva il limite dei 43 anni per l'accesso alla tecnica eterologa nelle strutture pubbliche, a differenza dell'omologa a cui si può accedere con un'età superiore, chiediamo al Ministro della Salute l’immediato aggiornamento delle Linee Guida sulla legge 40/2004, che aboliscano il limite illegittimo dei 43 anni introdotto con le linee guida della conferenza stato regioni per l’accesso all’eterologa con pagamento di ticket nel pubblico e nel privato convenzionato: nessuno deve essere discriminato da un limite così arbitrario, non contemplato nella stessa legge 40, e che proprio il Ministro aveva considerato contrario con la legge 40 ma che di fatto non aveva visto atti conseguenti per correggere le indicazioni già fornite. Ricordo che tra non molto scadranno i termini per rispondere alla diffida dell’Associazione Luca Coscioni nei confronti del Ministero della Salute, nella persona del Ministro pro tempore, per non aver aggiornato le Linee Guida della legge 40 del 2004, come previsto dall’art. 7 della legge stessa che prevede: “1. Il Ministro della salute, avvalendosi dell'Istituto superiore di sanità, e previo parere del Consiglio superiore di sanità, definisce, con proprio decreto, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, linee guida contenenti l'indicazione delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita. 2. Le linee guida di cui al comma 1 sono vincolanti per tutte le strutture autorizzate. 3. Le linee guida sono aggiornate periodicamente, almeno ogni tre anni, in rapporto all'evoluzione tecnico-scientifica, con le medesime procedure di cui al comma 1.”. Se entro 90 giorni dalla notifica della diffida il ministero non agirà a norma di legge e quindi non emanerà nuove linee guida si procederà alla tutela dei diritti e degli interessi dei propri  associati dinanzi alle competenti autorità giudiziarie per l’affermazione di un obbligo in capo al Ministro Lorenzin che risulta disatteso, come con i precedenti Ministri Balduzzi e Fazio.  

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Sarebbe bello un legislatore che non lasciasse tutto in mano ai giudici

Lun, 11/05/2015 - 11:51
Sarebbe bello un legislatore che non lasciasse tutto in mano ai giudiciLeft9 Mag 2015Filomena GalloDiagnosi preimpianto

Mentre Left va in stampa la Corte Costituzionale ancora non ha deciso se il divieto di accesso alla fecondazione assistita alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche, previsto dalla legge 40 del 2004, sia incostituzionale.

È un ritardo legittimo, ma che lascia nell`ansia migliaia di coppie desiderose di avere un bambino non affetto dalla patologia genetica che potrebbero trasmettergli. Una soluzione più rapida ci sarebbe stata: un intervento immediato del Governo Renzi avrebbe potuto già cancellare gli ultimi divieti della legge 40. Ma non è arrivato.

Dopo aver varato la legge sul divorzio breve, il Governo dovrebbe affrettarsi a predisporre una serie di altri provvedimenti sui diritti civili. Potrebbe, tra l`altro, anche cancellare il divieto della legge 40 sull`utilizzo a fini scientifici degli embrioni non idonei per una gravidanza.

La legge 40 prevede all`art. 14 comma 5 che la coppia infertile o sterile possa chiedere di conoscere lo stato di salute dell`embrione, all`art. 6 prevede che siano fornite informazioni dettagliate alla coppia in ogni fase del trattamento medico, e all`articolo 13 che possano essere eseguite sull`embrione indagini cliniche diagnostiche.

Sembra tutto chiaro, no? Invece no, perché come sappiamo le coppie fertili sono escluse dall`accesso alla fecondazione e non possono chiedere di conoscere lo stato di salute dell`embrione e sono costrette una interruzione volontaria di gravidanza appena si scopre che il feto è malato.

Ma prevenire un aborto non sarebbe meglio che abortire? Per il legislatore, evidentemente, non è così, nonostante la giurisprudenza costituzionale abbia più volte affermato la preminenza della tutela della salute di colei che è già persona rispetto all`embrione. Il legislatore italiano preferisce che sia la Corte Costituzionale ad
affermare tale tutela, pur di non entrare in conflitto con chi è contrario a queste tecniche.

Neris e Alberto hanno scoperto di essere portatori di atrofia muscolare spinale, di tipo 1, acuto, con la nascita di Beatrice che muore per soffocamento a sei mesi, dopo una paralisi progressiva. Lottano ancora in tribunale per non trasmettere la patologia ad un figlio e lottano con l`associazione FamiglieSma affinché si trovino cure per patologie così gravi e chi è malato non sia lasciato solo.

