Luca Coscioni

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Aggiornato: 1 ora 59 min fa

Embrioni per la ricerca rimane il divieto: la Consulta dice no

Mer, 23/03/2016 - 14:02
Embrioni per la ricerca rimane il divieto: la Consulta dice noIl Messaggero23 Mar 2016Valentina Errante Cellule staminali

La scelta è destinata al legislatore per l'alto grado di discrezionalità, la complessità dei profili etici e scientifici e il bilanciamento dei diritti in gioco. E così la Corte Costituzionale dichiara inammissibile il ricorso contro l'articolo della legge 40, uno dei pochi ancora in vigore, che vieta la donazione degli embrioni alla ricerca scientifica. Un tema che tocca al Parlamento affrontare. Le motivazioni della sentenza, del giudice relatore Rosario Morelli, entraranno arriveranno tra qualche settimana.

IL RICORSO

A rinviare gli atti alla Corte è stato il Tribunale di Firenze, esaminando la richiesta di una coppia che, dopo diversi cicli falliti di procreazione assistita, chiedeva di donare alla ricerca, anzichè crioconservarli, gli embrioni malati che non sarebbero stati impiantati. Così, questa volta, a finire all'esame della Consulta è stato l'articolo 13 della legge 40 sulla fecondazione assistita, che, più in generale, non consente alcuna forma di sperimentazione sull'embrione.

Un divieto giudicato irragionevole dai legali della coppia, Filomena Gallo e Gianni Baldini, che hanno condotto e vinto molte battaglie sul tema della fecondazione assistita, dopo la "bocciatura", si dicono pronti a rivolgersi alle corti europee. Per loro, un divieto alla ricerca costituisce un danno perla salute pubblica. Tanto più che questo tipo di studi vengono già condotti in Italia con staminali embrionali "importate" dall'estero e riguardano Parkinson, diabete e gravi malattie dell'occhio.

Per farne capire l'importanza, gli avvocati della coppia e il legale dell'associazione "Osservatorio Vox", che ha depositato una memoria, avevano presentato un'istanza perché la Consulta ascoltasse un gruppo di esperti. Tra loro anche Elena Cattaneo, senatrice a vita e direttore del Centro di ricerca sulle staminali dell'Università di Milano, presente ieri in udienza insieme a Michele De Luca, direttore del centro di Medicina Rigenerativa dell'Università di Modena e Reggio Emilia. Ma anche questa istanzaè stata respinta.

IL SECONDO QUESITO

Accanto alla questione principale, sul divieto di destinare gli embrioni alla ricerca, la Corte ha esaminato anche la proibizione di revoca del consenso alla procreazione medicalmente assistita dopo l'avvenuta fecondazione dell'ovulo, prevista dall'articolo 6 della legge 40. Anche questa seconda questione è stata dichiarata inammissibile.

LE REAZIONI

«Sono rammaricata», ha dichiarato dopo la decisione della Corte la Cattaneo. Di fatto ha prevalso la linea indicata dall'avvocato dello Stato Gabriella Palmieri: «C'è chi sostiene che basti un diritto soft, chi invece, in nome di un tecnoscientismo assoluto, ritiene non vada disciplinato alcun profilo», ha detto il legale che rappresenta la Presidenza del consiglio. «E invece la materia è di estrema delicatezza, interseca i piani della scienza, del diritto e della tecnica, va riportata al legislatore», perché su questo tema «è necessario ridare un ruolo centrale al Parlamento». 

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Ricerca, la palla al Parlamento

Mer, 23/03/2016 - 13:39
Ricerca, la palla al ParlamentoIl Manifesto23 Mar 2016Eleonora Martini

Qvesta volta la Corte costituzionale ha preferito non entrare nel merito, rinviando al legislatore la decisione da prendere. E nel frattempo i ricercatori italiani dovranno continuare a importare dall'estero le staminali embrionali necessarie per proseguire i loro studi scientifici, come accade attualmente.

I giudici della Consulta infatti ieri hanno dichiarato inammissibile la questione di legittimità sollevata dal tribunale di Firenze in seguito al ricorso presentato da una coppia, lasciando così in vigore il divieto, imposto dalla legge 40, di donare alla ricerca gli embrioni non idonei per una gravidanza.

Si tratta di cellule non impiantabili perché portatrici di una patologia o perché presentano difetti pericolosi per la salute della donna o anche solo per il motivo che sono state prodotte da troppo tempo. In ogni caso, embrioni che possono solo rimanere crioconservati per sempre: migliaia, di quei circa 10 mila che giacciono nelle celle frigorifere dei centri di Procreazione medicalmente assistita italiani, di cui 3.862 sono embrioni ufficialmente abbandonati, appartenenti a 939 coppie, e 6279 sono embrioni di persone non rintracciabili da più di un anno.

ll no della Consulta alla questione sollevata dal tribunale di Firenze è «in ragione dell'elevato grado di discrezionalità - scrivono i giudici costituzionalisti nel dispositivo finale - per la complessità dei profili etici e scientifici che lo connotano, del bilanciamento operato dal legislatore tra dignità dell'embrione ed esigenze della ricerca scientifica: bilanciamento che, impropriamente, il Tribunale chiedeva alla Corte di modificare, essendo possibile una pluralità di scelte, inevitabilmente riservate al legislatore».

        -->Firma anche tu la Petizione al Parlamento

In sostanza, la Corte ha condiviso completamente le argomentazioni, contrarie alla questione di costituzionalità, portate per conto del governo dall'avvocata dello Stato, Gabriella Palmieri, che durante l'udienza - peraltro assai breve - ha sostenuto la necessità «su questo tema» di «ridare un ruolo centrale al Parlamento».

«Si tratta dell'ultimo tassello sui cui ancora la Corte deve pronunciarsi nella Legge 40 - ha detto l'avvocata Palmieri - qui si intersecano piani costituzionali, internazionali e scientifici», e «la normativa prevede un bilanciamento tra più interessi e più diritti: la questione va riportata al legislatore». Eppure era stato lo stesso giudice Mario Rosario Morelli, relatore per la Consulta dell'ordinanza del tribunale di Firenze, a sottolineare che nella legge 40 non è stata considerata «la funzione di solidarietà» della donazione degli embrioni ai fini della ricerca applicata a tutelare la salute collettiva, in piena osservanza dell'articolo 32 della Costituzione. Tanto più perché si tratta di una precisa categoria di embrioni, quelli «non più idonei alla gravidanza», aveva spiegato il giudice Morelli.

«La crioconservazione di questo tipo di embrioni durerà per sempre», aggiunge il legale della coppia che ha presentato ricorso, l'avvocata Filomena Gallo che però, come il suo collega Gianni Baldini (membro di Giunta dell'Associazione Luca Coscioni), non è stata ascoltata dalla Corte che non ha ammesso la difesa per un vizio procedurale. E così non sono stati ascoltati neppure i sei scienziati di fama internazionale che erano stati chiamati dagli avvocati della coppia a testimoniare dell'importanza di questi studi, tra i quali il professore Michele De Luca e la senatrice a vita Elena Cattaneo, che ha fatto «appello alla Corte» di «azionare in proprio i poteri istruttori, per ascoltare esperti e scienziati». Appello rimasto inascoltato.

Ma i ricercatori italiani che lavorano tentando di non dover rimanere un passo indietro rispetto agli altri Paesi europei, possono sperare ora che il tribunale di Cagliari sollevi un'eccezione di legittimità analoga sul caso di una coppia, difesa dall'avvocata Gallo, che vuole donare i propri embrioni non più utilizzabili perché portatori di talassemia. Oppure possono contare sui Radicali italiani e sull'associazione Coscioni che hanno annunciato di non escludere «il ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo, qualora perdurasse d'inerzia del legislatore a dare una risposta a un settore così rilevante e importante per la cura di patologie gravi, come ad esempio il Parkinson», e che, a partire dall'appello in difesa della libera ricerca in Italia firmato da migliaia di persone e da più di 600 scienziati di 22 Paesi del mondo, hanno lanciato ieri una petizione al parlamento italiano affinché non rimanga sordo alle «richieste dei malati e della scienza». 