Valentina e Fabrizio, sono anche loro portatori di una patologia genetica: quasi al quarto mese di gravidanza si evidenziano malformazioni nel feto incompatibili con la vita e così si va incontro al primo di quattro aborti.

Armando e Mariacristina sono devastati nel cuore come chi ha capito che, dopo una IVG, o provi con altre gravidanze naturali a rischio o sei costretto ad andare all`estero. Tutti loro hanno deciso di rivolgersi ai tribunali ed esigere il diritto alla libertà procreativi nel loro Paese. La Corte Europea dei Diritti dell`Uomo nel 2012 ha condannato l`Italia proprio per questo divieto perché lede il diritto ad una famiglia e alla scelta in materia terapeutica.

Invece qualcuno qui in Italia accusa queste coppie e chi le sostiene di eugenetica, di selezione del bimbo più bello, di voler uccidere il debole embrione. Nulla di più lontano dalla realtà e dal desiderio legittimo di non voler vedere un figlio soffrire o dover subire l`aborto di quell`embrione così ideologicamente difeso.

Cosa aspettarsi? Che il Parlamento e il Governo comincino ad occuparsi di queste questioni, senza lasciare tutto in mano ai giudici, fino ad ora determinanti per il ripristino delle tutele di tanti cittadini e l`accesso alle cure e alla maternità. Ma in attesa di un legislatore diverso, confidiamo nell`intervento dei giudici delle leggi.

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Cannabis terapeutica: Governo riveda decisione chiusura Centro di Rovigo, nel giro di un anno diverrà sostenibile

Lun, 11/05/2015 - 11:19
Cannabis terapeutica: Governo riveda decisione chiusura Centro di Rovigo, nel giro di un anno diverrà sostenibileMarco Perduca, già senatore Radicale11 Mag 2015Cannabis terapeutica

Dichiarazione di Marco Perduca, Rappresentante all'Onu del Partito
Radicale e membro della giunta dell'Associazione Luca Coscioni

Per applicare pienamente lo spirito, oltre che la lettera, delle
previsioni della spending review, occorre Il governo congeli la
decisione di chiudere il Centro di Ricerca per le Colture Industriali
di Rovigo in attesa della pubblicazione del documento del gruppo di
lavoro inter-ministeriale sui farmaci cannabinoidi.

Dal 2007 infatti in Italia esiste una legge che consente la prescrizione di prodotti sostituitivi di terapie derivanti dalla cannabis, si tratta di una legge quasi del tutto sconosciuta e, se possibile, osteggiata ma che invece, se pienamente applicata, consentirebbe la creazione di una domanda legale di sostanze tali per cui si consentirebbe la creazione di un significativo settore di mercato che garantirebbe vita e profitti a tutti i soggetti coinvolti e tra questi il Centro di
Rovigo. Per non parlare del rispetto del diritto alla salute di decine
di migliaia di persone.

Gli esperti del Ministero della salute e della Difesa hanno fissato in
80 piantine, selezionate per l'appunto dai ricercatori di Rovigo, la
quantità per far partire il progetto pilota di produzione della
cannabis terapeutica "made in Italy", una decisione tanto importante
quanto insufficiente a far fronte alle richieste nazionali - la sola
Rita Bernardini, segretaria di Radiali Italiani ne ha piantate 50 come
disobbedienza civile, anche per gli aspetti terapeutici.

Se dovessimo chiudere oggi un istituto che domani, in virtù delle competenze costruite in anni di ricerca, potrebbe tornar molto utile a
consolidare la produzione di cannabis medica made in Italy,
equivarrebbe a tagliare un investimento, non una spesa. Renzi ci
ripensi.

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La partita dei diritti

Lun, 11/05/2015 - 11:08
La partita dei dirittiRepubblica9 Mag 2015Stefano RodotàPolitica

Si annuncia una ripresa di attenzione per i diritti civili, che tuttavia non può essere considerata una partita a sé. Non è mai così quando si tratta di diritti. E questa volta, anzi, impone una riflessione che riguarda complessivamente la confusissima fase politica e istituzionale che stiamo attraversando.

Ai diritti e al loro riconoscimento (o concessione) si è molte volte guardato, e si continua a guardare, in un`ottica "compensativa". È molto eloquente, in questo senso, la storia dei totalitarismi del Novecento, che hanno del tutto cancellato i diritti politici, cercando di compensarli, appunto, con concessioni sul terreno economico. Ma, in sistemi democratici, proprio i diritti civili sono stati talvolta giocati contro i diritti sociali.

Ora, in Italia, si sta delineando una situazione più complessa. Si sono manifestate riduzioni dei diritti sociali, alle quali se ne stanno aggiungendo alcune riguardanti i diritti politici. La dichiarazione di incostituzionalità del Porcellum, infatti, aveva il suo fondamento in una inammissibile riduzione dei diritti dei cittadini per quanto riguarda la rappresentanza, un rischio che accompagna anche la nuova legge elettorale.

Per discutere correttamente di questi problemi, bisogna ricordare la critica alla divisione dei diritti in diverse categorie o generazioni, che rispecchia la vicenda storica del progressivo allargarsi dell`area dei diritti, ma non può divenire un criterio per stabilire una gerarchia tra i diritti riconosciuti, con il trasparente o addirittura dichiarato obiettivo di ridurre la tutela dei diritti sociali.

A questa considerazione si deve aggiungere la constatazione della trasformazione che ha portato allo Stato costituzionale di diritto, del quale l`istituzione dei diritti fondamentali costituisce un connotato essenziale. Quando parliamo di diritti, dunque, tocchiamo l`assetto costituzionale nel suo insieme, che non può impunemente essere sottoposto a continui maltrattamenti.

I diritti come ostacolo alla decisione? Lo spirito del tempo ci parla anche di questo. Si insiste su vere o presunte inflazioni dei diritti, sulla necessità di un nuovo equilibrio tra diritti e doveri, soprattutto di bilanciamenti che fanno del calcolo economico l`unico criterio di valutazione dell`ammissibilità di un diritto. Ma, in Italia in particolare, l`accento sulla decisione come bene assoluto, pubblica o privata che sia, sta portando ad interventi taglienti che incidono proprio nella dimensione dei diritti.

È avvenuto con il cosiddetto Jobs Act (perché questo travestimento anglofono di una legge che sostituisce nei punti essenziali quella che limpidamente parlava di "diritti e dignità dei lavoratori"?), con prassi mirate alla riduzione delle prerogative dei parlamentari, con una alterazione degli equilibri costituzionali affidata al combinarsi dell`Italicum e della riforma del Senato che fa deperire le possibilità dei controlli.

Il riconoscimento di diritti, infatti, porta anche a redistribuzione di poteri, con l`attribuzione a singoli o gruppi di rilevanti strumenti di controllo. Sembra quasi che siano state fatte prove generali di un assetto complessivo che diventerà più stringente una volta concluso l`iter delle riforme volute dal presidente del Consiglio.

Si deve concludere che si sta ridisegnando un nuovo spazio dei diritti, nel quale non trovano posto quelli che possono configgere con la linea di un potere di decisione sempre più accentrato? E coerente tutto questo con la logica costituzionale che dovrebbe essere l`ineludibile punto di riferimento? La risposta a questi interrogativi, che sono nelle cose, richiede una verifica di quel che sta accadendo o che ragionevolmente si annuncia.

Un buon segnale è venuto dall`approvazione della legge sul divorzio breve, e ora si parla di cittadinanza agli immigrati sulla base dello ius soli e di una disciplina delle unioni anche tra persone dello stesso sesso. Provvedimenti attesi, che porrebbero anche rimedio ad una colpevole disattenzione del Parlamento rispetto a ripetute e sacrosante sollecitazioni venute in particolare dalla Corte costituzionale.

Nell`attesa dei disegni di legge che daranno concretezza alle promesse, vi sono alcune questioni politiche e istituzionali sulle quali è bene riflettere subito. La libertà di coscienza, contestata ai parlamentari in una materia come quella della legge elettorale, "principio primo" della democrazia, rifiorirà nel discutere temi come quelli ricordati, in parte almeno riconducibili all`ambigua e pericolosa categoria delle questioni "eticamente sensibili" e dei "valori non negoziabili"?

Domanda non astratta, ma che scaturisce dalla composizione della maggioranza di governo, all`interno della quale è presente un partito che cerca di mantenere una sua identità presentandosi proprio come il difensore di valori che sarebbero travolti da iniziative di riforma davvero significative.