          -->Firma anche tu la Petizione al Parlamento

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Intervista a Giuseppe Testa: "Peccato, per la scienza è un'occasione persa ora il Parlamento non si volti dall'altra parte"

Mer, 23/03/2016 - 12:53
Intervista a Giuseppe Testa: "Peccato, per la scienza è un'occasione persa ora il Parlamento non si volti dall'altra parte"La Repubblica23 Mar 2016Cristiana SalvagniCellule staminali

Il nostro Consigliere Generale Giuseppe Testa, importante ricercatore nel campo della biologia molecolare, si esprime in quest'intervista sulla sentenza della Corte Costituzionale in riferimento al divieto della Legge 40 sulla ricerca su cellule staminali embrioni.

Giuseppe Testa, professore di Biologia molecolare all'università di Milano e direttore del laboratorio di epigenetica delle cellule staminali allo Ieo, è tra gli scienziati citati nell'istanza per un'istruttoria con l'audizione di esperti, respinta dalla Corte costituzionale.

Cosa pensa della decisione presa?

«Che sia un peccato. Si è persa un'occasione di sentire l'opinione della scienza sull'importanza delle staminali embrionali per la ricerca e per la salute pubblica. E di spiegare cosa è cambiato in 15 anni, da guando cioè si era iniziato a discutere della Legge 40».

Quante cose sono mutate?

«Si sono aperte frontiere inaspettate, basti pensare al gene editing e alle sue enormi possibilità, che stanno animando il dibattito mondiale proprio su ciò che riguarda gli studi sugli embrioni. L'Italia ha una straordinaria competenza in questi settori e sarebbe un peccato che non partecipasse da protagonista». 

Ora la palla passa al legislatore...

«Mi auguro che il risultato non sia dire "se ne è già discusso 15 anni fa", perché vorrebbe dire non avere il polso del tempo che passa».

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Consulta/ Ricerca: Vox Diritti ricorrera' alla Corte Europea

Mer, 23/03/2016 - 11:24
Consulta/ Ricerca: Vox Diritti ricorrera' alla Corte EuropeaAvv. Massimo Clara Vox Diritti23 Mar 2016Cellule staminali

Dichiarazione dell' Avv. Massimo Clara Vox Diritti

La Corte ha deciso di non dare voce agli scienziati e questo carica di responsabilità il legislatore. Vox Diritti si impegna da domani a promuovere una legge anche di iniziativa popolare che garantisca la libertà di ricerca.

Vox Diritti ricorrera' alla Corte Europea per dare voce agli scienziati

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Consulta/Ricerca. Avvocati: "Adiremo a sedi europee per la tutela dei malati e la libertà di ricerca scientifica"

Mar, 22/03/2016 - 21:44
Consulta/Ricerca. Avvocati: "Adiremo a sedi europee per la tutela dei malati e la libertà di ricerca scientifica"Filomena Gallo, Gianni Baldini22 Mar 2016Cellule staminaliDichiarazione degli avvocati Gianni Baldini e Filomena Gallo, legali della coppia

"La Corte Costituzionale ha rinviato al legislatore una necessaria decisione relativa al divieto (art. 13 della legge 40) di ricerca clinica e sperimentale sull'embrione non finalizzata alla tutela dello stesso, e al divieto (art.6) di revoca del consenso alla procreazione medicalmente assistita dopo l'avvenuta fecondazione dell'ovulo.
 
La Corte ritiene che sull'art. 13, che prevede il divieto di ricerca su embrioni, la questione è inammissibile in ragione dell'elevato grado di discrezionalità, per la complessità dei profili etici e scientifici che lo connotano, del bilanciamento operato dal legislatore tra dignità dell'embrione ed esigenze della ricerca scientifica: bilanciamento che la Corte non può modificare, essendo possibile una pluralità di scelte, inevitabilmente riservate al legislatore.
 
Perdurando l'inerzia del legislatore a dare una risposta a un settore così rilevante e importante per la cura di patologie gravi, come ad esempio il Parkinson, procederemo senza indugio ad adire alle sedi Europee per la tutela della salute dei malati e per la libertà di ricerca scientifica".
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Consulta/Ricerca: "Persa occasione importante, ma non ci fermiamo, ci rivolgiamo al Parlamento e alle Corti Internazionali"

Mar, 22/03/2016 - 21:18
Consulta/Ricerca: "Persa occasione importante, ma non ci fermiamo, ci rivolgiamo al Parlamento e alle Corti Internazionali"Marco Cappato, Filomena Gallo22 Mar 2016Cellule staminaliDichiarazione di Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretario e tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica  "Dopo la decisione odierna della Corte Costituzionale e la presa di posizione da parte del Governo Renzi, non resta che la strada del Parlamento e delle Corti internazionali per rimuovere il divieto di ricerca su embrioni non idonei per una gravidanza. [LEGGI il Comunicato della Consulta] Si è oggi persa una importante occasione per porre fine a quella politica dissennata che, dal 2004, blocca la ricerca e lascia soli i ricercatori e le persone affette da malattie incurabili. Particolarmente grave è stato il ruolo del Presidente del Consiglio Renzi, che nei giorni precedenti aveva reso noto l'orientamento di questo Governo di opporsi al ricorso e di impedire -con successo- l'audizione degli scienziati da parte dei giudici. Come radicali dell'Associazione Luca Coscioni, noi non ci arrendiamo e porteremo avanti in ogni sede la battaglia che fu di Luca. Da subito, lanciamo la petizione al Parlamento italiano come forma di prosecuzione di una mobilitazione del mondo scientifico e della società civile che è già senza precedenti. Porteremo in Parlamento le richieste dei malati e della scienza e sosterremo tutte le azioni legali possibili dinanzi alle giurisdizioni internazionali per richiamare l'Italia all'obbligo del rispetto della libertà di ricerca scientifica e dei diritti delle persone malate". Per leggere il Comunicato sul sito della Corte Costituzionale: CLICCA QUI

AllegatoDimensione CC_CS_20160323071746 (1).pdf244.67 KB
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Embrioni malati per la ricerca, la Consulta deciderà se il divieto è legittimo

Mar, 22/03/2016 - 18:16
Embrioni malati per la ricerca, la Consulta deciderà se il divieto è legittimocorriere.it22 Mar 2016Bioetica

Gli embrioni «orfani» possono essere utilizzati per la ricerca sulle cellule staminali? A questa domanda dovrà rispondere la Corte Costituzionale che si è riunita martedì mattina in udienza pubblica per esaminare la questione di legittimità posta dal Tribunale di Firenze. C’è grande attesa per una decisione che potrebbe rimettere in discussione alcune parti centrali della legge numero 40 sulla procreazione medicalmente assistita (Pma) dove compare il divieto di ogni manipolazione sui frutti del concepimento anche se per fini scientifici. I giudici coordinati dal presidente Paolo Grossi hanno rigettato l’istanza degli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini e dell’associazione Vox affinché fosse ascoltato il parere degli esperti. Presente in aula la senatrice Elena Cattaneo, direttore del centro di ricerca sulle staminali dell’università di Milano e Micele De Luca, capo del centro di medicina rigenerativa, università Modena e Reggio Emilia. 

«Irragionevole»

L’avvocatura dello Stato rappresentata in udienza Gabriella Palmieri in una memoria ha chiesto alla Corte di dichiarare inammissibile o comunque infondata la richiesta di illegittimità sollevata dal Tribunale di Firenze con una sentenza del dicembre 2012. I giudici toscani avevano definito «illogico e irragionevole» il contenuto di due articoli della legge sulla procreazione medicalmente assistita che non consente a una coppia di donare per fini scientifici gli embrioni cosiddetti residuali, portatori di anomalie e non utilizzati per tentare una fecondazione artificiale. I due genitori intendevano revocare il consenso all’impianto dell’ovocita fecondato che avevano dato prima di cominciare il trattamento. Secondo il tribunale fiorentino le norme contestate della legge contrastano con alcune parti della nostra Costituzione tra le quali la promozione della ricerca, la tutela della salute e la cura della famiglia.  