Come verrà sciolto questo nodo? Prevarranno valutazioni di pura congiuntura politica, com`è accaduto per l`Italicum, con il suo regolamento di conti all`interno del Pd, e come potrebbe accadere con gli alfaniani, ai quali è assai improbabile che si chieda di sostenere buoni riconoscimenti di diritti civili minacciando crisi di governo e elezioni?

Altrettanto necessaria è una riflessione sull`effettiva ampiezza dell`area delle riforme. Se questa fosse delimitata qualitativamente solo secondo i criteri che stanno alla base della cittadinanza agli immigrati e dei diritti sulle unioni tra persone dello stesso sesso, si cancellerebbero certamente discriminazioni inaccettabili e si farebbe un passo nella direzione di una corretta attuazione di principi costituzionali, ma si finirebbe con il ribadire che l`ardimento riformatore può giungere solo fin dove non incide sulla decisione politica o economica. Ma vi è un ordine del giorno proposto dalla realtà, anche istituzionale, che rende inaccettabile scelte come questa.

Quale sorte spetterà ai diritti sociali? Si è appena cominciato a parlare con approssimazione di limiti al diritto di sciopero. Il governo ha una pericolosa delega in bianco per disciplinare i controlli a distanza sui lavoratori, che sembra concepita come rafforzamento dei poteri di controllo dell`imprenditore in palese contrasto coni criteri indicati da una raccomandazione del Comitato dei ministri del Consiglio d`Europa.

Continuerà quella "eutanasia" del diritto del lavoro di cui parla Umberto Romagnoli? O si comincerà a rendersi conto dell`importanza della ricostruzione della "cittadinanza sociale"? Diseguaglianze, disoccupazione, povertà, restrizioni alla tutela pubblica della salute la rendono sempre più precaria. E questo stato delle cose, insieme all`incipiente riduzione della cittadinanza politica, mette in discussione l`insieme dei diritti di cittadinanza.

Rischi per i diritti vengono dalle risposte frettolose ad emergenze vere o costruite, com`è evidente nelle norme già approvate sull`antiterrorismo e da quelle minacciate sulle intercettazioni. Una stagione di rinnovata attenzione per i diritti deve misurarsi con tutto questo. È una consapevolezza indispensabile per contrastare le derive verso una democrazia senza popolo, e svuotata di diritti.

 

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Eterologa, il Tar annulla la delibera del Veneto sul limite di 43 anni

Lun, 11/05/2015 - 10:46
Eterologa, il Tar annulla la delibera del Veneto sul limite di 43 anniRepubblica8 Mag 2015Fecondazione eterologa

IL TAR del Veneto ha annullato la delibera regionale veneta sul limite di età a 43 anni per le donne per poter utilizzare la fecondazione assistita eterologa nelle strutture pubbliche, a differenza dell'omologa a cui si può accedere con una età superiore e 'potenzialmente fertile'. Lo rende noto Filomena Gallo, Segretario Associazione Luca Coscioni.

Con i colleghi Nicolò Paoletti e Claudia Sartori abbiamo presentato ricorso contro la delibera che presentava tutti i profili di eccesso di potere per contraddittorietà, illogicità ed errata valutazione dei presupposti di fatto e di diritto - ha detto Gallo - . E i giudici amministrativi hanno deciso annullando la delibera, nella parte in cui identifica nei 43 anni il limite di età per accesso nelle strutture pubbliche, "perché viziata per violazione dei principi costituzionali di uguaglianza, nonché diritto alla genitorialità e alla salute".

"Ci auguriamo che anche nelle altre Regioni - ha concluso - questo limite sia rimosso perché contraddittorio: da un lato si fa finta di favorire l' applicazione dell' eterologa e dall' altro si introducono nuovi limiti non previsti dalla legge 40 che parla di età potenzialmente fertile.

Una coppia veneta sterile in attesa di poter accedere alla eterologa aveva ricevuto un 'No' all'accesso alla tecnica perchè la regione Veneto aveva stabilito con delibera un limite di età. Per questo motivo la donna, che ha da poco compiuto i 43 anni, si è rivolta all'Associazione Luca Coscioni. 