Censimento

Al centro dell’attenzione gli embrioni esclusi da un percorso procreativo su decisione degli stessi medici a causa dell’esistenza di anomalie che avrebbero compromesso l’avvio di una gravidanza. Secondo un censimento dell’Istituto Superiore di Sanità, sede dal registro di Pma, sono 3862 gli embrioni censiti e «localizzati» presso i cent i cui legittimi proprietari hanno espresso per iscritto di non volere più utilizzarli in «un processo parentale» e che dunque potrebbero essere materia di ricerca. Altri 6279 sono in stato di abbandono cioè non è stato possibile rintracciare le coppie cui appartengono e continuano ad essere conservati nelle speciali taniche per il congelamento in una condizione di stand by, in attesa di ulteriori accertamenti. I numeri sono stati resi noti pubblicamente da Giulia Scaravelli, responsabile del registro, in un convegno organizzato lo scorso febbraio dall’Associazione Luca Coscioni che si batte per la libertà della ricerca. 

Petizione

L’associazione coordinata dall’avvocato Filomena Gallo ha promosso una petizione al Governo sulla libertà di ricerca sulle staminali embrionali. Il documento è stato firmato da 600 scienziati di 22 Paesi. Nei laboratori italiani il divieto viene aggirato acquistando linee di cellule staminali all’estero ma altra cosa è poter sperimentare su cellule di prima mano. La legge sulla Pma , approvata nel 1994, è stata modificata nel corso degli anni a forza di sentenze di tribunali e Consulta. Finora sono state 37 le decisioni che hanno via via impresso un nuovo corso a norme nata come le più rigide in Europa. 

Quattro sentenze

Quattro i pronunciamenti della Corte Costituzionale. Nel 2009 è caduto il limite di produzione di embrioni (un massimo di tre) e l’obbligo di trasferirli in utero tutti insieme. Nel 2014, sì alla fecondazione eterologa (con gameti diversi da quelli della coppia). Poi lo scorso anno, via libera alle tecniche di procreazione assistita a coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili ai nati. Infine la sentenza che sottrae all’elenco dei reati la selezione di embrioni da trasferire in utero anche se finalizzata ad evitare l’impianto di quelli con malattie genetiche indicate dalla legge sull’aborto e accertate da strutture pubbliche.

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Embrioni alla ricerca, oggi la decisione della Consulta. La Corte non ascolta gli esperti

Mar, 22/03/2016 - 18:02
Embrioni alla ricerca, oggi la decisione della Consulta. La Corte non ascolta gli espertirepubblica.it22 Mar 2016Bioetica

ROMA - La Corte Costituzionale ha respinto l'istanza per un'istruttoria con l'audizione di esperti sul tema della donazione degli embrioni, avanzata dai legali di una coppia. La questione sollevata di fronte alla Corte dal tribunale di Firenze, riguarda il divieto di donare gli embrioni alla ricerca previsto dalla legge 40 sulla fecondazione assistita. La coppia chiede che il divieto cada se gli embrioni sono inutilizzabili perché malati e se c'è il suo consenso a destinarli alla ricerca. La Corte dovrebbe pronunciarsi oggi, nel pomeriggio.

SCHEDA. QUEL CHE RESTA DELLA LEGGE 40

Tra gli esperti anche Elena Cattaneo, docente dell'universita di Milano e senatrice a vita. "Esprimo rammarico per non aver avuto l'occasione di spiegare alcuni fatti della scienza relativi alle cellule embrionali, che proprio in questo momento in diverse parti del mondo sono utilizzate in strategie sperimentali, con successo, su modelli animali contro diverse malattie come Parkinson, diabete, degenerazione retinica" ha detto la senatrice a margine dell'udienza. "E per il Parkinson c'è la prospettiva di test sull'uomo nel 2018. Stiamo parlando di prospettive mediche che non vanno ignorate, sono dati consolidati. Attendiamo la decisione della Consulta".

"Di fatto i giudici, di loro iniziativa, possono decidere autonomamente di audire degli esperti - ricorda Cattaneo - e auspico che avvenga. La legge attualmente ci mette in una condizione di ipocrisia obbligata, potendo importare cellule dall'estero".

"Difendo la libertà di ricerca scientifica - aggiunge un altro celebre ricercatore specializzato in cellule staminali, Michele De Luca, direttore del centro di Medicina rigenerativa dell'università di Modena e Reggio Emilia - basata sul fatto che c'è un'evoluzione spettacolare e le staminali embrionali si stanno dimostrando importantissime. Nei Paesi dove è consentita la ricerca le cellule sono già in uso clinico, anche se iniziale, per patologie gravissime anche rare e senza terapie. Nel momento in cui tarpiamo questa parte di ricerca ci troveremo svantaggiati e i pazienti dovranno andare all'estero per curarsi quando le terapie saranno approvate. Storicamente l'Italia è forte a livello internazionale e proprio noi abbiamo questi limiti".

La Corte, poco dopo l'avvio dell'udienza, si è ritirata in camera di consiglio per decidere sulla costituzione degli avvocati della coppia al centro del caso rinviato alla Consulta dal tribunale di Firenze, Gianni Baldini e Filomena Gallo, e dell'avvocato dell'associazione Osservatorio Vox, Massimo Clara. Entrambe, come ha spiegato al termine della camera di consiglio il presidente della Corte, Paolo Grossi, non sono state ammesse: la prima perché "l'atto di costituzione è palesemente tardivo", ha riferito Grossi, la seconda perché l'associazione non è stata riconosciuta come "titolare di uno specifico interesse" rispetto al caso in questione, ma di interessi generali connessi al proprio statuto.

Come conseguenza di tale decisione, anche la richiesta di istruttoria avanzata dai legali è stata dichiarata inammissibile. Gli avvocati della coppia e di Vox non hanno potuto parlare in udienza, dove ha preso la parola solo l'avvocato dello Stato, Gabriella Palmieri, per conto della Presidenza del Consiglio, costituitasi a difesa dell'attuale impianto della legge. La Corte ha però acquisito tutti gli atti delle parti, sulla base dei quali deciderà sulla questione di legittimità costituzionale posta.

"Questo divieto influisce sulla salute collettiva, pone dei limiti alla ricerca e va così a incidere sulla tutela della salute di tutti i cittadini" ha detto Filomena Gallo. Un divieto che si estende anche agli embrioni malati, che "mai potrebbero essere impiantati" - sottolinea Gallo, insieme all'altro avvocato, Gianni Baldini - e che non incontra un limite neppure nel consenso della coppia alla donazione per ricerche legate alla patologia da cui gli embrioni sono affetti.

"Questa situazione - sottolinea Baldini - fa sì che per fare ricerca in Italia, si importino dall'estero le staminali embrionali". "Oggi la Corte ha un compito importante, che non va assolutamente in conflitto con i poteri del Parlamento", ha aggiunto Gallo, riferendosi alla posizione dell'avvocatura dello Stato. Nel corso dell'udienza, è stata evocata anche la sentenza della Corte di Strasburgo, Grande Chambre, sul caso di Adelina Parrillo, compagna del regista Stefano Rolla morto a Nassiriya, che chiedeva di poter tornare in possesso e destinare alla ricerca gli embrioni crioconservati dopo un ciclo di fecondazione assistita: in quel caso l'Italia non è stata condannata e l'istanza di Parrillo non è stata accolta. "Ma lì - osservano Gallo e Baldini - si discuteva del diritto alla 'proprietà' dell'embrione, che non è stato riconosciuto; mentre oggi, in corte costituzionale, discutiamo della facoltà di donare gli embrioni. Non a caso, anche l'avvocato dello Stato, ha sottolineato che i due casi non sono sovrapponibili".

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Ricerca: Cappato "Che fine ha fatto chi promosse il referendum sulla legge 40, ora che Renzi la difende?"

Mar, 22/03/2016 - 13:16
Ricerca: Cappato "Che fine ha fatto chi promosse il referendum sulla legge 40, ora che Renzi la difende?"Marco Cappato21 Mar 2016BioeticaDichiarazione di Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e Presidente di Radicali italiani Milano, 21 marzo 2016 Domani la Corte costituzionale si riunisce per decidere il ricorso sull'incostituzionalità del divieto di ricerca sugli embrioni non più impiantabili. Il Governo Renzi è intervenuto, anche sulla stampa, per difendere il divieto previsto dalla legge 40 e per impedire alla comunità scientifica italiana di rendere ai Giudici della Consulta la loro testimonianza sull'importanza di quel filone di ricerca. Per il resto, il mondo politico (e la quasi totalità del mondo giornalistico, con pochissime eccezioni) finge di non accorgersene. Persino coloro che con noi raccolsero le firme sui referendum abrogativi della legge 40 -uno dei quali puntava proprio ad abolire il divieto che domani sarà discusso dalla Consulta- oggi non trovano nemmeno il tempo per una presa di posizione. Voglio ricordare che i Democratici di Sinistra, per volontà dell'allora Segretario Piero Fassino, si mobilitarono (pur se con un certo ritardo) sulla raccolta firme e sulla campagna elettorale per il sì. Oggi molti di loro continuano a ricoprire importanti incarichi istituzionali. La domanda è: che fine hanno fatto?
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Vietare la ricerca su embrioni e ogm ha un costo altissimo

Mar, 22/03/2016 - 13:03
Vietare la ricerca su embrioni e ogm ha un costo altissimoInternazionale22 Mar 2016Chiara LalliOgm

A chi sostiene che per limitare la libertà di ricerca servono motivi forti e razionali, spesso si risponde in modo debole e irrazionale. “Non vorrete mica l’anarchia?”. “Non si può fare tutto quello che tecnicamente è possibile”. “Non giocate a fare dio!”.

Ogni caso particolare è poi caratterizzato da ulteriori obiezioni, quasi sempre incapaci di dimostrare che esista una ragione valida per i divieti. Limitare la ricerca non è solo una teorica e particolare violazione della libertà, ma comporta seri danni.

Ecco due esempi degli ultimi giorni.

Alla fine di febbraio va in onda una puntata del programma tv Presa diretta sugli organismi geneticamente modificati, Chi ha paura degli ogm?

I malumori suscitati sono i soliti di quando si vanno a smuovere pregiudizi e paure ingiustificabili. Elena Cattaneo, senatrice e scienziata, ha raccolto la bibliografia principale degli ultimi anni di ricerche sulla sicurezza alimentare e ambientale degli organismi geneticamente modificati. All’inizio di marzo ha inviato il dossier a tutti i parlamentari, invitandoli a esprimere dubbi o a confutare in parte o in tutto quello che era stato raccolto. Cattaneo citava anche la puntata di Presa diretta con particolare riferimento alla ricerca pubblica.

Il dossier è di oltre 1.500 pagine, ed è comprensibile che si preferisca rispondere senza nemmeno averlo letto. Le obiezioni inviate a Cattaneo sono abbastanza surreali. La loro pubblicazione è a tutti gli effetti un servizio pubblico.

Al di là della questione specifica, infatti, le questioni importanti riguardano i modi in cui si dovrebbe discutere di ricerca – soprattutto pubblica – e le conseguenze dei divieti ingiustificati.

In una replica alle obiezioni ricevute, Cattaneo risponde “allegando relativa documentazione (la scienza, come dovrebbe sapere, si fa con i dati, non bastano le parole)”. In assenza di dati, vietare la ricerca pubblica è insensato e pericoloso. Gli esempi possono essere molti ma gli effetti sono sempre gli stessi.

Ecco di cosa trattava Presa diretta: di ricerca pubblica in campo aperto sulle nostre piante, con ogni tecnologia. Perché in una società liberaldemocratica – che non può essere come l’Unione Sovietica di Stalin e Lyssenko, dove agli scienziati veniva dettato cosa dovevano o non dovevano fare e se usavano la genetica occidentale erano imprigionati e uccisi – sarà sempre il ‘libero studioso’ (e ce ne sarà sempre almeno uno) a farle presente che non è compito del legislatore stabilire quale debba essere la strategia più promettente per raggiungere gli obiettivi prefissi (questi sì proprio del decisore politico) di salvare o reintegrare la biodiversità persa. Si chiama ‘libertà di ricerca’ (e dai condizionamenti), che non è molto diversa dalla libertà d’espressione.

L’ostinazione con cui si scambia l’irragionevolezza per razionalità è preoccupante. La politica sceglie e vieta e si disinteressa dei paradossi, come il dichiararsi ogm free e allo stesso tempo importarli (per esempio sotto forma di mangimi) o prediligere bizzarre pratiche agricole (biodinamica, la punta di diamante del biologico) che prevedono corni di vacca riempiti di letame e sotterrati durante la luna piena o vesciche di cervi riempiti di fiori. Topi scuoiati e canti propiziatori.

Sulla biodiversità – parola magica dei difensori del naturale a chilometro zero – vale la pena di leggere la risposta di Cattaneo per intero (in particolare le pagine 2 e 3).

In un’altra lettera, inviata a sei parlamentari, Cattaneo nomina anche l’assurda vicenda di Giorgio Fidenato, agricoltore friulano, e altre reazioni pavloviane alla parola “ogm”, sinonimo dei più atroci e allucinatori pericoli.

Domani la corte costituzionale esaminerà il divieto di sperimentazione embrionale stabilito dalla legge 40 sulla procreazione assistita ormai 12 anni fa. La legge 40, piena di divieti inammissibili, è già costata moltissimo e l’articolo 13 è uno degli ultimi a essere sottoposto a giudizio e, si spera, a cadere.

Secondo gli avvocati e l’associazione Vox, “la tutela delle blastocisti/embrioni residuati a cicli di procreazione medicalmente assistita, che non sono idonei per una gravidanza e sono quindi destinati a perire senza destinazione nei crioconservatori, non trova fondamento normativo e non può limitare l’accesso ai benefici della ricerca per i cittadini italiani che invece godono di tutele costituzionali”.

Secondo gli scienziati, la ricerca sulle staminali embrionali è importantissima e limitare la ricerca (adulte sì, embrionali no) non ha alcun senso. Inoltre, a essere destinati alla sperimentazione sarebbero embrioni non idonei all’impianto e che andrebbero comunque distrutti.

Cosa rimane a fondamento del divieto? Pregiudizi, credenze irrazionali, convinzioni animiste. Legittime se personali, ma non abbastanza forti da sostenere una legge coercitiva. Vietare non è solo un esercizio teoricamente e moralmente oppressivo. Le conseguenze possono essere fattualmente e commercialmente disastrose.

Un paese con una normativa assurdamente restrittiva sarà meno competitivo. E pure ipocrita.

È vietato fare ricerca sugli embrioni? Li importiamo.

Ci dichiariamo fieramente contrari agli ogm? Li mangiamo senza saperlo o facendo finta di non saperlo.

E se qualcun altro ottiene risultati terapeutici o agricoli ricorrendo a quanto qui è vietato, dobbiamo usarli o rigettarli? Cioè saremo coerenti oppure approfitteremo dei risultati lasciando fare agli altri il lavoro sporco?

E chi è autore di quei divieti, dovrebbe essere considerato in qualche modo responsabile?

Per leggere l'articolo completo CLICCA QUI.

 

 

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Cosa c'è in gioco domani alla Consulta

Lun, 21/03/2016 - 17:31
Cosa c'è in gioco domani alla ConsultaL'Espresso21 Mar 2016Alessandro GilioliCellule staminali

Ringraziamo 

Filomena Gallo, avvocato, è il segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca. A questa associazione, una delle più attive della "galassia radicale", dobbiamo buona parte dei ricorsi a corti italiane e internazionali che negli anni hanno smantellato quasi tutta la legge italiana sulla fecondazione assistita e le sue proibizioni medievali. Adesso siamo all'ultimo passaggio: quello che riguarda la libertà di ricerca scientifica. Domani, infatti, la Corte Costituzionale discuterà del divieto di utilizzo per la ricerca degli embrioni non idonei per una gravidanza. Che oggi vengono di fatto "buttati" e non sono utilizzabili per la scienza.