Filomena Gallo con Nicolò Paoletti e Claudia Sartori (dello studio legale Emanuele Scierri) hanno presentato ricorso contro la delibera per "eccesso di potere per contraddittorietà, illogicità ed errata valutazione dei presupposti di fatto e di diritto". E i giudici amministrativi hanno deciso annullando la delibera, nella parte in cui identifica nei 43 anni  il limite di età per accesso nelle strutture pubbliche, "perché viziata per violazione dei principi costituzionali di uguaglianza, nonché diritto alla genitorialità e alla salute".

Si tratta della seconda decisione che boccia una delibera di una regione. Ad aprile il Consiglio di Stato ha sospeso in via cautelare la delibera della Lombardia che, unica regione, stabilisce che il cittadino debba pagare interamente il trattamento di fecondazione eterologa, e non solo il ticket. I giudici hanno ritenuta valida la posizione dei ricorrenti, che evidenziavano la disparità di trattamento tra i cittadini.

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Puntata del Maratoneta di sabato 9 maggio 2015

Lun, 11/05/2015 - 10:31
Puntata del Maratoneta di sabato 9 maggio 2015Radio Radicale9 Mag 2015Valentina StellaSperimentazione animale

Trasmissione condotta in studio da Valentina Stella.

Dibattito scientifico e politico sulla sperimentazione animale; in attesa della decisione della Corte Costituzionale sul divieto legge 40.

Ospiti in collegamento:

Giuliano Grignaschi, responsabile 'Animal Care Unit' dell'Istituto Mario Negri;

Michela Kuan, responsabile nazionale del Settore Vivisezione della LAV;

Emilia Grazia De Biasi, Presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato (PD);

Elena Fattori, senatrice (MOVIMENTO 5 STELLE);

Giacomo D'amico, professore associato presso il dipartimento di giurisprudenza dell'Università di Messina;

Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.

Riascolta la puntata:

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Fecondazione eterologa: Tribunale Amministrativo Veneto annulla delibera su età accesso eterologa.

Ven, 08/05/2015 - 15:07
Fecondazione eterologa: Tribunale Amministrativo Veneto annulla delibera su età accesso eterologa.8 Mag 2015Filomena GalloFecondazione eterologa

Dichiarazione di Filomena Gallo, avvocato, Segretario Associazione Luca Coscioni, soggetto costituente il Partito radicale

LA DECISIONE: Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto ha annullato la delibera della Giunta Regionale del Veneto che prevedeva il limite dei 43 anni per l'accesso alla tecnica eterologa nelle strutture pubbliche, a differenza dell'omologa a cui si può accedere con un'età superiore. 

I FATTI: una coppia veneta si era rivolta ad una struttura pubblica per accedere all'eterologa, dopo che la Corte Costituzionale, con sentenza 162 del 2014, aveva cancellato il divieto di accesso alla fecondazione con gameti terzi come previsto dalla legge 40/2004. La coppia, vedendosi precluso l'accesso alla tecnica avendo la donna superato i 43 anni, si è rivolta all'Associazione Luca Coscioni.

Con i colleghi Nicolò Paoletti e Claudia Sartori (domiciliati presso lo studio legale Emanuele Scieri) abbiamo presentato ricorso contro la delibera che presentava tutti i profili di "eccesso di potere per contraddittorietà, illogicità ed errata valutazione dei presupposti di fatto e di diritto". E i giudici hanno deciso annullando la delibera, nella parte in cui identifica nei 43 anni il limite di età, "perché viziata per violazione dei principi costituzionali di uguaglianza, nonché diritto alla genitorialita' e alla salute".

COMMENTO: Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato il divieto di eterologa, le coppie italiane hanno iniziato a combattere per l'affermazione di un diritto riconosciuto dai giudici delle leggi ma ostacolato dalla politica. E' la politica che determina le norme regionali per consentire l'accesso a queste tecniche a carico del servizio sanitario regionale. E' sempre la politica che nella conferenza delle regioni, nel dare un indirizzo alle Regioni per l'eterologa, ha introdotto il limite immotivato dei 43 anni per per la donna. 

Ci auguriamo che anche nelle altre Regioni questo limite sia rimosso perché contraddittorio: da un lato si fa finta di favorire l'applicazione dell'eterologa e dall'altro si introducono nuovi limiti non previsti dalla legge 40, che parla di età potenzialmente fertile (LINK DECISIONE).

È arrivato il momento in cui la classe politica, che sta dimostrando quanto sia inadeguata su questi temi, decida di affermare libertà che corrispondono a diritti.

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