Cosa c'è in gioco, alla Consulta?
«Domani potrebbe essere un giorno molto importante per la scienza italiana. Potrebbe essere cancellato un altro dei miopi divieti della legge 40 del 2004: attualmente nel nostro Paese gli embrioni non idonei per una gravidanza sono condannati a morire inutilmente nei crioconservatori, senza alcuna destinazione. Mentre i ricercatori italiani sono costretti a importare cellule staminali embrionali dall'estero per poter condurre, al pari dei loro colleghi nel resto del mondo, studi e ricerche che potrebbero portare alla cura di patologie come il Parkinson, il diabete e alcune malattie dell'occhio, cambiando così la vita di milioni di persone. Persone come Martina, giovane mamma diabetica da quando aveva 11 anni, che ci ha affidato la sua storia e le sue speranze in questo video».

Come vi siete mossi voi della Coscioni dal punto di vista giuridico?
«Con i miei colleghi Gianni Baldini, Massimo Clara e Cinzia Ammirati, abbiamo presentato una istanza alla Corte Costituzionale affinché i giudici valutino la possibilità di azionare i poteri istruttori e ascoltare alcuni tra i più illustri scienziati e ricercatori di fama internazionale. Pensiamo che queste audizioni siano molto opportune, infatti, alla luce delle questioni in discussione e della specificità della cultura scientifica di cui si discute, che ha ricaduta costituzionale per la tutela della ricerca scientifica e il diritto alla scienza finalizzata alla tutela della salute collettiva. Si tratta di una prerogativa esclusiva dalla Corte».

Il governo Renzi sembra non essere d'accordo su questo...
«Il governo tenta di opporsi sostenendo, nella memoria dell'avvocatura di Stato, che non sussisterebbero i presupposti per raccogliere queste testimonianze poiché "il legislatore aveva già tenuto conto dei differenti interessi in gioco" in occasione del dibattito parlamentare, avvenuto oltre 12 anni fa. Ma la giurisprudenza costituzionale ha affermato nel tempo che "non è il legislatore a poter stabilire direttamente e specificamente quali siano le pratiche terapeutiche ammesse, con quali limiti e a quali condizioni; poiché la pratica dell'arte medica si fonda sulle acquisizioni scientifiche e sperimentali, che sono in continua evoluzione, la regola di fondo in questa materia è costituita dalla autonomia e dalla responsabilità del medico che, sempre con il consenso del paziente, opera le scelte professionali basandosi sullo stato delle conoscenze a disposizione. Autonomia del medico nelle sue scelte professionali e obbligo di tener conto dello stato delle evidenze scientifiche e sperimentali configurano dunque un altro punto di incrocio dei principi di questa materia". La tutela delle blastocisti-embrioni residuati a cicli di procreazione medicalmente assistita, che non sono idonei per una gravidanza  e sono quindi destinati a morire senza destinazione, non trova fondamento normativo e non può limitare l'accesso ai benefici della ricerca per i cittadini italiani che invece godono di tutele costituzionali».

Mi pare di capire insomma che il diritto costituzionale alla salute, garantito dalla ricerca, prevalga secondo voi sulle decisioni del legislatore ordinario. E questo è il punto giuridico. Dal punto di vista politico, invece?
«Come Associazione Luca Coscioni, alla vigilia dell'udienza della Corte abbiamo lanciato una petizione rivolta alle istituzioni italiane, perché rimuovano questo divieto che danneggia sia la ricerca che la salute, raccogliendo in poche ore migliaia di firme tra cui quelle di oltre 600 scienziati e ricercatori di 22 paesi del mondo. Questo sostegno è il miglior incoraggiamento alla battaglia contro il proibizionismo sulla ricerca scientifica, intrapresa 15 anni fa da Luca Coscioni. E che noi continuiamo a condurre, per il bene di tutti».

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Ricerca: domani udienza Consulta, scienziati italiani e internazionali chiedono libertà di ricerca su staminali embrionali

Lun, 21/03/2016 - 17:13
Ricerca: domani udienza Consulta, scienziati italiani e internazionali chiedono libertà di ricerca su staminali embrionaliAssociazione Luca Coscioni21 Mar 2016Bioetica

Comunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

Anche l'Associazione Nazionale Biotecnologi Italiani aderisce alla petizione per la libertà di ricerca sulle staminali embrioniali, lanciata dall'Associazione Luca Coscioni in vista del pronunciamento della Corte Costituzionale che domani dovrà decidere sul divieto, in vigore in Italia, di utilizzare i pre-embrioni altrimenti destinati a marcire nei congelatori. 

Mentre, dunque, il governo tenta di imbavagliare la scienza e limitare i poteri dei giudici della Consulta chiedendo che sia impedito ai Giudici di audire gli scienziati-si rafforza il sostegno della comunità scientifica alla petizione rivolta alle istituzioni italiane, che in poche ore ha raccolto migliaia di firme. Tra queste, oltre 600 sottoscrizioni di ricercatori, professori universitari e biologi da Australia, Austria, Belgio, Canada, Croatia, Cipro, Danimarca, Francia, Germania, Islanda, Italia, Olanda, Polonia, Russia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Gran Bretagna e Stati Uniti. 

 Alla petizione dell'Associazione Luca Coscioni hanno infatti aderito personalità tra le più illustri del mondo della scienza e della ricerca internazionale, come Andrea Borini, presidente Sifes, il professore Gilberto Corbellini,dell'Università Sapienza di Roma, Domenico Danza, ginecologo, Marco Favara, embriologo, Anna Pia Ferraretti, direttore scientifico Sismer, Carlo Flamigni,ginecologo e membro del Consiglio Nazionale di Bioetica; Cesare Galli, dell'Università di Bologna, Luca Gianaroli, Direttore Scientifico di SISMeR System, la sociologa Marina MengarelliPiergiorgio Strata neurologo,Giovanna Lazzari,Direttore di Ricerca di Avantea; Daniël Pipeleers, MD, PhD: Head of the Diabetes Research Centre at Free University of Brussels, Belgium; Peter Andrews, Arthur Jackson Professor of Biomedical Science at University of Sheffield; Christine Baldeschi, Assistant Professor at French Institute of Health and Medical Research, Paris, France; Clare Blackburn, Professor at MRC Centre for Regenerative Medicine (CRM), University of Edinburgh; Daniele Colombo, Presidente associazione italiana dei biotecnologi; Francesco Blasi, Professore ordinario Malattie Respiratorie,. Dipartimento di Fisiopatologia Medico-chirurgica e Trapianti, Università di Milano; Irene Bozzoni,Professore di biologia molecolare all'Università di Roma 'La Sapienza';Silvio Bicciato, Professore Associato di Bioingegneria Industriale presso Unimore - Università degli studi di Modena e Reggio Emilia;Stefano Bonatti, Professore Ordinario di Biologia Cellulare, Dipartimento di Biochimica e Biotecnologie Mediche, Università di Napoli Federico II;Michelangelo Cordenonsi, Professore ordinario di Istologia presso Università di Padova; Elisabetta Dejana, Professore Straordinario di Patologia generale presso l'Università degli studi di Milano.Direttore dell'Istituto di Oncologia Molecolare FIRC;  Stephen Dunnett,Professore, Università di Cardiff; Kim Bak Jensen, Associate Professor at Biotech Research and Innovation Centre, University of Copenaghen; Matthias Lütolf, Professor, Director of the Institute of Bioengineering (IBI); Marc Peschanski, Scientific Director, Institut national de la santé et de la recherche médicale;Cesare Montecucco, Professore Ordinario di Patologia Generale, Università di Padova; Maurizio Mori Socio fondatore e segretario della Consulta di Bioetica di Milano; Megan Munsie, Associate Professor and Manager Policy and Outreach, Stem Cells Australia; Stefano Piccolo, Professore Ordinario di Biologia Molecolare presso Università di Padova; Stefano Pluchino, University Lecturer and Honorary Consultant in Neurology at the University of Cambridge, UK; Tullio Pozzan, Professore Ordinario di Patologia Generale presso Università di Padova; Austin Smith, director, Wellcome Trust, United Kingdom; Mario Stefanini, professore emerito di istologia ed embriologia all'università La Sapienza di Roma; Azim SuraniDirector of Germline and Epigenomics Research, University of Cambridge; Shahragim Tajbakhsh, Professor and Head of Department, Pasteur Institute; Francesco Saverio Tedesco, Principal Research Associate, University College London; Christine Watson, Professor of Cell and Cancer Biology at University of Cambridge; Tullio Barni, Professore Ordinario di Anatomia Umana Università Magna Graecia Catanzaro;Stefano Bonatti Laura Calza, MD, professore ordinario, Università di Bologna; Sirio Dupont, Professore ordinario di Istologia presso Università di Padova; Rossella Manfredini, Docente dipartimento di scienze biomediche, Università di Modena e Reggio;  Graziano Martello, Research Associate, University of Cambridge UK; Graziella Messina, Professore Associato di Istologia presso Università degli Studi di Milano; Gabriella Minchiotti,  Primo Ricercatore presso CNR; Caterina Missero, ricercatore CEINGE; Andrea Musacchio, Direttore, Max Planck Institute of Molecular Physiology, Dortmund; Antonio Musarò, Professore Associato di Istologia, Embriologia e Biotecnologie Cellulari, Sapienza Univ. di Roma; Paolo Plevani, Professore Ordinario di Biologia Molecolare, Università degli Studi di Milano.

"La ricerca sulle staminali embrionali - si legge nella petizione - è fondamentale per ricercare cure su malattie che colpiscono milioni di persone". L'obiettivo e' quello di "rimuovere un divieto che danneggia sia la ricerca che la salute" e "garantire la libertà di ricerca scientifica sugli embrioni non idonei per una gravidanza". 

La petizione è promossa dal ricercatore di fama mondiale Michele De Luca, Co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni, da Filomena Gallo e Marco Cappato, segretario e tesoriere dell'Associazione Coscioni. 

Con l'adesione di associazioni tra cui L'Altra Cicogna, Cerco un Bimbo, Amica Cicogna, Famiglie SMA, Parent Project, Hera, Aidagg, Ela Italia Onlus Associazione Europea contro le Leucodistrofie.

 

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Legge 40, 600 scienziati pro ricerca sugli embrioni

Lun, 21/03/2016 - 16:36
Legge 40, 600 scienziati pro ricerca sugli embrioniIl Manifesto20 Mar 2016Cellule staminali

Sono «già oltre 600 da 22 Paesi del mondo» gli scienziati che hanno firmato, insieme ad altre migliaia di persone, la petizione per la libertà di ricerca sulle staminali embrioniali, lanciata dall`Associazione Luca Coscioni in vista del pronunciamento della Corte Costituzionale che martedì prossimo dovrà decidere su uno degli ultimi divieti imposti dalla legge 40 (art. 13), già smontata pezzo per pezzo dalle precedenti sentenze, il divieto di utilizzare a scopi di ricerca cellule «pre-embrioni» per idonei per una gravidanza «altrimenti destinati a marcire nei congelatori».

Nell`udienza pubblica della Consulta, denuncia Marco Cappato, tesoriere dell`Associazione Luca Coscioni e presidente dei Radicali italiani, il governo Renzi, attraverso l'avvocatura dello Stato si oppone alla «testimonianza di scienziati e clinici esperti della materia, sostenendo che "il legislatore aveva già tenuto conto dei differenti interessi in gioco" in occasione del dibattito parlamentare».

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“Renzi contro gli scienziati vuol zittire anche la Consulta”

Lun, 21/03/2016 - 13:09
“Renzi contro gli scienziati vuol zittire anche la Consulta”Il Fatto Quotidiano20 Mar 2016Giampiero CalapàCellule staminali

"Bavaglio agli scienziati e limitazione dei poteri della Consulta: questo vuole il governo Renzi e facendo trapelare alla stampa la memoria dell’Avvocatura dello Stato, che è stata anticipata ieri da Repubblica, intende mettere pressione sui giudici costituzionali in maniera gravissima a pochi giorni dalla sentenza”.

Marco Cappato, radicale dell’Associazione Luca Coscioni, è furibondo: “La partita è tra la ricerca scientifica e un’Italia oscurantista”. E si gioca sulla pelle dei cittadini, perché la Corte costituzionale martedì si pronuncerà sul divieto, stabilito dalla celeberrima legge 40, di utilizzare per la ricerca gli embrioni residuali non idonei per una gravidanza.

Embrioni quindi che, per lo Stato italiano, dovrebbero continuare a rimanere in congelatore all’infinito, destinati a perire nei crioconservatori senza destinazione, senza nessuno scopo e senza nessuna utilità. “Un ’assurdità – spiega la ricercatrice Giovanna Lazzari, del laboratorio privato Avantea srl di Cremona – perché quegli embrioni permetterebbero di sviluppare studi sulle malattie degenerative ora incurabili, come il Parkinson, la Sla e l’Alzheimer”.

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Dichiarazione congiunta degli avvocati: Gianni Baldini, Filomena Gallo, Clara, Cinzia Ammirati, rispettivamente legali della coppia e dell'associazione Vox

Sab, 19/03/2016 - 19:02
Dichiarazione congiunta degli avvocati: Gianni Baldini, Filomena Gallo, Clara, Cinzia Ammirati, rispettivamente legali della coppia e dell'associazione VoxGianni Baldini, Filomena Gallo, Clara, Cinzia Ammirati19 Mar 2016Cellule staminali

Dichiarazione congiunta degli avvocati: Gianni Baldini, Filomena Gallo, Clara, Cinzia Ammirati, rispettivamente legali della coppia e dell'associazione Vox


Il prossimo 22 marzo dinanzi alla Corte Costituzionale sarà all'esame il divieto stabilito dall'art. 13 della l.40 di utilizzo per la ricerca degli embrioni residuali non idonei per una gravidanza.

Abbiamo presentato istanza alla Corte Costituzionale affinchè possa essere valutata la possibilità che rientra nelle funzioni esclusivi della Corte di azionare i poteri istruttori (come avviene normalmente anche in Corte EDU) attesa la natura delle questioni in discussione e la specificità della cultura scientifica di cui si discute che ha ricaduta costituzionale per la tutela della ricerca scientifica, il diritto alla scienza finalizzata alla tutela della salute collettiva.    La giurisprudenza Costituzionale ha affermato nel tempo che "Salvo che entrino in gioco altri diritti o doveri costituzionali, non è, di norma, il legislatore a poter stabilire direttamente e specificamente quali siano le pratiche terapeutiche ammesse, con quali limiti e a quali condizioni. Poiché la pratica dell'arte medica si fonda sulle acquisizioni scientifiche e sperimentali, che sono in continua evoluzione, la regola di fondo in questa materia è costituita dalla autonomia e dalla responsabilità del medico che, sempre con il consenso del paziente, opera le scelte professionali basandosi sullo stato delle conoscenze a disposizione. Autonomia del medico nelle sue scelte professionali e obbligo di tener conto dello stato delle evidenze scientifiche e sperimentali, sotto la propria responsabilità, configurano dunque un altro punto di incrocio dei principi di questa materia."
La tutela delle blastocisti/embrioni residuati a cicli di procreazione medicalmente assistita,  che non sono idonei per una gravidanza  e sono quindi  destinati a perire senza destinazione nei crioconservatori, non trova fondamento normativo e non può limitare l'accesso ai benefici della ricerca per i cittadini italiani che invece godono di tutele costituzionali. 

 

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Scienziati da 22 paesi firmano la nostra petizione per la libera ricerca su staminali embrionali in Italia, ma Governo vuole imbavagliarli e limitare poteri dei giudici su Legge40

Sab, 19/03/2016 - 19:00
Scienziati da 22 paesi firmano la nostra petizione per la libera ricerca su staminali embrionali in Italia, ma Governo vuole imbavagliarli e limitare poteri dei giudici su Legge40Associazione Luca Coscioni19 Mar 2016Cellule staminaliComunicato stampa dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica Mentre il governo tenta di imbavagliare la scienza e limitare i poteri dei giudici della Consulta, chiedendo sia ignorato il parere dei più importanti ricercatori internazionali, sono già oltre 600 da 22 Paesi del mondo gli scienziati che hanno firmato la petizione per la libertà di ricerca sulle staminali embrioniali, lanciata dall'Associazione Luca Coscioni in vista del pronunciamento della Corte Costituzionale che il 22 marzo prossimo dovrà decidere sul divieto, in vigore in Italia, di utilizzare i pre-embrioni altrimenti destinati a marcire nei congelatori.  A sottoscrivere la petizione, che ha raccolto migliaia di firme, ricercatori, professori universitari e biologi da Australia, Austria, Belgio, Canada, Croatia, Cipro, Danimarca, Francia, Germania, Islanda, Italia, Olanda, Polonia, Russia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Gran Bretagna e Stati Uniti.  Tra le adesioni quelle di personalità tra le più illustri del mondo della scienza e della ricerca internazionale, come Peter Andrews, Clare Blackburn, Stephen Dunnett, Kim Jensen, Mathias Lutolf, Marc Peschanski, Megan Munsie, Austin Smith, Azim Surani, Shahragim Tajbakhsh, Christine watson, Daniel Pipeleers.
"La ricerca sulle staminali embrionali - si legge nella petizione - è fondamentale per ricercare cure su malattie che colpiscono milioni di persone". L'obiettivo e' quello di "rimuovere un divieto che danneggia sia la ricerca che la salute" e "garantire la libertà di ricerca scientifica sugli embrioni non idonei per una gravidanza".

In Italia, questi embrioni sono condannati alla distruzione, mentre i ricercatori italiani li importano dall'estero per poter continuare a cercare la cura per molte patologie gravi, ma anche per quelle più diffuse come il diabete, che in Italia affligge 5 milioni di persone. Il divieto su cui si esprimerà la Consulta è uno degli ultimi rimasti in piedi della legge 40 smantellata nei tribunali, anche grazie all'impegno dell'Associazione Luca Coscioni. Quella contro il proibizionismo e per la libertà di ricerca sulle staminali embrionali è la principale battaglia intrapresa da Luca Coscioni, il leader radicale malato di SLA morto dieci anni fa. La petizione è promossa dal ricercatore di fama mondiale Michele De Luca, Co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni, da Filomena Gallo e Marco Cappato, segretario e tesoriere dell'Associazione Coscioni, con l'adesione di associazioni tra cui L'Altra Cicogna, Cerco un Bimbo, Amica Cicogna, Famiglie SMA, Parent Project, Hera, Aidagg, Ela Italia Onlus Associazione Europea contro le Leucodistrofie.
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Ricerca, Cappato: "Il Governo vuole impedire agli scienziati di parlare e vuole limitare i poteri della Consulta su Legge40

Sab, 19/03/2016 - 08:30
Ricerca, Cappato: "Il Governo vuole impedire agli scienziati di parlare e vuole limitare i poteri della Consulta su Legge40Marco Cappato, Associazione Luca Coscioni19 Mar 2016Cellule staminali

Dichiarazione di Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e Presidente di Radicali italiani

Milano, 19 Marzo 2016

In vista dell'udienza pubblica di martedì 22 marzo in Corte costituzionale sull'incostituzionalità del divieto di utilizzo per la ricerca di embrioni non idonei per una gravidanza previsto dalla Legge 40, apprendiamo che il Presidente del consiglio dei Ministri, rappresentato dall'Avvocatura Generale di Stato, vuole tappare la bozza agli scienziati e limitare l'azione della Consulta. 

Il Governo infatti afferma nei propri scritti che non sussistono i presupposti per raccogliere testimonianza di scienziati e clinici esperti della materia, sostenendo in particolare che "il legislatore aveva già tenuto conto dei differenti interessi in gioco" in occasione del dibattito parlamentare.

Il Governo, dunque, finge di ignorare che i poteri della Corte nella verifica di costituzionalità delle leggi emanate dal Parlamento non trovano limiti, e che non può essere il Governo a indicare la via da seguire per tale verifica di costituzionalità.

Era già sufficientemente grave il fatto che il Governo Renzi non avesse provato a rimuovere il divieto di ricerca sulle staminali embrionali prima che se ne dovesse occupare la Corte costituzionale. Ora, questo tentativo di impedire ad alcuni tra i più autorevoli scienziati italiani persino di spiegare ai giudici della Consulta l'importanza della libertà di ricerca rappresenta un maldestro e intollerabile attacco del Governo contro la scienza e i ricercatori italiani. Voglio dire al Presidente del Consiglio che non serve buttarsi un secchio d'acqua in testa contro la Sla o annunciare nuovi finanziamenti alla ricerca se poi si cerca di impedire agli scienziati di fare il proprio lavoro e di raccontarne la portata davanti alla Corte costituzionale in una occasione così importante.

Da parte nostra, come Associazione Luca Coscioni continuiamo a raccogliere firme sulla nostra petizione per la libertà di ricerca sulle staminali embrionali a questo LINK. Domani renderemo note le adesioni di alcune personalità internazionali che hanno deciso di intervenire in soccorso della scienza italiana e dei nostri ricercatori.

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Maternità surrogata. No a crociate universali che umiliano donne e paese

Ven, 18/03/2016 - 14:51
Maternità surrogata. No a crociate universali che umiliano donne e paeseFilomena Gallo18 Mar 2016Gestazione per altri

Dichiarazione di Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni

"Mi auguro che Governo e Parlamento italiano non si imbarchino in una nuova insensata crociata internazionale proponendo la messa al bando della maternità surrogata e scontrandosi con alcune delle più importanti democrazie liberali al mondo. Se lo facessero, oltre a danneggiare il diritto all'autodeterminazione individuale di tante donne, esporrebbero le istituzioni italiane a nuove umiliazioni internazionali, come già accaduto per le condanne europee in materia di fecondazione assistita e aborto".

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Cannabis: Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni hanno depositato in Cassazione una legge popolare per legalizzarla

Ven, 18/03/2016 - 13:39
Cannabis: Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni hanno depositato in Cassazione una legge popolare per legalizzarlaAssociazione Luca Coscioni18 Mar 2016Cannabis terapeutica

L'Associazione Luca Coscioni Radicali Italiani - con la collaborazione e il sostegno della Coalizione Italiana per le Libertà Civili e DemocraticheForum Droghe, e le associazioni AntigoneLa PianTiamoCanapa Info PointASCIA, comunità di OverGrow, la coalizione "Legalizziamo la Canapa" e decine di grow shop italiani - questa mattina hanno depositato in Corte di Cassazione una proposta di legge d’iniziativa popolare per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati.

L’iniziativa vuole contribuire, con la sottoscrizione di almeno 50.000 italiani nei prossimi sei mesi, alle attività istituzionali dell’inter-gruppo parlamentare per la cannabis legale promosso dal senatore Benedetto della Vedova esattamente un anno fa. Il testo parte dalla versione calendarizzata alla Camera e la arricchisce con proposte storiche dei Radicali e contributi specifici di esperti e militanti delle associazioni sostenitrici, oltre che giuristi a titolo personale, per rendere il modello di regolamentazione quanto più libero possibile. Raggiunte le firme necessarie il testo verrà presentato in Parlamento per esser incluso nell’iter parlamentare in corso.

La regolamentazione è rivolta ai maggiorenni e prevede, tra l'altro, la libertà di auto-coltivazione individuale o associata in "cannabis social club", pratiche semplificate per la produzione commerciale, il più ampio accesso possibile alla cannabis terapeutica, l'allocazione delle entrate ad attività informative e sociali, una relazione annuale al Parlamento e la depenalizzazione totale dell'uso personale di tutte le sostanze nonché la liberazione per i detenuti per condotte non più penalmente sanzionabili.

Cliccando qui è disponibile una scheda sintetica con i punti principali della legge.

Il testo integrale, in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, può essere consultato cliccando qui.

Radicali Italiani e l’Associazione Luca Coscioni hanno inoltre lanciato una petizione al Parlamento europeo che chiede una chiara denuncia dei fallimenti del proibizionismo e la promozione di politiche che pongano fine alle violazioni dei diritti umani e ai danni provocati alla salute e all'ambiente dalla “guerra alla droga”. In poche ore la petizione ha già raccolto oltre 2 mila firme (Qui il testo).

"Il fallimento della guerra alla droga è sotto gli occhi di tutti. Dobbiamo quindi rilanciare la lotta antiproibizionista, allargando il fronte all'Europa e a tutte le droghe. Ecco perché, insieme a questa legge popolare, abbiamo lanciato una petizione rivolta al Parlamento europeo per chiedere politiche comuni sulle droghe, non solo per la legalizzazione della cannabis ma anche per la decriminalizzazione dell'uso e del possesso per consumo personale di tutte le altre droghe. Se infatti il mercato europeo delle droghe europeo è già unico e ben organizzato, è tempo che le istituzioni europee facciano fronte comune. Gli interventi che proponiamo sono consentiti dalle convenzioni internazionali e sono più efficaci delle misure adottate finora. Abbiamo così inaugurato una primavera radicale antiproibizionista con l’obiettivo di rilanciare la campagna attraverso la mobilitazione dei cittadini", ha dichiarato il segretario di Radicali Italiani, Riccardo Magi, a margine del deposito della proposta di legge.

"Con questa proposta di legge continuiamo una battaglia storica per l'Associazione Luca Coscioni. Insieme alla legalizzazione della cannabis, infatti, prevediamo anche che il libero accesso ai farmaci cannabinoidi sia reso effettivo. Ciò è possibile sia attraverso un accesso immediato e gratuito ai farmaci, sia attraverso la regolamentazione dell'autocoltivazione per le persone malate", ha spiegato Filomena Gallo, segretaria dell'Associazione Luca Coscioni, all'uscita della Corte di Cassazione.  

La campagna #Legalizziamo! è presente su Twitter con @parliamdidroghe e su Instagram con @legalizziamo. È legata alle pagine Facebook È' ora di legalizzare le droghe e Cannabis terapeutica oltre che alle pagine ufficiali dei social dell'Associazione Luca Coscioni e di Radicali italiani.

SCARICA LE IMMAGINI DELLA CAMPAGNA.

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Embrioni alla ricerca, anche l'ultimo divieto della Legge 40 arriva alla Consulta

Ven, 18/03/2016 - 13:19
Embrioni alla ricerca, anche l'ultimo divieto della Legge 40 arriva alla Consultarepubblica.it18 Mar 2016Bioetica

La legge 40 sulla procreazione assistita torna per l'ennesima volta di fronte alla Corte Costituzionale. Il nodo centrale da sciogliere stavolta riguarda la possibilità di destinare alla ricerca scientifica, con il consenso della coppia, gli embrioni che originano dal processo di fecondazione assistita, ma non possono essere impiantati perché presentano gravi patologie. Oggi questa possibilità è negata dal divieto previsto dall'articolo 13 della legge 40.

A sottoporre la questione alla Consulta è il tribunale di Firenze, nell'ambito di una causa su una coppia che ha effettuato più cicli di procreazione medicalmente assistita sempre con esito negativo e con produzione di embrioni malati. L'udienza pubblica in Corte Costituzionale è fissata per martedì 22 marzo. Giudice relatore è Rosario Morelli. Gli interessi della coppia sono rappresentati dagli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini. Si è costituita l'associazione Vox-Osservatorio sui diritti, con l'avvocato Massimo Clara. L'avvocato dello Stato, Gabriella Palmieri, difenderà l'impianto attuale della legge per conto della Presidenza del Consiglio.

Embrione o ricerca - Se possibile, lo 'scontro' sarà ancora più ideologico rispetto ai temi - come l'eterologa e la diagnosi pre-impianto - sui quali i giudici della Consulta sono stati chiamati a pronunciarsi negli ultimi anni con una serie di pronunce che hanno di fatto smantellato il corpus originario della legge. La linea preannunciata dall'Avvocatura dello stato è chiara: "Il legislatore ha inteso tutelare l'embrione quale entità che ha in sé la vita" e "non può affatto ritenersi irragionevole che nel bilanciamento tra l'interesse alla tutela dell'embrione e l'interesse allo sviluppo della scienza, sia il secondo a dover cedere". L'avvocatura chiede dunque che la questione sia dichiarata inammissibile o comunque infondata "perché diretta a sindacare il bilanciamento di valori costituzionali non irragionevolmente operato dal legislatore; e perché è volta a introdurre una modifica dell'assetto normativo che necessita, invece, di apposita regolamentazione legislativa". Si tratta, quindi, di "una questione di politica e di tecnica legislativa" che "la cui decisione compete esclusivamente al legislatore".

Udienza con audizione di scienzati - Gli avvocati della coppia ricorrente, invece, auspicano una discussione sul merito e hanno chiesto alla Consulta, con apposita richiesta istruttoria, di ascoltare in udienza il parere di un gruppo di importanti scienziati italiani, a cominciare dalla sentarice a vita Elena Cattaneo, direttrice del Centro ricerca sulle staminali della Statale di Milano; e poi Michele De Luca, direttore del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari", Università di Modena e Reggio Emilia; Giuseppe Testa, direttore del laboratorio di Epigenetica delle cellule staminali dell'Istituto europeo di Oncologia; Vania Broccoli, capo Unità ricerca dell'ospedale San Raffaele; Giulio Cossu, professore di Medicina rigenerativa all'Università di Manchester e Giuseppe Remuzzi, IRCCS-Istituto di ricerche Farmacologiche 'Mario Negri'.

Il no dell'Avvocatura - I sei scienziati dovrebbero pronunciarsi sulle potenzialità mediche e di cura che la ricerca sugli embrioni - ovviamente sempre nel caso in cui non siano utilizzabili perché affetti da patologie e siano donati con il consenso della coppia - potrebbe avere. L'Avvocatura dello Stato si è detta contraria all'audizione degli esperti: nel caso in questione non ci sarebbero i presupposti per effettuarla e in ogni caso fanno testo le numerose pubblicazioni scientifiche degli stessi esperti di cui si è chiesta l'audizione, che possono essere facilmente acquisite e valutate. La Corte dovrà decidere se ammettere o meno l'istanza e in caso positivo, dovrà aggiornarsi per poter effettuale le audizioni. Nel caso che la Corte decida per l'audizione, l'avvocatura dello Stato si riserva di indicare i nomi di altri esperti.

La petizione dell'associazione Coscioni - In vista dell'udienza del 22 marzo, l'associazione Luca Coscioni ha lanciato una petizione "contro il proibizionismo e per la libertà di ricerca scientifica: "La ricerca sulle staminali embrionali - si legge nella petizione - è fondamentale per ricercare cure su malattie che colpiscono milioni di persone". L'obiettivo è quello di "rimuovere un divieto che danneggia sia la ricerca che la salute" e "garantire la libertà di ricerca scientifica sugli embrioni non idonei per una gravidanza". Nel nostro Paese questi embrioni, si ricorda nella petizione, "sono condannati alla distruzione, mentre i ricercatori italiani li importano dall'estero per poter continuare a cercare la cura per molte patologie gravi, ma anche per quelle più diffuse come il diabete, che in Italia affligge 5 milioni di persone. Cure che, se trovate, cambierebbero la vita di tanti malati".

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